Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), la conferenza “Mont’e Prama: Una narrazione in divenire (campagne di scavo 2020-2024)” con gli archeologi Silvia Vidili e Alessandro Usai, primo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”
Venerdì 17 aprile 2026, alle 18, nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), la conferenza “Mont’e Prama: Una narrazione in divenire (campagne di scavo 2020-2024)” con gli archeologi Silvia Vidili e Alessandro Usai, funzionario della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, primo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”, conferenze e approfondimenti culturali a scopo divulgativo, con incontri dedicati all’archeologia, e non solo. “Il nostro obiettivo è rendere il Museo un luogo vivo e accogliente, in cui il pubblico possa ritrovarsi e attivare uno scambio culturale sui temi dell’archeologia, ma non solo”, sostiene Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “Con questo primo appuntamento creiamo l’occasione per restituire alla comunità risultati provenienti dai lavori più recenti, perché siano sempre più consapevoli della realtà che circonda il territorio di Cabras e del Sinis”. Ad aprire la rassegna di incontri, saranno due archeologi: Alessandro Usai, funzionario archeologo soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio della città Metropolitana di Cagliari Oristano e Sud Sardegna, e Silvia Vidili, archeologa che ha partecipato a diverse campagne di scavo a Mont’e Prama. Al centro del convegno, dal titolo Mont’e Prama: una narrazione in divenire – Campagne di scavo 2020-2024, il racconto degli ultimi cinque anni di indagini sul campo. Sarà l’occasione per immergersi ed esplorare il lavoro condotto durante gli anni, con dati emersi dalle recenti attività di scavo, che continuano a scrivere pagine di storia del complesso archeologico del Sinis. I “Venerdì al Museo” proseguiranno per tutta la stagione primaverile con una serie di appuntamenti che ospiteranno esperti e studiosi, con un ampio ventaglio di tematiche dedicate. Per info e prenotazioni, cliccare sul seguente link: https://www.eventbrite.it/e/i-venerdi-al-museo-tickets-1987118807846?aff=ebdsoporgprofile.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi Satricum” con Marjike Gnade: quarto incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”
Venerdì 17 aprile 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Sulle orme di Raniero Mengarelli. Le ricerche olandesi Satricum” con Marjike Gnade, quarto appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 17 aprile 2026 Marjike Gnade porterà i partecipanti alle origini degli scavi di Satricum, importante sito archeologico del Lazio Meridionale. Ingresso gratuito in Sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it

Reperti provenieti dagli scavi di Satricum, conservati a Villa Poniatowski del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)
Grazie alle scoperte di Raniero Mengarelli, a cavallo tra Ottocento e Novecento, è stata riportata alla luce gran parte del sito archeologico. Situato a un punto di incontro tra le vie di comunicazione nord-sud e tra la costa e l’entroterra, Satricum costituisce un importante anello di congiunzione tra queste aree. Nel 1977, la ricerca archeologica del sito, caduta nell’oblio dopo Mengarelli, fu ripresa da archeologi olandesi. Da allora, è stato portato alla luce circa il 40% dell’antica Satricum. Parallelamente agli scavi, si è svolta una ricerca esplorativa nei depositi di Villa Giulia, che ha permesso di collegare tra loro scavi antichi e recenti, spesso con risultati sorprendenti. Nella conferenza saranno presentati i risultati più importanti delle recenti ricerche.
Marijke Gnade (1956) è professore emerito di Archeologia delle civiltà preromane dell’Italia Centrale alla Facoltà di Scienze umane dell’università di Amsterdam. Ha condotto diversi progetti di scavo in Italia. Nel 1991, dopo aver partecipato per dieci anni al progetto Satricum, è diventata direttrice dello stesso progetto per conto dell’Università di Amsterdam. Attualmente gli scavi sono coordinati dal Reale Istituto Olandese di Roma.
Aquileia. Seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia: tre giorni di incontri e racconti nei siti archeologici, nelle aziende vinicole, nei giardini, nelle pasticcerie, negli spazi più raccolti che diventano tappe di un percorso fatto di storie, dialoghi ed esperienze condivise
Dal 17 al 19 aprile 2026 Aquileia accoglie la seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia, un evento diffuso che si intreccia con la vita quotidiana del territorio, uscendo dai luoghi convenzionali e portando incontri e racconti nei siti archeologici, nelle aziende vinicole, nei giardini, nelle pasticcerie negli spazi più raccolti che diventano tappe di un percorso fatto di storie, dialoghi ed esperienze condivise. Al centro del Festival c’è il cammino inteso non soltanto come movimento fisico, ma come esperienza profonda fatta di ascolto, scoperta e connessione con gli altri e con il paesaggio. L’evento è organizzato da Fondazione Aquileia; partner istituzionali il Comune di Aquileia, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il FVG, la direzione regionale Musei del FVG-museo Archeologico nazionale di Aquileia, la Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, media partner Cammini d’Italia, e si svolge con il patrocinio di Sport e Salute SpA in collaborazione con Pro Loco Aquileia, Associazione nazionale per Aquileia e Legio VI Ferrata. Tutti gli incontri e d esperienze sono gratuite con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. I luoghi del festival: Palazzo Brunner- Segrè e il suo giardino, museo Archeologico nazionale, domus di Tito Macro, domus e palazzo episcopale, porto fluviale, fondi Cal, Cocambo, le cantine Barone Ritter de Zahony, Brojli, Ca’ Tullio, Donda, Puntin, Tarlao.
“Il Festival dei Cammini di Aquileia – sottolinea Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia – rappresenta per noi molto più di un evento: è un progetto culturale che interpreta in chiave contemporanea l’identità profonda di questo territorio, da sempre luogo di incontro, di passaggio e di dialogo tra popoli, culture e tradizioni. Nato lo scorso anno grazie a un progetto finanziato dalla legge 77/2006 per i siti Unesco, il Festival nasce proprio dalla riflessione sul ruolo di crocevia che Aquileia ha avuto nella storia e sulla considerazione che qui si intrecciano otto tra cammini e itinerari culturali europei – il Cammino Celeste, che quest’anno celebra i vent’anni , la Romea Strata, l’Iter Goritiense, la via Flavia, la via Postumia, il Cammino di San Martino, l’Itinerario dei Santi Cirillo e Metodio, la Rotta dei Fenici – ai quali si affianca per la sua rilevanza nelle connessioni la ciclovia Alpe Adria. Questa seconda edizione mette al centro la persona, il benessere e il tema del welfare culturale. La Regione Friuli Venezia Giulia ha individuato la Fondazione Aquileia quale capofila di un progetto centrato sul riconoscimento del ruolo attivo della cultura nel benessere delle comunità. In questo contesto un evento come il Festival dei Cammini che favorisce l’incontro tra persone diverse e crea spazi di condivisione, può avere un impatto concreto. Il cammino intreccia movimento, relazione e scoperta e in un’epoca segnata da ritmi accelerati e da forme di isolamento diffuso, la possibilità di rallentare, di muoversi insieme diventa fondamentale”.
Il convegno di apertura. Lino Zani e Giulia Capocchi di Linea Verde Sentieri danno il via ufficiale alla seconda edizione del Festival dei Cammini di Aquileia venerdì 17 aprile 2026, nella sala conferenze di Palazzo Brunner-Segrè: il Festival vede protagonisti dal 17 al 19 aprile 34 relatori che si alterneranno in 21 incontri e animeranno 9 esperienze immersive, che spaziano dalle passeggiate archeologiche e naturalistiche, ai bagni di foresta e laboratori esperienziali, alle attività didattiche per bambini, ai workshop e alle proiezione di documentari. Dopo i saluti istituzionali e la presentazione del programma a cura di Davide Nanna di Cammini d’Italia ed Erica Zanon, responsabile promozione della Fondazione Aquileia, i lavori entranano nel vivo con Anna Del Bianco, direttore centrale Cultura e Sport della Regione Friuli Venezia Giulia e Francesca Velani, vicepresidente e direttrice Cultura e Sviluppo sostenibile di Fondazione PromoPA che introducono il tema del welfare culturale: una prospettiva sempre più centrale nelle politiche pubbliche, che riconosce alla cultura un ruolo attivo nella promozione del benessere individuale e collettivo. In questo contesto, il Festival dei Cammini si propone come un esempio concreto di come la partecipazione culturale possa generare valore sociale, favorendo l’incontro tra persone e creando spazi di condivisione autentica. A seguire Stefano Gobbi responsabile Progettazione Sociale sempre di Sport e Salute Spa, approfondisce il tema delle politiche pubbliche dedicate alla promozione dell’attività fisica e dei corretti stili di vita, evidenziando il ruolo del cammino come pratica accessibile e inclusiva. Il contributo del Club Alpino Italiano è invece al centro degli interventi di Giovanni Duratti, presidente del Comitato direttivo del CAI Friuli Venezia Giulia e Giovanni Cozzarini, presidente della Commissione Giulio Carnica della Sentieri, che raccontano l’impegno quotidiano nella cura, manutenzione e valorizzazione della rete sentieristica, fondamentale infrastruttura culturale e ambientale del Paese. Un’attenzione particolare è dedicata al tema dell’accessibilità, con l’intervento di Gabriele Favagrossa di FISH, che illustra l’importanza di progettare territori inclusivi secondo i principi dell’universal design, anche alla luce delle esperienze maturate in occasione delle Olimpiadi invernali.
La seconda parte della mattinata offre uno sguardo più ampio sull’impatto dei cammini: Miriam Giovanzana direttore editoriale di Terre di Mezzo presenta i dati del report 2026, mettendo in evidenza le ricadute economiche e sociali di questo fenomeno in costante crescita, mentre Viola Gaudiano, sviluppo progetti di Romea Strata presenterà un’indagine qualitativa realizzata in sinergia con Promoturismo FVG dedicata al Friuli Venezia Giulia. A chiudere il convegno è una riflessione sulla governance dei cammini, affidata a Gigi Bettin, segretario associazione Vie e Cammini di Francesco e Sara Zanni, archeologa e guida ambientale escursionistica, che portano l’esperienza delle Vie di San Francesco uno degli itinerari più amati d’Italia.
Talk, cammini, esperienze, film. Nel pomeriggio di venerdì il Festival entra nel vivo aprendo vari luoghi della città a momenti di incontro. Alle 15, nella domus di Tito Macro Andrea Bellavite, viandante e scrittore, modera una sessione con i referenti dei principali cammini che attraversano Aquileia, l’Iter Goritiense, il Cammino Celeste, la Romea Strata e la Via Flavia, offrendo al pubblico una visione concreta delle possibilità di viaggio lento tra storia, natura e confini. Parallelamente, altri incontri danno voce alle esperienze personali di cammino:
da Gioia in Cammino (ore 15.30 al Cocambo) che racconta i 2.200 chilometri percorsi lungo la Via Francigena, fino al viaggio intorno al mondo a piedi di Pieroad (ore 16.30 alla cantina Tarlao) durato cinque anni, passando per l’esperienza di Sara Zanni sul Cammino di Santiago (ore 16 alla Cantina Vini Puntin). La giornata si chiude alle 18 alla domus di Tito Macro con la presentazione da parte del team di Cammini d’Italia dell’Atlante dei Cammini d’Italia, tra itinerari, curiosità e territori.
La giornata di sabato 18 aprile si apre all’insegna dell’esperienza diretta e dell’immersione nel paesaggio. Dalle 9.30 alle 12.30 i bagni di foresta nell’area archeologica dell’antico porto fluviale propongono un’esperienza sensoriale e rigenerativa, mentre dalle 10 alle 12 il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi conduce una passeggiata archeologica tra vie d’acqua antiche e moderne di Aquileia. Parallelamente dalle 10 alle 12.30 l’archeologa Luciana Mandruzzato guida una passeggiata attraverso i primi grandi scavi archeologici di Aquileia. In parallelo, dalle 10.30 alle 12 alla domus di Tito Macro il seminario “Il cammino tra neuroscienze, psicologia e paesaggio” a cura di Sara Zanni, archeologa e guida ambientale e Lucia Botindari, psicologa e psicoterapeuta. Dalle 11.30 alle 13 alla cantina Vini Brojli il workshop L’attrezzatura in cammino dalla A alla Z! a cura di Tom Search.
Nel pomeriggio le attività laboratoriali invitano i partecipanti a vivere il cammino come spazio creativo: dalle 15 alle 17 ci si potrà mettere in gioco con il laboratorio “Semi in Movimento: l’eco della storia, il germoglio della vita”. Un laboratorio in cui il cammino diventa momento di ascolto profondo delle voci del passato e della natura con Sara Zanni e Lucia Botindari, dalle 15 alle 16.30 al Museo archeologico nazionale avrà luogo la proiezione del documentario “The Path of Light” e a seguire, la conferenza della prof. Slavia Barlieva (Accademia Bulgara delle Scienze, Sofia) e del prof. Krasimir Stanchev (Università Roma Tre) “La missione culturale dei santi Cirillo e Metodio e i luoghi della memoria a loro dedicati a Roma” . Sempre al Museo dalle 17 alle 19 il laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni “Tutte le strade portano ad Aquileia a cura di Educa. In parallelo alle 15.30 nel giardino di palazzo Brunner-Segrè Workshop Guida al primo cammino a cura di Cammini d’Italia, a seguire alle 17 la presentazione del progetto I Cammini delle Città del Vino: Gli Itinerari dell’Identità Agricola Collettiva ad Aquileia a cura del sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, del presidente delle Città del Vino Fvg Tiziano Venturini e di Iole Piscolla, responsabile Progetti speciali. Alle 17.30 nella sala conferenze di Palazzo Brunner la presentazione e proiezione del documentario “Cammino Grande di Celestino” con Luciano di Martino, direttore Ente Parco Nazionale della Maiella e John Forcone, Ufficio Promozione presso Ente Parco Nazionale della Maiella La giornata si arricchisce di testimonianze che mettono in luce il valore sociale del cammino, come strumento educativo e di inclusione per i giovani in condizione di vulnerabilità con il panel Storie di riscatto per i giovani che si terrà nella Cantina Ca’ Tullio dalle 17.30 alle 19 con Fabrizio Preo dell’Associazione Lunghi Cammini Odv e Andrea Bellavite. La giornata si conclude con il racconto della storia dell’Hospitale di San Giovanni e il Cammino di San Martino in FVG con Marino Del Piccolo, associazione amici dell’Hospitale.
Domenica 19 aprile rappresenta il momento conclusivo, interamente dedicato al cammino condiviso. I partecipanti (max 100) sono invitati a prendere parte a un itinerario ad anello che attraversa la pianura friulana, collegando due importanti percorsi regionali, il Cammino Celeste e il Cammino Via Flavia. Il tracciato si snoda tra paesaggi di bonifica, corsi d’acqua e scorci lagunari, offrendo un’esperienza immersiva che unisce natura, storia e osservazione del territorio.Parallelamente alle attività principali, il Festival propone una rassegna di docufilm dedicati ai cammini italiani, ospitata nella Domus e Palazzo Episcopale, che accompagna il pubblico in un viaggio visivo attraverso paesaggi, storie e comunità. A completare il programma, le attività di rievocazione storica la domenica mattina nell’area archeologica del fondo Cal offrono uno sguardo immersivo sulla vita antica.
Roma. A Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) il convegno scientifico “Acqua nelle città dell’Italia romana: utenda, servanda, ducenda”: due giornate di interventi tra archeologia, storia, epigrafia e studi sul paesaggio per una riflessione sul ruolo dell’acqua nei contesti urbani del mondo romano. Ecco il programma
Il 17 e 18 aprile 2026, a Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) di Roma, il convegno scientifico “Acqua nelle città dell’Italia romana: utenda, servanda, ducenda” che propone un’ampia riflessione sul ruolo dell’acqua nei contesti urbani del mondo romano, affrontata attraverso un approccio multidisciplinare che integra archeologia, storia, epigrafia e studi sul paesaggio. Dalla captazione alla distribuzione, dalla gestione pubblica e privata agli aspetti simbolici e culturali, l’acqua emerge come elemento centrale nella costruzione, nell’organizzazione e nella vita quotidiana delle città romane. Il programma si articola in due giornate di studio con la partecipazione di studiosi e specialisti provenienti da diverse istituzioni, e approfondisce temi quali: sistemi di approvvigionamento idrico e infrastrutture (acquedotti, condotti, cisterne); gestione e regolamentazione dell’acqua nelle città romane; paesaggi urbani legati all’acqua; casi studio da Roma, Ostia, Pompei e altre città dell’Italia romana; continuità e trasformazioni nell’uso dell’acqua nel tempo. Le sessioni si svolgono nelle giornate del 17 e 18 aprile, con interventi distribuiti tra mattina e pomeriggio e momenti di discussione. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
PROGRAMMA 17 APRILE 2026. Alle 9.30, saluti di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Stefania Quilici Gigli. Presiede Andrea Giardina: L. Capogrossi Colognesi, E. Tassi, “La città romana e le sue acque”; L. Maganzani, “La regolamentazione dei condotti d’acqua pubblica nelle città romane, dal caput aquae alla destinazione finale”; S. Orlandi, “Le fistulae aquariae di Roma e il loro contributo agli studi prosopografici”; G.L. Gregori, D. Nonnis, “L’acqua dentro e fuori le città d’Italia nel suo riflesso epigrafico”; discussione; 11.45, coffee break. Presiede Gianluca Tagliamonte: F. D’Andria, “L’acqua a Castro, tra Messapi e Romani”; G. Scardozzi, “L’acqua nelle e per le città del Salento: i casi di Ugento e Lecce”; S. Quilici Gigli, “Tante aquae nelle città senz’acqua”; discussione. Alle 14.45, presiede Marcello Guaitoli: A. D’Alessio, “Ond’io, ch’era ora a la marina vòlto / dove l’acqua di Tevero s’insala… (Purgatorio, II, 100-101). L’acqua a Ostia dall’età arcaica al tardo impero; M. Spanu, “La città e il fiume: aspetti urbanistici nelle città di fondazione in Italia (IV-II sec. a.C.)”; G. Ceraudo, “Aquino, città dell’acqua”; discussione; 16.15, coffee break. Presiede Simone Quilici: B. Zarrao, F. Rinaldi, D. Rose, “La questione idraulica al Colosseo”; P. Quaranta, F. Coletti, “L’approvvigionamento idrico a servizio del Palazzo imperiale: conduzione, distribuzione”; R. Alteri, “Usi pubblici e privati dell’acqua tra Foro romano e Palatino”; L. Quilici, “Le Mura Aureliane nel superamento del Tevere a Testaccio”; discussione.
PROGRAMMA 18 APRILE 2026. Alle 9.30, presiede Patrizia Basso: M. Azzari, S. Campana, P. Liverani, D. Susini, “Roselle e l’acqua: fonti di approvvigionamento e gestione nella lunga durata”; G. Furlan, A. Borsato, “Aquileia, città d’acque (fiumi, canali, fosse)”; E. Giorgi, S. Morsiani, M. Cavalazzi, “Ravenna città d’acqua. L’evoluzione di un paesaggio urbano tra canali e acque interne in età antica”; discussione. Alle 11, coffee break. Presiede Patrizia Basso: J. Bonetto, G. Da Villa, “L’acquedotto di Nora: rilievo, studio e ricostruzione del monumento”; G. Falezza, “Acquedotti e distribuzione dell’acqua a Verona”; M.S. Busana, G. Mariotti, J. Turchetto, “L’acquedotto romano di Vicenza: tra dati di archivio e nuove acquisizioni”; G. Cera, “Castella aquarum: raccolta e distribuzione nelle città dell’Italia romana”. Alle 14.45, presiede Maria Luisa Marchi: F. Giletti, M. Covolan, “Pompei, la gestione dell’acqua, la percezione e l’utilizzo di quella piovana”; S. Cespa, “Metodologie e tecniche di conservazione dell’acqua: cisterne nelle città dell’Italia romana”; G. Renda, “Ut sine intermissione diebus noctibusque aqua fluat. L’acqua nell’arredo urbano dell’Italia romana”; discussione e chiusura dei lavori.
Ischia (Na). Con la conferenza “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina musa e regina dell’english gardening a Caserta” di Paola Viola, a Forio al via l’edizione 2026 “Progetto Kepos. Incontri di archeologia e paesaggio”: la quinta stagione è dedicata al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella
Con la conferenza “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina, musa e regina dell’english gardening a Caserta” di Paola Viola apre ufficialmente il programma del Progetto KEPOS 2026 – Incontri di Archeologia e Paesaggio, ciclo di conferenze annuale promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale storico, archeologico, architettonico e paesaggistico italiano e internazionale a cura di Mariangela Catuogno, è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella, attraverso una particolare attenzione al tema del giardino nella sua evoluzione storica e nel rapporto con le committenze italiane e straniere che nel tempo ne hanno promosso la realizzazione. Nel 2026 ricorre infatti il centenario della nascita di Lady Susana Walton, carismatica anima creativa e custode di uno dei luoghi più incantati del Mediterraneo: i Giardini La Mortella di Forio d’Ischia. Per celebrare questa importante ricorrenza, la Fondazione Walton ha promosso un ampio progetto commemorativo che accompagnerà l’intero anno con eventi, concerti e appuntamenti culturali in Italia e in Inghilterra, dedicati alla memoria, all’arte e all’eredità culturale di una donna che ha lasciato un segno profondo sia nel mondo della natura sia in quello della musica.
Questo spirito celebrativo accompagnerà tutte le attività della Fondazione nel corso dell’anno. Anche il Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio, la serie di conferenze storico-paesaggistiche a cura della dott.ssa Mariangela Catuogno, sarà dunque dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton. Il ciclo di incontri assumerà una particolare impostazione tematica, valorizzando il giardino nella sua evoluzione storica e nel rapporto con le committenze italiane e straniere che nel tempo ne hanno promosso la realizzazione. Accanto a questo filo conduttore non mancheranno, tuttavia, i consueti temi di interesse archeologico, nel rispetto della vocazione divulgativa che caratterizza da sempre il Progetto Kepos. Ad inaugurare il ciclo di conferenze, il 16 aprile 2026, è un appuntamento dedicato al particolare rapporto tra committenza ed esecutori nella realizzazione del Giardino all’Inglese della Reggia di Caserta. Il tema del dialogo tra artista e committenza tornerà anche nell’incontro conclusivo, previsto nel mese di ottobre, dedicato a Raffaello e alla sua attività a Villa Farnesina a Roma. L’evoluzione storica dei giardini sarà approfondita in tre interventi che offriranno un ampio excursus attraverso le diverse tipologie di giardino: dalle prime esperienze documentate nell’epoca dei faraoni fino al Settecento dei Lumi, per arrivare infine a esempi più recenti nel territorio pugliese. Anche la musica, sostenuta con grande impegno da Lady Walton attraverso la promozione di giovani talenti in ricordo dell’amato marito William Walton, troverà spazio nel programma di quest’anno, con un focus dedicato alla musica nel teatro greco. Chiuderanno il ciclo alcuni approfondimenti di carattere archeologico dedicati al rapporto tra le comunità dell’isola d’Ischia e quelle cumane, sia nella fase preellenica sia in quella coloniale, nonché al dialogo tra il mondo levantino e quello attestato a Pithekoussai, offrendo uno sguardo sulle dinamiche culturali e commerciali che hanno segnato la storia più antica dell’isola.
Giovedì 16 aprile 2026, alle 19, nella sala Recytal Hall dei Giardini La Mortella, primo appuntamento del Progetto KEPOS 2026, “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina, musa e regina dell’english gardening a Caserta” con Paola Viola, conservatore del Paesaggio presso Servizio salvaguardia e valorizzazione del Parco della Reggia di Caserta. Ingresso libero dalle 18.30. Dopo i saluti della presidente della Fondazione William Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, relazionerà Paola Viola che presenta due figure femminili, Lady Emma Hamilton e Maria Carolina d’Asburgo Lorena Regina di Napoli, che hanno contribuito con la loro personalità e carisma alla realizzazione del Giardino all’Inglese della Reggia di Caserta. Modera l’incontro Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Lady Emma Hamilton e Maria Carolina d’Asburgo Lorena Regina di Napoli furono due donne molto diverse tra loro per estrazione sociale, educazione, cultura ma accomunate dall’intelligenza, dalla scaltrezza, dall’ambizione e dalla ricerca dell’auto determinazione in un contesto sociale e politico poco incline a riconoscere alle donne un ruolo che non fosse solo quello di moglie-fattrice e nutrice o anche concubina. Entrambe seppero imporsi sulla scena politica del Regno di Napoli. Quale poteva essere il luogo prediletto per l’incontro di queste due anime se non il Giardino inglese della Reggia di Caserta? Quel Giardino “diverso”, pervaso dallo stesso spirito di innovazione e dallo stesso fascino che ebbero le sue due artefici.
Parma. All’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta l’incontro “Parma Antica: uno sguardo sulla città attraverso la riscoperta dei monumenti perduti” con Francesco Francesconi, quinto appuntamento delle “Conferenze di Arkheoparma”
Giovedì 16 aprile 2026, quinto appuntamento del ciclo “Conferenze di archeologia con Arkheoparma” in collaborazione con l’associazione Amici della Pilotta. Alle 17 all’Auditorium dei Voltoni, Complesso monumentale della Pilotta, a Parma, la conferenza “Parma Antica: uno sguardo sulla città attraverso la riscoperta dei monumenti perduti” di Francesco Francesconi. L’incontro permetterà di conoscere Parma attraverso la ricostruzione della sua evoluzione, con particolare attenzione ai monumenti perduti e alle trasformazioni che hanno ridefinito nel tempo il volto urbano. Attraverso l’analisi delle principali fasi storiche, verranno messi in luce i processi di stratificazione, demolizione e riconfigurazione degli spazi, evidenziando come la città attuale sia il risultato di continui interventi di adattamento alle esigenze politiche, sociali e culturali. Approfondimento specifico dedicato ad edifici e complessi architettonici oggi scomparsi o profondamente modificati. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Tracciare la storia. Geomatica in archeologia” con Alessandro Pellegrini, topografo, secondo incontro di primavera del ciclo “Novità. Doc?”, conferenze divulgative dedicate alle ricerche archeologiche in corso ad Altino
Giovedì 16 aprile 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Altino (Ve) secondo appuntamento di primavera di “Novità, Doc?”, il ciclo di conferenze divulgative dedicate alle ricerche archeologiche in corso ad Altino: Alessandro Pellegrini, topografo libero professionista, nell’incontro “Tracciare la storia. Geomatica in archeologia”, racconterà cos’è la geomatica, quali sono le sue applicazioni in archeologia e cosa ha scoperto ad Altino facendo indagini nell’area archeologica del Decumano. Evento su prenotazione; gratuito per gli abbonati e incluso nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422789443.
Pompei. All’auditorium, in presenza e on line, il convegno internazionale G.R.E.E.N. – Gardens as Resources for the Enhancement of Environmental and Natural Heritage, dedicato al ruolo del verde nella conservazione e valorizzazione dei contesti archeologici: due giornate di lavoro. Ecco il programma
Il 16 e 17 aprile 2026 il parco archeologico di Pompei ospita, al proprio Auditorium, il convegno internazionale G.R.E.E.N. – Gardens as Resources for the Enhancement of Environmental and Natural Heritage, dedicato al ruolo del verde nella conservazione e valorizzazione dei contesti archeologici. Ingresso libero su prenotazione fino a esaurimento posti. Per partecipare è necessario accreditarsi al link https://www.frcongressi.it/green-conference-2026…/. Diretta streaming sul canale YouTube del parco archeologico di Pompei: G.R.E.E.N. – CONVEGNO INTERNAZIONALE. I giardini storici e archeologici costituiscono parte integrante del patrimonio culturale e paesaggistico. Non si tratta di semplici spazi verdi ornamentali, ma di testimonianze storiche e ambientali che raccontano il rapporto tra l’uomo, la natura e il territorio nel corso del tempo. Inseriti all’interno o in prossimità dei siti archeologici, essi contribuiscono in modo significativo alla comprensione e alla fruizione del patrimonio. Nel corso degli ultimi anni, l’approccio alla gestione del verde nei contesti archeologici ha conosciuto un’evoluzione sostanziale. Il verde, tradizionalmente percepito come elemento di rischio per la conservazione dei manufatti, è oggi riconosciuto come una risorsa strategica, capace di concorrere alla tutela dei siti, al miglioramento della qualità paesaggistica e alla valorizzazione dell’esperienza di visita. La gestione degli spazi verdi si configura pertanto come un ambito di intervento complesso, che richiede competenze interdisciplinari e un costante equilibrio tra esigenze di conservazione, tutela ambientale e valorizzazione culturale. In tale prospettiva, i giardini storici e archeologici assumono un ruolo attivo nella mediazione culturale, favorendo una maggiore consapevolezza del patrimonio naturale e archeologico e contribuendo alla diffusione dei valori della sostenibilità.
Il convegno internazionale G.R.E.E.N. nasce con l’obiettivo di promuovere il confronto tra istituzioni culturali, enti di ricerca ed esperti del settore, italiani e stranieri, sulle più avanzate strategie di gestione sostenibile del verde nei contesti archeologici. L’integrazione tra patrimonio naturale e patrimonio archeologico rappresenta infatti una sfida attuale e condivisa, che coinvolge ambiti disciplinari quali l’archeologia, l’architettura del paesaggio, la botanica e la conservazione. Nel corso delle due giornate di lavoro, il Parco Archeologico di Pompei accoglierà contributi scientifici e casi di studio di rilievo internazionale, offrendo un’occasione di dialogo e scambio di buone pratiche e rafforzando la cooperazione tra istituzioni impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio. Attraverso la ricostruzione dei paesaggi storici, l’impiego di specie vegetali documentate dalle fonti e la valorizzazione dei sistemi idraulici antichi, i giardini si confermano come strumenti di conoscenza e di interpretazione, capaci di restituire una visione integrata del patrimonio archeologico e del suo contesto ambientale.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 16 APRILE 2026. Apertura istituzionale: 9.30, saluti di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; introduzione, 10, Maurizio Di Stefano, presidente ICOMOS, Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, NC Italia; 10.30, Lionella Scazzosi, comitato scientifico internazionale sui Paesaggi culturali ICOMOS – IFLA; 11, pausa caffè; Sessione I Gestione dei giardini storici: buone pratiche, strategie innovative e gestione delle risorse idriche per una conservazione sostenibile: 11.30, Maurizio Bartolini – Paolo Mighetto, parco archeologico di Pompei – soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, “Paesaggio e perdura, Pompei tra pietra e terra”, “Progettare il paesaggio archeologico di Pompei: percorsi, Strategie e approcci”; 12, Marco D’Antraccoli, Giardino Botanico e Museo di Pisa, “I giardini botanici come sistemi di patrimonio vivente: spunti gestionali dal Giardino Botanico e Museo dell’Università di Pisa”; 12.30, Sergio Del Ferro – Antonella Mastronardi, istituto Villa Adriana e Villa d’Este, “Strategie di gestione per gli spazi verdi storici e le risorse idriche di Villa Adriana (Tivoli)”; 13, pranzo; 14, Kenneth Lapatin – Brian Houck – Camille Kirk, Getty Museum, “Da Ercolano a Malibu: passato, presente e futuro”; 14.30, Eva Serpe, museo reale di Capodimonte, “OPERE ED ESPERIMENTI: Il sistema di drenaggio nella Foresta Reale di Capodimonte”; 15, Gerd Koch, direttore dei Giardini Federali Austriaci, “Gestione delle acque nei Giardini del Belvedere a Vienna”; 15.30, Davide Bertolini – Sara Tarissi de Jacobis, istituto Villa Adriana e Villa d’Este, “Gestione dell’acqua, dell’energia e del patrimonio nei Giardini Storici: l’approccio integrato di Villa d’Este”; 16, pausa caffè; Sessione II Genotipi e studi varietali e nuove prospettive: ricerca e applicazioni per la sostenibilità: 16.30, Riccardo Aversano, dipartimento di Agraria, università di Napoli Federico II, “Dai semi archeologici alle collezioni viventi: un caso di studio sulla diversità genetica della vite”; 17, Luisa del Piano, CREA (Consiglio per la Ricerca e l’Economia Agraria – Centro di Ricerca per i Cereali e le Colture Industriali), “L’esperienza del CREA incontra una visione olistica per la gestione del patrimonio verde del Parco Archeologico di Pompei”.
PROGRAMMA VENERDÌ 17 APRILE 2026. Sessione III Cultura e coltivazione: sperimentazioni in contesti archeologici e storici: 9.30, Vincenzo Calvanese – Claudia Buonanno, parco archeologico di Pompei, “Parco Archeologico di Pompei: dall’agricoltura antica alle pratiche sostenibili”; 10, Francesco Uliano Scelza, parchi archeologici di Paestum e Velia “Il Parco Archeologico di Velia come polo per la valorizzazione dell’archeologia e dell’agricoltura locale”; 10.30, pausa caffè: 11, Gabriella Strano – Simone Quilici, parco archeologico del Colosseo, “Parco Archeologico del Colosseo: umanità, natura e ricerca scientifica per una visione sostenibile del futuro”; 11.30, Anabel Ford – Abil Castañeda, MesoAmerican Research Center – Protected Area Conservation Trust, “Archeologia sotto la chioma: apprezzare il naturale e il culturale Patrimonio del luogo”; 12, visita guidata agli scavi archeologici; 13.30, pranzo; Sessione IV Spazi verdi e turismo sostenibile nel patrimonio culturale: 14.30, Silvia Barbone – Abdullah AL Hameid AlUla, “Gestire l’oasi culturale di AlUla: un approccio multi-stakeholder al più grande museo a cielo aperto del mondo”; 15, Yogesh Kapoor, Vivaio Sunder, “Gestire i flussi di visitatori in un distretto culturale storico: conservazione, progettazione del paesaggio e governance al Vivaio Sunder”; 15.30, Bokonics Kramlik Márta, Szabadtéri Néparajzi Mùzeum Skanze, “L’impatto dei giardini del Museo ungherese a cielo aperto sul benessere e sulla sostenibilità”; 16, osservazioni finali e pausa caffè di chiusura; dopo la chiusura della conferenza, i partecipanti possono continuare autonomamente la visita al sito archeologico scavi.























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