Un libro al giorno. “Ninive. Mito e realtà” di Paolo Brusasco che mette in evidenza come dagli annali e dai meravigliosi rilievi istoriati si delinei una città fulcro di cultura e un centro religioso dedicato alla leggendaria dea Ištar

È uscito per i tipi de La nave di Teseo il libro “Ninive. Mito e realtà” di Paolo Brusasco. La città di Ninive sfugge al tempo. È come un girone infernale e paradisiaco in cui vibrano le anime di ieri e di oggi, dei suoi scopritori, dei suoi re, delle sue regine, dei suoi distruttori e dei profeti biblici. Per Byron, gli Assiri piombano sul nemico “come il lupo sul gregge” e le loro coorti sono scintillanti di porpora e d’oro. I profeti la denigrano. Giona lancia invettive contro “quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra”; mentre per il profeta Naum, Ninive è prostituzione, colpa e castigo. Nelle testimonianze dei Greci la città e sovrani come Sardanapalo appaiono empi e lascivi, in preda a vizio e perdizione. Ma Ninive, capitale d’Assiria, fu soltanto una città sanguinaria votata alla guerra e alla barbarie, spietata dominatrice di popoli come narrato dalla Bibbia e dai classici? Partendo dall’avvincente narrazione della sua scoperta a metà Ottocento, Ninive. Mito e realtà mette in evidenza come dagli annali dei sovrani assiri, così come dai meravigliosi rilievi istoriati che decoravano le loro splendide regge, si delinei una città fulcro di cultura e un centro religioso dedicato alla leggendaria dea Ištar. Ninive è fonte di scienza, di sapere astronomico-astrologico, di pratiche divinatorie e miti primigeni quali L’Epopea di Gilgamesh e il Diluvio universale, ripresi nella tradizione biblica. Paolo Brusasco racconta l’affascinante storia della più grande città del suo tempo che, da villaggio neolitico sulle sponde del Tigri nel nord dell’attuale Iraq, si trasformò con Sennacherib nella capitale del primo impero universale, per diventare con Assurbanipal e la sua celebre biblioteca il faro culturale del mondo antico.
Paolo Brusasco è docente di Archeologia e storia dell’arte dell’Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi all’università di Genova. Già PhD e Research Fellow dell’università di Cambridge (UK), ha effettuato scavi archeologici nel Mediterraneo, in Siria e Iraq, e attualmente dirige la Missione Assiria dell’università di Genova (MAUGE) nel Kurdistan iracheno. È stato inoltre intervistato dal “New York Times” sulla tutela dell’Iraq Museum di Baghdad. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e monografie tra cui La Mesopotamia prima dell’Islam (2008), Babilonia. All’origine del mito (2012) e Tesori rubati (2013). Per La Nave di Teseo ha pubblicato Dentro la devastazione (2018) che ha ricevuto il premio Montale Fuori di Casa 2018.
Paestum (Sa). Al parco archeologico “Potere”, terzo appuntamento della rassegna “I racconti della luna” dei parchi archeologici di Paestum e Velia, passeggiate tematiche accompagnate dopo il tramonto seguite da un brindisi e performance originale

Terzo appuntamento della rassegna “I Racconti della Luna”, dedicato al “Potere”. Il 22 agosto 2026, dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23.15), il parco archeologico di Paestum apre le sue porte di sera per un’esperienza immersiva tra archeologia, narrazione e performance artistiche. Accompagnati da Tiziana D’Angelo, direttore, e dagli archeologi dei Parchi, i visitatori attraverseranno l’antica Poseidonia seguendo un percorso in una serata speciale tra i templi illuminati, alla scoperta delle storie, dei simboli e delle testimonianze che hanno attraversato il tempo. Al termine della visita, un calice di vino e una performance originale completeranno una serata pensata per vivere il patrimonio con uno sguardo nuovo. Prenotazione obbligatoria. Quattro i turni disponibili: ore 20.30, 21.15, 21.30, 21.45. Biglietto di ingresso by night 15 euro. Per gli eventi estivi serali è disponibile una navetta gratuita che collega Paestum e Velia. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il ticket navetta presso le biglietterie dei Parchi entro le 18.30 del giorno dell’evento. È comunque consentito visitare liberamente le aree archeologiche di Paestum (area del Tempio di Nettuno e della Basilica) e di Velia (parte basa della città) dalle 20 fino a mezzanotte con ultimo ingresso alle 23.15.
Caneva (Pn). Al sito naturalistico e palafitticolo di Palù di Livenza “La memoria dell’acqua”, visite teatralizzate con l’attrice Carla Vukmirovic e il cantautore Edoardo De Angelis, nell’ambito del progetto “Anche le statue parlano”, ideato e prodotto dall’A.C. CulturArti

E se il silenzioso incanto naturale delle risorgive di Palù di Livenza iniziasse improvvisamente a parlare, cosa ci racconterebbe? Cosa ci sussurrerebbe la memoria trattenuta per tanti millenni da questa terra d’acqua, tra le radici di questo verde immenso? Quali parole, quali immagini sarebbero evocate da questo respiro smeraldino? Quali segreti ci verrebbero svelati? Sabato 22 agosto 2026, alle 16, alle 17.20, alle 18.40, nel sito del Palù di Livenza, a Caneva (Pn), con ritrovo all’info point di via Longone, “La memoria dell’acqua” visite teatralizzate al sito naturalistico e palafitticolo UNESCO del Palù di Livenza con l’attrice Carla Vukmirovic e il cantautore Edoardo De Angelis. Evento gratuito con prenotazione obbligatoria: tinyurl.com/ilpalu. Le visite teatralizzate sono inserite nel progetto “Anche le statue parlano”, ideato e prodotto dall’A.C. CulturArti, in partenariato con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e con il Comune di Polcenigo. Il progetto è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L’attrice Carla Vukmirovic e il cantautore Edoardo De Angelis restituiranno voce e musica a una delle più belle e misteriose ricchezze della Regione Friuli Venezia Giulia: il sito naturalistico e palafitticolo del Palù di Livenza. Gli artisti accompagneranno il pubblico in un’esperienza immersiva tra narrazione, musica e memoria dei luoghi, valorizzando il rapporto profondo tra comunità, acqua e paesaggio. Sabato 22 agosto sono previsti tre turni di visita: ore 16:00 (1° gruppo); ore 17:20 (2° gruppo); ore 18:40 (3° gruppo). Sono consigliati scarpe e abiti comodi.
Ascoli Piceno. Tra il chiostro di Sant’Agostino e il giardino dell’Arengo al via “Armillae 2026 – II Convegno Internazionale sulla Storia dell’Anellone Piceno”, una tre giorni dedicata a storia, archeologia e identità del celebre manufatto arcaico, con la partecipazione di esperti internazionali e del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ecco il programma

Dal 21 al 23 agosto 2026, Ascoli Piceno – la città delle cento torri – ospita “Armillae 2026 – II Convegno Internazionale sulla Storia dell’Anellone Piceno” dedicato alla storia, all’archeologia e all’identità del celebre manufatto arcaico, con la partecipazione di esperti internazionali e del ministro della Cultura Alessandro Giuli. L’evento, ideato e curato dall’antropologo Giacomo Recchioni, nasce per accendere i riflettori su uno dei simboli più enigmatici, affascinanti e identitari della civiltà picena nell’Età del Ferro: l’Anellone a nodi (o Armilla). L’iniziativa vanta una rete istituzionale e territoriale di altissimo livello. Organizzato in stretta sinergia con la Città di Ascoli Piceno, il prestigioso appuntamento vede il fondamentale supporto del ministero della Cultura, dell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, del Bim Tronto, del Sistema Museale Piceno e, in un inedito e virtuoso connubio tra cultura e identità locale, dell’Ascoli Calcio. A sostenere il progetto in veste di main sponsor è Sambuca Molinari, marchio da sempre vicino alla valorizzazione delle eccellenze. “Armillae 2026” si preannuncia come un momento di straordinario valore scientifico e di forte richiamo turistico, capace di ricollegare la comunità contemporanea alle proprie radici più profonde attraverso lo studio di un simbolo unico nel panorama europeo.
Un programma trans-adriatico tra grandi scoperte e dialoghi internazionali. Il convegno si sviluppa in una tre giorni ricca di interventi scientifici e divulgativi, alternando due tra le cornici storiche più suggestive della città: gli incontri pomeridiani (dalle 18 alle 19.30) si terranno nel Chiostro di Sant’Agostino, mentre le sessioni serali (dalle 21.30 alle 23) animeranno il Giardino dell’Arengo.
Venerdì 21 agosto 2026, il percorso prenderà il via al Chiostro di Sant’Agostino con il saluto inaugurale di Patrizia Petracci (presidente della Commissione Cultura), seguito dalle relazioni di Concetta Ferrara, direttrice del Sistema Museale Piceno, sul concetto di museo diffuso, e dal focus tecnico sul disegno archeologico a cura di Sara Giorgi. La sera, al Giardino dell’Arengo, dopo i saluti del soprintendente Marche Sud Giovanni Issini e dello storico dell’arte Stefano Papetti, la funzionaria Laura Calvaresi svelerà la memoria archivistica legata a Giulio Gabrielli. Spazio poi all’attualità archeologica con Ilaria Di Sabatino e Samantha Fusari, che presenteranno i sorprendenti dati scientifici sui recenti scavi (2024-2025) condotti nella necropoli di Belmonte Piceno-Colle Ete, incentrati sul prestigio femminile nei rituali funerari. La serata assumerà infine un respiro internazionale grazie a Morana Vuković, direttrice del museo Archeologico di Zara, che analizzerà i legami storici con la Liburnia meridionale sull’altra sponda dell’Adriatico.
Sabato 22 agosto 2026 il pomeriggio si aprirà analizzando l’impatto tecnologico e scientifico: Oronzo Mauro coadiuvato da Giacomo Recchioni illustrerà la geolocalizzazione delle Armille Picene nei musei del mondo, mentre Gabriella Rosselli (università di Camerino) approfondirà le tecniche di diagnostica chimica applicate alle metallurgie antiche. L’evento clou della serata al Giardino dell’Arengo si aprirà con l’atteso saluto istituzionale del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. A seguire, il curatore Giacomo Recchioni guiderà il pubblico in un viaggio sul collezionismo di Armille tra Settecento e Novecento, seguito dall’intervento di Walter Scotucci (deputazione Storia patria delle Marche) sulla figura di Paolo Maria Paciaudi. La sessione si chiuderà con un altro prestigioso ospite straniero, Ivan Radman-Livaja, direttore del museo Archeologico di Zagabria, che racconterà la campagna di Ottaviano in Illiria del 35 a.C. e la fine del popolo degli Iapodi.
Domenica 23 agosto 2026 calerà il sipario. Gli incontri pomeridiani al Chiostro vedranno gli interventi di Veronica Alberti e Luca Belisari sull’armilla come musa nelle “vacanze d’artista” nel Piceno, seguiti dal parallelismo tra archeologia, arte e devozione proposto dal medico umanista Americo Marconi, che collegherà l’anellone alla dea Cupra e alle Madonne del Latte. La sessione finale della sera, aperta dal sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti e dal consigliere regionale Andrea Maria Antonini, sarà impreziosita da una suggestiva performance di musica arcaica a cura de Le Trovatrici. Il focus scientifico conclusivo sarà affidato alle relazioni di Maurizio Landolfi (già soprintendenza Archeologica) sull’armilla rinvenuta a Numana, di Rossanna Tuteri (ministero della Cultura) sulla mobilità delle donne picene, e infine di Stefano Papetti, che illustrerà come l’Armilla sia rimasta un elemento identitario fortissimo persino nella tradizione della ceramica ascolana del Novecento.
Un libro al giorno. “La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)” di Carla Pagani che presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano

È uscito per i tipi di Sap Libri il libro “La decorazione parietale romana di Mediolanum. Affreschi e stucchi (fine II sec. a.C. – IV sec. d.C.)” di Carla Pagani. Il libro presenta lo studio dei rivestimenti pittorici di epoca romana rinvenuti a Milano a partire dall’entrata del capoluogo insubre sotto l’influenza politica di Roma (fine II sec. a.C.), arrivando agli anni che vedono l’elezione di Mediolanum a capitale dell’impero d’Occidente e la sede del vescovo Ambrogio (IV sec. d.C.). La ricerca prende in considerazione 30 aree urbane oggetto di indagini archeologiche sistematiche da parte della Soprintendenza ABAP per la città Metropolitana di Milano dagli inizi degli anni ’80 del Novecento fino ad oggi, mettendo in particolare risalto i contesti di rinvenimento e la loro affidabilità cronologica. Raramente conservati sulle pareti degli edifici originari, gli affreschi e gli stucchi decorati vengono quasi sempre rinvenuti in condizioni precarie e frammentarie, che richiedono anche tempestivi interventi di restauro sul campo per garantirne il recupero e la conservazione, i cui metodi operativi e i risultati vengono sinteticamente descritti dall’Autrice. Organizzata cronologicamente, la lettura di sintesi tiene conto delle principali vicende storico-urbanistiche e culturali della città e del territorio, e le decorazioni vengono messe necessariamente in rapporto con Roma e l’area vesuviana, ma anche con le esperienze artistiche dei centri della Cisalpina e delle aree provinciali. Per ampliare il potenziale informativo dei resti pittorici, lo studio ne prende in considerazione l’intero processo produttivo, dagli aspetti tecnico-esecutivi, quali le tecniche murarie e la composizione delle malte e dei pigmenti attraverso le indagini archeometriche, all’analisi formale e stilistica, arrivando a proporre una sequenza crono-tipologica delle decorazioni, di cui vengono evidenziate le caratteristiche e le peculiarità locali. Ne esce un quadro d’insieme che, seppure ancora lacunoso, si rivela ricco di stimolanti novità per la ricostruzioni dei sistemi pittorici praticati dalla società nella vita domestica, pubblica e religiosa dell’antica Mediolanum.
Bova Marina (RC). Apertura straordinaria del museo e parco archeologico con visite guidate e musiche di Danilo Brancati nell’ambito della Settimana Greca

Venerdì 21 agosto 2026, dalle 17 alle 21, apertura straordinaria del museo e parco archeologico di Bova Marina (RC): in programma visite guidate e le musiche di Danilo Brancati col progetto Archeokruma. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’associazione Ismia Greka Jalò tu Vua nell’ambito della scuola estiva To ddomadi greko (Settimana greca). L’evento è gratuito ed è compreso nel prezzo del biglietto d’ingresso.
Zuglio (Ud). Per la rassegna “Un’estate all’insegna dell’archeologia” ancora tre appuntamenti a cura del museo Archeologico Iulium Carnicum con la Sabap FVG. Ecco il programma

Nuovi appuntamenti della rassegna “A Zuglio un’estate all’insegna dell’archeologia” a cura del museo Archeologico Iulium Carnicum del Comune di Zuglio in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Appuntamento al museo Archeologico Iulium Carnicum, in via Giulio Cesare 19 a Zuglio. Telefono 0433 92562 – email: museo.zuglio@libero.it, www.comune.zuglio.ud.it. Biglietto d’ingresso per le attività previste in Museo.
Venerdì 21 agosto 2026, alle 18, conferenza “Prima di Iulium Carnicum. Le nuove ricerche nel villaggio di Cjanâs” di Roberto Micheli (soprintendenza ABAP-FVG) e Nicola Degasperi (Cora Società Archeologica srl) presso l’ex scuola primaria di Zuglio.
Sabato 22 agosto 2026, alle 16, pomeriggio al Museo: visita guidata alle sale del Museo archeologico.
Venerdì 28 agosto 2026, alle 16, “Il cantiere aperto”: ritrovo al museo Archeologico di Zuglio per visitare gli scavi in corso nel cuore della città romana a cura della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e della ditta Archeo Test srl
Reggio Calabria. Sulla terrazza del museo Archeologico nazionale, per l’Estate al MarRC la conferenza “Nostalgia del futuro: nuove rotte spaziali e l’eterna sete di esplorazione dell’uomo” del prof. Francesco Valentini e osservazione astronomica

Conferenza e osservazione astronomica sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Venerdì 21 agosto 2026, alle 20.30, per l’Estate al MarRC, la conferenza “Nostalgia del futuro: nuove rotte spaziali e l’eterna sete di esplorazione dell’uomo” del prof. Francesco Valentini, direttore del dipartimento di Fisica dell’università della Calabria: un racconto che intreccia storia, scienza e visione del futuro, per capire perché l’uomo non ha mai smesso di guardare al cielo. A seguire, lo staff del Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria guiderà i presenti in un’osservazione del cielo al telescopio direttamente dalla Terrazza del Museo. Apertura serale del Museo dalle 20 alle 23. Biglietto serale ridotto: 5 euro (comprensivo di visita al Museo e partecipazione alla conferenza). Accesso all’evento senza prenotazione, fino a esaurimento posti.
San Canzian d’Isonzo (Go). Al centro civico l’incontro “La piazza dal Medioevo al Rinascimento”, il secondo su “Piazza Santissimi Martiri. Gli scavi archeologici del sagrato della chiesa di San Canzian d’Isonzo Indagini e scoperte” promosso dalla Sabap FVG

Nella sala maggiore del Centro civico di San Canzian d’Isonzo (Go) in via Trieste 12 sono stati organizzati due incontri dal Comune di San Canzian d’Isonzo con la collaborazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia dal titolo “Piazza Santissimi Martiri. Gli scavi archeologici del sagrato della chiesa di San Canzian d’Isonzo Indagini e scoperte”, per rendere noto lo sviluppo degli studi riguardanti i vari ritrovamenti emersi dagli scavi nel comune di San Canzian d’Isonzo e le nuove ipotesi inerenti migrazioni e insediamenti medioevali nel territorio. A seguito delle attività di indagine preventiva dell’interesse archeologico, svoltesi sotto la direzione scientifica della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il FVG, affidate dal Comune all’archeologo Dario Innocenti, a seguito della progettazione realizzata da Federica Codromaz, propedeutica all’opera di riqualificazione della piazza dei Santissimi Martiri Canziani effettuate nel corso del 2023/24, nuove ipotesi stanno emergendo e saranno affrontate nell’ultimo dei due incontri agostani. Il primo incontro giovedì 6 agosto 2026, “La piazza dall’Età romana all’Alto Medioevo”, il secondo venerdì 21 agosto 2026, alle 20.30, “La piazza dal Medioevo al Rinascimento”. Intervengono Paola Ventura. soprintendente ABAP FVG; Giorgia Musina, Dario Innocenti; Federica Codromaz; Luca Ventura.
Nel corso degli anni ’60 del secolo scorso, negli immediati pressi dell’area oggetto dell’intervento fu intrapresa dall’università di Trieste, coordinati dall’archeologo Mario Mirabella Roberti, una serie di scavi che misero in luce un sito pluristratificato, costituito da resti delle mura perimetrali e dei mosaici di un edificio identificato come una basilica paleocristiana, per la quale sono state individuate almeno tre fasi e che si era ipotizzato fosse stata abbandonata nel corso del X secolo. Nell’area, inoltre, sono state messe in luce, sia in questi scavi che durante indagini successive realizzate nel 2012 dirette dalla soprintendenza alcune strutture abitative e produttive riferibili all’epoca romano-imperiale. Le evidenze rinvenute nelle due ultime campagne di scavo, coerenti con la frequentazione già nota dell’area, hanno permesso di ricostruire con maggiore accuratezza le fasi di occupazione dell’area della piazza. Oltre a riportare in luce la muratura meridionale della cosiddetta basilica paleocristiana, i relativi piani pavimentali e alcuni lacerti musivi, oggetto di un immediato intervento di conservazione, si è accertata la presenza di diverse strutture successive alla basilica, il cui uso non è ancora stata determinato. Inoltre, è stata rinvenuta un’area cimiteriale riferibile all’epoca medievale. L’indagine si è conclusa con la completa documentazione di tutte le evidenze rilevate ponendo particolare attenzione ai livelli riferibili all’epoca tardoantica, cronologicamente compatibili con la basilica paleocristiana che hanno permesso di riconoscere diverse fasi di utilizzo dell’edificio di culto.
Un libro al giorno. “PALAFITFOOD. Il sapore della cucina delle palafitte” di Katharina Schäppi, Renate Ebersbach, Simone Benguerel, Markus Gschwind: cibi, preparazione dei pasti, cambiamenti nell’alimentazione al tempo delle palafitte

È uscito per i tipi di Saplibri il libro “PALAFITFOOD. Il sapore della cucina delle palafitte” di Katharina Schäppi, Renate Ebersbach, Simone Benguerel, Markus Gschwind, con prefazione di Marco Baioni e Claudia Mangani. Un altro libro di cucina? Una nuova dieta paleo? No. PalaFitFood non è un programma alimentare e nemmeno una guida su come diventare più sani, più belli o più felici mangiando nel modo giusto. Qui si parla di scienza. E, nell’archeologia palafitticola, questa scienza passa dallo stomaco: perché dalle palafitte sappiamo più che da qualunque altra epoca preistorica riguardo agli alimenti, alla conservazione, alle stoviglie e all’alimentazione. In questo libro gli autori hanno riunito le conoscenze attuali su cibi, preparazione dei pasti, cambiamenti nell’alimentazione e i loro effetti sulle persone e sul loro ambiente al tempo delle palafitte.

Commenti recenti