Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas il secondo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. I colori del passato”

Mercoledì 15 aprile 2026, alle 18, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento, il secondo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. I colori del passato” a cura dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Ingresso libero. In programma il film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire” di regia di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52′). Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet, nel dipartimento francese dell’Ardèche, le sue straordinarie pitture rupestri, tra le più antiche al mondo, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.

Padova. Al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte nel complesso del Liviano la conferenza “Il filo rosso della storia: archeologia tessile alla scoperta del passato” della prof. Margarita Gleba, e dimostrazione di tessitura sulla replica di un antico telaio verticale a pesi

Mercoledì 15 aprile 2026, alle 17, al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte dell’università di Padova, al Complesso del Liviano a Padova, in occasione dell’inaugurazione della nuova vetrina espositiva dedicata alla tessitura nel mondo antico, la prof.ssa Margarita Gleba (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) terrà la conferenza “Il filo rosso della storia: archeologia tessile alla scoperta del passato”. Seguirà una dimostrazione di tessitura sulla replica di un antico telaio verticale a pesi. Evento gratuito su prenotazione, al link: https://MSAfilorossostoria.eventbrite.it.

Roma. Nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari la conferenza “Crypta Balbi. Il nuovo Museo. Una sfida tra tutela conservazione e valorizzazione”, terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma” a cura di Federica Rinaldi e Saveria Petillo

Il 15 aprile 2026, alle 17, nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari, l’incontro “Crypta Balbi. Il nuovo Museo. Una sfida tra tutela, conservazione e valorizzazione”, terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma”, dedicato alla presentazione dei cantieri del grande progetto “URBS, dalla città alla campagna romana”, a cura di Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e di Saveria Petillo. Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-si… Gli interventi saranno a cura dei gruppi di lavoro coordinati dai Responsabili dei Progetti e dai Direttori dei Lavori con la partecipazione dei progettisti e delle imprese coinvolte. Intervengono: Antonio Zunno, RUP; Valentina Oliverio, direzione Lavori; Margherita Mureddu (Tecnolav), progettista. In collaborazione con Istituto Romano di San Michele, Rettoria di Santa Caterina de’ Funari.

 

Pisa. Alla Scuola Normale Superiore giornata di studi “Intorno al Poggio di San Nicola: nuove prospettive su Agrigento greca e romana”: dedicata alle ricerche attualmente in corso sul Poggio di San Nicola, nel cuore dell’antica città di Akragas. Ecco il programma

“Intorno al Poggio di San Nicola: nuove prospettive su Agrigento greca e romana”: mercoledì 15 aprile 2026, alle 9.30, nell’aula Mancini della Scuola Normale Superiore a Pisa, giornata di studi dedicata alle ricerche attualmente in corso sul Poggio di San Nicola, nel cuore dell’antica città di Akragas, organizzata da Gianfranco Adornato e Federico Figura. In questa occasione verranno presentate le più recenti attività di scavo e ricerca promosse dalla Scuola Normale Superiore in collaborazione con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con particolare riferimento all’area dell’ekklesiasterion. Più in generale, si affronteranno la storia della città greca e romana, i principali monumenti di questo settore, nonché il collezionismo e la dispersione delle antichità.

Programma. Alle 9.30, saluti istituzionali: Anna MagnettoGianfranco Adornato (Scuola Normale Superiore); 9.40, Keynote lecture: Stefania De Vido (università Ca’ Foscari Venezia), “Fantasmi cretesi. Sulle storie di fondazione di Gela e di Agrigento”; 10.20, Valentina Mignosa (università Ca’ Foscari Venezia), “Il dossier epigrafico dell’area dell’Ekklesiasterion di Agrigento, tra dati inediti e rilettura della documentazione”; 10.40m Maria Concetta Parello (parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi Agrigento), “Minima akragantina. Storie di piccoli oggetti”; 11, discussione; 11.30, coffee break; 12, Gianfranco AdornatoGiuseppe Rignanese (Scuola Normale Superiore), “Per un’edizione degli scavi sul Poggio di S. Nicola”; 12.20, Giulio Amara, Alessia Di SantiFederico Figura (Scuola Normale Superiore), “I recenti scavi nell’area dell’ekklesiasterion di Agrigento: dati preliminari e nuove prospettive”; 12.40, discussione; 13, pranzo; 15, Laura Frosini (università di Pisa), Federico Lobue (Scuola Normale Superiore), Pierandrea Pennoni  (Scuola Normale Superiore), “Monumenti e cronologie”; 15.20, Alessia Di Santi (Scuola Normale Superiore), Aitana Gonzalez (Universidad Politécnica de Madrid), “Characterisation of Roman lime mortars as a tool for archaeological assessment”; 12, Gianfranco AdornatoGiuseppe Rignanese (Scuola Normale Superiore), “Per un’edizione degli scavi sul Poggio di S. Nicola”; 12.20, Giulio Amara, Alessia Di SantiFederico Figura (Scuola Normale Superiore), “I recenti scavi nell’area dell’ekklesiasterion di Agrigento: dati preliminari e nuove prospettive”; 12.40, discussione; 13, pranzo; 15, Laura Frosini (università di Pisa), Federico Lobue (Scuola Normale Superiore), Pierandrea Pennoni  (Scuola Normale Superiore), “Monumenti e cronologie”; 15.20, Alessia Di Santi (Scuola Normale Superiore), Aitana Gonzalez  (Universidad Politécnica de Madrid), “Characterisation of Roman lime mortars as a tool for archaeological assessment”; 15.40, coffee break; 16.10, Francesca Sabbatini (Scuola Normale Superiore), “Rivestimenti architettonici in stucco: notizie preliminari”; 16.30, Giovanni Cheli (Scuola Normale Superiore), “Raffaello Politi (1783-1870): Collezionismo e Vasenforschung a Girgenti nel XIX secolo”; 16.50, discussione; 18, chiusura della Giornata.

 

Ponte di Pasqua e Pasquetta (con #domenicalmuseo): 750mila ingressi in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi)

Sono stati circa 750mila gli ingressi registrati nei musei, nei parchi archeologici e negli altri luoghi della cultura statali nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta 2026. Nei tre giorni di aperture – sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 – si contano 57mila visitatori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento complessivo di circa il 9%.  Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi) che torna sul podio.

Visitatori al parco archeologico di Ercolano nel ponte di Pasqua 2026 (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 81.841; Foro Romano e Palatino 68.136; area archeologica di Pompei 52.812; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 49.393; parco archeologico di Ercolano 8.479; museo e area archeologica di Paestum 7.987; museo Archeologico nazionale di Napoli 7.928; Terme di Caracalla 7.028; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 6.651; Villa Adriana 6.253; area archeologica di Ostia antica 4.995; museo Archeologico di Venezia 4.419; Terme di Diocleziano 3.305; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.042; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.026; Palazzo Massimo 1.928; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.711; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.579; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.572; Palazzo Altemps 1.547; anfiteatro e teatro romano di Lecce 1.454; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 1.284; museo d’Arte Orientale Venezia 1.283; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e villa di Tiberio 1.271; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.262; Castello Scaligero di Sirmione 1.120; musei nazionali di Cagliari 1.105; museo di Palazzo Grimani 1.097; Basilica di Sant’Apollinare in Classe 1.044; Castello Giulio II 1.041; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.036.

Napoli. A Palazzo Du Mesnil (UniOr) l’incontro “Il culto solare nell’antico Egitto. Dalle origini all’epoca romana alla luce delle più recenti ricerche” con Rosanna Pirelli (università di Napoli L’Orientale) e Massimiliano Nuzzolo (università di Torino)

Martedì 14 aprile 2026, dalle 16 alle 18, nella sala Conferenze di Palazzo Du Mesnil (UniOr) a Napoli, l’università L’Orientale e il Touring Club Italiano promuovono l’incontro “Il culto solare nell’antico Egitto. Dalle origini all’epoca romana alla luce delle più recenti ricerche” con Rosanna Pirelli (università di Napoli L’Orientale) e Massimiliano Nuzzolo (università di Torino). Dopo gli indirizzi di saluto di Roberto Tottoli, magnifico rettore università di Napoli L’Orientale; Roberta Giunta, direttrice del dipartimento Asia Africa e Mediterraneo; Andrea Manzo, professore ordinario di Antichità nubiane e Archeologia della Valle del Nilo; introducono Antonio Buonajuto, presidente comitato scientifico Touring Club Italiano; Francesco Sirano, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli – comitato scientifico Touring Club Italiano. Nessun culto ha influenzato la civiltà dell’antico Egitto quanto il culto solare. Pur declinandosi nel corso del tempo in forme diverse e sotto differenti appellativi — come nel caso della riforma religiosa in senso monoteistico promossa dal faraone Akhenaton nella seconda metà del II millennio a.C. — il dio sole permeò la religione egiziana fin dalle sue origini, attraversando fasi di straordinario splendore, come l’epoca delle piramidi, e mantenendo un ruolo centrale fino alla tarda età romana. Questa conferenza si propone di offrire un excursus sulle nostre conoscenze di un tema fondamentale per la comprensione della civiltà dei faraoni, presentando al contempo i risultati delle più recenti ricerche e scoperte relative al periodo di massimo sviluppo della religione solare: la V dinastia (metà del III millennio a.C.). Fu infatti in questa fase che i sovrani egiziani costruirono per la prima volta dei monumenti specificamente dedicati al suo culto, i Templi Solari. Da oltre quindici anni una missione archeologica italiana è impegnata nello scavo del più grande di questi santuari, il tempio solare del re Nyuserra ad Abu Ghurab. I risultati eccezionali emersi dalle indagini sul campo e le nuove prospettive di ricerca che ne derivano saranno illustrati nel corso della conferenza dai due co-direttori della missione.

Roma-Eur. Al museo delle Civiltà “Parliamo di Neanderthal!”: un pomeriggio tra i reperti di Grotta Guattari con le antropologhe e archeo-zoologhe del Muciv

Grotta Guattari al museo delle Civiltà a Roma-Eur (foto giorgio benni)

“Parliamo di Neanderthal!” Un pomeriggio tra i reperti di Grotta Guattari con le antropologhe e archeo-zoologhe del museo delle Civiltà: appuntamento martedì 14 aprile 2026, dalle 15 alle 18, al Palazzo delle Scienze a Roma-Eur. Durante il pomeriggio le funzionarie del Servizio di Bioarcheologia del Muciv incontrano il pubblico lungo il percorso espositivo “LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari”. L’esposizione racconta una pagina straordinaria della paleoantropologia europea: le ultime scoperte effettuate a Grotta Guattari al Monte Circeo hanno restituito infatti numerosi nuovi resti di Neanderthal, insieme a faune, testimonianze del loro modo di vita e del loro ambiente. Attraverso reperti originali, ricostruzioni, supporti multimediali e strumenti di ricerca, sarà possibile conoscere più da vicino chi erano i Neanderthal, il loro comportamento e perché rappresentano un capitolo fondamentale della storia evolutiva umana. I partecipanti si potranno confrontare con le funzionarie, diventare parte del dialogo, portare tutte le domande che vorranno e scoprire di più sui metodi e sui risultati delle ricerche. Attività gratuita. Prenotazione consigliata. Ingresso al Museo con biglietto ordinario, salvo riduzioni di legge.

Salerno. Al Campus universitario di Fisciano l’incontro “Conoscenza restauro e valorizzazione del Parco Archeologico di Veio. Esiti di una ricerca interdisciplinare” nell’ambito del Protocollo di Intesa siglato tra l’università di Salerno e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Ecco il programma

Lunedì 13 aprile 2026, alle 15, nell’aula Ex-Cues dell’edificio E del Campus universitario di Fisciano dell’università di Salerno, l’incontro “Conoscenza, restauro e valorizzazione del Parco Archeologico di Veio. Esiti di una ricerca interdisciplinare” che si inserisce nell’ambito del Protocollo di Intesa siglato tra il dipartimento di Ingegneria civile dell’università di Salerno e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma, con l’obiettivo di promuovere attività di ricerca, formazione e terza missione sull’area di Portonaccio, una delle più significative dell’intero insediamento etrusco di Veio. Le attività di ricerca si sono concentrate su possibili scenari volti al miglioramento della fruizione del sito. Saranno illustrate le proposte per il restauro e la valorizzazione del Tempio di Apollo, con particolare attenzione all’intervento realizzato negli anni Noventa da Carlo Ceschi, e della copertura dell’Altare di Minerva. La ricerca rappresenta un virtuoso esempio di collaborazione tra università e ministero della Cultura, fondato su un approccio interdisciplinare che integra competenze nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura ai fini della conservazione e valorizzazione del sito archeologico. L’evento si propone come momento di confronto e condivisione tra studiosi e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca e tutela.

Programma. Dopo i saluti istituzionali di Luciano Feo, direttore del dipartimento di Ingegneria civile; Federica Ribera, direttrice del master universitario LIVHE-Live Heritage; Salvatore Barba, addetto scientifico all’ambasciata d’Italia a Buenos Aires; Anna Onesti, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino; intervengono Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Mariarosaria Villani, responsabile scientifico del protocollo d’intesa. Contributi di Andrea Di Filippo, Sara Antinozzi, “Rilievo è conoscenza”; Pasquale Cucco, Giulia Neri, “Oltre la rovina. Nuovi scenari per la fruizione del sito”; Felice De Silva, “Limiti e confini. Il nuovo sistema dei percorsi”; Rosa Penna, “Materiali innovativi per un dialogo contemporaneo con la preesistenza di Ceschi per Veio”. Conclusioni di Monica Ferrari e Carla Ferreyra.

 

Roma. Al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla, professore emerito dell’università di Roma La Sapienza

Lunedì 13 aprile 2026, al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma, la conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, emerito dell’università di Roma La Sapienza. Introduce la prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del museo del Vicino. Diretta sulla pagina Facebook del Museo. Il prof. Matthiae è lo scopritore di Ebla, in Siria, dove ha diretto 47 campagne di scavo dal 1964 al 2010. È Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei, Associé étranger dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi e membro di prestigiose istituzioni scientifiche internazionali. È stato nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la mostra “Archetipi, mitologia dell’anima”, esposizione personale dell’artista Margherita Lipinska: viaggio visivo e spirituale attraverso i simboli universali che abitano la coscienza umana, messi in dialogo con la cornice millenaria della civiltà etrusca

Dal 12 aprile (inaugurazione alle 17.30) al 28 giugno 2026, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma ospita la mostra “Archetipi, mitologia dell’anima”, esposizione personale dell’artista Margherita Lipinska, patrocinata dall’Ambasciata di Polonia a Roma e promossa dal presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, in collaborazione con la direzione generale Musei e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che rappresenta un viaggio visivo e spirituale attraverso i simboli universali che abitano la coscienza umana, messi in dialogo con la cornice millenaria della civiltà etrusca. Lipinska propone i volti degli archetipi in una veste nuova: tessuti preziosi come supporto, righe dorate che attraversano i volti degli eroi e divinità mitologiche. I dipinti che fluttuano nello spazio liberi dal solito telaio rigido fanno pensare agli arazzi delle nobili dimore di un tempo. L’archeologia strizza l’occhio al pubblico con la morbidezza del velluto e della seta, in un contrasto insolito con la materia ruvida della pittura. “Un’operazione culturale strategica del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che auspico possa continuare a essere ospitata anche da altre istituzioni museali archeologiche italiane”, la definisce Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. “Questa esposizione riesce a declinare visivamente – partendo dagli archetipi etruschi, greci e romani – le strutture ideologiche codificate da Jung, Hillman e approfondite dall’enorme lavoro di ricerca filosofica e psicoterapeutica contemporanea del professor Raffaele Morelli. Attraverso la meravigliosa opera di Margherita Lipińska e in simbiosi con i significativi testi della scrittrice Giulia Carcasi, gli archetipi, infatti, non sono più astrazioni teoriche ma tornano alla loro funzione di modelli essenziali dell’esperienza umana. Collocare in un contesto d’eccellenza come questo le rappresentazioni mitologiche dell’artista – in cui ognuno di noi alla fine del percorso espositivo potrà…‘specchiarsi’ – significa riaffermare la persistenza delle forme simboliche nel tempo e il valore delle tradizioni orientali e occidentali, come un significato e un significante ancora efficaci nella psiche contemporanea”.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: core etrusca dipinto acrilico su velluto (foto etru)

Il progetto espositivo “Mitologia dell’Anima” è un progetto ideato e curato dalla scrittrice Giulia Carcasi, che è anche autrice dei testi in mostra. “Otto miliardi di originali che si limitano a esistere come copie: siamo noi. Personaggi di trame già scritte e già lette, più da interpretare che da vivere. Qual è il nostro vero volto?”. A condizionarci sono gli archetipi: modelli universali che abitano l’inconscio collettivo. Secondo alcune teorie psicoanalitiche ne esistono dodici: dodici modi di stare al mondo, dodici possibili “io” che ciascuno di noi contiene in sé. “Se ne scegliamo uno solo, diventa la nostra gabbia. Riconoscerli in noi — tutti e dodici — è tornare interi, originali”.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: amore dipinto acrilico su velluto blu (foto etru)

Il percorso è un invito a riconoscere i ruoli che interpretiamo senza saperlo, per ritrovare l’autenticità. Carcasi esplora in sequenza i dodici archetipi, assegnando a ciascuno il volto di una figura mitologica: l’Innocente (Core/Persefone), l’Orfano (Enea), il Guerriero (Achille), l’Angelo custode (il centauro Chirone), il Cercatore (Ulisse), il Distruttore (Prometeo), l’Amante (Eros), il Creatore (Efesto), il Sovrano (Tinia), la Maga (Medusa), la Saggia (Atena), il Folle (Dioniso). Il percorso, che la curatrice ha organizzato e costruito come un crescendo di consapevolezza, si chiude con uno specchio: il visitatore si trova faccia a faccia con sé stesso, chiamato a chiedersi quale archetipo prevale in lui, quale sta reprimendo, quale deve ancora scoprire. A partire dallo studio delle fonti letterarie antiche, psicoanalitiche e sociologiche moderne, Giulia Carcasi arriva a scrivere un’opera letteraria inedita, suddivisa per ciascun archetipo in due linguaggi complementari: una poesia — voce intima e soggettiva della figura mitologica — e un’analisi interpretativa del mito, che riporta il racconto antico alla condizione umana contemporanea. I testi, concepiti appositamente per lo spazio espositivo, rappresentano il cuore intellettuale del progetto e funzionano anche come opera letteraria autonoma. Tra le tele di Lipinska e i testi poetici di Carcasi si crea un dialogo emotivo: i dipinti esprimono sul piano visivo l’emozione che i testi evocano sul piano letterario, in una corrispondenza che arricchisce l’esperienza del visitatore e lo invita a muoversi continuamente tra immagine e parola.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: persefone dipinto su velluto (foto etru)

Margherita Lipinska (foto da profilo FB)

Margherita Lipinska, nasce nel 1964 in Polonia e si forma all’Accademia delle Belle Arti di Danzica, dove si laurea in pittura. Il suo percorso artistico prende una svolta decisiva all’inizio degli anni Novanta: grazie a una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri italiano, nel 1991-92 prosegue gli studi a Roma presso l’Università La Sapienza. Qui approfondisce anche la Storia del Costume presso l’Accademia del Costume e di Moda diretta da Rosana Pistolese. Da allora Roma è diventata la sua città, il luogo dove vive e lavora. La sua carriera espositiva l’ha portata a partecipare a importanti fiere d’arte come ArteGenova, GrandArt Milano, Luxembourg Art Fair e Artissima di Torino. Tra le mostre personali più significative si ricordano Campus Martius presso la Camera dei Deputati a Palazzo Valdina nel 2022 e In Tempore al Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano nel 2023. Dal 2019 è presenza costante con esposizioni annuali a Palazzo Ferretti a Cortona. Il mondo antico rappresenta da sempre il cuore pulsante della sua attività artistica. La ricerca degli archetipi nella mitologia l’ha condotta nel misterioso mondo etrusco. L’incontro con i capolavori custoditi al Museo Etrusco di Villa Giulia ha influenzato profondamente i suoi dipinti più recenti: volti realizzati con malte sabbiose su velluto, caratterizzati da un enigmatico sorriso e da occhi dal taglio orientale, truccati secondo antiche tradizioni, che sembrano guardare attraverso i millenni. Tra le opere presentate alla mostra di Villa Giulia vi sono alcune tele dedicate ai reperti esposti nel museo. Lipinska propone i volti degli archetipi in una veste nuova: tessuti preziosi come supporto, righe dorate che attraversano i volti degli eroi e divinità mitologiche. Dipinti che fluttuano nello spazio liberi dal solito telaio rigido fanno pensare agli arazzi delle nobili dimore di un tempo. Archeologia seducente con la sua eleganza che strizza l’occhio al pubblico con la morbidezza del velluto e seta, in un contrasto insolito con la materia ruvida della pittura.

Monika Tyszkiewicz, architetto e fotografa polacca, ha documentato il percorso di ricerca di Lipinska svoltosi nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, documentando i processi creativi che hanno ispirato la produzione artistica per la mostra Archetipi. Mitologia dell’anima.

Giulia Carcasi (foto da profilo FB)

Giulia Carcasi, scrittrice e giornalista. Ha esordito appena ventenne, nel 2005, con il romanzo Ma le stelle quante sono, seguito dai romanzi Io sono di legno (2007), Tutto torna (2010) e dal racconto in ebook Perché si dice addio (2012), tutti editi da Feltrinelli. Con oltre 350.000 copie vendute e traduzioni in nove Paesi, è stata annoverata tra i ragazzi-prodigio e definita un fenomeno editoriale. I suoi scritti hanno affiancato i dipinti di Carla Accardi, Felice Levini, Alessandra Giovannoni e Stefano Di Stasio per mostre promosse da Repubblica all’Auditorium di Roma. Ha collaborato alle mostre organizzate da Eni con il Comune di Milano e il Musée du Louvre: per «Amore e Psiche» di Canova e Gérard, ha riscritto in chiave contemporanea il mito (Da dentro, catalogo Rubettino, 2012); per «Donna allo specchio» di Tiziano (2010) è stata relatrice con Miriam Mafai sulla condizione femminile. È intervenuta su temi di filosofia politica in relazione agli affreschi di Lorenzetti («Alla ricerca del Buon Governo», Siena, 2007) e per i 150 anni dell’Unità d’Italia («Italia: femminile plurale», evento organizzato da Telecom e Scuola Holden, Torino, 2011). Mitologia dell’Anima – di cui è ideatrice, curatrice e autrice – è il suo progetto più ampio nell’intersezione tra scrittura, mitologia e arti visive.