Firenze. Al cinema La Compagnia al via l’ottava edizione di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente: 80 film in concorso, oltre la metà anteprime, per quattro premi, in cinque giorni di proiezioni non stop. Ecco il programma della prima giornata

Siamo davvero “Sapiens?” Il punto interrogativo nel titolo del film (di Bruno Bozzetto) che inaugura l’edizione 2026 di Firenze Archeofilm, esprime al meglio la grande capacità del cinema di porci davanti a interrogativi e ragionamenti critici. Se poi le tematiche sono quelle della riscoperta delle nostre radici a cavallo tra ciò che siamo e ciò che saremo, la sfida è ancora più avvincente. Parte da questa riflessione la scelta degli 80 film in concorso tra cui 50 anteprime per l’edizione 2026, l’ottava, di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore), in collaborazione con università di Firenze, Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria e Fondazione Sistema Toscana. Durante la cinque giorni di proiezioni non stop, mattina e pomeriggio, dall’11 al 15 marzo 2026, con ospiti internazionali, incontri con i registi, cineforum e dibattiti in sala, si “danno appuntamento” al cinema La Compagnia di Firenze le più importanti produzioni mondiali su archeologia, arte, ambiente ed etnografia. Tutto come sempre a ingresso libero e gratuito.

In programma 80 film, che arrivano da Italia, Usa, Brasile, Francia, Portogallo, Serbia, Croazia, Grecia, Turchia, Regno Unito, Spagna, Polonia, Messico, Perù, Colombia, Cina, Egitto, Austria, Indonesia. Al termine della manifestazione saranno assegnati il Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; il Premio “Università di Firenze”; il Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica.

L’archeologo Paolo Emilio Pecorella, docente di Archeologia del Vicino Oriente dal 1984 al 2005 all’università di Firenze (foto AV)

Molti i film di quest’anno che riguardano da vicino la storia più antica del Granducato. Tra questi: il resoconto dell’ultima campagna di scavo del Santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), l’affascinante “traslocamento” del David di Michelangelo da piazza della Signora all’Accademia nella notte del 1873, il cortometraggio di sensibilizzazione/appello per il restauro delle Gualchiere di Remole (mulino idraulico trecentesco che serviva alla laniera fiorentina), il film omaggio sull’archeologo Paolo Emilio Pecorella, docente di Archeologia del Vicino Oriente dal 1984 al 2005 all’università di Firenze scomparso in un tragico incidente vent’anni fa mentre conduceva gli scavi del sito di Tell Barri, l’antica città di Kahat, in Siria. E ancora il docufilm dedicato agli ottant’anni di Unesco con il racconto della distruzione in Ucraina e il ruolo dell’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi a capo della task force Unesco per la messa in sicurezza e ricostruzione del patrimonio culturale nel paese, il ricordo della scoperta e degli scavi di alcuni dei siti archeologici più spettacolari della Sardegna dell’archeologo pisano Carlo Tronchetti, la vita quotidiana (da archeologo) sullo scavo di un sito etrusco nel Valdarno Superiore, le riprese nel 1955 dell’antropologo e paletnologo dell’università di Firenze Paolo Graziosi effettuate tra i popoli dell’Himalaya con scene di vita quotidiana e paesaggi fuori dal tempo.

Frame del film “Il castello perduto di Azuchi. Un’indagine al tempo samurai”

Rivive (in anteprima mondiale) il castello del videogame “Assassin’s Creed Shadows”. In prima mondiale sabato 14 marzo 2026, alle 15, al Firenze Archeofilm arriva “Il castello perduto di Azuchi. Un’indagine al tempo samurai”. La pellicola racconta l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza colossale e sontuosa fatta costruire dal temibile capo samurai Oda Nobunaga nel XVI secolo oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”.

Frame del film “Army of Lovers”

Amori, amanti e morti dimenticate oltre i cliché… Sempre nel pomeriggio di sabato 14 marzo 2026 un viaggio nella storia più intima dell’umanità per dare voce a tutte quelli/e che ieri come oggi lottano ancora per avere il diritto a essere amato/a e amare o sui perseguitati/e e uccisi/e perché non rientranti in un orientamento sessuale binario come racconta “Io non dimentico”. Riflette sul tema, anche se da una prospettiva diversa, anche il film “Army of Lovers” che racconta l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, un esercito composto da 150 coppie di amanti maschi che divennero i più formidabili guerrieri del mondo antico.

Frame del film “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”

Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 11 MARZO 2026. MATTINO Inizio proiezioni alle 10: film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2024, 22’). Prima nazionale, film “La storia di Medusa / The tale of Medusa” di Yael Reisfeld (Stati Uniti 2024, 5’). Film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56′). Prima assoluta, film “Roma 64. La notte che cambiò l’Impero” di Luigi Giannattasio (Italia 2025, 15’). Prima cinematografica, film “L’Agro Cerite e le sue acque” di Domenico Parisse (Italia 2025, 36’). Prima cinematografica, film “Castrum Novum” di Violeta Montoya (Italia 2025, 4’). Film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’).

POMERIGGIO. Alle 14:30, CRITOFILM AL CINEMA, introduce: Paolo Bolpagni direttore della F Fondazione Ragghianti. Quindi il film “Urne etrusche di Volterra” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1957, 12’). Film “Pompei urbanistica” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1958, 11’). “Pompei città della pittura” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1958, 13’). Film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Prima assoluta, film “Le Terme Romane di Campo Valdés / Las Termas Romanas de Campo Valdés” di David Salaices (Spagna 2025, 7’). Film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Film “Hoy’ri” di Marcio Pimenta (Brasile 2024, 14’). Alle 17.15, CINEMA tra Comunicazione e Archeologia: proiezione di corti e dibattito. Evento in collaborazione con università di Firenze, a cura di Sara Casoli, docente di Storia dei linguaggi della narrazione televisiva; Domenico Lo Vetro, docente di Archeologia preistorica; Silvia Pezzoli, docente di Sociologia della Comunicazione. Alle 18.15, film “Il David in viaggio. 1873-2023” di Massimo Becattini (Italia 2023, 10’). Prima nazionale, film “Delfi, l’ombelico del mondo / Delphes, le nombril du monde” di Thibaud Marchand (Francia 2025, 52’). Prima cinematografica, film “Tra i popoli dell’Himalaya, 1955” di Guido Melis (Italia 2018, 14’).

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “La necropoli dell’età del Bronzo di Franzine Nuove di Villa Bartolomea (Verona). Scavi 1968-1983” di Alessandra Aspes e Marisa Morelato: il libro documenta per la prima volta, in modo sistematico, gli scavi condotti tra il 1968 e il 1983

Martedì 10 marzo 2026, alle 17, nella Sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, presentazione del libro di Alessandra Aspes e Marisa Morelato “La necropoli dell’età del Bronzo di Franzine Nuove di Villa Bartolomea (Verona). Scavi 1968-1983” – Memorie del Museo Civico di Storia Naturale di Verona 2. Serie, Sezione Scienze dell’Uomo, n. 18 – 2025. Dopo i saluti istituzionali di Marta Ugolini (assessore alla Cultura, Turismo e Rapporti con l’Unesco), Andrea Rosignoli (soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza) e Leonardo Latella, responsabile museo di Storia naturale di Verona, dialogheranno con le autrici Maurizio Cattani (Alma Mater università di Bologna) e Umberto Tecchiati (università di Milano). Interverrà Giulia Vescovo (università di Ferrara) che parlerà di “Indagini antropologiche preliminari”. La partecipazione è libera fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Copertina del libro”La necropoli dell’età del Bronzo di Franzine Nuove di Villa Bartolomea (Verona). Scavi 1968-1983″ di Alessandra Aspes e Marisa Morelato

Il libro documenta per la prima volta, in modo sistematico, gli scavi condotti tra il 1968 e il 1983 nella necropoli di Franzine Nuove (Vr), un sito di riferimento della media e recente età del Bronzo nella pianura veronese. La necropoli è particolarmente significativa per il biritualismo funerario, con la coesistenza di inumazioni e cremazioni, fenomeno unico rispetto ad altre aree della pianura padana. Grazie al lavoro di Alessandra Aspes e Marisa Morelato, tutti i reperti e le sepolture sono descritti, illustrati e aggiornati, offrendo una base fondamentale per lo studio archeologico del territorio. La pubblicazione conferma anche il ruolo del museo civico di Storia naturale di Verona come centro di riferimento per la ricerca preistorica, valorizzando la collaborazione con la Soprintendenza. L’intero volume è scaricabile in formato pdf

 

Regione Siciliana, 10 marzo: Giornata dei Beni culturali siciliani in memoria di Sebastiano Tusa: accesso gratuito a musei, parchi archeologici e luoghi della cultura regionali. E molte iniziative: eccone alcune

La Regione Siciliana, dal 2020, dedica il 10 marzo al patrimonio culturale dell’Isola. La giornata, che coincide con l’anniversario della scomparsa dell’archeologo Sebastiano Tusa, si trasforma in un momento di partecipazione collettiva. Per l’occasione, l’accesso ai musei, ai parchi archeologici e ai luoghi della cultura regionali è gratuito, accompagnato da appuntamenti e iniziative speciali pensate per coinvolgere cittadini, famiglie e studenti. “La figura di Tusa, studioso di fama internazionale e servitore delle istituzioni”, commenta l’assessore ai Beni culturali e Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, “continua a rappresentare un punto di riferimento per una politica culturale fondata su ricerca, tutela e valorizzazione. Questa giornata non è soltanto un ricordo, ma un impegno concreto. Vogliamo che il patrimonio siciliano sia sempre più accessibile e protagonista di un progetto di crescita che parta dalle nostre radici per costruire nuove opportunità”. 

La Fondazione Sebastiano Tusa rinnova, anche quest’anno, il proprio impegno nel custodirne e diffonderne l’eredità scientifica e culturale, affinché la sua visione continui a promuovere il patrimonio della Sicilia nel mondo. Il 10 marzo 2026, nella sala Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana in piazza del Parlamento 1 a Palermo, presentazione della rivista Sicilia Archeologica n° 116. L’ingresso è consentito esclusivamente su invito e previa iscrizione in lista nominativa: presidente@fondazionesebastianotusa.org. Nello stesso giorno, a Palazzo d’Aumale di Terrasini (Palermo) — sede del museo regionale di Storia naturale e della mostra permanente del Carretto siciliano — si terrà una cerimonia in memoria di Sebastiano Tusa: sarà svelata una targa commemorativa e gli verrà intitolata la sezione Archeologia del museo. L’appuntamento è per le 16. 

Parco archeologico di Siracusa: ‘Musei di notte’, apertura straordinaria del museo Archeologico regionale ‘Paolo Orsi’ e dell’esposizione open air del parco di villa Landolina, dalle 19 alle 23 (con ultimo accesso alle 22.30).

Museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo: visita didattica gratuita alle collezioni del museo organizzata da CoopCulture alle 11. Il percorso guiderà alla scoperta della storia del sito, custode di prestigiose collezioni e opere uniche provenienti da alcuni dei più celebri siti archeologici della Sicilia.

Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato: Visita guidata, alle 9, delle scuole del territorio ai depositi dell’Antiquarium Minissi; alle 11, al Tempio della Vittoria e museo Pirro Marconi; alle 15, ai depositi dell’Antiquarium Minissi; alle 16.30, al Tempio della Vittoria e museo Pirro Marconi.

Parco archeologico di Segesta: appuntamento a partire dalle 9 con il progetto “Cum grano salis” che metterà insieme la ricerca delle antiche colture con l’arte contemporanea. Le comunità locali parteciperanno alla semina di 5 ettari di terra all’interno del Parco. Il grano diventerà farina e poi pasta con il marchio Helimos in ricordo degli antichi popoli originari del luogo. Il campo avrà una terrazza che ospiterà opere d’arte dedicate ai culti dell’abbondanza. Sebastiano Tusa amava ripetere che senza il grano e l’uva mancherebbe un pezzo della storia degli uomini e non ci sarebbe stata archeologia.

Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento: visita didattica, alle 16, organizzata dagli archeologi di Coopculture al quartiere ellenistico-romano di Agrigento e alle sale dedicate presso il museo Griffo. La visita ha la durata di 90 minuti al costo di 5 euro, per un totale di 30 posti disponibili, mentre l’accesso al museo e al quartiere ellenistico romano è gratuito in occasione della giornata celebrativa istituita in memoria dell’archeologo.

Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria: visita guidata, alle 10.30, “L’archeologo racconta: i segreti dei templi di Selinunte” condotta dagli esperti di Coopculture tra i resti monumentali sulla collina orientale. L’esperienza sarà anche un’occasione per scoprire i segreti che si celano dietro la costruzione di questi edifici di culto. Durante il percorso, infatti, sarà possibile apprendere le diverse fasi della costruzione, dalla cava fino alla messa in opera dei blocchi lapidei, il trasporto, i macchinari, i sistemi di elevazione e di misurazione; alle 12, auditorium “Falcone e Borsellino”, presso il baglio Florio, all’interno del parco archeologico di Selinunte, proiezione del docufilm di Folco Quilici “Un’isola nel tempo”. Contemporaneamente lo stesso film sarà proiettato nella sala del Consiglio comunale di Pantelleria.

Parco Lilibeo di Marsala: a partire dalle 17 conversazione “Giornata per i beni culturali siciliani in memoria di Sebastiano Tusa”. Il museo Lillibeo racconta il suo impegno per ricordare l’attività profusa dal celebre archeologo nella ricerca resa tangibile dai rinvenimenti marini che si trovano nel museo come la nave tardo romana “Marausa 1” e il rostro “Egadi 13”.

Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci: apertura straordinaria al mattino del Portico dell’Atleta (sito ipogeo in via Crociferi) dalle 9 alle 13.

Parco Archeologico di Tindari: Antiquarium di Tindari, mostra delle monete di Tindari donazione dell’avvocato Giovanni Sciacca; area archeologica di Patti Marina, restauro a porte aperte del mosaico pavimentale di Dioniso; area archeologica di Tusa, cantiere aperto allo scavo archeologico del teatro Ellenistico; visite guidate alla scoperta dei siti archeologici di Milazzo, Tindari, Patti, Capo d’Orlando, un programma di lettura e approfondimento dei mosaici.

Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Caltanissetta: visita guidata dalle 10 alle 12 al cantiere di Orto Fontanelle a Gela con la collaborazione del Comune di Gela. Saranno illustrati i risultati dello scavo di archeologia preventiva, tuttora in corso, nel cantiere di “Orto Fontanelle” dove il Comune sta realizzando il Palazzo della Cultura. La visita sarà condotta dall’archeologo Gianluca Calà.

Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 il sito della Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella, caso unico in Italia in cui due cantine hanno messo a disposizione i propri terreni vitati per lo scavo di una villa tardo romana che il MIC valorizzerà con un parco archeologico. Ne ha parlato Vincenzo Tinè (SABAP) e poi Simone Benedetti e Giulio Franchini (cantine)

Veduta generale dell’area archeologica della Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (foto graziano tavan)

Tra i vigneti pregiati della Valpolicella (Vr) c’è un caso unico di mecenatismo imprenditoriale dove il vino sostiene l’archeologia e l’archeologia promuove il vino.

Schema dell’accordo pubblico-privato alla Villa dei Mosaici di Negrar: connubio di archeologia e vino (foto sabap-vr)

È la Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella individuata tra i vigneti pregiati dell’Amarone, una villa romana della tarda romanità il cui scavo curato dalla soprintendenza ABAP di Verona Rovigo e Vicenza con l’università di Verona è stato possibile grazie al mecenatismo e alla lungimiranza imprenditoriale di due aziende vitivinicole, La Villa dei fratelli Benedetti e Franchini Agricola, che hanno concesso romana la parte del proprio vigneto e di procedere a portare alla luce la villa, lanciando al contempo una linea dei propri vini con etichette particolari che riproducevano i preziosi mosaici emersi dallo scavo. Il ministero, dopo questo accordo pubblico-privato, ha deciso di valorizzare questo sito unico che dimostra, e non è un elemento secondario, che qui il vino pregiato era prodotto fin dall’antichità senza soluzione di continuità.

Coperture e allestimento dell’istituendo parco archeologico della Villa dei Mosaici a Negrar di Valpolicelal (foto sabap-vr)

Qui entro pochi anni (due nell’ipotesi migliore) nascerà il parco archeologico della Villa dei Mosaici con un finanziamento straordinario del Mic di 3 milioni di euro in un connubio perfetto di archeologia e vino. E a realizzarlo è l’architetto Ottavio Di Blasi che, prima del suo trasferimento a Milano dove ha aperto il suo studio con Paolo Simonetti e Daniela Tortello, è stato uno dei più stretti collaboratori di Renzo Piano.

Il soprintendente Vincenzo Tinè presenta la Villa dei Mosaici di Negrar al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 (foto graziano tavan)

Proprio “il caso Negrar” un anno fa aveva convinto il prof. Giuliano Volpe a mettere in rete siti archeologici e aziende vitivinicole collegate. Di qui il progetto archeoVINUM, presentato a tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva, nel convegno organizzato dall’università di Bari in una mattinata densa di interventi di cui archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni. Ecco quindi che dopo la Vigna delle Thermae Felices Constantinianae ad Aquileia, e la Vigna Barberini sul Colle Palatino nel parco archeologico del Colosseo (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2026/03/07/firenze-al-convegno-archeovinum-di-tourisma-2026-il-vigneto-di-vigna-barberini-sul-colle-palatino-nel-cuore-antico-di-roma-ne-ha-parlato-simone-quilici-direttore-del-parco-archeologico-del-colosseo/) il viaggio eno-archeologico attraverso l’Italia ci porta proprio nel cuore della Valpolicella (Vr) alla Villa dei Mosaici di Negrar. E sabato 28 febbraio 2026 ne hanno parlato prima Vincenzo Tinè, già soprintendente ABAP di Verona e ancora direttore dello scavo di Negrar, per conto della Soprintendenza (Andrea Rosignoli) e dell’Università (Patrizia Basso), poi Simone Benedetti e Giulio Franchini in rappresentanza delle due cantine coinvolte nel progetto. archeologiavocidalpassato.com ha incontrato il soprintendente Vincenzo Tinè e i produttori Simone Benedetti e Giulio Franchini.

“Su invito del prof. Volpe che ha creato questa occasione di confronto a Firenze”, spiega Vincenzo Tinè, direttore dello scavo di Negrar, ad archeologiavocidalpassato.com, “non poteva mancare anche la corrispondenza da parte della soprintendenza di Verona, il soprintendente Andrea Rosignoli, e dell’università di Verona, la prof. Patrizia Basso, per comunicare questo importate progetto che riteniamo sia esemplare a livello nazionale per le connessioni veramente sinergiche tra ricerca, ministeriale e universitaria, e cantine. A Negrar, credo per la prima volta in Italia, le cantine proprietarie dei fondi – e stiamo parlando di fondi di uve di altissimo pregio con costi esorbitanti sul mercato – hanno spontaneamente, volontariamente, ceduto la disponibilità dei terreni per lo scavo archeologico, uno scavo archeologico esteso all’intera villa per oltre 4mila metri quadrati, che sta dando luogo a una valorizzazione nel senso di un parco archeologico e di un contributo importante del ministero della Cultura di 3 milioni di euro che dovrebbe condurre, nell’arco di un paio d’anni, a poter fruire di questo nuovo straordinario sito che ben illustra l’importanza alla fine dell’epoca romana della produzione enologica della Valpolicella con una produzione propriamente industriale, grandi strutture di torchiatura, di stoccaggio del vino, che prendeva le strade dell’impero: il vino Acinaticum che è il precursore del Recioto e dell’Amarone”.

“Grazie a tourismA”, spiega Giulio Franchini con Simone Benedetti ad archeologiavocidalpassato.com, “questo evento che oggi ci ha portato a Firenze, dalla Valpolicella siamo arrivati in Toscana con una realtà che connubia sia il privato che il pubblico in Valpolicella; terra ricca di vini, la terra dell’Amarone e del Recioto, due cantine che si sono messe a collaborare con lo scopo di aiutare la comunità in questo progetto archeologico non facile che ha coinvolto uno scavo estensivo, da cui sono nati alla fine anche vini – per la cantina Franchini e la cantina Benedetti – con delle immagini che riportano proprio i mosaici ritrovati all’interno del campo. Una realtà, come in varie altre parti d’Italia, che ha portato una notevole storicità alla Valpolicella che già ne vanta, ma con questo progetto viene rilanciata”.

Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, tavola rotonda internazionale “Focus on Sudan II – Preserving Sudan’s Archaeological Heritage”, risposta alla grave emergenza culturale che colpisce il Sudan dall’aprile 2023

Il 9 marzo 2026, alle 15.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino tavola rotonda internazionale “Focus on Sudan II – Preserving Sudan’s Archaeological Heritage”, organizzata dal museo Egizio in collaborazione con Global Aid Connection (GAC) e con l’International Committee for Egyptology (CIPEG). Evento gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/preserving-sudans….L’evento è in lingua inglese con traduzione simultanea in sala. Disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio di Torino.

L’iniziativa rappresenta il secondo appuntamento del ciclo “Focus on Sudan”, avviato nel dicembre 2023, e nasce come risposta alla grave emergenza culturale che colpisce il Sudan dall’aprile 2023. Musei, archivi, biblioteche e siti archeologici sudanesi stanno subendo saccheggi sistematici, distruzioni e occupazioni da parte di gruppi armati. Le conseguenze sono drammatiche: distruzione e incendio di importanti collezioni museali, occupazione di siti archeologici, furto di manoscritti e archivi storici, dispersione del patrimonio culturale nazionale. Di fronte a questo scenario, il museo Egizio conferma il proprio impegno come luogo di ricerca, tutela e cooperazione internazionale, aprendo uno spazio pubblico di confronto e consapevolezza. Un confronto internazionale per la tutela del patrimonio sudanese. L’evento vedrà la partecipazione di S.E. Emadeldin Mirghani Abdelhamid Altohamy (ambasciatore del Sudan in Italia), Johannes Auenmüller (museo Egizio), Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari, Venezia), Shadia Abdu Rado (Sudan National Museum, Khartoum), Junaid Sorosh-Wali (UNESCO Office Sudan), Federico Zaina (museo Egizio), Yagoub Kibeida (Global Aid Connection).

Al centro del dibattito la domanda chiave è: “Come possono le istituzioni sudanesi e internazionali collaborare per proteggere, documentare e valorizzare il patrimonio culturale del Sudan durante e dopo il conflitto?”. L’obiettivo dell’incontro sarà duplice: analizzare le perdite e i rischi attuali che minacciano il patrimonio archeologico e culturale sudanese; individuare strategie concrete di intervento, tra cui: protezione d’emergenza dei siti, documentazione e digitalizzazione, conservazione digitale, raccolta fondi per progetti a medio termine, advocacy e cooperazione internazionale. Il museo Egizio invita tutti e tutte gli interessati ai temi della tutela del patrimonio culturale e dell’archeologia internazionale a prendere parte a questo importante momento di confronto scientifico e civile.

 

Aosta. In occasione della Giornata internazionale della Donna, al MegaMuseo la tavola rotonda “La donna nell’antichità”

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della Donna, al MegaMuseo di Aosta, alle 15, la tavola rotonda “La donna nell’antichità”: tra luoghi comuni e nuove interpretazioni, verrà indagata la figura della donna in diverse culture dalla Preistoria all’epoca classica. Interverranno Alessandra Armirotti, responsabile Settore collezioni, ricerca e attività di scavo; Francesca Martinet, archeologa e assistente scientifica di direzione del MegaMuseo, responsabile ricerca e sviluppo collezione; Maria Pina Garaguso, archeologa e coordinatrice attività espositive e programmazione attività scientifiche; Marta Berogno, Egittologa, divulgatrice e collaboratrice del museo Egizio di Torino. Modera l’archeologa Cinzia Joris, divulgatrice scientifica. Attività gratuita per tutti. Non è prevista prenotazione.

Vibo Valentia. Giornata della Donna al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” con l’incontro–dibattito “Le donne nella disciplina archeologica. Storie di straordinaria normalità”

Per “Pomeriggi al museo”, domenica 8 marzo 2026, Giornata internazionale della Donna, alle 17, al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, appuntamento che unisce archeologia, storia e attualità, con l’incontro–dibattito “Le donne nella disciplina archeologica. Storie di straordinaria normalità”, dedicato al ruolo delle donne nell’archeologia, tra ricerca, impegno scientifico e narrazione del passato. Un momento di riflessione e confronto per raccontare le storie di tante donne che, con passione e competenza, hanno contribuito alla conoscenza del mondo antico e alla tutela del nostro patrimonio culturale. Dopo i saluti di Michele Mazza, direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, intervengono Maria D’Andrea, archeologa e ricercatrice, Maria Maddalena Sica, direttrice del museo nazionale di Mileto, e Lionella Morano, docente e storica, con un intervento tematico su “Storie di donne nell’antichità: Penelope e le altre”. Coordina Antonella Furci, giornalista. Letture a cura di Gianni Colarusso.

Giornata internazionale della Donna al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr): visita tematica “Storie di donne e di dee”

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr), alle 15, visita tematica “Storie di donne e di dee”, tra mito e archeologia, a cura delle archeologhe dello staff. Dee potenti, eroine controverse, donne reali: figure spesso raccontate ai margini che, rilette con uno sguardo contemporaneo, diventano protagoniste di storie nuove, forti, sorprendenti. Un viaggio per riconoscere nelle storie di ieri nuove chiavi di riflessioni per il femminile del nostro tempo. Per l’intera giornata l’ingresso sarà gratuito per tutte le donne e un piccolo omaggio. Info e prenotazione gradita per la visita: 0564 927245; museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescai.gr.it

 

Giornata internazionale della Donna al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz): percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della Donna, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), diretto da Rosanna Calabrese, alle 17.30, il percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”, dedicato alle donne della colonia latina di Venusia, con ingresso gratuito alle donne. L’itinerario tra epigrafi, reperti archeologici e fonti letterarie restituisce voce alle donne venusine e riconosce il loro contributo, spesso silenzioso ma fondamentale, alla vita economica e sociale della città. Occasione per riflettere sul ruolo femminile nell’antichità e valorizzare storie di autonomia e partecipazione attiva alla vita della comunità. Dietro i nomi femminili incisi nella pietra emerge una comunità viva e dinamica: donne impegnate nel lavoro, inserite in reti di relazioni umane e professionali, protagoniste di attività produttive e imprenditoriali. Tra le testimonianze: la lanipendia Catallage, addetta alla distribuzione della lana, esempio di competenze specializzate in un sistema organizzato; Minatia e Babullia, attive nella produzione laterizia, figure riconoscibili come imprenditrici autonome nell’Italia romana. Uno sguardo alle fonti letterarie, a partire da Orazio, che restituisce profili significativi di donne e del loro lavoro. Prenotazione allo 097236095.

 

Roma. In occasione della Giornata Internazionale della donna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia due visite guidate tematiche (sold out) alla scoperta della donna etrusca

In occasione della Giornata Internazionale della donna, domenica 8 marzo 2026 il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone due visite guidate tematiche (sold out) alla scoperta della donna etrusca, comprese nel biglietto d’ingresso e a cura del personale del Museo. Alle 11.30, “Donne in Etruria. Istantanee a Villa Giulia” a cura di Valeria De Scarpis e Francesca Mazzoncini. Una prospettiva guidata sulla vita delle donne etrusche, in un dialogo al femminile che darà voce ai reperti del Museo. Alle 16.30, “Donne, Dee e Muse” a cura di Roberta Mingione. Le donne di Villa Giulia: protagoniste della storia, mediatrici del sacro, luci dell’intelletto. Un percorso sulla figura femminile fra tesori etruschi e affreschi rinascimentali. Ingresso gratuito per le donne in tutti i musei, parchi archeologici, complessi monumentali, ville e giardini statali.