Capo Colonna (Kr). Al teatro del parco archeologico “Il viaggio di Ulisse” con Tony Esposito: il viaggio di Ulisse diventa un racconto affidato al ritmo

Sabato 25 luglio 2026, alle 22, al Teatro del Parco archeologico di Capo Colonna (Kr), “Il viaggio di Ulisse” con Tony Esposito: il viaggio di Ulisse diventa un racconto affidato al ritmo. Tony Esposito porta a Capo Colonna uno spettacolo nel quale il mito omerico incontra la ricerca musicale che ha attraversato tutta la sua carriera: le radici mediterranee, le sonorità africane, il jazz, il funk e la world music. Le percussioni accompagnano la partenza, lo spaesamento e il ritorno dell’eroe, trasformando il concerto in un percorso sonoro tra mondi e culture. Con Tony Esposito saliranno sul palco Tommaso Cavallo, voce e chitarra, Antonio Nicola Bruno, voce e basso, e Claudio Romano alla batteria. Nel luogo in cui il mito continua a dialogare con il paesaggio, “Il viaggio di Ulisse” ritrova la propria dimensione più naturale. Evento a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

Zuglio (Ud). Al via Estate 2026 con l’archeologia a Zuglio”: visite partecipate, conferenze e laboratori didattici permetteranno di conoscere, anche alla luce dei rinvenimenti più recenti, la storia di Iulium Carnicum, a cura del museo Archeologico con Sabap-FVG

Quest’estate il museo archeologico di Zuglio – Comune di Zuglio (Ud), in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, organizza “Estate 2026 con l’archeologia a Zuglio”, serie di appuntamenti che mettono in primo piano una delle realtà archeologiche più importanti della Regione. Visite partecipate, conferenze e laboratori didattici permetteranno di conoscere, anche alla luce dei rinvenimenti più recenti, la storia di Iulium Carnicum, città romana sorta ai confini settentrionali dell’Italia antica. Un programma pensato per tutte le età, che vuole rimarcare l’importanza della sede museale quale luogo di incontro e scambio, impegnata in questi ultimi anni in un importante progetto di riallestimento delle sue sale. Un museo, dunque, punto di riferimento non solo per il centro archeologico di Zuglio ma anche per l’intero territorio regionale. Informazioni: civico museo Archeologico “Ivlivm Carnicvm”, in via Giulio Cesare 19 a Zuglio. Telefono 0433 92562 – email: museo.zuglio@libero.it – www.comune.zuglio.ud.it.

SABATO 25 LUGLIO 2026, alle 21: “Di notte al Museo per viaggiare nello spazio e nel tempo”, apertura serale straordinaria con visita guidata alle sale del museo Archeologico.

SABATO 1° AGOSTO 2026, alle 16: “Una tessera tira l’altra!”, laboratorio creativo dedicato alla tecnica del mosaico. Al museo Archeologico con i più piccoli (per bambini tra 6 e 11 anni). Prenotazione tramite email all’indirizzo museo.zuglio@libero.it

SABATO 8 AGOSTO 2026, alle 18: “Un interessante corredo funebre da Misincinis di Paularo”, conferenza di Serena Vitri (già soprintendenza ABAP-FVG) e Susi Corazza (università di Udine) all’ex scuola primaria di Zuglio.

VENERDÌ 14 AGOSTO 2026, alle 21: “Di notte al Museo e all’area archeologica del Foro”, apertura straordinaria del Museo e visita guidata serale anche al Foro di Iulium Carnicum in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia.

VENERDÌ 21 AGOSTO 2026, alle 18: “Prima di Iulium Carnicum. Le nuove ricerche nel villaggio di Cjanâs”, conferenza di Roberto Micheli (soprintendenza ABAP-FVG) e Nicola Degasperi (Cora Società Archeologica srl) all’ex scuola primaria di Zuglio.

SABATO 22 AGOSTO 2026, alle 16: “Pomeriggio al Museo”, visita guidata alle sale del museo Archeologico.

VENERDÌ 28 AGOSTO 2026, alle 16: “Il cantiere aperto”, ritrovo al museo Archeologico di Zuglio per visitare gli scavi in corso nel cuore della città romana a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e della ditta Archeo Test srl.

Archeologia in lutto. Si è spento, stroncato da un male incurabile a 60 anni, l’archeologo Clemente Marconi, tra i maggiori esperti di archeologia del Mediterraneo antico e del mondo greco d’Occidente, il cui nome è legato a filo doppio con Selinunte. Ecco il ricordo di enti culturali e colleghi

Il prof. Clemente Marconi, il grande archeologo di Selinunte, morto a 60 anni (foto museiitaliani)

Archeologia in lutto. Il 23 luglio 2026, si è spento a New York, dove era docente alla New York University, stroncato da un male incurabile, l’archeologo Clemente Marconi, tra i maggiori esperti di archeologia del Mediterraneo antico e del mondo greco d’Occidente, il cui nome è legato a filo doppio con Selinunte, in Sicilia. Aveva 60 anni- Era nato a Rona il 12 gennaio 1966. Lascia la moglie Rosalia Pumo e due figli. La triste notizia è rimbalzata da una sponda all’altra dell’oceano Atlantico fino alla Sicilia, dove le attestazioni di cordoglio sono venute da enti culturali e colleghi archeologi. A dare la triste notizia è stata proprio la moglie Rosalia Pumo, a sua volta archeologa, conosciuta al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, che ha informato innanzitutto il direttore del Parco archeologico di Selinunte Felice Crescente. “Il 22 luglio mio fratello Clemente si è addormentato per sempre”, scrive la sorella Carolina Marconi. “Per metà della sua vita è stato tormentato da problemi di salute. Ma ha sempre lottato come un leone, e la vita gli ha dato una moglie e due figli stupendi. Gli ha dato un lavoro che adorava, sempre in movimento fra New York, Roma, Milano e l’amata Selinunte. Ora è in pace, insieme a papà e a tutti gli altri cari che non ci sono più”. Ha ricoperto incarichi accademici sia negli Stati Uniti che in Italia, ricoprendo il ruolo di James R. McCredie Professor of Greek Art and Archaeology, professore universitario all’Institute of Fine Arts della New York University e professore ordinario di Archeologia classica al dipartimento di Patrimonio culturale e ambientale dell’università di Milano. Marconi diresse anche gli scavi dell’Istituto di Belle Arti della New York University e dell’università di Milano sull’acropoli di Selinunte. E la Scuola Archeologica Italiana di Atene: “Con lui l’archeologia classica perde uno dei suoi maggiori protagonisti. Ricercatore di eccezionale valore, maestro autorevole e innovatore, Clemente ha saputo congiungere come pochi il rigore del metodo, la conoscenza dell’arte greca e l’esperienza concreta dello scavo. Per noi, tuttavia, non era soltanto una figura eminente dell’archeologia. Era un amico generoso, affettuoso e leale, capace di entusiasmo, ironia e rara umanità. La sua assenza apre un vuoto che nessuna formula di circostanza può colmare. La Scuola si stringe con commozione alla famiglia, agli allievi, ai colleghi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Caro Clemente, ci mancheranno la tua lucidità, il tuo sorriso e la gioia con cui sapevi fare dell’archeologia una passione condivisa”.

Marconi ha conseguito la laurea in Lettere Classiche e Arti e Archeologia Greca e Romana all’università di Roma la Sapienza nel 1990. Nel 1997 ha conseguito il dottorato in Arte Classica e Archeologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove è stato formato da Salvatore Settis. La sua formazione accademica ha enfatizzato un approccio interdisciplinare al mondo antico, fondendo metodologie storiche, filologiche, archeologiche e di storia dell’arte. Dopo aver conseguito il dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Marconi ha insegnato, dal 1999 al 2006, Arte e Archeologia Greca nel dipartimento di Storia dell’Arte e Archeologia della Columbia University. Nel 2006 ha lasciato la Columbia University per entrare all’Institute of Fine Arts della New York University, dove ha insegnato Arte Greca e Archeologia. Nel 2010–2011 Marconi è stato Elizabeth A. Whitehead Professor all’American School of Classical Studies di Atene. Dal 2017 ha anche insegnato Archeologia Classica all’università di Milano. Nel 2019 è stato professore ospite all’Australian Archaeological Institute ad Atene. A partire dal 2006, Marconi ha diretto gli scavi dell’Institute of Fine Arts—New York University a Selinunte. Oltre all’insegnamento e al lavoro sul campo, Marconi ha avviato il Seminario di Arte Antica e Archeologia presso l’Institute of Fine Arts della New York University nel 2012. Il seminario mira a esplorare criticamente nuove metodologie e approcci teorici nello studio dell’arte e dell’architettura antica. Nel 2021 è diventato membro dell’Accademia nazionale dei Lincei e dell’Academia Europaes.

A partire dal 2006, Marconi ha diretto gli scavi dell’Institute of Fine Arts–New York University sull’acropoli di Selinunte, uno dei siti più significativi per l’archeologia greca e punica in Italia. Il suo lavoro a Selinunte, in collaborazione con il parco archeologico di Selinunte, e, a partire dal 2017, con l’università di Milano, ha visto la collaborazione di un numero considerevole di specialisti affiliati a numerose istituzioni accademiche e di ricerca europee e americane. Il suo lavoro portò a importanti scoperte riguardanti il principale santuario urbano del sito, lo sviluppo storico e l’archeologia della religione greca nei periodi Arcaico e Classico. I ritrovamenti del Tempio R, uno dei primi edifici monumentali di culto del sito, completamente sigillato nei suoi livelli arcaico e classico, contribuirono in modo significativo all’apertura, nel 2017, del museo locale nel Baglio Florio. Analogamente, la ricerca di Marconi sulle metope di Selinunte e il lavoro del progetto Selinunte sul Tempio B nel principale santuario urbano hanno portato a una nuova esposizione dei reperti provenienti da Selinunte al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, dove è stato nominato consulente per la ristrutturazione del museo tra il 2009 e il 2015.

Felice Crescente con Clemente Marconi (foto regione siciliana)

PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE, CAVE DI CUSA E PANTELLERIA. Quando il professor Clemente Marconi parlava di Selinunte, aveva gli occhi che brillavano, come un ragazzino al primo amore. Perché l’archeologo romano conosceva sul serio ogni pietra, restava sotto il sole asfissiante dell’estate se aveva anche lontanamente l’impressione che qualcosa di nuovo stava saltando fuori. E questa terra lo ha ricompensato, regalandogli i suoi segreti, la sua storia frastagliata che si leggeva in controluce, di reperto in reperto. Marconi amava Selinunte e Selinunte amava Marconi; era un rapporto esclusivo, non ammetteva terze parti. E questo suo amore spassionato lo ha trasferito alle decine di studenti provenienti da tutto il mondo, che ogni anno accorrevano a Selinunte. “Clemente Marconi ha veramente amato Selinunte, le ha dedicato decenni di ricerca, passione e rigore scientifico”, afferma, molto addolorato, Felice Crescente, direttore del parco archeologico di Selinunte, “con un trasporto straordinario che andava ben oltre il lavoro da archeologo. Ogni sua campagna di scavo ci regalava un nuovo tassello della storia complessa e stratificata di questo sito che ha anche tanto da raccontarci. Ci mancherà moltissimo Clemente Marconi. Dalla mia finestra lo vedevo sugli scavi, sempre con un abito di lino bianco e il cappello, pareva una nuvola: ci mancheranno le sue discussioni dotte, la cura e la delicatezza che metteva in ogni studio o attività. Ma la sua eredità continuerà a vivere negli studi, nelle scoperte e nella memoria di Selinunte”.

MUSEI ITALIANI. I museiitaliani ricordano il prof. Clemente Marconi, archeologo classico di fama internazionale, che ha legato il suo nome agli scavi e alle ricerche archeologiche di Selinunte, a partire dai celebri studi sulle metope. Accademico dei Lincei e membro di numerose istituzioni scientifiche e accademie, si è contraddistinto per il rigore scientifico e metodologico e per la generosità nei confronti di colleghi e allievi. Negli ultimi mesi stava collaborando con la Direzione generale Musei al progetto di riallestimento del Museo archeologico nazionale di Metaponto: il prof. Massimo Osanna lo aveva chiamato a far parte del gruppo di lavoro, insieme al prof. Carlo Rescigno, per l’elaborazione del nuovo progetto espositivo del Museo, proprio in ragione della sua autorevole competenza sul mondo greco d’Occidente. Tutta la comunità scientifica del Ministero della Cultura si unisce nel ricordo dell’illustre studioso, e dell’esempio della sua straordinaria figura umana e professionale.

L’archeologo Clemente Marconi al museo Archeologico di Metaponto (foto drm-basilicata)

DIREZIONE REGIONALE MUSEI NAZIONALI BASILICATA. I Musei nazionali di Matera – Direzione Regionale Musei nazionali della Basilicata esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Clemente Marconi, eminente archeologo, professore all’Università di Milano e all’Institute of Fine Arts di New York, Accademico dei Lincei, direttore della missione di scavo a Selinunte. Componente del comitato scientifico del museo Archeologico nazionale di Metaponto, aveva appena terminato la sistemazione della sezione scultorea del nuovo allestimento. Di lui ricordiamo, oltre alla profonda competenza scientifica, la straordinaria umanità, la simpatia, la cordialità e la contagiosa allegria. Raccogliamo con profonda gratitudine la preziosa eredità della sua esperienza metapontina, che sarà per sempre custodita nelle soluzioni espositive da lui ideate.

L’archeologo Clemente Marconi (foto drm-calabria)

PARCHI ARCHEOLOGICI DI CROTONE E SIBARI. I parchi archeologici di Crotone e Sibari e il direttore Filippo Demma salutano il professor Clemente Marconi: amico e maestro.

Rossella Giglio con Clemente Marconi (foto profilo FB rossella giglio)

Rossella Giglio, archeologa, Regione Siciliana. “Partecipo una tristissima notizia, la scomparsa a New York di Clemente Marconi, un collega, illustre studioso. Le nostre strade professionali per lungo tempo si sono incontrate proficuamente. Un abbraccio alla moglie Rosalia Pumi e a tutta la famiglia”.

Serena Raffiotta, archeologa. “Una brutta notizia per l’archeologia internazionale. Una grandissima perdita per la Sicilia. Clemente Marconi era amico di tutti. Un Genio nel campo della scultura e dell’architettura greca di Sicilia. È stato tra i primi a pubblicare studi scientifici di elevato rigore scientifico sugli acroliti e la Dea di Morgantina, esaminando i reperti negli Stati Uniti prima ancora del loro rimpatrio. Mancherà a tutti noi. Oggi è un giorno tristissimo. Condoglianze di vero cuore alla sua famiglia”.

Massimo Cultraro, archeologo. “In una torrida estate infuocata anche dalle sterili polemiche sul film di Nolan, oggi Clemente Marconi (1966-2026), archeologo e studioso visionario, termina la sua Odissea. Perdiamo un valido ricercatore e formatore di una vera scuola, a me viene sottratto un vecchio e speciale amico. Buona navigazione Clemente…verso le isole dei Beati dove un giorno ci riabbracceremo. Mi stringo a Rosalia e ai suoi ragazzi”.

PARCO ARCHEOLOGICO DI OSTIA ANTICA. “Il parco archeologico di Ostia antica si unisce al cordoglio della comunità scientifica internazionale per la scomparsa di Clemente Marconi, archeologo di straordinario prestigio, studioso dell’arte e dell’architettura del mondo greco e protagonista di alcune tra le più importanti ricerche archeologiche degli ultimi decenni. Con il suo rigore scientifico, la passione per la ricerca e la generosità con cui ha condiviso il sapere con colleghi e allievi, Clemente Marconi ha lasciato un segno profondo negli studi sull’antichità, contribuendo in modo determinante alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archeologico del Mediterraneo. La sua opera continuerà a vivere nelle sue pubblicazioni, nelle scoperte che ha consegnato alla comunità scientifica e nelle tante persone che ha formato e ispirato. Alla famiglia, ai colleghi, agli allievi e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e scientifico il Parco archeologico di Ostia antica esprime le più sentite condoglianze”.

Giuseppe Castellana, archeologo. “Ho appreso la notizia dolorosa della morte di Clemente Marconi che ho avuto modo di conoscere e di apprezzare per le sue straordinarie doti di studioso quando lo ebbi come collaboratore borsista al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento. Furono anni di intenso lavoro e Clemente schedò centinaia di manufatti del Museo di seconda scelta e di magazzino con profonda conoscenza. Fu un rapporto di amicizia sincera e al museo di Agrigento conobbe Rosalia Pumo con cui si fidanzò e che poi sposò. Siamo stati in certo senso complici di quel matrimonio che si tenne poi a Salemi. Quando partì per gli Stati Uniti perdemmo un grande collaboratore ma negli Stati Uniti si fece conoscere prima alla Columbia University e poi alla New York University come docente molto seguito ed apprezzato. Tutti i colleghi conoscono la sua rapida carriera di grande studioso della scultura greca e soprattutto di quella siceliota e selinuntina. Lo ricordo con grande affetto. Non ci siamo rivisti negli ultimi anni specie da quando sono andato in pensione. Ricordo un incontro che ebbi con Clemente a New York presso Central Park dove discutemmo di un progetto per una Mostra da realizzare proprio a New York sulle necropoli siceliote. Eravamo amareggiati per i tanti magnifici pezzi archeologici del Metropolitan Museum provenienti anche dalla Sicilia ma che non recavano mai la provenienza. Erano gli anni del ritorno in Sicilia della Dea di Aidone dal Paul Getty Museum di Los Angeles Malibu e delle accese polemiche che culminarono anche in una visita di Soprintendenti italiani organizzata dalla Ambasciata Americana in Italia sulla restituzione di opere provenienti dall’Italia in esposizione nei Musei Americani. A quella visita fui invitato assieme alla collega Ciiurcina allora direttrice del museo “Paolo Orsi” di Siracusa. Clemente fu uno degli archeologi che si batté per la restituzione di opere illegalmente trafugate. Clemente sei stato un grande studioso non solo ma sei stato un Uomo di grandi valori umani ed hai lasciato un patrimonio aere perennius. La Terra non ti sia grave. Riposa in pace. Alla moglie Rosalia e ai figli le più sentite condoglianze”.

Angela Bellia con Clemente Marconi (foto profilo FB bellia)

Angela Bellia, archeologa. “Oggi è un giorno di grandissima tristezza e di profonda inquietudine, di quelli in cui ci si interroga sul senso della vita e della morte, che ha portato via una persona buona, interamente dedita all’avanzamento della conoscenza. È venuto a mancare un caro amico e uno studioso straordinario, Clemente Marconi. È stato il supervisor della mia prima fellowship Marie Curie alla New York University dove mi ha accolta, e da lì il nostro lavoro è proseguito negli anni, condividendo la pubblicazione di volumi e la partecipazione a numerose conferenze. In tutto questo tempo, non mi ha mai fatto mancare il suo incoraggiamento e i suoi consigli preziosi. Clemente è stato un grande archeologo e storico dell’arte a cui va il merito indiscusso di aver aperto nuove strade nella ricerca e di aver proposto letture inedite. Ma al di là della sua immensa caratura accademica, era di una generosità rara. Lo è stato con me come lo era con tutti, dimostrando un’attenzione speciale e un grande supporto specialmente verso i ricercatori e le ricercatrici più giovani. Con il cuore a pezzi, mando il mio abbraccio più grande a sua moglie Rosalia Pumo, cara amica, e ai loro due ragazzi. Grazie di tutto, Clemente”.

Laura Volpe con Clemente Marconi (foto profilo FB volpe)

Laura Volpe, archeologa. “Ci sono persone che, forse senza rendersene conto, cambiano il corso della vita degli altri. Undici anni fa il professor Clemente Marconi mi diede un’opportunità e scelse di credere in me quando ero solo all’inizio del mio percorso. Oggi, se sono coordinatrice del Conservation Lab sullo scavo archeologico di Selinunte e se sono la professionista che sto diventando, è anche grazie alla fiducia che ripose in me. Porterò sempre con me gli insegnamenti ricevuti, il rigore, la passione e l’amore per questo straordinario lavoro che è l’archeologia. Nonché i suoi indimenticabili “Evviva!!!!”. Grazie Clemente per aver creduto in me e in tanti altri giovani. Il suo esempio continuerà a vivere nel nostro lavoro, ogni giorno. Che la terra di Selinunte Le sia lieve”.

Maria Cecilia Parra, archeologa. “Volevo rispettare il silenzio richiestomi sulla scomparsa di Clemente, ma vedo un pullulare di post e non posso non aggiungere il mio. Ma nel dolore, mi limito a ricordare Clemente nei suoi anni pisani e poi a Entella, con me sullo scavo di una cava di gesso nell’area del complesso monumentale del vallone orientale , e poi ancora in un sopralluogo, io e lui soli, in una cava di Menfi, lui con tutti i suoi strumenti per la lavorazione dei materiali lapidei … era il momento del suo studio sulle metope del tempio E di Selinunte … gli strumenti non piacquero ai Carabinieri che ci fermarono per strada ma … È superfluo parlare dello studioso valente che in tanti stanno ricordando, in questo momento ricordo soltanto l’amico. Ciao Clemente”.

Giuliano Volpe, archeologo. “Apprendo con profondo dispiacere della scomparsa di una grande studioso, un grande archeologo, Clemente Marconi, un esponente di punta della moderna archeologia classica”.

Rosignano Marittimo (Li). Open days dell’area archeologica di Vada Volaterrana con gli archeologi dell’università di Pisa nell’ambito del festival “Vivere l’Archeologia”. Ecco il programma del week end

Come ormai da tradizione, gli Open Days di sabato 25 e domenica 26 luglio 2026 chiudono la campagna di scavo archeologico 2026 dell’università di Pisa presso l’area archeologica di Vada Volaterrana, a San Gaetano di Vada, diretta dalla professoressa Simonetta Menchelli e con il suo staff composto dai dottori Paolo Sangriso, Silvia Marini e Domingo Belcari. Sono due giornate dedicate alla divulgazione e all’incontro con il pubblico, durante le quali cittadini, appassionati e visitatori potranno conoscere da vicino il lavoro degli archeologi e i risultati delle ricerche direttamente dalla voce dei ricercatori e degli studenti dell’università di Pisa. Anche quest’anno il cantiere ha rappresentato un’importante occasione di ricerca e formazione, che ha coinvolto studenti italiani dell’università di Pisa, studenti e studentesse provenienti da Paesi europei (Germania, Paesi Bassi) ed extraeuropei (Stati Uniti, Canada, Australia, Cina) nell’ambito della Vada Volaterrana Summer School e un gruppo di studenti statunitensi della Troy University, impegnati in un’esperienza sul campo che unisce studio, ricerca e confronto internazionale. L’attività di ricerca è stata possibile grazie alla consolidata collaborazione con INEOS Manufacturing Italia Spa, proprietaria dei terreni interessati dagli scavi, che sostiene anche economicamente il progetto, e grazie al fondamentale contributo del Comune di Rosignano Marittimo, che anche quest’anno ha finanziato la campagna di scavo, confermando il proprio impegno nella tutela, nella ricerca e nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico del territorio.

Il team impegnato nella campagna di scavo archeologico dell’università di Pisa a Vada Volaterrana diretto da Simonetta Menchelli (foto comune rosignano)

PROGRAMMA OPEN DAYS: Gli archeologi raccontano, a cura della Cattedra di Topografia antica (prof.ssa Simonetta Menchelli) del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’università di Pisa. Stand sui metodi della ricerca archeologica sul campo e in laboratorio, in particolare: il mestiere dell’archeologo; strumenti e metodi della ricerca archeologica; ceramica e monete antiche; archeologia subacquea. Visite guidate agli scavi all’area archeologica: sabato, 16.30, 18, e 19; domenica, 16.15, 17, e 20.

GIOCAFESTIVAL: laboratori ludico-didattici dedicati al Mare Nostrum: giochi, attività creative ed esperienze per scoprire il mare, la navigazione, il commercio e la vita quotidiana nell’antica Vada Volaterrana. Alle 17.30, visita guidata per bambini: laboratorio didattico, merenda nel triclinio romano e foto ricordo in abiti dell’antica Roma.

Domenica 26 luglio 2026, alle 18.30, “Eros in Grecia e a Roma: letture da Saffo a Ovidio” a cura delal Compagnia Artinbanco. Tutte le iniziative sono gratuite e a ingresso libero.

Paestum (Sa). Al parco e al museo Archeologico nazionale arriva “IEROFANIA – Sulle vie del Sacro” seconda tappa del progetto itinerante curato da Samonà e Toscano. Due giorni con incontri, spettacoli di teatro, una mostra, letture e una visita guidata a cura del direttore

Dopo la tappa di Palestrina, “IEROFANIA – Sulle vie del Sacro” il 25 e 26 luglio 2026 arriva a Paestum, tra i templi della Magna Grecia, in uno dei paesaggi più iconici del Mediterraneo. L’evento, promosso dal ministero della Cultura, ideato dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale (DiVa) e organizzato tramite l’istituto centrale per la Valorizzazione economica e la Promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP), prevede incontri, spettacoli di teatro, una mostra, letture e una visita guidata a cura del direttore dei Parchi, realizzati con l’obiettivo di esplorare il dialogo tra mito, rito e patrimonio culturale. I parchi archeologici di Paestum e Velia sono particolarmente onorati di ospitare questa prestigiosa iniziativa, che rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del patrimonio archeologico attraverso un dialogo tra i luoghi simbolo dell’antica Poseidonia e i linguaggi artistici contemporanei. L’evento intende offrire al pubblico un’esperienza culturale di elevato profilo, capace di coniugare ricerca, spettacolo e divulgazione in uno dei contesti monumentali più significativi del patrimonio culturale nazionale. L’ingresso agli appuntamenti è gratuito previa prenotazione. Per l’evento serale del 26 luglio 2026 che si terrà nel museo di Paestum, l’ingresso è gratuito per tutti senza prenotazione dalle 19.45 alle 22.45 (ultimo ingresso 21.45). L’accesso a tutti gli eventi è subordinato al ritiro del biglietto gratuito presso le biglietterie dei Parchi.

PROGRAMMA SABATO 25 LUGLIO 2026. Alle 11.30, al parco archeologico di Paestum, vernissage “Mater – L’energia del divino femminile” di Stefania Pennacchio. Accompagnamento sonoro di Renata Frana. Alle 18.30, sala auditorium del museo Archeologico nazionale di Paestum, “Arcana Sapienza. Tra mito e rito”: conversazione con Giulia Maria Chiodi, Tiziana D’Angelo, Roberta Moretti, Giovanni Sessa, Davide Susanetti e Angelo Tonelli. Introduce Alberto Samonà, curatore scientifico della rassegna. Modera Fulvia Toscano, direttrice artistica della rassegna. Alle 20.30, al parco archeologico di Paestum, “Mahābhārata”, spettacolo teatrale. Produzione STN – Studio Novecento.

PROGRAMMA DOMENICA 26 LUGLIO 2026. Alle 18, al parco archeologico di Paestum: visita guidata a cura del direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo. Appuntamento presso la biglietteria di Porta Principale, nei pressi del tempio di Nettuno. Alle 19.45, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “Pietre che cantano”: letture da “Canti Orfici” di Dino Campana, a cura di Roberto Latini. Introduce Alessandro Rivali.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Estate al MArRC” la conferenza “Apollo e Artemide sulle sponde dello Stretto: Mito e Culto da Anassilaos ai Mamertini ad Augusto fra Reggio e Messana” con Felice Antonio Costabile (università Mediterranea)

Venerdì 24 luglio 2026, alle 20.30, per “Estate al MarRC”, sulla terrazza panoramica del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria la conferenza “Apollo e Artemide sulle sponde dello Stretto: Mito e Culto da Anassilaos ai Mamertini ad Augusto fra Reggio e Messana”. Dopo i saluti del direttore Fabrizio Sudano e della presidente del CIS Calabria Loreley Rosita Borruto, l’incontro sarà condotto da Felice Antonio Costabile, professore emerito di Diritto romano dell’università Mediterranea di Reggio Calabria. Un affascinante viaggio tra mito, storia e archeologia per riscoprire il ruolo dei culti di Apollo e Artemide nello Stretto, dalle origini greche fino all’età augustea. Museo aperto dalle 20 alle 23. Biglietto serale ridotto: 5 euro (include visita museo + conferenza). Accesso alla conferenza senza prenotazione, fino a esaurimento posti.

Ceraso (Sa). A Palazzo Di Lorenzo “Il Parco incontra il territorio”, secondo appuntamento di “Velia oltre Velia”, il percorso di incontro e dialogo con il territorio

Venerdì 24 luglio 2026, alle 18, a Palazzo Di Lorenzo, in piazza Mazzini a Ceraso, nel cuore del parco nazionale del Cilento (Sa), “Il Parco incontra il territorio”, secondo appuntamento di “Velia oltre Velia”, il percorso di incontro e dialogo con il territorio. Un momento di confronto aperto tra il parco archeologico di Velia e la comunità locale, per condividere visioni, idee e prospettive sul ruolo del patrimonio culturale nello sviluppo del territorio. Interverranno Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, e Aniello Crocamo, sindaco del Comune di Ceraso. Un percorso nato per costruire nuove connessioni tra il Parco e i luoghi che lo circondano, perché la valorizzazione del patrimonio passa anche dalla partecipazione delle comunità che lo custodiscono ogni giorno.

Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” mostra “Archeologia Salvata. Dal saccheggio alla memoria”: reperti che raccontano il passato e il viaggio di ritorno a casa. Scavi clandestini. Traffici illeciti. Indagini. Sequestri. Restituzioni

Ci sono reperti che raccontano il passato. E altri che raccontano anche il viaggio che li ha riportati a casa. Scavi clandestini. Traffici illeciti. Indagini. Sequestri. Restituzioni. Nasce da queste storie la mostra “Archeologia Salvata. Dal saccheggio alla memoria” che si inaugura venerdì 24 luglio 2026, alle 18, al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” al Castello di Vibo Valentia. La mostra, promossa dalla direzione regionale Musei nazionali Calabria, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia e con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, invita a guardare i reperti non solo come testimonianze del mondo antico, ma anche come simboli dell’impegno quotidiano per la tutela del patrimonio culturale. Ogni pezzo esposto viene raccontato attraverso una duplice biografia: da un lato la sua storia antica (produzione, utilizzo e contesto d’origine), dall’altro la sua complessa vicenda contemporanea, caratterizzata da scavi clandestini, passaggi nel mercato nero internazionale, indagini giudiziarie e, infine, il restauro e la restituzione alla collettività e alla ricerca scientifica. Tra le opere esposte figura anche uno straordinario cratere apulo a figure rosse, recuperato a Venezia nell’ambito di un’attività di tutela condotta dalla Soprintendenza e dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Dopo il recupero e il riconoscimento della proprietà dello Stato, il reperto è stato assegnato al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”, dove sarà finalmente restituito alla fruizione pubblica. “La nostra presenza a Vibo Valentia”, spiegano alla SABAP di Venezia, “vuole testimoniare il valore della collaborazione tra istituzioni nella tutela del patrimonio culturale e la soddisfazione di vedere un bene recuperato grazie all’attività svolta a Venezia trovare la sua definitiva collocazione in un museo dello Stato, dove potrà essere conosciuto e apprezzato da tutti”.

Grosseto. Al museo Archeologico e d’Arte della Maremma la conferenza “La conquista del colore. Tecniche e innovazioni nella ceramica medievale tra il X e il XV secolo” con Lorenzo Marasco (Musei di Scarlino)

Quando la ceramica cominciò a conquistare il colore. Venerdì 24 luglio 2026, alle 18, al museo Archeologico e d’Arte della Maremma, in piazza Baccarini 3 a Grosseto, la conferenza “La conquista del colore. Tecniche e innovazioni nella ceramica medievale tra il X e il XV secolo” con Lorenzo Marasco, archeologo e direttore scientifico dei Musei di Scarlino. Attraverso i dati emersi dai ritrovamenti archeologici, con particolare attenzione ai contesti della Maremma, ripercorreremo l’evoluzione delle tecniche e delle forme della ceramica medievale, fino alla diffusione della maiolica arcaica e delle ceramiche rivestite alle soglie del Rinascimento. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria: 0564 488752, accoglienzamaam@gmail.com.

Marzabotto (Bo). Per “Sere d’estate” al parco archeologico dell’Antica Kainua le poesie vincitrici del concorso “L’inesauribile segreto: lo stupore della bellezza”

Per “Sere d’estate” al parco archeologico dell’Antica Kainua di Marzabotto (Bo), alle 18.30, performance con le poesie vincitrici del concorso “L’inesauribile segreto: lo stupore della bellezza” edizione 2026 a cura della compagnia teatrale Laboratorio per l’Arte. Evento gratuito. Per la serata il museo nazionale Etrusco di Marzabotto offre l’accesso al parco archeologico al prezzo speciale di 2 euro (gratuito per i residenti a Marzabotto). A seguire possibilità di aperitivo in area archeologica al prezzo di 10 euro. Per info e prenotazione aperitivo: iat@comune.marzabotto.bo.it oppure 051931026 o 3497536667.