Milano. Alla Fondazione Luigi Rovati in occasione dell’inaugurazione della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, la conferenza “Etruschi e Veneti. Le ragioni di una mostra” con Laura M. Michetti, Sapienza università di Roma e co-curatrice della mostra, e Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena

Martedì 13 ottobre 2026, alle 18, al museo della Fondazione Luigi Rovati in corso Venezia 52 a Milano, in occasione dell’inaugurazione – mercoledì 14 ottobre 2026 – della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, la conferenza “Etruschi e Veneti. Le ragioni di una mostra” con Laura Maria Michetti, Sapienza università di Roma e co-curatrice della mostra, e Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena, che illustreranno le ragioni scientifiche e culturali del progetto espositivo. A partire dalle 17 sarà inoltre possibile visitare gratuitamente la mostra in anteprima. Ingresso libero.

Velia (Sa). La nascita dell’antica Elea diventa un videogioco educativo (digitale e da tavolo) “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia, che traduce la storia dell’antica Elea e il pensiero di Parmenide in un’esperienza partecipativa. Il videogioco, finanziato con fondi PNRR, unisce ricerca, tecnologia e gamification per ampliare l’accesso al patrimonio culturale. Ecco come si gioca

Fondare una città significa scegliere: dove abitare, come difendersi, quali risorse sviluppare, come governare. Da queste decisioni prende forma il serious game “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, il videogioco dei parchi archeologici di Paestum e Velia presentato lunedì 12 ottobre 2026, al parco archeologico di Velia (Sa). Un progetto che traduce la storia dell’antica Elea e il pensiero di Parmenide in un’esperienza partecipativa, nella quale i giocatori sono chiamati a confrontarsi con la costruzione di una comunità e con le conseguenze delle proprie scelte. E a guidare le scelte dei giocatori sarà proprio il pensiero di Parmenide. Realizzato in coproduzione con AMONG S.r.l. Società Benefit, il gioco integra contenuti storici, archeologici e filosofici in un percorso che mette al centro il confronto tra interessi differenti, la capacità di argomentare e la responsabilità delle decisioni. È disponibile in versione digitale e da tavolo, con una specifica versione online destinata alle scuole secondarie di secondo grado. Il progetto ha potuto contare sulla collaborazione della Società Filosofica Italiana, nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto con i Parchi archeologici di Paestum e Velia e del relativo Atto attuativo dedicato al collaudo e alla diffusione del gioco nelle scuole. La presentazione ha offerto l’occasione per condividere le prospettive di utilizzo didattico di “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, rafforzando il dialogo tra istituzioni culturali, comunità scientifica e mondo dell’istruzione. Con questa iniziativa, i Parchi archeologici di Paestum e Velia proseguono il proprio impegno nell’educazione al patrimonio e nella sperimentazione di strumenti per una fruizione più ampia e inclusiva. La storia di Elea e il pensiero di Parmenide diventano il fondamento di un’esperienza che connette ricerca e innovazione, offrendo alle nuove generazioni e a un pubblico più esteso un’opportunità di conoscenza e di partecipazione alla cultura.

Presentazione del videogioco “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia, e presentato al parco archeologico di Velia (foto pa-paeve)

Alla presentazione, dopo i saluti istituzionali di Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia, e Stefano Sansone, sindaco di Ascea, sono intervenuti Roberto Vannata, dirigente Servizio II, direzione generale Musei; Francesco Uliano Scelza, funzionario archeologo, parchi archeologici di Paestum e Velia; Maria Pia Vozzi, presidente Società Filosofica Italiana, Sezione di Salerno; Annamaria Gimigliano, ideatrice e coautrice del videogioco; Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia. Il progetto è stato realizzato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito della Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0”, Misura 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione”. L’intervento rientra nell’Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura”, nell’ambito della Linea d’Azione 7 “Formazione degli operatori culturali” e degli interventi per la valorizzazione e l’accessibilità del patrimonio attraverso tecnologie innovative e metodologie di gamification.

Gruppo di lavoro e partecipanti alla presentazione del videogioco “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

Il progetto è stato realizzato con il sostegno della direzione generale Musei, nell’ambito delle iniziative dedicate al gaming previste dal Piano della comunicazione dell’investimento PNRR per l’accessibilità nei luoghi della cultura. Un sostegno che si inserisce in una più ampia strategia di innovazione della fruizione e di ampliamento della partecipazione al patrimonio culturale, come sottolinea Roberto Vannata, dirigente del Servizio II della direzione generale Musei: “L’investimento PNRR dedicato all’accessibilità nei luoghi della cultura, coordinato dalla Direzione generale Musei, ha rappresentato un’occasione straordinaria per rafforzare la qualità della fruizione attraverso interventi sui luoghi, formazione degli operatori, comunicazione e sperimentazione di nuovi linguaggi. In questa prospettiva, il Piano della comunicazione ha previsto anche un bando dedicato al gaming, riconoscendo nel gioco uno strumento capace di ampliare le forme di partecipazione e di avvicinare nuovi pubblici al patrimonio culturale. ELEA. CITTÀ DA FONDARE esprime con particolare efficacia questa visione: mette in relazione ricerca, archeologia, filosofia e partecipazione, offrendo una nuova chiave di accesso alla storia della città antica. Esperienze di questo tipo contribuiscono a far crescere il Sistema Museale Nazionale e ad ampliare la capacità dei musei di costruire relazioni con pubblici diversi”.

Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

“ELEA. CITTÀ DA FONDARE nasce da questa prospettiva e dalla collaborazione tra istituzioni, ricerca e competenze professionali diverse”, dichiara Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia. “Un progetto che rafforza il ruolo del Parco come luogo di conoscenza e formazione, offrendo alle scuole e ai visitatori nuove opportunità per approfondire la storia della città e la sua tradizione filosofica. Attraverso la partecipazione e il confronto, il gioco invita a comprendere la complessità della vita di una comunità antica e il valore delle decisioni che ne determinano il futuro. Un modo diverso e coinvolgente di raccontare la storia di Elea, incentrato sull’apprendimento del senso civico. L’innovazione diventa così uno strumento al servizio della missione educativa dei Parchi, per favorire una conoscenza più consapevole del patrimonio e consolidare il legame tra le nuove generazioni e i luoghi della cultura”.

“La sfida è stata costruire un gioco semplice e accessibile, senza rinunciare alla ricchezza dell’esperienza”, dichiara Annamaria Gimigliano, ideatrice e coautrice del videogioco. “La soluzione è stata incorporare il pensiero di Parmenide nella meccanica del gioco e proporre alternative storicamente plausibili, che permettono la costruzione di decine di città diverse”.

Tabellone del videogioco “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

ELEA. CITTA’ DA FONDARE propone un modo di avvicinarsi al patrimonio fondato sulla partecipazione attiva. La conoscenza della città antica passa attraverso i problemi che i suoi abitanti dovettero affrontare: organizzare gli spazi, garantire le risorse, stabilire relazioni con altre comunità e costruire un equilibrio sociale e politico capace di durare. Il punto di partenza è la vicenda dei Focei che, in fuga dall’avanzata persiana, attraversarono il Mediterraneo fino a raggiungere le coste del Cilento, dove fondarono Elea nel VI secolo a.C. Il gioco invita i partecipanti ad assumere la prospettiva di quella comunità, in un momento in cui il futuro della città era ancora da definire. La partita si articola in cinque turni dedicati alla collocazione delle abitazioni, alla difesa, alle opere e agli spazi destinati alla comunità, alle strategie di crescita e alla forma di governo. I partecipanti rappresentano cinque gruppi della società – sacerdoti, guerrieri, costruttori, agricoltori e mercanti – ciascuno con esigenze proprie e tutti legati al destino della stessa città. Le scelte vengono discusse, motivate e votate, modificando le risorse, le infrastrutture, la difesa, le relazioni e la coesione della polis, oltre agli equilibri di potere tra i gruppi. Nella fase conclusiva, la “Prova della storia”, eventi imprevisti mettono alla prova la comunità costruita. Crisi, conflitti e nuove opportunità consentono di osservare la tenuta delle decisioni e le fragilità della città. L’esperienza invita così a comprendere il rapporto tra le scelte compiute e le circostanze che una comunità non può controllare, mostrando come ogni decisione produca vantaggi, costi e conseguenze. Il pensiero di Parmenide è stato utilizzato come base per sviluppare la meccanica del gioco: le scelte dei diversi turni seguono le prospettive di Doxa (vantaggio dei gruppi) e Aletheia (vantaggio per la città) e gli stalli decisionali sono risolti dal Grammateus con uno speciale “algoritmo parmenideo”.

Tabellone e carte da gioco del videogioco “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia (foto pa-paeve)

Tecnologia e gamification assumono una funzione di mediazione culturale. La versione digitale amplia le occasioni di incontro con la storia di Elea, consentendo di utilizzare il gioco anche in classe e al di fuori della visita al Parco. L’applicazione svolge il ruolo del Grammateus, la figura che guida il gioco e illustra gli effetti delle decisioni, risolvendo gli stalli attraverso la logica parmenidea. Le dinamiche di gioco permettono di tradurre contenuti complessi in situazioni da esplorare. Assumere un ruolo, discutere un’alternativa, esprimere un voto e verificarne gli effetti offre ai partecipanti strumenti per comprendere le relazioni tra i diversi aspetti della vita di una città antica. Il coinvolgimento diventa parte del percorso di apprendimento: ogni scelta richiede di mettere in relazione informazioni, formulare ipotesi e confrontare prospettive differenti. Per la valorizzazione del patrimonio archeologico, questo approccio apre nuove possibilità di lettura delle testimonianze materiali. Abitazioni, fortificazioni, santuari, approdi e territorio possono essere compresi attraverso la loro funzione nella vita della comunità e i rapporti che li collegavano. Il gioco offre così una chiave per avvicinarsi al sito con maggiore consapevolezza, riconoscendo negli spazi e nei resti archeologici le tracce di una storia fatta di persone, necessità e decisioni.

Cosenza. A Palazzo Arnone presentazione di “Una nuova visione”, il progetto di rinnovamento dei 12 siti della direzione regionale Musei nazionali Calabria in attesa del ritorno del sarcofago di Eremburga dal museo Archeologico nazionale di Napoli al museo nazionale di Mileto

Palazzo Arnone a Cosenza, sede della direzione regionale Musei nazionali della Calabria (foto diego mazzei / courtesy DRMNC)

Martedì 13 ottobre 2026, alle 10.30, nel Salone “Giorgio Leone” di Palazzo Arnone, a Cosenza, presentazione degli interventi realizzati con i fondi del PNRR nei siti della direzione regionale Musei nazionali Calabria. Con l’occasione saranno annunciati alcuni progetti futuri, tra cui il ritorno del sarcofago in marmo di Eremburga di Mortain (II secolo d.C.), seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla a Mileto (VV). Il 23 ottobre 2026, infatti, l’importante reperto in marmo, oggi al museo Archeologico nazionale di Napoli (Mann), sarà così ricondotto al suo originario contesto di provenienza ed esposto al museo nazionale di Mileto, segnando la prima tappa di avvicinamento all’Anno dei Normanni 2027.

Capitello a due facce in marmo dell’XI secolo in ambito normanno (foto diego mazzei / courtesy DRMNC)

In attesa di questo e di altri appuntamenti, i 12 siti afferenti alla direzione regionale Musei nazionali Calabria, grazie agli interventi realizzati con i fondi del PNRR, si presentano in una veste rinnovata e, alcuni di essi, dopo una lunga chiusura. Gli interventi, realizzati in sinergia con la DRMN Puglia al fine di migliorare l’accessibilità e l’efficienza energetica, hanno consentito di abbattere le barriere architettoniche e ridurre l’impatto ambientale e i consumi energetici. I 12 luoghi della cultura della DRMNC sono oggi più accessibili, efficienti dal punto di vista energetico, sostenibili e più pronti ad accogliere pubblici diversi, garantendo una migliore esperienza di visita. La presentazione degli interventi del PNNR vuole essere l’occasione per ribadire la visione della direzione regionale Musei nazionali Calabria: investire non solo sulla tutela, sulla valorizzazione e sull’innovazione, ma puntare a far conoscere a un pubblico ampio, anche fuori dai confini regionali, un patrimonio ancora poco noto.

Museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulonia: mosaico pavimentale policromo del IV-III sec. a.C. con drago marino (foto diego mazzei / courtesy DRMNC)

I 12 siti della direzione regionale Musei nazionali Calabria (DRMNC): museo e parco archeologico nazionale di Scolacium (Catanzaro), museo e parco archeologico di Bova Marina (Reggio Calabria), Galleria nazionale di Cosenza, chiesa di San Francesco d’Assisi a Gerace (Reggio Calabria), museo e parco archeologico nazionale di Locri (Reggio Calabria), museo nazionale di Mileto (Vibo Valentia), museo e parco archeologico dell’antica Kaulonìa a Monasterace (Reggio Calabria), museo e parco archeologico di Medma a Rosarno (Reggio Calabria), Cattolica di Stilo (Reggio Calabria), museo Archeologico nazionale ‘Vito Capialbi’ di Vibo Valentia, museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme (Catanzaro) e museo Archeologico di Metauros a Gioia Tauro (Reggio Calabria). Questi ultimi due riapriranno rispettivamente il 24 e il 27 ottobre 2026.

Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e direttore delegato per i musei nazionali della Calabria (foto marrc)

“I 12 siti coinvolti negli interventi PNRR – dichiara Fabrizio Sudano, direttore delegato per i musei nazionali della Calabria, “molti dei quali vengono adesso restituiti alla fruizione pubblica dopo un lungo periodo di chiusura, sono la dimostrazione di come la Calabria possa essere letta e attraversata come un grande racconto: un viaggio nel tempo lungo 700mila anni e che, in una manciata di chilometri, conduce dalla preistoria al contemporaneo, passando dall’anima magnogreca a quella bizantina e normanna. Si spazia ad esempio dalle testimonianze del Paleolitico inferiore, con gli utensili conservati nel museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme, testimonianza del più antico insediamento preistorico calabrese, alle opere di mattia preti, boccioni, e degli artisti contemporanei della galleria nazionale di Cosenza. In questa attività di promozione, valorizzazione e condivisione del patrimonio si inserisce anche il programma espositivo che offre anche ai visitatori che già conoscono i nostri musei, la possibilità di viverli in una nuova veste. La Direzione regionale sta lavorando affinché questi dodici siti della Calabria non siano percepiti come episodi separati, ma come tappe di un unico grande itinerario culturale capace di restituirci una storia che non è mai soltanto locale, ma che parla al Paese e all’Europa”.

PROGRAMMA. Alle 10.30, accoglienza e caffè di benvenuto; apertura della conferenza e saluti istituzionali, coordina Samantha De Martin, giornalista. “I progetti PNRR: interventi e risultati”: Rossana Baccari, funzionario architetto DRMN, responsabile unico del Progetto PNRR 1.3, efficientamento energetico lotto A; Elena Trunfio, funzionario architetto DRMN, responsabile unico del Progetto PNRR 1.3, efficientamento energetico lotto B; Vincenzo Dornetti, funzionario architetto DRMN, direttore dei lavori cantieri PNNR 1.3, efficientamento energetico; Simona Bruni, funzionario architetto DRMN, responsabile unico del Progetto PNRR 1.2, abbattimento barriere. Maria Maddalena Sica, direttrice del museo nazionale di Mileto e curatrice della mostra Il ritorno di Eremburga, “Anticipazione della mostra Il ritorno di Eremburga”. “Il racconto per immagini”: proiezione del video istituzionale “12 siti, una nuova visione”, dedicato agli interventi di riqualificazione, efficientamento energetico e accessibilità realizzati grazie ai fondi PNRR nei dodici luoghi della cultura della Direzione regionale Musei nazionali Calabria. Conclusioni: Fabrizio Sudano, direttore della direzione regionale Musei nazionali Calabria.

Rovereto. La direttrice Alessandra Cattoi fa un bilancio del 37mo RAM film festival. Ed ecco tutti i film premiati nell’edizione 2026

Con la proclamazione del film vincitore del Premio RAM film festival 2026 assegnato dal pubblico al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas si è ufficialmente conclusa la cinque giorni del 37.mo RAM film festival, organizzato da Fondazione Museo Civico di Rovereto, partner la Fondazione Museo storico del Trentino, con il sostegno di Comune di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Ministero della Cultura, Regione Trentino Alto Adige, ApT di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale AltoGarda Rovereto. Con il contributo di Fondazione Caritro. Media partner la rivista ARCHEO. Il RAM è un ECO-EVENTO del Trentino. In collaborazione con Trentino Film Commission, Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto, MITAG, Mart, La Foresta – Accademia di comunità, Euritmus, Libreria piccoloblu, Exquisita. È quindi tempo di bilanci. Lo fa, per archeologiavocidalpassato.com Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico Rovereto e del RAM film festival.

“Siamo alla fine di questo RAM film festival 2026 e sinceramente posso dire che è stata una bellissima edizione”, assicura Alessandra Cattoi. “Abbiamo avuto la partecipazione di tantissimi registi presenti qui al RAM per presentare il loro film e per parlare con il pubblico. Abbiamo avuto anche tanti appuntamenti molto partecipati e coinvolgenti di esperti che sono venuti da varie parti d’Italia, dalla Sicilia, per parlare delle città, che è il focus del RAM di quest’anno. E abbiamo visto veramente tanto interesse. Ecco questo ci ha fatto capire che il lavoro che facciamo va un po’ al di là della sala cinematografica e può servire a riflettere sull’oggi.

“E un’ultima cosa: – è una novità di quest’anno del RAM – è il dibattito sull’Intelligenza Artificiale. Per la prima volta l’Intelligenza Artificiale è entrata al RAM, soprattutto in alcune parti che riguardava la lavorazione dei film nel doppiaggio e nella traduzione. Ma questo è un vero tema significativo per il futuro del cinema sicuramente, ma anche dei documentari. Ecco quindi un festival che ragiona sul passato e ragiona anche sul presente non può non occuparsi di un tema così urgente, così cruciale anche per il futuro della produzione cinematografica documentale.

“Complessivamente – conclude Cattoi – anche una bella festa con tante persone che dopotutto si sono divertite e sono state insieme positivamente. E quindi anche a livello personale io non posso che essere molto soddisfatta”.

PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. La giuria composta da Angelo Cimarosti, Antonia Falcone, Barbara Maurina e Valentino Nizzo ha assegnato il premio 2026 al film “Athènes, aux origines de la démocratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/Grecia 2026, 53’). Produzione: Yuzu Productions, Merit Motion Pictures, Anemon Productions. Tra scoperte archeologiche e ricostruzioni, si racconta come nell’antica Atene la popolazione comune sfidò re e tiranni inventando la democrazia. Un viaggio nella nascita di un’idea fragile e radicale che ha cambiato per sempre la storia umana.

Proclamazione PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: da sinistra, Valentino Nizzo. Antonia Falcone, Angelo Cimarosti, Barbara Maurina (che legge), Claudia Beretta e Alessandra Cattoi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un film di alto valore educativo e di grande attualità, che con soluzioni filmiche e grafiche accattivanti, dalle rovine dell’Agorà di Atene ci conduce, attraverso le più recenti indagini sul campo e i metodi dell’archeologia sperimentale, alle radici della democrazia e alla scoperta degli antichi sistemi di voto e di sorteggio, mettendo in luce anche i limiti e le contraddizioni dell’esperienza democratica ateniese. Un documentario che a riflettere sul valore imperituro di questa straordinaria conquista che la civiltà greca ci ha trasmesso e che oggi è minacciata e sottoposta a sempre nuove sfide”.

CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: Valentino Nizzo legge la menzione (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato anche una menzione al film “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’). Produzione: Antonio Malfitano, Compagnia delle stringhe. Originale videoclip per la didattica storico-archeologica sull’età del Bronzo. “Una creazione musicale a finalità didattica dedicata all’età del Bronzo, propone uno strumento inedito e originale per veicolare la conoscenza e l’insegnamento della storia antica”.

PREMIO CULTURA ANIMATA. La giuria composta da Andrea Artusi, Manuela Fiori e Andrea Pau Melis, ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione PREMIO CULTYURA ANIMATA 2026: da sinistra, Andrea Pau Melis (che legge), Manuela Fiori e Andrea Artusi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Perizia tecnica e abilità narrativa sono al servizio di un racconto duro eppure ricco di poesia: la ricchezza di trovate, il ritmo e un character design sintetico ed espressivo ci trascinano nella vita vera di Yeh Sheng-Chih, nei paesi dove ha vissuto, tra le persone che l’hanno amato, tra quelli che l’hanno odiato. Nasce così un racconto in cui idealismo, desiderio di giustizia ed esigenza di libertà si mischiano per farsi monito universale contro i soprusi dell’essere umano sull’essere umano”.

MENZIONI. La giuria ha deciso di assegnare anche 2 menzioni: la prima al film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’). Produzione: Atom Art, Maur Film. Attraverso l’animazione con la sabbia, Kafka. Innamorato racconta l’amore tra Franz e Milena, tra distanza, lettere, speranza e le paure più profonde di Kafka. “Menzione speciale per la sintesi tra le parole del poeta e l’animazione giocata su luci e ombre, in cui l’assenza di colore diventa forma, movimento, incanto”.

Simone Pratola premiato con una Menzione nella sezione Cultura Animata (foto graziano tavan)

La seconda al film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’). Produzione: Simone Pratola – Noctu Animation Collective. Tra il fruscio della pineta prendono forma le vite e i destini di chi ha scritto la storia antica d’Italia. “Menzione speciale per la ricerca di una narrazione visiva così stratificata ed elegante da rendere originale il grande classico della storia sospesa tra presente e passato”.

PREMIO TRADIZIONI E CULTURE. La giuria composta da Armando Tomasi, Elisa Cont e Giovanni Laezza ha assegnato il premio 2026 al film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Produzione: Omero su Marte. Metabolé, in greco antico “trasformazione”. Una regista percorre le coste della Puglia seguendo le tracce che il mare conserva, trasforma e restituisce. Il paesaggio rivela memorie e stratificazioni profonde.

Proclamazione PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026: da sinistra, Elisa Cont (che legge) e Giovanni Laezza (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Metabolè è un’opera che, in maniera straordinaria, racconta il ruolo del mar Mediterraneo lungo le coste pugliesi in epoche passate e nella contemporaneità. È un viaggio “per mare” in cui si viene guidati tra reperti archeologici e paesaggi marittimi, incrociando armoniosamente storie del passato e del presente. Il documentario si distingue per l’effetto della sua struttura narrativa: il racconto è caratterizzato da uno stile poetico e nostalgico che si snoda attraverso un ritmo fluente, capace di catturare e mantenere costante l’interesse dello spettatore. Nell’opera emergono l’accuratezza delle fonti, frutto di una ricerca archeologica, storiografica ed etnografica meticolosa, in cui le spiegazioni di una variegata rete di esperti si intrecciano ai racconti ed alle testimonianze degli abitanti di quei luoghi. Testimonianze di esperienze fortemente condivise, che restituiscono la memoria viva di quelle comunità. Dal punto di vista realizzativo, il documentario eccelle per la qualità tecnica delle riprese e dei suoni: fotografia, musiche e sound design ricreano ed enfatizzano paesaggi e narrazioni. Il documentario non si limita a mostrare, ma riesce ad emozionare, a trasmettere il valore inestimabile del mar Mediterraneo, custode del passato e del presente, luogo d’incontro e di costante trasformazione culturale”.

Lorenzo Scaraggi riceve il PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026 per il film “Metabolè” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’). Produzione: ETHNO. Tra le nebbie delle montagne del nord del Portogallo affiorano la storia della terra e la memoria degli uomini. Qui risuonano ancora le preghiere e i canti dei pastori che, sulle orme dei monaci, hanno tracciato i sentieri delle alte quote. “Filhos do vosso amor ci accompagna in un territorio montano in via di abbandono, nel quale i resilienti costituiscono testimonianza vivente di pratiche agricole secolari, ridotte quasi a “fossile etnografico”, e di un approccio quasi intimistico con i saperi tradizionali. Una struttura narrativa convincente e fluida consente di entrare in sintonia con i significati profondi che l’opera intende trasmettere. Tecnicamente molto solido, il lavoro è capace di evocare sentimenti ed emozioni, pur rimanendo nell’alveo di una struttura narrativa tutto sommato tradizionale”.

PREMIO STORIA E MEMORIA. La giuria composta da Daniela Cecchin, Matteo Gentilini e Alessandro Anderloni ha assegnato il premio 2026 al film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’). Produzione: ETHNOS. Geologia, memoria e poesia si intrecciano per raccontare, con i testi del geopoeta Davide Sapienza, la storia della cava di pomice di Lipari e della sua comunità, tra sfruttamento, identità e la sfida di una possibile rinascita sostenibile.

Proclamazione del PREMIKO STORIA E MEMORIA 2026: da sinistra, Daniela Cecchin (che legge), Alessandro Anderloni e Matteo Gentilini (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un’opera che restituisce l’impressionante paesaggio naturale e umano della cava di pomice di Lipari attraverso una raffinata fotografia, una accurata colonna sonora e i puntuali testi di Davide Sapienza che si sposano in armonia con le immagini d’archivio. Il racconto accosta il passato e il presente, la storia e l’attualità attraverso il confronto tra personaggi e fatti con il malinconico fascino che erompe dall’abbandono dei luoghi e delle attrezzature. Un film che induce a riflettere sulla possibile valorizzazione di questo sito di archeologia industriale, in memoria del passato e verso interventi sostenibili, nel rispetto dell’isola e dei suoi abitanti”.

Marco Mensa ed Elisa Mereghetti ricevono il premio Storia e Memoria 2026 per il film “La cava bianca” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Tunnel” di Chih Hao Shen “Taiwan 2026, 15’). Produzione: H2 Films. Distruggiamo, elaboriamo il lutto, ricostruiamo, e poi distruggiamo di nuovo. La Storia non passa mai davvero: rimane in agguato, nascosta nell’ombra del futuro. “Per l’abile intreccio narrativo tra le accattivanti immagini in bianco e nero e la coinvolgente e a tratti inquietante colonna sonora che porta lo spettatore a interrogarsi sul proprio futuro partendo dal passato”.

PREMIO NUOVI SGUARDI. La giuria composta da Valeria Perrone, Matteo Crosina e Matteo Ranzi ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione del PREMIO NUOVI SGUARDI: da sinistra, Matteo Crosina e Valeria Perrone (che legge) (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “La giuria premia Il cuore rischiarato dal cielo di Szu-Teh Li per aver scelto la complessa vicenda umana di Yeh Sheng-Chih, documentata dai suoi diari e culminata nei tragici eventi del 1950, come emblema di una comunità profondamente segnata dalle divisioni sociali e dai conflitti dell’epoca. Attraverso figure stilizzate, fondi pittorici materici e un intreccio di fotografie, filmati e manoscritti, il film trascende la biografia individuale, trasformando la memoria storica in ricerca visiva e restituendo a una memoria taciuta un volto e una voce”.

PREMIO FULLDOME. La giuria composta da Chiara Simoncelli, Luca Ferrario e Andrea Cuoghi ha assegnato il premio 2026 al film “Soul Symphony – The Art of Alex Janvier / Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” di Bernard Duguay, Janvier Gallery (Canada 2026, 23’). Produzione: Janvier Gallery (Janvier Mural and Fine Arts Ltd.), Lucion Media. Un’esperienza immersiva che celebra l’universo creativo di Alex Janvier, pluripremiato maestro dell’arte indigena contemporanea e voce dei popoli originari del Canada.

Chiara Simoncelli proclama il vincitore del PREMIO FULLDOME 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Soul Symphony: The Art of Alex Janvier è un’opera immersiva di grande intensità artistica ed emotiva, che trasforma la cupola in uno spazio aperto, in cui arte, natura e memoria si incontrano e avvolgono lo spettatore. Le opere del pittore indigeno canadese Alex Janvier prendono vita in un’esperienza dove colori, forme astratte e paesaggi si fondono in un linguaggio poetico e universale, che richiama la bellezza e la profondità del cielo stellato. La voce dell’artista guida lo spettatore in una riflessione sulla creatività, sull’identità culturale e sulle ferite del colonialismo. L’originale dialogo tra immagini e suoni tradizionali esalta le potenzialità espressive del cinema fulldome, dando vita a un’esperienza coinvolgente”.

MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER. La giuria composta da Stefania Berutti, Marta Coccoluto, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra ha assegnato il premio 2026 al film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’). Produzione: MyMax Edutainment, Artline Films, Idéacom International. La costruzione della Linea C della metropolitana di Roma si trasforma in un viaggio archeologico che riporta alla luce straordinarie vestigia della città antica, intrecciando ingegneria, storia e ricerca.

Proclamazione della MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER: da sinistra, Antonio Falcone (che legge) ed Eleonora Tomasini (foto graziano tavan)
Massimo My, produttore del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” riceve la menzione speciale Archeoblogger (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Ritmo narrativo, scoperte, temi sociali e d’interesse pubblico, riflessioni sul senso dell’archeologia urbana e sulle sfide connesse: da Roma Sotterranea emergono il rilevo e la straordinarietà della realizzazione della linea Metro C della Capitale. Un progetto complesso sotto i profili tecnico, ingegneristico, logistico e soprattutto archeologico, che dimostra quanto l’archeologia preventiva sia strategica per la pianificazione urbanistica. Come giuria Archeoblogger ci auguriamo che il film da noi premiato non resti nel perimetro dei Festival, ma arrivi alla collettività, così da squarciare il velo di diffidenza che troppo spesso circonda il binomio archeologia-lavori pubblici”.

MENZIONE SPECIALE CINEMAMORE. La giuria composta da Chiara Sandonà per Religion Today Film Festival, Chiara Bruseghini per Trento Film Festival, Eleonora Zen per RAM film festival ha assegnato il premio 2026 al film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’). Produzione: RIFF VIDEO. Il film racconta oltre 30 anni di writing e street art a Bolzano, tra creatività, conflitti e trasformazioni urbane: dalle pratiche nate ai margini, alle tracce che oggi raccontano identità e memoria della città.

Eleonora Zen annuncia il vincitore della menzione speciale CINEMA.MOR.RE 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Film innovativo che, attraverso la storia del writing e della street art a Bolzano, riflette sul rapporto tra arte, spazio urbano e identità, in un territorio di confine dalla forte dimensione multiculturale. La corrente da manifestazione di dissenso è cresciuta fino a diventare linguaggio identitario, declinato nei suoi molteplici aspetti di street art, arredo urbano, opera d’arte. Particolarmente efficaci il montaggio e la tecnica narrativa, che alternando testimonianze, immagini d’archivio, passato e presente, colore e bianco e nero, restituiscono la complessità di un fenomeno in continua trasformazione”.

Claudia Beretta annuncia il vincitore del PREMIO RAM FILM FESTIVAL 2026 assegnato dal pubblico in sala (foto graziano tavan)

PREMIO RAM FILM FESTIVAL. Il pubblico in sala ha assegnato il premio 2026 al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’). L’ingegnere spagnolo Roque Joaquín de Alcubierre, pressoché dimenticato dalla Storia, riportò alla luce con determinazione Pompei ed Ercolano, dando il via all’archeologia moderna.

Rovereto (Tn). Dopo i film premiati dalle giurie tematiche, la quinta giornata del 37mo RAM film festival, ancora con un programma ricco, farà conoscere il film più gradito al pubblico. Ultimi 12 film al Teatro Zandonai chiuso dall’evento speciale: proiezione del documentario “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini, presente in sala

Teatro Zandonai gremito per la quarta serata del 37mo RAM film festival (foto graziano tavan)

Le premiazioni dei film segnalati dalle giurie delle sezioni tematiche (il film “Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran per il Cinema Archeologico; il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li per la Cultura Animata; il film “La cava bianca” di Marco Mensa ed Elisa Mereghetti per Storia e Memoria; il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi per Tradizioni e Culture; il film “Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” per Fulldome; il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” per la menzione speciale Archeoblogger; il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” per la menzione speciale CinemAMoRe) nella serata della quarta giornata non hanno chiuso il 37mo RAM film festival che ha ancora una quinta giornata con un ultimo ricco programma che porterà anche il titolo del film premiato dal pubblico. Al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. E alle 18, al Teatro Zandonai proiezione del documentario “Valentino Braitenberg”.

Frame del film “ArheoKuhinja. Za trpezom Kneza Velimira / Archeocucina: alla tavola del principe Velimir” di Milica Popović

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra cui 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 2 prime europee, 1 prima italiana. Dalle 10-13, il film “ArheoKuhinja. Za trpezom Kneza Velimira / Archeocucina: alla tavola del principe Velimir” di Milica Popović (Serbia 2026, 54’); il film “La Colonna” di Antonio Cofano (Italia 2025, 15’); il film “Pardos” di Ivana Bourquin (Argentina 2025, 2’); il film “Rubico Flumen – Il mistero del Rubicone” di Alessandro Bricchi (Italia 2025, 34’); il film “Lubanja C – svjetska paleoantropološka baština / Cranio C – patrimonio paleoantropologico mondiale” di Laura Sinovčić (Croazia 2025, 12’); il film “Fievre / Febbre” di Emmanuel Plasseraud (Francia 2026, 43’); il film “Tainos” di Eduardo Schuldt (Repubblica Dominicana/Perù 2025, 7’).

Frame del film “Mauro Cutrona – Immaginare la Preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi

Dalle 15 alle 18, il film “Mauro Cutrona – Immaginare la Preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi (Italia 2025, 19’); il film “Angkor: Hidden Jungle Empire / Angkor: l’impero nascosto della giungla” di Leif Kaldor (Canada 2026, 52’); il film “Ahşabın Cazibesi / Il fascino del legno” di Ersoy Soydan (Turchia 2026, 31’); il film “Avevo due paure” di Theo Putzu, Paolo Cagnacci (Italia 2026, 53’); il film “Strawman / Il fantoccio” di Jeet Kamal Das (India 2025, 12’).

EVENTO SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 18, il film “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini (Italia 2026): proiezione del documentario alla presenza del regista. Valentino Braitenberg (Bolzano, 1926 – Tubinga, 2011) è stato uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale. Voleva capire come funziona il cervello umano e come vengono elaborate le informazioni al suo interno. Nei suoi libri descrive il funzionamento dei neuroni nel cervello umano e li paragona a un computer. In occasione del centenario della sua nascita, il documentario presenta il suo percorso scientifico e biografico, che lo ha portato da Innsbruck a Roma, da New Haven (USA) a Napoli e Tubinga. Anche a Rovereto ha lasciato il segno: dal 1998 al 2001 ha diretto il Laboratorio di Scienze Cognitive dell’Università di Trento ed è stato nominato cittadino onorario della città. Familiari, compagni di viaggio ed ex studenti tracciano un ritratto sfaccettato di questo personaggio poliedrico, che ancora oggi affascina il mondo scientifico e le cui idee sono ancora attuali.

Roma. “I templi del Foro Boario nel tempo”: una giornata speciale per riscoprire il Foro Boario con il Tempio di Portuno e il Tempio Rotondo

Il Foro Boario a Roma con i templi di Portuno e di Ercole Olivario (foto ssabap-roma)

“I templi del Foro Boario nel tempo”: domenica 11 ottobre 2026, in piazza della Bocca della Verità a Roma, dalle 10.15 alle 17.30, un’occasione speciale per riscoprire uno dei luoghi più affascinanti della Roma antica: il Foro Boario. Affacciato sul Tevere, il Foro Boario fu per secoli un importante centro di scambi commerciali e di culto. Qui storia, archeologia e tradizione si intrecciano, raccontando la vita della città attraverso monumenti straordinari. Ingresso libero, senza prenotazione. Apertura al pubblico: ore 10.15 – 18. Ultimo accesso previsto alle 17.30. Durante la giornata sarà possibile ammirare da vicino due autentici gioielli dell’architettura romana:

Il Tempio di Portuno, dedicato al dio dei porti e legato all’antico porto fluviale sul Tevere. Edificato a partire dal II secolo a.C. su un terrapieno per la regolarizzazione degli argini del Tevere. L’edificio si presenta di ordine ionico, con quattro colonne in facciata e semicolonne in prosecuzione addossate all’esterno del muro della cella. Le colonne del pronao e quelle collocate agli angoli della cella sono in travertino, le altre in tufo dell’Aniene. L’edificio attuale, risalente al periodo compreso tra l’80 e il 70 a.C., sostituisce un più antico tempio databile tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C.

Il Tempio di Ercole Olivario, noto anche come Tempio Rotondo, uno dei più antichi edifici in marmo di Roma, testimonianza preziosa dell’incontro tra cultura greca e mondo romano. A lungo scambiato per un tempio di Vesta a causa della pianta circolare. In realtà fu commissionato dal mercante d’olio Marcus Octavius Herennus e dedicato a Hercules Olivarius, protettore della corporazione degli oleari. La statua di culto originale fu realizzata dall’artista greco Scopas il Giovane.

Grottarossa (Roma). apertura straordinaria dell’area archeologica con due imponenti mausolei funerari, una vasca monumentale e un tratto della Via Flaminia

“Grottarossa da scoprire”: domenica 11 ottobre 2026, per iniziativa della soprintendenza speciale di Roma apertura straordinaria dell’area archeologica dalle 9.30 alle 13.30. Lungo la Via Flaminia, all’altezza del VI miglio della linea ferroviaria Roma – Viterbo, si estende la piana di Grottarossa. Durante gli scavi archeologici condotti negli anni ’80 dalla Soprintendenza Speciale, sono emersi importanti complessi monumentali. Oggi è possibile ammirare: due imponenti mausolei funerari di diversa tipologia e cronologia; una monumentale vasca dell’epoca; un lungo tratto dell’antica Via Flaminia con il suo diverticolo originario. Punto di accesso: via della Stazione di Grottarossa (Roma), attraverso il cancello in fondo al parcheggio della fermata Grottarossa della linea ferroviaria Roma–Viterbo. Ingresso libero e gratuito.

Gambolò (Pv). Al museo Archeologico Lomellino presentazione del nuovo saggio del prof. Paolo Brusasco “Ninive. Mito e realtà”

Sabato 10 ottobre 2026, alle 17, al museo Archeologico Lomellino in piazza Castello a Gambolò (Pv) presentazione del nuovo saggio “Ninive. Mito e realtà” (La Nave di Teseo) del professor Paolo Brusasco in dialogo con Silvio Campus.

Copertina del “Ninive. Mito e realtà” di Paolo Brusasco

Ninive. Mito e realtà. La città di Ninive sfugge al tempo. È come un girone infernale e paradisiaco in cui vibrano le anime di ieri e di oggi, dei suoi scopritori, dei suoi re, delle sue regine, dei suoi distruttori e dei profeti biblici. Per Byron, gli Assiri piombano sul nemico “come il lupo sul gregge” e le loro coorti sono scintillanti di porpora e d’oro. I profeti la denigrano. Giona lancia invettive contro “quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra”; mentre per il profeta Naum, Ninive è prostituzione, colpa e castigo. Nelle testimonianze dei Greci la città e sovrani come Sardanapalo appaiono empi e lascivi, in preda a vizio e perdizione. Ma Ninive, capitale d’Assiria, fu soltanto una città sanguinaria votata alla guerra e alla barbarie, spietata dominatrice di popoli come narrato dalla Bibbia e dai classici? Partendo dall’avvincente narrazione della sua scoperta a metà Ottocento, “Ninive. Mito e realtà” mette in evidenza come dagli annali dei sovrani assiri, così come dai meravigliosi rilievi istoriati che decoravano le loro splendide regge, si delinei una città fulcro di cultura e un centro religioso dedicato alla leggendaria dea Ištar. Ninive è fonte di scienza, di sapere astronomico-astrologico, di pratiche divinatorie e miti primigeni quali L’Epopea di Gilgamesh e il Diluvio universale, ripresi nella tradizione biblica. Paolo Brusasco racconta l’affascinante storia della più grande città del suo tempo che, da villaggio neolitico sulle sponde del Tigri nel nord dell’attuale Iraq, si trasformò con Sennacherib nella capitale del primo impero universale, per diventare con Assurbanipal e la sua celebre biblioteca il faro culturale del mondo antico.

L’archeologo Paolo Brusasco (UniGe)

Paolo Brusasco è docente di Archeologia e storia dell’arte dell’Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi all’Università di Genova. Già PhD e Research Fellow dell’Università di Cambridge (UK), ha effettuato scavi archeologici nel Mediterraneo, in Siria e Iraq, e attualmente dirige la Missione Assiria dell’Università di Genova (MAUGE) nel Kurdistan iracheno. È stato inoltre intervistato dal “New York Times” sulla tutela dell’Iraq Museum di Baghdad. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e monografie tra cui La Mesopotamia prima dell’Islam (2008), Babilonia. All’origine del mito (2012) e Tesori rubati (2013). Per La Nave di Teseo ha pubblicato Dentro la devastazione (2018) che ha ricevuto il premio Montale Fuori di Casa 2018.

Firenze. Apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale con visita guidata “Dei, devoti e sacerdoti. Il mondo degli Etruschi nelle collezioni del MAF” a cura di Barbara Arbeid per il ciclo “Scopriamo le collezioni del MAF”

Sabato 10 ottobre 2026, in concomitanza con l’apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso 17.15), nuovo appuntamento del ciclo “Scopriamo le collezioni del MAF”: alle 14.30 e alle 16, visita guidata “Dei, devoti e sacerdoti. Il mondo degli Etruschi nelle collezioni del MAF” con la curatrice della sezione etrusca Barbara Arbeid. La centralità delle pratiche religiose nella vita e nella mentalità degli Etruschi era nel mondo antico un vero e proprio luogo comune, a noi giunto attraverso le fonti, come il noto passo dello storico Livio (V, 1, 6), che li definisce “un popolo dedito alle pratiche religiose più di qualsiasi altro”. Gli Etruschi si distinguevano, agli occhi dei loro contemporanei, per l’attenzione dedicata all’esecuzione dei rituali e la profonda conoscenza delle liturgie: la visita si snoderà fra le tracce di un mondo complesso e sfaccettato, ricco di gesti, parole, profumi e musica, che ancora riecheggia nelle opere del nostro Museo. Visita compresa nel costo del biglietto di ingresso al museo. Info: man-fi@cultura.gov.it

Concordia (Ve). Il museo nazionale Concordiese promuove “Concordia Sagittaria patrimonio aperto”, due appuntamenti speciali per scoprire il patrimonio archeologico concordiese. Ecco il programma

“Concordia Sagittaria patrimonio aperto”: sabato 10 ottobre 2026 due appuntamenti speciali promossi dal museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve) per scoprire il patrimonio archeologico di Concordia Sagittaria (Ve), tra luoghi normalmente non accessibili, reperti, ricerca e progetti di valorizzazione. Un’occasione per entrare nei luoghi della tutela, della ricerca e della memoria e conoscere più da vicino il patrimonio culturale di Concordia Sagittaria.

MAGAZZINI APERTI dalle 13.30 alle 17.30. Apertura straordinaria dei depositi di via Cavanella 23, con presentazione di reperti e contesti archeologici del territorio. Visite alle 13.45, 15 e 16.15, su prenotazione: https://www.eventbrite.it/…/concordia-sagittaria…. Massimo 25 persone per turno.

IL FUTURO DI VILLA SORANZO dalle 19 alle 23. Apertura serale dell’area archeologica di Concordia Sagittaria. Alle 20.30, presentazione dei restauri e della futura valorizzazione del complesso di Villa Soranzo. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria: https://www.eventbrite.it/…/il-futuro-di-villa-soranzo…