Segesta (Tp). Al parco archeologico nella prima domenica del mese la visita guidata “La Segesta dei miti: dalle origini troiane alla città degli Elimi” (acquistabile separatamente)

La “Segesta dei miti” torna domenica 4 ottobre 2026, in occasione della prima domenica del mese a ingresso gratuito. Il parco archeologico di Segesta (Tp) rinnova l’appuntamento con “La Segesta dei miti: dalle origini troiane alla città degli Elimi”, alle 10.30 e alle 12: ingresso gratuito al Parco per la prima domenica del mese. Esperienza guidata acquistabile separatamente. Info e prenotazioni su www.coopculture.it (https://ticketing.coopculture.it/…/D8493640-2D0E-C780…) e direttamente alla biglietteria del Parco Archeologico fino ad esaurimento posti. Un’esperienza pensata con Coopculture per scoprire Segesta partendo dai suoi racconti fondativi: la giovane Egesta, il dio fluviale Crimiso, la nascita di Aceste e il legame con Enea, eroe in fuga da Troia. Dal mito si passa alla storia con la visita al Tempio Dorico, dove ogni dettaglio architettonico aiuta a leggere uno dei monumenti più affascinanti della Sicilia antica: le colonne, le tracce del cantiere, l’incompiutezza che ancora oggi rende il Tempio così enigmatico. Al termine della visita, per chi lo desidera, l’esperienza potrà proseguire nell’aula didattica con l’attività opzionale di realtà virtuale “Mythos – Miti e storie della Sicilia Antica”. L’accesso ai visori sarà organizzato in piccoli turni: potrebbe quindi essere necessario attendere qualche minuto prima di iniziare l’esperienza immersiva.

Altamura (Ba). Riapre al pubblico Cava Pontrelli con l’evento “Alla scoperta di un patrimonio da custodire”. Ecco il programma

Dopo la grande partecipazione dello scorso appuntamento, Cava Pontrelli torna ad aprirsi al pubblico per una nuova mattinata dedicata alla conoscenza e alla tutela di uno dei luoghi più straordinari del territorio di Altamura. Domenica 4 ottobre 2026, dalle 9.30 alle 12.30, a Cava Pontrelli (Altamura, Ba), “Alla scoperta di un patrimonio da custodire”: viaggio nel tempo profondo, tra le impronte lasciate dai dinosauri milioni di anni fa e le testimonianze di archeologia industriale, per scoprire da vicino un patrimonio fragile e prezioso e conoscere il lavoro di ricerca, tutela e conservazione condotto dalla Soprintendenza. Evento gratuito; prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti al link https://www.eventbrite.com/…/cava-pontrelli-alla….

PROGRAMMA. “Sulle tracce del tempo profondo”: visite guidate per adulti alla paleosuperficie, con uno sguardo agli interventi di conservazione in corso. “Piccoli custodi della storia”: laboratorio ludico-didattico per bambini e famiglie, per esplorare il tempo profondo attraverso il gioco e comprendere perché conoscere un patrimonio significa anche imparare a custodirlo.

#domenicalmuseo: il 4 ottobre ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Domenica 4 ottobre 2026 torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.

Desenzano del Garda (Bs). Alla Villa Romana e Antiquarium ultimo appuntamento con “A toccar con mano… La pietra!”

Sabato 3 ottobre 2026, alle 17.30, alla Villa Romana e Antiquarium di Desenzano del Garda (Bs) “A toccar con mano… La pietra!”, ultimo appuntamento del ciclo di incontri realizzato in collaborazione con Disvelarte – Restauro & Conservazione. Un percorso che, appuntamento dopo appuntamento, ci ha permesso di avvicinarci con curiosità e consapevolezza al mondo del restauro, attraverso la conoscenza diretta dei materiali e delle antiche tecniche.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale “Un uomo dal multiforme ingegno: pomeriggio dedicato all’Odissea al MAF”: conferenza, visita guidata e presentazione dell’Urna con Ulisse e le Sirene appena restaurata

Sabato 3 ottobre 2026, apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze, dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.15) per “Un uomo dal multiforme ingegno: pomeriggio dedicato all’Odissea al MAF” con attività comprese nel costo del biglietto di ingresso. Info: man-fi@cultura.gov.it.

Ore 14.30, “Uthuste: l’Odissea secondo gli Etruschi”, conferenza e visita guidata del Direttore, Daniele Federico Maras. Gli Etruschi conoscevano bene i poemi omerici e le loro storie e li rappresentavano su diverse tipologie di manufatti, dando ogni volta significati e interpretazioni diverse, tutte da scoprire.

Ore 15.45, “Tutti i colori di Ulisse e le Sirene”, presentazione dell’Urna con Ulisse e le Sirene, per la prima volta esposta al pubblico fiorentino dopo il restauro, a cura di Claudia Noferi e Giulia Basilissi. Anche opere conservate nelle collezioni del museo da anni, possono dare nuovi spunti per la ricerca e regalare sorprese ai nostri pubblici; è il caso dell’urna volterrana in alabastro con Ulisse e le sirene, che torna a splendere con i suoi colori, riportati alla luce grazie al recente restauro. 

Ore 16.45, “Il mio nome è nessuno: l’avorio racconta”. Visita guidata e laboratorio per bambini dai 4 agli 11 anni, a cura dei Servizi Educativi, della durata di circa un’ora. I nostri piccoli visitatori avranno la possibilità di scoprire una delle opere più celebri del nostro museo, la splendida Pisside della Pania in avorio; per l’occasione diventeranno anche piccoli incisori e porteranno a casa un ricordo della loro esperienza. 

Appia antica (Roma). La decima edizione dell’Appia Day: due giorni con un ricco programma tra trekking, archeotour in bici, street-food, rievocazioni storiche, conferenze e attività per bambini, visite guidate e performance teatrali, con gazebo e info-point

Sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026 torna l’Appia Day, in una speciale edizione che festeggia la decima edizione del più grande appuntamento dedicato alla via Appia antica. Al parco archeologico dell’Appia antica (Roma) il cuore pulsante dell’evento sarà il villaggio Appia Day, allestito al III miglio della strada, tra il Mausoleo di Cecilia Metella e la Chiesa di San Nicola: un ricco programma tra trekking, archeotour in bici, street-food, rievocazioni storiche, conferenze e attività per bambini, visite guidate e performance teatrali, con gazebo e info-point per accogliere i partecipanti. A grande richiesta, villa dei Tritoni in via Appia Antica 55, sarà aperta a tutti senza prenotazione: sabato dalle 10 alle 18 e domenica dalle 10 alle 14, con accesso contingentato al mosaico dei Tritoni in compagnia del personale del MIC e del Touring Club.

Domenica 4 ottobre 2026, dal centro di Roma, prenderanno il via due appuntamenti dedicati a chi vuole vivere l’Appia in movimento. Alle 9.30, con ritrovo davanti all’Arco di Costantino, partirà ArcheoGRAB, uno degli appuntamenti simbolo di Appia Day: un percorso di 20 km da affrontare in bicicletta, per attraversare Roma in modo nuovo e immergersi in più di duemila anni di storia. L’itinerario si sviluppa lungo una parte del futuro GRAB – Grande Raccordo Anulare delle Bici, il percorso ciclopedonale di circa 50 km che collegherà parchi, quartieri e siti archeologici della Capitale. Partecipazione gratuita con registrazione su appiaday.org.
Alle 10 avrà inizio, da piazza di Porta Capena, ArcheoRun, una grande corsa collettiva lungo la Regina Viarum, organizzata in collaborazione con OneBody e rivolta a tutti gli appassionati di corsa di Roma e dintorni. Si potrà partecipare con amici o con la propria società sportiva, oppure unirsi al gruppo e correre insieme agli organizzatori. L’arrivo è previsto al villaggio Appia Day, presso il Mausoleo di Cecilia Metella. Partecipazione gratuita con registrazione su appiaday.org.

A piazza di Porta Capena, l’infopoint Casina Vignola Boccapaduli costituirà inoltre un punto di riferimento essenziale per tutti i visitatori che desiderino raggiungere l’Appia Antica dal centro di Roma spostandosi in bicicletta. Sabato 3 e domenica 4 ottobre, presso l’infopoint saranno infatti disponibili le biciclette Lime, che potranno essere noleggiate gratuitamente da chi parteciperà ad Appia Day. Un operatore sarà presente sabato dalle 9.30 alle 11.30 e domenica dalle 10 alle 12, per dare tutte le informazioni e fornire il codice promo. Anche per questa edizione, inoltre, il Parco Archeologico dell’Appia Antica offrirà l’accesso gratuito ai siti di Villa dei Quintili, Mausoleo di Cecilia Metella e Castrum Caetani, Villa di Sette Bassi e Antiquarium di Lucrezia Romana.

Bologna. Apre a Palazzo Belloni la mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”, un viaggio alla conoscenza della famiglia, della vita e della morte del giovane faraone attraverso oltre 100 repliche autentiche e certificate dal ministero egiziano. Ne parla ad archeologiavocidalpassato.com la direttrice Lisa Manzi. All’inaugurazione l’egittologo Zahi Hawass

Sabato 3 ottobre 2026, alle 15, a Palazzo Belloni, a un passo da piazza Maggiore nel cuore di Bologna, sarà l’egittologo Zahi Hawass a inaugurare la mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”, un viaggio straordinario e interattivo alla conoscenza della famiglia, della vita e della morte del giovane faraone, oltre che dei rituali dell’Antico Egitto, permettendo di conoscere da vicino tutti i dettagli della più celebre scoperta archeologica della storia.

Quella di sabato 3 ottobre 2026, per l’egittologo Zahi Hawass sarà una giornata intensa che inizia al mattino alle 10, al Centro San Domenico in piazza San Domenico 13 a Bologna, con una lectio magistralis (attualmente l’evento è sold out); e continua, dopo l’inaugurazione della mostra, alle 15.45, sempre a Palazzo Belloni, col firmacopie del suo ultimo libro “L’uomo con il cappello”, la prima autobiografia del più celebre archeologo del mondo in esclusiva per l’Italia con FAS Editore. Un viaggio straordinario tra scoperte, celebrità e passione per l’Egitto. Zahi Hawass è il volto più conosciuto dell’archeologia egiziana. Ha riportato alla luce tombe dimenticate, ha difeso con forza il patrimonio culturale del suo Paese, ha incantato milioni di persone con documentari, conferenze e libri. Ma chi è davvero l’uomo dietro il cappello? Per la prima volta, in questa autobiografia intensa e appassionata, Hawass racconta in prima persona la sua storia: dagli inizi difficili da studente modesto fino alla fama internazionale. Un percorso fatto di ostinazione, viaggi, scoperte sensazionali e incontri con attori, capi di Stato, scienziati e regnanti. Con uno stile diretto e coinvolgente, “L’uomo con il cappello” è molto più di un’autobiografia: è il racconto di una vocazione, la testimonianza di come la passione possa trasformare una vita intera. Un libro che parla a chi ama l’archeologia, ma anche a chi cerca ispirazione, coraggio e autenticità.

“Ci troviamo a Bologna, a Palazzo Belloni, e invitiamo tutti a scoprire questa meravigliosa mostra”, spiega Lisa Manzi, direttrice della mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione” ad archeologiavocidalpassato.com, “anche perché c’è tanto da imparare, tanto da vedere. Si scoprono due storie molto importanti, come quella di Howard Carter ma ovviamente anche quella del faraone bambino. Una storia avvincente sicuramente da parte di Howard Carter. È una storia che continua a viaggiare tra i libri, e continua a incuriosire tutto il mondo che è appunto quella del faraone Tutankhamon”.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: il Trono d’oro (foto graziano tavan)

Oltre 100 repliche autentiche e certificate dal ministero delle Antichità del Cairo, l’avatar dell’archeologo Howard Carter, che dialoga direttamente con i visitatori, il Libro Magico, che si anima e si disegna da solo introducendo il pubblico all’intero percorso, un’esperienza in VR e tre riproduzioni delle oltre 1400 fotografie originali realizzate da Harry Burton, fotografo ufficiale degli scavi, permetteranno ai visitatori di ogni età di immergersi nella magia del 1922, l’anno della straordinaria scoperta. Il percorso espositivo consente di ripercorrere gli stessi passi compiuti da Howard Carter a partire dall’ingresso grazie ad un allestimento di grande fascino per proseguire verso l’anticamera della tomba e la camera funeraria. Il viaggio conduce quindi alla teca che custodisce la celebre maschera funeraria e ai sarcofagi, per arrivare infine alla Stanza del Tesoro, dove è esposta gran parte del corredo funerario, giunto quasi intatto fino ai giorni nostri. L’esperienza si conclude con una sezione dedicata alla pratica della mummificazione, offrendo al pubblico un ulteriore approfondimento sui rituali funerari dell’Antico Egitto.

“Tutto il Tesoro, tutti i pezzi del Tesoro di Tutankhamon”, ricorda Lisa Manzi, direttrice della mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione” ad archeologiavocidalpassato.com, “si trovano al GEM, The Grand Egyptian Museum (da poco aperto all’ombra delle Piramidi, ndr). Ovviamente grazie a una mostra del genere è possibile ammirare tutti gli oggetti, o almeno alcuni degli oggetti che riguardano la vita quotidiana e i riti funerari del faraone bambino. È sicuramente un viaggio nel viaggio senza arrivare in Egitto, semplicemente passando per Palazzo Belloni a Bologna”.

Vediamo allora un po’ meglio le varie sezioni in cui è articolata la mostra che arriva a Palazzo Belloni a Bologna dal 3 ottobre 2026 al 2 maggio 2027, dopo aver registrato uno straordinario successo di pubblico e critica nelle principali città italiane: Firenze, Napoli, Padova, Torino, Genova e Cagliari, promossa da Spaziomostre per StoricaLab.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: la prima sala col grande rilievo, il busto di Nefertiti e le maschere d Yuya e Thuya (foto graziano tavan)

GENEALOGIA. La storia del giovane faraone prende avvio dalle sue origini. Attraverso l’albero genealogico è possibile conoscere i suoi antenati, dalla generazione dei bisnonni Yuya e Thuya alla nonna Tiy, fino al padre Akhenaton e alla moglie Nefertiti (che non era la madre di Tutankhamon), protagonisti di splendide riproduzioni. Il potere e la magnificenza di Akhenaton prendono vita su un’imponente parete lunga oltre sei metri e attraverso l’avatar di Howard Carter, che accompagna il visitatore alla scoperta della sua storia.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: letto funerario (foto graziano tavan)

LA SCOPERTA DELLA TOMBA. La mostra ripercorre il percorso della tomba di Tutankhamon seguendo la successione originale dei suoi ambienti: dall’Anticamera alla Camera Funeraria, fino alla suggestiva Stanza del Tesoro. Nell’Anticamera sono presentati alcuni tra i reperti più significativi rinvenuti da Howard Carter, tra cui il carro cerimoniale, il celebre trono, i letti funerari e numerosi oggetti legati alla vita quotidiana del faraone.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: la camera funeraria (foto graziano tavan)

Il percorso prosegue nella Camera Funeraria, il cui ingresso è custodito dalle imponenti statue del Ka del faraone, tra le più integre e riccamente dorate rinvenute nelle tombe reali egizie. Varcare la soglia di questa stanza significa entrare in uno spazio unico, interamente decorato con scene che narrano il viaggio del sovrano nell’aldilà.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: la maschera di Tutankhamon (foto graziano tavan)

LA MASCHERA DI TUTANKHAMON. Oltre la Camera Funeraria, il visitatore si trova di fronte a uno dei simboli più celebri dell’antico Egitto: la maestosa maschera funeraria di Tutankhamon, capolavoro dell’arte egizia e icona universale del giovane faraone. Accanto alla maschera, una teca custodisce alcune preziose testimonianze del corredo reale: i ditali e i sandali in oro, una delle corone del faraone e il celebre “pugnale extraterrestre”, realizzato in ferro meteoritico e tradizionalmente attribuito al corredo del sovrano.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: i tre sarcofagi (foto graziano tavan)

SARCOFAGI. Attraverso l’avatar di Howard Carter, il visitatore rivive il momento della scoperta dei tre sarcofagi, concepiti per proteggere il corpo del faraone e accompagnarlo nel suo viaggio verso l’eternità. Tre scrigni preziosi, ciascuno più ricco e raffinato del precedente. Il primo, realizzato in legno e rivestito da una lamina d’oro, è impreziosito da pietre e paste vitree colorate e dalle raffigurazioni di quattro dee, poste a protezione del sovrano durante il suo viaggio nell’aldilà.

Il secondo si distingue per la straordinaria ricchezza e raffinatezza delle decorazioni. Le sue caratteristiche, così diverse da quelle degli altri due sarcofagi, portarono Carter a ipotizzare che fosse stato originariamente concepito per un altro faraone e successivamente adattato per la sepoltura di Tutankhamon.

Infine, il terzo sarcofago, interamente realizzato in oro massiccio, custodiva la mummia del giovane faraone, avvolta in bende di lino e protetta dalla celebre maschera funeraria.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: la stanza del tesoro (foto graziano tavan)

STANZA DEL TESORO. Alla presenza del dio Anubi, divinità della mummificazione e guardiano del mondo dei morti e del viaggio verso la vita eterna, il visitatore entra nel cuore della Stanza del Tesoro, il terzo ambiente della tomba. Qui prende vita un’imponente ricostruzione del corredo funerario destinato ad accompagnare il giovane faraone nell’aldilà. Tra le repliche più imponenti spicca il maestoso sacrario in legno dorato, che custodiva i quattro vasi canopi contenenti gli organi interni del sovrano. Accanto al sacrario, il percorso conduce alla scoperta di archi, amuleti, statue e numerosi oggetti rituali: testimonianze preziose della complessa simbologia funeraria dell’antico Egitto e della ricchezza del corredo destinato al viaggio eterno del faraone.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: la mummia di Tutankhamon (foto graziano tavan)

LA MALEDIZIONE E LA MALATTIA. Uno volta giunti al cuore della tomba, gli ospiti potranno approfondire la leggenda della maledizione di Tutankhamon e le condizioni della sua salute: la mummia, esposta all’interno di una teca aperta, permette di osservare il suo stato di conservazione mentre un manichino mostra la particolare problematica fisica del Faraone Bambino, causata dalla malattia di Köhler.

Mostra “Tutankhamon: la tomba, il tesoro, la maledizione”: il processo di mummificazione (foto graziano tavan)

MUMMIFICAZIONE. L’ultima sala è dedicata al processo di mummificazione nell’Antico Egitto dove, attraverso manichini esplicativi, s’illustrano tutte le fasi della preparazione del corpo, compresi i 40 giorni di essiccazione con il natron, il sale naturale reperibile lungo le sponde del Nilo.

Trieste. Due visite guidate gratuite itineranti in Cittavecchia, la parte antica della città, promosse dalla Sabap FVG in occasione della Barcolana 58

Venerdì 2 ottobre 2026, alle 16 e alle 18, due visite guidate gratuite itineranti in Cittavecchia a Trieste, la parte antica della città, promosse dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, per celebrare il rapporto strettissimo tra Trieste e il mare fin dai tempi più antichi, in occasione della Barcolana 58 che si svolge a Trieste dal 1° all’11 ottobre 2026. Ritrovo davanti al Teatro romano. La visita dura circa un’ora e mezzo. Prenotazione obbligatoria al link https://LaCostaNascosta26-3.eventbrite.it (visita delle ore 16), https://LaCostaNascosta26-4.eventbrite.it (visita delle ore 18). Limite max 25 persone. Sarà automaticamente generata una lista di attesa. Come già avvenuto con successo in occasione delle recenti Giornate Europee del Patrimonio 2026, archeologi della Soprintendenza accompagneranno il pubblico in un percorso itinerante alla ricerca delle tracce della linea di costa della colonia di Tergeste in età romana. Partendo dal Teatro romano, che si ergeva sulla riva dell’Adriatico, la visita toccherà anche aree archeologiche meno note come la strada romana di piazzetta Santa Lucia o i ritrovamenti di banchine portuali nella zona di Cavana.

Fratta Polesine (Ro). In occasione delle GEP 2026 presentato al museo Archeologico nazionale il video di ricostruzione del villaggio protostorico di Frattesina. Ne parlano ad “archeologiavocidalpassato.com” la direttrice Pulcini e il prof. Cardarelli. E poi ecco il video integrale su Frattesina

Un momento delle GEP 2026 al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) (foto drm-veneto)

Serata speciale quella di sabati 26 settembre 2026 al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) in occasione delle GEP 2026 con la presentazione al pubblico dei nuovi strumenti realizzati nell’ambito del progetto “Prima Europa. La Protostoria del Polesine”: il video documentario sul sito di Frattesina, i brevi video dedicati alle produzioni artigianali e alle loro catene operative e le copie tattili degli oggetti provenienti dal sito di Villamarzana. La direttrice Maria Letizia Pulcini ne ha parlato ad archeologiavocidalpassato.com inquadrando le novità nel più ampio progetto del MIC per il miglioramento dell’accessibilità al museo. Quindi il prof. Andrea Cardarelli del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma, codirettore con Paolo Bellintani (CPSSAE), dello scavo archeologico del villaggio protostorico di Frattesina (Ro), e regista del video, illustra ad archeologiavocidalpassato come è nato e cosa propone al pubblico il video di ricostruzione del villaggio di Frattesina, frutto dei risultati delle campagne di scavo 2022-2024. Infine archeologiavocidalpassato, grazie alla disponibilità del prof. Cardarelli e della direttrice Pulcini, è in grado di presentare il video integrale di 20 minuti in visione al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine. Video è stato realizzato nell’ambito del progetto “Prima Europa: la protostoria del Polesine” coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza col supporto di Fondazione Cariparo. Testi di Paolo Bellintani (CPSSAE), Andrea Cardarelli (Sapienza università di Roma), Lorenzo Cardarelli (Georg-August-Universität Göttingen, Sapienza università di Roma). Realizzazione Lorenzo Cardarelli. Regia Andrea Cardarelli. Le ricerche archeologiche sono state coordinate da Paola Salzani (Sabap Vr-Ro-Vi). Gli scavi archeologici negli anni 2022 e 2024 sono stati diretti su concessione ministeriale da Andrea Cardarelli (Sapienza università di Roma) e da Paolo Bellintani (CPSSAE) e coordinati sul campo da Michele Baldo (archeologo, libero professionista) e Nicola Cappellozza (SAP società archeologica) con la collaborazione di Federico Gioga (CPSSAE).

“Oggi finalmente chiudiamo un percorso, felicemente”, spiega la direttrice Maria Letuia Pulcini ad archeologiavocidalpassato.com, “perché restituiamo al pubblico dei nuovi materiali a cui abbiamo lavorato nel corso dell’ultimo anno, insieme a tutti i partner del progetto Prima Europa, la protostoria del Polesine, finanziato dalla fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza. Materiali che arricchiscono la fruizione del museo, migliorano la fruizione del museo, e permettono al pubblico di comprendere al meglio quelli che sono i risultati delle ultime indagini archeologiche che si sono svolte in Polesine proprio nel corso degli ultimi tre anni: per cui abbiamo un video ricostruttivo di Frattesina, dei video di archeologia sperimentale e poi delle riproduzioni tattili di materiali che provengono dal sito di Villamarzana.

“Questo progetto – continua Pulcini – si inserisce in un progetto più ampio, in parte finanziato anche con fondi PNRR del ministero della Cultura per il miglioramento dell’accessibilità nel nostro museo, ma in tutti i musei statali del Veneto. Quindi questa è la prima tappa di un progetto molto più lungo che si svilupperà nel corso dei prossimi anni. La speranza – conclude la direttrice – è che renda il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine un museo aperto a tutte le persone, a tutte le comunità e che riesca a essere sempre più accessibile”.

“Il video che presentiamo oggi con la ricostruzione di com’era il villaggio di Frattesina”, spiega il prof. Andrea Cardarelli ad archeologiavocidalpassato.com, “è frutto di un lavoro piuttosto lungo che abbiamo fatto per dare evidenza all’importanza e alla complessità del villaggio. Di Frattesina erano note tante cose, in particolare erano note le attività artigianali, l’importanza del centro produttivo e di scambio, però si avevano meno notizie riguardanti l’assetto del villaggio, come erano fatte le case, e quant’altro. Le ricerche che abbiamo condotto in questi anni ci hanno dato parecchie informazioni in questo senso e conseguentemente è statio possibile realizzare questo video.

“Nel video – continua il prof. Cardarelli – si vede una ricostruzione di com’era il villaggio, un’animazione virtuale, realizzata in parte in computer grafica in parte con l’intelligenza artificiale, con la quale il pubblico può capire, può vedere realmente com’era fatto questo villaggio: quanto era grande, come erano fatte le case, che vita si svolgeva al suo interno.  E questo era l’obiettivo che ci eravamo posti. Il video dura circa 20 minuti, e dopo la presentazione di oggi (sabato 26 settembre 2026, ndr) sarà disponibile al museo anche in inglese e quindi è un’offerta al pubblico di maggiore conoscenza di questo importantissimo insediamento, unico in Europa per quanto riguarda la tarda età del Bronzo”.

Ed ecco il video sul villaggio protostorico di Frattesina, dalle ricerche all’abitato della Tarda età del Bronzo, nuovo supporto multimediale del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) presentato in occasione delle GEP 2026.

Cuneo. Nel complesso monumentale S. Francesco la quarta edizione di Cuneo Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente: archeologia e cinema ai piedi delle Alpi. Ecco il programma

“Archeologia e cinema ai piedi delle Alpi”: dal 1° al 3 ottobre 2026, alle 20.45, al complesso monumentale S. Francesco a Cuneo, la IV edizione di Cuneo Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, organizzato da Comune di Cuneo, museo civico di Cuneo, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Selezione filmati e archivio cinematografico Firenze Archeofilm.

GIOVEDÌ 1° OTTOBRE 2026. Alle 16 e 17, visite guidate gratuite ai depositi museali a cura di Gian Battista Garbarino, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Provincie di Alessandria, Asti e Cuneo. Il museo civico di Cuneo apre in via del tutto eccezionale le porte dei depositi delle collezioni museali cuneesi di Palazzo Santa Croce per mostrare al pubblico i reperti in esso contenuti, con particolare riguardo a quelli ritrovati negli scavi della necropoli longobarda di Sant’Albano Stura, la più grande d’Italia. Partecipazione gratuita. Prenotazione obbligatoria: museo@comune.cuneo.it.

Frame del film “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi

GIOVEDÌ 1° OTTOBRE 2026. Alle 20.45, apre le proiezioni il film “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi (Italia 2025, 19’). L’unica via che abbiamo per osservare la preistoria è attraverso gli occhi, le matite e le tempere dei paleoartisti. Mauro Cutrona è certamente tra i più noti e influenti specialisti del settore. In dialogo con gli autori, Cutrona si racconta riflettendo sulla responsabilità che il suo lavoro porta con sé, sulle influenze reciproche tra scienza e arte e rivelando la meraviglia di riportare alla vita le più lontane e profonde radici dell’umanità. Segue l’incontro con Umberto Tecchiati, docente di Preistoria ed Ecologia preistorica all’università di Milano, e Stefania Padovan, conservatrice per gli aspetti archeologici Ente Aree protette Alpi Marittime. E presentazione dell’articolo speciale “Grotte di Aisone. Preistorici sulla via delle Alpi” pubblicato sul numero di settembre/ottobre 2026 di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni…

Frame del film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos

VENERDÌ 2 OTTOBRE 2026. Apre la serata, alle 20.45, la proiezione del film “Hardangerfolk” di Gregor Douglas Sinclair (Regno Unito 2023, 20’). Il film, seguendo una moderna spedizione, ripercorre le orme di alcuni membri della resistenza norvegese che nel 1943 attraversarono l’inospitale altopiano montuoso Hardangervidda per impedire la creazione di una nuova bomba atomica da parte di Hitler. La missione vide undici combattenti della resistenza norvegese addestrati in Gran Bretagna distruggere la centrale elettrica controllata dai nazisti che stava sviluppando ossido di deuterio, noto anche come “acqua pesante”, un ingrediente chiave nella produzione del plutonio. Segue l’incontro con Pierangelo Gentile professore di Storia contemporanea al dipartimento di Studi storici dell’università di Torino, presidente della Società per gli studi storici, archeologici e artistici della provincia di Cuneo. Chiude la serata il film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53′). Il film racconta l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, un esercito d’élite composto da 150 coppie di amanti maschi che divennero i più formidabili guerrieri del mondo antico. Un team di importanti archeologi e storici internazionali riesamina le prove appena scoperte e ottiene una visione senza precedenti della storia del Battaglione Sacro. Le loro scoperte ci sfidano a rivedere la nostra comprensione dell’antica Grecia e la nostra percezione dell’eroismo, del genere e dell’amore nel corso del tempo.

Frame del film “Inciso nella pietra, San Francesco e i suoi pellegrini” di Diego D’Innocenzo e Francesco Giannetti

SABATO 3 OTTOBRE 2026. Apre le proiezioni, alle 20.45, in prima assoluta, il film “Inciso nella pietra, San Francesco e i suoi pellegrini” di Diego D’Innocenzo e Francesco Giannetti (Italia 2026, 54’). A ottocento anni dalla sua morte, nuove scoperte vengono alla luce su uno dei santi più influenti della storia: San Francesco. La sua figura ha richiamato per secoli milioni di pellegrini alla Basilica di Assisi, mentre gli straordinari affreschi di Giotto ne hanno plasmato un’eredità potente: un uomo ricco che rinunciò a tutto; un predicatore di pace per gli uomini e per gli animali; un santo visionario segnato dalle stimmate. Ma accanto a questa narrazione, un’altra storia è rimasta quasi invisibile. Nascosti sulle pareti della Basilica si conservano oltre 700 graffiti devozionali: messaggi lasciati da pellegrini, frati e viaggiatori medievali e rinascimentali, oggi studiati per la prima volta. Grazie a un accesso esclusivo a queste tracce nascoste, le voci dei credenti comuni tornano a farsi sentire, rivelando un ritratto più complesso e più intimo del santo più amato. Un viaggio alla scoperta dell’uomo oltre il mito, e della storia segreta incisa nel cuore di uno dei luoghi più sacri d’Italia. Segue l’incontro con Marta Zunino paleontologa, direttrice delle Grotte di Toirano. Quindi Cerimonia di premiazione con attribuzione del “Premio Cuneo Archeofilm” al film più votato dal pubblico, e attribuzione del “Premio Cuneo Archeofilm – Scuole” al cortometraggio più votato dagli studenti. Chiude la serata e il festival la proiezione cortometraggio vincitore del “Premio Cuneo Archeofilm – Scuole”.