Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la mostra “Archetipi, mitologia dell’anima”, esposizione personale dell’artista Margherita Lipinska: viaggio visivo e spirituale attraverso i simboli universali che abitano la coscienza umana, messi in dialogo con la cornice millenaria della civiltà etrusca
Dal 12 aprile (inaugurazione alle 17.30) al 28 giugno 2026, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma ospita la mostra “Archetipi, mitologia dell’anima”, esposizione personale dell’artista Margherita Lipinska, patrocinata dall’Ambasciata di Polonia a Roma e promossa dal presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, in collaborazione con la direzione generale Musei e il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che rappresenta un viaggio visivo e spirituale attraverso i simboli universali che abitano la coscienza umana, messi in dialogo con la cornice millenaria della civiltà etrusca. Lipinska propone i volti degli archetipi in una veste nuova: tessuti preziosi come supporto, righe dorate che attraversano i volti degli eroi e divinità mitologiche. I dipinti che fluttuano nello spazio liberi dal solito telaio rigido fanno pensare agli arazzi delle nobili dimore di un tempo. L’archeologia strizza l’occhio al pubblico con la morbidezza del velluto e della seta, in un contrasto insolito con la materia ruvida della pittura. “Un’operazione culturale strategica del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che auspico possa continuare a essere ospitata anche da altre istituzioni museali archeologiche italiane”, la definisce Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. “Questa esposizione riesce a declinare visivamente – partendo dagli archetipi etruschi, greci e romani – le strutture ideologiche codificate da Jung, Hillman e approfondite dall’enorme lavoro di ricerca filosofica e psicoterapeutica contemporanea del professor Raffaele Morelli. Attraverso la meravigliosa opera di Margherita Lipińska e in simbiosi con i significativi testi della scrittrice Giulia Carcasi, gli archetipi, infatti, non sono più astrazioni teoriche ma tornano alla loro funzione di modelli essenziali dell’esperienza umana. Collocare in un contesto d’eccellenza come questo le rappresentazioni mitologiche dell’artista – in cui ognuno di noi alla fine del percorso espositivo potrà…‘specchiarsi’ – significa riaffermare la persistenza delle forme simboliche nel tempo e il valore delle tradizioni orientali e occidentali, come un significato e un significante ancora efficaci nella psiche contemporanea”.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: core etrusca dipinto acrilico su velluto (foto etru)
Il progetto espositivo “Mitologia dell’Anima” è un progetto ideato e curato dalla scrittrice Giulia Carcasi, che è anche autrice dei testi in mostra. “Otto miliardi di originali che si limitano a esistere come copie: siamo noi. Personaggi di trame già scritte e già lette, più da interpretare che da vivere. Qual è il nostro vero volto?”. A condizionarci sono gli archetipi: modelli universali che abitano l’inconscio collettivo. Secondo alcune teorie psicoanalitiche ne esistono dodici: dodici modi di stare al mondo, dodici possibili “io” che ciascuno di noi contiene in sé. “Se ne scegliamo uno solo, diventa la nostra gabbia. Riconoscerli in noi — tutti e dodici — è tornare interi, originali”.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: amore dipinto acrilico su velluto blu (foto etru)
Il percorso è un invito a riconoscere i ruoli che interpretiamo senza saperlo, per ritrovare l’autenticità. Carcasi esplora in sequenza i dodici archetipi, assegnando a ciascuno il volto di una figura mitologica: l’Innocente (Core/Persefone), l’Orfano (Enea), il Guerriero (Achille), l’Angelo custode (il centauro Chirone), il Cercatore (Ulisse), il Distruttore (Prometeo), l’Amante (Eros), il Creatore (Efesto), il Sovrano (Tinia), la Maga (Medusa), la Saggia (Atena), il Folle (Dioniso). Il percorso, che la curatrice ha organizzato e costruito come un crescendo di consapevolezza, si chiude con uno specchio: il visitatore si trova faccia a faccia con sé stesso, chiamato a chiedersi quale archetipo prevale in lui, quale sta reprimendo, quale deve ancora scoprire. A partire dallo studio delle fonti letterarie antiche, psicoanalitiche e sociologiche moderne, Giulia Carcasi arriva a scrivere un’opera letteraria inedita, suddivisa per ciascun archetipo in due linguaggi complementari: una poesia — voce intima e soggettiva della figura mitologica — e un’analisi interpretativa del mito, che riporta il racconto antico alla condizione umana contemporanea. I testi, concepiti appositamente per lo spazio espositivo, rappresentano il cuore intellettuale del progetto e funzionano anche come opera letteraria autonoma. Tra le tele di Lipinska e i testi poetici di Carcasi si crea un dialogo emotivo: i dipinti esprimono sul piano visivo l’emozione che i testi evocano sul piano letterario, in una corrispondenza che arricchisce l’esperienza del visitatore e lo invita a muoversi continuamente tra immagine e parola.

Mostra “Archetipi, archeologia dell’anima” di Margherita Lipinska: persefone dipinto su velluto (foto etru)
Margherita Lipinska, nasce nel 1964 in Polonia e si forma all’Accademia delle Belle Arti di Danzica, dove si laurea in pittura. Il suo percorso artistico prende una svolta decisiva all’inizio degli anni Novanta: grazie a una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri italiano, nel 1991-92 prosegue gli studi a Roma presso l’Università La Sapienza. Qui approfondisce anche la Storia del Costume presso l’Accademia del Costume e di Moda diretta da Rosana Pistolese. Da allora Roma è diventata la sua città, il luogo dove vive e lavora. La sua carriera espositiva l’ha portata a partecipare a importanti fiere d’arte come ArteGenova, GrandArt Milano, Luxembourg Art Fair e Artissima di Torino. Tra le mostre personali più significative si ricordano Campus Martius presso la Camera dei Deputati a Palazzo Valdina nel 2022 e In Tempore al Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano nel 2023. Dal 2019 è presenza costante con esposizioni annuali a Palazzo Ferretti a Cortona. Il mondo antico rappresenta da sempre il cuore pulsante della sua attività artistica. La ricerca degli archetipi nella mitologia l’ha condotta nel misterioso mondo etrusco. L’incontro con i capolavori custoditi al Museo Etrusco di Villa Giulia ha influenzato profondamente i suoi dipinti più recenti: volti realizzati con malte sabbiose su velluto, caratterizzati da un enigmatico sorriso e da occhi dal taglio orientale, truccati secondo antiche tradizioni, che sembrano guardare attraverso i millenni. Tra le opere presentate alla mostra di Villa Giulia vi sono alcune tele dedicate ai reperti esposti nel museo. Lipinska propone i volti degli archetipi in una veste nuova: tessuti preziosi come supporto, righe dorate che attraversano i volti degli eroi e divinità mitologiche. Dipinti che fluttuano nello spazio liberi dal solito telaio rigido fanno pensare agli arazzi delle nobili dimore di un tempo. Archeologia seducente con la sua eleganza che strizza l’occhio al pubblico con la morbidezza del velluto e seta, in un contrasto insolito con la materia ruvida della pittura.
Monika Tyszkiewicz, architetto e fotografa polacca, ha documentato il percorso di ricerca di Lipinska svoltosi nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, documentando i processi creativi che hanno ispirato la produzione artistica per la mostra Archetipi. Mitologia dell’anima.
Giulia Carcasi, scrittrice e giornalista. Ha esordito appena ventenne, nel 2005, con il romanzo Ma le stelle quante sono, seguito dai romanzi Io sono di legno (2007), Tutto torna (2010) e dal racconto in ebook Perché si dice addio (2012), tutti editi da Feltrinelli. Con oltre 350.000 copie vendute e traduzioni in nove Paesi, è stata annoverata tra i ragazzi-prodigio e definita un fenomeno editoriale. I suoi scritti hanno affiancato i dipinti di Carla Accardi, Felice Levini, Alessandra Giovannoni e Stefano Di Stasio per mostre promosse da Repubblica all’Auditorium di Roma. Ha collaborato alle mostre organizzate da Eni con il Comune di Milano e il Musée du Louvre: per «Amore e Psiche» di Canova e Gérard, ha riscritto in chiave contemporanea il mito (Da dentro, catalogo Rubettino, 2012); per «Donna allo specchio» di Tiziano (2010) è stata relatrice con Miriam Mafai sulla condizione femminile. È intervenuta su temi di filosofia politica in relazione agli affreschi di Lorenzetti («Alla ricerca del Buon Governo», Siena, 2007) e per i 150 anni dell’Unità d’Italia («Italia: femminile plurale», evento organizzato da Telecom e Scuola Holden, Torino, 2011). Mitologia dell’Anima – di cui è ideatrice, curatrice e autrice – è il suo progetto più ampio nell’intersezione tra scrittura, mitologia e arti visive.
Castelseprio (Va). Al parco archeologico “Passeggiate con l’archeologo”, accompagnati dal direttore Polidoro, e caccia al tesoro per i piccoli aspiranti archeologi
A grande richiesta domenica 12 aprile 2026 al parco archeologico di Castelseprio (Va) tornano le “Passeggiate con l’archeologo” con il direttore del parco Luca Polidoro: la mattina, alle 11; il pomeriggio, alle 14 e alle 16. Chi invece ha in famiglia dei piccoli aspiranti archeologi, può ritirare il kit della caccia al tesoro e giocare a risolvere gli enigmi all’interno del nostro bellissimo parco, scoprendo tante cose sulla sua storia. In caso di maltempo l’evento sarà sospeso. Sarà una domenica davvero speciale, all’insegna del piacere di stare all’aria aperta
Cividale (Ud). Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Cividale ai confini del Patriarcato e la Contea di Gorizia: influenze” a cura di Walter Tomada

Dettaglio della mappa di Cividale di Michele conte della Torre e Valsassina (1821) conservata al museo Archeologico nazionale di Cividale (foto man cividale)
Domenica 12 aprile 2026, alle 10, al museo Archeologico nazionale di Cividale (Ud), l’incontro “Cividale ai confini del Patriarcato e la Contea di Gorizia: influenze” a cura di Walter Tomada, organizzato da museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli, fondazione internazionale Città Murate Lions Club, Lions Club Cividale – Manzano, Comune di Cividale del Friuli. Interverranno Giacomo Beorchia, past presidente fondazione internazionale Città Murate Lions Club, e Angela Borzacconi direttore museo Archeologico nazionale di Cividale, con Federica Franz del Comune di Cividale del Friuli, per la presentazione del restauro della mappa di Cividale di Michele conte della Torre e Valsassina (1821) conservata al museo Archeologico nazionale di Cividale e realizzata con il sostegno del Lion Club Cividale – Manzano. Iniziativa ad ingresso gratuito.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Le canzoni di Ludwig”, spettacolo di musica e parole. quinto appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus
Domenica 12 aprile 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto quinto appuntamento della stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. Appuntamento col concerto “Le canzoni di Ludwig”, spettacolo di musica e parole. Drammaturgia di Francesco Sanvitale, Giampiero Mancini, attore. Ensemble “Umberto Giordano”: Gianna Fratta, pianoforte; Dino De Palma, violino; Luciano Tarantino, violoncello; Luisella de Pietro, soprano; Leonardo Gramegna, tenore. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET: https://www.vivaticket.com/…/le-canzoni-di-ludwig/294519.
Bologna. Al museo civico Archeologico per il ciclo “Visto, si stampi!” presentazione del libro “Pietre che parlano. Voci e storie da Bononia” (2026) di Valentina Uglietti, Lucia Romoli e A.A.M.A., pubblicato da Edizioni Espera
Sabato 11 aprile 2026, alle 17, al museo civico Archeologico di Bologna, per il ciclo “Visto, si stampi!”, Francesca Cenerini (professoressa di Storia romana ed Epigrafia romana all’università di Bologna) e Paola Giovetti (direttrice museo civico Archeologico di Bologna) presentano il libro “Pietre che parlano. Voci e storie da Bononia” (2026) di Valentina Uglietti, Lucia Romoli e A.A.M.A., pubblicato da Edizioni Espera. Il libro è una guida originale e coinvolgente al Lapidario del museo civico Archeologico di Bologna che unisce racconti, divulgazione scientifica e immaginazione per far scoprire l’antica Bologna romana. Pensato soprattutto per adolescenti ma adatto anche agli adulti, può essere letto sia all’interno del museo sia autonomamente. All’incontro seguirà una presentazione “animata” della pubblicazione con le archeologhe del museo Federica Guidi e Marinella Marchesi, insieme alle autrici. L’appuntamento rientra nel programma della nona edizione di “BOOM! Crescere nei libri”, il festival dei libri e dell’illustrazione per l’infanzia che anima Bologna e la Città metropolitana prima, durante e dopo la Bologna Children’s Book Fair, promosso da Comune di Bologna e Bologna Fiere, e curato dal Settore Biblioteche e Welfare culturale e da Hamelin nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna.
Gabii (Roma). Annunciate le aperture straordinarie, con ingresso gratuito, del parco archeologico, ordinariamente chiuso al pubblico, salvo presentazione di scuole e gruppi organizzati
Tredici week-end tra aprile e luglio, poi una domenica al mese tra agosto e dicembre: è la programmazione di aperture straordinarie del parco archeologiche di Gabii, ordinariamente chiuso al pubblico, fatta eccezione per i gruppi scolastici e/o guidati e organizzati, resa nota dai musei e parchi archeologici di Praeneste e Gabii diretti da Martina Almonte. Ecco le date: aprile 2026, 11-12, 18-19, 25-26; maggio 2026, 2-3, 9-10, 16-17, 23-24, 30-31; giugno 2026, 6-7, 13-14, 20-21, 27-28; luglio 2026, 4-5; domenica 2 agosto, domenica 6 settembre, domenica 4 ottobre, domenica 1° novembre, domenica 6 dicembre. In queste date, dalle 9.30 alle 13 (ultimo ingresso ore 12), sarà possibile entrare liberamente e gratuitamente. Gli orari indicati potranno subire variazioni in concomitanza con l’arrivo della stagione calda.
Ozzano dell’Emilia (Bo). In sala R. Raparelli il convegno “Archeologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro” promosso dalla soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Bologna e dal Comune di Ozzano. Ecco il programma
Sabato 11 aprile 2026, alle 10, nella sala R. Raparelli, in via degli Orti 16/A a Ozzano dell’Emilia (Bo), in occasione della festa Internazionale della Storia 2026, la soprintendenza ABAP per la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Ozzano dell’Emilia organizzano il convegno “Archeologia a Claterna: un ponte tra passato e futuro” aperto a tutta la cittadinanza sulla città romana di Claterna. Verranno presentati i risultati delle più recenti ricerche condotte dal ministero della Cultura nella città romana e le attività didattiche e di valorizzazione svolte e in programma al museo di Claterna. Evento gratuito con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni: museo@comune.ozzano.bo.it
Programma. Alle 10, saluti istituzionali: Francesca Tomba, soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bologna; Luca Lelli, sindaco di Ozzano dell’Emilia; Matteo di Oto, assessore alla Cultura del Comune di Ozzano dell’Emilia; Debora Badiali, Città metropolitana di Bologna, Distretti Culturali. Alle 10.30, relazioni: Valentina Di Stefano, soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna, “I progetti del Ministero della Cultura a Claterna: teatro romano, domus dei mosaici e casa rossa”; Roberta Michelini, museo di Claterna, “Progetti di didattica e divulgazione del Museo di Claterna”; Claudio Negrelli, Luca Forni, Phoenix Archeologia, “La carta archeologica del centro urbano di Claterna”. Modera Noemi Di Leonardo, giornalista di Bologna Today.
Verona. Al museo Archeologico nazionale “un sorso di archeologia”: in occasione di Vinitaly and the City visita guidata sul vino nell’antichità con degustazione finale
Un sorso di archeologia al museo. Anche quest’anno il museo Archeologico nazionale di Verona partecipa a Vinitaly and the City (11-12 aprile 2026): una visita guidata alla scoperta di origini e significato del consumo del vino nel nostro più antico passato. Programma: sabato 11 aprile 2026, ore 15.30; domenica 12 aprile 2026, ore 11 e ore 15.30. Per i possessori di token esperienza Vinitaly and the City seguirà al termine delle visite guidate la degustazione di un calice di vino della cantina Villa della Torre. Il token esperienza dà inoltre diritto all’ingresso ridotto di 3 euro. L’acquisto del carnet degustazioni avviene esclusivamente sul sito ufficiale https://www.vinitaly.com/…/vinitaly-and-the-city-2026/ e deve essere ritirato insieme al bicchiere negli stand Vinitaly and the City prima dell’accesso al Museo. INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI: tel. 045.591211 o mail a drm-ven.museoverona@cultura.gov.it














Commenti recenti