Milano. Alla Fondazione Luigi Rovati in occasione dell’inaugurazione della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, la conferenza “Etruschi e Veneti. Le ragioni di una mostra” con Laura M. Michetti, Sapienza università di Roma e co-curatrice della mostra, e Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena

Martedì 13 ottobre 2026, alle 18, al museo della Fondazione Luigi Rovati in corso Venezia 52 a Milano, in occasione dell’inaugurazione – mercoledì 14 ottobre 2026 – della mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, la conferenza “Etruschi e Veneti. Le ragioni di una mostra” con Laura Maria Michetti, Sapienza università di Roma e co-curatrice della mostra, e Jacopo Tabolli, università per Stranieri di Siena, che illustreranno le ragioni scientifiche e culturali del progetto espositivo. A partire dalle 17 sarà inoltre possibile visitare gratuitamente la mostra in anteprima. Ingresso libero.
Velia (Sa). La nascita dell’antica Elea diventa un videogioco educativo (digitale e da tavolo) “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia, che traduce la storia dell’antica Elea e il pensiero di Parmenide in un’esperienza partecipativa. Il videogioco, finanziato con fondi PNRR, unisce ricerca, tecnologia e gamification per ampliare l’accesso al patrimonio culturale. Ecco come si gioca

Fondare una città significa scegliere: dove abitare, come difendersi, quali risorse sviluppare, come governare. Da queste decisioni prende forma il serious game “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, il videogioco dei parchi archeologici di Paestum e Velia presentato lunedì 12 ottobre 2026, al parco archeologico di Velia (Sa). Un progetto che traduce la storia dell’antica Elea e il pensiero di Parmenide in un’esperienza partecipativa, nella quale i giocatori sono chiamati a confrontarsi con la costruzione di una comunità e con le conseguenze delle proprie scelte. E a guidare le scelte dei giocatori sarà proprio il pensiero di Parmenide. Realizzato in coproduzione con AMONG S.r.l. Società Benefit, il gioco integra contenuti storici, archeologici e filosofici in un percorso che mette al centro il confronto tra interessi differenti, la capacità di argomentare e la responsabilità delle decisioni. È disponibile in versione digitale e da tavolo, con una specifica versione online destinata alle scuole secondarie di secondo grado. Il progetto ha potuto contare sulla collaborazione della Società Filosofica Italiana, nell’ambito del Protocollo d’Intesa sottoscritto con i Parchi archeologici di Paestum e Velia e del relativo Atto attuativo dedicato al collaudo e alla diffusione del gioco nelle scuole. La presentazione ha offerto l’occasione per condividere le prospettive di utilizzo didattico di “ELEA. CITTÀ DA FONDARE”, rafforzando il dialogo tra istituzioni culturali, comunità scientifica e mondo dell’istruzione. Con questa iniziativa, i Parchi archeologici di Paestum e Velia proseguono il proprio impegno nell’educazione al patrimonio e nella sperimentazione di strumenti per una fruizione più ampia e inclusiva. La storia di Elea e il pensiero di Parmenide diventano il fondamento di un’esperienza che connette ricerca e innovazione, offrendo alle nuove generazioni e a un pubblico più esteso un’opportunità di conoscenza e di partecipazione alla cultura.

Alla presentazione, dopo i saluti istituzionali di Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia, e Stefano Sansone, sindaco di Ascea, sono intervenuti Roberto Vannata, dirigente Servizio II, direzione generale Musei; Francesco Uliano Scelza, funzionario archeologo, parchi archeologici di Paestum e Velia; Maria Pia Vozzi, presidente Società Filosofica Italiana, Sezione di Salerno; Annamaria Gimigliano, ideatrice e coautrice del videogioco; Tiziana D’Angelo, direttore parchi archeologici di Paestum e Velia. Il progetto è stato realizzato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito della Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0”, Misura 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione”. L’intervento rientra nell’Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura”, nell’ambito della Linea d’Azione 7 “Formazione degli operatori culturali” e degli interventi per la valorizzazione e l’accessibilità del patrimonio attraverso tecnologie innovative e metodologie di gamification.

Il progetto è stato realizzato con il sostegno della direzione generale Musei, nell’ambito delle iniziative dedicate al gaming previste dal Piano della comunicazione dell’investimento PNRR per l’accessibilità nei luoghi della cultura. Un sostegno che si inserisce in una più ampia strategia di innovazione della fruizione e di ampliamento della partecipazione al patrimonio culturale, come sottolinea Roberto Vannata, dirigente del Servizio II della direzione generale Musei: “L’investimento PNRR dedicato all’accessibilità nei luoghi della cultura, coordinato dalla Direzione generale Musei, ha rappresentato un’occasione straordinaria per rafforzare la qualità della fruizione attraverso interventi sui luoghi, formazione degli operatori, comunicazione e sperimentazione di nuovi linguaggi. In questa prospettiva, il Piano della comunicazione ha previsto anche un bando dedicato al gaming, riconoscendo nel gioco uno strumento capace di ampliare le forme di partecipazione e di avvicinare nuovi pubblici al patrimonio culturale. ELEA. CITTÀ DA FONDARE esprime con particolare efficacia questa visione: mette in relazione ricerca, archeologia, filosofia e partecipazione, offrendo una nuova chiave di accesso alla storia della città antica. Esperienze di questo tipo contribuiscono a far crescere il Sistema Museale Nazionale e ad ampliare la capacità dei musei di costruire relazioni con pubblici diversi”.
“ELEA. CITTÀ DA FONDARE nasce da questa prospettiva e dalla collaborazione tra istituzioni, ricerca e competenze professionali diverse”, dichiara Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia. “Un progetto che rafforza il ruolo del Parco come luogo di conoscenza e formazione, offrendo alle scuole e ai visitatori nuove opportunità per approfondire la storia della città e la sua tradizione filosofica. Attraverso la partecipazione e il confronto, il gioco invita a comprendere la complessità della vita di una comunità antica e il valore delle decisioni che ne determinano il futuro. Un modo diverso e coinvolgente di raccontare la storia di Elea, incentrato sull’apprendimento del senso civico. L’innovazione diventa così uno strumento al servizio della missione educativa dei Parchi, per favorire una conoscenza più consapevole del patrimonio e consolidare il legame tra le nuove generazioni e i luoghi della cultura”.
“La sfida è stata costruire un gioco semplice e accessibile, senza rinunciare alla ricchezza dell’esperienza”, dichiara Annamaria Gimigliano, ideatrice e coautrice del videogioco. “La soluzione è stata incorporare il pensiero di Parmenide nella meccanica del gioco e proporre alternative storicamente plausibili, che permettono la costruzione di decine di città diverse”.

ELEA. CITTA’ DA FONDARE propone un modo di avvicinarsi al patrimonio fondato sulla partecipazione attiva. La conoscenza della città antica passa attraverso i problemi che i suoi abitanti dovettero affrontare: organizzare gli spazi, garantire le risorse, stabilire relazioni con altre comunità e costruire un equilibrio sociale e politico capace di durare. Il punto di partenza è la vicenda dei Focei che, in fuga dall’avanzata persiana, attraversarono il Mediterraneo fino a raggiungere le coste del Cilento, dove fondarono Elea nel VI secolo a.C. Il gioco invita i partecipanti ad assumere la prospettiva di quella comunità, in un momento in cui il futuro della città era ancora da definire. La partita si articola in cinque turni dedicati alla collocazione delle abitazioni, alla difesa, alle opere e agli spazi destinati alla comunità, alle strategie di crescita e alla forma di governo. I partecipanti rappresentano cinque gruppi della società – sacerdoti, guerrieri, costruttori, agricoltori e mercanti – ciascuno con esigenze proprie e tutti legati al destino della stessa città. Le scelte vengono discusse, motivate e votate, modificando le risorse, le infrastrutture, la difesa, le relazioni e la coesione della polis, oltre agli equilibri di potere tra i gruppi. Nella fase conclusiva, la “Prova della storia”, eventi imprevisti mettono alla prova la comunità costruita. Crisi, conflitti e nuove opportunità consentono di osservare la tenuta delle decisioni e le fragilità della città. L’esperienza invita così a comprendere il rapporto tra le scelte compiute e le circostanze che una comunità non può controllare, mostrando come ogni decisione produca vantaggi, costi e conseguenze. Il pensiero di Parmenide è stato utilizzato come base per sviluppare la meccanica del gioco: le scelte dei diversi turni seguono le prospettive di Doxa (vantaggio dei gruppi) e Aletheia (vantaggio per la città) e gli stalli decisionali sono risolti dal Grammateus con uno speciale “algoritmo parmenideo”.

Tecnologia e gamification assumono una funzione di mediazione culturale. La versione digitale amplia le occasioni di incontro con la storia di Elea, consentendo di utilizzare il gioco anche in classe e al di fuori della visita al Parco. L’applicazione svolge il ruolo del Grammateus, la figura che guida il gioco e illustra gli effetti delle decisioni, risolvendo gli stalli attraverso la logica parmenidea. Le dinamiche di gioco permettono di tradurre contenuti complessi in situazioni da esplorare. Assumere un ruolo, discutere un’alternativa, esprimere un voto e verificarne gli effetti offre ai partecipanti strumenti per comprendere le relazioni tra i diversi aspetti della vita di una città antica. Il coinvolgimento diventa parte del percorso di apprendimento: ogni scelta richiede di mettere in relazione informazioni, formulare ipotesi e confrontare prospettive differenti. Per la valorizzazione del patrimonio archeologico, questo approccio apre nuove possibilità di lettura delle testimonianze materiali. Abitazioni, fortificazioni, santuari, approdi e territorio possono essere compresi attraverso la loro funzione nella vita della comunità e i rapporti che li collegavano. Il gioco offre così una chiave per avvicinarsi al sito con maggiore consapevolezza, riconoscendo negli spazi e nei resti archeologici le tracce di una storia fatta di persone, necessità e decisioni.
Rovereto (Tn). Dopo i film premiati dalle giurie tematiche, la quinta giornata del 37mo RAM film festival, ancora con un programma ricco, farà conoscere il film più gradito al pubblico. Ultimi 12 film al Teatro Zandonai chiuso dall’evento speciale: proiezione del documentario “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini, presente in sala

Le premiazioni dei film segnalati dalle giurie delle sezioni tematiche (il film “Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran per il Cinema Archeologico; il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li per la Cultura Animata; il film “La cava bianca” di Marco Mensa ed Elisa Mereghetti per Storia e Memoria; il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi per Tradizioni e Culture; il film “Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” per Fulldome; il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” per la menzione speciale Archeoblogger; il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” per la menzione speciale CinemAMoRe) nella serata della quarta giornata non hanno chiuso il 37mo RAM film festival che ha ancora una quinta giornata con un ultimo ricco programma che porterà anche il titolo del film premiato dal pubblico. Al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. E alle 18, al Teatro Zandonai proiezione del documentario “Valentino Braitenberg”.

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra cui 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 2 prime europee, 1 prima italiana. Dalle 10-13, il film “ArheoKuhinja. Za trpezom Kneza Velimira / Archeocucina: alla tavola del principe Velimir” di Milica Popović (Serbia 2026, 54’); il film “La Colonna” di Antonio Cofano (Italia 2025, 15’); il film “Pardos” di Ivana Bourquin (Argentina 2025, 2’); il film “Rubico Flumen – Il mistero del Rubicone” di Alessandro Bricchi (Italia 2025, 34’); il film “Lubanja C – svjetska paleoantropološka baština / Cranio C – patrimonio paleoantropologico mondiale” di Laura Sinovčić (Croazia 2025, 12’); il film “Fievre / Febbre” di Emmanuel Plasseraud (Francia 2026, 43’); il film “Tainos” di Eduardo Schuldt (Repubblica Dominicana/Perù 2025, 7’).

Dalle 15 alle 18, il film “Mauro Cutrona – Immaginare la Preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi (Italia 2025, 19’); il film “Angkor: Hidden Jungle Empire / Angkor: l’impero nascosto della giungla” di Leif Kaldor (Canada 2026, 52’); il film “Ahşabın Cazibesi / Il fascino del legno” di Ersoy Soydan (Turchia 2026, 31’); il film “Avevo due paure” di Theo Putzu, Paolo Cagnacci (Italia 2026, 53’); il film “Strawman / Il fantoccio” di Jeet Kamal Das (India 2025, 12’).

EVENTO SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 18, il film “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini (Italia 2026): proiezione del documentario alla presenza del regista. Valentino Braitenberg (Bolzano, 1926 – Tubinga, 2011) è stato uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale. Voleva capire come funziona il cervello umano e come vengono elaborate le informazioni al suo interno. Nei suoi libri descrive il funzionamento dei neuroni nel cervello umano e li paragona a un computer. In occasione del centenario della sua nascita, il documentario presenta il suo percorso scientifico e biografico, che lo ha portato da Innsbruck a Roma, da New Haven (USA) a Napoli e Tubinga. Anche a Rovereto ha lasciato il segno: dal 1998 al 2001 ha diretto il Laboratorio di Scienze Cognitive dell’Università di Trento ed è stato nominato cittadino onorario della città. Familiari, compagni di viaggio ed ex studenti tracciano un ritratto sfaccettato di questo personaggio poliedrico, che ancora oggi affascina il mondo scientifico e le cui idee sono ancora attuali.
Roma. “I templi del Foro Boario nel tempo”: una giornata speciale per riscoprire il Foro Boario con il Tempio di Portuno e il Tempio Rotondo

“I templi del Foro Boario nel tempo”: domenica 11 ottobre 2026, in piazza della Bocca della Verità a Roma, dalle 10.15 alle 17.30, un’occasione speciale per riscoprire uno dei luoghi più affascinanti della Roma antica: il Foro Boario. Affacciato sul Tevere, il Foro Boario fu per secoli un importante centro di scambi commerciali e di culto. Qui storia, archeologia e tradizione si intrecciano, raccontando la vita della città attraverso monumenti straordinari. Ingresso libero, senza prenotazione. Apertura al pubblico: ore 10.15 – 18. Ultimo accesso previsto alle 17.30. Durante la giornata sarà possibile ammirare da vicino due autentici gioielli dell’architettura romana:
Il Tempio di Portuno, dedicato al dio dei porti e legato all’antico porto fluviale sul Tevere. Edificato a partire dal II secolo a.C. su un terrapieno per la regolarizzazione degli argini del Tevere. L’edificio si presenta di ordine ionico, con quattro colonne in facciata e semicolonne in prosecuzione addossate all’esterno del muro della cella. Le colonne del pronao e quelle collocate agli angoli della cella sono in travertino, le altre in tufo dell’Aniene. L’edificio attuale, risalente al periodo compreso tra l’80 e il 70 a.C., sostituisce un più antico tempio databile tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C.
Il Tempio di Ercole Olivario, noto anche come Tempio Rotondo, uno dei più antichi edifici in marmo di Roma, testimonianza preziosa dell’incontro tra cultura greca e mondo romano. A lungo scambiato per un tempio di Vesta a causa della pianta circolare. In realtà fu commissionato dal mercante d’olio Marcus Octavius Herennus e dedicato a Hercules Olivarius, protettore della corporazione degli oleari. La statua di culto originale fu realizzata dall’artista greco Scopas il Giovane.
Gambolò (Pv). Al museo Archeologico Lomellino presentazione del nuovo saggio del prof. Paolo Brusasco “Ninive. Mito e realtà”

Sabato 10 ottobre 2026, alle 17, al museo Archeologico Lomellino in piazza Castello a Gambolò (Pv) presentazione del nuovo saggio “Ninive. Mito e realtà” (La Nave di Teseo) del professor Paolo Brusasco in dialogo con Silvio Campus.
Ninive. Mito e realtà. La città di Ninive sfugge al tempo. È come un girone infernale e paradisiaco in cui vibrano le anime di ieri e di oggi, dei suoi scopritori, dei suoi re, delle sue regine, dei suoi distruttori e dei profeti biblici. Per Byron, gli Assiri piombano sul nemico “come il lupo sul gregge” e le loro coorti sono scintillanti di porpora e d’oro. I profeti la denigrano. Giona lancia invettive contro “quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra”; mentre per il profeta Naum, Ninive è prostituzione, colpa e castigo. Nelle testimonianze dei Greci la città e sovrani come Sardanapalo appaiono empi e lascivi, in preda a vizio e perdizione. Ma Ninive, capitale d’Assiria, fu soltanto una città sanguinaria votata alla guerra e alla barbarie, spietata dominatrice di popoli come narrato dalla Bibbia e dai classici? Partendo dall’avvincente narrazione della sua scoperta a metà Ottocento, “Ninive. Mito e realtà” mette in evidenza come dagli annali dei sovrani assiri, così come dai meravigliosi rilievi istoriati che decoravano le loro splendide regge, si delinei una città fulcro di cultura e un centro religioso dedicato alla leggendaria dea Ištar. Ninive è fonte di scienza, di sapere astronomico-astrologico, di pratiche divinatorie e miti primigeni quali L’Epopea di Gilgamesh e il Diluvio universale, ripresi nella tradizione biblica. Paolo Brusasco racconta l’affascinante storia della più grande città del suo tempo che, da villaggio neolitico sulle sponde del Tigri nel nord dell’attuale Iraq, si trasformò con Sennacherib nella capitale del primo impero universale, per diventare con Assurbanipal e la sua celebre biblioteca il faro culturale del mondo antico.
Paolo Brusasco è docente di Archeologia e storia dell’arte dell’Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi all’Università di Genova. Già PhD e Research Fellow dell’Università di Cambridge (UK), ha effettuato scavi archeologici nel Mediterraneo, in Siria e Iraq, e attualmente dirige la Missione Assiria dell’Università di Genova (MAUGE) nel Kurdistan iracheno. È stato inoltre intervistato dal “New York Times” sulla tutela dell’Iraq Museum di Baghdad. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e monografie tra cui La Mesopotamia prima dell’Islam (2008), Babilonia. All’origine del mito (2012) e Tesori rubati (2013). Per La Nave di Teseo ha pubblicato Dentro la devastazione (2018) che ha ricevuto il premio Montale Fuori di Casa 2018.
Concordia (Ve). Il museo nazionale Concordiese promuove “Concordia Sagittaria patrimonio aperto”, due appuntamenti speciali per scoprire il patrimonio archeologico concordiese. Ecco il programma

“Concordia Sagittaria patrimonio aperto”: sabato 10 ottobre 2026 due appuntamenti speciali promossi dal museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve) per scoprire il patrimonio archeologico di Concordia Sagittaria (Ve), tra luoghi normalmente non accessibili, reperti, ricerca e progetti di valorizzazione. Un’occasione per entrare nei luoghi della tutela, della ricerca e della memoria e conoscere più da vicino il patrimonio culturale di Concordia Sagittaria.
MAGAZZINI APERTI dalle 13.30 alle 17.30. Apertura straordinaria dei depositi di via Cavanella 23, con presentazione di reperti e contesti archeologici del territorio. Visite alle 13.45, 15 e 16.15, su prenotazione: https://www.eventbrite.it/…/concordia-sagittaria…. Massimo 25 persone per turno.
IL FUTURO DI VILLA SORANZO dalle 19 alle 23. Apertura serale dell’area archeologica di Concordia Sagittaria. Alle 20.30, presentazione dei restauri e della futura valorizzazione del complesso di Villa Soranzo. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria: https://www.eventbrite.it/…/il-futuro-di-villa-soranzo…

































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