Potenza. Al museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” l’incontro “Il mondo femminile nei culti lucani. Il Santuario di Caporre a Ferrandina” con Grazia Creanza dell’università della Basilicata
Cosa ci raccontano le antiche divinità e i riti che animavano il Santuario di Caporre a Ferrandina? Lo scopriremo venerdì 20 marzo 2026, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza, nell’incontro “Il mondo femminile nei culti lucani. Il Santuario di Caporre a Ferrandina” con Grazia Creanza dell’università della Basilicata, presentato da Sabrina Mutino, per il ciclo “Sulle tracce del sacrp. Il mondo femminile nell’antica Lucania”. Creanza propone un viaggio nel tempo per scoprire la centralità della donna e del sacro nei culti lucani, tra archeologia e mito. Ingresso libero.
Ragusa. Al Centro Studi “Feliciano Rossitto” presentazione del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni (L’Erma di Bretschneider)
Venerdì 20 marzo 2026, alle 18, al Centro Studi “Feliciano Rossitto” in via Majorana 5 a Ragusa, in ricordo di Sebastiano Tusa a sette anni dalla scomparsa, presentazione del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni a cura della Fondazione Sebastiano Tusa. Fotografie di Luigi Nifosì. Un viaggio affascinante nella storia della Sicilia, raccontata dall’alto: paesaggi, siti archeologici e tracce del passato che prendono forma in una narrazione visiva potente e immersiva. Dopo i saluti di M. Buggea, A. Catrinoiu, A. Lo Cascio, S. Distefano, E. Piazzese; introduce Giorgio Chessari, presidente del Centro Studi “Feliciano Rossitto”; interviene Valeria Li Vigni; presenta il libro Giovanni Di Stefano.

Copertina del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni a cura della Fondazione Sebastiano Tusa
Sicilia archeologica vista dal cielo (L’Erma di Bretschneider). Questa guida ci invita a scoprire La Sicilia archeologica vista dal cielo, così come l’ha immaginata Sebastiano Tusa, che aveva ideato il progetto di una narrazione della storia della Sicilia attraverso le immagini aeree, un’idea lungimirante finalizzata alla divulgazione del Patrimonio culturale della Sicilia. La Guida Vuole essere un itinerario che porta il lettore alla scoperta dei siti più noti, ma soprattutto di quelli poco conosciuti, nell’ottica di ampliare sempre più le tessere del mosaico che compongono il grande patrimonio culturale della nostra Sicilia dalla preistoria al periodo romano. Sicilia archeologica vista dal cielo è ricca di immagini aeree, che testimoniano attraverso la visione ‘dal cielo’ l’unicità del nostro territorio offrendoci una visione insolita e inedita. Vuole essere, soprattutto, un suggestivo libro da guardare, da leggere, ma anche da scoprire: nulla c’è di scontato né nel testo né nelle immagini, piuttosto conduce il lettore alla scoperta della Sicilia. Leggere le fasi storiche e le conquiste che si sono succedute, in un itinerario storico geografico ben ci spiega il naturale avvicendarsi di popoli e culture che l’hanno forgiata con caratteri peculiari, delineando una geografia etnopolitica e, una storia dell’ambiente e dei paesaggi creati dall’uomo che hanno dato vita all’attuale panorama dove ormai è difficile distinguere il lavoro della natura dalle trasformazioni umane. La Guida oggi vede la luce grazie al fondamentale sostegno del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno che ha creduto nel progetto della Fondazione Sebastiano Tusa.
Selinunte (Tp). Al parco archeologico Open day per raccontare le nuove scoperte sulla cinta fortificata settentrionale
Selinunte riapre una porta rimasta per secoli sotto terra: venerdì 20 marzo 2026 un Open Day per raccontare le nuove scoperte sulla cinta fortificata settentrionale. A un anno dall’eccezionale scoperta che riscritto i confini della città greca con lo scavo della porta Nord di accesso alla polis e l’individuazione delle mura della città arcaica prima della distruzione dei Cartaginesi (vedi Selinunte (Tp). Eccezionale scoperta che riscrive i confini della città greca e conferma le intuizioni dell’archeologo Mertens: torna alla luce la porta Nord di accesso alla polis, individuate anche le mura della città arcaica prima della distruzione dei Cartaginesi. L’obiettivo è rendere l’area accessibile al pubblico. Introdotti una nuova segnaletica e un logo ispirato alla foglia di selinon, simbolo dell’antica Selinunte | archeologiavocidalpassato), la ricerca archeologica a Selinunte (Castelvetrano, Tp) continua a restituire dati capaci di cambiare il racconto della città antica. Sulla collina di Galera-Bagliazzo è in corso una nuova campagna di scavo promossa dal parco archeologico di Selinunte, che sta riportando alla luce ulteriori tratti della cinta muraria settentrionale e della monumentale Porta Nord. Le indagini offrono nuovi elementi per comprendere il ruolo strategico di questo settore urbano e la sua relazione con le vicende dell’assedio cartaginese del 409 a.C.

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
Per presentare al pubblico i primi risultati della campagna, il Parco organizza venerdì 20 marzo 2026, dalle 15 alle 17, un Open Day a ingresso gratuito nell’area di scavo. Sarà un momento di incontro diretto con il lavoro degli archeologi, con la possibilità di osservare il contesto, i reperti e le nuove letture che stanno emergendo da questa fase di ricerca. Lo scavo, avviato il 23 febbraio 2026, è condotto sotto la direzione scientifica del prof. Carlo Zoppi dell’università del Piemonte Orientale, con il coordinamento tecnico-scientifico di ArcheOfficina, guidata da Marco Correra. Alla campagna partecipano anche studenti dell’università di Palermo, impegnati nelle attività di scavo e documentazione, in una significativa esperienza di formazione sul campo sostenuta dal Rotary Club Castelvetrano. Per raggiungere l’area di scavo sarà disponibile il servizio di trasferimento ecologico dalle 14.45 alle 17.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Oltre il visibile. Il blu egizio e altre storie della pittura etrusca” con Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola: terzo incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”
Venerdì 20 marzo 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Oltre il visibile. Il blu egizio e altre storie della pittura etrusca” con Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola, terzo appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 20 marzo 2026 Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola condurranno i partecipanti alla scoperta della pittura etrusca, andando oltre quello che i nostri occhi ci restituiscono. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it.
Con il progressivo degrado delle pitture etrusche, anche la nostra capacità di leggerle e interpretarle si riduce drasticamente. Negli ultimi anni, però, le indagini ottiche non invasive hanno permesso di recuperare dettagli che sembravano perduti, restituendo leggibilità a elementi ormai invisibili a occhio nudo. I risultati più significativi segnano tappe fondamentali di questo percorso: dall’imaging multispettrale sulle tombe dei Demoni Azzurri e di Thesanthei alla mappatura del blu egizio nello studio di altre celebri tombe dipinte di Tarquinia.
Gloria Adinolfi è archeologa e ricercatrice indipendente, opera da anni nel settore dei beni culturali all’interno di Pegaso s.r.l. Ha approfondito temi legati alla pittura etrusca e all’imaging multispettrale per il recupero delle iconografie, sia nell’ambito del progetto M.A.P. sia attraverso un dottorato di ricerca dedicato. Ha partecipato allo scavo di diverse tombe dipinte di Tarquinia. Collabora a progetti interdisciplinari, integrando l’indagine storica e archeologica con metodologie di analisi archeometriche di tipo ottico.
Rodolfo Carmagnola è archeologo e ricercatore indipendente, opera da anni nel settore dei beni culturali all’interno di Pegaso s.r.l. Specializzato in etruscologia e antichità italiche, ha condotto scavi archeologici in diverse tombe dipinte tarquiniesi. Coordinatore del progetto M.A.P., è impegnato in ricerche interdisciplinari dedicate allo sviluppo di protocolli analitici per l’indagine sul paesaggio storico e per lo studio multidisciplinare delle testimonianze pittoriche etrusche.
Policoro (Mt). Al museo Archeologico nazionale della Siritide presentazione del libro “Gli altri. Le popolazioni non greche” di Fabrizio Mollo
Venerdì 20 marzo 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale della Siritide a Policoro (Mt) un pomeriggio dedicato agli Enotri con la presentazione del libro “Gli altri. Le popolazioni non greche” di Fabrizio Mollo. L’autore dialogherà con le archeologhe Annarita Doronzio e Ada Preite in un viaggio nella storia tra Greci e popolazioni indigene, modera Carmelo Colelli, direttore del museo della Siritide. Il libro affronta il complesso sistema di relazioni tra Greci e popolazioni indigene e italiche nella Calabria antica, mettendo al centro gli “Altri”: comunità spesso marginalizzate dalla narrazione storica tradizionale. Attraverso fonti letterarie, origini mitiche e documentazione archeologica, il volume ricostruisce un quadro articolato che va dalla colonizzazione greca alla crisi delle poleis, dalla fine di Sibari all’arrivo di Lucani e Brettii, fino alla guerra annibalica e all’affermazione di Roma. Ingresso gratuito.
Venezia. Al Circolo Unificato dell’Esercito proiezione del film “Giordania Biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani
Venerdì 20 marzo 2026, alle 17.30, al Circolo Unificato dell’Esercito di Venezia, Caserma “A. Cornoldi”, in Riva degli Schiavoni 4041 a Venezia, proiezione del film “Giordania Biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani (Italia 2024, 52’). Ingresso su prenotazione a mezzo email eventicueve@comternord.esercito.difesa.it. Nel cuore del Medio Oriente una terra, celebrata dalle scritture, propone scenari di straordinaria suggestione. Si tratta della Giordania scrigno di tesori, di antiche città e magici deserti. Immagini spesso inedite entrano così in dialogo con testimonianze che giungono da secoli trascorsi. Tra le terre degli Ammoniti, di Edom e Perea, nelle città dei Nabatei si respira il fascino del luogo dove ha avuto origine una nuova storia: la storia della salvezza.
Il film, realizzato in collaborazione con il ministero per la Cultura giordana, il Jordan Tourist Board, e il Catholic Center for Studies and Media di Amman, propone una “documentazione dei molti luoghi biblici che rappresentano in Giordania un enorme museo archeologico a cielo aperto”, come ha scritto Sélim Sayegh, già Vicario generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme, autore di una “Guida del Pellegrino”, che ha aiutato il regista a costruire, in un contesto ambientale, fatto di presenze archeologiche e bellezze paesaggistiche, una sorta di diario per immagini sulle orme di Abramo, Mosè, Elia, Giovanni Battista e Gesù di Nazareth.
Trento. Alla Casa della SAT l’incontro “La riscoperta del Bagno di San Martino a Trento”: l’archeologa Cristina Bassi e lo storico Marco Gramola presentano i risultati delle indagini condotte con metodo archeologico sui resti del bagno pubblico
“La riscoperta del Bagno di San Martino a Trento”: giovedì 19 marzo 2026, alle 20.30, nello Spazio Alpino alla Casa della SAT, in via Manci 57 a Trento, Cristina Bassi, archeologa della soprintendenza per i Beni culturali, e Marco Gramola, studioso della Grande Guerra e componente della Commissione Storico Culturale della SAT, presentano gli esiti della campagna di indagini condotte con metodo archeologico sui resti del bagno pubblico, dotato di una grande piscina, noto come “Bagno di San Martino”, in piazza Centa a Trento. . Realizzata negli ultimi decenni del XIX secolo, la struttura venne chiusa nel 1915. La serata è proposta nell’ambito del programma di attività culturali della SUSAT, la Sezione Universitaria della SAT, in collaborazione con la commissione Storico Culturale e la Biblioteca della SAT. L’ingresso è libero.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTa” che intreccia moda, arte antica e rappresentazioni del mondo femminile
Dal 19 marzo 2026 (vernice alle 18) e fino al 12 luglio 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTa”, realizzata grazie alla collaborazione tra il MArTA, la Fondazione Roberto Capucci e Civita Sicilia. Un percorso espositivo originale che mette in relazione il genio di Roberto Capucci con il patrimonio del museo Archeologico nazionale di Taranto, intrecciando moda, arte antica e rappresentazioni del mondo femminile. Bozzetti creativi e venti abiti di alta sartoria, vere e proprie sculture tessili che hanno segnato la storia della moda italiana nel mondo, entrano in dialogo con mosaici, ori, sculture e pitture vascolari, all’interno del percorso permanente e negli spazi dedicati alle mostre temporanee. Un confronto suggestivo tra forme, materia e ispirazioni, che restituisce tutta la forza di una visione artistica capace di attraversare il tempo.
Roma. A Palazzo Patrizi Clementi (Sabap met-Roma) la conferenza “Stalking e femminicidio nell’antica Roma, da Rea Silvia a Ipazia” con Giuseppina Ghini, ispettore onorario della Soprintendenza
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, istituita dalle Nazioni Unite l’8 marzo 1977, per dare risalto all’importanza della lotta per i diritti femminili e per l’emancipazione delle donne, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti organizza giovedì 19 marzo 2026, alle 17, a Palazzo Patrizi Clementi in via Cavalletti 2 a Roma, la conferenza “Stalking e femminicidio nell’antica Roma, da Rea Silvia a Ipazia”, quindi dalla fondazione al periodo tardoantico, con Giuseppina Ghini, ispettore onorario della Soprintendenza, che svilupperà il tema con il supporto di un’ampia documentazione storico-artistica che nel corso dei secoli ha ruotato intorno all’argomento. Con questa iniziativa si vuole porre l’attenzione su una tematica così delicata analizzando la condizione della donna in una società patriarcale come quella romana, che la relegava alle attività domestiche e alla procreazione. Il percorso narrativo avrà inizio dal principio stesso della storia di Roma, da Rea Silvia, madre dei gemelli Romolo e Remo, vittima di più uomini. Il racconto si concluderà con la vicenda di Ipazia protagonista di un mondo romano ormai diviso e prossimo alla caduta. Ingresso libero, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti. Per informazioni: sabap-met-rm.comunicazione@cultura.gov.it
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Conoscere per proteggere: l’archeologia preventiva nel territorio altinate” con Cecilia Rossi (Sabap Ve) apre gli incontri di primavera del ciclo “Novità. Doc?”, conferenze divulgative dedicate alle ricerche archeologiche in corso ad Altino
Con l’incontro di giovedì 19 marzo 2026, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) iniziano gli incontri di primavera 2026 “Novità. Doc?”, il ciclo di conferenze divulgative dedicate alle ricerche archeologiche in corso ad Altino. In questa stagione, gli incontri saranno dedicati ai temi della tutela e delle metodologie di ricerca: sono numerosi i professionisti che si dedicano alla salvaguardia e allo studio del ricco patrimonio archeologico altinate. Le loro attività sul campo e l’analisi dei dati così raccolti permettono di aggiungere nuovi tasselli utili per ricostruire e capire la storia e le trasformazioni della città di Altino e del suo territorio. Li abbiamo invitati a parlarne al Parco. Le conferenze si svolgeranno nel deposito Sala colonne e saranno anche un’occasione per conoscere le metodologie e gli strumenti impiegati ogni giorno dagli addetti ai lavori.
Si inizia giovedì 19 marzo 2026, alle 15.30, la conferenza “Conoscere per proteggere: l’archeologia preventiva nel territorio altinate” con Cecilia Rossi, funzionario soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia, che illustrerà le potenzialità e l’importanza dell’archeologia preventiva come strumento per tutelare e ampliare le nostre conoscenze del territorio altinate. L’evento è su prenotazione (info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443); è gratuito per gli abbonati e incluso nel biglietto d’ingresso per gli altri.
Il ciclo continua giovedì 16 aprile 2026, alle 15.30, “Tracciare la storia. Geomatica in archeologia” con Alessandro Pellegrini (topografo libero professionista); e giovedì 21 maggio 2026, alle 15.30, “Leggere la terra. Pillole di stratigrafia dall’area archeologica del Decumano” con Gaspare De Angeli (archeologo libero professionista).












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