Pompei. Doppio appuntamento al parco archeologico per il X festival dello Sviluppo Sostenibile: visite alle coltivazioni sperimentali fuori le mura del sito archeologico con gli studenti di Agraria; tavola rotonda e workshop esperienziali alla fattoria culturale e sociale

Doppio appuntamento a Pompei in occasione della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, che su tutto il territorio nazionale coinvolge cittadini, associazioni, aziende, enti locali, scuole e università nella promozione di iniziative per diffondere la cultura della sostenibilità. Il parco archeologico di Pompei, in collaborazione con il CREA – Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, organizza per giovedì 21 maggio 2026, dalle 10 alle 13, un’iniziativa dedicata all’agricoltura sostenibile. L’evento coinvolge gli studenti dell’Istituto Superiore “M.P. Vitruvio”, indirizzo Agraria, di Castellammare di Stabia, che avranno l’opportunità di visitare i campi sperimentali situati nell’area fuori le mura del sito archeologico, accompagnati dagli esperti del CREA, e di conoscere da vicino le attività di ricerca attualmente in corso. L’iniziativa rientra tra gli appuntamenti del Festival dello Sviluppo Sostenibile, in programma a livello nazionale dal 6 al 21 maggio, volto a promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. A Pompei, le sperimentazioni attualmente in corso si concentrano sul recupero di antiche colture locali, individuate attraverso studi di etnobotanica. Si tratta di varietà vegetali naturalmente adattate al microclima dell’area vesuviana e alle caratteristiche del suolo, oggi coltivate secondo pratiche ecosostenibili. L’attività di ricerca è finalizzata all’individuazione e selezione di specie sempre più affini a quelle antiche, con l’obiettivo di ottenere varietà resistenti e in grado di affrontare le sfide legate al cambiamento climatico. Le prime colture oggetto di sperimentazione includono farro, finocchio, ceci, cipolla e zucca, già presenti nella Pompei arcaica.

L’iniziativa nata dalla collaborazione tra Parco e CREA sarà anticipata mercoledì 20 maggio 2026 (ore 10-13), da un evento tematico nella Parvula Domus di Pompei, la prima fattoria culturale e sociale in un sito Unesco, gestita dalla cooperativa sociale “Il tulipano”, sita nell’anello verde del parco archeologico. L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Pompei, è stato concepito come un momento di partecipazione attiva e scambio intellettuale, articolato in due fasi principali. Si parte con una tavola rotonda ideata come spazio di dialogo strutturato tra realtà territoriali, per dare vita a un dibattito sulla sostenibilità, ambientale e sociale e sulla capacità di fare rete a partire dalle persone e dell’ambiente. Si prosegue con workshop esperienziali di ortodidattica e apicoltura didattica in occasione della Giornata mondiale delle api, laboratori creativi e motori in ambiente outdoor. Agli incontri è prevista la partecipazione di una classe di studenti del liceo classico “G.B. Vico” di Napoli e del liceo “Pascal” di Pompei percorso Tred – Transizione Ecologica e Digitale. Accanto alle iniziative sul territorio nazionale del Festival dello Sviluppo Sostenibile, si svolgono anche gli eventi organizzati dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, con tappe itineranti in diverse città italiane, tra cui Milano, Bologna, Parma, Torino, Bari, Genova e Roma e, per la prima volta, anche a Bruxelles, segnando l’apertura del Festival oltre i confini nazionali.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, presentazione del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi (ETS) con Patrizia Piacentini e Cinzia Lacchia

Martedì 19 maggio 2026, alle 18, in Sala conferenze del museo Egizio di Torino, presentazione del libro “Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento” di Manfredo Lapi Gatteschi (ETS) con Patrizia Piacentini e Cinzia Lacchia. L’ingresso (da via Maria Vittoria 3 M) è libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/giuseppe-parvis-ebanista-e…. L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La presentazione mette al centro la vicenda personale e familiare di Parvis, mostrando come arte e imprenditoria si intreccino nella sua storia, attraverso il ritratto di un protagonista originale della cultura decorativa ottocentesca, capace di trasformare l’incontro tra mondi diversi in un linguaggio di bellezza, lusso e dialogo tra le culture. La presentazione approfondisce il gusto orientalista ottocentesco e ne legge le declinazioni tra stile neo-moresco, suggestioni turche e richiami neo-egizi. Emergono il ruolo del laboratorio cairota e la capacità di Parvis di fondere eleganza italiana, arte islamica e fascinazione per l’antico Egitto, dando spazio ai suoi stili, le sue tecniche e la qualità decorativa dei suoi arredi. Ampio spazio è dedicato anche alla presenza dell’atelier Parvis nelle esposizioni universali della seconda metà del XIX secolo, decisive per la sua affermazione internazionale. La presentazione segue poi la fortuna collezionistica delle sue opere, conservate e studiate in contesti museali di grande rilievo. Tra questi spiccano la Sala Araba del Museo Borgogna di Vercelli, il Castello d’Albertis di Genova e il Museo Stibbert di Firenze, luoghi che documentano la diffusione e la ricezione della sua produzione.
Manfredo Lapi Gatteschi, conseguita la maturità Classica presso il Liceo G. Galilei di Pisa, entra in Accademia Navale. Durante l’imbarco su unità della Marina Militare, prende parte ad attività operative ivi inclusa la missione Mare Nostrum, contribuendo al salvataggio di numerose vite umane. Dal 2014, è destinato a Roma presso Uffici di vertice e diretta collaborazione del ministro della Difesa. Attualmente è in servizio presso il Centro Alti Studi Difesa. Appassionato delle “storie di famiglia” cura e custodisce l’archivio di casa, contenente volumi, documenti e contratti a partire dal 1300, oltre a lettere e fotografie del XIX e XX sec. È Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.
Patrizia Piacentini, socia dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Ambrosiana, è professore ordinario di Egittologia e Archeologia egiziana all’università di Milano, dove è anche responsabile scientifico della Biblioteca e degli Archivi egittologici. Direttore dell’Egyptian-Italian Mission at West Aswan (Egitto), ha vinto nel 2022 il premio alla carriera “Gaston Maspero” dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi.
Cinzia Lacchia è storica dell’arte di formazione, conservatore del museo Borgogna di Vercelli dal 2000. Ha dedicato la sua tesi di laurea e di specialità allo studio della genesi del Museo Borgogna e del suo fondatore. Ha avviato e curato il riallestimento degli ambienti della casa-museo, coordinando con i funzionari ministeriali e con uno staff di specialisti, il restauro e lo studio della “Sala Araba”. Dal 2018 è docente di storia dell’arte moderna presso l’ACME di Novara; dal 2011 al 2013 ha svolto attività di consulenza per il museo civico e Gipsoteca “L. Bistolfi” di Casale Monferrato. Socia ICOM e di varie associazioni culturali e di volontariato.

Giuseppe Parvis, ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo ottocento. Il libro si incentra sulla figura di Giuseppe Parvis (1831-1909), noto ebanista, formatosi a Torino, emigrato nel 1859 al Cairo e ivi titolare di un laboratorio per la produzione di mobili e oggetti di pregio, improntati ad un gusto orientalista (neomoresco e neoegizio) ispirati dai luoghi e dagli stili antichi, ma abilmente ideati e adattati per rispondere ai desideri di decoro e esotismo delle classi agiate europee ed extraeuropee. Presente nella maggior parte delle grandi esposizioni che si susseguono tra Otto e Novecento, vincitore di premi e di continui riconoscimenti, decoratore e arredatore di una squisita clientela di artisti e colti collezionisti, Parvis è oggi ricordato in numerose pubblicazioni sulle arti applicate del periodo, ma non è stato ancora oggetto di un contributo che ne chiarisse e individuasse lo specifico ruolo artistico. Prefazione di Michele Quaroni.
Pisa. A Palazzo della Carovana, sede della Scuola normale superiore, in presenza e live su Teams, “Scavi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dell’Istituto Archeologico Germanico sul Campidoglio. Uno spaccato sulla storia del centro della città”, seminario a cura di Ortwin Dally, direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma

Martedì 19 maggio 2026, alle 18, nella Sala Stemmi del Palazzo della Carovana, sede della Scuola normale superiore in piazza dei Cavalieri 7 a Pisa, “Scavi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dell’Istituto Archeologico Germanico sul Campidoglio. Uno spaccato sulla storia del centro della città”, seminario a cura di Ortwin Dally, direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Live su Teams: Partecipa alla conversazione. La conferenza presenta i risultati preliminari di un progetto di ricerca promosso dalla sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e dall’Istituto Archeologico Germanico nel giardino dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica e dell’ex Ospedale Teutonico, nella parte meridionale del Campidoglio. Gli scavi offrono una nuova prospettiva su alcune fasi fondamentali dello sviluppo storico e culturale di Roma: dal santuario di Giove Ottimo Massimo all’età medievale, fino al XVI e XVII secolo e all’Ottocento, quando la sommità occidentale del colle divenne proprietà della Prussia, creando le condizioni per la fondazione dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica, predecessore dell’Istituto Archeologico Germanico.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Una città tra due mari. Nuove ricerche per Taranto. I risultati dei PRIN 2022 ARCHITA e TARAS”: presentazione dei risultati delle ricerche condotte nell’ambito dei due progetti PRIN, con particolare attenzione allo studio della città antica di Taranto

Martedì 19 maggio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Taranto – Sala Lippolis, l’incontro “Una città tra due mari. Nuove ricerche per Taranto. I risultati dei PRIN 2022 ARCHITA e TARAS”. La giornata sarà dedicata alla presentazione dei risultati delle ricerche condotte nell’ambito dei due progetti PRIN, con particolare attenzione allo studio della città antica di Taranto attraverso approcci integrati: dalla ricerca d’archivio alla costruzione di sistemi GIS, dalla ricostruzione della topografia urbana e del paesaggio storico all’analisi delle aree sacre, della necropoli e delle architetture funerarie. Il programma prevede numerosi interventi di docenti, ricercatori e studiosi del Politecnico di Bari, del CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, di università e istituzioni coinvolte nei progetti, con contributi dedicati alle metodologie di documentazione, analisi, modellazione digitale, studio dei materiali e valorizzazione del patrimonio archeologico e architettonico tarantino. L’iniziativa costituisce un’importante occasione di confronto scientifico e di restituzione pubblica dei risultati di due progetti di ricerca dedicati alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio antico di Taranto.
Velia (Sa). Al parco archeologico “Velia in versi: settimana della poesia”: omaggio alla poesia con un itinerario fatto di pietre e di versi

Dal 19 e fino al 24 maggio 2025, il parco archeologico di Velia (Sa) rende omaggio alla poesia con un itinerario fatto di pietre e di versi. Un percorso che si snoda tra i monumenti e le strade della città componendo un viaggio nella poesia di ogni tempo. L’itinerario prevede l’esposizione di testi poetici arricchiti da giochi interattivi e pannelli biografici. Un’esperienza per vivere il parco al ritmo di canti e versi e attraversare secoli di storia arricchiti del valore della poesia. Ogni poesia sarà affiancata da un QR code attraverso il quale sarà possibile accedere alla biografia dell’autore e a domande e curiosità. SCOPRI LE POESIE L’iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione dei ragazzi del Servizio Civile ed è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.
Torino. Al museo Egizio “Oltre il visibile”: evento serale gratuito in cui gli spazi museali si trasformano nel luogo d’incontro fra scienza e archeologia, in occasione del Simposio Internazionale di Archeometria ISA2026 e della Giornata Internazionale dei Musei

In occasione del Simposio Internazionale di Archeometria ISA2026 e della Giornata Internazionale dei Musei, lunedì 18 maggio 2026, dalle 19 alle 22, il museo Egizio di Torino si trasforma in un laboratorio diffuso per scoprire il mondo dell’Archeometria: la disciplina che si occupa di “misurare l’antico”. “Oltre il visibile” è un evento serale gratuito in cui gli spazi museali si trasformano nel luogo d’incontro fra scienza e archeologia. Filo conduttore dell’evento è il tema della biografia degli oggetti e in che modo questa possa essere disvelata proprio dall’Archeometria. Tra analisi scientifiche, restauri, render 3D andremo alla scoperta delle storie millenarie nascoste nei reperti del museo Egizio: testimonianze uniche capaci di raccontarci tanto spaccati singolari dell’antica civiltà egizia quanto storie di ordinaria quotidianità, spesso così simili e in dialogo con la nostra attualità. Ingresso gratuito con prenotazione consigliata, clicca QUI per prenotare il tuo biglietto. Con il Patrocinio della Città di Torino.
Programma. Mini talk laboratoriali, ogni 30 minuti a partire dalle 19:15: Archeologia dallo spazio. Satelliti e droni per scoprire e tutelare il patrimonio – Nicodemo Abate (CNR ISPC Milano); Dallo scavo al 3D e ritorno. Modelli digitali per continuare lo scavo a distanza – Paolo Del Vesco (Museo Egizio), Alessandro Mandelli (Politecnico di Milano); Dalla cava alla statua. Reperimento, viaggio e lavorazione della pietra – Johannes Auenmüller (Museo Egizio), Francesca Gambino (Università degli Studi di Torino); Indagare per comprendere. Tecniche e analisi per svelare il colore antico – Alessandra Botteon (CNR ISPC Milano), Claudia Conti (CNR ISPC Milano), Donata Magrini (CRN ISPC Firenze), Eva Luna Ravan (CNR ISPC Catania), Tiziana Cavaleri (CCR La Venaria Reale), Serena Hirsch (CCR La Venaria Reale); La voce del legno. Biografie negli anelli del tempo – Alan Crivellaro (Università degli Studi di Torino), Flavio Ruffinatto (Università degli Studi di Torino); Scoprire il contenuto di un vaso senza aprirlo. Il contributo della chimica – Divina Centore (Museo Egizio), Ilaria Degano (Università di Pisa), Federica Facchetti (Museo Egizio), Francesca Modugno (Università di Pisa); La magia della faience. Tecniche produttive e utilizzi antichi – Martina Terzoli (Museo Egizio); La materia racconta. Pigmenti, tecniche e analisi – Paola Buscaglia (CCR La Venaria Reale), Nicole Manfredda (CCR La Venaria Reale); Studiare i resti umani. Il ruolo della bioarcheologia – Valentina Coia (Eurac Research Bolzano), Alice Paladin (Eurac Research Bolzano); I vasi in alabastro di Kha e Merit. Analisi archeometriche e restauro – Eleonora Furgiuele (Museo Egizio), Giulia Pallottini (Museo Egizio); Caccia al blu egizio. Un’esperienza immersiva alla scoperta di un colore antico – Marco Nicola (Università degli Studi di Torino – Ultrasky), I.I.S. Albe Steiner (Torino); Leggere un papiro. Tecniche per conservare e raccontare il passato – Enrica Ciccone (Museo Egizio), Marco Gargano (Università degli Studi di Milano), Francesca Gaia Maiocchi (Museo Egizio). Attività: Visite guidate multilingua; Missione Invisibile: Mettiti alla prova attraverso un quiz sull’archeometria; Storie invisibili: Partecipa a un esperimento di “archeometria emotiva” e condividi le storie invisibili che gli oggetti della collezione risvegliano in te. Durante la giornata saranno effettuate riprese video e fotografie alle attività per fini promozionali.
Ariano nel Polesine (Ro). Lo scavo nell’abitato romano diretto da Caterina Previato apre la campagna 2026 del Progetto San Basilio (poi segue Silvia Paltineri nell’abitato etrusco) e con esso al via “Scavi aperti” e “Incontri di archeologia”. Ecco il programma

Gli archeologi tornano a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) per la campagna di scavo 2026 curate dall’università di Padova e dall’università Ca’ Foscari di Venezia. Si inizia lunedì 18 maggio 2026 con lo scavo dell’abitato romano diretto dalla prof.ssa Caterina Previato (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) che si protrarrà fino al 19 giugno. Invece l’8 giugno 2026 inizia lo scavo dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Silvia Paltineri (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova) fino al 3 luglio 2026. Invece lo scavo sempre dell’abitato etrusco diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta (dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari) quest’anno sarà a settembre. Con l’avvio della campagna di scavo 2026 riprendono anche gli appuntamenti del Progetto San Basilio, un’occasione unica per scoprire la storia di questo sito straordinario insieme a chi lo studia ogni giorno. Grazie alla collaborazione tra il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e il dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari il passato torna a parlarci attraverso: Scavi Aperti, per vedere dal vivo il lavoro degli archeologi sul campo, e Conferenze dedicate, per approfondire le ultime scoperte.

Programma “Scavi aperti”: 30 maggio 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 6 giugno 2026, scavo dell’abitato romano (università di Padova); 27 giugno 2026, scavo dell’abitato etrusco (università di Padova). Le visite allo scavo si svolgono il sabato mattina dalle 10 alle 12, con ritrovo presso il Centro Turistico Culturale San Basilio alle 9.45. Per prenotazioni contattare il numero 3929259875.

Programma conferenze “Incontri di archeologia”: 29 maggio 2026, alle 18.15, al museo Archeologico nazionale di Adria, Jacopo Bonetto (UniPd) e Giovanna Falezza (Sabap-Vr-Ro-Vi) su “San Basilio: ricerca archeologica, tutela, spazio digitale e intelligenza artificiale”; 5 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Caterina Previato (UniPd) su “San Basilio in età romana: nuovi dati dai recenti scavi”; 12 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Noemi Ruberti (UniPd) e Vito Giuseppe Prillo (università di Siena) su “Lo sfruttamento delle risorse ambientali nel sito romano di San Basilio: dati preliminari”; 19 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, Andrea Stella (UniPd) su “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio”; 26 giugno 2026, alle 18.30, al Centro turistico San Basilio, Silvia Paltineri (UniPd) su “San Basilio etrusca: novità dallo scavo dell’università di Padova”. È consigliata la prenotazione al 3929259875.
Vibo Valentia. Al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” l’incontro “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi – Dallo scavo al racconto del patrimonio” per ripercorrere l’importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Ecco il programma

Sono trascorsi 100 anni dalla pubblicazione dei risultati emersi nello scavo archeologico effettuato da Paolo Orsi nella necropoli di località “Torre Galli”, nel territorio di Drapia. La ricorrenza viene commemorata con un incontro in programma lunedì 18 maggio 2026, alle 11, nel museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria che, per l’occasione, rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico dalle 9 alle 13. Si consiglia la prenotazione.

L’incontro “Torre Galli, 100 anni dopo Orsi – Dallo scavo al racconto del patrimonio”, attraverso un momento di approfondimento scientifico e di divulgazione aperto al pubblico, intende ripercorrere, a un secolo di distanza, l’importanza delle ricerche archeologiche condotte dallo studioso in uno dei contesti più significativi della protostoria calabrese. Dallo scavo emersero oltre 300 tombe, in gran parte preelleniche. Il programma dell’evento promosso dal “Vito Capialbi” prevede gli interventi di studiosi, funzionari e professionisti che, a vario titolo, hanno contribuito alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del sito e dei materiali provenienti dagli scavi. I lavori saranno aperti dal direttore delegato della Direzione regionale Musei nazionali Calabria, Fabrizio Sudano. Subito dopo tra le mura del castello normanno-svevo di Vibo Valentia si alterneranno: il direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi”, Michele Mazza; il direttore degli scavi di Torre Galli, Marco Pacciarelli; la restauratrice dei reperti provenienti dallo scavo, Marianna Musella; il funzionario archeologo della soprintendenza Abap per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, Francesco Parrotta; il direttore responsabile de “LaCNews24” Franco Laratta. Nel corso dell’incontro sarà tra l’altro illustrato dall’autore e proiettato in sala il documentario del fotoreporter Saverio Caracciolo, dedicato alla storia dello scavo, ai reperti e al paesaggio archeologico di Torre Galli. L’appuntamento rappresenta un’occasione unica per riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla necessità di costruire nuove forme di narrazione del patrimonio, capaci di coniugare rigore scientifico, tutela e divulgazione.
Napoli. A Palazzo Corigliano (UniOr), in presenza e online, la conferenza “Cuma, Fondo Valentino: nuovi dati dal santuario di Hera” con Luigi La Rocca (dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale) e Carlo Rescigno (Scuola Superiore Meridionale)

Lunedì 18 maggio 2026, alle 10.30, al Salone delle Conferenze di Palazzo Corigliano all’università di Napoli L’Orientale, in piazza San Domenico Maggiore 12 a Napoli, la conferenza ‘Cuma, Fondo Valentino: nuovi dati dal santuario di Hera” con Luigi La Rocca (capo dipartimento per la tutela del Patrimonio Culturale, MiC) e Carlo Rescigno (professore ordinario di Archeologia Classica, Scuola Superiore Meridionale). Su di una terrazza aperta sul mare, presso l’angolo sud-occidentale della città bassa di Cuma, esisteva un importante santuario di fondazione alto arcaica, dedicato ad Hera. Grazie a un accordo tra proprietà privata, Soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli e Scuola Superiore Meridionale, dal 2024 ha preso avvio una ricerca sistematica dalla quale emergono elementi, forma e articolazione di un nuovo monumento cumano. Tramite votivi, frammenti ceramici, iscrizioni, documenti architettonici si compone una nuova pagina di storia dell’architettura e del sacro dell’Italia antica. Dopo i saluti istituzionali di Paola Ricciardi (soprintendente ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli) e l’introduzione di Teresa E. Cinquantaquattro (diretrice del Servizio II, DG ABAP, MiC), intervengono Luigi La Rocca e Carlo Rescigno. Ne discutono Matteo D’Acunto e Marco Giglio. Tutti gli interessati sono invitati a partecipare. Sarà possibile seguire la conferenza anche in remoto, tramite piattaforma Zoom, chiedendo il link ai responsabili della segreteria dell’evento: g.vitiello12@studenti.unior.it, f.friscia@studenti.unior.it.

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