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Torino. Al museo Egizio incontro online “Saqqara: anteprima della missione”: l’egittologo Paolo Dal Vesco, curatore del museo Egizio, spiegherà come nasce una scoperta archeologica e risponderà alle domande degli appassionati alla vigilia della nuova campagna di scavo

Che cosa accade dietro le quinte di una missione archeologica? Spesso si immagina lo scavo archeologico come la ricerca di grandi tesori, o lo si associa a figure cinematografiche con frusta e cappello da esploratore. Ma cosa succede davvero? Lo si può scoprire il 22 settembre 2026, alle 18.30, nell’incontro online, promosso dal museo Egizio di Torino, “Saqqara: anteprima della missione” per scoprire come funziona realmente l’attività di scavo, raccontata direttamente da chi l’ha vissuta in prima persona e che presto partirà per la prossima campagna del museo Egizio. L’egittologo Paolo Dal Vesco, curatore del museo Egizio, spiegherà come nasce una scoperta archeologica e risponderà alle domande degli appassionati. Registrazione al link https://ow.ly/70f150ZIlgn

Torino. Al museo Egizio il concerto “Fusioni” con Kymeia Duo, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”. Al termine visita gratuita alla sezione “Materia. Forma del Tempo”

Domenica 20 settembre 2026, alle 11, al museo Egizio di Torino, il concerto “Fusioni”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. L’Orchestra Filarmonica di Torino, con Kymeia Duo, trasforma i due mondi apparentemente distanti, quello del violoncello e delle percussioni, in un unico organismo espressivo. Il duo, composto da Serena Costenaro e Fabio Saccavino, ci rivelerà nuove possibilità timbriche e narrative in un concerto che esplora il dialogo, il contrasto e la fusione tra corpo, ritmo e canto. Il concerto si terrà in Sala Conferenze (con ingresso da via Maria Vittoria 3M: gratuito con prenotazione al link: https://www.museoegizio.it/…/torna-onde-con-12-matinee…/) e i partecipanti potranno visitare gratuitamente “Materia. Forma del Tempo” alla fine dello spettacolo.

Torino. Al museo Egizio giornata di studi in occasione della presentazione del libro “Fare museo. Nuovi scenari, professioni e formazione continua” a cura di Martina De Luca ed Elena Pelosi. Ecco il programma

Cosa significa oggi “fare museo”? Il 19 settembre 2026, alle 10, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, in occasione della presentazione del libro “Fare museo. Nuovi scenari, professioni e formazione continua” (Luca Sossella Editore), a cura di Martina De Luca ed Elena Pelosi della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, giornata di studi dedicata alla scoperta delle professioni museali, raccontate attraverso la voce di chi ogni giorno lavora in queste istituzioni. La “macchina museo” è un organismo complesso e affascinante, la cui conoscenza al di fuori degli addetti ai lavori è ancora poco approfondita. Una mattinata dedicata all’approfondimento di alcune di queste figure professionali, riflettendo anche sulla loro profonda e costante trasformazione, in relazione al cambiamento del ruolo dei musei nella società e alle sfide sociali, tecnologiche, ambientali e organizzative che stanno ridisegnando il settore. L’incontro è pensato per chi il museo lo vive da dentro e per chi vorrebbe farlo in futuro: professionisti e professioniste del settore, studenti e studentesse universitari, giovani che intendono intraprendere un percorso lavorativo nel mondo dei musei, e più in generale chiunque sia appassionato di questo ambito. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al link: https://www.museoegizio.it/…/fare-museo-oggi…/

Programma. Alle 10, saluti istituzionali. PRIMA SESSIONE Le professioni museali oggi: come orientarsi tra ruolo dei musei, competenze e formazione: alle 10.30, Daniele Jalla (ICOM Italia) “Le professioni museali nel sistema italiano”; 11, Martina De Luca (scuola nazionale del Patrimonio e delle Attività culturali) “Fare musei. Nuovi scenari, professioni e formazioni continua”; 11.20, pausa. SECONDA SESSIONE Le sfide contemporanee e profili: quali competenze per il museo del futuro?: 11.40, tavola rotonda: Paola D’Agostino (musei Reali), Marco Rossani (museo Egizio), Elena Stradiotto (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) in dialogo con Elena Pelosi (scuola nazionale del Patrimonio e delle Attività culturali); 12.30, Sara Menato (museo Egizio), Sylvia Mazzoccoli (museo Egizio), Paola Zanini (Castello di Rivoli); 13.15, confronto con il pubblico.

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Veneti in Egitto. Tra Faraoni e l’Unesco” di Silvana A. Bianchi e Giamberto Bochese per il ciclo “La Biblioteca di Nemo: dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale”

Giovedì 17 settembre 2026, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, riprendono gli appuntamenti con “La Biblioteca di Nemo 2026: dialoghi di storia e di scienza al museo di Storia naturale”, l’iniziativa realizzata dai Musei civici di Verona – museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società italiana di Storia della Scienza. In programma la presentazione del libro “Veneti in Egitto. Tra Faraoni e l’Unesco di Silvana A. Bianchi e Giamberto Bochese (2023), che ricostruisce le vicende di uomini e imprese locali impegnati fra 1960 e 1980 nel salvataggio dei due importanti siti archeologici egiziani di Abu Simbel e File minacciati dalle acque della Grande Diga di Aswan. Dialogano con gli autori Andrea Tenca, storico della scienza e bibliotecario al museo di Storia naturale, e la professoressa Simonetta Ponchia, dell’università di Verona. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili: info e programma completo della rassegna sul nostro sito http://tiny.cc/nf62101.

Miramare (Ts). A corollario della mostra “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna” la conferenza “Tra meraviglia e curiosità: collezioni e musei tra il Rinascimento e Massimiliano d’Asburgo” a cura di Marianna Bressan. direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. E visita guidata alla mostra

Mostra “Una Sfinge l’attrae”: testa di Sfinge di Sesostri III in siltite (Medio Regno, XII dinastia), conservata al Kunsthistorisches Museum (foto f. parenzan)

Nell’ambito della mostra “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”, allestita fino al 1° novembre 2026 alle Scuderie del Castello di Miramare (Ts) (vedi Trieste. Aperta alle Scuderie del Castello di Miramare la mostra “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”, a cura di Massimo Osanna, Christian Greco, Cäcilia Bischoff e Michaela Hüttner: oltre cento repertitestimonianola passione per l’Egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino – archeologiavocidalpassato), prosegue il ciclo di conferenze dedicato all’approfondimento di alcuni dei temi legati all’esposizione e alla figura di Massimiliano d’Asburgo. Il nuovo appuntamento martedì 15 settembre 2026, alle 17, nella Sala del Trono del Castello di Miramare, con la conferenza “Tra meraviglia e curiosità: collezioni e musei tra il Rinascimento e Massimiliano d’Asburgo” a cura di Marianna Bressan. direttrice dei musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna.

Prima della conferenza, alle ore 15.30, sarà possibile partecipare a una visita guidata alla mostra “Una sfinge l’attrae” alle Scuderie del Castello. La visita sarà curata dal personale del Museo e accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle oltre cento opere esposte, tra reperti egizi e testimonianze del collezionismo ottocentesco, approfondendo il rapporto tra Massimiliano, l’egittologia e le collezioni sviluppatesi tra Trieste e Vienna. Per partecipare alla conferenza e alla visita guidata in mostra è necessaria la prenotazione, da effettuare scrivendo all’indirizzo eventi.miramare@cultura.gov.it, indicando entrambe le attività a cui si desidera prendere parte. La partecipazione alla conferenza è gratuita, mentre la visita guidata alla mostra è inclusa nell’acquisto del biglietto di ingresso ridotto alla mostra, pari a 10 euro. I posti sono limitati e la prenotazione si intende confermata esclusivamente a seguito della ricezione di una mail di conferma.

Torino. Arte, musica e cultura fino a mezzanotte con la “Notte bianca” al museo Egizio in occasione della riapertura al pubblico di via Roma pedonalizzata

Arte, musica e cultura fino a mezzanotte con la “Notte bianca” al museo Egizio di Torino. In occasione della riapertura di via Roma a Torino, il museo Egizio partecipa ai festeggiamenti con una speciale apertura serale. Sabato 12 settembre 2026, dalle 20 alle 24, sarà possibile visitare il museo Egizio gratis e senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito fino al raggiungimento della capienza di sicurezza. L’iniziativa si inserisce in un programma di festeggiamenti che coinvolgerà il centro di Torino con negozi aperti, attività culturali, musica e iniziative nelle strade e nei musei, per celebrare la restituzione di via Roma alla città. Durante la serata, oltre alla possibilità di fruire liberamente di tutti gli spazi museali, il museo Egizio in collaborazione con il conservatorio G. Verdi di Torino propone un blitz jazz negli spazi di “Materia. Forma del tempo” alle 21.30. L’esibizione dal titolo “Pas de Duo” vedrà protagonisti Carlotta Maggia al flauto e Valentino Voster alla chitarra, con la partecipazione della Scuola di musica da camera con Francesca Gosio. Gli artisti proporranno al pubblico un viaggio tra epoche e linguaggi musicali differenti attraverso un repertorio internazionale con brani di Béla Bartók, Manuel De Falla, da Celso Machado ad Astor Piazzolla. Una serata speciale per scoprire il museo Egizio e unirsi ai festeggiamenti per la riapertura di via Roma, tra arte, musica e cultura. 

Torino: la centralissima via Roma pedonalizzata (foto comune di Torino)

“Con la conclusione dei lavori di pedonalizzazione dell’ultimo tratto, compreso tra piazza Castello e piazza Carlo Felice”, dichiara il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, “via Roma ha completato la sua trasformazione come spazio urbano interamente dedicato a chi la attraversa, la vive e la frequenta. Restituirla alla piena fruizione ha significato valorizzare uno degli assi più importanti del centro cittadino per renderlo ancora più piacevole, accessibile e attrattivo. Per festeggiare questo momento abbiamo in programma una festa diffusa, con un ricchissimo calendario di iniziative. Musica, cultura, spettacolo, negozi e musei aperti fino a tarda sera, animazione e attività per tutte le età accompagneranno torinesi e visitatori in un programma pensato per stare insieme e vivere pienamente questo spazio. Una festa che vuole essere anche un invito a vivere Via Roma con uno sguardo nuovo: passeggiando senza fretta, incontrandosi, fermandosi sotto i portici, entrando nei negozi e nelle attività che contribuiscono ogni giorno all’energia e all’attrattività della nostra Torino”.

Adria (Ro). Seconda giornata adriese di Adrikà: mattino con le scuole e visite guidate, pomeriggio con l’antico Egitto e il miele tra miti e reperti. E gran finale alla sera con lo spettacolo “AquaDueO” con la Banda Osiris e Telmo Pievani

Il museo Archeologico di Adria una delle sedi di Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico (foto drm-veneto)

Seconda giornata adriese, sabato 12 settembre 2026, di Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po quasi interamente al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro). La mattina inizia con “Etruscreen: cinema, scuola e patrimonio culturale” e la proiezione di tre film: “S’ozzastru” di Carolina Melis (Italia 2023, 8’), “L’uomo di Val Rosna” di Stefano Zampini (Italia 2024, 19’), “Il segreto della Dea” di Lorenzo Antonioni (Italia 2019, 26’). A seguire per INCONTRI CON L’ANTICO “Dalla scuola al cinema: giovani registi per la narrazione dell’Antico”. Intervengono: Stefano Zampini, regista; Lorenzo Antonioni, regista.

Quindi per SCUOLA ATTIVA proiezione del video realizzato dagli studenti del Liceo Bocchi Galilei nell’ambito del progetto “La ceramica prende vita” a cura di Sandra Bedetti. DAL MUSEO ALLA TAVOLA presentazione del percorso formativo sui piatti della cucina greca a cura dell’IPSEOA “Giuseppe Cipriani” di Adria.

VISITE GUIDATE. Museo archeologico nazionale di Adria: 9.30 -12.30, visite guidate all’interno delle sale espositive; 15-16, visita guidata alla sezione della barca “cucita” con animazione del Gruppo Danza antica di Villadose. Museo Diocesano della Cattedrale di Adria: 9.30-12.30 e 15-16, visite guidate all’interno delle sale espositive.

Al pomeriggio, sempre al museo Archeologico nazionale di Adria, alle 16, INCONTRI CON L’ANTICO: “L’Accademia delle Scienze di Torino e la formazione del Museo Egizio più antico del mondo”. Intervengono: Silvia-Rosa Brusin, giornalista, già caporedattrice di TG Leonardo; Chiara Mancinelli, cancelliera-direttrice dell’Accademia delle Scienze di Torino. Proiezione dei film “Ernesto Schiaparelli, l’Egittologo fotografo” di Silvia Rosa-Brusin, regia e montaggio di Giulio Cavallini (Italia 2024, 19’) e “Silvio Curto e il Tempio salvato” di Silvia Rosa-Brusin, regia di Giulio Cavallini (Italia 2024, 17’) (film fuori concorso).

Alle 17, per INCONTRI CON L’ANTICO: “Il miele nel tempo: un viaggio dolce tra api, miti e reperti”. Interviene: Raffaella Bortolin, archeologa. A seguire esplorazione sensoriale del miele locale a cura dell’Azienda Agricola “La Bocalina” di Silvia Bertazzo: situata all’interno del Parco del Delta del Po, più precisamente ad Adria, in Località Ca’ Garzoni, è una piccola realtà contraddistinta da: produzione di miele, coltivazione e macinazione di cereali antichi e moderni, rispetto per l’ambiente grazie anche all’uso del metodo biologico ed impegno socio-culturale come fattoria didattica.

Quindi, alle 18.30, ci si sposta all’Auditorium Pertini per la proiezione del film “Anguane, le voci dell’acqua” di Giovanni Pellegrini (Italia 2026, 70’).

Alle 20, alla Fondazione Franceschetti e Di Cola, apericena a cura dell’IPSEOA “Giuseppe Cipriani” di Adria

Alle 21, al Teatro Politeama, EVENTO SPECIALE: lo spettacolo “AquaDueO, un pianeta molto liquido” con la Banda Osiris e Telmo Pievani, filosofo della Scienza ed evoluzionista. Come fare a creare uno spettacolo che parli di acqua con musica, ironia e scienza, lasciando il pubblico senza fiato? 5 scienziati sono i luminari che promuovono il XX simposio “L’acqua sul nostro pianeta, quale domani?”. Si interrogano in un laboratorio con tavolo di esperimenti, una lavagna gigante ed interattiva, un’infinità di cartelli esplicativi e tante bocce d’acqua che riescono anche a suonare. “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla guida la narrazione come leit-motiv dello spettacolo. In un palco pieno di plastica, fa eco la canzone della Banda “Oleodotto” in cui si descrivono gli scempi contro il mare. Quando agli inizi la terra era un inferno inospitale, la prima goccia di pioggia fu un vero miracolo. I professori si ritrovano così in un fortunale tra citazioni di D’Annunzio e Jovanotti. L’acqua è anche musica e si può suonare, una versione della “Barcarola” di Offenbach suonata con l’acqua riporta lo stupore e il giusto atteggiamento. Ma per il futuro avremo come prospettiva un disastro fino ad arrivare all’acqua che brucia. E si scatena una versione ustionante di “Smoke on the water” in quartetto di fiati. Attraverso un improbabile documentario in perfetto stile anni ’60, viene svelata la vita subacquea dei pesci, rappresentati con gli strumenti musicali. La loro vita sessuale viene raccontata in perfetto stile gozzaniano attraverso una poesia degna della miglior tradizione teatrale. Quello che ci aspetta sarà la desertificazione futura. Intere popolazioni saranno costrette a migrare, saremo obbligati ad assistere a spostamenti di intere popolazioni. A questo proposito “Onda su onda” cantata dal punto di vista di un migrante ne ribalterà il significato. Come ogni vero convegno, lo spettacolo si chiude con la stesura di un documento finale: inventiamoci una nuova resistenza altamente creativa. La risposta musicale non può essere che una versione forte e toccante di “Bella Ciao”: una canzone-simbolo nata dalle acque delle mondine. La Banda Osiris si cimenta in uno spettacolo radicalmente nuovo, con la totalità di brani inediti, e riscopre la vena onirica e surreale degli esordi. La complicità del prof. Pievani sposta il dibattito su temi importanti ed indispensabili trattati con leggerezza e semplicità.

Varese. Al via la IX edizione del VARESE ARCHEOFILM 2026, Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente Etnologia. Film e incontri, con due premi: del pubblico e di una giuria tecnica

Al via in sala Montanari (Ex cinema Rivoli) in via dei Bersaglieri 1 a Varese, dal 9 al 12 settembre 2026, alle 20.30, la IX edizione del VARESE ARCHEOFILM 2026, Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente Etnologia, organizzato da Comune di Varese, in collaborazione con Museo Castiglioni, Ass. Conoscere Varese, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O; con il patrocinio di università Insubria; selezione filmati Marco Castiglioni; archivio cinematografico Firenze Archeofilm. Ingresso libero e gratuito.

Frame del film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto / Nefertari: the great queen of ancient Egypt” di Curtis Ryan Woodside

MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2026. Apre il film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto / Nefertari: the great queen of ancient Egypt” di Curtis Ryan Woodside (Italia/Egitto 2025, 52’). La storia completa della vita e della morte della grande sposa reale del faraone Ramses II: Nefertari. Curtis Ryan Woodside, insieme ai celebri egittologi Zahi Hawass e Sofia Aziz, ci guida in un emozionante viaggio in Egitto alla scoperta della storia dell’amata regina. Segue la conversazione con Silvana Cincotti storica dell’arte, dottore di ricerca in Egittologia, responsabile del Progetto Rifaud e Livio Secco studioso di filologia, Presidente GESER (Gruppo Egittologico Studi e Ricerche) di Torino. Chiude la serata il film “Kofun.  Le misteriose tombe giapponesi” di Sergio Panariello (Italia 2025, 53’). Il film documenta la prima missione archeologica europea in Giappone finalizzata allo studio delle antiche tombe degli imperatori: i Kofun. L’archeologo Daniele Petrella, guida una missione durata oltre quattro anni tra l’Italia e il Giappone. Un viaggio in cui ci mostra i segreti di queste tombe e ricostruisce l’epoca in cui nasce l’Impero giapponese.

Frame del film “Maasai Eunoto” di Kire Godal

GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2026. Apre il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya 2024, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, il film segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa. Quindi il film “Tabù – L’ultimo sciamano” di Nikita Khokhlov, Elena Sheblakova (Russia 2009, 26’). Nya: così si autodefiniscono i Nganasan, un piccolo popolo della penisola del Tajmyr, il popolo più settentrionale dell’Eurasia. Solo quarant’anni fa vagavano ancora su un territorio considerevole, poi il governo sovietico li costrinse alla vita sedentaria e oggi sono poco più di un migliaio. Il film racconta la storia dell’ultimo sciamano Nganasan che è riuscito a conservare tutto il necessario “arsenale sciamanico” ereditato da suo padre e suo nonno. Seguono la partecipazione di Ballafon Percussion Band diretta dal Maestro Antonio Testa e la conversazione con Enrico Longarini Cultural Anthropologist, Ph.D. Student in Geography. Chiude la serata il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30′). A Bacugno, un paese di meno di cento abitanti nel centro Italia, sopravvive una festa di origini pagane. Ogni anno, si ripetono antichi riti precristiani che culminano in un momento solenne: un toro scende dalla montagna per inginocchiarsi davanti alla Vergine Maria. Il toro è stato donato a Bacugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuno sa da quanto tempo esista questa tradizione. Questo è il primo e unico film a raccontarne l’intera storia.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

VENERDÌ 11 SETTEMBRE 2026. Apre il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa. Segue la conversazione con Giovanna Marina Uboldi presidente Comitato Nazionale Italiano AIHV – Association Internationale pour l’Histoire du Verre e Barbara Cermesoni conservatrice archeologa Musei Civici di Varese. Chiude la serata il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia, Francia, Canada 2025, 52’). Quello di Roma è il sottosuolo archeologico più complesso al mondo profondo oltre 15 metri. Come fare dunque a costruire una linea metropolitana che attraversi il cuore del centro storico della città? Il film è un viaggio inedito nella città eterna raccontato attraverso scoperte sensazionali che hanno costretto gli esperti a riscrivere la storia di ieri e oggi.

Varese Archeofilm: Marco Castiglioni e Giulia Pruneti (foto sara conte)

SABATO 12 SETTEMBRE 2026. Apre il film in prima assoluta “Sentinella dei cambiamenti. La foresta del Campo dei Fiori raccontata da Giorgio Vacchiano” di Marco Tessaro (Italia 2026, 15’). I boschi non si possono capire se non andandoci dentro. Nella foresta del Campo di Fiori si stanno concentrando tutti i cambiamenti che, pian piano, si manifestano nelle foreste italiane ed europee, come se questo ambiente delle Prealpi lombarde fosse un po’ in anticipo: una sentinella di quello che può avvenire sia dal punto di vista delle crisi, quindi gli eventi estremi, sia dal punto di vista delle possibili soluzioni. Roberto Vacchiano, docente e ricercatore riconosciuto a livello internazionale, racconta le suggestioni e gli insegnamenti che una foresta montana può svelare a chi si avvicina con il giusto passo. Segue la conversazione con Giuseppe Barra presidente del Parco Regionale del Campo dei Fiori, Marco Tessaro documentarista e autore, Massimo Valerio regista, fotografo e videomaker, e Barbara Ravasio responsabile Riserva Naturale Palude Brabbia – Oasi LIPU. Quindi il film “Vita da Oasi: la fauna della palude” di Massimo Valerio (Italia 2024, 55’). Conosciuta soprattutto per l’avifauna legata agli ambienti acquatici, la palude offre rifugio anche a molte altre specie faunistiche. Voleremo a pelo d’acqua sulle ali di falchi di palude e libellule alla scoperta di questo prezioso ambiente e della sua peculiare fauna. Chiude la serata e il festival la Cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Città di Varese” al film più gradito al pubblico, e l’attribuzione del “Premio Alfredo e Angelo Castiglioni” da una giuria tecnica.

Un libro al giorno. “Discovering Tutankhamun. From Howard Carter to the Golden City (Revised and Updated) / Scoprire Tutankhamon. Da Howard Carter alla Città d’Oro (rivisto e aggiornato)” di Zahi Hawass: un resoconto approfondito e coinvolgente della vita e dei tempi del famoso giovane faraone Tutankhamon

Copertina del libro “Discovering Tutankhamun. From Howard Carter to the Golden City (Revised and Updated)” di Zahi Hawass

È uscito per i tipi di AUC Press – The American University in Cairo Press il libro “Discovering Tutankhamun. From Howard Carter to the Golden City (Revised and Updated) / Scoprire Tutankhamon. Da Howard Carter alla Città d’Oro (rivisto e aggiornato)” di Zahi Hawass. Un resoconto approfondito e coinvolgente della vita e dei tempi del famoso giovane faraone Tutankhamon, dalla scoperta della sua tomba alle TAC del ventunesimo secolo, ora completamente aggiornato ed ampliato. Scritto da uno dei più noti egittologi al mondo, l’ex ministro di stato egiziano per le antichità Zahi Hawass, che fu personalmente coinvolto nella ricerca sull’enigmatico giovane faraone, questa edizione rivista e aggiornata di Scoprire Tutankhamon rivela lo stato attuale delle nostre conoscenze sulla vita, la morte e la sepoltura di Tutankhamon alla luce delle ultime indagini e delle tecnologie più recenti, incluse le TAC che finalmente rivelarono l’identità della madre di Tutankhamon. Hawass colloca il re nel contesto più ampio della storia egiziana, svelando il rapporto complesso e molto dibattuto tra vari membri della famiglia reale e le circostanze che circondano il turbolento periodo di Amarna. Spiega inoltre in modo conciso il contesto religioso e le complesse credenze sull’aldilà che hanno definito e informato molte caratteristiche della tomba di Tutankhamon. Viene discussa la storia dell’esplorazione della Valle dei Re, così come il contesto e le relazioni reciproche dei protagonisti principali. La tomba e i suoi tesori più importanti sono descritti e illustrati, e le moderne radiazioni e TAC della mummia del re sono presentate in dettaglio. La descrizione dell’ultimo esame del DNA delle mummie di Tutankhamon e dei membri della sua famiglia, gran parte delle quali non è mai stata resa pubblica, è una delle parti più coinvolgenti del libro e dimostra che i metodi scientifici possono produrre risultati che non possono essere eguagliati dall’egittologia tradizionale. Questa edizione aggiornata e rivista racconta storie inedite del 1922 su Howard Carter e la sua scoperta memorabile della tomba di Tutankhamon. Include anche un intero nuovo capitolo dedicato alla Città d’Oro, fondata da Amenhotep III, che getta nuova luce sulla nostra conoscenza del paesaggio di Tebe durante il regno di Tutankhamon e la fine del Nuovo Regno.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale tornano i “Pomeriggi dell’Archeologico” che spaziano dall’Antico Egitto al Medioevo: ecco il programma da settembre a dicembre

Da settembre a grande richiesta riprendono al museo Archeologico nazionale di Firenze i “Pomeriggi dell’Archeologico”. Insieme a prestigiosi relatori e relatrici, verranno affrontati i temi più svariati spaziando dall’Antico Egitto al Medioevo, perché tante sono le anime dell’archeologia e del MAF. Si tratteranno pratiche della vita quotidiana, di ideologia funeraria, di storia dell’archeologia, di tutela del patrimonio durante le emergenze e di molto altro. Ecco l’elenco degli incontri in programma fino a dicembre 2026. Ingresso gratuito esclusivamente su prenotazione. Per informazioni: man-fi@cultura.gov.it, 055-2357717.

PROGRAMMA. 10 settembre 2026, “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli (musei Vaticani); 24 settembre 2026, “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi (museo civico Archeologico di Bologna); 8 ottobre 2026, “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone): quando storia e archeologia da sorelle gelose si trasformano in alleate preziose per la ricerca” con Valeria Beolchini (EEHAR-CSIC); 19 novembre 2026, “La museruola di Kroton. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi Greci” con Gregorio Aversa (MAF); 26 novembre 2026, “Costantino e la Basilica di San Pietro in Vaticano” con Paolo Liverani (università di Firenze); 10 dicembre 2026, “Archeologia nel cratere del sisma. Tra ricostruzione, tutela e valorizzazione. Il caso della basilica di San Benedetto di Norcia” con Claudia Cenci (soprintendente), Gabriella Sabatini (MAF), Marco Cruciani (SABAP Umbria).