Napoli. Al museo Archeologico nazionale riapre, dopo il restauro e il riallestimento, la sezione Numismatica, oltre seimila monete cui si aggiungono centotrenta gioielli e quattro rarissimi tessuti aurei. Il direttore Francesco Sirano: “Raccontiamo un viaggio nel tempo e nello spazio dall’antica Grecia alle grandi corti rinascimentali”

La sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Al museo Archeologico nazionale di Napoli c’è un museo nel museo: la sezione Numismatica. Curata da Renata Cantilena e Floriana Miele, con la collaborazione scientifica di Lucia Amalia Scatozza per la sezione dedicata alle antiche gioiellerie, la Numismatica riapre al pubblico il 25 maggio 2026, alle 11.30, dopo un lungo intervento di restauro e riallestimento, grazie a un finanziamento straordinario del ministero della Cultura (PON Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025): oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, insieme a tanti altri materiali archeologici conducono il visitatore alla scoperta dell’economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno, aprendo uno spaccato su temi ancora attuali, come gli interessi sui prestiti e l’inflazione. In vista della riapertura, si è lavorato anche al risanamento degli arredi storici e alla pulitura e restauro di tutti gli esemplari esposti, così come all’aggiornamento dell’illuminazione e del sistema di videosorveglianza nelle vetrine.

Il direttore del Mann, Francesco Sirano, nella sezione Numismatica (foto mann)
La sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“La riapertura della sezione Numismatica corona le rigorose attività di studio e ricerca nel ricchissimo Medagliere del museo Archeologico nazionale di Napoli, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati (circa 160mila), ma anche per l’estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti”, commenta il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano. “Quella che raccontiamo non è una semplice raccolta di monete, ma un vero e proprio viaggio sorprendente per la sua multiformità, un viaggio nel tempo e nello spazio che ci porta dall’antica Grecia all’Italia e alle altre regioni dell’Impero romano, dai mercati popolari alle grandi corti rinascimentali. Un viaggio, infine, anche nella storia stessa del Museo: non a caso l’allestimento è aperto simbolicamente dal busto di Giuseppe Fiorelli, principale ordinatore della sezione numismatica dell’Istituto. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall’approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato. E, a conclusione del percorso, ci aspettano i tessuti d’oro dall’area sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. che lasciano senza parole per la loro rarità. La riapertura della Numismatica segna un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione per incrementare l’offerta culturale destinata ai cittadini e a tutti i visitatori”.

Gioielli esposti nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Tessuti aurei nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

L’ampliamento più significativo della sezione riguarda centotrenta gioielli in oro, metalli preziosi e gemme, esposti nuovamente dopo cinquant’anni: i raffinati esemplari (greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi), sono presentati in un percorso diacronico e, ove possibile, per contesti di ritrovamento; i gioielli testimoniano manifatture dall’alto valore artistico e socioculturale. Di eccezionale rilevanza i rarissimi tessuti aurei provenienti dagli scavi nell’area seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: si ripresentano al pubblico dopo un meticoloso restauro, realizzato in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Gli studi effettuati hanno messo in evidenza l’altissimo livello delle lavorazioni, con trame che intrecciano fili d’oro e seta selvatica; sono innovative anche le modalità di conservazione e presentazione al pubblico di queste testimonianze uniche di stoffe preziose di età imperiale.Tra le novità espositive, oltre i gioielli, figurano un prezioso ripostiglio di monete dalla Caupona di Salvius a Pompei e un’importante iscrizione funeraria di un nummularius (una sorta di cambiavalute in ambito romano).

Il direttore del Mann, Francesco Sirano, nella sezione Numismatica (foto mann)
Un aureo romano esposto nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

La moneta rappresenta per tutti unità di valore, status symbol e mezzo di scambio per acquistare beni di prima necessità o durevoli e di lusso, fare investimenti e sognare acquistando un biglietto di lotteria o compilando una schedina. Benché oggi sia sempre più smaterializzata, la moneta ricopre ancora un ruolo che va ben oltre la sfera economica: si pensi all’Euro e al suo valore simbolico nella prospettiva dell’UE. La moneta ha una lunghissima storia fatta di tecnologia, controlli da parte di un’autorità, sistemi di cambio, scale di valore, simboli e immagini che diventano in alcuni casi capolavori d’arte. La moneta è sempre stata, inoltre, un vero e proprio mass medium ante litteram, di enorme importanza già prima dell’affermarsi dei moderni sistemi di comunicazione. Dal 25 maggio 2026 il luogo dove andare per conoscere il mondo della moneta dall’antichità greca fino alle collezioni rinascimentali e agli studi dell’età moderna è la sezione Numismatica del Mann.

Monete rinascimentali esposte nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Monete antiche esposte nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Il “Medagliere” conserva monete, singole e associate in ripostigli, prodotte da zecche antiche greche, magno-greche, italiche, etrusche e romane, nonché dei Goti e Bizantini, di epoca longobarda e carolingia, normanna, angioina e aragonese, e ancora pertinenti alle dominazioni austro-spagnola e borbonica, e infine coniate da varie zecche estere, compresa quella pontifica. Nel loro complesso esse documentano la circolazione monetale nel Mezzogiorno d’Italia per un arco cronologico di oltre due millenni e mezzo di storia. Alle unità propriamente monetali si aggiungono, inoltre, medaglie e contorniati, sigilli, tessere e piombi dell’antichità e di epoche successive, nonché coni e punzoni della zecca reale dei Borbone. Conservata dal Cinquecento a Roma e poi a Parma, la famosa raccolta pervenne nella prima metà del Settecento nella capitale partenopea grazie a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e sovrano del Regno di Napoli dal 1734 al 1759. Questo originario fondo collezionistico fu ulteriormente accresciuto dalla dinastia borbonica, tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, in seguito agli straordinari rinvenimenti avvenuti nel corso degli scavi condotti nei territori del Regno: nelle aree vesuviana e flegrea, nel Sannio e in Campania, nell’Italia meridionale, nonché in Sicilia. Alle già cospicue raccolte borboniche si aggiunsero nel tempo altri nuclei derivanti da acquisti operati già nell’Ottocento di importanti collezioni numismatiche: quella del Duca Carafa di Noja, quella della famiglia Borgia, quella di Francesco I di Borbone, oltre al Medagliere del monastero di Monteoliveto; nonché donazioni avvenute nel Novecento delle collezioni di Emilio Stevens e di Giustino Fortunato. Notevole importanza per entità, rarità e varietà dei suoi esemplari riveste anche il fondo di monete, sigilli, tessere e medaglie, composto di oltre 35.000 unità, appartenute alla collezione Santangelo, la più grande raccolta privata costituita a Napoli tra il Settecento e l’Ottocento dal giureconsulto Francesco, incrementata dalla sua autorevole famiglia, in particolare dal figlio Nicola, Ministro dell’Interno sotto Ferdinando II, e infine ceduta nel 1864 da suo fratello, Michele, ultimo erede e appassionato numismatico, al Comune di Napoli grazie alla mediazione di Giuseppe Fiorelli, primo Direttore del Museo Nazionale di Napoli dal 1863 al 1875. Questi riuscì, con apposito Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1865, a fare affidare la custodia permanente dell’intera collezione all’Istituto partenopeo, esponendola nel 1867 in tre sale separate al primo piano dell’edificio.

Venezia. Allo Iuav workshop “Da San Casciano dei Bagni al laboratorio LAMA”, dedicato alle indagini in corso sui materiali del Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni

Screenshot

Lunedì 25 maggio 2026, dalle 10.30 alle 12.30, a Badoer, aula A, dell’università IUAV di Venezia, workshop “Da San Casciano dei Bagni al laboratorio LAMA”, dedicato alle indagini in corso sui materiali del Santuario ritrovato di San Casciano dei Bagni. Nell’ambito del progetto di ricerca “San Casciano dei Bagni – Archeologia e Architettura termale” dell’università per Stranieri di Siena e CADMO e dello IUAV di Venezia, il Laboratorio LAMA ha avviato una serie di indagini non invasive su una selezione di materiali provenienti dal santuario, condotte su autorizzazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo. Intervengono Mario Bandiera, Maddalena Bassani, Alberto Conventi, Chiara Fermo, Lorenzo Lazzarini, Floriana Majerle, Jacopo Tabolli, Elena Tesser, Alessandro Vierucci con la collaborazione del Laboratorio di Geomatica CIRCE-Iuav Sandro Vierucci.

Aci Castello (Ct). Il museo civico diventa digitale e interattivo con “Castellum” nell’ambito del progetto SAMOTHRACE (Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center) dell’università di Catania con Meridionale Impianti e Xenia Progetti

Lunedì 25 maggio 2026, alle 10, al museo civico di Aci Castello (Ct), si inaugura “Castellum – Museo digitale e interattivo”, risultato degli oltre tre anni di ricerca e sperimentazione condotte sul sito, trasformato in Living Lab, in seno alla linea Cultural Heritage del progetto SAMOTHRACE (Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center – PNRR Missione 4 – componente 2 – Ecosistemi dell’innovazione), con Meridionale Impianti e Xenia Progetti. Dopo i saluti istituzionali di Carmelo Scandurra, sindaco di Aci Castello; Enrico Foti, rettore dell’università di Catania; Maurizio Auteri, soprintendente Beni culturali e ambientali di Catania; Salvatore Baglio, presidente fondazione SAMOTHRACE; presentazione delle attività SAMOTHRACE, a cura di università di Catania, Meridionale Impianti e Xenia Progetti. Alle 10.30, taglio del nastro e visita guidata.

Il tavolo touch del progetto “Castellum – Museo digitale e interattivo” al museo civico di Aci Castello (foto unict)

Una teca olografica, un tavolo touch, un totem, sei visori per VR e RA e diverse stampe 3D dei reperti esposti nelle vetrine, diventano parte integrante dell’allestimento museale, contribuendo alla messa a terra di quella catena concettuale “ricerca-conservazione-valorizzazione” che vede nelle tecnologie innovative un elemento infrastrutturale e migliorativo del sistema, utili a trasformare le aree di interesse culturale in luoghi digitali di apprendimento continuo, capaci di accelerare e perfezionare la raccolta e l’elaborazione dei dati e di offrire modelli di fruizione alternativi e inclusivi.

Ostellato (Fe). Visite guidate allo scavo della fornace romana scoperta nel 2024 durante gli interventi per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi

Importanti evidenze di età romana sono emerse nel 2024 durante gli interventi di scavo per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi ad Ostellato (foto sabap-fe)

Importanti evidenze di età romana sono emerse nel 2024 durante gli interventi di scavo per la posa della nuova condotta idrica su via dei Lidi Ferraresi ad Ostellato, in un’area già nota per l’interesse archeologico. Le indagini di archeologia preventiva -condotte con la direzione scientifica della ex Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara- hanno portato alla luce un’area produttiva di grandi dimensioni dedicata alla lavorazione del materiale da costruzione, il cui impianto è probabilmente da datarsi al I sec. d.C. Dagli scavi sono emersi i resti di più strutture riconducibili a diverse attività funzionali, tra le quali spicca il ritrovamento di una fornace per la cottura del materiale da costruzione, e una grande quantità di frammenti di laterizio “marchiato”, come mattoni ed embrici sui quali sono stati apposti bolli ampiamente attestati nell’area nord adriatica e che rimandano a diverse officine produttive. La scoperta non è importante solo per il territorio di Ostellato, che conferma la sua rilevanza nel periodo romano, ma apre anche importanti scenari di ricerca sul sistema produttivo romano e sulla storia economica e sociale del mondo antico. Grazie alla collaborazione tra la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Modena Reggio Emilia e Ferrara e il museo Delta Antico di Comacchio (Fe), l’area interessata dallo scavo viene aperta per una serie di visite guidate rivolte al pubblico. Appuntamento domenica 24 maggio 2026, dalle 10.30 alle 16.30, per visite guidate allo scavo della fornace romana di Ostellato. Previsti turni di visita con partenza alle 10.30, 11.30, 14.30, 15.30. Prenotazione obbligatoria, max 30 partecipanti per turno. Per info e prenotazioni: Museo Delta Antico Tel. 0532 330276 – Email info@museodeltaantico.com. Per raggiungere il sito seguire le indicazioni per l’Impianto Idrovoro San Zagno, via Lidi Ferraresi, Ostellato (Fe)

Marzabotto (Bo). Visita tematica a raccolta nel parco archeologico dell’antica Kainua (compresa la necropoli nord) a cura dello staff del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria”

Tornano le visite a raccolta del museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto (Bo). Domenica 24 maggio 2025, alle 16, visita tematica del parco archeologico della città di Kainua a cura dello staff del Museo. La visita avrà una durata di circa 1 h e 30 minuti e prevederà anche l’accesso alla Necropoli Nord, solitamente non visitabile. Inizio visita ore 16, è consigliato arrivare qualche minuto prima. Il costo dell’iniziativa è 10 euro incluso l’accesso al parco archeologico. Bambini e bambine fino a 10 anni non pagano, gratuito anche per i possessori Card Cultura dei musei bolognesi. La prenotazione è necessaria perché i posti sono limitati. Per prenotare scrivere a mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it.

Altino (Ve). All’Archeologico “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, visita guidata per scoprire per la prima volta la storia dell’antica città di Altino e dei suoi reperti

Pannello d’ingresso del museo Archeologico nazionale di Altino Museo con il nome 𝘈𝘭𝘵𝘪𝘯𝘰 in latino e venetico (foto parco archeologico altino)

Non sei mai stato al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) allora questa è l’occasione che fa per te. Domenica 24 maggio 2026, alle 15.30, “Prima volta ad Altino? Alla scoperta del Museo”, visita guidata al museo Archeologico nazionale di Altino dedicata a quanti vogliono scoprire per la prima volta la storia dell’antica città di Altino e dei suoi reperti. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per informazioni e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.

Torino. Al museo Egizio il concerto “Percussions trasformer”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”. Al termine visita gratuita alla sezione “Materia. Forma del Tempo”

Domenica 24 maggio 2026, alle 11, al museo Egizio di Torino, il concerto “Percussions trasformer”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. Fondazione Merz propone un concerto per sole percussioni attraverso stili, epoche e timbri diversi. Rossana Bribò mostrerà come le percussioni sappiano trasformarsi continuamente: dalla delicatezza di Debussy e Bach ai colori della marimba di Keiko Abe, fino alla sperimentazione elettronica di Snowden e alla teatralità di Cangelosi e Akiho. Il concerto si terrà in Sala Conferenze (con ingresso da via Maria Vittoria 3M) e i partecipanti potranno visitare gratuitamente “Materia. Forma del Tempo” alla fine dello spettacolo.

Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” il capolavoro del Futurismo di Umberto Boccioni “Forme uniche della continuità nello spazio” va ad arricchire la mostra “Un mecenate e i suoi tesori”, prorogata al 31 agosto

Dopo un prestigioso tour internazionale, approda al MUVET – museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr) una delle opere più iconiche del Novecento: “Forme uniche della continuità nello spazio” di Umberto Boccioni. Appuntamento per la vernice sabato 23 maggio 2026, alle 18. La celebre scultura entra a far parte della mostra “Un mecenate e i suoi tesori”, dedicata alla Collezione Archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, che si arricchisce così di un capolavoro assoluto della storia dell’arte moderna. La mostra “Un mecenate e i suoi tesori” viene inoltre prorogata fino al 31 agosto 2026, offrendo un arco temporale più ampio e una maggiore opportunità per scoprire un percorso unico tra archeologia e grandi capolavori dell’arte. Un’occasione straordinaria in cui il passato e il futuro dialogano nello stesso spazio, nel cuore di Vetulonia.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles (Sellerio editore Palermo), secondo appuntamento con il nuovo circolo di lettura Storie d’Acqua, in collaborazione con Il Talento di Roma

Sabato 23 maggio 2026, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, presentazione del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles (Sellerio editore Palermo), secondo appuntamento con il nuovo circolo di lettura Storie d’Acqua, in collaborazione con Il Talento di Roma aps, che sceglie l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un libro che attraversa il mare non soltanto come scenario, ma come matrice simbolica capace di generare narrazioni, metafore, strutture di pensiero. Uno degli elementi più suggestivi è l’idea che non siano gli scrittori a raccontare il mare, ma il mare a parlare attraverso di loro. Una prospettiva che ribalta il punto di vista e restituisce alla natura una centralità narrativa, trasformandola in voce, in presenza attiva. “Storie d’Acqua” è dunque il nuovo circolo di lettura che trattiene l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un filo conduttore capace di attraversare epoche e linguaggi, mettendo in relazione testi anche molto distanti tra loro, ma accomunati da tensioni universali: il viaggio, il confine, il passaggio, lo scontro. L’acqua diventa così presenza costante e mutevole, elemento vitale e al tempo stesso spazio di trasformazione, rifugio e oblio, origine e approdo. E a Villa Giulia l’acqua è di casa. Ancora oggi il Ninfeo, complesso architettonico opera di Bartolomeo Ammannati, è il cuore pulsante della Villa con le sue ricche decorazioni architettoniche e le grandiose fontane. E non è un’acqua qualunque ma quella purissima dell’acquedotto Vergine che rende il Ninfeo un luogo simbolico di continuità tra passato e presente. L’incontro, in Sala della Fortuna, a ingresso gratuito, rientra nella Festa della lettura, la manifestazione letteraria diffusa organizzata da Il Talento di Roma APS con il sostegno del Municipio II di Roma Capitale.

Copertina del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles

Le parole del mare. Letteratura e navigazione. Una straordinaria ricognizione personale sui libri che parlano di navigazione. La letteratura marinara è sterminata, Piero Dorfles, che ci ha sempre spinto a “vivere la lettura come un’avventura dello spirito, un’esperienza della vita, un passaggio di maturazione”, ci guida attraverso i fondali marini seguendo un itinerario, una rotta che è fatta di avventure, sì, ma anche di considerazioni sul carattere degli uomini, riflessioni sul progresso, sui fallimenti. La navigazione, sostiene l’autore, è la più naturale metafora della vita, basti pensare alle similitudini che usiamo di continuo: issare le vele, arrivare in porto, perdere la bussola, siamo tutti sulla stessa barca; “questa larga coincidenza dei termini che usiamo per descrivere quello che esce dalla normalità della vita quotidiana con la lingua del mare, significa che quello che accade nella navigazione non è una metafora della banalità del vivere, ma un’allegoria della sua complessità, della imprevedibilità e della drammaticità del destino di noi viventi”. Una volta salpati vengono attraversati momenti fondamentali delle spedizioni per mare: la bonaccia, che ha in sé qualcosa di misterioso e di minaccioso; la burrasca, che spesso prelude al naufragio; ma situazioni da affrontare sono ammutinamenti e incontri con grandi pesci, fino a giungere al sicuro in porto. Per ogni tappa Dorfles ci guida tra i libri, innumerevoli, inaspettati talvolta, in un itinerario mai scontato, con continue incursioni sul presente. Tra le pagine trova largo spazio l’Odissea, ma incontriamo Dante e Melville, Stevenson e Conrad, il paladino Orlando e Padron ‘Ntoni, Lucrezio, Magellano e Gabriel García Márquez, e tante altre storie di mare che sono anche storie di lacerazioni e di sconfitte e si intrecciano con vita e destini degli uomini.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale “Ed ecco verso noi venir per nave”: al centro dell’attenzione della Notte europea dei Musei il nuovo allestimento della barca cucita di Corte Cavanella, presentazione del restauro, reading letterario, visite guidate, apericena, e anticipazioni della seconda edizione di Adrikà. La presentazione ad archeologiavocidalpassato.com della direttrice Alberta Facchi

Il nuovo allestimento della barca cucita di Corte Cavanella di Loreo al museo Archeologico nazionale di Adria (foto graziano tavan)

“Ed ecco verso noi venir per nave”… un titolo che è tutto un programma quello della Notte europea dei Musei al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro). Al centro dell’attenzione della serata del 23 maggio 2026 è proprio la barca cucita (sutilis navis), per l’esattezza il fondo di una imbarcazione lignea ‘cucita’ databile al II-I sec. a.C., scoperta a Corte Cavanella di Loreo (Ro) nel 1983 e che ora, dopo i restauri, trova la sua sistemazione e valorizzazione nel nuovo allestimento proprio nella sezione dedicata a Corte Cavanella: il programma è ricco, come spiega ad archeologiavocidalpassato.com la direttrice del MAN-Adria Alberta Facchi, per una serata speciale al museo al costo di ingresso simbolico di 1 euro.

“Il restauro e l’allestimento della nuova sezione di Corte Cavanella di Loreo al museo Archeologico nazionale di Adria verranno presentati il 23 maggio in occasione della Notte europea dei Musei. Ci sarà una grande festa che sarà anche occasione per avere un momento di teatro con un reading letterario di Antonino Varvarà (“Immagine e simbologia della barca e della nave nella letteratura antica e moderna”, alle 18.30) proprio sul tema della nave e dell’acqua. Tema della nave e dell’acqua che sarà anche il filo conduttore della prossima edizione del Festival del cinema archeologico Adrikà che si svolgerà a settembre tra Adria, Loreo e Porto Viro, e verrà presentato la notte del 23 maggio (“Aspettando ADRIKÀ 2026: anticipazione della seconda edizione del Festival internazionale del Cinema archeologico di Adria e del Delta a cura del Circolo del Cinema “C. Mazzacurati” di Adria, con Emanuela Finesso, alle 19).

Fase del restauro della barca cucita di Corte Cavanella: 4. consolidamento in vasca con immissione di PEG a flusso moderato (foto MAN-Adria)

“Durante la sera – continua Alberta Facchi – ci sarà un’apericena, alle 19.30: prenotatevi presso il museo Archeologico. E ci sarà per tutta la notte, fino alle 22.30, visite guidate alla barca cucita di Corte Cavanella di Loreo”. Il restauro della barca “cucita” di Corte Cavanella di Loreo e il suo allestimento al museo Archeologico nazionale di Adria saranno presentati rispettivamente dalla restauratrice Ilaria B. Perticucci e dal prof. Jacopo Bonetto dell’università di Padova. Il restauro, in collaborazione scientifica con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, è stato realizzato nell’ambito di “Restituzioni”, progetto di Intesa Sanpaolo, anche con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. L’allestimento della nuova sezione è stato realizzato dalla direzione regionale Musei nazionali Veneto grazie al PNRR, con un apporto fondamentale fornito dal partner Ente Parco regionale veneto del Delta del Po, sempre attraverso il PNRR, e con la collaborazione dell’università di Padova.