Roma. A Palazzo Patrizi Clementi (Sabap Etruria Meridionale) l’incontro “Cerveteri (RM). Nuove ricerche nell’area di Vigna Marini Vitalini” con la presentazione dei risultati delle indagini archeologiche al centro del pianoro urbano di Caere

Mercoledì ​28 ottobre 2026, alle 16, nella Sala delle Colonne di Palazzo Patrizi Clementi a Roma, sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, l’incontro “Cerveteri (RM). Nuove ricerche nell’area di Vigna Marini Vitalini”. Saranno presentati i risultati delle indagini archeologiche nell’area di Vigna Marini Vitalini al centro del pianoro urbano di Caere: un contesto già noto per il ritrovamento di straordinarie terrecotte architettoniche figurate, reinterpretato alla luce di una complessa topografia e nuove fasi cronologiche. Intervengono il prof. Fabio Colivicchi, la dott.ssa Caterina De Angelis, la dott.ssa Alice Deiana, il dott. Domenico Sapone (​Queen’s University).

Roma. Alle Terme di Diocleziano, presentazione del libro “Commentarii fratrum arvalium qui supersunt. Les copies épigraphiques des protocoles annuels de la confrérie arvale (21 av.-304 ap. J.-Chr.)”, École française de Rome 2026, a cura di John Scheid, primo appuntamento, dopo la pausa estiva, del ciclo di conferenze “Il Museo che legge” a cura di Antonella Ferraro, Maria Letizia Caldelli e Giulia Cirenei, promosso dal museo nazionale Romano

Mercoledì 28 ottobre 2026, alle 17, alle Terme di Diocleziano, presentazione del libro Commentarii fratrum arvalium qui supersunt. Les copies épigraphiques des protocoles annuels de la confrérie arvale (21 av.-304 ap. J.-Chr.), École française de Rome 2026, a cura di John Scheid, primo appuntamento, dopo la pausa estiva, nell’ambito del nuovo ciclo di conferenze “Il Museo che legge” a cura di Antonella Ferraro, Maria Letizia Caldelli e Giulia Cirenei, promosso dal museo nazionale Romano. Introduce Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Ingresso libero sino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria al link: https://ilmuseochelegge.eventbrite.it.

Copertina del libro “Commentarii fratrum arvalium qui supersunt. Les copies épigraphiques des protocoles annuels de la confrérie arvale (21 av.-304 ap. J.-Chr.)” a cura di John Scheid

Commentarii fratrum arvalium qui supersunt. Composti da quasi duecento documenti, alcuni dei quali raggiungono una lunghezza di cinquemila-seimila caratteri, i verbali annuali dei Fratelli Arvali coprono tre secoli di storia dell’Impero romano. Nel documentare le celebrazioni e le decisioni di un collegio sacerdotale pubblico, formato da dodici membri reclutati nell’aristocrazia, i commentari di questo sodalizio costituiscono una fonte di informazioni inestimabile sulla vita politica, le istituzioni e la religione pubblica di Roma. Note e collezionate fin dal XVI secolo, le copie epigrafiche di tali verbali annuali, incise nel marmo, rappresentano inoltre l’unica testimonianza di archivi sacerdotali romani giunta fino a noi. Quest’opera di riferimento ne offre la traduzione integrale. Dalla prima pubblicazione, le iscrizioni sono state interamente restaurate e sono oggi esposte nel chiostro Ludovisi del Museo delle Terme di Diocleziano a Roma; qui, passeggiando, il pubblico può apprendere dettagli sulla religione e la vita politica tra il 30 a.C. e il 241 d.C., osservando al contempo l’evoluzione della scrittura e della lingua latina nel corso di tale periodo. Questa nuova edizione, interamente riveduta e ampliata, propone la correzione del titolo di un’iscrizione, un frammento inedito risalente all’epoca di Nerone e, soprattutto, nuove riproduzioni fotografiche di questi documenti eccezionali.

Grumento Nova (Pz). Chiude per lavori programmati il parco archeologico di Grumentum, ma rimane aperto il museo Archeologico nazionale della Val d’Agri

A partire da mercoledì 28 ottobre 2026, e fino a nuova comunicazione, il parco archeologico di Grumentum a Grumento Nova (Pz) sarà temporaneamente chiuso al pubblico. La chiusura si rende necessaria per consentire lo svolgimento di interventi programmati di manutenzione e restauro, finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico e al miglioramento e ampliamento delle modalità di fruizione del sito. La scoperta della storia però continua. Il museo Archeologico nazionale dell’Alta Val d’Agri, che resterà regolarmente aperto secondo i consueti orari: dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30. La direzione si scusa per il temporaneo disagio: “Ci prendiamo cura del passato per offrirvi nuove esperienze di scoperta”.

Roma. All’Istituto Archeologico Germanico, due giornate di incontro di studi in ricordo di Enzo Lippolis. Ecco il programma

Il 28 e 29 ottobre 2026, all’Istituto Archeologico Germanico in via Sardegna a Roma, l’incontro di studi in ricordo di Enzo Lippolis.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 28 OTTOBRE 2026. Alle 9.30, saluti: Ortwin Dally, Luigi M. Caliò, Stella Falzone. Alle 9.45, Ellenismo e romanizzazione: Francesco Maria Ferrara, “La Macedonia e oltre: produzione di modelli di rappresentatività sociale nel Mondo Ellenistico”; Chiara Portale, “Ellenismo e romanizzazione: uno sguardo dalla Sicilia”; Gian Michele Gerogiannis, “Tra Tessaglia ed Epiro: forme di ellenismo tra centro e periferia”; 10.45, pausa caffè. Alle 11.15, Città e territorio: Aldo Borlenghi, “Il tempio a due celle del santuario repubblicano di Montenero Sabino (Rieti)”; Elisabetta Interdonato – Federico Giletti, “Città e territorio: dinamiche insediative e strutture del sacro tra Grecia, Magna Grecia e Roma”; Alessandro M. Jaia, “Il contributo della Topografia storica per l’analisi dei paesaggi antichi risemantizzati: il caso delle Termopili”. Alle 12.15, Architettura: Monica Livadiotti, “La “prassi negata” e i suoi confini insulari: un’estensione della teoria del riuso rituale di Enzo Lippolis all’Egeo orientale”; Nicolò Masturzo, “Il Calcidico augusteo di Leptis Magna: iscrizione dedicatoria e architettura”; Alessandro D’Alessio, “Asimmetrie dello stile e simultaneità del non contemporaneo: il caso del tempio in località San Leucio a Canosa”; 13.15, pausa pranzo. Alle 14.15, Cultura materiale: Marina Albertocchi, “Significato e iconografia di una statuetta fittile dall’acropoli di Gela”; Chiara Tarditi, “La produzione di vasellame in metallo a Taranto nel periodo ellenistico: proposte, dubbi, influenze”; Chiara Giatti, “La materia dei Misteri. Testimonianze eleusine a Roma tra tarda Repubblica e Impero”. Alle 15.15, Archeologia del culto: Massimo Nafissi, “Zeus Eleutherios e la memoria di Platea nell’agorà di Atene”; Valeria Parisi, “Lucera, in Magna Grecia. Culto e cultura materiale oltre i confini (disciplinari)”; 16, pausa caffè. Alle 16.30, Apulia: Ortwin Dally, “L’archeologia della Puglia come archeologia mediterranea”; Antonietta Dell’Aglio, “Gli impianti produttivi di Taranto: aggiornamenti e conferme topografiche”; 18, conferenza serale, Massimo Osanna, “Orione a Pompei. Nuove ricerche su due enigmatici ellenistici”.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 29 OTTOBRE 2026. Alle 9.30, Museo di Taranto: Stella Falzone, “Ricomporre, riordinare, e comunicare. L’eredità di Enzo Lippolis nel Museo archeologico nazionale di Taranto”; Laura Masiello, “Archeologia come progetto. L’attività di Enzo Lippolis per il Museo di Taranto”; R. Belli Pasqua – G. Rocco, “Architettura funeraria tarantina. I risultati preliminare del PRIN Taras (2022)”; Amelia D’Amicis, “La ceramica sovradipinta di “Gnathia” a Taranto. Un percorso di conoscenza”. Alle 10.45, Magna Grecia: Carlo Rescigno, “La forma di Crotone: dati dei nuovi scavi”; 11.15, pausa caffè. Alle 11.45, Etruria: Marina Micozzi, “Tra architettura e sepoltura. Una tomba di età imperiale dalla necropoli etrusca di Monte Abatone a Cerveteri”. Alle 12.15, Grecia: Rita Sassu, “L’archeologia del culto nelle poleis doriche. Il caso di Sparta”; Nicola Cucuzza, “Rovine dell’Età del Bronzo e religiosità greca a Creta”; 13, pausa pranzo. Alla 14, Creta/Gortina: Luigi M. Caliò, “La fine delle città: Gortina e Agrigento”; Gilberto Montali, “Edifici da spettacolo a Gortina”; Giulio Vallarino, “Il pritaneo di Gortina”; 15, pausa caffè. Alle 15.30, Tavola Rotonda: Francesca Romana Stasolla, Pier Giovanni Guzzo, Patrizio Pensabene, Pietro Vannicelli.

Torino. “Sguardi contemporanei sull’antico”: al museo Egizio l’arte contemporanea diventa protagonista con progetti artistici e un public program dedicato

Dal 27 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027, con “Sguardi contemporanei sull’antico” l’arte contemporanea diventa protagonista al museo Egizio di Torino, con progetti artistici e un public program dedicato. Il museo Egizio è un museo archeologico contemporaneo che si interroga criticamente sul proprio ruolo in una società in continuo mutamento. Per questo, conserva e valorizza la collezione archeologica mantenendo un dialogo costante con il presente, anche attraverso lo sguardo della contemporaneità, così da favorire nuove connessioni con l’antico. In questo contesto, l’arte contemporanea assume un ruolo sempre più centrale nella proposta, offrendo anche uno spazio per interrogare criticamente la storia della collezione.

INSTALLAZIONI

Ultrasky. Il blu egizio incontra l’arte contemporanea di Bluenet. Dal 13 ottobre al 14 dicembre 2026, Ultrasky porta nelle sale otto artiste e artisti contemporanei chiamati a confrontarsi con uno dei materiali più affascinanti nati nell’antico Egitto: il blu egizio. Il blu egizio diventa il punto di partenza per sperimentare tecniche, forme e linguaggi artistici diversi: dalla scultura al mosaico, dal vetro al tessuto, fino alla stampa 3D. Non si tratta di riprodurre l’arte dell’antico Egitto, ma di partire da una sua straordinaria invenzione per continuare a trasformarla. Lo stesso materiale che attraversa la storia delle collezioni del Museo entra così nelle pratiche della creazione contemporanea, mettendo in relazione tempi, saperi e linguaggi differenti.

About the Museum di Khalil Rabah. Dal 27 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027, nella Galleria dei Re.
Il progetto About the Museum di Khalil Rabah, proveniente dalla mostra “Gaza. Il futuro ha un cuore antico”, ospitata presso Fondazione Merz, riflette sul significato della conservazione museale. Gli ulivi vivi, custoditi all’interno di una teca, trasformano lo spazio espositivo in un luogo sospeso tra archivio e paesaggio, tra vita e classificazione. Mettere qualcosa sotto teca significa proteggerlo, ma anche sottrarlo al suo contesto e trasformare il suo rapporto con il luogo di origine.

Returning the Gaze di Ali Cherri. Dal 28 ottobre 2026 in Sala 5. L’opera di Ali Cherri, Returning the Gaze, invita a ripensare il modo in cui oggi guardiamo i reperti all’interno del museo. Applicando protesi oculari a statue e oggetti frammentari, Cherri restituisce loro uno sguardo e li presenta come qualcosa di più di semplici oggetti da osservare, come elementi in grado di entrare a loro volta in relazione con il pubblico e con lo spazio che lo circonda. Ideata dall’artista durante un periodo di residenza in museo, l’opera è stata presentata per la prima volta al pubblico in occasione del bicentenario del museo Egizio ed è ora fruibile in sala 7.

The Sun Weeps for the Land and Calls From the Garden of Stones di Sara Sallam. Installazione permanente nella Galleria dei Re. L’opera The Sun Weeps for the Land and Calls From the Garden of Stones di Sara Sallam invita a guardare le Sekhmet al di fuori della Galleria dei Re e a interrogarsi su come conservare ed esporre gli oggetti, ma anche ricostruirne i contesti e le storie. Le statue, oggi disperse in musei e collezioni di tutto il mondo, permettono di approfondire come la formazione delle raccolte e la collocazione dei reperti influenzino il modo in cui li conosciamo e interpretiamo. L’allestimento è stato inaugurato in occasione del bicentenario del museo Egizio.

PUBLIC PROGRAM

Talk e proiezione “The Digger”, “Somniculus”, “Petrified” di Ali Cherri. Giovanni Casini (università di Torino) in dialogo con Sara Menato (museo Egizio): il 28 ottobre 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio (ingresso da via Maria Vittoria 3M). Proiezione dei tre documentari a firma di Ali Cherri. Seguirà un talk di Giovanni Casini e Sara Menato incentrato sul tema della memoria e dei resti materiali del passato. Le proiezioni invitano a interrogarsi su come questi reperti vengano conservati e interpretati e su come contribuiscano alla ricostruzione della Storia. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria QUI.

Proiezione “The Digger”, “Somniculus”, “Petrified” di Ali Cherri: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, dalle 10 alle 17, in sala conferenze del museo Egizio (ingresso da via Maria Vittoria 3M). Proiezione ciclica ogni ora dei 3 opere filmiche di Ali Cherri. La sequenza ha una durata complessiva di circa 50 minuti. Ingresso gratuito e senza prenotazione.

Verona. Al museo di Storia naturale il convegno “Associazione Naturalisti Veronesi: 80 anni per la scienza, il museo e la città”. Ecco il programma

Martedì 27 ottobre 2026, alle 16, al museo di Storia naturale in Palazzo Pompei, lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, il convegno “Associazione Naturalisti Veronesi: 80 anni per la scienza, il museo e la città” proposto dall’Associazione Naturalisti Veronesi per celebrare l’80° anniversario dalla sua fondazione, con un incontro in ricordo del lungo impegno di collaborazione con il museo di Storia Naturale e di divulgazione scientifica a favore della città. L’appuntamento diventa l’occasione per rendere omaggio al fondatore dell’associazione e storico direttore del museo di Storia Naturale, Francesco Zorzi, la cui impronta è tuttora molto viva.

Programma. Dopo i saluti delle autorità, intervengono Margherita Frigo Sorbini, presidente dell’Associazione Naturalisti Veronesi, su “Un lungo cammino insieme”; Leonardo Latella, museo di Storia naturale – sezione di Zoologia, e Sebastiano Andreatta, museo di Storia naturale – sezione di Botanica, su “80 anni di monitoraggio della biodiversità a Verona”; Nicoletta Martinelli, museo di Storia naturale – sezione di Preistoria, su “Zorzi e la Sezione Ricerche Scientifiche Subacquee dei Naturalisti Veronesi”; Massimo Saracino, museo di Storia naturale – sezione di Preistoria, su “Conoscere e divulgare la Preistoria: Francesco Zorzi e la Società Naturalisti”. Modera Alessandra Aspes, già direttrice del museo di Storia naturale di Verona. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Roma. Aperture straordinarie con visite guidate gratuite alla villa di Livia sulla via Flaminia e all’arco di Costantino a Malborghetto

La soprintendenza speciale di Roma propone per il 27 e il 28 ottobre 2026 aperture straordinarie alla villa di Livia e all’arco di Costantino a Malborghetto con visite guidate gratuite senza prenotazione.

APERTURE STRAORDINARIE VILLA DI LIVIA

I resti della Villa di Livia, lungo l’antica via Flaminia, a Roma (foto fabio caricchia / ssabap-roma)

In un angolo incontaminato lungo l’antica via Flaminia, emergono i significativi resti della Villa di Livia, moglie di Augusto. Denominata dalle fonti antiche ad gallinas albas, in ricordo di uno straordinario evento occorso a Livia mentre si recava nei suoi possedimenti, narrato da Plinio con queste parole: “…a Livia Drusilla…un’aquila lasciò cadere dall’alto in grembo…una gallina di straordinario candore che teneva nel becco un ramo di alloro con le sue bacche. Gli aruspici ingiunsero di allevare il volatile e la sua prole, di piantare il ramo e custodirlo religiosamente. Questo fu fatto nella villa dei Cesari che domina il fiume Tevere presso il IX miglio della Via Flaminia, che perciò è chiamata alle Galline; e ne nacque prodigiosamente un boschetto”. (Plin. nat. XV, 136-137). Aperture straordinarie martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026, dalle 15.15 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 18. Visite guidate e senza prenotazione martedì 27 ottobre 2026 alle 15.30 e alle 17.

APERTURE STRAORDINARIE ARCO DI COSTANTINO A MALBORGHETTO

L’arco di Costantino a Malborghetto, lungo la via Flaminia, a Roma (foto ssabap-roma)

L’Arco di Costantino a Malborghetto ha dietro di sé una storia lunga più di milleseicento anni — una storia che, in un certo senso, tocca uno dei momenti decisivi dell’Impero Romano e dell’intera civiltà occidentale. Tutto comincia all’inizio del IV secolo dopo Cristo. Lungo la via Flaminia, la grande arteria che collegava Roma al nord della penisola, viene costruito un arco quadrifronte, con quattro fornici aperti nelle direzioni cardinali: un monumento alto quasi diciotto metri, interamente rivestito di marmo bianco e decorato da colonne corinzie. Un arco del genere non era soltanto un segno di trionfo: era un messaggio politico inciso nella pietra, una dichiarazione di potere e di legittimità. E proprio qui, secondo studi archeologici e storico topografici recenti, Costantino avrebbe posto il suo accampamento prima di muovere contro Massenzio, nella celebre battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C. È la notte del sogno, quella che lo scrittore cristiano Lattanzio, testimone vicino agli eventi, racconta con queste parole: Ut in signum caeleste notaret scuta, hoc signo se in proelia iturum atque hostes esse superaturum. Gli fu indicato di segnare gli scudi con un segno celeste, con il quale avrebbe affrontato la battaglia e vinto il nemico. Quel segno — il monogramma di Cristo — diventerà l’emblema del nuovo imperatore e della nuova fede che stava per cambiare il volto dell’Impero. Visite libere e gratuite: martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026, dalle 15.15 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 18). Visite guidate e senza prenotazione martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026 alle 15.30 e alle 17.

Padova. All’università il seminario “Archeologia quo vadis” con presentazione del libro “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe: l’autore dialoga con Margarita Gleba e Jacopo Bonetto

Martedì 27 ottobre 2026, alle 16.30, nell’aula 9 del Complesso Beato Pellegrino, in via Beato Pellegrino 28 a Padova, nell’ambito dell’insegnamento di “Metodologia della ricerca archeologica” (docente: Margarita Gleba) del corso di laurea triennale in “Archeologia” del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, il seminario “Archeologia quo vadis?” con presentazione del libro “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe (Laterza): nell’ultimo mezzo secolo l’archeologia ha molto modificato e arricchito il proprio bagaglio metodologico e ampliato i propri campi d’azione a livello temporale, spaziale e tematico. Questo libro offre un punto di vista aggiornato sull’evoluzione della disciplina, valorizzandone le molteplici opportunità. Interviene: Giuliano Volpe, università di Bari “Aldo Moro”, in dialogo con Margarita Gleba e Jacopo Bonetto, università di Padova. Ingresso libero.

Conegliano (Tv). Nella sede della Dama Castellana la conferenza “Storie di arte trafugata, dalla Triade Capitolina all’Arciere Sulcitano. Il viaggio investigativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale tra scavi clandestini, traffici internazionali, recuperi e divulgazione attraverso il fumetto” con il Lgt (ris.) Roberto Lai

Martedì 27 ottobre 2026, alle 18, nella sede della Dama Castellana in viale Spellanzon a Conegliano (Tv) la conferenza “Storie di arte trafugata, dalla Triade Capitolina all’Arciere Sulcitano. Il viaggio investigativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale tra scavi clandestini, traffici internazionali, recuperi e divulgazione attraverso il fumetto”. Relatore il Lgt (ris.) Roberto Lai, presidente nazionale Associazione Nazionale Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, già detective del reparto operativo dell’Arma dei Carabinieri. Interverranno: il Ten. Col. Gianluca Muscatello, comandante Compagnia Carabinieri Conegliano; il Mar.Ca. (cong.) Guido Antoniazzi, presidente associazione Collezione Antoniazzi e curatore museo Carabinieri Reali di Conegliano. L’incontro propone un racconto diretto e coinvolgente dedicato ad alcuni dei più significativi casi di recupero del patrimonio archeologico italiano trafugato e disperso nel mercato clandestino internazionale. Attraverso immagini, documenti investigativi e testimonianze operative, la conferenza ripercorre il lavoro svolto nella tutela dei beni culturali: dagli scavi clandestini ai traffici internazionali, fino al recupero e alla restituzione delle opere alla collettività. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’attività divulgativa realizzata attraverso i fumetti ANC Tutela Patrimonio Culturale, strumento innovativo pensato per avvicinare giovani e cittadini ai temi della legalità, della memoria e della difesa del patrimonio culturale italiano. Perché recuperare un’opera d’arte non significa soltanto restituire un oggetto, ma riportare alla collettività un frammento della propria storia e della propria identità. Ingresso libero.

Gioia Tauro (RC). Riapre il museo Archeologico Metauros con l’incontro “Musei accessibilità e fruizione” e le visite guidate. Ingresso libero tutto il giorno

Ci siamo. Martedì 27 ottobre 2026, alle 11, riapre a Gioia Tauro (RC) il museo Archeologico Metauros che, per l’occasione, sarà a ingresso gratuito fino alle 19. “Un momento per la comunità”, spiegano alla direzione regionale Musei nazionali della Calabria. “Perché i luoghi della cultura sono presidi di sviluppo e socialità e un Museo aperto, inclusivo e accessibile è un investimento necessario per il futuro delle giovani generazioni e per il benessere della comunità”. Alle 11, nell’incontro “Musei accessibilità e fruizione” verranno coinvolte istituzioni, associazioni e enti del terzo settore. In particolare, verranno presentati gli interventi effettuati grazie alle misure del PNRR, che restituiranno alla comunità un Museo moderno e accessibile. Intervengono: Simona Bruni, direttrice del museo Archeologico; Simona Scarcella, sindaco di Gioia Tauro; Domenica Speranza, assessore alla Cultura di Gioia Tauro; Carmelo Nicoletta, responsabile UICI-Gioia Tauro; e Michele Caira, CEO Aistech. A seguire, dalle 15 alle 19, le visite guidate nei rinnovati spazi museali.