Milano. Presentata a Palazzo Reale “Cleopatra: The Truth”, mostra immersiva che racconta la vera storia di Cleopatra VII, intrecciando ricerca archeologica, tecnologia e narrazione visiva, a CityOval da novembre, ideata e sviluppata da NPG Entertainment con la consulenza scientifica di Zahi Hawass e Kathleen Martinez

“Tu conosci il mio nome. Ma conosci la mia verità? Hanno raccontato la mia storia mille volte, ma mai così. Sono nata nel cuore di un impero. Cresciuta tra dei e traditori. La mia voce era la lingua degli studiosi. I sussurri della corte. Gli ordini di una regina. Ma non ero soltanto una regina. Mi chiamavano seduttrice, strega. Una donna troppo pericolosa per regnare. Sono venuti per il mio trono: Roma, il tradimento, le mutevoli maree del potere. Ho combattuto con le parole, con gli eserciti, con l’amore. Pensavano di poter scrivere la mia fine. Ma non sono mai stata ai loro ordini. Io sono Cleopatra. E questa è la mia verità”. Con queste parole il trailer presentato direttamente dalla regina Cleopatra introduce alla mostra “Cleopatra: The Truth”, una mostra immersiva che racconta la vera storia di Cleopatra VII, intrecciando ricerca archeologica, tecnologia e narrazione visiva per restituire al pubblico il ritratto autentico di una delle figure più affascinanti e influenti della storia, oltre i miti e gli stereotipi che ne hanno plasmato l’immagine nel corso dei secoli.

Manifesto della mostra “Cleopatra: The Truth” (foto NPG / esseci)

La mostra, presentata il 23 giugno 2026, a Palazzo Reale di Milano, aprirà al pubblico dal 12 novembre 2026 al 28 gennaio 2027 al CityOval Milano, spazio dedicato a grandi eventi, mostre ed esperienze immersive, che fa parte del quartiere di CityLife ed è stato interamente riqualificato da Generali. Una cornice ideale per accogliere un progetto che unisce ricerca scientifica, tecnologia e coinvolgimento emotivo. Attraverso un percorso che combina contenuti scientifici, ambientazioni immersive e linguaggi contemporanei, la mostra accompagna i visitatori alla scoperta della donna, della sovrana e della stratega politica che si cela dietro la leggenda. Un viaggio che ripercorre la vita, il regno e l’eredità di Cleopatra, traducendo le più recenti scoperte archeologiche in un racconto dal linguaggio coinvolgente e accessibile a un pubblico ampio e trasversale.

Il fondamento scientifico di Cleopatra: The Truth risiede nelle ricerche e nelle scoperte archeologiche condotte a Taposiris Magna da Zahi Hawass e Kathleen Martinez. Grazie a oltre vent’anni di studi e indagini sul campo, la mostra restituisce al pubblico una lettura aggiornata e documentata della figura di Cleopatra, alla luce delle più recenti evidenze storiche e archeologiche. Ideata e sviluppata da NPG Entertainment, “Cleopatra: The Truth” supera il concetto tradizionale di mostra per trasformarsi in un rituale contemporaneo, in cui la scienza incontra la poesia visiva e la tecnologia diventa uno strumento di conoscenza.

Presentazione della mostra “Cleopatra: The Truth”: da sinistra, Zahi Hawass, Kathleen Martinez, Anderson Tegon (foto graziano tavan)

“Per noi l’immersività non significa osservare immagini proiettate su una parete. Significa attraversare luoghi, seguire indizi, fare scoperte e vivere emozioni da condividere, sentendosi parte della storia”, spiega Anderson Tegon, Fondatore di Pepper’s Ghost e direttore creativo di NPG Entertainment. “Con Cleopatra The Truth abbiamo voluto creare un viaggio da vivere e condividere, non una mostra da guardare. Un’esperienza pensata per bambini, adulti e per quel bambino che continua a vivere in ognuno di noi, dove ogni spazio ci parla e ogni visitatore diventa protagonista del proprio incontro con una delle donne più straordinarie della storia”.  

L’archeologa Kathleen Martinez e l’egittologo Zahi Hawass (foto graziano tavan)

Per garantire accuratezza storica e profondità scientifica, il progetto si avvale dell’esperienza di Zahi Hawass, tra gli egittologi più autorevoli e riconosciuti al mondo, e Kathleen Martinez, archeologa e tra le maggiori studiose contemporanee di Cleopatra. Le loro ricerche e le importanti scoperte archeologiche condotte a Taposiris Magna costituiscono il fondamento narrativo della mostra, consentendo ai visitatori di entrare in contatto con la verità storica e con le più recenti ipotesi scientifiche legate alla figura della regina. “Dopo vent’anni di scavi a Taposiris Magna”, spiega Kathleen Martinez, “l’archeologia ci racconta una storia molto diversa da quella tramandata dai miti. Cleopatra non fu soltanto una seduttrice: fu una stratega politica, una donna di grande cultura e l’ultima sovrana a difendere l’indipendenza dell’Egitto. Cleopatra: The Truth presenta le prove emerse dalla ricerca e offre al pubblico l’opportunità di incontrare, per la prima volta, la vera regina”. “La vita di Cleopatra è stata raccontata da Plutarco e Shakespeare”, ricorda Zahi Hawass, “ma gran parte di ciò che è stato scritto su di lei è frutto di una narrazione romanzata. Per la prima volta, il fascino di questa grande regina sarà svelato attraverso la ricerca della sua tomba. Con questo progetto speriamo di rivelare la vera storia di Cleopatra”.

Frascati (Roma). A Villa Falconieri per iniziativa dell’Accademia Vivarium Novum, presentazione del libro “La qualità della vita nelle città greche e romane” a cura del prof. Luigi Gallo

Mercoledì 24 giugno 2026, alle 16.30, a Villa Falconieri a Frascati (Roma), per iniziativa dell’Accademia Vivarium Novum, presentazione del libro “La qualità della vita nelle città greche e romane” a cura del prof. Luigi Gallo (Edizioni Quasar, 2026). Presenteranno il libro la prof.ssa Sophie Bouffier (Université d’Aix-Marseille) e il prof. Ariel Samuel Lewin (università della Basilicata). Info e prenotazioni: convegni@vivariumnovum.net.

Copertina del libro “La qualità della vita nelle città greche e romane” a cura del prof. Luigi Gallo

La qualità della vita nelle città greche e romane. L’indagine sulla qualità della vita nelle città greche e romane, argomento di un progetto PRIN 2022 a cui hanno lavorato le università di Napoli l’Orientale, di Bari e della Basilicata, coinvolge un’ampia serie di tematiche di storia sociale, economica e istituzionale ma anche di storia della mentalità. Il suo obiettivo è infatti quello di cercare di enucleare, attraverso un’approfondita analisi delle fonti letterarie ed epigrafiche, quale fosse la percezione che si aveva di una serie di problemi che alla vivibilità cittadina erano strettamente legati e che potrebbero considerarsi dei veri e propri indicatori della qualità della vita urbana. Gli Atti, che qui si pubblicano, del convegno che si è svolto all’università di Napoli l’Orientale il 2 e il 3 luglio 2024, nell’ambito del suddetto progetto PRIN, evidenziano con chiarezza la pluralità di problematiche che si intersecano in una ricerca del genere – dalla qualità dell’aria alla sicurezza, dalla cura della persona all’approvvigionamento idrico e alimentare, dall’attenzione per l’infanzia alla salubrità urbana –, e confermano che un’indagine sulla qualità della vita cittadina può essere proficuamente intrapresa anche per il mondo antico.

Roma. Apertura straordinaria e accesso gratuito all’area archeologica di via delle Botteghe Oscure che svela i resti monumentali di un grande complesso sacro di età romana, recentemente restaurati nel programma PNRR Caput Mundi

L’area archeologica di via delle Botteghe Oscure a Roma (foto roma capitale)

Mercoledì 24 giugno 2026, dalle 17.30 alle 19.30 (con ultimo ingresso alle 19), sarà eccezionalmente aperta al pubblico l’area archeologica di via delle Botteghe Oscure (ingresso da via Celsa 3), recentemente interessata da un importante intervento di restauro e valorizzazione curato dalla sovrintendenza Capitolina nell’ambito del programma PNRR Caput Mundi. I visitatori potranno accedere gratuitamente a uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del Campo Marzio antico, accompagnati da guide esperte in un percorso che svela i resti monumentali di un grande complesso sacro di età romana, identificato da alcuni studiosi con il Tempio delle Ninfe e la Porticus Minucia Frumentaria. Un’occasione per scoprire da vicino una testimonianza straordinaria della storia di Roma, riportata alla piena leggibilità grazie ai recenti lavori di restauro che hanno interessato le strutture archeologiche, l’illuminazione artistica e i sistemi di sicurezza del complesso. L’ area archeologica fu messa in luce nel 1938 durante i lavori di ampliamento di via delle Botteghe Oscure. Nell’80 d.C., durante il regno di Tito, un terribile incendio devastò il Campo Marzio centro-meridionale. Domiziano, salito al trono l’anno successivo, restaurò e ricostruì i numerosi edifici sacri e pubblici danneggiati dal fuoco e ne edificò di nuovi. Fu certamente interessato da questi interventi il quadriportico che circondava il grande tempio repubblicano, di cui rimangono solo alcuni tratti dei muri perimetrali sotto gli edifici moderni, mentre nell’area archeologica di via delle Botteghe Oscure sono visibili i resti del colonnato meridionale del tempio, di una fontana e di parte del lastricato della piazza.

Dettaglio del tempio di età flavia nell’area archeologica di via delle Botteghe Oscure a Roma (foto roma capitale)

Il tempio. L’edificio era periptero e ottastilo, cioè circondato su tutti i lati da colonne di cui otto erano allineate sulla fronte, e vi si accedeva tramite una scalinata. Il podio era rivestito di travertino e su di esso sono state rialzate due colonne di peperino, ricoperto di stucco, con capitelli corinzi in travertino. Dietro è visibile il muro della cella in mattoni, attribuibile al restauro domizianeo. All’interno delle cantine moderne, sotto il palazzo di via Celsa 3-5, si conservano invece il muro meridionale e quello orientale della cella. Addossato a quest’ultimo è visibile una sezione del grande basamento in opera laterizia per i simulacri di culto. Anch’esso di età flavia, come la cella, era di forma rettangolare con una sporgenza al centro e doveva essere affiancato da due piccoli ambienti ciechi, probabilmente occupati dalle scale che permettevano di salire sulla sommità del basamento stesso. All’interno della cella vi dovevano essere due file di colonne poste a poca distanza dai muri laterali, come è possibile desumere da un frammento della pianta marmorea severiana, la Forma Urbis, che raffigura una sezione del complesso. Ben conservata è anche una sezione del portico orientale del tempio, di cui sono visibili quattro basi di colonne di età repubblicana e le grandi lastre di travertino che costituiscono il rifacimento domizianeo della pavimentazione.

La grande sala del museo della Forma Urbis nel parco archeologico del Celio (foto roma capitale)

Ipotesi di identificazione dell’area e del tempio. Il frammento già ricordato della Forma Urbis reca l’iscrizione MINI[CIA], che permette di identificare l’area con la Porticus Minucia. Le fonti riportano in realtà l’esistenza di due Porticus Minuciae: la più antica, denominata Vetus, fu costruita da M. Minucio Rufo, console nel 110 a.C., per celebrare il suo trionfo sugli Scordisci; l’altra, detta Frumentaria, fu edificata in epoca imperiale per le distribuzioni gratuite di grano, le frumentationes. L’attribuzione dei resti all’uno o all’altro complesso è ancora oggetto di dibattito, così come l’identificazione dell’edificio sacro, da alcuni ritenuto il tempio delle Ninfe, da altri il tempio dei Lari Permarini.

Pompei. Al via la terza stagione di concerti estivi all’anfiteatro negli scavi: 16 artisti nazionali e internazionali per un totale di 20 concerti. Con una novità: il sito apre di sera anche con visite guidate, appuntamenti e aperitivi tra archeologia e musica

Con il concerto Of Monster and Men, mercoledì 24 giugno 2026, al via a Pompei la terza stagione di concerti estivi all’interno del Parco archeologico. Tra le novità di quest’anno, la possibilità di accedere – nelle date degli appuntamenti musicali – anche a una parte del sito in orario serale. Non solo spettacoli dunque, ma anche percorsi archeologici, degustazioni e visite alle antiche vigne. Aperta tutte le sere anche l’esposizione permanente dedicata all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e ai calchi delle vittime, recentemente inaugurata nella Palestra Grande degli Scavi. Dal 24 giugno al 27 luglio 2026, l’Anfiteatro di Pompei ospita un cartellone di 16 artisti nazionali e internazionali per un totale di 20 concerti, molti dei quali già sold out. Per la rassegna BOP – Beats of Pompeii, giunta alla sua terza edizione, sono in calendario i concerti di Of Monster and Men, BEAT, Riccardo Cocciante, Path Metheny, Opeth, Coez, Vinicio Capossela, Tropico (doppia data), Riccardo Muti, Claudio Baglioni (doppia data), Marcus Miller, Charlie Puth, Marillion (doppia data), Savatage. Fuori rassegna anche il doppio appuntamento con Nino D’Angelo e il concerto “È mio padre – Morricone Dirige Morricone”, dedicato all’eredità di Ennio Morricone, con l’Orchestra Filarmonica del Teatro di Modena diretta dal M° Andrea Morricone e la partecipazione di Marco Morricone, a sostegno della Fondazione Città della Speranza per la raccolta fondi a favore della ricerca pediatrica.

Presentazione della rassegna BOP – Beats of Pompeii 2026, giunta alla terza edizione (foto parco archeologico pompei)

“Se organizziamo concerti e teatro in un sito archeologico, è perché crediamo nella cultura in senso ampio”, sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Le competenze possono essere diverse, dall’archeologia alla musica, ma la cultura è una sola e non conosce barriere. Anche il pubblico non va suddiviso: non esistono pubblici distinti, ma un unico pubblico. Il nostro impegno è rendere la cultura sempre più inclusiva, permettendo a tutti di partecipare nei tempi e nei modi che preferiscono alla vita nel sito archeologico”. “Eventi di questa portata”, dichiara il vice presidente della regione Campania, Mario Casillo, “richiedono una città sempre più accogliente e connessa. Per questo, in occasione della rassegna BOP – Beats of Pompeii e dei grandi appuntamenti previsti nell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, lavoreremo insieme a EAV per prevedere un incremento delle corse bus serali, così da favorire l’arrivo e il rientro degli spettatori e offrire un’ulteriore possibilità di mobilità per il pubblico”. “Credo che Pompei rappresenti oggi più che mai il volto internazionale della Campania. Qui storia, archeologia, musica e cultura contemporanea si incontrano in un’esperienza unica al mondo. Manifestazioni come Beats of Pompeii sono fondamentali per la promozione territoriale della nostra regione: attraggono pubblico internazionale, valorizzano il patrimonio culturale e generano un importante indotto turistico ed economico”, aggiunge l’assessore regionale al Turismo Vincenzo Maraio. “La programmazione estiva del Parco archeologico di Pompei incarna la sinergia ideale tra innovazione, promozione e internazionalizzazione che deve guidare la pianificazione culturale della nostra regione. Attraverso scelte artistiche contemporanee e originali, i luoghi storici si trasformano in spazi accoglienti, capaci anche di intercettare pubblici differenti. La rassegna segue il fil rouge dell’innovazione che non tradisce la storia dei luoghi, della promozione che valorizza il territorio senza dimenticare le comunità locali, dell’internazionalizzazione che dialoga con i grandi talenti locali, mantenendo la qualità assoluta come unico vero filo conduttore dell’intero progetto”, conclude l’assessore regionale alla Cultura, Onofrio Cutaia.

La suggestiva visione dell’anfiteatro dei Pompei al tramonto illuminato dalla rassegna di concerti estivi (foto parco archeologico pompei)

La rassegna è patrocinata dal ministero della Cultura e dal parco archeologico di Pompei, ed è realizzata in collaborazione con la Regione Campania e il Comune di Pompei, con l’organizzazione tecnica di Blackstar Entertainment e Fast Forward e la media partnership di Radio2. Un’operazione culturale e turistica che punta a valorizzare il patrimonio storico e artistico del sito attraverso un approccio innovativo alla fruizione della cultura. BOP si rivolge a un pubblico sempre più ampio di viaggiatori musicali e i numeri confermano il successo del format. Eventi come il doppio appuntamento con i Marillion registrano picchi straordinari: oltre il 60% dei biglietti viene venduto all’estero, con punte che raggiungono il 70% in alcune date. Un flusso di spettatori internazionali che genera un importante indotto turistico per l’intera regione. “Dopo i grandi successi delle precedenti edizioni, con artisti del calibro di Nick Cave, Jean-Michel Jarre, Dream Theater, Ben Harper, John Legend, Ludovico Einaudi, Stefano Bollani e altri, BOP consolida la sua reputazione di festival “cross-genere” d’eccellenza “, dice il direttore artistico della rassegna Giuseppe Gomez, “capace di ospitare, nello stesso cartellone, icone del progressive, del metal, del jazz, del folk, leggende della musica italiana e protagonisti della classica contemporanea, unendo l’appeal di grandi nomi a uno dei contesti più iconici al mondo e offrendo un’esperienza di intrattenimento di alto livello”. “Radio2 è orgogliosa di affiancare questa rassegna unica al mondo, capace di far dialogare la grande musica contemporanea con la storia e l’archeologia”, dichiara il direttore di Rai Radio2, Giovanni Alibrandi, “un programma che attraversa stili, linguaggi e generazioni musicali, rispecchiando perfettamente il percorso editoriale di Radio2. Questa rete crede fermamente che la musica abbia la forza di creare comunità, abbattere distanze e generare dialogo tra culture e linguaggi differenti”. Beats of Pompeii è anche il riflesso del fermento culturale che sta vivendo Napoli e la Campania, sempre più protagoniste sulla scena internazionale. La rassegna rappresenta un’occasione per promuovere il territorio, incentivando il turismo stanziale e sostenendo l’economia locale, confermando il ruolo della regione come destinazione d’eccellenza per chi cerca un’esperienza di viaggio che unisce bellezza, storia e cultura contemporanea.

Durante le serate dei concerti si potrà accedere alla Palestra Grande degli Scavi, di fronte all’Anfiteatro, e visitare il nuovo allestimento dei calchi. L’accesso per gli spettatori dei concerti è gratuito, mentre gli altri visitatori potranno munirsi di biglietto di ingresso al Parco di 5 euro (acquistabile su vivaticket.it o presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro; gratuità e riduzioni come da normativa). Chi lo desidera, potrà richiedere una visita guidata dedicata a cura di archeologi e storici dell’antichità del gruppo Le Nuvole. Prenotazione su https://www.pompeiichildrensmuseum.it/prodotto/mostra-calchi-notturna

La Casa del Triclinio all’aperto a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Sarà anche possibile scoprire la storia degli antichi vigneti di Pompei e degustare vino in un’esperienza sensoriale che intreccia storia, archeologia e tradizione vitivinicola. Nel vigneto della Casa del triclinio all’aperto, alle spalle della Palestra Grande e dell’Anfiteatro, il partner del Parco per la gestione e la valorizzazione dei vigneti, Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio, accompagnerà i visitatori in un racconto dedicato alla produzione del vino nella città antica, mettendola a confronto con le metodologie contemporanee. Per info e prenotazioni: progettopompei@feudi.it.

Nelle serate dei concerti, il giardino della Palestra Grande, l’antico “campus” di fronte all’Anfiteatro, si trasforma in un luogo di incontro per visitatori e ospiti, con la possibilità di godersi un aperitivo con prodotti locali, a cura di Chora, il ristorante degli scavi. Per chi, invece, desidera vivere l’esperienza di una cena o di un aperitivo nel cuore della città antica, con vista dalla suggestiva terrazza panoramica del ristorante di Casina dell’Aquila, edificio di fine Settecento situato all’interno del sito, sarà possibile in alcune serate prenotare scrivendo a: info@chorapompei.com. Ad accogliere i visitatori nella Palestra anche i ragazzi della Fattoria sociale e culturale di Pompei “Parvula Domus”, impegnati quotidianamente nell’attività di valorizzazione delle aree verdi del Parco a partire dalla loro Unicità e Talenti, nell’ambito di progetti di inclusione che li coinvolge anche in iniziative dirette con i visitatori. Per gli spettatori dei concerti è inoltre previsto, al termine degli eventi, un servizio navetta a cura della Regione Campania per agevolare il rientro verso la città di Napoli. Il servizio è su prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili. Tutte le info sugli orari di accesso e le diverse attività delle serate su www.pompeiisites.org

Ai parchi archeologici di Paestum e Velia e all’agenzia pubblicitaria Postilla il premio Agorà per la campagna integrata “Aeternum – il biglietto valido per tutta la vita”. L’intervento del direttore Tiziana D’Angelo

Tiziana D’Angelo (al centro), direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, a Venezia con il premio Agorà Italia (foto pa-paeve)

I parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) e l’agenzia pubblicitaria Postilla hanno conseguito due Ori alla 39ma edizione del Premio Agorà Italia con la campagna integrata “Aeternum – il biglietto valido per tutta la vita” (vedi Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale l’evento speciale “Aeternum”, una riflessione sul tempo, sulla memoria e sul legame profondo che unisce le persone ai luoghi della storia | archeologiavocidalpassato). Il Premio Agorà, promosso dal Club Dirigenti Marketing, rappresenta da quasi quarant’anni uno dei più autorevoli riconoscimenti nel panorama della pubblicità e della comunicazione in Italia. In giuria organismi nazionali, tra cui l’ADCI (Art Directors Club Italiano), UNA (Aziende della Comunicazione Unite) e la SIMA (Società Italiana Marketing), esperti dunque che hanno assegnato alla campagna Aeternum l’Oro nazionale nella categoria Crossmediale e l’Oro assoluto nelle selezioni regionali. Il direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo ha preso parte alla cerimonia di premiazione, insieme all’agenzia Postilla, svoltasi il 19 giugno 2026 a Venezia, nella prestigiosa cornice di piazza San Marco nella sede di The Home of The Human Safety Net. Ed è proprio Tiziana d’Angelo a raccontare in un video questa esperienza e l’importanza di questo riconoscimento.

“Oggi non siamo a Paestum, siamo a Venezia”, spiega Tiziana D’Angelo. “Alle mie spalle non ci sono i nostri maestosi templi dorici, ma la meravigliosa basilica di San Marco. Ma in realtà è sempre Paestum ad averci portato qui. Oggi infatti abbiamo ricevuto ben due Ori alla 39ma edizione del premio Agorà, uno tra i principali riconoscimenti nazionali dedicati alla pubblicità e alla comunicazione. Ad essere premiata è stata l’iniziativa Aeternum, il biglietto che dà accesso a vita ai parchi archeologici di Paestum e Velia, una campagna che abbiamo realizzato in collaborazione con l’agenzia Postilla e che abbiamo lanciato pochi mesi fa, il 13 febbraio di quest’anno, con il sostegno della direzione generale Musei. Ma Aeternum è molto più di un biglietto. Aeternum è un legame speciale che ciascuno di noi può costruire con il nostro patrimonio. Per dirla con Tucidide “la storia può davvero essere un possesso per sempre”. Il valore della campagna che riprende questo messaggio immortale lo trasforma in eredità per il nostro territorio è stata riconosciuta dalla comunità dei professionisti italiani della comunicazione. Infatti è la prima volta in Italia che un’istituzione culturale statale realizza un’iniziativa di questo genere. Finora sono stati emessi solo 100 biglietti venduti in pochissimi giorni ma forse non saranno gli ultimi (vedi Tutti venduti i 100 esemplari emessi dai Parchi archeologici di Paestum e Velia del biglietto Aeternum, il primo “pass” che vale tutta la vita promosso da un’istituzione culturale statale. Il direttore Tiziana D’Angelo: “È la mia dichiarazione d’amore verso questi luoghi” | archeologiavocidalpassato)”.

Verona. Al museo degli Affreschi ultimo incontro delle conferenze 2025-2026 su “Lo scavo della chiesa di San Martino in Aquaro” con Cristina Lonardi (Musei Civici di Verona), Fabio Saggioro ed Elisa Lerco (università di Verona) e Filippo Bricolo (Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova) sui i risultati delle più recenti campagne e le prospettive future di ricerca e valorizzazione, in un dialogo tra archeologia, storia dell’architettura e valorizzazione del patrimonio

L’area archeologica di San Martino in Aquaro nel cortile del museo di Castelvecchio a Verona (foto i-muv)

Martedì 23 giugno 2026, alle 17, nella Sala Galtarossa del museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle” a Verona, ultimo appuntamento della stagione 2025-2026 con le conferenze dei Musei Civici di Verona. Tema dell’incontro “Lo scavo della chiesa di San Martino in Aquaro”, che nel mese di maggio 2026 ha visto l’avvio di una nuova campagna di scavi grazie al rinnovo della convenzione tra i Musei Civici di Verona e l’università di Verona – dipartimento Culture e Civiltà. Intervengono Cristina Lonardi dei Musei Civici di Verona, Fabio Saggioro ed Elisa Lerco dell’università degli Studi di Verona e Filippo Bricolo del Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova. La conferenza presenta i nuovi risultati delle campagne di scavo condotte dall’università di Verona, in collaborazione con i Musei Civici, nel cortile del museo di Castelvecchio a Verona, alla ricerca della chiesa di San Martino in Aquaro. Le indagini, coordinate da Fabio Saggioro dell’università di Verona e da Luca Fabbri dei Musei Civici nell’ambito di un progetto triennale – prorogato nel 2026 per un ulteriore biennio – hanno portato alla luce una complessa sequenza stratigrafica che getta nuova luce sulla storia di quest’area della città. Durante l’incontro i funzionari dei Musei Civici, i ricercatori dell’università di Verona impegnati sul cantiere e l’architetto Filippo Bricolo del Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano illustrano i risultati delle più recenti campagne e le prospettive future di ricerca e valorizzazione, in un dialogo tra archeologia, storia dell’architettura e valorizzazione del patrimonio. Ingresso libero.

Napoli. A Palazzo Reale l’incontro “Restauro e riqualificazione dell’Antica Dogana di Avellino” con Giovanni Multari e Anna Onesti, primo del ciclo “Architettura nel costruito” a cura di Paola Ricciardi e Brunella Como

Il 23 giugno 2026 parte il ciclo di incontri della soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli dedicato al dialogo tra progetto contemporaneo e patrimonio storico. La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli inaugura il ciclo di incontri “Architettura nel costruito”, un percorso di approfondimento dedicato al rapporto tra progetto contemporaneo e preesistenze storiche, attraverso l’analisi di esperienze e casi studio significativi nel campo dell’architettura, del restauro e della riqualificazione del patrimonio costruito. Curata dalla soprintendente Paola Ricciardi e da Brunella Como, funzionario responsabile del Patrimonio architettonico della Soprintendenza, l’iniziativa intende offrire uno spazio di confronto sulle modalità con cui l’architettura contemporanea si confronta con il costruito storico, interpretandone valori, stratificazioni e identità. Gli incontri analizzeranno interventi che operano a diverse scale – urbana, architettonica e tecnologica – evidenziando il ruolo del progetto nella costruzione di nuove relazioni tra memoria e contemporaneità.

Il primo appuntamento si tiene il 23 giugno 2026, alle 17, nella Sala Carbonara di Palazzo Reale di Napoli e vede protagonista il progetto di restauro e riqualificazione dell’Antica Dogana di Avellino, recentemente concluso. L’intervento rappresenta un caso emblematico di dialogo tra antico e nuovo: all’interno dell’involucro seicentesco sopravvissuto al devastante incendio del 1992, una nuova architettura ridefinisce gli spazi e restituisce il monumento alla città, creando luoghi di incontro, nuove prospettive e rinnovate possibilità di fruizione pubblica. Dopo i saluti istituzionali della soprintendente Paola Ricciardi e del presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Napoli, Lorenzo Capobianco, l’incontro sarà moderato da Brunella Como. Sono previsti gli interventi di Giovanni Multari, architetto progettista dello studio Corvino+Multari e della soprintendente ABAP per le province di Salerno e Avellino Anna Onesti. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Napoli.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Quando il legno parla: nuove rivelazioni dalla porta di Kha e Merit” con Cédric Gobeil e Federico Taverni, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

La celebre porta della tomba di Kha e Merit e i reperti lignei del loro corredo funerario sono ancora in grado di rivelare dettagli, informazioni, molto importanti per gli egittologi. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 23 giugno 2026, alle 18, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “Quando il legno parla: nuove rivelazioni dalla porta di Kha e Merit” con Cédric Gobeil e Federico Taverni. La conferenza è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/quando-il-legno-parla-nuove…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.

Sarsina (FC). Con un’apertura straordinaria, “Nuova luce al museo”, riapre al pubblico in una veste completamente rinnovata il museo Archeologico nazionale, alla fine di una serie di interventi che hanno interessato sia la struttura che l’allestimento

L’attesa è finita. “Nuova luce al museo”: il 23 giugno 2026, con un’apertura straordinaria dalle 14 alle 18, riapre al pubblico e svela sua veste completamente rinnovata il museo Archeologico nazionale di Sarsina, in via Cesio Sabino 38 a Sarsina (FC): i nuovi interventi hanno interessato sia la struttura che l’allestimento, migliorata la vulnerabilità sismica e inseriti nuovi percorsi accessibili. Il museo era stato chiuso al pubblico il 2 settembre 2024 per interventi strutturali di consolidamento e di riduzione della vulnerabilità sismica per un periodo di circa dieci mesi. “Si tratta di lavori complessi ma fondamentali per la sicurezza e l’incolumità sia dei lavoratori che dei visitatori del museo Archeologico nazionale di Sarsina – si diceva all’epoca – la cui durata prevista è di circa dieci mesi”. Ora finalmente Il museo di Sarsina riapre le porte per continuare a raccontare la storia dell’antica Sassina: una bellezza che rivive in un luogo completamente rinnovato.

San Casciano dei Bagni (Si). Nel primo giorno della campagna di scavo 2026 e a 100 dall’avvio dei nuovi corsi di laurea dell’università per Stranieri di Siena, visita guidata al Santuario Ritrovato con il prof. Jacopo Tabolli aperta a tutti

Il 22 giugno 2026, a 100 giorni dall’avvio dei nuovi corsi di laurea dell’università per Stranieri di Siena, e in occasione dell’avvio della campagna di scavo 2026, il Santuario Ritrovato a San Casciano dei Bagni (Si), alle 19, apre le sue porte al pubblico con una visita guidata nel primo giorno della campagna di scavo 2026. il prof. Jacopo Tabolli accompagnerà i partecipanti in una visita guidata del santuario etrusco-romano del Bagno Grande, ripercorrendo la storia del sito, le principali scoperte degli ultimi anni e gli obiettivi dei prossimi tre mesi di attività sul campo. La serata sarà appunto anche l’occasione per presentare i nuovi corsi di laurea “Patrimoni culturali: Archeologia e Storia dell’Arte del Mondo” e “Archeologie e storie dell’arte”, che uniscono formazione teorica ed esperienze sul campo, dagli scavi archeologici ai musei e ai luoghi della cultura, in una prospettiva internazionale attenta alle sfide contemporanee della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. L’Opening Day è dunque l’occasione per conoscere da vicino il progetto di ricerca e per dare il via a una campagna che, per tredici settimane, vedrà lavorare a San Casciano dei Bagni archeologhe e archeologi provenienti da università italiane e internazionali. Una serata aperta a tutta la cittadinanza e, in particolare, alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie interessati a conoscere più da vicino le opportunità formative offerte dall’università per Stranieri di Siena e il progetto di ricerca del Santuario Ritrovato. Ingresso libero.