Comacchio (Fe). Week end con “FUORI E DENTRO L’ARCHEOLOGIA”: visite guidate alla Stazione Foce e al museo Delta Antico

Primo week end di maggio 2026 a Comacchio (Fe) con “FUORI E DENTRO L’ARCHEOLOGIA”, visite guidate ad aggregazione libera organizzate dal museo Delta Antico di Comacchio: ogni 1° sabato del mese presso la sezione Open Air del museo Delta; ogni 1^ domenica del mese presso il museo Delta Antico. Quindi sabato 2 maggio 2026, alle 16.30, visita guidata della Sezione Open Air di Stazione Foce – Valli di Comacchio. E domenica 3 maggio 2026, alle 11.30, visita guidata del museo Delta Antico, in via Agatopisto 2 a Comacchio. Evento a pagamento, su prenotazione.

Santadi (Sulcis Iglesiente). Al museo civico Archeologico aperta la mostra “Segni del Sacro. Offerte votive nei santuari nuragici”

Sabato 2 maggio 2026, al museo civico Archeologico di Santadi (Sulcis Iglesiente), aperta la mostra “Segni del Sacro. Offerte votive nei santuari nuragici” organizzata dal museo civico Archeologico di Santadi e dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Cagliari, in collaborazione col Comune di Santadi. La mostra, di respiro regionale, è dedicata alla religiosità nuragica e propone alcuni tra i più significativi contesti cultuali della Sardegna nuragica, con l’esposizione di reperti archeologici, tra cui materiale inedito, provenienti da ripostigli e stipi votive dei santuari dell’isola. Approfondisce il forte legame della comunità nuragica col sacro, guidando il visitatore alla scoperta del significato del dono: non solo come atto di devozione, ma anche come forma di comunicazione simbolica, espressione di identità e indicatore di 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑢𝑠 sociale. La mostra sarà visitabile fino 30 giugno 2026, senza costo aggiuntivo rispetto al biglietto di ingresso al Museo. Ingresso libero. Info e prenotazioni: +39 0781 954203, +39 3488866797.

Aquileia (Ud). Al museo Archeologico nazionale l’azione teatrale “Sfiorire nemmeno un istante” per l’80° Anniversario della Repubblica Italiana

Sabato 2 maggio 2026 il museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) ospita l’azione teatrale “Sfiorire nemmeno un istante”, co-organizzata dall’Anpi-sezione di Aquileia e dal Comune di Aquileia nel quadro delle iniziative in programma per l’80° Anniversario della Repubblica Italiana. Spettacolo ideato e prodotto da Teatro della Sete. Sfiorire nemmeno un istante è uno spettacolo fatto di voci e suoni, un viaggio immersivo alla scoperta di frammenti di storia del Friuli-Venezia Giulia. Le attrici Caterina Di Fant, Lucia Linda e Valentina Rivelli ridanno voce a Cecilia Deganutti, Paola Del Din e Virginia Tonelli, tre donne della Resistenza. Tre protagoniste che, prima della fine della Seconda guerra mondiale, spiccarono il volo per diventarne memoria. Lo spazio del racconto saranno le suggestive gallerie del museo Archeologico nazionale di Aquileia. Ai partecipanti saranno fornite cuffie wireless per l’ascolto dell’audio. Durata ca: 50’. Partecipazione gratuita su prenotazione: 0431 91016 / museoaquileiaeventi@cultura.gov.it

Tivoli (Roma). Nel Santuario di Ercole Vincitore scoperta un’iscrizione monumentale che identifica la basilica citata da Svetonio. Il ministro Giuli: “Il rinvenimento di questa iscrizione ha una straordinaria importanza scientifica”

L’iscrizione monumentale, che conserva le lettere chiaramente leggibili [BA]SILICAM DE[—], scoperta nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (Roma) (foto mic)

Un ritrovamento di straordinaria rilevanza è emerso nel corso delle indagini archeologiche nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (Roma), uno dei complessi monumentali più spettacolari dell’Italia romana. Nell’ambito delle nuove ricerche, avviate dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este con il finanziamento del ministero della Cultura – direzione generale Musei e in collaborazione con il dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza università di Roma, è stato rinvenuto un blocco di architrave in travertino intonacato con parte di un’iscrizione monumentale, che conserva le lettere chiaramente leggibili [BA]SILICAM DE[—]. L’iscrizione, databile all’epoca dell’imperatore Augusto (fine I secolo a.C. – inizi I secolo d.C.), costituisce una prova decisiva: conferma che l’edificio individuato oltre trent’anni fa alle spalle del tempio era effettivamente una basilica, cioè un grande spazio pubblico coperto destinato a più funzioni, tra cui attività amministrative e giudiziarie. Alla luce di questo rinvenimento, un passo dello storico antico Svetonio acquista ora nuova luce. In De vita Caesarum (Divus Augustus 72) Svetonio ricorda infatti come Augusto “fra i luoghi di ritiro, frequentò soprattutto le località di mare e le isole della Campania o le città vicine a Roma, Lanuvio, Preneste e Tivoli, dove spesso amministrò la giustizia nei portici del tempio di Ercole” (“Ex secessibus praecipue frequentavit maritima insulasque Campaniae aut proxima urbi oppida, Lanuvium, Praeneste, Tibur, ubi etiam in porticibus Herculis templi persaepe ius dixit“).

L’area di scavo nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli con l’iscrizione monumentale scoperta (foto mic)

“Il rinvenimento di questa iscrizione ha una straordinaria importanza scientifica”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli: “consente infatti di identificare con certezza la basilica del Santuario di Ercole Vincitore, uno degli spazi pubblici più significativi del complesso, restituendo nuova chiarezza alla sua articolazione monumentale e alla sua funzione. Inoltre, la scoperta offre un riscontro concreto a quanto tramandato dalle fonti antiche: il passo di Svetonio, che ricorda Augusto mentre amministra la giustizia a Tivoli, trova qui una corrispondenza tangibile. Grazie a questo ritrovamento, dunque, possiamo immaginare e percepire una dimensione inedita di questi luoghi, accrescendo così la nostra consapevolezza storica”.

Veduta zenitale dell’area di scavo nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (Roma) (foto mic)

La scoperta si inserisce in un contesto di scavo eccezionalmente ben conservato. Circa tre metri sotto l’attuale piano di calpestio sono emersi estesi livelli di crollo, probabilmente causati da un terremoto avvenuto in età tardoantica. Questi strati, rimasti sigillati per secoli, hanno restituito un insieme straordinariamente ricco e integro di materiali: ceramiche, elementi architettonici in terracotta, iscrizioni su lastre di marmo, oggetti in metallo, rilievi scultorei e numerosi frammenti di intonaco dipinto. Di particolare rilievo il rinvenimento di un anello in bronzo con iscrizioni incise. Le pitture conservate sui muri crollati, riconducibili al secondo e al terzo stile pompeiano, indicano che l’edificio era riccamente decorato già nella prima età imperiale, restituendo l’immagine di uno spazio di rappresentanza di particolare prestigio. Tra i materiali rinvenuti figurano inoltre bolli impressi sui mattoni con i nomi dei produttori C. Naevius Asc(lepiades?) e P. Decumius, attivi tra la tarda età repubblicana e l’inizio dell’età imperiale, oltre a diversi frammenti di lastre Campana – decorazioni architettoniche in terracotta – con la scena della contesa per il tripode di Delfi tra Apollo ed Eracle, confrontabili con esemplari provenienti dalla cosiddetta Casa di Augusto sul Palatino. Gli strati successivi al crollo hanno restituito abbondante ceramica databile tra V e VI secolo d.C., tra cui sigillata africana, lucerne e anfore da trasporto. Questi materiali attestano la persistenza di attività e traffici nell’area anche in epoca tarda e rafforzano l’ipotesi di un riutilizzo del santuario in funzione difensiva durante le guerre greco-gotiche, combattute nel VI secolo d.C. tra Bizantini e Ostrogoti.

Dettaglio dell’iscrizione monumentale scoperta nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli (foto mic)

L’edificio di cui oggi si può confermare l’identificazione come basilica era stato individuato – ma non scavato – nel 1992 alle spalle del tempio, addossato alla parete di fondo del triportico, un ampio spazio porticato articolato su tre lati attorno a un’area centrale scoperta. Di questa struttura fu messa in luce la facciata monumentale, articolata in nove ingressi. Le dimensioni, superiori agli 800 metri quadrati, e l’organizzazione architettonica avevano portato a ipotizzare la presenza di una grande aula centrale circondata da un corridoio coperto. Il rinvenimento dell’iscrizione consente finalmente di identificare con certezza questo edificio come la basilica del Santuario di Ercole Vincitore, restituendo pieno significato a uno degli spazi più rappresentativi del complesso. Gli scavi proseguiranno nei prossimi mesi e potranno offrire nuove informazioni sulla struttura dell’edificio, sulle sue decorazioni e sulle modalità di frequentazione del santuario nel corso della sua lunga storia.

 

Torino. Prorogata di trent’anni la convenzione del museo Egizio con il ministero della Cultura: ora scade nel 2064

Museo Egizio di Torino: Il direttore Christian Greco e la presidente Evelina Christillin (foto unito)

Prorogata di trent’anni la convenzione del museo Egizio di Torino con il ministero della Cultura. Lo ha deliberato il 30 aprile 2026, all’unanimità, il Collegio dei Fondatori del museo Egizio determinando la data di scadenza della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino all’anno 2064. In data 10 ottobre 2004, con l’atto costitutivo della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, la scadenza della convenzione era stata prevista per il 2034, con durata trentennale. “Questa nuova disposizione – commentano alla fondazione -, ottenuta grazie alla lungimiranza e alla fiducia del ministero della Cultura, del ministro Giuli in particolare, che ha preso direttamente a cuore la vicenda, oltre a quella degli altri Soci Fondatori, testimonia la loro convinzione nel buon operato del modello Egizio, rendendo al contempo più agevole la programmazione scientifica e finanziaria dell’Ente per il prossimo futuro”.

 

Sibari (Cs). Il 1° maggio al parco archeologico la “passeggiata archeologica”

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Il 1° maggio 2026 il parco archeologico di Sibari è aperto dalle 9 alle 19. E alle 11 sarà possibile partecipare ad una passeggiata archeologica, a cura del personale dei Parchi, per scoprire la storia di Sibari, Thurii e Copia. Visita compresa nel costo del biglietto.

Parco archeologico dei Campi Flegrei. Al via “Curiosi sguardi”, dieci percorsi tematici tra le Terme di Baia, Cuma, il museo Archeologico e l’anfiteatro Flavio. Ecco il programma

Il parco archeologico dei Campi Flegrei propone per maggio 2026 “Curiosi sguardi”, i nuovi percorsi di fruizione tematica a cura dei Servizi Educativi. Dieci appuntamenti, alcuni dei quali pensati per i bambini, tra il parco archeologico delle Terme di Baia, il parco archeologico di Cuma, il museo Archeologico dei Campi Flegrei e l’anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Tutti gli eventi sono gratuiti e non necessitano prenotazione. È richiesto il solo biglietto di accesso al sito, acquistabile su app o sito web Musei Italiani. Ecco il programma.

Parco archeologico delle Terme di Baia: 1° maggio 2026, alle 15, “La natura delle cose: vulcani e terremoti secondo gli antichi”: alla scoperta di come gli antichi interpretavano i fenomeni naturali. Appuntamento alla terrazza della Sosandra. 3 maggio 2026, alle 11.30, “Baia a colori: giochiamo con Mercurio?” (per bambini da 4 a 10 anni). Appuntamento alla statua del Mercurio. 24 maggio 2026, alle 11 e alle 12.30, “Baia si racconta: Agrippina, storia di una madre”, i Campi Ardenti si tingono di rosso: alla scoperta di uno dei più efferati delitti storici. Appuntamento alla terrazza della Sosandra. 30 maggio 2026, alle 11 e 12.30, “I Romani nella Baia di Napoli”, vivere in villa, tra lusso e ozio, tra imperatori e ricchi imprenditori: alla scoperta delle lussuose residenze lungo la costa flegrea. Appuntamento alla terrazza della Sosandra.

Parco archeologico di Cuma: 2 maggio 2026, alle 12, “Passeggiando tra i miti!”, c’era una volta un eroe: l’Eneide raccontata ai bambini. Appuntamento all’Antro della Sibilla. 10 maggio 2026, alle 12, “Non solo Sibilla”, tra sacro e sepolto: riuso funerario dei monumenti sull’acropoli di Cuma. Appuntamento all’Antro della Sibilla. 24 maggio 2026, alle 12, “Non solo Sibilla”, tra sacro e sepolto: riuso funerario dei monumenti sull’acropoli di Cuma. Appuntamento all’Antro della Sibilla.

Museo Archeologico dei Campi Flegrei (castello di Baia): 9 maggio 2026, alle 11, “Colora e racconta. Un castello a colori!”, attività con i bambini e le famiglie. Appuntamento in biglietteria. 30 maggio 2026, alle 11, “Colora e racconta. Un castello a colori!”, attività con i bambini e le famiglie. Appuntamento in biglietteria.

Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: 23 maggio 2026, alle 11 e 12, “Uno spettacolo dietro le quinte. Viaggio nel cuore dell’anfiteatro Flavio”, focus e curiosità sui suggestivi sotterranei, dove gladiatori, animali feroci e addetti ai lavori si preparavano agli spettacoli. Appuntamento in biglietteria.

 

Per il 1° maggio, ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) per vivere una giornata immersi nella storia, tra paesaggi che custodiscono ancora oggi la forza e la bellezza delle antiche città di Elea e Poseidonia

In occasione della Festa dei Lavoratori, venerdì 1° maggio 2026, i parchi archeologici di Paestum e Velia saranno aperti regolarmente al pubblico, con biglietto di ingresso a pagamento e con le gratuità previste dalla legge. Sarà un’occasione speciale per vivere una giornata immersi nella storia, tra paesaggi che custodiscono ancora oggi la forza e la bellezza delle antiche città di Elea e Poseidonia. Un invito a rallentare, a lasciarsi attraversare dal silenzio di questi luoghi e dalla loro memoria viva che continua a parlare al presente. I siti sono visitabili secondo il consueto orario di apertura, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) offrendo ai visitatori la possibilità di trascorrere la festività in un dialogo diretto con il patrimonio archeologico e naturale. Tante le iniziative in programma, incluse nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero +39 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

PERCORSI TEMATICI UN’ALTRA PAESTUM. Visitare il parco archeologico di Paestum diventa un’esperienza sempre più dinamica e coinvolgente grazie ai nuovi percorsi tematici, a cura del personale del Parco addetto alla fruizione.

Ore 12, I SANTUARI DI PAESTUM. Come in tanti altri siti greci, anche a Paestum la dea Athena era venerata nel punto più alto della città, una collinetta artificiale creata appositamente all’epoca della fondazione della colonia, quando furono definiti gli spazi per gli uomini e quelli per gli dèi. Il tempio di Atena, il più piccolo dei tre edifici dorici di Paestum, colpisce immediatamente i visitatori per la posizione e la particolarità della sua architettura.

Ore 17, PAESTUM CERAMICA. Per lungo tempo gli abitanti di Paestum importarono dalla Grecia i celebri vasi a figure nere e a figure rosse di produzione corinzia e ateniese. A partire dal IV sec. a.C., forse grazie alla migrazione di artisti e artigiani, le botteghe di Paestum cominciarono a produrre splendide ceramiche decorate, caratterizzate da uno stile inconfondibile che fondeva il mito con scene di vita quotidiana e irresistibili caricature comiche. Si tratta di vasi, alcuni dei quali firmati, che gli archeologi avrebbero ritrovato nei corredi delle tombe dipinte.

CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria ore 9.30.

VELIA IMMERSIVE. Si potrà poi sperimentare con Immersive Velia, un tour virtuale che permette di esplorare il Parco Archeologico con visori Oculus Quest 3, ricostruzioni 3D e animazioni immersive, per camminare tra piazze, templi e spazi sacri dell’antica Elea. Il servizio è disponibile dalle 9.30 alle 13.30, con prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it Il numero di partecipanti è limitato a 10 persone all’ora.

PAESTUM & VELIA ON THE ROAD. Servizio di navetta da Paestum a Velia e ritorno. La navetta gratuita partirà alle 15 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Velia e, alle 18, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto gratuito. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza. Per informazioni telefonare al +39 0828811023 oppure scrivere a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

 

Il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, i musei e i parchi archeologici statali sono aperti

Venerdì 1° maggio 2026, in occasione della Festa dei Lavoratori, i musei e i parchi archeologici statali resteranno aperti per accogliere i visitatori nei consueti orari di apertura.

Rovereto (Tn). Al museo di Scienze e Archeologia la conferenza “Ecologia microbica e archeologia: cosa ci raccontano i microbi sul passato” con Samuele Voyron (università di Torino), terzo e ultimo appuntamento con “I giovedì dell’archeologia 2026”

Giovedì 30 aprile 2026, alle 18, nella sala convegni “Fortunato Zeni” del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto (Tn), la conferenza “Ecologia microbica e archeologia: cosa ci raccontano i microbi sul passato” con Samuele Voyron, università di Torino – dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, terzo e ultimo appuntamento con “I giovedì dell’archeologia 2026”. Partecipazione libera e gratuita. Samuele Voyron ed Erica Lumini analizzano campioni di suolo provenienti da siti archeologici per recuperare tracce di DNA lasciate dagli organismi presenti oggi o vissuti in passato. Questo approccio permette di leggere nel suolo una vera e propria “memoria biologica”, utile per comprendere gli ecosistemi attuali e ricostruire quelli antichi. L’integrazione tra comunità batteriche, fungine e componente vegetale è particolarmente potente: consente di ricostruire la vegetazione del passato, riconoscere le attività umane e individuare le trasformazioni ambientali avvenute nel tempo, offrendo nuove prospettive per l’interpretazione archeologica.