Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Alla scoperta della Tomba delle Olimpiadi” di Vincenzo Bellelli, direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, primo incontro del secondo ciclo di conferenze “Attualità degli Etruschi” promosso dal Pact col Comune di Tarquinia

Al museo Archeologico nazionale di Tarquinia (Vt) al via il secondo ciclo di conferenze “Attualità degli Etruschi” promosso dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia con il coinvolgimento del Comune di Tarquinia: tre appuntamenti per esplorare le nuove scoperte e l’eredità vivente di questa civiltà straordinaria che ancora oggi parla al nostro presente. Si inizia venerdì 24 aprile 2026, alle 17, nella sala dei Capolavori del museo Archeologico nazionale di Tarquinia, con la conferenza “Alla scoperta della Tomba delle Olimpiadi” di Vincenzo Bellelli. Dopo i saluti di Francesco Sposetti, sindaco di Tarquinia, il direttore del parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia Vincenzo Bellelli guiderà i partecipanti alla scoperta della celebre Tomba delle Olimpiadi, un capolavoro dell’arte etrusca che racconta storie di atleti, corse e competizioni di oltre 2500 anni fa. Un’occasione unica per approfondire i dettagli pittorici e il significato di questa straordinaria opera. Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti in sala. Non è necessaria la prenotazione.

Il ciclo di conferenze “Attualità degli Etruschi” che accompagnerà gli appassionati fino alle porte dell’estate continua venerdì 29 maggio 2026, alle 17, con la conferenza di Mattia Maturo, ricercatore università dell’Insubria, su “Tarquinia e Capua bell’età orientalizzante: élite, scambi e nuovi modelli sociali”; e venerdì 5 giugno 2026, alle 17, con Rui Morais, professore università di Porto, su “Un patrimonio dimenticato: il miele degli Etruschi”.

 

Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” la conferenza “Le prospezioni nello stagno di Cabras e lo scavo del nuraghe Cannevadosu” con le archeologhe della Fondazione Mont’e Prama, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu, secondo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”

Secondo appuntamento al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or) con i “Venerdì al Museo”: venerdì 24 aprile 2026, alle 18, nella sala conferenze del museo civico di Cabras, l’incontro “Le prospezioni nello stagno di Cabras e lo scavo del nuraghe Cannevadosu” con le archeologhe della Fondazione Mont’e Prama, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle attività di ricerca e scavo della Fondazione Mont’e Prama: dalle prospezioni nello stagno di Cabras fino allo scavo del Nuraghe Cannevadosu. Un’occasione per approfondire il lavoro sul campo e le nuove ricerche sul territorio. “Il nuraghe Cannevadosu è il primo ad essere indagato nel Sinis, e le prospezioni nello stagno danno conto del cambiamento della morfologia della laguna negli anni, grazie all’uso di tecnologie moderne”, sostiene Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “L’indagine non è solo un atto di recupero monumentale, ma una ricerca volta a comprendere la vita quotidiana e le strutture sociali in età nuragica. Desideriamo che la comunità sia coinvolta sugli sviluppi delle nostre ricerche scientifiche, sempre con l’obiettivo di fornire una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale di questo territorio”. Per partecipare all’incontro è necessaria la prenotazione al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/le-ricerche-della-fondazione-monte-prama-tickets-1987902484845?aff=ebemoffollowpublishemail&ref=eemail&utm_campaign=following_published_event&utm_content=follow_notification&utm_medium=email&utm_source=eventbrite

Napoli. Al museo Archeologico nazionale con la conferenza “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia” si apre il ciclo di tre incontri “L’avventura della moneta. Lo scambio infinito”, organizzato in collaborazione con Banca d’Italia e MUDEM, propedeutico alla riapertura a maggio della Sezione Numismatica

Al lavoro nei laboratori del museo Archeologico nazionale di Napoli per la riapertura della Sezione Numismatica (foto mann)

La conferenza “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia”, venerdì 24 aprile 2026, alle 11, all’Auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, apre il ciclo di conferenze “L’avventura della moneta. Lo scambio infinito”, organizzato in collaborazione con Banca d’Italia e MUDEM (museo della Moneta della Banca d’Italia) e con il patrocinio della Città Metropolitana e del Comune di Napoli, nato per esplorare la moneta non solo come oggetto fisico, ma come fulcro di uno “scambio infinito” tra culture, tecnologie e società. Uno spazio dove la moneta e la finanza dialogano apertamente con il mondo della cultura, affrontando temi cruciali come l’oro, la statistica e l’archeologia. Il Mann sarà palcoscenico di un dialogo inedito tra economia, storia e innovazione attraverso uno sguardo trasversale capace di tenere insieme: passato e presente, istituzioni e comunità, strumenti antichi e tecnologie contemporanee. La scelta di Napoli e del Mann per un ciclo di incontri di rilevanza nazionale dedicato al ruolo e alla forma della moneta dall’antichità ad oggi non è casuale, ma si lega alla prossima riapertura, a maggio 2026, della Sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Il primo incontro, venerdì 24 aprile 2026, alle 11, “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia” si propone come una riflessione profonda sul ruolo dell’oro come garanzia di valore e stabilità nei sistemi monetari del passato, la sua funzione strategica nella finanza odierna e il suo profondo valore simbolico e devozionale nella Storia. Introducono Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia; Francesco Sirano, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Intervengono Renata Cantilena, presidente dell’Istituto Italiano di Numismatica; mons. Vincenzo de Gregorio, Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro; Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera.

Gli altri due appuntamenti del ciclo sono in programma il 18 maggio e il 22 giugno 2026. Nel secondo appuntamento del 18 maggio, Domenico Piccolo (professore emerito di Statistica all’università di Napoli Federico II) dialogherà con Giovanni Iuzzolino (progetto Museo della Moneta della Banca d’Italia) sul tema “Giocare con i numeri. La statistica come sesto senso finanziario”. Il pubblico è invitato a scoprire la statistica come strumento quotidiano. L’incontro mostrerà come i numeri aiutino a interpretare l’incertezza, riconoscere i rischi e prendere decisioni più consapevoli, in piena sintonia con la vocazione educativa del MUDEM. Nell’ultimo incontro, il 22 giugno 2026, dedicato a “Fiducia e registrazione: dall’Archivio dei Sulpici alla blockchain”, si confronteranno la vice direttrice generale della Banca d’Italia Chiara Scotti e il direttore del MANN Francesco Sirano. Sarà dunque un affascinante confronto tra l’Archivio dei Sulpici — straordinaria testimonianza archeologica delle pratiche creditizie romane — e le più moderne tecnologie di registrazione digitale come la blockchain.

Vicenza. Al via al ciclo di conferenze “Archeologia della Grande Guerra” dedicato all’archeologia del contemporaneo e alla rilettura della Grande Guerra attraverso nuove prospettive a cura dei Musei Civici. Ecco il programma

Al via a Vicenza il ciclo di conferenze “Archeologia della Grande Guerra”, dedicato all’archeologia del contemporaneo e alla rilettura della Grande Guerra attraverso nuove prospettive, a cura dei Musei Civici di Vicenza. Un’iniziativa congiunta nata dalla collaborazione tra il museo Naturalistico Archeologico e il museo del Risorgimento e della Resistenza. Partecipazione gratuita (prenotazione consigliata): 0444 222815, museonatarcheo@comune.vicenza.it Si inizia giovedì 23 aprile 2026, alle 17.30, al museo del Risorgimento e della Resistenza, con la conferenza “Torneranno i prati. Tra archeologia e paesaggio della Grande Guerra nel Vicentino” di Paola Salzani e Giulia Campanini, della Sabap-Vr, e la conferenza “La costruzione della Strada delle Gallerie. Tre fotografie, tre storie” di Claudio Rigon, scrittore e fotografo. Quindi giovedì 30 aprile 2026, alle 17.30, al museo Naturalistico Archeologico, la conferenza “Luoghi e corpi della Grande Guerra. L’archeologia del mondo contemporaneo tra spazi della Storia e tempi della memoria” di Franco Nicolis, già Ufficio Beni archeologici di Trento, e la conferenza “La Grande Guerra sul fronte trentino: aspetti di storia militare” di Leonardo Malatesta, storico militare. Si chiude giovedì 21 maggio 2026, alle 17.30, al museo Naturalistico Archeologico, la conferenza “Padova ‘capitale al fronte’. Archeologia della Grande Guerra a Vigonza e a Vigodarzere dopo Caporetto” di Matteo Frassine, della Sabap-Pd, e Nicola Cappellozzo, archeologo società Sap, e la conferenza “Sanità Militare 1915–1918: impiego delle unità campali nel territorio a nord di Padova!” di Luca Lazzarini, ass. naz. Sanità militare italiana.

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Adria e Spina. Testimonianze del sacro” con Tiziano Trocchi (direttore del MAN Ferrara) e Alberta Facchi (direttrice Man Adria), quinto appuntamento del ciclo di conferenze diffuso in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Venezia

Giovedì 23 aprile 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), la conferenza “Adria e Spina. Testimonianze del sacro” con Tiziano Trocchi (direttore del MAN Ferrara)  e Alberta Facchi (direttrice Man Adria), quinto appuntamento del ciclo di conferenze diffuso che da marzo a settembre 2026, in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia fino al 29 settembre 2026, si terrà nei luoghi coinvolti dal progetto espositivo. ​Gli incontri accompagnano il pubblico lungo una geografia ampia e connessa, toccando Venezia e Adria, fino a Marzabotto, Milano, Ferrara e San Casciano dei Bagni: un’occasione per approfondire temi e contesti della mostra direttamente nei territori, tra musei e siti che ne condividono la trama di ricerche, prestiti e relazioni. La conferenza verterà sulla sezione dedicata ad Adria e Spina nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” in corso a Venezia. L’ingresso è gratuito, su prenotazione. Info e prenotazioni: 0426 21612 o drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

Torino. Al museo Egizio la conferenza “New gleanings from Deir el-Medina. From the IFAO Archive”, con l’egittologo Pierre Grandet, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Giovedì 23 aprile 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. In Sala Conferenze (con accesso da Via Maria Vittoria 3m) incontro con Pierre Grandet su “New gleanings from Deir el-Medina, from the IFAO Archive”, in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/new-gleanings-from-deir-el… L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.

Panoramica sul sito archeologico di Deir el-Medina a Tebe Ovest (foto museo egizio)

Fin dal suo avvio nel 1905 ad opera di Ernesto Schiaparelli, lo scavo del villaggio di Deir el-Medina, in particolare dal 1918 fino a oggi da parte dell’IFAO (Istituto francese di archeologia orientale del Cairo), ha prodotto una grande quantità di ostraka (circa 20.000), scritti in ieratico su lastre di calcare o frammenti di ceramica. Circa la metà di questo numero (l’altra costituita da ostraka letterari e figurativi) documenta in ogni modo possibile la vita e il lavoro degli abitanti del villaggio: una comunità di operai incaricata dai re del Nuovo Regno di scavare e decorare le tombe reali e principesche della Valle dei Re e della Valle delle Regine. Il relatore, incaricato dall’IFAO di pubblicare questi documenti (di cui sei volumi già pubblicati), si propone di offrire una panoramica di alcuni aspetti interessanti che possono essere ricavati da questo archivio e di arricchire la nostra conoscenza della vita quotidiana nell’antico Egitto.

L’egittologo Pierre Grandet

Pierre Grandet è nato nel 1954. Ha conseguito il dottorato in Egittologia all’Université Paris-Sorbonne (Paris IV) nel 1984, con una traduzione e un commento del Papiro Harris I del British Museum, pubblicati nel 1994 dall’IFAO, con un volume di glossario uscito nel 1999. Ha ottenuto l’abilitazione a dirigere ricerche (Habilitation à diriger des recherches) nel 1999. Ha insegnato storia, civiltà e lingua egizia presso l’Institut Khéops di Parigi tra il 1986 e il 2023, all’Université Catholique de l’Ouest ad Angers tra il 1987 e il 2010, all’Université de Poitiers tra il 2010 e il 2011 e all’University of Lille negli anni accademici 2015-2016 e 2019-2020. Ha inoltre insegnato ieratico presso l’École pratique des Hautes Études, IV sezione, tra il 2004 e il 2010. È andato in pensione nel 2023, ma prosegue tuttora l’attività didattica come membro del Collettivo Khéops. Dal 1997 è incaricato della pubblicazione degli ostraka ieratici non letterari dell’IFAO e ne ha finora pubblicati sei volumi. Dal 2006 prepara inoltre, per il Musée du Louvre, la pubblicazione degli ostraka della ex collezione Varille, attualmente in corso di stampa. È autore di vari articoli e libri che riflettono le sue ricerche in altri ambiti di interesse, come la storia dell’Egitto ramesside.

 

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro Alessia Amenta, curatore reparto Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani su “La litania in pietra della dea leonessa Sekhmet. Presentazione della più straordinaria scenografia d’Egitto”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 23 aprile 2026, alle 17, la conferenza “La litania in pietra della dea leonessa Sekhmet. Presentazione della più straordinaria scenografia d’Egitto” con Alessia Amenta, curatore reparto Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. La conferenza presenta il Progetto Sekhmet, un progetto di ricerca internazionale e multidisciplinare diretto da Alessia Amenta, curatore del Reparto per le Antichità Egizie e del Vicino Oriente, e dedicato allo studio delle centinaia statue della dea leonessa Sekhmet in granodiorite, realizzate per il tempio funerario di Amenhotep III a Tebe Ovest a Kom el-Hettan (Tebe Ovest), eretto tra il 1390 e il 1353 a.C., ma distrutto qualche tempo dopo per un terribile terremoto. Le statue di Sekhmet, disposte nella parte più intima del tempio, avrebbero funzionato come una grandiosa scenografica litania di protezione per il faraone Amenhotep III e contro ogni possibile pericolo per il cosmo ordinato. Il progetto, diretto da Alessia Amenta, curatore del Reparto di Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani, ha sviluppato metodi di ricerca innovativi. Nell’assenza di documentazione scritta antica relativa a questo gigantesco cantiere, la linea guida è stata quella di ‘far parlare le statue’ attraverso un software che utilizza l’Intelligenza Artificiale (AI). Il sito ha restituito statue finite, ma anche ‘non finite’, che rappresentano la scoperta archeologica più importante, poiché cristallizzano nello spazio e nel tempo un preciso momento della lavorazione della pietra. Siamo davanti a un gigantesco cantiere a cielo aperto, una straordinaria produzione fluida di ‘varietà seriali’.

 

Pozzuoli (Na). A Palazzo Toledo “Dalle Antiche Rotte al Turismo Culturale”, incontro di studi, mostra e visite guidate in ricordo di Robert Ross Holloway: per due giorni Pozzuoli diventa un osservatorio privilegiato sul dialogo tra archeologia e contemporaneità. Ecco il programma

Il Mediterraneo non è solo un mare: è una trama viva di rotte, incontri e tensioni che ha modellato culture, economie e paesaggi. In questa ambivalenza tra connessione e conflitto prende forma “Dalle Antiche Rotte al Turismo Culturale”, incontro di studi, mostra e visite guidate in ricordo di Robert Ross Holloway. L’iniziativa che il 22 e 23 aprile 2026 trasforma Pozzuoli in un osservatorio privilegiato sul dialogo tra archeologia e contemporaneità. Promossa dall’itinerario culturale “Le Rotte del Mediterrano nell’età Bronzo” è realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana (assessorato regionale dei Beni culturali e I.S.), Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Quarto, Città Metropolitana di Napoli, università Suor Orsola Benincasa, e con il sostegno del parco archeologico di Himera Solunto e Iato, accademia dei Campi Flegrei, gruppo archeologico Kyme e Villaggio Letterario.

Annullo filatelico dell’itinerario culturale “Le Rotte del Mediterraneo nell’età Bronzo” (foto le rotte del bronzo)

L’appuntamento si apre giovedì 22 aprile 2026, alle 10, a Palazzo Toledo con un incontro di studi introdotto da Maria Luisa Tardugno, Anne Studholme Holloway, Margherita di Niola e con i saluti istituzionali dei rappresentanti di Pozzuoli, Bacoli e Quarto. Moderano Gianni Ambrosino, Marco Martone e Gea Palumbo. La giornata propone interventi di alto profilo scientifico, tra gli altri Domenico Targia, Massimiliano Marazzi, Federica Bertino, Carla Pepe, Maria Clara Martinelli, Pierfrancesco Talamo e Teodoro Scarano, che ricostruiranno le reti di scambio del Mediterraneo antico e il loro valore come anticipazione di dinamiche globali. Il pomeriggio vede contributi di Anna Russolillo, Maurizio Cattani, Franco Foresta Martin, Sandro de Vita, Anna Abbate e Massimo Cultraro, con riflessioni su vulnerabilità ambientali, trasformazioni climatiche e nuove sfide metodologiche per l’archeologia. La manifestazione, ideata da Anna Russolillo e curata insieme ad Anna Abbate e Annapia Ferrara è dedicata a Robert Ross Holloway per il suo fondamentale contributo allo studio del Mediterraneo antico. Il progetto, nato in Sicilia e trasferitosi in Campania, non si limita alla ricostruzione storica ma apre una riflessione critica e progettuale sul Mediterraneo contemporaneo e sulle opportunità di valorizzazione culturale e turistica. Alle 17 il vernissage di “Visions of Bronze” una mostra di arte contemporanea e fotografie inedite dagli archivi e dai depositi museali: opere di Pina Testa, Katalin Visky, Ciro D’Alessio e Vittorio Sciosia offriranno un percorso visivo che dialoga con i temi dell’iniziativa.

Panoramica del Castello di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

Venerdì 23 aprile 2026 l’attenzione si concentra sulle prospettive operative con una tavola rotonda sui percorsi turistici culturali e sulla certificazione del Consiglio d’Europa, introdotta dalle istituzioni con interventi di Annapia Ferrara, Francesca Gentile, Saverio Giulio Malatesta, Anna Ruggiero, Francesca Diana e Vittorio Palumbo, proporrà scenari concreti per la promozione del patrimonio mediterraneo. La due giorni si chiude con una visita guidata al museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”: opera di Katalin Visky (foto le rotte del bronzo)

PROGRAMMA 22 APRILE 2026 – Pozzuoli. Alle 10, incontro di studi, modera Gianni Ambrosino, giornalista. Saluti: Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli; Lucio d’Alessandro, rettore dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Maria Luisa Tardugno, soprintendenza ABAP Area Metropolitana di Napoli; Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; Vincenzo Cirillo, consigliere Città Metropolitana di Napoli; Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli; Antonio Sabino, sindaco di Quarto; Nicola Scotto di Carlo, direttore museo “Tusa” di Procida; Mariasole La Rana, assessore alla cultura di Pozzuoli; Michele Assante del Leccese, delegato alla cultura di Procida; Mauro Cucco, assessore alla Cultura di Bacoli; Raffaella De Vivo, assessore alla Cultura di Quarto. Conclude Anne Holloway, avvocato figlia dell’archeologo R.R. Holloway; 11.10, pausa caffè. SESSIONE I: 11.30, Domenico Targia, direttore parco archeologico di Himera Solunto e Iato – Regione Siciliana, “Il ruolo degli itinerari culturali Europei nell’attualità svolta per lo sviluppo economico dei territori”; 11.50, Massimiliano Marazzi, università Suor Orsola Benincasa di Napoli (online), “Le rotte del Mediterraneo. Introduzione”; 12.10, Federica Bertino, università Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Il nuovo catalogo delle ceramiche egee da Vivara”; 12.20, Carla Pepe, università Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Procida – Vivara nell’età del Bronzo”. SESSIONE II: modera Marco Martone, giornalista; 12.40, Maria Clara Martinelli, parco archeologico delle Isole Eolie, “Segni, contrassegni e simboli sulla ceramica di capo graziano (Isole Eolie)”; 13, Pierfrancesco Talamo, archeologo, “L’età del Bronzo in Campania tra aree interne e costiere”; 13.20, Teodoro Scarano, università del Salento, “Roca Vecchia e la Puglia meridionale nell’età del Bronzo”; 13.40, pranzo a buffet. SESSIONE III: modera Gea Palumbo, università Roma Tre; 15, Anna Russolillo, parco archeologico di Himera Solunto e Iato, “Il villaggio fortificato dei Faraglioni (Ustica), recenti ricerche”; 15.20, Maurizio Cattani, università di Bologna, “L’abitato dell’età del Bronzo di Mursia (Pantelleria) nelle reti di connessione del Mediterraneo”; 15.40, Franco Foresta Martin, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sez. Palermo, “Il clima e il collasso dell’età del Bronzo. Un caso studio: l’abbandono del villaggio di Ustica”; 16, Sandro de Vita, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sez. Napoli, “Il caso della statuina di divinità femminile rinvenuta da R.R. Holloway nel villaggio preistorico di Ustica: possono i moderni strumenti analitici aiutare ad accertare l’autenticità del reperto?”; 16.20, Anna Abbate, gruppo archeologico Kyme, “L’insediamento fortificato sulla collina del Castiglione (Casamicciola)”; 16.40, Massimo Cultraro, CNR – università di Palermo (online), “I primi contatti elladico-micenei nel Mediterraneo centrale: Sicilia e isole flegree a confronto”. MOSTRA: alle 17, inaugurazione mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”. Opere di Pina Testa, Katalin Visky, Ciro D’Alessio. Fotografie di Vittorio Sciosia, Archivi Missioni Archeologiche e Museali. Esposizione dal 22 aprile al 30 aprile 2026.

Mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”: opera di Pina Testa, “Mondo di Bronzo” (foto le rotte del bronzo)

PROGRAMMA 23 APRILE 2026 – Pozzuoli. Alle 10, tavola rotonda “Percorsi turistici culturali e Certificazione europea”. Saluti: Mariasole La Rana, assessore alla Cultura di Pozzuoli; Michele Assante del Leccese, delegato alla Cultura di Procida; Domenico Targia, direttore parco archeologico di Himera Solunto e Iato – Regione Siciliana. Introducono Annapia Ferrara, università di Pisa; Francesca Gentile, direttore tecnico Agenzia di Viaggi; Saverio Giulio Malatesta, cultural project manager responsabile Archeo&Arte3D DigiLab università La Sapienza; Anna Ruggiero, consulente Crowdinvesting; Vittorio Palumbo, presidente Aliseo. Intervengono i membri del Cts delle Rotte del Bronzo; 12, museo Archeologico dei Campi Flegrei. Visita guidata.

 

 

Cortona (Ar). Al centro convegni Sant’Agostino “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe: occasione per riscoprire il mito di Dardano con Virgilio e riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana

Lo sapevate che il viaggio di Enea è anche un ritorno a Cortona? Giovedì 23 aprile 2026, alle 10, al centro convegni Sant’Agostino in via Guelfa 40 a Cortona, “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe, organizzata dal Comune di Cortona e dall’associazione la Rotta di Enea: occasione per approfondire i valori contenuti nell’opera di Virgilio, poeta europeo per eccellenza, per valorizzare il patrimonio culturale condiviso, per riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana.

Il logo dell’associazione Rotta di Enea

La giornata dedicata ad Enea non solo ospita interventi di archeologi, storici, esperti, ma anche momenti di spettacolo, fotografie e documentari, grazie ai contributi del curatore artistico Andrea Cocchi, con la partecipazione degli studenti di Cortona impegnati nella riscoperta del mito di Dardano. “Con Enea a Cortona”, dichiara il presidente della Rotta di Enea Giovnni Cafiero, “si celebra un aspetto importante del patrimonio culturale europeo, che affonda le sue radici nel Mediterraneo Antico. Enea ritorna là dove era partito Dardano in un percorso circolare che restituisce con il mito il concreto avanzare della civiltà europea attraverso l’incontro, lo scambio, la mescolanza; ed è importantissimo che tutto questo avvenga con il coinvolgimento delle istituzioni, delle comunità e dei giovani europei”. La Rotta di Enea è itinerario culturale europeo dal 2021. Il “gemellaggio” Cortona- Enea è legato a Dardano. Virgilio narra infatti che Dardano, figlio di Zeus e della Pleiade Elettra. era nato nella etrusca città di Corythum, individuata come Cortona, e da qui emigrò in Samotracia e poi nella Troade, dove i suoi discendenti fondarono Troia. Secondo Virgilio Enea dovrà cercare l’Antica Madre, percorrendo a ritroso la rotta dell’antenato Dardano. La struttura dell’Eneide si fonda su una certezza: Enea ripercorre a ritroso, da Troia all’Italia, il viaggio compiuto dall’avo Dardano. Il viaggio di Enea è un ritorno, un nòstos simbolico dell’eroe nella terra degli antenati, guidato dai sacri Penati.

La giornata dedicata a Enea a Cortona si apre alle 10 con i saluti del sindaco Luciano Meoni e altri interventi istituzionali. Intervengono tra gli altri Giovanni Cafiero presidente dell’Associazione Rotta di Enea, gli archeologi Filippo Coarelli su Il Mito di Enea a Roma e Sandra Gatti su Etruschi e Troiani. La manifestazione è arricchita dal reading teatrale a cura del Liceo artistico Luca Signorelli, da un documentario su Dardano e un video su Enea ritratto da Pietro da Cortona negli affreschi di Palazzo Pamphili a Roma. Le conclusioni sono affidate a Paolo Giulierini, dirigente area amministrativa e cultura del Comune di Cortona, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “L‘adesione alla rotta di Enea da parte del Comune di Cortona”, secondo Paolo Giulierini, “è un naturale ritorno all’idea della città come crocevia delle rotte di personaggi mitici come lo stesso Enea, Ulisse, il re pelasgo Nanas”. Nel pomeriggio la visita alla mostra fotografica di Mattia Crocetti “Diario di Enea” e un casting su “Volti Eterni” per cercare volti antichi tra i contemporanei.

 

 

Riva del Garda (Tn). Al museo dell’Alto Garda l’incontro “Antropocene tra arte e scienza” con Massimo Bernardi, direttore del Muse, e Gabriele Salvaterra, curatore del Mart, che dialogano con Roberto Ghezzi, artista di fama internazionale, e le sue Naturografie

Chi è il vero autore di un’opera d’arte: l’uomo che posiziona la tela o la terra che la dipinge? Mercoledì 22 aprile 2026, alle 20, al museo dell’Alto Garda di Riva dal Garda (Tn), l’incontro “Antropocene tra arte e scienza” tenterà di rispondere alla domanda se arte e scienza possono collaborare per creare una cittadinanza consapevole sulla crisi climatica in atto e su altri fenomeni attuali di importanza globale. Ne parlano Massimo Bernardi, direttore del Muse; Gabriele Salvaterra, curatore del Mart; e Roberto Ghezzi, artista di fama internazionale che fa dialogare uomo e natura nella creazione di particolari opere d’arte, lasciando che siano vento, acqua e terra a dipingere la propria storia. Roberto Ghezzi sarà l’autore del progetto del MAG “Naturografie sulla Sarca” coordinato dal Museo che prenderà avvio quest’estate, in collaborazione con Muse, Mart e altri importanti partner. Si esploreranno le sue Naturografie: tele che non nascono da pennelli e pigmenti, ma dal vento della Patagonia, dalle maree tunisine e dai ghiacci della Groenlandia. Un lavoro di “sottrazione” dell’artista per lasciare spazio alla voce pura dell’ecosistema. Queste opere vanno oltre l’estetica e presentano una nuova forma di cittadinanza consapevole per imparare a leggere i segnali che l’ambiente ci invia attraverso la materia. L’ingresso è libero e gratuito. La conferenza si concluderà con un rinfresco offerto dal Museo.