Firenze. Apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale con visite guidate di Gregorio Aversa e Gabriella Sabatini per il ciclo “Scopriamo le collezioni del MAF”

Sabato 24 ottobre 2026, apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze, dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso 17.15), con un nuovo appuntamento del ciclo “Scopriamo le collezioni del MAF”. Alle 14 e alle 16, visita guidata “Esplora il MAF: storie, luoghi e tesori nascosti delle sue collezioni”, a cura di Gabriella Sabatini, curatrice del museo Archeologico nazionale di Firenze; alle 15 e alle 17, visita guidata “Le collezioni del MAF: un viaggio unico tra arte e storia antica”, a cura di Gregorio Aversa, curatore del museo Archeologico nazionale di Firenze. Visitare un Museo significa viaggiare nel tempo alla ricerca di storie, conoscere luoghi, approfondire relazioni riguardo a capolavori d’arte e non solo. Accompagnati dai curatori Gabriella Sabatini e Gregorio Aversa sarà possibile esplorare le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze per scoprire ciò che lega il nostro presente ad un passato tanto lontano ma in fondo molto vicino, fatto di commercio, perizia artigiana, e soprattutto di umanità. Attività comprese nel costo del biglietto di ingresso. Info: man-fi@cultura.gov.it
Poggibonsi (Si). Inaugurato il nuovo Archeodromo con il completamento dell’antico villaggio carolingio del IX-X secolo scavato dagli archeologi dell’università di Siena sulla collina di Poggio Imperiale: progetto innovativo nato nel 2014 (premio Francovih 2015) che unisce archeologia, sperimentazione, living history e narrazione della storia. Parlano il sindaco e il direttore scientifico

“Un villaggio, mille storie” è lo slogan lanciato per il nuovo Archeodromo di Poggibonsi (Si) inaugurato sabato 24 ottobre 2026, alle 15, con il completamento dell’antico villaggio carolingio del IX-X secolo scavato dagli archeologi dell’università di Siena sulla collina di Poggio Imperiale. Un totale di quindici strutture comprendenti abitazioni, edifici artigianali, infrastrutture lavorative e altro ancora, oltre alla grande palizzata che delimita il villaggio per un progetto innovativo nato nel 2014 che unendo archeologia, sperimentazione, living history e narrazione della storia ha dato vita al più grande museo nazionale open air dedicato all’alto Medioevo. Ad accogliere i visitatori gli abitanti del villaggio (gli archeologi) e alcune delle migliori compagnie italiane specializzate nel reenactment, il gruppo di reenactors La Fara, impegnato nella ricostruzione e nell’archeologia sperimentale, e i Winileod, gruppo di sperimentatori e ricostruttori di musica altomedievale. La festa continua domenica 25 ottobre 2026, con l’apertura del villaggio dalle 11 alle 17.

L’Archeodromo nasce dall’incontro tra ricerca archeologica, progettazione culturale e partecipazione del territorio. Promosso dal Comune di Poggibonsi (si) e dall’insegnamento di Archeologia medievale dell’università di Siena, con Archeotipo srl e le associazioni Started e Arché, ricostruisce in scala reale il villaggio di capanne di età carolingia scoperto a Poggio Imperiale. Dalla prima inaugurazione, nell’ottobre 2014, l’Archeodromo è cresciuto grazie a investimenti pubblici, collaborazioni professionali e impegno delle associazioni. Alle capanne si sono aggiunti edifici abitativi e produttivi e strutture per preparare alimenti, conservare risorse e svolgere attività quotidiane, restituendo il paesaggio sociale ed economico di una comunità rurale del “tempo di Carlo Magno”. L’Archeodromo si conferma un luogo in evoluzione, dove la ricerca universitaria diventa patrimonio condiviso e il passato torna accessibile mediante l’esperienza diretta e la condivisione delle scoperte: un viaggio nel tempo.
L’Archeodromo di Poggibonsi e un Archaeological Open Air Museum incentrato sul villaggio di IX-X secolo, indagato dalla cattedra di Archeologia Medievale dell’Università di Siena all’interno della Fortezza medicea di Poggio Imperiale, nato dalla collaborazione e dalla forte volontà del Comune. È stato insignito del Premio Riccardo Francovich 2015, assegnato dalla SAMI per il museo o parco archeologico capace di realizzare la migliore sintesi fra solidità e rigore della ricerca, qualità dell’allestimento e dell’interpretazione, accessibilità dei contenuti, efficacia nel comunicare l’archeologia al pubblico non specialista. Ha ricevuto il Premio Art Bonus dell’anno 2016, risultando il progetto più votato nella prima edizione nazionale del concorso promosso dal MiBACT e ideata da Ales S.p.A., soggetto incaricato della gestione e promozione dell’Art Bonus per conto del ministero della Cultura, in collaborazione con Promo PA Fondazione e LuBeC. La premiazione avvenne nel febbraio 2017.
“L’eredità di una comunità è determinata da tanti fattori: c’è la storia ci sono le tradizioni, c’è l’economia”, sottolinea Susanna Cenni, sindaco di Poggibonsi, nel video prodotto da Archeodromo Poggibonsi e pubblicato da Storie & Archeostorie. “Ci sono legami culturali che tengono assieme anche le generazioni. Io credo che investire in cultura sia forse l’investimento più importante che una comunità può fare. Nel nostro caso la storia ha incontrato la ricerca scientifica e la ricerca di nuovi linguaggi per rappresentarla e per raccontarla. È quello in cui abbiano creduto, è quello su cui abbiamo investito. Io credo che investire in cultura sia la scelta più forte che una comunità può fare proprio guardando al proprio futuro”. “L’Archeodromo di Poggibonsi non è solo un Archaeological Open Air Museum con archeologia sperimentale e archeologia simulativa”, spiega Marco Valenti, direttore scientifico Archeodromo. “In realtà è il nostro tentativo di far immergere le persone nell’atmosfera di un villaggio del tempo di Carlo Magno, cioè tra il IX e il X secolo. La particolarità è che gli archeologi si sono messi in gioco. Non solo hanno imparato a divulgare, a raccontare, a parlare un linguaggio semplice, ma hanno imparato anche ad assumere ruoli attoriali. Perché nelle nostre dimostrazioni, nelle nostre rappresentazioni e nella nostra didattica c’è sempre questa parte recitata che è fondamentale perché è quello che vogliamo dare alle persone, alle scolaresche che vengono a trovarci, è esattamente quello di trovarsi all’interno di un villaggio altomedievale della Toscana, in questo caso dell’alta Valdelsa. Quello che noi cerchiamo di fare – conclude Valenti – è di portare al grande pubblico i risultati della ricerca archeologica nel modo più semplice e se vogliamo anche divertente possibile”.
Agropoli (Sa). Al museo Archeologico il doppio incontro “La Pompei della protostoria” con Claude Albore Livadie (CNRS) e “Dalla Sicilia alla Campania. Agropoli nelle rotte del Mediterraneo nell’età del Bronzo” con Anna Russolillo e Anna Abbate (RoMeB)

Sabato 24 ottobre 2026, alle a 17, Palazzo Civico delle Arti, sede del museo Archeologico di Agropoli, in via C. Pisacane 11 ad Agropoli (Sa), per il ciclo delle conferenze del museo Archeologico di Agropoli, il doppio incontro “La Pompei della protostoria” e “Le nuove rotte dell’Età del Bronzo” che affronta appunto due temi: il sito protostorico di Croce del Papa, giunto a noi in straordinarie condizioni di conservazione, e l’intensa rete di scambi, incontri e relazioni tra comunità del Mediterraneo durante l’Età del Bronzo. Dopo i saluti istituzionali di Roberto Antonio Mutalipassi, sindaco di Agropoli; Francesco Crispino, consigliere delegato alla Cultura; Fabio Astone, coordinatore CTS museo Archeologico di Agropoli; introduce Flaminia Arcuri, membro CTS museo Archeologico di Agropoli. Claude Albore Livadie, archeologa di fama internazionale del CNRS e tra le più autorevoli studiose della protostoria dell’Italia meridionale, racconterà di come la cosiddetta Pompei della Protostoria abbia ampliato la nostra conoscenza delle comunità antiche e dei loro rapporti con il Mediterraneo in un’età tanto remota. Ad arricchire un quadro di dinamismo internazionale tanto inaspettato quanto sempre più archeologicamente attestato, gli interventi di Anna Russolillo e Anna Abbate, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Rotte del Mediterraneo nell’Età del Bronzo su “Dalla Sicilia alla Campania. Agropoli nelle rotte del Mediterraneo nell’età del Bronzo”, incentrati sul ruolo di Agropoli nella navigazione di tanti secoli fa.
Vetralla (Vt). Nel Bosco Macchia delle Valli riapre al pubblico il Santuario di Demetra dopo i lavori di scavo archeologico, restauro e valorizzazione- realizzati dalla soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale grazie ai fondi del PNRR

Sabato 24 ottobre 2026, alle 15.30, riapertura al pubblico del Santuario di Demetra nel Bosco Macchia delle Valli a Vetralla (Vt), con presentazione dei lavori di scavo archeologico, restauro e valorizzazione- del sito, realizzati dalla soprintendenza ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale grazie ai fondi del PNRR. Le recenti indagini archeologiche hanno restituito importanti novità: i materiali rinvenuti attestano una frequentazione dell’area fin dalla protostoria e permettono di ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione del santuario nelle sue fasi etrusca e romana. Le nuove scoperte confermano inoltre il ruolo centrale del culto di Demetra e il carattere sacro del luogo, frequentato per secoli. Gli scavi hanno portato alla luce anche tracce dell’attività estrattiva antica e hanno consentito il recupero dello storico fontanile e del sistema di terrazzamenti, testimonianze di un rapporto duraturo tra comunità e paesaggio. Un patrimonio storico, archeologico e paesaggistico di straordinario valore che torna finalmente a essere accessibile e raccontabile al pubblico. Ingresso libero, senza prenotazione con accesso sulla strada provinciale 41, di fronte alla Chiesa della Madonna della Folgore. A seguire il concerto del violinista Matteo Cristofori. Per info: sabap-vt-em.comunicazione@cultura.gov.it
Olbia (OT). Al museo Archeologico l’incontro “MARE NOSTRUM. Difesa e tutela dei beni culturali sommersi” promosso dalla soprintendenza nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo

Sabato 24 ottobre 2026, dalle 17.30 alle 20.30, in sala conferenze del museo Archeologico di Olbia (Gallura Nord-Est Sardegna), l’incontro “MARE NOSTRUM. Difesa e tutela dei beni culturali sommersi” promosso dalla soprintendenza nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo nell’ambito del Piano di Valorizzazione 2026 del ministero della Cultura, con l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza in un percorso di iniziative mirate alla sensibilizzazione e alla divulgazione di temi vertenti la tutela e la fruizione dei beni culturali. Alle 17.30, salutii istitutzionali; 17.45, Mariarita Foti su “L’ossidiana nel Mediterraneo. Significato, tecniche di lavorazione e commercio”; 18.45, Angelo Michele Raguso su “Dagli abissi alla luce. Il recupero del carico del relitto corinzio del canale d’Otranto”; 19.45, discussione finale. L’incontro rappresenta un’occasione di incontro e divulgazione aperta a tutti, in linea con quelle precedentemente svolte, per riscoprire come il mare – Mare Nostrum per eccellenza – abbia modellato la storia, l’identità e il paesaggio culturale del nostro territorio.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per “Storie d’Acqua a Villa Giulia” presentazione del libro “La Spiaggia” di Cesare Pavese

Per gli appuntamenti con il circolo lettura “Storie d’Acqua a Villa Giulia” a cura de Il Talento di Roma aps, sabato 24 ottobre 2026, alle 17, in sala Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, presentazione del libro “La Spiaggia” di Cesare Pavese (Einaudi editore). Ingresso gratuito con prenotazione all’indirizzo mail iltalentodiroma@gmail.com. “Storie d’Acqua”, il nuovo circolo di lettura che utilizza l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un filo conduttore capace di attraversare epoche e linguaggi, mettendo in relazione testi anche molto distanti tra loro, ma accomunati da tensioni universali: il viaggio, il confine, il passaggio, lo scontro. L’acqua diventa così presenza costante e mutevole, elemento vitale e al tempo stesso spazio di trasformazione, rifugio e oblio, origine e approdo. E a Villa Giulia l’acqua è di casa. Ancora oggi il Ninfeo, complesso architettonico opera di Bartolomeo Ammannati, è il cuore pulsante della Villa con le sue ricche decorazioni architettoniche e le grandiose fontane. E non è un’acqua qualunque ma quella purissima dell’acquedotto Vergine che rende il Ninfeo un luogo simbolico di continuità tra passato e presente.
La Spiaggia è il terzo romanzo di Pavese a vedere la luce nel 1943. Chi racconta la storia è un professore sulla trentina che rincontra a Torino l’amico Doro da tempo trasferitosi a Genova e ora desideroso di tornare al paese dove l’io narrante lo accompagnerà. La scorza taciturna di un dramma privato, le amare baldorie paesane, le donne tratteggiate come vibrazioni sono quelle del miglior Pavese. Nel romanzo, il tema dell’acqua evoca una falsa quiete estiva carica di tensione, atmosfere sospese tra nuotate solitarie e l’attesa di un temporale imminente.
Verona. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Vita da Archeologi. Parole tra gli strati” e tavola rotonda sull’archeologia oggi

Sabato 24 ottobre 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Verona, presentazione del libro “Vita da Archeologi. Parole tra gli strati” (SAP libri): storie vere di scavo, raccontate da chi l’archeologia la vive ogni giorno: tra imprevisti, personaggi indimenticabili, risate e momenti che restano per sempre. “Vita da Archeologi” raccoglie questi aneddoti autentici in un volume che restituisce il lato più umano del mestiere dell’archeologo. Presenta Chiara Boracchi (archeologa e podcaster), con la lettura di una storia – vincitrice del concorso “Vita da Archeologi” – e una tavola rotonda sull’archeologia oggi. A seguire un piccolo aperitivo. Entrata libera. Info e prenotazioni Sap Società Archeologica srl, cell. 346.5033652, e-mail: museovr@archeologica.it.
Vita da Archeologi. Parole tra gli strati. Questo libro parla di archeologia in un modo diretto: non attraverso stratigrafie e tipologie, ma attraverso le persone. Abbiamo chiesto agli archeologi di raccontarsi, di condividere un aneddoto vissuto sul campo, in laboratorio, in museo o in qualunque altro luogo dove si fa archeologia. Una storia significativa, simpatica, importante. Una storia vera. Questo volume nasce dal desiderio di far conoscere l’archeologia per quello che è davvero. Un lavoro fatto di sudore, pazienza, precisione, conoscenza, ma anche di passione, scoperte inattese e legami profondi.
Lamezia Terme (Cz). Riapre al pubblico il museo Archeologico Lametino, aperto gratuitamente tutto il giorno. Ecco il programma dell’inaugurazione

A Lamezia Terme (Cz) riapre al pubblico il museo Archeologico Lametino, che torna ad accogliere i visitatori in una veste rinnovata e con spazi pensati per garantire maggiore accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale, al termine dei lavori realizzati con fondi Pnrr. Appuntamento sabato 24 ottobre 2026, quando, dalle 11 alle 23, l’ingresso al museo sarà gratuito. E il pubblico potrà usufruire anche di visite accompagnate alle sale e di momenti di approfondimento nei rinnovati spazi espositivi. “La riapertura del Museo”, sottolinea la direttrice Simona Bruni, “non rappresenta soltanto la restituzione di un ricco patrimonio storico-archeologico al territorio, ma segna l’avvio di una nuova fase gestionale basata sull’accessibilità totale, sulla partecipazione e sul benessere collettivo. Grazie agli interventi del Pnrr e alle collaborazioni sinergiche, prima fra tutte quelle con il Comune di Lamezia Terme e con gli Enti del Terzo settore operanti sul territorio, il museo si propone come un presidio vivo, aperto e dialogante con tutte le componenti della società”.

Alle 11, la cerimonia inaugurale dal titolo “Il Museo patrimonio di comunità”: interverranno il direttore della DrMn Calabria, Fabrizio Sudano; il presidente della Commissione Cultura, Musei e Biblioteche del Consiglio regionale della Calabria, Emanuele Ionà; la direttrice del museo Archeologico Lametino, Simona Bruni; il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone; il direttore artistico “Tratto design days”, Francesco Cefalà; il presidente dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro, Stefania Mancuso; il vicepresidente della Fondazione Architetti Ppc di Catanzaro, Maria Varia; il vescovo della diocesi di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi. Saranno illustrati i risultati dell’investimento pubblico appena concluso e sarà messo in evidenza il ruolo strategico che il museo riveste per il territorio lametino e per l’intera area centrale della regione.

Alle 18, al Complesso monumentale di San Domenico incontro sul tema del welfare culturale “Prescrivere un museo”, promosso in sinergia con Comune di Lamezia Terme e “Tratto design days”. Al centro del dibattito ci sarà il ruolo del design dei servizi pubblici applicati alla cultura. Nello specifico, si discuterà di spazi museali che, oltre a preservare della memoria, fungano da presidi attivi per il benessere psicofisico e l’inclusione sociale della comunità. All’incontro, oltre alla direttrice Bruni, interverranno il ricercatore presso il dipartimento di Architettura-Design dell’università di Firenze, Daniele Busciantella Ricci; il componente del Comitato tecnico scientifico della Fondazione Architetti Ppc di Catanzaro, Carlo Giampà; l’archeologa e docente a contratto Iulm, Stefania Mancuso; la referente Servizi culturali ed educativi del museo Archeologico Lametino, Cristina Porcelli; l’assessore alla Cultura di Lamezia Terme, Annalisa Spinelli.
Roma. Al teatro di Palazzo Altemps il concerto “Oltre” del Penderecki String Quartet, terzo appuntamento del ciclo “Il Museo in scena”

Per il ciclo “Il Museo in scena” promosso da museo nazionale Romano, venerdì 23 ottobre 2026, alle 19, nel teatro di Palazzo Altemps, aperto straordinariamente dalle 19 alle 22.30, con biglietto speciale a 5 euro, il terzo appuntamento il concerto “Oltre” del Penderecki String Quartet con Jeremy Bell violino, Jerzy Kapłanek violino, Christine Vlajk viola, Katie Schlaikjer violoncello, Luisa Sello flauto. In programma musiche di L. van Beethoven – Quartetto per archi in do minore op. 18 n. 4 (Allegro), W.A. Mozart – Quartetto in re maggiore KV 285 per flauto e trio d’archi (Allegro, Andante, Presto), Alice Ho – ‘Aquila Reale-Golden Eagle’ (2026) per flauto e quartetto d’archi, Luigi Boccherini – Quintetto 5 op. 17 in sol maggiore per flauto e archi (Allegro moderato, Allegro assai). Con la rassegna realizzata con Luisa Sello, presidente e direttrice artistica dell’associazione Amici della Musica di Udine ETS, nell’ambito del progetto ARTI PARALLELE Mostly Mozart, il museo nazionale Romano mira ad avvicinare i visitatori alla musica classica, invitandoli a scoprire il legame con le altre arti.




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