Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Estate al MarRC” Calabria la conferenza “Il Museo d’arte Alfonso Frangipane: un’eredità preziosa per la città”

Venerdì 17 luglio 2026, alle 20.30, per “Estate al MarRC”, sulla terrazza panoramica del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria la conferenza “Il Museo d’arte Alfonso Frangipane: un’eredità preziosa per la città”, promossa dall’associazione culturale Anassilaos insieme al liceo artistico “M. Preti – A. Frangipane” di Reggio Calabria. Un’occasione per riscoprire la figura di Alfonso Frangipane e il valore del Museo d’arte a lui intitolato, nato dalla donazione di opere e animato da un forte intento educativo, oggi punto di riferimento per la conoscenza dell’arte moderna e contemporanea del territorio. L’evento rientra nella programmazione estiva del MArRC ed è incluso nel biglietto d’ingresso serale SLIM al costo ridotto di 5 euro. Apertura straordinaria del Museo: dalle 20 alle 23. Ingresso alla conferenza fino a esaurimento posti.

Melfi (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” apertura della mostra diffusa “SALVATI. Storia di un sequestro” allestita in contemporanea al Castello di Melfi e al Castello di Venosa e dedicata al recupero di circa 140 reperti archeologici sottratti all’Italia da scavi clandestini e reimmessi sul mercato clandestino internazionale

Venerdì 17 luglio 2026, alle 19, al museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” nel Castello di Melfi (Pz), inaugurazione della mostra diffusa “SALVATI. Storia di un sequestro”, allestita in contemporanea presso il Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” (Castello di Melfi) e il Museo Archeologico Nazionale “Mario Torelli” (Castello di Venosa). Un percorso espositivo diffuso, tra Melfi e Venosa, che spazia da raffinati vasi a figure rosse a preziosi gioielli in ambra e oro, fino a sculture e a un grande mosaico policromo. La mostra, promossa dai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, resterà aperta fino al 27 settembre 2026. Alla vernice interverranno Erminia Lapadula, direttrice del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi; ten. Col. Paolo Salvatori, comandante della Sezione Archeologia del reparto operativo TPC; Lorena Trivigno, archeologa, supporto Ales dei musei nazionali di Matera; Claudia Lucchese, funzionario archeologo del Castello Svevo di Bari; Angelo Bottini, già soprintendente Archeologia della Basilicata; Tommaso Serafini, direttore dei Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa.

L’esposizione è dedicata al recupero di circa 140 reperti archeologici sottratti all’Italia da scavi clandestini e reimmessi sul mercato clandestino internazionale. Il cruciale rientro, finalizzato nel maggio 2023 al termine di un lungo e complesso negoziato con la società di diritto inglese in liquidazione Symes Ltd – appartenuta al noto trafficante d’arte Robin Symes –, è stato reso possibile grazie alla complessa attività investigativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’operazione ha visto il fondamentale coinvolgimento dell’Avvocatura Generale dello Stato, dell’Ambasciata d’Italia a Londra e dei Dipartimenti del Ministero della Cultura dedicati alla Tutela e alla Valorizzazione del patrimonio. A seguito del recupero, il Ministero della Cultura ha avviato un’attenta ridistribuzione territoriale dei beni: il lotto assegnato ai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa comprende vasi a figure rosse, ornamenti in ambra e oro, sculture, oggetti di uso quotidiano e un grande mosaico policromo. La mostra intende accendere i riflettori su un fenomeno drammatico che colpisce il nostro patrimonio culturale. Strappati brutalmente ai contesti di provenienza, questi reperti erano stati ridotti a meri oggetti d’arredo per il collezionismo clandestino. L’esposizione si configura quindi come una profonda riflessione sulla legalità e sulla congiunta azione di tutela e valorizzazione del patrimonio.

Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” apre la mostra “ORO ARGENTO E…TRUSCHI” di Tiziana Pisano in occasione de “Le Notti dell’Archeologia”

Per “Le Notti dell’Archeologia” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr) venerdì 17 luglio 2026, alle 19, inaugurazione della mostra “ORO, ARGENTO E…TRUSCHI” di Tiziana Pisano. Saranno presenti l’artista Tiziana Pisano e Simona Rafanelli, direttrice scientifica del MuVet. “Oro, Argento E…truschi” propone un percorso espositivo in cui la pittura contemporanea dialoga con l’anima etrusca della Maremma. Ispirate a reperti, metalli preziosi, ornamenti e simboli della civiltà etrusca, le opere trasformano la memoria storica in una nuova visione artistica. Protagonista è l’oro, simbolo non solo di ricchezza, ma anche di evoluzione spirituale e di connessione tra il mondo terreno e quello divino. Per l’occasione il Museo resterà aperto con ingresso libero fino alle 21. La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del museo fino al 30 luglio 2026.

Sibari (Cs). Al via al parco archeologico la terza edizione di Vinitaly and The City – Calabria in wine, tre giorni con degustazioni, masterclass, talk e spettacoli nel segno del dialogo tra vino, cultura e territori. Il direttore Filippo Demma: “Perché a Sibari? Perché qui tutto è cominciato. Qui le tracce del passato illuminano i gesti del presente, l’archeologia dialoga con l’enologia contemporanea”

Vinitaly 2026: “Dove tutto è cominciato”, claim della Regione Calabria (foto drm-cal)

Tra le rovine dell’antica Sybaris, culla della Magna Grecia, il parco archeologico di Sibari (Cs) fa da cornice a un’esperienza unica: vino e bellezza che si intrecciano in uno scenario da sogno, dove il tempo si è fermato. Dal 17 al 19 luglio 2026 torna per la terza volta a Sibari Vinitaly and The city – Calabria in Wine, il format esperienziale di Vinitaly dedicato al grande pubblico dei wine-lover, che unisce degustazioni, masterclass, talk e spettacoli nel segno del dialogo tra vino, cultura e territori. Simbolo di questa edizione è il Toro Cozzante, emblema dell’antica Sybaris e della forza di un territorio che continua a raccontare la propria identità attraverso le sue eccellenze. Tre giorni per vivere l’anima più autentica della Calabria Straordinaria, in uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo tra degustazioni, incontri, musica e sapori: 140 cantine, 7 consorzi, 2.000 etichette in degustazione. Alla vocazione consumer della manifestazione, si affianca un programma business con buyer selezionati provenienti da Croazia, Polonia, Regno Unito, Germania, Stati Uniti e Brasile.

“Perché Vinitaly and the city al Parco di Sibari? Perché è qui che tutto è cominciato”, ha detto Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari, alla presentazione della kermesse alla Camera dei Deputati a Montecitorio. “Qui le tracce del passato illuminano i gesti del presente, l’archeologia dialoga con l’enologia contemporanea, offrendo una prospettiva culturale che arricchisce il racconto del vino e del territorio”. Le iniziative di Sibari si inseriscono nel Piano Olivetti per la Cultura, che promuove il patrimonio culturale come motore di partecipazione e sviluppi dei territori.

“Il vino è un eccezionale ambasciatore dell’italianità all’estero”, ha detto il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, intervenuto alla presentazione. “Ogni bottiglia è il racconto di una comunità e delle sue radici più autentiche. Investire in questo settore significa dunque tutelare e favorire la crescita di tante realtà, penso soprattutto a quelle più piccole e a vocazione rurale, che vanno preservate dal rischio di spopolamento anche attraverso la promozione dell’enoturismo. Occorre continuare a sostenere questo ecosistema, come testimonia l’impegno di Veronafiere”.

“Qui alla Camera”, ha commentato il ministro all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, “si presenta sia un nuovo evento sia uno che è già un successo e che è legato ad una manifestazione di straordinaria importanza per la nostra Nazione: il Vinitaly. L’Italia gioca grandi sfide sulla qualità dei prodotti e su questo non siamo secondi a nessuno, dobbiamo solo saperlo raccontare. Vinitaly and the City Calabria in Wine è il modo giusto per raccontare il legame indissolubile tra il vino italiano e i territori, un valore aggiunto unico, senza eguali nel panorama internazionale. Celebrare il vino in Enotria, a Sibari, è il modo giusto per far conoscere una delle eccellenze italiane”.

Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha sottolineato lo stretto legame fra vino e turismo. “Il dato in crescita della Calabria nel turismo”, ha spiegato, “non solo è importante ma ci conforta profondamente, dal momento che siamo convinti che la principale vocazione del nostro Sud sia proprio il turismo e la Calabria, in questo senso, è un gioiello. Vinitaly and the City è importantissima: nasce a Verona e per la terza edizione arriva in Calabria toccando Sibari e Reggio. Ho visto a Verona, nell’ultima edizione di Vinitaly, con quale passione la Calabria ha partecipato ed ha attirato visitatori. Auguro il meglio a questi eventi perché, cooperando, si crea una preziosa sinergia che porta al raggiungimento del nostro obiettivo che è quello di promuovere il turismo dell’intero Paese”.

Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria (foto verona fiere)

“Vinitaly and the City rappresenta una grande occasione per promuovere la Calabria, le nostre produzioni di eccellenza e le straordinarie bellezze del nostro territorio”, ha ribadito il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. “Abbiamo investito molto nella valorizzazione dell’agricoltura, dell’agroalimentare e delle nostre cantine perché siamo convinti che il vino sia uno straordinario strumento di marketing territoriale, capace di raccontare la Calabria in Italia e nel mondo. I risultati ci stanno dando ragione: cresce l’export delle nostre produzioni e sono sempre più i giovani che prendono in mano le aziende dei propri padri, preservando la tradizione ma innovando e rendendo le loro imprese più moderne e competitive. Con le tappe di Sibari e Reggio Calabria vogliamo mostrare una regione capace di unire vino, cultura, archeologia e paesaggio, e di collaborare con realtà di eccellenza come Veronafiere. Sappiamo che la Calabria ha problemi complessi e lavoriamo ogni giorno per risolverli, ma quando ci presentiamo alla comunità nazionale vogliamo raccontare anche le nostre eccellenze e le straordinarie potenzialità di una terra capace di stupire, che invitiamo tutti a visitare e a conoscere”.

“Vinitaly and the City racconta il vino italiano nel suo contesto naturale: quello dei luoghi in cui nasce”, ha sottolineato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. “Il raddoppio dell’appuntamento in Calabria conferma la validità di un progetto che, in collaborazione con le istituzioni, valorizza le produzioni vitivinicole attraverso cultura, paesaggio e turismo esperienziale. Per Veronafiere significa affiancare le imprese del vino nella promozione delle proprie eccellenze e contribuire alla crescita dell’attrattività delle destinazioni che le esprimono, creando valore condiviso per l’intera filiera e per i territori”.

Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria (foto drm-calabria)

“Tre anni fa sembrava un sogno organizzare Vinitaly and the City fuori dai confini di Verona”, ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo. “Oggi quel sogno è diventato realtà e siamo orgogliosi di presentare, alla Camera dei Deputati, la terza edizione di Vinitaly and the City a Sibari e la prima edizione a Reggio Calabria. In questi anni abbiamo sostenuto il sistema agricolo calabrese attraverso un’azione orientata alla qualità, valorizzando al meglio i fondi comunitari, puntando sull’innovazione e portando avanti un’importante campagna di promozione. Grazie anche a intese con partner di primo piano, come Veronafiere, siamo riusciti a organizzare manifestazioni di grande rilievo sul territorio. Tutto questo mette insieme due elementi fondamentali: i prodotti del territorio e il territorio come prodotto. Non è un caso che proprio attorno ai nostri vini riusciamo a raccontare e a celebrare il successo dell’agricoltura calabrese come settore primario e motore di sviluppo”.

La Calabria, quindi, è pronta a raddoppiare. Si parte dal Parco Archeologico di Sibari, dal 17 al 19 luglio. “Quando nessuno scommetteva sulla riuscita di questo evento”, ha sottolineato il sindaco di Cassano all’Ionio, Giampaolo Iacobini, “noi l’abbiamo ospitato e ci abbiamo creduto, al punto da farne non più il Vinitaly di Sibari, ma il Vinitaly della Magna Grecia, con la soddisfazione di aver piantato un seme che il nostro territorio ha curato con orgoglio, lo stesso di quando solo pochi mesi fa lottava ancora con il fango. Spero di riuscire a trasmettere, allora, l’orgoglio di quei calabresi che rimboccandosi le maniche sanno fare tanto, finendo puntualmente con l’essere conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Abbiamo dimostrato di aver adottato un modello che non è fatto solo di numeri ma che si basa su tante risorse umane e sulle capacità della nostra gente di Calabria”. Se Sibari si prepara a ospitare la terza edizione della manifestazione, a conferma del successo di un format ormai radicato sul territorio, il 2026 segnerà anche l’esordio di Reggio Calabria, l’8 e il 9 agosto 2026, nuova tappa di un progetto che, grazie al lavoro della Regione Calabria e al supporto organizzativo di Arsac, amplia il proprio raggio d’azione e rafforza la strategia di valorizzazione del patrimonio vitivinicolo, culturale e paesaggistico della regione.

Vinitaly 2026: Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, davanti al padiglione della Regione Calabria (foto drm-cal)

Appuntamento, quindi, il 17 luglio 2026 in uno scenario pregno di storia e di cultura, al parco archeologico di Sibari. “I musei non sono più luoghi dove si conserva e si espone il passato”, ha dichiarato il direttore del Parco, Filippo Demma, “ma diventano sempre più presidi attivi di cultura, uno stimolo allo sviluppo territoriale su base culturale. Vinitaly and the City è precisamente uno degli strumenti per attuare questa visione. Anche quest’anno ospitiamo la manifestazione a Sibari, dove tutto è cominciato, dando la possibilità di visitare il museo e allargando la nostra offerta culturale per l’occasione; se negli anni passati abbiamo toccato i temi del vino e dell’olio, quest’anno raccontiamo rituali e misteri collegati al grano e alle sue dee. Passato, presente e futuro si illuminano reciprocamente: l’archeologia dà profondità culturale al presente, la cultura alimentare di oggi illumina e spiega gli usi antichi. Una visione condivisa con il piano Olivetti messo in campo quest’anno dal ministero della Cultura”.

Vinitaly and The City – Calabria in wine al parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

Il parco archeologico di Sibari aspetta dunque gli ospiti con un’esperienza unica tra etichette, cultura, degustazioni, Wine Talk e connessioni autentiche. Per vivere a pieno l’esperienza, ecco tre piccoli reminder che aiuteranno ad orientarsi al meglio. Servizio navetta: si può raggiungere l’evento senza pensieri: si lascia l’auto e ci si gode il relax del servizio dedicato. Carnet degustazione: include 3 token wine per le degustazioni. Se si acquista online si risparmia: solo 15 euro invece di 20. Token Food: si può completare l’esperienza con il token degustazione food, a soli 10 euro in più.

Aquileia (Ud). Al via le “Passeggiate archeologiche al tramonto”: con il direttore Cristiano Tiussi alla scoperta della Basilica civile (in corso di scavo) e del decumano di Aratria Galla

Passeggiate al tramonto al decumano di Aratria Galla ad Aquileia (foto n. oleotto / fondazione aquileia)
Veduta da drone della basilica civile di Aquileia in corso di scavo (foto b. bilkic / fondazione aquileia)

Ad Aquileia il fascino dell’antico si accende sotto il cielo d’estate: riparte la serie di “Passeggiate archeologiche al tramonto”, i venerdì sera, con il direttore di Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi. Venerdì 17 luglio 2026, alle 21, “La Basilica civile di Aquileia e il decumano di Aratria Galla”: appuntamento lungo il decumano di Aratria Galla, l’antica strada che collegava il porto fluviale con il foro e il teatro e che era affiancata dalle mura bizantine. Proprio accanto al Decumano si potrà ammirare per la prima volta in assoluto anche i resti della basilica civile, attualmente oggetto di scavo da parte di Fondazione Aquileia in collaborazione con un’équipe dell’università di Udine e con la partecipazione del prof. Antonio Dell’Acqua. La basilica aveva imponenti dimensioni, era a pianta rettangolare con due absidi sui lati brevi e al suo interno era verosimilmente divisa in tre navate da colonne. Era inoltre affacciata sul lato sud del foro romano. Il biglietto si acquista su http://www.turismofvg.it/it/acquista-la-tua-esperienza…

Cabras (Or). Alla vigilia della grande mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, al museo “Marongiu”, il direttore Maras fa qualche anticipazione e invita tutti a visitarla

I Greci la chiamavano “l’Isola dalle vene d’argento”: la Sardegna era una terra ricca di risorse minerarie, al centro delle rotte che attraversavano il Mediterraneo antico. Proprio il commercio dei metalli rappresentò una delle principali connessioni tra Sardegna ed Etruria. Navi, uomini e merci solcavano il Tirreno dando vita a una fitta rete di relazioni. È da questo dialogo che prende forma la mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” a cura di Paolo Giulierini, Daniele Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca, nella nuova sala del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), che verrà inaugurata per l’occasione, da sabato 18 luglio a lunedì 9 novembre 2026. La mostra, promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, propone un percorso che racconta il legame tra due grandi civiltà del Mediterraneo attraverso reperti, manufatti e testimonianze archeologiche.

A poche ore dall’inaugurazione, il direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze e co-curatore della mostra Daniele Maras ci regala qualche anticipazione sulla mostra “Tyrrhenòs e Sardò” invitando il pubblico a visitarla.

“Le statue a grandezza naturale di Casale Marittimo e della Pietrera, cioè le più antiche sculture a grandezza naturale dell’Italia peninsulare”, spiega Daniele Maras, “andranno a incontrare, tra poco, i Giganti di Mont’e Prama. Quindi le più antiche sculture a grandezza sopra il vero dell’Occidente mediterraneo. È un incontro spettacolare all’interno di una grande iniziativa. Una mostra organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama insieme con il museo Archeologico nazionale di Firenze dal titolo Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce. Speriamo che tutti possano partecipare e invitiamo tutti a essere presenti a questa grande iniziativa che porta la Sardegna e la Toscana di nuovo a essere unite dopo migliaia di anni di tempo”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra fotografica “Altera Italia” di Alessia Rollo, uno sguardo sul Sud da una prospettiva nuova, oltre gli stereotipi

C’è un Sud che vive nei suoi riti, nelle feste, nei gesti tramandati nel tempo. Un patrimonio fatto di memoria, identità e comunità. Dal 16 luglio al 6 agosto 2026 in piazza Paolo Orsi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ospita “Altera Italia”, la mostra fotografica di Alessia Rollo, realizzata in collaborazione con Ulteriore. Attraverso fotografie contemporanee, materiali d’archivio e un linguaggio che intreccia ricerca artistica e antropologica, la mostra invita a guardare il Mezzogiorno da una prospettiva nuova, oltre gli stereotipi, riscoprendone la ricchezza culturale e il valore delle tradizioni che ancora oggi uniscono le comunità. L’esposizione, allestita nella corte interna del Museo, in Piazza Paolo Orsi, rappresenta un nuovo appuntamento del percorso con cui il MArRC mette in dialogo patrimonio archeologico, arte contemporanea e ricerca. Ingresso gratuito.

Grosseto. Nel giardino dell’Archeologia al via la quinta edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico: tre serate con film da Italia, Francia, Cina e Indonesia in concorso per il premio del pubblico, e incontri con studiosi, esperti e protagonisti del mondo della cultura. Ecco il programma

Al via giovedì 16 luglio 2026, nel giardino dell’Archeologia a Grosseto, la quinta edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico, organizzato da Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore), Associazione M.Arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma e Comune di Grosseto, con il sostegno di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura: dal 16 al 18 luglio 2026 in programma film provenienti da Italia, Francia, Cina e Indonesia, accompagnati da incontri con studiosi, esperti e protagonisti del mondo della cultura. Come da tradizione, il pubblico sarà chiamato a votare il proprio film preferito, contribuendo all’assegnazione del “Premio Maremma Archeofilm 2026”. Ogni appuntamento sarà accompagnato da una degustazione di vini offerta da La Selva, per unire il piacere della scoperta culturale alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Ingresso libero e gratuito. Informazioni: museo Archeologico e d’Arte della Maremma, tel. 0564 488752. In caso di maltempo il festival si svolgerà al museo di Storia naturale in strada Corsini 5 a Grosseto.

Frame del film “Roselle” di Enzo Micheli, Enrico Bernazzani (foto mediateca digitale della maremma)

PROGRAMMA GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2026. Alle 21.15, in collaborazione con Mediateca Digitale della Maremma proiezione del film “Roselle” di Enzo Micheli, Enrico Bernazzani (Italia 1960, 16’). Immagini del museo Archeologico di Grosseto, la macchina da presa inquadra i reperti di Roselle. Un furgoncino si dirige verso gli scavi etruschi ed arriva ad un podere dove si riconosce Morbello Vergari che viene intervistato sulla necropoli etrusca. Le immagini riprendono gli scavi, l’anfiteatro, le bellezze di Roselle finché non cala il sole e il furgoncino riparte. Segue la conversazione con Simone Rusci, presidente del parco della Maremma, e Luca Bernazzani, ricercatore universitario. Chiude la serata il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.

Frame del film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard

PROGRAMMA VENERDÌ 17 LUGLIO 2026. Alle 21.15, apre il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’). Il vegetarianismo sembra essere un fenomeno contemporaneo. Ma, al contrario, ha una storia lunga e trascurata. Dai giainisti indiani agli hippy, dai filosofi romani alla prima Società Vegetariana, fondata a Londra nel 1847, il film offre un’avventura umana incarnata da figure universali che, attraverso le loro scelte alimentari, sollevano interrogativi sul posto dell’umanità nel mondo. Segue la conversazione con Leonardo Romanelli critico enogastronomico. Chiude la serata il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’). A Bali la morte è un passaggio sacro. Ngaben segue Kadek durante il rito funebre per il padre: un mese di preparativi, offerte, processioni, cremazione e dispersione delle ceneri nel mare, fino al ritorno dell’anima al tempio di famiglia. Il film esplora la simbologia del rito, le costruzioni sacre e il ruolo del banjar, rivelando una cosmologia in cui fuoco, acqua e comunità guidano trasformazione e rinascita.

Frame del film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi

PROGRAMMA SABATO 18 LUGLIO 2026. Alle 21.15 apre il film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Seguiamo il viaggio a piedi del regista Lorenzo Scaraggi, attraverso l’intero promontorio del Gargano, in Puglia, percorrendo 120 chilometri da Rignano Garganico a Vieste. Il film esplora un paesaggio di forti contrasti, fra boschi secolari, eremi scavati nella roccia e abbazie millenarie affacciate sull’Adriatico. Mostra come la memoria di queste terre possa offrire una rilettura del presente, invitando a sostare e ad ascoltare i ritmi più profondi della Puglia garganica. Segue la conversazione con Chiara Valdambrini, direttrice Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. Quindi il film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina / Fengyang. Ancient China’s forgotten capital” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52′). Cina centro-orientale. Gli archeologi sono al lavoro. I primi scavi dell’antica città imperiale di Fengyang rivelano una città gigantesca, persino più imponente della Città Imperiale di Pechino. Quando e come fu costruita, e perché fu distrutta in circostanze oscure? I ricercatori si stanno immergendo nel cuore di questi misteri per svelare i segreti di questa città dimenticata, testimone di un passato imperiale perduto. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Maremma Archeofilm 2026” al film più votato dal pubblico.

Marzabotto (Bo). Per “Sere d’Estate al parco archeologico dell’Antica Kainua” lo spettacolo “Intorno a La Ciociara” preceduto, per chi lo desidera, da una visita guidata tematica al parco archeologico e da un aperitivo

Per “Sere d’Estate al parco archeologico dell’Antica Kainua” giovedì 16 luglio 2026, riprendono gli spettacoli serali al parco archeologico a Marzabotto (Bo): appuntamento alle 21 con “Intorno a La Ciociara” nell’ambito della rassegna “Crinali Teatro 2026”. Reading con musica dal vivo di e con Angela Malfitano e live electronics di Francesco Brini. Un racconto a più facce dove vedremo la Ciociara di Moravia con la Ciociara di De Sica e la Ciociara della Loren. Il racconto della nascita di un film, del libro che lo ha generato, delle storie intrecciate di Vittorio, Alberto, Sofia, a Roma e a Napoli, dei loro percorsi paralleli dagli anni della guerra fino a ritrovarsi insieme su un set. Per chi lo vorrà la serata inizierà alle 18.30 con una visita guidata tematica al parco archeologico a cura dello Staff del museo nazionale Etrusco di Marzabotto (durata 1h circa). Dalle 19.30 possibilità di aperitivo in area archeologica al costo di 10 euro. Inizio spettacolo alle 21. Costo evento 10 euro, gratuito per i minori di 18 anni e gratuità di legge. Il biglietto comprende lo spettacolo, l’ingresso e la visita guidata tematica al parco archeologico. Per prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it. Per info: 051931026/3497536667.

Altino (Ve). Apertura serale per visitare il parco archeologico sotto le stelle

Il parco archeologico di Altino sotto le stelle. Giovedì 16 luglio 2026 il Parco archeologico di Altino, in via S. Eliodoro 56. località Altino di Quarto d’Altino (Ve), sarà visitabile per tutta la giornata fino alle 22 con un’apertura straordinaria serale. Si possono visitare le aree archeologiche fino al tramonto, mentre il percorso espositivo nella Risiera ottocentesca, la mostra “Antenati Altinati” e la torretta panoramica saranno aperti fino alle 22. Ingresso gratuito per gli abbonati e le abbonate. Per info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422 789443. Prenotazione obbligatoria per i gruppi.