Torino. Matinée gratuita al museo Egizio: nella Galleria dei Re il concerto “Diacronia” con Merz e Gebbia, secondo appuntamento con la rassegna musicale “ONDE”

Domenica 22 febbraio 2026, alla Galleria dei Re del museo Egizio di Torino, secondo appuntamento con “ONDE”, la rassegna musicale al museo Egizio, in collaborazione con l’orchestra filarmonica di Torino Oft, il conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. Ingresso al museo da via Duse. Appuntamento, alle 11, con “Diacronia”, un viaggio sonoro, a cura di Fondazione Merz, in cui Oriente e Occidente si sfiorano e si confondono dando vita a forma nuove, sospese tra tradizione e sperimentazione. Con Willy Merz all’harmonium indiano e Gianni Gebbia al sax soprano e al flauto bansuri. Il dialogo tra i fiati e l’harmonium genera un tessuto sonoro fatto di vibrazioni, microtoni, silenzi e improvvisazioni che si sviluppano come un racconto in continua trasformazione. Per questo concerto Merz siede all’harmonium indiano, strumento dal respiro ancestrale. Accanto a lui Gebbia intreccia le sue linee melodiche con il sax soprano — dove lirismo, minimalismo e tecniche estese convivono — e con il flauto bansuri. Prenotazione del biglietto gratuito per questo appuntamento al link https://egizio.museitorino.it/…/onde-ingresso-gratuito…/. I partecipanti potranno visitare gratuitamente la Galleria delle Sekhmet in Galleria dei Re, ma non potranno accedere a altre zone e servizi del museo.

 

Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale visita accompagnata “Alla scoperta di Adria antica. Il percorso sulle Olimpiadi nell’antichità al MAN Adria”

Sabato 21 febbraio 2026, alle 15 e alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) visita accompagnata “Alla scoperta di Adria antica. Il percorso sulle Olimpiadi nell’antichità al MAN Adria”. Il terzo sabato di ogni mese, il personale del museo accompagna i partecipanti nella visita delle sale. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Info e prenotazioni 0426 21612 o drm-ven.museoadria@cultura.gov.it

 

Roma. Week end alle Terme di Diocleziano: visita immersiva in realtà virtuale nei sotterranei dell’Aula Ottagona

Week end speciale alle Terme di Diocleziano promosso dal museo nazionale Romano che invita a fare un salto nel passato con una visita immersiva in realtà virtuale scendendo nei sotterranei delle Terme di Diocleziano per esplorare le trasformazioni della Roma antica, dalla costruzione delle Terme fino ad oggi. Appuntamento sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026, alle 11 e alle 15, nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano. Prenotazione sul posto fino a esaurimento posti (massimo di partecipanti 10). Per info: mn-rm.servizioeducativo@cultura.gov.it.

Ministero: ecco i nomi dei nuovi 14 direttori dei musei italiani di seconda fascia comunicati dalla direzione generale Musei. Gli auguri del ministro Giuli

Anche i musei e i parchi archeologici di seconda fascia hanno il loro direttore. Erano infatti 14 le sedi vacanti, coperte in delega da altri dirigenti. I nomi dei 14 incaricati alle direzioni dei musei italiani di seconda fascia sono stati comunicati dalla direzione generale Musei del Mic sulla base dell’esito della selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore. “I miei migliori auspici di buon lavoro ai nuovi direttori dei musei statali di seconda fascia”, ha subito commentato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “E un ringraziamento alla commissione di valutazione e al direttore Generale Musei, Massimo Osanna, per aver tempestivamente selezionato le nuove figure”.  Ma vediamo chi sono i nuovi direttori. Luca Mercuri va a al Pantheon e Castel Sant’Angelo – direzione musei nazionali della città di Roma; Luigi Scaroina al parco archeologico dell’Appia Antica; Federica Colaiacomo al parco archeologico di Ercolano; Guido Comis al museo storico e parco del Castello di Miramare – direzione regionale Musei nazionale Friuli-Venezia Giulia; Denis Ton al complesso monumentale della Pilotta; Luigi Gallo ai musei nazionali di Bologna – direzione regionale Musei nazionali Emilia Romagna; Maria Elena Motisi ai musei nazionali di Lucca; Alberto Samonà alla Villa Adriana e Villa D’Este; Alessandro Mascherucci alle Ville monumentali della Tuscia; Alessandra Necci al Palazzo Reale di Napoli; Almerinda Padricelli ai musei nazionali del Vomero; Luca di Franco ai musei e parchi archeologici di Capri; Anita Guarnieri al Castello Svevo di Bari – direzione regionale Musei nazionali Puglia; Raffaella Bonaudo ai musei nazionali di Matera – direzione regionale Musei nazionali Basilicata.

 

Roma. Al Drugstore Museum l’incontro “Geroglifici e fake news: smontiamo i falsi miti sull’antico Egitto!” con l’egittologa Valentina Santini, promossa da CAMNES e Mensa Italia

Dopo l’evento fiorentino di giugno 2025, CAMNES e Mensa Italia, con la collaborazione del Drugstore Museum, dell’Unitre Arvalia e della soprintendenza speciale di Roma, ripropongono “Geroglifici e fake news: smontiamo i falsi miti sull’antico Egitto!” per parlare delle bufale più curiose e significative legate all’epoca faraonica. L’appuntamento è sabato 21 febbraio 2026, alle 16.30, al Drugstore Museum, via Portuense 317, Roma. Valentina Santini, egittologa di CAMNES e socia Mensa Italia, presenterà alcuni dei più curiosi e significativi falsi miti sull’antico Egitto, mettendoli a paragone con le evidenze archeologiche in nostro possesso. Un incontro per smontare i falsi miti che riguardano l’antico Egitto. Introdurrà l’incontro Francesco Lioce (Unitre Arvalia). Ingresso libero.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Un peso per Ercole. Nuova luce su un testo etrusco a trent’anni dalla prima edizione” con Valentina Belfiore e Enrico Benelli: secondo incontro della quarta edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

Venerdì 20 febbraio 2026, alle 16, in sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, “Un peso per Ercole. Nuova luce su un testo etrusco a trent’anni dalla prima edizione” con Valentina Belfiore e Enrico Benelli, secondo appuntamento della quarta edizione di “CHI (RI)CERCA TROVA”, il ciclo di incontri a cura dei Servizi Educativi che apre il mondo della ricerca alla conoscenza e alla fruizione del grande pubblico. Da gennaio a dicembre 2026, 10 conferenze con esperti e studiosi di diverse discipline che presentano la loro ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia grandi protagonisti. Esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile, a beneficio del pubblico di curiosi, studenti e specialisti. Venerdì 20 febbraio 2026 Valentina Belfiore e Enrico Benelli condurranno i partecipanti nel mondo dell’epigrafia etrusca, partendo da un oggetto molto particolare. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it

Peso da stadera con iscrizione estrusca da Cerveteri, conservato nel museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto da Valentina Belfiore, AEQUIPONDIUM ETRUSCUM:
ELEMENTI PER UNA RILETTURA 2., 2024, Giorgio Bretschneider editore)

Un peso per Ercole: il peso da stadera con un’iscrizione etrusca di eccezionale lunghezza (ben dieci linee), ritrovato nel 1996 a Cerveteri, ha posto fin da subito gravi problemi di lettura a causa della forte consunzione di uno dei lati, che ha danneggiato tutta la parte centrale del testo. Una nuova lettura, realizzata con l’uso di sistemi di forte ingrandimento, ha permesso di recuperare completamente le linee perdute, portando nuovi elementi sulle dinamiche che portarono al dono dell’oggetto nel santuario cerite di S. Antonio, dedicato a Hercle. Una volta chiariti i dubbi sulla lettura, il contenuto dell’iscrizione è di grande rilevanza per comprendere alcuni aspetti cultuali e della storia istituzionale di Cerveteri etrusca.

 

Verona. Dopo dieci anni di chiusura riapre, nel cuore della città antica, sotto il cortile dell’ex Tribunale, il Centro internazionale di Fotografia – Scavi scaligeri con un percorso ipogeo tra le evidenze archeologiche dall’età romana al Medioevo in cui si aprono spazi per una grande mostra fotografica “Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972”, inserita nel programma di Olimpiade Culturale Milano-Cortina 2026

Il percorso archeologico al Centro internazionale di Fotografia – Scavi scaligeri di Verona (foto graziano tavan)

Allestimento della mostra “Winter Games” al Centro internazionale di Fotografia di Verona (foto graziano tavan)

Il 20 febbraio 2026 per Verona è un giorno importante, “storico” si potrebbe dire. Dopo un decennio di chiusura, riapre al pubblico il Centro Internazionale di Fotografia – Scavi Scaligeri e torna a essere uno spazio vivo di produzione culturale e confronto. Lo hanno ribadito il sindaco di Verona Damiano Tommasi, l’assessore Marta Ugolini, il soprintendente Andrea Rosignoli, la dirigente area Cultura, Turismo e Sport Barbara Lavanda. Nel cuore della città antica, sotto il cortile dell’ex Tribunale, viene restituito alla città uno spazio unico, che nel decennio di chiusura ha mostrato tutti gli effetti dell’abbandono e del degrado. Comune e Soprintendenza hanno fatto rete per consentire restauri e interventi strutturali per la creazione di un percorso – anche per disabili – che valorizzi le evidenze archeologiche, portate in luce tra il 1981 e il 1983, con testimonianze dall’età romana al Medioevo, e offra spazi per mostre di fotografie di valore internazionale, come il Centro è stato fin dalla sua nascita nel 1996. E la mostra “Winter games! Gli sport invernali. Fotografie dagli archivi LIFE 1936-1972”, accolta dal 20 febbraio 2026 nei suggestivi ambienti sotterranei nel cuore di Verona, da un’idea di Giuseppe Ceroni, curata da Simone Azzoni, promossa dal Comune di Verona e prodotta da Silvana Editoriale, in collaborazione con PEP Artists e Grenze Arsenali Fotografici, segna una ripartenza alla grande, portando negli Scavi Scaligeri uno sguardo iconico e senza tempo: quello della storica rivista LIFE, uno dei magazine fotografici più influenti del Novecento. A rendere unica questa esposizione è l’assoluta originalità del progetto, pensato e realizzato ad hoc per Verona e per questa occasione. L’esposizione è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, Il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che anima l’Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizza il dialogo tra arte, cultura e sport, per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospita rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.

Allestimento della mostra “Winter Games” al Centro internazionale di Fotografia di Verona (foto graziano tavan)

Il percorso archeologico al Centro internazionale di Fotografia – Scavi scaligeri di Verona (foto graziano tavan)

Il percorso espositivo prende avvio dagli sport invernali, ma va ben oltre la dimensione della competizione e della pura performance atletica. Le circa cento immagini selezionate, molte delle quali inedite, restituiscono lo sport come esperienza condivisa, spettacolo, rito collettivo e potente specchio del proprio tempo. Dalle Olimpiadi invernali di Garmisch-Partenkirchen del 1936 a quelle di Sapporo del 1972, passando per la storica edizione di Cortina 1956, LIFE racconta quasi quarant’anni di storia segnati da guerre, ricostruzioni, crescita economica e tensioni geopolitiche. Il percorso espositivo si articola in sei aree tematiche – Ice Lines, People, Experienced, Cortina 1956, Garmisch-Partenkirchen 1936 e Fun out of Life – che guidano il visitatore attraverso diversi livelli di lettura, offrendo una narrazione fluida e immersiva. Un vero e proprio viaggio nella memoria visiva del Novecento, capace di rendere il pubblico testimone e partecipe allo stesso tempo. La visita alla mostra offre un’occasione speciale per riscoprire gli Scavi Scaligeri, che tornano accessibili al pubblico proprio in concomitanza con l’esposizione, dopo dieci anni di importanti lavori di restauro e valorizzazione. Con un unico biglietto, i visitatori potranno accedere sia alla mostra sia all’area archeologica, riscoprendo un luogo di straordinario valore storico, all’interno del quale si snoda l’allestimento, in un dialogo suggestivo tra fotografie, architettura e stratificazioni del passato.

 

Pompei. All’auditorium degli Scavi la conferenza “La Tomba del Cerbero nel comprensorio di Liternum.  Dati preliminari di scavo e prospettive di ricerca” con l’archeologa Simona Formola (Sabap-met Na), ultimo incontro dell’anno dell’associazione internazionale Amici di Pompei

Appuntamento di febbraio con l’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS: venerdì 20 febbraio 2026, alle 17, all’Auditorium degli Scavi di Pompei, la conferenza “La Tomba del Cerbero nel comprensorio di Liternum.  Dati preliminari di scavo e prospettive di ricerca” con l’archeologa Simona Formola, funzionario per la soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli.

L’affresco del cerbero all’interno della Tomba del Cerbero a Napoli (foto sabap-met-na)

L’interno della Tomba del Cerbero ricostruita nello stand della Sabap di Napoli al Salone internazionale del Restauro a Ferrara (foto sabap-met-na)

Il complesso della Tomba del Cerbero nella necropoli di Giugliano in Campania (Na) (foto sabap-met-na)

L’incontro racconterà i dettagli della scoperta, avvenuta nell’ottobre 2023, a Giugliano, in un’area mai indagata in precedenza, durante interventi di archeologia preventiva ad opere pubbliche: nel comprensorio dell’antica Liternum, viene portata alla luce una tomba a camera ipogea, interamente affrescata, con l’ingresso ancora inviolato e sigillata.  Si tratta di una camera ad ambiente unico, alla quale si accede attraverso un breve corridoio scavato nella terra, che conserva anche due letti tricliniari, un sarcofago ed una mensa su cui è collocato vasellame ceramico per gli aspetti cultuali del rito funerario. Si propone una descrizione delle deposizioni e del corredo deposto con i defunti, nonché del ricco apparato decorativo con interpretazione iconografica preliminare dei soggetti rappresentati: due Ittiocentauri clipeofori sulla parete frontale della camera e la dodicesima fatica di Ercole contro il Cerbero, alla presenza di Hermes, sulla parete d’ingresso. Viene infine esaminato il contesto storico e topografico di riferimento, connesso all’istituzione della colonia di Liternum nel 194 a.C., e significativamente in un punto nevralgico dell’Ager Campanus, nei pressi di assi centuriali noti e di nodi stradali di maggiore rilevanza, la Consularis Campana, la via Cumis-Capuam e la via per Liternum. Vengono analizzati i dati preliminari del rinvenimento, suscettibili certamente di diverse altre interpretazioni, soprattutto alla luce dei dati che potranno emergere dall’imminente prosieguo delle indagini, e riportati brevemente i risultati delle indagini polliniche ed archeobotaniche realizzate su campioni.

Roma. A Palazzo Patrizi Clementi, sede Sabap, presentazione del libro “Tusculum VII: ridefinendo la città medievale scomparsa” a cura di Valeria Beolchini e Pilar Diarte-Blasco, che fa chiarezza sulle fasi di vita archeologicamente meno note, quelle medievali, della Civitas Tuscolana

Giovedì 19 febbraio 2026, alle 16, a Palazzo Patrizi Clementi, sede della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, in via Cavalletti n. 2 a Roma, presentazione del libro “Tusculum VII: ridefinendo la città medievale scomparsa” a cura di Valeria Beolchini e Pilar Diarte-Blasco (Consejo Superior de Investigaciones Científicas), che fornisce un’organica rilettura delle informazioni raccolte e consente di fare chiarezza sulle fasi di vita archeologicamente meno note, quelle medievali, della Civitas Tuscolana. Dopo i saluti di Lisa Lambusier, soprintendente; Marco De Carolis, commissario straordinario Comunità montana dei Castelli romani e prenestini; Antonio Pizzo, direttore della Escuela Española de Historia y Arqueologia en Roma-CSIC; presentano il libro Tommaso di Carpegna Falconieri, presidente della Società romana di Storia patria; e Riccardo Santangeli Valenzani, università Roma Tre. Modera Gabriella Serio, funzionaria archeologa Sabap.

Copertina del libro “Tusculum VII: ridefinendo la città medievale scomparsa” a cura di Valeria Beolchini e Pilar Diarte-Blasco

Tusculum VII. Nell’immaginario collettivo, il nome Tusculum rimanda inevitabilmente alla città di epoca romana, all’antiquissimum municipium di ciceroniana memoria. Immerso nella natura rigogliosa del Parco regionale dei Castelli Romani, per secoli le rovine di questo sito archeologico oggi abbandonato hanno attratto eruditi, letterati, viaggiatori del Grand Tour e semplici appassionati di storia e archeologia, che in questo luogo fuori dal tempo ritrovavano le radici di un lontano passato. Gradualmente, in anni recenti, questa immagine affascinante ma parziale di Tusculum ha iniziato a svanire, grazie al progredire delle ricerche condotte nel sito dal 1994 dall’Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC, i cui risultati hanno permesso di restituire una storia ben più complessa e articolata dell’insediamento: dalla sua prima fondazione in epoca protostorica, alla monumentalità e potenza in età classica, al rinato splendore nei secoli centrali del medioevo sotto il dominio del potente lignaggio aristocratico dei Conti de Tusculana e, infine, alla sua definitiva distruzione e abbandono nel 1191, causato dall’atavica rivalità con la vicina Roma. La prima monografia dedicata alle fasi di vita post-classiche dell’insediamento risale al 2006 ed apparve in questa stessa collana editoriale (V. Beolchini, Tusculum II. Tuscolo. Una roccaforte dinastica a controllo della Valle Latina. Fonti storiche e dati archeologici). Da allora, le nostre conoscenze sull’abitato medievale si sono notevolmente arricchite, in particolare grazie all’avvio di uno specifico sotto-progetto di ricerca dedicato a “Tusculum medievale: territorio, paesaggio, economia e società”. Questo nuovo volume nasce dunque dall’esigenza di provare a mettere a sistema ed elaborare l’ingente mole di dati oggi a disposizione, con l’obiettivo di fornire un’organica rilettura delle informazioni che consenta di fare luce sulle fasi di vita archeologicamente più labili e, conseguentemente, meno note della città. Per raggiungere tale obiettivo ci si è avvalsi della collaborazione di specialisti provenienti da differenti discipline: all’iniziale inquadramento storico e archeologico seguono approfondimenti che spaziano dall’archeobiologia alle prospezioni geofisiche, dalle ricognizioni topografiche allo studio della materialità architettonica della città, dall’analisi dei reperti ceramici e numismatici all’antropologia e all’archeologia della guerra. Una ricerca corale e interdisciplinare che si propone di mantenere vivo lo spirito di collaborazione e sperimentazione della ricerca che tradizionalmente ha caratterizzato il Progetto Tusculum, nella speranza di contribuire a far riemergere dall’oblio del passato la storia di questa potente città medievale per secoli rimasta invisibile.

Arezzo. Al museo Archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” al via le visite guidate con Francesca Giordano alla mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”. Ecco il programma

Giovedì 19 e 26 febbraio 2026 al museo Archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo visite guidate alla mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”. Due i turni di visita, alle 15 e alle 16.30, per scoprire la sezione romana del Museo completamente riallestita e visitare la mostra insieme all’operatrice Francesca Giordano. Durata della visita: 1 ora e 15 minuti circa. Visita compresa nel biglietto d’ingresso, fino esaurimento posti (max 15 persone). Prenotazione consigliata a drm-tos.archeoar@cultura.gov.it.

La Minerva di Arezzo nell’allestimento al museo Archeologico aretino (foto mic)

La mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”, ospitata fino al 6 settembre al museo Archeologico nazionale di Arezzo, è il primo evento organizzato nell’ambito del progetto “Semi di Comunità. Piano Olivetti per la cultura”, promosso dal ministero della Cultura – Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale – Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Firenze e il museo Archeologico nazionale di Arezzo. La mostra e il relativo public program – articolato in eventi, incontri, laboratori, seminari e processi culturali partecipati – intendono rafforzare il legame tra territorio, patrimonio e comunità, restituendo alla Minerva il suo ruolo di catalizzatore identitario e culturale (vedi Arezzo. Al museo Archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” il ministro Giuli inaugura la mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”, primo appuntamento del progetto nazionale “Semi di comunità – Piano Olivetti per la cultura”, per un più ampio percorso di valorizzazione e partecipazione culturale | archeologiavocidalpassato).