Ercolano (Na). Per le GEP 2026 al parco archeologico tutti sold out i turni di visita diurne e serali. La direttrice Colaiacomo: “Apriamo una finestra su un patrimonio spesso meno conosciuto, ma straordinario, quello della scrittura antica”

Il parco archeologico di Ercolano partecipa anche quest’anno alle GEP 2026, la più grande manifestazione culturale d’Europa promossa in Italia dal Ministero della Cultura, in programma il 26 e 27 settembre 2026. L’edizione di quest’anno, che ha riscosso un grande successo di pubblico determinando il sold out di tutti i turni di visita, è dedicata al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, che sottolinea l’importanza di preservare l’identità culturale e storica delle comunità. “Le Giornate Europee del Patrimonio sono un’occasione preziosa per raccontare al pubblico non solo la bellezza di Ercolano, ma anche il lavoro quotidiano di tutela che la rende possibile”, dichiara Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano. “Con “Resistere al tempo” apriamo una finestra su un patrimonio spesso meno conosciuto, ma straordinario, quello della scrittura antica, e lo facciamo insieme alle professionalità — restauratori, archeologi, architetti — che ogni giorno si prendono cura di questi luoghi. La sera del 26, invece, vogliamo che il pubblico viva la città antica in una veste diversa, sospesa tra memoria e meraviglia, in cui diverse espressioni artistiche dialogano con le rovine illuminate. È il senso più profondo del tema di quest’anno: proteggere il patrimonio significa anche saperlo rinnovare, renderlo vivo e accessibile a tutti”.
Visite diurne: “Resistere al tempo. La scrittura a Ercolano”
Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026 il Parco propone attività didattico-culturali dedicate alle fonti scritte di età romana — tavolette cerate, papiri carbonizzati, graffiti e iscrizioni — tra conoscenza e conservazione. Un restauratore, un archeologo e un architetto del Parco accompagneranno il pubblico adulto in una visita tematica dedicata ai principali contesti di rinvenimento degli archivi documentali ercolanesi, con il contributo della prof.ssa Maria Vittoria Bramante (UniPegaso), storica del diritto ed epigrafista. Il percorso sarà arricchito dal “Gruppo Storico Oplontino”, con un banchetto didattico di strumenti scrittori romani e una breve scena teatralizzata. Per le famiglie con bambini è previsto il laboratorio esperienziale “Cera una volta”, abbinato alla visita guidata al sito, durante il quale i più piccoli sperimenteranno la scrittura latina su riproduzioni di tavolette cerate con stilo, accompagnati dalla scena teatralizzata “Il segreto della tabula”.
Apertura straordinaria serale: “Amore e Guerra”. Teatro musica e danza nella città antica illuminata
Sabato 26 settembre 2026, il Parco apre eccezionalmente le porte per una serata dedicata al legame tra eros e polemos, amore e guerra, raccontato attraverso danza, musica e parola, con il format de “I Venerdì di Ercolano”. Il pubblico potrà muoversi liberamente tra le strade, le botteghe e le domus dell’antica Herculaneum, illuminate da un suggestivo allestimento artistico, incontrando lungo il percorso sette performance artistiche — tre di danza, due musicali e due teatrali — ripetute ciclicamente per l’intera serata.
Firenze. Per le GEP 2026 apertura non stop del museo Archeologico nazionale con visite guidate e laboratori. Ecco il programma

Sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, apertura straordinaria non stop dalle 8.30 alle 22 del museo Archeologico nazionale di Firenze con ingresso a 1 euro a partire dalle 18.
Alle 15 e alle 16.30, visita guidata con il curatore Gregorio Aversa, “L’antico che ispira: reimpieghi, imitazioni, copie”. Tra le opere appartenenti alle collezioni greche del MAF si nascondono una serie di curiosità che permettono di esaminare come, sin dall’antichità, i modelli artistici siano stati ripetutamente reinventati, adattandoli alle esigenze più disparate. A partire da sensibilità artistiche di alto livello, l’artigianato ha così prodotto manufatti comunque sempre di buona qualità, a garanzia che la replica fosse uno strumento utile a diffondere quella cultura che oggi definiamo “classica”.
Alle 15.30 e alle 18, visite guidata per adulti e bambini, con laboratorio di disegno, a cura dei Servizi Educativi, dal titolo “Il Sarcofago delle Amazzoni: la suggestione del mito, il racconto di un’antica storia che si rinnova nella vita e nell’arte”. Un viaggio alla scoperta di un’opera straordinaria che non è soltanto un reperto archeologico, ma anche una fonte di narrazioni mitologiche, come la nota storia di Achille e Pentesilea, e di ispirazioni letterarie e musicali dei secoli futuri.
Alle 19 e alle 20.30, visita guidata con la funzionaria restauratrice Giulia Basilissi “Custodire il passato – Il lavoro dei restauratori raccontato al pubblico”. Cosa significa restaurare un reperto archeologico? Quali sono le sfide che i restauratori affrontano per conservarlo e quali informazioni possono emergere durante il loro lavoro? Attraverso il racconto di due recenti interventi condotti sui materiali della Sezione Egizia, il pubblico sarà accompagnato alla scoperta del ruolo fondamentale del restauro nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. L’incontro prenderà in esame il restauro del rilievo raffigurante la dea Maat e di un frammento di scultura in terra cruda proveniente da Deir el-Medina.
Ariano nel Polesine (Ro). Archeologia protagonista a San Basilio: venerdì per “Incontri di archeologia” conferenza della prof.ssa Giovanna Gambacurta (università Ca’ Foscari), e sabato per “Scavi aperti” visita allo scavo etrusco condotto dall’università Ca’ Foscari

Archeologia protagonista in questo week end a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) col Progetto San Basilio: alla riscoperta del passato.
Venerdì 25 settembre 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro), per Incontri di archeologia, conferenza della prof.ssa Giovanna Gambacurta dell’università Ca’ Foscari di Venezia “San Basilio 2026-2029: nuovo progetto e nuovo scavo”, che illustrerà le novità emerse dallo scavo etrusco e i programmi per gli scavi dei prossimi anni. Per info e prenotazioni: + 39 392-9259875.

Gli altri incontri sono in programma: venerdì 6 ottobre 2026, al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la conferenza del prof. Jacopo Turchetto (università di Padova) su “Nei dintorni di San Basilio. Cosa raccontano le ricognizioni archeologiche”; e venerdì 6 novembre 2026, al Centro Turistico Culturale San Basilio, con la conferenza della prof.ssa Caterina Previato (università di Padova) su “San Basilio in età romana: novità dai recenti scavi”.

Sabato 26 settembre 2026, dalle 10 alle 12, si terrà l’ultimo incontro di “Scavi aperti” per visitare il cantiere di scavo etrusco condotto dall’università Ca’ Foscari Venezia. Ritrovo presso il Centro Turistico San Basilio alle 9.45. Per la visita al cantiere si raccomanda di indossare scarpe chiuse e pantaloni lunghi. Info e prenotazioni: +39 392 9259875.
Pompei. All’auditorium degli scavi del parco archeologico la conferenza “L’Isola di Capri in epoca romana: scavi, ricerche e valorizzazione” con Luca Di Franco, direttore dei musei e parchi archeologici di Capri, incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei

Venerdì 25 settembre 2026, alle 17, all’auditorium di Pompei, per gli incontri della conferenza dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS, la conferenza “L’Isola di Capri in epoca romana: scavi, ricerche e valorizzazione” con Luca Di Franco, direttore dei musei e parchi archeologici di Capri, che racconterà le più recenti ricerche sull’archeologia di Capri che passano dalla redazione della carta archeologica fino alla nuova stagione di scavi. Capri è da sempre associata alla presenza degli imperatori Augusto e Tiberio, che fecero dell’isola la loro residenza privata. Gli ultimi anni attraverso gli studi fatti per la carta archeologica e gli scavi di Gasto e Gradola sono state approfondire le dinamiche di occupazione dell’isola prima, durante e dopo i celebri imperatori. Durante la conferenza si costruirà un racconto che origina dalla colonizzazione greca, attraverso la conquista romana, fino a definire archeologicamente la presenza di Augusto – nella “nuova” villa di Gradola – e di Tiberio – nel “presidio imperiale” di Gasto -. Proprio le indagini di Gasto e Gradola gettano ora nuova luce sulle fasi più antiche dell’occupazione dell’isola e sulla vita durante e dopo la presenza di Augusto e Tiberio. In particolare la villa di Gradola, importante tassello della storia architettonica di Capri e dimora imperiale indagata in modo scientifico, è uno dei siti del nuovo istituto del ministero della Cultura. La sua apertura al pubblico è prevista a partire dal 2027.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apre la mostra “DAYANITA SINGH. ARCHIVIO” curata da Andrea Anastasio: oltre 350 fotografie con architetture, interni, opere d’arte, amici, archivisti, fiori e luoghi

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la fotografia di Dayanita Singh incontra la memoria degli archivi italiani. Giovedì 24 settembre 2026, alle 17, inaugurazione della mostra “DAYANITA SINGH. ARCHIVIO”. Dal 25 settembre 2026 al 3 gennaio 2027 a Roma la mostra, curata da Andrea Anastasio, con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, presenta oltre 350 fotografie attraverso un dispositivo espositivo mobile e trasformabile. La mostra è compresa nel biglietto del Museo. Il progetto intreccia due percorsi profondamente connessi: da un lato il lavoro che Singh ha dedicato, nell’ultimo decennio, agli archivi italiani; dall’altro il suo personale e in continua evoluzione archivio di immagini realizzate in Italia nell’arco di venticinque anni. Architetture, interni, opere d’arte, amici, archivisti, fiori e luoghi compongono una costellazione di immagini attraverso cui l’artista costruisce una personale conversazione visiva con il nostro Paese. Il cuore della mostra è la riflessione sull’idea stessa di archivio. Nella pratica di Singh l’archivio smette di essere un deposito neutrale del passato e diventa una forma viva, mutevole, che si attiva attraverso la sequenza delle immagini, la loro circolazione e l’incontro con lo spettatore. Questa concezione trova una traduzione concreta nell’allestimento. Le oltre 350 fotografie sono organizzate principalmente attorno a 16 strutture lignee, distribuite nello spazio espositivo, ciascuna in grado di accogliere 20 immagini. Questi dispositivi non sono semplici supporti per le fotografie, ma veri e propri strumenti attraverso i quali le immagini possono essere accostate, ricomposte e messe in relazione, generando ogni volta configurazioni e letture differenti. È una caratteristica fondamentale della ricerca di Dayanita Singh, che negli ultimi quarant’anni ha progressivamente ridefinito i confini della fotografia, portandola a dialogare con libro d’artista, architettura, installazione e pratica curatoriale. Le sue opere non si presentano necessariamente come oggetti conclusi, ma come sistemi aperti nei quali la disposizione delle immagini può modificare il significato dell’insieme. Il rapporto con gli archivi costituisce una presenza costante nella sua ricerca. Singh li osserva non tanto come luoghi deputati alla conservazione di documenti eccezionali, quanto come organismi complessi, fatti di spazi, oggetti, classificazioni, relazioni e gesti quotidiani. L’archivio diventa così una metafora della conoscenza e, allo stesso tempo, un modello per interrogare il funzionamento della fotografia e i modi attraverso cui la memoria viene costruita, organizzata e trasmessa. A Villa Giulia, questa riflessione entra in dialogo con la specificità di un luogo nato per conservare, studiare e rendere accessibile un patrimonio storico e culturale. La mostra non propone quindi una semplice rappresentazione degli archivi, ma invita il pubblico a sperimentarne la logica: osservare, associare, mettere in relazione, spostarsi tra le immagini e costruire possibili percorsi di senso.
Monasterace (RC). Al parco archeologico dell’Antica Kaulonìa “Open day – scavi archeologici a Kaulonìa”: gli archeologi dell’università di Genova aprono al pubblico le porte dello scavo

Giovedì 24 settembre 2026, alle 17.30, al parco archeologico dell’Antica Kaulon (Monasterace, RC), “Open day – scavi archeologici a Kaulonìa”: l’università di Genova apre al pubblico le porte dello scavo archeologico, offrendo un’occasione speciale per conoscere da vicino il lavoro degli archeologi, osservare le tecniche di scavo e scoprire i materiali emersi durante le più recenti campagne di ricerca. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Elisa Nisticò, direttrice del museo e parco archeologico dell’Antica Kaulon. Interverranno il prof. Antonino Facella, direttore scientifico dello scavo per l’università di Genova; Guido Angelini e Davide Panetta, responsabili di scavo, insieme agli studenti che hanno partecipato alle attività di ricerca. Un pomeriggio per entrare nel cuore della ricerca archeologica e conoscere direttamente persone, metodi e risultati del lavoro sul campo. Info e prenotazioni: 0964 735154, drm-cal.kaulon@cultura.gov.it
Torino. Al museo Egizio speciale visita tematica “A tavola nell’antico Egitto” dedicata al rapporto tra cibo, gusto e profumi nell’antico Egitto. Ecco il calendario

Che cosa mangiavano gli antichi Egizi? Quali alimenti erano presenti sulle loro tavole? E quali profumi e spezie accompagnavano la loro vita quotidiana? In occasione di Terra Madre Salone del Gusto, il museo Egizio di Torino il 24, 25, 26 e 27 settembre 2026, alle ore 14.20-15.50 e 16.10-17.40, propone una speciale visita tematica dedicata al rapporto tra cibo, gusto e profumi nell’antico Egitto. Attraverso reperti, raffigurazioni e testimonianze della collezione conservata al museo Egizio, la visita tematica “A tavola nell’antico Egitto” conduce alla scoperta delle abitudini alimentari dell’antica civiltà egizia. Un viaggio che coinvolge non solo la vista, ma anche l’olfatto: durante la visita sarà infatti possibile esplorare profumi e spezie attraverso un’esperienza olfattiva, per avvicinarsi in modo diretto e coinvolgente ai sapori dell’antico Egitto. Un’esperienza speciale a soli 7 euro. Per chi possiede Abbonamento Musei, Cultura di Torino o usufruisce delle altre formule di accesso agevolato previste dal museo Egizio, la visita tematica costa 7 euro. Per tutti gli altri la visita ha ugualmente il costo di 7 euro, da aggiungersi al biglietto di ingresso al museo Egizio. I posti sono limitati, prenota ora la tua visita QUI.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale la conferenza “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi, responsabile della Sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna, secondo incontro de “I pomeriggi dell’Archeologico”

Al museo Archeologico nazionale di Firenze, con ingresso da via della Colonna 38, per “I pomeriggi dell’Archeologico”, secondo incontro della nuova stagione: giovedì 24 settembre 2026, alle 17, la conferenza “Non solo un affare di mummie: alle origini dell’Egittologia in Toscana” con Daniela Picchi, responsabile della Sezione Egizia del museo civico Archeologico di Bologna, che apre lo sguardo sul ruolo importante della Toscana nella nascita dell’Egittologia. Una storia che affonda le sue radici nel XVII secolo quando, attraverso il porto di Livorno, giunsero a noi numerose antichità e mummie egizie. Proprio queste ultime furono sottoposte a studi anatomici per comprendere le tecniche di imbalsamazione e, in generale, i rituali funerari di una delle civiltà più affascinanti del passato. Le ricerche più recenti hanno permesso di ricostruire la storia di molti di questi reperti e resti umani, alcuni dei quali sono oggi conservati presso il museo Archeologico nazionale di Firenze, restituendo loro memoria, dignità e anche un possibile contesto archeologico di provenienza. Ingresso libero esclusivamente su prenotazione scrivendo a man-fi@cultura.gov.it












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