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Rovereto. Nel pomeriggio finale del RAM film festival protagonista l’Antico Egitto con un film sulle regine Hatshepsut e Nefertiti, e la presentazione del libro “Nella terra di Pakhet” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan

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Il busto di Nefertiti conservato a Berlino: frame del film di RAI Storia “Cronache di donne leggendarie: Nefertiti”

L’Antico Egitto protagonista domenica 2 ottobre 2022, nel pomeriggio finale dell’edizione 2022 del RAM film festival di Rovereto. L’ultimo film in concorso è infatti dedicato a due regine famose, Hatshepsut e Nefertiti. Qualche minuto prima delle 17 sarà proiettato il film “Cronache di donne leggendarie Hatshepsut e Nefertiti: l’Egitto delle regine” di Graziano Conversano (Italia022; 35’) prodotto da Rai Cultura. “Cronache di donne leggendarie” è una nuova serie di RAI Storia su alcune delle figure femminili più importanti del mondo antico e tardo antico. In questo episodio si racconta la complessità del mondo femminile egizio attraverso due regine della XVIII dinastia: Hatshepsut, unica ad assumere gli attributi maschili della regalità, e Nefertiti, al centro di una turbolenta riforma religiosa e di una grave crisi politica.

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La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)

A seguire, sempre al teatro Zandonai, incontro con Maurizio Zulian e Graziano Tavan autori del libro “Nella terra di Pakhet”. Graziano Tavan intervista Maurizio Zulian sui viaggi compiuti per realizzare il volume “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” (Marsilio, 2022), con particolare attenzione alla zona di Amarna – di cui si mostreranno esclusive immagini – capitale del faraone eretico Akhenaton, marito di Nefertiti.

Firenze. Al Palazzo dei congressi al via tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale: tre giorni con proposte di viaggio sulle orme degli Etruschi, archeologia nelle zone di guerra, i 50 anni dei Bronzi di Riace, il ricordo di Philippe Daverio e un virtual tour nella Cappella Brancacci

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La platea del centro congressi di Firenze gremita per gli incontri di TourismA (foto AV)

firenze_tourismA-2022_locandinaTutto pronto per l’VIII edizione di tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti editore) al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 30 settembre al 2 ottobre 2022 a ingresso libero (orario 8.30-18.30). Decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, ricostruzioni virtuali per viaggiare avanti e indietro sulla linea del tempo con nuovi avvincenti linguaggi e tecnologie. Quest’anno tra i protagonisti indiscussi gli Etruschi, con nuove scoperte e progetti di valorizzazione turistica in Toscana, e l’Egitto a 100 anni esatti dalla straordinaria scoperta della tomba di Tutankhamon. L’inaugurazione ufficiale della kermesse venerdì 30 settembre alle 10.30 alla presenza della autorità. Vediamo i temi più importanti.

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CELESTE AIDA: a “tourismA 2022” nel 150° della prima dell’Aida alla Scala di Milano (foto AV)

Egitto ed Etruschi: tra reale e virtuale. Protagonisti della tre giorni fiorentina l’Egitto con incontri, laboratori e realtà virtuale in occasione del centenario della scoperta della Tomba di Tutankhamon, il bicentenario dalla decifrazione dei geroglifici e il centocinquantesimo della rappresentazione dell’Aida alla Scala, che Verdi considerò la vera e propria “prima”. E poi gli Etruschi con le nuove scoperte in Toscana (Gonfienti) e Umbria (Perugia) e i progetti di promozione turistica che vedono protagonista l’antica civiltà dei Tirreni.

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Il nuovo museo dell’Acropoli ad Arene “dialoga” direttamente con il Partenone (foto AV)

I marmi del Partenone. Le celebri sculture di Fidia sono al centro di un convegno internazionale sulla annosa questione della restituzione alla Grecia. Sarà la stessa ministra greca della Cultura, Lina Mendoni, a lanciare da “tourismA 2022” un accorato appello al governo britannico. Conservare il passato. tourismA sarà occasione anche per presentare importanti restauri di statue e dipinti fra antichità e medioevo (in collaborazione con CNRc).

Missioni di scavo all’estero. Importante la collaborazione col Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionali per la presentazione delle attività delle missioni archeologiche italiane in Iraq, Turchia, Giordania Tunisia, Turkmenistan, Perù…

Archeologia sotto le bombe. L’associazione nazionale archeologi fa il punto sullo stato delle principali aree archeologiche e monumentali in Ucraina.

firenze_tourismA-2022_turismo-in-sardegna_foto-av5° Workshop del turismo culturale. Enti del turismo, enti locali e tour operator incontrano gli agenti di viaggio venerdì 30 settembre a Buy Cultural Tourism, 5° Workshop B2B del turismo culturale, appuntamento riservato agli operatori professionali dedicato all’incontro tra domanda e offerta di viaggi, esperienze e itinerari culturali. Presenti gli enti del turismo di Cipro, Croazia, Fiandre, Israele, Malta, Polonia, Portogallo, Promoturismo FVG, Valle d’Aosta, Visit Romagna, oltre a diversi siti e operatori della Sardegna.
Ricca parte espositiva. L’area espositiva offre una significativa panoramica dell’offerta culturale di regioni italiane, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna, ed estere come Cipro, Croazia, Turchia, Grecia.

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Il direttore del nuovo museo dell’Acropoli, Nikolaos Stampolidis

Appuntamento a Firenze. Molti i big della comunicazione storico-archeologica che danno appuntamento a tourismA tra cui l’archeologo Andrea Carandini, il filologo e archeologo Louis Godart, lo storico e conduttore tv Cristoforo Gorno, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, l’orientalista Paolo Matthiae, il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, il direttore del museo dell’Acropoli di Atene Nikolaos Stampolidis, il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli Paolo Giulierini, il noto medievista Franco Cardini e molti altri.

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Ricco il programma della prima giornata tra storia dell’arte, archeologia e grandi personaggi della comunicazione del passato. Si parte col convegno dedicato alla memoria del noto storico dell’arte Phillippe Daverio dal titolo “Save Art 2022 – Copie, restauri, NFT, falsi, realtà ambigue e mondi alternativi” a cura di Art e Dossier e con la partecipazione di Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi. “Tra terra e mare: itinerari ed esperienze alla scoperta dell’antico popolo” è il titolo del convegno a cura di Regione Toscana con la partecipazione di Eugenio Giani presidente Regione Toscana. Il Prodotto Turistico Omogeneo Toscana Terra Etrusca sarà al cento del convegno organizzato da Toscana Promozione Turistica. Franco Cardini storico del Medioevo, Cristoforo Gorno scrittore e conduttore televisivo, Carmelo Malacrino direttore Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria sono tra i big della giornata di venerdì 30 settembre 2022.

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Ritorno a Cartagine. Scavi e ricerche della Sapienza Università di Roma a Dermech (Tunisia) (foto AV)

Sempre in apertura di “tourismA” si farà il punto sulla situazione dell’Archeologia italiana all’estero nell’incontro organizzato col ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale: un coinvolgente racconto che dall’Africa dei primi ominidi conduce il pubblico in Giordania a Petra e in Tunisia a Cartagine nel cuore del Mediterraneo fenicio, poi nelle steppe dell’Asia Centrale nella grande capitale dei Parti e, attraversando l’Oceano, a Machu Picchu sulle vette delle Ande peruviane, per chiudere con la nascita dello Stato arcaico ad Arslantepe in Turchia.

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L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta (foto AV)

La tragica situazione dell’Ucraina e la salvaguardia del patrimonio culturale nel Paese sono i temi di un altro importante focus della giornata di venerdì nel convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Archeologi. Mentre, sempre venerdì, si guarda al futuro del turismo che abbatte le barriere con la presentazione delle più sofisticate tecnologie digitali capaci di far viaggiare davvero tutti nello spazio e nel tempo. Per tutta la durata della manifestazione il Palazzo dei congressi si trasforma nella casa del turismo culturale con numerosi stand che propongono una significativa panoramica dell’offerta culturale di regioni italiane, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna, ed estere come Cipro, Croazia, Turchia, Grecia.

firenze_tourismA-2022_virtual-tour-cappella-brancacci_foto-avCome ogni anno tornano infine i laboratori didattici per grandi e piccoli che spaziano dalle tecnologie dell’uomo preistorico (scheggiatura della pietra, accensione del fuoco, prime espressioni artistiche) alle lezioni di geroglifico, alla realizzazione di un mosaico o di una lucerna come facevano i Romani. Quest’anno arricchiscono l’offerta di “tourismA” la visita virtuale alla Cappella Brancacci a cura di CNR – ISPC (presentazione venerdì alle 11,30 nello spazio espositivo BracacciPOV) e un viaggio alle origini dell’alfabeto etrusco.

27 settembre 1822-2022: bicentenario della decifrazione dei geroglifici ad opera di Jean-François Champollion. Il museo Egizio di Torino, aperto la sera gratuitamente con prenotazione obbligatoria, presenta il Papiro dei Re restaurato. Conferenza sul Papiro dei Re in presenza e on line. E tour esclusivo “Sulle tracce di Champollion”

torino_egizio_papiro-dei-re_bicentenario-geroglifici_locandinaIl 27 settembre 2022 è una data importante per l’egittologia. Si celebra infatti il bicentenario della decifrazione dei geroglifici, ad opera di Jean-François Champollion, considerato il padre dell’Egittologia. Ecco perché il Museo Egizio sarà aperto gratuitamente al pubblico dalle 19 alle 22 con prenotazione online obbligatoria a questo link: INGRESSO – Champollion e la decifrazione dei geroglifici – Museo Egizio (museitorino.it) Card e Abbonamento Musei non sono validi. I visitatori potranno ammirare il Papiro dei Re, che ritorna in esposizione in museo in un nuovo allestimento dopo essere stato sottoposto ad un’opera di ricerca e restauro. Al manoscritto composto da centinaia di frammenti, che Champollion fu tra i primi a studiare, quando giunse a Torino nel 1824, sarà dedicata temporaneamente una nuova saletta del Museo. Strumenti multimediali e infografiche ne riveleranno la storia, gli studi e l’opera di restauro, frutto di una collaborazione tra il Museo Egizio, l’università di Copenaghen e l’Ägyptisches Museum und Papyrussammlung der Stattlichen Museen zu Berlin.

torino_egizio_conferenza-sl-Papiro-dei-Re_locandinaAlle 18 in Sala Conferenze i visitatori potranno incontrare coloro che hanno dato nuova vita al Papiro dei Re, uno dei manoscritti più importanti dell’antico Egitto. Si terrà infatti “History Content and Restoration of the so-called Turin King List”, una conferenza dedicata al progetto scientifico e alle fasi del restauro del Papiro dei Re. La conferenza sarà   introdotta dal direttore del museo Egizio, Christian Greco, seguiranno gli interventi di Susanne Töpfer, responsabile della Collezione Papiri del museo Egizio; Myriam Krutzsch, restauratrice di papiri, Ägyptisches Museum und Papyrussammlung der Stattlichen Museen zu Berlin che ha restaurato il manoscritto; e Kim Ryholt, egittologo dell’università di  Copenhagen, che ha curato il progetto scientifico del restauro. L’evento è gratuito, la conferenza si terrà in inglese con traduzione simultanea in italiano in cuffia per chi lo desidera. Ingresso su prenotazione: https://www.eventbrite.it/e/418600995847. Il posto verrà riservato fino alle 18. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming in lingua inglese sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

torino_egizio_champollion-bicentenario-geroglifici_locandinaIl Papiro dei Re è l’unico vero elenco, oltre al manoscritto di Manetone, che include i nomi di sovrani altrimenti sconosciuti. Fu acquistato dal console B. Drovetti attorno al 1820, e fu visto e descritto per la prima volta da J.F. Champollion nel 1824. Nell’arco di 200 anni, grazie agli sforzi di diversi studiosi, è stato possibile unire la maggior parte dei circa 300 frammenti. L’ultimo restauro risaliva al 1930 ed era stato condotto da H. Ibscher (Berlino) ed E. Caudana (Torino), che avevano riposizionato i frammenti fissandoli con sottili strisce di seta. In occasione del 200° anniversario della decifrazione dei geroglifici, il papiro è stato completamente restaurato nel 2022 da M. Krutzsch (Berlino). Il progetto di restauro ha seguito la nuova ricostruzione elaborata da K. Ryholt (Copenaghen), che negli ultimi anni si è dedicato allo studio del papiro. Ha aggiunto più di venti frammenti che non erano inclusi nelle precedenti edizioni e ne ha riorganizzato molti altri che erano stati collocati in posizioni risultate ora erronee. Grazie alla cooperazione fra Torino – Berlino – Copenaghen è ora possibile presentare al pubblico la cosiddetta “Lista dei Re di Torino” restaurata e riordinata, consentendo così nuovi studi del testo.

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Jean François Champollion ritratto da Leon Cogniet nel 1831

Un tour esclusivo. La sera del 27 settembre 2022 i visitatori potranno sperimentare un percorso di visita dedicato alla scrittura egizia dal titolo “Sulle tracce di Champollion”. Tra stele, papiri, statue, sarcofagi e oggetti di uso comune, sotto la guida di un egittologo i visitatori scopriranno il meccanismo alla base della scrittura geroglifica e proveranno a ricercare nelle iscrizioni nomi e formule ricorrenti. Per l’occasione, saranno ricordati i momenti emblematici dell’avventura della decifrazione dei geroglifici a cura di J.F. Champollion e i visitatori avranno la possibilità di ammirare il Papiro dei Re, restaurato. Per prenotare la visita: Visita fissa Sulle tracce di Champollion – Museo Egizio (museitorino.it).

Firenze. Per le Giornate Europee del Patrimonio 2022 il museo Archeologico nazionale presenta “Far luce sul passato per guardare al futuro”: apertura serale con un ricco programma

firenze_archeologico_giornate-europee-del-patrimonio_locandinaPer le Giornate Europee del Patrimonio 2022 il museo Archeologico nazionale di Firenze sabato 24 settembre è aperto fino alle 23 con ingresso a 1 euro dalle 20. Il MAF presenta “Far luce sul passato per guardare al futuro”. Programma: dalle 20 alle 20.30, “Il Giardino del MAF come oasi verde nel centro di Firenze. Un viaggio tra i monumenti dell’antica Etruria e le piante ornamentali rare”. Dalle ​20 alle 23, “CineMAF”. Proiezione di vecchi e nuovi documentari sui reperti del museo. PRIMO PIANO: dalle 20.45 alle 22.45. “L’Egitto per tutti: l’eredità di Champollion e Rosellini”, due percorsi dedicati a queste due grandi figure dell’egittologia che potranno essere seguiti dai visitatori attraverso materiale cartaceo consegnato all’ingresso e che resterà a ricordo della serata. Lungo i percorsi ci saranno tre tappe nelle quali il nostro personale farà una spiegazione delle opere più importanti legate al tema. Dalle 20 alle 22.30 ogni 30 minuti, “Gli arazzi del Monetiere. Arazzi medicei del Palazzo della Crocetta”. SECONDO PIANO: dalle 20 alle 22.30 ogni 30 minuti. “Restaurare per trasmettere: gli interventi eseguiti sulla Minerva d’Arezzo e sulla Testa di Cavallo Medici Riccardi”. All’ingresso i visitatori riceveranno il programma della serata con il quale potranno orientarsi su modi e tempi delle diverse attività.

Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro in presenza e in streaming su “Gli scavi della missione italo-egiziana ad Assuan: risultati, prospettive, prove di un legame con Roma”

roma_Dialoghi-in-Curia_Scavo-Assuan_locandinaNuovo appuntamento con i “Dialoghi in Curia” promossi dal parco archeologico del Colosseo. Giovedì 22 settembre 2022, alle 16.30, la Curia Iulia ospita una conferenza dedicata alla missione italo-egiziana ad Assuan. La Egyptian Italian Mission at West Aswan – EIMAWA nasce da un intervento di scavo di emergenza in seguito alla segnalazione di possibili scavi clandestini nella zona. Per fermare sul nascere questi episodi, il ministero delle Antichità egiziano, particolarmente attento alla tutela dei beni archeologici, ha avviato una campagna di scavi regolari coinvolgendo l’università di Milano in un’attività di ricognizione, monitoraggio, scavo e istituzione di un servizio di guardiania della necropoli. La ricerca si è concentrata nella zona del Mausoleo dell’Aga Khan e in particolare sulla porzione a nord del recinto del Mausoleo dove sono ben visibili un fronte di tombe rupestri e in alto sul pianoro una concentrazione di tombe ipogee. L’area indagata nel 2019 è di circa 20mila metri quadrati, ma l’estensione della necropoli nel suo complesso è probabilmente di circa 100mila metri quadrati. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Said Mahmoud Abd El-Moneim, responsabile delle Antichità e del Turismo ad Assuan e co-direttore di EIMAWA, su “The protection and enhancement of the Aswan area from Abu Simbel to Kom Ombos”; Patrizia Piacentini e Massimiliana Pozzi, direttore e vice-direttore di EIMAWA – università di Milano, su “Gli scavi della missione italo-egiziana ad Assuan: risultati, prospettive, prove di un legame con Roma”. L’evento potrà essere seguito in presenza con ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (max 100) su www.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming online sul canale YouTube del PArCo.

Rovereto. Conto alla rovescia per la 33.ma edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie con un focus trasversale su “Sguardi al femminile”. Ecco una sintesi del ricco programma con 62 film in concorso, incontri con i protagonisti, mostre, visite guidate

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Tanto pubblico in platea al teatro Zandonai di Rovereto per le proiezioni del RAM film festival (foto fmcr)

rovereto_rassegna-RAM_locandina-2022Il conto alla rovescia è ufficialmente partito. Con la presentazione nel giardino di Palazzo Balista a Rovereto della 33.ma edizione il RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie, in programma dal 28 settembre al 2 ottobre 2022 al teatro Zandonai, è entrato nel vivo. Cinque giorni di eventi tutti a ingresso gratuito, e solo gli incontri sono a numero limitato su prenotazione. Con un focus particolare trasversale all’intenso e articolato programma: “Sguardi al femminile”. Ancora una volta saranno l’archeologia e il patrimonio culturale i protagonisti sul grande schermo. Come da tradizione il RAM sposta l’archeologia e la cultura dalle sale dei musei, dalle università, dalle accademie e accende i proiettori del cinema, per un’esperienza emotiva e collettiva molto diversa dalla fruizione più distratta della tv o del pc. Si parla di patrimonio culturale, di siti archeologici, di scoperte, con linguaggi che arrivano a tutti. In particolare attraverso il documentario, che sta vivendo un momento di grande vitalità: non è un caso la vittoria proprio di un documentario, alla mostra del Cinema di Venezia appena conclusa.  Tutti concetti ribaditi bene alla presentazione a Palazzo Balista, nuova sede di Cassa Rurale AltoGarda – Rovereto, da quest’anno nuovo main sponsor dell’iniziativa. Il festival è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto con il Comune di Rovereto e la Provincia autonoma di Trento, la Regione Trentino Alto Adige, la Comunità della Vallagarina, con il patrocinio del ministero della Cultura e del ministero degli Affari esteri. Media partner la rivista Archeo. Con il sostegno di Fondazione Caritro e Cassa Rurale AltoGarda – Rovereto. In collaborazione con Apt di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Fondazione Museo Storico del Trentino, Museo Storico Italiano della Guerra, Touring Club Italiano, Cartoon Club di Rimini, e ancora Alfio Ghezzi Bistrot, Circolo Operaio Santa Maria, Exquisita e Cantina Vivallis.

Il festival in cifre. 62 i film in concorso e 20 i paesi rappresentati, da tutti i continenti, selezionati da oltre 1350 iscrizioni. Spiccano le grandi produzioni internazionali, come Gedeòn Programmes, Bonne Piòche, ZDF e Rai Cultura, ma anche numerose produzioni indipendenti, giovani registe e registi. I film sono suddivisi in quattro sezioni: “Cinema Archeologico”, dedicata ai siti, ai reperti e alle ricerche archeologiche più importanti e attuali, “L’Italia si racconta”, sulle tradizioni e il patrimonio storico artistico italiano, “Sguardi dal Mondo”, su popoli e culture dal resto del mondo, e “Cultura animata”, una sezione speciale riservata ai corti d’animazione. Ogni sezione ha un premio assegnato da una giuria qualificata, formata da archeologi, scrittori, storici, registi e videomaker, coordinati dal comitato scientifico del festival formato dalla scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, l’archeologa Barbara Maurina, l’antropologo Duccio Canestrini, il disegnatore e autore Andrea Artusi e il regista Emanuele Gerosa. Oltre ai film, 4 aperitivi, gli incontri al Bistrot e al Circolo, e 2 speciali presentazioni, i nuovissimi Archeobook brunch nella sala bar del teatro dove, oltre agli appuntamenti programmati, il pubblico potrà incontrare in modo informale registi e protagonisti del festival davanti a una tazza di caffè. Al Museo della Città inoltre, una mostra su Archeologia e fumetto in collaborazione con l’associazione Ora pro Comics di Piacenza, Festival del Fumetto Piacenza, l’associazione Archeologica Pandora e MAVT, il Museo archeologico della Val Tidone, e la Fumetteria di Rovereto.

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Micol Cossali, assessore alla Cultura, Creatività giovanile e Innovazione del Comune di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

“Il linguaggio dell’immagine è sempre stato il più immediato e il più efficace per parlare alle persone. Lo sapevano bene gli antichi, che eressero statue e innalzarono monumenti per raccontare il proprio potere e prestigio ai loro contemporanei e per tramandarlo ai posteri”, interviene Micol Cossali, assessore alla Cultura, Creatività giovanile e Innovazione del Comune di Rovereto. “Un linguaggio che nel tempo si è evoluto e che ha fatto un balzo con l’invenzione del cinema un po’ più di un secolo fa, ma che mantiene inalterata la sua potenza simbolica e la sua immediatezza espressiva. Il festival RAM ha il merito di creare un dialogo fertile tra presente e passato, raccontando l’antico con i mezzi più moderni e indagando, con lo sguardo del presente, temi che appartengono alle società sin dalle loro prime forme di organizzazione. Il focus di quest’anno, Sguardi al femminile, riafferma, ancora una volta, la ricchezza di questo inesauribile confronto con il passato, specchio delle mutate sensibilità del presente. Un focus che propone da una parte la riscoperta del ruolo delle donne nella storia e di come le diverse culture abbiano interpretato i rapporti tra i generi, dall’altra la valorizzazione del lavoro di registe, archeologhe, scrittrici attraverso una selezione delle loro opere”.

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Giovanni Laezza, presidente della Fondazione museo civico di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

“Il RAM, Rovereto Archeologia Memorie, giunge alla trentatreesima edizione, in realtà la seconda nella nuova veste di vero e proprio festival. Cosa vuole essere per noi il format festival? Non più solo una pur preziosa rassegna di documentari, ma uno spazio di coinvolgimento attivo della nostra comunità, dove si approfondiscono interessi ma si innescano anche relazioni, dove fioriscono progetti”, sottolinea Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto. “Anche quest’anno, nella nostra città abbiamo l’orgoglio di riuscire a portare a inizio autunno un palinsesto ricco di documentari e documenti eccezionali, da ogni continente, da ben 20 nazioni diverse, opere nuovissime, spesso inedite con la loro “prima” a Rovereto, ma non solo. In programma vi sono anche incontri, aperitivi, visite e presentazioni con personalità di spicco della cultura e della scena italiana e internazionale. Tutte occasioni per scoprire popoli e culture diverse, ma anche il lavoro di chi, con passione e spesso grandi difficoltà dovute a situazioni storiche e politiche, tutela e valorizza il patrimonio culturale mondiale, quello che crea la nostra identità di esseri umani. Il festival regala momenti di emozione, di condivisione, crea legami sia in modo verticale, tra il nostro passato e il nostro presente, che riusciamo a meglio comprendere, che orizzontale, nel nostro tempo, tra persone e istituzioni che ne vengono coinvolti, registi, produttori, autori, archeologi e storici, che lavorano insieme per divulgare la cultura”.

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Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

Sguardi al femminile è il focus scelto dal RAM film festival edizione 2022. Un tema di attualità e di grande rilevanza non solo in ambito sociale ma anche nel cinema, nella ricerca storica, nell’archeologia”, ribadisce Alessandra Cattoi, direttrice del RAM film festival e della Fondazione Museo Civico di Rovereto. “Che esista effettivamente uno sguardo al femminile nell’approccio al documentario, per esempio, con la scelta di storie e di un registro visivo con caratteristiche proprie, è un pensiero condiviso ma non unanime. Che il punto di vista sul mondo da parte delle donne sia stato per secoli ignorato, nascosto e avversato è invece un fatto certo. Proprio per questo pensiamo valga la pena riflettere su questi sguardi, così particolari, se essi siano il frutto di un’attitudine, di un modo del tutto peculiare di osservare il mondo e di raccontarlo, oppure se siano sguardi influenzati dalla volontà, che sovente si fa necessità, di colmare le assenze, di ridare voce a chi non l’ha avuta, di restituire un ruolo sovente sottratto. Al festival di Rovereto se ne parlerà assieme a registe, archeologhe, storiche e scrittrici anche di paesi del mondo dove per una donna è ancora molto difficile, se non impossibile, fare sentire la propria voce. I punti di partenza sono sempre il cinema e l’archeologia, pilastri fondanti del festival, che hanno ispirato la nostra riflessione sulle donne nell’antichità, fin dalla preistoria, su quanto le ricostruzioni storiche e archeologiche, fortemente influenzate dalla cultura moderna, abbiano interpretato la presenza femminile secondo schemi e ruoli che oggi vengono messi in discussione. Lontano dall’idea di voler creare nuove certezze, siamo contenti di proporre anche quest’anno suggestioni e stimoli, con il desiderio di condividere con il pubblico e con la città cinque giornate di proiezioni, di incontri, di visite e dare tutti insieme un contributo di pensiero e di partecipazione attiva alla vita culturale del nostro tempo”.

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La regista afgana Sahraa Karini ospite del RAM film festival (foto fmcr)

Un focus tutto “al femminile”. Il RAM ha scelto per il 2022 un focus dal titolo Sguardi al femminile. Ci saranno esempi di studiose che hanno lasciato un segno importante nelle discipline scientifiche, quando hanno avuto la possibilità di affermarsi. Storie di donne che si adoperano per il benessere della comunità in cui vivono, cercando nel contempo di salvaguardare la propria identità. E ci sarà la possibilità di dialogare con ospiti femminili, che racconteranno di persona le proprie esperienze umane e professionali. Nella consapevolezza che aprire uno “sguardo al femminile” sul mondo possa essere un passo verso l’inclusività a tutti i livelli. Diversi i film del focus in programma: “Lady sapiens” documentario francese del 2021 è uno di questi, insieme a un film tedesco “L’enigma delle ossa: rivoluzione di genere”. In entrambi le più recenti scoperte dimostrano come la donna preistorica fosse anche cacciatrice e guerriera. Di Rai Storia due produzioni dedicate rispettivamente alle “Donne di Augusto” e a

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Il busto di Nefertiti conservato a Berlino: frame del film di RAI Storia “Cronache di donne leggendarie: Nefertiti”

“Hatshepsut e Nefertiti: l’Egitto delle regine”. Sempre sul tema, alcuni film che mostrano aspetti poco conosciuti di un panorama al femminile come l’indiano “The knitting circle”, Il circolo del lavoro a maglia, che ha saputo trasformare una abilità tradizionale in attività imprenditoriale, ma anche molti film scelti tra gli altri per lo sguardo particolare di giovani registe. Oltre ai film poi, saranno dedicati al focus due spazi di approfondimento. Il primo venerdì 30 settembre 2022, alle 17.30, dal titolo “Donne che minacciano il potere” con Mariarosaria Barbera, notissima archeologa e scrittrice, e il secondo il sabato 1° ottobre 2022 con Sahraa Karimi, regista afghana, che parlerà della sua esperienza di documentarista e di donna in una terra martoriata dai cambiamenti e dalla guerra. Sempre al focus è dedicata la serata di sabato 1° ottobre 2022, con Serena Dandini, che racconterà le storie di “Donne Valorose” che hanno cambiato la storia, la scienza, la filosofia ma sono rimaste sempre nell’ombra, protagoniste straordinarie per forza e valore eppure invisibili ai più. Domenica 2 ottobre 2022, Archeobook brunch dal titolo “L’uomo primitivo era anche una donna” con l’archeologa Enza Elena Spinapolice.

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Frame del film “Power of Rome” di Giovanni Troilo con Edoardo Leo

Tra storia e fiction. Venerdì 30 settembre 2022, alla sera, in esclusiva sul grande schermo, “Power of Rome”, una grande produzione ideata per il compleanno di Roma nel 2022 e interpretata da Edoardo Leo, in cui si intrecciano fiction e documentario. A presentare il film il regista Giovanni Troilo e gli autori Luca Lancise e Donato Dallavalle.

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Maurizio Zulian e Graziano Tavan alla presentazione del loro libro nella sala conferenze della Cantina Vivallis di Nogaredo (Tn)

Incontri e visite guidate. Oltre al film e ai numerosi incontri, il RAM film Festival propone una serie di visite e appuntamenti originali, uno fra tutti la rievocazione storica tra Goti e Longobardi il sabato 1° ottobre 2022, alle 14, all’Isola di Sant’Andrea a Loppio. Domenica 2 ottobre 2022, al pomeriggio, presentazione del volume di Maurizio Zulian e Graziano Tavan “Nella terra di Pakhet, Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” (Marsilio 2022), alla scoperta di un Egitto lontano dai percorsi turistici.

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Frame del film “Time of the giants” di Pascal Cuissot

Spazio al cinema. Oltre al focus “Sguardi l femminile”, tra i filoni dei film dell’edizione 2022, alcuni spettacolari film a carattere paleontologico e geologico, come il francese “The time of the giants” (L’era dei giganti), che combinando le immagini 3D con le evidenze paleontologiche più recenti, mostra con immagini inedite strategie di crescita e sopravvivenza dei dinosauri. Altrettanto spettacolare il film “Gift of the glaciers”, il dono dei ghiacciai, documentario tedesco che mostra come l’Europa sia stata letteralmente forgiata dallo scioglimento dei ghiacciai. Il breve documentario “Fossils in London” invece, racconta come anche in una città come Londra, ci si possa imbattere anche oggi in un numero sorprendente di ritrovamenti fossili. Uno degli altri filoni classici del festival è quello della tutela e della conservazione del patrimonio, che taglia un po’ trasversalmente tutti i documentari. Molto interessante il recentissimo (2022) “Jurassic Cash”, che racconta delle grandi aste dedicate ai reperti paleontologici come Big John, lo scheletro di triceratopo più grande del mondo, venduto a un privato nell’ottobre 2021 per 5,5 milioni di euro. Un’acquisizione impossibile per un ente culturale pubblico, e che solleva quesiti morali se sia o meno lecita una tale spoliazione del patrimonio universale, sottratto di fatto alla scienza e alla fruizione pubblica.

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Frame del film “The survivor Hagia Sofia” di Tevfik Hos

Di grande interesse anche il turco “The survivor Hagia Sofia” (Santa Sofia, la sopravvissuta), sulla storica Moschea di Santa Sofia, che è riuscita a sopravvivere nonostante molti grandi terremoti nel corso della sua esistenza, rivelando informazioni e segreti interessanti sull’architettura e la costruzione dell’edificio. Non mancano le produzioni trentine o dedicate al patrimonio trentino. “La frequentazione dell’orso” di Federico Betta affronta il rapporto uomo/orso, tema di grande attualità che coinvolge tutta la comunità trentina, attraverso un’apprezzabile varietà di punti di vista, attraverso i quali si approfondisce la relazione tra uomo-natura, e non soltanto le vicende di cronaca legate alla presenza del grande plantigrado sul territorio. Ogni filmato è una piccola e nuovissima chicca scelta tra centinaia di proposte, che presenta al pubblico un aspetto particolare di popoli, culture, tradizioni diverse, come “The Fall of the Maya Kings”, la caduta dei re Maya, film canadese del 2022 con le più recenti ipotesi sulle ragioni del collasso del grande impero del sudamerica, o “Mamody, the last baobab digger” (2022), Mamody, l’ultimo intagliatore di baobab di Cyrille Cornu, sugli abitanti del piccolo villaggio di Ampotaka nel Madagascar e la loro soluzione per immagazzinare l’acqua, oppure l’iraniano “Saffron Base Lifestyle”, Una vita basata sullo zafferano, di Parisa Bajelan, che tra l’altro è parte attiva di un progetto transnazionale Trentino: la Comunità Slow food dei produttori e co-produttori dello zafferano di Qa’en, o ancora “Felting” (2022), la lavorazione del feltro, sempre dall’Iran che illustra con splendide immagini l’arte dell’infeltrimento tradizionale della lana che sta gradualmente svanendo. Ogni documentario rivela un mondo tutto da scoprire.

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Il regista Alberto Castellani al Museo Guimet di Parigi per le riprese del film “Afghanistan” (foto media venice)

In conclusione del festival un film in anteprima assoluta, fuori concorso, di Alberto Castellani, girato non senza difficoltà dato il momento storico, dal titolo “Afghanistan: tracce di un cultura sfregiata”.

rovereto_rassegna-RAM_aperitico-al-circolo_la-legge-della-spada_locandina_foto-fmcrTutti gli incontri. Il RAM film festival 2022 ha in programma una serie di incontri speciali. Quattro sono gli aperitivi con i protagonisti, tre Incontri al Bistrot di Alfio Ghezzi e uno al Circolo operaio di Santa Maria, uno dei più antichi quartieri cittadini. Al Bistrot dello Chef stellato, oltre agli incontri con Sahraa Karimi e Mariarosaria Barbera legati al tema del focus “Sguardi al femminile”, il 28 settembre 2022 l’aperitivo sarà dedicato al “Patrimonio in ostaggio”, cioè al tema del furto e del mercato nero di opere d’arte e beni culturali, il terzo in termini di volume d’affari dopo armi e droga, in compagnia di Giuseppe Guastella, cronista di cronaca giudiziaria del Corriere della Sera, e il maggiore Lorenzo Pella, comandante del nucleo dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, che ha condotto negli ultimi anni numerose indagini che hanno portato al recupero di moltissimi beni storico-artistici. Giovedì 29 settembre 2022, il quartiere di Santa Maria ospiterà nel suo circolo operaio un “Aperitivo al Circolo” dal titolo “La legge della spada” con Andrea Rossini, esperto di scherma storica che ha aperto la prima sala in cui praticare la disciplina e in particolare la tradizione italiana medievale e rinascimentale, alla scoperta di un’epoca, il Medioevo, in cui la giustizia e l’onore si difendevano con la spada piuttosto che in tribunale.

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Frame del film “Nobody/Nessuno” di Mia Incantalupo

La cultura animata. Capitolo a parte del festival, le animazioni. Ogni anno sorprende la qualità della proposta e la creatività da parte delle animatrici e degli animatori. Sono una ventina le opere selezionate, tutte con spunti interessanti che riescono spesso a intrecciare i temi culturali con quelli sociali, come lo statunitense “Nobody” (Nessuno), di Mia Incantalupo, del 2022, una rivisitazione dell’Odissea dal punto di vista del Ciclope, che fa riflettere su diversità e discriminazione, o come anche l’indiano “Dyia” che parte da un festival tradizionale indiano per parlare di inclusione, o ancora il brevissimo “Humanity”, un’ironica sintesi sulla natura, non proprio amabile, dell’essere umano.

rovereto_rassegna-RAM_masterclass-per-insegnanti_locandinaLa formazione e il festival diffuso. Al festival non mancano momenti dedicati all’educazione, sia rispetto ai temi della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale sia della cultura all’immagine, che valorizza il cinema stesso come prezioso documento e patrimonio. Tre sono le mattine dedicate alle scuole con un programma apposito, che vedranno i ragazzi protagonisti anche grazie al risultato di progetti educational in collaborazione con il Festival. Mercoledì 28 settembre 2022 si terrà un corso di formazione per giornalisti in collaborazione con l’Ordine del Trentino Alto Adige con il giornalista Giuseppe Guastella e il maggiore Lorenzo Pella sul Patrimonio in ostaggio, e giovedì 29 settembre 2022 un corso di formazione per insegnanti dal titolo “Appunti di storia e analisi del cinema documentario – Incontro di introduzione al linguaggio dell’audiovisivo” con Emanuele Vernillo, tutor didattico della ZeLIG – Scuola di documentario di Bolzano, oltre a un corso organizzato dalla Trentino Film Commission e riservato ai videomaker. Sul territorio saranno inoltre disponibili attività e visite guidate a siti come il castrum dell’Isola di Sant’Andrea sul Lago di Loppio, e tante iniziative in collaborazione con APT.

Torino. Il museo Egizio presenta al pubblico il “Papiro Erotico-Satirico” sottoposto a un accurato intervento di pulitura, restauro e consolidamento, dopo 200 anni di vari trattamenti dal suo arrivo nel capoluogo piemontese

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Il nuovo allestimento per l’esposizione al museo Egizio di Torino del cosiddetto “Papiro erotico-satirico” (foto museo egizio)

 

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Una fase dei delicatissimi restauri del cosiddetto “Papiro erotico-satirico” del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Per la prima volta il “Papiro Erotico-Satirico” viene presentato al museo Egizio di Torino in un sicuro stato di conservazione e in un allestimento totalmente nuovo, che delizierà a lungo i visitatori, grazie all’intervento di CRC Innova in collaborazione con il museo Egizio di Torino. Dopo circa 200 anni di vari trattamenti e considerato il fragile stato di conservazione, il papiro erotico-satirico è stato infatti soggetto di un accurato intervento di pulitura, restauro e consolidamento. Grazie al contributo della Fondazione CRC, il papiro è stato consolidato secondo strategie preventive preservando l’antico aspetto dei frammenti con metodi reversibili. Le macchie di colla con cui i frammenti erano montati sul vetro sono state accuratamente rimosse dal papiro, tutti i frammenti sono stati puliti senza distruggere la superficie, le fibre sono state consolidate e i frammenti sono stati fissati con strisce di carta giapponese rimovibile. Durante il processo è stato possibile anche porre nella giusta collocazione alcuni frammenti che in passato erano stati posizionati in punti errati.

Il Papiro Erotico-Satirico è il “papiro del mese” proposto e descritto nella sezione della Collezione papirologica del museo Egizio. La storia del Papiro “Erotico-Satirico” comincia a Torino, quando i suoi frammenti giungono nel 1824 insieme agli altri oggetti della collezione Bernardino Drovetti. Proprio durante il lavoro su un cumulo di frammenti, Jean-François Champollion nota delle immagini che rinviano a un inatteso senso profano che non si concilia affatto con l’immagine solenne che gli intellettuali dell’epoca attribuiscono alla civiltà faraonica. Champollion non si rende conto che tanto le scene grottesche quanto quelle satiriche appartengono a uno stesso documento. Ciò apparirà chiaro solo grazie ad alcuni studiosi che, proprio negli stessi anni, effettueranno delle copie di quei frammenti proponendo delle ricostruzioni. Tra i primi a eseguire una copia vi è lo spagnolo Louis De Usoz, che tracciò un fac-simile dei disegni su carta trasparente oggi conservato alla Biblioteca Nazionale di Spagna. Il tedesco Gustav Seyffarth, il primo a ipotizzare un collegamento tra la parte erotica e quella satirica, esegue poi un fac-simile e una seconda copia a mano libera meno ricca di dettagli ma con l’aggiunta di colori ad acquerello, oggi conservata al Brooklyn Museum. Un’altra copia di estrema importanza è quella realizzata, tra il 1826 e il 1827, dall’italiano Ippolito Rosellini sul cui modello si basa anche una copia oggi conservata al Louvre, entrambe a colori. Questi prototipi restituiscono dunque informazioni utili sull’aspetto che il papiro aveva circa 200 anni fa, quando venne osservato per la prima volta, evidenziando ciò che il tempo aveva inevitabilmente cancellato. Oggi, grazie agli strumenti che la ricerca scientifica e le scienze della conservazione hanno a disposizione, possiamo raccontare questo straordinario quanto enigmatico papiro.

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Particolare della sezione satirica del cosiddetto “Papiro erotico-satirico” del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La parte satirica. Il papiro è composto da due parti, apparentemente non collegate fra di loro ma entrambe di carattere ironico e satirico. Il manoscritto si legge da destra verso sinistra. La parte destra del papiro raffigura un mondo al contrario in cui gli animali si comportano come esseri umani. Alcuni di essi indossano vestiti, altri suonano strumenti musicali, mentre altri ancora combattono con arco e frecce. I ruoli di predatore e preda sono invertiti: topi e uccelli hanno la meglio sui gatti, mentre le gazzelle fanno prigionieri i leoni con lance e corde.

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Particolare della sezione erotica del cosiddetto “Papiro erotico-satirico” del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La parte erotica. Nella parte sinistra è rappresentata una scena erotica in cui giovani donne, verosimilmente cantanti, stanno avendo rapporti intimi in diverse posizioni con uomini raffigurati con falli sovradimensionati. Mentre le giovani donne sono tutte di bell’aspetto, gli uomini sono calvi e grassi. È importante sottolineare che questo papiro è un documento umoristico e satirico. In Egitto le caricature che mettono in scena animali e soggetti sessualmente espliciti sono sempre state considerate di carattere ironico, così come spesso avviene nelle vignette moderne.

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Il cosiddetto “Papiro erotico-satirico” del museo Egizio di Torino sul tavolo dei restauratori (foto museo egizio)

Il restauro. Il papiro, quando giunse a Torino nel 1824, versava già in uno stato frammentario con numerose crepe e danni causati dall’intervento di insetti e localizzati in diversi punti. Per questo motivo, Giulio Cordero di San Quintino commissionò subito un restauro che fu condotto tra il 1825 e il 1827 da Gustav Seyffarth. In tale occasione Jean-François Champollion suggerì di intervenire incollando i frammenti su cartone. Nonostante tale indicazione, Seyffarth decise tuttavia di consolidare i frammenti con piccole e strette strisce di carta. In seguito, nel 1946, il manoscritto fu nuovamente restaurato da Erminia Caudana, che fissò i frammenti su seta, li consolidò e fissò le due parti tra vetri. Dall’analisi effettuata sul papiro sono emerse diverse tracce di ulteriori trattamenti conservativi realizzati nel corso del tempo, tra i quali il pesante rivestimento lucido, costituito da colla animale o gelatina, che copre l’intera superficie. Tale spesso strato di rivestimento ha favorito il processo di degrado dei pigmenti (divenuti acidi marroni) con conseguente perdita della coloritura originaria. Inoltre la colla apposta, particolarmente dura, ha provocato stress alle fibre del papiro rendendo difficoltosa la pulitura dei frammenti. Sono state inoltre individuate numerose strisce di garza, alcune delle quali foderate con uno sottile strato di carta, incollate sul verso per unire i frammenti. Alcune strisce, oggi particolarmente danneggiate, erano state invece incollate al bordo probabilmente per fissare i frammenti su un precedente supporto.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Cent’anni di educazione museale: da Jean Capart ai PCTO” affronta i temi dell’educazione al patrimonio culturale e del ruolo educativo del museo sia in termini storici che attuali

torino_egizio_conferenza_100-anni-di-educazione-museale_locandina“Cent’anni di educazione museale: da Jean Capart ai PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento)”: è il titolo della conferenza, in presenza nella Sala Conferenze e in streaming sui canali social, che si tiene martedì 13 settembre 2022 alle 17.30 al museo Egizio di Torino, per affrontare i temi dell’educazione al patrimonio culturale e del ruolo educativo del museo sia in termini storici che attuali. L’evento, in lingua italiana, è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. Prenota il tuo posto: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-centanni-di… Il posto in sala verrà riservato fino alle 17.30. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo: https://www.youtube.com/watch?v=Mpj2ySs519s. La prima parte della conferenza sarà dedicata alle ricerche condotte dalla professoressa Patrizia Dragoni sulla pioneristica figura di Jean Capart (Bruxelles 1877 – Etterbeek 1947), egittologo, promotore nel 1922 della nascita dei servizi educativi presso il Musée Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles, “forte sostenitore del ruolo sociale che i musei avrebbero dovuto giocare per trasformare la società, a partire dalle più giovani generazioni”. Queste innovative iniziative e i principi che le sostennero sono alla base di un progetto pilota di Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento per la Scuola Secondaria di II° grado. Il progetto è stato ideato e realizzato dall’università di Macerata e dal museo Egizio nell’anno scolastico appena concluso, al quale hanno partecipato due classi Liceo Artistico Statale Renato Cottini di Torino. Il racconto della progettazione e dell’esperienza saranno protagonisti della seconda parte della conferenza, con una tavola rotonda conclusiva sulle esperienze relative all’educazione al patrimonio per la Scuola Secondaria di Secondo Grado con un particolare focus al museo Egizio. Durante l’evento verrà inoltre presentata l’offerta didattica del museo Egizio e il nuovo programma Membership del Museo.

Licodia Eubea (Ct). Tra un mese al via la XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico. Prime anticipazioni e qualche importante novità: ben 41 film nel nuovo Teatro della Legalità e una giornata di studi dedicata alla comunicazione culturale e alle sue strategie

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Il direttore artistico Lorenzo Daniele mostra la locandina della XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico (foto archeovisiva)

Le immagini del backstage dell’XI edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) scorrono veloci ripercorrendo gli intensi momenti della preparazione, allestimento, proiezioni e incontri della rassegna 2021. Ma l’ultima immagine è già futuro: è la locandina della nuova edizione, la XII, in programma nel piccolo Comune nel cuore degli Iblei dal 12 al 16 ottobre 2022, promosso dall’associazione culturale Archeovisiva, e che Lorenzo Daniele, direttore artistico con Alessandra Cilio, mostra con orgoglio. Anche perché le novità sono molte. A cominciare dalle sedi: non più solo quella tradizionale nella chiesa di San Benedetto e Santa Chiara in piazza Stefania Noce, palcoscenico di tutte le edizioni precedenti, ma quest’anno ci sarà anche il Teatro della Legalità, in piazza Papa Giovanni XXIII. L’anno scorso l’allora sindaco Giovanni Verga nell’intervento sul palco del Festival l’aveva promesso: “L’anno prossimo sarà pronto il Teatro della Legalità che potrà essere sede delle proiezioni della rassegna di cinema archeologico”. E questa novità porta subito un effetto positivo: dalla ventina di film in programma proiettati nel tardo pomeriggio e la sera, si passa ai 41 film in concorso quest’anno (selezionati tra oltre 400 opere pervenute da tutto il mondo) perché a teatro sarà possibile fare proiezioni anche il mattino e il primo pomeriggio.

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Riunione di lavoro dei ragazzi con lo staff del festival di Licodia (foto archeovisiva)

12 ottobre 2022: manca meno di un mese al “taglio del nastro”. Sembra tanto, ma questi giorni sono destinati a volare. Lo sanno bene i ragazzi, volontari che sono cresciuti negli anni di pari passo con la rassegna, e che da qualche giorno si ritrovano per discutere e confrontarsi sulla programmazione logistica della nuova edizione coordinata da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. Ci saranno cinque giornate di proiezione, con 11 prime internazionali e 7 prime nazionali. E poi workshop e incontri con esperti del settore della divulgazione, archeologi, ricercatori, registi e produttori.

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La locandina della XII edizione del Festival della comunicazione e del cinema archeologico (foto archeovisiva)

Tra le novità anche un’intera giornata di studi dedicata alla comunicazione culturale e alle sue strategie. E poi due mostre inedite a tema e una nuova performance di Margherita Peluso che tanto successo ha riscosso l’anno scorso. Ogni giorno, aperitivi “archeologici” abbinati alla visita delle sale del museo civico “Antonino Di Vita”. Confermati il premio Antonino Di Vita assegnato da un comitato scientifico a chi ha speso la propria attività professionale nell’ambito della divulgazione dell’Antico; il premio Archeoclub d’Italia assegnato al documentario più gradito dal pubblico; e il premio Archeovisiva assegnato dalla giuria di qualità al miglior film.

Bolzano. Apre la mostra “Mummies | Il passato svelato. Die enthüllte Vergangenheit”, corollario del X Congresso mondiale sugli studi sulle mummie. Esposte due rare mummie egizie: la mummia con il sudario dipinto e la mummia di fanciullo con tre tuniche

bolzano_noi-tech-park_mostra-mummies_locandinaL’antico Egitto è arrivato a Bolzano. Un progetto nato dalla collaborazione tra il museo civico Archeologico di Bologna ed Eurac Research ha restituito alla comunità scientifica e al pubblico due rare mummie egizie: la mummia con il sudario dipinto e la mummia di fanciullo con tre tuniche. Entrambe le mummie sono esposte al NOI Techpark, in via Volta 13a a Bolzano, dal 2 settembre all’8 ottobre 2022, nella mostra “Mummies | Il passato svelato. Die enthüllte Vergangenheit”. L’ingresso è gratuito. La più antica è la mummia di una donna, vissuta nell’Egitto di età romana. Lo straordinario sudario dipinto con cui è stata preparata per la sepoltura avvolge ancora il corpo. È questa la sua caratteristica più unica. La mummia più recente è invece quella di un bambino vissuto nel XIII secolo d.C., ed è una rara testimonianza del rituale funerario dell’Egitto medievale.

bolzano_noi-tech-park_mostra-mummies_logoNel 2019 i ricercatori di Eurac Research e l’egittologa del museo civico Archeologico di Bologna hanno avviato un progetto di studio e di recupero conservativo di due rare mummie egizie custodite da tempo nel magazzino del museo. Le due mummie appartengono a individui diversi per età, sesso ed epoca, e mostrano caratteristiche che le rendono uniche. Dopo un approfondito studio interdisciplinare e un accurato intervento conservativo, le due mummie verranno restituite alla comunità scientifica e al pubblico in una mostra nella cornice del 10° Congresso mondiale sugli studi sulle mummie in programma dal 5 al 9 settembre 2022. Il programma scientifico si concentrerà su tutti gli aspetti della ricerca sulle mummie, che vanno dai recenti progressi tecnologici e metodologici alla conservazione delle mummie e all’uso museologico e agli aspetti etici dei resti mummificati. Particolare attenzione sarà data al tema “Standards in Mummy Science”. In tal modo, si vorrà migliorare la discussione e lo sviluppo di approcci standardizzati per lo studio delle mummie, compresa l’interpretazione dei dati, la contestualizzazione, nonché la conservazione e gli aspetti etici.