Roma. Al teatro di Palazzo Altemps il concerto “Souvenir …di una Notte Trasfigurata” del Sestetto Sincronia a cura della Fondazione SINCRONÌA Musica Arte Bellezza, secondo appuntamento del ciclo “Il Museo in scena”

Per il ciclo “Il Museo in scena” promosso da museo nazionale Romano, venerdì 16 ottobre 2026, alle 19, nel teatro di Palazzo Altemps, aperto straordinariamente dalle 19 alle 22.30, con biglietto speciale a 5 euro, il secondo appuntamento a cura della Fondazione SINCRONÌA Musica Arte Bellezza il concerto “Souvenir …di una Notte Trasfigurata” con il Sestetto Sincronìa (Hans Liviabella – Barbara Agostinelli, violini; Leonardo Li Vecchi – Matteo Mizera, viole; Danilo Squitieri – Enrico Graziani, violoncelli): musiche di Arnold Schönberg (1874-1951): Verklärte Nacht op. 4 sestetto per archi sulla poesia di Richard Dehmel (30’); di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893): Souvenir de Florence in re minore op. 70, Allegro con spirito, Adagio cantabile e con moto, Allegretto moderato, Allegro vivace (35’), Con la rassegna realizzata con Luisa Sello, presidente e direttrice artistica dell’associazione Amici della Musica di Udine ETS, nell’ambito del progetto ARTI PARALLELE Mostly Mozart, il museo nazionale Romano mira ad avvicinare i visitatori alla musica classica, invitandoli a scoprire il legame con le altre arti.
Roma. A Palazzo Massimo (museo nazionale Romano), e on line, presentazione del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi (Edizioni Quasar) che raccoglie gli atti del convegno internazionale del 2023

Venerdì 16 ottobre 2026, alle 16, in presenza nella sala convegni di Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) e on line con diretta streaming sul canale YouTube del museo nazionale Romano al link https://www.youtube.com/@MuseoNazionaleRomano, presentazione del libro “Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee” a cura di Francesco M. Cifarelli, Alessandro D’Alessio, Sandra Gatti, Domenico Palombi (Edizioni Quasar) che raccoglie gli atti del convegno internazionale del 2023, dedicato al ruolo del Lazio antico nella formazione di uno specifico linguaggio culturale latino nel contesto dell’Ellenismo italico. I contributi mettono in luce la vitalità dei centri latini, la loro autonomia rispetto a Roma e il ruolo del Lazio nella diffusione di forme e modelli culturali tra Italia e Mediterraneo. Introduce e modera Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Presentano il libro Jacopo Bonetto (università di Padova), Elena Calandra (università di Pavia), Mauro Menichetti (università di Salerno). Saranno presenti i curatori e l’editore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Ellenismo: il Lazio in Italia e nel Mediterraneo. Forme, processi e idee: atti del Convegno internazionale a Roma, 25-27 ottobre 2023. Nel nuovo scenario politico, economico e culturale che segue la fine dell’autonomia del nomen Latinum, la partecipazione del Lazio alla “romanizzazione” della Penisola e alla conquista del Mediterraneo si accompagna a un profondo rinnovamento della cultura e dell’identità delle sue antiche città. Il Convegno tenutosi nel 2023, che si è avvalso del contributo di numerosi studiosi italiani e stranieri, si è proposto di chiarire quale sia stato il ruolo del Lazio antico nella formazione di uno specifico linguaggio culturale “latino” nel contesto dell’Ellenismo italico. La tematica è stata, finora, affrontata dal punto di vista di Roma, per la sua ovvia ed indiscussa egemonia e centralità, ma gli studi e le ricerche hanno da tempo dimostrato la spiccata vitalità dei centri latini durante il periodo ellenistico, con elementi di autonomia – e a volte, anche di precocità – rispetto alla stessa Roma, vitalità che, rapidamente, trasforma il Lazio in uno straordinario laboratorio di forme e modelli di grande originalità, destinati a connotare la costruzione dell’Italia romana come una vera e propria “latinizzazione” della Penisola e, di riflesso, delle regioni occidentali del Mediterraneo. Nel complesso, i temi e i materiali qui indagati e discussi offrono un aggiornato quadro documentario e interpretativo e contribuiscono a ricostruire un quadro qualitativo e quantitativo molto articolato delle manifestazioni culturali del Lazio, tra la fine del IV e il I sec. a.C., tanto nella prospettiva storica che in quella geografica.
Ischia (Na). Al il museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto di Lacco Ameno la mostra “Da Pithekoussai a Parthenope: storia e mito” con il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, custodito al Mann e proveniente dal complesso di rilievi marmorei rinvenuti nel 1757 presso la sorgente di Nitrodi

La cultura come strumento per ricomporre i fili della storia, rafforzare la conoscenza del territorio e costruire un rapporto più stretto tra i luoghi della ricerca, della tutela e della valorizzazione del patrimonio. È questo il significato dell’iniziativa che vede protagonista il museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto di Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na) dove con la mostra “Da Pithekoussai a Parthenope: storia e mito” dal 16 ottobre al 30 novembre 2026 sarà esposto il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, custodito al museo Archeologico nazionale di Napoli e proveniente dal complesso di rilievi marmorei rinvenuti nel 1757 presso la sorgente di Nitrodi, a Barano d’Ischia. L’inaugurazione venerdì 16 ottobre 2026, alle 11, al museo Archeologico di Pithecusae, alla presenza di Francesco Sirano, direttore del museo Archeologico di Napoli e di Maria Luisa Tardugno, funzionario archeologo per il territorio di Pozzuoli, Quarto, Procida e Isola di Ischia e direttrice del museo Archeologico di Pithecusae e delle autorità civili. Modera Mariangela Catuogno. L’esposizione si inserisce nel solco della collaborazione già sviluppata tra il museo Archeologico nazionale di Napoli, il museo Archeologico di Pithecusae e la soprintendenza SABAP-NA-Met, che nei mesi scorsi ha trovato una significativa espressione nella mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, inaugurata il 3 aprile e conclusasi il 21 settembre al Mann. La mostra ha rappresentato un importante momento di valorizzazione della storia e dell’identità di Napoli attraverso il mito della Sirena Parthenope, proponendo circa 250 opere, dall’VIII secolo a.C. alla contemporaneità, e mettendo in relazione reperti archeologici, testimonianze artistiche e manufatti emersi anche dai più recenti scavi connessi alla realizzazione delle linee 1 e 6 della Metropolitana di Napoli.

In quel percorso il museo Archeologico di Pithecusae ha contribuito con due reperti di particolare rilevanza: il Cratere del Naufragio e il Cratere di Ino, testimonianze capaci di restituire la centralità del mare nell’immaginario del mondo greco coloniale e di offrire nuovi elementi alla lettura dell’iconografia legata alla figura della Sirena. Ora il percorso prosegue in direzione opposta e simbolicamente riporta sull’isola un’opera che appartiene alla sua storia. Il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, datato al II secolo d.C., raffigura Apollo, con il plettro nella mano destra e la lira appoggiata su un tripode, affiancato dalle tre Ninfe. La figura centrale regge una conchiglia, mentre le due laterali poggiano il braccio su un’idria rovesciata collocata su un pilastrino. L’iscrizione incisa sul rilievo – T. Turrianus Dionusius Numphis donum dedit – ne chiarisce la natura di ex voto, confermando il rapporto tra il manufatto, il culto delle divinità e la funzione terapeutica attribuita alle acque di Nitrodi. I rilievi rinvenuti presso la sorgente attestano infatti la persistenza del culto delle Ninfe e di Apollo e rappresentano una testimonianza particolarmente significativa della cura per aquas in epoca romana, offrendo uno spaccato prezioso della cultura legata alle acque termali nell’antica Ischia.
Velia (Sa). Al parco archeologico la Festa della Melagrana dedicata ai suoi sapori, ai suoi significati e al legame con la biodiversità del Cilento

Un frutto dai mille chicchi, simbolo di abbondanza, condivisione e fertilità, diventa protagonista di una giornata di festa nel cuore dell’antica Velia. Il 16 ottobre 2026, il parco archeologico di Velia celebra una giornata di valorizzazione della melagrana, frutto che appartiene alla storia e alla cultura del Mediterraneo, con un appuntamento dedicato ai suoi sapori, ai suoi significati e al legame con la biodiversità del Cilento. Il programma della Festa della Melagrana apre alle 10 con l’introduzione sulla giornata di valorizzazione della melagrana “Il melograno a Velia, flora antica di Elea e biodiversità cilentana”; alle 10.30, passeggiata esperienziale “L’amore delle tre melagrane” in collaborazione con le scuole del territorio; alle 11.45, banchetto dell’abbondanza e degustazione con consegna ai ragazzi del kit di semina del melograno; alle 12.30, consegna degli attestati ai ragazzi delle scuole “Custodi della biodiversità e della memoria di Velia”. Iniziativa adatta a tutti, inclusa nel biglietto di ingresso ai parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale penultimo appuntamento con “MANNight, straordinarie aperture. Quando il futuro incontra il passato”. Ecco il programma

Due giovedì ancora per vivere la magia delle straordinarie aperture MANNight: il 15 e il 22 ottobre 2026, dalle 19 sino alle 23.30 (ingresso 10 euro), saranno ancora una volta i visitatori a far risplendere le sale e le collezioni del Museo partecipando alle performances artistiche, godendo della musica, interagendo con la danza e i dj-set e ricercando nelle sale il proprio percorso di curiosità e di arricchimento culturale. Il progetto, ideato dalla Direzione del Museo e prodotto da Casa del Contemporaneo in collaborazione con La Santissima Community Hub, ha attirato sino ad oggi un pubblico eterogeneo, dove giovani e giovanissimi hanno raggiunto percentuali che superano il 50%: più di 1600 presenze giovedì scorso, per una programmazione sempre apprezzata dal pubblico di ogni età. Anche questa settimana, così come il 22 ottobre 2026, sarà possibile sottoscrivere al Museo, durante le MANNight, l’abbonamento annuale al costo promozionale di 20 euro per adulto (in luogo di 25). “Partecipazione, senso di appartenenza, curiosità intellettuale, condivisione”, commenta il Direttore Generale del Museo, Francesco Sirano: “queste sono le parole chiave dello speciale legame che MANNight ricrea ad ogni appuntamento con i visitatori e tra i visitatori. Il Museo diventa un luogo accogliente, ospitale, amico e pieno di stimoli. Il vero spettacolo al MANN sono le centinaia di giovani (e giovani dentro) che in piccoli gruppi di amici o da soli esplorano le nostre sale e si soffermano sui capolavori, così come sugli oggetti della vita quotidiana e partecipano alle performances sempre diverse e tutte di alto livello degli artisti di Casa del Contemporaneo”.


Tra le novità di questa settimana, la performance “Ritratto/i” di Mario Schiano, pittore e docente di Fumetto alla Scuola italiana di Comix: immerso tra i colori e gli sguardi degli affreschi, Schiano riproporrà i visi e i profili dei visitatori, con immagini che rendono contemporanee le testimonianze del passato. Presente anche questa settimana, nella Sezione Egizia, Weronique Art con il bodypainting, mentre Hoop, opera interattiva e multimediale di cosadelfuturo, raccoglierà i desideri del pubblico e li trasformerà in frasi ispirate e da interpretare, veri e propri oracoli da portare via con sé. Nel Giardino della Vanella, per la sezione dj a cura di Soul Express Collective, arriva Delphi, dj e producer romano che, da oltre un decennio, fa muovere i dancefloor, attraversando house, techno, disco con groove irresistibili e bassline potenti.

Nel corso della serata, inoltre, sarà possibile visitare la mostra “Siamo un’opera d’arte @MANN. Oltre il punto di vista”, un progetto coraggioso realizzato in collaborazione con FAIS (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati) e Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli, per invitare il pubblico a guardare l’arte, il corpo e il concetto di bellezza in senso più ampio.
Bentivoglio (Bo). A Palazzo Rosso l’incontro “Viabilità e centuriazione nella pianura settentrionale bolognese” del ciclo “Dialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena, Reggio Emilia e Ferrara”, promosso dalla soprintendenza, per illustrare i risultati delle ricerche condotte sul campo negli ultimi anni nel territorio dell’Unione Reno Galliera

Giovedì 15 ottobre 2026, alle 18, a Palazzo Rosso, Sala dello Zodiaco, in via Marconi 5 a Bentivoglio (Bo), l’incontro “Viabilità e centuriazione nella pianura settentrionale bolognese. Aggiornamento e nuovi dati dalle ricerche in corso nel territorio della Reno Galliera” per il ciclo “Dialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena, Reggio Emilia e Ferrara”, promosso dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna per illustrare i risultati delle ricerche condotte sul campo negli ultimi anni nel territorio dell’Unione Reno Galliera. Intervengono Valentina Di Stefano, archeologa della soprintendenza ABAP città metropolitana di Bologna; Moreno Fiorini, Hydria – associazione di volontariato archeologico; Claudio Negrelli, Phoenix Archeologia. La conferenza illustrerà i risultati delle ricerche condotte sul campo negli ultimi anni nel territorio dell’Unione Reno Galliera. Verranno presentati i nuovi dati ricavati sia dagli scavi archeologici legati a interventi pubblici e privati, sia alle ricerche non invasive condotte dalla soprintendenza per la città metropolitana di Bologna e dall’associazione di volontariato archeologico Hydria. Nel corso dell’incontro verrà inoltre presentata una proposta di ricostruzione del sistema centuriale e della viabilità della pianura settentrionale bolognese, frutto della messa a sistema dei dati ricavati dalle nuove ricerche, con particolare attenzione ai casi di studio di Bentivoglio, Castel Maggiore e San Pietro in Casale.
Roma. Alla Camera dei Deputati, in presenza e on line, presentazione della Stele delle Rose di San Basilio (restaurata grazie a Rotary Porto Viro – Delta Po) e del Museo-Laboratorio dell’Ocarina di Grillara, due preziose testimonianze dell’identità di Ariano nel Polesine (Ro)

Giovedì 15 ottobre 2026, alle 17.30, alla Camera dei Deputati di Roma, in presenza e on line su Conferenze Stampa | WebTV, “La Stele delle Rose / l’Ocarina museo-laboratorio: la Storia di Ariano del Polesine”, presentazione della Stele delle Rose di San Basilio (restaurata grazie a Rotary Porto Viro – Delta Po) e del Museo-Laboratorio dell’Ocarina di Grillara, due preziose testimonianze dell’identità di Ariano nel Polesine (Ro). Dopo i saluti istituzionali dell’on. Nadia Romeo, deputata al Parlamento, e del sindaco di Ariano nel Polesine, Luisa Beltrame; intervengono Giovanna Falezza, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza, responsabile di zona e responsabile scientifico del progetto San Basilio; Jacopo Bonetto e Caterina Previato del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova; Benvenuto Fecchio dell’Ocarina museo-laboratorio. Modera Anna Nani, giornalista.

Archeologia e Ricerca. La Stele delle Rose, rinvenuta a San Basilio durante gli scavi dell’università di Padova nel 2023 e successivamente restaurata grazie al Rotary Club di Porto Viro e da poco restituita al pubblico presso il Centro Turistico Culturale di San Basilio (vedi Ariano nel Polesine (Ro). Al Centro Turistico Culturale di San Basilio inaugurazione dell’esposizione della Stele delle Rose, l’eccezionale reperto scoperto nel 2023 e restaurato dal Rotary Club. La prof.ssa Caterina Previato (UniPd), direttore dello scavo, anticipa per “archeologiavocidalpassato.com” qualche informazione sulla Stele delle Rose – archeologiavocidalpassato), “racconta il patrimonio millenario di San Basilio – spiegano nel comune polesano – e il lavoro di collaborazione tra Comune di Ariano nel Polesine, università di Padova e Venezia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio e Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo, per rendere il nostro territorio sempre più conosciuto e fruibile”.

“I lavori condotti sul campo dalla prof.ssa Caterina Previato e dal prof. Jacopo Bonetto, in collaborazione con la dott.ssa Giovanna Falezza della Soprintendenza di Verona”, ricordano al dipartimento Beni culturali UniPd, “hanno permesso di recuperare un frammento di iscrizione latina ricca di informazioni sulle pratiche rituali funerarie della piena età imperiale romana. Si tratta di uno dei più lunghi e complessi testi ritrovati nell’area del Polesine. Il reperto costituiva un ricordo delle abitudini degli antichi abitatori del sito, noto in età romana come Mansio Hadriani. Il reperto è stato esposto nel locale Museo e sarà presto oggetto di pubblicazione in collaborazione con il prof. Alfredo Buonopane dell’università di Verona. Le ricerche a San Basilio sono supportate dalla Fondazione Cariparo, dal Parco Delta del Po e dal Comune di Ariano nel Polesine”.
“Sarà l’occasione per presentare anche il grande progetto di ricerca, tutela e valorizzazione condotto in questo sito negli ultimi anni insieme a università di Padova, università Ca’ Foscari di Venezia, Comune di Ariano nel Polesine e museo Archeologico nazionale di Adria, con il sostegno della Fondazione CariPaRo”.

Tradizione e artigianato. Le Ocarine in terracotta di Benvenuto Fecchio testimoniano un sapere artigianale che trasforma l’argilla del Delta del Po in musica, arte e bellezza, mantenendo viva una tradizione preziosa.
“Portare Ariano nel Polesine alla Camera dei Deputati”, conclude il sindaco Luisa Beltrame, significa dare voce alle nostre radici, alle nostre eccellenze e alle potenzialità di un territorio che guarda al futuro. Un’opportunità per promuovere il nostro patrimonio e raccontare come archeologia, ricerca, turismo culturale e tradizioni artigianali possano diventare occasioni di crescita per tutta la comunità”.
Locri (RC). Alla biblioteca comunale “Gaudio Incorpora” l’incontro “Dalla villa romana di Casignana a Locri Epizefiri: tra studi, nuove identità e restauro dei beni culturali” promosso dall’Archeoclub di Locri

Giovedì 15 ottobre 2026, alle 17, alla biblioteca comunale “Gaudio Incorpora” in Palazzo Nieddu del Rio a Locri (RC), l’incontro “Dalla villa romana di Casignana a Locri Epizefiri: tra studi, nuove identità e restauro dei beni culturali” promosso dall’Archeoclub di Locri: esperti e istituzioni si confrontano con particolare attenzione alla Villa Romana di Casignana e al parco archeologico di Locri Epizefiri. Intervengono: Giuseppe Fontana, sindaco di Locri; Ornella Monteleone, assessore al Turismo; Nicola Monteleone, presidente dell’Archeoclub di Locri; Francesca Monteleone, architetta e dottoranda al Politecnico di Milano; Beniamino Cordova, responsabile della transizione al digitale del Comune di Roccella Jonica; Ilenia Deleo, restauratrice. Conclude Franco Crinò, senatore e presidente del consiglio Comunale di Casignana.






Commenti recenti