Este (Pd). Al museo nazionale Atestino la conferenza “Culti e scrittura nel santuario di Reitia” con Anna Marinetti, Benedetta Prosdocimi e Angela Ruta Serafini, quarto appuntamento del ciclo di conferenze diffuso in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Venezia

Giovedì 9 aprile 2026, alle 17, al museo nazionale Atestino di Este (Pd), la conferenza “Culti e scrittura nel santuario di Reitia” con Anna Marinetti, Benedetta Prosdocimi e Angela Ruta Serafini, quarto appuntamento del ciclo di conferenze diffuso che da marzo a settembre 2026, in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia fino al 29 settembre 2026, si terrà nei luoghi coinvolti dal progetto espositivo. ​Gli incontri accompagnano il pubblico lungo una geografia ampia e connessa, toccando Venezia e Adria, fino a Marzabotto, Milano, Ferrara e San Casciano dei Bagni: un’occasione per approfondire temi e contesti della mostra direttamente nei territori, tra musei e siti che ne condividono la trama di ricerche, prestiti e relazioni. Proprio all’interno del percorso espositivo a Palazzo Ducale di Venezia vi è una sezione dedicata interamente al santuario di Reitia, la dea del fiume dell’antica Este. Si tratta di un’ottima occasione per vedere anche i reperti dal santuario di San Pietro Montagnon a Montegrotto Terme (PD), di solito custoditi nei depositi del museo atestino.

Grande Pompei. Aprile e maggio con “Depositi aperti” al museo Archeologico “Libero D’Orsi” di Stabia nella Reggia Quisisana di Castellammare di Stabia (Na). Ecco le date

I depositi del museo Archeologico “Libero D’Orsi” di Stabia nella Reggia Quisisana di Castellammare di Stabia (foto carlo falanga)

Dal 9 aprile 2026 parte l’iniziativa “Depositi aperti” alla Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia (Na), uno dei siti della Grande Pompei: viene data ai visitatori la possibilità di immergersi nella “filiera archeologica” e di conoscere il lavoro di tutela, restauro e ricerca che solitamente si svolge dietro le quinte. L’accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al museo Archeologico “Libero D’Orsi” di Stabia dalle 9 alle 13 nelle seguenti date: 9 e 23 aprile 2026, 7, 14 e 21 maggio 2026.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro “Il Museo Etrusco cresce: il progetto di riqualificazione delle Concerie Riganti”, il primo di sei appuntamenti mensili del giovedì del ciclo di conferenze “Costruire il futuro: i cantieri di Villa Giulia”, a cura della direttrice Luana Toniolo. Ecco il programma

Con l’incontro “Il Museo Etrusco cresce: il progetto di riqualificazione delle Concerie Riganti”, giovedì 9 aprile 2026, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, inizia un ciclo di conferenze a cura della direttrice Luana Toniolo che racconta i grandi progetti in corso di realizzazione nelle sedi di Villa Giulia e Villa Poniatowski: un cantiere in corso può trasformarsi in una straordinaria occasione di conoscenza, in un laboratorio di ricerca e di scoperta che anticipa cambiamenti, sfide e prospettive future. Dal cantiere delle ex Concerie Riganti presso Villa Poniatowski, ai monumentali restauri di Villa Giulia, dai nuovi allestimenti museali, dove la narrazione delle collezioni incontrerà innovative forme di lettura, fino alla straordinaria raccolta di Ori Castellani, al memorabile restauro del sarcofago degli Sposi, per concludere con la riqualificazione di Villa Poniatowski. “Raccontare al pubblico cosa si svolge dentro il museo e i lavori in corso è un nostro dovere come istituzione”, afferma la direttrice del Museo, Luana Toniolo. “È una responsabilità verso tutti, in quanto custodiamo un patrimonio culturale che appartiene ad ognuno di noi. Vogliamo condividere in totale trasparenza le azioni che abbiamo intrapreso e queste conferenze racconteranno dalla viva voce di chi lavora quotidianamente nei cantieri, dal Progettista al direttore dei lavori, il perché di questi interventi, che sono parte della visione di un museo che cresce sempre di più, arricchendosi anche di edifici mai aperti al pubblico prima”.

Sei incontri, un giovedì al mese, in collaborazione con i progettisti e i direttori dei lavori, per raccontare i progetti in corso e la Villa Giulia del prossimo anno. Da questa stagione di grandi interventi il Museo è proiettato verso un futuro di trasformazioni: non si tratta solo di cambiamenti strutturali, ma di una nuova visione culturale del Museo che si prepara a diventare il centro di nuovi spazi culturali nel cuore della città di Roma. Ingresso gratuito in sala fortuna, prenotazione all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Ecco il calendario delle conferenze in sala della Fortuna, alle 17: 9 aprile: Il Museo Etrusco cresce: il progetto di riqualificazione delle Concerie Riganti; 14 maggio: Il Rinascimento ritrovato. Il cantiere di restauro di Villa Giulia; 4 giugno: Ripensare il Museo. Il nuovo racconto di Villa Giulia; 17 settembre: Oreficeria Archeologica Italiana: il nuovo allestimento della collezione Castellani; 8 ottobre: Nel segno del tempo: il sarcofago degli sposi fra analisi e cura; 12 novembre: Dall’Egitto all’India: progetti per il recupero e la rifunzionalizzazione di Villa Poniatowski.

Giovedì 9 aprile 2026, in sala della Fortuna, alle 17, “Il Museo Etrusco cresce: il progetto di riqualificazione delle Concerie Riganti”, primo incontro del ciclo di conferenze “Costruire il futuro: i cantieri di Villa Giulia”, a cura della direttrice Luana Toniolo. Intervengono: Luana Toniolo, direttore del Museo; arch. Arianna Spinosa, direttore dei lavori. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione all’indirizzo: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Un’area eccezionale mai aperta al pubblico e ora finalmente al centro di uno straordinario recupero. Il cantiere in corso trasformerà in modo significativo l’immagine di Villa Giulia e il suo rapporto con la città: da questo intervento nascerà una nuova area espositiva di 1000 metri quadrati che consentirà finalmente di valorizzare e rendere accessibili al pubblico i materiali oggi conservati nei depositi e che non trovano spazio nella sede espositiva centrale del Museo. Oltre a questo verrà realizzato un auditorium, un ristorante, una terrazza panoramica, un’area dedicata alle mostre temporanee, spazi pensati come luoghi di incontro, di dialogo e di vita culturale.

 

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Barbara Arbeid, curatrice Man-Fi, e Michele Bueno, archeologo SABAP-Fi, su “Troppo bello per essere vero? Viaggio tra i falsi archeologici”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 9 aprile 2026, alle 17, la conferenza “Troppo bello per essere vero? Viaggio tra i falsi archeologici” con Barbara Arbeid, curatrice museo Archeologico nazionale di Firenze, e Michele Bueno, funzionario archeologo – SABAP per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato. Ingresso gratuito su prenotazione scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. L’archeologia non è solo lo studio della cultura materiale delle civiltà del passato, ma anche un palcoscenico di inganni magistrali che hanno sfidato esperti e istituzioni: analizzarli non (solo) come semplici truffe, ma come proiezioni culturali e specchi delle ossessioni collezionistiche di un’epoca ci consente di comprendere come è mutato, nel corso del tempo, il rapporto con l’antico. Dai guerrieri etruschi del Metropolitan ai vasi figurati dispersi a centinaia nelle collezioni private, il confine tra l’originale e il contraffatto si rivela spesso permeabile, mediato dal desiderio di scoperta e di possesso a ogni costo. L’obiettivo è dimostrare come il falso, anche una volta smascherato, non perda valore conoscitivo: esso smette di parlarci del passato remoto per diventare un prezioso documento della storia del gusto e della ricezione dell’antico. Un viaggio tra estetica e inganno, dove l’occhio dell’archeologo deve farsi detective. Tuttavia, nell’attività di monitoraggio delle collezioni disseminate sul territorio, emergono talvolta anche casi fortunati di reperti archeologici autentici di interesse eccezionale per qualità intrinseche e storia collezionistica: piccoli cimeli dal valore affettivo, passati di mano in mano nel corso dei secoli, scomparsi e poi ricomparsi inaspettatamente. Tra falsi d’autore e ritrovamenti eclatanti, la conferenza esplorerà le diverse sfaccettature del collezionismo archeologico, attraverso alcuni casi studio significativi, tratti anche dall’esperienza diretta dei relatori.

 

Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, l’egittologa Anna Giulia De Marco presenta il libro di prossima pubblicazione “Lavorare il legno: botteghe e artigiani a Deir el-Medina. Uno studio a partire dai materiali conservati presso il Museo Egizio di Torino”

Giovedì 9 aprile 2026, alle 18, in Sala Conferenze del museo Egizio di Torino appuntamento con Anna Giulia De Marco, che presenta il libro di prossima pubblicazione “Lavorare il legno: botteghe e artigiani a Deir el-Medina. Uno studio a partire dai materiali conservati presso il Museo Egizio di Torino”. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/botteghe-e-artigiani-del… L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il libro analizza per la prima volta l’artigianato del legno nel sito di Deir el-Medina. La ricerca si basa sullo studio e sulla redazione del catalogo completo dei manufatti lignei provenienti dal sito e oggi conservati al museo Egizio, molti dei quali ancora inediti. Attraverso un approccio multidisciplinare che integra l’analisi della cultura materiale con fonti testuali e iconografiche, lo studio ricostruisce il sistema produttivo degli oggetti lignei presso Deir el-Medina in epoca ramesside (1292-1077 a.C.). Vengono analizzate le principali tipologie di manufatti, i metodi di lavorazione e, soprattutto, viene restituita l’identità professionale degli artigiani del legno, individuandone i nomi, ruoli e attività.

L’egittologa Anna Giulia De Marco (Medjehu Project)

Anna Giulia De Marco è un’egittologa e attualmente ricercatrice post-doc all’università di Jaén (Spagna), specializzata nello studio dell’artigianato del legno e dei manufatti lignei nell’antico Egitto. Ha conseguito il dottorato in Egittologia all’università di Pisa, in collaborazione con il museo Egizio di Torino, con una ricerca dedicata all’analisi e alla catalogazione della collezione di oggetti lignei provenienti da Deir el-Medina e conservati al museo Egizio. Questo lavoro rappresenta il primo studio sistematico sul sistema di lavorazione del legno nel sito e costituisce la sua monografia attualmente in stampa, oggetto della presente conferenza. È inoltre autrice di diversi articoli scientifici dedicati ai manufatti lignei, alla lavorazione del legno e ai suoi aspetti socioeconomici. Dal 2012 partecipa a numerose missioni archeologiche in Egitto, tra cui Deir el-Medina, Dra Abu el-Naga, i Wadi Occidentali tebani e Kom Ombo. Nel 2021 ha co-fondato il Medjehu Project, volto allo studio e alla conservazione del patrimonio ligneo egiziano.

 

Roma. All’Institutum Romanum Finlandiae presentazione del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun

Copertina del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun

Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, all’Institutum Romanum Finlandiae presentazione del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun. Interverranno il direttore del parco archeologico di Ostia antica Alessandro D’Alessio, il prof. Fausto Zevi e la prof. Maria Letizia Caldelli. Sarà presente l’autore.

Ostia by the Sea. Ostia, l’insediamento romano fondato alla foce del Tevere, fu il porto della capitale imperiale e uno dei centri urbani più importanti del mondo mediterraneo durante gli ultimi decenni della Repubblica Romana e del Primo e Alto Impero. Il ruolo della città come polo commerciale marittimo spiega perché, nel suo periodo di massimo splendore, fosse la città più grande d’Italia dopo la potente Roma. Ostia è ancora importante oggi, ma ora soprattutto per gli imponenti resti dei suoi edifici, delle iscrizioni e dei numerosi reperti archeologici, e per ciò che possono rivelarci sulle persone che vi abitavano, che la visitavano o che le cui navi attraccavano in uno dei porti di Ostia.

In che modo migrazioni, schiavitù, nuove religioni e il duro lavoro nei porti influenzarono gli abitanti di Ostia nel periodo compreso tra il 50 a.C. e il 250 d.C.? Come si comportavano queste popolazioni e cosa pensavano di se stesse, del mondo circostante e del loro posto in esso? Per rispondere a queste domande, Christer Bruun si avvale della sua profonda conoscenza degli studi internazionali e della sua padronanza di migliaia di iscrizioni, principalmente in latino. Inizialmente, si concentra sull’impatto dell’ambiente fisico sugli abitanti, studiando come i quartieri creassero legami sociali, cosa i monumenti possano rivelarci sulla memoria culturale e come l’atmosfera marittima di Ostia abbia influenzato la coscienza di questa popolazione. In seguito, Bruun analizza le tendenze ideologiche all’interno di specifici segmenti della popolazione – senatori, donne, l’élite municipale nata libera, gli Augustali e i liberti, e la popolazione in generale (liberi, schiavi, immigrati) – per rispondere meglio a domande sulla loro identità in evoluzione. Chi erano, al di là delle loro distinzioni legali e formali? Le risposte di Bruun a questa domanda sono spesso inaspettate. Ad esempio, sostiene che le donne di Ostia avessero più opportunità lì che in qualsiasi altro luogo del mondo romano. Questa ambiziosa storia di una città in costante cambiamento, sempre in fermento, rivela elementi di un’ideologia “ostea”, ma lascia anche ai lettori chiari segni di conflitto tra queste idee, aprendo dimensioni della vita a Ostia prima inimmaginabili.

 

Roma. A Palazzo Altemps terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”: ecco il programma

L’8 aprile 2026, alle 17, a Palazzo Altemps a Roma, il terzo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. L’8 aprile 2026, alle 17, nel Teatro di Palazzo Altemps, la direttrice del museo nazionale Romano Federica Rinaldi introduce e modera gli interventi “I mosaici del Museo Nazionale Romano da via Emanuele Filiberto: nuovi dati dalle ricerche di archivio” di Chiara Giobbe e Raffaella Bucolo, e “Nuovi dati da vecchi scavi sull’edilizia abitativa dell’Esquilino. Il contributo della documentazione d’archivio alla ricomposizione di contesti archeologici perduti” di Andrea Grazian.

Isola della Scala (Vr). Al via con Angela Ruta il ciclo di conferenze “I Veneti e i Celti” promosse all’auditorium di S. Maria Maddalena dall’Associazione Archeologica. Ecco il programma

Con la conferenza di Angela Ruta, mercoledì 8 aprile 2026, alle 21, all’auditorium di S. Maria Maddalena in via Roma a Isola della Scala (Vr) aprono le conferenze primaverili organizzate dall’Associazione Archeologica di Isola della Scala, con il patrocinio del Comune di Isola della Scala, che hanno come tema “I Veneti e i Celti”, due popoli che abitarono la pianura veronese durante l’età del Ferro, prima dell’arrivo dei Romani. Prima o dopo questi incontri sarà possibile visitare l’attiguo museo Archeologico diretto da Federico Biondani.

Il ciclo di conferenze si apre dunque l’8 aprile 2026 con “Sebben che siam donne. Il Veneto pre-romano al femminile”: Angela Ruta, già funzionaria della soprintendenza Archeologica del Veneto e direttrice del museo nazionale Atestino, autrice di numerosi studi sugli antichi Veneti, sulla scorta del suo ultimo libro, focalizzerà il suo intervento sul ruolo delle donne del Veneto preromano: mogli, madri, ma anche sacerdotesse e imprenditrici.

Il 16 aprile 2026 “Ora sono tutti Romani. La Romanizzazione della Venetia”: Alfredo Buonopane, già docente presso l’università di Verona, epigrafista e storico, ci parlerà di come gradualmente il Veneto entri nell’orbita di Roma dal punto di vista economico, culturale e politico.

Ai Celti invece sono dedicate le conferenze di Fabio Saccoccio, studioso di protostoria e ricercatore dell’università di Nottingham, e di Giampaolo Rizzetto, studioso di preistoria e protostoria. L’intervento “I Cenomani da invasori transalpini a cittadini di Roma: la storia di un popolo gallico nell’Italia del Nord” di Saccoccio, il 23 aprile 2026, riguarderà i Cenomani, la tribù celtica che, secondo il racconto di Livio, occupò i territori di Brescia e Verona. L’intervento “Le necropoli celtiche nella Pianura Veronese tra orgogliosa appartenenza etnica e rapida integrazione” di Rizzetto (30 aprile 2026) riguarderà invece, più nello specifico, le ricche necropoli celtiche scoperte nella pianura veronese, dove i segni dell’appartenenza etnica, come le armi (scudi, elmi e spade), lasciano posto, via via, a corredi che evidenziano la progressiva integrazione nel mondo romano.

 

 

“Suoni perduti. Archeologia della musica”, seconda ConversAzioneAltinate on line su Zoom promossa da La Carta di Altino

Mercoledì 8 aprile 2026, alle 21, “Suoni perduti. Archeologia della musica”, seconda ConversAzioneAltinate on line su Zoom al link https://unipd.zoom.us/j/84831637315… promossa da La Carta di Altino sul tema della musica nel mondo antico. Con Franco Marzatico, già soprintendente ai Beni culturali della provincia autonoma di Trento e direttore del Castello del Buonconsiglio, si esploreranno le immagini, le testimonianze e gli strumenti musicali che l’archeologia ci ha restituito. Si andrà alla ricerca delle sonorità nella vita quotidiana, nella convivialità, nei riti e nelle cerimonie delle epoche più lontane.

 

Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas al via “Archeocinema a Tridentum”: tre film per tre mercoledì sul tema “l colori del passato” in collaborazione con RAM film festival. Ecco il programma

Con il tema “l colori del passato” torna allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, in piazza Cesare Battisti, “Archeocinema a Tridentum”, la rassegna proposta dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Tre gli appuntamenti in programma, l’8, 15 e 22 aprile 2026, alle 18, con altrettanti film provenienti dall’archivio della rassegna di Rovereto che ha curato le edizioni italiane delle opere straniere. Gli incontri, che intendono restituire la policromia e la vivacità di colori del mondo antico, saranno introdotti dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e dell’Ufficio beni archeologici. La partecipazione è libera e gratuita.

Frame del film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli

Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, il film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli (Italia 2023, 52′). L’avventura del rosso è l’avventura dell’umanità, simbolo di sangue e fuoco, del sacro e della vita. L’esperto Michel Pastoureau afferma che ogni colore contiene una storia, e non solo artistica. Dall’ocra delle pitture rupestri ai pigmenti degli egizi, dalla porpora degli imperatori romani al cinabro, i grandi artisti hanno creato colori iconici come il rosso Tiziano e i rossi di Caravaggio.

Frame del film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski

Mercoledì 15 aprile 2026, alle 18, il film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52′). Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet, nel dipartimento francese dell’Ardèche, le sue straordinarie pitture rupestri, tra le più antiche al mondo, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.

La regista Elli Kriesch

Mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, il film “Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia / Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.