Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale week end con METALMORPHOSYS 3, che propone un dialogo tra arte classica, moda contemporanea e nuove tecnologie, evento collaterale della mostra “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Tribute”

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria promuove METALMORPHOSYS 3, un’iniziativa che propone un dialogo tra arte classica, moda contemporanea e nuove tecnologie. L’evento si inserisce nel programma degli eventi collaterali della mostra “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Tribute”, confermando la vocazione del Museo a essere punto di riferimento culturale vivo e dinamico sul territorio nazionale e internazionale. Il progetto nasce dall’ispirazione tra l’estetica della Magna Grecia e l’immaginario creativo di Gianni Versace, fortemente influenzato dalla potenza plastica della scultura classica, dalla mitologia mediterranea e dall’iconografia della Medusa, simbolo ricorrente nel linguaggio estetico della maison. METALMORPHOSYS 3 offre un’occasione unica per esplorare le connessioni tra passato e presente, tra linguaggi antichi e contemporanei, sottolineando come l’arte classica continui a ispirare la creatività contemporanea in tutti i suoi aspetti. Nel contesto del Museo, custode dei Bronzi di Riace, l’iniziativa propone una riflessione sul rapporto tra corpo, identità e permanenza nel tempo. Grazie all’impiego di tecnologia di scansione tridimensionale, i visitatori potranno assistere e partecipare a un processo creativo che trasforma digitalmente il volto umano in scultura tridimensionale, restituendo volume, presenza e forma all’immagine di ciascun individuo. In questo modo, il gesto creativo degli antichi scultori trova un dialogo ideale con le possibilità offerte dalle tecnologie contemporanee, creando un ponte tra storia e innovazione.

PROGRAMMA SABATO 21 MARZO 2026. Alle 16, Palazzo Piacentini – MArRC, Sala Conferenze: presentazione ufficiale dell’evento METALMORPHOSYS 3. Introduzione al progetto artistico e tecnologico e al suo rapporto con la mostra dedicata a Gianni Versace. Intervengono i rappresentanti del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, Associazione Artistico Culturale Eventi, Alessandra Torrisi. Temi della presentazione: il dialogo tra scultura classica e moda contemporanea; l’estetica della Magna Grecia nell’immaginario di Versace; arte, tecnologia e nuove forme di rappresentazione dell’identità; il corpo nella scultura classica e nel linguaggio della moda; il patrimonio visivo della Magna Grecia nell’estetica contemporanea; tecnologia digitale e nuove forme di narrazione del patrimonio culturale. Dalle 17 alle 20, spazio ingresso mostra Versace, sessione pubblica di scansione tridimensionale dei volti. Allestimento di una postazione tecnologica con totem informativo e area dimostrativa, dove il pubblico potrà assistere e partecipare alla scansione digitale del volto. Il processo permetterà di generare modelli tridimensionali digitali, restituendo al volto umano volume e presenza, in continuità ideale con la tradizione della scultura classica. Personale tecnico: 2 operatori assistenti per scansione e gestione delle acquisizioni digitali.

PROGRAMMA DOMENICA 22 MARZO 2026. Dalle 11 alle 17, spazio ingresso mostra Versace, seconda sessione di scansione tridimensionale dei volti. Prosecuzione dell’esperienza partecipativa con il pubblico. I visitatori potranno osservare le fasi del processo creativo: acquisizione del volto tramite scanner 3D, elaborazione del modello digitale, visualizzazione tridimensionale della forma.

 

Bologna. Al museo civico Archeologico presentazione della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi, che apre “Visto, si stampi!”, un ciclo di quattro incontri sulle ultime pubblicazioni del museo

Copertina della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi

Il museo civico Archeologico di Bologna inaugura “Visto, si stampi!”, un ciclo di quattro incontri a ingresso libero che presenta al pubblico le ultime pubblicazioni del museo, con “Dalle pagine alle sale”, l’appuntamento dedicato alla nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi ed edita da Franco Cosimo Panini Editore, in programma sabato 21 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze del museo (via dell’Archiginnasio 2). A introdurre l’incontro sarà Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, a presentare il volume Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara. A seguire, le curatrici delle diverse sezioni del museo saranno a disposizione del pubblico per una passeggiata nelle sale. “Visto, si stampi!”, il ciclo di quattro appuntamenti dedicato alle presentazioni delle ultime novità editoriali relative al museo civico Archeologico, caratterizzate da linguaggi e approcci differenti verso pubblici in continua evoluzione, rientra nel programma della XXII edizione della Festa internazionale della Storia, manifestazione organizzata dal Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”, dal Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica (LMRS), in collaborazione con l’università di Bologna, associazioni, scuole e istituzioni.

Copertina dell’edizione inglese della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi

Sono passati diciassette anni dalla pubblicazione della precedente “Guida al Museo Civico Archeologico” (Editrice Compositori, 2009) e i tempi erano ormai maturi per la realizzazione di un nuovo volume che raccontasse i cambiamenti intercorsi in questo lasso temporale: alcuni allestimenti sono stati rinnovati, oggetti un tempo conservati nei depositi sono ora in esposizione, nuove conoscenze hanno dato linfa vitale agli studi, permettendo di narrare al pubblico con differenti chiavi di lettura il patrimonio custodito nel museo. Tra i diversi mutamenti da annoverare, vi è quello che riguarda i pubblici che ogni giorno frequentano il museo: bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle scuole del territorio, e non solo, continuano incessantemente a popolare gli spazi museali portando nuove visioni e nuovi linguaggi, mentre il turismo, attore sempre più centrale nella vita culturale cittadina, sta producendo un incremento di pubblico in tutti i Musei Civici bolognesi e in particolare al museo civico Archeologico che, tra questi, risulta il più visitato, con 173.100 presenze rilevate nel 2025. La nuova guida si fa, dunque, portavoce dei mutamenti intercorsi negli ultimi anni, incluso quello di aver adottato un approccio divulgativo che coniuga il linguaggio tecnico con quello maggiormente accessibile a un pubblico non strettamente specialistico, proponendo un’edizione italiana e una inglese con testi agili da consultare, schede che accompagnano il lettore in una narrazione arricchita da immagini e un nuovo formato che possa agevolare la consultazione anche durante la visita in loco.

Verona. Riapre al pubblico l’anfiteatro Arena dopo lo stop per i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026

L’anfiteatro Arena di Verona riapre al pubblico dopo lo stop per i Giochi invernali di Milano-Cortna 2026 (foto i-muv)

Sabato 21 marzo 2026 l’anfiteatro Arena riapre al pubblico, dopo essere stata chiusa dal 7 gennaio al 20 marzo 2026 per ospitare la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali (22 febbraio) e l’apertura delle Paralimpiadi (6 marzo). L’anfiteatro romano apre da martedì a domenica, dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.30 (eccetto nelle giornate in cui sono previsti spettacoli). Chiuso il lunedì. Apertura straordinaria lunedì 6 aprile 2026. Dal 21 al 31 marzo 2026 i biglietti d’ingresso possono essere acquistati solo presso la biglietteria fisica in loco, dal mese di aprile anche online su museiverona.com. Gli orari di apertura possono subire variazioni in base alle esigenze degli allestimenti per gli spettacoli in calendario che iniziano il 23 marzo: i percorsi di visita potrebbero subire alcune modifiche, che saranno segnalate in loco dal personale di accoglienza.

Bologna. In occasione delle Giornate FAI di Primavera la soprintendenza apre la sede di Palazzo Marescalchi con i ragazzi “apprendisti ciceroni”

Il 21 marzo 2026, in occasione della 34ma edizione delle “Giornate FAI di Primavera”, le SABAP-MET-BO e SABAP-MO-RE-FE apriranno al pubblico la sede di Palazzo Marescalchi a Bologna partecipando al progetto “Apprendisti ciceroni” promosso dal FAI in collaborazione con i ragazzi del liceo Linguistico e Scientifico Scienze applicate dell’istituto Majorana di San Lazzaro di Savena (Bo). Grazie all’iniziativa, i cittadini potranno visitare alcune stanze del piano nobile che conservano affreschi di Guido Reni e della scuola dei Carracci e la raffinata sala ovale con la volta decorata dal celebre pittore neoclassico Felice Giani raffigurante episodi del primo libro dell’Eneide con al centro il banchetto di Enea e Didone. Le visite guidate si terranno durante tutto l’arco della giornata, dalle 10 alle 17.30, con ultima visita in partenza alle 17. Sono previste anche due visite in lingua: alle 11.40 in lingua georgiana e alle 15.20 in lingua russa. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Tutte le visite sono a contributo gratuito per sostenere la missione del FAI. Per informazioni: 051 233881 – bologna@delegazionefai.fondoambiente.it

Cerveteri. Apertura straordinaria con visita guidata alla Tomba dei Rilievi con l’archeologo Patrizio Fileri nella Necropoli della Banditaccia

Sabato 21 marzo 2026, occasione imperdibile per entrare nel cuore della Necropoli della Banditaccia: alle 10 e alle 11.30, il sito UNESCO di Cerveteri apre nuovamente le porte dell’ipogeo del IV secolo a.C., la Tomba dei Rilievi, permettendo ai visitatori di varcare la soglia di un luogo di solito ammirabile solo dall’esterno. Superando la barriera del vetro, si potranno osservare da vicino i celebri stucchi della famiglia Matuna. L’ingresso è consentito a un massimo di 40 persone, divisi in due gruppi da 20. Prenotazione obbligatoria: pa-certa.info@cultura.gov.it. Ingresso con biglietto ordinario e visita guidata gratuita. Appuntamento in biglietteria 15 minuti prima della visita. A guidare le visita sarà il funzionario archeologo Patrizio Fileri insieme al personale del Parco, pronti a svelare segreti e dettagli della vita quotidiana etrusca. Un viaggio ravvicinato tra utensili, armi e simboli sacri riprodotti con un realismo straordinario che ha reso questa tomba famosa in tutto il mondo.

Potenza. Al museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” l’incontro “Il mondo femminile nei culti lucani. Il Santuario di Caporre a Ferrandina” con Grazia Creanza dell’università della Basilicata

Cosa ci raccontano le antiche divinità e i riti che animavano il Santuario di Caporre a Ferrandina? Lo scopriremo venerdì 20 marzo 2026, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza, nell’incontro “Il mondo femminile nei culti lucani. Il Santuario di Caporre a Ferrandina” con Grazia Creanza dell’università della Basilicata, presentato da Sabrina Mutino, per il ciclo “Sulle tracce del sacrp. Il mondo femminile nell’antica Lucania”. Creanza propone un viaggio nel tempo per scoprire la centralità della donna e del sacro nei culti lucani, tra archeologia e mito. Ingresso libero.

Ragusa. Al Centro Studi “Feliciano Rossitto” presentazione del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni (L’Erma di Bretschneider)

Venerdì 20 marzo 2026, alle 18, al Centro Studi “Feliciano Rossitto” in via Majorana 5 a Ragusa, in ricordo di Sebastiano Tusa a sette anni dalla scomparsa, presentazione del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni a cura della Fondazione Sebastiano Tusa. Fotografie di Luigi Nifosì. Un viaggio affascinante nella storia della Sicilia, raccontata dall’alto: paesaggi, siti archeologici e tracce del passato che prendono forma in una narrazione visiva potente e immersiva. Dopo i saluti di M. Buggea, A. Catrinoiu, A. Lo Cascio, S. Distefano, E. Piazzese; introduce Giorgio Chessari, presidente del Centro Studi “Feliciano Rossitto”; interviene Valeria Li Vigni; presenta il libro Giovanni Di Stefano.

Copertina del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni a cura della Fondazione Sebastiano Tusa

Sicilia archeologica vista dal cielo (L’Erma di Bretschneider). Questa guida ci invita a scoprire La Sicilia archeologica vista dal cielo, così come l’ha immaginata Sebastiano Tusa, che aveva ideato il progetto di una narrazione della storia della Sicilia attraverso le immagini aeree, un’idea lungimirante finalizzata alla divulgazione del Patrimonio culturale della Sicilia. La Guida Vuole essere un itinerario che porta il lettore alla scoperta dei siti più noti, ma soprattutto di quelli poco conosciuti, nell’ottica di ampliare sempre più le tessere del mosaico che compongono il grande patrimonio culturale della nostra Sicilia dalla preistoria al periodo romano. Sicilia archeologica vista dal cielo è ricca di immagini aeree, che testimoniano attraverso la visione ‘dal cielo’ l’unicità del nostro territorio offrendoci una visione insolita e inedita. Vuole essere, soprattutto, un suggestivo libro da guardare, da leggere, ma anche da scoprire: nulla c’è di scontato né nel testo né nelle immagini, piuttosto conduce il lettore alla scoperta della Sicilia. Leggere le fasi storiche e le conquiste che si sono succedute, in un itinerario storico geografico ben ci spiega il naturale avvicendarsi di popoli e culture che l’hanno forgiata con caratteri peculiari, delineando una geografia etnopolitica e, una storia dell’ambiente e dei paesaggi creati dall’uomo che hanno dato vita all’attuale panorama dove ormai è difficile distinguere il lavoro della natura dalle trasformazioni umane. La Guida oggi vede la luce grazie al fondamentale sostegno del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno che ha creduto nel progetto della Fondazione Sebastiano Tusa.

 

Selinunte (Tp). Al parco archeologico Open day per raccontare le nuove scoperte sulla cinta fortificata settentrionale

Selinunte riapre una porta rimasta per secoli sotto terra: venerdì 20 marzo 2026 un Open Day per raccontare le nuove scoperte sulla cinta fortificata settentrionale. A un anno dall’eccezionale scoperta che riscritto i confini della città greca con lo scavo della porta Nord di accesso alla polis e l’individuazione delle mura della città arcaica prima della distruzione dei Cartaginesi (vedi Selinunte (Tp). Eccezionale scoperta che riscrive i confini della città greca e conferma le intuizioni dell’archeologo Mertens: torna alla luce la porta Nord di accesso alla polis, individuate anche le mura della città arcaica prima della distruzione dei Cartaginesi. L’obiettivo è rendere l’area accessibile al pubblico. Introdotti una nuova segnaletica e un logo ispirato alla foglia di selinon, simbolo dell’antica Selinunte | archeologiavocidalpassato), la ricerca archeologica a Selinunte (Castelvetrano, Tp) continua a restituire dati capaci di cambiare il racconto della città antica. Sulla collina di Galera-Bagliazzo è in corso una nuova campagna di scavo promossa dal parco archeologico di Selinunte, che sta riportando alla luce ulteriori tratti della cinta muraria settentrionale e della monumentale Porta Nord. Le indagini offrono nuovi elementi per comprendere il ruolo strategico di questo settore urbano e la sua relazione con le vicende dell’assedio cartaginese del 409 a.C.

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)

Per presentare al pubblico i primi risultati della campagna, il Parco organizza venerdì 20 marzo 2026, dalle 15 alle 17, un Open Day a ingresso gratuito nell’area di scavo. Sarà un momento di incontro diretto con il lavoro degli archeologi, con la possibilità di osservare il contesto, i reperti e le nuove letture che stanno emergendo da questa fase di ricerca. Lo scavo, avviato il 23 febbraio 2026, è condotto sotto la direzione scientifica del prof. Carlo Zoppi dell’università del Piemonte Orientale, con il coordinamento tecnico-scientifico di ArcheOfficina, guidata da Marco Correra. Alla campagna partecipano anche studenti dell’università di Palermo, impegnati nelle attività di scavo e documentazione, in una significativa esperienza di formazione sul campo sostenuta dal Rotary Club Castelvetrano. Per raggiungere l’area di scavo sarà disponibile il servizio di trasferimento ecologico dalle 14.45 alle 17.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Oltre il visibile. Il blu egizio e altre storie della pittura etrusca” con Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola: terzo incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

Venerdì 20 marzo 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Oltre il visibile. Il blu egizio e altre storie della pittura etrusca” con Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola, terzo appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 20 marzo 2026 Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola condurranno i partecipanti alla scoperta della pittura etrusca, andando oltre quello che i nostri occhi ci restituiscono. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it.

Dettaglio degli affreschi della Tomba dei Demoni Azzurri a Tarquinia (foto sabap-met-roma)

Con il progressivo degrado delle pitture etrusche, anche la nostra capacità di leggerle e interpretarle si riduce drasticamente. Negli ultimi anni, però, le indagini ottiche non invasive hanno permesso di recuperare dettagli che sembravano perduti, restituendo leggibilità a elementi ormai invisibili a occhio nudo. I risultati più significativi segnano tappe fondamentali di questo percorso: dall’imaging multispettrale sulle tombe dei Demoni Azzurri e di Thesanthei alla mappatura del blu egizio nello studio di altre celebri tombe dipinte di Tarquinia.

Gloria Adinolfi è archeologa e ricercatrice indipendente, opera da anni nel settore dei beni culturali all’interno di Pegaso s.r.l. Ha approfondito temi legati alla pittura etrusca e all’imaging multispettrale per il recupero delle iconografie, sia nell’ambito del progetto M.A.P. sia attraverso un dottorato di ricerca dedicato. Ha partecipato allo scavo di diverse tombe dipinte di Tarquinia. Collabora a progetti interdisciplinari, integrando l’indagine storica e archeologica con metodologie di analisi archeometriche di tipo ottico.

Rodolfo Carmagnola è archeologo e ricercatore indipendente, opera da anni nel settore dei beni culturali all’interno di Pegaso s.r.l. Specializzato in etruscologia e antichità italiche, ha condotto scavi archeologici in diverse tombe dipinte tarquiniesi. Coordinatore del progetto M.A.P., è impegnato in ricerche interdisciplinari dedicate allo sviluppo di protocolli analitici per l’indagine sul paesaggio storico e per lo studio multidisciplinare delle testimonianze pittoriche etrusche.

 

Policoro (Mt). Al museo Archeologico nazionale della Siritide presentazione del libro “Gli altri. Le popolazioni non greche” di Fabrizio Mollo

Venerdì 20 marzo 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale della Siritide a Policoro (Mt) un pomeriggio dedicato agli Enotri con la presentazione del libro “Gli altri. Le popolazioni non greche” di Fabrizio Mollo. L’autore dialogherà con le archeologhe Annarita Doronzio e Ada Preite in un viaggio nella storia tra Greci e popolazioni indigene, modera Carmelo Colelli, direttore del museo della Siritide. Il libro affronta il complesso sistema di relazioni tra Greci e popolazioni indigene e italiche nella Calabria antica, mettendo al centro gli “Altri”: comunità spesso marginalizzate dalla narrazione storica tradizionale. Attraverso fonti letterarie, origini mitiche e documentazione archeologica, il volume ricostruisce un quadro articolato che va dalla colonizzazione greca alla crisi delle poleis, dalla fine di Sibari all’arrivo di Lucani e Brettii, fino alla guerra annibalica e all’affermazione di Roma. Ingresso gratuito.