Pozzuoli (Na). A Palazzo Toledo “Dalle Antiche Rotte al Turismo Culturale”, incontro di studi, mostra e visite guidate in ricordo di Robert Ross Holloway: per due giorni Pozzuoli diventa un osservatorio privilegiato sul dialogo tra archeologia e contemporaneità. Ecco il programma
Il Mediterraneo non è solo un mare: è una trama viva di rotte, incontri e tensioni che ha modellato culture, economie e paesaggi. In questa ambivalenza tra connessione e conflitto prende forma “Dalle Antiche Rotte al Turismo Culturale”, incontro di studi, mostra e visite guidate in ricordo di Robert Ross Holloway. L’iniziativa che il 22 e 23 aprile 2026 trasforma Pozzuoli in un osservatorio privilegiato sul dialogo tra archeologia e contemporaneità. Promossa dall’itinerario culturale “Le Rotte del Mediterrano nell’età Bronzo” è realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana (assessorato regionale dei Beni culturali e I.S.), Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Quarto, Città Metropolitana di Napoli, università Suor Orsola Benincasa, e con il sostegno del parco archeologico di Himera Solunto e Iato, accademia dei Campi Flegrei, gruppo archeologico Kyme e Villaggio Letterario.

Annullo filatelico dell’itinerario culturale “Le Rotte del Mediterraneo nell’età Bronzo” (foto le rotte del bronzo)
L’appuntamento si apre giovedì 22 aprile 2026, alle 10, a Palazzo Toledo con un incontro di studi introdotto da Maria Luisa Tardugno, Anne Studholme Holloway, Margherita di Niola e con i saluti istituzionali dei rappresentanti di Pozzuoli, Bacoli e Quarto. Moderano Gianni Ambrosino, Marco Martone e Gea Palumbo. La giornata propone interventi di alto profilo scientifico, tra gli altri Domenico Targia, Massimiliano Marazzi, Federica Bertino, Carla Pepe, Maria Clara Martinelli, Pierfrancesco Talamo e Teodoro Scarano, che ricostruiranno le reti di scambio del Mediterraneo antico e il loro valore come anticipazione di dinamiche globali. Il pomeriggio vede contributi di Anna Russolillo, Maurizio Cattani, Franco Foresta Martin, Sandro de Vita, Anna Abbate e Massimo Cultraro, con riflessioni su vulnerabilità ambientali, trasformazioni climatiche e nuove sfide metodologiche per l’archeologia. La manifestazione, ideata da Anna Russolillo e curata insieme ad Anna Abbate e Annapia Ferrara è dedicata a Robert Ross Holloway per il suo fondamentale contributo allo studio del Mediterraneo antico. Il progetto, nato in Sicilia e trasferitosi in Campania, non si limita alla ricostruzione storica ma apre una riflessione critica e progettuale sul Mediterraneo contemporaneo e sulle opportunità di valorizzazione culturale e turistica. Alle 17 il vernissage di “Visions of Bronze” una mostra di arte contemporanea e fotografie inedite dagli archivi e dai depositi museali: opere di Pina Testa, Katalin Visky, Ciro D’Alessio e Vittorio Sciosia offriranno un percorso visivo che dialoga con i temi dell’iniziativa.

Panoramica del Castello di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)
Venerdì 23 aprile 2026 l’attenzione si concentra sulle prospettive operative con una tavola rotonda sui percorsi turistici culturali e sulla certificazione del Consiglio d’Europa, introdotta dalle istituzioni con interventi di Annapia Ferrara, Francesca Gentile, Saverio Giulio Malatesta, Anna Ruggiero, Francesca Diana e Vittorio Palumbo, proporrà scenari concreti per la promozione del patrimonio mediterraneo. La due giorni si chiude con una visita guidata al museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”: opera di Katalin Visky (foto le rotte del bronzo)
PROGRAMMA 22 APRILE 2026 – Pozzuoli. Alle 10, incontro di studi, modera Gianni Ambrosino, giornalista. Saluti: Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli; Lucio d’Alessandro, rettore dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Maria Luisa Tardugno, soprintendenza ABAP Area Metropolitana di Napoli; Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; Vincenzo Cirillo, consigliere Città Metropolitana di Napoli; Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli; Antonio Sabino, sindaco di Quarto; Nicola Scotto di Carlo, direttore museo “Tusa” di Procida; Mariasole La Rana, assessore alla cultura di Pozzuoli; Michele Assante del Leccese, delegato alla cultura di Procida; Mauro Cucco, assessore alla Cultura di Bacoli; Raffaella De Vivo, assessore alla Cultura di Quarto. Conclude Anne Holloway, avvocato figlia dell’archeologo R.R. Holloway; 11.10, pausa caffè. SESSIONE I: 11.30, Domenico Targia, direttore parco archeologico di Himera Solunto e Iato – Regione Siciliana, “Il ruolo degli itinerari culturali Europei nell’attualità svolta per lo sviluppo economico dei territori”; 11.50, Massimiliano Marazzi, università Suor Orsola Benincasa di Napoli (online), “Le rotte del Mediterraneo. Introduzione”; 12.10, Federica Bertino, università Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Il nuovo catalogo delle ceramiche egee da Vivara”; 12.20, Carla Pepe, università Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Procida – Vivara nell’età del Bronzo”. SESSIONE II: modera Marco Martone, giornalista; 12.40, Maria Clara Martinelli, parco archeologico delle Isole Eolie, “Segni, contrassegni e simboli sulla ceramica di capo graziano (Isole Eolie)”; 13, Pierfrancesco Talamo, archeologo, “L’età del Bronzo in Campania tra aree interne e costiere”; 13.20, Teodoro Scarano, università del Salento, “Roca Vecchia e la Puglia meridionale nell’età del Bronzo”; 13.40, pranzo a buffet. SESSIONE III: modera Gea Palumbo, università Roma Tre; 15, Anna Russolillo, parco archeologico di Himera Solunto e Iato, “Il villaggio fortificato dei Faraglioni (Ustica), recenti ricerche”; 15.20, Maurizio Cattani, università di Bologna, “L’abitato dell’età del Bronzo di Mursia (Pantelleria) nelle reti di connessione del Mediterraneo”; 15.40, Franco Foresta Martin, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sez. Palermo, “Il clima e il collasso dell’età del Bronzo. Un caso studio: l’abbandono del villaggio di Ustica”; 16, Sandro de Vita, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sez. Napoli, “Il caso della statuina di divinità femminile rinvenuta da R.R. Holloway nel villaggio preistorico di Ustica: possono i moderni strumenti analitici aiutare ad accertare l’autenticità del reperto?”; 16.20, Anna Abbate, gruppo archeologico Kyme, “L’insediamento fortificato sulla collina del Castiglione (Casamicciola)”; 16.40, Massimo Cultraro, CNR – università di Palermo (online), “I primi contatti elladico-micenei nel Mediterraneo centrale: Sicilia e isole flegree a confronto”. MOSTRA: alle 17, inaugurazione mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”. Opere di Pina Testa, Katalin Visky, Ciro D’Alessio. Fotografie di Vittorio Sciosia, Archivi Missioni Archeologiche e Museali. Esposizione dal 22 aprile al 30 aprile 2026.

Mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”: opera di Pina Testa, “Mondo di Bronzo” (foto le rotte del bronzo)
PROGRAMMA 23 APRILE 2026 – Pozzuoli. Alle 10, tavola rotonda “Percorsi turistici culturali e Certificazione europea”. Saluti: Mariasole La Rana, assessore alla Cultura di Pozzuoli; Michele Assante del Leccese, delegato alla Cultura di Procida; Domenico Targia, direttore parco archeologico di Himera Solunto e Iato – Regione Siciliana. Introducono Annapia Ferrara, università di Pisa; Francesca Gentile, direttore tecnico Agenzia di Viaggi; Saverio Giulio Malatesta, cultural project manager responsabile Archeo&Arte3D DigiLab università La Sapienza; Anna Ruggiero, consulente Crowdinvesting; Vittorio Palumbo, presidente Aliseo. Intervengono i membri del Cts delle Rotte del Bronzo; 12, museo Archeologico dei Campi Flegrei. Visita guidata.
Cortona (Ar). Al centro convegni Sant’Agostino “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe: occasione per riscoprire il mito di Dardano con Virgilio e riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana
Lo sapevate che il viaggio di Enea è anche un ritorno a Cortona? Giovedì 23 aprile 2026, alle 10, al centro convegni Sant’Agostino in via Guelfa 40 a Cortona, “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe, organizzata dal Comune di Cortona e dall’associazione la Rotta di Enea: occasione per approfondire i valori contenuti nell’opera di Virgilio, poeta europeo per eccellenza, per valorizzare il patrimonio culturale condiviso, per riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana.
La giornata dedicata ad Enea non solo ospita interventi di archeologi, storici, esperti, ma anche momenti di spettacolo, fotografie e documentari, grazie ai contributi del curatore artistico Andrea Cocchi, con la partecipazione degli studenti di Cortona impegnati nella riscoperta del mito di Dardano. “Con Enea a Cortona”, dichiara il presidente della Rotta di Enea Giovnni Cafiero, “si celebra un aspetto importante del patrimonio culturale europeo, che affonda le sue radici nel Mediterraneo Antico. Enea ritorna là dove era partito Dardano in un percorso circolare che restituisce con il mito il concreto avanzare della civiltà europea attraverso l’incontro, lo scambio, la mescolanza; ed è importantissimo che tutto questo avvenga con il coinvolgimento delle istituzioni, delle comunità e dei giovani europei”. La Rotta di Enea è itinerario culturale europeo dal 2021. Il “gemellaggio” Cortona- Enea è legato a Dardano. Virgilio narra infatti che Dardano, figlio di Zeus e della Pleiade Elettra. era nato nella etrusca città di Corythum, individuata come Cortona, e da qui emigrò in Samotracia e poi nella Troade, dove i suoi discendenti fondarono Troia. Secondo Virgilio Enea dovrà cercare l’Antica Madre, percorrendo a ritroso la rotta dell’antenato Dardano. La struttura dell’Eneide si fonda su una certezza: Enea ripercorre a ritroso, da Troia all’Italia, il viaggio compiuto dall’avo Dardano. Il viaggio di Enea è un ritorno, un nòstos simbolico dell’eroe nella terra degli antenati, guidato dai sacri Penati.
La giornata dedicata a Enea a Cortona si apre alle 10 con i saluti del sindaco Luciano Meoni e altri interventi istituzionali. Intervengono tra gli altri Giovanni Cafiero presidente dell’Associazione Rotta di Enea, gli archeologi Filippo Coarelli su Il Mito di Enea a Roma e Sandra Gatti su Etruschi e Troiani. La manifestazione è arricchita dal reading teatrale a cura del Liceo artistico Luca Signorelli, da un documentario su Dardano e un video su Enea ritratto da Pietro da Cortona negli affreschi di Palazzo Pamphili a Roma. Le conclusioni sono affidate a Paolo Giulierini, dirigente area amministrativa e cultura del Comune di Cortona, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “L‘adesione alla rotta di Enea da parte del Comune di Cortona”, secondo Paolo Giulierini, “è un naturale ritorno all’idea della città come crocevia delle rotte di personaggi mitici come lo stesso Enea, Ulisse, il re pelasgo Nanas”. Nel pomeriggio la visita alla mostra fotografica di Mattia Crocetti “Diario di Enea” e un casting su “Volti Eterni” per cercare volti antichi tra i contemporanei.
Riva del Garda (Tn). Al museo dell’Alto Garda l’incontro “Antropocene tra arte e scienza” con Massimo Bernardi, direttore del Muse, e Gabriele Salvaterra, curatore del Mart, che dialogano con Roberto Ghezzi, artista di fama internazionale, e le sue Naturografie
Chi è il vero autore di un’opera d’arte: l’uomo che posiziona la tela o la terra che la dipinge? Mercoledì 22 aprile 2026, alle 20, al museo dell’Alto Garda di Riva dal Garda (Tn), l’incontro “Antropocene tra arte e scienza” tenterà di rispondere alla domanda se arte e scienza possono collaborare per creare una cittadinanza consapevole sulla crisi climatica in atto e su altri fenomeni attuali di importanza globale. Ne parlano Massimo Bernardi, direttore del Muse; Gabriele Salvaterra, curatore del Mart; e Roberto Ghezzi, artista di fama internazionale che fa dialogare uomo e natura nella creazione di particolari opere d’arte, lasciando che siano vento, acqua e terra a dipingere la propria storia. Roberto Ghezzi sarà l’autore del progetto del MAG “Naturografie sulla Sarca” coordinato dal Museo che prenderà avvio quest’estate, in collaborazione con Muse, Mart e altri importanti partner. Si esploreranno le sue Naturografie: tele che non nascono da pennelli e pigmenti, ma dal vento della Patagonia, dalle maree tunisine e dai ghiacci della Groenlandia. Un lavoro di “sottrazione” dell’artista per lasciare spazio alla voce pura dell’ecosistema. Queste opere vanno oltre l’estetica e presentano una nuova forma di cittadinanza consapevole per imparare a leggere i segnali che l’ambiente ci invia attraverso la materia. L’ingresso è libero e gratuito. La conferenza si concluderà con un rinfresco offerto dal Museo.
Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas il terzo e ultimo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. I colori del passato”
Terzo e ultimo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. l colori del passato”, a cura dell’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Appuntamento mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento, con il film “Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland / Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Ingresso gratuito. Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.
Bari. Alla Libreria Laterza presentazione del nuovo libro di Giuliano Volpe “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone”. Intervengono Francesca Romana Paolillo e Alessandro Laterza
A pochi giorni dall’uscita in libreria, appuntamento mercoledì 22 aprile 2026, alle 18.30, alla Libreria Laterza in via Dante a Bari, presentazione del nuovo libro di Giuliano Volpe “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” (Laterza), in collaborazione con il Centro studi normanno svevi. Dialogheranno con il prof. Volpe Francesca Romana Paolillo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari, e Alessandro Laterza, amministratore delegato di Editori Laterza. Il libro: nell’ultimo mezzo secolo l’archeologia ha molto modificato e arricchito il proprio bagaglio metodologico e ampliato i propri campi d’azione a livello temporale, spaziale e tematico. Questo libro offre un punto di vista aggiornato sull’evoluzione della disciplina, valorizzandone le molteplici opportunità.
Roma. A Palazzo Patrizi Clementi presentazione di due libri su “casi freddi” (la scure letterata) e “casi risolti” (la Bicherna): due casi di recupero di beni culturali mobili, uno archeologico, l’altro storico artistico
“Casi freddi. La scure letterata e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti e “La Biccherna. Peripezie di una tavola dipinta” di Gino Famiglietti e Micaela Procaccia, sono i due libri che verranno presentati mercoledì 22 aprile 2026, alle 16, a Palazzo Patrizi Clementi, in via Cavalletti 2 a Roma, sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. Si parlerà di CASI FREDDI (cold cases) e CASI RISOLTI. Un confronto tra esperti di beni culturali su due casi diversi ma con un tratto in comune, il grande lavoro tecnico e giudiziario fatto per contrastare la dispersione del nostro patrimonio. La “scure letterata” è un pezzo straordinario, scoperto nel 1846 a San Sosti, vicino Cosenza, probabilmente proveniente da un santuario. Riporta un’iscrizione di dedica alla dea Hera, da parte di Kyniscos, vittimario, come decima del compenso per il suo lavoro. Il reperto è finito nella Collezione di Alessandro Castellani e dopo varie “peregrinazioni” tra Napoli, Roma e Parigi, è oggi al British Museum. La Biccherna è una copertina dipinta di un registro contabile dell’Antica Repubblica di Siena. Risalente al Quattrocento, è stata acquistata in Italia da un suddito dell’impero Germanico, ma poi riconosciuta nel 2016 in occasione di un’asta, è oggi una preziosa opera d’arte recuperata al patrimonio italiano. Dopo la presentazione della soprintendente, Margherita Eichberg, i due casi di recupero di beni culturali mobili, uno archeologico, l’altro storico artistico, saranno al centro di un dialogo tra le funzionarie Anna Corsi e Giulia Pollini, con il prof. Andrea Piacentini Vernata e gli autori, Gino Famiglietti e Micaela Procaccia, esperti di vicende giuridiche e tecnico-amministrative che hanno riguardato la dispersione e la riacquisizione del nostro patrimonio culturale. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Copertina del libro “Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum” di Gino Famiglietti
Casi freddi. La “scure letterata” e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum (Scienze e Lettere). Intorno alla metà dell’800 una “scure di bronzo, con greca iscrizione” viene rinvenuta in Calabria. L’importanza del reperto è notevole: addirittura, la sua restituzione grafica, pubblicata, insieme ad una dettagliata scheda di catalogo, su una nota rivista scientifica, è realizzata dal Primo disegnatore dei Reali Scavi di Pompei. In ragione del suo “merito”, la scure è quindi uno di quegli oggetti di cui, secondo le leggi dell’epoca, è proibita l’esportazione “fuori del Regno”. E tuttavia, nel 1884, la scure viene venduta in asta a Parigi e viene acquistata da un emissario del British Museum. Ma come è arrivata la scure a Parigi? Fra i documenti ufficiali che la riguardano non c’è traccia di un eventuale permesso che ne abbia potuto consentire la legittima uscita dal territorio italiano. Eppure, l’indifferenza degli apparati amministrativi rispetto alla strana vicenda perdura nel tempo, nonostante le ripetute richieste di chiarimenti che, in merito all’accaduto, vengono rivolte, da parlamentari di ogni estrazione politica, appartenenti tanto alle forze di maggioranza quanto a quelle di opposizione, ai governi di volta in volta in carica. Un frastornante silenzio, che dura da troppo tempo. Ci sarà un modo per trarre la vicenda dall’oblio in cui è stata confinata?

Copertina del libro “La “Biccherna”. Peripezie di una tavola dipinta” di Gino Famiglietti e Micaela Procaccia
La “Biccherna”. Peripezie di una tavola dipinta (Scienze e Lettere). Negli anni che precedono e seguono l’esordio del Regno d’Italia, un suddito dell’Impero germanico, appassionato d’arte, compie ripetuti viaggi in Italia. Non si tratta solo dell’abituale Grand tour, assai in voga in quegli anni, ma di un preciso interesse collezionistico. Nel corso dei suoi viaggi, in una data sconosciuta, il suddito germanico compra una tavoletta dipinta quattrocentesca che altro non è che la copertina di un registro contabile dell’antica Repubblica di Siena, come le tante conservate all’archivio di Stato di quella città. Per decenni la tavoletta resta nella collezione della famiglia, fino a quando gli eredi non la mettono all’asta. È il 2016 e, per la prima volta, gli organi di tutela si rendono conto che – forse – l’uscita della tavoletta dal territorio italiano non è avvenuta, a suo tempo, con modalità proprio ineccepibili, per così dire. Le ricerche, condotte pure sui documenti d’archivio, sveleranno, infatti, anche “distrazioni” amministrative e pressioni indebite per favorire l’attività del collezionista a scapito del patrimonio culturale italiano. Inizia così una lunga battaglia legale che, fra alterne vicende, imprevisti, momenti alti e bassi, condurrà al rientro in Italia del prezioso oggetto.
Verona. Al museo di Storia naturale, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, convegno dedicato a far conoscere e approfondire le ricerche scientifiche in corso nel territorio sui temi della sostenibilità ambientale
Mercoledì 22 aprile 2026, dalle 10 alle 18, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il museo di Storia naturale di Verona ospita un convegno dedicato a far conoscere ed approfondire le ricerche scientifiche in corso nel territorio. La partecipazione è libera e aperta al pubblico (ingresso fino a esaurimento dei posti disponibili). L’iniziativa – realizzata grazie alla collaborazione tra i Musei civici di Verona – museo di Storia naturale e il dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona, viene ospitata nella sala conferenze “Sandro Ruffo”, a Palazzo Pompei, e nasce con l’intenzione di sensibilizzare scuole, cittadini e istituzioni sui temi della sostenibilità ambientale, promuovendo una maggiore consapevolezza sull’importanza di un utilizzo responsabile delle risorse naturali e sulla tutela della biodiversità. Nel corso del convegno, ricercatori ed esperti del museo di Storia naturale di Verona e del dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona, presentano studi, progetti e ricerche in corso legate agli ecosistemi locali, offrendo uno sguardo concreto sulle sfide ambientali attuali e sulle possibili soluzioni per il futuro. La sessione pomeridiana è dedicata in modo particolare ai monitoraggi nella città di Verona.
Programma del convegno. Alle 10, Sessione mattutina: Giovanni Dal Corso e Elisa Fasani, “Vivere dove altri non possono: piante iper-accumulatrici e strategie di sopravvivenza nei suoli contaminati”; Claudio Zaccone, “Radici nel Futuro: il ruolo del suolo nel sequestro del carbonio e nella mitigazione del cambiamento climatico”; Elodie Vandelle e Matteo Dainese, “Biodiversità del suolo: la salute delle piante si costruisce alla radice”; Matteo Ballottari, “Vita al limite della luce: i cianobatteri nelle grotte della Lessinia”; Silvia Lampis, “PFAS, ecosistemi e microorganismi: le potenzialità della biodiversità nascosta”. Alle 16, Sessione pomeridiana: Leonardo Latella, “Monitorare la biodiversità in ambiente urbano: la fauna”; Sebastiano Andreatta, “Come le piante si adattano all’ambiente urbano: scomparse e nuovi arrivi a Verona”; Massimo Saracino e Nicoletta Martinelli, “Antichi “equilibri”: uomo e ambiente 4000 anni fa”.
Verona. Al museo di Storia naturale la conferenza “Mobilità e differenziazione sociale tra le popolazioni celtiche dell’età del Ferro sui due versanti delle Alpi” con Zita Laffranchi (università di Cordoba) e Marco Milella (università di Pisa), quindicesimo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026
Martedì 21 aprile 2026, alle 17, nella sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, 15mo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026 dal titolo “Mobilità e differenziazione sociale tra le popolazioni celtiche dell’età del Ferro sui due versanti delle Alpi”: relatori Zita Laffranchi dell’università di Cordoba, e Marco Milella dell’università di Pisa. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. La tarda età del Ferro (IV-I sec. a.C.) rappresenta un periodo cruciale caratterizzato da intensi scambi di persone, oggetti e idee tra le Alpi e le pianure. Questo intervento propone un viaggio che collega il territorio svizzero alla provincia di Verona, evidenziando come un approccio integrato, che combina analisi chimiche, antropologiche e archeologiche, possa arricchire la nostra comprensione di questi flussi migratori, rivelando sorprese inaspettate. Particolare attenzione viene riservata ad alcuni contesti veronesi, che offrono uno spaccato privilegiato delle interazioni tra origini diverse e tradizioni locali. Le evidenze archeologiche e isotopiche hanno permesso infatti di esplorare come individui con storie distinte potessero inserirsi nei rituali comunitari, mentre alcuni oggetti e segnali chimici rinviano a memorie di luoghi e percorsi di vita differenti. L’intervento invita a considerare la mobilità non solo come semplice spostamento, ma come una dinamica sociale complessa e creativa. Questa prospettiva è fondamentale per comprendere come le comunità della tarda età del Ferro costruissero identità condivise e gestissero la diversità in un contesto di trasformazione continua.
Natale di Roma. Il museo nazionale Romano lo celebra con appuntamenti alle Terme di Diocleziano e a Palazzo Altemps. Ecco il programma
In occasione del Natale di Roma – la leggendaria data del 21 aprile del 753 a.C. legata alla memoria della fondazione della città da parte di Romolo – il museo nazionale Romano apre le sue porte al pubblico con una serie di appuntamenti speciali, alle Terme di Diocleziano e a Palazzo Altemps, per celebrare insieme questa importante ricorrenza.

Le Terme di Diocleziano, martedì 21 aprile 2026, ospiteranno due importanti momenti di rievocazione storica curati dal Gruppo Storico Romano. Al centro della giornata ci saranno due appuntamenti simbolici e altamente evocativi, la rievocazione del Tracciato del Solco Primigenio e dei Palilia, che offriranno al pubblico un’esperienza immersiva tra storia, mito e tradizione, con figuranti in abiti d’epoca e ricostruzioni fedeli dei rituali antichi. Il Tracciato del Solco Primigenio: è il rito che sancisce la nascita dell’Urbe attraverso il gesto fondativo attribuito a Romolo, che segnò con un aratro il confine sacro della città, il cosiddetto pomerium. Sono previste due repliche della rievocazione del Tracciato del solco, alle 11.30 e alle 14.30. I Palilia (o Parilia): una delle più antiche festività della religione romana. Si svolgevano proprio il 21 aprile in onore della divinità Pale, protettrice dei greggi e dei pastori, diventando nel tempo parte integrante delle celebrazioni del Natale di Roma. Appuntamento alle 15.30. Partecipazione gratuita con prenotazione al link: https://natalediroma.eventbrite.it.
Nello spazio del teatro di Palazzo Altemps, alle 17.30, il concerto “2779 Ab Urbe Condita. Palilia”, con l’esibizione degli studenti e delle studentesse del Coro del Liceo Cavour, nell’ambito delle attività previste e progettate nell’Accordo di Partenariato esistente tra Il Museo e il Liceo che, attraverso la musica corale, crea rapporti di inclusione e crescita tra gli studenti. Il coro, composto di 35 studentesse e studenti del Liceo, è uno dei 15 cori che partecipa al Progetto “Un coro in ogni scuola” che, attraverso la musica corale, crea rapporti di inclusione e crescita tra gli studenti ed è realizzato dall’associazione Culturale Decanto. Il repertorio del Coro del Liceo Cavour, attivo da 5 anni, varia dal colto del ‘500, al popolare italiano e straniero, fino al pop arrangiato per sole voci a cappella. Il programma: 1. Benia Calastoria, Bepi de Marzi, 4 voci; 2. Viva la Vida, Coldplay, arr. Biciocchi-Versino, 5 voci; 3. Helplessly Hoping, Crosby, Still &Nash, arr. Dodo Versino, 4 voci; 4. Some Nights, Fun, Elaborazione: Caroni-D’Angelo-Filippini-Versino, 5 voci; 5. Ex’s and oh’s, E. King, arr. Dodo Versino, 5 voci; 6. Chi la gagliarda, donne, vo’ imparare?, Baldassarre Donato, Il Primo Libro di Canzon Villanesche alla Napolitana, № 13 (Venezia 1550), 4 voci; 7. Carol of the bells, M. Leontovich, 4 voci; 8. Drunken master, Medley piratesco, arm. Grifoncoro, 6 voci; 9. Rumour Has It, Adele, arr. Dodo Versino, 5 voci. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria al https://concerto21aprile.eventbrite.it.
Napoli. A Palazzo Corigliano (università di Napoli L’Orientale), in presenza e su Zoom, il seminario “Siracusa: l’alba di una città greca Prime evidenze e spazi del sacro” tenuto da Giulio Amara della Scuola Normale Superiore
Martedì 21 aprile 2026, alle 10.30, al Salone delle Conferenze (II Piano) di Palazzo Corigliano, università di Napoli L’Orientale in piazza San Domenico Maggiore 12 di Napoli, il seminario “Siracusa: l’alba di una città greca Prime evidenze e spazi del sacro” tenuto da Giulio Amara della Scuola Normale Superiore: approfondimento sulle origini della città di Siracusa, con particolare attenzione alle prime testimonianze archeologiche e agli spazi sacri che hanno caratterizzato la sua nascita e sviluppo. Sarà possibile seguire il seminario anche in remoto, tramite piattaforma Zoom, chiedendo il link al responsabile della segreteria dell’evento: nitti_francesco993@libero.it.











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