Verona. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Giochi d’inverno. Emozioni e giochi cittadini: duemila anni fa”, realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con reperti dedicati al mondo dei Giochi antichi
Da venerdì 6 febbraio a lunedì 16 marzo 2026 al museo Archeologico nazionale di Verona è possibile visitare la mostra “Giochi d’inverno. Emozioni e giochi cittadini, duemila anni fa”, realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, all’interno di una rassegna che i musei nazionali del Veneto dedicano alle Olimpiadi invernali con la presentazione di opere e reperti dedicati all’inverno, allo sport e con esso alla cura del corpo. Sono esposti per l’occasione alcuni significativi reperti, provenienti dai depositi, dedicati al mondo dei Giochi antichi, in particolare nell’età romana. L’esposizione mira a valorizzare la storia e il territorio della regione del Veneto, il patrimonio artistico-culturale, materiale e immateriale nel segno dello Sport, della natura e dell’uomo. La visita all’esposizione è compresa nel regolare biglietto d’ingresso, nei giorni e nei consueti orari di apertura. Info: 045.591211; drm-ven.museoverona@cultura.gov.it
Olimpiadi Milano-Cortina. Nelle sedi di Casa Italia la ricostruzione virtuale della Tomba delle Olimpiadi basata su studi, fonti storiche e iconografiche, realizzata in collaborazione con il parco archeologico di Tarquinia e Cerveteri

Olimpiadi Milano-Cortina: a Casa Italia la ricostruzione virtuale della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia (foto mic)
Grazie alla collaborazione tra il CONI e il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il tour in realtà virtuale della Tomba delle Olimpiadi, una delle più affascinanti testimonianze dell’arte pittorica etrusca, è protagonista a Casa Italia, il quartier generale dell’Italia olimpica durante i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026. Attualmente, grazie ad uno straordinario prestito del PACT, i pannelli originali della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia sono esposti all’interno della mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, organizzata e promossa dalla Fondazione Luigi Rovati a Milano. Dal 6 febbraio 2026 il pubblico nelle sedi di Casa Italia può dunque ammirarne anche la ricostruzione virtuale che permette ai visitatori di esplorare integralmente l’ambiente originario e di osservare gli affreschi con un livello di dettaglio difficilmente raggiungibile durante la visita fisica. Un lavoro di ricostruzione basato su studi, fonti storiche e iconografiche, realizzato in collaborazione con il PACT – parco archeologico di Tarquinia e Cerveteri.

Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia: rilievi preparatori per la ricostruzione virtuale (foto skylabstudios)
Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle più avanzate tecnologie immersive, Skylab Studios ha realizzato un tour virtuale che permette di entrare letteralmente all’interno della tomba, vivendo un’esperienza unica tra storia, innovazione e patrimonio culturale. Il tour offre una ricostruzione dettagliata degli affreschi, scene e simboli che raccontano il legame tra mondo etrusco e cultura sportiva. L’esperienza è arricchita da hotspot informativi, disponibili in italiano e inglese, che approfondiscono la storia della tomba, le circostanze della sua scoperta nel 1958 alla vigilia dei Giochi di Roma 1960, le tecniche pittoriche e il significato delle discipline sportive raffigurate.
Per completare il percorso, Skylab Studios ha sviluppato un avatar digitale ispirato all’iconografia della tomba, realizzato con tecniche di intelligenza artificiale generativa, che accompagna i visitatori offrendo un punto di vista unico sul significato simbolico e rituale dello sport nel mondo antico. Questa esperienza è parte integrante del percorso di visita di Casa Italia durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026: una postazione dedicata con visori VR permette a ospiti, delegazioni e visitatori di vivere in prima persona l’emozione di questo viaggio nel tempo, valorizzando il patrimonio italiano in una delle vetrine internazionali più importanti al mondo.
Palestrina (RM). Al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile la conferenza “L’ager gabinus nell’età del Bronzo” con Francesco di Gennaro nell’ambito della mostra “Gabii: le origini”
A Palestrina (RM) inizia subito il ciclo di conferenze previste nell’ambito della mostra “Gabii: le origini”, aperta fino al 31 ottobre 2026 al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste (vedi Palestrina (Rm). Al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste la mostra “Gabii: le origini”, a cura di Martina Almonte, Marco Fabbri e Federica Zabotti, che racconta la nascita di Gabii | archeologiavocidalpassato). Appuntamento venerdì 6 febbraio 2026, alle 17, nella sala conferenze del Palazzo dell’ex Seminario Vescovile del Foro di Praeneste, con la conferenza “L’ager gabinus nell’età del Bronzo” con Francesco di Gennaro. Partecipazione gratuita, fino a esaurimento dei posti.
Francesco di Gennaro, studioso di riferimento per l’archeologia protostorica e delle antichità italiche, ha dedicato le sue ricerche all’età del Bronzo e del Ferro nell’Italia centrale e all’organizzazione degli insediamenti del territorio medio tirrenico. Funzionario e dirigente del ministero della Cultura, ha ricoperto incarichi di responsabilità scientifica e di tutela in importanti contesti del Lazio e come Soprintendente nei musei e in diverse regioni italiane. Ha svolto inoltre attività didattica universitaria come professore a contratto di Antichità Italiche all’università di Cassino.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale “Arte, memoria e città”, incontro con l’artista Christian Leperino, ultimo appuntamento del ciclo “Dialoghi sull’Arte”
Giovedì 5 febbraio 2026, alle 17, sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, “Arte, memoria e città”, incontro con l’artista Christian Leperino, ultimo appuntamento del ciclo “Dialoghi sull’Arte”, progetto nazionale PNRR Italian Network of Artistic Research, curato da Giuseppina De Marco e realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Sarà l’occasione per approfondire i temi della ricerca artistica di Leperino, tra paesaggio urbano, memoria, trasformazioni dei luoghi e relazioni sociali, in un confronto diretto tra artista, istituzioni e pubblico.
Incontro online di aggiornamento “Il corretto utilizzo del plugin dedicato ai dati archeologici dell’Emilia-Romagna” promosso dalle soprintendenze ABAP dell’Emilia-Romagna
Le soprintendenze ABAP dell’Emilia-Romagna organizzano l’incontro online di aggiornamento “Il corretto utilizzo del plugin dedicato ai dati archeologici dell’Emilia-Romagna”, giovedì 5 febbraio 2026, alle 16. Incontro in diretta streaming. Il link per accedere alla diretta, i contenuti on demand e ulteriori info sono disponibili all’indirizzo: https://emiliaromagna.cultura.gov.it/archeodb/. Incontro di aggiornamento sul corretto utilizzo del plugin ArcheoDB, il Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici, pienamente interoperabile con il Geoportale Nazionale per l’Archeologia (GNA), adottato come strumento obbligatorio per la raccolta sistematica dei dati archeologici sul territorio regionale. Saranno presi in esame alcuni dei problemi segnalati dagli utenti e/o dai funzionari preposti al controllo della documentazione: il corso è quindi aperto a tutti, ma rivolto in particolare a gli archeologi già in possesso delle conoscenze di base dell’utilizzo del plugin.
Palestrina (Rm). Al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste la mostra “Gabii: le origini”, a cura di Martina Almonte, Marco Fabbri e Federica Zabotti, che racconta la nascita di Gabii
Dal 31 gennaio al 31 ottobre 2026 il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste, a Palestrina (RM) ospita la mostra “Gabii: le origini”, a cura di Martina Almonte, Marco Fabbri e Federica Zabotti, che racconta la nascita di Gabii, una delle più antiche città del Lazio preromano a partire dal paesaggio alle prime comunità, dalle residenze d’élite alle necropoli; il percorso espositivo si focalizza sulle prime testimonianze di scrittura che resero Gabii un centro culturale di primaria importanza nell’antico Lazio (Latium Vetus). Articolata in due sezioni, “Gabii: le origini” riunisce in un unico luogo, reperti provenienti da altri Istituti del ministero della Cultura, come il museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano, il museo nazionale etrusco di Villa Giulia – Villa Poniatowski e il museo delle Civiltà – MUCIV, assieme a manufatti inediti e in corso di studio venuti alla luce da recenti campagne di scavo presso il sito.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” la conferenza “Il ritorno della dea. Studio, conservazione e restauro del bassorilievo raffigurante la dea Maat” con Giulia Basilissi, restauratrice del Maf; Anna Consonni, curatrice sezione “Museo Egizio” del Maf; Alice Maccoppi, restauratrice
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per i “Pomeriggi dell’Archeologico” giovedì 5 febbraio 2026, alle 17, la conferenza “Il ritorno della dea. Studio, conservazione e restauro del bassorilievo raffigurante la dea Maat” con Giulia Basilissi, funzionaria restauratrice del museo Archeologico nazionale di Firenze; Anna Consonni, curatrice sezione “Museo Egizio” del museo Archeologico nazionale di Firenze; Alice Maccoppi, restauratrice. Prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. Il celebre bassorilievo raffigurante la dea egizia Maat, simbolo di verità, giustizia e ordine cosmico, conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e proveniente dalla tomba del faraone Seti I, rappresenta uno dei capolavori più significativi della collezione fiorentina. Il recente intervento di restauro, avviato in occasione dell’esposizione nella mostra Divine Egypt al Metropolitan Museum of Art di New York appena conclusasi, ha costituito un’importante occasione di studio, permettendo di ripercorrere la storia conservativa dell’opera e di approfondire le tecniche esecutive degli artigiani dell’antico Egitto. Durante l’incontro si offrirà l’inquadramento storico e collezionistico del bassorilievo, soffermandosi sulle modalità del suo arrivo a Firenze, e verranno illustrati alcuni dei risultati delle indagini diagnostiche non invasive condotte dal CNR-IFAC di Firenze. Queste analisi sono state fondamentali per valutare lo stato di conservazione, orientare le scelte di restauro e acquisire nuove informazioni materiali e tecniche, utili sia alla ricerca scientifica sia alla valorizzazione e divulgazione museale, per restituire al pubblico una lettura rinnovata di questo straordinario manufatto.











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