I parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono alla VII edizione della campagna nazionale di Komen Italia “La prevenzione è il nostro capolavoro”: ecco il programma al museo Archeologico nazionale

I parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono alla VII edizione della campagna nazionale di Komen Italia “La prevenzione è il nostro capolavoro”, promossa dal ministero della Cultura e dal ministero della Salute. Nell’ambito della campagna, i Parchi sono chiamati a contribuire alla diffusione del messaggio sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori del seno attraverso iniziative che mettono in dialogo patrimonio culturale, salute e partecipazione. L’adesione si inserisce nella visione dei Parchi come luoghi aperti alla comunità, nei quali la tutela e la valorizzazione del patrimonio si accompagnano a una crescente attenzione al benessere individuale e collettivo. La cultura, infatti, non è soltanto conoscenza e conservazione della memoria, ma anche occasione di incontro, condivisione e sensibilizzazione su temi fondamentali per la qualità della vita.

Il programma dei Parchi prevede appuntamenti che intrecciano informazione, creatività e attività dedicate al benessere, offrendo ai visitatori occasioni per avvicinarsi al tema della prevenzione in un contesto culturale e partecipativo. Tutte le iniziative sono incluse nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia

Venerdì 23 ottobre 2026, alle 11.30, il parco archeologico di Paestum ospita “Pilates in Rosa”, un’attività condotta da Nicoletta Ciardo, insegnante di Pilates Autentico con un percorso di formazione d’élite, che ha conseguito diverse certificazioni internazionali studiando con i più grandi maestri del settore, tra cui Inelia Garcia, portavoce e referente mondiale del Metodo Pilates Autentico (in caso di pioggia la lezione si terrà nella sala cella del museo)

Sabato 24 ottobre 2026, alle 9, il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita incontri di sensibilizzazione e informazione sul tumore del seno, organizzato in collaborazione con il Rotary Paestum Centenario Distretto 101. Alle 11, è in programma il laboratorio di ceramica “Kéramos Argilla in Rosa – memoria, cura, vita”, a cura dell’Associazione Pandora Artiste Ceramiste. Attraverso il linguaggio della ceramica, l’attività propone un momento di espressione creativa e riflessione sui temi della cura, della memoria e della vita.

La prevenzione passa anche dalla cura delle persone che lavorano nei siti di Paestum e Velia. L’impegno dei Parchi archeologici di Paestum e Velia per la salute non si rivolge dunque soltanto ai visitatori, ma comprende anche l’attenzione verso le persone che ogni giorno contribuiscono alla tutela, alla valorizzazione e all’accoglienza nei siti. In questa prospettiva, nell’ambito delle iniziative legate alla campagna, sono previste visite senologiche riservate alle dipendenti, in collaborazione con il Rotary Paestum Centenario Distretto 2101, come azione concreta di promozione della salute e di sensibilizzazione sull’importanza dei controlli periodici e della diagnosi precoce. La scelta di dedicare questo servizio al personale femminile si inserisce nell’impegno dell’Istituto a promuovere e salvaguardare la salute non soltanto dei propri visitatori, ma anche delle persone che vi lavorano, riconoscendo il benessere del personale come parte integrante della responsabilità sociale dell’organizzazione. Con l’adesione alla campagna “La prevenzione è il nostro capolavoro”, i Parchi archeologici di Paestum e Velia confermano così la propria vocazione a essere luoghi di cultura al servizio della collettività, capaci di coniugare la valorizzazione del patrimonio con iniziative concrete di informazione, partecipazione e attenzione alla persona.

Isera (Tn). Porte aperte alla Villa romana: visite guidate e presentazione delle ricerche in corso

Venerdì 23 ottobre 2026, dalle 15.30 alle 17, porte aperte allo scavo archeologico della Villa romana di Isera (Tn) promosso dalla soprintendenza per i Beni culturali della provincia autonoma di Trento. Le visite guidate, condotte dagli esperti che hanno seguito i lavori, verranno effettuate ad intervalli di circa 20 minuti, in gruppi di massimo 20 persone. L’iniziativa prosegue alle 17 a Palazzo de Probizer dove si terrà un incontro di presentazione delle ricerche in corso. La Villa romana di Isera è una prestigiosa dimora del I secolo d.C. affacciata sulla valle dell’Adige, caratterizzata da raffinati intonaci dipinti secondo la moda del terzo stile pompeiano e da un impianto edilizio realizzato secondo le regole dettate dall’architetto romano Vitruvio. La partecipazione è libera e gratuita. Info: ufficio Beni archeologici 0461492161, biblioteca comunale di Isera 0461437296.

Pisa. Nell’aula Bianchi di Lettere della Scuola Normale Superiore di Pisa, “Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della spiera”: seminario di storia antica a cura di Stefano Medas (università di Bologna), in presenza e Live su Teams

Venerdì 23 ottobre 2026, alle 10, nell’Aula Bianchi di Lettere della Scuola Normale Superiore di Pisa, “Persistenze tecniche e lessicali della navigazione antica. Il caso della spiera”: seminario di storia antica a cura di Stefano Medas dell’Alma Mater Studiorum università di Bologna, in presenza e Live su Teams (Partecipa alla conversazione). Molti aspetti della navigazione antica, sia tecnici che antropologici, hanno conosciuto una lunghissima continuità nel corso del tempo, soprattutto nel contesto popolare dei pescatori e dei piccoli naviganti, quello che maggiormente ha conservato dei caratteri “arcaici”. Lo si può riscontrare nell’uso di semplici ma fondamentali strumenti nautici, così come nelle tecniche utilizzate per orientarsi e affrontare il mare, ma anche nei caratteri e nella vita quotidiana delle genti di mare, nelle credenze e nella religiosità, perfino nel lessico. Ciò è accaduto ovunque, in quanto l’essere umano ha dovuto affrontare problemi sostanzialmente simili, in ambienti simili e con macchine simili, per lo meno fino a quando – diciamo così – ha combattuto “ad armi pari” con gli elementi naturali, ovvero fino al tramonto della vela. Ad ambienti e necessità simili corrispondono quindi risposte simili. A tale riguardo risulta emblematico il caso della spiera, strumento fondamentale per la salvezza di un’imbarcazione che deve affrontare un mare tempestoso: le circostanze del suo impiego e il suo principio di funzionamento sono rimasti inalterati nel tempo, così come la sua denominazione di antica origine greco-latina. 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Le perle rosse di Sardegna nei gioielli Castellani a Villa Giulia” di Enrico e Flavio Butini

Giovedì 22 ottobre 2026, alle 17.30, in sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Le perle rosse di Sardegna nei gioielli Castellani a Villa Giulia” di Enrico e Flavio Butini, edito da L’ERMA di Bretschneider. Introduce Luana Toniolo, direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Gli autori dialogano con Ida Caruso, archeologa, già funzionario della Soprintendenza per l’Etruria meridionale. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Prenotazioni all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

Copertina del libro “Le perle rosse di Sardegna nei gioielli Castellani a Villa Giulia” di Enrico e Flavio Butini

Le perle rosse di Sardegna nei gioielli Castellani a Villa Giulia. Nel gennaio del 1919 Alfredo Castellani, ultimo discendente della più importante dinastia di orafi romani dell’Ottocento (Fortunato Pio, Augusto e Alessandro Castellani) donò allo Stato italiano un’eccezionale raccolta di oggetti archeologici e opere ottocentesche. Il lascito, frutto di quasi un secolo di attività della famiglia Castellani, comprendeva numerosi reperti archeologici (5145 pezzi tra marmi, bronzi, ceramiche, avori e vetri) oltre a un consistente nucleo di gioielli di loro produzione (1175 esemplari) e a 92 gemme, tra intagli e scarabei. Per volontà testamentaria, l’intera collezione è oggi esposta nelle sale del prestigioso Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Negli ultimi anni, in questo contesto, l’IGN Roma è stato incaricato di studiare e analizzare tutti i materiali gemmologici montati sui gioielli esposti o conservati nei depositi del museo. Il presente lavoro è dedicato esclusivamente all’indagine gemmologica di un materiale raro e particolare, mai impiegato prima nel settore dell’alta gioielleria: le perle rosse di Pinna nobilis. La ricerca prende in esame non solo gli aspetti gemmologici, ma anche le testimonianze storiche e letterarie, i luoghi di pesca e le antiche rotte commerciali legate a questo prezioso materiale. Oggi ammiriamo le cale e le calette della Sardegna (La Maddalena, Palau, Punta Sardegna con Porto Rafael, Porto Pozzo e Porto Pollo) apprezzandone la straordinaria bellezza paesaggistica, spesso ignari del fatto che un tempo le loro acque cristalline ospitavano rigogliose praterie di posidonia, tra le quali trovavano rifugio le ormai rare “nacchere” (Pinna nobilis). Si auspica, infine, una rigorosa applicazione delle norme poste a tutela di questa specie, purtroppo oggi gravemente minacciata e a rischio di estinzione.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale ultimo appuntamento con la rassegna “MANNight. Il futuro incontra il passato”, che in sette serate ha contato diecimila presenze. Ci sarà una serata speciale per le festività. Il direttore Sirano: “Puntiamo che la visita al Museo non sia un evento isolato, ma il riflesso di uno stile di vita”

MANNight: concerto tra le collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Pino Miraglia)

Biglietti online sold out con settimane di anticipo, diecimila presenze in sette serate e, in questo numeroso pubblico, il 68 per cento di giovani tra i diciotto e i ventinove anni; almeno otto perfomances ripetute in ciascun evento, oltre trenta artisti coinvolti nell’iniziativa. È il bilancio della rassegna “MANNight. Il futuro incontra il passato” che, dallo scorso 3 settembre, anima i giovedì sera cittadini al museo Archeologico nazionale di Napoli con performance interattive, installazioni artistiche, musica, danza e dj-set. Grazie al successo riscosso, la manifestazione avrà una replica speciale, con un programma ad hoc, durante le festività natalizie. “I cittadini e i turisti hanno risposto con entusiasmo a una proposta culturale di qualità, tutta basata sulle specificità del nostro straordinario Museo che punta al coinvolgimento del pubblico anche grazie ai linguaggi sperimentali dell’arte e della comunicazione”, commenta Francesco Sirano, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. “In un momento storico in cui le nuove generazioni sono, tristemente, sotto la lente d’ingrandimento della cronaca, mi sembra si possa dire che, partendo dalla cultura, si veicola un messaggio alternativo, basato sul rispetto e la condivisione. L’integrazione tra le arti è interpretabile anche come integrazione sociale e generazionale: a questo puntiamo, perché la visita al Museo non sia un evento isolato, ma il riflesso di uno stile di vita”. La rassegna MANNight è stata ideata dalla Direzione del Museo e prodotta da Casa del Contemporaneo, in collaborazione con La Santissima Community Hub.

MANNight: bodypainting al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto amedeo benestante)

Giovedì 22 ottobre 2026, serata che chiude il ciclo estivo e autunnale di MANNight, a cura di Archivi Sonori e Soul Express Collective, ci sarà la Dj Angelica Barella per la Welcome Session sul terrapieno; ancora, nella Collezione Farnese, Enrico Valanzuolo e Francesco Scelzo, con  tromba e chitarra elettrica, interpreteranno temi cinematografici e creeranno atmosfere epiche. Saranno riproposti, nella Campania Romana, i Tableaux Vivants di Teatri 35, mentre le installazioni HOOP di cosadelfuturo registreranno i desideri per trasformarli, quasi in una moderna versione degli oracoli, in un unico flusso creativo ed emotivo. Nell’Atrio il clarinetto di Luca Iovine omaggerà la sirena Parthenope, mentre Weronique Art porterà il bodypainting nella sale delle nature morte della sezione Affreschi. Sempre sullo scalone monumentale il pubblico potrà ritrovare le immagini del Docubeat di Club Tasso sui suoni e i colori del MANN,  mentre tornerà nel salone della Meridiana, la danza coinvolgente di Sara Lupoli con Martina Primicile Carafa;  tammorra e voce di Giusy Lo Sapio e Marta Peperna richiameranno i visitatori nella sezione Piana Campana e il quartetto d’archi (composto da Veronica Menditto, Ledia Nikolla, Alessandra Gallo e Giovanni Sanarico) proporrà, nella sezione della Villa dei Papiri, le interpretazioni di brani ispirati alle rovine vesuviane. Chiusura dell’evento nel Giardino della Vanella con il dj Andrea Desiderio, che spazierà dalla library music alla bossa nova, dal jazz al funk.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Gli uccelli in Etruria: religione e vita quotidiana” con Cristiana Zaccagnino (Queen’s University, Kingston, Ontario, Canada), incontro straordinario de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Il programma dei “Pomeriggi dell’archeologico” si arricchisce di un nuovo appuntamento straordinario in programma il 22 ottobre 2026, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Firenze, con Cristiana Zaccagnino, professore ordinario, Queen’s University, Kingston, Ontario, Canada, su “Gli uccelli in Etruria: religione e vita quotidiana”. Nella religione etrusca gli uccelli avevano un ruolo importante.  Gli auguri interpretavano il volere divino ascoltandone il canto e osservandone il volo e il modo in cui si nutrivano. Erano anche tra gli animali usati come vittime sacrificali. Gli uccelli, tuttavia, erano anche fonte di cibo, amati animali domestici, o simboli di status. Nell’arte etrusca le rappresentazioni di uccelli mostrano spesso una precisa conoscenza delle loro caratteristiche e del comportamento da parte degli artisti. È quindi spesso possibile identificare le specie rappresentate e il simbolismo a loro associato. Ingresso gratuito su prenotazione: man-fi@cultura.gov.it

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Dalla tutela al museo: alle origini dei musei archeologici in Emilia-Romagna” con Anna Dore, direttrice del museo civico Archeologico di Bologna

Giovedì 22 ottobre 2026, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Ferrara, con apertura straordinaria fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20.30), “Dalla tutela al museo: alle origini dei musei archeologici in Emilia-Romagna”, ultimo incontro del ciclo di conferenze di questo mese. Anna Dore, direttrice del museo civico Archeologico di Bologna accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle origini dei musei archeologici in Emilia-Romagna ripercorrendo le tappe che hanno segnato l’evoluzione delle forme di tutela del patrimonio e il modo di proteggerlo, studiarlo e raccontarlo nel tempo. L’appuntamento sarà introdotto dal direttore del MANFE, Tiziano Trocchi, e sarà accompagnato dai saluti del direttore dei musei nazionali di Ferrara, Giorgio Cozzolino, in occasione della conclusione del suo percorso professionale. Nel corso dell’incontro sarà presentata un’anticipazione del documentario del videomaker Angelo Guarracino, dedicato alla storia del MANFE e al suo legame con Ferrara e il territorio.

Padova. A Palazzo Folco, sede della Sabap, presentazione di “Impronte del Tempo”, primo numero della nuova rivista della soprintendenza ABAP per le province di Padova Treviso e Belluno, dedicata alla divulgazione di scavi archeologici, attività di ricerca e principali iniziative scientifiche dell’Istituto

In occasione del Piano di Valorizzazione dei luoghi della cultura 2026, con l’apertura straordinaria di Palazzo Folco, sede della Soprintendenza, in via Aquileia 7 a Padova, giovedì 22 ottobre 2026, alle 16.45, presentazione della rivista “Impronte del Tempo”, che inaugura la nuova serie della rivista della Soprintendenza ABAP per le province di Padova Treviso e Belluno, dedicata alla divulgazione degli scavi archeologici, delle attività di ricerca e delle principali iniziative scientifiche dell’Istituto. Introduce Marta Mazza, soprintendente ABAP per le province di Padova Treviso e Belluno; presenta Andrea Pessina, soprintendente ABAP per le province di AN PU; interviene Matteo Frassine, funzionario archeologo della soprintendenza ABAP per le province di Padova Treviso e Belluno. Ingresso libero. Prenotazione consigliata, scrivendo a sabap-pd-tv-bl.urp@cultura.gov.it. Il libro sarà scaricabile in open access dal sito della SAP (https://www.saplibri.it/) e, a breve, dal sito della Soprintendenza.

Copertina del primo numero della rivista “Impronte del Tempo” della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Padova Treviso e Belluno

Impronte del Tempo 1. Scavi, notizie e ricerche della Soprintendenza ABAP per le province di Padova, Treviso e Belluno. Impronte del Tempo raccoglie il testimone di una lunga tradizione di divulgazione archeologica veneta, da Quaderni di Archeologia del Veneto a NAVe, e lo riporta in primo piano con una nuova voce della soprintendenza ABAP per le province di Padova, Treviso e Belluno. Questo primo numero offre uno sguardo aggiornato sulle scoperte e sulle ricerche condotte sul territorio, dalla preistoria all’età moderna: dagli scavi in alta quota del Cadore ai siti neolitici della pianura, dai contesti romani e altomedievali ai relitti dell’Adriatico. Alle notizie di scavo, che rendono noti con sintesi tempestive i risultati delle principali indagini, si affiancano approfondimenti dedicati sia a singoli contesti sia a grandi temi, come i paesaggi di pozzi o gli effetti dei cambiamenti climatici sulla tutela delle acque interne. Alle voci di archeologhe e archeologi della Soprintendenza, delle università e della libera professione si uniscono quelle di specialisti di altre discipline, a documentare un metodo ormai necessariamente corale. Strumento di riferimento per gli addetti ai lavori e al tempo stesso invito aperto a chi vuole conoscere le proprie radici.

Firenze. Alla LdM Gallery apre la mostra fotografica “Ancient Voices”, realizzata da CAMNES e dal museo Archeologico nazionale di Firenze, in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery, e curata da Anna Consonni (MAF), Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini (CAMNES)

Giovedì 22 ottobre 2026, alle 17, nei locali della LdM Gallery in via de’ Pucci 4 a Firenze, inaugurazione della mostra fotografica “Ancient Voices”, realizzata da CAMNES e dal museo Archeologico nazionale di Firenze, in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery, e curata da Anna Consonni (MAF), Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini (CAMNES). Una mostra per riscoprire le voci dei protagonisti del passato. Nelle sale della Sezione Egizia del museo Archeologico nazionale di Firenze sono conservate centinaia di stele, rilievi e statuette che i visitatori di oggi rischiano di percepire come semplici e inerti “opere d’arte”. Per i loro committenti, tuttavia, si trattava di strumenti magico-rituali concepiti per garantire la sopravvivenza del proprio nome e della propria identità oltre la morte. La mostra fotografica Ancient Voices nasce per restituire voce ai loro proprietari, rispondendo all’antico appello che i defunti rivolgevano ai vivi: pronunciare il loro nome e recitare un’offerta per il loro Ka.

Lontana dalla storia tradizionale di faraoni e piramidi, l’esposizione si fonda sulla microstoria: nessuno degli oggetti apparteneva a re o membri della corte reale. I protagonisti sono scribi di provincia, artigiani, sacerdoti, contadini, prefiche, cantanti, padri e madri: quella “classe media” che costituiva l’ossatura del Paese. Nei dettagli decorativi degli oggetti – come l’abbraccio di una moglie, le offerte di pane e birra o gli animali accovacciati sotto le sedie – si intravede un Egitto fatto di affetti domestici, lutti e devozioni personali, nel quale i visitatori possono riconoscersi. Poiché molti dei defunti ci hanno lasciato solo il proprio nome, o talvolta nemmeno quello, gli egittologi hanno scelto il linguaggio poetico per dar loro voce. Nell’antico Egitto, la poesia era un elemento strutturale e sacro della vita, utilizzato per dialogare con gli dei ed esprimere i sentimenti umani più intimi. Ancient Voices, tramite quel linguaggio poetico con cui i visitatori saranno accompagnati tra le sale dell’esposizione, vuole così dimostrare che la grande Storia è la somma di singole vite individuali e si pone come obiettivo quello di riaffermare il valore universale della memoria.

La mostra a ingresso libero si può visitare dal 22 ottobre al 13 novembre 2026: lunedì, martedì e giovedì, dalle 10 alle 14; mercoledì, dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19; venerdì, dalle 15 alle 19.

Capo di Ponte (Bs). Al Centro Camuno di Studi Preistorici, in presenza e online, la XXIX edizione del Symposium, dedicata a “Animals in Rock Art – Gli animali nell’arte rupestre”: tre giorni di confronto tra studiosi e specialisti

Dal 22 al 24 ottobre 2026, il Centro Camuno di Studi Preistorici a Capo di Ponte (Bs) ospita la XXIX edizione del Symposium, dedicata a “Animals in Rock Art – Gli animali nell’arte rupestre”. Nato nel 1968, il Valcamonica Symposium è un appuntamento internazionale dedicato allo studio dell’arte rupestre e delle sue molteplici interpretazioni. Nel corso delle sue edizioni ha riunito studiosi e ricercatori provenienti da diversi Paesi e discipline, favorendo il confronto scientifico e la condivisione di nuove prospettive sul patrimonio rupestre mondiale. Nel corso delle tre giornate, studiosi e specialisti si confronteranno su questi temi attraverso ricerche, metodi e interpretazioni provenienti da contesti culturali e geografici diversi. In presenza al Centro Camuno di Studi Preistorici, in via Marconi 7 a Capo di Ponte (Bs); online, con la possibilità di seguire i lavori in diretta su Zoom: per registrarsi: https://form.jotform.com/262852598586376. Evento organizzato dal Centro Camuno di studi Preistorici con il contributo di Regione Lombardia e il sostegno di ministero della Cultura, Comunità Montana di Valle Camonica, Consorzio dei Comuni BIM Valle Camonica, Sito Unesco n° 94 e IFRAO.

Gli animali sono certamente il soggetto più rappresentato nell’arte rupestre mondiale sin dal Paleolitico superiore. La loro importanza è dovuta allo stretto rapporto che hanno avuto con i gruppi umani cui fornivano cibo, forza lavoro e di traino e col tempo anche prodotti secondari necessari alla sopravvivenza. Il rapporto uomo-animale, dunque, è sempre stato molto interdipendente e non solo a livello economico. Gli animali, infatti, hanno rivestito anche un ruolo ideologico, diventando i soggetti cui era demandato il compito di rappresentare la realtà oppure i protagonisti di miti diffusi su ampi territori e condivisi da più cerchie culturali. Le raffigurazioni riflettono, inoltre, la diversità degli ambienti in cui si realizza l’arte rupestre: spesso specie diverse assumono lo stesso significato in ambienti differenti. L’analisi delle figure di animali nell’arte rupestre può perciò fornire un contributo interessante sul rapporto uomo-animale sia a livello economico che ideologico e sociale oltre che sulla ricostruzione del paleoambiente e della storia del clima delle regioni nelle varie epoche.

PROGRAMMA SINTETICO (Programma dettagliato: GENERAL PROGRAM2)

Giovedì 22 ottobre 2026. Alle 9, apertura della segreteria e registrazione dei partecipanti; 9.30, benvenuto, saluti istituzionali e inizio dei lavori del convegno; 10, Sessione 1: Animali in scene narrative o funzionali (caccia, scene sessuali, aratura, trasporto e attività correlate); 13, pranzo; 14.20, Sessione 1: Animali in scene narrative o funzionali (caccia, scene sessuali, aratura, trasporto e attività correlate); 18.30, aperitivo di benvenuto offerto a relatori e partecipanti, inaugurazione delle mostre e sessione poster.

Venerdì 23 ottobre 2026. Alle 9.30, visita al parco nazionale di arte rupestre di Naquane; 13, pranzo; 14.20, Sessione 2: Animali e paleoambiente; 16.40, Sessione 3: Fauna acquatica.

Sabato 24 ottobre 2026. Alle 9.30, Sessione 4: Animali nel mito e Cosmologia; 13.10, pranzo; 14.30, Sessione 5: Esseri ibridi o antropo-zoomorfi; 16.50, dibattito generale; 17.10, chiusura dei lavori del convegno.