Taranto. Al museo Archeologico nazionale “Gli ori di Taranto. Concerto per la Pace” con l’Orchestra della Magna Grecia

Giovedì 30 giugno 2022, alle 20, appuntamento al MArTA con “Gli ori di Taranto in Albania e Grecia. Concerto per la Pace”. Per l’occasione l’Orchestra della Magna Grecia, su musiche di Jacopo Raffaele (Il Baskerville) e testi di Annarosa Partipilo, eseguirà “Come un albero d’alloro”, fiaba panellenica in tre quadri e un intermezzo per soprano, baritono, coro e orchestra. Il progetto è curato, promosso e organizzato dall’Orchestra Magna Grecia e dal museo Archeologico nazionale di Taranto, insieme al Comune di Taranto e L.A. Chorus dell’associazione Matera in Musica, in partnership con Basilicata Circuito Musicale e con ARCoPu Associazione Regionale Cori Pugliesi e con il patrocinio del MIC ministero della Cultura.

Vieste. Al Castello svevo-aragonese tre sere con “Vieste Archeofilm”, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente. Il pubblico assegna il Premio “Venere Sosandra”

Con l’intervista di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, a Giuliano Volpe sugli “Scavi nel santuario in grotta di Venere Sosandra” tra i film sui dinosauri e gli Incas, mercoledì 29 giugno 2022, al Castello svevo-aragonese di Vieste è iniziato “Vieste Archeofilm”, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente, che assegna il Premio “Venere Sosandra”, evento in tre sere a ingresso libero e gratuito organizzato da Comune di Vieste, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Apulia Film Commission. Il programma prevede giovedì 30 giugno 2022, alle 21.15, i film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli, Marta Saviane (Italia, 60’) e “I giganti del mare” di Daniele Di Domenico (Italia, 52′). In mezzo l’intervista a Nicola Martinelli e Beppe Carlone su “Vieste. Il faro di Santa Eufemia”. Venerdì 1° luglio 2022, terza e ultima serata, alle 21.15, si inizia con il film “Città del Vaticano, alla ricerca dell’eternità / Vatican City, the quest for eternity” di Marie Thiry, Marc Jampolsky (Francia, 52’). Segue l’intervista a Paolo Mieli su “Il tribunale della storia. Processo alle falsificazioni”. Quindi cerimonia di premiazione con attribuzione del “Premio Venere Sosandra – Vieste 2022” al film più gradito al pubblico. Chiude la serata e il festival la proiezione di tre corti: “Seleucus I Nikator” di Yiotis Vrantzas (Grecia, 12’); “Paglicci. La grotta delle meraviglie” di Vito Cea (Italia, 4’); “Ionio. Dialogo tra due mari” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 23′).

Trapani. Al museo regionale “Agostino Pepoli” presentazione del libro “Trapani, la città e il territorio dalla Preistoria alla tarda antichità” a cura di Antonino Filippi e Luigi Biondo: atti della giornata di studi tenutasi al Pepoli il 4 maggio 2019

trapani_pepoli_libro-trapani-la-città-e-il-territorio_presentazione_locandinaLa storia di Trapani antica racchiusa in un libro. Appuntamento giovedì 30 giugno 2022, alle 17.30, al museo regionale “Agostino Pepoli” di Trapani per la presentazione del libro “Trapani, la città e il territorio dalla Preistoria alla tarda antichità” a cura di Antonino Filippi e Luigi Biondo: atti della giornata di studi tenutasi al Pepoli il 4 maggio 2019. Dopo i saluti di Anna Maria Parrinello, direttore del museo regionale “A. Pepoli”; Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani; Alberto Scuderi, direttore regionale gruppi archeologici d’Italia; Maria Antonina Altese, direttore gruppo archeologico Drepanon; interviene Oscar Belvedere, università di Palermo. Saranno presenti i curatori. Ingresso libero. Si raccomanda l’uso della mascherina.

libro_trapani-la-città-e-il-territorio_copertina

Copertina del libro “Trapani, la città e il territorio dalla Preistoria alla tarda antichità”

I contributi raccolti nel volume tracciano un lungo percorso storico e archeologico nella Sicilia nord-occidentale che partendo dal lontano Paleolitico giunge fino alla Tarda antichità, attraverso vicende che coinvolsero popolazioni di tradizioni culturali assai diverse: Elimi, Fenici, Greci, Romani, Ebrei, Bizantini e Arabi. Dalla seconda metà del XIX secolo i primi pionieri della preistoria siciliana, da Heinrich Schliemann a Raymond Vaufrey, intrapresero le loro ricerche nel territorio trapanese. In seguito, qui furono trovate fra le più antiche testimonianze della presenza dell’uomo in Sicilia: ciottoli scheggiati che raccontano una storia lunga centinaia di migliaia di anni; ma anche monumenti di pietra, legati a culti solari, il cui studio sta aprendo la strada a nuove e intriganti conoscenze sulla tarda preistoria siciliana. Il territorio trapanese è stato anche la culla degli Elimi, fondatori di importanti centri, come Erice e Segesta, ma anche luogo di primo approdo dei Fenici in Sicilia, sull’isola di Mozia.

Torino. Apre: “Cortile aperto: flora dell’antico Egitto”. Così il cortile interno del museo Egizio ripropone un giardino del Nuovo Regno con le essenze, i colori e i profumi di 3500 anni fa. Primo passo nel processo di trasformazione del museo in vista del bicentenario del 2024

torino_egizio_cortile-aperto_locandinaC’è il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all’alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto. Un giardino speciale con la flora dell’Antico Egitto nel cuore di Torino: al museo Egizio. “Natura, cultura e bellezza”, ci ricordano gli egittologi, “si intrecciano nei rigogliosi giardini egizi, che sono tra le testimonianze più antiche di spazi verdi creati dall’uomo”. Ispirandosi proprio alle famose raffigurazioni rivenute nelle tombe dell’alta società egizia e con il supporto di studi archeobotanici, il museo Egizio presenta “Cortile aperto: Flora dell’antico Egitto”, uno spazio verde nel cortile del Collegio dei Nobili e aperto a tutti dal 29 giugno 2022. Da punto di passaggio verso la biglietteria e l’inizio del percorso espositivo, questo luogo si trasforma così in un giardino, aperto gratuitamente e che dal 30 giugno 2022 sarà anche animato da uno spettacolo serale di videomapping.

torino_egizio_cortile-aperto_1_foto-museo-egizio

Il giardino con essenze dell’antico Egitto ricreato nel cortile interno del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Si tratta del primo tassello di un percorso di trasformazione dell’Egizio, con cinque progetti di ricerca, alta tecnologia e restituzione alla Città. Il Museo, infatti, in vista delle celebrazioni del bicentenario nel 2024, cambierà volto a partire dalla corte interna del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte.

torino_egizio_cortile-aperto_4_foto-museo-egizio

L’ampia pannellistica permette di apprezzare la flora dell’antico Egitto nel cortile interno del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Ma non c’è solo il fior di loto o il papiro. Queste, infatti, sono solo alcune tra le piante protagoniste di “Cortile Aperto”, un omaggio alla civiltà dell’antico Egitto, che fu tra le prime a sviluppare una cultura del giardino e a conferire significati simbolici a piante e fiori, come testimoniano le raffigurazioni di giardini rivenute nelle tombe dell’alta società egizia. “Cortile aperto” si ispira ai giardini del Nuovo Regno (1539-1076 a.C.). A curare il nuovo progetto a cavallo tra archeologia e botanica è stato un team internazionale di egittologi del Museo, composto da Johannes Auenmüller, Divina Centore e Cédric Gobeil.

torino_egizio_cortile-aperto_3_foto-museo-egizio

Il grande cortile del Collegio dei Nobili diventa un nuovo punto di incontro per la città (foto museo egizio)

“È un primo passo, un intervento strutturale e creativo, che ci proietta verso il bicentenario che celebreremo nel 2024 e verso progetti ancora più ambiziosi di trasformazione del Museo Egizio”, dichiarato Evelina Christillin, presidente del museo Egizio. “L’auspicio”, continua Christian Greco, direttore del museo Egizio, “è che questo giardino, una volta ultimato, diventi un luogo importantissimo nella nuova agorà, la corte coperta, che sarà un punto di incontro nel centro storico della città. Si tratta, inoltre, di un tentativo di restituzione del paesaggio. Abbiamo cercato di riportare le piante, i colori ed i profumi dei giardini di piacere del Nuovo Regno. Un piccolo angolo d’Egitto che accoglierà i visitatori”.

torino_egizio_cortile-aperto-di-sera_foto-museo-egizio

Alla sera il cortile interno del museo Egizio diventa un luogo di intrattenimento culturale (foto museo egizio)

Inoltre, dal 30 giugno al 30 luglio 2022, dal giovedì al sabato, dalle 22 alle 24, una delle facciate del cortile interno del Museo si trasforma in uno schermo dinamico. Attraverso la tecnica del video mapping si schiuderanno fiori e piante dell’antico Egitto, tre alberi racconteranno una lirica amorosa e, infine, al ritmo di una incalzante melodia, la fauna dell’antico Egitto popolerà il giardino. L’ingresso per la proiezione è gratuito, fino ad esaurimento posti. Sono previste 4 proiezioni all’ora, dalla durata di circa 8 minuti.

Napoli. Per lo “Scaffale del Mann” presentazione al museo Archeologico nazionale della rivista “Journal of Mosaic Research” (volume 14, 2021) con un articolo sullo splendido mosaico di Bacco conservato al Mann

napoli_mann_scaffale_journal-of-mosaic-research_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli con lo “Scaffale del Mann”. Appuntamento mercoledì 29 giugno 2022, alle 17, nella sala conferenze del Braccio Nuovo del Museo, per la presentazione del “Journal of Mosaic Research” (volume 14, 2021). Dopo il saluto introduttivo di Paolo Giulierini, direttore del Mann, interventi di Laura Caso (docente Miur, esperta in iconografia e iconologia), Federico Marazzi (professore di archeologia classica e medievale all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli) e Vittoria Minniti (bibliotecaria e archivista).

libro_Journal of Mosaic Research_Issue 14_copertina

Copertina del volume 14 della rivista “Journal of mosaic research”

Il JMR (Journal of Mosaic Research) è una rivista internazionale sui mosaici, pubblicata annualmente dal Centro di ricerca sul mosaico dell’università di Uludağ. Lo scopo di questa rivista è quello di fungere da forum per studi scientifici con analisi critica, interpretazione e sintesi sui mosaici e argomenti correlati. La sezione principale della rivista è riservata ai mosaici della Turchia e a quei mosaici che hanno relazioni con i mosaici della Turchia. Inoltre, la rivista accoglie anche ricerche sui mosaici, che portino nuovi contributi e comunque in generale che siano originali. Inoltre, insieme agli articoli sui mosaici, la rivista include anche presentazioni di libri e notizie sui mosaici. Nel volume 14, che viene presentato al Mann, c’è proprio un articolo su un mosaico conservato al museo di Napoli. Lo ha scritto Nava Sevìlla-Sadeh e si intitola “Eros dionisiaco o Dioniso erotico? Fonti e significati dell’ibridazione nel Mosaico di Bacco al Museo di Napoli”. Lo splendido mosaico esposto al museo Archeologico nazionale di Napoli presenta due enigmatiche immagini ibride: un felino composto da una tigre e un leone, e una figura che unisce le caratteristiche di Dioniso ed Eros. Questo studio cerca di decifrare l’ibridazione di questi due potenti dei del mondo romano, Dioniso ed Eros, come presentato nel mosaico del museo di Napoli. L’ipotesi principale è che due caratteristiche colleghino queste due divinità: la follia e l’illusione di fondersi con il Divino. L’ibridazione dei due dei sembrerebbe rafforzare il significato di entrambi e del loro ruolo di dei della trascendenza, come rivelato attraverso un esame delle fonti letterarie e filosofiche classiche.

Torino. Al museo Egizio conferenza dell’egittologo Tommaso Montonati su “Il sito archeologico di Qau el-Kebir”. Incontro in presenza e on line

Giovedì 30 giugno 2022, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze del ciclo “Museo e Ricerca. Scavi, Archivi, Reperti”. Tommaso Montonati, egittologo archivista del museo Egizio, ci guida alla scoperta dei viaggi e del sito archeologico di Qau el-Kebir. Introduce Beppe Moiso, curatore e responsabile dell’Archivio Storico del museo Egizio. Ingresso libero fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. La necropoli rupestre di Qau el-Kebir, nel X nomo (provincia) dell’Alto Egitto, è un’area indissolubilmente legata al museo Egizio di Torino. Fu infatti esplorata dal Museo nel 1905 e nel 1906, sotto la direzione di Ernesto Schiaparelli. Dagli scavi sono emerse imponenti tombe nobiliari appartenenti ai governatori della provincia. Oltre agli eccezionali reperti integri furono rinvenuti, e portati a Torino, anche migliaia di frammenti, di statue, pareti e soffitti decorati, rivelando soltanto in minima parte lo splendore che un tempo doveva essere presente all’interno delle tombe, insieme alla sfarzosità delle élites provinciali.  

Roma. Nel tempio di Venere e Roma, cuore della Roma antica, al via “Quo vadis?”, rassegna cinematografica del parco archeologico del Colosseo. Dieci giorni per 10 grandi film sulla classicità romana da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti

roma_tempio-venere-e-roma_rassegna-quo-vadis_locandina

Locandina della rassegna cinematografica “Quo vadis?” promossa dal parco archeologico del Colosseo al Tempio di Venere e Roma

Dieci giorni di grandi film sulla “classicità romana” nel cuore di Roma antica. Dal 1° al 10 luglio 2022 il parco archeologico del Colosseo ospita nella terrazza del Tempio di Venere e Roma la rassegna cinematografica “QUO VADIS?”. Al cinema nel cuore di Roma. Il fascino dell’antico in 10 grandi film, promossa da CSC – Cineteca Nazionale e parco archeologico del Colosseo. Un viaggio nel tempo, ospiti di un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, per raccontare attraverso dieci film di ogni genere ed epoca – introdotti ogni sera da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti – come il cinema si è confrontato con la classicità romana, in un rapporto fatto di volta in volta di fedeltà e tradimento, attenzione filologica e libera ispirazione, serietà e disimpegno. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Ingresso dalla piazza del Colosseo a partire dalle 20.30. I film saranno introdotti da esperti di storia antica, scrittori, critici e giornalisti a partire dalle 21; le proiezioni inizieranno alle 21.30. Nel PArCo è consigliato l’uso della mascherina. I biglietti verranno messi in prenotazione progressivamente. PRENOTA QUI: 1° luglio, 2 luglio, 3 luglio, 4 luglio, 5 luglio, 6 luglio, 7 luglio, 8 luglio, 9 luglio, 10 luglio.

film_Ave-Cesare_hail-caesar_locandina

Locandina del film “Ave, Cesare / Hail, Caesar” di Joel e Ethan Coen, che apre la rassegna “Quo vadis?”

IL PROGRAMMA (tutti i film sono in versione originale con sottotitoli italiani; i film italiani in versione originale avranno sottotitoli in inglese): venerdì 1° luglio, “Ave, Cesare! (Hail, Caesar!)” di Joel & Ethan Coen (2016, 106’), introducono: Piera Detassis e Walter Veltroni; sabato 2 luglio, “Cleopatra” di Joseph L. Mankiewicz (1963, 243’), introducono: Valeria Arnaldi e Marisa Ranieri Panetta; domenica 3 luglio, “Il primo re” di Matteo Rovere (2019, 119’), incontro con Matteo Rovere e Alessandro Borghi, modera Ilaria Ravarino; lunedì 4 luglio, “Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum)” di Richard Lester (1966, 99’), introduce: Emanuela Martini; martedì 5 luglio, “Fellini Satyricon” di Federico Fellini (1969, 127’), introducono: Steve Della Casa e Marisa Ranieri Panetta; mercoledì 6 luglio, “Asterix e il segreto della pozione magica (Astérix: Le Secret de la Potion Magique)” di A. Astier, L. Clichy (2018, 85’), introducono: Oscar Cosulich e Andrea Schiappelli; giovedì 7 luglio, “Scipione detto anche l’Africano” di Luigi Magni (1970, 94’), introduce: Alberto Crespi; venerdì 8 luglio, “Spartacus” di Stanley Kubrick (1960, 198’), introducono: Giovanni Brizzi e Paolo Di Paolo; sabato 9 luglio, “Totò e Cleopatra” di Fernando Cerchio (1963, 100’), introduce: Emiliano Morreale; domenica 10 luglio, “Quo vadis?” di Enrico Guazzoni (1913, 119’). Accompagnamento musicale dal vivo del Maestro Michele Sganga, introducono: Jerzy Miziołek e Jay Weissberg.

Cultura, dal 24 giugno cambio indirizzo e-mail di MiC e Istituti. Indirizzi @beniculturali.it saranno attivi fino a 15 gennaio 2023

roma_ministero-cultura_cambio-mail_locandinaAttenzione. Dal 24 giugno 2022 gli indirizzi e-mail funzionali e quelli personali dei dipendenti del ministero della Cultura e di tutti gli Istituti a lui afferenti hanno iniziato a utilizzare le nuove caselle di posta elettronica ordinaria con il dominio @cultura.gov.it, in sostituzione del precedente @beniculturali.it. Fino alla data del 15 gennaio 2023 sarà possibile ancora inviare le e-mail indirizzate all’account con dominio @beniculturali.it ed il mittente riceverà una risposta automatica contenente l’invito ad utilizzare, per i successivi invii, la nuova mail con dominio @cultura.gov.it nonché l’indicazione della definitiva cessazione.

Vetulonia. Dal 1° luglio al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” la mostra-evento “A tempo di danza. In Armonia, Grazia e Bellezza” con la Danzatrice dalla Villa dei Papiri di Ercolano, gemme della Collezione Farnese, la Venere Italica di Canova e le foto di Luigi Spina

Siete pronti a farvi incantare dalle meraviglie del museo Archeologico nazionale di Napoli e dell’Accademia di Belle Arti di Carrara? A incantarvi davanti alla più bella delle cinque danzatrici restituite dalla Villa dei Papiri di Ercolano ed alla Venere accosciata della collezione Farnese conservata ed esposta al Mann? La notizia è rimasta “coperta” fino all’ultimo. Solo un paio di videoclip sul sito del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia faceva capire che qualcosa di importante era nell’aria. E ora lo sappiamo. È la mostra-evento 2022, frutto della vulcanica direttrice del Muvet, Simona Rafanelli.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_locandina

Dal 1° luglio al 6 novembre 2022 il museo civico Archeologico di Vetulonia (Comune di Castiglione della Pescaia) aprirà le sue porte alla mostra dell’estate 2022 “A tempo di danza. In Armonia Grazia e Bellezza” (dal martedì alla domenica: 10-14 e 15-19). Un percorso espositivo con una straordinaria selezione di capolavori di fama mondiale concessi in prestito dal principale museo archeologico d’Italia, il Mann di Napoli, e dalla celeberrima Accademia delle Belle Arti di Carrara. Il tema dell’esposizione è rappresentato dalla danza e in particolare dalla declinazione al femminile di questa straordinaria arte performativa. Quindi si possono ammirare espressioni dell’arte plastica romana in bronzo e in marmo, testimoniate dalle domus vesuviane o confluite nella Collezione Farnese, fino ai capolavori cui il genio di Antonio Canova, debitore al mondo antico dell’eterno rapimento nell’estasi della Bellezza tradotta magistralmente nei fluidi movimenti del corpo delle sue eteree ballerine, ha saputo dar forma nel sommo delicato equilibrio fra Nuova Classicità e Romanticismo.

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_comitato-organizzatore_toto-comune-castiglione

La presentazione ufficiale della mostra “A tempo di danza” al museo civico Archeologico di Vetulonia (foto muvet)

Dalle cinque danzatrici restituite dalla Villa dei Papiri di Ercolano ed alla Venere accosciata della Collezione Farnese, due vertici assoluti della scultura in bronzo e in marmo conservata ed esposta al museo Archeologico nazionale di Napoli, cui fanno da magico contrappunto, fra antico e moderno, due capolavori canoviani in gesso, la danzatrice con il dorso delle mani poggiato sui fianchi e la Venere Italica, entrambe custodite nell’Accademia delle Belle Arti di Carrara. Un percorso intrecciato fra Danza e Bellezza, arricchito da una selezione di affreschi a tema provenienti dall’area vesuviana e da una scelta di gemme della Collezione Farnese, concessi in prestito anch’essi dal Mann.

napoli_luigi-spina_foto-luca-sorbo

Il fotografo Luigi Spina nel suo atelier fotografato da luca sorbo

Una delle note di maggior fascino della mostra e poi la sorprendente presenza di una “mostra nella mostra”, quella di undici foto-quadro di Luigi Spina, il più grande fotografo di antichità del momento. Distribuite nelle due sale, esse conferiscono agli ambienti la raffinata sembianza di una pinacoteca, ad un tempo antica e contemporanea.

Torino. Al museo Egizio per “Incontro con gli autori”, in presenza e on line, presentazione del libro “Cleopatra” di Livia Capponi. Introduce il direttore Greco

torino_egizio_conferenza-libro-cleopatra_livia-capponi_locandinaUn nuovo appuntamento del ciclo “incontri con gli autori” al museo Egizio di Torino. La prof.ssa Livia Capponi ci guiderà alla scoperta della figura di Cleopatra presentando il suo libro “Cleopatra” (Editori Laterza) martedì 28 giugno 2022, alle 18, nella Sala Conferenze del museo Egizio, ingresso libero fino ad esaurimento posti. Introduce Christian Greco, direttore del museo Egizio. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

libro_cleopatra_copertina

La copertina del libro “Cleopatra” di Livia Capponi

Cleopatra. Avida, sanguinaria, assetata di potere, ma insieme intelligentissima, seducente e colta. Chi era davvero Cleopatra? L’incontro restituirà la verità storica alla straordinaria figura dell’ultima e più famosa regina della dinastia tolemaica. La vita di Cleopatra ci parla dei rapporti tra Roma e l’Egitto; ci porta a ripercorrere le storie d’amore e di politica intrecciate con Giulio Cesare e con Antonio. Rappresenta, infine, un punto di vista privilegiato per ripercorrere i principali eventi accaduti nel I secolo a.C. su tutti i paesi affacciati sul Mediterraneo, e in parte dell’Asia. La reputazione di Cleopatra è stata deformata dalla propaganda di Augusto, che ha consegnato alla posterità un’immagine della regina totalmente negativa, preda sessuale e insieme nemica pubblica dell’Italia, nonché principale responsabile della guerra civile che decretò la fine della repubblica. Visione che è stata rilanciata dalla storiografia moderna, di stampo prevalentemente eurocentrico e maschilista, e da teatro e cinema, dove la regina è stata presentata come l’antesignana della vamp o della donna in carriera e senza scrupoli. Cleopatra fu invece soprattutto una consapevole erede dei faraoni, che si impegnò per tutta la vita a trasformare l’Egitto nel fulcro di un nuovo ordine mondiale in una auspicata età dell’oro.

livia-capponi_unipv

Livia Capponi (unipv)

Livia Capponi (Brescia 1975) dopo circa quindici anni di studio e lavoro alle Università di Oxford e Newcastle upon Tyne, è tornata all’università di Pavia come professoressa associata di storia romana. Tra i suoi interessi, l’Egitto greco e romano, la storia degli Ebrei, la papirologia. Ha pubblicato “Il ritorno della Fenice. Intellettuali e potere nell’Egitto romano” (ETS 2017); “Il mistero del Tempio. La rivolta ebraica sotto Traiano” (Salerno 2018); “Cleopatra” (Laterza 2021).