#domenicalmuseo: il 1° marzo ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Domenica 1° marzo 2026 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. La scorsa #domenicalmuseo, 1° febbraio 2026, ha registrato 230.171 ingressi.

Caorle (Ve). Al museo nazionale di Archeologia del mare pomeriggio tra suoni, musica e archeologia: dalla costruzione di un flauto globulare neolitico alla conferenza “Suoni e strumenti musicali della preistoria: un viaggio sonoro lungo 35.000 anni”

Sabato 28 febbraio 2026 al museo nazionale di Archeologia del mare di Caorle pomeriggio tra suoni, musica e archeologia: un sabato speciale dedicato alla scoperta dei suoni della Preistoria. Alle 15.30, laboratorio per bambini “Suoni di argilla” con la costruzione di un flauto globulare neolitico. Laboratorio creativo dedicato ai bambini per sperimentare l’antica arte della costruzione di strumenti musicali preistorici. Usando l’argilla ogni partecipante realizzerà il proprio flauto globulare neolitico. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria: didatticatrame@gmail.com, 3791805649. Alle 17, conferenza “Suoni e strumenti musicali della preistoria: un viaggio sonoro lungo 35.000 anni”: affascinante viaggio attraverso i millenni alla scoperta degli strumenti musicali delle comunità preistoriche. Durante la conferenza sarà possibile vedere e ascoltare dal vivo le ricostruzioni filologiche degli antichi strumenti e i loro suoni ancestrali. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. I partecipanti avranno l’opportunità di vivere l’esperienza sensoriale immersiva “La grotta del suono – 35.000 anni di note”: turni ogni 30 minuti, max. 15 persone per gruppo. Info: drm-ven.museocaorle@cultura.gov.it, 0421 83149 – 379 1805649.

Firenze. In anteprima per tre giorni a tourismA l’Urna del Bottarone, danneggiata dall’alluvione del 1966, e recuperata nei suoi splendidi colori originali dopo un prezioso restauro. Poi sarà finalmente esposta al museo Archeologico nazionale. Ne parla ad “archeologiavocidalpassato.com” il direttore del MAF, Daniele Maras

L’Urna del Bottarone, in alabastro (400 a.C.), esposa a tourismA dopo i restauri (foto graziano tavan)

Tre giorni per ammirare in anteprima assoluta l’Urna del Bottarone, danneggiata dall’alluvione del 1966, e recuperata nei suoi splendidi colori originali dopo un prezioso restauro curato dal laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Firenze, dove l’urna etrusca di 2400 anni fa è conservata. Questa opportunità unica è offerta dalla mostra “I colori dell’alabastro. Il restauro dell’Urna del Bottarone sessant’anni dopo l’alluvione di Firenze”, allestita al Palazzo dei Congressi di Firenze in occasione di tourismA 2026. archeologiavocidalpassto.com ha incontrato il r del MAF, Daniele Maras, che ci illustra questo eccezionale reperto etrusco.

“L’Urna del Bottarone qui a tourismA per una primizia”, spiega Maras ad archeologiavocidalpassto.com, “una prima occasione di poter ammirare questo meraviglioso oggetto etrusco restaurato recentissimamente grazie a un finanziamento dell’istituto federale svizzero della Cultura che ci ha permesso di riportare i colori originali, dei pigmenti di questa meravigliosa urna etrusca di nuovo alla luce, e restituirli al pubblico. L’urna sarà qui per tre giorni fino a domenica esposta tourismA e poi tornerà al museo Archeologico nazionale di Firenze dove sarà finalmente esposta al pubblico dopo 60 anni dall’alluvione di Firenze che l’aveva completamente coperta di fango. Ora, grazie alla possibilità di restaurare con nuove tecnologie diagnostiche e di pulizia, è stato possibile riportare l’urna in condizioni persino migliori di com’era prima dell’alluvione. È un oggetto – continua Maras – che risale al 1864 come ritrovamento, ma ha 2400 anni, perché è praticamente contemporanea alla Chimera di Arezzo, intorno al 400 a.C. ed è un pezzo unico nel suo genere.

Dettaglio del gesto di affetto tra la coppia raffigurata sull’Urna del Bottarone (foto graziano tavan)

È un’urna di alabastro dipinto con questi colori meravigliosi che sembrano veramente riportare in vita i tessuti antichi, che raffigura una coppia di defunti, marito e moglie, cosa rarissima per la statuaria chiusina funeraria che normalmente in epoca tardo-arcaica raffigurava sempre il defunto insieme con un leone funerario. In questo caso vediamo che è un gesto di affetto inequivocabile in cui il marito abbraccia le spalle della moglie e la moglie si svela, svela il suo volto come una sposa. Quindi è un gesto di affetto, è un bene nuovo augurio, un’occasione bene augurale per Firenze, per il museo Archeologico e per l’Italia tutta che – a distanza di 60 anni da una catastrofe naturale come l’alluvione che demolì, distrusse il museo Topografico dell’Etruria e danneggiò completamente la città -, dà invece la possibilità di guardare a un futuro migliore grazie proprio all’impegno che viene profuso dalle istituzioni nazionali e internazionali, e alla possibilità di guardare a nuove tecnologie per la conservazione e la fruizione dei Beni culturali”.

Firenze. A tourismA il convegno ArcheoVinum, viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania, tra ville romane, mosaici e antichi vigneti. Il prof. Giuliano Volpe (UniBa), promotore e curatore, lo presenta in anteprima ad “archeologiavocidalpassato.com”

Un viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania… A proporlo è ArcheoVinum, l’atteso convegno promosso dall’università di Bari nell’ambito di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale – sabato 28 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, all’auditorium del Palazzo dei Congressi a Firenze, con ingresso libero e gratuito. A presentarlo in anteprima ad archeologiavocidalpassato.com è proprio il suo promotore e curatore, il prof. Giuliano Volpe (università di Bari).

“Il tema del vino è sempre stato presente in archeologia”, spiega il prof. Volpe ad archeologiavocidalpassato.com, “perché il vino ha fatto parte dei commerci nell’antichità nel Mediterraneo, dei culti, ma qui a tourismA si parlerà di vino e archeologia in maniera diversa, perché vogliamo parlare della produzione oggi del vino, ma del vino ispirato da siti archeologici. E quindi di una produzione che, in qualche modo, punta anche alla valorizzazione del sito archeologico e, al contrario, attraverso l’archeologia cerca di dare più spessore storico e culturale al prodotto enologico. Quindi un’alleanza tra archeologia e vino, tra archeologi e imprese agricole, imprese enologiche, per poter sviluppare nuove forme di turismo culturale eno-archeologico. E proporremo qui a tourismA questa rete. È un itinerario eno-archeologico che va dal Friuli fino alla Puglia, ma già con possibilità di estenderlo poi in Sardegna e in Sicilia. Insomma una novità importante. Ci sarà anche la possibilità di degustare alcuni vini legati a siti archeologici o prodotti secondo tecniche antiche con archeologia sperimentale”.

Foro Boario a Pompei: vigneti con vista Vesuvio (foto parco archeologico pompei)

Tra ville romane, mosaici e antichi vigneti. Le tappe di questo viaggio sono rappresentate da alcuni dei parchi archeologici più importanti, come Aquileia, il Colosseo-Palatino a Roma e Pompei, o siti di straordinario interesse come l’antica città di Satricum nel Lazio o i siti etruschi e romani della Maremma o le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba, di Faragola ad Ascoli Satriano in Puglia. Ad Aquileia, sul colle Palatino a Roma e a Pompei sono stati impiantati vigneti nelle stesse aree archeologiche e si è costruita una stretta collaborazione tra i parchi e le aziende agricole, che nel caso di Pompei si è tradotta nell’interessante adozione della formula del Partenariato Pubblico Privato. In altri casi si stanno sperimentando tecniche enologiche ispirate al mondo antico, come all’Elba o in Maremma. Altrove alcune aziende hanno trovato l’ispirazione per la denominazione di propri vini e l’etichetta delle bottiglie in siti archeologici. Il caso della villa romana di Negrar in Valpolicella è esemplare: due aziende sono direttamente coinvolte, in terreni di loro proprietà, nelle attività di ricerca, tutela e valorizzazione di una villa romana che era dotata non solo di spazi residenziali con pregevoli mosaici, ma anche di grandi impianti per la produzione del vino.

 

Firenze. Al Palazzo dei Congressi tre giorni di interventi a tourismA 2026 promossi dal ministero della Cultura: dalle scoperte nel sottosuolo di Roma ai cantieri aperti al pubblico al Piano Olivetti. Ecco il programma

Il ministero della Cultura partecipa TourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale, in programma dal 27 febbraio al 1° marzo 2026 al Palazzo dei Congressi di Firenze. Per tre giornate il MiC è presente con uno spazio istituzionale dedicato alla divulgazione e al confronto con il pubblico, offrendo un’occasione di approfondimento sulle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale. Venerdì 27 febbraio 2026, dalle 13.45 alle 18.45, nell’Auditorium, nell’ambito del XXII Incontro Nazionale di Archeologia Viva, interviene il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo, insieme a Daniela Porro, soprintendente speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma. Il contributo, dal titolo “Viaggio nel tempo (in metropolitana): ultime scoperte sotto il suolo di Roma”, sarà dedicato alle stazioni-museo Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, nel nuovo tratto della Linea C della metropolitana di Roma. L’incontro consente di illustrare un intervento di straordinaria rilevanza, nel quale le esigenze della mobilità urbana si integrano con la tutela e la valorizzazione delle testimonianze archeologiche. Le scoperte emerse nel corso dei lavori hanno permesso di restituire alla collettività significative evidenze del passato, trasformando un’infrastruttura strategica per cittadini e turisti in un luogo di conoscenza e fruizione culturale.

“Close-up” cantieri aperti al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Il 28 febbraio 2026, alle 15, in Sala Verde, si terrà il convegno “Raccontare lavorando. Cantieri aperti e partecipati per il patrimonio culturale”, a cura del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) e dell’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP). L’iniziativa, aperta dai saluti del Capo Dipartimento Alfonsina Russo, proporrà un articolato confronto sulle esperienze di cantieri aperti e narranti, con il coinvolgimento della Direzione generale Musei, di parchi archeologici e soprintendenze. Attraverso casi studio provenienti da diversi territori – da Pompei a Ercolano, dal parco archeologico del Colosseo ai musei nazionali – saranno presentati modelli di comunicazione partecipata, restauro condiviso e allestimenti inclusivi, capaci di trasformare il “lavoro in corso” in un’occasione di dialogo con cittadini, scuole e visitatori. La tavola rotonda conclusiva sarà coordinata e conclusa dal Direttore dell’IC-VEPP, Alessio De Cristofaro.

La mattina del 1° marzo 2026, dalle 9.30 nella Sala Onice, il Ministero promuoverà il convegno “Rigenerare con la cultura. Il Piano Olivetti per le comunità e i territori”, a cura di DiVa, IC-VEPP e dell’Unità di Missione Piano Olivetti per la cultura. L’incontro, introdotto da Stefano Lanna, Direttore Generale Piano Olivetti per la cultura del MiC, sarà dedicato alle prospettive e ai progetti del Piano Olivetti, cuore del Decreto Cultura 2025, quale strumento strategico per favorire l’accesso alla cultura e sostenere la rigenerazione delle periferie, delle aree interne e dei contesti segnati da marginalità sociale ed economica. Attraverso interventi istituzionali e testimonianze progettuali – dalla valorizzazione del patrimonio archeologico alla promozione della lettura, fino ai percorsi di cooperazione culturale e di innovazione nei luoghi fragili – saranno illustrate esperienze che vedono la cultura quale leva di coesione e sviluppo.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del catalogo della mostra “Un Mecenate e i suoi Tesori. Dalla Collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona in Roma” in corso al museo civico Archeologico di Vetulonia (Gr)

Venerdì 27 febbraio 2026, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, in Sala della Fortuna, presentazione del catalogo della mostra “Un Mecenate e i suoi Tesori. Dalla Collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona in Roma”. Introduce Luana Toniolo, direttrice museo ETRU. Intervengono i curatori del catalogo Simona Rafanelli, direttore scientifico del museo civico Archeologico di Vetulonia; e Vincent Jolivet, CNRS-Parigi. E Florence Le Bars-Tosi, HARTIS – UMR 9028 (Université Lille, CNRS, MC), con la partecipazione speciale del collezionista Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Prenotazione richiesta all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

Con la mostra “Un Mecenate e i suoi Tesori. Dalla Collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona in Roma”, aperta al pubblico fino al 9 aprile 2026 (vedi Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro falchi” apre la mostra evento “Un Mecenate e i suoi Tesori. La collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona a Roma” a cura di Simona Rafanelli e Vincent Jolivet con una selezione della collezione archeologica del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, per la prima volta fuori dalla residenza romana in un dialogo tra Arte Antica e Arte Contemporanea | archeologiavocidalpassato), il museo civico Archeologico di Vetulonia ha celebrato i 25 anni dalla sua nascita e la sua ininterrotta attività espositiva a partire dal giugno 2000. La mostra ha portato a Vetulonia una prestigiosa selezione della collezione archeologica del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, che per la prima volta esce dalle stanze private della sua residenza romana e si offre all’incontro con il pubblico. Il volume è il risultato di un lungo e articolato lavoro di ricerca condotto da un gruppo internazionale di studiosi e consente, per la prima volta, al grande pubblico di conoscere un insieme di opere di straordinaria rilevanza per la storia del collezionismo archeologico in Italia.

 

Bari. Al museo Archeologico di Santa Scolastica presentazione del libro “Il Neolitico della Bassa Murgia. Le ricerche archeologiche a Balsignano” a cura di Francesca Radina e Azurra Tenore

Venerdì 27 febbraio 2026, alle 17.30, al museo Archeologico di Santa Scolastica, in via Venezia 73 a Bari, si propone un viaggio nella Preistoria della Bassa Murgia con la presentazione del libro “Il Neolitico della Bassa Murgia. Le ricerche archeologiche a Balsignano” a cura di Francesca Radina e Azurra Tenore (Adda Editore, Bari, 2025). Il libro, promosso dal Comune di Modugno e dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari, raccoglie i risultati delle pluriennali ricerche nel villaggio neolitico di Balsignano, risalente a 7.500 anni fa. Intervengono Francesca Bottalico, delegata alla promozione socio-culturale e al turismo – Città metropolitana di Bari; Roberta Giuliani, responsabile del museo di Santa Scolastica; Francesca Romana Paolillo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari; Nicola Bonasia, sindaco del Comune di Modugno; Antonio Alfonsi, assessore ai Beni culturali – Comune di Modugno. Ne discuteranno con curatrici e autori Cecilia Conati, archeologa – Sapienza Università di Roma; Giulio Palumbi, archeologo – università di Bari “Aldo Moro”. A seguire, visita guidata alla Sezione “Preistoria e protostoria in Terra di Bari”, con i reperti neolitici provenienti dal sito di Balsignano.

Copertina del libro “Il Neolitico della Bassa Murgia. Le ricerche archeologiche a Balsignano”

Il Neolitico della Bassa Murgia. A partire da 7500 anni fa il pianoro attiguo al Casale medievale, proteso su lama Lamasinata, era occupato da un villaggio stabile, abitato da comunità di capaci agricoltori che edificavano grandi capanne quadrangolari allungate, con pavimentazione in pietra, ed elevato in legno e argilla. Di queste strutture sono ancora eccezionalmente conservate le fondazioni e gli strati abitativi. La pubblicazione dei risultati di pluriennali ricerche nel sito neolitico rientrano in un più vasto progetto di valorizzazione, che parte dall’acquisizione pubblica dell’area, dando seguito al comune impegno di Comune di Modugno e Soprintendenza che da anni perseguono nell’opera di conservazione e conoscenza dell’area archeologica e monumentale di Balsignano.

 

Ercolano (Na). A Villa Campolieto il convegno “Dieta mediterranea e stile di vita” nell’ambito del progetto PNRR OnFoods con visita alla mostra “Dall’Uovo alle Mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola”. Ecco il programma

Villa Campolieto, una delle più affascinanti ville di età borbonica del Miglio d’Oro a Ercolano (foto ente ville vesuviane)

Il parco archeologico di Ercolano partecipa al convegno “Dieta Mediterranea e stile di vita. Lifelong Nutrition: the Mediterranean diet. A true intangible cultural heritage of human health”, in programma il 28 febbraio 2026, dalle 9.30, a Villa Campolieto di Ercolano (Na), nell’ambito del progetto PNRR OnFoods. L’iniziativa, dedicata alla “Dieta Mediterranea e allo stile di vita” quali patrimonio culturale immateriale della salute umana, riunisce studiosi, ricercatori e rappresentanti istituzionali in un confronto multidisciplinare tra archeologia, storia dell’alimentazione, medicina e scienze della nutrizione. L’approccio diacronico proposto dal convegno intende collegare il mondo antico alle sfide contemporanee, evidenziando la continuità culturale e scientifica dei modelli alimentari mediterranei. La direzione del Parco esprime vivo apprezzamento per la promozione di iniziative volte a valorizzare la cultura alimentare antica, considerata una chiave interpretativa privilegiata per comprendere l’evoluzione dei modelli nutrizionali e degli stili di vita nel corso dei secoli, nonché per rafforzare il dialogo tra patrimonio culturale e salute pubblica.

Allestimento della mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” a Villa Campolieto di Ercolano (foto paerco)

Il programma scientifico si apre con la lectio magistralis della prof.ssa Annamaria Colao, titolare della Cattedra UNESCO “Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e prosegue con contributi dedicati alla cultura del vino nell’antichità, alla vita quotidiana e alla salute dei Romani documentate dalle evidenze archeologiche di Ercolano, nonché al ruolo dei ricettari medievali quali ponte tra tradizioni gastronomiche antiche e contemporanee. In questo contesto si inserisce l’intervento della prof.ssa Maria Vittoria Bramante (università Pegaso), dal titolo “Vita quotidiana, alimentazione e salute dei Romani nelle evidenze da Ercolano antica”. Il contributo approfondisce il rapporto tra pratiche alimentari, condizioni di salute e organizzazione della vita quotidiana nel mondo romano, alla luce delle testimonianze archeologiche restituite dal sito di Ercolano, offrendo una lettura integrata tra dati materiali, storia sociale e scienze della nutrizione. Particolare rilievo riveste il contributo scientifico del Parco, che offre una testimonianza concreta e fondata su dati archeologici della cultura alimentare del passato. In tale ambito è prevista una visita guidata alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, a cura di Maricarmen Pepe, funzionario archeologo del Parco. L’esposizione illustra consuetudini culinarie, rituali conviviali e significati simbolici del cibo nel mondo romano, attraverso reperti, apparati didattici e approfondimenti tematici che restituiscono uno spaccato vivido della quotidianità antica. Il convegno prosegue con contributi dedicati ai benefici dell’esercizio fisico per la salute e agli approcci innovativi al fabbisogno nutrizionale nella popolazione giovanile, nell’ambito del progetto IPerseo, con particolare attenzione al paradigma della “Lifelong Nutrition”, intesa come educazione permanente a stili di vita sani e sostenibili. La partecipazione del parco archeologico di Ercolano conferma il valore della ricerca archeologica quale strumento fondamentale per comprendere le radici culturali della Dieta Mediterranea e il suo ruolo nella costruzione di modelli sostenibili di salute e benessere, oggi riconosciuti e promossi a livello internazionale come patrimonio condiviso dell’umanità.

PROGRAMMA. Alle 9.30, Saluti Introduttivi: Annamaria Colao, università Federico II; saluti Istituzionali: . Gennaro Miranda, presidente Fondazione Ente Ville Vesuviane; Roberto Chianese, direttore generale Ente Ville Vesuviane; Dario Caputo, commissario prefettizio; Corrado Piscopo, funzionario f.f. direttore del Parco Archeologico Ercolano. Alle 10, Lettura Inaugurale: Annamaria Colao, Cattedra UNESCO ‘’Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile’’, università di Napoli Federico II; 10.30 Interventi: Flavio Castaldo, archeologo, “Oinopoteroi. La cultura dei bevitori di vino in Italia tra Greci, Etruschi e Italici”; Maria Vittoria Bramante, università Pegaso, “Vita quotidiana, alimentazione e salute dei Romani nelle evidenze da Ercolano antica”; Gianni Cicia, università di Napoli Federico II, “I ricettari medioevali, crocevia tra la cultura gastronomica del mondo antico e quella contemporanea”; 11.30, visita della mostra ‘Dall’Uovo alle Mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola’ a cura di MariCarmen Pepe, Funzionario Archeologo, Pa-Erco; 12.30, Interventi: Guido Iaccarino, Antonio Bianco, università di Napoli Federico II, “I benefici dell’esercizio fisico per la promozione della salute nella popolazione generale e negli individui con multimorbilità”; Maddalena Ilario, Sara Aprano, Iacopo Meglio, università di Napoli Federico II, “Approcci innovativi al fabbisogno nutrizionale nella popolazione giovanile: il progetto IPerseo”. Conclusioni: Annamaria Colao. 13.30. Light lunch.

 

Firenze. Per “I pomeriggi all’Archeologico” al MAF presentazione del libro “Alkedo. Storia e archeologia di una nave (15-50 d.C.)” di Andrea Camilli, sulla più famosa imbarcazione delle Navi antiche di Pisa

Per il ciclo “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 26 febbraio 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Firenze, in via della Colonna 38, presentazione del libro “Alkedo. Storia e archeologia di una nave (15-50 D.C.)” di Andrea Camilli, direzione regionale Musei nazionali Toscana. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a man-fi@cultura.gov.it. Il Cantiere delle Navi Antiche di Pisa ha rappresentato un punto miliare nella archeologia marittima e navale, e nello sviluppo delle tecniche di ricerca e restauro. A distanza di 27 anni dalla scoperta, di 20 dal recupero, e di 6 anni dalla musealizzazione, presentiamo l’edizione definitiva della più famosa e meglio conservata imbarcazione, l’Alkedo, comprensiva di un esaustivo studio del contesto di rinvenimento e della suppellettile di bordo. Allo studio dei contesti e dell’imbarcazione si affiancano studi specialistici sulle analisi fisico-chimiche effettuate e l’analisi delle modalità di restauro e musealizzazione della nave. Un’ opera che ha richiesto molti anni di studio ed analisi da parte di una equipe internazionale, e che viene edita in una forma che unisce la correttezza scientifica con un linguaggio che la rende accessibile al più ampio pubblico.

Vetulonia (Gr). al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” l’incontro “Etruschi e Contemporaneo. Il Giano Bifronte di Gino Severini e il Culsans etrusco del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC”, in occasione dei 60 anni dalla scomparsa del Maestro Gino Severini

Giovedì 26 febbraio 2026, alle 16.30, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi”, in occasione dei 60 anni dalla scomparsa del Maestro Gino Severini, l’incontro “Etruschi e Contemporaneo. Il Giano Bifronte di Gino Severini e il Culsans etrusco del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC”, con l’intento di onorare e celebrare la memoria di questo grande artista, uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Introduce Elena Nappi, sindaco del Comune di Castiglione della Pescaia con delega alle politiche culturali. Intervengono Paolo Bruschetti, presidente dell’Accademia Etrusca; Giulio Paolucci, direttore del MAEC; Paolo Giulierini, dirigente area Cultura del Comune di Cortona. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Apertura straordinaria del museo fino alle 18.