Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi con la presentazione del libro “L’alba della Storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa” di Guido Barbujani inizia la nuova stagione di “PADUSA incontri” promossi dal CPSSAE dal titolo “Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani”: cinque incontri intorno al convegno nel festival “Sulle vie dell’Ambra”. Ecco il programma

Il museo dei Grandi Fiumi a Rovigo ospita la rassegna “PADUSA incontri” promossa dal CPSSAE (foto museo grandi fiumi)

Con l’incontro con il genetista Guido Barbujani, venerdì 9 ottobre 2026, alle 16, in Sala Flumina al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, parte la stagione 2026 di “PADUSA incontri”, la storica rassegna promossa dal Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici (CPSSAE), in collaborazione con il Museo Grandi Fiumi: cinque conferenze (dal 9 ottobre al 28 novembre 2026, sempre alle 16) sotto il titolo “Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani”, che faranno da ideale cornice al convegno internazionale “Dal Baltico al Po. Nuove indagini sulle ambre protostoriche europee”, in calendario sabato 14 novembre 2026.

“PADUSA INCONTRI” è un ciclo di conferenze per la valorizzazione del patrimonio dei beni archeologici polesani, con particolare riguardo alle collezioni provenienti dall’Alto e dal medio Polesine, nonché dalla città di Rovigo e conservate nel Museo dei Grandi Fiumi. Iniziato nel 2022 con Dialoghi dal sottosuolo è proseguito nel 2023 (Come nasce una città) nel 2024 (Archeologia del sacro) e nel 2025: (Le vie dell’acqua). Il filo conduttore del 2026 è il concetto di “mobilità”: gli spostamenti di uomini, animali, materie prime e manufatti nella pre-protostoria, con un focus speciale sulle rotte commerciali dell’ambra. L’iniziativa si inserisce, infatti, all’interno della terza edizione del Festival “Sulle vie dell’ambra”, giunto alla sua terza edizione con il quale il CPSSAE collabora con conferenze e visite guidate ai musei di Fratta Polesine e Rovigo dove sono conservate le ambre di Campestrin e Frattesina. Dato che “vie dell’ambra” significa in prima istanza “mobilità”, in Padusa incontri 2026 abbiamo dedicato le prime conferenze agli spostamenti di uomini e animali, di materie prime e prodotti nella pre-protostoria che faranno da viatico al convegno sull’archeologia delle ambre protostoriche organizzato dal CPSSAE all’interno del Festival.

Programma degli appuntamenti: tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Venerdì 9 ottobre 2026: apertura straordinaria in collaborazione con l’associazione “Renzo Barbujani”. Ospite d’eccezione il genetista e divulgatore scientifico Guido Barbujani (università di Ferrara), che presenterà il libro “L’alba della Storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa”, analizzando l’origine delle società complesse attraverso le tracce del DNA umano e animale.

Sabato 17 ottobre 2026: l’archeologo Paolo Bellintani (CPSSAE) guiderà il pubblico lungo “Le vie dell’ambra”, esplorando non solo i dati scientifici ma anche narrazioni, distorsioni propagandistiche e curiosità polesane.

Sabato 24 ottobre 2026: il docente Claudio Cavazzuti (università di Bologna) illustrerà le comunità del Bronzo del Veneto meridionale attraverso la lente della moderna bioarcheologia.

Sabato 14 novembre 2026 (Evento Speciale): convegno “Dal Baltico al Po. Nuove indagini sulle ambre protostoriche europee”. Una giornata dedicata ai capolavori di Frattesina e Campestrin e ai risultati dei progetti “Prima Europa”, “San Basilio” e del nuovo triennio di ricerca “ArcheoPo” (2026-2028).

Sabato 21 novembre 2026: chiusura dedicata al Polesine altomedievale con gli interventi di Sandra Bedetti e Luciano Pigaiani (CPSSAE).

Sabato 28 novembre 2026: novità sull’anfiteatro romano di Adria a cura di Giovanna Falezza (direzione regionale Musei del Veneto).

Il genetista Guido Barbujani (foto wp)

Si comincia dunque venerdì 9 ottobre 2026 con la presentazione del libro “L’alba della Storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa” di Guido Barbujani (Ed. Laterza). Circa 10.000 anni fa, la rivoluzione neolitica trasformò per sempre il rapporto tra l’umanità e l’ambiente. L’archeologia permette di ricostruire queste trasformazioni e di comprenderne dinamiche, costi e conseguenze. Guardare al passato mostra così che modificare l’ambiente e gli organismi viventi non è una novità: è una storia iniziata nel Neolitico e tuttora in corso. Conoscere questa lunga esperienza può aiutarci a leggere con maggiore consapevolezza le trasformazioni ambientali, tecnologiche e sociali del presente.

Copertina del libro “L’alba della Storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa”

L’alba della storia. Diecimila anni fa, nella preistoria, si sono messe in moto trasformazioni che ancora ci riguardano, che ancora influenzano il nostro modo di lavorare, di vestirci, di mangiare, di confrontarci con gli altri membri della nostra comunità. È una rivoluzione che ha cambiato anche l’ambiente intorno a noi e le nostre relazioni con piante e animali, tanto che il DNA – sia il nostro, sia quello di molti animali e piante – ne è uscito diverso. Si chiama rivoluzione neolitica: il momento in cui, più che in qualunque altro, biologia e cultura si sono intrecciate, influenzandosi a vicenda e producendo la nostra storia. È stato allora che un’umanità in precedenza sempre affamata ha cominciato a produrre il cibo di cui aveva bisogno, e quindi a crescere e a diffondersi sul pianeta. Nel giro di qualche millennio la rivoluzione è arrivata ovunque, sulle gambe dei rivoluzionari che dalla Mezzaluna fertile, dalla Cina, dall’America centrale e dalle Ande hanno esportato in tutto il mondo i propri geni, le piante coltivate e gli animali allevati. Abbiamo iniziato ad abbattere foreste, per farne campi e pascoli, modificando il paesaggio; abbiamo smesso di essere nomadi, costruendo villaggi e poi città dove ha preso forma la nostra società, anche in certi suoi aspetti che sembrerebbe difficile collegare alla preistoria. Ma è così: se oggi in Europa molti digeriscono il latte, se abbiamo la pelle chiara e parliamo lingue che si somigliano, è grazie alle migrazioni neolitiche. E non è tutto: abbiamo cominciato a modificare geneticamente piante e animali proprio allora e non abbiamo mai smesso. Ripensarci – oggi che la consapevolezza è cresciuta – ci permette di ragionare più lucidamente su costi e benefici della moderna ingegneria genetica. Allo stesso modo, ricordare come per millenni l’umanità si sia ripetutamente spostata e rimescolata può aiutarci a osservare con meno ansia le trasformazioni che la nostra società sta attraversando, e a spegnere qualche allarme ingiustificato.

Trento. In occasione ai Autumnus, la soprintendenza propone La città invisibile”, visite guidate alla Trento romana, e l’associazione Legio I Italica fa conoscere i cibi degli antichi romani in piazza

In occasione della manifestazione “Autumnus”, organizzata dalla Pro Loco Centro storico di Trento, venerdì 9 ottobre 2026, alle 15.30, sabato 10 e domenica a 11 ottobre 2026, alle 10 e alle 15.30, i Servizi Educativi della soprintendenza ai Beni culturali di Trento propone “La città invisibile”, visite guidate alla Trento romana. Tre siti archeologici, un unico grande racconto: un itinerario guidato alla scoperta dei tesori nascosti di Tridentum tra le domus del S.A.S.S., la caupona di Palazzo Lodron e il meraviglioso mosaico della Villa romana di Orfeo. Il ritrovo è fissato allo Spazio Archeologico Sotterraneo del S.A.S.S., in piazza Cesare Battisti a Trento. La partecipazione (incluso l’ingresso ai siti) è di 4 euro, previa prenotazione al numero 0461230171.

Inoltre sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, dalle 9 alle 18, in piazza Cesare Battisti, l’associazione Legio I Italica farà conoscere i cibi degli abitanti dell’antica città di 2000 anni fa.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale per Incontri di Archeologia la conferenza “San Basilio in età Romana: novità dai recenti scavi” con la prof.ssa Caterina Previato (UniPd) nell’ambito del progetto San Basilio

Venerdì 9 ottobre 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria, nell’ambito del progetto San Basilio sostenuto dalla Fondazione Cariparo, per Incontri di archeologia, la conferenza “San Basilio in età Romana: novità dai recenti scavi” con la prof.ssa Caterina Previato (dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova università di Padova) che ha diretto lo scavo. Info e prenotazioni: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

Rovereto (Tn). Terza giornata del 37mo RAM film festival aperta da BUONGIORNO RAM: serata evento al teatro Zandonai con “Lady Nazca”, la prima fiction al RAM, e il regista; al teatro Rosmini 13 film, Docu Fulldome al Planetario, RAM X, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: La necropoli dell’età del Ferro scoperta a Trento” con Elisabetta Mottes. Ecco il programma

Frame del film “Lady Nazca” di Damien Dorsaz

Sarà la proiezione al teatro Zandonai del film “Lady Nazca”, lo straordinario lungometraggio del regista svizzero Damien Dorsaz, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico, e introdurrà per la prima volta a Rovereto il film di fiction, il momento clou venerdì 9 ottobre 2026, terza giornata del 37mo RAM film festival, promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto, comunque ricca di appuntamenti. Al museo di Scienze e Archeologia è stata aperta, dalle 9 alle 10, con BUONGIORNO RAM: incontro con Lorenzo Giovannini, università di Trento, su “Green Polis: tra natura e citta”. E sempre al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giornop, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. Senza dimenticare l’Aperitivo al Mon Bistrot sulla necropoli dell’età del Ferro scoperta a Trento.

Frame del film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti delle pitture rupestri dell’Amazzonia” di Juan José Lozano

FILM. Le proiezioni sono ancora al Teatro Rosmini con 13 film in programma, tra i quali 3 prime italiane. Dalle 10 alle 13, il film “La tomba Lattanzi di Norchia” di Pietro Galifi (Italia 2025, 8’); il film “The San Bartolo Murals / Le pitture murali di San Bartolo” di Riley Mallory, Heather Hurst (USA/Guatemala 2025, 12’); il film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti delle pitture rupestri dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia 2025, 55’); il film “Pirlerin Duğunu / Le nozze dei Pir” di Yalçın Çiftçi (Turchia 2025, 20’); il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’); il film “Vulci – Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’).

Frame del film film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti

Dalle 15 alle 19.30, il film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’); il film “Chiacchieria” di Andrea La Puca (Italia 2025, 20’); il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’); il film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’); il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025 – Italia. Viaggio nella bellezza” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2025, 59’); il film “Tunnel” di Chih Hao Shen (Taiwan 2026, 15’); il film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquin de Alcubierre / Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredita di Roque Joaquin de Alcubierre” di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’).

Elisabetta Mottes, archeologa dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il secondo talk con i protagonisti del festival: “TRENTO: LA NECROPOLI DELL’ETA DEL FERRO RISCRIVE LA STORIA DELLA CITTA” con Elisabetta Mottes, archeologa dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento. Una straordinaria scoperta archeologica riscrive le origini di Trento: la necropoli monumentale preromana di via Santa Croce, emersa durante lavori di riqualificazione urbana, restituisce una testimonianza unica della prima età del Ferro (IX-VI secolo a.C.). Oltre 360 tombe con ricchi corredi, stele funerarie e tracce di complessi rituali raccontano una comunità alpina evoluta, con scambi culturali e commerciali con il mondo italico (vedi Trento. In via S. Croce, nel cuore della città, a 8 metri di profondità scoperta una necropoli monumentale preromana (prima Età del Ferro, IX-VI a.C.): 200 tombe a incinerazione, con ricchi corredi, segnate da stele funerarie. Parlano i protagonisti di questo intervento di archeologia preventiva – archeologiavocidalpassato).

“LADY NAZCA”, LA PRIMA FICTION DEL FESTIVAL Alle 20.30 il Teatro Zandonai ospita il grande appuntamento della terza giornata del RAM film festival: “Lady Nazca”, lo straordinario lungometraggio del regista svizzero Damien Dorsaz, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico. Presentato nelle sale cinematografiche per un periodo limitato, il film racconta la straordinaria vicenda di Maria Reiche, la giovane matematica tedesca che nel 1936 giunge in Perù e lega il proprio destino alle enigmatiche linee di Nazca, dedicando la vita allo studio, alla tutela e alla valorizzazione di uno dei più affascinanti patrimoni archeologici del mondo. L’esordio nel lungometraggio di fiction del regista svizzero Damien Dorsaz è una coproduzione internazionale che unisce rigore scientifico, determinazione e una profonda ricerca di identità. Un’opportunità speciale per vedere sul grande schermo un’opera che ha avuto una distribuzione cinematografica selezionata e che trova al RAM una cornice ideale di approfondimento e confronto, grazie anche alla presenza del regista. L’ingresso è gratuito la prenotazione consigliata.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale, per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, presentazione del libro “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone, Roma): quando storia e archeologia da “sorelle gelose” si trasformano in alleate preziose per la ricerca” di Valeria Beolchini

Giovedì 8 ottobre 2026, alle 17, per “I pomeriggi dell’Archeologico”, al museo Archeologico nazionale di Firenze presentazione del libro “La riscoperta della città medievale di Tusculum (Monte Porzio Catone, Roma): quando storia e archeologia da “sorelle gelose” si trasformano in alleate preziose per la ricerca” di Valeria Beolchini (EEHAR-CSIC; IH-CSIC).

Nell’immaginario collettivo, il nome Tusculum richiama inevitabilmente alla memoria l’antica città romana, in cui sorgeva la villa di Cicerone che ospitò le celebri Tusculanae disputationes. Meno noto è invece che nei secoli centrali del medioevo la città visse un periodo di rinnovato splendore, divenendo la roccaforte dinastica dal potente casato dei Conti di Tuscolo, fino a quando nel 1191 fu distrutta dalla vicina Roma proprio a causa della sua potenza e ricchezza. Il secolare abbandono del sito di fatto ne ha garantito la conservazione, al punto che quando agli inizi del XIX secolo Tusculum venne riscoperta, fu definita “la Pompei alle porte di Roma”. Ma, come consueto per l’epoca, l’attenzione dei primi archeologi fu riservata esclusivamente alle rovine romane, mentre le tracce dell’insediamento medievale furono eliminate senza lasciare traccia. A partire dal 1994 la EEHAR-CSIC, ente di ricerca spagnolo, ha avviato un progetto di ricerca archeologica nel sito su concessione ministeriale. I risultati delle indagini hanno permesso di ricostruire gradualmente la fisionomia della città nella sua diacronia, grazie all’apporto fornito da molteplici indagini interdisciplinari. La recente pubblicazione del volume Tusculum VII dedicato alle fasi di vita archeologicamente più labili e, conseguentemente, meno note dell’insediamento, si propone di contribuire a far riemergere dall’oblio del passato la storia della roccaforte medievale dei Conti di Tuscolo rimasta per secoli invisibile, la cui storia millenaria e la cui realtà materiale complessa e articolata la rendono un caso di studio particolarmente interessante per la medievistica italiana.

Come sempre ingresso gratuito su prenotazione, scrivendo a man-fi@cultura.gov.it

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro “Il Sarcofago degli Sposi tra analisi e cura”, terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Nel segno del tempo”, ideato dalla direttrice Luana Toniolo

Per il ciclo di conferenze “Nel segno del tempo”, ideato dalla direttrice Luana Toniolo, viaggio dentro i cantieri di Villa Giulia per conoscere da vicino il lavoro che accompagna la conservazione e la valorizzazione del patrimonio, terzo appuntamento sabato 8 ottobre 2026, alle 17, nella sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Il Sarcofago degli Sposi tra analisi e cura”, dedicato appunto a uno dei capolavori più celebri del Museo: il Sarcofago degli Sposi. Intervengono: Luana Toniolo, direttore Museo ETRU; Miriam Lamonaca, funzionario restauratore ETRU; Elisabeth Huber, funzionario restauratore ICR. Un incontro per raccontare il lungo percorso di studio, analisi e restauro che ha interessato l’opera, grazie alla collaborazione tra il Museo e l’Istituto Centrale per il Restauro. Un’occasione per scoprire ciò che normalmente resta dietro le quinte: le indagini, le scelte conservative, le tecniche e il confronto tra competenze diverse che rendono possibile la tutela di un’opera così fragile e preziosa. Ingresso gratuito. Prenotazione all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

Verona. Al museo di Storia naturale la presentazione del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato, quinto appuntamento con la rassegna “La Biblioteca di Nemo” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca

Giovedì 8 ottobre 2026, alle 17, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, quinto appuntamento con la rassegna “La Biblioteca di Nemo. Dialoghi di Storia e di Scienza al museo di Storia naturale di Verona” a cura di Massimo Saracino e Andrea Tenca, realizzata dai musei civici di Verona – Museo di Storia naturale di Verona e Servizio Biblioteche Specialistiche e Archivi Storici dei Musei, in collaborazione con il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona e con il patrocinio della Società Italiana di Storia della Scienza. In programma la presentazione del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato (Carocci editore). Frutto del progetto “PRIN RIPRESA – Re-assessing Italian Prehistorical Studies from a Transdisciplinary Perspective” – nato dalla collaborazione tra l’università di Verona, il Centro nazionale delle Ricerche e il museo di Storia naturale di Verona – il libro raccoglie contributi di studiose e studiosi coinvolti nel progetto e provenienti da diversi campi disciplinari. Lo presentaà al pubblico una delle curatrici, Fedra Alessandra Pizzato, che nell’occasione racconterà lo sviluppo della collaborazione e dialogherà con alcuni degli autori in merito agli argomenti trattati nel testo – dalla paleobotanica alle rappresentazioni visuali della preistoria.

Copertina del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato

Il tempo profondo dell’umanità. Che cosa significa pensare la preistoria oggi? Il volume risponde a questo interrogativo proponendo una riflessione sul tempo profondo, le epoche remote in cui si manifestarono le prime forme di organizzazione sociale, tecnologica e simbolica. La prospettiva è transdisciplinare: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità. Dall’evoluzione della disciplina all’analisi delle idee, l’archeologia preistorica viene esplorata nel suo sviluppo storico, con particolare riferimento all’Italia e alle molteplici letture del rapporto tra uomo e ambiente. Un’attenzione speciale è dedicata alle forme di visualizzazione e comunicazione – dalla fotografia all’immaginario letterario – che hanno contribuito a costruire la percezione pubblica della preistoria. Il libro mostra come lo studio delle nostre origini non sia mai stato neutrale, ma risulti costantemente intrecciato al dibattito culturale e politico. In un periodo storico segnato da crisi ambientali e sociali globali, la categoria di tempo profondo si rivela uno strumento indispensabile per ripensare il rapporto tra passato, presente e futuro.

Rovereto (Tn). Seconda giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 19 film (con CINEMaSCUOLA), Docu Fulldome al Planetario, RAM X al museo civico, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: Roma: la sfida della Metro C al Colosseo” con Simone Quilici ed Elisa Cella. Ecco il programma

RAM film festival: al Planetario la sezione dei Docu Fulldome (foto fmcr)

Non solo film in concorso per la seconda giornata, giovedì 8 ottobre 2026, del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto: oltre ai 19 film in proiezione (alcuni nell’ambito di CINEMaSCUOLA), sempre al Teatro Rosmini tra mattina, pomeriggio e sera, il programma prevede al museo di Scienze e Archeologia in Borgo S. Caterina, dalle 10 alle 13, una masterclass per giornalisti “Le citta fragili. Giornalismo d’inchiesta, data journalism e civic journalism nei territori contaminati” con Rosy Battaglia e Alessandra Cattoi; dalle 10 alle 18, RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario: “I don’t understand” (13’), “Punta del Arco” (7’), “Ich bin Weigel” (18’), “From Granite to Galaxies” (20’), “The Silk Road” (8’), “Wilfred Buck’s Star Stories” (21’). Senza dimenticare l’aperitvo al Mon Bistrot sulla Metro C al Colosseo.

Frame del film “Hypatie D’Alexandrie – L’Abeille Solitaire / Ipazia di Alessandria – l’ape solitaria” di Erwan Le Gal

FILM. Dei 19 film in programma al Teatro Rosmini, ci sono 2 prime internazionali, 2 prime europee, 2 prime italiane. Dalle 9 alle 11.30, i corti “Diari di Scavo – Campestrin”, “Diari di Scavo – Chiunsano” e “Diari di Scavo – SS. Trinita”, tutti di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 5’); “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’); “Hypatie D’Alexandrie – L’Abeille Solitaire / Ipazia di Alessandria – l’ape solitaria” di Erwan Le Gal (Francia 2026, 13’); “The Silk Road / La via della seta” di Hannes Rall (Singapore 2019, 8’); “Sognando Lo Rio” di Fabio Punis (Italia 2025, 29’).

Dalle 15 alle 19, in programma il film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’); il film “Il relitto Portofino 3” di Marcello Adamo (Italia 2025, 13’); il film “Bahia 1625, historia sobre lienzo / Bahia 1625, storia su tela” di Antonio Pérez Molero (Spagna 2025, 65’); il film “Nerazkazani istorii za razkopki i kosti / Storie mai raccontate su scavi e ossa” di Ralitza Dimitrova (Bulgaria 2026, 15’); film “Navis Romana ep. I” di Pere Salom, Antoni M. Thomas (Spagna 2025, 51’); il film “Inanna” di Dragos Badita (Romania 2025, 16’); il film “Cravariola: l’Alpe della Dote” di Marzio Bartolucci (Italia 2025, 30’); il film “Τόπος Σωτηρίας / Luogo di salvezza” di Ifigenia Dimitriou (Grecia 2026, 18’); film “Ferma nel tempo” di Andrea Marsico (Italia 2024, 8’).

Frame del film “Athenes, aux origines de la democratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran

Dalle 20.30 alle 23, in programma il film “Athenes, aux origines de la democratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/ Grecia 2026, 53’); il film “L’Ospite” di Alberto De Grandis (Italia 2025, 20’); il film “Delphe, le nombril du monde / Delfi, l’ombelico del mondo” di Thibaud Marchan (Francia 2025, 52’).

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “ROMA: LA SFIDA DELLA METRO C AL COLOSSEO” con Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Elisa Cella, archeologa del parco archeologico del Colosseo. La nuova stazione Colosseo della Metro C di Roma racconta un’esperienza unica: la convivenza tra un’opera di mobilità moderna e un luogo di tutela archeologica. L’incontro offrirà l’occasione per conoscere il percorso che ha portato alla nascita dell’archeo-stazione, le sfide tecniche e conservative, ma anche le prospettive di valorizzazione culturale e di fruizione pubblica di un luogo unico, dove passato e futuro convivono.

Pompei. All’auditorium il VII Workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso” su “Nuove scoperte e prospettive sugli impianti termali”: esperti e ricercatori internazionali presentano gli ultimi risultati delle attività di scavo, studio e restauro. In chiusura, visita esclusiva al cantiere dell’Insula Meridionalis

Le Terme del Sarno a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Terme del Foro femminili a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Le ultime novità della ricerca archeologica, con un focus speciale sugli impianti termali dell’antica città, saranno al centro del 7° Workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso. Gli impianti termali”, giovedì 8 ottobre 2026, dalle 9.30, all’auditorium del parco archeologico di Pompei. L’iniziativa rappresenta un fondamentale momento di confronto tra studiosi e ricercatori di prestigiose università e istituzioni di ricerca italiane e internazionali e i funzionari del parco archeologico. L’obiettivo della giornata è offrire un quadro aggiornato sui principali progetti scientifici, di scavo e di restauro attualmente attivi nell’area archeologica. Questa edizione metterà in luce in modo particolare la cultura balneare romana, approfondendo le indagini archeologiche condotte sui complessi termali pompeiani.I lavori si aprono alle 9.30 con un’introduzione del direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Seguirà una fitta serie di interventi specialistici dedicati all’evoluzione e alla funzione degli impianti termali in epoca romana e all’esito degli studi su specifici contesti della città antica. A coronamento della giornata di studi, alle 16.30, i partecipanti avranno l’opportunità di effettuare una visita guidata al cantiere dell’Insula Meridionalis, attualmente interessata da importanti interventi di scavo e restauro.

PROGRAMMA. All’auditorium, alle 9.30: introduzione di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; 9.45, Dominik Maschek “I conquistatori in bagno: riflessioni sulla formazione della cultura balneare romano-italica nel Mediterraneo ellenistico”; 10.20, discussione; 10.30, Domenico Esposito, Monika Trümper “Le Terme Stabiane a Pompei: lo sviluppo della cultura balneare pubblica tra il II secolo a.C. e il 79 d.C.”; 10.55, discussione; 11.05, pausa caffè; 11.25, Gabriel Zuchtriegel, Luca Borsa, Gloria Ortino, Luca Salvatori “Gli impianti termali dell’Insula meridionalis”; 11.50, discussione; 12, Maria Rispoli “Il calidarium di Villa San Marco. Una finestra sul paesaggio stabiano”; 12.25, discussione; 12.35, Antonino Russo, Anna Onesti, Mariateresa Ametrano “Il restauro come ri-scoperta: le terme femminili del Foro e la casa di Cesio Blando”; 13, discussione; 13.10, pausa pranzo; 14.40, Alessandro Russo, Giuseppe Scarpati “I nuovi scavi dell’Insula IX 10: il quartiere termale della casa del Tiaso”; 15.05, discussione; 15.15, Raffaele Martinelli “I praefurnia delle terme di Pompei: osservazioni e confronti”; 15.40, discussione; 15.50, Marco Giglio “Terme e spazio urbano a Pompei. Distribuzione, viabilità e approvvigionamento delle risorse”; 16.15, discussione; 16.30, visita al cantiere dell’Insula meridionalis.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Maddalena Santeroni su “Quello che mangiamo ci sta mangiando? Come è cambiato il piatto degli italiani”: nuovo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 7 ottobre 2026, alle 17.45, appuntamento con Maddalena Santeroni su “Quello che mangiamo ci sta mangiando? Come è cambiato il piatto degli italiani” dedicato all’evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani. Dalla dieta mediterranea al cibo ultra-processato, dallo spreco alla sostenibilità: un viaggio tra storia, cultura e attualità per capire come il nostro piatto è cambiato, e cosa questo cambiamento dice di noi. Un dialogo aperto tra passato e presente, perché quello che mangiamo ci nutre, ma ci definisce anche. Ingresso gratuito in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com