Torino. “Sguardi contemporanei sull’antico”: al museo Egizio l’arte contemporanea diventa protagonista con progetti artistici e un public program dedicato

Dal 27 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027, con “Sguardi contemporanei sull’antico” l’arte contemporanea diventa protagonista al museo Egizio di Torino, con progetti artistici e un public program dedicato. Il museo Egizio è un museo archeologico contemporaneo che si interroga criticamente sul proprio ruolo in una società in continuo mutamento. Per questo, conserva e valorizza la collezione archeologica mantenendo un dialogo costante con il presente, anche attraverso lo sguardo della contemporaneità, così da favorire nuove connessioni con l’antico. In questo contesto, l’arte contemporanea assume un ruolo sempre più centrale nella proposta, offrendo anche uno spazio per interrogare criticamente la storia della collezione.

INSTALLAZIONI

Ultrasky. Il blu egizio incontra l’arte contemporanea di Bluenet. Dal 13 ottobre al 14 dicembre 2026, Ultrasky porta nelle sale otto artiste e artisti contemporanei chiamati a confrontarsi con uno dei materiali più affascinanti nati nell’antico Egitto: il blu egizio. Il blu egizio diventa il punto di partenza per sperimentare tecniche, forme e linguaggi artistici diversi: dalla scultura al mosaico, dal vetro al tessuto, fino alla stampa 3D. Non si tratta di riprodurre l’arte dell’antico Egitto, ma di partire da una sua straordinaria invenzione per continuare a trasformarla. Lo stesso materiale che attraversa la storia delle collezioni del Museo entra così nelle pratiche della creazione contemporanea, mettendo in relazione tempi, saperi e linguaggi differenti.

About the Museum di Khalil Rabah. Dal 27 ottobre 2026 all’11 gennaio 2027, nella Galleria dei Re.
Il progetto About the Museum di Khalil Rabah, proveniente dalla mostra “Gaza. Il futuro ha un cuore antico”, ospitata presso Fondazione Merz, riflette sul significato della conservazione museale. Gli ulivi vivi, custoditi all’interno di una teca, trasformano lo spazio espositivo in un luogo sospeso tra archivio e paesaggio, tra vita e classificazione. Mettere qualcosa sotto teca significa proteggerlo, ma anche sottrarlo al suo contesto e trasformare il suo rapporto con il luogo di origine.

Returning the Gaze di Ali Cherri. Dal 28 ottobre 2026 in Sala 5. L’opera di Ali Cherri, Returning the Gaze, invita a ripensare il modo in cui oggi guardiamo i reperti all’interno del museo. Applicando protesi oculari a statue e oggetti frammentari, Cherri restituisce loro uno sguardo e li presenta come qualcosa di più di semplici oggetti da osservare, come elementi in grado di entrare a loro volta in relazione con il pubblico e con lo spazio che lo circonda. Ideata dall’artista durante un periodo di residenza in museo, l’opera è stata presentata per la prima volta al pubblico in occasione del bicentenario del museo Egizio ed è ora fruibile in sala 7.

The Sun Weeps for the Land and Calls From the Garden of Stones di Sara Sallam. Installazione permanente nella Galleria dei Re. L’opera The Sun Weeps for the Land and Calls From the Garden of Stones di Sara Sallam invita a guardare le Sekhmet al di fuori della Galleria dei Re e a interrogarsi su come conservare ed esporre gli oggetti, ma anche ricostruirne i contesti e le storie. Le statue, oggi disperse in musei e collezioni di tutto il mondo, permettono di approfondire come la formazione delle raccolte e la collocazione dei reperti influenzino il modo in cui li conosciamo e interpretiamo. L’allestimento è stato inaugurato in occasione del bicentenario del museo Egizio.

PUBLIC PROGRAM

Talk e proiezione “The Digger”, “Somniculus”, “Petrified” di Ali Cherri. Giovanni Casini (università di Torino) in dialogo con Sara Menato (museo Egizio): il 28 ottobre 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio (ingresso da via Maria Vittoria 3M). Proiezione dei tre documentari a firma di Ali Cherri. Seguirà un talk di Giovanni Casini e Sara Menato incentrato sul tema della memoria e dei resti materiali del passato. Le proiezioni invitano a interrogarsi su come questi reperti vengano conservati e interpretati e su come contribuiscano alla ricostruzione della Storia. Ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria QUI.

Proiezione “The Digger”, “Somniculus”, “Petrified” di Ali Cherri: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, dalle 10 alle 17, in sala conferenze del museo Egizio (ingresso da via Maria Vittoria 3M). Proiezione ciclica ogni ora dei 3 opere filmiche di Ali Cherri. La sequenza ha una durata complessiva di circa 50 minuti. Ingresso gratuito e senza prenotazione.

Verona. Al museo di Storia naturale il convegno “Associazione Naturalisti Veronesi: 80 anni per la scienza, il museo e la città”. Ecco il programma

Martedì 27 ottobre 2026, alle 16, al museo di Storia naturale in Palazzo Pompei, lungadige Porta Vittoria 9 a Verona, il convegno “Associazione Naturalisti Veronesi: 80 anni per la scienza, il museo e la città” proposto dall’Associazione Naturalisti Veronesi per celebrare l’80° anniversario dalla sua fondazione, con un incontro in ricordo del lungo impegno di collaborazione con il museo di Storia Naturale e di divulgazione scientifica a favore della città. L’appuntamento diventa l’occasione per rendere omaggio al fondatore dell’associazione e storico direttore del museo di Storia Naturale, Francesco Zorzi, la cui impronta è tuttora molto viva.

Programma. Dopo i saluti delle autorità, intervengono Margherita Frigo Sorbini, presidente dell’Associazione Naturalisti Veronesi, su “Un lungo cammino insieme”; Leonardo Latella, museo di Storia naturale – sezione di Zoologia, e Sebastiano Andreatta, museo di Storia naturale – sezione di Botanica, su “80 anni di monitoraggio della biodiversità a Verona”; Nicoletta Martinelli, museo di Storia naturale – sezione di Preistoria, su “Zorzi e la Sezione Ricerche Scientifiche Subacquee dei Naturalisti Veronesi”; Massimo Saracino, museo di Storia naturale – sezione di Preistoria, su “Conoscere e divulgare la Preistoria: Francesco Zorzi e la Società Naturalisti”. Modera Alessandra Aspes, già direttrice del museo di Storia naturale di Verona. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Roma. Aperture straordinarie con visite guidate gratuite alla villa di Livia sulla via Flaminia e all’arco di Costantino a Malborghetto

La soprintendenza speciale di Roma propone per il 27 e il 28 ottobre 2026 aperture straordinarie alla villa di Livia e all’arco di Costantino a Malborghetto con visite guidate gratuite senza prenotazione.

APERTURE STRAORDINARIE VILLA DI LIVIA

I resti della Villa di Livia, lungo l’antica via Flaminia, a Roma (foto fabio caricchia / ssabap-roma)

In un angolo incontaminato lungo l’antica via Flaminia, emergono i significativi resti della Villa di Livia, moglie di Augusto. Denominata dalle fonti antiche ad gallinas albas, in ricordo di uno straordinario evento occorso a Livia mentre si recava nei suoi possedimenti, narrato da Plinio con queste parole: “…a Livia Drusilla…un’aquila lasciò cadere dall’alto in grembo…una gallina di straordinario candore che teneva nel becco un ramo di alloro con le sue bacche. Gli aruspici ingiunsero di allevare il volatile e la sua prole, di piantare il ramo e custodirlo religiosamente. Questo fu fatto nella villa dei Cesari che domina il fiume Tevere presso il IX miglio della Via Flaminia, che perciò è chiamata alle Galline; e ne nacque prodigiosamente un boschetto”. (Plin. nat. XV, 136-137). Aperture straordinarie martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026, dalle 15.15 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 18. Visite guidate e senza prenotazione martedì 27 ottobre 2026 alle 15.30 e alle 17.

APERTURE STRAORDINARIE ARCO DI COSTANTINO A MALBORGHETTO

L’arco di Costantino a Malborghetto, lungo la via Flaminia, a Roma (foto ssabap-roma)

L’Arco di Costantino a Malborghetto ha dietro di sé una storia lunga più di milleseicento anni — una storia che, in un certo senso, tocca uno dei momenti decisivi dell’Impero Romano e dell’intera civiltà occidentale. Tutto comincia all’inizio del IV secolo dopo Cristo. Lungo la via Flaminia, la grande arteria che collegava Roma al nord della penisola, viene costruito un arco quadrifronte, con quattro fornici aperti nelle direzioni cardinali: un monumento alto quasi diciotto metri, interamente rivestito di marmo bianco e decorato da colonne corinzie. Un arco del genere non era soltanto un segno di trionfo: era un messaggio politico inciso nella pietra, una dichiarazione di potere e di legittimità. E proprio qui, secondo studi archeologici e storico topografici recenti, Costantino avrebbe posto il suo accampamento prima di muovere contro Massenzio, nella celebre battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C. È la notte del sogno, quella che lo scrittore cristiano Lattanzio, testimone vicino agli eventi, racconta con queste parole: Ut in signum caeleste notaret scuta, hoc signo se in proelia iturum atque hostes esse superaturum. Gli fu indicato di segnare gli scudi con un segno celeste, con il quale avrebbe affrontato la battaglia e vinto il nemico. Quel segno — il monogramma di Cristo — diventerà l’emblema del nuovo imperatore e della nuova fede che stava per cambiare il volto dell’Impero. Visite libere e gratuite: martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026, dalle 15.15 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 18). Visite guidate e senza prenotazione martedì 27 ottobre e mercoledì 28 ottobre 2026 alle 15.30 e alle 17.

Padova. All’università il seminario “Archeologia quo vadis” con presentazione del libro “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe: l’autore dialoga con Margarita Gleba e Jacopo Bonetto

Martedì 27 ottobre 2026, alle 16.30, nell’aula 9 del Complesso Beato Pellegrino, in via Beato Pellegrino 28 a Padova, nell’ambito dell’insegnamento di “Metodologia della ricerca archeologica” (docente: Margarita Gleba) del corso di laurea triennale in “Archeologia” del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, il seminario “Archeologia quo vadis?” con presentazione del libro “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe (Laterza): nell’ultimo mezzo secolo l’archeologia ha molto modificato e arricchito il proprio bagaglio metodologico e ampliato i propri campi d’azione a livello temporale, spaziale e tematico. Questo libro offre un punto di vista aggiornato sull’evoluzione della disciplina, valorizzandone le molteplici opportunità. Interviene: Giuliano Volpe, università di Bari “Aldo Moro”, in dialogo con Margarita Gleba e Jacopo Bonetto, università di Padova. Ingresso libero.

Conegliano (Tv). Nella sede della Dama Castellana la conferenza “Storie di arte trafugata, dalla Triade Capitolina all’Arciere Sulcitano. Il viaggio investigativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale tra scavi clandestini, traffici internazionali, recuperi e divulgazione attraverso il fumetto” con il Lgt (ris.) Roberto Lai

Martedì 27 ottobre 2026, alle 18, nella sede della Dama Castellana in viale Spellanzon a Conegliano (Tv) la conferenza “Storie di arte trafugata, dalla Triade Capitolina all’Arciere Sulcitano. Il viaggio investigativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale tra scavi clandestini, traffici internazionali, recuperi e divulgazione attraverso il fumetto”. Relatore il Lgt (ris.) Roberto Lai, presidente nazionale Associazione Nazionale Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, già detective del reparto operativo dell’Arma dei Carabinieri. Interverranno: il Ten. Col. Gianluca Muscatello, comandante Compagnia Carabinieri Conegliano; il Mar.Ca. (cong.) Guido Antoniazzi, presidente associazione Collezione Antoniazzi e curatore museo Carabinieri Reali di Conegliano. L’incontro propone un racconto diretto e coinvolgente dedicato ad alcuni dei più significativi casi di recupero del patrimonio archeologico italiano trafugato e disperso nel mercato clandestino internazionale. Attraverso immagini, documenti investigativi e testimonianze operative, la conferenza ripercorre il lavoro svolto nella tutela dei beni culturali: dagli scavi clandestini ai traffici internazionali, fino al recupero e alla restituzione delle opere alla collettività. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’attività divulgativa realizzata attraverso i fumetti ANC Tutela Patrimonio Culturale, strumento innovativo pensato per avvicinare giovani e cittadini ai temi della legalità, della memoria e della difesa del patrimonio culturale italiano. Perché recuperare un’opera d’arte non significa soltanto restituire un oggetto, ma riportare alla collettività un frammento della propria storia e della propria identità. Ingresso libero.

Gioia Tauro (RC). Riapre il museo Archeologico Metauros con l’incontro “Musei accessibilità e fruizione” e le visite guidate. Ingresso libero tutto il giorno

Ci siamo. Martedì 27 ottobre 2026, alle 11, riapre a Gioia Tauro (RC) il museo Archeologico Metauros che, per l’occasione, sarà a ingresso gratuito fino alle 19. “Un momento per la comunità”, spiegano alla direzione regionale Musei nazionali della Calabria. “Perché i luoghi della cultura sono presidi di sviluppo e socialità e un Museo aperto, inclusivo e accessibile è un investimento necessario per il futuro delle giovani generazioni e per il benessere della comunità”. Alle 11, nell’incontro “Musei accessibilità e fruizione” verranno coinvolte istituzioni, associazioni e enti del terzo settore. In particolare, verranno presentati gli interventi effettuati grazie alle misure del PNRR, che restituiranno alla comunità un Museo moderno e accessibile. Intervengono: Simona Bruni, direttrice del museo Archeologico; Simona Scarcella, sindaco di Gioia Tauro; Domenica Speranza, assessore alla Cultura di Gioia Tauro; Carmelo Nicoletta, responsabile UICI-Gioia Tauro; e Michele Caira, CEO Aistech. A seguire, dalle 15 alle 19, le visite guidate nei rinnovati spazi museali.

Nettuno (Roma). Presentazione del restauro del ponte-acquedotto romano nel Complesso archeologico e monumentale di Torre Astura, lungo il litorale, all’interno del Poligono militare gestito dall’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri

La soprintendenza per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti presenta la conclusione dei lavori di riqualificazione e valorizzazione del Complesso archeologico e monumentale di Torre Astura, situato lungo il litorale di Nettuno (RM), all’interno del Poligono militare gestito dall’Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri (UTTAT) del ministero della Difesa. Appuntamento martedì 27 ottobre 2026, alle 10.30, solo per gli accreditati: ingresso piazzale degli Eroi 1, Nettuno. L’intervento, realizzato nell’ambito del PNRR – Caput Mundi, ha riguardato in particolare il restauro e il consolidamento del ponte-acquedotto romano, struttura di grande rilevanza per la storia e l’organizzazione della villa marittima, oltre alla messa in sicurezza delle strutture voltate del settore residenziale. Un luogo di straordinario valore storico, archeologico e naturalistico, dove le testimonianze dell’antica villa romana si intrecciano con la presenza della torre medievale, da secoli simbolo inconfondibile del sito, in un paesaggio costiero di grande suggestione. I lavori sono stati realizzati dalla Soprintendenza sotto la guida della soprintendente, Lisa Lambusier. Il procedimento è stato seguito da Raffaella Strati, in qualità di Responsabile unico del progetto e direttore dei lavori, con la direzione scientifica per gli aspetti archeologici di Maria Teresa Moroni. Il progetto è stato redatto dal raggruppamento temporaneo di professionisti composto da BCD Progetti S.r.l., rappresentata dall’ing. Giuseppe Carluccio, dall’arch. Paola Brunori, dalla dott.ssa Francesca Carboni e da Fenice S.r.l.s. L’esecuzione dei lavori è stata affidata all’impresa Alfredo Cecchini S.r.l.

Campi Flegrei (Na). Nel parco archeologico sommerso di Baia il X ArcheoCamp: una settimana dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo dei Campi Flegrei

Dal 26 ottobre al 1° novembre 2026 nei Campi Flegrei la decima edizione dell’ArcheoCamp, organizzata dal Centro Sub Campi Flegrei nello splendido scenario del parco archeologico sommerso di Baia: una settimana dedicata alla valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo dei Campi Flegrei. L’evento, ormai considerato tra i più importanti a livello nazionale nell’ambito del turismo archeologico subacqueo, offre un ricco programma di appuntamenti scientifici e ricreativi per vivere e promuovere il patrimonio culturale sommerso.

Programma da lunedì 26 ottobre a domenica 1° novembre 2026. Immersioni & Snorkeling nel parco archeologico sommerso di Baia. Visite alle nuove scoperte ed ai nuovi restauri. Per subacquei e non subacquei a cura del Centro Sub Campi Flegrei. Corso “Metodologie della ricognizione archeologica subacquea” a cura di Giuseppe Avola e Sara Finale con il supporto di Una Quantum.

Martedì 27 Ottobre 2026. A Villa Doria D’Angri, Napoli, sede dell’università di Napoli “Parthenope”. Alle 10, tavola rotonda: “Valorizzazione del patrimonio culturale: opportunità e sfide per il futuro”; 11.30, tavola rotonda: “Competenze blu per il futuro: sfide, innovazione e prospettive di sviluppo”; 14.30, tavola rotonda: “L’attività sportiva e le blu competence per la valorizzazione turistica della risorsa mare”; 16, consegna premio “Ulisse di Baia”.

Venerdì 30 ottobre – domenica 1° novembre 2026. Mostra fotografica “La nascita del Parco Archeologico Sommerso di Baia” a cura di Pasquale Vassallo.

Venerdì 30 ottobre – domenica 1° novembre 2026. Test gratuito attrezzatura subacquea Mares. E corso di specialità “Istruttore Padi di archeologia subacquea” a cura di DC Bruno Mollo

Sabato 31 – domenica 1° novembre 2026. Corso di fotografia subacquea.

Spalato. Alla Cinemateca Golden Gate al via la nona edizione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico (MFAF): tre giorni con 27 documentari (cinque di produzione italiana dei registi Lorenzo Mercurio, Sandra Lopez Cabbrera, Lorenzo Daniele, Lorenzo Scaraggi, Vanni Gandolfo). Ecco il programma

Dal 26 al 28 ottobre 2026 Split torna a essere un punto d’incontro tra archeologia e arte cinematografica con la nona edizione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico (MFAF) diretto da Laura Lada, in programma quest’anno alla Cinemateca Golden Gate di Spalato (Croazia): tre giorni con 27 documentari (cinque di produzione italiana dei registi Lorenzo Mercurio, Sandra Lopez Cabrera, Lorenzo Daniele, Lorenzo Scaraggi, Vanni Gandolfo) che raccontano storie affascinanti sul passato, il patrimonio culturale e la ricerca archeologica nel mondo. Dalle più antiche espressioni artistiche dell’umanità e templi antichi perduti alle misteriose sepolture e ai documenti climatici nascosti nel ghiaccio, il programma di quest’anno mostra quanto il passato abbia ancora da raccontare. L’ingresso è gratuito.

Frame del film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio

Il festival sarà ufficialmente inaugurato lunedì 26 ottobre 2026, alle 17, alla Cinemateca Golden Gate. Il primo giorno del festival si apre con il film croato Skull C di Laura Sinovčić, seguito da film internazionali come Da Cambridge con amore, Kuro-Arak Culture of the Early Bronze Age e Artemis – The Lost Temple. Quest’ultimo titolo ci porta alla ricerca di tracce di una delle divinità più famose del mondo antico, mentre il film sulla cultura Kuro-Arak apre uno sguardo alle comunità che hanno plasmato la storia della più ampia regione del Caucaso durante l’Età del Bronzo Antico. In programma, alle 19.05, anche il primo film italiano, Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’), un racconto delle meraviglie del Duomo di Monreale, attraverso il filo conduttore della leggenda del sogno di Guglielmo II, secondo cui il sovrano avrebbe avuto in visione la Madonna che lo avvisava dell’esistenza di un grandioso tesoro.

Frame del film “Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano” di Sandra Lopez Cabrera

Il programma martedì 27 ottobre 2026, dalle 16, con film che portano gli spettatori dalle grotte preistoriche dipinte ai siti antichi e medievali. Tra i titoli, spicca la Grotta di Chauvet: il primo capolavoro dell’umanità, dedicato a una delle più importanti grotte dipinte al mondo, i cui disegni di animali furono realizzati più di 30.000 anni fa. La Gallia sul Limes ci porta sulle orme dei confini dell’Impero Romano, mentre il film La risposta dalla Groenlandia porta uno sguardo al lontano nord, ricordandoci che tracce del passato umano si possono trovare anche negli angoli più remoti del mondo. Sono ben tre i film italiani in cartellone. Alle 19.49, Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano di Sandra Lopez Cabrera (Italia, 52′). Il docufilm racconta la vita di Grimoaldo, nobile discendente della stirpe di Alboino nato a Cividale intorno al 600 d.C., che nel corso di una lunga vita ricca di avvenimenti riuscirà a diventare il primo re longobardo di stirpe friulana. Attraverso il racconto della vita dei nostri avi avremo modo anche di raccontare le vicende storiche della Penisola e del Friuli nel VII secolo.

Frame del film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele

Alle 18.56, Il fiume e Nina / The river and Nina di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 5’). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa”, raccontano le vicende storiche di un territorio della Sicilia orientale, quello di Augusta, dai primi insediamenti umani in epoca preistorica, all’estrazione del sale in epoca moderna con la creazione delle saline, passando per le due Guerre Mondiali e la successiva industrializzazione che ha portato ricchezza, ma anche inquinamento. Il messaggio finale, tuttavia, è di grande speranza.

Frame del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi

Alle 19.08, Approdi di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45′). Approdi è un viaggio tra tempi e luoghi. Nicolò Carnimeo, giornalista e scrittore, intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi a bordo della sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone ai giorni nostri, raccontando gli approdi che non ci sono più, descrivendo il rapporto col mare e l’importanza strategica del porto e dei fari per i naviganti.

Il volto di Alessandro, dal grande mosaico del Mann. reso tridimensionale: frame del documentario di Vanni Gandolfo (foto mann)

L’ultimo giorno del festival, mercoledì 28 ottobre 2026, il pubblico potrà aspettarsi i film Replica del mosaico della Basilica Paleocristiana di Novalja, Voltaire – La ricerca del corpo perduto e L’esercito degli amanti – La Santa Squadra della Grecia Antica, tra molti altri film. Per l’Italia, alle 16.18, il film Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.

Chiude il programma del festival un momento speciale: alle 19.25 lezione del prof. associato Silvia Bekavac dell’università di Zara su L’Archeologia del Ghiaccio, che solleva una domanda intrigante: cosa può rivelarci un pezzo di ghiaccio vecchio di più di mille anni? La conferenza sarà seguita dalla proiezione del film Secrets of Biokovo Tumuli and Icicles di Rade Popadić, che avvicina ulteriormente questo legame unico tra archeologia, natura e storia umana. Alle 20.05, l’annuncio dei film premiati.

Roma. Alla Fondazione Marco Besso presentazione del libro “Memoria e identità ai confini di Chiusi. La necropoli di Tolle tra l’Orientalizzante e l’età arcaica” di Mattia Bischeri

Lunedì 26 ottobre 2026, alle 17, alla Fondazione Marco Besso di Roma in largo di Torre Argentina 11 a Roma, in presenza e on line, presentazione del libro “Memoria e identità ai confini di Chiusi. La necropoli di Tolle tra l’Orientalizzante e l’età arcaica” di Mattia Bischeri (L’Erma di Bretschneider). Dopo i saluti istituzionali di Gilda Bartoloni (fondazione Marco Besso), presentano Valeria Acconcia (università di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”) ed Enrico Benelli (università Roma Tre). Interviene Domenico Palombi, direttore dei supplementi e monografie della rivista Archeologia classica. Modera Filippo Delpino (Cnr). Sarà presente l’autore. Per partecipare in presenza è obbligatoria la prenotazione: https://fmbe.it/392.

Copertina del libro “Memoria e identità ai confini di Chiusi. La necropoli di Tolle tra l’Orientalizzante e l’età arcaica” di Mattia Bischeri

Memoria e identità ai confini di Chiusi. La necropoli di Tolle tra l’Orientalizzante e l’età Arcaica. La necropoli di Tolle, situata presso il valico naturale de La Foce al confine tra Val di Chiana e Val d’Orcia, è una delle più estese aree funerarie della parte occidentale del territorio dell’etrusca cleusin/Chiusi. Lo scavo estensivo condotto tra il 1996 e il 2011, in regime di concessione dalla direzione del museo civico Archeologico di Chianciano Terme in collaborazione con la locale Associazione Geo-Archeologica, ha restituito una delle più rilevanti acquisizioni dell’archeologia chiusina. Su un totale di oltre 1.000 sepolture prevalentemente intatte, databili tra VIII e I sec. a.C., 760 contesti coprono i 200 anni che dall’Orientalizzante antico (720-680 a.C.) giungono fino alla tarda età arcaica (510-480 a.C.). L’eccezionale base di dati disponibili consente, per la prima volta nel territorio, di impiegare metodi di analisi statistico-combinatorio e spaziale allo studio della cultura materiale e del costume funerario di un grande contesto funerario unitario, che consentono da un lato la costruzione di una dettagliata sequenza crono-tipologica e dall’altro di compiere una lettura integrata dei dati spaziali e antropologici, finalizzata a mettere in luce il mutare nel corso del tempo dell’ideologia funeraria espressa dalle élites chiusine nel passaggio dalle fasi cruciali che vedono l’ascesa e la crisi delle élites gentilizie e il consolidamento della struttura urbana nell’età di Porsenna.