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Cabras (Or). Al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” torna “Metti una sera al museo”: tre visite guidate in notturna accompagnate dal coro giovanile “G.P. da Palestrina”

“Metti una sera al museo” torna con tre appuntamenti speciali. Il museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or) propone tre visite guidate in notturna (il 6 e il 20 agosto, e il 2 settembre 2026), accompagnate dalle voci del Coro Giovanile “G.P. da Palestrina” di Cabras. Un’occasione per scoprire il museo e le sue collezioni in un’atmosfera unica e suggestiva. Due turni per ogni serata: 21 e 22.15. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/…/metti-una-sera-al-museo…

#domenicalmuseo: il 2 agosto ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Domenica 2 agosto 2026 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. Info e biglietti sull’app “Musei Italiani”.

Asiago (Vi). Nella Sala della Reggenza il secondo dei due incontri su “Archeologia dell’Altopiano: dalla Preistoria all’Età del Ferro. Scoperte e antiche presenze tra le montagne dei Sette Comuni” con Michele Busato e Riccardo Mantoan

Per chi avesse perso la prima… Per chi è appena arrivato in Altopiano… Per chi vuole fare un ripasso… Venerdì 31 luglio 2026, alle 20.30, nella sala della Reggenza di Asiago (Vi), in piazza Stazione, il secondo dei due incontri su “Archeologia dell’Altopiano: dalla Preistoria all’Età del Ferro. Scoperte e antiche presenze tra le montagne dei Sette Comuni”. Un excursus dalla preistoria all’Età del Ferro e alla romanizzazione tenuto da Michele Busato, ispettore onorario Sabap e presidente del Gruppo Archeologico Alto Vicentino (GAAV), con Riccardo Mantoan, responsabile del museo Archeologico Sette Comuni e dell’area archeologica Bostel di Rotzo. Ingresso libero.

Aquileia (Ud). Al via in piazza Capitolo il 17mo Aquileia Film Festival intitolato “Raccontare l‘invisibile” otto serate tra storia e archeologia accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Aprono l’incontro con Giada Messetti e il film “Orcolat” sul 50mo del terremoto del Friuli

Piazza Capitolo ad Aquileia animata per l’Aquileia Film Festival 2026 – AFF (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

Al via domani martedì 28 luglio 2026, alle 21, la diciasettesima edizione dell’Aquileia Film Festival intitolata “Raccontare l‘invisibile”: in piazza Capitolo otto serate – dal 28 luglio al 4 agosto 2026 – tra storia e archeologia accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia e Basilica di Aquileia e con il sostegno di PromoTurismoFVG,  il festival dedicato al cinema archeologico e culturale propone un programma che intreccia grandi documentari, prime visioni, incontri con archeologi, storici, giornalisti e protagonisti della ricerca, trasformando il cinema in uno strumento di conoscenza e dialogo. Tutte le proiezioni iniziano ogni sera alle 21. L’ingresso è gratuito con prenotazione online obbligatoria (su www.fondazioneaquileia.it), ad eccezione delle due serate INCinema OUTSIDE (1-2 agosto), a ingresso libero. Inoltre tutti i documentari sono fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato. Nelle serate del 29-30-31 luglio 2026 inoltre il pubblico potrà votare il film preferito e nella serata di venerdì 31 luglio verrà consegnato il Premio Aquileia, che quest’anno raddoppia, affiancando al mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli un prezioso manufatto in vetro soffiato nel forno vetrario di Aquileia.

Aquileia Film Festival 2026 – AFF: tutti i documentari sono fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch (foto fondazione aquileia)

“L’edizione 2026”, spiega il presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo, “invita il pubblico a guardare oltre la superficie. L’invisibile è ciò che l’archeologia riporta alla luce, ma anche ciò che il cinema riesce a raccontare: le storie nascoste nei luoghi, le connessioni tra passato e presente, le persone che dedicano la propria vita alla tutela del patrimonio, le memorie collettive che continuano a costruire l’identità delle comunità. Inoltre – aggiunge – anche quest’anno l’Aquileia Film Festival rinnova il proprio impegno per una cultura realmente accessibile. Tutti i documentari saranno infatti fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato”.

Copertina del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti (Mondadori)

Il festival si apre martedì 28 luglio 2026 con una serata speciale, presentata da Giulia Pruneti, giornalista di Archeologia Viva, dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976. In programma la presentazione del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti, giornalista e sinologa che verrà intervistata dalla giornalista e scrittrice Elena Commessatti. Giada Messetti, nata a Gemona del Friuli, dopo la laurea in Lingue orientali a Ca’ Foscari, ha vissuto a Pechino dal 2005 al 2011 lavorando per Rai e Corriere della Sera. Rientrata in Italia è diventata autrice televisiva per Rai3, dove collabora a CartaBianca, e cura una rubrica sulla Cina per Rai Radio1. Ha pubblicato con Mondadori “Nella testa del Dragone” (2020) e “La Cina è già qui” (2022).

A seguire la proiezione del film “Orcolat” di Federico Savonitto (Italia 2025, 92’), prodotto da Kublai Film e RAI Cinema. Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, Orcolat è un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a quasi cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo, Tullio Avoledo e molti altri — il film restituisce un mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente. Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti ed Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria e nella resilienza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo

Nelle serate successive, presentate da Giulia Pruneti, giornalista e responsabile PR di Archeologia Viva, il pubblico entrerà nel vivo del Festival e intraprenderà un viaggio attraverso il cinema tra alcuni dei temi più affascinanti dell’archeologia contemporanea: dalla missione dell’UNESCO nella difesa del patrimonio culturale alle sorprendenti scoperte nel sottosuolo di Roma durante i lavori di costruzione della metro C  attraverso i documentari che verranno proiettati mercoledì 29 luglio 2026 il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, e il film “Roma sotterranea, una metro nella storia”di Laurent Portes.Dagli enigmatici “aquiloni del deserto” tra Arabia Saudita e Giordania ai preziosi vetri romani recuperati nei fondali del Mediterraneo che scopriremo giovedì 30 luglio 2026 attraverso il film “Il mistero degli aquiloni del deserto” di Nathalie Laville e il film “Vitrum – il vetro dei Romani”  di Marcello Adamo; fino alla prima mondiale di venerdì 31 luglio 2026 del film “L’Impero Assiro – La storia rivelata” di Luis Miranda che racconta il lavoro di una missione archeologica tedesca e l’articolato programma di ricerca di un’eccellenza del nostro territorio, la missione italiana dell’Università degli Studi di Udine diretta dal professore Daniele Morandi Bonacossi impegnata da anni nella salvaguardia di un patrimonio minacciato dai conflitti in Kurdistan iracheno. Il legame tra Aquileia e il suo territorio trova espressione anche nella proiezione del documentario “Aquileia e i cristianesimi perduti” di Massimo Garlatti Costa (lunedì 3 agosto 2026) e nella serata conclusiva (martedì 4 agosto 2026) con il documentario “Quello che resta” di Marco D’Agostini, dedicato alle ritualità ancora vive del Friuli Venezia Giulia.

Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione dell’università di Udine, davanti al rilievo 4 scoperto a Faida, nel Kurdistan iracheno (foto Alberto Savioli / LoNAP)

Accanto alle proiezioni, il festival ospiterà autorevoli ospiti del mondo della cultura e della ricerca, che verranno intervistatida Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, su temi che attraversano la conservazione del patrimonio, la memoria, il paesaggio e il ruolo dell’archeologia nella società contemporanea. Mercoledì 29 luglio 2026 saranno ospiti Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura e Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico del Colosseo; giovedì 30 luglio 2026 interverrà Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie e venerdì 31 luglio 2026 saranno protagonisti Daniele Morandi Bonacossi e Francesca Simi, rispettivamente professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente e ricercatrice in Archeologia del Vicino Oriente all’Università di Udine. In qualità di direttore e vicedirettrice, guidano la missione archeologica italiana Land of Niniveh Archaeological Project in Kurdistan iracheno. La serata finale di martedì 4 agosto 2026 sarà moderata da Paolo Mosanghini, giornalista e condirettore del Messaggero Veneto che intervisterà Elena Commessatti autrice del romanzo “Il tempo delle viole” edito da Newton Compton in cui narra le vite di tre ragazze che si intrecciano in un’Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione. 

Il programma si arricchisce inoltre della collaborazione con INCinema – Festival del Cinema Inclusivo, che sabato 1° e domenica 2 agosto porterà sul palco di Aquileia due grandi classici della storia del cinema, Rear Window (La finestra sul cortile) di Alfred Hitchcock e The Seven Year Itch (Quando la moglie è in vacanza) di Billy Wilder, in versioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e completamente accessibili, a ingresso libero.

Gubbio (Pg). Al via, nell’ex monastero di San Benedetto, “Geo-logica” dal titolo “Le montagne di San Francesco”: due giorni di incontri con lezioni divulgative con geologi, fisici, speleologi, paleontologi e naturalisti

Al via a Gubbio (Pg), negli spazi dell’ex monastero di San Benedetto, Geo-logica, dal titolo “Le montagne di San Francesco”, un grande appuntamento culturale che utilizza la storia della Terra come lente d’ingrandimento per affrontare la crisi climatica e la perdita di biodiversità contemporanee. Due giorni di incontri, il 18 e il 19 luglio 2026, con al centro della manifestazione una serie di lezioni divulgative con geologi, fisici, speleologi, paleontologi e naturalisti dimostreranno come lo studio del passato profondo offra i modelli per interpretare i mutamenti climatici in corso e gli scenari futuri della vita sulla Terra.

Programma sabato 18 luglio 2026. Alle 17, Marco Menichetti su “Leggere le rocce”; 17.40, Tullio Bernabei su “Universo buio: viaggio nelle grotte del mondo”. Ingresso gratuito. Quindi “La notte delle stelle”: dalle 19 il Parco del Monastero di San Benedetto ospita una serata speciale dedicata allo spazio e alle vibrazioni della musica. Dai giovani talenti musicali del polo Al Fondino, alle nuove frontiere dell’esplorazione spaziale con l’astrofisico Luca Perri e il giornalista Emilio Cozzi, che guideranno il pubblico in un viaggio visionario e documentato sull’avventura umana tra le stelle. A chiudere la serata il concerto del cantautore umbro Paolo Tassi e la Tassisti Band. Dalle 18 la terrazza gastronomica del ristorante San Bendetto, all’interno del Parco, offrirà la possibilità di fermarsi per una pausa conviviale con proposte street food.

Programma domenica 19 luglio 2026. Alle 11, Antonio Brunori su “Come le foreste hanno plasmato il pianeta Terra”; 11.40, Angelica Baldanza su “Grand Tour del Quaternario”; 12.20, Jacopo Angelini su “L’Appennino e le aquile: un legame antichissimo”; 16, Fernanda Faramelli Clementi su “Memorie eugubine dal Bottaccione”; 16.30, Simone Maganuco su “Dinosauri italiani”; 17.10, Stefano Tosti su “Aspetti geologici della Gola del Bottaccione”. Ingresso gratuito.

Cabras (Or). Alla vigilia della grande mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, al museo “Marongiu”, il direttore Maras fa qualche anticipazione e invita tutti a visitarla

I Greci la chiamavano “l’Isola dalle vene d’argento”: la Sardegna era una terra ricca di risorse minerarie, al centro delle rotte che attraversavano il Mediterraneo antico. Proprio il commercio dei metalli rappresentò una delle principali connessioni tra Sardegna ed Etruria. Navi, uomini e merci solcavano il Tirreno dando vita a una fitta rete di relazioni. È da questo dialogo che prende forma la mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, nella nuova sala del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), che verrà inaugurata per l’occasione, da sabato 18 luglio a lunedì 9 novembre 2026. La mostra, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, propone un percorso che racconta il legame tra due grandi civiltà del Mediterraneo attraverso reperti, manufatti e testimonianze archeologiche.

A poche ore dall’inaugurazione, il direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze e co-curatore della mostra Daniele Maras ci regala qualche anticipazione sulla mostra “Tyrrhenòs e Sardò” invitando il pubblico a visitarla.

“Le statue a grandezza naturale di Casale Marittimo e della Pietrera, cioè le più antiche sculture a grandezza naturale dell’Italia peninsulare”, spiega Daniele Maras, “andranno a incontrare, tra poco, i Giganti di Mont’e Prama. Quindi le più antiche sculture a grandezza sopra il vero dell’Occidente mediterraneo. È un incontro spettacolare all’interno di una grande iniziativa. Una mostra organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama insieme con il museo Archeologico nazionale di Firenze dal titolo Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce. Speriamo che tutti possano partecipare e invitiamo tutti a essere presenti a questa grande iniziativa che porta la Sardegna e la Toscana di nuovo a essere unite dopo migliaia di anni di tempo”.

Grosseto. Nel giardino dell’Archeologia al via la quinta edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico: tre serate con film da Italia, Francia, Cina e Indonesia in concorso per il premio del pubblico, e incontri con studiosi, esperti e protagonisti del mondo della cultura. Ecco il programma

Al via giovedì 16 luglio 2026, nel giardino dell’Archeologia a Grosseto, la quinta edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico, organizzato da Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore), Associazione M.Arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma e Comune di Grosseto, con il sostegno di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura: dal 16 al 18 luglio 2026 in programma film provenienti da Italia, Francia, Cina e Indonesia, accompagnati da incontri con studiosi, esperti e protagonisti del mondo della cultura. Come da tradizione, il pubblico sarà chiamato a votare il proprio film preferito, contribuendo all’assegnazione del “Premio Maremma Archeofilm 2026”. Ogni appuntamento sarà accompagnato da una degustazione di vini offerta da La Selva, per unire il piacere della scoperta culturale alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Ingresso libero e gratuito. Informazioni: museo Archeologico e d’Arte della Maremma, tel. 0564 488752. In caso di maltempo il festival si svolgerà al museo di Storia naturale in strada Corsini 5 a Grosseto.

Frame del film “Roselle” di Enzo Micheli, Enrico Bernazzani (foto mediateca digitale della maremma)

PROGRAMMA GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2026. Alle 21.15, in collaborazione con Mediateca Digitale della Maremma proiezione del film “Roselle” di Enzo Micheli, Enrico Bernazzani (Italia 1960, 16’). Immagini del museo Archeologico di Grosseto, la macchina da presa inquadra i reperti di Roselle. Un furgoncino si dirige verso gli scavi etruschi ed arriva ad un podere dove si riconosce Morbello Vergari che viene intervistato sulla necropoli etrusca. Le immagini riprendono gli scavi, l’anfiteatro, le bellezze di Roselle finché non cala il sole e il furgoncino riparte. Segue la conversazione con Simone Rusci, presidente del parco della Maremma, e Luca Bernazzani, ricercatore universitario. Chiude la serata il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.

Frame del film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard

PROGRAMMA VENERDÌ 17 LUGLIO 2026. Alle 21.15, apre il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’). Il vegetarianismo sembra essere un fenomeno contemporaneo. Ma, al contrario, ha una storia lunga e trascurata. Dai giainisti indiani agli hippy, dai filosofi romani alla prima Società Vegetariana, fondata a Londra nel 1847, il film offre un’avventura umana incarnata da figure universali che, attraverso le loro scelte alimentari, sollevano interrogativi sul posto dell’umanità nel mondo. Segue la conversazione con Leonardo Romanelli critico enogastronomico. Chiude la serata il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’). A Bali la morte è un passaggio sacro. Ngaben segue Kadek durante il rito funebre per il padre: un mese di preparativi, offerte, processioni, cremazione e dispersione delle ceneri nel mare, fino al ritorno dell’anima al tempio di famiglia. Il film esplora la simbologia del rito, le costruzioni sacre e il ruolo del banjar, rivelando una cosmologia in cui fuoco, acqua e comunità guidano trasformazione e rinascita.

Frame del film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi

PROGRAMMA SABATO 18 LUGLIO 2026. Alle 21.15 apre il film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Seguiamo il viaggio a piedi del regista Lorenzo Scaraggi, attraverso l’intero promontorio del Gargano, in Puglia, percorrendo 120 chilometri da Rignano Garganico a Vieste. Il film esplora un paesaggio di forti contrasti, fra boschi secolari, eremi scavati nella roccia e abbazie millenarie affacciate sull’Adriatico. Mostra come la memoria di queste terre possa offrire una rilettura del presente, invitando a sostare e ad ascoltare i ritmi più profondi della Puglia garganica. Segue la conversazione con Chiara Valdambrini, direttrice Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. Quindi il film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina / Fengyang. Ancient China’s forgotten capital” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52′). Cina centro-orientale. Gli archeologi sono al lavoro. I primi scavi dell’antica città imperiale di Fengyang rivelano una città gigantesca, persino più imponente della Città Imperiale di Pechino. Quando e come fu costruita, e perché fu distrutta in circostanze oscure? I ricercatori si stanno immergendo nel cuore di questi misteri per svelare i segreti di questa città dimenticata, testimone di un passato imperiale perduto. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Maremma Archeofilm 2026” al film più votato dal pubblico.

Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del Mare conferenza e osservazione delle stelle “CIELI PERDUTI… E RITROVATI Archeologia e astronomia a confronto” con Alessandro Canci e Stefano Schirinzi

Martedì 14 luglio 2026, alle 20.30, al museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle (Ve) conferenza e osservazione delle stelle “CIELI PERDUTI… E RITROVATI Archeologia e astronomia a confronto”, una serata straordinaria che unisce la storia dell’Uomo con l’universo, in collaborazione con il Comune di Caorle. Il prof. Alessandro Canci guiderà i partecipanti attraverso le affascinanti connessioni tra l’archeologia e il cielo notturno, raccontando come i nostri antenati osservavano e interpretavano le stelle. A seguire osservazione del cielo notturno con il dott. Stefano Schirinzi. Un telescopio proietterà le immagini del cielo su un telo da proiezione permettendovi di ammirare insieme, e in diretta, le meraviglie dell’universo all’aperto. Ingresso gratuito. Si consiglia di portare con sé un telo o una coperta per sedersi comodamente sul prato durante l’osservazione. Info e prenotazioni: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it  – 042183149 – 3791805649. Una notte magica tra storia, scienza e stelle.

Realmonte (Ag). Alla villa romana di Durrueli la terza tappa del Festival del Cinema Archeologico 2026, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival. Ecco il programma della due giorni

Dopo le tappe di Palermo e Licata, il Festival del Cinema Archeologico 2026, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto, raggiungere la suggestiva Villa Romana di Realmonte (Ag) lunedì 13 e martedì 14 luglio 2026. Proiezioni libere e gratuite. Archeotalk a partecipazione gratuita, su prenotazione.

REALMONTE, 13 luglio 2026, Villa Romana. Alle 21, iniziano le proiezioni con il film “Gargano sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28′). Il cammino di Lorenzo Scaraggi attraverso il promontorio del Gargano: 120 km a piedi tra boschi, eremi e abbazie millenarie. Un percorso che intreccia natura, spiritualità e storia, invitando a riscoprire la lentezza, il silenzio e il significato profondo del viaggio. Segue il film “Sardegna segreta – I misteri dei Nuraghi / Secret Sardinia, Mysteries of the Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53′). In Sardegna, una delle civiltà più antiche e misteriose del Mediterraneo lasciò tracce straordinarie quasi 4.000 anni fa: i Nuragici, costruttori di torri-fortezza, santuari e tombe dalla forma geometrica. Un’équipe di ricerca internazionale indaga questi resti con metodi innovativi, gettando nuova luce su una cultura affascinante dell’Età del Bronzo. Chiude la serata il film “Diari di scavo – San Cassiano | Frattesina” di Camilla Ferrari e Alberto Gambato (Italia 2025, 14′). Episodio 1. Tra il 1994 e il 2004 riaffiora un insediamento rurale con una residenza aristocratica a San Cassiano, cuore dell’entroterra produttivo di Adria, la grande città portuale che tra il VI e il IV secolo a.C. dominava i commerci della Pianura Padana. Episodio 2. Frattesina, villaggio protostorico sulle rive del Po di Adria, fu un importante crocevia dell’età del Bronzo: qui l’ambra baltica arrivava da lontano e veniva trasformata in preziosi manufatti.

Frame del film “Mary Lefkowitz & Women in Ancient Greece” di Nikos Dayandas

REALMONTE, 14 luglio 2026, Villa Romana. Alle 19.30, Aperitivo di benvenuto con Quignones Casa Vinicola. Alle 20.30, Archeotalk “Il paesaggio perduto” con Carmelo Di Nicuolo: il ricercatore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, guiderà il pubblico alla scoperta di un paesaggio scomparso: quello di corsi e specchi d’acqua, fiumi e paludi che un tempo modellavano la geografia di Atene e del Pireo. Attraverso le sue ricerche sull’area costiera ateniese, Di Nicuolo aprirà una riflessione su come l’acqua abbia plasmato e a volte cancellato la storia delle grandi città del Mediterraneo antico. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI. Alle 21.30, inizio proiezioni col film “Mary Lefkowitz e le donne nell’antica Grecia / Mary Lefkowitz and Women in Ancient Greece” di Nikos Dayandas (Grecia/Stati Uniti 2024, 13′). Un breve documentario ispirato al lavoro della filologa Mary Lefkowitz che, insieme alle evidenze archeologiche, ha contribuito a una migliore comprensione dei ruoli complessi e spesso sorprendenti delle donne nella società dell’antica Grecia. Segue il film “Roma e il suo fiume” di Mattia Ippoliti (Italia 2024-2025, 52′). I fiumi hanno favorito la nascita delle città europee, ma anche portato rischi come le esondazioni. Il film racconta come Roma, nei secoli, si sia continuamente adattata per affrontare le sfide ambientali e urbane, e come continui a farlo. Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI REALMONTE.

Cividate Camuno (Bs). Alla seconda edizione del Civitas Camunnorum Archeofilm il pubblico assegna il premio “Civitas Camunnorum Archeofilm” al film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Premio “Civitas Camunnorum Archeofilm”: il regista Massimo D’Alessandro tra, da sinistra, Diego Zarneri (Assocamuna) e Maffeo Damioli, assessore alla Cultura di Cividate Camuno (foto lara mersi / assocamuna)

Il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro si è aggiudicato il premio “Civitas Camunnorum Archeofilm” per il film più votato dal pubblico al termine delle tre serate della seconda edizione di Civitas Camunnorum Archeofilm, organizzata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Comune di Cividate Camuno e Assocamuna: film, talk e anche uno spettacolo teatrale in una location d’eccezione come il Parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno (Bs).

Serena Solano, direttrice del Parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno, intervistata da Piero Pruneti al Civitas Camunnorum Archeofilm (foto lara mersi / assocamuna)

Tra gli ospiti d’onore Serena Solano, direttrice del Parco che ospita l’evento e funzionaria archeologa della soprintendenza ABAP Bergamo e Brescia che ha annunciato l’assegnazione dell’European Heritage Award 2026 al progetto Intorno a Minerva riconoscendone il valore nell’ambito delle iniziative culturali e rapporti interculturali tra fedi diverse.

Umberto Tecchiati (università di Milano) intervistato da Piero Pruneti al Civitas Camunnorum Archeofilm (foto lara mersi / assocamuna)

Ad aprire la manifestazione Umberto Tecchiati docente di Preistoria ed Ecologia preistorica – UniMi che ha parlato alla platea del rapporto tra l’uomo e l’ambiente nella Preistoria e nel mondo attuale. Mentre la serata finale ha visto sbarcare al Parco archeologico anche il teatro con la famosa “Batracomiomachia: la battaglia dei topi e delle rane” applaudita a scena aperta dal pubblico. In scena Andrea Macaluso, live sound design Marco Mantovani, musiche Nicola Pedroni.

Frame del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Il premio della giuria popolare è andato dunque al film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria. Grazie a decenni di scavi archeologici affiorano reperti straordinari: ceramiche pregiate, antichi templi e un pozzo misterioso che racchiude tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni emozionanti, interviste agli archeologi e riprese spettacolari, il documentario svela la vita, il declino e la rinascita di un luogo unico. Il film guida il pubblico nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto dove si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni.