Rieti. Al museo civico Archeologico aperta la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma, il segno della spada, il peso dello scudo”, promossa dal Comune di Rieti in collaborazione con il Festival dei Popoli Italici: viaggio immersivo dedicato alla panoplia dei guerrieri antichi con reperti della Collezione Silvano Mattesini

Venerdì 8 maggio 2026, in occasione del Festival dei Popoli Italici, negli spazi del museo Archeologico di Rieti, inaugurata la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma, il segno della spada, il peso dello scudo”, prodotta da Archeoares, CIADD News, e Paesi Uniti della Sabina e promossa dal Comune di Rieti, in collaborazione con il Festival dei Popoli Italici, ideato da Federico Fioravanti. I reperti in mostra, appartenenti alla Collezione Silvano Mattesini, accompagnano il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo, in un’Italia vibrante e guerriera precedente all’ascesa di Roma: un viaggio immersivo dedicato alla panoplia dei guerrieri antichi attraverso la lente della ricostruzione storica.

“Questa esposizione non è solo una rassegna di oggetti, ma un’esperienza sensoriale dedicata alla panoplia: l’insieme completo delle difese e delle armi che definivano l’identità dell’antico combattente”, spiega la direttrice del museo civico di Rieti, Francesca Lezzi. “Qui, il passato non appare frammentario o corroso dal tempo. Attraverso una selezione esclusiva di riproduzioni moderne, realizzate con assoluta fedeltà storica, restituiamo ai metalli lo splendore che avevano appena usciti dalla bottega del fabbro, millenni fa. In questo percorso, l’armatura smette di essere solo uno strumento di offesa o difesa. Essa diventa un linguaggio: un simbolo di rango, un segno di potere e il riflesso di una sapienza artigianale che ha forgiato il destino dei popoli italici”.

L’esposizione proposta dalla Collezione Silvano Mattesini sarà visibile fino al 7 gennaio 2027. La mostra invita il pubblico ad un incontro ravvicinato con il mondo dei guerrieri antichi. Attraverso una sapiente ricostruzione che unisce ricerca storica e maestria artigianale, i visitatori potranno ammirare pezzi che restituiscono lo splendore originale di elmi, corazze e lame. Non semplici copie, ma opere nate da uno studio rigoroso per mostrare come apparivano queste armature appena uscite dalla bottega di un fabbro, millenni fa. La rassegna offre infatti una selezione esclusiva di riproduzioni moderne di armature e armi preromane, realizzate con rigorosa fedeltà storica. L’obiettivo della rassegna è restituire fisicità a un’epoca remota, permettendo al visitatore di percepire il vigore dei popoli che abitarono la penisola prima dell’ascesa di Roma, quando l’armamento del guerriero non era solo uno strumento di combattimento, ma un simbolo di rango e potere.
Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro “MANN. Architettura, storie, restauro” a cura di Bianca Gioia Marino (Editori Paparo), con Daniela Esposito e Paolo Giulierini

Lunedì 11 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), Daniela Esposito e Paolo Giulierini presentano il libro “MANN. Architettura, storie, restauro” a cura di Bianca Gioia Marino (Editori Paparo) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Daniela Esposito, docente di Restauro architettonico, si occupa di tutela e recupero del patrimonio storico; Paolo Giulierini, archeologo, è stato direttore del MANN, dove ha promosso progetti di rilancio e innovazione museale. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/mann-architettura-storie….
MANN. Architettura, storie, restauro. L’edificio del Mann, registro materiale di molteplici trasformazioni culturali e testimone di avvicendamenti che hanno segnato la storia urbana e sociale della città di Napoli, ha orientato uno studio a più dimensioni riguardo a diversi ambiti tematico-interpretativi, come l’edificio nelle sue componenti materiche e strutturali nonché storiche, il complesso di relazioni urbane e storico-sociali che hanno contribuito, nel corso del tempo, a stratificare l’identità dell’edificio museale. L’obiettivo della ricerca MAN.TRA – grazie a una convenzione tra il dipartimento di Architettura (DiARC) dell’università di Napoli “Federico II” e il museo Archeologico nazionale di Napoli – è stato uno studio multidimensionale di un edificio che, prima sede pubblica dell’università di “Federico II”. Studium fondato e voluto a Napoli, nel 1224, da Federico II di Svevia per formare la classe dirigente dello Stato, fu poi, dopo alterne vicende, destinato a funzione museale.
“Mi illumino di tiffany”: la Casina dell’Aquila al parco archeologico di Pompei e il Tempio di Nettuno al parco archeologico di Paestum illuminati di verde, colore simbolo internazionale della lotta al tumore ovarico

Il parco archeologico di Pompei ha aderito a “Mi illumino di tiffany”, la campagna nazionale di ALTo – Lotta al Tumore Ovarico APS ETS che ricorre ogni 8 maggio, in occasione della Giornata Mondiale del Tumore Ovarico. In questa ricorrenza, per una notte, monumenti, palazzi istituzionali e luoghi della cultura di tutta Italia si illuminano di verde tiffany, il colore simbolo internazionale della lotta a questa neoplasia. L’edizione 2026 coinvolge circa trenta luoghi, da Udine ad Alcamo, sotto lo slogan “Guarire tutte, nessuna esclusa”. Per l’occasione, nella serata dell’8 maggio 2026, la facciata della Casina dell’Aquila, edificio tardo settecentesco situato al centro dell’area archeologica di Pompei e visibile dalla strada pubblica, è stata illuminata di verde tiffany. “L’adesione del Parco Archeologico di Pompei a Mi illumino di tiffany“, commenta Maria Teresa Cafasso, presidente di ALTo Lotta al Tumore Ovarico APS ETS, “ha per noi un valore che va oltre il gesto simbolico. La facciata della Casina dell’Aquila, illuminata di verde tiffany in uno dei luoghi più visitati e amati al mondo, porterà la voce delle donne con tumore ovarico molto più lontano di quanto potremmo fare da sole. Pompei è memoria, ed è il segno che dopo l’ombra può tornare la luce: è esattamente il messaggio che vogliamo far arrivare alle migliaia di donne che ogni anno ricevono una diagnosi di questa malattia silenziosa, troppo spesso scoperta in fase avanzata. Ringrazio di cuore la Direzione e l’intera struttura del Parco per aver scelto di stare al fianco delle pazienti. Ogni luce accesa è un invito a una donna a fare un controllo, a informarsi, a non sentirsi sola: lo slogan di quest’anno – “Guarire tutte, nessuna esclusa” – nasce proprio dall’impegno a garantire ascolto, prevenzione e cura a ciascuna paziente, ovunque viva”.

Anche i parchi archeologici di Paestum e Velia, in occasione della giornata mondiale sui tumori ginecologici, hanno partecipato a “Mi illumino di tiffany”, illuminando il Tempio di Nettuno di verde tiffany, colore simbolo della lotta contro il tumore ovarico. “Un gesto simbolico per accendere l’attenzione sulla prevenzione, la ricerca e il sostegno alle donne che affrontano queste patologie, trasformando uno dei luoghi più iconici del nostro patrimonio in un segno di consapevolezza e vicinanza. Un modo per ricordare che la luce della conoscenza e della cura può e deve illuminare ovunque”.
Al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA) aperta la mostra “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: dal cuore dell’Italia antica”, la più completa negli Stati Uniti dedicata alla cultura etrusca negli ultimi decenni: 200 straordinari reperti da 29 istituzioni internazionali. Tra i protagonisti il museo Archeologico nazionale di Firenze


Dal mar Tirreno all’oceano Pacifico: gli Etruschi conquistano San Francisco. Dal 2 maggio al 20 settembre 2026, al Legion of Honor Museum dei Fine Arts Museums di San Francisco (USA) una delle mostre più attese dell’anno “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy / Gli Etruschi: Dal cuore dell’Italia antica” curata da Renée Dreyfus – responsabile del settore Arte antica ai SF/Arts – e Louise Chu, e organizzata dai Fine Arts Museums di San Francisco in collaborazione con il San Antonio Museum of Art con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, un viaggio immersivo in una delle civiltà più affascinanti e ancora meno conosciute dell’antico Mediterraneo.

Questa grande mostra, la più completa negli Stati Uniti dedicata alla cultura etrusca negli ultimi decenni, riunisce circa 200 straordinari reperti provenienti da importanti musei: 29 istituzioni coinvolte, tra cui il British Museum, il Louvre, il Victoria and Albert Museum, il Metropolitan Museum of Art, i musei di Boston, Cleveland e Chicago, oltre ai grandi musei italiani, tra cui il museo Gregoriano Etrusco del Vaticano, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il museo Archeologico nazionale di Firenze e Palazzo Farnese a Piacenza.
Toghe, templi, ingegneria idraulica, viticoltura e persino numeri “romani”, tutti ampiamente attribuiti ai Romani, erano in realtà innovazioni etrusche. Gli Etruschi prosperarono in quella che oggi è l’Italia per quasi un millennio, dal 900 al 100 a.C. circa, prima dell’ascesa dell’Impero Romano. Posero le basi per le conquiste moderne dell’architettura, dell’ingegneria e delle artiste. Eppure la loro cultura rimane oscurata dall’antica Grecia e Roma. Attingendo alle ultime scoperte archeologiche e alla ricerca all’avanguardia, questa è la mostra più completa sulla cultura etrusca negli Stati Uniti fino ad oggi. Oltre 150 esempi squisitamente realizzati e ben conservati di sculture in bronzo e terracotta, gioielli d’oro, ceramiche e elementi architettonici, oltre all’opera di scrittura etrusca più longeva, rivelano un’eredità che continua ad affascinare ancora oggi. Molti di questi oggetti vengono esposti per la prima volta negli Stati Uniti, offrendo al pubblico una prospettiva completamente nuova su una civiltà che ha profondamente plasmato lo sviluppo della cultura occidentale. Un’opportunità unica per riscoprire le radici più profonde dell’Italia e comprendere meglio il patrimonio culturale che continua a influenzare il nostro presente.

Tra i protagonisti dell’esposizione il museo Archeologico nazionale di Firenze, presente con 34 opere: un contributo significativo che conferma l’eccezionale ricchezza e qualità delle sue collezioni, tra le più rilevanti a livello internazionale per l’archeologia etrusca. Così hanno attraversato l’oceano opere spettacolari come gli ori della Tomba del Littore di Vetulonia, il flabello di bronzo sbalzato di Populonia, la seducente statua di Vanth di Tuscania, la preziosissima situla d’argento di Plikasna e l’intero frontone del tempietto di Ponte Rotto, ricostruito per l’occasione a San Francisco.

I prestiti si inseriscono in una fase di rinnovata valorizzazione del museo fiorentino, segnata da recenti interventi di restauro e riallestimento, tra cui la Sala della Chimera e l’Urna del Bottarone, tornata visibile a 60 anni dall’alluvione: testimonianze emblematiche di un patrimonio costantemente oggetto di studio, tutela e valorizzazione.

“Siamo orgogliosi di contribuire a questa importante mostra internazionale: la presenza di un nucleo così significativo di opere riflette la ricchezza delle nostre collezioni e il ruolo attivo del museo nella valorizzazione della civiltà etrusca a livello globale”, afferma Daniele Federico Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, invitato a parlare come ospite speciale sabato 2 maggio 2026 al simposio inaugurale della mostra al Legion of Honor Museum.
Festa della Mamma tra le rose ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa)

Maggio è il mese delle rose e, nei parchi archeologici di Paestum e Velia, questo fiore trova una delle sue espressioni più suggestive, specialmente oggi, 10 maggio 2026, in occasione della Festa della Mamma. Davanti ai Templi, la primavera disegna un paesaggio che sembra sospeso nel tempo, creando un equilibrio perfetto tra natura e storia. Un invito a rallentare lo sguardo e lasciarsi attraversare dalla bellezza di un luogo che, stagione dopo stagione, continua a fiorire insieme al suo paesaggio.

Torino. Per la Festa della Mamma ingresso gratuito al museo Egizio alle mamme accompagnate dai propri figli e figlie

In occasione della Festa della Mamma, domenica 10 maggio 2026, ingresso gratuito al museo Egizio di Torino per tutte le mamme accompagnate dai propri figli e figlie. Prenotare il biglietto al link: https://egizio.museitorino.it/
Portogruaro. Al museo nazionale Concordiese la conferenza “Raccontare l’archeologia nella Destra Tagliamento. Esperienze museali a confronto”, primo appuntamento 2026 della rassegna di incontri di archeologia e storia “Nel segno di Clio”. Ecco il programma

Sabato 9 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve), la conferenza “Raccontare l’archeologia nella Destra Tagliamento. Esperienze museali a confronto”, primo appuntamento 2026 della rassegna di incontri di archeologia e storia “Nel segno di Clio” a cura della direzione regionale Musei nazionali Veneto, in collaborazione con il Gr.A.V.O. – gruppo archeologico del Veneto Orientale e l’associazione “Fondazione Antonio Colluto”: intervengono Federico Bonfanti, direttore museo nazionale Concordiese; Andrea Giunto, conservatore museo Archeologico del Friuli Occidentale di Pordenone; Giovanni Tasca, conservatore museo civico di San Vito al Tagliamento. Ingresso libero. Info: museo nazionale Concordiese di Portogruaro: tel. 0421 72674 – e-mail: drm-ven.museoportogruaro@cultura.gov.it; Gr.A.V.O. e Associazione Fondazione Colluto: cell. 346 5200641 – info@gravocolluto.it – www.gravocolluto.it.
Programma della rassegna “Nel segno di Clio”. Sabato 16 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Concordiese, “Piazza San Marco prima di Venezia: archeologia e trasformazioni di un luogo simbolo”, con Sara Bini, funzionaria archeologa SABAP per la Città Metropolitana di Venezia. Ingresso libero. Sabato 23 maggio 2026, alle 20, al museo nazionale Concordiese, in occasione della Notte Europea dei Musei, “Techne. Lavoro arte civiltà tra guerra e pace. Classici Contro 2026”, in collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia e il liceo XXV Aprile di Portogruaro. Apertura straordinaria serale al costo simbolico di 1 euro. Sabato 30 maggio 2026, alle 17, al museo nazionale Concordiese, “Storia e archeologia del gusto” con Martina Tapinassi, storica e divulgatrice. Ingresso libero. Con il contributo dell’associazione Il Palo ETS ODV di Concordia Sagittaria: domenica 27 settembre 2026, alle 16.30, nell’area archeologica di piazza Costantini 6 a Concordia Sagittaria (Ve), “Vivere e morire nell’antica Concordia. Nuovi rinvenimenti dal complesso paleocristiano”, con Federico Bonfanti, direttore MNC; Maria Letizia Pulcini, direttrice MAN di Fratta Polesine. La partecipazione e l’accesso saranno consentiti fino al raggiungimento della capienza massima consentita.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale per il “Maggio dei monumenti di Napoli” visita guidata alla mostra “Parthenope. La Sirena e la città” con CoopCulture

Il “Maggio dei monumenti di Napoli” fa tappa al museo Archeologico nazionale di Napoli. Sabato 9 e sabato 23 maggio 2026, alle 16, CoopCulture offre una visita guidata alla mostra “Parthenope. La Sirena e la città” ai possessori di regolare titolo di accesso al Museo. Attraverso una selezione tra le 250 opere della mostra si snoda un percorso di conoscenza che svela il rapporto eterno tra la sirena e la città. Dall’Odissea all’archeologia urbana, dalla metamorfosi iconografica da donna a uccello a donna pesce, il gruppo sarà condotto da un archeologo che intreccerà i fili e ordirà la trama di una storia ricca di sorprese. Per info e prenotazioni: 0810098800, tour@coopculture.it.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale, in occasione di #raceforthecure, la visita accompagnata “La vita delle donne” tra i reperti che danno voce alle donne di Altino

Sabato 9 maggio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve), Iniziativa in occasione di #raceforthecure, evento simbolo di Komen Italia e la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia e nel mondo, “La vita delle donne”, visita accompagnata tra i reperti che danno voce alle donne di Altino: oggetti che parlano di bellezza, ornamenti preziosi e vita quotidiana; a cura dello staff del parco archeologico di Altino. Prenotazione obbligatoria: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422 789443.




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