Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro con Salvo Guercio su “Viaggio nello spettacolo televisivo anni ‘70/’80”: nuovo appuntamento della rassegna “Mercoledì talk!”

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia torna l’appuntamento con MERCOLEDÌ TALK! il ciclo di incontri ideato dall’Associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia, che vede protagonisti grandi nomi della cultura e del pensiero italiano per svelare ciò che resta nascosto tra le pieghe della vita, della memoria, della cronaca. Mercoledì 4 marzo 2026, alle 17.45, appuntamento con Salvo Guercio su “Viaggio nello spettacolo televisivo anni ‘70/’80”. Negli anni ‘70/’80 è iniziata in Italia una rivoluzione sociale e culturale che ha influito in tutti gli ambiti della comunicazione. Naturalmente la televisione, il più grande diffusore di notizie e nuovi contenuti non poteva ignorare il futuro. Ed è così che nascono nuovi programmi, nuovi protagonisti e nuove star, all’ombra di un sentimento individuale e collettivo sempre più forte. Salvo Guercio ce ne parlerà anche rivelando qualche curioso dietro le quinte. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com

Salvo Guercio, autore televisivo

Salvo Guercio è un autore televisivo, regista e sceneggiatore italiano. Nato nel 1969 a Palermo, muove i primi passi come programmista regista a Rai 2 all’inizio degli anni 90 sotto la direzione di rete di Carlo Freccero. Grazie a Freccero comincia a firmare i suoi primi programmi come autore, prima a Rai 2 e poi a Rai 1, fino all’incontro con Pippo Baudo, con il quale instaura un sodalizio artistico durato oltre 20 anni. Sempre come autore e regista ha lavorato, tra gli altri, con Mike Bongiorno, Paolo Limiti, Mara Venier, Massimo Giletti, Franco Battiato, Renato Zero, Amanda Lear (della quale è anche produttore artistico) e Raffaella Carrà, con la quale ha vissuto un profondo legame umano e professionale durato fino alla sua scomparsa nel 2021.

Roma. A Palazzo Massimo il museo nazionale Romano propone la conferenza “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo” di Clara di Fazio (musei Vaticani) in vista della Giornata internazionale della donna, per il ciclo “Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano”

Ogni primo mercoledì del mese, il museo nazionale Romano promuove a Palazzo Massimo un incontro del ciclo “Museo tra le righe. Studi e ricerche tra gli archivi e le raccolte del Museo Nazionale Romano” a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro. Dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, il ciclo ha come obiettivo quello di far conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il continuo dialogo e confronto del Museo con la comunità scientifica. In vista della Giornata internazionale della donna, il 4 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze di Palazzo Massimo, la conferenza “Rosa Novecento. Prospettive femminili negli studi antichistici agli inizi del XX secolo” di Clara di Fazio, del dipartimento di Antichità greche e romane dei Musei Vaticani, introdotta e moderata da Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. Lo Statuto del museo nazionale Romano indica tra i suoi compiti l’acquisizione e la conservazione delle collezioni di antichità ricadenti nella propria competenza, al fine della loro salvaguardia, valorizzazione e presentazione al pubblico, ma anche il perseguimento di finalità di ricerca, sia con risorse interne che in collaborazione con partner nazionali e internazionali, e la diffusione di queste ricerche presso la comunità scientifica ed il pubblico. Con questi obiettivi, il Museo promuove questo ciclo di conferenze a cura di Giulia Cirenei e Antonella Ferraro dedicato agli studi e alle ricerche che hanno per oggetto o punto di partenza i reperti, la documentazione e le collezioni del Museo, per fare conoscere al pubblico, oltre alle opere esposte, anche il lavoro tecnico e scientifico condotto dal personale interno all’Amministrazione, in dialogo con la comunità scientifica, per promuovere e migliorare la conoscenza del patrimonio che conserva per tutta la collettività.

 

Padova. A Palazzo Liviano conferenza di Greta Schonhaut, restauratrice, su “Ricomporre frammenti: dalle microstorie di pittura pompeiana alla ricostruzione del sé” in occasione della mostra “Microstorie di pittura pompeiana” al museo di Scienze archeologiche ed Arte

In occasione della mostra “Microstorie di pittura pompeiana” mercoledì 4 marzo 2026, alle 17, al museo di Scienze archeologiche ed Arte di Palazzo Liviano a Padova, conferenza di Greta Schonhaut, restauratrice e psicologa-psicoterapeuta specializzata I.C.C.R.O.M. già docente perii consiglio d’Europa, su “Ricomporre frammenti: dalle microstorie di pittura pompeiana alla ricostruzione del sé” illustrando il progetto pilota del parco archeologico di Pompei “Un modello nuovo per il recupero della collettività e dell’individuo attraverso la cura dei beni culturali. Il progetto pilota “. A seguire visita guidata alla mostra con ingresso gratuito.

Venezia. I preziosi reperti (oltre 700) sono arrivati a Palazzo Ducale per la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli. La inaugura il ministro Giuli. La curatrice Squarcina anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” importanza, caratteristiche e obiettivi della mostra

La testa di Leucotea da Pyrgi pronta per partire per Venezia dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Ultimi controlli al museo Archeologico nazionale di Adria prima della partenza dei reperti per Venezia (foto drm-ven)

Al museo Archeologico nazionale di Ferrara imballaggio di un cratere da Spina con destinazione Venezia (foto drm-er)

La bella testa femminile di Leucotea, la dea bianca del mare, la divinità dell’Aurora e della fertilità, che doveva far parte di un rilievo più grande che decorava la facciata del tempio A del santuario di Pyrgi (Santa Severa), antico porto di Caere (Cerveteri), ha lasciato la “sua casa”, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con destinazione Venezia. Ma anche bronzetti, l’Eracle di Contarina, l’Apoteosi di Eracle, sono usciti dal museo Archeologico nazionale di Adria per raggiungere il palazzo dei Dogi. Dove sono arrivati anche vasi e reperti da Spina conservati al museo Archeologico nazionale di Ferrara. Sono solo alcuni esempi dei reperti archeologici di straordinario valore, molti provenienti da scavi recenti, concessi in prestito da prestigiose istituzioni museali italiane, che si potranno ammirare nella mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, a cura di Chiara Squarcina, Margherita Tirelli in collaborazione con Fondazione Luigi Rovati con il patrocinio dell’Istituto nazionale di Studi etruschi e italici, ospitata a Palazzo Ducale di Venezia dal 6 marzo al 29 settembre 2026: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche, in cui l’acqua assume un valore generativo, terapeutico e identitario. Il percorso espositivo accompagna il pubblico dai grandi santuari etruschi costieri e termali – da Pyrgi a San Casciano dei Bagni – ai porti adriatici di Adria e Spina, fino ai principali luoghi sacri del Veneto antico, come Montegrotto, Lagole, Este e Altino, documentando pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale. Il progetto si configura come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, capace di coniugare rigore scientifico, divulgazione e innovazione, concludendo con l’installazione We are bodies of water, realizzata da Fondazione Bonotto con la collaborazione scientifica del museo di Storia naturale di Venezia, dedicata al fragile ecosistema lagunare veneziano.

Dopo la presentazione a gennaio a Roma, al ministero della Cultura (vedi Venezia. A Palazzo Ducale la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” a cura di Margherita Tirelli e Chiara Squarcina. Presentazione ufficiale al ministero della Cultura a Roma | archeologiavocidalpassato), giovedì 5 marzo 2026, inaugurazione della mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari: alle 12, nella Sala dello Scrutinio, a Palazzo Ducale: Intervengono Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia; Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati; Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia e curatrice dell’esposizione; Margherita Tirelli, curatrice dell’esposizione. Conclusioni di Alessandro Giuli, ministro della Cultura.

Proprio Chiara Squarcina spiega ad archeologiavocidalpassato.com l’importanza di questa mostra che esplora il ruolo fondamentale dell’acqua nelle pratiche religiose e nella vita sociale di Etruschi e Veneti nel I millennio a.C.

“Questa mostra – spiega Squarcina ad archeologiavocidalpassato.com – è particolarmente interessante non solo per gli oltre 700 reperti – ricordo che saranno presentati 58 reperti provenienti dagli scavi di San Casciano dei Bagni non ancora visitabili quindi un nucleo completamente inedito -, ma soprattutto perché il percorso racconterà i vari siti legati al culto dell’acqua, come Pyrgi, Spina, Montegrotto Terme, Lagole, Altino, dove noi avremmo questa volontà di accogliere il visitatore e portarlo alla conoscenza del mondo etrusco, del mondo veneto antico, attraverso l’acqua. E non ultimo, la motivazione è che la grande sfida sarà questo arazzo che proviene dalla Fondazione Luigi Bonotto, un arazzo inedito, realizzato per la mostra, che vuole creare questa connessione e sottolineare il mondo archeologico. Il passato è qualcosa di vivo, è una grande eredità, un’importante testimonianza, una memoria che dobbiamo mantenere viva con rispetto e attenzione”.

“Questa mostra – sottolinea Squarcina ad archeologiavocidalpassato.com – è molto importante perché per la prima volta pone in dialogo due civiltà, la civiltà etrusca e la civiltà veneto antica. Questo ci permette di sviluppare, ma soprattutto condividere quali connessioni esistevano. E la partenza sono proprio i santuari legati al culto dell’acqua. Quindi l’acqua è questa grande fibra ottica dove corrono condivisioni, riflessioni, e soprattutto anche contradditori, tra la civiltà etrusca e la civiltà dei Veneti antichi”.

Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 “Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” con Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis

Un viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania… quello che è andato in scena sabato 28 febbraio 2026 all’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, nella seconda giornata di tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva. A proporlo è stato il convegno ArcheoVinum promosso dall’università di Bari in una mattinata densa di interventi. archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni.

Emanuela Panke presenta al convegno archeoVINUM di tourismA l’itinerario del Consiglio d’Europa “Iter vitis” (foto graziano tavan)

A fare un po’ da “cappello” ai singoli casi italiani, da alcuni dei parchi archeologici importanti, come Aquileia, il Colosseo-Palatino a Roma e Pompei, a siti di straordinario interesse come l’antica città di Satricum nel Lazio o i siti etruschi e romani della Maremma o le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba, di Faragola ad Ascoli Satriano in Puglia, è stato l’intervento “Archeologia e viticoltura priorità di Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” presentato da Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis.

“Iter Vitis – spiega Emanuela Panke ad archeologiavocidalpassato.com – è un itinerario culturale del Consiglio d’Europa, quindi fa parte di questo programma che è stato creato oltre 40 anni fa e che ora comprende circa 50 itinerari. Ogni itinerario sviluppa una tematica di quelle che sono state alla base della creazione dell’evoluzione dell’identità europea. Un’Europa vista come continente Europa, quindi dal punto di vista geografico. Noi, rispetto all’Unione Europea, siamo su una superficie molto più vasta.

L’itinerario culturale del Consiglio d’Europa “Iter Vitis” (foto graziano tavan)

“Iter Vitis porta avanti la tematica del viaggio della vite e dell’evoluzione della viticoltura, appunto, come un pilastro dell’identità europea: dalla Russia fino alle isole Azzorre, dalla Mosella – quindi Lussemburgo Germania e Francia – fino alla sponda Sud del Mediterraneo con 26 Paesi valorizziamo luoghi che testimoniano questa evoluzione. E l’archeologia – oggi siamo a tourismA proprio per questo – è parte integrante. Nei siti archeologici, nei musei archeologici è lì che inizia la prima parte del viaggio del nostro turista del vino, del nostro wine lover, perché è lì che spieghiamo quanto già secoli fa il vino, la vite fosse un prodotto fondamentale”.

 

Milano. A Palazzo Litta al via il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, tre incontri sulle scoperte archeologiche in Lombardia: focus sulle incisioni rupestri in Valle Camonica, le Grotte di Catullo e il borgo fortificato di Castelseprio. Ecco il programma

Con l’incontro sulle ricerche archeologiche nei parchi di Naquane e Cemmo (Bs) parte martedì 3 marzo 2026, alle 17.30, a Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano, il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, tre incontri sulle scoperte archeologiche in Lombardia che mirano a diffondere tra studiosi, operatori del settore e semplici appassionati le più recenti (e in certi casi assai rilevanti) scoperte. La ricerca archeologica in Lombardia produce continue scoperte. Un lavoro costante grazie al quale si possono consolidare conoscenze acquisite o rimodulare ipotesi interpretative. Nell’ambito delle numerose attività della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia le indagini di scavo, spesso svolte in collaborazione con soprintendenze e università, rivestono particolare importanza. Questo fondamentale lavoro di studio e conoscenza trova un importante momento di restituzione al pubblico in questo ciclo di incontri. Prima di ciascun incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle ore 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.

Si inizia martedì 3 marzo 2026, alle 17.30, con “SEGNI, SILENZI E SCOPERTE. Ricerche archeologiche nei parchi di Naquane e Cemmo”. I parchi nazionali di Cemmo e Naquane sono luoghi imprescindibili per conoscere delle incisioni rupestri in Valle Camonica. Tra le diverse indagini, si segnala lo scavo a monte della Roccia 1. Modera l’incontro: Maria Giuseppina Ruggiero (direttrice dei siti statali in Valle Camonica), prenderanno parola gli studiosi Alberto Marretta, Paolo Rondini, Fausto Simonotti e Guglielmo Strapazzon. PRENOTA IL TUO POSTO. Prima dell’incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.

Si prosegue martedì 17 marzo 2026, alle 17.30, con “LA FORMA DELL’ABITARE ROMANO. Nuove evidenze archeologiche alle Grotte di Catullo”. La grandiosa villa romana costruita alle estreme propaggini della penisola di Sirmione è da sempre luogo di studio e fonte di scoperte per gli studiosi. Modera l’incontro: Barbara Bianchi (funzionario archeologo). PRENOTA IL TUO POSTO.

Si chiude martedì 31 marzo 2026, alle 17.30, con “CASTELSEPRIO. CROCEVIA DI POPOLI E CULTURE. Novità dalle ultime ricerche”. L’antico borgo fortificato di Castelseprio è stato oggetto di numerose campagne di scavo in tempi recenti e il sottosuolo non smette di fornire elementi di ricerca agli studiosi. Modera l’incontro: Luca Polidoro (direttore del parco archeologico e antiquarium di Castelseprio). PRENOTA IL TUO POSTO.

Civitavecchia. Al Porto la conferenza “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse” di Mario Mazzoli, direttore di ASSO, nell’ambito della mostra “La costruzione del porto di Cemtumcellae e le sue navi”

Ricerca archeologica nelle grotte sommerse (foto asso)

Martedì 3 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, al Molo Vespucci del Porto di Civitavecchia, la conferenza di Mario Mazzoli “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse”, quinto incontro del ciclo di conferenze scientifico divulgative dedicate all’Archeologia Subacquea, Navale e Portuale organizzato nell’ambito della mostra “La costruzione del porto di Cemtumcellae e le sue navi” dal CASN-LANS (Centro Archeologico di Studi Navali) con il patrocinio dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Ingresso libero. La conferenza presenta un focus sulla speleologia subacquea, attività che presenta molteplici risvolti di tipo scientifico e tecnico. Nell’incontro si accennerà alle tecniche speleosubacquee e alla diversità con le immersioni in acque libere, per intraprendere un viaggio in cavità naturali, relitti e cavità artificiali sommerse. Un percorso dal quale “emergerà” come la speleosubacquea costituisca una specializzazione sempre più importante a supporto dei team multispecialistici che si occupano di archeologia e ricerca storica.

Mario Mazzoli (foto asso)

Mario Mazzoli è direttore generale A.S.S.O. ETS, istruttore alla Scuola nazionale di Speleologia Subacquea, coordinatore della Commissione nazionale Speleosubacquea della Società speleologica italiana, ispettore onorario per le aree sommerse e sotterranee della soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

 

Verona. Al via al Malacarne Art Lab “Risguardi”, rassegna di cinema e fotografia ideata da Stefano Zampini e Loris Righetto, con l’idea di riavvicinare opere recenti per scoprire ciò che alla prima visione resta invisibile. In tutto otto appuntamenti, tra marzo e aprile 2026: ecco il programma

Cinema, archeologia, e qualche riflessione: ecco il mix che propone “Risguardi”, rassegna di cinema e fotografia che sceglie il ritorno come gesto critico, ideata da Stefano Zampini e Loris Righetto, nasce dall’idea di riavvicinare opere recenti per scoprire ciò che alla prima visione resta invisibile. Il tema di Risguardi è appunto il ritorno, perché un’opera conserva cose che mostra solo a chi vi ritorna. “Rivedere film e documentari a distanza di tempo permette di scoprirli davvero”, spiegano i promotori: “l’urgenza della prima visione si attenua, la motivazione contingente lascia spazio all’arte e ai motivi profondi di chi ha realizzato l’opera. Risguardi non è un semplice cineforum, ma un dispositivo di riflessione che costruisce un archivio critico permanente attraverso proiezioni, dialoghi e videopodcast”. In tutto otto appuntamenti, tra marzo e aprile 2026, al Malacarne Art Lab in via San Vitale 14/a a Verona, con partecipazione gratuita e aperta al pubblico.

Si inizia lunedì 2 marzo 2026 col tema “La fine e l’inizio. Narrazioni dal museo”: alle 19, inaugurazione della mostra dei disegni di Mauro Cutrona “Immaginare la preistoria”, presentata da Nicolò Scialpi. Illustratore scientifico per musei, pubblicazioni scientifiche e università, Cutrona immagina la preistoria con precisione che ricorda le botteghe rinascimentali. In mostra al Malacarne: bozzetti e studi che mostrano la preistoria non come mondo mitico e selvaggio, ma come tempo abitato da persone simili a noi, prive soltanto della nostra tecnologia. Alle 19.30, la proiezione di due corti: “Le cime di Asclepio” di Filippo Ticozzi e “Pollicinum” di Alberto Gambato & Camilla Ferrari. A seguire il dialogo con i registi.

Frame del film “Le cime di Asclepio” di Filippo Ticozzi

“Le cime di Asclepio” (Italia 2024, 18′) di Filippo Ticozzi: un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambi a posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire?

Il logo di “Pollìcinum. Museo Polesine”, il Sistema Museale Provinciale Polesine

“Pollicinum. Museo polesine” (Italia 2021, 90”) racconta come i musei e il paesaggio conservino la memoria di uomini e miti della terra tra Adige e Po. Ideazione e realizzazione: Camilla Ferrari (musiche originali) e Alberto Gambato (riprese). Girato interamente nei musei della provincia di Rovigo e nel paesaggio che li circonda, è un breve ma intenso percorso evocativo, attraverso la memoria poetica di un luogo, in viaggio tra uomini, miti, paesaggi e musei. Il flusso delle immagini rende possibile un matrimonio, quello tra il disvelamento del mito di Fetonte e il paesaggio che ne accolse l’epilogo.

PROGRAMMA, sempre alle 19 al Malacarne Art Lab di Verona. Lunedì 9 marzo 2026, “Donna e lavori. Storie di vita” col film “Donne di miniera” di Roberto Carta sul tema lavoro femminile e memoria mineraria. Lunedì 16 marzo 2026, “Cosa immagina chi immagina la preistoria” con il film “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Nicolò Scialpi, Stefano Zampini; e il film “Tracce. Ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz (MUSE, Trento). Temi affrontati: archivio, istituzioni culturali, trasformazione del museo. Venerdì 20 marzo 2026, “Relazioni famigliari” col film “L’intruso” di Filippo Meneghetti; e il film “Delivery” di Suranga D. Katugampala. Sabato 21 marzo 2026, l’incontro si terrà a Cavaion Veronese in collaborazione con Liberamente Cavaion, “Lettura portfolio riservata a fotografi e registi emergenti” col film “Deux” di Filippo Meneghetti. Sabato 28 marzo 2026, inaugurazione “City Stars”, mostra fotografica di Davide Biondani: attivo da oltre trent’anni, Biondani è tra i fotografi europei più rappresentativi dello skateboard. La mostra presenta due nuclei: fotografie urbane dove lo skater diventa figura epica, quasi cinematografica, e immagini che congelano il gesto atletico in pose vicine alla statuaria classica. Un racconto della città come luogo di attraversamento, rischio e poesia. Lunedì 13 aprile 2026, “Visioni del ritorno. Montagna, origine” col film “Metaxù” di Lorenzo Vanzan; e il film “Lasciami andare” di Roberto Carta. Infine lunedì 27 aprile, “Il lavoro, la lotta. Una storia esemplare” col film “Diventare Matteotti” di Alberto Gambato & Camilla Ferrari.

 

Firenze. A tourismA 2026 consegnato il premio Francovich a Canosa di Puglia per il miglior museo e parco archeologico italiano a tematica medievale, conferito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), che ha anche assegnato il premio al programma britannico “Time team”

Tutti sul palco: le varie “anime” della comunità canosina a tourismA 2026 con il premio Francovich a Canosa di Puglia (foto graziano tavan)

La vittoria non di un’istituzione ma di un’intera comunità, quella di Canosa di Puglia (BAT) alla quale è andato la XIII edizione del premio “Riccardo Francovich” per il miglior museo e parco archeologico italiano a tematica medievale, conferito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), fondata nel 1994, e oggi presieduta da Marco Valenti, e professore di Archeologia medievale, università di Siena. Lo si è visto quando, venerdì 27 febbraio 2026, sul palco dell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, nel corso di tourismA 2026, a ricevere il premio non è salito solo il presidente della Fondazione archeologica canosina Sergio Fontana, ma proprio l’intera comunità, dal parroco alla soprintendenza, dall’amministrazione comunale ai volontari.

A leggere la motivazione il prof. Giuliano Volpe, già presidente della SAMI, che ha consegnato la targa al presidente Sergio Fontana: “premio conferito a Canosa di Puglia per gli importanti siti e monumenti paleocristiani, opera in particolare del vescovo Sabino (VI sec.), parte di un ricco patrimonio storico e archeologico di età antica, tardoantica, medievale e moderna, indagato, tutelato e valorizzato grazie all’esemplare collaborazione fra la Fondazione Archeologica Canosina, il Comune di Canosa, il Ministero della Cultura, la Regione Puglia, le Università di Bari e di Foggia e alla partecipazione attiva dei cittadini”.

tourismA 2026: Sergio Fontana, presidente della Fondazione archeologica canosina, con il premio Francovich, tra il presidente SAMi Marco Valenti, e l’ex presidente Paul Arthur (foto graziano tavan)

Visibilmente emozionato e commosso il presidente Fontana che ha voluto ringraziare innanzitutto la comunità canosina: “Ritiro il premio – ha esordito – a nome della Fondazione archeologica canosina, e a nome dei 260 soci che hanno caratteristiche diverse, perché c’è un elettricista, un farmacista, un falegname, un medico: 260 persone volontarie che da 30 anni si sono dedicate alla Fondazione archeologica canosina: è una fondazione nata 30 anni fa. Noi abbiamo avuto l’unico caso di museo Archeologico nazionale che è una struttura privata pagata dai privati. È come se noi due ci mettessimo d’accordo pur di avere la caserma dei carabinieri: gli paghiamo tutto noi, gli paghiamo il fitto noi, pur di averli. Questo è quello che è stato fatto dalla Fondazione archeologica canosina da trent’anni, e che continua a fare ancora oggi per il nostro territorio.

tourismA 2026: premio Francovich a Canosa. Sul palco Fondazione archeologica canosina e SAMI (foto graziano tavan)

“Ed è un premio – ha continuato – che io voglio dividere con tutti i canosini, perché è stato un voto plebiscitario (vedi Canosa di Puglia (BAT) vince il Premio Riccardo Francovich conferito dalla SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani al polo della Canosa Paleocristiana “come miglior sintesi tra rigore scientifico e capacità di raccontare la storia a tutti”. Il premio sarà assegnato a Firenze a tourismA | archeologiavocidalpassato). Abbiamo avuto quasi 10mila voti di persone che si sono interessate all’archeologia e che non solo hanno girato pagina, ma si sono fermati, hanno votato. Quindi c’è stato veramente il voto di tutta una comunità. Che va dalla comunità ecclesiastica, perché noi abbiamo una storia del Paleocristiano importantissima, abbiamo delle catacombe a Canosa di Puglia, una delle poche nel Sud Italia, abbiamo il vescovo Sabino che è il primo santo della Puglia, abbiamo una storia paleocristiana importantissima, abbiamo una storia danuna antecedente ancora più importante, abbiamo una storia romana, abbiamo una storia: Canosa è stata vissuta e abitata da sempre. La Fondazione archeologica canosina è il chiaro esempio che le cose si possono fare nonostante le possibilità che abbiamo, perché vorremmo avere più fondi, più disponibilità, ma se ci sono persone di buona volontà e dedico il premio a tutte le persone di buona volontà che hanno contribuito anche con ruoli e competenze diverse. Mi riferisco al ministero della Cultura, alla nostra Regione Puglia, al nostro Comune, alla nostra Provincia, a tutti quanti hanno collaborato; e soprattutto alla nostra soprintendenza, la nostra università. Oggi abbiamo due concessioni di scavo. Si sta scavando a Canosa di Puglia: la concessione è stata richiesta dalla Fondazione archeologica canosina tramite l’università, ma concessa dal nostro ministero che salvaguarda e sovrintende a tutte le attività. Lascio la parola agli altri non senza ringraziare Piero Pruneti, e tutto il premio Francovich: siamo onorati di ricevere questo premio perché conosciamo l’importanza di questo medievista e quanto si sia dedicato alla divulgazione, alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio. Quindi sono veramente emozionato, sono molto contento di questo premio.

tourismA 2026, premio Francovich: il presidente Sergio Fontana con l’onorevole Francesco Ventola (foto graziano tavan)

“Lasciatemi ringraziare – ha concluso – una persona che non è qui sul palco, Francesco Ventola e don Felice Bacco, che sono qui con noi, che ci hanno seguito. Francesco Ventola è un europarlamentare, ma è stato sindaco di Canosa con cui abbiamo fatto tante battaglie, che continuiamo a fare. Per esempio, abbiamo a Canosa una scuola di specializzazione di due università che si sono messe d’accordo, caso raro per le università, ma in questo caso invece siamo riusciti ad avere una scuola di specializzazione unica a Canosa. Questo si deve grazie anche all’onorevole Francesco Ventola. E poi l’ultimo pensiero per don Felice Bacco che ha fatto, sta facendo e farà tantissimo per la nostra terra. Grazie”.

tourismA 2026: il produttore Tim Taylor riceve il premio Francovich conferito al programma “Time team”, tra Marco Valenti e Paul Arthur (foto graziano tavan)

Nel corso della stessa cerimonia a tourismA 2026 è stato conferito dalla SAMI anche il premio a “Time Team”, programma televisivo britannico, nel quale ogni episodio presenta un team di specialisti che conduce uno scavo archeologico nell’arco di tre giorni, prodotto da Tim Taylor, presente a tourismA, cui è stato consegnato il premio con questa motivazione letta dal prof. Paul Arthur, già presidente SIMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento: “per il suo eccezionale contributo nel portare l’archeologia e il significato culturale del passato nella vita di milioni di persone, arricchendo profondamente il coinvolgimento del pubblico nei confronti del nostro patrimonio comune”.

 

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di marzo nel podio della classifica assoluta tra il primo posto del Colosseo (15.876 ingressi) e il terzo di Foro Romano e Palatino (13.114 ingressi), come a febbraio, si inserisce al secondo posto la Reggia di Caserta con 13.671 ingressi

Sono stati 260mila gli ingressi domenica 1° marzo 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di marzo, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A marzo il podio della classifica assoluta è uguale a quella del mese precedente per il primo posto con il Colosseo (15.876 ingressi) e per il terzo con il Foro Romano-Colosseo (ingressi 13.114), mentre al secondo posto si inserisce la Reggia di Caserta (ingressi 13.671) che fa scalare il Pantheon al quarto posto.

Visitatori al museo Archeologico nazionale di Aquileia nei riaperti depositi arricchiti dalla mostra “Gli dei ritornano” (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.876 ingressi; Foro Romano e Palatino 13.114; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.957; area archeologica di Pompei 11.833; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.030; Terme di Caracalla 3.383; museo e area archeologica di Paestum 3.235; Terme di Diocleziano 3.157; parco archeologico di Ercolano 2.899; Villa Adriana 2.578; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.194; museo Archeologico di Venezia 2.160; Palazzo Massimo 2.097; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.968; Palazzo Altemps 1.853; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.563; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.071; museo delle Civiltà 1.022; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 853; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 785; museo Archeologico nazionale di Firenze 571; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 554; Scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 551; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 528; musei nazionali di Cagliari 513; anfiteatro e teatro romano di Lecce 513; Villa di Poppea-Oplontis 509; area archeologica del Teatro romano di Benevento 500; parco archeologico delle Terme di Baia 456; museo Archeologico nazionale di Pontecagnano e parco archeologico di Pontecagnano 437; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 408; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 362; museo Archeologico nazionale “Giuseppe Andreassi” e parco archeologico di Egnazia 328; Antiquarium di Lucrezia Romana 305.