Rovereto (Tn). Dopo i film premiati dalle giurie tematiche, la quinta giornata del 37mo RAM film festival, ancora con un programma ricco, farà conoscere il film più gradito al pubblico. Ultimi 12 film al Teatro Zandonai chiuso dall’evento speciale: proiezione del documentario “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini, presente in sala

Teatro Zandonai gremito per la quarta serata del 37mo RAM film festival (foto graziano tavan)

Le premiazioni dei film segnalati dalle giurie delle sezioni tematiche (il film “Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran per il Cinema Archeologico; il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li per la Cultura Animata; il film “La cava bianca” di Marco Mensa ed Elisa Mereghetti per Storia e Memoria; il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi per Tradizioni e Culture; il film “Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” per Fulldome; il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” per la menzione speciale Archeoblogger; il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” per la menzione speciale CinemAMoRe) nella serata della quarta giornata non hanno chiuso il 37mo RAM film festival che ha ancora una quinta giornata con un ultimo ricco programma che porterà anche il titolo del film premiato dal pubblico. Al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. E alle 18, al Teatro Zandonai proiezione del documentario “Valentino Braitenberg”.

Frame del film “ArheoKuhinja. Za trpezom Kneza Velimira / Archeocucina: alla tavola del principe Velimir” di Milica Popović

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra cui 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 2 prime europee, 1 prima italiana. Dalle 10-13, il film “ArheoKuhinja. Za trpezom Kneza Velimira / Archeocucina: alla tavola del principe Velimir” di Milica Popović (Serbia 2026, 54’); il film “La Colonna” di Antonio Cofano (Italia 2025, 15’); il film “Pardos” di Ivana Bourquin (Argentina 2025, 2’); il film “Rubico Flumen – Il mistero del Rubicone” di Alessandro Bricchi (Italia 2025, 34’); il film “Lubanja C – svjetska paleoantropološka baština / Cranio C – patrimonio paleoantropologico mondiale” di Laura Sinovčić (Croazia 2025, 12’); il film “Fievre / Febbre” di Emmanuel Plasseraud (Francia 2026, 43’); il film “Tainos” di Eduardo Schuldt (Repubblica Dominicana/Perù 2025, 7’).

Frame del film “Mauro Cutrona – Immaginare la Preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi

Dalle 15 alle 18, il film “Mauro Cutrona – Immaginare la Preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi (Italia 2025, 19’); il film “Angkor: Hidden Jungle Empire / Angkor: l’impero nascosto della giungla” di Leif Kaldor (Canada 2026, 52’); il film “Ahşabın Cazibesi / Il fascino del legno” di Ersoy Soydan (Turchia 2026, 31’); il film “Avevo due paure” di Theo Putzu, Paolo Cagnacci (Italia 2026, 53’); il film “Strawman / Il fantoccio” di Jeet Kamal Das (India 2025, 12’).

EVENTO SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 18, il film “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini (Italia 2026): proiezione del documentario alla presenza del regista. Valentino Braitenberg (Bolzano, 1926 – Tubinga, 2011) è stato uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale. Voleva capire come funziona il cervello umano e come vengono elaborate le informazioni al suo interno. Nei suoi libri descrive il funzionamento dei neuroni nel cervello umano e li paragona a un computer. In occasione del centenario della sua nascita, il documentario presenta il suo percorso scientifico e biografico, che lo ha portato da Innsbruck a Roma, da New Haven (USA) a Napoli e Tubinga. Anche a Rovereto ha lasciato il segno: dal 1998 al 2001 ha diretto il Laboratorio di Scienze Cognitive dell’Università di Trento ed è stato nominato cittadino onorario della città. Familiari, compagni di viaggio ed ex studenti tracciano un ritratto sfaccettato di questo personaggio poliedrico, che ancora oggi affascina il mondo scientifico e le cui idee sono ancora attuali.

Roma. “I templi del Foro Boario nel tempo”: una giornata speciale per riscoprire il Foro Boario con il Tempio di Portuno e il Tempio Rotondo

Il Foro Boario a Roma con i templi di Portuno e di Ercole Olivario (foto ssabap-roma)

“I templi del Foro Boario nel tempo”: domenica 11 ottobre 2026, in piazza della Bocca della Verità a Roma, dalle 10.15 alle 17.30, un’occasione speciale per riscoprire uno dei luoghi più affascinanti della Roma antica: il Foro Boario. Affacciato sul Tevere, il Foro Boario fu per secoli un importante centro di scambi commerciali e di culto. Qui storia, archeologia e tradizione si intrecciano, raccontando la vita della città attraverso monumenti straordinari. Ingresso libero, senza prenotazione. Apertura al pubblico: ore 10.15 – 18. Ultimo accesso previsto alle 17.30. Durante la giornata sarà possibile ammirare da vicino due autentici gioielli dell’architettura romana:

Il Tempio di Portuno, dedicato al dio dei porti e legato all’antico porto fluviale sul Tevere. Edificato a partire dal II secolo a.C. su un terrapieno per la regolarizzazione degli argini del Tevere. L’edificio si presenta di ordine ionico, con quattro colonne in facciata e semicolonne in prosecuzione addossate all’esterno del muro della cella. Le colonne del pronao e quelle collocate agli angoli della cella sono in travertino, le altre in tufo dell’Aniene. L’edificio attuale, risalente al periodo compreso tra l’80 e il 70 a.C., sostituisce un più antico tempio databile tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C.

Il Tempio di Ercole Olivario, noto anche come Tempio Rotondo, uno dei più antichi edifici in marmo di Roma, testimonianza preziosa dell’incontro tra cultura greca e mondo romano. A lungo scambiato per un tempio di Vesta a causa della pianta circolare. In realtà fu commissionato dal mercante d’olio Marcus Octavius Herennus e dedicato a Hercules Olivarius, protettore della corporazione degli oleari. La statua di culto originale fu realizzata dall’artista greco Scopas il Giovane.

Grottarossa (Roma). apertura straordinaria dell’area archeologica con due imponenti mausolei funerari, una vasca monumentale e un tratto della Via Flaminia

“Grottarossa da scoprire”: domenica 11 ottobre 2026, per iniziativa della soprintendenza speciale di Roma apertura straordinaria dell’area archeologica dalle 9.30 alle 13.30. Lungo la Via Flaminia, all’altezza del VI miglio della linea ferroviaria Roma – Viterbo, si estende la piana di Grottarossa. Durante gli scavi archeologici condotti negli anni ’80 dalla Soprintendenza Speciale, sono emersi importanti complessi monumentali. Oggi è possibile ammirare: due imponenti mausolei funerari di diversa tipologia e cronologia; una monumentale vasca dell’epoca; un lungo tratto dell’antica Via Flaminia con il suo diverticolo originario. Punto di accesso: via della Stazione di Grottarossa (Roma), attraverso il cancello in fondo al parcheggio della fermata Grottarossa della linea ferroviaria Roma–Viterbo. Ingresso libero e gratuito.

Gambolò (Pv). Al museo Archeologico Lomellino presentazione del nuovo saggio del prof. Paolo Brusasco “Ninive. Mito e realtà”

Sabato 10 ottobre 2026, alle 17, al museo Archeologico Lomellino in piazza Castello a Gambolò (Pv) presentazione del nuovo saggio “Ninive. Mito e realtà” (La Nave di Teseo) del professor Paolo Brusasco in dialogo con Silvio Campus.

Copertina del “Ninive. Mito e realtà” di Paolo Brusasco

Ninive. Mito e realtà. La città di Ninive sfugge al tempo. È come un girone infernale e paradisiaco in cui vibrano le anime di ieri e di oggi, dei suoi scopritori, dei suoi re, delle sue regine, dei suoi distruttori e dei profeti biblici. Per Byron, gli Assiri piombano sul nemico “come il lupo sul gregge” e le loro coorti sono scintillanti di porpora e d’oro. I profeti la denigrano. Giona lancia invettive contro “quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra”; mentre per il profeta Naum, Ninive è prostituzione, colpa e castigo. Nelle testimonianze dei Greci la città e sovrani come Sardanapalo appaiono empi e lascivi, in preda a vizio e perdizione. Ma Ninive, capitale d’Assiria, fu soltanto una città sanguinaria votata alla guerra e alla barbarie, spietata dominatrice di popoli come narrato dalla Bibbia e dai classici? Partendo dall’avvincente narrazione della sua scoperta a metà Ottocento, “Ninive. Mito e realtà” mette in evidenza come dagli annali dei sovrani assiri, così come dai meravigliosi rilievi istoriati che decoravano le loro splendide regge, si delinei una città fulcro di cultura e un centro religioso dedicato alla leggendaria dea Ištar. Ninive è fonte di scienza, di sapere astronomico-astrologico, di pratiche divinatorie e miti primigeni quali L’Epopea di Gilgamesh e il Diluvio universale, ripresi nella tradizione biblica. Paolo Brusasco racconta l’affascinante storia della più grande città del suo tempo che, da villaggio neolitico sulle sponde del Tigri nel nord dell’attuale Iraq, si trasformò con Sennacherib nella capitale del primo impero universale, per diventare con Assurbanipal e la sua celebre biblioteca il faro culturale del mondo antico.

L’archeologo Paolo Brusasco (UniGe)

Paolo Brusasco è docente di Archeologia e storia dell’arte dell’Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi all’Università di Genova. Già PhD e Research Fellow dell’Università di Cambridge (UK), ha effettuato scavi archeologici nel Mediterraneo, in Siria e Iraq, e attualmente dirige la Missione Assiria dell’Università di Genova (MAUGE) nel Kurdistan iracheno. È stato inoltre intervistato dal “New York Times” sulla tutela dell’Iraq Museum di Baghdad. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e monografie tra cui La Mesopotamia prima dell’Islam (2008), Babilonia. All’origine del mito (2012) e Tesori rubati (2013). Per La Nave di Teseo ha pubblicato Dentro la devastazione (2018) che ha ricevuto il premio Montale Fuori di Casa 2018.

Firenze. Apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale con visita guidata “Dei, devoti e sacerdoti. Il mondo degli Etruschi nelle collezioni del MAF” a cura di Barbara Arbeid per il ciclo “Scopriamo le collezioni del MAF”

Sabato 10 ottobre 2026, in concomitanza con l’apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso 17.15), nuovo appuntamento del ciclo “Scopriamo le collezioni del MAF”: alle 14.30 e alle 16, visita guidata “Dei, devoti e sacerdoti. Il mondo degli Etruschi nelle collezioni del MAF” con la curatrice della sezione etrusca Barbara Arbeid. La centralità delle pratiche religiose nella vita e nella mentalità degli Etruschi era nel mondo antico un vero e proprio luogo comune, a noi giunto attraverso le fonti, come il noto passo dello storico Livio (V, 1, 6), che li definisce “un popolo dedito alle pratiche religiose più di qualsiasi altro”. Gli Etruschi si distinguevano, agli occhi dei loro contemporanei, per l’attenzione dedicata all’esecuzione dei rituali e la profonda conoscenza delle liturgie: la visita si snoderà fra le tracce di un mondo complesso e sfaccettato, ricco di gesti, parole, profumi e musica, che ancora riecheggia nelle opere del nostro Museo. Visita compresa nel costo del biglietto di ingresso al museo. Info: man-fi@cultura.gov.it

Concordia (Ve). Il museo nazionale Concordiese promuove “Concordia Sagittaria patrimonio aperto”, due appuntamenti speciali per scoprire il patrimonio archeologico concordiese. Ecco il programma

“Concordia Sagittaria patrimonio aperto”: sabato 10 ottobre 2026 due appuntamenti speciali promossi dal museo nazionale Concordiese di Portogruaro (Ve) per scoprire il patrimonio archeologico di Concordia Sagittaria (Ve), tra luoghi normalmente non accessibili, reperti, ricerca e progetti di valorizzazione. Un’occasione per entrare nei luoghi della tutela, della ricerca e della memoria e conoscere più da vicino il patrimonio culturale di Concordia Sagittaria.

MAGAZZINI APERTI dalle 13.30 alle 17.30. Apertura straordinaria dei depositi di via Cavanella 23, con presentazione di reperti e contesti archeologici del territorio. Visite alle 13.45, 15 e 16.15, su prenotazione: https://www.eventbrite.it/…/concordia-sagittaria…. Massimo 25 persone per turno.

IL FUTURO DI VILLA SORANZO dalle 19 alle 23. Apertura serale dell’area archeologica di Concordia Sagittaria. Alle 20.30, presentazione dei restauri e della futura valorizzazione del complesso di Villa Soranzo. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria: https://www.eventbrite.it/…/il-futuro-di-villa-soranzo…

Rovereto (Tn). Quarta giornata del 37mo RAM film festival aperta da BUONGIORNO RAM: serata evento al teatro Zandonai con Giuseppe Cederna e Giorgio Ieranò, dopo le premiazioni dei film votati dalle giurie; sempre allo Zandonai 12 film, Docu Fulldome al Planetario, RAM X, e al Mon Bistrot il terzo Aperitivo su Siracusa e Megara Hyblaea, due colonie greche a confronto, con Anita Crispino e Reine-Marie Berard. Ecco il programma

L’attore Giuseppe Cederna e il grecista Giorgio Ieranò protagonisti al RAM film festival nella serata evento al teatro Zandonai (foto fmcr)

Sabato 10 ottobre 2026, quarta giornata del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto, è il giorno dei verdetti: al Teatro Zandonai, alle 21, prima della serata evento con l’attore premio Oscar Giuseppe Cederna e il grecista Giorgio Ieranò, che chiuderà una giornata ricca di appuntamenti, occhi puntati sui film in concorso: le giurie di ogni sezione decreteranno le proiezioni vincitrici. Al museo di Scienze e Archeologia è stata aperta, dalle 9 alle 10, con BUONGIORNO RAM: “Sguardi fuori campo. Fotografia femminile e identità italiana nel secondo dopoguerra” con Romina Zanon, fotografa. E sempre al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. Senza dimenticare l’Aperitivo al Mon Bistrot su Siracusa e Megara Hyblaea, due colonie greche a confronto.

Frame del film “Argonavtebis, kolkhebis da okros satsmisis namdvil ambavi / La vera storia degli Argonauti, della Colchide e del Vello d’Oro” di Toma Chagelishvili

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra i quali 3 prime assolute, 1 prima europea, 2 prime italiane. Dalle 10 alle 13, il film “Ecocide / Ecocidio” di Aldana Loiseau (Argentina 2025, 8’); il film “Argonavtebis, kolkhebis da okros satsmisis namdvil ambavi / La vera storia degli Argonauti, della Colchide e del Vello d’Oro” di Toma Chagelishvili (Georgia 2025, 48’); il film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’); il film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’); il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’); il film “Cine Dore” di Guillermo Logar (Spagna 2026, 24’).

Dalle 15 alle 19, il film “Toba, le volcan qui a failli tuer l’humanite / Toba, il vulcano che per poco non ha sterminato l’umanità” di Franck Cuveillier, Eric Ellena (Francia 2025, 52’); il film “La prima volta” di Andrea Andreotti (Italia 2026, 10’); il film “Lo stallo” di Andrea Andreotti (Italia 2026, 9’); il film “Le Grand Puzzle de Pompei / Il grande puzzle di Pompei” di Martin Blanchard, Paolo Santoni (Francia 2026, 52’); il film “Topeng – The faces of the gods / Topeng – il volto degli dei” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 22’); il film “Metabole” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’).

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il terzo talk con i protagonisti del festival: “SIRACUSA E MEGARA HYBLAEA, DUE COLONIE GRECHE A CONFRONTO” con Anita Crispino, archeologa del parco archeologico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai, e Reine-Marie Berard, ricercatrice del Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica. Le città greche di Corinto e Megara fondarono in Sicilia due colonie a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra: Siracusa e Megara Hyblaea. Da un lato Siracusa, potente città-stato capace di eguagliare e spesso superare la madrepatria per ricchezza e forza militare, la cui continuità abitativa giunge ininterrotta fino ai nostri giorni; dall’altro Megara Hyblaea, colonia fiorente nel VII secolo a.C. ma andata incontro a una tragica fine durante la seconda guerra punica. Al centro della riflessione, una sfida cruciale del nostro tempo: la complessa convivenza tra lo sviluppo urbano moderno e la valorizzazione delle rovine antiche riportate alla luce.

SERATA SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 21, protagonista Giuseppe Cederna. L’attore, noto al grande pubblico per il ruolo da protagonista nel film premio oscar Mediterraneo, e oggi apprezzato interprete teatrale, porta in scena “Di isole e di città”: un viaggio sentimentale e letterario nella Grecia di ieri e di oggi sul filo tra passato e presente, leggenda e realtà, memorie personali e fantasie poetiche, in dialogo con il grecista Giorgio Ieranò, autore della drammaturgia. Dalle rive dell’Egeo all’Acropoli, dalle tombe dei re di Micene all’oracolo di Delfi fino all’isola della giovinezza e dell’oblio, le voci degli scrittori antichi si intrecciano a quelle dei viaggiatori moderni, accompagnate dalle musiche dal vivo di Edmondo Romano, per la regia di Sergio Maifredi (produzione Teatro Pubblico Ligure). Un itinerario tra parole e musica per decifrare il fascino di un luogo che da sempre ispira la nostra cultura, i nostri pensieri, le nostre fantasie, i nostri sogni. E che a volte sembra ancora racchiudere verità arcane e nascoste. Come se ci fosse un enigma annidato tra le onde e nel cielo dell’Egeo, che allude a cose lontane e misteriose ma che al tempo stesso ci riguarda da vicino. Perché un viaggio in Grecia, alla fine, è sempre un viaggio alla scoperta di noi stessi. Partecipazione gratuita, su prenotazione.

Appia antica (Roma). A ottobre visite guidate alla scoperta dell’Antiquarium di Lucrezia Romana, piccolo gioiello dell’Appio Tuscolano

A ottobre 2026 tanti nuovi appuntamenti con le visite guidate promosse dal parco archeologico dell’Appia antica (Roma) per scoprire l’Antiquarium di Lucrezia Romana, piccolo gioiello dell’Appio Tuscolano che vi svelerà l’antica storia del quartiere, un viaggio storico e artistico dal Neolitico al Rinascimento preistorica e protostorica fino al medioevo tramite i reperti emersi dalle indagini archeologiche effettuate negli ultimi trent’anni. Questi gli appuntamenti con le visite guidate: sabato 10 ottobre 2026, alle 9.30; domenica 18 ottobre 2026, alle 9.30; sabato 24 ottobre 2026, alle 9.30. Ingresso in via Lucrezia Romana 62, Roma. Per partecipare seleziona il biglietto “Visita guidata | Antiquarium di Lucrezia Romana” e la tariffa: intero 8 euro / ridotto 2 euro / gratuito e scegli tra le date previste. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…, da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store, il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico.

Rovigo. Al museo dei Grandi Fiumi con la presentazione del libro “L’alba della Storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa” di Guido Barbujani inizia la nuova stagione di “PADUSA incontri” promossi dal CPSSAE dal titolo “Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani”: cinque incontri intorno al convegno nel festival “Sulle vie dell’Ambra”. Ecco il programma

Il museo dei Grandi Fiumi a Rovigo ospita la rassegna “PADUSA incontri” promossa dal CPSSAE (foto museo grandi fiumi)

Con l’incontro con il genetista Guido Barbujani, venerdì 9 ottobre 2026, alle 16, in Sala Flumina al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, parte la stagione 2026 di “PADUSA incontri”, la storica rassegna promossa dal Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici (CPSSAE), in collaborazione con il Museo Grandi Fiumi: cinque conferenze (dal 9 ottobre al 28 novembre 2026, sempre alle 16) sotto il titolo “Tutte le vie dell’archeologia. Tracce antiche e nuove indagini sui sentieri di noi Umani”, che faranno da ideale cornice al convegno internazionale “Dal Baltico al Po. Nuove indagini sulle ambre protostoriche europee”, in calendario sabato 14 novembre 2026.

“PADUSA INCONTRI” è un ciclo di conferenze per la valorizzazione del patrimonio dei beni archeologici polesani, con particolare riguardo alle collezioni provenienti dall’Alto e dal medio Polesine, nonché dalla città di Rovigo e conservate nel Museo dei Grandi Fiumi. Iniziato nel 2022 con Dialoghi dal sottosuolo è proseguito nel 2023 (Come nasce una città) nel 2024 (Archeologia del sacro) e nel 2025: (Le vie dell’acqua). Il filo conduttore del 2026 è il concetto di “mobilità”: gli spostamenti di uomini, animali, materie prime e manufatti nella pre-protostoria, con un focus speciale sulle rotte commerciali dell’ambra. L’iniziativa si inserisce, infatti, all’interno della terza edizione del Festival “Sulle vie dell’ambra”, giunto alla sua terza edizione con il quale il CPSSAE collabora con conferenze e visite guidate ai musei di Fratta Polesine e Rovigo dove sono conservate le ambre di Campestrin e Frattesina. Dato che “vie dell’ambra” significa in prima istanza “mobilità”, in Padusa incontri 2026 abbiamo dedicato le prime conferenze agli spostamenti di uomini e animali, di materie prime e prodotti nella pre-protostoria che faranno da viatico al convegno sull’archeologia delle ambre protostoriche organizzato dal CPSSAE all’interno del Festival.

Programma degli appuntamenti: tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Venerdì 9 ottobre 2026: apertura straordinaria in collaborazione con l’associazione “Renzo Barbujani”. Ospite d’eccezione il genetista e divulgatore scientifico Guido Barbujani (università di Ferrara), che presenterà il libro “L’alba della Storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa”, analizzando l’origine delle società complesse attraverso le tracce del DNA umano e animale.

Sabato 17 ottobre 2026: l’archeologo Paolo Bellintani (CPSSAE) guiderà il pubblico lungo “Le vie dell’ambra”, esplorando non solo i dati scientifici ma anche narrazioni, distorsioni propagandistiche e curiosità polesane.

Sabato 24 ottobre 2026: il docente Claudio Cavazzuti (università di Bologna) illustrerà le comunità del Bronzo del Veneto meridionale attraverso la lente della moderna bioarcheologia.

Sabato 14 novembre 2026 (Evento Speciale): convegno “Dal Baltico al Po. Nuove indagini sulle ambre protostoriche europee”. Una giornata dedicata ai capolavori di Frattesina e Campestrin e ai risultati dei progetti “Prima Europa”, “San Basilio” e del nuovo triennio di ricerca “ArcheoPo” (2026-2028).

Sabato 21 novembre 2026: chiusura dedicata al Polesine altomedievale con gli interventi di Sandra Bedetti e Luciano Pigaiani (CPSSAE).

Sabato 28 novembre 2026: novità sull’anfiteatro romano di Adria a cura di Giovanna Falezza (direzione regionale Musei del Veneto).

Il genetista Guido Barbujani (foto wp)

Si comincia dunque venerdì 9 ottobre 2026 con la presentazione del libro “L’alba della Storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa” di Guido Barbujani (Ed. Laterza). Circa 10.000 anni fa, la rivoluzione neolitica trasformò per sempre il rapporto tra l’umanità e l’ambiente. L’archeologia permette di ricostruire queste trasformazioni e di comprenderne dinamiche, costi e conseguenze. Guardare al passato mostra così che modificare l’ambiente e gli organismi viventi non è una novità: è una storia iniziata nel Neolitico e tuttora in corso. Conoscere questa lunga esperienza può aiutarci a leggere con maggiore consapevolezza le trasformazioni ambientali, tecnologiche e sociali del presente.

Copertina del libro “L’alba della Storia. Una rivoluzione iniziata diecimila anni fa”

L’alba della storia. Diecimila anni fa, nella preistoria, si sono messe in moto trasformazioni che ancora ci riguardano, che ancora influenzano il nostro modo di lavorare, di vestirci, di mangiare, di confrontarci con gli altri membri della nostra comunità. È una rivoluzione che ha cambiato anche l’ambiente intorno a noi e le nostre relazioni con piante e animali, tanto che il DNA – sia il nostro, sia quello di molti animali e piante – ne è uscito diverso. Si chiama rivoluzione neolitica: il momento in cui, più che in qualunque altro, biologia e cultura si sono intrecciate, influenzandosi a vicenda e producendo la nostra storia. È stato allora che un’umanità in precedenza sempre affamata ha cominciato a produrre il cibo di cui aveva bisogno, e quindi a crescere e a diffondersi sul pianeta. Nel giro di qualche millennio la rivoluzione è arrivata ovunque, sulle gambe dei rivoluzionari che dalla Mezzaluna fertile, dalla Cina, dall’America centrale e dalle Ande hanno esportato in tutto il mondo i propri geni, le piante coltivate e gli animali allevati. Abbiamo iniziato ad abbattere foreste, per farne campi e pascoli, modificando il paesaggio; abbiamo smesso di essere nomadi, costruendo villaggi e poi città dove ha preso forma la nostra società, anche in certi suoi aspetti che sembrerebbe difficile collegare alla preistoria. Ma è così: se oggi in Europa molti digeriscono il latte, se abbiamo la pelle chiara e parliamo lingue che si somigliano, è grazie alle migrazioni neolitiche. E non è tutto: abbiamo cominciato a modificare geneticamente piante e animali proprio allora e non abbiamo mai smesso. Ripensarci – oggi che la consapevolezza è cresciuta – ci permette di ragionare più lucidamente su costi e benefici della moderna ingegneria genetica. Allo stesso modo, ricordare come per millenni l’umanità si sia ripetutamente spostata e rimescolata può aiutarci a osservare con meno ansia le trasformazioni che la nostra società sta attraversando, e a spegnere qualche allarme ingiustificato.

Trento. In occasione ai Autumnus, la soprintendenza propone La città invisibile”, visite guidate alla Trento romana, e l’associazione Legio I Italica fa conoscere i cibi degli antichi romani in piazza

In occasione della manifestazione “Autumnus”, organizzata dalla Pro Loco Centro storico di Trento, venerdì 9 ottobre 2026, alle 15.30, sabato 10 e domenica a 11 ottobre 2026, alle 10 e alle 15.30, i Servizi Educativi della soprintendenza ai Beni culturali di Trento propone “La città invisibile”, visite guidate alla Trento romana. Tre siti archeologici, un unico grande racconto: un itinerario guidato alla scoperta dei tesori nascosti di Tridentum tra le domus del S.A.S.S., la caupona di Palazzo Lodron e il meraviglioso mosaico della Villa romana di Orfeo. Il ritrovo è fissato allo Spazio Archeologico Sotterraneo del S.A.S.S., in piazza Cesare Battisti a Trento. La partecipazione (incluso l’ingresso ai siti) è di 4 euro, previa prenotazione al numero 0461230171.

Inoltre sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, dalle 9 alle 18, in piazza Cesare Battisti, l’associazione Legio I Italica farà conoscere i cibi degli abitanti dell’antica città di 2000 anni fa.