Un libro al giorno. “Medioevo che crea. Innovare, inventare, sperimentare nell’Italia dei secoli X-XIV” a cura di Franco Franceschi, Paolo Nanni e Gabriella Piccinni

È uscito per i tipi di Laterza editori il libro “Medioevo che crea. Innovare inventare sperimentare nell’Italia dei secoli X-XIV” a cura di Franco Franceschi, Paolo Nanni e Gabriella Piccinni. Il Medioevo fu un periodo primitivo, pericoloso e soprattutto arretrato? Oppure una delle sue caratteristiche fu proprio quella di saper ripensare i modelli che provenivano dal passato? È il caso, per esempio, delle città e delle campagne italiane: fra X e XIV secolo, in una fase di intensa crescita in ogni ambito, gran parte delle strutture cittadine e dell’organizzazione del paesaggio venne decisamente riplasmata. Se poi volgiamo lo sguardo al mondo economico, scopriamo che molti degli strumenti finanziari che adoperiamo quotidianamente furono immaginati allora, assieme alle forme di organizzazione del lavoro e aziendale che ci sono familiari. Lo stesso possiamo dire di alcuni fenomeni culturali: da una certa idea della figura femminile al ruolo dell’arte come strumento educativo, di cui fatichiamo a vedere e a valutare la storicità. Il Medioevo dei secoli qui considerati, dunque, fu soprattutto un’età creativa, caratterizzata da innovazioni, sperimentazioni e invenzioni a tutto campo e questo libro ne restituisce un’immagine per molti aspetti diversa e sorprendente. Lo fa grazie all’apporto dei maggiori esponenti della medievistica italiana e internazionale, in un’opera di grande impatto e originalità.
Firenze. In occasione della Festa della Rificolona apertura serale straordinaria del museo Archeologico nazionale con laboratori, visite guidate e finissage della mostra “ECA SREN TVA”

Lunedì 7 settembre 2026, in occasione della Festa della Rificolona il museo Archeologico nazionale di Firenze (ingresso via della Colonna 38) apre le sue porte straordinariamente dalle 18 alle 22, con laboratori per bambini e visite guidate per grandi e piccini, compresi nel costo del biglietto di ingresso. Ultimo ingresso ore 21.15.
Ore 18.30, VISITA GUIDATA E LABORATORIO DIDATTICO. La “Festa delle Lampade della Dea Neith” nell’Antico Egitto e il mito della rinascita di Osiride. Una visita guidata per grandi e piccini alla scoperta delle opere meno note della Sezione Egizia, attraverso la storia del culto e del mito della rinascita di Osiride, simbolo della vita che non ha mai fine. A seguire laboratorio didattico a tema per bambini dai 6 agli 11 anni. Attività della durata di circa 1 ora e 15 min, a cura dei Servizi Educativi del Museo; prenotazione obbligatoria scrivendo a man-fi.didattica@cultura.gov.it
Dalle 18.30, VISITE GUIDATE “La famiglia de’Medici, il Palazzo della Crocetta e la sezione dei bronzi delle antiche collezioni”. Le visite saranno svolte dalla curatrice della Sezione Etrusca, Claudia Noferi, e partiranno ogni 30 minuti dalla Sala della Chimera al primo piano del museo.
Dalle 19, FINISSAGE DELLA MOSTRA “ECA SREN TVA” con Luchadora. Alcune delle opere della collezione del museo Archeologico nazionale di Firenze viste attraverso gli occhi di una delle grafiche e illustratici più interessanti del panorama fiorentino Luchadora, alias Alessandra Marianelli, che sarà presente per le ultime visite guidate, accompagnata dalla funzionaria Giulia Basilissi, co-curatrice della mostra.
A settembre l’archeologia torna protagonista in Polesine (Ro). Al via tre missioni archeologiche (Villamarzana, Frattesina e San Basilio) e la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po. Ecco il programma

Polesine, l’archeologia torna protagonista a settembre 2026: archeologia come ricerca, scavo, divulgazione; ma anche come comunicazione dell’Antico attraverso incontri e film. Al via infatti tre missioni archeologiche, una dell’università di Padova, una dell’università Ca’ Foscari di Venezia e una di Sapienza università Roma. Ed è al via la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po.

VILLAMARZANA (Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 2 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo al sito protostorico di Villamarzana diretta dal prof. Michele Cupitò del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. E sono già state fissate le giornate SCAVI APERTI: saranno il 17 e 24 settembre 2026. Lo scavo rientra nel progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Villamarzana

FRATTTESINA (Fratta Polesine, Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 9 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel villaggio protostorico di Frattesina diretta dal prof. Andrea Cardarelli del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma e co-diretto da Paolo Bellintani, presidente del Cpssae di Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Medio Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, e finanziato dalla fondazione Cariparo in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine. In programma, oltre alle giornate SCAVI APERTI, per fine settembre una giornata di presentazione al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dei nuovi video sul villaggio protostorico di Frattesina.

SAN BASIILIO (Ariano nel Polesine, Ro, basso Polesine). Dal 7 settembre al 3 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel sito etrusco-preromano di San Basilio diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia, in convenzione con la soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In programma gli Incontri di Archeologia e le giornate SCAVI APERTI.

ADRIA-LOREO-PORTOVIRO (Ro, basso Polesine). Tra Adria, Loreo e Porto Viro seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” diretto da Emanuela Finesso e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro. (vedi Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti | archeologiavocidalpassato). Un tema: l’acqua; e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro).
Un libro al giorno. “Il paesaggio urbano tra la Via Appia e la Via Latina. Catasti, persone, antichità tra XII e XVIII secolo” di Daniele Manacorda che propone una storia del paesaggio del quadrante meridionale di Roma compreso dentro le sue mura tra il XII e il XVIII secolo

È uscito per i tipi di Edipuglia il libro “Il paesaggio urbano tra la Via Appia e la Via Latina. Catasti, persone, antichità tra XII e XVIII secolo” di Daniele Manacorda, 67mo volume della collana Bibliotheca Archaeologica. Il libro propone una storia del paesaggio del quadrante meridionale di Roma compreso dentro le sue mura tra il XII e il XVIII secolo. Lo scorrere del tempo fra età medievale e moderna e l’immanenza dell’antico in un settore urbano caratterizzato da vigne e orti segnano la falsariga di una ricerca, che ha l’ambizione di contribuire alla ricostruzione di un paesaggio perduto, delle società umane che lo hanno usato e modificato, dei regimi di proprietà e possesso dei suoli, delle diverse motivazioni della loro frequentazione, da quella duratura delle comunità religiose e dei lavoratori dei campi a quella effimera dei pellegrini e viandanti a quella erudita degli antiquari. Il ritmo circolare delle attività agricole si è intrecciato nei secoli a quello delle pratiche devozionali, allo sviluppo e trasformazione delle architetture religiose e civili, e anche ai sussulti della ‘grande storia’, che ha lasciato sul terreno qualche traccia ora più monumentale ora appena superficiale. In assenza di informazioni sistematiche, la ricerca d’archivio ha tentato la ricostruzione cartografica dei catasti perduti, cercando di dare un nome, una casa, una professione agli abitanti di contrade sprofondate per secoli in un abbandono talora reale e talora apparente, e di collocarli entro confini più sicuri o comunque meno labili. La ricostruzione dei catasti delle vigne e della sequenza dei loro possessori nel corso dei secoli ha permesso di localizzare più precisamente i numerosi ritrovamenti di antichità, succedutisi con ritmo crescente dal XV secolo in poi, portando con sé virtuosamente una ricostruzione di numerosi contesti necropolari dispersi nei musei e nelle collezioni di tutta Europa e non solo. La vita ha dato in sorte all’autore l’opportunità di trascorrere un’infanzia felice in un angolo appartato di questo settore di Roma. La sua condizione di “testimone oculare” di un frammento terminale di quella storia perduta non aggiunge nulla al racconto, ma lo ha semplicemente reso possibile fornendo le energie psichiche e mentali per poterlo portare a termine.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Museo MArTa: i tesori della Magna Grecia e la tomba dell’atleta”, approfondimento dedicato alla grande storia del territorio con una visita guidata d’eccezione

Domenica 6 settembre 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Taranto, “Museo MArTa: i tesori della Magna Grecia e la tomba dell’atleta”, approfondimento dedicato alla grande storia del territorio con una visita guidata d’eccezione. ll MArTa custodisce l’anima di Taranto capitale della Magna Grecia. Accompagnati dall’esperta guida abilitata Serena Ioudioux, andremo oltre le teche per calarci nella storia e nel contesto sociale di reperti unici al mondo. I punti salienti del percorso: La Tomba dell’Atleta, simbolo identitario dei XX Giochi del Mediterraneo di Taranto. Scopriremo le spoglie e il corredo del vincitore panatenaico del V secolo a.C., un viaggio tra mito sportivo, dieta ed etica olimpica dell’antica Grecia. Gli Ori di Taranto, capolavori d’oreficeria immortali, tra cui il raffinato orecchino a navicella e le corone in foglia d’oro. Bronzi e Ceramiche, icone di perizia tecnica come lo schiaccianoci in bronzo (IV sec. a.C.) e i vasi apuli a figure rosse. La Taranto Romana, le sculture marmoree e i grandi mosaici pavimentali dell’età imperiale. Sarà un’analisi tecnica e storica, volta a restituire il giusto valore a un patrimonio che rappresenta le nostre radici più profonde. Per garantire una fruizione ottimale delle sale e la qualità dell’ascolto, i posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria. Vi invitiamo a confermare la vostra adesione il prima possibile, i posti sono limitati e la prenotazione è obbligatori con messaggio WhatsApp al 349 4412840,
Pisa. #domenicalmuseo al museo delle Navi con lo spettacolo di danza “Storie di mare, miseria e fere”, liberamente ispirato a Horcynus Orca

Domenica 6 settembre 2026 torna la prima domenica del mese a ingresso gratuito, Il museo delle Navi a Pisa è aperto gratuitamente dalle 14 alle 19.30. Alle 17, appuntamento da non perdere con lo spettacolo di danza “Storie di mare, miseria e fere”, liberamente ispirato a Horcynus Orca, capolavoro letterario di Stefano D’Arrigo. Il termine “fere” è l’appellativo con cui i protagonisti (i pescatori/pellisquadri) definiscono i delfini, colpevoli di devastare pesci e reti nell’Italia affamata del primo dopoguerra. Ingresso libero, fino a esaurimento posti. L’evento fa parte della rassegna https://www.musicaedanza.it/
#domenicalmuseo: il 6 settembre ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Domenica 6 settembre 2026 torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.
Un libro al giorno. La collezione sarda / Die sardische Sammlung 1926-1931” di Arthur Byhan e Julius Konietzko, a cura Sabine Enders e Giovanni Masala Dessì

È uscito per i tipi di Giovanni Masaia editore (Stoccarda) il libro “La collezione sarda / Die sardische Sammlung 1926-1931” di Arthur Byhan e Julius Konietzko, a cura Sabine Enders e Giovanni Masala Dessì. Introduzione di Sabine Enders, traduzione di Giovanni Masala Dessì. Volume 19 della collana Sardìnnia. La copiosa collezione di oggetti dell’artigianato e della cultura materiale sarda, che l’eclettico commerciante di oggetti etnografici di Amburgo Julius Konietzko in compagnia della moglie Lore acquistò tra gennaio e marzo del 1931 si trova, in gran parte inosservata, nei magazzini dei musei etnografici di Amburgo (MARKK), Berlino (MEK) e Basilea (MKB), mentre una parte della collezione rimase in suo possesso. Nel museo di Amburgo è conservata inoltre la vasta collezione etnografica sarda di Arthur Byhan, etnologo e curatore del museo, composta da oggetti acquistati durante i suoi due viaggi del 1926 e nota in parte soltanto ad alcuni specialisti grazie ad un articolo scientifico pubblicato al suo rientro in Germania. Il presente volume è introdotto da una dettagliata prefazione a cura di Sabine Enders in cui si descrivono le caratteristiche degli oggetti della cultura materiale e dell’artigianato anche in base alla loro provenienza e a lettere e materiali documentali inediti conservati negli archivi dei musei. La parte centrale della pubblicazione è costituita da una scelta di 100 immagini a colori conservate nei suddetti musei di Amburgo, Berlino e Basilea con relative didascalie originali in tedesco e in traduzione italiana, nonché dalle 46 tavole del catalogo fotografico con ben 462 oggetti della inedita collezione privata di Julius Konietzko andata perduta in seguito al bombardamento di Amburgo del 1943. Completano il volume due brevi biografie di Arthur Byhan e Julius Konietzko a cura di Giovanni Masala.


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