Borgomanero (No). A Villa Marazza presentazione del libro “Una comunità rurale della valle dell’Agogna fra età romana e medioevo: Quiregium-Cureggio” a cura Angela Guglielmetti e Giancarlo Andenna
Il 7 febbraio 2026, alle 15, a Villa Marazza di Borgomanero (No) presentazione del libro “Una comunità rurale della valle dell’Agogna fra età romana e medioevo: Quiregium-Cureggio” a cura Angela Guglielmetti e Giancarlo Andenna (Sap Libri). Gli autori in dialogo con Furio Sacchi (università Cattolica di Milano) e Gabriele Sartorio (soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Valle d’Aosta).

Copertina del libro “Una comunità rurale della valle dell’Agogna fra età romana e medioevo: Quiregium-Cureggio” a cura Angela Guglielmetti e Giancarlo Andenna.
Il libro offre approfondimenti e riflessioni sull’importante complesso battesimale paleocristiano e poi romanico di Cureggio (No) e sulla storia della comunità rurale e dei personaggi che ne determinarono la costruzione. Il libro restituisce un’immagine pluristratificata, dove gli importanti ritrovamenti archeologici avvenuti a partire dall’Ottocento sino ad anni recenti sono contestualizzati nel più ampio quadro degli eventi storici del comprensorio Novarese fra età preromana e Medioevo. Con grande sintesi interdisciplinare, la pubblicazione accoglie in sequenza cronologica il contributo di 23 autori, importanti docenti universitari e funzionari degli Enti preposti alla tutela del Patrimonio nazionale, specialisti e studiosi locali, giovani ricercatori, intervenuti a Giornate di Studi e Conferenze organizzate al TAM di Cureggio, o coinvolti appositamente in questo progetto editoriale. Un contributo finale illustra il Progetto del TAM – Spazio Multimediale sul Tardo Antico e il Medioevo Novarese, al cui allestimento e progressivo sviluppo hanno concorso le ricerche che finalmente confluiscono in questa pubblicazione. L’edizione del libro “Una comunità rurale della valle dell’Agogna fra età romana e Medioevo: Quiregium – Cureggio” rappresenta un nuovo tassello di un progetto di cura del territorio, crescita culturale e consapevolezza storica rivolti alla comunità di Cureggio e all’intero comprensorio Novarese come anche a livello scientifico un qualificato strumento di sintesi per le future ricerche.
Padova. Per la Giornata mondiale della Lingua Greca, al Liviano “Nel nome di Elena: da Omero a Ritsos. Parole e melodie fra antico e moderno”: letture e musica greca dal vivo con Neochori e Thenis Mavros
In occasione della Giornata mondiale della Lingua Greca, studenti e studentesse dell’università di Padova, in collaborazione con la sezione di Grecistica del dipartimento dei Beni culturali, invitano tutti a un evento di poesia, musica e convivialità per celebrare la lingua, la letteratura e la musica greche nelle sue mille declinazioni, dall’antico al contemporaneo. Appuntamento sabato 7 febbraio 2026, dalle 18, in Sala dei Giganti di Palazzo Liviano in piazza Capitaniato 7 a Padova, con “Nel nome di Elena, da Omero a Ritsos. Parole e melodie fra antico e moderno”: letture e musica greca dal vivo con Neochori e Thenis Mavros. Insieme per celebrare un patrimonio coinvolgente e uno strumento sempre attuale per comprendere e dare forma alla nostra identità e cultura mediterranea ed europea. La serata sarà dedicata alla bellezza dirompente e rivoluzionaria di Elena e animata dalle letture, a cura degli studenti e delle studentesse, di passi a lei dedicati nella letteratura in greco, da Omero a Ritsos. Le letture si alterneranno dalla musica greca moderna suonata dal vivo da Thenis Mavros e dal gruppo Neochori. Letture a cura di Riccardo Bertelli, Giulia Bolzonello, Giulia Criscuolo, Giorgia Odigitria Cuccia, Sofia D’Urso, Matteo Pio Monteleone, Lorenzo Rocca, Benedetta Scapin, Francesco Secci, Maria Speziani, Matilde Taroni. Con la partecipazione di Monica Baggio, Stefano Caneva, Alessandra Coppola, Sara Minuto, Francesco Scalora.
Norma (Lt). Al museo civico Archeologico si inaugura “Doni alle dee di Norba. Dai depositi del Museo Nazionale Romano al Museo di Norma”, l’allestimento dei materiali architettonici e votivi concessi dal Mnr nell’ambito del progetto “Il museo fuori dal Museo”
Nell’ambito del progetto “Il museo fuori dal Museo”, il 7 febbraio 2026, alle 11, sarà inaugurato l’allestimento dei materiali architettonici e votivi concessi in deposito al museo civico Archeologico di Norma (Lt) dal museo nazionale Romano. Appuntamento al museo civico Archeologico di Norma in via della Liberazione a Norma (Lt) con “Doni alle dee di Norba. Dai depositi del Museo Nazionale Romano al Museo di Norma” con conferenza inaugurale alla quale seguirà una visita guidata al nuovo allestimento a cura di Ártemis Culture APS. Dopo i saluti Istituzionali di Elena Palazzo, assessore al Turismo della Regione Lazio, e Andrea Dell’Omo, sindaco del Comune di Norma, intervengono Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, “Il Museo Nazionale Romano in rete con il territorio”; Alessandro Betori, soprintendente SABAP Frosinone e Latina, “Territorio e Musei locali nell’impegno della Soprintendenza per le province di Frosinone e Latina”; Stefania Quilici Gigli, direttrice del museo civico di Norma, “Il Museo Archeologico di Norma e il Parco di Norba tra ricerca e intrecci di dialogo”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Appia antica (Roma). Al Complesso di Capo di Bove il convegno “EByRome. L’epigrafia di Roma ‘bizantina’: le iscrizioni greche e medievali di Roma e del Lazio (sec. VI–XV)”: presentazione del progetto dedicato al censimento e allo studio delle epigrafi greche medievali, conservate o perdute, di Roma e del Lazio
Sabato 7 febbraio 2026, alle 10, nella sala conferenze del Complesso di Capo di Bove, in via Appia Antica 222 a Roma, il parco archeologico dell’Appia Antica ospita il convegno “EByRome. L’epigrafia di Roma ‘bizantina’: le iscrizioni greche e medievali di Roma e del Lazio (sec. VI–XV)”. L’incontro propone una presentazione generale del progetto di ricerca PRIN 2022 EByRome, dedicato all’epigrafia bizantina di Roma e del Lazio e finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Il progetto, coordinato dal prof. Francesco D’Aiuto, nasce dalla collaborazione tra l’università di Roma Tor Vergata e Sapienza università di Roma e si propone il censimento e lo studio delle epigrafi greche medievali, conservate o perdute, di Roma e del Lazio (secoli VI–XV). Si tratta di un patrimonio di grande rilevanza storica e culturale, mai finora raccolto e analizzato in modo unitario, che testimonia il ruolo centrale di Roma nel dialogo continuo con il mondo bizantino ed ellenofono nel corso del Medioevo. Il convegno è rivolto a un pubblico ampio e intende offrire un quadro introduttivo sull’epigrafia bizantina di Roma e del Lazio, attraverso la presentazione di alcuni casi di particolare interesse. Intervengono Francesco D’Aiuto, Paolo De Rossi, Alessandra Giuliano, Andrea Luzzi, Francesca Potenza, Mariafrancesca Sgandurra. Modera Lorenzo Bianchi.
PROGRAMMA. Salle 10, Saluti istituzionali: Luana TONIOLO (direttrice del parco archeologico dell’Appia Antica, delegata del direttore generale Musei Massimo Osanna); 10.30, Francesco D’AIUTO – Andrea LUZZI, “Un progetto di ricerca sull’epigrafia bizantina di Roma, e il centenario della Rivista di studi bizantini e neoellenici”; 10.50, Francesca POTENZA, “Parole scolpite, incise, dipinte: la varietà delle iscrizioni greche medievali dell’Urbe”; 11.10, Maria Francesca SGANDURRA, “Lost and found: le sillogi manoscritte come ponte tra perdita materiale e conservazione della memoria epigrafica”; 11.30, Paolo DE ROSSI – Alessandra GIULIANO, “Il greco nelle iscrizioni quattrocentesche: un aspetto insondato dell’Umanesimo romano”; 11.50, Discussione.
Verona. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Giochi d’inverno. Emozioni e giochi cittadini: duemila anni fa”, realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con reperti dedicati al mondo dei Giochi antichi
Da venerdì 6 febbraio a lunedì 16 marzo 2026 al museo Archeologico nazionale di Verona è possibile visitare la mostra “Giochi d’inverno. Emozioni e giochi cittadini, duemila anni fa”, realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, all’interno di una rassegna che i musei nazionali del Veneto dedicano alle Olimpiadi invernali con la presentazione di opere e reperti dedicati all’inverno, allo sport e con esso alla cura del corpo. Sono esposti per l’occasione alcuni significativi reperti, provenienti dai depositi, dedicati al mondo dei Giochi antichi, in particolare nell’età romana. L’esposizione mira a valorizzare la storia e il territorio della regione del Veneto, il patrimonio artistico-culturale, materiale e immateriale nel segno dello Sport, della natura e dell’uomo. La visita all’esposizione è compresa nel regolare biglietto d’ingresso, nei giorni e nei consueti orari di apertura. Info: 045.591211; drm-ven.museoverona@cultura.gov.it
Olimpiadi Milano-Cortina. Nelle sedi di Casa Italia la ricostruzione virtuale della Tomba delle Olimpiadi basata su studi, fonti storiche e iconografiche, realizzata in collaborazione con il parco archeologico di Tarquinia e Cerveteri

Olimpiadi Milano-Cortina: a Casa Italia la ricostruzione virtuale della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia (foto mic)
Grazie alla collaborazione tra il CONI e il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il tour in realtà virtuale della Tomba delle Olimpiadi, una delle più affascinanti testimonianze dell’arte pittorica etrusca, è protagonista a Casa Italia, il quartier generale dell’Italia olimpica durante i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026. Attualmente, grazie ad uno straordinario prestito del PACT, i pannelli originali della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia sono esposti all’interno della mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, organizzata e promossa dalla Fondazione Luigi Rovati a Milano. Dal 6 febbraio 2026 il pubblico nelle sedi di Casa Italia può dunque ammirarne anche la ricostruzione virtuale che permette ai visitatori di esplorare integralmente l’ambiente originario e di osservare gli affreschi con un livello di dettaglio difficilmente raggiungibile durante la visita fisica. Un lavoro di ricostruzione basato su studi, fonti storiche e iconografiche, realizzato in collaborazione con il PACT – parco archeologico di Tarquinia e Cerveteri.

Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia: rilievi preparatori per la ricostruzione virtuale (foto skylabstudios)
Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle più avanzate tecnologie immersive, Skylab Studios ha realizzato un tour virtuale che permette di entrare letteralmente all’interno della tomba, vivendo un’esperienza unica tra storia, innovazione e patrimonio culturale. Il tour offre una ricostruzione dettagliata degli affreschi, scene e simboli che raccontano il legame tra mondo etrusco e cultura sportiva. L’esperienza è arricchita da hotspot informativi, disponibili in italiano e inglese, che approfondiscono la storia della tomba, le circostanze della sua scoperta nel 1958 alla vigilia dei Giochi di Roma 1960, le tecniche pittoriche e il significato delle discipline sportive raffigurate.
Per completare il percorso, Skylab Studios ha sviluppato un avatar digitale ispirato all’iconografia della tomba, realizzato con tecniche di intelligenza artificiale generativa, che accompagna i visitatori offrendo un punto di vista unico sul significato simbolico e rituale dello sport nel mondo antico. Questa esperienza è parte integrante del percorso di visita di Casa Italia durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026: una postazione dedicata con visori VR permette a ospiti, delegazioni e visitatori di vivere in prima persona l’emozione di questo viaggio nel tempo, valorizzando il patrimonio italiano in una delle vetrine internazionali più importanti al mondo.
Palestrina (RM). Al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile la conferenza “L’ager gabinus nell’età del Bronzo” con Francesco di Gennaro nell’ambito della mostra “Gabii: le origini”
A Palestrina (RM) inizia subito il ciclo di conferenze previste nell’ambito della mostra “Gabii: le origini”, aperta fino al 31 ottobre 2026 al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste (vedi Palestrina (Rm). Al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste la mostra “Gabii: le origini”, a cura di Martina Almonte, Marco Fabbri e Federica Zabotti, che racconta la nascita di Gabii | archeologiavocidalpassato). Appuntamento venerdì 6 febbraio 2026, alle 17, nella sala conferenze del Palazzo dell’ex Seminario Vescovile del Foro di Praeneste, con la conferenza “L’ager gabinus nell’età del Bronzo” con Francesco di Gennaro. Partecipazione gratuita, fino a esaurimento dei posti.
Francesco di Gennaro, studioso di riferimento per l’archeologia protostorica e delle antichità italiche, ha dedicato le sue ricerche all’età del Bronzo e del Ferro nell’Italia centrale e all’organizzazione degli insediamenti del territorio medio tirrenico. Funzionario e dirigente del ministero della Cultura, ha ricoperto incarichi di responsabilità scientifica e di tutela in importanti contesti del Lazio e come Soprintendente nei musei e in diverse regioni italiane. Ha svolto inoltre attività didattica universitaria come professore a contratto di Antichità Italiche all’università di Cassino.











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