Gambolò (Pv). Al museo Archeologico Lomellino presentazione del nuovo saggio del prof. Paolo Brusasco “Ninive. Mito e realtà”

Sabato 10 ottobre 2026, alle 17, al museo Archeologico Lomellino in piazza Castello a Gambolò (Pv) presentazione del nuovo saggio “Ninive. Mito e realtà” (La Nave di Teseo) del professor Paolo Brusasco in dialogo con Silvio Campus.
Ninive. Mito e realtà. La città di Ninive sfugge al tempo. È come un girone infernale e paradisiaco in cui vibrano le anime di ieri e di oggi, dei suoi scopritori, dei suoi re, delle sue regine, dei suoi distruttori e dei profeti biblici. Per Byron, gli Assiri piombano sul nemico “come il lupo sul gregge” e le loro coorti sono scintillanti di porpora e d’oro. I profeti la denigrano. Giona lancia invettive contro “quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra”; mentre per il profeta Naum, Ninive è prostituzione, colpa e castigo. Nelle testimonianze dei Greci la città e sovrani come Sardanapalo appaiono empi e lascivi, in preda a vizio e perdizione. Ma Ninive, capitale d’Assiria, fu soltanto una città sanguinaria votata alla guerra e alla barbarie, spietata dominatrice di popoli come narrato dalla Bibbia e dai classici? Partendo dall’avvincente narrazione della sua scoperta a metà Ottocento, “Ninive. Mito e realtà” mette in evidenza come dagli annali dei sovrani assiri, così come dai meravigliosi rilievi istoriati che decoravano le loro splendide regge, si delinei una città fulcro di cultura e un centro religioso dedicato alla leggendaria dea Ištar. Ninive è fonte di scienza, di sapere astronomico-astrologico, di pratiche divinatorie e miti primigeni quali L’Epopea di Gilgamesh e il Diluvio universale, ripresi nella tradizione biblica. Paolo Brusasco racconta l’affascinante storia della più grande città del suo tempo che, da villaggio neolitico sulle sponde del Tigri nel nord dell’attuale Iraq, si trasformò con Sennacherib nella capitale del primo impero universale, per diventare con Assurbanipal e la sua celebre biblioteca il faro culturale del mondo antico.
Paolo Brusasco è docente di Archeologia e storia dell’arte dell’Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi all’Università di Genova. Già PhD e Research Fellow dell’Università di Cambridge (UK), ha effettuato scavi archeologici nel Mediterraneo, in Siria e Iraq, e attualmente dirige la Missione Assiria dell’Università di Genova (MAUGE) nel Kurdistan iracheno. È stato inoltre intervistato dal “New York Times” sulla tutela dell’Iraq Museum di Baghdad. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e monografie tra cui La Mesopotamia prima dell’Islam (2008), Babilonia. All’origine del mito (2012) e Tesori rubati (2013). Per La Nave di Teseo ha pubblicato Dentro la devastazione (2018) che ha ricevuto il premio Montale Fuori di Casa 2018.
Concordia (Ve). Il museo nazionale Concordiese promuove “Concordia Sagittaria patrimonio aperto”, due appuntamenti speciali per scoprire il patrimonio archeologico concordiese. Ecco il programma

“Concordia Sagittaria patrimonio aperto”: sabato 10 ottobre 2026 due appuntamenti speciali promossi dal museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve) per scoprire il patrimonio archeologico di Concordia Sagittaria (Ve), tra luoghi normalmente non accessibili, reperti, ricerca e progetti di valorizzazione. Un’occasione per entrare nei luoghi della tutela, della ricerca e della memoria e conoscere più da vicino il patrimonio culturale di Concordia Sagittaria.
MAGAZZINI APERTI dalle 13.30 alle 17.30. Apertura straordinaria dei depositi di via Cavanella 23, con presentazione di reperti e contesti archeologici del territorio. Visite alle 13.45, 15 e 16.15, su prenotazione: https://www.eventbrite.it/…/concordia-sagittaria…. Massimo 25 persone per turno.
IL FUTURO DI VILLA SORANZO dalle 19 alle 23. Apertura serale dell’area archeologica di Concordia Sagittaria. Alle 20.30, presentazione dei restauri e della futura valorizzazione del complesso di Villa Soranzo. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria: https://www.eventbrite.it/…/il-futuro-di-villa-soranzo…
Rovereto (Tn). Quarta giornata del 37mo RAM film festival aperta da BUONGIORNO RAM: serata evento al teatro Zandonai con Giuseppe Cederna e Giorgio Ieranò, dopo le premiazioni dei film votati dalle giurie; sempre allo Zandonai 12 film, Docu Fulldome al Planetario, RAM X, e al Mon Bistrot il terzo Aperitivo su Siracusa e Megara Hyblaea, due colonie greche a confronto, con Anita Crispino e Reine-Marie Berard. Ecco il programma

Sabato 10 ottobre 2026, quarta giornata del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto, è il giorno dei verdetti: al Teatro Zandonai, alle 21, prima della serata evento con l’attore premio Oscar Giuseppe Cederna e il grecista Giorgio Ieranò, che chiuderà una giornata ricca di appuntamenti, occhi puntati sui film in concorso: le giurie di ogni sezione decreteranno le proiezioni vincitrici. Al museo di Scienze e Archeologia è stata aperta, dalle 9 alle 10, con BUONGIORNO RAM: “Sguardi fuori campo. Fotografia femminile e identità italiana nel secondo dopoguerra” con Romina Zanon, fotografa. E sempre al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. Senza dimenticare l’Aperitivo al Mon Bistrot su Siracusa e Megara Hyblaea, due colonie greche a confronto.

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra i quali 3 prime assolute, 1 prima europea, 2 prime italiane. Dalle 10 alle 13, il film “Ecocide / Ecocidio” di Aldana Loiseau (Argentina 2025, 8’); il film “Argonavtebis, kolkhebis da okros satsmisis namdvil ambavi / La vera storia degli Argonauti, della Colchide e del Vello d’Oro” di Toma Chagelishvili (Georgia 2025, 48’); il film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’); il film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’); il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’); il film “Cine Dore” di Guillermo Logar (Spagna 2026, 24’).

Dalle 15 alle 19, il film “Toba, le volcan qui a failli tuer l’humanite / Toba, il vulcano che per poco non ha sterminato l’umanità” di Franck Cuveillier, Eric Ellena (Francia 2025, 52’); il film “La prima volta” di Andrea Andreotti (Italia 2026, 10’); il film “Lo stallo” di Andrea Andreotti (Italia 2026, 9’); il film “Le Grand Puzzle de Pompei / Il grande puzzle di Pompei” di Martin Blanchard, Paolo Santoni (Francia 2026, 52’); il film “Topeng – The faces of the gods / Topeng – il volto degli dei” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 22’); il film “Metabole” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’).
APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il terzo talk con i protagonisti del festival: “SIRACUSA E MEGARA HYBLAEA, DUE COLONIE GRECHE A CONFRONTO” con Anita Crispino, archeologa del parco archeologico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai, e Reine-Marie Berard, ricercatrice del Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica. Le città greche di Corinto e Megara fondarono in Sicilia due colonie a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra: Siracusa e Megara Hyblaea. Da un lato Siracusa, potente città-stato capace di eguagliare e spesso superare la madrepatria per ricchezza e forza militare, la cui continuità abitativa giunge ininterrotta fino ai nostri giorni; dall’altro Megara Hyblaea, colonia fiorente nel VII secolo a.C. ma andata incontro a una tragica fine durante la seconda guerra punica. Al centro della riflessione, una sfida cruciale del nostro tempo: la complessa convivenza tra lo sviluppo urbano moderno e la valorizzazione delle rovine antiche riportate alla luce.

SERATA SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 21, protagonista Giuseppe Cederna. L’attore, noto al grande pubblico per il ruolo da protagonista nel film premio oscar Mediterraneo, e oggi apprezzato interprete teatrale, porta in scena “Di isole e di città”: un viaggio sentimentale e letterario nella Grecia di ieri e di oggi sul filo tra passato e presente, leggenda e realtà, memorie personali e fantasie poetiche, in dialogo con il grecista Giorgio Ieranò, autore della drammaturgia. Dalle rive dell’Egeo all’Acropoli, dalle tombe dei re di Micene all’oracolo di Delfi fino all’isola della giovinezza e dell’oblio, le voci degli scrittori antichi si intrecciano a quelle dei viaggiatori moderni, accompagnate dalle musiche dal vivo di Edmondo Romano, per la regia di Sergio Maifredi (produzione Teatro Pubblico Ligure). Un itinerario tra parole e musica per decifrare il fascino di un luogo che da sempre ispira la nostra cultura, i nostri pensieri, le nostre fantasie, i nostri sogni. E che a volte sembra ancora racchiudere verità arcane e nascoste. Come se ci fosse un enigma annidato tra le onde e nel cielo dell’Egeo, che allude a cose lontane e misteriose ma che al tempo stesso ci riguarda da vicino. Perché un viaggio in Grecia, alla fine, è sempre un viaggio alla scoperta di noi stessi. Partecipazione gratuita, su prenotazione.
Appia antica (Roma). A ottobre visite guidate alla scoperta dell’Antiquarium di Lucrezia Romana, piccolo gioiello dell’Appio Tuscolano

A ottobre 2026 tanti nuovi appuntamenti con le visite guidate promosse dal parco archeologico dell’Appia antica (Roma) per scoprire l’Antiquarium di Lucrezia Romana, piccolo gioiello dell’Appio Tuscolano che vi svelerà l’antica storia del quartiere, un viaggio storico e artistico dal Neolitico al Rinascimento preistorica e protostorica fino al medioevo tramite i reperti emersi dalle indagini archeologiche effettuate negli ultimi trent’anni. Questi gli appuntamenti con le visite guidate: sabato 10 ottobre 2026, alle 9.30; domenica 18 ottobre 2026, alle 9.30; sabato 24 ottobre 2026, alle 9.30. Ingresso in via Lucrezia Romana 62, Roma. Per partecipare seleziona il biglietto “Visita guidata | Antiquarium di Lucrezia Romana” e la tariffa: intero 8 euro / ridotto 2 euro / gratuito e scegli tra le date previste. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…, da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store, il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico.
Trento. In occasione ai Autumnus, la soprintendenza propone La città invisibile”, visite guidate alla Trento romana, e l’associazione Legio I Italica fa conoscere i cibi degli antichi romani in piazza

In occasione della manifestazione “Autumnus”, organizzata dalla Pro Loco Centro storico di Trento, venerdì 9 ottobre 2026, alle 15.30, sabato 10 e domenica a 11 ottobre 2026, alle 10 e alle 15.30, i Servizi Educativi della soprintendenza ai Beni culturali di Trento propone “La città invisibile”, visite guidate alla Trento romana. Tre siti archeologici, un unico grande racconto: un itinerario guidato alla scoperta dei tesori nascosti di Tridentum tra le domus del S.A.S.S., la caupona di Palazzo Lodron e il meraviglioso mosaico della Villa romana di Orfeo. Il ritrovo è fissato allo Spazio Archeologico Sotterraneo del S.A.S.S., in piazza Cesare Battisti a Trento. La partecipazione (incluso l’ingresso ai siti) è di 4 euro, previa prenotazione al numero 0461230171.
Inoltre sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, dalle 9 alle 18, in piazza Cesare Battisti, l’associazione Legio I Italica farà conoscere i cibi degli abitanti dell’antica città di 2000 anni fa.
Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale per Incontri di Archeologia la conferenza “San Basilio in età Romana: novità dai recenti scavi” con la prof.ssa Caterina Previato (UniPd) nell’ambito del progetto San Basilio

Venerdì 9 ottobre 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, nell’ambito del progetto San Basilio sostenuto dalla Fondazione Cariparo, per Incontri di archeologia, la conferenza “San Basilio in età Romana: novità dai recenti scavi” con la prof.ssa Caterina Previato (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova università di Padova) che ha diretto lo scavo. Info e prenotazioni: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it
Rovereto (Tn). Terza giornata del 37mo RAM film festival aperta da BUONGIORNO RAM: serata evento al teatro Zandonai con “Lady Nazca”, la prima fiction al RAM, e il regista; al teatro Rosmini 13 film, Docu Fulldome al Planetario, RAM X, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: La necropoli dell’età del Ferro scoperta a Trento” con Elisabetta Mottes. Ecco il programma

Sarà la proiezione al teatro Zandonai del film “Lady Nazca”, lo straordinario lungometraggio del regista svizzero Damien Dorsaz, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico, e introdurrà per la prima volta a Rovereto il film di fiction, il momento clou venerdì 9 ottobre 2026, terza giornata del 37mo RAM film festival, promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto, comunque ricca di appuntamenti. Al museo di Scienze e Archeologia è stata aperta, dalle 9 alle 10, con BUONGIORNO RAM: incontro con Lorenzo Giovannini, università di Trento, su “Green Polis: tra natura e citta”. E sempre al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giornop, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. Senza dimenticare l’Aperitivo al Mon Bistrot sulla necropoli dell’età del Ferro scoperta a Trento.

FILM. Le proiezioni sono ancora al Teatro Rosmini con 13 film in programma, tra i quali 3 prime italiane. Dalle 10 alle 13, il film “La tomba Lattanzi di Norchia” di Pietro Galifi (Italia 2025, 8’); il film “The San Bartolo Murals / Le pitture murali di San Bartolo” di Riley Mallory, Heather Hurst (USA/Guatemala 2025, 12’); il film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti delle pitture rupestri dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia 2025, 55’); il film “Pirlerin Duğunu / Le nozze dei Pir” di Yalçın Çiftçi (Turchia 2025, 20’); il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’); il film “Vulci – Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’).

Dalle 15 alle 19.30, il film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’); il film “Chiacchieria” di Andrea La Puca (Italia 2025, 20’); il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’); il film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’); il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025 – Italia. Viaggio nella bellezza” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2025, 59’); il film “Tunnel” di Chih Hao Shen (Taiwan 2026, 15’); il film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquin de Alcubierre / Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredita di Roque Joaquin de Alcubierre” di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’).

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il secondo talk con i protagonisti del festival: “TRENTO: LA NECROPOLI DELL’ETA DEL FERRO RISCRIVE LA STORIA DELLA CITTA” con Elisabetta Mottes, archeologa dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento. Una straordinaria scoperta archeologica riscrive le origini di Trento: la necropoli monumentale preromana di via Santa Croce, emersa durante lavori di riqualificazione urbana, restituisce una testimonianza unica della prima età del Ferro (IX-VI secolo a.C.). Oltre 360 tombe con ricchi corredi, stele funerarie e tracce di complessi rituali raccontano una comunità alpina evoluta, con scambi culturali e commerciali con il mondo italico (vedi Trento. In via S. Croce, nel cuore della città, a 8 metri di profondità scoperta una necropoli monumentale preromana (prima Età del Ferro, IX-VI a.C.): 200 tombe a incinerazione, con ricchi corredi, segnate da stele funerarie. Parlano i protagonisti di questo intervento di archeologia preventiva – archeologiavocidalpassato).

“LADY NAZCA”, LA PRIMA FICTION DEL FESTIVAL Alle 20.30 il Teatro Zandonai ospita il grande appuntamento della terza giornata del RAM film festival: “Lady Nazca”, lo straordinario lungometraggio del regista svizzero Damien Dorsaz, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico. Presentato nelle sale cinematografiche per un periodo limitato, il film racconta la straordinaria vicenda di Maria Reiche, la giovane matematica tedesca che nel 1936 giunge in Perù e lega il proprio destino alle enigmatiche linee di Nazca, dedicando la vita allo studio, alla tutela e alla valorizzazione di uno dei più affascinanti patrimoni archeologici del mondo. L’esordio nel lungometraggio di fiction del regista svizzero Damien Dorsaz è una coproduzione internazionale che unisce rigore scientifico, determinazione e una profonda ricerca di identità. Un’opportunità speciale per vedere sul grande schermo un’opera che ha avuto una distribuzione cinematografica selezionata e che trova al RAM una cornice ideale di approfondimento e confronto, grazie anche alla presenza del regista. L’ingresso è gratuito la prenotazione consigliata.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale, per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, presentazione del libro “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone, Roma): quando storia e archeologia da “sorelle gelose” si trasformano in alleate preziose per la ricerca” di Valeria Beolchini

Giovedì 8 ottobre 2026, alle 17, per “I pomeriggi dell’Archeologico”, al museo Archeologico nazionale di Firenze presentazione del libro “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone, Roma): quando storia e archeologia da “sorelle gelose” si trasformano in alleate preziose per la ricerca” di Valeria Beolchini (EEHAR-CSIC; IH-CSIC).
Nell’immaginario collettivo, il nome Tusculum richiama inevitabilmente alla memoria l’antica città romana, in cui sorgeva la villa di Cicerone che ospitò le celebri Tusculanae disputationes. Meno noto è invece che nei secoli centrali del medioevo la città visse un periodo di rinnovato splendore, divenendo la roccaforte dinastica dal potente casato dei Conti di Tuscolo, fino a quando nel 1191 fu distrutta dalla vicina Roma proprio a causa della sua potenza e ricchezza. Il secolare abbandono del sito di fatto ne ha garantito la conservazione, al punto che quando agli inizi del XIX secolo Tusculum venne riscoperta, fu definita “la Pompei alle porte di Roma”. Ma, come consueto per l’epoca, l’attenzione dei primi archeologi fu riservata esclusivamente alle rovine romane, mentre le tracce dell’insediamento medievale furono eliminate senza lasciare traccia. A partire dal 1994 la EEHAR-CSIC, ente di ricerca spagnolo, ha avviato un progetto di ricerca archeologica nel sito su concessione ministeriale. I risultati delle indagini hanno permesso di ricostruire gradualmente la fisionomia della città nella sua diacronia, grazie all’apporto fornito da molteplici indagini interdisciplinari. La recente pubblicazione del volume Tusculum VII dedicato alle fasi di vita archeologicamente più labili e, conseguentemente, meno note dell’insediamento, si propone di contribuire a far riemergere dall’oblio del passato la storia della roccaforte medievale dei Conti di Tuscolo rimasta per secoli invisibile, la cui storia millenaria e la cui realtà materiale complessa e articolata la rendono un caso di studio particolarmente interessante per la medievistica italiana.
Come sempre ingresso gratuito su prenotazione, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it















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