Roma. “La Luna sul Colosseo” raddoppia: le visite serali del sabato, dal 20 agosto anche il venerdì. Il nuovo e suggestivo itinerario è reso possibile dal recente restauro dell’intera superficie degli spazi che ospitavano belve, gladiatori e apparati scenici

Dal 20 agosto 2021 l’appuntamento con “La Luna sul Colosseo” raddoppia: serate al parco archeologico del Colosseo il venerdì sera oltre che il sabato. Visite a partire dalle 20.10 e per gruppi di massimo 20 persone alla scoperta dei sotterranei. Il nuovo e suggestivo itinerario è reso possibile dal recente restauro dell’intera superficie degli spazi che ospitavano belve, gladiatori e apparati scenici. Per prenotare per uno dei prossimi appuntamenti fino al 30 ottobre 2021: https://parcocolosseo.it/…/la-luna-sul-colosseo-2021…/
Durante l’itinerario si dipana il racconto della topografia della valle dove è stato costruito il Colosseo mentre, attraversando l’area dei sotterranei, si scoprono i materiali con cui è stato costruito l’anfiteatro che hanno permesso di superare lo scorrere del tempo, le funzionalità e le regole che lo rendevano una straordinaria macchina dello spettacolo. Il percorso prosegue lungo il corridoio perimetrale al piano dell’arena passando di fronte all’Edicola della Via Crucis ricostruita con i frammenti ottocenteschi originari e si conclude sul piano stesso dell’arena, con uno straordinario affaccio sugli ipogei e con uno sguardo a 360° sull’immensità degli spalti, che accoglievano più di 60mila spettatori, disegnati nella notte dalle luci e dalle ombre delle cavità dei fornici.
Rovereto Cinema Estate 2021. Nel Giardino delle sculture del MART il film “Reopening Colosseum. Il Colosseo in Quarantena”
Appuntamento con il cinema archeologico a Rovereto. Venerdì 20 agosto 2021, alle 20.45, per Rovereto Cinema Estate 2021, nel Giardino delle sculture del MART a Rovereto (Tn), proiezione del film “Reopening Colosseum. Il Colosseo in Quarantena” di Luca Lancise e Davide Morabito (Italia, 2020) (vedi “Reopening Colosseum. Il Colosseo in quarantena”: evento clou della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. I protagonisti hanno spiegato quei tre mesi vissuti nel silenzio a curare il gigante fragile, e come è nato il progetto di narrare questa avventura unica. Poi le immagini hanno rapito il pubblico | archeologiavocidalpassato). Nei grandi spazi del Colosseo, inaccessibile per l’emergenza Covid-19, una piccola grande famiglia di uomini e donne continua a prendersi cura di un gigante fragile, che per loro è una seconda casa. Insieme affrontano la sfida più difficile, costruire un nuovo modo di visitare uno dei monumenti più celebri al mondo, per riaprirlo al pubblico e garantire il suo futuro. L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Museo Civico in collaborazione con il Comune di Rovereto. Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti (200). L’accesso sarà consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.
Reggio Calabria. Per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale altri due appuntamenti: il nono su “L’esplorazione dello spazio 60 anni dopo Gagarin” con Giuseppe Cutispoto (Osservatorio Astronomico di Catania), il decimo ripercorrerà la celebre Hannah Arendt con “Imprevisto ed eccezione. Lo stupore della storia” a cura del CIS. Accesso al museo col Green Pass

Appuntamento con la storia e l’esplorazione dello spazio con “Notti d’estate al MArRC” che, dopo la pausa di Ferragosto, tornano il giovedì e il sabato nel suggestivo scenario della terrazza panoramica del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Giovedì 19 agosto 2021, alle 21, nono appuntamento, in sinergia con il Planetario Pythagoras di Reggio Calabria, il professor Giuseppe Cutispoto, dell’Osservatorio Astronomico di Catania, terrà la conferenza dal titolo “L’esplorazione dello spazio 60 anni dopo Gagarin”. “Dopo la celebre missione del cosmonauta sovietico, passato alla storia per essere stato il primo uomo a compiere un’orbita completa attorno alla terra”, interviene la responsabile scientifica del Planetario, Angela Misiano, “sono stati fatti passi da gigante per la conquista dello spazio. E se allora questa sfida rappresentava una dimostrazione della forza politica, economica e scientifica delle due massime potenze mondiali, Usa e Urss, come racconterà il professor Cutispoto, oggi si guarda ad altri orizzonti, più ambiziosi orizzonti. Si parla, infatti, di ritorno sulla Luna, con il progetto Artemis, promosso da Nasa e dall’Esa, e di uno studio più approfondito di Marte grazie al piccolo elicottero Ingenuity arrivato sul pianeta rosso nel febbraio di quest’anno”. Come di consueto si potrà accedere alla terrazza panoramica con l’acquisto del biglietto del Museo al costo di 3 euro a partire dalle 20. Le attività sulla terrazza panoramica del MArRC proseguiranno sabato 21 agosto 2021 con un incontro, il decimo di “Notti d’Estate al MArRC”, dedicato alla storia a cura del Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Con Loreley Borruto, Rosaria Catanoso, Daniele Cananzi e Teresa Serra si ripercorrerà la celebre Hannah Arendt con una conferenza dal titolo “Imprevisto ed eccezione. Lo stupore della storia”. Il dibattito sarà dedicato alla figura della filosofa e storica tedesca che diede il suo prezioso contributo alla ricostruzione dell’Olocausto e che ci ha lasciato una delle più nitide testimonianze degli orrori del Nazismo. “La programmazione estiva del Museo prosegue senza sosta”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Ringrazio tutte le associazioni che si sono impegnate per costruire un ponte di cultura per la città di Reggio e i visitatori. Il MArRC si dimostra uno dei grandi attrattori della Calabria, lo testimonia l’interesse e la passione del pubblico tra le sale e dei numerosi turisti desiderosi di conoscere e ammirare il nostro patrimonio archeologico. Ai reperti dei quattro livelli delle collezioni permanenti, si aggiunge in piazza Orsi la mostra Salvati dall’oblio. Tesori di archeologia recuperati dal Nucleo TPC dei Carabinieri di Cosenza”. Il Museo nei giorni di giovedì e sabato è aperto fino alle 23, con ultimo ingresso alle 22.30. Il biglietto potrà essere acquistato sia online, sul sito web, sia in struttura. Per accedere al Museo non è richiesta la prenotazione. Per accedere alle sale espositive e alla terrazza ai sensi delle ultime disposizioni governative, è necessario il Green Pass per tutti i visitatori, ad eccezione dei minori di anni 12 e dei soggetti per i quali non è prevista la vaccinazione.
Torino. Al museo Egizio riprendono “Le Passeggiate del Direttore” dal vivo: Christian Greco accoglie i visitatori a porte chiuse, per guidarli nelle sale del Museo seguendo l’ispirazione del momento

Tornano dal vivo “Le Passeggiate del Direttore” con un nuovo appuntamento: venerdì 20 agosto 2021, alle 18.30. Christian Greco accoglie i visitatori a porte chiuse, per guidarli nelle sale del Museo seguendo l’ispirazione del momento. Un percorso riservato a un piccolo gruppo (max 25 persone) per aprire un dialogo con i partecipanti che, a fine percorso, avranno 30 minuti per confrontarsi con il direttore per approfondire o ricevere risposte alle loro curiosità. La nuova proposta intende creare un rapporto più intimo con le collezioni, una maggiore condivisione di esperienza e conoscenza. Ogni visita corrisponde ad un concreto sostegno destinato alla ricerca e alla valorizzazione di un patrimonio che appartiene a tutti e di cui tutti possono prendersi cura. Durata: 2 ore. Biglietto d’ingresso: 50 euro a persona (per i possessori della Carta Abbonamento Musei 46 euro). Prenotazione obbligatoria: Ufficio Informazioni e Prenotazioni 011 44 06 903 dal lunedì al venerdì, 9-17; sabato, 9-19; info@museitorino.it.
Bologna. Per il ciclo “Parole in piazza: Agorà Archeologia racconta il museo”, ecco gli ultimi due appuntamenti del mese, sempre al giovedì

Appuntamento al museo civico Archeologico di Bologna. Per il ciclo “Parole in piazza: Agorà Archeologia racconta il museo”, ogni giovedì alle 17.30 l’Agorà Archeologia si anima con storie e racconti che avranno per protagonisti oggetti noti e meno noti delle collezioni permanenti del museo. Trenta minuti in compagnia di un esperto per rivivere insieme memorie del mondo antico e le loro inesauribili connessioni con i grandi temi della contemporaneità. Prenotazione obbligatoria a partire da questo link: https://ticket.midaticket.it/laboratorimuseoarcheologico/Event/69/Dates. Ingresso: 5 euro + 1 euro di prevendita Info: www.museibologna.it/archeologico. Ecco gli ultimi due appuntamenti del mese. Giovedì 19 agosto 2021, alle 17.30: “Hai degli spiccioli? Il portamonete di un soldato romano”; giovedì 26 agosto 2021, alle 17.30: “Guerra e pace: le legioni di Roma ai confini del mondo”.
Nuova importante scoperta a Pompei nell’area della necropoli di Porta Sarno: trovata la sepoltura di Marcus Venerius Secundio. Il suo corpo mummificato rappresenta un giallo archeologico. E la lastra marmorea sul frontone attesta per la prima volta lo svolgimento a Pompei di spettacoli in lingua greca

Particolare del corpo inumato trovato nella tomba di Marcus Venerius Secundio a Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
Nuove scoperte a Pompei. Lo annuncia Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, che in un video descrive l’ultimo ritrovamento di Pompei, avvenuto nel corso di una campagna di scavo promossa nell’area della necropoli di Porta Sarno dal parco archeologico di Pompei e dall’università Europea di Valencia: una antica sepoltura, rinvenuta presso la necropoli di Porta Sarno, a Est dell’antico centro urbano di Pompei, che si è rivelata importante per due motivi. Prima di tutto, perché ha restituito resti umani mummificati, capelli e ossa di un individuo inumato: un fatto insolito, un piccolo giallo archeologico da chiarire, visto che all’epoca il rito più comune era quello dell’incinerazione, e per di più – in questo caso – un’inumazione con tracce di mummificazione.

L’iscrizione commemorativa del proprietario Marcus Venerius Secundio sulla lastra marmorea, posta sul frontone della tomba scoperta nell’area della necropoli di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
E poi, secondo elemento importante, c’è la prima conferma di rappresentazioni teatrali in greco a Pompei, una consuetudine ipotizzata ma mai dimostrata. Sulla lastra marmorea, posta sul frontone della tomba, un’iscrizione commemorativa del proprietario Marcus Venerius Secundio richiama infatti, straordinariamente, lo svolgimento a Pompei di spettacoli in lingua greca, attestati dunque per la prima volta in maniera diretta. “Pompei non smette di stupire”, dichiara il ministro della Cultura, Dario Franceschini, “e si conferma una storia di riscatto, un modello internazionale, un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie alle tante professionalità dei beni culturali che, con il loro lavoro, non smettono di regalare al mondo risultati straordinari che sono motivo di orgoglio per l’Italia”. Le attività di scavo e di recupero da parte dell’università di Valencia sono state coordinate dal prof. Llorenç Alapont del Dipartimento di Preistoria e Archeologia, mentre come funzionari responsabili del Parco Archeologico sono intervenute l’archeologa Luana Toniolo, la restauratrice Teresa Argento e l’antropologa Valeria Amoretti.

La struttura sepolcrale, risalente agli ultimi decenni di vita della città, è costituita da un recinto in muratura, sulla cui facciata si conservano tracce di pittura: si intravedono piante verdi su sfondo blu. Il personaggio di Marcus Venerius Secundio – che compare anche nell’archivio di tavolette cerate del banchiere pompeiano Cecilio Giocondo, proprietario della domus omonima su via Vesuvio – era uno schiavo pubblico e custode del tempio di Venere. Una volta liberato, aveva poi raggiunto un certo status sociale ed economico, come emergerebbe non solo dalla tomba piuttosto monumentale, ma anche dall’iscrizione: oltre a diventare Augustale, ovvero membro del collegio di sacerdoti dediti al culto imperiale, come ricorda l’epigrafe, “diede ludi greci e latini per la durata di quattro giorni”.

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, legge l’iscrizione della tomba di Marcus Venerius Secundio a Porta Sarno (foto parc
“Ludi graeci è da intendere come spettacoli in lingua greca”, commenta il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel: “è la prima testimonianza certa di esibizioni a Pompei in lingua ellenica, ipotizzate in passato sulla base di indicatori indiretti. Abbiamo qui un’altra tessera di un grande mosaico, ovvero la Pompei multietnica della prima età imperiale, dove accanto al latino è attestato il greco, all’epoca la lingua franca del Mediterraneo orientale. Che si organizzassero anche spettacoli in greco è prova del clima culturale vivace e aperto che caratterizzava l’antica Pompei, un po’ come l’esibizione straordinaria di Isabelle Huppert nel Teatro Grande poche settimane fa, in lingua francese, ha dimostrato che la cultura non ha confini”.

Non meno eccezionale dell’iscrizione risulta la sepoltura di Marco Venerio Secundio. Si tratta di uno degli scheletri meglio conservati ritrovati nella città antica. Il defunto fu inumato in una piccola cella di 1,6 x 2,4 metri posta alle spalle della facciata principale, mentre nella restante parte del recinto sono state riscontrate due incinerazioni in urna, una in un bellissimo contenitore in vetro appartenente a una donna di nome Novia Amabilis.


Due ampolle in vetro (unguentari) nel corredo della Tomba di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
Nella fase romana di Pompei, il rito funerario prevedeva di norma l’incinerazione, mentre solo bambini piccoli venivano inumati. La sepoltura di Marco Venerio è dunque altamente insolita anche per il rito funerario adottato, considerando che si trattava di un uomo adulto di più di 60 anni, come emerge da una prima analisi delle ossa ritrovate nella camera funeraria. Le caratteristiche della camera funeraria, che consisteva in un ambiente ermeticamente chiuso, hanno creato le condizioni per lo stato di conservazione eccezionale in cui è stato trovato lo scheletro, con capelli e un orecchio ancora visibili. Inoltre, sono stati recuperati elementi di corredo, tra cui due unguentaria in vetro e numerosi frammenti di ciò che sembra essere un tessuto.

I rilievi del corpo inumati della Tomba di Porta Sarno a Pompei (foto parco archeologico di pompei)
“Bisogna ancora comprendere se la mummificazione parziale del defunto è dovuta a un trattamento intenzionale o meno”, spiega il professor Llorenç Alapont dell’università di Valencia. “In questo l’analisi del tessuto potrebbe fornire ulteriori informazioni. Dalle fonti sappiamo che determinati tessuti come l’asbesto venivano utilizzati per l’imbalsamazione. Anche per chi come me si occupa di archeologia funeraria da tempo, la straordinaria ricchezza di dati offerti da questa tomba, dall’iscrizione alle sepolture, ai reperti osteologici e alla facciata dipinta, è un fatto eccezionale, che conferma l’importanza di adottare un approccio interdisciplinare, come l’università di Valencia e il Parco Archeologico hanno fatto in questo progetto”.


La camera interna della Tomba di Porta Sarno a Pompei con la sepoltura a inumazione (foto parco archeologico di pompei)
I resti umani e organici trovati nel recinto funerario di Porta Sarno sono stati trasportati al Laboratorio di Ricerche Applicate nel sito di Pompei dove sono stati sottoposti a interventi di analisi e di conservazione. Al tempo stesso, il parco archeologico ha avviato una serie di interventi di messa in sicurezza, volti a garantire la manutenzione della necropoli di Porta Sarno nelle more della definizione di un più ampio progetto di restauro e fruizione dell’area. La necropoli attualmente non è visitabile in quanto ubicata al di là della linea ferroviaria della Circumvesuviana, ma il Parco ha avviato uno studio di fattibilità per includerla nell’area aperta al pubblico.
A San Chirico Nuovo (Potenza) giornata di studi “La riscoperta di un sito” (in diretta Fb), per offrire una ricostruzione storica su basi scientifiche per ricostruire un quadro coerente del popolamento di questo territorio nella diacronia. E apertura al pubblico della capanna arcaica (VI sec. a.C.) di Serra di Cugno Notaro, esempio di archeologia preventiva
Il sito di Serra di Cugno Notaro, a San Chirico Nuovo, nel cuore della provincia di Potenza, è l’area in cui sono state ritrovate le tracce di un’antica capanna arcaica. I resti della dimora, datati alla fine del VI secolo a.C., raccontano molto della vita della comunità che popolava quest’area della Basilicata in tempi lontanissimi. La popolazione che abitava sulla collina di San Chirico Nuovo aveva organizzato la propria società in gruppi familiari, detti “clan”. Le famiglie vivevano in capanne circolari e si dedicavano all’agricoltura e all’allevamento. In questo luogo strategico, al centro di importanti rotte di scambio, la cultura e l’arte giungevano anche attraverso di oggetti e gli scambi commerciali. Il 17 agosto 2021, alle 18, in piazza Roma a San Chirico Nuovo, nell’ambito della giornata di studi organizzata dall’amministrazione comunale con la collaborazione della SABAP Basilicata e dell’associazione culturale “Telai e Pithoi”, verrà aperta al pubblico la struttura di tutela della capanna arcaica risalente al VI sec a.C. Alla giornata di studi parteciperanno oltre alle istituzioni locali anche l’università Panthéon Sorbonne di Parigi e l’università Humboldt di Berlino.

Le ultime indagini effettuate in località Serra di Cugno Notaro hanno fornito ulteriori elementi cronologici del popolamento dell’area, proponendo anche per San Chirico quello che era il modello insediativo di età arcaica (VI-V secolo a.C.) del comprensorio nord-lucano, ovvero la presenza di gruppi demici ristretti che vivevano all’interno di capanne, che avevano nelle immediate vicinanze i loro spazi funerari. Sono stati così investigati sia lo spazio dei vivi che quello dei morti, riportando alla luce una necropoli di 23 tombe e resti di varie strutture abitative. Tra queste, si è deciso di valorizzare la base di una capanna circolare della metà del VI secolo a.C., tipica abitazione in ambito indigeno dell’Italia Meridionale, che presentava un discreto stato di conservazione, rispetto al resto del sito, già pesantemente deteriorato per cause naturali (risalite della falda acquifera e conseguenti smottamenti già in antico) ed antropiche (danneggiamenti dovuti ai lavori agricoli). Dopo l’indagine sul campo, il reperto recuperato è stato musealizzato entro una struttura coperta, appositamente realizzata nella periferia est del centro storico, in un suggestivo scenario panoramico.

Giornata di studi “La riscoperta di un sito”, martedì 17 agosto 2021, alle 18: evento organizzato e sponsorizzato dall’associazione “Telai e Pithoi” di San Chirico Nuovo (che lo trasmetterà in diretta sulla propria pagina Facebook) e vede tra i partner la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della Basilicata e il Comune di San Chirico Nuovo, che ne hanno favorito la realizzazione, col contributo scientifico della Sabap e del mondo accademico, rappresentato in modo prestigioso da docenti universitari provenienti da diversi Istituti universitari europei – Parigi, Berlino e Roma- che, a vario titolo, si sono occupati di questo territorio. L’obiettivo è quello di offrire una ricostruzione storica su basi scientifiche per ricostruire un quadro coerente del popolamento di questo territorio nella diacronia. I dati delle ultime ricerche verranno letti alla luce delle “vecchie” scoperte, tra le quali si ricorda il famoso tesoretto di 146 monete recuperato negli scavi del 1986. Ai partecipanti sarà disponibile in anteprima il bimestrale di settembre-ottobre della rivista specializzata “Archeologia Viva”, dove un lungo articolo è dedicato proprio a questo sforzo di ricostruzione territoriale. Vediamo il programma: saluti di Rossella Baldassarre e Francesco Canestrini, modera Marinella Sarangelo. Interventi di: Elisabetta Setari (“Le indagini archeologiche di località Serra di Cugno Notaro tra il 1981 e il 1986”), Mara Romaniello (“Il santuario lucano di località Pila”), Lucia Colangelo (“Le indagini archeologiche di località Serra di Cugno Notaro tra il 2011 e il 2018”), Paolo Poccetti (“Il bollo su tegola di Trebis Arronties”), Olivier de Cazanove (“Il rapporto di San Chirico con Civita di Tricarico e le indagini nel territorio tra il 2013 e il 2015”), Agnes Hennig (“Le trasformazioni dei siti di altura lucani. Panoramica da monte Coccia a monte Torretta di Pietragalla”), Sabrina Mutino (“Dall’archeologia preventiva allo scavo stratigrafico. Una tutela possibile”), Michele Scioscia (“Hold the Hut”. Progetto di musealizzazione della capanna arcaica”).

Il progetto di “Tutela e Valorizzazione dei resti di una antica capanna” (VI secolo a.C.) ha prodotto come risultato, tra gli altri, il videogame scaricabile al link https://www.holdthehut.it. Si tratta di un reperto dallo straordinario valore archeologico, implementato dal suggestivo contesto paesaggistico. Scoperta durante i lavori di costruzione di un impianto eolico, la capanna è stata trasportata nel Belvedere del paese, per proteggerla e renderla fruibile ai visitatori, dal vivo oltre che in remoto. Il videogioco “Hold the Hut”, applicativo scaricabile su smartphone, prendendo spunto dai ritrovamenti archeologici fatti sul sito, permette di compiere un percorso di esplorazione e scoperta, attraverso quiz, puzzle e brevi video animati. Non solo è possibile smontare e ricostruire la struttura nelle parti che la compongono, ma anche osservare uno spaccato di vita della famiglia che la abitava nel VI secolo a.C. ed uno scorcio del villaggio di capanne, che costellavano questo territorio. La stratificazione di queste presenze, sebbene non più visibili, ha modellato e definito il paesaggio attuale.
Verona. L’Anfiteatro Arena fa il pieno di turisti nel week end di Ferragosto (4209 ingressi). Bene anche gli altri musei civici. Le misure anti Covid e il Green Pass non hanno inciso sugli ingressi

L’Arena di Verona ha fatto il pieno di visitatori nel week end di Ferragosto 2021. Seguita a ruota dal Cortile di Giulietta. Ma è tutto il sistema Musei di Verona a chiudere bene il week end ferragostano con quasi 11mila i biglietti staccati: un bilancio più che positivo, per una media di circa 3500 ingressi al giorno da venerdì 13 a domenica 15 agosto 2021. Numeri in linea con i principali eventi e festività cittadine, quando si registra la maggior affluenza di turisti e visitatori che, oltre a visitare il centro e le bellezze della città, si recano nei principali musei e nei luoghi di cultura. E che confermano non solo il ritorno, in maniera importante, dei turisti a Verona, ma anche come le nuove misure anti Covid, a cominciare dal Green Pass, non abbiamo inciso sugli ingressi e sulle visite già programmate o organizzate all’ultimo momento. “Numeri davvero positivi, tanto più se contestualizzati al periodo che abbiamo attraversato”, commenta l’assessore alla Cultura Francesca Briani. “Questi numeri fanno tornare Verona ai flussi ante Covid, e le nuove normative di accesso non hanno fermato chi cerca i luoghi di cultura e le città d’arte. L’obbligo di esibire il Green Pass infatti non ha inciso sulle visite ai musei cittadini, che nel weekend di Ferragosto registrano ingressi in linea con i periodi turisticamente più ‘caldi’ dell’anno, come le festività natalizie e i principali eventi. Un segnale del deciso ritorno dei visitatori a Verona, che trovano una città preparata ad accoglierli con numerose proposte culturali e un’organizzazione adeguata per garantire la sicurezza. Il nostro personale è formato per accogliere i turisti secondo le nuove regole di accesso e rendere il più gradevole possibile la loro permanenza in città”.


L’ala dell’Arena di Verona con vista sulla Torre dei Lamberti (foto muv)
Nemmeno il caldo africano di questi giorni ha avuto dunque la meglio sui visitatori, che non hanno rinunciato ad entrare in Arena e nel Cortile di Giulietta. Anfiteatro e Cortile sono infatti i siti più visitati nel fine settimana, il primo con 4209 ingressi registrati da venerdì a domenica, il secondo con 3264. Bene anche il museo di Castelvecchio, che nei tre giorni indicati ha staccato 1258 biglietti, più di 400 al giorno. A seguire la Galleria d’Arte Moderna, con 724 ingressi, il museo degli Affreschi con 583, il museo Archeologico al Teatro Romano con 546 e il museo di Storia Naturale con poco più di 299 ingressi. Dal 6 agosto 2021, come previsto dai provvedimenti del Governo, vi è l’obbligo del Green pass anche per accedere ai musei cittadini e ai luoghi di cultura, tra cui la Casa di Giulietta. Per tali siti, e in particolare per quelli dove è più facile il formarsi di code con persone in attesa, l’Amministrazione ha dato indicazioni affinché ci sia sempre personale preposto a sensibilizzare e informare visitatori e turisti circa le nuove regole di ingresso, al fine di evitare attese inutili magari sotto il sole.





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