Cuneo. Nel complesso monumentale S. Francesco la quarta edizione di Cuneo Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente: archeologia e cinema ai piedi delle Alpi. Ecco il programma

“Archeologia e cinema ai piedi delle Alpi”: dal 1° al 3 ottobre 2026, alle 20.45, al complesso monumentale S. Francesco a Cuneo, la IV edizione di Cuneo Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, organizzato da Comune di Cuneo, museo civico di Cuneo, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Selezione filmati e archivio cinematografico Firenze Archeofilm.
GIOVEDÌ 1° OTTOBRE 2026. Alle 16 e 17, visite guidate gratuite ai depositi museali a cura di Gian Battista Garbarino, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Alessandria, Asti e Cuneo. Il museo civico di Cuneo apre in via del tutto eccezionale le porte dei depositi delle collezioni museali cuneesi di Palazzo Santa Croce per mostrare al pubblico i reperti in esso contenuti, con particolare riguardo a quelli ritrovati negli scavi della necropoli longobarda di Sant’Albano Stura, la più grande d’Italia. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria: museo@comune.cuneo.it.

GIOVEDÌ 1° OTTOBRE 2026. Alle 20.45, apre le proiezioni il film “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi (Italia 2025, 19’). L’unica via che abbiamo per osservare la preistoria è attraverso gli occhi, le matite e le tempere dei paleoartisti. Mauro Cutrona è certamente tra i più noti e influenti specialisti del settore. In dialogo con gli autori, Cutrona si racconta riflettendo sulla responsabilità che il suo lavoro porta con sé, sulle influenze reciproche tra scienza e arte e rivelando la meraviglia di riportare alla vita le più lontane e profonde radici dell’umanità. Segue l’incontro con Umberto Tecchiati, docente di Preistoria ed Ecologia preistorica all’università di Milano, e Stefania Padovan, conservatrice per gli aspetti archeologici Ente Aree protette Alpi Marittime. E presentazione dell’articolo speciale “Grotte di Aisone. Preistorici sulla via delle Alpi” pubblicato sul numero di settembre/ottobre 2026 di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni…

VENERDÌ 2 OTTOBRE 2026. Apre la serata, alle 20.45, la proiezione del film “Hardangerfolk” di Gregor Douglas Sinclair (Regno Unito 2023, 20’). Il film, seguendo una moderna spedizione, ripercorre le orme di alcuni membri della resistenza norvegese che nel 1943 attraversarono l’inospitale altopiano montuoso Hardangervidda per impedire la creazione di una nuova bomba atomica da parte di Hitler. La missione vide undici combattenti della resistenza norvegese addestrati in Gran Bretagna distruggere la centrale elettrica controllata dai nazisti che stava sviluppando ossido di deuterio, noto anche come “acqua pesante”, un ingrediente chiave nella produzione del plutonio. Segue l’incontro con Pierangelo Gentile professore di Storia contemporanea al dipartimento di Studi storici dell’università di Torino, presidente della Società per gli studi storici, archeologici e artistici della provincia di Cuneo. Chiude la serata il film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53′). Il film racconta l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, un esercito d’élite composto da 150 coppie di amanti maschi che divennero i più formidabili guerrieri del mondo antico. Un team di importanti archeologi e storici internazionali riesamina le prove appena scoperte e ottiene una visione senza precedenti della storia del Battaglione Sacro. Le loro scoperte ci sfidano a rivedere la nostra comprensione dell’antica Grecia e la nostra percezione dell’eroismo, del genere e dell’amore nel corso del tempo.

SABATO 3 OTTOBRE 2026. Apre le proiezioni, alle 20.45, in prima assoluta, il film “Inciso nella pietra, San Francesco e i suoi pellegrini” di Diego D’Innocenzo e Francesco Giannetti (Italia 2026, 54’). A ottocento anni dalla sua morte, nuove scoperte vengono alla luce su uno dei santi più influenti della storia: San Francesco. La sua figura ha richiamato per secoli milioni di pellegrini alla Basilica di Assisi, mentre gli straordinari affreschi di Giotto ne hanno plasmato un’eredità potente: un uomo ricco che rinunciò a tutto; un predicatore di pace per gli uomini e per gli animali; un santo visionario segnato dalle stimmate. Ma accanto a questa narrazione, un’altra storia è rimasta quasi invisibile. Nascosti sulle pareti della Basilica si conservano oltre 700 graffiti devozionali: messaggi lasciati da pellegrini, frati e viaggiatori medievali e rinascimentali, oggi studiati per la prima volta. Grazie a un accesso esclusivo a queste tracce nascoste, le voci dei credenti comuni tornano a farsi sentire, rivelando un ritratto più complesso e più intimo del santo più amato. Un viaggio alla scoperta dell’uomo oltre il mito, e della storia segreta incisa nel cuore di uno dei luoghi più sacri d’Italia. Segue l’incontro con Marta Zunino paleontologa, direttrice delle Grotte di Toirano. Quindi Cerimonia di premiazione con attribuzione del “Premio Cuneo Archeofilm” al film più votato dal pubblico, e attribuzione del “Premio Cuneo Archeofilm – Scuole” al cortometraggio più votato dagli studenti. Chiude la serata e il festival la proiezione cortometraggio vincitore del “Premio Cuneo Archeofilm – Scuole”.
Siracusa. Al museo del Papiro “Corrado Basile”, ex convento di Sant’Agostino in Ortigia, al via il XXV convegno di Egittologia e Papirologia dedicato ai 40 anni dell’Istituto Italiano per la Civiltà Egizia. Ecco il programma di quattro giorni di incontri e confronti

Dal 1° al 4 ottobre 2026, al museo del Papiro “Corrado Basile”, ex convento di Sant’Agostino in Ortigia, in via Nizza 14 a Siracusa, il XXV convegno di Egittologia e Papirologia dedicato ai 40 anni dell’Istituto Italiano per la Civiltà Egizia.
PROGRAMMA 1° OTTOBRE 2026. Alle 16.15, registrazione; 17, apertura del convegno: indirizzi di saluto e presentazione del convegno con Anna Di Natale, direttore del museo del Papiro “Corrado Basile”, e Gloria Rosati, presidente dell’Istituto Italiano per la Civiltà Egizia. INTERVENTI presiede Gloria Rosati: 17.10, Anna Di Natale, Corrado Basile (museo del Papiro, Siracusa) “Identificazione, impiego e ruolo di pigmenti bianchi nei trattamenti di finitura dei papiri”; 17.30, Henning Franzmeier (American University, Cairo) “Due palazzi del periodo Ramesside. Nuovi risultati degli scavi a Qantir-Pi-Ramesse”; 17.50, Ilaria Cariddi (università di Firenze), Alessio Corsi (Université du Littoral Côte d’Opale), Marta Valerio (università di Firenze) “Alcune formule di trasformazione del Libro dei Morti (BD 77, 82, 85, 86) nel programma decorativo delle tombe tebane dell’Assasif di Epoca Tarda”; 18.10, Christian Orsenigo (museo civico di Crema e del Cremasco) “La dispersione degli ushabti della dama Ankhesenites, figlia di Iretiru”.
PROGRAMMA 2 OTTOBRE 2026. INTERVENTI presiede Rosanna Pirelli. Alle 9,30, Barbara Gilli (ricercatrice indipendente) “Nuovi frammenti del Libro dei Morti di Senemnetjer”; Francesca Iannarilli (università di Venezia Ca’ Foscari) “La stele(?) di Tanutamun del Museo Egizio di Torino”; 10.10, Gloria Rosati (università di Firenze) “Aggiornamenti”; 10.30, Giorgia Cafici (università di Verona) “Achille Vogliano a Tebtynis: nuove evidenze dalla documentazione inedita dell’archivio Anti”; 10.50, pausa caffè. Presiede Emanuele M. Ciampini. 11.20, Andrea Angelini, Giuseppina Capriotti Vittozzi (Consiglio Nazionale delle Ricerche-ISPC, Roma) “Infrastrutture civili in una città di frontiera: note dagli scavi CNR a Tell el-Maskhuta”; 11.40, Grażyna Bąkowska-Czerner (Jagellonian University, Cracovia), Rafał Bąkowski (Polish Space Agency) “Tra archeologia e telerilevamento: un tentativo di ricostruzione del paesaggio costiero a Darazya e Marina el-Alamein”; 12, Susanna Moser (Institute of Mediterranean and Oriental Cultures of the Polish Academy of Sciences, Varsavia) “I sarcofagi antropoidi in legno tra la fine del periodo faraonico e quello greco (VI-I sec. a.C.): risultati preliminari di uno studio in corso”; 12.20, Maria Cristina Guidotti (Consiglio Nazionale delle Ricerche-ISPC, Roma) “Ancora ceramica inedita dall’area della tomba di Bakenrenef a Saqqara”; 12.40, Giulia Magnani, Bianca Ciatti (università di Torino) “La ceramica del Tempio Solare di Nyuserra ad Abu Ghurab: alcune considerazioni”; 13, Mattia Mancini (università di Pisa) “Archivio Bresciani: un patrimonio egittologico diviso tra università, musei e biblioteche”; pausa pranzo. Presiede Giuseppina Capriotti Vittozzi. 14.50, Andrea Fumagalli (ricercatore indipendente) “Akhnaten: say my name into eternity”; 15.10, Francesco De Gaetano (università di Roma Sapienza) “Il volto della battaglia nell’Egitto del Medio Regno? Le evidenze dalla sepoltura collettiva MMA 507”; 15.30, Alberto Maria Pollastrini (Archéologie et Philologie d’Orient et d’Occident, CNRS-PSL) “Armi per l’impero: le officine di Pi-Ramesse/Qantir e l’equipaggiamento militare”; 15.50, Federico Contardi (università di Firenze) “Strategie di resistenza: indizi di dissenso sacerdotale nei decreti sinodali tolemaici”; 16.10, pausa. Presiede Silvia Strassi. Giacomo Cavillier (università del Cairo) “Il riuso di una stele tolemaica per Cornelio Gallo: quale sovrano?”; 16.50, Felice Antonio Costabile (università Mediterranea di Reggio Calabria) “Il riuso di una stele tolemaica per Cornelio Gallo: le sue imprese nella Trilingue di Philae e la frontiera dell’impero alla Triacontaschene donde (hanno origine) le Etiopie”; 17.10, Rosanna Malafronte (ricercatrice indipendente) “I concetti di πρόληψις ed ἔννοια in PHerc. 1025”; 17.30, Francesco Muraca (ricercatore indipendente) “L’inefficienza del sistema giurisdizionale dell’Egitto romano alla luce del dossier del processo di Drusilla”.
PROGRAMMA 3 OTTOBRE 2026. INTERVENTI presiede Maria Cristina Guidotti. Alle 9.30, Rosanna Pirelli (università di Napoli “L’Orientale”) “Studi sui materiali isiaci di Benevento: aggiornamenti e appunti per una nuova esposizione”; 9.50, Stefania Mainieri (università di Napoli “L’Orientale”) “Tra legno e pietra: un modello condiviso (?)”; 10.10, Massimo Cultraro (Consiglio Nazionale delle Ricerche-ISPC, Catania) “Un’epoca al collasso: spunti di interesse archeologico nel racconto del viaggio di Unamon”; 10.30, Teodozja Rzeuska (Institute of Mediterranean and Oriental Cultures, Polish Academy of Sciences, Varsavia) “What’s news at the Pharaoh’s Mastaba”; 10.50, pausa caffè. Presiede Giuseppe Ucciardello. Alle 11.20, Nicola Reggiani (università di Parma), Enzo Alibrandi (università di Napoli “L’Orientale”) L’acquaponica nella città del pesce sacro: pratiche di acquacoltura integrata nella testimonianza dei papiri greco-romani da Ossirinco 11:40 Mario C.D. Paganini (Università di Roma “Tor Vergata”) “Per una rivalutazione dei villaggi nell’Egitto tolemaico”; 12, Silvia Strassi (università di Padova) “Α proposito di Σωκράτηϲ πράκτωρ άργυρικῶν a Karanis nel II secolo d.C.”; 12.20, Samuele Coen (Istituto Papirologico ‘G. Vitelli’, Firenze) “Tra epica pagana e cristianesimo: due frammenti inediti da Antinoupolis”; 12.40, Valentina Iannace (Istituto Papirologico “G. Vitelli”, Firenze) “L’assetto demografico di Karanis in età traianea: nuove evidenze da una synopsis del komogrammateus locale”; 13, Marzia Cavriani (università di Bologna) “Il ciclo operativo delle cretule di Mirgissa e Uronarti: nuove prospettive sulle pratiche amministrative del Tardo Medio Regno in Bassa Nubia”; 13.20, pausa pranzo. Presiede Gloria Rosati. 14.50, Susanna Lena (Centro Culturale Egittologico “Claudia Dolzani”, Trieste) “Commerci, commercianti e collezionismo”; 15.10, Martina Caliendo (università Ca’ Foscari di Venezia) “Il tempio come produttore di significato: spazio, epigrafia e ideologia regale nella XVIII dinastia”; 15.30, Massimiliano Nuzzolo (università di Torino) “La Pietra di Palermo, la terra di Punt e l’unguento nwd”; 15.50, Martina Landrino (Johannes Gutenberg-Universität, Mainz) “Jaroslav Černý a Torino: storia di una ricerca”; 16.10, Tarek Tawfik (università del Cairo, presidente dell’International Association of Egyptologists) “International Egyptology in a Changing World”; 16.30, Gloria Rosati (presidente dell’Istituto Italiano per la Civiltà Egizia) “IICE: i primi 40 anni”. Chiusura dei lavori-
PROGRAMMA 4 OTTOBRE 2026. Alle 9.30, Istituto Italiano per la Civiltà Egizia: assemblea generale.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale torna MANNight con tante performance artistiche in programma nelle collezioni. Il direttore Sirano: “Ci attende un autunno ricco di eventi, segnati dalla celebrazione dei 250 anni di storia del nostro Museo”

Torna il giovedì di MANNight: il 1° ottobre 2026 il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà aperto anche di sera, dalle 19 alle 23.30 (ultimo ingresso ore 22.30), con tante performance artistiche in programma nelle collezioni dell’Istituto a partire dalle 20.30. Il progetto MANNight, ideato dalla direzione del museo e prodotto da Casa del Contemporaneo in collaborazione con La Santissima Community Hub, anche questa settimana proporrà al pubblico nuove performance e una selezione originale di musica con FuturoTropicale, dj di base a Milano: un set che guarda alla scena Balearic di fine anni ’80 e attraversa tutti i generi musicali, dalla pop alla disco fino all’house music. Come ogni settimana, accoglierà il pubblico la dj Angelica Barella, con la sua welcome session sul terrapieno del Museo. A partire dalle 19 il biglietto ha un costo ridotto di 10 euro. “Ottobre all’insegna delle aperture serali e non solo”, commenta il direttore Francesco Sirano: “ci attende un autunno ricco di eventi, segnati dalla celebrazione dei 250 anni di storia del nostro Museo. Filo conduttore di queste iniziative sarà la consapevolezza che il futuro incontra il passato: uno slogan che ci accompagnerà per tutto il 2027, connotando la multidisciplinarietà delle nostre attività”.

Durante le MANNight di ottobre 2026, sarà promosso l’abbonamento annuale OpenMANN: al Museo di sera, al Museo tutto l’anno, per radicare sempre più il legame tra l’Archeologico e la città. Durante le quattro serate MANNight di ottobre il Museo aderirà alla campagna di sensibilizzazione, legata al mese della prevenzione del tumore al seno e promossa da Susan Komen Italia in rete con il ministero della Cultura: la Venere Callipige sarà illuminata di rosa.

PROGRAMMA. Dalle 19.30 alle 22, PIANO TERRA, DJ set “Archivi Sonori” Soul Express Collective Welcome Session – DJ Angelica Barella; dalle 20.30 alle 22.45, COLLEZIONE FARNESE – SALA 2, Evento musica live – tromba e chitarra elettrica Enrico Valanzuolo e Francesco Scelzo Interpretazione di celebri temi cinematografici, atmosfere epiche e solenni in dialogo con le collezioni; CAMPANIA ROMANA – SALA 41, Tableaux Vivants – Teatri 35: mosaici e affreschi delle collezioni prendono vita, da ritrovare lungo il percorso di visita; ATRIO, evento musica e danza live clarinetto e danzatori “Omaggio a Partenope” di Liberato “Prima” di Mimmo Napolitano con Luca Iovine, Ida Marino, Giosuè Carbone; PIANO -1 COLLEZIONE EGIZIA – SALA 20, “I custodi dell’eternità – Il corpo come memoria vivente”: performance di Body Art di Weronique Art Ispirata agli ushabti egizi del corredo del comandante; SCALONE, Docubeat – Club Tasso Collage sonori e visivi, che uniscono documentazione, musica e suoni d’ambiente; SECONDO PIANO, SALONE DELLA MERIDIANA, Cosmic Dialogues – Danza e musica Sara Lupoli, Martina Primicile Carafa: due performance site-specific ispirate al rapporto tra cielo, tempo e le opere che abitano la sala; VILLA DEI PAPIRI – SALA 117, evento musica live – quartetto d’archi Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Alessandra Gallo, Giovanni Sanarico: esecuzioni di arrangiamenti ispirati a Wuthering Heights di Kate Bush a Pompeii dei Bastille. Un viaggio tra le rovine vesuviane e il loro immaginario romantico, fonte di ispirazione per l’arte, la letteratura, la musica; PIANA CAMPANA – SALA 123, evento musica live – tammora, voce e danza Giusy Lo Sapio, Marta Peperna: un richiamo alle tradizioni e ai riti della Campania; AFFRESCHI – SALA 78, Mixels, installazione digitale interattiva – cosadelfuturo: i visi e gli sguardi riprodotti si fondono con le immagini della collezione; GIARDINO DELLA VANELLA, DJ set “Archivi sonori” Soul Express Collective DJ Futuro Tropicale.
Adria (Ro). Bilancio più che positivo della seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po. Quasi mille presenze: pubblico e partecipazione premiano il festival tra cinema, teatro, musica, danza e archeologia

A due settimane dalla chiusura ad Adria (Ro) della seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po, promossa da Emanuela Finesso, presidente del circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria con Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, e l’archeologa Sandra Bedetti, e la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele del festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), è tempo di bilanci. E sono bilanci più che positivi: Adrikà chiude sfiorando le mille presenze: pubblico e partecipazione premiano il festival tra cinema, teatro, musica, danza e archeologia. I numeri restituiscono la dimensione della partecipazione: 542 presenze nei tre giorni di appuntamenti ad Adria, alle quali si aggiungono le 250 persone che hanno seguito lo spettacolo di Banda Osiris e Telmo Pievani, le 40 presenze a Frattesina e le 160 registrate nei primi due giorni della rassegna, per un totale di 992 presenze complessive.

Le immagini del video realizzato da Qual Buon Veneto rendono bene l’atmosfera di partecipazione di un pubblico variegato e sempre attento. Un risultato che conferma soprattutto la capacità di Adrikà di proporre contenuti diversi mantenendo un’identità riconoscibile. Cinema, teatro, musica e danza si sono incrociati con le conferenze e con gli incontri dedicati all’antico, costruendo un programma nel quale divulgazione e spettacolo hanno dialogato continuamente. Particolarmente significativa è stata la risposta agli appuntamenti teatrali e performativi, così come la partecipazione agli incontri e alle conferenze. Il Cinema Teatro Politeama ha fatto registrare una presenza vicina al tutto esaurito, con ben 250 persone per Banda Osiris e Telmo Pievani, offrendo una delle immagini più significative di questa edizione.

“È stata un’edizione densa e variopinta, piena di contenuti importanti che siamo riusciti a raccontare anche con leggerezza, facendo incontrare arti e linguaggi diversi”, commenta Emanuela Finesso, presidente del Circolo Mazzacurati. “Ci ha fatto particolarmente piacere vedere quanto siano stati apprezzati anche gli incontri e le conferenze, accanto agli spettacoli. Ma forse il segnale più bello è arrivato direttamente dalle persone: in questi giorni più di qualcuno mi ha fermata per congratularsi e per propormi già un’idea per la prossima edizione. Significa che il pubblico non considera Adrikà soltanto qualcosa a cui assistere, ma comincia a sentirsi parte della manifestazione”. Ed è proprio da questa partecipazione che partirà il lavoro per il futuro. Il gruppo organizzatore si riunirà per analizzare punti di forza e aspetti da migliorare dell’edizione appena conclusa e cominciare a costruire il programma del prossimo anno.
Cefalù (Pa). A Palazzo Osterio Magno la mostra “Cefalù archeologica: le città sotto la città. Amedeo Tullio. Gli studi e la ricerca archeologica” promossa dall’Archeoclub d’Italia con la sede locale di Cefalù

Una mostra per promuovere la conoscenza della “Cefalù Archeologica”, in memoria del prof. Amedeo Tullio. Dal 30 settembre al 31 ottobre 2026, a Palazzo Osterio Magno, in corso Ruggero, con ingresso da via Amendola n. 9, a Cefalù (Pa), si può visitare la mostra “Cefalù archeologica: le città sotto la città. Amedeo Tullio. Gli studi e la ricerca archeologica” promossa dall’Archeoclub d’Italia con la sede locale di Cefalù, e realizzata in collaborazione con la soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo. La mostra promuove la conoscenza dell’antica città di Kephaloidion e nel contempo ricorda il lavoro di studio e di ricerca sul campo svolto negli ultimi cinquant’anni dalla soprintendenza di Palermo con la continuativa collaborazione del prof. Amedeo Tullio dell’università di Palermo. A tale lavoro svolto e ai reperti recuperati, ampiamente descritti nelle tante pubblicazioni curate dal prof. Amedeo Tullio, si desidera dare una occasione espositiva, seppure parziale, nella prospettiva della costituzione di un museo archeologico della città di Cefalù. Si concretizza così un progetto di alto valore culturale, frutto di un costante impegno di Archeoclub d’Italia sede di Cefalù insieme ad Archeoclub d’Italia nazionale e alla soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Palermo in memoria dell’archeologo Amedeo Tullio.
Tarquinia (Vt). Alla necropoli dei Monterozzi apertura straordinaria della Tomba dell’Orco con visite guidate a cura del personale del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia

Mercoledì 30 settembre 2026, alla necropoli dei Monterozzi di Tarquinia (Vt), nel parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, aperta dalle 9 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.30), sarà possibile visitare la Tomba dell’Orco, solitamente chiusa al pubblico. Le visite guidate, a cura del personale del PACT, si svolgeranno alle 10, 11 e 12. Le visite guidate sono su prenotazione (Info e prenotazioni: pa-certa.info@cultura.gov.it) e fino ad esaurimento posti, con biglietto di ingresso ordinario. La Tomba dell’Orco è raggiungibili con mezzi propri.
Ercolano (Na). Al parco archeologico il sabato, da ottobre a dicembre, tornano le visite guidate alle Terme Suburbane alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Ecco calendario e modalità. Biglietti in vendita dal 29 settembre

Da ottobre a dicembre 2026, al parco archeologico di Ercolano (Na) tornano le visite guidate alle Terme Suburbane, con turni settimanali del sabato alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Biglietti in vendita da martedì 29 settembre 2026. Conclusa con successo l’edizione 2026 de Gli Ozi di Ercole, la rassegna che tra il 10 e il 12 settembre 2026 ha animato l’Antica Spiaggia del parco archeologico di Ercolano con reading scenici e incontri musicali, con la direzione artistica di Gennaro Carillo e la partecipazione, tra gli altri, di Lucia Mascino, Laura Pepe, Isabella Ragonese, Carmen Gallo, Silvia Romani, Federica Fracassi, Ambrogio Sparagna, Raffaello Simeoni e Carlo Boccadoro, oltre al concerto di Francesco Di Bella, il parco si prepara ora ad accogliere il pubblico con un nuovo ciclo di visite guidate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane. “Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane”, dichiara Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano, “rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo”.

Riprendono dunque al parco archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento, ma di un nuovo ciclo di visite guidate che, in attesa del completamento dei lavori, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno ogni sabato, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi, composti da un massimo di 15 partecipanti, saranno accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. Trattandosi di un cantiere attivo, per l’intera durata del percorso, di circa un’ora, i visitatori indosseranno un casco protettivo.

Calendario e turni di visita. Ottobre: sabato 10, 24 e 31 ottobre 2026; novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026; dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026. Mattina: 9.30 (visita in italiano), 10.30 (visita in inglese), 11.30 (visita in italiano). Pomeriggio: 14.30 (visita in italiano), 15.30 (visita in inglese), 16.30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale). I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora. I biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre 2026, online e in biglietteria. Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21 euro. Cittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7 euro. Gratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge. Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del parco archeologico di Ercolano.

Le Terme Suburbane. Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua. Incastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.

Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.
Cavriana (Mn). Alla rassegna internazionale del cinema archeologico il regista Massimo d’Alessandro presenta in anteprima il trailer del suo ultimo film “IULIAE. Il silenzio, la pietra, la memoria” e ne anticipa i contenuti ad “archeologiavocidalpassato.com”

L’uscita del film “IULIAE. Il silenzio, la pietra, la memoria”, ultima fatica del regista Massimo d’Alessandro, che fonde archeologia e narrazione intima, è prevista per dicembre 2026. Ma alla seconda rassegna internazionale del cinema archeologico di Cavriana (Mn) si è potuto apprezzare in anteprima il trailer. Per l’occasione il regista Massimo D’Alessandro presenta ad archeologiavocidalpassato.com come è nato il suo nuovo film.
“Nel maggio 2025 l’università di Foggia, l’università del Salento e il gruppo ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione di Roma”, spiega Massimo D’Alessandro ad archeologiavocidalpassato.com, “hanno compiuto una campagna di ricerche archeologiche sull’isola di San Nicola nell’arcipelago delle isole Tremiti. La campagna aveva come obiettivo di indagare le strutture romane del I sec. preesistenti sull’isola, strutture che qualcuno ritiene associate alla relegatio, cioè all’esilio di Giulia Minore, la nipote di Augusto (vedi Isole Tremiti (Fg). Iniziata sull’isola di San Nicola la campagna di scavi archeologici “Sulle tracce di Giulia Minore” nell’ambito del progetto M.A.R.E.A. (Mediterraneo Archeologia Etnografia Ambiente) condotta dall’università di Foggia con il Comune di Isole Tremiti, università di Bari, soprintendenza ABAP FG-BAT e con il supporto di ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione – archeologiavocidalpassato). Anche se non ci sono riscontri diretti del fatto che Giulia possa avere abitato in queste strutture, la storia però conferma che lei fu esiliata sull’isola per più di 20 anni. Questa era una conseguenza delle lotte dinastiche di successione che contrapponevano la fazione della famiglia Giulia, di cui facevano parte lei, la madre e Agrippa Postumo il fratello, sulla fazione Claudia che era rappresentata da Livia e Tiberio. Lotta dinastica che poi, come sappiamo bene, portò alla vittoria finale di Tiberio, all’interno della quale però abbiamo avuto l’idea di raccontare la storia dell’esilio di questa donna che segue lo stesso destino della madre Giulia Maggiore, relegata anche lei a Ventotene. Quindi è una storia di donne esiliate e la cui memoria è stata – come si dice, damnatio memoriae – dimenticata per secoli. Quindi da quello scavo nasce questo documentario che qui oggi al Festival di Cavriana presentiamo in anteprima come trailer del film che uscirà nel dicembre 2026 e cercherà di raccontare la storia di esilio e di emarginazione di queste donne che, benché potenti, subirono questa sorte”.
“IULIAE, il silenzio, la pietra, la memoria” è un documentario che intreccia lo scavo scientifico sul campo con una storia drammatica e intima. Il film segue la campagna investigativa condotta nell’ambito del Progetto M.A.R.E.A. (finanziato dall’Unione Europea) che vede archeologi delle Università di Foggia e Salento, insieme a speleologi dell’ASSO ETS, scendere nelle spettacolari cisterne romane profonde fino a 15 metri ed esplorare i resti monumentali di un criptoportico e di una sontuosa villa romana sull’isola di San Nicola. Da quelle antiche pietre riemerge la voce spezzata di Giulia, portata in vita in un monologo poetico e incisivo radicato nella rigorosa base delle fonti storiche (vedi Prima campagna di indagini archeologiche sull’isola di San Nicola (arcipelago delle Tremiti, Fg) condotta da UniFg con Asso, UniBa e Sabap-Fg: video di Massimo D’Alessandro sintetizza i risultati raggiunti – archeologiavocidalpassato).

Nell’8 d.C., la condanna di Giulia la Giovane scosse la corte romana [10, 17]. Accusata di adulterio e condotta scandalosa, la nipote del Pater Patriae fu strappata dai suoi figli e esiliata sull’isola remota di Trimerus. Le sue ceneri non avrebbero mai riposato nel mausoleo dinastico, e persino il figlio nato dopo la sua condanna fu privato del diritto alla vita [10, 17]. Ma cosa nascondeva davvero una punizione così severa? Il documentario “IULIAE” rivela che l’accusa morale era il perfetto espediente orchestrato dal regime per mascherare un conflitto dinastico e politico spietato. Julia era il cuore della stessa fazione di sangue di Augustus; era sposata con Lucio Emilio Paolo, che fu giustiziato per aver cospirato contro l’ascesa della fazione claudia guidata da Tiberio e Livia. L’esilio di Giulia equivaleva alla sistematica purga dell’ultimo ostacolo alla successione.

Il film, col coordinamento scientifico di Danilo Leone, Mariuccia Turchiano (università di Foggia), si sviluppa lungo due percorsi narrativi: Scienza e mistero: Si seguono in tempo reale le scoperte archeologiche contemporanee sull’isola di San Nicola. Si accompagnano i ricercatori mentre conducono rilievi 3D con droni, scansioni laser di monumentali rovine romane e discese mozzafiato in cisterne d’acqua sotterranee, tutto alla ricerca di tracce fisiche di un’occupazione durata vent’anni. La voce dell’Esilio: Il silenzio delle pietre viene rotto dal recitativo intimo e moderno di Giulia—una donna istruita ed emancipata che analizza lucidamente i meccanismi di potere che l’hanno schiacciata e condannata alla “morte civile”.

Sullo sfondo, l’isola di San Nicola si rivela come un duraturo “confine di pietra” attraverso i secoli [10]: dal romano Trimerus e dal rifugio monastico benedettino medievale fino alla sua trasformazione nuovamente in prigione nel ventesimo secolo—ospitando prigionieri libici nel 1911, antifascisti come Sandro Pertini e omosessuali deportati dal regime. Un’opera visionaria in cui il mare—lo stesso mare che ha isolato Giulia per vent’anni—diventa un attore dinamico, restituendoci la memoria di una verità che era rimasta sepolta troppo a lungo.



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