Stazioni-museo lungo la linea C della Metro di Roma: dal film “Roma sotterranea” (premiato al RAM film festival) agli approfondimenti per “archeologiavocidalpassato.com” col direttore del PArCo Quilici e l’archeologa Elisa Cella sullo scavo nel cantiere della metro, l’allestimento museale, la periferia che dialoga col centro, le tappe verso un museo diffuso a 40 metri di profondità

Menzione speciale Archeoblogger: l’archeologa del PArCo Elisa Cella e Massimo My, produttore del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes premiato a Rovereto (foto graziano tavan)

Linea Metro C a Roma: dodici anni di lavori per raggiungere, da San Giovanni in Laterano, la stazione Colosseo-Fori Imperiali, attraversando nel sottosuolo il cuore della città antica. Quell’impresa, tra ricerca archeologica e innovazione tecnologica applicata alla mobilità urbana, che ha visto il taglio del nastro il 16 dicembre 2025 alla presenza, tra gli altri, del ministro della Cultura Alessandro Giuli, è diventata un film: “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’). Produzione: MyMax Edutainment, Artline Films, Idéacom International, che al 37mo RAM Film Festival di Rovereto, è stato premiato con la Menzione speciale Archeoblogger (vedi Rovereto. La direttrice Alessandra Cattoi fa un bilancio del 37mo RAM film festival. Ed ecco tutti i film premiati nell’edizione 2026 – archeologiavocidalpassato).

Frame del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes

Come si è proceduto lo scavo archeologico nel cantiere della Metro C? quali difficoltà sono state superate? Come si è arrivati alla realizzazione della stazione-museo? Quali scelte sono alla base dell’allestimento? Cosa rappresenta la stazione-museo Colosseo-Fori Imperiali per il parco archeologico del Colosseo e per Roma? Quali sono le prossime tappe di questo museo diffuso a 40 metri di profindità? Tutte domande che abbiamo girato ai diretti interessati, il direttore del parco archeologico del Colosseo Simone Quilici, e l’archeologa del PArCo Elisa Cella che ha seguito da vicino lo scavo archeologico e l’allestimento. Ecco come hanno risposto ad archeologiavocidalpassato.com.

“La stazione-museo Colosseo-Fori Imperiali della Metro C”, spiega Simone Quilici ad archeologiavocidalpassato.com, “permette di far conoscere il patrimonio archeologico-storico dell’area del colle della Velia, che non c’è più, grazie alla musealizzazione dei pozzi. È stata infatti una grande sorpresa che a 40 metri di profondità, quota alla quale normalmente non ci sono più evidenze archeologiche, la scoperta di questi pozzi che rappresentano un’importante occasione di conoscenza archeologica.

“Grazie al fatto che all’interno della stazione-museo Colosseo-Fori Imperiali della Metro C transitano milioni di persone”, continua Quilici, “è possibile avvicinare all’archeologia anche chi probabilmente in un museo non c’è mai stato o difficilmente viene. E quello che è importante è che tra questi milioni di visitatori non ci sono solo turisti ma anche romani. La Metro C, infatti, collega la zona Est di Roma, quartieri popolari, con il centro di Roma. Lo spazio dei Fori Imperiali è ampio, pensato per le parate. Con questa stazione, al di là dei numeri assoluti che tutti conosciamo, noi riequilibriamo la presenza dei romani con i turisti.

“Ora c’è operativa solo la stazione-museo Colosseo-Fori Imperiali della Metro C. Ma tra qualche anno”, fa sapere Quilici, “sarà aperta la stazione-museo di Piazza Venezia, e allora avremo un sistema. Tra l’altro, mentre la stazione Colosseo ha l’uscita direttamente sul piano stradale dei Fori Imperiali, quella di Piazza Venezia sarà un modello tentacolare con uscite a più livelli: ci sarà infatti non solo il livello verso la città, ma anche uno con uno sbocco direttamente nell’area archeologica del Foro di Traiano.

L’uscita su via dei Fori Imperiali della stazione Colosseo – Fori Imperiali della Metro C (foto graziano tavan)

“Per la valorizzazione di questa stazione-museo Colosseo-Fori Imperiali della Metro C”, conclude il direttore Quilici, “potenzieremo il punto informativo, posto all’uscita delle scale mobili su via dei Fori Imperiali, che è gestito dal Comune e dal PArCo. Verranno allestiti degli apparati esplicativi e sarà posta in vendita una guida del museo della stazione della Metro C che è un corollario necessario per informare e indirizzare meglio i viaggiatori-visitatori”.

“L’allestimento della stazione Colosseo-Fori Imperiali”, spiega Elisa Cella ad archeologiavocidalpassato.com, “costituisce solo l’ultimo dei capitoli che riguardano un’attività che è iniziata diversi anni fa scavando nel cuore della Roma monumentale, ai piedi del Colosseo e al di sotto dell’attuale piano di calpestio di via dei Fori Imperiali. È stato un lavoro corale, iniziato prima dalla soprintendenza speciale di Roma, poi portata avanti dal parco archeologico del Colosseo. Lì archeologi giorno e notte hanno prima avviato delle indagini preventive e successivamente scavato ogni centimetro mentre veniva realizzata la stazione Colosseo-Fori Imperiali.

La musealizzazione dei pozzi nella collina della Velia alla stazione Colosseo – Fori Imperiali della Metro C di Roma (foto graziano tavan)

“Si pensava che non ci potessero essere grandi sorprese”, continua Cella, “poiché il corpo della stazione si trova esattamente lì dove un tempo si trovava la collina della Velia che venne di fatto sbancata, asportata nel 1932. E invece soprese ce ne sono state. Sono stati rinvenuti degli elementi che sono l’indizio della vita brulicante in età repubblicana di un quartiere popoloso che si era sviluppato sulla Velia. Sono stati rinvenuti ben 28 pozzi, molti di questi foderati con lastre di tufo, tutti utilizzati per la captazione dell’acqua dalla falda acquifera che quando però questa è andata ad abbassarsi hanno cambiato uso. E sono diventati oggetto di complesse cerimonie e di azioni votive, di offerte, i cui resti sono stati rinvenuti dagli archeologi.

L’impianto termale privato della domus rinvenuta negli scavi della Metro C per la stazione Colosseo – Fori Imperiali (foto graziano tavan)

“Ma un altro dei contesti che sono stati individuati”, ricorda Cella, “è stato proprio ai piedi del Colosseo. Si tratta di una domus, una domus sicuramente un tempo proprietà di un’abbiente famiglia romana che visse e la utilizzò tra la fine dell’età repubblicana e l’età giulio-claudia fino all’incendio famoso avvenuto durante il regno di Nerone nel 64 d.C. che distrusse quei muri, così come accadde per buona parte delle case di quell’area. Quella struttura fu distrutta e di fatto colmata da strati di macerie, andando quindi letteralmente a disseppellirla da queste macerie. Sono emersi i resti di qualcosa di eccezionale: un piccolo ma preziosissimo impianto termale privato, dotato di una piscina con gradini per godere di bagni in acqua fredda, e di un laconicum, cioè di una piccola sauna nella quale si poteva godere del calore sprigionato dal braciere in ceramica”.

“L’armonizzazione di quanto è emerso nel corso degli scavi e l’infrastruttura della stazione del Colosseo-Fori Imperiali è stata doverosa”, spiega Elisa Cella ad archeoologiavocidalpassto.com, “ed è stata anche possibile, mettendo al centro i bisogni degli utenti, che sono sì quelli di utilizzare una nuova linea che unisca la periferia al centro della città, ma anche di entrare in contatto, di godere, di conoscere quello che è il proprio passato e quello che è stato restituito dal sottosuolo.

Allestimento della stazione – museo Colosseo – Fori Imperiali della Metro C (foto graziano tavan)

“Siamo quindi partiti insieme al dipartimento di Architettura e Paesaggio della Sapienza università di Roma”, continua Cella, “mettendo al centro i flussi di pubblico all’interno della stazione, individuando delle aree che letteralmente li accompagnassero e consentissero a chiunque, sia a chi corre per andare a prendere un treno, sia chi – una volta arrivato al centro della città – ha tempo per cominciare a esplorare, quindi consentissero di godere delle diverse aree dell’allestimento. Quindi è un allestimento che non è realizzato a parte, non è disgiunto dai percorsi di transito, ma al contrario li affianca, li accompagna, dando anzi maggiore valore all’opera.

“Tutta la stazione di fatto è divenuta oggetto di un’attività di valorizzazione e di comunicazione. Ed è per noi, per il parco archeologico del Colosseo, un luogo essenziale per entrare in contatto con la città e quindi anche in qualche modo per consentire a chiunque di riappropriarsi di uno sguardo nuovo su questi rinvenimenti che parlano della Roma di età repubblicana, una volta varcati i tornelli. Ma prima di salire su via dei Fori Imperiali”, conclude l’archeologa Cella, “illustrano anche la monumentalità di queste grandi piazze realizzate dagli imperatori, e che quindi in qualche modo introducono a tutto quello che troveranno sul suolo e nel sottosuolo”.

“La stazione Colosseo – Fori Imperiali è la prima stazione-museo realizzata all’interno del parco archeologico del Colosseo, ma non è destinata a restare l’unica”, spiega Elisa Cella ad archeologiavocidalpassato.com. “La prossima stazione con queste caratteristiche sarà quella che è già in corso di realizzazione a Piazza Venezia. E va detto che la nostra stazione, quella che è visibile oggi ed è aperta al pubblico, in qualche modo si rifà e richiama la felice esperienza della prima stazione-museo di Roma, che è quella alla fermata di San Giovanni, sempre lungo la linea C, che con il tempo va di fatto acquisendo le caratteristiche quasi di un polo museale diffuso lungo la linea.

“È bellissimo immaginare che a breve, passando da San Giovanni a Porta Metronia, di prossima apertura come area archeologica da parte della soprintendenza di Roma; poi ancora lungo Colosseo-Fori Imperiali e Piazza Venezia, e oltre lungo Chiesa Nuova, con un biglietto chiunque potrà godere di una visita lungo la linea ma attraverso diversi contesti della città. Questa”, conclude Cella, “è anche un’intuizione che è stata accolta e sostenuta dal capo dipartimento Alfonsina Russo, all’epoca della realizzazione della stazione Colosseo-Fori Imperiali direttrice del parco archeologico, che ho potuto affiancare nella direzione scientifica e cura dell’allestimento che oggi possiamo offrire al pubblico”.

Torino. Al museo Egizio il concerto “Sax appeal: classici e colonne sonore” col conservatorio “G. Verdi” di Torino, decimo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”

Domenica 18 ottobre 2026, alle 11, al museo Egizio di Torino, il concerto “Sax appeal: classici e colonne sonore”, decimo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, il conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e la Fondazione Merz. Emma Rotatori, sax soprano, Stefano Denaro, sax contralto, Fabian Gherca, sax tenore, Valeria Bussacchini, sax baritono, del Conservatorio “G. Verdi” di Torino, mettono in luce la duttilità del sassofono, in un’alternanza di stili e sonorità che ci trasporta in una vera e propria macchina del tempo. La duttilità è l’aspetto che più di ogni altro ha caratterizzato il sassofono nei suoi 185 anni di vita. Il programma proposto dal quartetto di Sassofoni del Conservatorio mette in luce tale caratteristica, in un’alternanza di stili e sonorità che senza bisogno di troppa immaginazione ci aiutano a identificare i contorni di una vera e propria macchina del tempo. Musiche di: Rossini, Singelée, Bernstein, Morricone, Matitia. Ingresso gratuito per questo appuntamento al link: https://www.museoegizio.it/…/torna-onde-con-12-matinee…/. Il concerto si terrà in sala conferenze (con ingresso da via Maria Vittoria 3M) e i partecipanti potranno visitare gratuitamente “Materia. Forma del Tempo” alla fine dello spettacolo.

Orte (Vt). Apertura straordinaria al Porto Romano di Seripola con presentazione dei lavori di recupero e restauro condotti dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale; e visite guidate gratuite al sito archeologico

Domenica 18 ottobre 2026, alle 10.30, con ritrovo presso il sito, apertura straordinaria al Porto Romano di Seripola a Orte (Vt). Un’occasione speciale per riscoprire la storia e il fascino di un luogo antico, attraverso la presentazione dei lavori di recupero e restauro del Porto Romano di Seripola condotti dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, nell’ambito del PNRR, progetto Etruria Futura. Apre infatti l’intervento di Carlotta Schwarz, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, con la presentazione dei lavori di recupero e restauro; quindi visite guidate gratuite al sito archeologico. Una mattinata quindi dedicata alla valorizzazione del patrimonio archeologico, per conoscere più da vicino i risultati degli interventi e lasciarsi accompagnare alla scoperta di un sito di grande interesse storico-archeologico. Informazioni e prenotazioni: +39 379 208 5237. È consigliato abbigliamento idoneo.

Caneva-Polcenigo (Pn). Per due week end visite guidate con l’archeologo Roberto Micheli, direttore degli scavi della Sabap-FVG, al sito palafitticolo UNESCO del Palù di Livenza, importante archivio archeologico e paleoambientale per la conoscenza della vita nelle fasi finali del Neolitico. Ecco il programma

Per due weekend il Comune di Caneva e il Comune di Polcenigo (Pn) organizzano, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, visite guidate gratuite agli scavi archeologici del sito del Palù di Livenza, tenute dal funzionario archeologo Roberto Micheli, direttore degli scavi, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Appuntamento per le visite guidate domenica 18 ottobre, sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre 2026, al mattino alle 10 e alle 11.15, il pomeriggio alle 14 e alle 15.15. Punto di ritrovo: Info Point in via Longone a Caneva. Durata di ciascuna visita: circa un’ora. Prenotazione obbligatoria al link: https://shorturl.at/IpOna. Un’importante occasione per conoscere e approfondire il patrimonio storico e archeologico del territorio.

Scavi archeologici al sito palafitticolo UNESCO del Palù di Livenza (Pn) (foto sabap-fvg)

Sono riprese, infatti, il 18 settembre 2026, le ricerche archeologiche presso il sito UNESCO del Palù di Livenza, nell’ambito del Progetto di ricerca e tutela del sito, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e diretto dal funzionario archeologo Roberto Micheli. Per consentire a tutti di vedere come operano gli archeologi in un cantiere di un sito palafitticolo sono state perciò organizzate delle visite guidate agli scavi archeologici in corso al sito del Palù di Livenza, importante zona umida della Pedemontana pordenonese dal 2011, iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO come parte componente della serie transnazionale dei Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, assieme ad altre 110 località distribuite in tutta Europa. Grazie alla ricchezza dei ritrovamenti e, in particolare, all’eccezionale stato di conservazione dei materiali organici (legno, fibre vegetali, ecc.) che si preservano nella torba, Palù di Livenza è un importante archivio archeologico e paleoambientale per la conoscenza della vita nelle fasi finali del Neolitico tra la fine del V e la prima metà del IV millennio a.C.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “La musica meravigliosa. Storia del pianista del ghetto di Varsavia” con Stefano Valanzuolo, testi e voce narrante, e Francesco Nicolosi, pianoforte, decimo appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Domenica 18 ottobre 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto decimo appuntamento della stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. Appuntamento col concerto “La musica meravigliosa. Storia del pianista del ghetto di Varsavia” con Stefano Valanzuolo, testi e voce narrante; Francesco Nicolosi, pianoforte. Il racconto appassionato della storia vera di un uomo sopravvissuto all’orrore grazie al suo grande amore per il pianoforte e per Chopin. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET: https://www.vivaticket.com/…/la-musica…/294517.

Paestum. Al museo Archeologico nazionale nuovo appuntamento con Kéramos, il laboratorio di ceramica dedicato alla conoscenza e alla reinterpretazione del patrimonio archeologico attraverso la creatività: protagonisti gli “Animali reali e simbolici”

Il 18 ottobre 2026, alle 11, il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita un nuovo appuntamento con Kéramos su “Animali reali e simbolici”, il laboratorio di ceramica dedicato alla conoscenza e alla reinterpretazione del patrimonio archeologico attraverso la creatività. Protagonisti dell’incontro saranno gli animali raffigurati sui vasi antichi e sugli altri reperti conservati nel Museo – come la lastra est della tomba 418 da località Spina Gaudo (in foto) esposta nel nuovo allestimento del Museo – testimonianze preziose dell’immaginario delle civiltà che hanno abitato questo territorio. Durante il laboratorio, i partecipanti potranno osservare le raffigurazioni animali e i motivi decorativi dell’antichità, per poi lasciarsi ispirare dalle loro forme e dai loro significati e realizzare, attraverso la modellazione dell’argilla, una propria creazione. Ciascuno potrà dare forma a un animale reale o fantastico, reinterpretando liberamente le testimonianze del passato. Un’esperienza che mette in dialogo archeologia, manualità e creatività, offrendo l’occasione di scoprire il patrimonio attraverso il gesto antico del modellare la terra. Biglietto per la partecipazione al laboratorio: € 2,00 (dai 6 anni in poi), da aggiungere al costo del biglietto di ingresso ai Parchi, ove previsto, e all’abbonamento Paestum&Velia. Il biglietto del laboratorio può essere acquistato presso le biglietterie dei Parchi oppure online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/keramos-laboratori-di-ceramica/304047

Gioia del Colle (Ba). Al parco archeologico di Monte Sannace “OPEN PARK + STORIE DALLA NOSTRA TERRA– La storia prende vita a Monte Sannace!”: ecco il programma

Domenica 18 ottobre 2026, dalle 9 alle 13, il parco archeologico di Monte Sannace a Gioia del Colle (Ba) in collaborazione con la direzione regionale Musei nazionali Puglia organizzano “OPEN PARK + STORIE DALLA NOSTRA TERRA– La storia prende vita a Monte Sannace!”, una mattinata speciale, dedicata alla scoperta del nostro patrimonio archeologico, tra ricerca, sperimentazione e attività pensate per coinvolgere grandi e piccoli. Protagonisti di Storie dalla nostra terra saranno gli studenti dell’università di Bari “Aldo Moro”, impegnati attivamente nelle attività di scavo a Monte Sannace, che accompagneranno i visitatori in un viaggio nel passato attraverso due laboratori didattici creati ad hoc, per scoprire da vicino il lavoro degli archeologi e le tracce di vita lasciate dalle antiche comunità. Alle 9.15 e alle 9.45, visita guidata ai nuovi scavi; 11, presentazione del progetto “Emersione Orizzonte 1”; 11.45, ultime visite e chiusure della mostra “30SCAVI. La ricerca archeologica dell’Università di Bari a Monte Sannace”. Ingresso gratuito.

Archeoantropologia: leggere le storie custodite nelle ossa. Come si viveva nell’antichità? Cosa possono raccontarci i resti scheletrici degli uomini e delle donne del passato? Attraverso un laboratorio dedicato al lavoro dell’archeoantropologo e allo studio dei resti ossei, scopriremo come sia possibile ricostruire il profilo biologico degli individui antichi e indagare il loro stile di vita. Perché anche le ossa, se interrogate con metodo scientifico, possono raccontare storie straordinarie!

Fili, tessuti e abiti dell’antichità. Come venivano realizzati i tessuti? Come si vestivano gli abitanti di Monte Sannace? Un secondo laboratorio ci porterà alla scoperta della tessitura e dell’abbigliamento antico, grazie alla ricostruzione di un telaio antico e alla ricostruzione degli abiti, per avvicinarci ai gesti, alle tecniche e alle consuetudini della vita quotidiana di un tempo.

Un’occasione speciale anche per visitare la mostra “30SCAVI. La ricerca archeologica dell’Università di Bari a Monte Sannace”, che giunge alla sua chiusura: un percorso per conoscere il lavoro della ricerca archeologica, gli scavi e le nuove scoperte che continuano a restituirci la storia di questo straordinario sito.

Firenze. Apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale con visite guidate di Gregorio Aversa e Anna Consonni per il ciclo “Scopriamo le collezioni del MAF”

Sabato 17 ottobre 2026, apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze, dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso 17.15), con un nuovo appuntamento del ciclo “Scopriamo le collezioni del MAF”. Alle 14 e alle 16, visita guidata “Uomini e dei nel Mediterraneo antico” con Gregorio Aversa, curatore della sezione magnogreca. Scoprire le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze significa, tra le altre cose, riuscire ad avere un contatto diretto non solo con grandi capolavori dell’arte antica, ma anche con immagini che rimandano ad uno dei temi di maggiore fascino delle culture mediterranee antiche, il rapporto dinamico tra esseri umani e dimensione del divino. Alle 15 e alle 17, visita guidata “Lasciati sorprendere dall’antico Egitto. Visite guidate tutte da scoprire” con Anna Consonni, curatrice della sezione egizia. Un sorprendente viaggio attraverso la seconda collezione egizia più ampia d’Italia. La curatrice in ogni appuntamento proporrà un percorso a sorpresa, approfondendo alcuni degli aspetti più importanti della vita quotidiana, della religione e dell’arte di questa affascinante civiltà, scoprendo ogni volta reperti più e meno noti della Sezione Egizia. Attività comprese nel costo del biglietto di ingresso. Info: man-fi@cultura.gov.it

Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi la conferenza “Dalla Spagna alla Cina, passando per il Polesine, alla ricerca delle “vie dell’ambra” con Paolo Bellintani (CPSSAE), secondo appuntamento di “Padusa Incontri: Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani”

L’archeologo Paolo Bellintani

Sabato 17 ottobre 2026, alle 16, al museo dei Grandi Fiumi a Rovigo, secondo appuntamento di “Padusa Incontri: Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani” promosso dal Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici (CPSSAE), in collaborazione con il museo Grandi Fiumi: l’archeologo Paolo Bellintani (CPSSAE) guiderà il pubblico lungo “Le vie dell’ambra”, esplorando non solo i dati scientifici ma anche narrazioni, distorsioni propagandistiche e curiosità polesane, nell’incontro “Dalla Spagna alla Cina, passando per il Polesine, alla ricerca delle “vie dell’ambra”. Anche per il 2026 la Fondazione per lo sviluppo del Polesine, in collaborazione con il Museo dei Grandi Fiumi ed il CPSSAE, promuove il festival “Sulle vie dell’ambra” (7-15.11.26). Ma sono realmente esistite le “vie dell’ambra”? Cos’altro transitava attraverso queste “vie”? Forse meno famose della “via della seta”, ma altrettanto utili a livello propagandistico, le “vie dell’ambra” sono state per l’archeologia pre-protostorica europea una delle più popolari allegorie del “commercio” su lunga distanza, inteso come forma “non predatoria” di approvvigionamento di materie prime e prodotti esotici. L’archeologia del III millennio, ormai legata alle scienze “dure” tanto quanto a quelle umanistiche, permette di mappare i “viaggi” dell’ambra con più precisione, ma propone anche nuovi enigmi su attori, modalità e motivi dello scambio dell’”oro del nord”.

Torino. Notte Bianca al museo Egizio in occasione degli Erasmus Days 2026

Notte Bianca al museo Egizio di Torino. In occasione degli Erasmus Days 2026, il 17 ottobre 2026 apertura speciale del museo Egizio, luogo simbolo della città di Torino, nominata Destinazione Erasmus 2026. Dalle 20 alle 24, il museo apre gratuitamente le sue porte per una serata dedicata alla scoperta delle sue collezioni e riservare un caloroso benvenuto a tutte le persone che hanno scelto Torino per vivere la propria esperienza Erasmus. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su: https://egizio.museitorino.it/…/notte-bianca-al-museo…/. Durante la serata sarà inoltre possibile partecipare a visite guidate in italiano e in inglese, a pagamento e con prenotazione.