Civitavecchia. Con la conferenza di Luca Mocchegiani Carpano al via al Porto il ciclo di incontri di archeologia subacquea “Oltre il Tevere: la navigazione e le strutture portuali di epoca romana lungo il fiume” nell’ambito della mostra “La Costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi”. Il programma

Con la conferenza “Oltre il Tevere, la navigazione e le strutture portuali di epoca romana lungo il fiume” di Luca Mocchegiani Carpano, direttore del Centro Ricerche Claudio Mocchegiani Carpano, martedì 3 febbraio 2026, alle 17, nella Sala Conferenze dell’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia, apre il un ciclo di conferenze scientifico-divulgative dedicate all’Archeologia subacquea, navale e portuale, a ingresso libero, nell’ambito della mostra “La Costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” organizzata dal CASN-LANS (Centro Archeologico Studi Navali) con il patrocinio dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale.

PROGRAMMA. Martedì 10 febbraio 2026, alle 17, “Le costruzioni marittime in cassaforma: l’esempio del porto romano di Aenari, l’antica Ischia” con Alessandra Benini, archeologa subacquea; martedì 17 febbraio 2026, alle 17, “Uomini e Dei, il Mare e il Sacro” documentario e dibattito con Massimo D’Alessandro, regista e media manager A.S.S.O ETS e Mario Mazzoli direttore generale A.S.S.O ETS.; martedì 24 febbraio 2026, alle 17, “Le navi imperiali di Nemi ed il palombaro civitavecchiese Pietro Pardi” con Sergio Anelli, storico locale, esperto subacqueo e scrittore; martedì 3 marzo 2026, alle 17, “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse” con Mario Mazzoli, direttore generale A.S.S.O ETS e istruttore Scuola nazionale di Speleologia subacquea della Società Speleologica italiana; martedì 10 marzo 2026, alle 17, “Da Centumcellae a Civitavecchia. Lo scavo archeologico nel Forte Michelangelo” con Ida Caruso, responsabile dello scavo nella Fortezza Giulia di Civitavecchia, già funzionaria della soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale; martedì 17 marzo 2026, alle 17, “L’organizzazione logistica imperiale di Portus e di Centumcellae nuovi elementi, rinvenimenti ed ipotesi” con il Com.te Mario Palmieri, responsabile del Centro Archeologico Studi Navali e Laboratorio Sperimentale di Archeologia Navale; martedì 24 marzo 2026, alle 17, “L’archeologia subacquea in alto fondale” con Barbara Davidde, docente di Archeologia subacquea dell’università Roma Tre; martedì 31 marzo 2026, alle 17, “Tecnologia a bordo delle navi antiche” con Massimo Sonno, sommozzatore e autore di pubblicazioni dedicate all’ archeologia subacquea; martedì 7 aprile 2026, alle 17, “La Nave Arcaica di Gela” con Alessandra Benini, archeologa subacquea e responsabile dello scavo e recupero sottomarino della Nave arcaica di Gela; martedì 14 aprile 2026, alle 17, “Castrum Novum tra Pyrgi e Centumcellae: storia e archeologia di una colonia romana alla luce delle ultime scoperte” con Flavio Enei, direttore del Polo Museale Civico di Santa Marinella; martedì 5 maggio 2026, alle 17, “Le Flotte militari di Roma dalla Repubblica all’Impero” con l’ammiraglio Domenico Carro, autore di approfonditi studi e pubblicazioni sulla storia navale e marittima di Roma antica e sulla grande strategia delle flotte dell’alto Impero; martedì 12 maggio 2026, alle 17, “Seguire le tracce dei relitti: la ricostruzione della rotta commerciale della nave romana della Secca dei mattoni di Ponza” con Giuliana Galli, direttrice del museo della Navigazione delle acque interne di Capodimonte; martedì 19 maggio 2026, alle 17, “Tra Pisae e Centumcellae: navi ed approdi nel Tirreno settentrionale” con Andrea Camilli, già direttore del museo delle Navi antiche di Pisa, ora direttore del museo nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba.

L’ingresso della mostra “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” al porto di Civitavecchia (foto casn)

Fino al 31 luglio 2026 al porto di Civitavecchia (calata Principe Tommaso 20) la mostra su “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” organizzata dal Centro Archeologico Studi Navali (CASN) diretto da Mario Palmieri. Da gennaio a marzo 2026 l’esposizione è visitabile solo su prenotazione contattando il numero 3401604401 o scrivendo a casnlans@gmail.com. L’esposizione fa compiere un vero e proprio viaggio nel passato all’interno di antichi relitti navali e tra particolari reperti attraverso i quali vengono prospettate ipotesi filologiche ricostruttive di apparati e macchine funzionanti. Un percorso storico per comprendere le grandi capacità e le tecnologie di navigazione grazie alle quali i Romani hanno potuto solcare e “conquistare” mari e oceani. La mostra è incentrata sulla ricostruzione ed il racconto delle tecniche ingegneristiche e degli aspetti monumentali dell’antico porto romano di Centumcellae, da cui parte storicamente la vocazione portuale di Civitavecchia.

Allestimento della mostra “La costruzione del porto di Centumcellae e le sue navi” al porto di Civitavecchia (foto casn)

L’esposizione, infine, non è solo un approfondimento della tecnologia del passato in ambito di navigazione ma affronta anche il tema della costruzione artificiale dei porti mettendo in evidenza l’influenza dei grandi architetti dell’antichità sul porto di Civitavecchia. Tra questi, senza dubbio, Apollodoro di Damasco per la progettazione del porto di Centumcellae di Portus a Fiumicino ma anche Vitruvio e Leonardo Da Vinci per la conoscenza dei sistemi costruttivi nel passato. Sono previsti anche incontri e workshop di approfondimento archeologico navale-monumentale e di elementi di tecnologia imbarcata della flotta Romana Repubblicana ed Imperiale.

 

Padova. A Palazzo Maldura, in presenza e online, il seminario “Il Colosseo: dallo scavo archeologico allo studio degli elevati alla modellazione HBIM: conoscenza per la tutela e la valorizzazione”

Martedì 3 febbraio 2026, dalle 14 alle 16, nel Salone di Palazzo Maldura in piazzetta G. Folena 1 a Padova, il seminario “Il Colosseo, dallo scavo archeologico, allo studio degli elevati, alla modellazione HBIM: conoscenza per la tutela e la valorizzazione”, organizzata nell’ambito dell’insegnamento di “Studio e valorizzazione dei contesti di età romana” (prof.ssa Maria Stella Busana) per la Scuola di specializzazione in Beni archeologici e del dottorato di ricerca in Storia, critica e conservazione dei Beni culturali del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto al link: https://unipd.zoom.us/j/2792828587. Intervengono Federica Rinaldi (direttrice del museo nazionale Romano), Barbara Nazzaro (architetto, responsabile tecnico del Colosseo, parco archeologico del Colosseo); Angelica Pujia (restauratrice, responsabile Ufficio Restauro, parco archeologico del Colosseo); Fabiano Fumagalli (architetto, collaboratore parco archeologico del Colosseo); Dario Rose (archeologo, collaboratore parco archeologico del Colosseo).

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di febbraio Roma conquista tutto il podio della classifica assoluta: al primo posto il Colosseo (14.120 ingressi), al secondo il Pantheon (12.423 ingressi) e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi)

Sono stati 220mila gli ingressi domenica 1° febbraio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di febbraio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A gennaio il podio della classifica è monopolizzato da Roma: al primo posto il Colosseo con 14.120 ingressi; al secondo posto troviamo il Pantheon (12.423 ingressi), e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi).

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.120 ingressi; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.423; Foro Romano e Palatino 12.409; Area archeologica di Pompei 8.177; Terme di Diocleziano 3.651; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; Terme di Caracalla 3.007; Palazzo Massimo 2.204; Villa Adriana 1.825; museo e area archeologica di Paestum 1.724; museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.682; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.504; parco archeologico di Ercolano 1.470; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.052; museo Archeologico nazionale di Taranto 917; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 860; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico Grado 732; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 594; museo Archeologico nazionale di Firenze 592; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 551; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 547; parco archeologico di Cuma 541; Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 450.

 

Marzabotto (Bo). Le sale del museo nazionale Etrusco chiuse lavori di manutenzione del percorso espositivo e restauro dei materiali

Dal 2 febbraio 2026 le sale del museo nazionale Etrusco di Marzabotto non sono visitabili a causa dei lavori di manutenzione del percorso espositivo e restauro dei materiali. Il parco archeologico della città di Kainua rimarrà invece fruibile: dal martedì al sabato accesso solo per gruppi accompagnati da guida su prenotazione dalle 9.15 alle 16.30, domenica accesso libero dalle 9.15 alle 16.30, lunedì chiuso. Potranno essere accettati solo pagamenti effettuati tramite la App Museitaliani o POS. Non sarà possibile effettuare pagamenti in contanti. Info mn-bo.museonazionaletrusco@cultura.gov.it  oppure chiamando al 349.2834073.

Con archeologiavocidalpassato.com alla scoperta della mostra “Tesori dei Faraoni” alle Scuderie del Quirinale a Roma: dopo i tesori dalla tomba di Yuya e Tuya e quelli dalla tomba di Psusennes I, si chiude la sezione dedicata alla “Vita dopo la morte” con tesori da tombe sacerdotali e principesche, tra cui quelli provenienti dalla Cachette di Bab el-Gasus a Deir el-Bahari

Amuleto della dea Nekbet in oro e argento dalla Tomba del principe Hornakht a Tanis (XXII dinastia) conservato al museo Egizio del Cairo (foto graziano tavan)

Dopo le sale dedicate ai i tesori trovati all’interno della tomba di Yuya e Tuya (KV 46), scoperta nella Valle dei Re a Tebe Ovest il 5 febbraio 1905, e quelle dedicate ai tesori provenienti dalla tomba di Psusennes I (NRT III), scoperta da Pierre Montet nel 1940 a Tanis, nel Delta del Nilo, capitale dell’Egitto nel Terzo Periodo Intermedio (XXI-XXII dinastia), la visita proposta da archeologiavocidalpassato.com alla scoperta della mostra “Tesori dei Faraoni”, aperta alle Scuderie del Quirinale a Roma fino al 3 maggio 2026, con una selezione di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal museo Egizio del Cairo e dal museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dal loro Paese, continua nella sala 5 che chiude la sezione “La vita dopo la morte” e l’esposizione del primo piano con la presentazione di alcuni tesori da tombe sacerdotali e principesche, tra cui quelli provenienti dalla Cachette di Bab el-Gasus o Cachette Sacerdotale o Secondo Deposito di Deir el-Bahari, scoperta nel 1891. Il percorso della mostra continua al secondo piano.

Coperchio in legno dipinto del sarcofago interno di Ankhefenmut dalla Cachette di Bab el-Gasus di Deir el-Bahari (XXI dinastia), conservato al museo Egizio del Cairo (foto graziano tavan)

Sala 5 – Principi e Alti Sacerdoti. Lungo la parete corre un lungo papiro proveniente dalla Cachette di Bab el-Gasus di Deir el-Bahari, a Tebe Ovest, e conservato al museo Egizio del Cairo: è il papiro di Djedkhonsuiusankh, cantatrice di Amon (terzo periodo intermedio) che viene raffigurata nel momento in cui viene accolta nell’aldilà da Osiride. Dalla stessa Cachette proviene anche il coperchio in legno dipinto del sarcofago interno di Ankhefenmut, conservato sempre al museo Egizio del Cairo, una donna vissuta sotto la XXI Dinastia (terzo periodo intermedio). Il sarcofago raffigura la mummia della defunta Ankhefenmut con i soli pugni serrati visibili sul petto. La resa del volto è sorprendentemente realistica.

Pendente in lapislazzuli e oro col volto di Hathor (XXII dinastia) dalla Tomba del principe Sheshonq, figlio di Osorkon II, a Saqqara, conservato al museo del Cairo (foto graziano tavan)

In una vetrina sono conservati alcuni piccoli gioielli: un amuleto in oro con le sembianze di Hathor (XXII dinastia) proveniente dalla Tomba dell’Alto Sacerdote e Principe Sheshonq a Kom el-Fakri (Memphis); un pendente in lapislazzuli e oro col volto di Hathor (XXII dinastia) dalla Tomba del principe Sheshonq, figlio di Osorkon II, a Saqqara; un bracciale in oro e lapislazzuli con sigillo simbolico a cilindro (XXII dinastia) dalle Tombe reali di Tanis; un pettorale in oro, lapislazzuli e vetro di Sheshonq I dalle Tombe reali di Tanis; e un amuleto in oro e argento della dea Nekbet (XXII dinastia) dalla Tomba del Principe Hornakht di Tanis.

Stele funeraria di Njt-Ptah dalla tomba rupestre della necropoli di Assasif a Tebe Ovest (foto graziano tavan)

Il percorso della “vita dopo la morte” si chiude con un focus sulle stele funerarie che nell’Antico Egitto erano una componente essenziale nelle sepolture, anche se la loro diffusione non era limitata esclusivamente alle tombe. Numerosi esemplari sono stati rinvenuti ad Abido, l’importante centro religioso meta di pellegrinaggi in cui sorgeva il principale santuario del dio Osiride: alle Scuderie del Quirinale ne possiamo ammirare quattro. Parte essenziale della stele era l’iscrizione che riportava il nome del defunto e la formula tradizionale per la presentazione delle offerte, nota fin dai tempi più antichi. Essa iniziava sempre con le parole: “Un’offerta che il re concede, un’offerta presentata da Osiride, signore di Abido…”.  Le stele erano offerte dai familiari ai propri defunti “affinché il loro nome vivesse per sempre”, una frase che ricorre immancabilmente nelle dediche incise su di esse.

(continua – 4)

Padova. Al Bastione del Giardino della Torre presentazione del libro “Sono così. Le donne nel Veneto preromano” di Angela Ruta Serafini, già direttrice del museo nazionale Atestino di Este

Domenica 1° febbraio 2026, alle 17, al Bastione del Giardino della Torre, in via Pasquale Paoli 16 a Padova, presentazione del libro “Sono così. Le donne nel Veneto preromano” (Lemma 23 editore) con la presenza dell’autrice Angela Ruta Serafini, già direttrice del museo nazionale Atestino di Este nonché una delle principali studiose della civiltà dei Veneti antichi, in dialogo con l’archeologa. Partecipazione gratuita. Con taglio divulgativo, il libro racconta per la prima volta la figura della donna nel Veneto preromano. Le più recenti e importanti scoperte archeologiche fanno qui da traccia per una narrazione di grande respiro che tocca temi antichi ed attuali. Un incontro da non perdere per scoprire il mondo affascinante delle donne del Veneto antico e il dialogo vivo con il Veneto di oggi. Storia, identità e futuro si incontrano in un luogo speciale. Info e prenotazioni al 3248635425, giardinodellatorre@massimago.com.

#domenicalmuseo al parco archeologico dei Campi Flegrei: all’Acropoli di Cuma percorso tematico “La Sibilla e il segreto delle foglie volanti” e alla Villa del Torchio a Quarto visita e rito a Giunone Februa

Domenica 1° febbraio 2026, anche il parco archeologico dei Campi Flegrei (Na) partecipa alla #domenicalmuseo, l’iniziativa ministeriale che prevede l’ingresso gratuito ai luoghi della cultura ministeriali.

Al parco archeologico di Cuma, alle 12, all’Acropoli di Cuma con “La Sibilla e il segreto delle foglie volanti”, un percorso tematico dedicato ai bambini a cura dei Servizi Educativi del parco archeologico dei Campi Flegrei. La partecipazione è gratuita con biglietto di ingresso al sito (gratuito anch’esso, in quanto prima domenica del mese). I biglietti sono disponibili su sito web e app Musei Italiani.

Alcuni ambienti della Villa rustica del Torchio a Quarto (Na) (foto gruppo archeologico campi flegrei)

Alle 16, in occasione dell’iniziativa ministeriale #domenicalmuseo, sarà possibile visitare Villa del Torchio a Quarto, accompagnati dalle guide del Gruppo archeologico dei Campi Flegrei. Al termine della visita guidata sarà ricordato il rito dedicato a Giunone Februa, dal cui epiteto deriva il nome del mese di Febbraio. Per info e prenotazione: 388.8352036. In collaborazione con il Comune di Quarto.

 

Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” presentazione del catalogo della mostra “UN MECENATE E I SUOI TESORI. La Collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona in Roma”

In occasione del secondo appuntamento della Festa dei Musei di Maremma, domenica 1° febbraio 2026, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Castiglione della Pescaia, Gr), alle 16, presentazione del catalogo della mostra “UN MECENATE E I SUOI TESORI. La Collezione archeologica di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona in Roma”, con la quale il MuVet ha celebrato i 25 anni dalla sua nascita. Il libro è frutto di un lungo e importante lavoro portato avanti da un gruppo internazionale di studiosi che, per la prima volta, permette al grande pubblico di conoscere un insieme di opere di straordinaria rilevanza per la storia del collezionismo archeologico in Italia, a partire da opere di arte antica fino all’arte moderna. Alla presentazione Intervengono Elena Nappi, sindaco di Castiglione della Pescaia; Simona Rafanelli, direttrice scientifica MuVet; Vincent Jolivet, CNRS-Parigi; Alessandro Bartoletti e Filippo Guidarelli, ARA edizioni. Apertura straordinaria del museo fino alle 18. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Brindisi offerto da Tenuta Fertuna. Info e contatti: 0564 927245; museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.

Verona. Nella #domenicalmuseo il museo Archeologico nazionale “Scavo in Museo”: un’esperienza di un vero scavo archeologico… all’interno degli spazi museali

Domenica 1° febbraio 2026, in occasione della prima domenica del mese, il museo Archeologico nazionale di Verona, alle 15, offre al visitatore più curioso “Scavo in Museo”: un’esperienza di un vero scavo archeologico… all’interno degli spazi museali. Dopo una breve passeggiata nel tempo i partecipanti scopriranno quali strategie gli archeologi usano per individuare giacimenti antichi e qual è la vita dei reperti prima di essere esposti. Con le mani nella terra si vivrà un’esperienza unica! Attività per tutte le età. Costo 10 euro a persona (comprensivo di visita guidata e attività didattica). Prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: SAP – Società Archeologica, 3465033652; museovr@archeologica.it.

#domenicalmuseo ai parchi archeologici di Paestum e Velia: visite ai depositi, nuovi percorsi tra paesaggio e culto antico, e un viaggio immersivo nella Velia di ieri

Nel mese dedicato all’amore, c’è un sentimento che non smette mai di crescere: la passione per la scoperta. Domenica 1° febbraio 2026 i parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono all’iniziativa #domenicalmuseo del ministero della Cultura, offrendo l’ingresso gratuito e l’occasione di vivere una giornata speciale a tutti gli amanti della storia e dell’archeologia: visite ai depositi, nuovi percorsi tra paesaggio e culto antico, e un viaggio immersivo nella Velia di ieri.

A Paestum i visitatori potranno accedere ai depositi del Museo alle 10, 12, 15 e 17, dove reperti normalmente non esposti raccontano storie meno conosciute della città antica. L’ingresso ai depositi è a numero limitato e richiede prenotazione obbligatoria al numero +39 0828 811023 o all’indirizzo pa-paeve.promozione@cultura.gov.it. Sarà poi possibile scoprire il nuovo percorso “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele” offrendo una lettura suggestiva del rapporto millenario tra santuario, paesaggio fluviale e memoria del culto di Hera. Il percorso, accompagnato da pannelli didattici, percorsi accessibili e un giardino ispirato alla vegetazione dell’epoca, permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva tra storia e natura. Le visite partiranno alle 15 e, in caso di pioggia, saranno sospese. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo pa-paeve.promozione@cultura.gov.it.

A Velia, invece, sarà possibile ammirare le bellezze del paesaggio e i resti monumentali dell’Acropoli, grazie alla Passeggiata al Crinale degli Dei con partenza alle 10 (ritrovo in biglietteria alle 9.30). Si potrà poi sperimentare con Immersive Velia, un tour virtuale che permette di esplorare il parco archeologico con visori Oculus Quest 3, ricostruzioni 3D e animazioni immersive, per camminare tra piazze, templi e spazi sacri dell’antica Elea. Il servizio è disponibile dalle 9.30 alle 13.30, con prenotazione obbligatoria: il numero di partecipanti è limitato a 10 persone all’ora. L’esperienza è inclusa nel biglietto di ingresso senza costi aggiuntivi.