Napoli. Secondo appuntamento di MANNight “Il futuro incontra il passato” al museo Archeologico nazionale: apertura serale con esibizioni site – specific. Il direttore Sirano: “La risposta del pubblico nella serata inaugurale ci incoraggia nel proseguire in un percorso di ricerca partecipata in cui crediamo molto”

Decine di performances durante tutta la serata e più di venti artisti coinvolti per il secondo appuntamento di MANNight: giovedì 10 settembre 2026 sarà in programma la seconda apertura speciale del museo Archeologico nazionale di Napoli, che sarà visitabile dalle 19 alle 23.30 con biglietto al costo speciale di 10 euro. Brevi esibizioni site – specific (dal quartetto d’archi alle sonorità ancestrali delle tammorre, dalla musica di crossover ai dj set d’ambiente, dalla danza contemporanea al body painting artistico fino al ricamo artistico del ferro) consentiranno al pubblico di vivere il Museo in modo diverso, creativo e coinvolgente. “Buona la prima: il coinvolgimento del pubblico nella serata inaugurale di MANNight ci incoraggia nel proseguire in un percorso di ricerca partecipata in cui crediamo molto”, commenta il direttore del MANN, Francesco Sirano. “Il futuro incontra il passato non è solo uno slogan efficace che connoterà la rassegna di aperture serali sino al prossimo 22 ottobre, ma è piuttosto un filo conduttore capace di mescolare tempi diversi in una prospettiva molto chiara: l’arte antica non smette e non smetterà di parlarci”. La rassegna MANNight è prodotta per conto del museo Archeologico nazionale di Napoli da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con la Santissima Community Hub.

Tanti gli artisti che si esibiranno al Mann il 10 settembre: Manuela Albano, Weronique Art, Giosuè Carbone, Gaetano Coccia, Stefania Contocalakis, Carlo Coppola, Tancredi D’Alò, Francesco Ottavio De Santis, Cosa del Futuro, Club Tasso, Alessandra Gallo, Luca Iovine, Giusy Lo Sapio, Sara Lupoli, Ida Marino, Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Antonella Parrella, Marta Peperna, Ciro Riccardi, Antonella Romano, Giovanni Sanarico, Francesco Scelzo, Soul Express Collective, Enzo Tammurriello, Enrico Valanzuolo. Per le proposte selezionate da Soul Express Collective ci sarà, dopo il tedesco Niklas Wandt, un altro nome molto conosciuto e apprezzato del panorama dei Dj, il napoletano Bassolino.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli (musei Vaticani), primo incontro de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze tornano “I pomeriggi dell’Archeologico”. Il primo incontro della nuova stagione giovedì 10 settembre 2026, alle 17, la conferenza “L’arte di illuminare presso gli Etruschi” con Vittorio Mascelli, reparto Antichità etrusco-italiche, museo Gregoriano Etrusco – Musei Vaticani. “… gli Etruschi, ingegnosi come erano, producevano oggetti di ogni tipo…” Con queste parole Ateneo di Naucrati, ricorda, ancora nel II secolo d.C., la maestria degli Etruschi nel produrre splendidi candelabri in bronzo. Ma quali erano le tecniche utilizzate dai Tirreni per vincere il buio e rischiarare gli ambienti domestici al calare della sera? Dall’uso di candele di cera, di grasso animale, a quello di oli combustibili e degli strumenti che all’uomo moderno possano apparire tra i più bizzarri mai prodotti, si farà insieme un viaggio approfondito tra vita quotidiana e devozione religiosa nell’Etruria Antica, incrociando fonti scritte e dati archeologici. Ingresso gratuito con prenotazione, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it
Un libro al giorno. “L’archeologo sul grande schermo. Dall’era del muto a Indiana Jones, un viaggio alla scoperta dell’archeologo al cinema” di Francesco Bellu

È uscito per i tipi di Edizioni NPE il libro “L’archeologo sul grande schermo. Dall’era del muto a Indiana Jones: un viaggio alla scoperta dell’archeologo al cinema” di Francesco Bellu. Fino ad ora, in Italia, non era mai stato pubblicato un lavoro di questo tipo, a parte alcuni articoli per “addetti ai lavori”, in cui però era sempre venuta a mancare la parte di analisi verso i singoli film e veniva privilegiato più l’aspetto comunicativo e, soprattutto, di percezione della figura dell’archeologo verso il grande pubblico. Questo volume ci porterà a toccare sia la storia del cinema tout court sia quella dell’archeologia: l’entusiasmo per le scoperte aveva seguito di pari passo la moda dell’esotismo, che l’avvento del cinema aveva poi amplificato a dismisura. Scopritori impavidi, mummie, misteri, donne bellissime, amori e perdite rappresentano un filone che avrà talmente tanta fortuna da essere replicato sino ad oggi attraverso film di genere come le varie versioni de La mummia, horror come L’esorcista e personaggi iconici come Indiana Jones o Lara Croft, giusto per citare i più noti.
Santa Maria Capua Vetere (Ce). Al via all’Anfiteatro Campano “Terra Sonans”, il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile: un viaggio attraverso continenti, tradizioni e culture diverse con grandi artisti internazionali in 6 concerti gratuiti- Ecco il programma

Nel cuore dell’antica Capua prende forma un viaggio attraverso continenti, tradizioni e culture diverse: dal 9 al 13 settembre all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere “Terra Sonans”, il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile, racconta l’idea di una terra che vibra e che, attraverso la musica, si apre all’ascolto e al dialogo con il mondo con grandi artisti internazionali in 6 concerti gratuiti con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. “Terra Sonans” è realizzato con il supporto della Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere, ed è prodotto da Black Tarantella in collaborazione con il ministero della Cultura, direzione regionale Musei nazionali Campania. Tra gli ospiti attesi al festival: la statunitense Dee Dee Bridgewater, i maliani Salif Keïta e Rokia Traoré, il norvegese Jan Garbarek con l’indiano Trilok Gurtu, gli iraniani Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni, oltre allo stesso Enzo Avitabile protagonista di un inedito progetto live insieme a Daby Touré, cantante e musicista mauritano naturalizzato francese.

L’Anfiteatro Campano, uno dei luoghi più significativi della nostra rete museale, sarà il palcoscenico di questo incontro, diventando uno spazio vivo di condivisione, capace di accogliere linguaggi, culture e sensibilità differenti, e ritornando alla sua dimensione più autentica: quella di un luogo aperto, attraversato da persone, culture e storie diverse. Un luogo in cui il passato non resta immobile, ma incontra il presente e torna a farsi ascoltare con linguaggi nuovi.
MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2026, alle 21: SALIF KEÏTA (Mali). Ad inaugurare il ciclo di concerti all’Anfiteatro Campano sarà Salif Keïta. Discendente diretto di Sundiata Keïta, eroe nazionale e fondatore dell’Impero del Mali nel XIV secolo, Salif Keïta è una delle figure più iconiche della musica africana contemporanea. Pioniere e punto di riferimento da oltre mezzo secolo dell’Afro-pop, grazie alla sua voce straordinaria – definita “The golden voice of Africa” – e alla fusione delle tradizioni musicali Mandé con influenze pop, jazz, funk, blues e sonorità elettroniche, ha dato vita a 20 album e successi planetari come “Yamore” e “Madan”. Salif Keïta è uno dei grandi protagonisti dell’evoluzione della musica africana, contribuendo in modo significativo alla sua diffusione globale. Sul palco, insieme a lui ci sarà la Electric Band composta da Soubeiga Fatoumata e Aicha Mariko (voci), Guimba Kouyate (chitarra), Harouna Samake (kamale n’goni), Seydou Kouyate (tastiera & kora), Mamady Kouyate (basso), Moise Sagara (batteria), Daouda Kone (percussioni) e Abou Cisse (MPC).
GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2026, alle 21: JAN GARBAREK GROUP feat. TRILOK GURTU Norvegia (India). La seconda serata della rassegna Terra Sonans vede protagonista una leggenda del jazz europeo: Jan Garbarek. Un grande musicista che ha influenzato intere generazioni col suo stile inconfondibile, capace di definire il sound tipico della mitica etichetta ECM Records. Tra le sue numerose collaborazioni impossibile non citare quelle con Bill Frisell, Keith Jarrett, Agnes Buen Garnås, Zakir Hussain, Anouar Brahem e The Hilliard Ensemble. Ma il suo punto fermo è rappresentato dal progetto Jan Garbarek Group. Insieme al sassofonista e compositore norvegese classe 1947 (figlio di un ex prigioniero di guerra polacco) troviamo il suo collaudato gruppo composto dal pianista e tastierista tedesco Rainer Brüninghaus, dal bassista brasiliano Yuri Daniel e dal fenomenale percussionista indiano Trilok Gurtu. Un quartetto multietnico capace di superare stili e generi musicali, dando vita a un raffinatissimo estetismo sonoro. Nulla è più difficile di ciò che è semplice. Jan Garbarek, da sessant’anni, rende semplice, limpido ed evidente ciò che è complesso.
VENERDÌ 11 SETTEMBRE 2026, alle 21: DEE DEE BRIDGEWATER (U.S.A.). L’Anfiteatro Campano accoglie una delle più acclamate voci del jazz: Dee Dee Bridgewater. Nel corso di una carriera poliedrica che abbraccia più di quattro decenni, ha raggiunto l’apice tra le voci del panorama musicale mondiale. La cantante originaria di Memphis – vincitrice di tre Grammy Awards – porta sul palco un progetto che unisce musica e impegno civile, costruito insieme al suo ensemble tutto femminile: accanto a lei, Alexis Lombre (al pianoforte), Rosa Brunello (al basso elettrico, contrabbasso) e Anne Paceo (alla batteria). In questo spettacolo dal titolo evocativo, “WE EXIST!” – che richiama volutamente il capolavoro di Max Roach del 1960 “We Insist! Freedom Now Suite” – Dee Dee Bridgewater unisce il suo vasto vissuto e tutte le sue doti artistiche. Con questo progetto, arte e attivismo si fondono nella sua vocalità potente e raffinata, capace di attraversare generi, epoche e linguaggi, mantenendo intatta la propria identità.
SABATO 12 SETTEMBRE 2026, alle 21: ROKIA TRAORÉ (Mali). Tra le figure di punta della cosiddetta “nuova Africa musicale”, Rokia Traoré è un’artista capace di coniugare con naturalezza le radici della tradizione africana con le sonorità contemporanee del rock, del folk e della canzone d’autore globale. Nata nel 1974 a Kolokani, in Mali, e figlia di un diplomatico, ha vissuto tra Stati Uniti, Europa e Medio Oriente, esposta fin da giovane a culture e musiche diverse. Ha studiato sociologia a Bruxelles prima di dedicarsi interamente alla musica. Oltre alla carriera musicale e teatrale, Rokia Traoré è anche una figura centrale dell’attivismo culturale africano. Nel 2009 ha fondato a Bamako la Fondation Passerelle, con l’obiettivo di formare e sostenere giovani artisti maliani offrendo loro strumenti tecnici, educazione artistica e opportunità di crescita. Nel 2016 è stata nominata ambasciatrice di buona volontà dell’UNHCR, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati.
SABATO 12 SETTEMBRE 2026, alle 22: THE ART OF IMPROVISATION IN IRANIAN MUSIC KAYHAN KALHOR · KIYA TABASSIAN · NILOUFAR MOHSENI (Iran). Tre straordinari musicisti ci conducono nel cuore di una delle più antiche tradizioni musicali del mondo, dove poesia, spiritualità e virtuosismo si intrecciano in un dialogo senza confini. L’ambasciatore della musica persiana, Kayhan Kalhor, vincitore del Grammy Award e del Womex Artist Award, considerato il più grande virtuoso al mondo del kamancheh (violino persiano). Le sue collaborazioni con il Silkroad Ensemble di Yo-Yo Ma, i Kronos Quartet e numerosi artisti provenienti da culture diverse gli hanno permesso di costruire un ponte tra Oriente e Occidente. Accanto a lui, Kiya Tabassian, virtuoso del setar (il liuto persiano), compositore e fondatore dell’ensemble Constantinople. Il suo lavoro esplora le connessioni tra la tradizione persiana, il Mediterraneo e il Medio Oriente. Completa il trio Niloufar Mohseni, interprete di grande sensibilità del tombak, il principale strumento a percussione della musica classica e popolare persiana.
DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026, alle 21: ENZO AVITABILE IN ROTTE CLANDESTINE · guest DABY TOURÉ Italia (Mauritania). La serata conclusiva di Terra Sonans vede in scena il Maestro Enzo Avitabile con il nuovo e inedito concerto “Rotte Clandestine”. Il compositore e cantautore partenopeo, da sempre impegnato nella ricerca e nella contaminazione sonora, dialoga in questa esibizione con il cantante e musicista mauritano, naturalizzato francese, Daby Touré (storico collaboratore di Peter Gabriel e già al fianco di Avitabile in varie occasioni). Insieme presentano dal vivo questo progetto musicale che racconta, attraverso suoni e parole, le rotte migratorie contemporanee. Un concerto intimo ma pieno di groove, che si sviluppa come un viaggio simbolico tra Sud e Nord del mondo, mettendo al centro le storie di chi attraversa confini alla ricerca di dignità, identità e futuro. L’incontro tra Enzo Avitabile e Daby Touré, accompagnati da Gianluigi Di Fenza (chitarra) e Emidio Ausiello (tamburi a cornice), crea un dialogo artistico che fonde tradizioni diverse, trasformando il palco in uno spazio condiviso e la musica in un suono di comunità senza confini.
Adrikà inizia dal mare: parte da Porto Viro (Ro) la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po: conferenza di Giovanna Gambacurta (UniVe) dedicata all’eroe greco Eracle, documentario sul Rubicone e reading teatrale di Antonino Varvarà su Eracle nel teatro

Adrikà, ci siamo. La rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po inizia dal mare: mercoledì 9 settembre 2026, Porto Viro (Ro) ospita l’anteprima della seconda edizione di Adrikà dando ufficialmente il via a cinque giorni dedicati al dialogo tra cinema, archeologia e divulgazione scientifica. Ad accompagnare la kermesse un Tritone con due code: una in bronzo antico, consumata dalla salsedine; l’altra in pellicola cinematografica. L’immagine di Adrikà 2026 nasce da un reperto reale del museo Archeologico nazionale di Adria. L’Agenzia Vassalli Associati, che cura la comunicazione visiva del festival, ha scelto di non nascondere il segno del tempo sul reperto, ma di trasformarlo: la coda deteriorata è diventata una bobina di film. Un oggetto impossibile, che non è mai esistito. Ma che a prima vista potrebbe sembrare autentico. È lì, in quello spazio sospeso tra antico e contemporaneo, che vive Adrikà. Come il Delta del Po: né terra né mare, ma qualcosa di unico nell’incontro tra entrambi. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Archeovisiva, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.
ADRIKÀ INIZIA DAL MARE. Appuntamento dunque il 9 settembre 2026, alle 20.30, in Sala Eracle a Porto Viro (Ro): presenta il direttore artistico Lorenzo Daniele, alla presenza della direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, della presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, del sindaco di Porto Viro Mario Mantovan e dell’assessora alla Cultura Marialaura Tessarin, che porteranno il saluto delle istituzioni. Alle 21, si entra nel vivo della serata con il primo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato a “Eracle… un eroe viaggiatore”. La docente di Civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia dell’università Ca’ Foscari di Venezia Giovanna Gambacurta accompagnerà il pubblico alla scoperta della figura dell’eroe greco e del suo significato nella cultura del Mediterraneo antico. Alle 21.30 sarà invece il cinema a diventare protagonista con la proiezione del documentario “Rubico Flumen. Il mistero del Rubicone”, diretto da Alessandro Bricchi, un viaggio tra storia, archeologia e ricerca dedicato a uno dei luoghi più emblematici della storia romana, il cui esatto percorso continua ancora oggi ad alimentare il dibattito tra studiosi. La serata si concluderà con un momento originale che unirà teatro e archeologia: il reading “Eracle nel Teatro: uomo o semidio?”, interpretato da Antonino Varvarà, offrirà una rilettura scenica del mito, dimostrando come i grandi personaggi dell’antichità continuino ancora oggi a parlare al pubblico contemporaneo.
Un libro al giorno. “Democrazia o no? Vita politica nell’antica Atene” di Alessandra Coppola sulla forma di governo ancor oggi più apprezzata, la democrazia, nata ad Atene circa 2500 anni fa

È uscito per i tipi di Le Monnier Università il libro “Democrazia o no? Vita politica nell’antica Atene” di Alessandra Coppola. La forma di governo ancor oggi più apprezzata, la democrazia, nacque ad Atene circa 2500 anni fa. Il suo fu uno sviluppo graduale, nel quale la creazione di cariche pubbliche e spazi politici comuni si affiancò sempre alla riflessione sul significato generale e sugli scopi di questo sistema di governo. I suoi valori base, a cominciare da quelli dell’uguaglianza e della partecipazione collettiva, divennero oggetto di convinti elogi ma anche di feroci critiche, di adattamenti e ripensamenti. “Democrazia” venne a indicare uno stile di vita, una forma di comportamento pubblico e privato i cui pregi ed eccessi offrivano ampia materia di dibattito. Non solo le speculazioni dei filosofi, ma anche le battute dei comici, lo stile retorico dei politici, i simboli e i valori condivisi alimentavano l’analisi e l’immagine pubblica del “governo del popolo”.
Un libro al giorno. “Medioevo che crea. Innovare, inventare, sperimentare nell’Italia dei secoli X-XIV” a cura di Franco Franceschi, Paolo Nanni e Gabriella Piccinni

È uscito per i tipi di Laterza editori il libro “Medioevo che crea. Innovare inventare sperimentare nell’Italia dei secoli X-XIV” a cura di Franco Franceschi, Paolo Nanni e Gabriella Piccinni. Il Medioevo fu un periodo primitivo, pericoloso e soprattutto arretrato? Oppure una delle sue caratteristiche fu proprio quella di saper ripensare i modelli che provenivano dal passato? È il caso, per esempio, delle città e delle campagne italiane: fra X e XIV secolo, in una fase di intensa crescita in ogni ambito, gran parte delle strutture cittadine e dell’organizzazione del paesaggio venne decisamente riplasmata. Se poi volgiamo lo sguardo al mondo economico, scopriamo che molti degli strumenti finanziari che adoperiamo quotidianamente furono immaginati allora, assieme alle forme di organizzazione del lavoro e aziendale che ci sono familiari. Lo stesso possiamo dire di alcuni fenomeni culturali: da una certa idea della figura femminile al ruolo dell’arte come strumento educativo, di cui fatichiamo a vedere e a valutare la storicità. Il Medioevo dei secoli qui considerati, dunque, fu soprattutto un’età creativa, caratterizzata da innovazioni, sperimentazioni e invenzioni a tutto campo e questo libro ne restituisce un’immagine per molti aspetti diversa e sorprendente. Lo fa grazie all’apporto dei maggiori esponenti della medievistica italiana e internazionale, in un’opera di grande impatto e originalità.
Firenze. In occasione della Festa della Rificolona apertura serale straordinaria del museo Archeologico nazionale con laboratori, visite guidate e finissage della mostra “ECA SREN TVA”

Lunedì 7 settembre 2026, in occasione della Festa della Rificolona il museo Archeologico nazionale di Firenze (ingresso via della Colonna 38) apre le sue porte straordinariamente dalle 18 alle 22, con laboratori per bambini e visite guidate per grandi e piccini, compresi nel costo del biglietto di ingresso. Ultimo ingresso ore 21.15.
Ore 18.30, VISITA GUIDATA E LABORATORIO DIDATTICO. La “Festa delle Lampade della Dea Neith” nell’Antico Egitto e il mito della rinascita di Osiride. Una visita guidata per grandi e piccini alla scoperta delle opere meno note della Sezione Egizia, attraverso la storia del culto e del mito della rinascita di Osiride, simbolo della vita che non ha mai fine. A seguire laboratorio didattico a tema per bambini dai 6 agli 11 anni. Attività della durata di circa 1 ora e 15 min, a cura dei Servizi Educativi del Museo; prenotazione obbligatoria scrivendo a man-fi.didattica@cultura.gov.it
Dalle 18.30, VISITE GUIDATE “La famiglia de’Medici, il Palazzo della Crocetta e la sezione dei bronzi delle antiche collezioni”. Le visite saranno svolte dalla curatrice della Sezione Etrusca, Claudia Noferi, e partiranno ogni 30 minuti dalla Sala della Chimera al primo piano del museo.
Dalle 19, FINISSAGE DELLA MOSTRA “ECA SREN TVA” con Luchadora. Alcune delle opere della collezione del museo Archeologico nazionale di Firenze viste attraverso gli occhi di una delle grafiche e illustratici più interessanti del panorama fiorentino Luchadora, alias Alessandra Marianelli, che sarà presente per le ultime visite guidate, accompagnata dalla funzionaria Giulia Basilissi, co-curatrice della mostra.












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