archivio | Mostre, musei RSS per la sezione

Padova. A Palazzo Zuckermann la conferenza “La porta de pedra cotta da Piazza dei Frutti: restauro e nuovo allestimento”: presentazione al pubblico del raro manufatto del XII secolo dopo un complesso restauro e visita guidata alla nuova sistemazione museale

padova_palazzo-zuckermann_presentazione-restauro-porta-de-pedra-cotta_locandinaMartedì 6 dicembre 2022, alle 17.30: “La porta de pedra cotta da Piazza dei Frutti: restauro e nuovo allestimento”, appuntamento a Padova a Palazzo Zuckermann, che ospita il museo delle Arti applicate e decorative e il museo Bottacin, per la presentazione al pubblico del nuovo allestimento della porta “de pedra cotta”, in collaborazione tra soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della città metropolitana di Venezia e delle province di Padova Venezia Treviso e musei civici di Padova. Partecipano Francesca Veronese, direttore musei civici di Padova; Fabrizio Magani, soprintendente; Elisabetta Gastaldi, conservatore museo d’Arte medioevale e moderna; Cinzia Rossignoli, funzionaria archeologa, Soprintendenza; Federica Santinon, funzionaria restauratrice, Soprintendenza. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. È prevista una visita guidata al nuovo allestimento. Il manufatto, di grande rarità ed eccezionale interesse storico-archeologico, fu rinvenuto nel 1998/1999 in piazza dei Frutti a Padova durante scavi regolari per i lavori di ristrutturazione di un edifico storico, e sottoposto a un complesso recupero e a un accurato restauro nel Laboratorio della Soprintendenza. Sull’anta, costituita da una struttura in legno oggi scomparsa e da una rifodera in sesquipedali romani di reimpiego, sono ancora conservati i chiodi in ferro di fissaggio delle formelle, insieme al sistema di chiusura costituito dalla serratura, un lungo chiavistello e un battente ad anello, che sono stati oggetto di un ulteriore recente intervento conservativo. La porta è stata datata, grazie alla lettura stratigrafica e ad analisi specialistiche, al XII secolo.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale slitta di due settimane la presentazione della mostra “Bizantini. Luoghi, simboli e comunità di un impero millenario” che con oltre quattrocento reperti sviluppa il tema delle fasi storiche successive all’impero romano d’Occidente

napoli_mann_mostra-i-bizantini_invito-presentazioneSlitta di due settimane, dal 7 al 21 dicembre, l’annunciata presentazione al museo Archeologico nazionale di Napoli della mostra “Bizantini. Luoghi, simboli e comunità di un impero millenario” (vedi Napoli. Ecco la speciale offerta del Natale al museo Archeologico nazionale: mostra-evento sui Bizantini, un giardino restituito, il presepe con allestimenti multimediali e un libro, avvio stagione concertistica, gli scacchi del Mann e il nuovo abbonamento OpenMANN | archeologiavocidalpassato). L’esposizione, realizzata con il sostegno della Regione Campania nell’ambito del Poc 2014/2020, sviluppa il tema delle fasi storiche successive all’impero romano d’Occidente, con un focus sulla Grecia, su Napoli (città “bizantina” per circa cinque secoli dopo la conquista da parte delle armate guidate da Belisario nel 536 d.C.) e sull’Italia meridionale. Curata da Federico Marazzi (università Suor Orsola Benincasa di Napoli), la mostra racconta “il millennio bizantino”, approfondendo diversi temi: la struttura del potere e dello Stato, l’insediamento urbano e rurale, gli scambi culturali, la religiosità e le espressioni della cultura scritta, letteraria e amministrativa.

napoli_mann_Histamenon di Basilio II_in-oro_foto-mann

Histamenon di Basilio II in oro della Zecca di Costantinopoli (1005-1025 d.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Il progetto scientifico dell’esposizione è stato sviluppato da un gruppo di studiosi italiani della civiltà bizantina, gruppo coordinato dallo stesso Federico Marazzi e composto da Lucia Arcifa, Ermanno Arslan, Isabella Baldini, Salvatore Cosentino, Edoardo Crisci, Alessandra Guiglia, Marilena Maniaci, Rossana Martorelli, Andrea Paribeni ed Enrico Zanini. La mostra, coordinata da Laura Forte (responsabile Ufficio Mostre al Mann) e organizzata da Villaggio Globale International, è realizzata con l’università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Il progetto di allestimento è di Andrea Mandara e quello grafico di Francesca Pavese. L’esposizione, infine, prevede un ricco apparato editoriale, che include il catalogo, la guida breve, la pubblicazione sugli itinerari bizantini della Campania e il volume per bambini.

Firenze_Biblioteca Medicea Laurenziana_tetravangelo_Plut.6.23, c. 62v_foto-biblioteca-laurenziana

Tetravangelo greco (Plut.6.23) dell’XI-XII secolo conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (foto mann)

In allestimento, oltre quattrocento reperti, appartenenti alle collezioni del Mann o concessi in prestito dai principali musei e siti archeologici che custodiscono, in Italia e in Grecia, materiali bizantini: anche grazie alla sinergia con il Ministero ellenico della Cultura, molti manufatti sono visibili per la prima volta e provengono dagli scavi della linea metropolitana a Salonicco. In allestimento, anche materiali scavati nella linea metropolitana di Napoli.

Torino. Al museo Egizio è iniziato il trasloco delle opere destinate alla mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone” nella Basilica palladiana di Vicenza

torino_egizio_trasloco-opere-per-vicenza_2_foto-museo-egizio

Sistemazione nelle casse delle opere del museo Egizio di Torino per la mostra “I creatori dell’Egitto eterno” a Vicenza (foto museo egizio)

torino_egizio_trasloco-opere-per-vicenza_1_foto-museo-egizio

Imballaggio delle opere del museo Egizio di Torino per la mostra “I creatori dell’Egitto eterno” a Vicenza (foto museo egizio)

 Destinazione Vicenza. Da qualche giorno è iniziato il trasloco dal museo Egizio di Torino di quelle opere destinate alla grande mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone” che apre il 22 dicembre 2022 nella Basilica palladiana di Vicenza.

vicenza_basilica_mostra-i-creatori-dell-egitto-eterno_11_locandina

Locandina della mostra “I creatori dell’Egitto Eterno” alla Basilica Palladiana di Vicenza dal 22 dicembre 2022 al 7 maggio 2023

Tutte le opere, dopo un attento esame del loro stato di conservazione, vengono avvolte in uno strato di carta velina che protegge la superficie da abrasioni e dal contatto con gli altri materiali di imballaggio; successivamente vengono posizionate in casse, in alloggiamenti fatti su misura per ogni singola opera. Questi alloggiamenti sono realizzati con ETHAFOM, polietilene espanso, o da uno strato di gommapiuma. Infine, i reperti vengono bloccati in modo che non possano muoversi durante il trasporto e la cassa viene chiusa per essere riaperta solo all’arrivo alla destinazione.

torino_egizio_trasloco-triade-per-vicenza_1_foto-museo-egizio

Lo spostamento della triade Amon e Mut tra Ramses II dal museo Egizio di Torino con destinazione Vicenza (foto museo egizio)

 

torino_egizio_trasloco-triade-per-vicenza_2_foto-museo-egizio

L’imballaggio della triade Amon-Ramses II-Mut al museo Egizio di Torino per la spedizione a Vicenza (foto museo egizio)

Tra queste opere c’è la triade col dio Amon e la dea Mut che abbracciano il faraone Ramesse II, al centro. Un’opera molto pesante. “Per poterle sollevare con la gru a portale”, spiega Marco Rossani, responsabile Collection Management, “sono necessarie delle cinghie della resistenza adatta che lavorano sulle aree solide della statua. Per far sì che la cinghia non crei danni la si ricopre con tessuti speciali e poi tutta la scultura viene rivestita con una pellicola di plastica. A questo punto – continua-, i tecnici devono essere molto bravi a imbragare nel modo giusto la scultura e centrare bene il suo baricentro in modo che non si sbilanci mentre viene movimentata; in questo caso viene posta direttamente sulla base della cassa su cui viaggerà. Il resto della cassa gli viene costruito tutt’attorno: una volta messo il primo guscio della cassa, la scultura viene bloccata all’interno con delle ghigliottine sagomate sulla forma della scultura stessa. A quel punto, chiuse le ghigliottine, si chiude il secondo guscio e la cassa può essere movimentata con un transpallet (un muletto manuale)”.

Ercolano. Al parco archeologico una app per guidare nella visita i ragazzi autistici: parte la sperimentazione in collaborazione con #micolorodiblu onlus

ercolano_parco_app-guida-autistici_sperimentazione-1_foto-paerco

Una app guida i ragazzi autistici in visita al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Una app guiderà i ragazzi autistici in visita al parco archeologico di Ercolano, disponibile dal 3 dicembre 2022, giornata internazionale delle persone con disabilità; parte la sperimentazione grazie alla collaborazione con la onlus #micolorodiblu. Grazie alla convenzione con l’associazione #micolorodiblu onlus, si continua ad ampliare e ad arricchire l’accessibilità del parco archeologico di Ercolano, in questo caso con servizi e iniziative dedicate ai diversi gradi della sindrome autistica. Uno dei primi risultati di questa collaborazione è la realizzazione, da parte della start up tecnologia Garage 94, di un’applicazione basata su di un software appositamente studiato per facilitare il coinvolgimento dei bambini con disturbo dello spettro autistico: una speciale guida alla visita, progettata da esperti del settore per consentire la fruizione dell’area in modalità immersiva, con indicazioni e approfondimenti in base ai tempi e alle peculiarità degli ospiti. La app sarà disponibile su appositi dispositivi in dotazione permanente al Parco, offerti dalla stessa associazione onlus #micolorodiblu.

ercolano_parco_app-guida-autistici_sirano_2_foto-paerco

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, presenta la nuova app per ragazzi autistici (foto paerco)

“Il Parco, nel pieno rispetto della tutela del bene culturale della sua immagine”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “deve diventare un ambiente amichevole ed accessibile  da parte di tutti evitando percorsi riservati ma adeguando gli spazi perché tutti, in piena sicurezza e secondo forme di autonomia differenziata, possano immergersi nella cultura, nell’ottica di un’accoglienza inclusiva e senza barriere, creando opportunità di conoscenza del patrimonio culturale dell’antica Ercolano basata su una logica di integrazione a servizio del pubblico partecipante”. E la presidente #micolododiblu Maria Gallucci: “Questo è un percorso di sinergia e comunione d’intenti che parte da lontano. Sono veramente grata al direttore del parco archeologico Sirano e a tutto il suo staff per averci prima accolto, poi ascoltato e per aver collaborato con noi nella fase di progettazione e strutturazione dell’App, assieme agli sviluppatori di Garage94. L’obiettivo di #micolorodiblu è quello di favorire l’integrazione lavorativa, sociale ed in questo caso, culturale dei nostri ragazzi speciali; garantire anche a loro la fruizione e la comprensione del nostro patrimonio storico è il primo passo: mi auspico che questo di Ercolano sia un modello da seguire per l’intero Paese”.

ercolano_parco_app-guida-autistici_sirano_foto-paerco

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, prova la app che guida la visita dei ragazzi autistici (foto paerco)

Dopo la fase di sperimentazione la app potrà essere scaricata dai visitatori in anticipo rispetto alla visita al Parco e potrà diventare strumento di diffusione delle bellezze dell’antica Ercolano tra i ragazzi delle scuole che poi verranno in visita al Parco in modo da avviarli ad una visita consapevole del Parco. La collaborazione rientra nella realizzazione del progetto Cultura senza barriere, che – in parte – si avvale dei fondi messi a disposizione dal bando CULTURA CREA, promosso dal MIC per sostenere la filiera culturale e creativa in attuazione del PON FESR Cultura e Sviluppo 2014-2020 (Asse Prioritario II), grazie al supporto della rete Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa.

ercolano_parco_app-guida-autistici_sperimentazione-2_foto-paerco

Una app guida i ragazzi autistici in visita al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Il parco archeologico di Ercolano è intanto attivo su diversi fronti nel costante lavoro di arricchimento dell’accessibilità e abbattimento di qualsiasi barriera, non solo fisica, ma anche culturale, sociale, tecnologica, alla fruizione del proprio prezioso patrimonio culturale; oltre a quest’ultima collaborazione con #micolorodiblu va infatti ricordata la collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi di Napoli che ha condotto  in passato alla traduzione in LIS delle spiegazioni di guide turistiche per itinerari destinati a questa platea; si è al lavoro per poter integrare tali offerte al pubblico dell’antica Ercolano. I visitatori interessati potranno fare richiesta al Parco inviando una mail all’indirizzo colorodibluercolano@gmail.com con un anticipo di 5 giorni lavorativi rispetto al giorno della visita.

Taranto. Nuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di “MArTA in MUSICA – Le matinée domenicali”: “Dal ciel venne messo novello”, il racconto del Natale di Nostro Signore attraverso letture e musica medievale eseguita dall’Ensemble Concentus

taranto_marta-in-musica_dal-cidel-venne-messo-novello_ensemble-concentus_locandinaLa storia di due annunci: quello dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine che precede la nascita di Gesù e quello meno fortunato di Anfiarao, l’indovino di Argo che si oppose con tutte le sue forze alla spedizione di Sette contro Tebe e che, malgrado la sua previsione di insuccesso, fu costretto a partire per la guerra da cui non fece più ritorno. Il principio e la fine in un tutt’uno che è la vita nell’appuntamento che il prossimo 4 dicembre 2022 farà tornare la musica e l’archeologia protagoniste della matinée domenicale del museo Archeologico nazionale di Taranto. Da una parte, la musica dell’Ensemble Concentus e dall’altro il cratere a mascheroni con partenza di Anfiarao attribuito al pittore di Dario: un’opera monumentale vero e proprio capolavoro della ceramografia apula, databile al 330 a.C., rientrata in Italia nel 2009 dal Cleveland Museum of Art, grazie al lavoro investigativo del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Artistico. La rassegna concertistica “MArTA in MUSICA. Le matinée domenicali”, nata dalla progettualità congiunta della direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, e del direttore artistico dell’Orchestra della Magna Grecia, Piero Romano e a cura dei maestri Maurizio Lomartire e Pierfranco Semeraro, propone “Dal ciel venne messo novello”, il racconto del Natale di Nostro Signore attraverso letture e musica medievale eseguita dall’Ensemble Concentus.

ensemble-concentus_gruppo

L’Ensemble Concentus di Lecce fondato da Maurizio Ria

Con questo programma l’Ensemble Concentus, gruppo fondato da Maurizio Ria nel 1992, propone un viaggio musicale attraverso la musica devozionale sia mariana che natalizia legata ai pellegrinaggi verso i più importanti santuari dell’Europa medievale. I canti e le musiche verranno corredati da brevi letture sul Natale. I brani selezionati provengono soprattutto da preziosi codici medievali conservati in Italia, Francia, Spagna e Paesi Scandinavi quali il “Llibre Vermell de Montserrat”, il “Laudario di Cortona”, le “Piae Cantiones”, il “Laudario di Bobbio” e le “Cantigas de Santa Maria” di Re Alfonso X di Castiglia ‘El Sabio’.
I brani vocali saranno eseguiti nelle antiche lingue originali e verranno accompagnati da copie fedeli di strumenti dell’epoca trattata. L’ Ensemble Concentus è composto da Vania Palumbo (Canto, Lyra, Citola), Sara Valli (Canto e Organistrum), Gianluca Milanese (Flauti a becco), Maurizio Ria (Viella), Angela Lacalamita (Liuto e Salterio) e Francesco Patruno (Percussioni). Il biglietto per assistere a “Dal cielo venne messo novello” di domenica 4 dicembre alle 11.45 nell’ambito di “MArTA in MUSICA. Le matinée domenicali” potrà essere acquistato nella sede dell’Orchestra della Magna Grecia (a Taranto, in via Ciro Giovinazzi n° 28) e su TicketSms: https://www.ticketsms.it/it/event/ojdgeoww. Ingresso consentito dalle 11.15. Inizio alle 11.45. Il costo del biglietto è di 8 euro. All’ingresso del MArTA il giorno del concerto sarà consegnato ad ogni possessore del biglietto del concerto un coupon della validità di una settimana (dalla domenica del concerto evento al sabato successivo) che darà diritto a un ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto. Il coupon ha validità dalla domenica del singolo evento concerto fino al sabato successivo e deve essere utilizzato tassativamente entro lo stesso periodo per la prenotazione e per l’ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto inserendo il codice coupon sulla piattaforma e-ticketing del museo Archeologico nazionale di Taranto: https://www.shopmuseomarta.it. L’ingresso al Museo del possessore del coupon è condizionato in ogni caso al numero di posti disponibili nella fascia oraria selezionata.

taranto_archeologico_cratere-a-mascheroni_partenza-di-anfiarao_foto-MArTa

Il monumentale cratere a mascheroni con partenza di Anfiarao attribuito al pittore di Dario: capolavoro della ceramografia apula, databile al 330 a.C., conservato al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

Il monumentale cratere a mascheroni attribuito al Pittore di Dario rappresenta, sul lato principale, Anfiarao, guerriero e indovino della città di Argo, che, con indosso l’armatura e con lancia e scudo nella mano sinistra, sale sulla quadriga per partire alla volta della spedizione dei “Sette contro Tebe”. Anfiarao, in realtà, invitato a unirsi alla spedizione, aveva tentato di sottrarvisi poiché aveva previsto la fatale conclusione della guerra, ma venne costretto a partire dalla moglie Erifile, spinta con l’inganno dal fratello Adrasto a convincere il marito. Accanto agli dei che assistono alla partenza dell’eroe, Anfiloco, uno dei figli, si rivolge alla vecchia nutrice. L’altro figlio, Alcmeone, ritratto all’estremità sinistra del registro inferiore, regge un’oinochoe con la mano destra, mentre con l’altra si tocca il capo in un gesto di afflizione che lascia forse presagire la tragica fine di Anfiarao, nonché il proprio destino futuro, che lo vedrà macchiarsi dell’omicidio della madre per adempiere al giuramento di vendetta fatto al padre. La personificazione di una Erinni che precede la quadriga allude alla pazzia che perseguiterà Alcmeone. Diversi dettagli della scena lasciano supporre il riferimento a una tragedia di non chiara identificazione. Sull’altro lato del cratere, all’interno di un edificio funerario (naiskos), è ritratto in colore bianco sovra dipinto un giovane abbigliato con corto mantello, corazza e cinturone, che regge la lancia con la sinistra e l’elmo a pileo con la destra. Attorno al naiskos, un corteo funebre di figure maschili e femminili ritratte in atto di libare (con phiale e patera) o presentare offerte (cista e corona). Sul collo del vaso, tra rami vegetali, sono raffigurati Helios sul suo carro e Dioniso, con phiale e tirso, seduto tra un satiro e una menade.

Ercolano. Ultimo appuntamento della seconda stagione de “Gli Ozi di Ercole” dedicata a “Il materiale della vita / La vita materiale” promossa dal parco archeologico: Laura Pepe e Elena Bucci a Villa Campolieto conversano su “Il frutto del fuoco. Prometeo, Dedalo e altri miti della tecnica”: in presenza e on line

ercolano_parco_ozi-di-ercole_biglietto_foto-paercoGli “Ozi di Ercole” sono al capolinea. Venerdì 2 dicembre 2022, alle 20, nel Salone delle feste di Villa Campolieto “Il frutto del fuoco. Prometeo, Dedalo e altri miti della tecnica” con Laura Pepe e Elena Bucci. L’ingresso agli incontri è libero fino ad esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria. Info: www.gliozidiercole.it e gliozidiercole@gmail.com; cell. 3472931317. Nel caso di posti esauriti l’evento si potrà seguire on line con diretta sulla pagina FB del Parco. Il pensiero antico riteneva che la techne fosse appannaggio esclusivo dell’uomo, che solo l’uomo potesse trasformare la natura, fino a usarle violenza. La techne implica dunque la possibilità della hybris, della dismisura, di un’oltranza oltraggiosa che sopprima indebitamente la distanza dagli dèi. Il trasgressore del limite sarà atteso da un castigo, da un contrappasso che ripristini l’ordine infranto.

ercolano_parco_ozi-di-ercole_2-dicembre_pepe-bucci_foto-paerco

Laura Bucci ed Elena Pepe protagoniste dell’ultimo incontro dell’edizione 2022 de “Gli Ozi di Ercole” promossa dal parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

ercolano_parco_ozi-di-ercole_villa-campolieto_pubblico_foto-paerco

Villa Campolieto ospita gli incontri de “Gli Ozi di Ercole” (foto paerco)

Per l’ultimo degli incontri di “Gli Ozi di Ercole” – arrivati alla seconda edizione, prodotti dal parco archeologico di Ercolano, da un’idea del direttore Francesco Sirano con Gennaro Carillo, direttore artistico – “Il frutto del fuoco. Prometeo, Dedalo e altri miti della tecnica”, venerdì 2 dicembre 2022, alle 20, nel Salone delle feste di Villa Campolieto, Laura Pepe e Elena Bucci a partire da una serie di testi che Bucci leggerà e Pepe chioserà e commenterà, cercheranno di capire come veniva intesa la tecnica nel mondo greco-antico: i filosofi la aberravano in quanto qualcosa di non naturale e che costringe l’uomo ad andare oltre i suoi confini, eppure la tecnica è condizione necessaria per il progresso. “Questo però”, sottolinea Pepe, “comporta fortissime insidie: i timori del mondo antico si sono materializzati nel nostro. La conoscenza dell’atomo, ad esempio. L’apertura del nostro incontro sarà su un brano che sembra preconizzare l’intelligenza artificiale, con tutto ciò che comporta in primo luogo la gestione di questa intelligenza”. È un po’ il destino di Prometeo, punito per il furto del fuoco, per il dono della sapienza tecnica (entechnos sophia) ai mortali, e poi promosso a nume tutelare di quella libertas inquirendi che contraddistingue la scienza moderna: nel segno di una hybris “felice”, presupposto di ogni avanzamento del sapere, impensabile senza una volontà di sconfinamento che tuttavia può diventare letale. “È estremamente interessante come Laura attraversa questi temi”, aggiunge Pepe, “riportandoli al presente. Metterli in relazione con il passato crea quella corrente per cui l’attualità si rivela figlia di tutto un patrimonio classico che sovente viene catalogato e archiviato frettolosamente. Nelle culture dove c’è una continuità o dovrebbe esserci, questo invece, la rilettura rispetto ai nostri tempi, è percepito in maniera molto forte, in una continuità che si rinnova. Oggi purtroppo ci sono come delle bolle, delle fratture, dove si percepisce una spaccatura nella continuità della trasmissione. E questo genera una forma di cecità, funzionale solo al mercato, ma non certo alla felicità, all’equilibrio. Insieme alla techne, deve esserci anche l’ars politica senza la quale l’essere umano si trova sguarnito e incapace di coordinarsi con gli altri in un progetto che sia di vita e non di sopraffazione”.

Adria. Al museo Archeologico nazionale conferenza della direttrice Alberta Facchi su “Adria città etrusca. Un aggiornamento tra collezione Bocchi e nuove metodologie” per gli incontri del Gruppo archeologico adriese “F.A. Bocchi” sez. CPSSAE

adria_archeologico_conferenza-adria-città-etrusca_facchi_locandinaNuovo appuntamento del XXXIII ciclo di incontri del Gruppo Archeologico Adriese “F. A. Bocchi”, sez. CPSSAE. Domenica 4 dicembre 2022, alle 17, al museo archeologico nazionale di Adria, conferenza “Adria città etrusca. Un aggiornamento tra collezione Bocchi e nuove metodologie” di Alberta Facchi, direttore del museo adriese. L’ingresso al museo è gratuito per tutta la giornata essendo il 4 dicembre la prima domenica del mese (#domenicalmuseo). Ma alla conferenza si partecipa su prenotazione telefonando allo 0426 21612. “La conferenza”, anticipa Alberta Facchi, “è frutto di un lavoro di ricerca congiunto svolto insieme a Maria Cristina Vallicelli, per lo studio delle strutture e dei dati stratigrafici, e a Federica Wiel-Marin, per gli approfondimenti sulla ceramica attica. Per l’occasione si propone una rilettura della topografia e degli aspetti urbanistici del centro etrusco di Adria in età arcaica​​​, con particolare attenzione alle prime fasi insediative della città a partire dalla metà del VI sec. a.C. Punto di partenza – continua -, una riflessione sui vecchi e sui nuovi dati a disposizione: tra i primi, sono fondamentali i cataloghi compilati da Francesco Antonio Bocchi, oggetto di un accurato lavoro di trascrizione effettuato dal personale del museo Archeologico nazionale durante il lockdown, causato dalla recente pandemia, e di analisi comparativa soprattutto per quanto concerne la ceramica attica. Tra i secondi, ci sono i dati della nuova campagna di carotaggi effettuati in città grazie al progetto europeo VALUE uniti ai recenti scavi urbani, come quello in via Ex Riformati, che ha restituito evidenze di un vasto tavolato e di una struttura edilizia a pianta rettangolare allungata caratterizzata da un sistema di fondazioni in travi dormienti ammorsate che trova confronti in altri centri coevi dell’Etruria padana, quali il Forcello nel Comune di Bagnolo San Vito (Mn) e Spina nel Comune di Comacchio (Fe)”.​

Bologna. Il museo civico Archeologico presenta un nuovo percorso di accessibilità col progetto “Musei… Speciali, per Tutti”, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità 

bologna_archeologico_percorso-per-disabili_foto-bologna-musei

Una delle postazioni del percorso allestita nella grande sala del museo civico Archeologico dedicata a Bologna etrusca (foto Ornella De Carlo / Bologna Musei)

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità proclamata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite il 3 dicembre, il museo civico Archeologico di Bologna si dota di un nuovo percorso di accessibilità realizzato nell’ambito del progetto “Musei… Speciali. Per Tutti”, proposto e sostenuto dall’ex IBACN (Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell’Emilia Romagna), oggi Settore Patrimonio culturale all’interno dell’assessorato alla Cultura e paesaggio della Regione Emilia-Romagna, per promuovere l’inclusione delle persone disabili e garantire a tutti un accesso arricchito al pieno godimento del patrimonio artistico, culturale e naturale. “Musei… Speciali, per Tutti” ha visto la partecipazione di nove musei selezionati nei nove ambiti provinciali della regione Emilia-Romagna, in collaborazione con gli istituti scolastici di riferimento individuati dall’Ufficio scolastico regionale, con l’obiettivo della definizione di chiavi interpretative del carattere generale del museo o di temi specifici relativi a percorsi tra i beni del museo e/o correlati col territorio. Individuato per l’Area di Bologna, per diventare “Speciale” il museo civico Archeologico ha stabilito come obiettivo la predisposizione di un percorso semplificato, inclusivo – cioè offerto a chiunque entri in museo -, fruibile in autonomia e senza prenotazione per le sale espositive che documentano la storia di Bologna nell’antichità dalla preistoria all’età romana.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Incontri d’Autunno” la conferenza della prof.ssa Angela Misiano su “Marte in opposizione: la sua guerra con Keplero” apre il ricco programma per le Festività. Predisposte anche le aperture                                                       

reggio-calabria_archeologico_palazzo-piacentini_3_foto-MArRC

Palazzo Piacentini, sede del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

reggio-calabria_50mo-bronzi_logo_foto-MArRC

Il logo per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace 1972-2022

L’appuntamento degli “Incontri d’Autunno” del 1° dicembre 2022 al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria apre il ricco programma predisposto per le Festività. Si respira infatti già aria di Natale al MArRC, pronto ad accogliere turisti e calabresi. Dopo il successo della grande mostra “L’età degli eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace”, il suggestivo spazio di piazza Paolo Orsi tornerà ad accogliere tante iniziative culturali e le piccole “mostre d’accoglienza”, che tanto hanno caratterizzato la programmazione del MArRC negli scorsi anni. “Dopo gli ultimi mesi trascorsi con gli Incontri d’Autunno”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, “siamo felici di salutare il Natale con una offerta culturale suggestiva e variegata. In un anno tutto dedicato al Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace, questa volta abbiamo deciso di rendere protagonisti i bambini, che rappresentano il futuro di ogni società. Dagli incontri con Babbo Natale ai laboratori didattici, fino alle giornate accompagnate dalle note natalizie, tanti saranno i momenti in cui le famiglie potranno portare i loro piccoli al Museo, per vivere insieme momenti in allegria all’insegna della cultura. Non mancheranno – continua il direttore – nuove esposizioni e gli incontri promossi dalle associazioni che collaborano con il Museo, sempre più inclusivo per tutto il territorio. Voglio ringraziare il funzionario Giuseppina Cassalia per aver coordinato questa straordinaria programmazione”. il Museo ha già predisposto anche il calendario delle aperture per le imminenti festività natalizie: il MArRC sarà aperto l’8 dicembre 2022, giorno dell’Immacolata, per proseguire poi il 24, il 26, il 31 dicembre 2022 e il 2 gennaio 2023. Grande festa a Capodanno con l’apertura straordinaria e l’ingresso gratuito per tutti, grazie all’iniziativa del ministero della Cultura #domenicalmuseo. Un’occasione per brindare insieme al 2023. Il MArRC resterà chiuso il 25 dicembre 2022 e il 3 gennaio 2023.

reggio-calabria_archeologico_incontri-d-autunno_1-dicembre_locandinaMentre si abbellisce il maestoso albero natalizio del Museo, il calendario delle manifestazioni avrà inizio con un riferimento alle stelle, elemento immancabile nelle festività invernali. Giovedì 1° dicembre 2022, alle 17, nella sala conferenze, si terrà l’incontro promosso dal Planetario “Pythagoras” di Reggio Calabria. Relatrice d’eccezione sarà la prof.ssa Angela Misiano, responsabile del Planetario metropolitano, sul tema “Marte in opposizione: la sua guerra con Keplero”. “L’8 dicembre 2022”, spiega la prof.ssa Misiano, “si verificherà l’ultima delle opposizioni planetarie del 2022: Marte brillerà in tutto il suo splendore nella costellazione del Toro. Partendo da questa configurazione astronomica ripercorreremo la storia delle osservazioni del pianeta Marte e lo sforzo, ancor più difficile, di Keplero per giungere, dopo otto lunghi anni di tentativi, di ipotesi, di “guerra” con il pianeta, alla formulazione delle prime sue due leggi sul moto dei pianeti. Keplero ebbe la grande fortuna di essere chiamato, come assistente dell’astronomo danese Tycho Brahe. Quest’ultimo aveva progettato e perfezionato una serie di strumenti che, a quel tempo, potevano essere definiti all’avanguardia e Keplero aveva a disposizione una mole consistente di dati osservativi sul moto di Marte che presentava un’orbita di difficile interpretazione. È stato, proprio, grazie all’orbita di Marte, notevolmente più eccentrica rispetto a quella degli altri pianeti, che Keplero pose le basi per una nuova interpretazione della meccanica celeste”, conclude la professoressa.

Verona. La Sabap organizza “Archaiologika Erga 2022”, il secondo convegno dedicato alla presentazione delle ricerche svolte nel 2022 sul territorio di competenza della soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza: in presenza e in streaming sul canale YouTube

verona_sabap_archaiologica-erga_seconda-edizione_locandinaArchaiologika Erga, atto secondo. Venerdì 2 dicembre 2022, alle 9.45, via Corte Dogana 2, sede della soprintendenza, a Verona, giornata di studi Archaiologika Erga dedicata alle ricerche svolte nel 2022 sul territorio di competenza della soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza promossa dal soprintendente Vincenzo Tiné. Si potrà assistere all’evento anche in live streaming su YouTube alla pagina ufficiale della SABAP Verona. L’indirizzo è il seguente: https://www.youtube.com/@sabapverona

.sant-anna-d-alfaedo_grotta-di-veja_scavo-unive_momento di campionamento_foto di Giulia Santini_unive

Grotta di Veja (Sant’Anna d’Alfaedo, Vr): momento di campionamento (foto di Giulia Santini / unive)

PROGRAMMA. Alle 9.45, introduzione ai lavori di Vincenzo Tiné (SABAP Verona). SESSIONE 1 (chairman Vincenzo Tiné): alle 10, Roberto Zorzin (museo di Storia naturale di Verona) su “Altissimo – Monte Postale e Bolca – Pesciara di Bolca”; 10.15, Elena Ghezzo (università di Venezia) su “Sant’Anna d’Alfaedo – Grotta A di Veja” (vedi Preistoria. Nella Grotta di Veja a Sant’Anna d’Alfaedo, in Lessinia (Vr), millenni di convivenza tra l’uomo, il lupo e l’orso delle caverne: ecco i risultati della nuova campagna di scavo del team di Ca’ Foscari diretto da Elena Ghezzo | archeologiavocidalpassato); 10.30, Marco Peresani, Davide Delpiano, Davide Margaritora, Ursula Thun Hohenstein (università di Ferrara) su “Fumane – Grotta della Ghiacciaia”; 10.45, Marco Peresani, Alessandra Livraghi (università di Ferrara) su “Zovencedo – Grotta de Nadale”; 11, Cristiano Nicosia (università di Padova) e Paola Salzani (SABAP Verona) su “Arcugnano – Fimon” (vedi Fimon Molino Casarotto (Arcugnano, Vi). Presentazione dei risultati delle ricerche archeologiche riprese dopo anni per definire con più precisione la frequentazione del sito preistorico (dalla fine del IV millennio agli inizi del III) e comprendere meglio le cosiddette “aree di abitazione” | archeologiavocidalpassato); 11.15, Umberto Tecchiati, Fiorenza Gulino, Barbara Proserpio (università di Milano), Paola Salzani (SABAP Verona) su “Negrar di Valpolicella – Colombare” (vedi Negrar. Nel sito archeologico di Colombare l’università di Milano ha scoperto la prima uva della Valpolicella: 6300 anni fa questo frutto veniva già consumato. “Ma attenzione: per ora nella terra dell’Amarone non si può parlare di vino del Neolitico. Non ci sono ancora le prove. Dobbiamo continuare le ricerche. Che però costano e richiedono tempo” | archeologiavocidalpassato); 11.30, pausa caffè.

povegliano_muraiola_sito-età-del-bronzo_scavi-unipd_2022_foto-graziano-tavan

Il sito della Muraiola a Povegliano (Vr): alla fine della seconda fase della campagna di scavo 2022 stanno emergendo le strutture abitative del villaggio dell’Età del Bronzo (foto graziano tavan)

SESSIONE 2 (chairman Giovanni Leonardi). Alle 11.45, Cristiano Nicosia (università di Padova) su “Povegliano Veronese – La Muraiola” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2022/11/30/preistoria-visita-allo-scavo-del-villaggio-delleta-del-bronzo-alla-muraiola-di-povegliano-veronese-il-direttore-prof-cristiano-nicosia-universita-di-padova-fa-un-bilancio-della-campagna/); 12, Paolo Bellintani (CPSSAE), Andrea Cardarelli (università di Roma La Sapienza), Wieke De Neef (università di Ghent), Cristiano Nicosia (università di Padova), Vincenzo Tiné (SABAP Verona) su “Fratta Polesine – Frattesina – Progetto Prima Europa”; 12.15, Michele Cupitò (università di Padova), Paola Salzani (SABAP Verona) su “Villamarzana – Progetto prima Europa”; 12.30, Michele Cupitò, Veronica Gallo, Nadia Noio, David Vincenzutto (università di Padova) su “Legnago – Fondo Paviani”; 12.45, Irene Dori, Paola Salzani (SABAP Verona) su “Arano, Nogarole Rocca, Verona, Quinzano (indagini antropologiche)”; 13, pausa pranzo.

negrar_villa-dei-mosaici_peristilio-ovest_mosaico-dama_foto-graziano-tavan

La dama ingioiellata, uno dei due tondi con figura umana del mosaico pavimentale del peristilio ovest della Villa dei Mosaici di Negrar (foto graziano tavan)

SESSIONE 3 (chairman Mariangela Ruta Serafini). Alle 14, Mara Migliavacca Alberto Balasso, Silvia Bandera, Valentina Donadel (università di Verona) su “Malo – Monte Palazzo e Selva di Progno – Alta Val Fraselle”; 14.15, Luigi Magnini (università di Sassari), Armando De Guio (università di Padova), Cinzia Bettineschi (università di Augsburg) su “Rotzo – Bostel di Rotzo”; 14.30, Giovanna Gambacurta, Fiorenza Bortolami, Cecilia Moscardo (università di Venezia) su “Ariano nel Polesine – San Basilio (abitato preromano – scavi UniVe) (vedi Adria. Al museo Archeologico nazionale per “Padusa incontri” pomeriggio su “Etruschi e Greci in Polesine. Novità archeologiche tra San Cassiano, Adria e San Basilio” con le ricerche portate avanti dalle università di Bologna, Padova e Venezia | archeologiavocidalpassato); Silvia Paltineri (università di Padova) su “Ariano nel Polesine – San Basilio (abitato preromano – scavi UniPd)”; 14.50, Jacopo Bonetto, Caterina Previato, Jacopo Turchetti (università di Padova), Giovanna Falezza (SABAP Verona) su “Ariano nel Polesine – San Basilio (villa-mansio)”; 15.05, Gianni de Zuccato, Irene Dori (SABAP Verona), Patrizia Basso (università di Verona), Alberto Manicardi (SAP) su “Negrar di Valpolicella – villa dei mosaici” (vedi Villa dei Mosaici di Negrar (Vr). Presentati i risultati degli scavi: gli straordinari mosaici del peristilio, l’area termale, le tracce medievali. E la notizia più attesa: nel cuore della Valpolicella si produceva vino già 1700 anni fa. Trovate le tracce della coltivazione della vite e della spremitura dell’uva. Parlano i protagonisti | archeologiavocidalpassato); 15.20, Brunella Bruno (SABAP Verona), Samantha Castelli (Cooperativa Archeologia) su “Scavi Tratta Alta Velocità tra Peschiera e Vicenza”; 15.35, pausa caffè.

verona_montorio_presentazione-finale-mosaico_conchiglia_foto-graziano-tavan

La conchiglia rappresentata sul mosaico romano del V sec. d.C. riaffiorato in via delle Logge a Montorio (Vr) durante la posa delle condotte del gas (foto graziano tavan)

SESSIONE 4 (chairman Marisa Rigoni). Alle 15.50, Giulia Pelucchini (SABAP Verona), Andrea Betto (ArcSat) su “Vicenza – Bacino Diaz”; 16.05, Giulia Pelucchini (SABAP Verona), Massimiliano Fagan (Archetipo) su “Vicenza – Piazza Duomo”; 16.20 Gianni de Zuccato (SABAP Verona), Raffaele Peretto (CPSSAE), Claudia Fiocchi (Archetipo) su “Rovigo – Ex Carcere”; 16.35, Gianni de Zuccato (SABAP Verona), Jacopo Leati (In Terras) su “Melara – Chiesa di Santo Stefano”; 16.50, Brunella Bruno (SABAP Verona), Davide Brombo (Ar.Tech), Massimiliano D’Ambra (ArcheoEd) su “Verona – Ponte Nuovo e via Diaz”; 17.05, Brunella Bruno (SABAP Verona), Davide Brombo (Ar.Tech) su “Verona – Montorio” (vedi Archeologia pubblica. In via delle Logge a Montorio (Vr) visita straordinaria al mosaico parte di una villa dell’epoca di re Teodorico, con presentazione dei lavori di scavo e di restauro prima della sua ricopertura. Le richieste e le curiosità della gente, le risposte di archeologi e restauratori. Ecco le interviste per archeologiavocidalpassato | archeologiavocidalpassato); 17.20, conclusioni, saluti e brindisi.