Aquileia (Ud). Con Tempora in Aquileia 2026 si rievocano le origini della città tra centro storico e aree archeologiche: 500 rievocatori, teatro del fuoco, falconeria, acrobazia aerea e tre giorni di storia vivente tra Celti e Romani

Aquileia si prepara a rivivere lo spirito delle origini della città con Tempora in Aquileia, la grande rievocazione storica organizzata dal Comune di Aquileia con il sostegno di ministero della Cultura, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Aquileia. Da venerdì 19 a domenica 21 giugno 2026, il centro storico e le aree archeologiche della città patrimonio UNESCO si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto per rivivere le origini di Aquileia, ai tempi della sua fondazione nel 181 a.C. Il tema di questa edizione è “La Fondazione della Città: il Sulcus Primigenius“: il solco primordiale che, secondo la tradizione romana, tracciava i confini sacri della città al momento della sua istituzione. Sullo sfondo storico dell’incursione del console Gaio Cassio Longino nei territori dei Galli Carni, oltre 500 rievocatori in costume daranno vita a battaglie, riti, cerimonie e spettacoli che coinvolgeranno il pubblico in un autentico viaggio nel tempo tra legionari romani e guerrieri celti.

La Cerimonia di Apertura: venerdì 19 giugno 2026. Il cuore delle novità di questa edizione è la cerimonia di apertura di venerdì 19 giugno, un evento spettacolare che darà il via ai festeggiamenti con una sequenza di momenti ad alto impatto scenico. Dopo l’apertura degli stand enogastronomici e delle tabernae alle 18, alle 21 si terrà la Cerimonia di Apertura ufficiale, seguita alle 21.45 dal Rito del Fuoco di Beleno, il dio celtico della luce e del sole, celebrato nel momento del Solstizio d’Estate. La notte si accenderà poi con lo spettacolo del fuoco di Opera Fiammae (ore 22.30): una performance rarefatta e visionaria di teatro del fuoco, performance visive e scenografie oniriche, diretta da Anton Lumi Bonura, professionista con vent’anni di esperienza nel teatro di strada. La cerimonia si chiuderà con la Festa Celtica, musiche e celebrazioni notturne.

Sabato 20 giugno 2026: dalla vita quotidiana al fragore della battaglia. Sabato 20 giugno è la giornata più ricca e articolata dell’intera manifestazione. Dalle 10.00 si apriranno i Campi Storici con le attività didattiche nei castra, dove legionari e guerrieri celti accoglieranno i visitatori per raccontare la vita quotidiana, le tecniche di combattimento e gli usi dell’epoca. Alle 10.30 prende il via la prima sessione di Arte Gladiatoria Techné, la dimostrazione didattica sull’evoluzione e il funzionamento degli armamenti, seguita alle 11.50 dalle Danze Antiche e, a mezzogiorno, dal primo spettacolo dei Joculatores, gli antichi intrattenitori di strada che animavano la vita pubblica e privata della Roma repubblicana. Il pomeriggio si aprirà alle 15 con la presentazione del fumetto “Torc spezzato”, alle 15.30 con il Captio Virginis, il solenne rito di iniziazione di una Vestale, e alle 16 con la Commedia Plautina, tra teatro e satira classica. Il momento rituale più atteso arriva alle 16.45 con il Rito del Sulcus Primigenius: la cerimonia che rievoca il tracciamento del solco sacro con cui i Romani fondavano le loro città, cuore narrativo di questa edizione. Alle 18 spazio alla falconeria con le popolazioni galliche e germaniche, seguita dal Simposio delle 18.30 e, alle 19.15, dall’Arena Gladiatoria con il Munus “Gli Inferi in Arena”, lo spettacolo di combattimento che porta in scena l’epica dei duelli tra gladiatori.
Con il calar della notte la tensione narrativa sale: alle 20.30 si terrà l’Assemblea dei Capi Gallici, il consiglio di guerra in cui i capi delle tribù decidono di resistere ai soprusi del Console Longino, seguita dal rito propiziatorio del Druido. Alle 21 tornano le Danze Antiche, poi alle 21.10 il momento più drammatico: l’In Mortem Vestalis, la cerimonia funebre della Vestale. La serata culminerà con lo scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, uno spettacolo corale con centinaia di figuranti che chiuderà la serata in un crescendo di emozioni. La battaglia sarà preceduta dall’apparizione nei cieli del campo di battaglia da figure divine che scruteranno il tempo di Aquileia raccontandone il passato, moderando il presente e vaticinando il futuro: La scena sarà resa grazie una novità in assoluto di questa edizione 2026 grazie la performance di Nico Gattullo, danzatore acrobatico aereo di fama internazionale: sospeso a decine di metri di altezza su tessuti e corde, fonderà forza, eleganza e teatralità in un numero unico arricchito da effetti speciali. Alle 22.30 si scatena infine “L’Attacco dei Galli Carni”: lo scontro notturno tra le truppe celtiche e le legioni di Longino, uno spettacolo corale con centinaia di figuranti che chiuderà la serata in un crescendo di emozioni.

Domenica 21 giugno 2026: la diplomazia, il Senato e l’epilogo. La domenica, nel segno del Solstizio d’Estate, si apre con lo stesso ritmo della giornata precedente: dalle 10.00 i Campi Storici accolgono nuovamente il pubblico per le attività didattiche, mentre in contemporanea debutta “Aquileia tra storia e leggenda”, la presentazione del fumetto ispirato alle vicende della città antica. Seguono, nelle prime ore del mattino, una nuova sessione di Arte Gladiatoria Techné alle 10.30, le Danze Antiche alle 11.50 e, a mezzogiorno, lo spettacolo dei Joculatores. Il pomeriggio porta in scena il cuore politico della narrazione: alle 15 si apre il Senato Romano vs Galli, la seduta in cui i delegati gallici perorano davanti al Senato la loro causa contro le violenze di Longino, in un confronto serrato tra due mondi e due visioni del diritto. Alle 15.30 tornano le Danze Antiche, alle 15.40 una nuova replica della Commedia Plautina. Alle 16 si ripete il Rito del Sulcus Primigenius, seguito alle 17.15 dal secondo Munus “Gli Inferi in Arena” e alle 18.30 dalle dimostrazioni di falconeria. L’epilogo della manifestazione arriva alle 19.00 con “La Battaglia Finale”: i Galli Carni affrontano per l’ultima volta le truppe di Longino in uno scontro epico dal finale inaspettato, che scioglierà la tensione narrativa costruita nel corso dei tre giorni. A chiudere la domenica, e l’intera edizione 2026, saranno le Danze Antiche delle 19.45 e l’ultimo spettacolo dei Joculatores alle 20, un congedo festoso e leggero che restituisce al pubblico il sorriso dopo le emozioni della battaglia.
Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale per “Incontri di Archeologia” la conferenza “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio” di Andrea Stella (UniPd), quarto appuntamento del “Progetto San Basilio”

Venerdì 19 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), per “Incontri di Archeologia”, quarta conferenza del “Progetto San Basilio”, nell’ambito delle attività di Archeologia Pubblica nel sito di San Basilio di Ariano nel Polesine e al museo Archeologico nazionale di Adria. Andrea Stella del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, nella conferenza “Il contributo della moneta alla storia di San Basilio” parlerà dell’importanza della moneta per la ricostruzione della storia di San Basilio. Ingresso libero all’incontro. Info e prenotazioni: +39 392 9259875, drm-ven.museoadria@cultura.gov.it.
Pompei. All’auditorium degli scavi del parco archeologico la conferenza “Alla riscoperta degli scenari perduti dei giardini pompeiani” con Eric Morvillez, professore dell’Université d’Avignon e ricercatore associato al Centre Jean Bèrard, incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei

Venerdì 19 giugno 2026, alle 17, all’auditorium di Pompei, per gli incontri della conferenza dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS, conferenza “Alla riscoperta degli scenari perduti dei giardini pompeiani” con Eric Morvillez, professore dell’Université d’Avignon e ricercatore associato al Centre Jean Bèrard, racconterà la sua ricerca, d’archivio e in loco, degli affreschi con soggetto naturalistico che decoravano le antiche domus.
Nell’antica Pompei, molti affreschi all’interno dei giardini, cancellati dal tempo, sembravano irrimediabilmente perduti nelle case già oggetto di scavi. Wilhelmina Jashemski li aveva accuratamente documentati nel suo volume Gardens of Pompei Herculaneum and the Villa destroyed by Vesuvius (1993). Durante il programma di ricerca a Napoli in delegazione, nel 2024-2025, Eric Morvillez, con la collaborazione del team del Centre Jean Bérard, si è dedicato a raccogliere archivi antichi e fotografie al fine di ricostruire l’atmosfera decorativa di questi giardini scomparsi. Grazie all’aiuto del parco archeologico di Pompei, ha potuto effettuare confronti in loco per lavorare alla ricostruzione di questi decori ormai svaniti o difficili da interpretare oggi. La conferenza si propone di presentare questo lavoro di documentazione presso gli Archivi di Pompei e il museo Archeologico nazionale di Napoli, selezionando alcuni esempi di case studiate, per le quali i primi risultati hanno permesso di cogliere molti dettagli significativi. Sono interessate diverse case, tra cui quella di Apollo (VI, 7, 23), dei Dioscuri (VI, 9, 6), di Saturnino (I, 11, 16), di Cecilio Giocondo (V, 1, 26) o della Venere in bikini (I, 11, 6.7).
Pompei. Al Teatro Grande al via la nona edizione “POMPEII THEATRUM MUNDI 2026” un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei: quattro titoli (Le Baccanti, L.A.V.A., Alcesti, I Persiani) per undici “sere d’estate” in uno dei luoghi più belli al mondo

Dal 18 giugno al 12 luglio 2026 al Teatro Grande di Pompei la nona edizione “POMPEII THEATRUM MUNDI 2026” un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei: quattro titoli a firma di autorevoli nomi della scena come Theodoros Terzopoulos (Le Baccanti di Euripide), Emio Greco, Pieter C. Scholten, Roberto Zappalà (L.A.V.A.), Filippo Dini (Alcesti di Euripide), Àlex Ollé (I Persiani di Eschilo), per undici “sere d’estate” in uno dei luoghi più belli al mondo che nel corso di questi anni si è proposto come “Grande palcoscenico contemporaneo internazionale”. Per il nono anno consecutivo il Teatro Grande di Pompei si trasforma ancora una volta in un palcoscenico internazionale, presentando spettacoli che invitano alla riflessione su temi di grande attualità e sensibili come la guerra, l’emigrazione, il pianeta, i conflitti, attraverso riletture dei grandi classici del teatro e di creazioni contemporanee di forte impatto artistico e scenico.

A sottolineare il valore simbolico e culturale della rassegna è il Presidente del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Luciano Cannito: “Anche quest’anno è un’emozione speciale immaginare il sipario ideale alzarsi davanti l’enorme platea del Teatro Grande di Pompei. In questo luogo straordinario, dentro il sito archeologico più famoso del mondo, il teatro non è un’ambientazione: è una vocazione che si riaccende”. Sul senso del progetto, giunto al nono anno di attività, il direttore artistico del Teatro Nazionale Roberto Andò dichiara: “In un annus horribilis come quello che stiamo vivendo, in cui si espande l’orrore della guerra e il potere mostra il volto osceno di tiranni disposti a sacrificare migliaia di vittime umane per realizzare assurdi disegni di dominio, tornare a sedere sulle pietre di Pompei per ritrovare storie antiche in modo nuovo, significa ancora una volta delegare all’arte del teatro un mandato essenziale: circoscrivere uno spazio e un tempo in cui restare umani”. “La novità di quest’anno – scrive nelle sue note all’edizione il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel – è che diamo la possibilità al pubblico degli spettacoli di essere anche esploratori di una parte dell’area archeologica di Pompei: in occasione delle serate di teatro apriamo il cosiddetto Foro triangolare, in prossimità del Teatro grande, dove si svolge Theatrum Mundi e dove era ubicato uno dei più antichi santuari della città antica, ovvero quello di Atena”.

Ad aprire la rassegna, giovedì 18 giugno 2026, alle 21, con repliche venerdì 19 e sabato 20, sempre alle 21, sarà la prima nazionale dello spettacolo Le Baccanti di Euripide a firma del regista greco Theodoros Terzopoulos, una produzione Emilia Romagna Teatro ERT/Teatro Nazionale, Teatro di Roma–Teatro Nazionale, Attis Theatre Company. Il maestro greco Theodoros Terzopoulos porta in scena per la settima volta il testo di Euripide. “Baccanti – dichiara il regista – è una tragedia emblematica per la mia visione teatrale. È di estrema importanza proporre Baccanti in questo momento, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato, partito da Tmolos tremila anni fa, ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente, per finire, oggi, nel mar Mediterraneo, sulle coste di Creta o Lampedusa”. In scena, nei rispettivi ruoli di Dioniso e di Agave l’attore Roberto Latini e l’attrice Alvia Reale. Con loro Enzo Vetrano è Cadmo, Stefano Randisi è Tiresia, Marco Cacciola è Penteo, Paolo Musio il Corifeo, Gemma Carbone la Corifea, Giulio Germano Cervi il Primo Messaggero, Rocco Ancarola il Secondo Messaggero, accompagnati dal Coro composto da dodici tra attrici e attori.
Il secondo spettacolo in programma venerdì 26 e sabato 27 giugno 2026, alle 21, segna il ritorno a Napoli dei coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten che con Roberto Zappalà, firmano L.A.V.A., una creazione in anteprima nazionale, qui in versione site-specific unica, su produzione di ICK Dans Amsterdam e Scenario Pubblico| Compagnia Zappalà Danza, in co-produzione con il Teatro Stabile di Catania e in collaborazione con Meervaart Theater Amsterdam, Julidans Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. La creazione si sviluppa in dialogo diretto con il paesaggio storico, dove l’incontro tra due universi coreografici – quelli di Greco/Scholten e di Zappalà – acquista un’ulteriore intensità fisica. “L.A.V.A. – scrivono gli autori nelle note – traccia un sottile parallelismo tra le forze geologiche e gli impulsi umani. Il titolo evoca inoltre un ciclo: lotta, avversione, vuoto, astrazione – una traiettoria che conduce dalla pressione e dal conflitto verso la trasformazione”.
Il terzo spettacolo del programma rinnova la storica collaborazione tra la rassegna e l’INDA / Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, che lo produce insieme al Teatro Stabile del Veneto. Si tratta dell’Alcesti di Euripide, in scena venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio 2026 con inizio alle 20, nella messa in scena diretta da Filippo Dini, anche interprete dello spettacolo nel ruolo di Ferete. In scena, oltre Filippo Dini, gli attori Alessio Del Mastro (Apollo), Giulio Della Monica (Thanatos), Sandra Toffolatti (Ancella), Deniz Ozdogan (Alcesti), Aldo Ottobrino (Admeto), Denis Fasolo (Eracle), Bruno Ricci (Servo). Nelle note di regia, Filippo Dini, dichiara: “Accostarsi ad Alcesti di Euripide fa paura, perché significa accostarsi alla Morte. Ad una morte inaccettabile, forse la più inaccettabile di tutte: la morte di una vittima sacrificale”.
Lo spettacolo conclusivo di Pompeii Theatrum Mundi 2026 sarà I Persiani di Eschilo, in scena venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 luglio 2026 con inizio alle 20, con la regia di Àlex Ollé, una delle voci del celebre gruppo catalano La Fura dels Baus. Lo spettacolo, prodotto da INDA / Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, vede in scena Anna Bonaiuto (nel ruolo di Atossa), Giuseppe Sartori (in quello del Messaggero), Alessio Boni (in quello dello Spettro di Dario), Massimo Nicolini (in quello di Serse), accompagnati da un Coro composto da tredici attrici e attori. Per il 66enne regista spagnolo: “I Persiani racconta lo smarrimento di un popolo e dei suoi governanti di fronte a una sconfitta brutale e inaspettata. È la tragedia di chi deve fare i conti con il presente e immaginare una sopravvivenza futura dopo aver commesso l’errore fatale di credersi invincibile”.
Ferrara. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Adria e Spina. Testimonianze del sacro” con Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), e Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara, nono appuntamento del ciclo di conferenze diffuso in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Venezia

Giovedì 18 giugno 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Ferrara, la conferenza “Adria e Spina. Testimonianze del sacro” con Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), e Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara, nono appuntamento del ciclo di conferenze diffuso che da marzo a settembre 2026, in dialogo con la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a Palazzo Ducale di Venezia fino al 29 settembre 2026, si terrà nei luoghi coinvolti dal progetto espositivo. Gli incontri accompagnano il pubblico lungo una geografia ampia e connessa, toccando Venezia e Adria, fino a Marzabotto, Milano, Ferrara e San Casciano dei Bagni: un’occasione per approfondire temi e contesti della mostra direttamente nei territori, tra musei e siti che ne condividono la trama di ricerche, prestiti e relazioni. L’incontro offrirà l’opportunità di approfondire il ruolo che la dimensione religiosa e cultuale ebbe nelle antiche città di Adria e di Spina, due importanti centri che contribuirono a plasmare la storia del territorio dell’alto Adriatico, mettendo in luce il valore storico e culturale di queste straordinarie testimonianze. La partecipazione alla conferenza è gratuita. Prenotazione consigliata: 0532 66299. In questa occasione il MAN-FE prolungherà eccezionalmente il proprio orario di apertura fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20.30).
Locri (RC). Al via la terza edizione di “Un caffè… storicamente corretto”: cinque appuntamenti dedicati alla storia, all’archeologia e alla valorizzazione del patrimonio culturale calabrese attraverso il dialogo con studiosi e autori. Si inizia con la presentazione del libro “Storia della Calabria. Dall’unità del Sud all’unità d’Italia (secoli XI-XIX)” di Giuseppe Caridi

Per il terzo anno consecutivo torna “Un caffè… storicamente corretto”, la rassegna ideata e curata dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, Elena Trunfio, e dalla presidente del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, Marilisa Morrone, col patrocinio dei Comuni di Locri e Portigliola e dalla Deputazione di Storia Patria per la Calabria: dal 18 giugno al 21 novembre 2026, cinque appuntamenti dedicati alla storia, all’archeologia e alla valorizzazione del patrimonio culturale calabrese attraverso il dialogo con studiosi e autori. Tutti gli incontri si svolgeranno alle 17.30 al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri. Si inizia mercoledì 18 giugno 2026, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, con la presentazione del libro “Storia della Calabria. Dall’unità del Sud all’unità d’Italia (secoli XI-XIX)” di Giuseppe Caridi, ordinario di Storia moderna, presidente della Deputazione di Storia patria per la Calabria (Rubbettino Editore). All’incontro interverrà l’autore. Introducono Elena Trunfio e Marilisa Morrone. Presentano il libro, presente l’autore, Vincenzo Naymo (università di Messina) e Domenico Romeo (deputato di Storia Patria della Calabria).

Storia della Calabria. Dall’unità del Sud all’unità d’Italia (secoli XI-XIX). Un viaggio appassionante attraverso otto secoli di storia calabrese, dalla conquista normanna alla fine del Regno borbonico. Con rigore storiografico e scrittura accessibile, il volume ricostruisce l’evoluzione politica, economica, sociale e culturale della Calabria nel più ampio contesto del Mezzogiorno e dell’Europa. Un affresco ricco di dettagli e fonti, frutto di decenni di ricerche, che restituisce voce a territori spesso marginalizzati dalla storiografia nazionale. Dalla nascita del sistema feudale alla diffusione dei monasteri florensi, dai moti rivoluzionari sette-ottocenteschi alla proclamazione dell’Unità d’Italia, questa è una storia che guarda al passato per comprendere il presente.

Programma 2026. Ecco gli altri appuntamenti dedicati prevalentemente alla presentazione di libri. Il 7 luglio 2026, presentazione del libro del prof. Aurelio Musi “Un medico a rovescio. Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento”. Il 3 settembre 2026, presentazione del libro di Roberto Fuda “Aristocratici servitori: corrispondenze fra nobiluomini del Regno di Napoli e la corte toscana in età spagnola (secoli XVI-XVII)”. Il 3 ottobre 2026, presentazione del libro del prof. Giuseppe Cordiano “Ai piedi dell’Aspromonte tra Brettii e Romani. Indagini archeologiche presso Capo Spartivento 2020-2024”. Chiude il ciclo il 21 novembre 2026, della presidente Marilisa Morrone su “Fra Mistiae e Stabiae. Francesco Antonio Pellicano numismatico e antichista della Calabria neoclassica”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo ETRUlegge presentazione del libro “La memoria fragile” di Paolo Maria Rossini (Mondadori)

Per il ciclo ETRUlegge, mercoledì 17 giugno 2026, alle 17.45, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “La memoria fragile” del prof. Paolo Maria Rossini, specialista in Neurologia e Direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione IRCCS San Raffaele – Roma (Mondadori). L’Autore dialoga con Camillo Marra. Ingresso libero in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com.
La memoria fragile. Ogni grande sfida della medicina comincia con la domanda: possiamo fare qualcosa? Nel caso delle demenze, la ricerca lentamente avanza, la prevenzione diventa più concreta e cresce la consapevolezza che il destino del nostro cervello non sia scritto una volta per tutte. Eppure i numeri colpiscono: ogni tre secondi, nel mondo, viene diagnosticato un nuovo caso. Oggi le persone affette da demenza sono già decine di milioni e, nei prossimi decenni, il fenomeno è destinato ad aumentare. Una realtà che ci riguarda tutti da vicino – anche quando non tocca direttamente le nostre vite – e che rende sempre più importante capire, informarsi, essere preparati. La voce esperta di Paolo Maria Rossini, direttore del dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Raffaele di Roma, ci guida in un percorso che intreccia scienza, approfondimenti clinici, ricerche innovative e storie di pazienti e familiari che toccano il cuore. Senza ricorrere a toni apocalittici, né pretendere di fornire conoscenze definitive e soluzioni facili, l’autore ci invita a guardare alla realtà con lucidità e fiducia, sfatando alcuni miti diffusi: come l’idea che una diagnosi di demenza sia un destino irreversibile e la convinzione, scientificamente infondata, che l’invecchiamento conduca inevitabilmente alla perdita delle capacità cognitive. Arricchito da informazioni utili su centri, associazioni, professionisti, leggi e agevolazioni disponibili in Italia, questo libro offre strumenti concreti per comprendere meglio l’Alzheimer e le altre demenze. Perché oggi, più che mai, abbiamo bisogno di pensare al nostro futuro.
Roma. Nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari la conferenza “Crypta Balbi. Gli spazi di condivisione. Laboratori e centro studi (Parte II)”, ultimo appuntamento del ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma” a cura di Federica Rinaldi e Saveria Petillo

Il 17 giugno 2026 si terrà l’ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, del ciclo di conferenze “Il Museo si trasforma”, dedicato alla presentazione dei cantieri del grande progetto “URBS, dalla città alla campagna romana”, a cura di Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, e di Saveria Petillo. Appuntamento alle 17, nella chiesa di Santa Caterina de’ Funari a Roma, con la conferenza “Crypta Balbi. Gli spazi di condivisione. Laboratori e centro studi (Parte II)” in collaborazione con Istituto Romano di San Michele e Rettoria di Santa Caterina de’ Funari. Intervengono Saveria Petillo, Martina Murzi, Francesca Cremasco. In collaborazione con Istituto Romano di San Michele, Rettoria di Santa Caterina de’ Funari. Prenotazione obbligatoria al link: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-il-museo-si….
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Coptic spells in the British Museum” con l’egittologa Elisabeth R. O’Connell (British Museum), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Martedì 16 giugno 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: in sala conferenze, con accesso da via Maria Vittoria 3M, conferenza di Philippe Collombert su “Coptic spells in the British Museum”. Evento in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. L’ingresso alla Sala Conferenze (è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/the-hay-archive-of-coptic…. L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
L’archivio Hay dei manoscritti copti è costituito da sette fogli frammentari in pelle contenenti formule e incantesimi destinati alla divinazione, alla protezione, alla guarigione, all’avanzamento personale, alla maledizione e alla soddisfazione del desiderio sessuale. Acquistati dall’erede del celebre egittologo e disegnatore Robert Hay, i manoscritti entrarono a far parte delle collezioni del British Museum nel 1869. Un nuovo studio, avviato in risposta all’urgente necessità di conservazione del corpus, ha sviluppato un approccio integrato alla pubblicazione dei testi antichi, considerandoli non solo come documenti scritti ma anche come oggetti archeologici. Attraverso una sorprendente combinazione di motivi derivati dalle tradizioni dell’antico Egitto, del mondo greco-romano, della Bibbia e di fonti extra-bibliche, il contenuto dei manoscritti testimonia un ambiente cristiano che continuava a utilizzare i meccanismi delle precedenti pratiche considerate “magiche”, in un periodo dell’Egitto successivo all’arrivo dell’Islam.
Elisabeth R. O’Connell è Byzantine World Curator al British Museum. Ha curato o co-curato cinque volumi, tra cui Egypt: Faith after the Pharaohs (2015), pubblicato in occasione dell’omonima mostra del British Museum, Abydos in the First Millennium (2020) ed Egypt and Empire: The Formation of Religious Identity after Rome (2022). Più recentemente è stata co-curator della mostra Silk Roads del British Museum e coautrice del volume che l’ha accompagnata (2024). Ha condotto ricerche sul campo in Tunisia, Sudan ed Egypt, dove ha co-diretto una spedizione del British Museum dal 2009 al 2013. È stata Principal Investigator di numerosi progetti di ricerca finanziati e ha ottenuto diverse fellowship nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Egitto. Ha conseguito il PhD presso la University of California, Berkeley.








Commenti recenti