Adria (Ro). Bilancio più che positivo della seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po. Quasi mille presenze: pubblico e partecipazione premiano il festival tra cinema, teatro, musica, danza e archeologia

Gli organizzatori di Adrikà 2026: da sinistra, Emanuela Finesso, Lorenzo daniele, Alberta Facchi, Sandra Bedetti, Alessandra Cilio (foto graziano tavan)

A due settimane dalla chiusura ad Adria (Ro) della seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po, promossa da Emanuela Finesso, presidente del circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria con Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, e l’archeologa Sandra Bedetti,  e la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele del festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), è tempo di bilanci. E sono bilanci più che positivi: Adrikà chiude sfiorando le mille presenze: pubblico e partecipazione premiano il festival tra cinema, teatro, musica, danza e archeologia. I numeri restituiscono la dimensione della partecipazione: 542 presenze nei tre giorni di appuntamenti ad Adria, alle quali si aggiungono le 250 persone che hanno seguito lo spettacolo di Banda Osiris e Telmo Pievani, le 40 presenze a Frattesina e le 160 registrate nei primi due giorni della rassegna, per un totale di 992 presenze complessive.

Cinema Politeama ad Adria gremito per lo spettacolo della Banda Osiris con Telmo Pievani (foto graziano tavan)

Le immagini del video realizzato da Qual Buon Veneto rendono bene l’atmosfera di partecipazione di un pubblico variegato e sempre attento. Un risultato che conferma soprattutto la capacità di Adrikà di proporre contenuti diversi mantenendo un’identità riconoscibile. Cinema, teatro, musica e danza si sono incrociati con le conferenze e con gli incontri dedicati all’antico, costruendo un programma nel quale divulgazione e spettacolo hanno dialogato continuamente. Particolarmente significativa è stata la risposta agli appuntamenti teatrali e performativi, così come la partecipazione agli incontri e alle conferenze. Il Cinema Teatro Politeama ha fatto registrare una presenza vicina al tutto esaurito, con ben 250 persone per Banda Osiris e Telmo Pievani, offrendo una delle immagini più significative di questa edizione.

Adrikà 2026: Emanuela Finesso, presidente del circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria, e Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria (foto graziano tavan)

“È stata un’edizione densa e variopinta, piena di contenuti importanti che siamo riusciti a raccontare anche con leggerezza, facendo incontrare arti e linguaggi diversi”, commenta Emanuela Finesso, presidente del Circolo Mazzacurati. “Ci ha fatto particolarmente piacere vedere quanto siano stati apprezzati anche gli incontri e le conferenze, accanto agli spettacoli. Ma forse il segnale più bello è arrivato direttamente dalle persone: in questi giorni più di qualcuno mi ha fermata per congratularsi e per propormi già un’idea per la prossima edizione. Significa che il pubblico non considera Adrikà soltanto qualcosa a cui assistere, ma comincia a sentirsi parte della manifestazione”. Ed è proprio da questa partecipazione che partirà il lavoro per il futuro. Il gruppo organizzatore si riunirà per analizzare punti di forza e aspetti da migliorare dell’edizione appena conclusa e cominciare a costruire il programma del prossimo anno.

Cefalù (Pa). A Palazzo Osterio Magno la mostra “Cefalù archeologica: le città sotto la città. Amedeo Tullio. Gli studi e la ricerca archeologica” promossa dall’Archeoclub d’Italia con la sede locale di Cefalù

Una mostra per promuovere la conoscenza della “Cefalù Archeologica”, in memoria del prof. Amedeo Tullio. Dal 30 settembre al 31 ottobre 2026, a Palazzo Osterio Magno, in corso Ruggero, con ingresso da via Amendola n. 9, a Cefalù (Pa), si può visitare la mostra “Cefalù archeologica: le città sotto la città. Amedeo Tullio. Gli studi e la ricerca archeologica” promossa dall’Archeoclub d’Italia con la sede locale di Cefalù, e realizzata in collaborazione con la soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo. La mostra promuove la conoscenza dell’antica città di Kephaloidion e nel contempo ricorda il lavoro di studio e di ricerca sul campo svolto negli ultimi cinquant’anni dalla soprintendenza di Palermo con la continuativa collaborazione del prof. Amedeo Tullio dell’università di Palermo. A tale lavoro svolto e ai reperti recuperati, ampiamente descritti nelle tante pubblicazioni curate dal prof. Amedeo Tullio, si desidera dare una occasione espositiva, seppure parziale, nella prospettiva della costituzione di un museo archeologico della città di Cefalù. Si concretizza così un progetto di alto valore culturale, frutto di un costante impegno di Archeoclub d’Italia sede di Cefalù insieme ad Archeoclub d’Italia nazionale e alla soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Palermo in memoria dell’archeologo Amedeo Tullio.

Roma. A Palazzo Altemps la conferenza “Révérer et aymer les antiquitéz: gli Horti Belleiani alle Terme di Diocleziano” con Flaminia Bardati (Sapienza università di Roma), secondo appuntamento de “Il Museo che nasce”, il ciclo di conferenze del museo nazionale Romano a cura di Francesca Mattei e Federica Rinaldi

Mercoledì 30 settembre 2026, alle 17, a Palazzo Altemps, nel quadro del programma “Il Mercoledì al Museo”, secondo appuntamento de “Il Museo che nasce”, il nuovo ciclo di cinque incontri curato da Francesca Mattei e Federica Rinaldi, che propone una riflessione storica, critica e metodologica sulla relazione tra spazio e collezioni nella prima età moderna (XV-XVIII secolo). Superando l’idea del collezionismo come semplice espressione di erudizione, il ciclo si concentra sulle strategie di creazione, allestimento e rappresentazione degli spazi espositivi per offrire strumenti metodologici utili a ricostruire la genesi e l’evoluzione delle raccolte dell’epoca. Il tema dell’incontro sarà “Révérer et aymer les antiquitéz: gli Horti Belleiani alle Terme di Diocleziano”. Introducono Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e Francesca Mattei, università Roma Tre. Interviene Flaminia Bardati (Sapienza università di Roma). Ingresso libero nel limite dei posti disponibili. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-che…

Tarquinia (Vt). Alla necropoli dei Monterozzi apertura straordinaria della Tomba dell’Orco con visite guidate a cura del personale del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia

Mercoledì 30 settembre 2026, alla necropoli dei Monterozzi di Tarquinia (Vt), nel parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, aperta dalle 9 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.30), sarà possibile visitare la Tomba dell’Orco, solitamente chiusa al pubblico. Le visite guidate, a cura del personale del PACT, si svolgeranno alle 10, 11 e 12. Le visite guidate sono su prenotazione (Info e prenotazioni: pa-certa.info@cultura.gov.it) e fino ad esaurimento posti, con biglietto di ingresso ordinario. La Tomba dell’Orco è raggiungibili con mezzi propri.

Ercolano (Na). Al parco archeologico il sabato, da ottobre a dicembre, tornano le visite guidate alle Terme Suburbane alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Ecco calendario e modalità. Biglietti in vendita dal 29 settembre

Le Terme Suburbane di Ercolano, il complesso termale meglio conservato del mondo romano (foto paerco)

Da ottobre a dicembre 2026, al parco archeologico di Ercolano (Na) tornano le visite guidate alle Terme Suburbane, con turni settimanali del sabato alla scoperta del cantiere di restauro del complesso termale meglio conservato del mondo romano. Biglietti in vendita da martedì 29 settembre 2026. Conclusa con successo l’edizione 2026 de Gli Ozi di Ercole, la rassegna che tra il 10 e il 12 settembre 2026 ha animato l’Antica Spiaggia del parco archeologico di Ercolano con reading scenici e incontri musicali, con la direzione artistica di Gennaro Carillo e la partecipazione, tra gli altri, di Lucia Mascino, Laura Pepe, Isabella Ragonese, Carmen Gallo, Silvia Romani, Federica Fracassi, Ambrogio Sparagna, Raffaello Simeoni e Carlo Boccadoro, oltre al concerto di Francesco Di Bella, il parco si prepara ora ad accogliere il pubblico con un nuovo ciclo di visite guidate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane. “Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane”, dichiara Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano, “rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo”.

Le Terme Suburbane di Ercolano ricche di marmi e affreschi (foto paerco)

Riprendono dunque al parco archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento, ma di un nuovo ciclo di visite guidate che, in attesa del completamento dei lavori, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno ogni sabato, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi, composti da un massimo di 15 partecipanti, saranno accompagnati dal personale del Parco, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. Trattandosi di un cantiere attivo, per l’intera durata del percorso, di circa un’ora, i visitatori indosseranno un casco protettivo.

Preziosi stucchi alle Terme Suburbane di Ercolano (foto paerco)

Calendario e turni di visita. Ottobre: sabato 10, 24 e 31 ottobre 2026; novembre: sabato 7, 14, 21 e 28 novembre 2026; dicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026. Mattina: 9.30 (visita in italiano), 10.30 (visita in inglese), 11.30 (visita in italiano). Pomeriggio: 14.30 (visita in italiano), 15.30 (visita in inglese), 16.30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale). I gruppi, di massimo 15 partecipanti, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora. I biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre 2026, online e in biglietteria. Biglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21 euro. Cittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7 euro. Gratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge. Prenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del parco archeologico di Ercolano.

Stucco di guerriero nel Tepidarium delle Terme Suburbane di Ercolano (foto paerco)

Le Terme Suburbane. Individuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua. Incastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium), con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.

La natatio del Grande Calidarium delle Terme Suburbane di Ercolano (foto paerco)

Rimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.

Agrigento. Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi apre al pubblico il cantiere di restauro dedicato ai pavimenti in mosaico del Bouleuterion

Apre al pubblico il il cantiere di restauro dedicato ai pavimenti in mosaico del Bouleuterion nel parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento (foto regione siciliana)
Pavimenti a mosaico del Bouleuterion nel parco archeologico e paesaggistico di Agrigento (foto regione siciliana)

Da lunedì 28 settembre 2026, il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento avvia l’apertura al pubblico del cantiere di restauro dedicato ai pavimenti in mosaico del Bouleuterion. Si tratta di un edificio di epoca ellenistico-romana che fungeva da fulcro della vita politica della città antica. Uno spazio che rappresentava la sala del consiglio della polis di Akragas. Il progetto, voluto dal direttore del Parco Roberto Sciarratta, mira a unire l’attività di conservazione scientifica alla didattica e alla fruizione, trasformando gli scavi in un laboratorio vivo, dinamico e aperto al confronto per osservare direttamente le maestranze all’opera.

L’area del Bouleuterion nel parco archeologico e paesaggistico di Agrigento (foto regione siciliana)
Restauro dei mosaici del Bouleuterion nel parco archeologico e paesaggistico di Agrigento (foto regione siciliana)

Il cantiere è inserito lungo il normale circuito di visita dell’area archeologica del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Fino a fine cantiere, nelle mattinate di lunedì e giovedì, dalle 10 alle 12, saranno organizzati momenti di approfondimento e incontri tematici a cura della restauratrice Marilanda Rizzo Pinna, coordinatrice delle attività, per illustrare al pubblico le metodologie adottate e lo stato di salute dei pavimenti.

Negrar di Valpolicella (Vr). Nel portico del Giardino Pojega di Villa Rizzardi la mostra “7 anni a Colombare di Villa. Storie e ricerche sulla Preistoria della Valpolicella” dedicata agli anni di ricerca trascorsi dal gruppo del PrEcLab nel sito di Colombare di Villa

Il prof. Umberto Tecchiati (dietro, al centro) con un gruppo di partecipanti alla campagna 2023 nel sito preistorico di Colombare di Negrar (foto unimi)

Come si viveva in Valpolicella oltre 6mila anni fa? Dal 28 settembre al 16 ottobre 2026, nel portico del Giardino Pojega di Villa Rizzardi in via Pojega 10 a Negrar di Valpolicella (Vr), con ingresso gratuito dalle 10 alle 18, la mostra “7 anni a Colombare di Villa. Storie e ricerche sulla Preistoria della Valpolicella” dedicata agli anni di ricerca trascorsi dal gruppo del PrEcLab nel sito di Colombare di Villa diretto da Umberto Tecchiati (UniMi). L’allestimento, che rientra tra i diversi eventi organizzati in seno al progetto PRIN P:ANIS, nasce per raccontare, in primis a chi oggi vive e frequenta la Valpolicella, le attività svolte dalle università coinvolte – Milano, Pavia e Bari -, le conoscenze acquisite e i risultati ottenuti durante gli anni di ricerca sul campo – conclusasi nel 2025 – e di studio in laboratorio, ancora in corso.

Ricerche nel sito archeologico di Colombare di Negrar di Valpolicella (foto PrEcLab)

Le poche immagini esposte – una ventina tra documenti d’archivio e scatti recenti – creano un percorso che parte dalla scoperta del sito nel 1951 per mano dell’ex direttore del museo di Storia naturale di Verona, Francesco Zorzi, per poi illustrare le attività e gli studi multidisciplinari svolti prima solo dall’Università degli Studi di Milano, e poi con la collaborazione delle università di Pavia e Bari proprio grazie al progetto PRIN. “Con questo allestimento”, spiegano i promotori -, vogliamo restituire alla cittadinanza di Negrar – che tanto ci ha supportato in questi anni – il senso di sette estati di scavo e rilevamenti sul pianoro delle Colombare, sette (e più) anni di analisi archeozoologiche, archeobotaniche, tossicologiche, radiocarboniche, archeometriche e petrografiche che hanno arricchito la nostra conoscenza di questo territorio”. La mostra ha ottenuto il patrocinio del Comune di Negrar di Valpolicella (Vr).

Stintino (Ss). Per le GEP 2026 al museo della Tonnara la mostra “I reperti archeologici subacquei dal mare di Stintino” e la conferenza “Il patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara”

Il museo della Tonnara in via Lepanto a Stintino (Ss) partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata in Italia dal ministero della Cultura, con un appuntamento dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara, attraverso una conferenza, l’inaugurazione di una mostra e visite guidate. Domenica 27 settembre 2026, alle 17.30, inaugurazione della mostra “I reperti archeologici subacquei dal mare di Stintino” con una selezione di reperti archeologici provenienti dal mare di Stintino, testimonianze di un patrimonio sommerso che racconta la storia del territorio e il suo rapporto con il Mediterraneo. A seguire la conferenza “Il patrimonio archeologico subacqueo di Stintino e del Golfo dell’Asinara” curata dall’archeologa Gabriella Gasperetti e Alessandra Carreri, funzionarie della soprintendenza ABAP di Sassari e Nuoro. È l’occasione per riscoprire il patrimonio culturale sommerso, conoscerne il valore e riflettere sull’importanza della sua tutela e valorizzazione.

Vetulonia (Gr). Per la Giornata degli Etruschi al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” l’evento “Uno di Due: dal Culsans etrusco di Cortona al Giano Bifronte di Gino Severini. Storia di un dono e del mecenate che lo seppe volere”: conversazione e spettacolo teatrale

Domenica 27 settembre 2026, alle 17, per la Giornata degli Etruschi edizione 2026, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” (Castiglione della Pescaia, Gr) l’evento “Uno di Due: dal Culsans etrusco di Cortona al Giano Bifronte di Gino Severini. Storia di un dono e del mecenate che lo seppe volere”. Appuntamento in piazza Vetluna e in caso di maltempo all’interno del museo. Info 0564 927245, museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it, www.museoisidorofalchi.it www.visitcastiglionedellapescaia.it. La Giornata degli Etruschi nasce, su iniziativa del Consiglio regionale della Toscana, per ricordare il conferimento del titolo di Granduca della Toscana al Duca di Firenze Cosimo I, avvenuto il 27 agosto 1569 con una bolla papale da parte di Pio V. Quel titolo poneva Cosimo I e i suoi successori ad un livello di prestigio che nessun altro principe italiano avrebbe potuto vantare, estendendo ufficialmente il loro governo dalla città di Firenze al territorio che fu degli Etruschi. A Vetulonia per l’occasione si celebra la straordinaria donazione della scultura in bronzo di Gino Severini denominata “Giano Bifronte” fatta al Comune di Castiglione della Pescaia e al MuVet da parte da parte di Romana Severini, Alessandra Franchina, Daniel Franchina e Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona.

Alle 17, conversazione con Romana Severini, figlia dell’artista. Un incontro dedicato al rapporto tra arte antica e arte moderna, attraverso il dialogo tra il Futurismo e la tradizione etrusca. Al centro della conversazione sarà la statua in bronzo di Severini, ispirata al bronzetto etrusco del dio Culsans, identificato dai Latini con Giano. Il bronzetto, ritrovato nel 1847 presso la porta bifora delle mura di Cortona, è oggi conservato al MAEC – museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona.

Alle 18.30, spettacolo teatrale “Diotima e i leoni” a cura della compagnia teatrale AnimaScenica. Lo spettacolo racconta il rapporto tra maschile e femminile e il ritorno alla forza originaria della Grande Dea Madre. La protagonista, Diotima, rompe gli schemi e si riappropria di un ruolo che non le viene riconosciuto. Attraverso il legame con il suo istinto più profondo, riscopre il culto della Dea Madre e la sua natura di donna libera, simboleggiata dalla danza con i leoni. Regia e testi di Irene Paoletti. Con Elisa Bartoli, Irene Paoletti e Pablo Torregiani.

Marzabotto (Bo). Per le GEP 2026 il museo nazionale Etrusco di Marzabotto promuove una visita tematica con accesso straordinario alla necropoli nord della città di Kainua

Domenica 27 settembre 2026, alle 16, in occasione delle GEP 2026 (GEP) il museo nazionale Etrusco di Marzabotto promuove una visita tematica con accesso straordinario alla necropoli nord della città di Kainua. Le visite tematiche sono una passeggiata della durata di circa un’ora e mezzo accompagnati dallo staff del museo. Ogni mese il tema proposto è sempre diverso e permette di conoscere Kainua e la sua storia sotto una luce nuova ogni volta. Il costo è 10 euro e include l’accesso al museo e parco archeologico. Bambini fino a 10 anni non pagano, gratuito anche per i possessori Card Cultura dei musei bolognesi. Per partecipare è necessaria la prenotazione scrivendo a mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it