Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct): a meno di un mese dall’inizio, presentata l’immagine simbolo della XVI edizione. Alessandra Cilio: “L’immagine nasce da una riflessione precisa, che ha determinato l’architettura di questa edizione e che può essere racchiusa nella parola-chiave (R)EVOLUTION”

Meno di un mese. Tanto manca all’inaugurazione della XVI edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico: a Catania dal 1° al 3 dicembre e a Licodia Eubea dal 4 al 6 dicembre 2026. Sembra ieri che i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele annunciavano che per la prima volta il festival sdoppiava la sede: non più solo Licodia Eubea, dove è nato e diventato grande, ma anche Catania. Dal paese alla grande città allargando pubblico e orizzonti. E invece è già passato un anno. E a ricordarci che la macchina organizzativa è a pieno regime per ottimizzare proiezioni, incontri, accoglienza, sono i social dove, da qualche giorno, in attesa del programma definitivo (è questione di giorni) con le date del Festival ha fatto capolino la nuova locandina con l’immagine simbolo della XVI edizione: opera di Pierluigi Longo, pregiatissimo illustratore che da tre anni a questa parte firma le locandine del FCCA. “La silhouette è quella di un cratere. Una forma riconoscibile, fedele al suo modello antico”, spiega Alessandra Cilio. “La decorazione, però, viene dal futuro. O forse dall’idea romantica del futuro che George Lucas ci ha consegnato con Star Wars: un androide dai tratti essenziali, occhi meccanici nei quali cerchiamo d’istinto qualcosa di umano. Dal vaso si sprigiona una luce potente. Quella di un proiettore cinematografico, forse. Oppure l’energia del passato che torna a vivere, assumendo nuovi significati nel presente e suggerendo qualcosa sul nostro domani. Questa immagine, che suggerisce molteplici letture, nasce da una riflessione precisa, che ha determinato l’architettura di questa edizione e che può essere racchiusa nella parola-chiave (R)EVOLUTION”.

Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, direttori artistici del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) (foto graziano tavan)

E così scopriamo anche il tema su cui rifletterà il XVI Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico. “Ci interessano i cambiamenti che attraversano la vita dell’essere umano”, continua Cilio, “ne modificano il corpo, le abitudini, le relazioni, il modo di pensare. Le trasformazioni sociali e politiche, le rivoluzioni tecnologiche, le invenzioni che hanno cambiato il corso della storia. Ogni trasformazione porta con sé possibilità e perdite, entusiasmi e resistenze. Può generare crescita, produrre un arretramento, costringere a ripensare il significato stesso della parola progresso. In questo discorso, il rapporto fra essere umano e tecnologia ha un posto centrale. È un rapporto antico e complesso, anche se oggi tendiamo a viverlo come una questione tutta contemporanea. Ci affascina ciò che possiamo creare e, al tempo stesso, ci preoccupa la possibilità che sfugga al nostro controllo, che diventi autonomo, che possa persino prendere il nostro posto. Le civiltà del passato avevano già immaginato qualcosa di simile, affidando a miti e racconti domande che riconosciamo ancora come nostre”.

“In un tempo in cui l’azione umana incide così profondamente sugli equilibri del pianeta”, sottolinea Cilio, “vale la pena chiederci a quale punto della nostra evoluzione ci troviamo. La relazione con la macchina, sempre più intima e quotidiana, accresce anche la nostra capacità di comprendere? Ci aiuta a scegliere con maggiore consapevolezza? E quali conseguenze siamo disposti a riconoscere nelle trasformazioni che promuoviamo? L’intelligenza artificiale rende questo confronto particolarmente urgente. Entra nel lavoro, nella ricerca, nella produzione delle immagini e dei racconti. Apre possibilità e solleva questioni che riguardano la conoscenza, l’autorialità, la responsabilità delle nostre scelte. Che cosa sta cambiando nel cinema? Quali strumenti offre alla ricerca archeologica? Come interviene nella lettura, nella ricostruzione e nella comunicazione del patrimonio culturale? È l’attualità di queste domande ad averci spinti in questa direzione – conclude Cilio -. Un festival dedicato al cinema del patrimonio culturale è un evento solo apparentemente di nicchia: le storie che racconta attraversano il nostro tempo e ci riguardano da vicino. Il cinema, insieme alla riflessione sul passato e sulle sue tracce tangibili e intangibili, ci offre la possibilità di rinnovare lo sguardo sul presente e sul futuro, esercitando quel senso critico del quale abbiamo sempre più bisogno”.

Appuntamento il 1° dicembre 2026 al Palazzo della Cultura in via Vittorio Emanuele II 119 a Catania; e poi, dal 4 dicembre 2026 al Teatro della Legalità in piazza Papa Giovanni XXIII 40 a Licodia Eubea (Ct). E intanto ricordiamo i momenti più belli della XV edizione scorrendo il video diario da Catania a Licodia Eubea.

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