Firenze. Al museo Archeologico nazionale, per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, presentazione del libro “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone, Roma): quando storia e archeologia da “sorelle gelose” si trasformano in alleate preziose per la ricerca” di Valeria Beolchini

Giovedì 8 ottobre 2026, alle 17, per “I pomeriggi dell’Archeologico”, al museo Archeologico nazionale di Firenze presentazione del libro “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone, Roma): quando storia e archeologia da “sorelle gelose” si trasformano in alleate preziose per la ricerca” di Valeria Beolchini (EEHAR-CSIC; IH-CSIC).
Nell’immaginario collettivo, il nome Tusculum richiama inevitabilmente alla memoria l’antica città romana, in cui sorgeva la villa di Cicerone che ospitò le celebri Tusculanae disputationes. Meno noto è invece che nei secoli centrali del medioevo la città visse un periodo di rinnovato splendore, divenendo la roccaforte dinastica dal potente casato dei Conti di Tuscolo, fino a quando nel 1191 fu distrutta dalla vicina Roma proprio a causa della sua potenza e ricchezza. Il secolare abbandono del sito di fatto ne ha garantito la conservazione, al punto che quando agli inizi del XIX secolo Tusculum venne riscoperta, fu definita “la Pompei alle porte di Roma”. Ma, come consueto per l’epoca, l’attenzione dei primi archeologi fu riservata esclusivamente alle rovine romane, mentre le tracce dell’insediamento medievale furono eliminate senza lasciare traccia. A partire dal 1994 la EEHAR-CSIC, ente di ricerca spagnolo, ha avviato un progetto di ricerca archeologica nel sito su concessione ministeriale. I risultati delle indagini hanno permesso di ricostruire gradualmente la fisionomia della città nella sua diacronia, grazie all’apporto fornito da molteplici indagini interdisciplinari. La recente pubblicazione del volume Tusculum VII dedicato alle fasi di vita archeologicamente più labili e, conseguentemente, meno note dell’insediamento, si propone di contribuire a far riemergere dall’oblio del passato la storia della roccaforte medievale dei Conti di Tuscolo rimasta per secoli invisibile, la cui storia millenaria e la cui realtà materiale complessa e articolata la rendono un caso di studio particolarmente interessante per la medievistica italiana.
Come sempre ingresso gratuito su prenotazione, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro “Il Sarcofago degli Sposi tra analisi e cura”, terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Nel segno del tempo”, ideato dalla direttrice Luana Toniolo

Per il ciclo di conferenze “Nel segno del tempo”, ideato dalla direttrice Luana Toniolo, viaggio dentro i cantieri di Villa Giulia per conoscere da vicino il lavoro che accompagna la conservazione e la valorizzazione del patrimonio, terzo appuntamento sabato 8 ottobre 2026, alle 17, nella sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Il Sarcofago degli Sposi tra analisi e cura”, dedicato appunto a uno dei capolavori più celebri del Museo: il Sarcofago degli Sposi. Intervengono: Luana Toniolo, direttore Museo ETRU; Miriam Lamonaca, funzionario restauratore ETRU; Elisabeth Huber, funzionario restauratore ICR. Un incontro per raccontare il lungo percorso di studio, analisi e restauro che ha interessato l’opera, grazie alla collaborazione tra il Museo e l’Istituto Centrale per il Restauro. Un’occasione per scoprire ciò che normalmente resta dietro le quinte: le indagini, le scelte conservative, le tecniche e il confronto tra competenze diverse che rendono possibile la tutela di un’opera così fragile e preziosa. Ingresso gratuito. Prenotazione all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
Verona. Al museo di Storia naturale la presentazione del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato, quinto appuntamento con la rassegna “La Biblioteca di Nemo” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Giovedì 8 ottobre 2026, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, quinto appuntamento con la rassegna “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di Storia e di Scienza al museo di Storia naturale di Verona” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca, realizzata dai musei civici di Verona – Museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza. In programma la presentazione del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato (Carocci editore). Frutto del progetto “PRIN RIPRESA – Re-assessing Italian Prehistorical Studies from a Transdisciplinary Perspective” – nato dalla collaborazione tra l’università di Verona, il Centro nazionale delle Ricerche e il museo di Storia naturale di Verona – il libro raccoglie contributi di studiose e studiosi coinvolti nel progetto e provenienti da diversi campi disciplinari. Lo presentaà al pubblico una delle curatrici, Fedra Alessandra Pizzato, che nell’occasione racconterà lo sviluppo della collaborazione e dialogherà con alcuni degli autori in merito agli argomenti trattati nel testo – dalla paleobotanica alle rappresentazioni visuali della preistoria.

Il tempo profondo dell’umanità. Che cosa significa pensare la preistoria oggi? Il volume risponde a questo interrogativo proponendo una riflessione sul tempo profondo, le epoche remote in cui si manifestarono le prime forme di organizzazione sociale, tecnologica e simbolica. La prospettiva è transdisciplinare: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità. Dall’evoluzione della disciplina all’analisi delle idee, l’archeologia preistorica viene esplorata nel suo sviluppo storico, con particolare riferimento all’Italia e alle molteplici letture del rapporto tra uomo e ambiente. Un’attenzione speciale è dedicata alle forme di visualizzazione e comunicazione – dalla fotografia all’immaginario letterario – che hanno contribuito a costruire la percezione pubblica della preistoria. Il libro mostra come lo studio delle nostre origini non sia mai stato neutrale, ma risulti costantemente intrecciato al dibattito culturale e politico. In un periodo storico segnato da crisi ambientali e sociali globali, la categoria di tempo profondo si rivela uno strumento indispensabile per ripensare il rapporto tra passato, presente e futuro.
Rovereto (Tn). Seconda giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 19 film (con CINEMaSCUOLA), Docu Fulldome al Planetario, RAM X al museo civico, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: Roma: la sfida della Metro C al Colosseo” con Simone Quilici ed Elisa Cella. Ecco il programma

Non solo film in concorso per la seconda giornata, giovedì 8 ottobre 2026, del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto: oltre ai 19 film in proiezione (alcuni nell’ambito di CINEMaSCUOLA), sempre al Teatro Rosmini tra mattina, pomeriggio e sera, il programma prevede al museo di Scienze e Archeologia in Borgo S. Caterina, dalle 10 alle 13, una masterclass per giornalisti “Le citta fragili. Giornalismo d’inchiesta, data journalism e civic journalism nei territori contaminati” con Rosy Battaglia e Alessandra Cattoi; dalle 10 alle 18, RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario: “I don’t understand” (13’), “Punta del Arco” (7’), “Ich bin Weigel” (18’), “From Granite to Galaxies” (20’), “The Silk Road” (8’), “Wilfred Buck’s Star Stories” (21’). Senza dimenticare l’aperitvo al Mon Bistrot sulla Metro C al Colosseo.

FILM. Dei 19 film in programma al Teatro Rosmini, ci sono 2 prime internazionali, 2 prime europee, 2 prime italiane. Dalle 9 alle 11.30, i corti “Diari di Scavo – Campestrin”, “Diari di Scavo – Chiunsano” e “Diari di Scavo – SS. Trinita”, tutti di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 5’); “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’); “Hypatie D’Alexandrie – L’Abeille Solitaire / Ipazia di Alessandria – l’ape solitaria” di Erwan Le Gal (Francia 2026, 13’); “The Silk Road / La via della seta” di Hannes Rall (Singapore 2019, 8’); “Sognando Lo Rio” di Fabio Punis (Italia 2025, 29’).
Dalle 15 alle 19, in programma il film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’); il film “Il relitto Portofino 3” di Marcello Adamo (Italia 2025, 13’); il film “Bahia 1625, historia sobre lienzo / Bahia 1625, storia su tela” di Antonio Pérez Molero (Spagna 2025, 65’); il film “Nerazkazani istorii za razkopki i kosti / Storie mai raccontate su scavi e ossa” di Ralitza Dimitrova (Bulgaria 2026, 15’); film “Navis Romana ep. I” di Pere Salom, Antoni M. Thomas (Spagna 2025, 51’); il film “Inanna” di Dragos Badita (Romania 2025, 16’); il film “Cravariola: l’Alpe della Dote” di Marzio Bartolucci (Italia 2025, 30’); il film “Τόπος Σωτηρίας / Luogo di salvezza” di Ifigenia Dimitriou (Grecia 2026, 18’); film “Ferma nel tempo” di Andrea Marsico (Italia 2024, 8’).

Dalle 20.30 alle 23, in programma il film “Athenes, aux origines de la democratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/ Grecia 2026, 53’); il film “L’Ospite” di Alberto De Grandis (Italia 2025, 20’); il film “Delphe, le nombril du monde / Delfi, l’ombelico del mondo” di Thibaud Marchan (Francia 2025, 52’).


APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “ROMA: LA SFIDA DELLA METRO C AL COLOSSEO” con Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Elisa Cella, archeologa del parco archeologico del Colosseo. La nuova stazione Colosseo della Metro C di Roma racconta un’esperienza unica: la convivenza tra un’opera di mobilità moderna e un luogo di tutela archeologica. L’incontro offrirà l’occasione per conoscere il percorso che ha portato alla nascita dell’archeo-stazione, le sfide tecniche e conservative, ma anche le prospettive di valorizzazione culturale e di fruizione pubblica di un luogo unico, dove passato e futuro convivono.
Pompei. All’auditorium il VII Workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso” su “Nuove scoperte e prospettive sugli impianti termali”: esperti e ricercatori internazionali presentano gli ultimi risultati delle attività di scavo, studio e restauro. In chiusura, visita esclusiva al cantiere dell’Insula Meridionalis

Le ultime novità della ricerca archeologica, con un focus speciale sugli impianti termali dell’antica città, saranno al centro del 7° Workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso. Gli impianti termali”, giovedì 8 ottobre 2026, dalle 9.30, all’auditorium del parco archeologico di Pompei. L’iniziativa rappresenta un fondamentale momento di confronto tra studiosi e ricercatori di prestigiose università e istituzioni di ricerca italiane e internazionali e i funzionari del parco archeologico. L’obiettivo della giornata è offrire un quadro aggiornato sui principali progetti scientifici, di scavo e di restauro attualmente attivi nell’area archeologica. Questa edizione metterà in luce in modo particolare la cultura balneare romana, approfondendo le indagini archeologiche condotte sui complessi termali pompeiani.I lavori si aprono alle 9.30 con un’introduzione del direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Seguirà una fitta serie di interventi specialistici dedicati all’evoluzione e alla funzione degli impianti termali in epoca romana e all’esito degli studi su specifici contesti della città antica. A coronamento della giornata di studi, alle 16.30, i partecipanti avranno l’opportunità di effettuare una visita guidata al cantiere dell’Insula Meridionalis, attualmente interessata da importanti interventi di scavo e restauro.
PROGRAMMA. All’auditorium, alle 9.30: introduzione di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; 9.45, Dominik Maschek “I conquistatori in bagno: riflessioni sulla formazione della cultura balneare romano-italica nel Mediterraneo ellenistico”; 10.20, discussione; 10.30, Domenico Esposito, Monika Trümper “Le Terme Stabiane a Pompei: lo sviluppo della cultura balneare pubblica tra il II secolo a.C. e il 79 d.C.”; 10.55, discussione; 11.05, pausa caffè; 11.25, Gabriel Zuchtriegel, Luca Borsa, Gloria Ortino, Luca Salvatori “Gli impianti termali dell’Insula meridionalis”; 11.50, discussione; 12, Maria Rispoli “Il calidarium di Villa San Marco. Una finestra sul paesaggio stabiano”; 12.25, discussione; 12.35, Antonino Russo, Anna Onesti, Mariateresa Ametrano “Il restauro come ri-scoperta: le terme femminili del Foro e la casa di Cesio Blando”; 13, discussione; 13.10, pausa pranzo; 14.40, Alessandro Russo, Giuseppe Scarpati “I nuovi scavi dell’Insula IX 10: il quartiere termale della casa del Tiaso”; 15.05, discussione; 15.15, Raffaele Martinelli “I praefurnia delle terme di Pompei: osservazioni e confronti”; 15.40, discussione; 15.50, Marco Giglio “Terme e spazio urbano a Pompei. Distribuzione, viabilità e approvvigionamento delle risorse”; 16.15, discussione; 16.30, visita al cantiere dell’Insula meridionalis.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Maddalena Santeroni su “Quello che mangiamo ci sta mangiando? Come è cambiato il piatto degli italiani”: nuovo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 7 ottobre 2026, alle 17.45, appuntamento con Maddalena Santeroni su “Quello che mangiamo ci sta mangiando? Come è cambiato il piatto degli italiani” dedicato all’evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani. Dalla dieta mediterranea al cibo ultra-processato, dallo spreco alla sostenibilità: un viaggio tra storia, cultura e attualità per capire come il nostro piatto è cambiato, e cosa questo cambiamento dice di noi. Un dialogo aperto tra passato e presente, perché quello che mangiamo ci nutre, ma ci definisce anche. Ingresso gratuito in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com
Roma. Alle Terme di Diocleziano quinto e penultimo incontro del ciclo “Il Museo tra le righe”: ecco il programma

Mercoledì 7 ottobre 2026, alle 17, alle Terme di Diocleziano, quinto e penultimo incontro del ciclo “Il Museo tra le righe, studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro. Lo Statuto del museo nazionale Romano indica tra i suoi compiti l’acquisizione e la conservazione delle collezioni di antichità ricadenti nella propria competenza, al fine della loro salvaguardia, valorizzazione e presentazione al pubblico, ma anche il perseguimento di finalità di ricerca, sia con risorse interne che in collaborazione con partner nazionali e internazionali, e la diffusione di queste ricerche presso la comunità scientifica ed il pubblico. Con questi obiettivi, il Museo sta promuovendo questo ciclo di conferenze a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, per fare conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il lavoro tecnico e scientifico condotto dal personale interno all’Amministrazione, in dialogo con la comunità scientifica, per promuovere e migliorare la conoscenza del patrimonio che conserva per tutta la collettività.
Due gli argomenti affrontati nell’incontro del 7 ottobre 2026: “I bolli doliari nel museo nazionale Romano alle Terme di Diocleziano: tempi e modi della ricerca” con Luciano Camilli, Franca Taglietti; “Crypta Balbi: nuove iscrizioni, nuove storie” con Marzia Coppari. Ingresso libero sino a esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria al link: www.ilmuseotralerighe.eventbrite.it
Salerno-Fisciano-Caselle in Pittari (Sa). Al via il primo convegno interamente dedicato a “Caselle in Pittari: un insediamento della Lucania antica”: tre giornate di studio, confronto e condivisione dei risultati delle ricerche dell’università di Salerno, con la soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Ecco il programma

Al via il primo convegno interamente dedicato a “Caselle in Pittari: un insediamento della Lucania antica”: il 7, 8 e 9 ottobre 2026 tre giornate di studio, confronto e condivisione dei risultati delle ricerche condotte dall’équipe dell’università di Salerno, in collaborazione con la soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Le indagini condotte dall’università di Salerno a Caselle in Pittari negli ultimi dieci anni hanno portato alla luce un immenso e significativo patrimonio archeologico ed epigrafico che rende questo insediamento lucano di particolare interesse, benché ancora molti siano gli aspetti da chiarire. Pertanto, l’incontro costituisce l’occasione per presentare i risultati delle ricerche condotte nel sito e metterli a confronto con quelli provenienti dalle indagini svolte negli ultimi anni nei siti del basso Tirreno, in particolare quelli che ricadono nel territorio compreso fra le valli del Mingardo e del Lao, nonché con quelli della Lucania interna. Il convegno, dunque, prevede la presentazione dei lavori dei gruppi di ricerca attivi nei diversi centri, con l’obiettivo di riaprire il dibattitto sui temi legati ai sistemi insediativi e, in particolare, ai luoghi di culto e alle pratiche rituali nel mondo italico a cui è dedicata la tavola rotonda. Le sessioni vedranno l’attiva partecipazione di illustri studiosi, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni da tempo impegnati nella tutela e nella valorizzazione di questo importante patrimonio archeologico.
PROGRAMMA 7 OTTOBRE 2026, alle 10, apertura dei lavori a Palazzo Ruggi d’Aragona, in via Tasso a Salerno, sede della soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, con i saluti istituzionali: Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’università di Salerno; Armando Bisogno, direttore del dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale – UniSa; Luigi La Rocca, capo dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale – MIC; Anna Onesti, soprintendente ABAP Sa-Av; Mauro Menichetti, direttore del laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” – UniSa; Francesco Colace, direttore del Centro ITC per i Beni culturali – UniSa. CASELLE IN PITTARI, IL TERRITORIO: presiede Luigina Tomay. Alle 10.30, Antonia Serritella (UniSa) “Caselle in Pittari, la città ritrovata”; 11, Ettore Valente, Elda Russo Ermolli, Giuseppina Balassone (UniNa), Domenico Guida, Mario Valiante (UniSa) “Aspetti geologici e geomorfologici del sito di Laurelli”; 11.30, pausa caffè; 12, Elio De Magistris (UniSa) “Viabilità e territorio fra le valli del Mingardo e del Bussento”. CASELLE IN PITTARI, GLI SPAZI DELL’INSEDIAMENTO: presiede Anna Onesti. Alle 12.30, Luigi Capozzoli, Gregory De Martino (IMIOT-CNR), Enzo Rizzo (UniFe) “Le indagini geofisiche”; 13, Antonio Serritella, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro (UniSa) “La ricostruzione dell’impianto urbanistico, gli edifici e i contesti”; 13.30, pausa pranzo. CASELLE IN PITTARI, IL SACRO: presiede Marina Cipriani. Alle 14.30, Maria Luigia Rizzo, Chiara Comegna (Unisa), Celestino Grifa (UniSannio) “Il complesso sacro”; 15, Michele Scafuro (UniSa) “I culti e i riti”; 15.30, Paolo Poccetti (Uni Tor Vergata), Luigi Vecchio (UniSa) “Le dediche”; 16, pausa caffè. CASELLE IN PITTARI, IL RESTAURO DIGITALE: presiede Elena Russo. Alle 16.30, Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino, Domenico Santaniello (Unisa) “Valorizzare il patrimonio digitale nell’era digitale: restauro virtuale, ambienti immersivi e nuove forme di fruizione nell’area archeologica di Laurelli”; 17, discussione e presentazione dei poster.
PROGRAMMA 8 OTTOBRE 2026, alle 10, nell’aula Pecoraro dell’università di Salerno, a Fisciano (Sa). IL QUADRO DEGLI INSEDIAMENTI NEL BASSO TIRRENO: presiede e introduce Luca Cerchiai (Unisa). Alle 10, Salvatore De Vincenzo (UniTuscia), Gianluca Soricelli (UniMolise) “Roccagloriosa: nuovi dati dagli scavi sul pianoro sud-est”; 10.30, Helenia Fracchia (università di Alberta, Canada) “Roccagloriosa: il centro fortificato e il suo territorio”; 11, Simona Di Gregorio, Maria Tommasa Granese, Elena Russo (Sabap Sa-Av) “Testimonianze insediative nel golfo di Policastro”; 11.30, pausa caffè; 12, Fabrizio Mollo (UniMe) “Gli insediamenti delle Valli del Noce e del Lao e del sito di Santa Gada di Laino Borgo”; 12.40, Fabrizio Sudano (MarRC), Stefania Mancuso (Libera università di Lingue e comunicazione di Milano) “La polis di Terina tra topografia e organizzazione urbanistica”; 13.10, Paolo Poccetti (Uni Tor Vergata) “Un quadro dei rinvenimenti epigrafici in Lucania”; 13.40, pausa pranzo; 14.30, discussione finale: coordina Angela Pontrandolfo (emerito Unisa); ne discutono Luca Cerchiai, Emanuele Greco, Adriano La Regina, Giovanni Mastronuzzi, Massimo Osanna, Paolo Poccetti, Carlo Rescigno e Luigi Vecchio.
PROGRAMMA 9 OTTOBRE 2026, giornata conclusiva a Caselle in Pittari, nella Sala Consiliare del Comune. Alle 11, saluti istituzionali: Giampiero Nuzzo, sindaco di Caselle in Pittari; Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’università di Salerno; Anna Onesti, soprintendente ABAP Sa-Av; Giuseppe Coccorullo, presidente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; Giuseppe Tuozzo, presidente BCC Magna Grecia; Mauro Menichetti, direttore del laboratorio di Archeologia “Mario Napoli” – UniSa; Francesco Colace, direttore del Centro ITC per i Beni culturali – UniSa. TAVOLA ROTONDA “Un progetto di valorizzazione per l’area archeologica di Laurelli”: coordina Anna Onesti; intervengono: Roberto Cavaliere, Giuseppe Coccorullo, Francesco Colace, Domenico Guida, Elena Russo, Antonio Pellegrino, Gianluca Ragone, Jepis Rivello, Maria Luigia Rizzo, Michele Scafuro, Antonia Serritella, Michele Speranza, Giuseppe Tuozzo, Ottavia Voza. Alle 13, pranzo con prodotti tipici del luogo; 14.30, visita all’area archeologica; 17, partenza per Salerno.
Rovereto (Tn). Prima giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 13 film e al Mon Bistrot il primo “Aperitivo: Città Ferite” con Rosy Battaglia e Tommaso Giagni. Ecco il programma

Al teatro Rosmini di Rovereto (Tn) mercoledì 7 ottobre 2026, alle 15, si alza il sipario sulla 37.ma edizione del RAM film festival, che si è aperta alla mattina con CINEMaSCUOLA al liceo “Andrea Maffei” di Riva del Garda (Tn).


Tra pomeriggio e sera nella prima giornata sono in programma 13 film con 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 5 prime italiane. Dalle 15 alle 19.30, al Teatro Rosmini, si proietta il film “Kushta Mayn. La mia Costantinopoli” di Nicolò Folin (Italia 2025, 19’); il film “Il domani era venuto. Ricordare e non dimenticare” di Vincenzo Agosto (Italia 2024, 60’); il film “Man’yōshū. Neve, luna e fioriture” di Chi-Toa So, Haruko Kuramochi (Giappone /Canada 2025, 3’); il film “Im maander des Kephissos / Nei meandri del Cefiso” di Nikos Chrisikakis (Grecia 2025, 13’); il film “Sulawesi, l’ile des premieres images / Sulawesi, l’isola delle prime immagini” di Denis Van Waerebeke, Pascal Goblot (Francia 2025, 55’); il film “Il Respiro della Preistoria – Viaggio nel mondo dell’Uomo del Similaun” di Roberto Condotta (Italia 2025, 36’); il film “Cal Dede” di Elçin AS (Turchia 2025, 10’); il film “A Mamoa de Lamas, um segredo ancestral / La Mamoa di Lamas, un segreto ancestrale” di Raul Losada (Portogallo 2025, 25’); il film “Nabt El Ard. Il germoglio della terra” di Mohamed Hamed Salama (Egitto 2025, 12’); il film “Ghughuti Ki Maala / La collana di ghughuti” di Ketan Pal (India 2025, 10’).
Dalle 20.30 alle 23, sempre al Teatro Rosmini, in programma il film “Sotto l’occhio del tempo” di Stefano Giacomuzzi (Italia 2025, 30’); il film “Premieres notes / Le prime note” di Liza Fanjeaux (Francia 2026, 52’); il film “L’adieu a la viande, la grande histoire des vegetariens / L’addio alla carne, la grande storia dei vegetariani” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’).
APERITIVO. Alle 18, al Mon Bistrot in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “CITTÀ FERITE” con Rosy Battaglia, giornalista, e Tommaso Giagni, scrittore. Cosa accade quando una città incrocia le conseguenze dell’industrializzazione, dell’inquinamento e delle crisi ambientali? Un viaggio tra territori contaminati e comunità esposte a ferite profonde, dove le emergenze ambientali si intrecciano con quelle sanitarie e sociali. Un incontro per conoscere storie di resistenza, memoria e trasformazione, e per interrogarsi sul futuro dei luoghi che chiedono cura, attenzione e giustizia.








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