Milano. Presentata a Palazzo Reale “Cleopatra: The Truth”, mostra immersiva che racconta la vera storia di Cleopatra VII, intrecciando ricerca archeologica, tecnologia e narrazione visiva, a CityOval da novembre, ideata e sviluppata da NPG Entertainment con la consulenza scientifica di Zahi Hawass e Kathleen Martinez
“Tu conosci il mio nome. Ma conosci la mia verità? Hanno raccontato la mia storia mille volte, ma mai così. Sono nata nel cuore di un impero. Cresciuta tra dei e traditori. La mia voce era la lingua degli studiosi. I sussurri della corte. Gli ordini di una regina. Ma non ero soltanto una regina. Mi chiamavano seduttrice, strega. Una donna troppo pericolosa per regnare. Sono venuti per il mio trono: Roma, il tradimento, le mutevoli maree del potere. Ho combattuto con le parole, con gli eserciti, con l’amore. Pensavano di poter scrivere la mia fine. Ma non sono mai stata ai loro ordini. Io sono Cleopatra. E questa è la mia verità”. Con queste parole il trailer presentato direttamente dalla regina Cleopatra introduce alla mostra “Cleopatra: The Truth”, una mostra immersiva che racconta la vera storia di Cleopatra VII, intrecciando ricerca archeologica, tecnologia e narrazione visiva per restituire al pubblico il ritratto autentico di una delle figure più affascinanti e influenti della storia, oltre i miti e gli stereotipi che ne hanno plasmato l’immagine nel corso dei secoli.

La mostra, presentata il 23 giugno 2026, a Palazzo Reale di Milano, aprirà al pubblico dal 12 novembre 2026 al 28 gennaio 2027 al CityOval Milano, spazio dedicato a grandi eventi, mostre ed esperienze immersive, che fa parte del quartiere di CityLife ed è stato interamente riqualificato da Generali. Una cornice ideale per accogliere un progetto che unisce ricerca scientifica, tecnologia e coinvolgimento emotivo. Attraverso un percorso che combina contenuti scientifici, ambientazioni immersive e linguaggi contemporanei, la mostra accompagna i visitatori alla scoperta della donna, della sovrana e della stratega politica che si cela dietro la leggenda. Un viaggio che ripercorre la vita, il regno e l’eredità di Cleopatra, traducendo le più recenti scoperte archeologiche in un racconto dal linguaggio coinvolgente e accessibile a un pubblico ampio e trasversale.
Il fondamento scientifico di Cleopatra: The Truth risiede nelle ricerche e nelle scoperte archeologiche condotte a Taposiris Magna da Zahi Hawass e Kathleen Martinez. Grazie a oltre vent’anni di studi e indagini sul campo, la mostra restituisce al pubblico una lettura aggiornata e documentata della figura di Cleopatra, alla luce delle più recenti evidenze storiche e archeologiche. Ideata e sviluppata da NPG Entertainment, “Cleopatra: The Truth” supera il concetto tradizionale di mostra per trasformarsi in un rituale contemporaneo, in cui la scienza incontra la poesia visiva e la tecnologia diventa uno strumento di conoscenza.

“Per noi l’immersività non significa osservare immagini proiettate su una parete. Significa attraversare luoghi, seguire indizi, fare scoperte e vivere emozioni da condividere, sentendosi parte della storia”, spiega Anderson Tegon, Fondatore di Pepper’s Ghost e direttore creativo di NPG Entertainment. “Con Cleopatra The Truth abbiamo voluto creare un viaggio da vivere e condividere, non una mostra da guardare. Un’esperienza pensata per bambini, adulti e per quel bambino che continua a vivere in ognuno di noi, dove ogni spazio ci parla e ogni visitatore diventa protagonista del proprio incontro con una delle donne più straordinarie della storia”.

Per garantire accuratezza storica e profondità scientifica, il progetto si avvale dell’esperienza di Zahi Hawass, tra gli egittologi più autorevoli e riconosciuti al mondo, e Kathleen Martinez, archeologa e tra le maggiori studiose contemporanee di Cleopatra. Le loro ricerche e le importanti scoperte archeologiche condotte a Taposiris Magna costituiscono il fondamento narrativo della mostra, consentendo ai visitatori di entrare in contatto con la verità storica e con le più recenti ipotesi scientifiche legate alla figura della regina. “Dopo vent’anni di scavi a Taposiris Magna”, spiega Kathleen Martinez, “l’archeologia ci racconta una storia molto diversa da quella tramandata dai miti. Cleopatra non fu soltanto una seduttrice: fu una stratega politica, una donna di grande cultura e l’ultima sovrana a difendere l’indipendenza dell’Egitto. Cleopatra: The Truth presenta le prove emerse dalla ricerca e offre al pubblico l’opportunità di incontrare, per la prima volta, la vera regina”. “La vita di Cleopatra è stata raccontata da Plutarco e Shakespeare”, ricorda Zahi Hawass, “ma gran parte di ciò che è stato scritto su di lei è frutto di una narrazione romanzata. Per la prima volta, il fascino di questa grande regina sarà svelato attraverso la ricerca della sua tomba. Con questo progetto speriamo di rivelare la vera storia di Cleopatra”.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Quando il legno parla: nuove rivelazioni dalla porta di Kha e Merit” con Cédric Gobeil e Federico Taverni, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

La celebre porta della tomba di Kha e Merit e i reperti lignei del loro corredo funerario sono ancora in grado di rivelare dettagli, informazioni, molto importanti per gli egittologi. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 23 giugno 2026, alle 18, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “Quando il legno parla: nuove rivelazioni dalla porta di Kha e Merit” con Cédric Gobeil e Federico Taverni. La conferenza è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/quando-il-legno-parla-nuove…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Torino. Al museo Egizio in concomitanza con il Galata museo del Mare a Genova, “IO SONO BENVENUTO”: nella giornata mondiale del Rifugiato si celebra l’accoglienza e il dialogo interculturale tra attività, performance teatrali e musica

In occasione della giornata mondiale del Rifugiato, sabato 20 giugno 2026 torna il doppio appuntamento con “IO SONO BENVENUTO”: a Torino, al museo Egizio, e a Genova al Galata Museo del Mare, grazie al sostegno di Basko Supermercati. Dalle 19 alle 23, celebreremo insieme l’accoglienza e il dialogo interculturale tra attività, performance teatrali e musica. Questa edizione è ispirata al tema del viaggio, a partire da quello narrato nelle Avventure di Sinhue, una tra le opere più importanti della letteratura dell’antico Egitto. In cambio dell’ingresso gratuito, a ciascun visitatore verrà chiesto di scrivere un messaggio di benvenuto e posizionarlo sul Welcome Wall, una grande parete digitale simbolo di apertura e accoglienza. Al museo Egizio in programma la “Biblioteca Vivente”, in cui i volontari dell’Associazione Mosaico e di Porta delle Culture dialogheranno con i partecipanti all’evento per aprire spazi di confronto e scambio reciproco. EMERGENCY sarà presente con un’esperienza immersiva di presentazione del lavoro di ricerca e soccorso in mare. In programma anche una mostra “Facciamo pace?!” a cura della Comunità di Sant’Egidio e la partecipazione all’evento di UNHCR e Fondazione MAMRE. Ad animare la serata, anche le performance teatrali di Fondazione TRG, tra cui alcune tradotte anche in LIS, e un viaggio tra suoni e fiabe africane a cura dell’Associazione Donne Africa Subsahariana e II Generazione.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Coptic spells in the British Museum” con l’egittologa Elisabeth R. O’Connell (British Museum), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Martedì 16 giugno 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: in sala conferenze, con accesso da via Maria Vittoria 3M, conferenza di Philippe Collombert su “Coptic spells in the British Museum”. Evento in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. L’ingresso alla Sala Conferenze (è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/the-hay-archive-of-coptic…. L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
L’archivio Hay dei manoscritti copti è costituito da sette fogli frammentari in pelle contenenti formule e incantesimi destinati alla divinazione, alla protezione, alla guarigione, all’avanzamento personale, alla maledizione e alla soddisfazione del desiderio sessuale. Acquistati dall’erede del celebre egittologo e disegnatore Robert Hay, i manoscritti entrarono a far parte delle collezioni del British Museum nel 1869. Un nuovo studio, avviato in risposta all’urgente necessità di conservazione del corpus, ha sviluppato un approccio integrato alla pubblicazione dei testi antichi, considerandoli non solo come documenti scritti ma anche come oggetti archeologici. Attraverso una sorprendente combinazione di motivi derivati dalle tradizioni dell’antico Egitto, del mondo greco-romano, della Bibbia e di fonti extra-bibliche, il contenuto dei manoscritti testimonia un ambiente cristiano che continuava a utilizzare i meccanismi delle precedenti pratiche considerate “magiche”, in un periodo dell’Egitto successivo all’arrivo dell’Islam.
Elisabeth R. O’Connell è Byzantine World Curator al British Museum. Ha curato o co-curato cinque volumi, tra cui Egypt: Faith after the Pharaohs (2015), pubblicato in occasione dell’omonima mostra del British Museum, Abydos in the First Millennium (2020) ed Egypt and Empire: The Formation of Religious Identity after Rome (2022). Più recentemente è stata co-curator della mostra Silk Roads del British Museum e coautrice del volume che l’ha accompagnata (2024). Ha condotto ricerche sul campo in Tunisia, Sudan ed Egypt, dove ha co-diretto una spedizione del British Museum dal 2009 al 2013. È stata Principal Investigator di numerosi progetti di ricerca finanziati e ha ottenuto diverse fellowship nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Egitto. Ha conseguito il PhD presso la University of California, Berkeley.
Ragusa Ibla. In piazza Pola presentazione del libro “Alessandria d’Egitto. Storia di una capitale del mondo antico” di Lorenzo Guardiano per il ciclo di incontri “A tutto volume”

Per il ciclo di incontri “A tutto volume”, le grandi avventure dell’archeologia mediterranea, presentazione del libro “Alessandria d’Egitto. Storia di una capitale del mondo antico” di Lorenzo Guardiano (Il Mulino). Appuntamento domenica 14 giugno 2026, alle 19.15, in piazza Pola a Ragusa Ibla. Conduce Giovanni Di Stefano. Con l’autore si parlerà del sogno di Alessandro Magno, di Cleopatra, del faro di Alessandria (la settima meraviglia del mondo antico), di Eratostene, di Ipazia, della tomba di Alessandro e di tante altre cose. Ma anche della storia e dell’archeologia di una capitale del mondo antico. Parlando dei contenuti del libro si farà un viaggio affascinante in una città antica fra oriente e occidente.
Lorenzo Guardiano èegittologo nell’università di Milano, dove insegna Introduction to Pharaonic Egypt, ed è epigrafista della missione archeologica EIMAWA ad Assuan (Egitto). Ha pubblicato “Il Cielo dei Faraoni. I soffitti astronomici nell’Egitto del Nuovo Regno” (Milano University Press, 2024).

Alessandria d’Egitto. Storia di una capitale del mondo antico. “La città era più grande di un continente e gli abitanti più numerosi di una nazione. Se consideravo la città, non riuscivo a credere che un popolo potesse riempirla; se invece guardavo la popolazione, mi meravigliavo che una città potesse contenerla”. Alessandria ha mille volti. Fondata su una striscia di terra fra un lago e il mare, divenne capitale di un Egitto che, al tramonto dei faraoni, si preparava a essere il cuore del Mediterraneo. Una dinastia di re vi creò il più grande centro di cultura dell’antichità, sotto la luce del Faro, una delle sette meraviglie del mondo. Al suo nome sono legate la tragedia di amore e morte di Cleopatra e Antonio e la vicenda della filosofa Ipazia. Ad Alessandria la chioma di una regina venne portata fra le stelle, fu calcolata la circonferenza terrestre e qualcuno osò dire che è il Sole a occupare il centro dell’Universo. Dopo duemila anni, Alessandria è rimasta un crocevia di popoli, poeti e letterati di culture diverse ma figli della stessa città, come Ungaretti e Kavafis. Il racconto avvincente di una metropoli millenaria che mescola nei suoi quartieri le sue anime egizia, greca, romana, bizantina, araba, turca ed europea, e che non ha mai smesso di produrre violenza e bellezza.
Torino. Al museo Egizio “Be the last to leave”: ingresso esclusivo oltre l’orario di chiusura con un drink e uno snack in caffetteria compresi nel biglietto

Il museo Egizio di Torino apre le sue sale oltre l’orario di chiusura per offrire un’esperienza di visita più intima: “Be the last to leave”. Il 30 e 31 maggio, 1°, 5 e 12 giugno 2026, si può accedere alle collezioni per due ore extra, in un’atmosfera raccolta e suggestiva, quando il museo si svuota, con un biglietto esclusivo a 30 euro a persona. Per due ore si può godersi la visita e ammirare le collezioni in totale tranquillità, con una pausa alla caffetteria del museo per un bicchiere di vino/analcolico incluso nel prezzo del biglietto. Posti limitati. Non è consentito effettuare visite guidate. Per accedere a questa esperienza è obbligatorio acquistare il biglietto d’ingresso online su https://egizio.museitorino.it/…/biglietto-speciale-be…/.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Plasmare la devozione nella statuaria del Nuovo Regno” con il curatore Alessandro Girardi, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Giovedì 28 maggio 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. In sala conferenze (con accesso da via Maria Vittoria 3m) incontro con il curatore Alessandro Girardi (museo Egizio) su “Plasmare la devozione nella statuaria del Nuovo Regno”. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/plasmare-la-devozione-nella… L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
La statuaria è considerata una delle produzioni più emblematiche della civiltà egizia. Fin dagli albori dell’epoca faraonica, la statua si afferma come uno strumento privilegiato del culto: l’immagine del sovrano o della divinità, scolpita nella pietra, non è una semplice rappresentazione, ma un’entità vivente, capace di accogliere la presenza reale del soggetto raffigurato. Nel Nuovo Regno (1539–1077 a.C.), la statuaria privata risente profondamente del fenomeno della “pietà personale”, termine con cui si indica la ricerca di un rapporto diretto con la divinità. A lungo interpretato in chiave religiosa, questo fenomeno è stato recentemente riletto anche nella sua dimensione sociale. Il nuovo scenario religioso e sociale apre la strada ad una profonda trasformazione artistica, in cui si creano nuovi modelli scultorei, e si reinterpretano quelli tradizionali. Tra le diverse tipologie di statuaria privata, fanno la loro comparsa le statue stelofore: queste statue raffigurano un individuo inginocchiato che regge, con le braccia sollevate, una stele posta sulle ginocchia, o di fronte a sé.
Alessandro Girardi è egittologo e curatore junior al museo Egizio di Torino, dove si occupa dello sviluppo e dell’organizzazione di mostre itineranti. Ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Storiche e Orientalistiche all’università di Bologna e sta attualmente svolgendo un dottorato di ricerca alla Ludwig-Maximilian-Universität di Monaco di Baviera, con un progetto incentrato sulle statue stelofore del Nuovo Regno. I suoi interessi di ricerca comprendono la statuaria privata, le stele funerarie e votive e il villaggio di Deir el-Medina. È attualmente impegnato nella missione di scavo del Museo Egizio ed IFAO nel sito di Copto.
Torino. Al museo Egizio il concerto “Percussions trasformer”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”. Al termine visita gratuita alla sezione “Materia. Forma del Tempo”

Domenica 24 maggio 2026, alle 11, al museo Egizio di Torino, il concerto “Percussions trasformer”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. Fondazione Merz propone un concerto per sole percussioni attraverso stili, epoche e timbri diversi. Rossana Bribò mostrerà come le percussioni sappiano trasformarsi continuamente: dalla delicatezza di Debussy e Bach ai colori della marimba di Keiko Abe, fino alla sperimentazione elettronica di Snowden e alla teatralità di Cangelosi e Akiho. Il concerto si terrà in Sala Conferenze (con ingresso da via Maria Vittoria 3M) e i partecipanti potranno visitare gratuitamente “Materia. Forma del Tempo” alla fine dello spettacolo.
Firenze. All’università la conferenza “Il Tempio di Esna: Divinità e miti di un santuario egiziano di epoca romana” con Federica Pancin (università di Bologna)

Nell’ambito dei festeggiamenti per i 40 anni dalla fondazione dell’Istituto Italiano per la Civiltà Egizia (IICE), mercoledì 20 maggio 2026, alle 17, nel plesso di via Capponi 9 dell’università di Firenze, aula 13, la conferenza “Il Tempio di Esna: Divinità e miti di un santuario egiziano di epoca romana” con Federica Pancin (università di Bologna). La conferenza sarà introdotta dalla prof.ssa Gloria Rosati (presidente IICE) e moderata dal prof. Federico Contardi.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, presentazione del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi (ETS) con Patrizia Piacentini e Cinzia Lacchia

Martedì 19 maggio 2026, alle 18, in Sala conferenze del museo Egizio di Torino, presentazione del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi (ETS) con Patrizia Piacentini e Cinzia Lacchia. L’ingresso (da via Maria Vittoria 3 M) è libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/giuseppe-parvis-ebanista-e…. L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La presentazione mette al centro la vicenda personale e familiare di Parvis, mostrando come arte e imprenditoria si intreccino nella sua storia, attraverso il ritratto di un protagonista originale della cultura decorativa ottocentesca, capace di trasformare l’incontro tra mondi diversi in un linguaggio di bellezza, lusso e dialogo tra le culture. La presentazione approfondisce il gusto orientalista ottocentesco e ne legge le declinazioni tra stile neo-moresco, suggestioni turche e richiami neo-egizi. Emergono il ruolo del laboratorio cairota e la capacità di Parvis di fondere eleganza italiana, arte islamica e fascinazione per l’antico Egitto, dando spazio ai suoi stili, le sue tecniche e la qualità decorativa dei suoi arredi. Ampio spazio è dedicato anche alla presenza dell’atelier Parvis nelle esposizioni universali della seconda metà del XIX secolo, decisive per la sua affermazione internazionale. La presentazione segue poi la fortuna collezionistica delle sue opere, conservate e studiate in contesti museali di grande rilievo. Tra questi spiccano la Sala Araba del Museo Borgogna di Vercelli, il Castello d’Albertis di Genova e il Museo Stibbert di Firenze, luoghi che documentano la diffusione e la ricezione della sua produzione.
Manfredo Lapi Gatteschi, conseguita la maturità Classica presso il Liceo G. Galilei di Pisa, entra in Accademia Navale. Durante l’imbarco su unità della Marina Militare, prende parte ad attività operative ivi inclusa la missione Mare Nostrum, contribuendo al salvataggio di numerose vite umane. Dal 2014, è destinato a Roma presso Uffici di vertice e diretta collaborazione del ministro della Difesa. Attualmente è in servizio presso il Centro Alti Studi Difesa. Appassionato delle “storie di famiglia” cura e custodisce l’archivio di casa, contenente volumi, documenti e contratti a partire dal 1300, oltre a lettere e fotografie del XIX e XX sec. È Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.
Patrizia Piacentini, socia dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Ambrosiana, è professore ordinario di Egittologia e Archeologia egiziana all’università di Milano, dove è anche responsabile scientifico della Biblioteca e degli Archivi egittologici. Direttore dell’Egyptian-Italian Mission at West Aswan (Egitto), ha vinto nel 2022 il premio alla carriera “Gaston Maspero” dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi.
Cinzia Lacchia è storica dell’arte di formazione, conservatore del museo Borgogna di Vercelli dal 2000. Ha dedicato la sua tesi di laurea e di specialità allo studio della genesi del Museo Borgogna e del suo fondatore. Ha avviato e curato il riallestimento degli ambienti della casa-museo, coordinando con i funzionari ministeriali e con uno staff di specialisti, il restauro e lo studio della “Sala Araba”. Dal 2018 è docente di storia dell’arte moderna presso l’ACME di Novara; dal 2011 al 2013 ha svolto attività di consulenza per il museo civico e Gipsoteca “L. Bistolfi” di Casale Monferrato. Socia ICOM e di varie associazioni culturali e di volontariato.

Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento. Il libro si incentra sulla figura di Giuseppe Parvis (1831-1909), noto ebanista, formatosi a Torino, emigrato nel 1859 al Cairo e ivi titolare di un laboratorio per la produzione di mobili e oggetti di pregio, improntati ad un gusto orientalista (neomoresco e neoegizio) ispirati dai luoghi e dagli stili antichi, ma abilmente ideati e adattati per rispondere ai desideri di decoro e esotismo delle classi agiate europee ed extraeuropee. Presente nella maggior parte delle grandi esposizioni che si susseguono tra Otto e Novecento, vincitore di premi e di continui riconoscimenti, decoratore e arredatore di una squisita clientela di artisti e colti collezionisti, Parvis è oggi ricordato in numerose pubblicazioni sulle arti applicate del periodo, ma non è stato ancora oggetto di un contributo che ne chiarisse e individuasse lo specifico ruolo artistico. Prefazione di Michele Quaroni.



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