Roma. All’Institutum Romanum Finlandiae presentazione del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun

Copertina del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun
Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, all’Institutum Romanum Finlandiae presentazione del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun. Interverranno il direttore del parco archeologico di Ostia antica Alessandro D’Alessio, il prof. Fausto Zevi e la prof. Maria Letizia Caldelli. Sarà presente l’autore.
Ostia by the Sea. Ostia, l’insediamento romano fondato alla foce del Tevere, fu il porto della capitale imperiale e uno dei centri urbani più importanti del mondo mediterraneo durante gli ultimi decenni della Repubblica Romana e del Primo e Alto Impero. Il ruolo della città come polo commerciale marittimo spiega perché, nel suo periodo di massimo splendore, fosse la città più grande d’Italia dopo la potente Roma. Ostia è ancora importante oggi, ma ora soprattutto per gli imponenti resti dei suoi edifici, delle iscrizioni e dei numerosi reperti archeologici, e per ciò che possono rivelarci sulle persone che vi abitavano, che la visitavano o che le cui navi attraccavano in uno dei porti di Ostia.
In che modo migrazioni, schiavitù, nuove religioni e il duro lavoro nei porti influenzarono gli abitanti di Ostia nel periodo compreso tra il 50 a.C. e il 250 d.C.? Come si comportavano queste popolazioni e cosa pensavano di se stesse, del mondo circostante e del loro posto in esso? Per rispondere a queste domande, Christer Bruun si avvale della sua profonda conoscenza degli studi internazionali e della sua padronanza di migliaia di iscrizioni, principalmente in latino. Inizialmente, si concentra sull’impatto dell’ambiente fisico sugli abitanti, studiando come i quartieri creassero legami sociali, cosa i monumenti possano rivelarci sulla memoria culturale e come l’atmosfera marittima di Ostia abbia influenzato la coscienza di questa popolazione. In seguito, Bruun analizza le tendenze ideologiche all’interno di specifici segmenti della popolazione – senatori, donne, l’élite municipale nata libera, gli Augustali e i liberti, e la popolazione in generale (liberi, schiavi, immigrati) – per rispondere meglio a domande sulla loro identità in evoluzione. Chi erano, al di là delle loro distinzioni legali e formali? Le risposte di Bruun a questa domanda sono spesso inaspettate. Ad esempio, sostiene che le donne di Ostia avessero più opportunità lì che in qualsiasi altro luogo del mondo romano. Questa ambiziosa storia di una città in costante cambiamento, sempre in fermento, rivela elementi di un’ideologia “ostea”, ma lascia anche ai lettori chiari segni di conflitto tra queste idee, aprendo dimensioni della vita a Ostia prima inimmaginabili.
Roma. A Palazzo Altemps terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”: ecco il programma
L’8 aprile 2026, alle 17, a Palazzo Altemps a Roma, il terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. L’8 aprile 2026, alle 17, nel Teatro di Palazzo Altemps, la direttrice del museo nazionale Romano Federica Rinaldi introduce e modera gli interventi “I mosaici del Museo Nazionale Romano da via Emanuele Filiberto: nuovi dati dalle ricerche di archivio” di Chiara Giobbe e Raffaella Bucolo, e “Nuovi dati da vecchi scavi sull’edilizia abitativa dell’Esquilino. Il contributo della documentazione d’archivio alla ricomposizione di contesti archeologici perduti” di Andrea Grazian.
Isola della Scala (Vr). Al via con Angela Ruta il ciclo di conferenze “I Veneti e i Celti” promosse all’auditorium di S. Maria Maddalena dall’Associazione Archeologica. Ecco il programma
Con la conferenza di Angela Ruta, mercoledì 8 aprile 2026, alle 21, all’auditorium di S. Maria Maddalena in via Roma a Isola della Scala (Vr) aprono le conferenze primaverili organizzate dall’Associazione Archeologica di Isola della Scala, con il patrocinio del Comune di Isola della Scala, che hanno come tema “I Veneti e i Celti”, due popoli che abitarono la pianura veronese durante l’età del Ferro, prima dell’arrivo dei Romani. Prima o dopo questi incontri sarà possibile visitare l’attiguo museo Archeologico diretto da Federico Biondani.
Il ciclo di conferenze si apre dunque l’8 aprile 2026 con “Sebben che siam donne. Il Veneto pre-romano al femminile”: Angela Ruta, già funzionaria della soprintendenza Archeologica del Veneto e direttrice del museo nazionale Atestino, autrice di numerosi studi sugli antichi Veneti, sulla scorta del suo ultimo libro, focalizzerà il suo intervento sul ruolo delle donne del Veneto preromano: mogli, madri, ma anche sacerdotesse e imprenditrici.
Il 16 aprile 2026 “Ora sono tutti Romani. La Romanizzazione della Venetia”: Alfredo Buonopane, già docente presso l’università di Verona, epigrafista e storico, ci parlerà di come gradualmente il Veneto entri nell’orbita di Roma dal punto di vista economico, culturale e politico.
Ai Celti invece sono dedicate le conferenze di Fabio Saccoccio, studioso di protostoria e ricercatore dell’università di Nottingham, e di Giampaolo Rizzetto, studioso di preistoria e protostoria. L’intervento “I Cenomani da invasori transalpini a cittadini di Roma: la storia di un popolo gallico nell’Italia del Nord” di Saccoccio, il 23 aprile 2026, riguarderà i Cenomani, la tribù celtica che, secondo il racconto di Livio, occupò i territori di Brescia e Verona. L’intervento “Le necropoli celtiche nella Pianura Veronese tra orgogliosa appartenenza etnica e rapida integrazione” di Rizzetto (30 aprile 2026) riguarderà invece, più nello specifico, le ricche necropoli celtiche scoperte nella pianura veronese, dove i segni dell’appartenenza etnica, come le armi (scudi, elmi e spade), lasciano posto, via via, a corredi che evidenziano la progressiva integrazione nel mondo romano.
“Suoni perduti. Archeologia della musica”, seconda ConversAzioneAltinate on line su Zoom promossa da La Carta di Altino
Mercoledì 8 aprile 2026, alle 21, “Suoni perduti. Archeologia della musica”, seconda ConversAzioneAltinate on line su Zoom al link https://unipd.zoom.us/j/84831637315… promossa da La Carta di Altino sul tema della musica nel mondo antico. Con Franco Marzatico, già soprintendente ai Beni culturali della provincia autonoma di Trento e direttore del Castello del Buonconsiglio, si esploreranno le immagini, le testimonianze e gli strumenti musicali che l’archeologia ci ha restituito. Si andrà alla ricerca delle sonorità nella vita quotidiana, nella convivialità, nei riti e nelle cerimonie delle epoche più lontane.
Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas al via “Archeocinema a Tridentum”: tre film per tre mercoledì sul tema “l colori del passato” in collaborazione con RAM film festival. Ecco il programma
Con il tema “l colori del passato” torna allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, in piazza Cesare Battisti, “Archeocinema a Tridentum”, la rassegna proposta dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Tre gli appuntamenti in programma, l’8, 15 e 22 aprile 2026, alle 18, con altrettanti film provenienti dall’archivio della rassegna di Rovereto che ha curato le edizioni italiane delle opere straniere. Gli incontri, che intendono restituire la policromia e la vivacità di colori del mondo antico, saranno introdotti dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e dell’Ufficio beni archeologici. La partecipazione è libera e gratuita.
Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, il film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli (Italia 2023, 52′). L’avventura del rosso è l’avventura dell’umanità, simbolo di sangue e fuoco, del sacro e della vita. L’esperto Michel Pastoureau afferma che ogni colore contiene una storia, e non solo artistica. Dall’ocra delle pitture rupestri ai pigmenti degli egizi, dalla porpora degli imperatori romani al cinabro, i grandi artisti hanno creato colori iconici come il rosso Tiziano e i rossi di Caravaggio.
Mercoledì 15 aprile 2026, alle 18, il film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52′). Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet, nel dipartimento francese dell’Ardèche, le sue straordinarie pitture rupestri, tra le più antiche al mondo, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.
Mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, il film “Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia / Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.
Ferrara. A Palazzo Turchi di Bagno apre la mostra “L’eredità di Piero Leonardi. Il Museo (si) racconta”, a cura di Ursula Thun Hohenstein, Chiara Parisi, Lavinia Caffarelli, Ornella De Curtis, Carlo Peretto, che celebra i 60 anni del museo di Paleontologia e Preistoria dell’università di Ferrara
Per celebrare i 60 anni del museo di Paleontologia e Preistoria dell’università di Ferrara martedì 7 aprile 2026, alle 12.30, nel Salone delle mostre temporanee di Palazzo Turchi di Bagno a Ferrara verrà inaugurata la mostra “L’eredità di Piero Leonardi. Il Museo (si) racconta”, a cura di Ursula Thun Hohenstein, Chiara Parisi, Lavinia Caffarelli, Ornella De Curtis, Carlo Peretto, promossa e organizzata dal Sistema Museale di Ateneo, e patrocinata dal Comune di Ferrara, dalla Società Paleontologica Italiana e dall’Istituto Italiano di Paleontologia e Preistoria, visitabile gratuitamente e a ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 18, fino al 31 luglio 2026. All’inaugurazione saranno presenti il professor Stefano Manfredini, prorettore vicario dell’università di Ferrara per i saluti istituzionali; la professoressa Ursula Thun Hohenstein, presidente del Sistema Museale di Ateneo e le famiglie Leonardi e Spezzamonte, eredi del professor Leonardi.
La mostra nasce dalla volontà di ripercorrere la vita, le ricerche e l’opera di uno studioso poliedrico, la cui visione ha dato origine al museo di Paleontologia e Preistoria dell’università di Ferrara. Attraverso una selezione dei reperti più significativi custoditi nel museo e raccolti da Piero Leonardi, si raccontano il suo percorso professionale, la nascita e lo sviluppo di un’istituzione che ancora oggi custodisce e valorizza un patrimonio unico. Un percorso che restituisce lo sguardo appassionato di Leonardi sulle origini dei pianeti, della Terra e dell’umanità e che invita il pubblico a riscoprire il museo non solo come luogo di conservazione, ma anche come uno spazio vivo, dove ricerca scientifica, educazione e curiosità si intrecciano nel racconto della nostra storia più antica.

Allestimento della mostra “L’eredità di Piero Leonardi. Il Museo (si) racconta” a Palazzo Turchi di Bagno a Ferrara (foto unife)
Il percorso espositivo è corredato dai prodotti digitali realizzati grazie al progetto CHAMELEON, finanziato dal PNRR – CHANGES – Spoke 4 “Virtual Technologies for Museums and Art Collections”. Nel corso dei mesi la mostra sarà animata da conferenze, da una giornata studi dedicata alla figura del professor Piero Leonardi e da laboratori didattici specifici per le scuole, curati dall’associazione studentesca PreHistorica, in collaborazione con le volontarie e i volontari del Servizio Civile Universale – Progetto BIMUD. L’obiettivo è tradurre la complessità delle collezioni in un linguaggio accessibile e attuale, capace di stimolare l’interesse delle nuove generazioni verso la ricerca scientifica.
Pasquetta al Parco archeologico di Ercolano (Na) con l’esperienza immersiva grazie a “VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience”
Il parco archeologico di Ercolano è accessibile in occasione delle festività pasquali, offrendo al pubblico l’opportunità di vivere un’esperienza unica tra storia, cultura e suggestioni senza tempo, in uno dei luoghi più straordinari al mondo, patrimonio UNESCO. In particolare lunedì 6 aprile 2026, in occasione della Pasquetta, il sito è regolarmente aperto secondo le consuete modalità di accesso e, come ogni lunedì fino al prossimo 4 maggio 2026, i visitatori potranno vivere un’esperienza immersiva grazie a “VENI, VIDI, HERCVLANEVM – Virtual Reality Experience”, un progetto sperimentale che, ancora prima dell’accesso al sito archeologico, consente di intraprendere un viaggio nel tempo attraverso l’utilizzo di visori di realtà virtuale. L’attività è prevista dalle 9.30 alle 12.30 ed è gratuita, previo acquisto del biglietto ordinario di ingresso al sito, con prenotazione al link https://www.coopculture.it/…/veni-vidi-hercvlanevm…/
Cabras (Or). Pasqua tra i Giganti: al museo “Marongiu” per la prima volta riuniti in un’unica esposizione le 25 statue scoperte a Mont’e Prama insieme a 15 modelli di nuraghe e un betile. Muroni: “Oggi Cabras riabbraccia la sua storia”. Le anticipazioni (riunione Giganti e mostra Etruschi e Nuragici, due civiltà in dialogo/confronto) ad “archeologiavocidalpassato.com” del presidente Fondazione Mont’e Prama

I Giuganti di Mont’e Prama riuniti nel percorso provvisorio al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)
Pasqua tra i Giganti a Cabras. Per la comunità scientifica e per tutti i residenti, che hanno avuto la possibilità di vederli in anteprima il 3 e 4 aprile 2026: per la prima volta tutti i Giganti di Mont’e Prama riuniti in un’unica esposizione al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or): l’intero complesso scultoreo dei Giganti di Mont’e Prama, precedentemente diviso tra laboratori di restauro e il museo Archeologico nazionale di Cagliari. il percorso espositivo è stato ufficialmente aperto al pubblico domenica 5 aprile 2026. Venticinque le statue, a cui si aggiungono quindici modelli di nuraghe e un betile, per un totale di quaranta reperti. Un evento atteso, reso possibile grazie alla collaborazione tra diverse Istituzioni. E da maggio i Giganti di Mont’e Prama saranno in dialogo con i principi etruschi in una grande mostra.

tourismA 2026: da sinistra, Piero Pruneti, Anthony Muroni, Paolo Giulierini, Ilaria Portas, Giorgio Murru, Nicola Castangia (foto graziano tavan)
È stato proprio il presidente della Fondazione Mont’e Prama, incontrato a Firenze, in occasione di tourismA 2026, dove è intervenuto su “Ricerca e valorizzazione nel Parco archeologico naturale del Sinis (Cabras – Or)” con Paolo Giulierini archeologo, Giorgio Murru archeologo, il fotografo Nicola Castangia e l’assessore regionale ai Beni culturali della Regione Sardegna Ilaria Portas, ad anticipare ad archeologiavocidalpassato.com le novità che avrebbero interessato il museo di Cabras nella primavera 2026.
“Nell’ultimo anno – spiega Muroni ad archeologiavocidalpassato.com – il museo di Cabras è passato da 500 mq dedicato alle esposizioni a 1500 mq. Dunque triplicati gli spazi. Questo ci consente di fare tutta una serie di attività nuove. La prima, riunire finalmente il complesso statuario monumentale di Mont’e Prama a Cabras. Era una promessa che il ministero aveva fatto nel 2021 con l’istituzione della Fondazione Mont’e Prama. Va riconosciuto al ministero, alla soprintendenza, al museo Archeologico nazionale di Cagliari di aver mantenuto l’impegno assunto. E in queste ore le statue sono già tutte a casa. Ora si deve studiare un allestimento temporaneo che sarà pronto nei giorni precedenti la Pasqua e avremo finalmente questa novità. L’avere così tanti spazi ci consente anche di fare mostre temporanee. La prima tra queste, un bellissimo dialogo tra i principi etruschi e nuragici. Un dialogo tra due civiltà che sono state unite più che divise dal mar Mediterraneo. Ci sono stati tanti scambi, tanti spazi che hanno condiviso, e nella mostra che sarà curata dal direttore scientifico Paolo Giulierini e ospitata a Cabras dal mese di maggio al mese di ottobre, avremo veramente la possibilità su un’esposizione di 500 mq di scoprire davvero tante analogie, tange possibilità di studio e di dialogo”.
Scoperti per caso nel 1974 a Mont’e Prama, i Giganti rappresentano la più imponente testimonianza della statuaria antropomorfa del Mediterraneo antico che, grazie ad un lavoro certosino di restauro, si presenta al pubblico nella forma di pugilatori, arcieri e guerrieri. Colossi di pietra, alti oltre due metri, che hanno riscritto la protostoria della Sardegna e del Mediterraneo, portando la civiltà nuragica al centro del dibattito archeologico globale. Oggi, queste figure monumentali non sono solo reperti, ma simboli identitari della Sardegna nel mondo. Questa nuova esposizione traccia un percorso inedito, ripensato da zero, che offrirà ai visitatori una esperienza di visita nuova. I Giganti si potranno ammirare temporaneamente nell’attuale Sala del Paesaggio, tra giochi di luci e ombre sorteggiate da albe e tramonti, in attesa di essere trasferiti definitivamente, nel corso del prossimo anno, nell’ala del Museo progettata appositamente per accoglierli.

Anthony Muroni al centro del gruppo della Fondazione Mont’e Prama davanti ai Giganti riuniti al museo di Cabras (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)

Pasqua 2026: tutti in fila per ammirare i Giganti riuniti al museo di Cabras (foto fond. mont’e prama)
“Oggi Cabras riabbraccia la sua storia”, afferma Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “Per la prima volta, i Giganti di Mont’e Prama sono esposti tutti insieme in un unico, suggestivo spazio espositivo. Si tratta di una veste temporanea, senza apparato iconografico, in attesa che la mostra, nella sua versione definitiva, prenda casa nella Sala dei Giganti, il prossimo anno La nuova Sala del Paesaggio, fresca di un intervento infrastrutturale che ne ha permesso il raddoppio in tempi record, si affaccia sulla laguna che porta sulla collina di Mont’e Prama. Una scelta voluta e dovuta alla volontà di mantenere saldo il legame tra il complesso monumentale e il luogo in cui tutto ebbe inizio, con la scoperta del 1974. La riunificazione è il frutto di una sinergia istituzionale senza precedenti che ha visto collaborare il ministero della Cultura, la Regione Sardegna, la soprintendenza, il Comune di Cabras e i musei nazionali di Cagliari. Questa operazione non è solo un atto museale, ma la restituzione di un’identità collettiva ad un territorio che vede, nei suoi Giganti, gli ambasciatori della cultura nel mondo”.

Museo civico di Cabras: la luce del tramonto accarezza i Giganti di Mont’e Prama riuniti (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)
“La riunificazione di tutti i Giganti di Mont’e Prama al museo di Cabras”, sostiene Andrea Abis, sindaco di Cabras, “è il compimento di un percorso lungo e complesso di rivendicazione culturale, legittimità scientifica e attenzione all’interesse economico territoriale Sono stati anni difficili, carichi di momenti in cui questo traguardo appariva lontano, complicato, persino irraggiungibile, eppure oggi possiamo dire tutti insieme di avercela finalmente fatta. Restituiamo al suo luogo di origine, Cabras e il Sinis, ma in fondo a tutta la Sardegna, un patrimonio identitario unico, simbolo di un’eredità che ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire”.

L’assessore regionale Ilaria Portas davanti ai Giganti riuniti al museo di Cabras (foto da FB – profilo ilaria portas)
“Oggi è una giornata che resterà scolpita nella storia della nostra Isola”, commenta Ilaria Portas, assessore regionale ai Beni culturali. “Per la prima volta dal loro ritrovamento nel 1974, i Giganti di Mont’e Prama sono finalmente riuniti tutti insieme, in un’unica sala, nel cuore del Museo Giovanni Marongiu di Cabras. Vedere queste 25 statue monumentali, accompagnate dai modelli di nuraghe e un betile, occupare finalmente lo stesso spazio è un’emozione che tocca nel profondo la nostra identità. Non è solo un’esposizione archeologica, è il ritorno a casa di un popolo. Come assessora, voglio sottolineare con forza che questo risultato straordinario è il frutto di cooperazione. Se oggi possiamo ammirare questo complesso scultoreo unico nel Mediterraneo tutto insieme, è merito di una sinergia senza precedenti tra la Regione autonoma della Sardegna, il ministero della Cultura, il Comune di Cabras, la Fondazione Mont’e Prama, la Soprintendenza e i Musei Nazionali di Cagliari museo Archeologico nazionale di Cagliari. Ognuno ha contribuito in modo giusto e generoso, dimostrando che quando le istituzioni remano nella stessa direzione, la Sardegna vince. Questo è il segnale chiaro di come vogliamo continuare a investire: con una visione che mette al centro il nostro inestimabile patrimonio archeologico come motore di sviluppo e di orgoglio per tutto il territorio. I Giganti, le statue più antiche d’Europa e del Mediterraneo occidentale – conclude -, tornano a guardarsi negli occhi e a dialogare con noi, e come ha affermato oggi Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama Oggi Cabras riabbraccia la sua storia“.
San Casciano dei Bagni (Si). A Pasquetta passeggiata archeologica al santuario etrusco-romano del Bagno Grande con l’associazione Eutyche Avidiena

Scavi archeologici al santuario etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (foto sabap-si)
Appuntamento speciale per Pasquetta. Lunedì 6 aprile 2026, alle 11, l’associazione Eutyche Avidiena organizza una passeggiata archeologica al santuario etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. Il percorso dura circa 2 ore e comprende la visita alle Stanze Cassianensi, il piccolo museo allestito nell’atrio del Palazzo Comunale, e l’ingresso all’area archeologica. La strada per raggiungere il sito e per risalire in paese è abbastanza ripida, quindi consigliamo scarpe comode. Da ricordare che i reperti rinvenuti tra il 2022 e il 2024 non si trovano a San Casciano, ma sono in mostra ad Aquileia (“Gli Dei ritornano”, fino al 12 aprile 2026) e a Venezia (“Etruschi e Veneti”, fino al 29 settembre 2026). Per maggiori info e prenotazioni contattare 057858141, info@sancascianoliving.it, o scrivere su whatsapp a 3381547577.
Pasquetta ai parchi archeologici di Paestum e Velia per una giornata tra storia e natura
Pasquetta è il momento perfetto per uscire, esplorare e lasciarsi sorprendere. Ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) il Lunedì dell’Angelo 6 aprile 2026 si può vivere una giornata tra storia e natura, tra scoperta e bellezza senza tempo.
VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero + 39 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria ore 9.30.
PAESTUM & VELIA ON THE ROAD. Servizio di navetta da Paestum a Velia e ritorno. La navetta gratuita partirà alle ore 15:00 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Velia e, alle ore 18:00, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza. Per informazioni telefonare al +39 0828811023 oppure scrivere a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it.













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