Firenze. A tourismA 2026 la Fondazione Sebastiano Tusa ha conferito il premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa 2026” a Louis Godart, insigne grecista e filologo, che ha dedicato la propria vita allo studio delle scritture egee e delle tavolette micenee in Lineare B. Ecco la motivazione

Il prof. Louis Godart tra Valeria Li Vigni e Massimo Cultraro, con Piero Pruneti sul palco dell’Auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze per tourismA 2026 (foto graziano tavan)

Il premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa 2026” è andato a Louis Godart ed è stato consegnato domenica 1° marzo 2026 a tourismA 2026 nell’ambito del XXII incontro nazionale di Archeologia Viva, a cura di Piero Pruneti direttore Archeologia Viva, in programma nell’auditorium del Centro congressi di Firenze. Louis Godart, già docente di Filologia micenea all’università “Federico II” di Napoli, introdotto da Massimo Cultraro, docente dell’università di Palermo, all’incontro nazionale di Archeologia Viva, era presente per parlare di “Antichi poteri nel Mediterraneo: regalità minoica, micenea e ittita”.

Il prof. Louis Godart (al centro) con i rappresentati della Fondazione Sebastiano Tusa a tourismA 2026 (foto graziano tavan)

Al termine la consegna del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo con l’intervento di Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, che ha presentato la Rassegna del Mare Sebastiano Tusa – Nel cuore del Mediterraneo fra Pantelleria e Favignana. Quindi Valeria Li Vigni ha proceduto alla lettura della motivazione e alla consegna del premio.

Valeia Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, consegna il premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo al prof. Louis Godart (foto graziano tavan)

La Fondazione Sebastiano Tusa – recita la motivazione – conferisce il Premio Thalassa 2026 a Louis Godart, insigne studioso delle civiltà egee e tra le più autorevoli voci della cultura europea contemporanea, la cui opera scientifica e attività divulgativa hanno contribuito in modo determinante alla conoscenza delle radici più antiche del Mediterraneo. Grecista di formazione e filologo di straordinario rigore, è stato docente presso l’università di Napoli Federico II e consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica, Louis Godart ha dedicato la propria vita allo studio delle scritture egee e delle tavolette micenee in Lineare B, restituendo voce a un mondo che costituisce il fondamento stesso della civiltà mediterranea. Le sue ricerche, riconosciute a livello internazionale, non solo hanno ampliato in modo significativo il campo degli studi micenologici, ma hanno saputo trasmettere al grande pubblico il senso profondo di una memoria condivisa, patrimonio vivo della nostra identità culturale. Il suo impegno scientifico si inscrive in una visione del Mediterraneo quale spazio di incontro, di scambio e di costruzione di civiltà, una visione che trova profonde consonanze con il pensiero e l’opera di Sebastiano Tusa. Come Sebastiano Tusa, egli ha saputo riconoscere nel “Grande Verde” non un confine, ma un orizzonte comune, teatro di relazioni, conflitti e dialoghi che hanno plasmato la storia dell’uomo. In questa prospettiva, il suo lavoro rappresenta un contributo essenziale alla comprensione di quei processi culturali che ancora oggi definiscono il volto del Mediterraneo. Nel conferire a Louis Godart il Premio Thalassa, la Fondazione intende rendere omaggio non solo all’altissimo valore della sua produzione scientifica, ma anche alla sua costante opera di trasmissione del sapere, svolta con passione, chiarezza e profondo senso delle responsabilità civili della cultura. Il suo percorso testimonia, nel modo più autentico, come la ricerca possa farsi ponte tra passato e presente e come la conoscenza del Mediterraneo continui a rappresentare, nel solco tracciato da Sebastiano Tusa, uno strumento indispensabile di consapevolezza, dialogo e civiltà”.

 

 

Bova Marina (RC). Il museo Archeologico nazionale chiude per i lavori del PNRR, rimane aperto il parco con cantiere mobile

Il museo Archeologico nazionale di Bova Marina (RC) (foto drm-cal)

La direzione regionale Musei nazionali della Calabria comunica che nell’ottica dei lavori che si stanno effettuando grazie ai finanziamenti derivanti dalla Misura 1.2 e 1.3 del PNRR (che riguarderanno anche l’impiantistica e l’allestimento del Museo), a partire dal 16 marzo 2026 il museo Archeologico nazionale di Bova Marina (RC) rimarrà chiuso al pubblico. Si potrà comunque visitare il parco archeologico, nei settori ove non siano previsti interventi strutturali. La direzione si scusa per il disagio: “Vista la variabilità dei servizi culturali, vi preghiamo di contattarci preventivamente per verificare la disponibilità del servizio (tramite email all’indirizzo drm-cal.archeoderi@cultura.gov.it o al numero 3346561714)”.

Verona. Al Malacarne Art Lab appuntamento con “Risguardi” dedicato a “Cosa immagina chi immagina la preistoria” con la proiezione di due film: “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Nicolò Scialpi, Stefano Zampini e “Tracce. Ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz

Cosa immaginiamo quando immaginiamo la preistoria? Lunedì 16 marzo 2026, nuova serata di “Risguardi”, rassegna di cinema e fotografia che sceglie il ritorno come gesto critico, ideata da Stefano Zampini e Loris Righetto: alla base c’è l’idea di riavvicinare opere recenti per scoprire ciò che alla prima visione resta invisibile., dedicata alle immagini con cui proviamo a dare forma al passato più remoto. Appuntamento al Malacarne Art Lab in via San Vitale 14/a a Verona, con “Cosa immagina chi immagina la preistoria”, partecipazione gratuita e aperta al pubblico: alle 19.30, proiezione del film “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Nicolò Scialpi, Stefano Zampini e del film “Tracce. Ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz (MUSE, Trento). Temi affrontati: archivio, istituzioni culturali, trasformazione del museo. Durante la serata verranno inoltre presentati i disegni dell’artista Mauro Cutrona, illustratore scientifico che immagina la preistoria con una precisione che ricorda le botteghe rinascimentali. Da confermare la presenza dell’artista durante la serata. Sarà un’occasione per dialogare sulla rappresentazione del passato tramite l’arte e sulla rappresentazione del presente tramite l’immagine del passato. Il pomeriggio si apre alle 18, con ingresso su richiesta, con la registrazione del podcast: dialogo tra Mauro Cutrona, Stefano Zampini, Nicolò Scialpi, Davide Dalpiaz.

Torino. Al museo Egizio il concerto “Metamorfosi” con Matteo Fabi, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”

Domenica 15 marzo 2026, alle 11, al museo Egizio di Torino, il concerto “Metamorfosi” con Matteo Fabi, violoncello – Musiche di Bach, Koeppen, Summer, Henryson, Sollima, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. l’orchestra Filarmonica di Torino cura un appuntamento che è un itinerario attraverso epoche, culture, linguaggi, mettendo in dialogo tradizione e contemporaneità. Matteo Fabi propone un mosaico cangiante che racconta l’identità mutevole e sorprendente del violoncello, spaziando dal rigore architettonico di Bach al Blues, alle melodie popolari, al Novecento fino ai tempi più attuali. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Accesso da via Eleonora Duse. Per la durata dell’evento accesso gratuito in Galleria dei Re (esclusivamente nella Galleria delle Sekhmet). La performance sarà fruibile in piedi. Il biglietto dedicato all’evento non consente l’accesso a altre zone e servizi del museo diversi dalla Galleria delle Sekhmet.

 

Roma. Nell’Area Sacra di Largo Argentina la XXIII edizione della Rievocazione Storica delle Idi di Marzo a cura del Gruppo Storico Romano

Il 15 marzo 2026, nel luogo in cui la storia cambiò per sempre, l’Area Sacra di Largo Argentina a Roma, il Gruppo Storico Romano realizzerà la XXIII edizione della Rievocazione Storica delle Idi di Marzo. Un appuntamento che, da oltre vent’anni, restituisce memoria, gesto e consapevolezza a uno dei momenti più drammatici e simbolici della storia di Roma: la morte di Gaio Giulio Cesare. Non uno spettacolo. Non una celebrazione. Ma un atto di rievocazione storica rigorosa, rispettosa del luogo e del significato profondo di quell’evento. L’evento è a cura del Gruppo Storico Romano, con la collaborazione della Legio XXX Ulpia Victrix dell’associazione culturale Decima Legio e Gruppo Storico Sabino. La manifestazione è patrocinata da Roma Capitale e si svolge con gli auspici del Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. L’appuntamento è per domenica 15 marzo 2026, alle 16, nell’Area Sacra di Largo di Torre Argentina, dove nel 44 a.C., nella Curia di Pompeo, Cesare venne colpito a morte dai congiurati guidati da Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino, in uno degli episodi più celebri della storia universale. Ogni anno questa rievocazione richiama appassionati di storia, cittadini e visitatori da tutto il mondo, restituendo alla città il racconto vivo di un momento che segnò profondamente il destino di Roma e il passaggio dalla Repubblica all’Impero. La manifestazione sarà introdotta da saluti e interventi istituzionali, che si svolgeranno a Largo di Torre Argentina. Programma: alle 16, rievocazione storica della congiura e dell’assassinio di Giulio Cesare; 16.40, partenza del corteo funebre che da Largo di Torre Argentina raggiungerà la statua di Giulio Cesare in Via dei Fori Imperiali. Nel corso della commemorazione verranno pronunciate le celebri orazioni di Bruto, Marco Antonio e Calpurnia, rievocando uno dei momenti più drammatici e simbolici della storia di Roma. “Le Idi di Marzo rappresentano uno dei momenti più intensi della memoria storica di Roma”, Sergio Iacomoni, presidente del Gruppo Storico Romano. “Non si tratta soltanto di una rievocazione, ma di un’occasione per riflettere sul passaggio dalla Repubblica all’Impero e sul valore della storia come patrimonio condiviso. Attraverso queste iniziative vogliamo continuare a raccontare Roma nei luoghi stessi in cui la storia è accaduta”.

 

Lugo (Ra). In via Tellarini si inaugura il nuovo Deposito archeologico con reperti dal villaggio neolitico fino alle ceramiche rinascimentali: sarà visitabile nel corso dell’anno grazie a una serie di aperture mirate

Sabato 14 marzo 2026, alle 16.30, a Lugo (Ra) in via Tellarini 38, si inaugura il nuovo Deposito archeologico, uno spazio individuato dall’Amministrazione comunale di Lugo dotato di ampi ambienti che, nei mesi scorsi e in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, è stato oggetto di lavori che lo hanno reso idoneo alla conservazione dei reperti rinvenuti nel territorio lughese. È stato determinante il contributo operativo dei volontari del Comitato per lo studio e la tutela dei Beni storici del Comune di Lugo di Romagna, che saranno coinvolti anche nell’opera di valorizzazione dei reperti, con una serie di aperture mirate del deposito in modo che possa essere visitato dalla popolazione. La prima occasione, dopo l’inaugurazione del 14 marzo 2026, sarà il week-end successivo, il 21 e 22 marzo 2026, in occasione delle Giornate Fai di Primavera.

I reperti conservati nel deposito coprono un ampio arco cronologico: dai ritrovamenti del villaggio neolitico e di età romana dell’ex Fornace Gattelli fino ai materiali raccolti tra il 2009 e il 2018 grazie al progetto “Bassa Romandiola”, dalle ceramiche rinascimentali recuperate nella Rocca di Lugo e nell’ex convento di San Domenico ai rinvenimenti nel cortile dell’ex Palazzo Locatelli del 2002. Un fondo specifico di reperti risale alle ricerche svolte a inizio Novecento da Edmondo Ferretti, che al momento degli scavi era ispettore onorario alle Antichità del Comune di Lugo, e Paolo Matteucci. Nel complesso, il deposito conserva circa 550 casse di documenti e materiali, la cui dispersione è stata scongiurata grazie all’impegno volontari del Comitato per lo studio e la tutela dei Beni storici del Comune di Lugo di Romagna, che si sono adoperati per la loro conservazione dalla fine degli anni ’70. Nel nuovo deposito archeologico è, inoltre, in fase di allestimento una biblioteca, composta da oltre 4000 volumi di storia locale e archeologia, in gran parte donati dalla famiglia dell’architetto Gian Luigi Gambi, socio del Comitato e per anni Ispettore onorario della Soprintendenza, al quale la biblioteca sarà intitolata. Si tratta del primo passo verso un futuro inserimento nella

Venezia. Al museo Archeologico nazionale visita guidata tattile: si potranno toccare sei opere originali

Sabato 14 marzo 2026, alle 15, il Museo archeologico nazionale di Venezia offrirà a tutte le visitatrici e a tutti i visitatori la possibilità di svolgere una visita guidata tattile. I partecipanti, accompagnati dal personale del Museo, potranno toccare sei opere originali, adeguatamente selezionate. La visita sensoriale durerà 40 minuti. Il percorso tattile, a cura di Ilaria Fidone, è incluso nel prezzo del biglietto. Ingresso da piazzetta San Marco 17. Prenotazione obbligatoria allo 0412997602. Posti limitati, Biglietti: interi 8 euro / ridotto giovani 18-25 anni 2 euro / gratuito per aventi diritto e abbonati. È possibile acquistare l’abbonamento annuale Archeologico365 a 25 euro e godere di ingressi illimitati. Questo percorso è sempre disponibile per le persone con disabilità visiva, quindi anche in altre date, è necessaria solo la prenotazione qualche giorno prima dell’arrivo. Le persone con disabilità e un loro accompagnatore hanno sempre diritto all’ingresso gratuito al Museo archeologico così come al Museo Correr, il museo a noi contiguo. Il percorso è adatto anche a persone con disabilità motoria. Le persone con disabilità motoria sono invitate ad accedere dal Museo Correr. In tal modo potranno usufruire dell’intero percorso museale marciano (Museo Correr, Museo archeologico, Sale monumentali della Biblioteca Marciana) gratuitamente. Nel percorso sono disponibili servizi igienici accessibili a persone con disabilità motoria.

 

Firenze. Al cinema La Compagnia ultime due giornate di proiezioni del Firenze Archeofilm 2026 tra Etruschi inediti, le scoperte a Roma per la Metro C, la regina Nefertari e il battaglione sacro di Tebe. Si chiude con i premi e il film-evento “Nemos”

Arriva il week end di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al cinema La Compagnia. Sabato 14 marzo 2026 tra le anteprime da non perdere: il film che attraverso la vita quotidiana degli archeologi racconta lo scavo di un sito etrusco rimasto nascosto per 2500 anni nel Valdarno Superiore e – cambiando scenario – l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza medievale del temibile capo samurai Oda Nobunaga oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”. E ancora – sempre sabato 14 – le storie riscoperte nel sottosuolo di Roma durante la costruzione della nuova linea metropolitana, la vicenda storica e umana della Regina Nefertari, l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, composto da 150 coppie di amanti maschi, ora riscoperto attraverso prove archeologiche.

Frame del film “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”

Domenica saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; Premio “Università di Firenze”; Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica. Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.

PROGRAMMA SABATO 14 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima nazionale, il film “Pink pottery / Ceramica rosa” di Christine Banna (Stati Uniti 2023, 4’); seguono: il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’); il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey”  di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’); in prima assoluta il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes ( Italia, Francia, Canada 2025, 52’); in prima assoluta il film “Etruschi di Confine: un sito etrusco nel Valdarno Superiore” di Ermanno Betti (Italia 2025, 28’).

SABATO 14 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 15, in prima assoluta il film “Il castello perduto di Azuchi Un’indagine al tempo dei samurai / Le chateau perdu d’Azuchi Enquête au temps des samouraïs”  di Marc Jampolsky (Francia 2026, 52’); seguono: in prima assoluta il film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto /
Nefertari: the great queen of ancient Egypt”
di Curtis Ryan Woodside (Italia/Egitto 2025, 52’); il film “Io non dimentico” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13′); il film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53′); in prima cinematografica il film “Aphrodisia” di Michele Iodice (Italia 2023, 7’); il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’).

PROGRAMMA DOMENICA 15 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima assoluta il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’); in prima assoluta il film “Vulci. Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’); il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30′); il film “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” di Pierandrea Gagliardi, Marino Rossi (Italia 2025, 60’).

DOMENICA 15 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 16, Cerimonia di Premiazione: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Studenti UniFi”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria”. Chiude il Firenze Archeofilm 2026 il FILM EVENTO “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto” di Marco Antonio Pani (Italia 2025, 110’).

 

 

Bologna. Alla Pinacoteca nazionale nella Giornata del Paesaggio premiazione del contest fotografico “Sguardi sul paesaggio” e inaugurazione della mostra, con riflessione sul come accrescere la consapevolezza dei valori paesaggistici del territorio

Sabato 14 Marzo 2026, alle 10, alla Pinacoteca nazionale di Bologna in via delle Belle Arti 56 a Bologna, per la Giornata nazionale del Paesaggio, in occasione della premiazione del contest fotografico “Sguardi sul paesaggio” e dell’inaugurazione della mostra che espone le sessanta foto finaliste dedicate ai beni paesaggistici tutelati dell’Emilia-Romagna, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e con i Musei nazionali Bologna – Direzione regionale musei nazionali Emilia-Romagna, dedica la mattinata ad una riflessione condivisa sul come accrescere la consapevolezza dei valori paesaggistici del territorio attraverso gli sguardi delle cittadine e dei cittadini che lo vivono. Evento gratuito con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Prenotazione consigliata scrivendo alla mail tourer@cultura.gov.it.

Programma. Alle 10, saluti istituzionali: Francesca Tomba, soprintendente ABAP per la città metropolitana di Bologna; Daniele Capitani, dirigente del Settore Governo e qualità del territorio – Regione Emilia-Romagna; Costantino D’Orazio, direttore ad interim dei Musei nazionali di Bologna – direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna; alle 10.20, modera Barbara Marangoni, P.O. Paesaggio della soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna, contributi: Benedetta Castiglioni, presidente del corso di laurea magistrale in Scienze per il paesaggio – università di Padova, “Condividere sguardi sul paesaggio per riconoscerne i valori”; Graziella Guaragno, EQ Pianificazione paesaggistica Area Territorio Città Paesaggio – Regione Emilia-Romagna, “I beni paesaggistici: strategie di tutela e di sensibilizzazione nel piano paesaggistico regionale”; Ilaria Di Cocco, funzionaria archeologa e coordinatrice del portale Tourer.it della soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Bologna, “Sguardi sul paesaggio: il contributo dei cittadini con punti di vista, visioni, interpretazioni, sensibilità capaci di andare oltre i sentieri battuti”; 12, premiazione dei finalisti e dei vincitori del contest fotografico dedicato ai paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna; 12.30, inaugurazione della mostra “Sguardi sul Paesaggio”, ad accesso gratuito e libero senza prenotazione; la mostra sarà aperta fino al 29 marzo 2026 in tutti i giorni di apertura della Pinacoteca nazionale.

 

Pompei. Per la Giornata del Paesaggio attività e laboratori tra vigneti, vivaio e percorsi nel verde per famiglie, visita tematica al Bosco Sacro, e un’installazione al museo Archeologico di Stabia

Il vigneto della Casa della Nave Europa a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Sabato 14 marzo 2026 si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio in tutti luoghi della cultura statali. A Pompei sarà possibile trascorrere la giornata nelle aree verdi del Parco per scoprire, attraverso attività e laboratori, quelle che sono ed erano le diverse specie naturali presenti e il rapporto uomo–natura nel mondo antico. Pompei e i siti della Grande Pompei (Villa di Poppea a Oplontis, le ville Arianna e San Marco a Stabia e Villa Regina a Boscoreale), presentano accanto al patrimonio archeologico, un ampio patrimonio naturale costituito da aree verdi, vigneti, oliveti e frutteti che sono oggetto di conservazione, manutenzione e valorizzazione, anche con il supporto di partner privati. L’ingresso ai siti archeologici in occasione della Giornata del Paesaggio è al costo ordinario.

Il Vivaio della Flora Pompeiana presso la Casa di Pansa a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Per l’occasione, il 14 marzo 2026 sarà aperto per tutta la giornata (dalle 9 alle 14) il Vivaio della Flora Pompeiana presso la Casa di Pansa, centro di ricerca sulla biodiversità e la produzione della flora pompeiana, dove gli esperti del Parco illustreranno le principali specie presenti utilizzate anche per la ricostruzione storica dei giardini delle domus (case) pompeiane. Sarà, inoltre, possibile scoprire i vigneti della Casa della Nave Europa e del Triclinio all’aperto assieme al personale dell’azienda vitivinicola Feudi di San Gregorio, partner del Parco per il progetto di cura e valorizzazione scientifica dei vigneti del Parco, che illustrerà le principali tecniche antiche a confronto con quelle attuali (ingresso libero nei seguenti orari 9-12.30 – 14-16.30).

Il percorso verde nel Bosco Sacro, area orientale della antica città di Pompei (foto parco archeologico pompei)

E ancora, le famiglie potranno prenotare una visita tematica “Natura e vita selvaggia all’ombra del Vesuvio” con percorso verde nel Bosco Sacro, area orientale della antica città di Pompei, e sosta alla Casa Rosellino, sede del Pompeii Children’s Musuem, che assieme alla Cooperativa Il Tulipano, curerà gli itinerari. Il percorso prevede poi un giro in bicicletta fino alla Parvula Domus, Fattoria Culturale e Sociale sede di attività per ragazzi con autismo e/o disabilità cognitive, dove si potrà partecipare a un laboratorio multisensoriale finalizzato alla scoperta accessibile del paesaggio. Il costo del biglietto è di 10 euro per tutti (sia i bambini che i genitori / accompagnatori) e per gli adulti che partecipano all’attività, l’ingresso al Parco è gratuito. Partenza alle 10.30 o alle 11-30 da piazza Anfiteatro. Info sul sito www.pompeiichildrensmuseum.it

Il giardino della Reggia Quisisana a Castellammare di Stabia (foto parco archeologico pompei)

Il museo Archeologico di Stabia alla Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, inoltre, il 14 e il 15 marzo 2026 ospiterà nelle Sale 4 e 13 un’installazione dedicata al paesaggio sonoro dell’antica Stabia, nell’ambito del progetto Echeia di Funneco aps a cura di M. D’Acunzo e M. Lucia. I visitatori potranno immergersi nella ricostruzione sonora dell’antico paesaggio dell’Ager Stabianus e dell’area sacra di Privati.