Cabras (Or). Al via al nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” del Sardegna Archeofilm Festival: cinque serate dedicate al cinema e all’archeologia, sette film in concorso, proiezioni speciali, incontri con registi e studiosi e il premio assegnato dal pubblico

Le civiltà scomparse del Perù, le più antiche manifestazioni artistiche dell’umanità, una capitale imperiale dimenticata nel cuore della Cina, le tradizioni precristiane sopravvissute nell’Italia contemporanea e il patrimonio archeologico della Sardegna, da Tuvixeddu alle Domus de Janas, fino ai Giganti di Mont’e Prama. Sono alcuni dei temi affrontati dalla quinta edizione del Sardegna Archeofilm Festival, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm e Archeologia Viva (Giunti Editore), in programma dal 30 giugno al 5 luglio 2026, al nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or). Cinque serate nelle quali il cinema diventa uno strumento per viaggiare nel tempo e nello spazio, raccontare le nuove frontiere della ricerca archeologica e avvicinare il grande pubblico ai luoghi, alle comunità e alle storie custodite dal patrimonio culturale.

Il programma riunisce documentari provenienti da Italia, Francia, Perù e Cina, opere selezionate nelle edizioni 2025 e 2026 di Firenze Archeofilm, produzioni dedicate al patrimonio sardo e incontri con archeologi, registi, autori e interpreti. Accanto ai sette film in concorso, il Festival propone proiezioni fuori concorso, talk introduttivi, anticipazioni cinematografiche e momenti di approfondimento. “La stretta collaborazione tra Fondazione Mont’e Prama e Firenze Archeofilm – espressione della rivista Archeologia Viva nel settore cinema – sta dando risultati straordinari sul piano della partecipazione popolare al grande festival internazionale di Cabras, quest’anno organizzato sullo sfondo “congeniale” del museo G. Marongiu”, dichiara Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva. “Il programma 2026 di Sardegna Archeofilm Festival è di particolare livello qualitativo con presentazione di opere di assoluta spettacolarità rivolte al grande pubblico e ospiti d’eccezione”. A chiudere la manifestazione sarà, domenica 5 luglio 2026, l’assegnazione del Premio Sardegna Archeofilm 2026, attribuito al film più apprezzato dal pubblico, insieme alla consegna del Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 30 GIUGNO 2026: il cinema incontra l’arte. Il Festival si apre martedì 30 giugno 2026, alle 21, con una serata introduttiva dedicata al rapporto tra cinema, arte, paesaggio e costruzione dello sguardo. Il regista Peter Marcias e la storica e critica d’arte Chiara Gatti saranno protagonisti del talk “Cinema e arte”, presentato da Alessandro Pisu con proiezione fuori concorso del film “Looking for Nivola / cercando Nivola” di Peter Marcias (Italia, 80’). Una conversazione sulla capacità del linguaggio cinematografico di interpretare le opere, i luoghi e i processi creativi, trasformando l’immagine in uno strumento di conoscenza e scoperta. A seguire la proiezione fuori concorso del film “Lo sguardo esterno” di Peter Marcias (Italia, 22′), girato interamente in Sardegna, tra le località di San Salvatore di Sinis, San Giovanni di Sinis, Bosa, Posada, San Giovanni di Posada, Cagliari, Alghero, l’isola di Tavolara, Siliqua e Parco Naturale Molentargius Saline. Un itinerario visivo dedicato al viaggio, all’arte, all’osservazione e al rapporto tra l’essere umano e il paesaggio. Un’opera che riflette sul viaggio, lo sguardo, l’arte e la scoperta.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 2 LUGLIO 2026: dalla civiltà Chachapoya alle contraddizioni dell’Homo sapiens. La cerimonia inaugurale è in programma giovedì 2 luglio 2026, alle 20.30, con i saluti istituzionali dei rappresentanti della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione Mont’e Prama e gli interventi di esperti di archeologia e cinema. La serata sarà presentata da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Le proiezioni in concorso prenderanno il via subito dopo con il film “Abiseo, la foresta culturale di Chachapoya”, di Rosemarie Lerner (Perù, 22′). Nel cuore del Parco Nazionale Río Abiseo in Perù, un team interdisciplinare del World Monuments Fund Perù intraprende un viaggio senza precedenti nella Zona Storico-Culturale del parco. La loro missione: indagare, documentare e proteggere il Gran Pajatén, una delle più belle eredità della cultura Chachapoya, rivelando le sue strutture circolari in pietra ornate da straordinari fregi, testimoni di una civiltà che prosperava in armonia con la foresta.
Seguirà il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’idea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società. La prima serata di concorso si concluderà con il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna (Italia, 49′). A seguire Intervengono Antonio Sanna (regista), Carlo Tronchetti (archeologo), Giovanni Ugas (archeologo). Presenta Alessandro Pisu.

PROGRAMMA DI VENERDÌ 3 LUGLIO 2026: Tuvixeddu, l’arte paleolitica e i riti di una comunità. La serata di venerdì 3 luglio 2026 si aprirà alle 20.45 con il talk “Cinema e Sardegna. Introduzione a Sui tetti di chi dorme”. Il regista Antonello Pisano Murgia dialogherà con gli interpreti e autori Fabio Marceddu, Lia Careddu e Rossella Faa, in un incontro presentato da Giulia Pruneti. Seguirà la proiezione in concorso del film “Sui tetti di chi dorme” di Antonello Pisano Murgia (Italia, 15′). Tuvixeddu è la più grande necropoli punica del Mediterraneo. Ciò che rimane della necropoli è soltanto un frammento di bellezza sopravvissuto ai soprusi del tempo, della storia e dei costruttori. Un cimitero dove si ha l’impressione che sia notte anche di giorno. Degli eterni fantasmi, come inquilini sfrattati, raccontano questo dramma tra sussurri e grida di fugacità.
Quindi, alle 22, il Festival si sposterà nel cuore della preistoria europea con il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski (Francia, 52′). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni. Ospiti d’onore della serata saranno l’archeologo preistorico Fabio Martini e il regista e produttore Nicolò Bongiorno, che presenterà per la prima volta in Sardegna il teaser del suo nuovo film dedicato alla Grotta dei Cervi di Porto Badisco, nel Salento. L’opera, attualmente in lavorazione, condurrà il pubblico all’interno di un sito archeologico di eccezionale valore, fragile e difficilmente accessibile, che non potrà essere aperto alle visite. Il progetto cinematografico offrirà quindi la possibilità di esplorarne gli spazi più remoti, le pitture e i segni lasciati dalle comunità preistoriche. Il teaser sarà presentato nell’ambito dell’incontro con Fabio Martini e Nicolò Bongiorno, condotto da Piero Pruneti.
La terza proiezione della serata, alle 23, sarà il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco e Gianni Nunno (Italia, 30′). A Bacugno, un paese di meno di cento abitanti nel centro Italia, sopravvive una festa di origini pagane. Ogni anno, si ripetono antichi riti precristiani che culminano in un momento solenne: un toro scende dalla montagna per inginocchiarsi davanti alla Vergine Maria. Il toro è stato donato a Bacugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuno sa da quanto tempo esista questa tradizione. Questo è il primo e unico film a raccontarne l’intera storia.

PROGRAMMA DI SABATO 4 LUGLIO 2026: la capitale dimenticata della Cina e il mondo delle Domus de Janas. Il programma di sabato 4 luglio 2026 inizierà alle 20.45 con il film “Fengyang. La capitale dimenticata dell’antica Cina” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina, 52′). Cina centro-orientale. Gli archeologi sono al lavoro. I primi scavi dell’antica città imperiale di Fengyang rivelano una città gigantesca, persino più imponente della Città Imperiale di Pechino. Quando e come fu costruita, e perché fu distrutta in circostanze oscure? I ricercatori si stanno immergendo nel cuore di questi misteri per svelare i segreti di questa città dimenticata, testimone di un passato imperiale perduto.
Quindi, alle 22, il Festival tornerà in Sardegna con la tavola rotonda “Archeologia e leggenda. Domus de Janas, tra storia e leggenda”, alla quale parteciperanno l’archeologo Alberto Moravetti, il regista Nicola Castangia, il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e il giornalista e scrittore Tonino Oppes. Presenta Tore Cubeddu. A seguire, alle 22.20, sarà proiettato fuori concorso il film “Domus de Janas, tra storia e leggenda” di Nicola Castangia (Italia, 50′). L’opera racconta le antiche sepolture ipogeiche della Sardegna attraverso un percorso nel quale la ricerca archeologica incontra le tradizioni popolari e le narrazioni tramandate dalle comunità. Le Domus de Janas emergono così non soltanto come testimonianze della preistoria dell’isola, ma anche come luoghi capaci di generare racconti, credenze e immaginari ancora vivi.

PROGRAMMA DI DOMENICA 5 LUGLIO 2026: i premi del pubblico e il viaggio dei Giganti. La serata conclusiva di domenica 5 luglio 2026 si aprirà alle 20.45 con la premiazione del concorso “Archeociak. Raccontami la storia”, edizione 2025. Il progetto, rivolto alle scuole primarie e secondarie della Sardegna, avvicina gli studenti al patrimonio culturale attraverso l’ideazione e la realizzazione di opere audiovisive. Durante la serata saranno proiettati e premiati i lavori selezionati. Presenta Paolo Carboni. Subito dopo sarà consegnato il Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”, vincitore del premio del pubblico dell’edizione fiorentina. Parteciperanno l’archeologo Carlo Tronchetti, il regista Nicola Castangia e Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. L’incontro sarà condotto da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Nella parte centrale della serata, alle 22, sarà proclamato il vincitore del Premio Sardegna Archeofilm 2026, assegnato al film in concorso più gradito dal pubblico di Cabras. La quinta edizione si concluderà con un’opera dedicata al patrimonio simbolo del Sinis. I registi Fabio Ortu e Andrea Marras presenteranno il film “Il viaggio dei Giganti” (Italia, 48′) in dialogo con Giulia Pruneti. La proiezione fuori concorso, ripercorre la vicenda delle statue di Mont’e Prama: dalla scoperta e dal lungo lavoro di studio e restauro fino al loro ruolo contemporaneo di ambasciatrici della civiltà nuragica e del patrimonio archeologico della Sardegna nel mondo.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apre l’allestimento permanente della Tomba François, uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e della pittura antica, alla presenza del ministro Alessandro Giuli, e contestualmente la mostra “Il ritorno degli Eroi” con eccezionali prestiti da Parigi, Londra, Bruxelles, Losanna, Vaticano, Roma

L’annuncio era stato dato a fine maggio 2026 direttamente dal ministro della Cultura Alessandro Giuli: la Tomba François, voluta dalla potente famiglia vulcente dei Saties, uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e della pittura antica, scoperta il 1° maggio 1857 nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci (Vt), è dello Stato italiano, acquisita dagli eredi dei Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani per 15 milioni dopo più di un secolo di tentativi (vedi Roma. Il MIC per 15 milioni acquisisce dagli eredi dei Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani la Tomba François di Vulci, uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e della pittura antica. Dal 25 giugno sarà esposta al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con eccezionali prestiti da Parigi, Londra, Bruxelles, Losanna, Vaticano, Roma | archeologiavocidalpassato). E sarà proprio il ministro Giuli a presenziare al nuovo allestimento permanente al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, il 30 giugno 2026, e contestualmente all’apertura della mostra “Il ritorno degli Eroi”, aperta fino al 31 dicembre 2026, che restituisce il contesto originario del monumento attraverso reperti unici provenienti dal Musée du Louvre, dal British Museum, dal Royal Museum of Art and History di Bruxelles, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, dai Musei Vaticani e dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma.
Lipari (Me). Recuperato il relitto della Secca di Capistello, una nave mercantile di età ellenistica (III sec. a.C.), con una campagna archeologica subacquea promossa dalla soprintendenza del Mare su progetto dell’archeologo Roberto La Rocca. A fine studio e restauro sarà esposto al museo Archeologico eoliano “Luigi Bernabò Brea” dove da oltre 50 anni ci sono già le anfore del carico

La nave mercantile ellenistica naufragò 22 secoli fa nelle acque presso la Secca di Capistello sul versante orientale dell’isola di Lipari, nelle Eolie: trasportava un carico di anfore. E se quel prezioso carico fu recuperato già oltre cinquant’anni fa ed esposto nel museo Archeologico eoliano “Luigi Bernabò Brea” di Lipari, ora finalmente è stato riportato in superficie anche lo scafo. Si è infatti conclusa con successo in questi giorni la campagna archeologica subacquea che ha portato al recupero dello scafo del relitto della Secca di Capistello, a Lipari, nel Messinese. “Dopo oltre duemila anni”, ha detto l’assessore ai Beni culturali e Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, “riemerge una delle più importanti testimonianze della navigazione ellenistica nel Mediterraneo. Si apre ora una nuova fase di studio, restauro e valorizzazione che consentirà di ricongiungere, per la prima volta, lo scafo al suo carico, restituendo al pubblico un contesto archeologico di straordinaria importanza”. Al termine delle operazioni di restauro e studio, il relitto della Secca di Capistello sarà destinato alla musealizzazione a Lipari, dove potrà tornare a raccontare una delle pagine più affascinanti della storia della navigazione e dei traffici commerciali del Mediterraneo antico.

La nave mercantile del III secolo a.C. naufragò dopo aver urtato uno scoglio affiorante, disperdendo così parte del proprio carico. Il relitto fu individuato nel 1966 e, fin dalle prime segnalazioni, fu oggetto di reiterati tentativi di saccheggio. Le prime indagini scientifiche furono avviate dall’Istituto archeologico germanico di Roma e successivamente approfondite grazie agli interventi dell’Institute of nautical archaeology e della Sub sea oil services, che contribuirono a fare del sito uno dei casi più noti dell’archeologia subacquea mediterranea. L’intervento di recupero, promosso dalla soprintendenza del Mare, grazie ad un progetto coordinato dall’archeologo Roberto La Rocca, in collaborazione con il parco archeologico delle Isole Eolie, l’università di Malta e con il supporto di uomini e mezzi della Guardia costiera, riveste carattere di assoluta eccezionalità sia per il valore storico e scientifico del relitto sia per la complessità delle operazioni. “Il recupero del relitto”, ha detto il soprintendente del Mare Emanuele Turco, “rappresenta un risultato di grande rilievo scientifico e culturale, frutto di importante collaborazione istituzionale che conferma il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale nel campo dell’archeologia subacquea”.
Gran finale al Teatro di Tharros del Festival Internazionale dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama: tributo a Ennio Morricone e Carl Orff, con un evento speciale che unisce archeologia, musica e spettacolo

Lunedì 29 giugno 2026 gran finale nel Teatro di Tharros del Festival Internazionale dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama, con un evento speciale che unisce archeologia, musica e spettacolo: il tributo a Ennio Morricone e Carl Orff, con l’esecuzione dei Carmina Burana da parte dell’Orchestra Roma Sinfonietta e del Coro Polifonico Pierluigi da Palestrina di Cabras, in uno dei luoghi più iconici del patrimonio culturale sardo. Biglietti in vendita su box office. Parcheggio e navetta gratuiti per persone con disabilità. Il servizio navetta sarà attivo dalle 19.30 fino al termine dell’evento, con partenza dalla piazza della Chiesa di San Giovanni di Sinis, vicino ai parcheggi riservati alle persone con disabilità.
Al termine dell’evento, una volta che il pubblico sarà defluito, la navetta tornerà a recuperare le persone con disabilità per riportarle al punto di partenza.

PROGRAMMA. Carmina Burana – Il Tributo a Ennio Morricone e Carl Orff live: Morricone, Ave Maria Guarani; Orff, Carmina Burana; Orchestra Roma Sinfonietta e Coro Polifonico “G.P. da Palestrina” di Cabras. Stefano Cucci, storico assistente musicale e preparatore per i cori dei tour mondiali del maestro Ennio Morricone, si esibirà in un omaggio al celebre compositore. A seguire il direttore Enrico Lombardi, insieme al soprano Vittoriana De Amicis, il tenore Marco Santarelli e il baritono Massimo Simeoli, al Coro Pierluigi da Palestrina e all’Orchestra Roma Sinfonietta, onorerà le musiche di Ennio Morricone e Carl Orff.
Pompei. Al parco archeologico da fine giugno a tutto luglio aperture serali con accesso all’Anfiteatro e alla Palestra Grande (e mostra dei calchi) per scoprire Pompei dopo il tramonto, tra approfondimento storico, percorsi archeologici e degustazione delle eccellenze enogastronomiche locali

Da fine giugno e per tutto luglio 2026 – nei giorni 28 giugno e 2, 4, 6, 10, 11, 13, 16, 17, 18, 22, 24, 25, 26, 27 luglio – sarà possibile visitare anche di sera una parte della antica città di Pompei, nell’area dell’Anfiteatro e della Palestra Grande. Un’occasione per scoprire Pompei dopo il tramonto, tra approfondimento storico, percorsi archeologici e degustazione delle eccellenze enogastronomiche locali. I visitatori potranno accedere alla mostra permanente allestita nei portici della Palestra Grande dedicata alla storia dell’eruzione del 79 d.C., ai calchi delle vittime e ai reperti organici. Ma anche intrattenersi nel giardino della Palestra per un aperitivo con prodotti del territorio, a cura di Chora, nonché partecipare a visite presso l’antico Vigneto della Casa del Triclinio all’aperto e degustare il vino delle cantine Feudi, partner del Parco per la gestione e valorizzazione dei vigneti antichi del sito archeologico.

La mostra potrà essere visitata autonomamente, acquistando un biglietto d’ingresso al Parco Archeologico del costo di 5 euro (online tramite Vivaticket oppure presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro). Riduzioni e gratuità come da normativa vigente. Orario visite: dalle 21 alle 23.30 (ultimo ingresso alle 23). Per chi invece desidera approfondire i contenuti della mostra, sono disponibili visite a pagamento, curate dagli archeologi e dagli storici dell’antichità de “Le Nuvole”. (Alle ore 21:30 – Durata circa 45 minuti, per gruppi di 25 partecipanti). Costo 8 euro a persona, oltre al costo di ingresso al sito. Prenotazione sul sito del Pompeii Children’s Museum.

Le aperture serali offrono anche l’occasione di conoscere e degustare le eccellenze del territorio. Oltre all’aperitivo nella Palestra Grande, presso il Vigneto della Casa del Triclinio all’aperto sono organizzate visite e degustazioni che mettono a confronto le antiche tecniche di coltivazione dell’uva e di produzione del vino con le metodologie contemporanee, a cura di Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a progettopompei@feudi.it. Completa l’offerta la possibilità di cenare o consumare un aperitivo sulla terrazza panoramica del ristorante della Casina dell’Aquila, previa prenotazione all’indirizzo info@chorapompei.com.
Ferrara. Al museo Archeologico nazionale “Respiro d’Anime”, con il Teatro di Voci per ensemble vocale femminile, concerto che invita all’ascolto, alla memoria e alla riflessione. Ecco il programma

Domenica 28 giugno 2026, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Ferrara il concerto “Respiro d’Anime”, con il Teatro di Voci per ensemble vocale femminile, concerto che invita all’ascolto, alla memoria e alla riflessione, attraverso la forza evocativa della voce umana. Per l’occasione il museo resterà aperto straordinariamente fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20.30). Per il pubblico che desidera partecipare esclusivamente al concerto, senza accedere al percorso museale, è previsto un biglietto di ingresso ridotto al costo simbolico di 1 euro. Ossa che ritornano alla loro casa, spiriti che placano rabbia e tristezza, civiltà che attraversano i secoli nel ricordo, negli oggetti e nella lingua. Da questa suggestione nasce un intenso programma musicale che unisce repertorio contemporaneo e riflessione storica, dando voce a una delle pagine più dolorose della storia dei popoli originari della Terra del Fuoco. Il fulcro del concerto, diretto da Jacopo Facchini, è “Aswalaq. Zoos Humanos” del compositore cileno Manuel Contreras Vàzquez, un teatro di voci ispirato alla tragica vicenda degli indigeni Kawésqar, Selk’nam, Tehuelche e Mapuche, deportati in Europa tra il 1879 e il 1889 per essere esibiti nei cosiddetti “zoo umani”. Molti di loro morirono lontano dalla propria terra; solo nel 2010 i resti di alcuni furono restituiti ai loro discendenti, dopo oltre un secolo. In lingua kawésqar Aswalaq significa “il giorno che non è oggi”, racchiudendo insieme il senso di “ieri” e di “domani”. L’opera intreccia il dolore delle vittime con la dignità della restituzione, trasformando il canto in memoria, rito e riconciliazione. Il programma comprende inoltre: Giampiero Castagna, “La balada del agua del mar” (2024), a 4 voci femminili su testo di Federico García Lorca; Paolo Martello, “Mottetto Primo” a 8 voci femminili; Zoltán Kodály, “Mountain Nughts”, a 6 voci pari.
Vieste (Fg). Al Castello Svevo sesta edizione di Vieste Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente: tre serate di grande cinema per raccontare l’archeologia, l’arte e l’ambiente, con sei film: al più votato dal pubblico il premio “Venere Sosandra”

Dal 28 al 30 giugno 2026, al Castello svevo di Vieste (Fg), torna Vieste Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente, che assegna il premio “Venere Sosandra” al film più votato dal pubblico, giunto alla VI edizione. Evento organizzato da Città di Vieste, Polo Culturale Vieste, ArcheoLogica srl, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Tre serate di grande cinema per raccontare l’archeologia, l’arte e l’ambiente, con sei film (inizio proiezioni sempre alle 21.15, ingresso libero e gratuito, informazioni: tel. 0884.712240), e ospiti speciali tra cui Gianfranco Viesti (ordinario di Economia – università di Bari); Mario Tozzi (geologo Cnr e divulgatore scientifico); Giuliano Volpe (ordinario di Archeologia – università di Bari).

PROGRAMMA DI DOMENICA 28 GIUGNO 2026. Alle 21.15, apre il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.
Quindi incontro con l’ospite Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia, università di Bari, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30’). A Bacugno, un paese di meno di cento abitanti nel centro Italia, sopravvive una festa di origini pagane. Ogni anno, si ripetono antichi riti precristiani che culminano in un momento solenne: un toro scende dalla montagna per inginocchiarsi davanti alla Vergine Maria. Il toro è stato donato a Bacugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuno sa da quanto tempo esista questa tradizione. Questo è il primo e unico film a raccontarne l’intera storia.

PROGRAMMA DI LUNEDÌ 29 GIUGNO 2026. Alle 21.15 apre il film “Metabolé” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Attraverso incontri con archeologi, paesaggi mutevoli e riflessioni personali, il film si dipana come una narrazione stratificata in cui il tempo non scorre in avanti, ma si ripiega su se stesso. Le storie si ripetono, si trasformano e persistono. Dalle torri costiere di Vieste ai fondali di Leuca, dal sito archeologico di Siponto alle Isole Tremiti, il mare emerge come un archivio vivente. Sotto la sua superficie giacciono relitti, anfore, frammenti: tracce di viaggi interrotti che non sono mai veramente scomparsi.
Quindi incontro con l’ospite Gianfranco Viesti ordinario di Economia, università di Bari, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Faragola. Un mondo ritrovato” di Nicolangelo De Bellis (Italia 2025, 28’). Il filmato conduce lo spettatore nella storia millenaria della villa di Faragola tra splendore e trasformazione. Nel suo massimo fulgore romano, tra III e IV secolo d.C., un ospite racconta ambienti sontuosi, il complesso termale e la cenatio con stibadium. Secoli dopo, tra le rovine, un giovane monaco ripercorre la memoria della villa guidato da un anziano confratello, riscoprendone le tracce nei libri e accompagnando il racconto fino all’età medievale e al suo declino.

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 30 GIUGNO 2026. Alle 21.15 apre il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’idea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.
Quindi incontro con l’ospite Mario Tozzi, geologo Cnr e divulgatore scientifico, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Segue il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni. Chiude l’edizione del Festival la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Premio Venere Sosandra – Vieste 2026”.
Marzabotto (Bo). Al parco archeologico della città di Kainua terzo appuntamento della rassegna “Crinali Danza” con lo spettacolo di danza “Grethel”, con visita guidata al parco e aperitivo

L’estate è appena iniziata e al parco archeologico della città di Kainua le serate si arricchiscono di spettacoli, musica e teatro. Domenica 28 giugno 2026, alle 21, terzo appuntamento della rassegna “Crinali Danza” con lo spettacolo di danza “Grethel”. Grethel un giorno si imbatte nella casa della strega e scopre le proprie paure più profonde. Un’esperienza che parla direttamente al cuore, con passaggi leggeri e spiritosi che invita alla riflessione e alla scoperta di sé. Regia e coreografia Christian Fara, assistente alla coreografia Sara d’Amicis, danzatori del progetto PangPar DP. La serata inizia alle 18.30 con una visita guidata tematica al parco archeologico a cura dello Staff del museo Etrusco. Dalle 19.30 possibilità di aperitivo in area archeologica al costo di 10 euro. Inizio spettacolo ore 21. Costo evento 5 euro, gratuito per i minori di 18 anni, abbonamento 35 euro. Per prenotazioni: iat@comune.marzabotto.bo.it
Castelseprio (Va). “Passeggiate con l’archeologo” alla scoperta delle tracce più antiche nel parco archeologico

Cosa c’era a Castelseprio prima della città medievale? Domenica 28 giugno 2026 tornano le “Passeggiate con l’archeologo” per scoprire le tracce più antiche nascoste nel terreno del parco archeologico di Castelseprio (Va). Appuntamenti con il direttore del Parco, Luca Polidoro, fissati alle 11, 14.30 e 16. Ritrovo: Info Point all’ingresso del parco. Si raccomandano scarpe robuste. In caso di pioggia l’evento è sospeso. Parcheggio consigliato: tra via Castelvecchio e via Robinie (poi 10 minuti a piedi fino all’Info Point). Prenotazione consigliata: 366 663 2727 | parcoarcheologico.castelseprio@cultura.gov.it










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