Adrikà inizia dal mare: parte da Porto Viro (Ro) la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po: conferenza di Giovanna Gambacurta (UniVe) dedicata all’eroe greco Eracle, documentario sul Rubicone e reading teatrale di Antonino Varvarà su Eracle nel teatro

Adrikà, ci siamo. La rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po inizia dal mare: mercoledì 9 settembre 2026, Porto Viro (Ro) ospita l’anteprima della seconda edizione di Adrikà dando ufficialmente il via a cinque giorni dedicati al dialogo tra cinema, archeologia e divulgazione scientifica. Ad accompagnare la kermesse un Tritone con due code: una in bronzo antico, consumata dalla salsedine; l’altra in pellicola cinematografica. L’immagine di Adrikà 2026 nasce da un reperto reale del museo Archeologico nazionale di Adria. L’Agenzia Vassalli Associati, che cura la comunicazione visiva del festival, ha scelto di non nascondere il segno del tempo sul reperto, ma di trasformarlo: la coda deteriorata è diventata una bobina di film. Un oggetto impossibile, che non è mai esistito. Ma che a prima vista potrebbe sembrare autentico. È lì, in quello spazio sospeso tra antico e contemporaneo, che vive Adrikà. Come il Delta del Po: né terra né mare, ma qualcosa di unico nell’incontro tra entrambi. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Archeovisiva, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.
ADRIKÀ INIZIA DAL MARE. Appuntamento dunque il 9 settembre 2026, alle 20.30, in Sala Eracle a Porto Viro (Ro): presenta il direttore artistico Lorenzo Daniele, alla presenza della direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, della presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, del sindaco di Porto Viro Mario Mantovan e dell’assessora alla Cultura Marialaura Tessarin, che porteranno il saluto delle istituzioni. Alle 21, si entra nel vivo della serata con il primo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato a “Eracle… un eroe viaggiatore”. La docente di Civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia dell’università Ca’ Foscari di Venezia Giovanna Gambacurta accompagnerà il pubblico alla scoperta della figura dell’eroe greco e del suo significato nella cultura del Mediterraneo antico. Alle 21.30 sarà invece il cinema a diventare protagonista con la proiezione del documentario “Rubico Flumen. Il mistero del Rubicone”, diretto da Alessandro Bricchi, un viaggio tra storia, archeologia e ricerca dedicato a uno dei luoghi più emblematici della storia romana, il cui esatto percorso continua ancora oggi ad alimentare il dibattito tra studiosi. La serata si concluderà con un momento originale che unirà teatro e archeologia: il reading “Eracle nel Teatro: uomo o semidio?”, interpretato da Antonino Varvarà, offrirà una rilettura scenica del mito, dimostrando come i grandi personaggi dell’antichità continuino ancora oggi a parlare al pubblico contemporaneo.
Un libro al giorno. “Democrazia o no? Vita politica nell’antica Atene” di Alessandra Coppola sulla forma di governo ancor oggi più apprezzata, la democrazia, nata ad Atene circa 2500 anni fa

È uscito per i tipi di Le Monnier Università il libro “Democrazia o no? Vita politica nell’antica Atene” di Alessandra Coppola. La forma di governo ancor oggi più apprezzata, la democrazia, nacque ad Atene circa 2500 anni fa. Il suo fu uno sviluppo graduale, nel quale la creazione di cariche pubbliche e spazi politici comuni si affiancò sempre alla riflessione sul significato generale e sugli scopi di questo sistema di governo. I suoi valori base, a cominciare da quelli dell’uguaglianza e della partecipazione collettiva, divennero oggetto di convinti elogi ma anche di feroci critiche, di adattamenti e ripensamenti. “Democrazia” venne a indicare uno stile di vita, una forma di comportamento pubblico e privato i cui pregi ed eccessi offrivano ampia materia di dibattito. Non solo le speculazioni dei filosofi, ma anche le battute dei comici, lo stile retorico dei politici, i simboli e i valori condivisi alimentavano l’analisi e l’immagine pubblica del “governo del popolo”.
Un libro al giorno. “Medioevo che crea. Innovare, inventare, sperimentare nell’Italia dei secoli X-XIV” a cura di Franco Franceschi, Paolo Nanni e Gabriella Piccinni

È uscito per i tipi di Laterza editori il libro “Medioevo che crea. Innovare inventare sperimentare nell’Italia dei secoli X-XIV” a cura di Franco Franceschi, Paolo Nanni e Gabriella Piccinni. Il Medioevo fu un periodo primitivo, pericoloso e soprattutto arretrato? Oppure una delle sue caratteristiche fu proprio quella di saper ripensare i modelli che provenivano dal passato? È il caso, per esempio, delle città e delle campagne italiane: fra X e XIV secolo, in una fase di intensa crescita in ogni ambito, gran parte delle strutture cittadine e dell’organizzazione del paesaggio venne decisamente riplasmata. Se poi volgiamo lo sguardo al mondo economico, scopriamo che molti degli strumenti finanziari che adoperiamo quotidianamente furono immaginati allora, assieme alle forme di organizzazione del lavoro e aziendale che ci sono familiari. Lo stesso possiamo dire di alcuni fenomeni culturali: da una certa idea della figura femminile al ruolo dell’arte come strumento educativo, di cui fatichiamo a vedere e a valutare la storicità. Il Medioevo dei secoli qui considerati, dunque, fu soprattutto un’età creativa, caratterizzata da innovazioni, sperimentazioni e invenzioni a tutto campo e questo libro ne restituisce un’immagine per molti aspetti diversa e sorprendente. Lo fa grazie all’apporto dei maggiori esponenti della medievistica italiana e internazionale, in un’opera di grande impatto e originalità.
Firenze. In occasione della Festa della Rificolona apertura serale straordinaria del museo Archeologico nazionale con laboratori, visite guidate e finissage della mostra “ECA SREN TVA”

Lunedì 7 settembre 2026, in occasione della Festa della Rificolona il museo Archeologico nazionale di Firenze (ingresso via della Colonna 38) apre le sue porte straordinariamente dalle 18 alle 22, con laboratori per bambini e visite guidate per grandi e piccini, compresi nel costo del biglietto di ingresso. Ultimo ingresso ore 21.15.
Ore 18.30, VISITA GUIDATA E LABORATORIO DIDATTICO. La “Festa delle Lampade della Dea Neith” nell’Antico Egitto e il mito della rinascita di Osiride. Una visita guidata per grandi e piccini alla scoperta delle opere meno note della Sezione Egizia, attraverso la storia del culto e del mito della rinascita di Osiride, simbolo della vita che non ha mai fine. A seguire laboratorio didattico a tema per bambini dai 6 agli 11 anni. Attività della durata di circa 1 ora e 15 min, a cura dei Servizi Educativi del Museo; prenotazione obbligatoria scrivendo a man-fi.didattica@cultura.gov.it
Dalle 18.30, VISITE GUIDATE “La famiglia de’Medici, il Palazzo della Crocetta e la sezione dei bronzi delle antiche collezioni”. Le visite saranno svolte dalla curatrice della Sezione Etrusca, Claudia Noferi, e partiranno ogni 30 minuti dalla Sala della Chimera al primo piano del museo.
Dalle 19, FINISSAGE DELLA MOSTRA “ECA SREN TVA” con Luchadora. Alcune delle opere della collezione del museo Archeologico nazionale di Firenze viste attraverso gli occhi di una delle grafiche e illustratici più interessanti del panorama fiorentino Luchadora, alias Alessandra Marianelli, che sarà presente per le ultime visite guidate, accompagnata dalla funzionaria Giulia Basilissi, co-curatrice della mostra.
A settembre l’archeologia torna protagonista in Polesine (Ro). Al via tre missioni archeologiche (Villamarzana, Frattesina e San Basilio) e la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po. Ecco il programma

Polesine, l’archeologia torna protagonista a settembre 2026: archeologia come ricerca, scavo, divulgazione; ma anche come comunicazione dell’Antico attraverso incontri e film. Al via infatti tre missioni archeologiche, una dell’università di Padova, una dell’università Ca’ Foscari di Venezia e una di Sapienza università Roma. Ed è al via la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po.

VILLAMARZANA (Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 2 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo al sito protostorico di Villamarzana diretta dal prof. Michele Cupitò del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. E sono già state fissate le giornate SCAVI APERTI: saranno il 17 e 24 settembre 2026. Lo scavo rientra nel progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Villamarzana

FRATTTESINA (Fratta Polesine, Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 9 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel villaggio protostorico di Frattesina diretta dal prof. Andrea Cardarelli del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma e co-diretto da Paolo Bellintani, presidente del Cpssae di Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Medio Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, e finanziato dalla fondazione Cariparo in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine. In programma, oltre alle giornate SCAVI APERTI, per fine settembre una giornata di presentazione al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dei nuovi video sul villaggio protostorico di Frattesina.

SAN BASIILIO (Ariano nel Polesine, Ro, basso Polesine). Dal 7 settembre al 3 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel sito etrusco-preromano di San Basilio diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia, in convenzione con la soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In programma gli Incontri di Archeologia e le giornate SCAVI APERTI.

ADRIA-LOREO-PORTOVIRO (Ro, basso Polesine). Tra Adria, Loreo e Porto Viro seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” diretto da Emanuela Finesso e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro. (vedi Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti | archeologiavocidalpassato). Un tema: l’acqua; e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro).
Un libro al giorno. “Il paesaggio urbano tra la Via Appia e la Via Latina. Catasti, persone, antichità tra XII e XVIII secolo” di Daniele Manacorda che propone una storia del paesaggio del quadrante meridionale di Roma compreso dentro le sue mura tra il XII e il XVIII secolo

È uscito per i tipi di Edipuglia il libro “Il paesaggio urbano tra la Via Appia e la Via Latina. Catasti, persone, antichità tra XII e XVIII secolo” di Daniele Manacorda, 67mo volume della collana Bibliotheca Archaeologica. Il libro propone una storia del paesaggio del quadrante meridionale di Roma compreso dentro le sue mura tra il XII e il XVIII secolo. Lo scorrere del tempo fra età medievale e moderna e l’immanenza dell’antico in un settore urbano caratterizzato da vigne e orti segnano la falsariga di una ricerca, che ha l’ambizione di contribuire alla ricostruzione di un paesaggio perduto, delle società umane che lo hanno usato e modificato, dei regimi di proprietà e possesso dei suoli, delle diverse motivazioni della loro frequentazione, da quella duratura delle comunità religiose e dei lavoratori dei campi a quella effimera dei pellegrini e viandanti a quella erudita degli antiquari. Il ritmo circolare delle attività agricole si è intrecciato nei secoli a quello delle pratiche devozionali, allo sviluppo e trasformazione delle architetture religiose e civili, e anche ai sussulti della ‘grande storia’, che ha lasciato sul terreno qualche traccia ora più monumentale ora appena superficiale. In assenza di informazioni sistematiche, la ricerca d’archivio ha tentato la ricostruzione cartografica dei catasti perduti, cercando di dare un nome, una casa, una professione agli abitanti di contrade sprofondate per secoli in un abbandono talora reale e talora apparente, e di collocarli entro confini più sicuri o comunque meno labili. La ricostruzione dei catasti delle vigne e della sequenza dei loro possessori nel corso dei secoli ha permesso di localizzare più precisamente i numerosi ritrovamenti di antichità, succedutisi con ritmo crescente dal XV secolo in poi, portando con sé virtuosamente una ricostruzione di numerosi contesti necropolari dispersi nei musei e nelle collezioni di tutta Europa e non solo. La vita ha dato in sorte all’autore l’opportunità di trascorrere un’infanzia felice in un angolo appartato di questo settore di Roma. La sua condizione di “testimone oculare” di un frammento terminale di quella storia perduta non aggiunge nulla al racconto, ma lo ha semplicemente reso possibile fornendo le energie psichiche e mentali per poterlo portare a termine.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Museo MArTa: i tesori della Magna Grecia e la tomba dell’atleta”, approfondimento dedicato alla grande storia del territorio con una visita guidata d’eccezione

Domenica 6 settembre 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Taranto, “Museo MArTa: i tesori della Magna Grecia e la tomba dell’atleta”, approfondimento dedicato alla grande storia del territorio con una visita guidata d’eccezione. ll MArTa custodisce l’anima di Taranto capitale della Magna Grecia. Accompagnati dall’esperta guida abilitata Serena Ioudioux, andremo oltre le teche per calarci nella storia e nel contesto sociale di reperti unici al mondo. I punti salienti del percorso: La Tomba dell’Atleta, simbolo identitario dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto. Scopriremo le spoglie e il corredo del vincitore panatenaico del V secolo a.C., un viaggio tra mito sportivo, dieta ed etica olimpica dell’antica Grecia. Gli Ori di Taranto, capolavori d’oreficeria immortali, tra cui il raffinato orecchino a navicella e le corone in foglia d’oro. Bronzi e Ceramiche, icone di perizia tecnica come lo schiaccianoci in bronzo (IV sec. a.C.) e i vasi apuli a figure rosse. La Taranto Romana, le sculture marmoree e i grandi mosaici pavimentali dell’età imperiale. Sarà un’analisi tecnica e storica, volta a restituire il giusto valore a un patrimonio che rappresenta le nostre radici più profonde. Per garantire una fruizione ottimale delle sale e la qualità dell’ascolto, i posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria. Vi invitiamo a confermare la vostra adesione il prima possibile, i posti sono limitati e la prenotazione è obbligatori con messaggio WhatsApp al 349 4412840,
Pisa. #domenicalmuseo al museo delle Navi con lo spettacolo di danza “Storie di mare, miseria e fere”, liberamente ispirato a Horcynus Orca

Domenica 6 settembre 2026 torna la prima domenica del mese a ingresso gratuito, Il museo delle Navi a Pisa è aperto gratuitamente dalle 14 alle 19.30. Alle 17, appuntamento da non perdere con lo spettacolo di danza “Storie di mare, miseria e fere”, liberamente ispirato a Horcynus Orca, capolavoro letterario di Stefano D’Arrigo. Il termine “fere” è l’appellativo con cui i protagonisti (i pescatori/pellisquadri) definiscono i delfini, colpevoli di devastare pesci e reti nell’Italia affamata del primo dopoguerra. Ingresso libero, fino a esaurimento posti. L’evento fa parte della rassegna https://www.musicaedanza.it/



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