Napoli. Al museo Archeologico nazionale nuova proroga, fino al 21 settembre, della mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, curata da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte

Ci sono stati due mesi in più per andare alla scoperta delle Sirene e della sirena cara ai napoletani, Parthenope: ma la mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, curata da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte, in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli inizialmente dal 3 aprile al 6 luglio 2026, e poi prorogata di due mesi, non chiuderà neppure il 31 agosto 2026, perché c’è un’ulteriore proroga fino al 21 settembre 2026: un’occasione in più per visitare le sale climatizzate al terzo piano: una piacevole sosta per scoprire i tanti significati del mito della sirena. Oltre 250 opere, dall’VIII sec. a.C. sino alla contemporaneità, tracciano un percorso suggestivo che ha attraversato secoli e luoghi, rigenerandosi continuamente sino ai film di animazione e ai giocattoli dedicati (come Barbie Sirena). Allo stesso tempo, i manufatti esposti permettono di ricostruire storie e tradizioni legate alle origini della città di Napoli: emblematica, in tal senso, la presenza in mostra di reperti, in alcuni casi inediti, provenienti dagli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana, così come l’eccezionale concessione in prestito del busto in argento di Santa Patrizia.
Un libro al giorno. “Destinazioni d’uso dei beni archeologici. Tra storia e memoria: l’uso strumentale del passato nel dibattito contemporaneo” di Marilena Scuotto

È uscito per i tipi di Antiqua Res il libro “Destinazioni d’uso dei beni archeologici. Tra storia e memoria: l’uso strumentale del passato nel dibattito contemporaneo” di Marilena Scuotto. Affinché nuove identità politiche, economiche e religiose riuscissero a sopraggiungere e a trovare spazio, è stato necessario talvolta, cancellare e distruggere le tracce e i simboli delle culture o dei regimi precedenti. Si pensi alla distruzione deliberata e pianificata dei colossali Buddha che sorgevano nella valle di Bamiyan, in Afghanistan, da parte dei Talebani nel marzo 2001, agli attacchi al sito archeologico di Palmira in Siria ad opera dell’estremismo islamico, avvenuti nell’agosto 2015 o anche a ciò che sta accadendo in questo momento in Palestina: secondo l’UNESCO, dal 7 ottobre 2023 fino al 29 novembre 2024, settantacinque siti culturali e religiosi sono stati danneggiati o distrutti dallo Stato moderno di Israele nella Striscia di Gaza, di cui dieci luoghi di culto, quarantotto edifici storici e artistici, tre depositi di beni culturali mobili, sei monumenti, un museo e sette siti archeologici. Nonostante la nascita e il riconoscimento da parte del diritto internazionale del concetto di “Patrimonio mondiale”, la distruzione o l’uso improprio dell’archeologia, dei simboli, delle antichità e del patrimonio culturale in generale, continua ad essere una pratica ordinaria dei poteri emergenti e dominanti. Nei secoli, il potere si è servito della storia, dell’archeologia e del patrimonio culturale con finalità dirette alla propria legittimazione, alla propaganda, alla propria salvaguardia, al rafforzamento del consenso e al consolidamento della propria identità.
Marilena Scuotto nasce a Torre del Greco in provincia di Napoli il 30 luglio 1985. Archeologa e direttore tecnico per l’Archeologia, dal 2004 ad oggi si occupa di scavo, documentazione e ricerca archeologica in ambito nazionale e internazionale. Vanta collaborazioni con i più prestigiosi Atenei italiani (università “L’Orientale” di Napoli, università di Pisa, Milano, Udine, Trieste, “Ca’ Foscari” di Venezia e “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara). Giornalista, scrittrice, e docente per le scuole superiori, è responsabile di diversi progetti didattici per l’inclusione e l’orientamento. Fa parte della rete di insegnanti “Docenti per Gaza” che dal 2023 si mobilita in solidarietà con il popolo palestinese e per la sua autodeterminazione.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale “L’ARTE DELLA VITTORIA. Tra allestimento museale e archeologia”, visita speciale alla mostra “L’Arte della Vittoria”

Domenica 30 agosto 2026, alle 15 e alle 17, al museo Archeologico nazionale di Taranto “L’ARTE DELLA VITTORIA. Tra allestimento museale e archeologia”, visita speciale alla mostra “L’Arte della Vittoria”, per scoprire non solo le opere esposte, ma anche come nasce e si costruisce un allestimento museale. Un funzionario architetto e lo staff del MArTA accompagneranno il pubblico alla scoperta delle scelte allestitive della mostra: dalla selezione dei reperti e dei cimeli moderni legati al mondo dello sport, fino al loro allestimento, rivolto al dialogo tra archeologia e contemporaneità. Seguirà un approfondimento dedicato ai reperti archeologici della mostra esposti nelle vetrine del secondo piano, per conoscere più da vicino le testimonianze del mondo dello sport nell’antichità. L’approfondimento tematico sull’allestimento inizierà presso la grande teca nella hall del museo. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso: 10 euro, salvo gratuità e riduzioni. Prenotazione obbligatoria: 099 4532112
Concordia Sagittaria (Ve). Apertura straordinaria serale dell’area archeologica della Basilica paleocristiana con concerto di Luca Magariello “Musica e Archeologia. Ricordando Giuseppe Sinopoli” nell’ambito del festival di Musica di Portogruaro

Sabato 29 agosto 2026, alle 21, l’area archeologica della Basilica paleocristiana di Concordia Sagittaria (Ve) ospita un appuntamento speciale del 44° festival internazionale di Musica di Portogruaro “Consonanze”: “Musica e Archeologia. Ricordando Giuseppe Sinopoli” con Luca Magariello al violoncello. In programma musiche di J.S. Bach. Biglietto per il concerto 1 euro, con prenotazione fino a esaurimento dei posti. Apertura straordinaria serale dell’area archeologica dalle 19 alle 23; visita con ingresso tariffa speciale eventi 4 euro (ultimo accesso ore 22.30).
Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella di Forio la conferenza “Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” con Divina Centore, egittologa del museo Egizio di Torino, sesto appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno

Sabato 29 agosto 2026, alle 20, ai Giardini La Mortella di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), la conferenza “Faraoni e fiori. La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” con Divina Centore, egittologa del museo Egizio di Torino – dipartimento “Interpretazione, Accessibilità e Condivisione”, sesto appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. Quest’anno, in cui ricorre il Centenario della nascita di Lady Walton e si celebra la sua opera di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella, il Progetto Kepos rende omaggio alla sua memoria e al costante sostegno che dedicò ai giovani talenti musicali con un appuntamento dedicato alla storia della musica. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, Alessandra Vinciguerra, l’egittologa Divina Centore presenterà il tema nella sala Museo dei Giardini La Mortella. L’incontro sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Un viaggio tra natura, mito e storia che sorprende e incanta alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antico Egitto. Un esempio: Tebe, 1350 a.C. Sotto il sole ardente, brilla una gemma nascosta: il giardino di Nebamun, alto funzionario del tempio di Amon. Qui palme da dattero, fichi, alberi della vita o Persea egiziani, ninfee e papiri riflettono il potere e la ricchezza del proprietario. Oasi simili si trovano dentro templi e altri contesti sacri, come anche in residenze private. Quello dei suoi splendidi giardini è un aspetto poco conosciuto della civiltà egizia, eppure resti archeobotanici, testi antichi e pitture sfidano l’immagine di un paese quale terra arida e desertica e ci mostrano come gli egizi sapessero creare giardini e orti incantevoli che oltre a fornire cibo, materie prime e medicine, avevano profondi significati simbolici e tramandavano storie meravigliose.
Matera. Al museo nazionale – Palazzo Lanfranchi arriva “IEROFANIA – Sulle vie del Sacro” quarta tappa del progetto itinerante curato da Samonà e Toscano. Due giorni con incontri, spettacoli di teatro, una mostra, letture e una visita guidata a cura dei musei nazionali di Matera

Sabato 29 e domenica 30 agosto 2026 arriva a Matera “Ierofania. Sulle vie del sacro”, quarta tappa della rassegna multidisciplinare ideata dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale (DiVa) e organizzato tramite l’Istituto Centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP), con l’obiettivo di promuovere una nuova relazione tra beni culturali, comunità e linguaggi contemporanei. Il progetto coinvolge i musei e i parchi archeologici di Praeneste e Gabii, i parchi archeologici di Paestum e Velia, il castello Carlo V e l’anfiteatro romano di Lecce, i musei nazionali di Matera, il museo e parco archeologico nazionale di Locri e il parco archeologico Naxos Taormina. Come le precedenti, anche la tappa di Matera si svilupperà in due giornate, offrendo eventi di rilievo nazionale.
La rassegna prende avvio sabato 29 agosto 2026, alle 11.30, con il vernissage della mostra diffusa, curata da Giorgio Calcara, che porterà al museo nazionale di Matera, sulla Terrazza di Palazzo Lanfranchi, vernissage “L’angelo del trionfo” di Salvador Dalì. Alle 18.30, al museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Vibrazioni del Divino: suono parola danza”: conversazione con Shilpa Bertuletti, Raffaella Bonaudo, Joscelyn Godwin, Guido Mina di Sospiro, Andrea Scarabelli. Modera Alberto Samonà, curatore scientifico della Rassegna. Alle 20, al museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Tra Oriente e Occidente”: spettacolo di danze indiane classiche Odissi, di e con Shilpa Bertuletti. Alle 20, al museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Beata Viscera”, di e con Raffaele Schiavo e il VoxEchology Ensemble. Produzione: Statale 114.
Domenica 30 agosto 2026, alle 18.30, sarà possibile partecipare a una visita guidata nel centro storico di Matera, a cura delle funzionarie dei Musei nazionali di Matera: i posti sono invece limitati a un massimo di 25 partecipanti e la prenotazione è obbligatoria. Alle 19.30, al museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Pietre che cantano” con Cinzia Maccagnano, legge Marina Cvetaeva, introduce Cettina Caliò. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
Sabato 29 agosto 2026, alle 20, a Palazzo Lanfranchi, la voce come spazio del sacro; il canto come attraversamento, ascolto, risonanza. IEROFANIA – Sulle vie del Sacro accoglie Raffaele Schiavo con “Beata Viscera”, un momento performativo in cui la ricerca vocale incontra la dimensione spirituale e la forza evocativa del suono. Ad accompagnarlo, il Vox Echology Ensemble, in un percorso che restituisce alla voce la sua natura più antica: corpo, respiro, rito, relazione.

Sabato 29 agosto 2026, alle 20, a Palazzo Lanfranchi, il corpo diventa; il gesto si fa racconto; la danza, spazio d’incontro con il sacro. IEROFANIA – Sulle vie del Sacro accoglie Shilpa Bertuletti con “Tra Oriente e Occidente”, spettacolo dedicato alla danza classica indiana Odissi. Originaria dell’Odisha, sulla costa orientale dell’India, l’Odissi affonda le proprie radici in antiche tradizioni performative e rituali. Eleganza delle linee, precisione ritmica, geometria del movimento, gestualità e intensità dello sguardo trasformano il corpo della danzatrice in uno strumento capace di evocare immagini, narrare il mito e dare forma alla dimensione devozionale. Tra Oriente e Occidente attraversa alcune delle principali espressioni del repertorio Odissi: dall’invocazione alla danza pura, dalla narrazione attraverso l’abhinaya fino al Mokṣa, tradizionalmente associato all’idea di liberazione. Un percorso nel quale tecnica ed espressione, ritmo e sentimento, corpo e mito si intrecciano alla ricerca del rasa: quell’esperienza estetica ed emotiva che nasce nell’incontro tra chi danza e chi guarda.
Un libro al giorno. “La corte regia di S. Quirico (Montelupo F.no, FI). Fonti scritte e indagini archeologiche 1996-2002, 2024 e 2025” a cura di Federico Cantini e Giuseppe Tumbiolo

È uscito per i tipi de All’Insegna del Giglio il libro “La corte regia di S. Quirico (Montelupo F.no. FI). Fonti scritte e indagini archeologiche 1996-2002 2024 e 2025” a cura di Federico Cantini e Giuseppe Tumbiolo. In questo libro sono pubblicati i risultati delle campagne di scavo condotte nel 1996, 2000-2002 e 2024-2025 nell’area dei SS. Quirico e Lucia a Montelupo Fiorentino, dove aveva sede il centro di una corte regia, ricordata a partire dall’inizio del X secolo. Le ricerche hanno consentito di ricostruire un’azienda dotata di un granaio, una cantina e forse strutture destinate alla preparazione del formaggio, poste intorno ad una chiesa funeraria di piena età longobarda, che viene affiancata da un edificio in pietra, che potrebbe aver alloggiato chi gestiva il centro. Gli spazi contermini dovevano essere lasciati al pascolo, mentre resti di forni ed ematite elbana attestano la lavorazione in loco del ferro. Nel libro sono presentati anche i dati della frequentazione romana dell’area e di quelle successive alla dismissione della corte, avvenuta tra la fine del X e la prima metà dell’XI secolo. Oltre alla descrizione delle sequenze stratigrafiche, sono discusse le fonti scritte e illustrate le indagini geofisiche e i carotaggi preliminari agli scavi 2024-2025, le varie classi di manufatti, i resti archeo-zoologici e antropologici, e i sistemi di rilievo e ricostruzione 3D adottati. Nelle conclusioni i dati emersi sono discussi nel contesto storico-topografico del territorio compreso tra Empoli e Montelupo Fiorentino e in rapporto a quanto elaborato dalla comunità scientifica sul tema delle corti fiscali.
“SEMELE. La verità è un fuoco” apre alla villa di Poppea a Oplontis e alla villa dei Misteri a Pompei “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos” il ciclo di performance teatrali e visite guidate promosso dal parco archeologico di Pompei con la Casa del Contemporaneo

È il personaggio di Semele, la principessa di Tebe, madre di Dioniso, che apre il ciclo di performance teatrali e visite guidate dal titolo “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos” dal 28 agosto al 26 settembre 2026 durante le aperture serali del parco archeologico di Pompei e nei siti della grande Pompei. Appuntamento con “SEMELE. La verità è un fuoco” il 28 agosto 2026 alla villa di Poppea a Oplontis (Torre Annunziata, Na) e il 29 agosto 2026 alla villa dei misteri a Pompei, alle 20 e alle 21.30: due rappresentazioni della durata di 30’. Interpreti Loredana Piedimonte, Costanza Cutaia e Massimo Cordovani, regia di Rosario Sparno. Spettacolo prodotto da Casa del Contemporaneo produzioni teatrali. I costumi di scena sono parte delle collezioni Sanctamuerte del fiorentino Filippo Giorgi. Biglietti: 7 euro in vendita su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii. Prima di ogni replica, una visita accompagnata dagli operatori didattici di Le Nuvole teatro arte scienza illustrerà al pubblico le caratteristiche e la storia dei luoghi.
Semele, ingannata da Era, chiede a Zeus di rivelarsi nelle sue sembianze e per questo muore bruciata dalla luce e dalle saette del dio. “Chiede a Zeus di mostrarsi nella sua forma reale, non per un capriccio, ma perché la verità, se è tale, deve poter essere vista da tutti”, spiega il regista Rosario Sparno. “Ma è proprio qui che si svela il fulcro filosofico del mito: l’essere umano non è fatto per sostenere l’urto della verità assoluta. La morte di Semele diventa così un atto generativo: dal suo ventre strappato nasce Dioniso, il dio straniero, l’indomabile, colui che si spezza e si ricompone. Il sacrificio della madre è l’origine stessa dell’esperienza dionisiaca, di quell’estasi e di quel tremore che da allora abitano i corpi e la memoria degli uomini”. Interpretata da Loredana Piedimonte, in scena insieme a Costanza Cutaia e al musicista Massimo Cordovani, Semele da così il via alla seconda edizione di Esopop, storie in festival il progetto del Parco Archeologico di Pompei che, attraverso performance teatrali dal vivo, promuove e valorizza i siti culturali dell’area vesuviana.






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