Per le GEA 2026 la soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli propone tre appuntamenti straordinari: la Villa Augustea di Somma Vesuviana, i Depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli, il cantiere di Archeologia in corso per la TAV ad Afragola

Dal 12 al 13 giugno 2026 la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli aderisce alle Giornate Europee dell’Archeologia 2026 proponendo tre appuntamenti straordinari che accompagneranno i visitatori alla scoperta di alcuni dei più significativi contesti archeologici del territorio metropolitano: la Villa Augustea di Somma Vesuviana, i Depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli, il cantiere di Archeologia in corso: la TAV ad Afragola. Annullata la visita alla Tombe del Cerbero in programma domenica 14 giugno 2026.

Venerdì 12 giugno 2026, Villa Augustea di Somma Vesuviana. Apertura straordinaria del complesso archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana, uno dei più importanti siti archeologici del territorio vesuviano. Le visite guidate si svolgeranno alle 16.30, 17.30 e 18.30. L’accesso è libero e non è prevista prenotazione. I visitatori saranno accolti in ordine di arrivo fino al raggiungimento della capienza consentita. Indirizzo: via Starza della Regina 2, Somma Vesuviana (Na).

Sabato 13 giugno 2026, Depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli. Visita straordinaria ai depositi archeologici del Rione Terra, dove sono conservati reperti provenienti dagli scavi dell’antica Puteoli e da numerosi contesti archeologici dell’area flegrea. Sono previsti due turni di visita alle 9.30 e 11.30. Numero massimo di partecipanti: 15 persone per gruppo. Punto di incontro: via Vecchia delle Vigne snc, Parco Urbano Attrezzato, Pozzuoli (Na).

Sabato 13 giugno 2026, Archeologia in corso: i cantieri della TAV ad Afragola. Un’occasione unica per entrare all’interno di un grande cantiere infrastrutturale e conoscere da vicino il lavoro degli archeologi impegnati nelle attività di tutela e ricerca lungo il tracciato dell’Alta Velocità. La visita guidata si svolgerà alle 9.30. Il punto di incontro è fissato in via Pablo Neruda, nei pressi dell’ingresso al cantiere RFI di Afragola, dove i partecipanti prenotati saranno accolti e accompagnati all’interno dell’area di scavo mediante una navetta messa a disposizione dall’Associazione Movimento Culturale Ideelibere. La visita presenta una difficoltà medio-alta e si svolge all’interno di un cantiere caratterizzato da pavimentazione irregolare e dalla presenza di barriere che dovranno essere superate lungo il percorso. Si raccomanda pertanto di: indossare scarpe da trekking o calzature adeguate; portare acqua; utilizzare cappello e crema solare. Per ragioni di sicurezza la visita non è adatta ai minori di 8 anni né a persone con difficoltà motorie. Numero massimo di partecipanti: 35 persone.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per le GEA 2026 si aprono le porte di depositi e magazzini che custodiscono reperti normalmente non esposti al pubblico, e attività e laboratori didattici per tutti. Ecco il programma

Dal 12 al 14 giugno 2026 tornano le Giornate Europee dell’Archeologia, l’appuntamento di riferimento per il dialogo tra archeologia e società, sotto il coordinamento europeo dell’INRAP (Institut national de recherches archéologiques préventives), sotto l’egida del ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa. L’iniziativa coinvolgerà numerosi Paesi europei con l’obiettivo di presentare al pubblico le più recenti scoperte e attività di ricerca nel campo dell’archeologia e del restauro, sensibilizzando cittadini e comunità sull’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico. L’edizione 2026 è dedicata al tema “Archeologia in corso”, un invito a mettere al centro il processo della ricerca archeologica e a scoprire ciò che avviene dietro le quinte del lavoro. Museo ETRU aderisce all’iniziativa con attività dedicate alle diverse fasce di pubblico. Per l’occasione si apriranno le porte di depositi e magazzini che custodiscono reperti normalmente non esposti al pubblico; sarà possibile scoprire gli interventi di restauro, osservando da vicino le diverse fasi della ricerca e della conservazione del patrimonio. Non mancheranno attività e laboratori didattici rivolti a tutte le età, occasioni preziose di conoscenza, confronto e partecipazione. Le attività e le visite guidate sono gratuite comprese nel biglietto di ingresso al Museo. La prenotazione è obbligatoria per le visite guidate all’indirizzo e-mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it, specificando l’iniziativa a cui si intende partecipare.

Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, nella Sala 35 del Museo, i Servizi Educativi e Accessibilità del Museo vi aspettano per “Etruschi POP”, una divertente attività didattica pensata per i visitatori di tutte le età. Una piacevole pausa lungo il percorso di visita per osservare i capolavori del Museo da una prospettiva inedita e creativa. I partecipanti potranno realizzare un magnete personalizzato con il volto del proprio eroe, personaggio mitologico o divinità preferita, portando con sé un ricordo originale dell’esperienza al Museo. Attività compresa nel biglietto del Museo, fruibile senza prenotazione dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18.

Venerdì 12 giugno 2026, alle 11, Miriam Lamonaca guiderà il pubblico “Dentro il cantiere: i restauri di Villa Giulia”. Un’occasione speciale per entrare nel cuore del cantiere di restauro appena concluso che ha riportato al suo originario splendore gli stucchi, i marmi e le decorazioni parietali del cortile centrale e del Ninfeo. Un intervento complesso e allo stesso tempo affascinante che sarà possibile conoscere da vicino attraverso il racconto delle diverse fasi di intervento, delle tecniche impiegate e delle sfide affrontate nel recupero di questo importante patrimonio storico-artistico. I partecipanti potranno inoltre osservare dal vivo i restauratori impegnati nelle ultime operazioni di rifinitura, scoprendo il lavoro che precede la riconsegna degli spazi restaurati alla fruizione pubblica.

Sabato 13 giugno 2026, alle 11, Luca Mazzocco porterà i visitatori “Dietro le quinte del Museo: visita ai depositi”. Un’apertura eccezionale di spazi normalmente non accessibili ai visitatori, come i depositi custodi di manufatti non esposti, offrendo l’opportunità di comprendere la complessità e la ricchezza del lavoro archeologico: dalla scoperta allo studio, dalla conservazione alla valorizzazione dei reperti. Una vera e propria “incursione” nei luoghi nascosti del Museo che restituisce il senso del lavoro svolto quotidianamente all’interno di Villa Giulia. La visita è rivolta a un massimo di 10 persone. 

Tuscania (Vt). Per le Giornate europee dell’Archeologia tre appuntamenti con il Gruppo Archeologico Città di Tuscania

Le Giornate europee dell’Archeologia 2026 arrivano a Tuscania (Vt) con il Gruppo Archeologico Città di Tuscania che propone tre appuntamenti dedicati alla scoperta del territorio e del suo straordinario patrimonio archeologico. Giovedì 11 giugno 2026, alle 18, nella sede del Gruppo archeologico in via della Rocca 69 a Tuscania, presentazione delle GEA 2026 e del I Quaderno di “Oltre lo Scavo”. Venerdì 12 giugno 2026, alle 21, “Notte dell’Archeologia”: passeggiata-racconto nel centro storico di Tuscania, con partenza da piazza Italia. Sabato 13 giugno 2026, alle 10, visita al progetto di recupero e valorizzazione della Necropoli della Castelluzza. Ingresso libero. Le attività di venerdì e sabato sono riservate ai soli associati.

Bologna. Al dipartimento di Storia Culture Civiltà workshop internazionale “Auguste in transizione”, in presenza, sul ruolo delle donne della famiglia imperiale tra II e III secolo d.C. rappresentazione e ricezione. Ecco il programma

Giovedì 11 giugno 2026, alle 10.30, nell’aula Marco Celio del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, in via Zamboni 38, si tiene in presenza il workshop internazionale “Auguste in transizione”, a cura di Erica Filippini, Beatride Girotti, Manuela Mongardi (Unibo) e Pedro David Conesa Navarro (UMU), col patrocinio del DiSCi – dipartimento di Storia Culture Civiltà, università Alma Mater Studiorum di Bologna e Universidad de Murcia, sul ruolo delle donne della famiglia imperiale tra II e III secolo d.C. rappresentazione e ricezione. Ingresso libero – Posti disponibili: 50.

PROGRAMMA. Alle 10.30, apertura dei lavori con Francesca Cenerini (UniBo); 11, Irene Manas Romero (universidad nacional de Educacion a Distancia) su “Matilda Minor, presencia publica mas alla de Suessa Aurunca”; 11.30, Erica Filippini (UniBo), Pedro David Conesa Navarro (UMU) su “Il ruolo delle Augustae della dinastia severiana tra rappresentazione e ricezione: lo spazio monetale di Giulia Domna e Plautilla”; 12, Elsa Bentolila Sanchez-Seco (universidad autonoma de Madrid) su “La memoria de la Augusta Aquila Severa: pervivencia y rapresentacion en las fuentes textuales, epigraficas y numismaticas”; 13, pausa pranzo; 15.30, Beatrice Girotti (UniBo) su “Tra santità e avarizia: la Mamea della Historia Augusta”; 16, Manuela Mongardi (UniBo) su “Le Auguste dell’anarchia militare tra rappresentazione e ricezione: il caso di Magnia Urbica”; 16.30, discussione; 17, coffee break; 17.30, presentazione del libro “Emilio Emiliano e Cornelia Supera. Potere effimero e memoria duratura di una coppia imperiale nel III secolo d.C.” (Edizioni Quasar, Roma 2025. Monografie di Communitas 3): Marilena Casella (UniMe) ne discute con l’autrice Margherita Cassia (UniCt). Presiedono i lavori della giornata Gaetano Arena (UniCt) e Nelu Zugrava (università “Alexandru Ioan Cuza” di IaSi).

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella di Forio la conferenza “Giardini di Puglia fra utile e diletto” con Vincenzo Cazzato (università di Lecce), quarto appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno

Giovedì 11 giugno 2026, alle 19, ai Giardini La Mortella di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), la conferenza “Giardini di Puglia fra utile e diletto” con Vincenzo Cazzato, professore di Storia dell’Architettura alla Facoltà di Beni culturali dell’università di Lecce e presidente comitato scientifico APGI, quarto appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio”, a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale – quest’anno è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella – promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. La conferenza offrirà un approfondimento sul tema dei giardini che impreziosiscono il paesaggio della Puglia. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, Alessandra Vinciguerra, nella sala Museo dei Giardini La Mortella relazionerà il prof. Vincenzo Cazzato sul tema. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Il giardino pugliese, almeno fino all’Ottocento, ha avuto – al pari del paesaggio circostante – una funzione prevalentemente produttiva, sia che si trattasse del giardino di un palazzo baronale, sia di un giardino urbano o di masseria. Non a caso, nel Settecento la trattatistica legata alla “scuola agraria” pugliese collega la tradizione del giardino alle pratiche agricole. Sarà solo l’Ottocento a decretare in questa regione – insieme alla nascita del concetto di verde pubblico – una tarda affermazione del giardino “informale” e a introdurre nuove specie esotiche, a tutto svantaggio della componente produttiva. Nel Novecento, poi, il giardino, anche per la presenza negli anni Trenta del grande paesaggista fiorentino Pietro Porcinai, è oggetto di un processo di “toscanizzazione” che ha nella Villa Reale di Lecce l’episodio più significativo. Nonostante la natura del terreno – un calcare affiorante, poco adatto agli alberi ornamentali e alle siepi – Porcinai, laddove vi erano un oliveto, una pineta e un agrumeto, propone un giardino in prevalenza di specie sempreverdi, con siepi di Buxus sempervirens, esemplari topiati di Buxus pumila, cipressi potati in forme coniche disposti a formare alte siepi o veri e propri cabinet di verzura. Informazioni e prenotazioni: tel. 081-986220 (dalle 10 alle 18, martedì, giovedì, sabato e domenica).

Ercolano (Na). Per le GEA 2026 il parco archeologico propone tre giorni di incontri, attività didattiche e divulgative che coniugano rigore scientifico e apertura verso la comunità. Ecco il ricco programma tra terme, Villa Campolieto e Villa Sora a Torre del Greco

Il parco archeologico di Ercolano aderisce con un ricco programma alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA) 2026 dedicate al tema “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”, che pone al centro il processo della ricerca, aprendo al pubblico i luoghi e le pratiche del lavoro archeologico: cantieri, laboratori, magazzini, archivi. Fedele a questo spirito, il parco archeologico di Ercolano propone tre giorni di incontri, attività didattiche e divulgative che coniugano rigore scientifico e apertura verso la comunità. “Le Giornate Europee dell’Archeologia rappresentano un’occasione preziosa per condividere con il pubblico non soltanto i risultati della ricerca, ma anche il lavoro quotidiano che rende possibile la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico”, dichiara Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano. “Il tema di quest’anno, “Archeologia in corso”, interpreta pienamente la missione del parco archeologico di Ercolano: aprire cantieri, laboratori e luoghi della ricerca, mostrando come il passato continui a parlare attraverso nuove scoperte e nuove metodologie di indagine. Dalle attività a Villa Sora alle visite straordinarie agli edifici termali, fino alle iniziative dedicate alla mostra “Dall’uovo alle mele”, abbiamo costruito un programma che mette al centro la partecipazione, la conoscenza e il dialogo con la comunità, rendendo i visitatori protagonisti del processo di scoperta del patrimonio culturale”.

Le Terme Suburbane di Herculaneum (foto paerco)

LE TERME DI ERCOLANO: VISITE GUIDATE AL PARCO. In coerenza con il programma delle GEA le attività di visita proposte dal Parco si concentrano sabato 13 e domenica 14 giugno 2026. In queste due giornate il parco archeologico di Ercolano apre al pubblico un itinerario guidato dedicato agli impianti termali della città antica. Il percorso accompagna i visitatori alla scoperta dei principali complessi termali di Ercolano: le Terme Centrali, le Terme della Casa dell’Albergo e le Terme Suburbane. In via del tutto eccezionale verranno aperte al pubblico le Terme della Casa dell’Albergo, unico esempio ad Ercolano di complesso termale privato, annesso ad una delle più ampie dimore della città. Occasione altrettanto esclusiva sarà la visita al cantiere di restauro delle Terme suburbane, l’edificio termale di età romana meglio conservato al mondo, testimonianza della raffinatezza architettonica e dell’alto livello tecnologico raggiunto dall’antica Ercolano. Le visite si svolgeranno alle 9.30, per due gruppi in lingua italiana e alle 11.30 per due gruppi in lingua inglese. Ciascun gruppo è composto da un massimo di 15 persone. La visita dura circa 1 ora. L’attività è gratuita, previa acquisizione del biglietto ordinario di ingresso al Parco. Prenotazione obbligatoria online o tramite call center 081 0106490. Ritrovo al Visitor Centre del Parco.

Prenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/gli-edifici-termali-di-ercolano-visite-in-occasione-delle-gea-2026/.

La mostra “Dall’uovo alle mele” a Villa Campolieto a Ercolano (foto paerco)

TRE GIORNI DI ATTIVITÀ AL PARCO E ALLA MOSTRA “DALL’UOVO ALLE MELE”. Nei tre giorni delle GEA – venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, il parco archeologico di Ercolano propone, in collaborazione con Coopculture, un programma di attività gratuite legate alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antica Ercolano”, ospitata a Villa Campolieto fino al 14 giugno 2026. Cibus – Itinerario tematico sull’alimentazione: ore 10, il 12, 13, 14 giugno 2026. Un percorso tematico dedicato all’alimentazione nell’antica Ercolano, tra thermopolia, botteghe e culinae. L’esperienza prosegue alla scoperta della mostra, dove si esplora la storia del gusto e della cultura alimentare in età romana attraverso reperti organici e monumenti di straordinaria conservazione. Gratuito con biglietto d’ingresso al Parco + mostra. Durata: 150’ + 60’. Prenotazione al link  https://www.coopculture.it/it/prodotti/cibus-in-occasione-delle-gea-2026/. Panem et Condimenta – Lettura animata, ore 15, il 12, 13, 14 giugno 2026. Un viaggio drammatizzato tra sapori, usanze e curiosità del mondo antico, guidato da brani di Catone, Varrone, Columella, Plinio e Galeno. Dalle umili zuppe di farro ai raffinati banchetti con spezie orientali, il racconto svela come il cibo fosse arte, medicina e strumento di potere. Gratuito con biglietto di ingresso alla mostra. Durata: 90’ Prenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/poi/parco-archeologico-di-ercolano/. Il piatto perfetto – Visita-laboratorio per famiglie: ore 17, il 12, 13, 14 giugno 2026. I partecipanti diventano aspiranti nutrizionisti dell’antichità: dopo la visita alla mostra, dovranno comporre il loro “piatto perfetto” combinando sagome di alimenti romani, imparando le basi della nutrizione attraverso il sapere antico. Per i più piccoli, la possibilità di realizzare le sagome in laboratorio. Gratuito con biglietto d’ingresso alla mostra. Durata: 90’. Prenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/il-piatto-perfetto-visita-in-occasione-delle-gea-2026/.

Decorazioni scoperte a Villa Sora a Torre del Greco: airone (foto mic)

IL CUORE DEL PROGRAMMA: LA GIORNATA DI STUDI A VILLA SORA (TORRE DEL GRECO). Venerdì 12 giugno 2026 si tiene l’appuntamento più atteso: una giornata di studi interamente dedicata ai risultati delle indagini archeologiche a Villa Sora (campagna 2025–2026), presso Palazzo Vallelonga, Torre del Greco (Na). Villa Sora è un’area di straordinaria importanza nell’ambito del sistema insediativo costiero romano nel Golfo di Napoli. Le campagne di scavo recentemente condotte dal parco archeologico di Ercolano, in collaborazione con il Packard Humanities Institute (PHI), hanno restituito dati inediti sulla villa d’otium, sulla ripresa della vita dopo l’eruzione del 79 d.C., sulla decorazione musiva e sugli affreschi, aprendo nuovi scenari interpretativi sul paesaggio antico. La giornata, coordinata scientificamente da Domenico Camardo, Marina Caso e Federica Colaiacomo (direttrice del parco archeologico di Ercolano), si articola in due sessioni di lavori. L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Torre del Greco e la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco e il supporto di Villa Montedoro Ricevimenti e Wedding e NeonSorrento. Le visite guidate a Villa Sora: ore 10.30 – 12.45. Sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, in piena coerenza con il tema delle GEA 2026 “Archeologia in corso”, l’area archeologica di Villa Sora apre eccezionalmente al pubblico con visite guidate a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano. A conclusione della giornata di studi di venerdì 12, i visitatori potranno osservare da vicino il cantiere e i risultati delle indagini archeologiche, scoprendo direttamente sul campo i luoghi e le pratiche della ricerca. La partecipazione è su prenotazione: archeotorre@gmail.com – cell. 379 2196736.

Pompei. Per le GEA 2026 il parco archeologico apre i cantieri per raccontare “in diretta” il lavoro degli archeologi: Casa di Giulio Polibio, Tombe di Porta Stabia, Insula Occidentalis, Insula Meridionalis, Granai del Foro, e i depositi del museo Archeologico di Stabia “D’Orsi”

Raccontare “in diretta” il lavoro sul campo di archeologi, restauratori, architetti e ingegneri, aprendo al pubblico cantieri di restauro e depositi di reperti con l’obiettivo di rendere i luoghi dell’archeologia e della ricerca spazi di confronto con i visitatori, in una dimensione inclusiva e accessibile. Così il parco archeologico di Pompei aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA), in programma in tutta Europa nei giorni venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026. Il tema di questa edizione è “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”. Al centro c’è il processo della ricerca archeologica, la valorizzazione del “dietro le quinte” del lavoro – cantieri, magazzini, depositi, laboratori, archivi, biblioteche – come spazi di conoscenza, racconto e partecipazione, attraverso l’apertura dei contesti operativi al pubblico. In piena aderenza al tema centrale delle Giornate, il Parco Archeologico di Pompei propone visite a cantieri di scavo e di restauro ma anche a depositi di reperti. Le visite ai cantieri del sito di Pompei, a cura dei funzionari del Parco, dureranno circa 45 minuti nella fascia oraria indicata, per un numero massimo di 30 persone per volta. Accesso fino ad esaurimento posti, prenotazione non necessaria.

Il fronte dell’Insula Occidentalis a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Venerdì 12 giugno 2026 a Pompei sono previsti tre appuntamenti. Dalle 9 alle 13 sarà possibile visitare i cantieri di restauro dell’Insula Meridionalis e della Casa di Giulio Polibio, mentre dalle 13 alle 17 è prevista la visita ai depositi dei Granai del Foro. L’intervento di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis di Pompei, uno più articolati quartieri del sito archeologico – visibile lungo il viale delle Ginestre di ingresso al sito – un tempo affacciato scenograficamente sul Golfo di Napoli e sulla vallata del Sarno, rappresenta un esempio di cantiere estremamente complesso a causa della morfologia dell’area e della tipologia degli edifici oggetto dei lavori. Visite a cura dell’archeologo Antonino Russo. La Casa di Giulio Polibio, una tra le domus più significative della città antica, è nota per le sue decorazioni pittoriche e per l’importanza storica del proprietario. Attualmente è oggetto di un articolato intervento di restauro finalizzato alla sua riapertura al pubblico e alla conservazione a lungo termine. Visite a cura dell’architetto Annamaria Mauro. Nel pomeriggio, invece, sarà possibile vedere i depositi dei Granai del Foro con visite a cura dell’archeologo Alessandro Russo. Sarà illustrato il progetto di allestimento dei Granai del Foro, il cui obiettivo è riqualificare e rifunzionalizzare gli spazi per consentire sia lo studio che l’esposizione dei reperti, migliorando la comprensione della vita quotidiana a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.

Necropoli di Porta Stabia a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Sabato 13 giugno 2026 l’appuntamento (dalle 9 alle 13) è con la visita ad altri due cantieri. I visitatori potranno accedere al cantiere di scavo e restauro delle Tombe di Porta Stabia e al cantiere di restauro dell’Insula Occidentalis. L’area della necropoli di Porta Stabia si trova all’esterno del perimetro urbano della città antica. È caratterizzata da ricche sepolture, tra cui due tombe a schola di personaggi illustri e altre tombe monumentali, tra cui quella di G.A. Alleius Nigidius Maius. Il progetto mira alla conservazione del bene culturale attraverso attività di prevenzione, manutenzione e restauro. Visite a cura dell’architetto Raffaele Martinelli. Il cantiere di messa in sicurezza, restauro e fruizione dell’Insula Occidentalis di Pompei, ha l’obiettivo di restituire al pubblico le straordinarie ville urbane di Marco Fabio Rufo e di Maio Castricio, della Casa del Bracciale d’Oro e della Biblioteca, affacciate sul Golfo di Napoli e finora non accessibili. Il grandioso complesso della Regio VI è situato ai margini della città antica, non distante dal Foro. Quattro terrazze panoramiche, digradanti scenograficamente verso il mare, offrono al visitatore un’emblematica testimonianza del gusto romano di vivere in fastose ed eleganti dimore dove il paesaggio costituisce uno degli elementi predominanti della stessa composizione architettonica. Visite a cura della restauratrice Teresa Argento.

I depositi del museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)

Domenica 14 giugno 2026, infine, è in programma l’apertura straordinaria, dalle 9 alle 13, dei depositi archeologici del museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, con visite a cura dell’archeologa Maria Rispoli, secondo due turni di visita alle 10 e alle 12 per gruppi di massimo 30 persone. Prenotazione non necessaria. I depositi sono visitabili anche in autonomia. I visitatori avranno la possibilità di immergersi nella “filiera archeologica” e di conoscere il lavoro di tutela, restauro e ricerca che solitamente si svolge dietro le quinte. L’accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al museo Archeologico di Stabia.

Aquileia (Ud). In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, gli Open-day dei cantieri di scavo (solo sabato 13), aperture straordinarie, passeggiate, visite guidate, archeologia sperimentale e musica. Ecco il ricco programma della tre giorni GEA

Dal 12 al 14 giugno 2026, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, Aquileia si anima con gli Open-day dei cantieri di scavo (solo sabato 13), aperture straordinarie, passeggiate, visite guidate, archeologia sperimentale e musica. Il programma è frutto della sinergia tra Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia, direzione regionale Musei FVG – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, le università di Padova, Trieste, Udine e Verona, la Pro Loco Aquileia e l’Associazione Nazionale per Aquileia. Durante tutto il weekend delle Giornate Europee dell’Archeologia sarà possibile usufruire gratuitamente del servizio di audioguida “Aquileia, i tesori di un’antica metropoli romana: walking tour con audioguida”, messo a disposizione da PromoTurismoFVG, per passeggiare in completa libertà e scoprire uno dei siti archeologici più importanti d’Italia. L’audioguida potrà essere ritirata presso l’Infopoint PromoTurismoFVG (via Giulia Augusta 11) dalle 9 alle 16. Per maggiori informazioni: info.aquileia@promoturismo.fvg.it  – 0431 919491.

PROGRAMMA VENERDÌ 12 GIUGNO 2026. Presentazione “Il progetto XRculture e le sue applicazioni: digitalizzazione 3D per i musei”, dalle 10 alle 13, al museo Archeologico nazionale. Giornata di presentazione dei risultati del progetto europeo XRCulture. XRculture è il progetto europeo che grazie alle nuove tecnologie come intelligenza artificiale e realtà estesa (XR) mira a creare modelli 3D ad alta qualità, esperienze immersive e strumenti innovativi per la conoscenza del patrimonio culturale nei musei e nelle istituzioni culturali di tutta Europa. Il progetto vede la collaborazione del ministero della Cultura e dell’ICCD (Istituto Centrale per la Catalogazione e la Documentazione) e vanta la partecipazione di numerosi partner italiani e stranieri, che nella giornata odierna dialogheranno e presenteranno al pubblico i risultati del lavoro svolto. Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in collaborazione con ICCD. Inaugurazione “Restituire forma alle cose perdute. La coppa diatreta di Aquileia”, alle 15.15, al museo Archeologico nazionale. Inaugurazione della vetrina olografica sperimentale realizzata nell’ambito del progetto XRCulture – eXplore & Reuse 3D cultural heritage within the Data Space. Ingresso gratuito su prenotazione obbligatoria a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in collaborazione con ICCD.

Concerto inaugurale della stagione 2026 dei concerti in basilica, alle 20.45, nella basilica patriarcale di Aquileia. La Basilica Patriarcale di Aquileia organizza annualmente, da trentotto edizioni, la sua personale stagione dei Concerti in Basilica. Quest’anno l’inaugurazione sarà il 12 giugno 2026. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite. Tutte le informazioni sul sito www.basilicadiaquileia.it. A cura della Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia.

PROGRAMMA SABATO 13 GIUGNO 2026. Shinrin Yoku “Bagno di foresta nell’area archeologica dell’antico porto fluviale di Aquileia”, alle 10, con ritrovo in piazza Capitolo alle 9.50. Il termine Shirin- yoku (森林浴, “Forest bathing” o “Bagni di foresta”) nasce nel 1982 e promuove il risveglio dei sensi attraverso lentezza, suoni, textures, profumi e respirazione nella natura. Dal 2025, la Stazione di Terapia Forestale FVG insieme ad alcuni dei massimi esperti giapponesi sul tema e alla International Society of Forest Therapy, propongono i Bagni di foresta non solo come attività episodica, ma anche come ‘percorso’ di riavvicinamento graduale alla natura, ossia come ‘Via’. Lo ShinrinYoku-Dō 森林浴道 consente di aumentare l’apporto individuale alla difesa della natura e di generare benefici psicologici e fisiologici che durano più a lungo nel tempo, creando così un circuito virtuoso che può portare a una vera e propria partnership tra uomo e natura e un riequilibrio generale. Abbigliamento consigliato: tipico per camminate in natura con scarpe da ginnastica o scarponcini, pantaloni lunghi, camicia/t-shirt manica lunga, felpa/pile, giacca, k-way o mantellina, facoltativo un tappettino-stuoino o una copertina. Animali non ammessi. Età minima: 16 anni (se minorenne, accompagnato da un adulto, parimenti iscritto all’attività). Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria (massimo 20 persone) su Eventbrite @FondazioneAquileia. Per informazioni: www.fondazioneaquileia.it. A cura della Fondazione Aquileia e Stazione di Terapia Forestale FVG-ITALIA, Eco&Salute Soc. Coop. – servizi ecosistemici per la salute umana.

Dimostrazioni di lavorazione del vetro secondo tecniche antiche con il forno ‘romano’ (foto fondazione aquileia)

Lavorazione sperimentale di vetro con un forno “romano”, dalle 10.30 alle 13, dalle 15 alle 19, nell’area archeologica dei mercati tardo-antichi (fondo Pasqualis). Dimostrazioni di lavorazione del vetro secondo tecniche antiche (soffiatura libera e dentro stampo, lavorazione a mosaico, ecc.) con il forno ‘romano’ a legna e con la partecipazione di maestri vetrai di scuola muranese. Partecipazione gratuita senza prenotazione. Per informazioni: assaquileia@libero.it. A cura della Fondazione Aquileia e Associazione Nazionale per Aquileia APS

Passeggiata guidata “Caccia al reimpiego”, dalle 10.30 alle 12.30, alla Casa Bertoli in via Popone 6. Passeggiata guidata nel centro di Aquileia per imparare a leggere le murature degli edifici e a riconoscere i frammenti dei materiali antichi recuperati e utilizzati nella loro costruzione. Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria (massimo 30 posti) a assaquileia@libero.it. A cura dell’Associazione Nazionale per Aquileia APS

Open day all’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Archeo open day: visite con l’archeologo ai cantieri di scavo dalle 10.30 alle 13, dalle 16.30 alle 19. Gli archeologi e i restauratori della Fondazione Aquileia e delle Università accolgono i visitatori per raccontare le nuove scoperte, i reperti emersi nelle ultime campagne di scavo, le storie e i costumi dell’Aquileia antica. 
Aree archeologiche: Foro – Decumano e Mura a zig-zag – Grandi Terme – Teatro romano – Antico Porto Fluviale – Antichi Mercati (Fondo Pasqualis) – Domus romane (Fondo CAL) – Domus dei Putti Danzanti.
Ingresso libero senza prenotazione. A cura della Fondazione Aquileia, Università di Padova, Università di Verona, Università di Trieste, Università di Udine, Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per il FVG.

Conferenza “Il colore della meraviglia: la coppa diatreta dalla domus dei Putti danzanti tra realtà e digitale”, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Aquileia. Conferenza a cura di Emanuela Murgia sul frammento di vetro diatreta rinvenuto dall’equipe dell’Università di Trieste nello scavo in concessione ministeriale della Domus dei Putti Danzanti di Aquileia e per la prima volta esposto al museo in occasione delle GEA 2026. Al termine dell’evento e per tutto il fine settimana sarà possibile inoltre visionare la vetrina olografica realizzata nell’ambito del progetto XRculture in collaborazione con ICCD. Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria a: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia in collaborazione con Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Studi Umanistici e Fondazione Aquileia.

Esposizione “XRCulture: una vetrina olografica al servizio delle collezioni museali”, dalle 12 alle 17, al museo Archeologico nazionale. Esposizione della vetrina olografica sperimentale realizzata nell’ambito del progetto XRCulture – eXplore & Reuse 3D cultural heritage within the Data Space. Saranno presenti i tecnici e gli archeologi che hanno collaborato al progetto. Accesso compreso nel biglietto di ingresso al Museo. Per informazioni: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in collaborazione con ICCD.

Visita guidata “Sotto la superficie”, alle 12, al museo Archeologico nazionale di Aquileia. Visita guidata ai depositi museali aperti al pubblico. Accesso compreso nel biglietto di ingresso al Museo. Per informazioni: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia. Visita guidata “Riscoprire Casa Bertoli nei suoi aspetti architettonici e decorativi”, dalle 15.30 alle 19. Visite guidate ogni 30 minuti. Ultima entrata alle 18.30, alla Casa Bertoli, via Patriarca Popone 6. Visita guidata alla casa del canonico Giandomenico Bertoli, padre della ricerca archeologica di Aquileia, tra aspetti architettonici, affreschi medievali e “pietre iscritte”. Partecipazione gratuita senza prenotazione. Per informazioni: assaquileia@libero.it A cura dell’Associazione Nazionale per Aquileia APS e Soprintendenza ABAP per il FVG.

Shinrin Yoku “Bagno di foresta nell’area archeologica dell’antico porto fluviale di Aquileia”, alle 16, con ritrovo in piazza Capitolo alle 15.50. Il termine Shirin- yoku (森林浴, “Forest bathing” o “Bagni di foresta”) nasce nel 1982 e promuove il risveglio dei sensi attraverso lentezza, suoni, textures, profumi e respirazione nella natura. Dal 2025, la Stazione di Terapia Forestale FVG insieme ad alcuni dei massimi esperti giapponesi sul tema e alla International Society of Forest Therapy, propongono i Bagni di foresta non solo come attività episodica, ma anche come ‘percorso’ di riavvicinamento graduale alla natura, ossia come ‘Via’. Lo ShinrinYoku-Dō 森林浴道 consente di aumentare l’apporto individuale alla difesa della natura e di generare benefici psicologici e fisiologici che durano più a lungo nel tempo, creando così un circuito virtuoso che può portare a una vera e propria partnership tra uomo e natura e un riequilibrio generale. Abbigliamento consigliato: tipico per camminate in natura con scarpe da ginnastica o scarponcini, pantaloni lunghi, camicia/t-shirt manica lunga, felpa/pile, giacca, k-way o mantellina, facoltativo un tappettino-stuoino o una copertina. Animali non ammessi. Età minima: 16 anni (se minorenne, accompagnato da un adulto, parimenti iscritto all’attività). Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria (massimo 20 persone) su Eventbrite @FondazioneAquileia. Per informazioni: www.fondazioneaquileia.it. A cura della Fondazione Aquileia e Stazione di Terapia Forestale FVG-ITALIA, Eco&Salute Soc. Coop. – servizi ecosistemici per la salute umana.

Convegno “La domus romana di Tito Macro ad Aquileia: il restauro, la protezione e valorizzazione”, alle 17, alla Domus di Tito Macro. Saluti istituzionali: Emanuele Zorino, sindaco del Comune di Aquileia
Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla cultura e allo sport della Regione FVG. Intervengono:
Cristiano Tiussi direttore di Fondazione Aquileia; Eugenio Vassallo, architetto; Pierluigi Grandinetti, architetto; Paola Ventura, soprintendente SABAP per il FVG; ​Gabriele Botti, funzionario architetto SABAP per il FVG; Jacopo Bonetto, professore ordinario dell’università di Padova. Ingresso libero, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti

Passeggiata “La salvezza viene dal riuso: storia di un monastero che diventa museo”, alle 20.30, con ritrovo in piazza Pirano, Aquileia. Gli edifici spesso vivono molte vite e raccontano molte storie, è così anche per l’antico monastero benedettino di Aquileia diventato oggi il Museo paleocristiano. Partecipazione gratuita su prenotazione consigliata a prolocoaquileia@libero.it. A cura della Pro Loco Aquileia aps.

PROGRAMMA DOMENICA 14 GIUGNO 2026. Esposizione “XRCulture: una vetrina olografica al servizio delle collezioni museali”, dalle 10 alle 17, al museo Archeologico nazionale. Esposizione della vetrina olografica sperimentale realizzata nell’ambito del progetto XRCulture – eXplore & Reuse 3D cultural heritage within the Data Space. Saranno presenti i tecnici e gli archeologi che hanno collaborato al progetto. Accesso compreso nel biglietto di ingresso al Museo. Per informazioni: museoaquileiaeventi@cultura.gov.it  – 0431 91016. A cura del museo Archeologico nazionale di Aquileia, in collaborazione con ICCD.

Lavorazione sperimentale di vetro con un forno “romano”, dalle 10.30 alle 13, dalle 15 alle 19, nell’area archeologica dei mercati tardo-antichi (fondo Pasqualis). Dimostrazioni di lavorazione del vetro secondo tecniche antiche (soffiatura libera e dentro stampo, lavorazione a mosaico, ecc.) con il forno ‘romano’ a legna e con la partecipazione di maestri vetrai di scuola muranese. Partecipazione gratuita senza prenotazione. Per informazioni: assaquileia@libero.it. A cura della Fondazione Aquileia e Associazione Nazionale per Aquileia APS.

“Le voci dell’arte”: LETTURE TRATTE DAL LIBRO “Il Milite Ignoto e il Cimitero degli Eroi di Aquileia”, Treviso, ZeL Edizioni, 2024, alle 20.15, con ritrovo in piazza Capitolo (poi svolgimento all’interno del Cimitero degli Eroi). Si leggono a più voci brani di lettere o provvedimenti ufficiali risalenti al tempo della Prima guerra mondiale aventi riferimento alla nascita e allo sviluppo del Cimitero degli Eroi. Partecipazione gratuita su prenotazione obbligatoria a storia.aquileia@gmail.com (massimo 40 partecipanti per ciascun turno). A cura della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia e del Fogolar Furlan di Aquileia.

San Lorenzo Bellizzi (Cs). Al Centro di ricerca speleo-archeologica la tavola rotonda “Grotte preistoriche dal Pollino all’Orsomarso. Conoscenza, tutela, valorizzazione” e inaugurazione della mostra fotografico-documentaria “Grotte preistoriche dal Pollino all’Orsomarso”. Ecco il programma

Mercoledì 10 giugno 2026, alle 16, nella sala conferenze del Centro di ricerca speleo-archeologica (Centro Polifunzionale, Rione Sgrotto, via Saragat s.n.c.), a San Lorenzo Bellizzi (Cs), la tavola rotonda “Grotte preistoriche dal Pollino all’Orsomarso. Conoscenza, tutela, valorizzazione”, aperta a tutti, prende spunto dall’eccezionale ricchezza quantitativa e pregio qualitativo dei giacimenti archeologici, perlopiù di epoca preistorica, presenti nelle cavità naturali della Calabria settentrionale, ubicati tra massiccio del Monte Pollino e Monti dell’Orsomarso. Saranno presenti all’evento rappresentanti della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Provincia di Cosenza, dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, del Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”, dell’università di Bologna, della Fondazione MIdA e della Missione di ricerca speleo-archeologica “Pietra Sant’Angelo”. La manifestazione è ospitata dal Comune di San Lorenzo Bellizzi, particolarmente attento alle tematiche di carattere archeologico vista la presenza nel proprio territorio di importanti siti pre-protostorici in grotta, oggetto dal 2017 di puntuali scavi e ricerche.

PROGRAMMA. Introduce e modera Andrea Mazzotta, giornalista. Dopo i saluti istituzionali di Antonio Cersosimo, sindaco del Comune di San Lorenzo Bellizzi, e Paola Aurino, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, intervengono: Felice Larocca, Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo De Medici”, su “Grotte, caverne e ripari sottoroccia: un patrimonio straordinario”; Paola Aurino e Mariangela Barbato, Sabap-Cs, su “Conoscere per tutelare: un progetto di censimento delle grotte d’interesse archeologico”; Donata Luiselli, università di Bologna, su “Lo studio del DNA antico nei contesti sotterranei: una nuova prospettiva”; Luigi Lirangi, commissario ente parco nazionale del Pollino, su “Il ruolo del Parco Nazionale del Pollino per la valorizzazione dei siti sotterranei”; Maria Rosaria Carfagna, presidente Fondazione MIdA-musei integrati dell’Ambiente, su “Grotte archeologiche tra ricerca e turismo: il caso delle Grotte di Pertosa-Auletta”. A seguire l’inaugurazione della mostra fotografico-documentaria “Grotte preistoriche dal Pollino all’Orsomarso”.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale è tornato il “Torso di Livorno”, straordinaria scultura in bronzo parte delle Collezioni medicee di Cosimo I, dopo un articolato progetto di restauro sostenuto dai Friends of Florence. Ecco la storia del Torso e del suo recupero. E a settembre protagonista di un convegno scientifico e della mostra “Broken. Il potere del frammento” a Palazzo Strozzi

Daniele Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, mostra il “Torso di Livorno” rientrato al MAF (foto maf)

Fa parte dei Grandi Bronzi delle Collezioni Medicee. È il celebre “Torso di Livorno” straordinaria scultura in bronzo che dal 9 giugno 2026 è di nuovo visitabile al museo Archeologico nazionale di Firenze dopo un lungo lavoro che l’ha visto protagonista di un articolato progetto di restauro, studio tecnologico e indagine scientifica avanzata coordinato da specialisti italiani e internazionali. L’intervento conservativo, iniziato nel 2024, è stato possibile grazie al sostegno dei Friends of Florence, alla professionalità del restauratore Nicola Salvioli e alla lungimiranza di Mario Iozzo, allora alla guida del Museo. Il restauro, particolarmente complesso per la variabilità della superficie e per le criticità conservative dell’opera, è stato affiancato da uno studio analitico della lega metallica e delle tecniche di realizzazione. E dopo l’estate il Torso sarà protagonista della mostra “Broken. Il potere del frammento” a Palazzo Strozzi dal 25 settembre 2026.

Daniele Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, e Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence, davanti al Torso di Livorno (foto maf)

“È stata un’indagine appassionante”, commenta Daniele F. Maras, direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, “in cui le competenze di diverse discipline scientifiche e umanistiche si sono intrecciate all’insegna del restauro, per raccontare la lunghissima storia del bronzo antico, dalla sua realizzazione alla permanenza sotto le acque del mare fino all’esposizione nelle collezioni granducali, quindi al museo. Un lavoro di squadra tra tanti specialisti che mette in luce il ruolo attivo del museo come centro di ricerca e di conoscenza sul patrimonio archeologico; ma anche una nuova e preziosa collaborazione con i Friends of Florence, che rinsalda il rapporto tra la collezione e il suo pubblico più generoso e appassionato”. “Con il restauro del Torso di Livorno, Friends of Florence è lieta di rinnovare la propria collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze”, annuncia Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence, “sostenendo un progetto che ha saputo coniugare conservazione, ricerca e approfondimento scientifico. Un intervento che ha restituito leggibilità e stabilità all’opera e ha consentito di approfondirne la storia, i materiali e la tecnica esecutiva. Siamo profondamente grati ai Signori Lauri e Michael Corliss: grazie alla loro generosa donazione, Friends of Florence ha potuto sostenere e rendere possibile questo importante progetto, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione di un’opera che oggi può raccontare al pubblico una storia ancora più ricca e completa. Il nostro ringraziamento va anche a tutto lo staff del museo per la preziosa collaborazione e a Nicola Salvioli che ha curato il restauro dell’opera coordinando, un articolato e innovativo percorso di diagnostica e ricerca”.

Il “Torso di Livorno” prima del restauro, ancora con le “patinature lorenesi” (foto maf)

Annoverato fra i Grandi Bronzi del museo, il Torso faceva parte delle collezioni medicee sin dai tempi di Cosimo I (1537-1574) e figura tra le opere più rappresentative della Galleria già nel celebre dipinto La Tribuna degli Uffizi (1772-1778) di Johann Zoffany. Ancora avvolta nel mistero rimane la sua origine, già in passato ci si interrogava se fosse un originale greco o una copia romana, se fosse davvero stato rinvenuto al largo di Livorno o se da sempre appartenesse alle gallerie medicee, quello che è certo, come emerso anche dalle analisi del restauro, è che l’opera ha avuto una lunga permanenza subacquea. Come molti altri bronzi provenienti dalle antiche collezioni medicee, anche il Torso era ricoperto da spesse stesure superficiali scure, le cosiddette “patinature lorenesi”, che è stato indispensabile rimuovere per poter intervenire sulla corrosione della lega metallica. Così sono state riportate alla luce le variazioni di colore della superficie metallica, inoltre il restauro ha consentito di mappare accuratamente i tasselli e residui di conchiglie e concrezioni marine presenti all’interno della scultura.

Il “Torso di Livorno” nei laboratori dell’Institute Laue-Langevin (ILL) di Grenoble, in Francia (foto maf)

Per approfondire i numerosi interrogativi ancora aperti sull’opera, è stata avviata una vasta campagna diagnostica che ha previsto l’impiego di tecniche non invasive e micro-invasive finalizzate allo studio della lega metallica e dei suoi processi di alterazione. Inoltre, già nel giugno 2024 il Torso è stato sottoposto ad avanzate analisi presso l’Institute Laue-Langevin (ILL) di Grenoble, in Francia: per la prima volta la tecnica dell’imaging neutronico (usata per penetrare materiali densi) è stata applicata a una scultura bronzea di dimensioni monumentali. Il restauro ha rappresentato un’importante occasione di ricerca e approfondimento scientifico, i cui risultati saranno illustrati nel corso di una giornata di studi in programma giovedì 17 settembre 2026 al museo fiorentino. Oltre al restauro, Nicola Salvioli ha curato anche la progettazione del nuovo supporto espositivo della scultura, concepito per garantire una maggiore stabilità strutturale, una più corretta distribuzione dei carichi e una migliore restituzione estetica dell’opera.

Il restauratore Nicola Salvioli mostra il “Torso di Livorno” (foto maf)
Giulia Basilissi, restauratrice del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

OPERAZIONE RESTAURO. Restauro, documentazione grafica 3D, studio e realizzazione del supporto: Nicola Salvioli, coadiuvato da Giorgio Pettiti. Direzione tecnico-scientifica: Barbara Arbeid – Giulia Basilissi. Diagnostica sul metallo, le patine e i prodotti di alterazione: Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, Barbara Salvadori, Silvia Vettori, Sofia Brizzi. Diagnostica neutronica: Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”, Francesco Grazzi, Francesco Cantini; Institute Laue-Langevin (ILL) di Grenoble, Antonella Scherillo, Anna Fedrigo, Alessandro Tengattini. Studio delle terre di fusione: Sonia Mugnaini. Studio dei residui di organismi marini: Università di Firenze – Museo di Storia Naturale La Specola, Gianna Innocenti, Simone Cianfanelli. Documentazione fotografica ufficiale: Antonio Quattrone.

Il “Torso di Livorno”, tra i grandi bronzi della Collezione Medicea, dopo l’intervento di restauro (foto maf)

IL VIAGGIO DEL TORSO NON SI FERMA QUI. Dopo aver trascorso l’estate al museo Archeologico, infatti, dal 25 settembre 2026 il bronzo sarà parte della grande mostra di Palazzo Strozzi “Broken. Il potere del frammento”, in programma fino al 24 gennaio 2027: una grande esposizione che indagherà il tema del frammento dall’archeologia all’arte contemporanea. “Il restauro del Torso di Livorno rappresenta un’occasione di valorizzazione e restituzione al pubblico di un’opera di straordinario significato, che farà parte del percorso della grande mostra di Palazzo Strozzi Broken. Il potere del frammento (25 settembre 2026 – 24 gennaio 2027)”, dichiara Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi. “Un risultato reso possibile grazie al prezioso supporto di Friends of Florence, che ha sostenuto la campagna di restauro, e alla collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze, il cui prestito dell’opera rinnova e rafforza il dialogo tra le istituzioni culturali della città”.