Lamezia Terme (Cz). Riapre al pubblico il museo Archeologico Lametino, aperto gratuitamente tutto il giorno. Ecco il programma dell’inaugurazione

A Lamezia Terme (Cz) riapre al pubblico il museo Archeologico Lametino, che torna ad accogliere i visitatori in una veste rinnovata e con spazi pensati per garantire maggiore accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale, al termine dei lavori realizzati con fondi Pnrr. Appuntamento sabato 24 ottobre 2026, quando, dalle 11 alle 23, l’ingresso al museo sarà gratuito. E il pubblico potrà usufruire anche di visite accompagnate alle sale e di momenti di approfondimento nei rinnovati spazi espositivi. “La riapertura del Museo”, sottolinea la direttrice Simona Bruni, “non rappresenta soltanto la restituzione di un ricco patrimonio storico-archeologico al territorio, ma segna l’avvio di una nuova fase gestionale basata sull’accessibilità totale, sulla partecipazione e sul benessere collettivo. Grazie agli interventi del Pnrr e alle collaborazioni sinergiche, prima fra tutte quelle con il Comune di Lamezia Terme e con gli Enti del Terzo settore operanti sul territorio, il museo si propone come un presidio vivo, aperto e dialogante con tutte le componenti della società”.

Alle 11, la cerimonia inaugurale dal titolo “Il Museo patrimonio di comunità”: interverranno il direttore della DrMn Calabria, Fabrizio Sudano; il presidente della Commissione Cultura, Musei e Biblioteche del Consiglio regionale della Calabria, Emanuele Ionà; la direttrice del museo Archeologico Lametino, Simona Bruni; il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone; il direttore artistico “Tratto design days”, Francesco Cefalà; il presidente dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro, Stefania Mancuso; il vicepresidente della Fondazione Architetti Ppc di Catanzaro, Maria Varia; il vescovo della diocesi di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi. Saranno illustrati i risultati dell’investimento pubblico appena concluso e sarà messo in evidenza il ruolo strategico che il museo riveste per il territorio lametino e per l’intera area centrale della regione.

Allestimento del museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme (foto drm-cal)

Alle 18, al Complesso monumentale di San Domenico incontro sul tema del welfare culturale “Prescrivere un museo”, promosso in sinergia con Comune di Lamezia Terme e “Tratto design days”. Al centro del dibattito ci sarà il ruolo del design dei servizi pubblici applicati alla cultura. Nello specifico, si discuterà di spazi museali che, oltre a preservare della memoria, fungano da presidi attivi per il benessere psicofisico e l’inclusione sociale della comunità. All’incontro, oltre alla direttrice Bruni, interverranno il ricercatore presso il dipartimento di Architettura-Design dell’università di Firenze, Daniele Busciantella Ricci; il componente del Comitato tecnico scientifico della Fondazione Architetti Ppc di Catanzaro, Carlo Giampà; l’archeologa e docente a contratto Iulm, Stefania Mancuso; la referente Servizi culturali ed educativi del museo Archeologico Lametino, Cristina Porcelli; l’assessore alla Cultura di Lamezia Terme, Annalisa Spinelli.

Altino (Ve). Nuova visita guidata Scavi Aperti visto l’interesse del pubblico per la chiesa del Vescovo, la più antica del Veneziano (fine IV – prima metà V sec. d.C.) riemersa nell’area del decumano nella campagna di scavo di Ca’ Foscari diretta da Diego Calaon ed Elisa Possenti con Jacopo Paiano e Eleonora Delpozzo

Riemersa dal terreno la prima cattedrale della storia veneziana. Dopo secoli di testimonianze scritte, identificata nel parco archeologico di Altino la chiesa episcopale tardoantica e il palazzo del vescovo (IV-V sec. d.C.). Ha superato ogni aspettativa l’interesse del pubblico per la scoperta della chiesa più antica del territorio veneziano riemersa nell’area archeologica del decumano di Altino negli scavi condotti nel 2026 da parte dell’università Ca’ Foscari Venezia diretti da Diego Calaon (università Ca’ Foscari Venezia) e co-diretto da Elisa Possenti (università di Trento), con i fondi di Ca’ Foscari per il supporto alla ricerca archeologica e in collaborazione con il parco archeologico di Altino – musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. Così il parco archeologico di Altino (Ve) e l’università Ca’ Foscari di Venezia hanno deciso di concedere il bis all’incontro di sabato 17 ottobre 2026 (vedi Altino (Ve). Nell’area archeologica del decumano riemergono la chiesa del Vescovo, la più antica del Veneziano (fine IV – prima metà V sec. d.C.) e, forse, il palazzo del Vescovo nella campagna di scavo di Ca’ Foscari diretta da Diego Calaon ed Elisa Possenti con Jacopo Paiano e Eleonora Delpozzo: le novità riemerse dalle ricerche illustrate al pubblico nella visita guidata Scavi Aperti. Approfondimenti su cafoscariNEWS – archeologiavocidalpassato).

Scavi aperti al parco archeologico di Altino negli scavi tardo-antichi dell’università Ca’ Foscari (foto parco archeologico altino)

A grande richiesta, sabato 24 ottobre 2026, alle 10.30, è in programma una nuova visita per scoprire le ultime novità dagli scavi in corso nell’area archeologica del decumano di Altino (Ve). Gli scavi condotti nel 2026 da parte dell’università Ca’ Foscari di Venezia nel parco archeologico di Altino hanno identificato le tracce di alcuni edifici ecclesiastici tardo-antichi. Durante la visita “Altino Aperta – Scavi Aperti” gli archeologi e le archeologhe che partecipano alla campagna di scavo illustreranno a visitatori e visitatrici le novità emerse dalle ricerche, aggiungendo un nuovo tassello alla lunga storia di Altino e delle origini degli abitati nella laguna di Venezia. Interverranno Diego Calaon, Jacopo Paiano ed Eleonora Delpozzo. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Prenotazione obbligatoria per i gruppi. Info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422 789443. Si consigliano abiti comodi e scarpe chiuse antiscivolo.

Roma. Al teatro di Palazzo Altemps il concerto “Oltre” del Penderecki String Quartet, terzo appuntamento del ciclo “Il Museo in scena”

Per il ciclo “Il Museo in scena” promosso da museo nazionale Romano, venerdì 23 ottobre 2026, alle 19, nel teatro di Palazzo Altemps, aperto straordinariamente dalle 19 alle 22.30, con biglietto speciale a 5 euro, il terzo appuntamento il concerto “Oltre” del Penderecki String Quartet con Jeremy Bell violino, Jerzy Kapłanek violino, Christine Vlajk viola, Katie Schlaikjer violoncello, Luisa Sello flauto. In programma musiche di L. van Beethoven – Quartetto per archi in do minore op. 18 n. 4 (Allegro), W.A. Mozart – Quartetto in re maggiore KV 285 per flauto e trio d’archi (Allegro, Andante, Presto), Alice Ho – ‘Aquila Reale-Golden Eagle’ (2026) per flauto e quartetto d’archi, Luigi Boccherini – Quintetto 5 op. 17 in sol maggiore per flauto e archi (Allegro moderato, Allegro assai). Con la rassegna realizzata con Luisa Sello, presidente e direttrice artistica dell’associazione Amici della Musica di Udine ETS, nell’ambito del progetto ARTI PARALLELE Mostly Mozart, il museo nazionale Romano mira ad avvicinare i visitatori alla musica classica, invitandoli a scoprire il legame con le altre arti.

Chieti. Alle Terme romane al via il restauro da un milione e mezzo di euro: nuovi percorsi, maggiore accessibilità e una nuova luce sull’antica Teate

Venerdì 23 ottobre 2026, alle 15, consegna dei lavori di restauro del complesso archeologico, un ulteriore investimento del ministero della Cultura per la tutela e la valorizzazione dei luoghi più significativi dell’antica Teate. Un nuovo passo verso la valorizzazione delle Terme romane di Chieti. Alla cerimonia saranno presenti la soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara Chiara Delpino; la direttrice dei musei Archeologici nazionali di Chieti – direzione regionale Musei nazionali Abruzzo Federica Zalabra; e il sindaco di Chieti Giovanni Legnini, insieme ai professionisti coinvolti nella progettazione e nella direzione dei lavori e all’impresa appaltatrice I.E.S. F.lli Mammarella di Vacri. L’intervento, finanziato dal ministero della Cultura per 1.550.000 euro nell’ambito della programmazione per la tutela e la promozione del patrimonio culturale e storico (art. 1, comma 241, legge 190/2014), punta a coniugare conservazione, sicurezza e accessibilità, restituendo nuova leggibilità e fruibilità a un patrimonio di straordinario valore storico e archeologico.

Le Terme romane dell’antica Teate (Chieti) (foto sabap-ch-pe)

Il progetto, preceduto da un lungo e complesso lavoro di indagini diagnostiche finalizzate anche alla migliore comprensione del sistema di deflusso delle acque, prevede il consolidamento delle scarpate, il restauro delle murature e delle superfici antiche, la cura e la riqualificazione del verde e interventi per una migliore gestione delle acque meteoriche. Particolare attenzione sarà dedicata all’esperienza dei visitatori: la scala di collegamento tra i due terrazzamenti sarà riqualificata e dotata di un montascale per favorire l’accesso delle persone con ridotta mobilità. Un nuovo percorso di passerelle sospese permetterà inoltre di attraversare gli ambienti termali e di scoprire scorci e porzioni del complesso finora non visibili. Sono previsti anche il recupero strutturale e materico dell’attuale copertura e un nuovo sistema di illuminazione, pensato per valorizzare le architetture antiche e rendere possibile la visita dell’area anche nelle ore serali.

Le Terme romane dell’antica Teate (Chieti) (foto sabap-ch-pe)

Il cantiere avrà una durata prevista di 210 giorni. La soprintendenza ABAP di Chieti-Pescara, Stazione Appaltante dell’intervento, seguirà l’attuazione del progetto attraverso il proprio personale: il responsabile unico del Progetto è l’arch. Aldo Giorgio Pezzi; la direzione dei lavori è affidata all’arch. Luca Roselli, con il supporto della funzionaria archeologa dott.ssa Francesca Russo. La progettazione e il coordinamento della sicurezza sono stati affidati al RTP Giannantoni Ingegneria, con la consulenza scientifica del prof. Riccardo Dalla Negra. Come per gli altri interventi attualmente condotti dalla soprintendenza a Chieti, anche il restauro delle Terme romane si inserisce in un più ampio percorso di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico cittadino, con l’obiettivo di migliorarne l’accessibilità e la fruizione e di restituire piena leggibilità a luoghi che custodiscono e raccontano la storia dell’antica Teate. Al completamento dell’intervento le Terme romane saranno affidate alla competenza dei MAN di Chieti – DrMn Abruzzo, in attuazione del riassetto organizzativo del ministero della Cultura. Sarà così possibile integrare pienamente l’area nei percorsi culturali e di visita dei luoghi archeologici della città, dei quali le Terme costituiscono uno dei complessi monumentali più rilevanti. La gestione dei musei Archeologici nazionali di Chieti consentirà poi di sviluppare nuove iniziative di ricerca, divulgazione e promozione culturale, favorendo una conoscenza sempre più ampia e approfondita del sito.

Mileto (VV). Al museo nazionale apre la mostra “Il ritorno di Eremburga” a corollario del prestito di lunga durata, da parte del Mann, del sarcofago di Eremburga di Mortain, seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla

Il sarcofago di Eremburga, in prestito lungo dal Mann al museo nazionale di Mileto (foto drm-cal)

Sarà suggellato con l’apertura della mostra “Il ritorno di Eremburga”, venerdì 23 ottobre 2026 alle 17.30, il ritorno a Mileto del sarcofago di Eremburga di Mortain, seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla. Il manufatto marmoreo è normalmente esposto, insieme a quello del Gran conte, al museo Archeologico nazionale di Napoli. Entrambi i monumenti funerari erano collocati, a partire dall’XI secolo, nell’abbazia della Mileto antica ma a seguito del terremoto del 1783 che distrusse la città furono recuperati tra le macerie nel 1813 e nel 1840 trasferiti al museo Archeologico di Napoli, allora Real Museo Borbonico, edificio destinato ad accogliere le tante opere provenienti dalle diverse parti del Regno.

L’esterno del museo nazionale di Mileto (foto drm-cal)

Il sarcofago di Eremburga è stato concesso al museo nazionale di Mileto (VV), afferente alla DrMn Calabria, in base a un accordo per un prestito di lunga durata che vede coinvolti entrambi gli Istituti in un progetto di conoscenza, promozione e musealizzazione del manufatto. Il monumento viene così ricondotto al suo originario contesto di provenienza e ne viene valorizzata la funzione di rilevante testimonianza dei gusti e dell’immaginario della corte normanna in Italia meridionale che riutilizza pregiati frammenti di architettura e opere provenienti dal mondo antico per conferire prestigio e autorevolezza ai nuovi edifici e ai loro committenti. Su tutti i lati del sarcofago, opera in marmo di età romana risalente al II secolo d.C., si sviluppano in bassorilievo scene di Amazzonomachia, il combattimento tra i Greci e le Amazzoni, leggendario popolo di donne guerriere, rappresentazione simbolicamente allusiva della contrapposizione tra civiltà e barbarie.

La mostra “Il ritorno di Eremburga” è incentrata sulla ricomposizione dell’opera, che vede uniti i frammenti esposti al Mann con quelli presenti nella collezione del museo di Mileto. Alla cerimonia inaugurale di venerdì prossimo – dopo i saluti istituzionali del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, del sindaco di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano, e del direttore del locale museo nazionale, Maria Maddalena Sica – interverranno il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano, e il dirigente delegato della DrMn Calabria, Fabrizio Sudano. Per l’occasione è stata prevista anche la riorganizzazione dell’intera sezione normanna, per rendere comprensibile come la capitale della contea di Ruggero I non nacque cancellando il passato pagano ma ne raccolse l’eredità e la trasformò, facendo dell’antico una parte della propria immagine e della propria identità. L’intero piano terra è quindi oggi interamente destinato al periodo normanno del centro: una narrazione arricchita da un variegato apparato didascalico-espositivo per essere fruito dai diversi tipi di visitatori, oltremodo migliorato nella sua totale fruizione dagli adeguamenti funzionali realizzati grazie ai lavori del Pnrr per favorire una completa accessibilità e un complementare efficientamento energetico.

I parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono alla VII edizione della campagna nazionale di Komen Italia “La prevenzione è il nostro capolavoro”: ecco il programma al museo Archeologico nazionale

I parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono alla VII edizione della campagna nazionale di Komen Italia “La prevenzione è il nostro capolavoro”, promossa dal ministero della Cultura e dal ministero della Salute. Nell’ambito della campagna, i Parchi sono chiamati a contribuire alla diffusione del messaggio sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori del seno attraverso iniziative che mettono in dialogo patrimonio culturale, salute e partecipazione. L’adesione si inserisce nella visione dei Parchi come luoghi aperti alla comunità, nei quali la tutela e la valorizzazione del patrimonio si accompagnano a una crescente attenzione al benessere individuale e collettivo. La cultura, infatti, non è soltanto conoscenza e conservazione della memoria, ma anche occasione di incontro, condivisione e sensibilizzazione su temi fondamentali per la qualità della vita.

Il programma dei Parchi prevede appuntamenti che intrecciano informazione, creatività e attività dedicate al benessere, offrendo ai visitatori occasioni per avvicinarsi al tema della prevenzione in un contesto culturale e partecipativo. Tutte le iniziative sono incluse nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia

Venerdì 23 ottobre 2026, alle 11.30, il parco archeologico di Paestum ospita “Pilates in Rosa”, un’attività condotta da Nicoletta Ciardo, insegnante di Pilates Autentico con un percorso di formazione d’élite, che ha conseguito diverse certificazioni internazionali studiando con i più grandi maestri del settore, tra cui Inelia Garcia, portavoce e referente mondiale del Metodo Pilates Autentico (in caso di pioggia la lezione si terrà nella sala cella del museo)

Sabato 24 ottobre 2026, alle 9, il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita incontri di sensibilizzazione e informazione sul tumore del seno, organizzato in collaborazione con il Rotary Paestum Centenario Distretto 101. Alle 11, è in programma il laboratorio di ceramica “Kéramos Argilla in Rosa – memoria, cura, vita”, a cura dell’Associazione Pandora Artiste Ceramiste. Attraverso il linguaggio della ceramica, l’attività propone un momento di espressione creativa e riflessione sui temi della cura, della memoria e della vita.

La prevenzione passa anche dalla cura delle persone che lavorano nei siti di Paestum e Velia. L’impegno dei Parchi archeologici di Paestum e Velia per la salute non si rivolge dunque soltanto ai visitatori, ma comprende anche l’attenzione verso le persone che ogni giorno contribuiscono alla tutela, alla valorizzazione e all’accoglienza nei siti. In questa prospettiva, nell’ambito delle iniziative legate alla campagna, sono previste visite senologiche riservate alle dipendenti, in collaborazione con il Rotary Paestum Centenario Distretto 2101, come azione concreta di promozione della salute e di sensibilizzazione sull’importanza dei controlli periodici e della diagnosi precoce. La scelta di dedicare questo servizio al personale femminile si inserisce nell’impegno dell’Istituto a promuovere e salvaguardare la salute non soltanto dei propri visitatori, ma anche delle persone che vi lavorano, riconoscendo il benessere del personale come parte integrante della responsabilità sociale dell’organizzazione. Con l’adesione alla campagna “La prevenzione è il nostro capolavoro”, i Parchi archeologici di Paestum e Velia confermano così la propria vocazione a essere luoghi di cultura al servizio della collettività, capaci di coniugare la valorizzazione del patrimonio con iniziative concrete di informazione, partecipazione e attenzione alla persona.

Isera (Tn). Porte aperte alla Villa romana: visite guidate e presentazione delle ricerche in corso

Venerdì 23 ottobre 2026, dalle 15.30 alle 17, porte aperte allo scavo archeologico della Villa romana di Isera (Tn) promosso dalla soprintendenza per i Beni culturali della provincia autonoma di Trento. Le visite guidate, condotte dagli esperti che hanno seguito i lavori, verranno effettuate ad intervalli di circa 20 minuti, in gruppi di massimo 20 persone. L’iniziativa prosegue alle 17 a Palazzo de Probizer dove si terrà un incontro di presentazione delle ricerche in corso. La Villa romana di Isera è una prestigiosa dimora del I secolo d.C. affacciata sulla valle dell’Adige, caratterizzata da raffinati intonaci dipinti secondo la moda del terzo stile pompeiano e da un impianto edilizio realizzato secondo le regole dettate dall’architetto romano Vitruvio. La partecipazione è libera e gratuita. Info: ufficio Beni archeologici 0461492161, biblioteca comunale di Isera 0461437296.

Pisa. Nell’aula Bianchi di Lettere della Scuola Normale Superiore di Pisa, “Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della spiera”: seminario di storia antica a cura di Stefano Medas (università di Bologna), in presenza e Live su Teams

Venerdì 23 ottobre 2026, alle 10, nell’Aula Bianchi di Lettere della Scuola Normale Superiore di Pisa, “Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della spiera”: seminario di storia antica a cura di Stefano Medas dell’Alma Mater Studiorum università di Bologna, in presenza e Live su Teams (Partecipa alla conversazione). Molti aspetti della navigazione antica, sia tecnici che antropologici, hanno conosciuto una lunghissima continuità nel corso del tempo, soprattutto nel contesto popolare dei pescatori e dei piccoli naviganti, quello che maggiormente ha conservato dei caratteri “arcaici”. Lo si può riscontrare nell’uso di semplici ma fondamentali strumenti nautici, così come nelle tecniche utilizzate per orientarsi e affrontare il mare, ma anche nei caratteri e nella vita quotidiana delle genti di mare, nelle credenze e nella religiosità, perfino nel lessico. Ciò è accaduto ovunque, in quanto l’essere umano ha dovuto affrontare problemi sostanzialmente simili, in ambienti simili e con macchine simili, per lo meno fino a quando – diciamo così – ha combattuto “ad armi pari” con gli elementi naturali, ovvero fino al tramonto della vela. Ad ambienti e necessità simili corrispondono quindi risposte simili. A tale riguardo risulta emblematico il caso della spiera, strumento fondamentale per la salvezza di un’imbarcazione che deve affrontare un mare tempestoso: le circostanze del suo impiego e il suo principio di funzionamento sono rimasti inalterati nel tempo, così come la sua denominazione di antica origine greco-latina. 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Le perle rosse di Sardegna nei gioielli Castellani a Villa Giulia” di Enrico e Flavio Butini

Giovedì 22 ottobre 2026, alle 17.30, in sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Le perle rosse di Sardegna nei gioielli Castellani a Villa Giulia” di Enrico e Flavio Butini, edito da L’ERMA di Bretschneider. Introduce Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Gli autori dialogano con Ida Caruso, archeologa, già funzionario della Soprintendenza per l’Etruria meridionale. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Prenotazioni all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

Copertina del libro “Le perle rosse di Sardegna nei gioielli Castellani a Villa Giulia” di Enrico e Flavio Butini

Le perle rosse di Sardegna nei gioielli Castellani a Villa Giulia. Nel gennaio del 1919 Alfredo Castellani, ultimo discendente della più importante dinastia di orafi romani dell’Ottocento (Fortunato Pio, Augusto e Alessandro Castellani) donò allo Stato italiano un’eccezionale raccolta di oggetti archeologici e opere ottocentesche. Il lascito, frutto di quasi un secolo di attività della famiglia Castellani, comprendeva numerosi reperti archeologici (5145 pezzi tra marmi, bronzi, ceramiche, avori e vetri) oltre a un consistente nucleo di gioielli di loro produzione (1175 esemplari) e a 92 gemme, tra intagli e scarabei. Per volontà testamentaria, l’intera collezione è oggi esposta nelle sale del prestigioso Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Negli ultimi anni, in questo contesto, l’IGN Roma è stato incaricato di studiare e analizzare tutti i materiali gemmologici montati sui gioielli esposti o conservati nei depositi del museo. Il presente lavoro è dedicato esclusivamente all’indagine gemmologica di un materiale raro e particolare, mai impiegato prima nel settore dell’alta gioielleria: le perle rosse di Pinna nobilis. La ricerca prende in esame non solo gli aspetti gemmologici, ma anche le testimonianze storiche e letterarie, i luoghi di pesca e le antiche rotte commerciali legate a questo prezioso materiale. Oggi ammiriamo le cale e le calette della Sardegna (La Maddalena, Palau, Punta Sardegna con Porto Rafael, Porto Pozzo e Porto Pollo) apprezzandone la straordinaria bellezza paesaggistica, spesso ignari del fatto che un tempo le loro acque cristalline ospitavano rigogliose praterie di posidonia, tra le quali trovavano rifugio le ormai rare “nacchere” (Pinna nobilis). Si auspica, infine, una rigorosa applicazione delle norme poste a tutela di questa specie, purtroppo oggi gravemente minacciata e a rischio di estinzione.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale ultimo appuntamento con la rassegna “MANNight. Il futuro incontra il passato”, che in sette serate ha contato diecimila presenze. Ci sarà una serata speciale per le festività. Il direttore Sirano: “Puntiamo che la visita al Museo non sia un evento isolato, ma il riflesso di uno stile di vita”

MANNight: concerto tra le collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Pino Miraglia)

Biglietti online sold out con settimane di anticipo, diecimila presenze in sette serate e, in questo numeroso pubblico, il 68 per cento di giovani tra i diciotto e i ventinove anni; almeno otto perfomances ripetute in ciascun evento, oltre trenta artisti coinvolti nell’iniziativa. È il bilancio della rassegna “MANNight. Il futuro incontra il passato” che, dallo scorso 3 settembre, anima i giovedì sera cittadini al museo Archeologico nazionale di Napoli con performance interattive, installazioni artistiche, musica, danza e dj-set. Grazie al successo riscosso, la manifestazione avrà una replica speciale, con un programma ad hoc, durante le festività natalizie. “I cittadini e i turisti hanno risposto con entusiasmo a una proposta culturale di qualità, tutta basata sulle specificità del nostro straordinario Museo che punta al coinvolgimento del pubblico anche grazie ai linguaggi sperimentali dell’arte e della comunicazione”, commenta Francesco Sirano, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. “In un momento storico in cui le nuove generazioni sono, tristemente, sotto la lente d’ingrandimento della cronaca, mi sembra si possa dire che, partendo dalla cultura, si veicola un messaggio alternativo, basato sul rispetto e la condivisione. L’integrazione tra le arti è interpretabile anche come integrazione sociale e generazionale: a questo puntiamo, perché la visita al Museo non sia un evento isolato, ma il riflesso di uno stile di vita”. La rassegna MANNight è stata ideata dalla Direzione del Museo e prodotta da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con La Santissima Community Hub.

MANNight: bodypainting al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto amedeo benestante)

Giovedì 22 ottobre 2026, serata che chiude il ciclo estivo e autunnale di MANNight, a cura di Archivi Sonori e Soul Express Collective, ci sarà la Dj Angelica Barella per la Welcome Session sul terrapieno; ancora, nella Collezione Farnese, Enrico Valanzuolo e Francesco Scelzo, con  tromba e chitarra elettrica, interpreteranno temi cinematografici e creeranno atmosfere epiche. Saranno riproposti, nella Campania Romana, i Tableaux Vivants di Teatri 35, mentre le installazioni HOOP di cosadelfuturo registreranno i desideri per trasformarli, quasi in una moderna versione degli oracoli, in un unico flusso creativo ed emotivo. Nell’Atrio il clarinetto di Luca Iovine omaggerà la sirena Parthenope, mentre Weronique Art porterà il bodypainting nella sale delle nature morte della sezione Affreschi. Sempre sullo scalone monumentale il pubblico potrà ritrovare le immagini del Docubeat di Club Tasso sui suoni e i colori del MANN,  mentre tornerà nel salone della Meridiana, la danza coinvolgente di Sara Lupoli con Martina Primicile Carafa;  tammorra e voce di Giusy Lo Sapio e Marta Peperna richiameranno i visitatori nella sezione Piana Campana e il quartetto d’archi (composto da Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Alessandra Gallo e Giovanni Sanarico) proporrà, nella sezione della Villa dei Papiri, le interpretazioni di brani ispirati alle rovine vesuviane. Chiusura dell’evento nel Giardino della Vanella con il dj Andrea Desiderio, che spazierà dalla library music alla bossa nova, dal jazz al funk.