Due anteprime annunciano la 37ma edizione del RAM film festival 2026: a Rovereto lo spettacolo “La città biblioteca. Un viaggio nel labirinto dei racconti” e a Trento il film “Fiume o morte!”

Il programma cartaceo del RAM film festival 2026 (foto fmcr)

Con le due anteprime, martedì 6 ottobre 2026, la prima alla biblioteca civica Tartarotti di Rovereto alle 18, con lo spettacolo di EvoèTeatro “La città biblioteca. Un viaggio nel labirinto dei racconti”, e la seconda a Trento (HarpoLab, ore 20.45) con il pluripremiato documentario “Fiume o morte!” di Igor Bezinović, Rovereto annuncia l’avvio della 37ma edizione del RAM film festival, organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto e dedicato al cinema su archeologia, storia, tradizioni e patrimonio culturale, con FOCUS 2026: “Sguardi sulle città”.

La città biblioteca. Un viaggio nel labirinto dei racconti. Tra i libri della “Tartarotti”, quattro perso­naggi attraversano la storia di Rovereto ripercorrendo luoghi e momenti simbolici. La storia reale si intreccia con racconti, immaginazione e memorie custodite nei libri, realtà e finzione si confondono, trasformando la biblioteca in un labirinto di storie e la città in un gran­de racconto condiviso. Uno spettacolo di EvoèTeatro. Scritto e diretto da Maura Pettorruso.

FIUME O MORTE! “SGUARDI SUL REALE”. Serata con proiezione e dialogo con Erica Barbiani, produttrice del film, autrice e story editor: film “Fiume o morte!” di Igor Bezinović (Croazia/Italia/Slovenia 2025, 112’). Nel 1919 il poeta italiano, dandy e predicatore di guerra Gabriele D’Annunzio occupa la città di Fiume/Rijeka. Oggi i suoi abitanti raccontano, ricostruiscono e reinterpretano la singolare storia dei sedici mesi di occupazione della loro città in un viaggio cinematografico pieno di energia e fieramente punk. Un documentario che rilegge con ironia e spirito critico uno degli episodi più eccentrici del primo dopoguerra. L’appuntamento è parte dell’iniziativa “Sguardi sul reale” – Proiezione e dialogo con gli autori dei documentari premiati al Doc/it Professional Award, a cura di Trentino Film Com­mission, in collaborazione con Doc/it e HarpoLab.

Dal 7 all’11 ottobre 2026, Rovereto (Tn) torna capitale del cinema dedicato al patrimonio culturale: per cinque giornate la città trentina diventa un punto di incontro privilegiato per il mondo del cinema e dell’archeologia, e per un pubblico di ogni età, con un ricco palinsesto di proiezioni sul grande schermo, anteprime, spettacoli dal vivo, momenti di confronto informale ed esperienze fulldome. 80 i film in concorso da 35 Paesi, record di tutte le edizioni: una maratona visiva che conferma come il RAM rappresenti oggi un presidio culturale unico e un punto di riferimento per la cinematografia documentaristica dedicata all’archeologia, alla storia, all’antropologia e alla memoria collettiva, con tanti registi e produttori che hanno già confermato la loro presenza a Rovereto.

Roma. Dal 15 ottobre “Da Vulci a Villa Giulia. La via degli Eroi”: il nuovo biglietto integrato per rafforzare il legame tra il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e il parco archeologico naturalistico di Vulci

Si chiama “Da Vulci a Villa Giulia. La via degli Eroi”: è il nuovo progetto di valorizzazione integrata, capace di mettere in relazione luoghi, collezioni e testimonianze diverse ma profondamente connesse, offrendo al pubblico una nuova chiave di lettura della storia etrusca e del rapporto tra Vulci e Roma. Dal 15 ottobre 2026 sarà disponibile il biglietto integrato che offrirà ai visitatori l’opportunità di conoscere il patrimonio di Vulci e di Villa Giulia attraverso un unico percorso, riscoprendo e riallacciando il legame storico tra l’antica città etrusca e Roma. Il costo è di 15 euro, e potrà essere acquistato attraverso la piattaforma e l’app Musei Italiani e sul sito di Coopculture. Avrà validità di un anno dalla data del primo utilizzo e consentirà un ingresso in ciascuno dei due siti. È previsto inoltre un biglietto Young, dedicato ai cittadini europei tra i 18 e i 25 anni, al costo di 6 euro. Il progetto rafforza il legame tra il parco archeologico naturalistico di Vulci, compreso nei territori dei Comuni di Canino e Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, custode dei più importanti capolavori dell’arte etrusca a livello mondiale. La Fondazione Vulci, ente gestore del parco naturalistico archeologico di Vulci, è costituita dai Comuni di Montalto di Castro e Ischia di Castro e dalla Regione Lazio. Il Parco occupa una superficie di 200 ettari, tra i comuni di Montalto di Castro e di Canino e offre ai suoi visitatori una rete di percorsi segnalati dell’antica città etrusco-romana di Vulci e le necropoli vulcenti, oltre alle bellezze naturali dell’area.

Biglietto integrato “Da Vulci a Villa Giulia. La via degli Eroi”: da sinistra, Luana Toniolo, Laura Allegrini, Carlo Casi (foto etru)

Il nuovo biglietto integrato fra il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e il parco archeologico naturalistico di Vulci è stato presentato al ministero della Cultura. All’incontro sono intervenuti Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale (DiVA); Roberto Vannata, direttore del Servizio II – sistema museale nazionale della direzione generale Musei; Luana Toniolo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; i rappresentanti della Fondazione Vulci, con la presidente Laura Allegrini e il direttore scientifico Carlo Casi; i sindaci delle amministrazioni comunali di Montalto di Castro, Emanuela Socciarelli e di Canino, Giuseppe Cesetti, il dirigente dell’Area Valorizzazione del patrimonio culturale e programmazione della direzione Cultura, Politiche giovanili e della Famiglia, Pari opportunità, Servizio civile della Regione Lazio, Miriam Cipriani; il direttore marketing, comunicazione e sviluppo territoriale di Coopculture, Laura Aversa.

Affreschi della Tomba François al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto valentina sensi / hf4 ufficio stampa)

C’è un legame storico tra Vulci e il museo di Villa Giulia che trova oggi un nuovo elemento di continuità nella recente acquisizione da parte dello Stato italiano degli affreschi della Tomba François, realizzata tra il 340 e il 320 a.C. e universalmente considerata una delle testimonianze più straordinarie della civiltà etrusca e del patrimonio figurativo del Mediterraneo antico (vedi Roma. Il MIC per 15 milioni acquisisce dagli eredi dei Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani la Tomba François di Vulci, uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e della pittura antica. Dal 25 giugno sarà esposta al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con eccezionali prestiti da Parigi, Londra, Bruxelles, Losanna, Vaticano, Roma – archeologiavocidalpassato). Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nella necropoli di Ponte Rotto, a Vulci, la tomba fu distaccata nel 1863 e trasferita a Roma, nella collezione Torlonia. Le pitture, realizzate per la nobile famiglia etrusca dei Saties, intrecciano mito greco, storia locale, propaganda politica e rappresentazione del potere, configurandosi come un bene di eccezionale valore storico, artistico e identitario.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Un cuore greco. Il ritorno ai classici nel Novecento” di Marina Valensise (Istituto nazionale del Dramma antico) nell’ambito del Taras Teatro Festival

Martedì 6 ottobre 2026, alle 17, il museo Archeologico nazionale di Taranto ospita la presentazione del libro “Un cuore greco. Il ritorno ai classici nel Novecento” di Marina Valensise (Neri Pozza editore), nell’ambito del Taras Teatro Festival. A introdurre l’incontro, nella sala Lippolis del museo Archeologico nazionale di Taranto, la direttrice del MArTA Stella Falzone. Marina Valensise dialoga con Antonio Calenda, tra i più importanti registi italiani, in un incontro dedicato al rapporto tra il mondo antico e la cultura del Novecento. Ad accompagnare la conversazione, una lettura scenica a cura del Gruppo della Creta. Da Picasso a Stravinskij, da Camus a Heiner Müller e Sarah Kane, “Un cuore greco” attraversa arte, letteratura e teatro per raccontare come i classici abbiano continuato a offrire agli artisti del Novecento strumenti per leggere il proprio tempo e le sue contraddizioni.

Copertina del libro “Un cuore greco. Il ritorno ai classici nel Novecento” di Marina Valensise

Un cuore greco. Il ritorno ai classici nel Novecento. Davvero per essere moderni bisogna ripudiare l’antico? Perché mai certi artisti, come Michel Houellebecq, si mostrano insofferenti all’ascolto dei classici che pure hanno plasmato il nostro modo di essere? Certo, oggi, la novità prevale sulla tradizione; e la curiosità cede alla “brama totalitaria di futuro” per titillare il pubblico, anche a rischio di nutrire il nichilismo di individui che, privi di radici e di memoria, cadono in balia di una vita senza senso. Eppure, dev’essere successo qualcosa di irreversibile per accettare la tabula rasa dei classici, come se fossero incomprensibili o non pervenuti. Ma cosa? Per chiarirlo, Marina Valensise propone un viaggio a tappe nel paesaggio moderno dell’antico, attraverso artisti, poeti, drammaturghi, musicisti e scrittori, testimoni nel Novecento della vitalità del patrimonio classico come fonte di ispirazione per opere d’avanguardia. Offre così il racconto dell’esperienza di personaggi straordinari ora afflitti dalla perdita di significato o irretiti dalla moda come Hofmannsthal, Cocteau, Picasso; ora attratti dalla solennità del dramma antico come Stravinskij o persi nell’epos della guerra mondiale come l’ucraina Rachel Bespaloff e il calabrese Alvaro; pronti come Montherlant a penetrare il desiderio femminile o a ritrovare come Camus la luce della tragedia greca contro il buio del totalitarismo; oppure addirittura costretti, come Heiner Müller, a ricorrere al mito per parlare di stalinismo o disposti, come Sarah Kane, a farlo saltare in aria per esporlo alla pornografia del reale. Tante voci originali che, col ritorno ai classici, hanno aperto nuove strade, offrendo a noi moderni lo strumento indispensabile per capire noi stessi e affrontare il mondo. Immersi come siamo in un mondo che si rivela ben più distopico di quello annunciato dei romanzi di fantascienza cinquant’anni fa, oggi scopriamo artisti convinti di poter tranquillamente fare a meno dei classici e dei capolavori del mondo antico, di ignorare gli eroi di Omero, i versi di Esiodo, i drammi di Eschilo, la poesia di Sofocle, la freddezza di Euripide, per non parlare dei romani, della lussuria infernale del teatro di Seneca con le sue perverse deviazioni di epoca neroniana. Un viaggio inaspettato, in nome del ritorno ai classici, nell’arte e nelle idee del Novecento, passando dalla sperimentazione ludica dell’avanguardia alla sopravvivenza di fronte alle tragedie della storia d’Europa.

Marina Valensise (foto profilo FB valensise)

Marina Valensise è consigliere delegato dell’Istituto nazionale del Dramma antico, che da oltre cent’anni produce le rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. Ha diretto a Parigi, tra il 2012 e il 2016, l’Istituto italiano di cultura, collabora al Foglio e al Messaggero. Fra i suoi libri: Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento (Marsilio 2012), L’Hôtel de Galliffet (Skira 2015), La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio italiano con le imprese (Marsilio 2016), La temeraria. Luciana Frassati Gawronska, un romanzo del Novecento (Marsilio 2019). Con Neri Pozza ha pubblicato Sul baratro. Città, artisti e scrittori d’Europa alla vigilia della Seconda guerra mondiale (2022).

Verona. Al museo di Storia naturale la conferenza “Alle origini del Museo Lapidario Maffeiano” con Alfredo Buonopane (UniVr) apre le “Conversazioni di archeologia, arte e scienza 2026-2027”. Ecco il programma ottobre-dicembre

Dopo una stagione con 19 conferenze, 1 concerto, 32 relatori e circa 900 partecipanti, ripartono le conversazioni di archeologia, arte e scienza dei musei civici di Verona: dal 6 ottobre 2026, con la conferenza del prof. Alfredo Buonopane (università di Verona) prende il via il nuovo ciclo di conferenze sottotitolato “Conversazioni di archeologia, arte e scienza”, coordinato da Francesca Morandini e Massimo Saracino. Il progetto prosegue una tradizione cinquantennale di dialogo tra ricerca, patrimonio e cittadinanza, proponendo approfondimenti tematici, presentazioni di volumi e condivisione di progetti espositivi e di ricerca. Anche quest’anno gli incontri si svolgeranno nelle sale conferenze di tre sedi museali: sala Scacchi alla Galleria d’Arte moderna “Achille Forti”, sala Galtarossa al museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle” e sala “Sandro Ruffo” al museo di Storia naturale. Il programma, che prende avvio nell’autunno 2026 con un primo ciclo di appuntamenti in calendario tra ottobre e dicembre, intende aprire le porte del patrimonio archeologico, artistico e naturalistico a un pubblico ampio, stimolando riflessioni sul rapporto tra passato e presente. Il programma proseguirà nei mesi successivi con nuovi appuntamenti fino alla primavera 2027.

Il ciclo 2026-2027 comincia dunque martedì 6 ottobre 2026, alle 17, al museo di Storia naturale, con Alfredo Buonopane (dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona) e la conferenza “Alle origini del Museo Lapidario Maffeiano”. L’appuntamento, che gode del supporto del dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona e degli Amici dei Civici Musei di Verona, è dedicato alle origini di una delle più importanti raccolte epigrafiche e archeologiche veronesi e alla figura di Scipione Maffei, in un percorso che intreccia storia del collezionismo, cultura antiquaria e valore pubblico delle istituzioni museali. L’Ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili: non è necessaria la prenotazione.

Il nuovo programma conferma la volontà dei musei civici di Verona di proporre occasioni di incontro tra studiosi e pubblico, valorizzando il patrimonio conservato nelle proprie sedi e mettendo in evidenza il lavoro di ricerca che ne permette la conoscenza, la tutela e la valorizzazione. L’organizzazione degli incontri si avvale, come da tradizione, del supporto degli Amici dei Civici Musei di Verona e della collaborazione del dipartimento di Cultura e Civiltà dell’università di Verona. Ecco il programma autunnale.

Giovedì 22 ottobre 2026, alle 17, nella sala Scacchi della Galleria d’Arte moderna “Achille Forti”, torna invece l’appuntamento dei “Giovedì a Palazzo”, con l’incontro “Dal collezionismo al patrimonio pubblico: il bozzetto di Mario Salazzari per il Ponte della Vittoria”. Patrizia Nuzzo, Camilla Bertoni, Gabriella Bologna, Isabella Brezigar dei Musei Civici di Verona – Galleria d’Arte moderna “Achille Forti” accompagneranno il pubblico alla scoperta della storia di un’opera e del percorso che conduce dal collezionismo alla formazione del patrimonio pubblico.

Martedì 3 novembre 2026, alle 17, nella sala Galtarossa del museo degli Affreschi alla Tomba di Giulietta, il programma proseguirà con la conferenza “Armonie dipinte: la pittura nello spazio sonoro del Rinascimento”, affidata a Laura Moretti, della School of Art History della University of St Andrews, nel Regno Unito. L’incontro esplorerà il rapporto tra immagine, musica e spazio nella cultura figurativa del Rinascimento, proponendo una lettura interdisciplinare del patrimonio artistico.

Martedì 17 novembre 2026, alle 17, sempre in sala Galtarossa, Alessandro Martoni del museo civico di Palazzo Chiericati di Vicenza presenterà l’ultimo numero di “Verona Illustrata. Rivista del Museo di Castelvecchio” proponendo un viaggio tra nuove ricerche, scoperte e riletture dedicate alla storia, all’arte e al patrimonio culturale di Verona e del suo territorio.

Martedì 22 dicembre 2026, alle 17, nella sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale, il calendario degli appuntamenti si chiuderà con la conferenza “Quinzano 1: analisi e interpretazione di un antico resto umano”, con Irene Dori e Tommaso Mori dell’università di Firenze. L’incontro sarà dedicato allo studio di un importante resto fossile umano proveniente dal territorio comunale, affrontato attraverso le più recenti metodologie di analisi e interpretazione di tipo morfometrico.

Giovedì 10 e venerdì 11 dicembre 2026, al museo di Storia naturale particolarmente significativo sarà l’appuntamento con il convegno “150 anni dall’Esposizione Preistorica Veronese: dal passato al futuro della paletnologia”. L’iniziativa, organizzata in occasione dei 150 anni dall’Esposizione Preistorica Veronese, rappresenta uno dei momenti centrali del programma e propone una riflessione sulla storia della ricerca preistorica a Verona e sul ruolo che il patrimonio archeologico e paletnologico può svolgere oggi, tra ricerca scientifica, conservazione, valorizzazione e divulgazione. Il convegno offrirà inoltre l’occasione per mettere in dialogo la lunga tradizione degli studi preistorici veronesi con le prospettive e gli strumenti della ricerca contemporanea.

Cuneo. Alla quarta edizione di Cuneo Archeofilm il pubblico premia il film “Inciso nella pietra, San Francesco e i suoi pellegrini” di Diego D’Innocenzo e Francesco Giannetti, e le scuole il film “Io non dimentico” di Antonello Murgia

Frame del film “Inciso nella pietra, San Francesco e i suoi pellegrini” di Diego D’Innocenzo e Francesco Giannetti

Cuneo Archeofilm 2026, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, organizzato da Comune di Cuneo, museo civico di Cuneo, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Selezione filmati e archivio cinematografico Firenze Archeofilm, in tre giorni ha attraversato la preistoria, la Grecia antica, la Resistenza, i pellegrinaggi. Alla fine il pubblico ha scelto i suoi film preferiti, mentre le scuole hanno decretato il loro vincitore

Premio del pubblico. 1° classificato, con un punteggio di 4,57, il film “Inciso nella pietra San Francesco e i suoi pellegrini” di Diego D’Innocenzo e Francesco Giannetti (Italia 2026, 54’). A ottocento anni dalla sua morte, nuove scoperte vengono alla luce su uno dei santi più influenti della storia: San Francesco. La sua figura ha richiamato per secoli milioni di pellegrini alla Basilica di Assisi, mentre gli straordinari affreschi di Giotto ne hanno plasmato un’eredità potente: un uomo ricco che rinunciò a tutto; un predicatore di pace per gli uomini e per gli animali; un santo visionario segnato dalle stimmate. Ma accanto a questa narrazione, un’altra storia è rimasta quasi invisibile. Nascosti sulle pareti della Basilica si conservano oltre 700 graffiti devozionali: messaggi lasciati da pellegrini, frati e viaggiatori medievali e rinascimentali, oggi studiati per la prima volta. Grazie a un accesso esclusivo a queste tracce nascoste, le voci dei credenti comuni tornano a farsi sentire, rivelando un ritratto più complesso e più intimo del santo più amato. Un viaggio alla scoperta dell’uomo oltre il mito, e della storia segreta incisa nel cuore di uno dei luoghi più sacri d’Italia.

2° classificato, il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni…

3° classificato, il film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53′). Il film racconta l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, un esercito d’élite composto da 150 coppie di amanti maschi che divennero i più formidabili guerrieri del mondo antico. Un team di importanti archeologi e storici internazionali riesamina le prove appena scoperte e ottiene una visione senza precedenti della storia del Battaglione Sacro. Le loro scoperte ci sfidano a rivedere la nostra comprensione dell’antica Grecia e la nostra percezione dell’eroismo, del genere e dell’amore nel corso del tempo.

Frame del film “Io non dimentivo” di Antonello Murgia

Il Premio Cuneo Archeofilm – Scuole è andato al film “Io non dimentico” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13′). Io non dimentico è un “Pentalogo visivo” dedicato a tutt3 quell3 che sono stat3 perseguitat3, perché non rientranti in un orientamento sessuale binario, la cui stessa morte è stata mistificata, celata, considerata di “serie B”. Un viaggio nella storia che cerca di dare voce a tutti quell3 che ancora lottano per avere il diritto di amare ed essere amat3 e di gioire delle gioie del corpo. Una dedica a tutte le anime i cui epitaffi nascondono chi sono e/o addirittura negano la loro stessa esistenza.

Pompei. Alla biblioteca “Fiorelli”, in occasione della Domenica di Carta, presentazione della nuova collana editoriale “Alla scoperta di Pompei. Le avventure di Festo Nivea e Dulcis” (con i primi tre titoli) a cura di Martina Tapinassi per i tipi di Arbor Sapientiae Editore

Collana editoriale “Alla scoperta di Pompei. Le avventure di Festo, Nivea e Dulcis” a cura di Martina Tapinassi (Arbor Sapientiae editore)

In occasione della Domenica di Carta 2026, annuale appuntamento promosso dal ministero della Cultura, domenica 4 ottobre 2026, alle 14.30, nella Biblioteca “Giuseppe Fiorelli” del Parco Archeologico di Pompei, in via Plinio 4, Arbor Sapientiae Editore presenta la nuova collana editoriale “Alla scoperta di Pompei. Le avventure di Festo, Nivea e Dulcis”. Come sarebbe stata la vita di due bambini nella Pompei del I secolo d.C.? Da questa domanda nasce la nuova collana di Martina Tapinassi dedicata ai più piccoli e pensata per accompagnarli alla scoperta della città antica attraverso il gioco, il cibo e l’archeologia. Durante la presentazione insieme con l’autrice Martina Tapinassi ci sarà l’archeologo Laurentino Garcia y Garcia che cura la consulenza scientifica della collana. Protagonisti, con il loro cane Dulcis, sono Festo e Nivea che vivono con i genitori in una piccola domus lungo il cardo di Pompei, in una zona della città vicina alle Terme Stabiane e alle grandi terme centrali, ancora in costruzione. I primi tre titoli della collana, che verranno presentati durante l’incontro, conducono Festo, Nivea e Dulcis alla scoperta di alcuni luoghi emblematici della città: Alla scoperta del Panificio di Popidio Prisco (Regio VII, 2, 22), Alla scoperta del tempio di Iside (Regio VIII, 7, 28), Alla scoperta del termopolio di Asellina (regio IX, 11,2).

Copertina del libro “Alla scoperta del panificio di Popidio Prisco” di Martina Tapinassi

Nati dalla penna di Martina Tapinassi, i tre personaggi accompagnano il lettore nella vita quotidiana dell’antica città vesuviana, per farne conoscere luoghi, persone e usanze, attraverso il filo conduttore dell’alimentazione e del cibo. Festo è un bambino di cinque anni, ama andare in giro per la città ed è convinto di essere ormai grande. Nivea ha due anni e mezzo, parla ancora poco, ma osserva tutto con grande attenzione e sorride sempre al fratello. Con loro c’è Dulcis, il loro cagnolino: affettuoso, giocherellone, amante del sole e forse un po’ pigro, ma sempre pronto a seguire i due bambini nelle loro avventure. Il backstage della grafica costituisce uno degli elementi distintivi del progetto: i bambini protagonisti sono ispirati ai nipotini dell’autrice, mentre la loro casa è stata ricostruita sulla base di alcune fotografie d’epoca inedite relative a una piccola domus della Regio IX, insula 2, n. 10. Anche i monumenti e gli edifici rappresentati sono ricostruiti a partire dalle reali evidenze archeologiche. Inoltre, il tema del cibo antico, fresco e non processato, presentato come parte integrante della vita quotidiana e della cultura alimentare dell’antica Pompei, offre al lettore una prospettiva storica sul rapporto con l’alimentazione e invita a riflettere su un modo più semplice e naturale di nutrirsi.

Martina Tapinassi, storica e divulgatrice (foto dal profilo FB di tapinassi)

Martina Tapinassi, laureata in Storia antica all’università di Firenze e specializzata a Pisa, ha terminato un corso di perfezionamento sulla rievocazione come mezzo per divulgare la storia in modo corretto e filologico. è storica e divulgatrice culturale con particolare attenzione alla storia della gastronomia e all’archeologia del cibo. È autrice di saggi e pubblicazioni che esplorano aspetti storici e antropologici legati all’alimentazione e alla cultura materiale. La sua attività culturale combina approcci storici, archeologici e gastronomici con l’obiettivo di rendere accessibile al grande pubblico la comprensione del passato attraverso dettagli della vita quotidiana e del cibo.

#domenicalmuseo ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa): giornata alla scoperta del patrimonio attraverso visite, percorsi nel paesaggio, esperienze immersive

Domenica 4 ottobre 2026, per la #domenicalmuseo, con ingresso gratuito, ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) sarà possibile trascorrere una giornata alla scoperta del patrimonio attraverso visite, percorsi nel paesaggio, esperienze immersive e attività che permettono di conoscere i luoghi da prospettive diverse. Sarà inoltre possibile visitare il museo Archeologico nazionale di Paestum nel suo nuovo allestimento, finalmente completo, e scoprire le sezioni dedicate alle necropoli, alle tombe dipinte, al territorio e ai nuovi scavi e ricerche, all’interno di un percorso che racconta la storia di Paestum nella sua ricchezza e complessità.

CRINALE DEGLI DEI. Alle 10, a Velia sarà possibile percorrere il Crinale degli Dei, il suggestivo itinerario archeo-paesaggistico che collega l’Acropoli all’entroterra, offrendo ampie vedute sul Parco e sul territorio circostante.

IMMERSIVE VELIA. Dalle 9.30 alle 13.30, un viaggio nell’antica Elea attraverso la realtà virtuale: con i visori Oculus Quest 3, Immersive Velia permette di esplorare ricostruzioni tridimensionali e ambienti immersivi per conoscere la città antica attraverso la tecnologia. La partecipazione è su prenotazione e i posti disponibili sono limitati.

PAESTUM & VELIA ON THE ROAD: Andata Paestum-Velia: ore 15; ritorno Velia-Paestum: ore 18.30. Anche domenica 4 ottobre 2026 sarà attivo il servizio di navetta gratuita “Paestum & Velia on the road”, che collega i due Parchi archeologici. La navetta partirà da Paestum (Parcheggio Voza) alle 15 e ripartirà da Velia alle 18.30. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il ticket navetta presso le biglietterie dei Parchi.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, in occasione di #domenicalmuseo concerto “La Banda in Original” con la Banda Musicale della Marina Militare diretta dal Maestro Capitano di Vascello Antonio Barbagallo

In occasione della #domenicalmuseo la Banda Musicale della Marina Militare torna per la quarta volta di quest’anno al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con “La Banda in Original”, concerto diretto dal Capitano di Vascello Maestro Antonio Barbagallo, in programma domenica 4 ottobre 2026, alle 11.30, nell’ambito della rassegna “La Banda al Museo”. Il programma propone un percorso dedicato alla musica originale per banda, con pagine sinfoniche e composizioni dal forte carattere descrittivo ed evocativo, pensate per mettere in risalto le molteplici possibilità espressive e timbriche della formazione bandistica. L’evento, realizzato in collaborazione con A.PRO.T.I.ON. ETS, offre al pubblico l’occasione di scoprire la ricchezza del repertorio per banda nella suggestiva cornice di Villa Giulia ed è a ingresso gratuito in occasione della prima domenica del mese.

Roma. Per la Domenica di Carta porte aperte ai laboratori dell’Istituto Centrale per il Restauro

Domenica 4 ottobre 2026, dalle 10.15 alle 13, in occasione della Domenica di Carta 2026, porte aperte ai laboratori dell’Istituto Centrale per il Restauro, in via di San Michele 25 a Roma.  vi aspettiamo in via di San Michele 25 per una visita straordinaria. Si potrà entrare nei laboratori di restauro di carta e pergamena e in altri laboratori solitamente chiusi ai non addetti ai lavori per osservare da vicino dove e con quali metodi prendono vita importanti interventi conservativi. Un’occasione unica per scoprire la delicatezza, la passione e la scienza dietro la cura di straordinarie opere d’arte su carta, pergamena e altri affascinanti materiali. Ingresso libero, prenotazione possibile (non obbligatoria) su Eventbrite https://www.eventbrite.it/e/2002737205895?aff=oddtdtcreator

Pompei. Al parco archeologico per la Domenica al Museo e la Domenica di Carta un ricco programma tra realtà aumentata, yoga e libri per bambini

Visita agli scavi di Pompei con i visori 3D in realtà aumentata (foto parco archeologico pompei)

Ricostruzioni in 3D per esplorare case, strade e botteghe dell’antica città, una lezione di yoga immersa nella cornice verde dell’area archeologica, proposte enogastronomiche con vista sugli scavi e la presentazione di una nuova collana editoriale per ragazzi. Sono queste le iniziative che arricchiscono il programma di domenica 4 ottobre 2026 al parco archeologico di Pompei. In occasione della Domenica al Museo, che coincide con la Domenica di Carta promossa dal ministero della Cultura, il Parco – in collaborazione con il Pompeii Children’s Museum – propone nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale, coniugando innovazione tecnologica, benessere, gastronomia di qualità e attività dedicate alle famiglie. Grazie all’utilizzo di visori 3D e occhiali per la realtà aumentata, sviluppati dalla società AR Tour del Consorzio Aion, il Children’s Museum organizza uno speciale percorso immersivo. L’itinerario, della durata di due ore, con partenza alle 11 da Piazza Anfiteatro e arrivo al Foro alle 13, consentirà di ammirare la ricostruzione digitale di domus, botteghe e strade dell’antica Pompei. L’esperienza dura circa due ore e prevede un costo di partecipazione di 10 euro.

L’area verde della Parvula Domus nel parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico pompei)

La giornata offrirà anche un’opportunità dedicata al benessere psicofisico. Negli spazi della Parvula Domus, nell’area verde che circonda gli Scavi, la cooperativa Il Tulipano organizza una sessione di Vinyasa Integral Yoga guidata dall’insegnante Francesca Caso. L’incontro, in programma alle 10, durerà un’ora e trenta minuti ed è rivolto ad adulti e ragazzi dai 14 anni in su. È consigliato portare un tappetino personale o un pareo. La quota di partecipazione è di 5 euro. Per entrambe le attività è possibile prenotare e acquistare i biglietti online attraverso il sito ufficiale del Pompeii Children’s Museum, www.pompeiichildrensmuseum.it, nella sezione “Per tutti”.

L’esperienza si completa con le proposte del Chora Restaurant, situato lungo via dell’Abbondanza, nel cuore del Parco. Per la stagione autunnale il ristorante propone un menu dedicato ai sapori del territorio e ai prodotti stagionali. Dalle 16.30 sarà inoltre possibile partecipare a un aperitivo al tramonto con vista panoramica sugli scavi archeologici. Per prenotazioni www.chorapompei.com

Le attività rivolte alle famiglie si inseriscono nel progetto del Pompeii Children’s Museum, il primo spazio didattico permanente all’interno di un sito archeologico italiano dedicato all’infanzia, nato dalla collaborazione tra il Consorzio Aion e il Gruppo Pleiadi.

Nel pomeriggio, dalle 14.30, le iniziative proseguiranno alla biblioteca “Giuseppe Fiorelli” del parco archeologico di Pompei per celebrare la Domenica di Carta. L’occasione sarà dedicata alla presentazione della nuova collana di narrativa per ragazzi “Alla scoperta di Pompei. Le avventure di Festo, Nivea e Dulcis”, scritta da Martina Tapinassi e pubblicata da Arbor Sapientiae con la consulenza scientifica dell’archeologo Laurentino Garcia y Garcia. La collana nasce con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla storia e all’archeologia attraverso il racconto e il gioco. Le vicende dei protagonisti, due bambini e il loro cane, accompagnano i lettori alla scoperta della vita quotidiana nel I secolo d.C., tra alimentazione, giochi, architettura e tradizioni della città romana.

La giornata si concluderà dalle 16.30 alle 18 con il talk “Breve storia della Biblioteca Giuseppe Fiorelli”, dedicato alla nuova Sezione Ragazzi e alla presentazione di alcuni documenti d’archivio. Interverranno Cristina Del Fiacco e Rosanna De Simone, rispettivamente bibliotecaria e archivista del Parco Archeologico di Pompei. Ingresso libero fino a esaurimento posti.