Per le GEA 2026 la soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Napoli propone tre appuntamenti straordinari: la Villa Augustea di Somma Vesuviana, i Depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli, il cantiere di Archeologia in corso per la TAV ad Afragola

Dal 12 al 13 giugno 2026 la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli aderisce alle Giornate Europee dell’Archeologia 2026 proponendo tre appuntamenti straordinari che accompagneranno i visitatori alla scoperta di alcuni dei più significativi contesti archeologici del territorio metropolitano: la Villa Augustea di Somma Vesuviana, i Depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli, il cantiere di Archeologia in corso: la TAV ad Afragola. Annullata la visita alla Tombe del Cerbero in programma domenica 14 giugno 2026.
Venerdì 12 giugno 2026, Villa Augustea di Somma Vesuviana. Apertura straordinaria del complesso archeologico della Villa Augustea di Somma Vesuviana, uno dei più importanti siti archeologici del territorio vesuviano. Le visite guidate si svolgeranno alle 16.30, 17.30 e 18.30. L’accesso è libero e non è prevista prenotazione. I visitatori saranno accolti in ordine di arrivo fino al raggiungimento della capienza consentita. Indirizzo: via Starza della Regina 2, Somma Vesuviana (Na).
Sabato 13 giugno 2026, Depositi archeologici del Rione Terra a Pozzuoli. Visita straordinaria ai depositi archeologici del Rione Terra, dove sono conservati reperti provenienti dagli scavi dell’antica Puteoli e da numerosi contesti archeologici dell’area flegrea. Sono previsti due turni di visita alle 9.30 e 11.30. Numero massimo di partecipanti: 15 persone per gruppo. Punto di incontro: via Vecchia delle Vigne snc, Parco Urbano Attrezzato, Pozzuoli (Na).
Sabato 13 giugno 2026, Archeologia in corso: i cantieri della TAV ad Afragola. Un’occasione unica per entrare all’interno di un grande cantiere infrastrutturale e conoscere da vicino il lavoro degli archeologi impegnati nelle attività di tutela e ricerca lungo il tracciato dell’Alta Velocità. La visita guidata si svolgerà alle 9.30. Il punto di incontro è fissato in via Pablo Neruda, nei pressi dell’ingresso al cantiere RFI di Afragola, dove i partecipanti prenotati saranno accolti e accompagnati all’interno dell’area di scavo mediante una navetta messa a disposizione dall’Associazione Movimento Culturale Ideelibere. La visita presenta una difficoltà medio-alta e si svolge all’interno di un cantiere caratterizzato da pavimentazione irregolare e dalla presenza di barriere che dovranno essere superate lungo il percorso. Si raccomanda pertanto di: indossare scarpe da trekking o calzature adeguate; portare acqua; utilizzare cappello e crema solare. Per ragioni di sicurezza la visita non è adatta ai minori di 8 anni né a persone con difficoltà motorie. Numero massimo di partecipanti: 35 persone.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per le GEA 2026 si aprono le porte di depositi e magazzini che custodiscono reperti normalmente non esposti al pubblico, e attività e laboratori didattici per tutti. Ecco il programma

Dal 12 al 14 giugno 2026 tornano le Giornate Europee dell’Archeologia, l’appuntamento di riferimento per il dialogo tra archeologia e società, sotto il coordinamento europeo dell’INRAP (Institut national de recherches archéologiques préventives), sotto l’egida del ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa. L’iniziativa coinvolgerà numerosi Paesi europei con l’obiettivo di presentare al pubblico le più recenti scoperte e attività di ricerca nel campo dell’archeologia e del restauro, sensibilizzando cittadini e comunità sull’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio archeologico. L’edizione 2026 è dedicata al tema “Archeologia in corso”, un invito a mettere al centro il processo della ricerca archeologica e a scoprire ciò che avviene dietro le quinte del lavoro. Museo ETRU aderisce all’iniziativa con attività dedicate alle diverse fasce di pubblico. Per l’occasione si apriranno le porte di depositi e magazzini che custodiscono reperti normalmente non esposti al pubblico; sarà possibile scoprire gli interventi di restauro, osservando da vicino le diverse fasi della ricerca e della conservazione del patrimonio. Non mancheranno attività e laboratori didattici rivolti a tutte le età, occasioni preziose di conoscenza, confronto e partecipazione. Le attività e le visite guidate sono gratuite comprese nel biglietto di ingresso al Museo. La prenotazione è obbligatoria per le visite guidate all’indirizzo e-mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it, specificando l’iniziativa a cui si intende partecipare.
Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, nella Sala 35 del Museo, i Servizi Educativi e Accessibilità del Museo vi aspettano per “Etruschi POP”, una divertente attività didattica pensata per i visitatori di tutte le età. Una piacevole pausa lungo il percorso di visita per osservare i capolavori del Museo da una prospettiva inedita e creativa. I partecipanti potranno realizzare un magnete personalizzato con il volto del proprio eroe, personaggio mitologico o divinità preferita, portando con sé un ricordo originale dell’esperienza al Museo. Attività compresa nel biglietto del Museo, fruibile senza prenotazione dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18.
Venerdì 12 giugno 2026, alle 11, Miriam Lamonaca guiderà il pubblico “Dentro il cantiere: i restauri di Villa Giulia”. Un’occasione speciale per entrare nel cuore del cantiere di restauro appena concluso che ha riportato al suo originario splendore gli stucchi, i marmi e le decorazioni parietali del cortile centrale e del Ninfeo. Un intervento complesso e allo stesso tempo affascinante che sarà possibile conoscere da vicino attraverso il racconto delle diverse fasi di intervento, delle tecniche impiegate e delle sfide affrontate nel recupero di questo importante patrimonio storico-artistico. I partecipanti potranno inoltre osservare dal vivo i restauratori impegnati nelle ultime operazioni di rifinitura, scoprendo il lavoro che precede la riconsegna degli spazi restaurati alla fruizione pubblica.
Sabato 13 giugno 2026, alle 11, Luca Mazzocco porterà i visitatori “Dietro le quinte del Museo: visita ai depositi”. Un’apertura eccezionale di spazi normalmente non accessibili ai visitatori, come i depositi custodi di manufatti non esposti, offrendo l’opportunità di comprendere la complessità e la ricchezza del lavoro archeologico: dalla scoperta allo studio, dalla conservazione alla valorizzazione dei reperti. Una vera e propria “incursione” nei luoghi nascosti del Museo che restituisce il senso del lavoro svolto quotidianamente all’interno di Villa Giulia. La visita è rivolta a un massimo di 10 persone.
Tuscania (Vt). Per le Giornate europee dell’Archeologia tre appuntamenti con il Gruppo Archeologico Città di Tuscania

Le Giornate europee dell’Archeologia 2026 arrivano a Tuscania (Vt) con il Gruppo Archeologico Città di Tuscania che propone tre appuntamenti dedicati alla scoperta del territorio e del suo straordinario patrimonio archeologico. Giovedì 11 giugno 2026, alle 18, nella sede del Gruppo archeologico in via della Rocca 69 a Tuscania, presentazione delle GEA 2026 e del I Quaderno di “Oltre lo Scavo”. Venerdì 12 giugno 2026, alle 21, “Notte dell’Archeologia”: passeggiata-racconto nel centro storico di Tuscania, con partenza da piazza Italia. Sabato 13 giugno 2026, alle 10, visita al progetto di recupero e valorizzazione della Necropoli della Castelluzza. Ingresso libero. Le attività di venerdì e sabato sono riservate ai soli associati.
Bologna. Al dipartimento di Storia Culture Civiltà workshop internazionale “Auguste in transizione”, in presenza, sul ruolo delle donne della famiglia imperiale tra II e III secolo d.C. rappresentazione e ricezione. Ecco il programma

Giovedì 11 giugno 2026, alle 10.30, nell’aula Marco Celio del dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, in via Zamboni 38, si tiene in presenza il workshop internazionale “Auguste in transizione”, a cura di Erica Filippini, Beatride Girotti, Manuela Mongardi (Unibo) e Pedro David Conesa Navarro (UMU), col patrocinio del DiSCi – dipartimento di Storia Culture Civiltà, università Alma Mater Studiorum di Bologna e Universidad de Murcia, sul ruolo delle donne della famiglia imperiale tra II e III secolo d.C. rappresentazione e ricezione. Ingresso libero – Posti disponibili: 50.
PROGRAMMA. Alle 10.30, apertura dei lavori con Francesca Cenerini (UniBo); 11, Irene Manas Romero (universidad nacional de Educacion a Distancia) su “Matilda Minor, presencia publica mas alla de Suessa Aurunca”; 11.30, Erica Filippini (UniBo), Pedro David Conesa Navarro (UMU) su “Il ruolo delle Augustae della dinastia severiana tra rappresentazione e ricezione: lo spazio monetale di Giulia Domna e Plautilla”; 12, Elsa Bentolila Sanchez-Seco (universidad autonoma de Madrid) su “La memoria de la Augusta Aquila Severa: pervivencia y rapresentacion en las fuentes textuales, epigraficas y numismaticas”; 13, pausa pranzo; 15.30, Beatrice Girotti (UniBo) su “Tra santità e avarizia: la Mamea della Historia Augusta”; 16, Manuela Mongardi (UniBo) su “Le Auguste dell’anarchia militare tra rappresentazione e ricezione: il caso di Magnia Urbica”; 16.30, discussione; 17, coffee break; 17.30, presentazione del libro “Emilio Emiliano e Cornelia Supera. Potere effimero e memoria duratura di una coppia imperiale nel III secolo d.C.” (Edizioni Quasar, Roma 2025. Monografie di Communitas 3): Marilena Casella (UniMe) ne discute con l’autrice Margherita Cassia (UniCt). Presiedono i lavori della giornata Gaetano Arena (UniCt) e Nelu Zugrava (università “Alexandru Ioan Cuza” di IaSi).
Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella di Forio la conferenza “Giardini di Puglia fra utile e diletto” con Vincenzo Cazzato (università di Lecce), quarto appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno

Giovedì 11 giugno 2026, alle 19, ai Giardini La Mortella di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), la conferenza “Giardini di Puglia fra utile e diletto” con Vincenzo Cazzato, professore di Storia dell’Architettura alla Facoltà di Beni culturali dell’università di Lecce e presidente comitato scientifico APGI, quarto appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio”, a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale – quest’anno è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella – promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. La conferenza offrirà un approfondimento sul tema dei giardini che impreziosiscono il paesaggio della Puglia. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, Alessandra Vinciguerra, nella sala Museo dei Giardini La Mortella relazionerà il prof. Vincenzo Cazzato sul tema. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Il giardino pugliese, almeno fino all’Ottocento, ha avuto – al pari del paesaggio circostante – una funzione prevalentemente produttiva, sia che si trattasse del giardino di un palazzo baronale, sia di un giardino urbano o di masseria. Non a caso, nel Settecento la trattatistica legata alla “scuola agraria” pugliese collega la tradizione del giardino alle pratiche agricole. Sarà solo l’Ottocento a decretare in questa regione – insieme alla nascita del concetto di verde pubblico – una tarda affermazione del giardino “informale” e a introdurre nuove specie esotiche, a tutto svantaggio della componente produttiva. Nel Novecento, poi, il giardino, anche per la presenza negli anni Trenta del grande paesaggista fiorentino Pietro Porcinai, è oggetto di un processo di “toscanizzazione” che ha nella Villa Reale di Lecce l’episodio più significativo. Nonostante la natura del terreno – un calcare affiorante, poco adatto agli alberi ornamentali e alle siepi – Porcinai, laddove vi erano un oliveto, una pineta e un agrumeto, propone un giardino in prevalenza di specie sempreverdi, con siepi di Buxus sempervirens, esemplari topiati di Buxus pumila, cipressi potati in forme coniche disposti a formare alte siepi o veri e propri cabinet di verzura. Informazioni e prenotazioni: tel. 081-986220 (dalle 10 alle 18, martedì, giovedì, sabato e domenica).
Ercolano (Na). Per le GEA 2026 il parco archeologico propone tre giorni di incontri, attività didattiche e divulgative che coniugano rigore scientifico e apertura verso la comunità. Ecco il ricco programma tra terme, Villa Campolieto e Villa Sora a Torre del Greco

Il parco archeologico di Ercolano aderisce con un ricco programma alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA) 2026 dedicate al tema “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”, che pone al centro il processo della ricerca, aprendo al pubblico i luoghi e le pratiche del lavoro archeologico: cantieri, laboratori, magazzini, archivi. Fedele a questo spirito, il parco archeologico di Ercolano propone tre giorni di incontri, attività didattiche e divulgative che coniugano rigore scientifico e apertura verso la comunità. “Le Giornate Europee dell’Archeologia rappresentano un’occasione preziosa per condividere con il pubblico non soltanto i risultati della ricerca, ma anche il lavoro quotidiano che rende possibile la conoscenza e la tutela del patrimonio archeologico”, dichiara Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano. “Il tema di quest’anno, “Archeologia in corso”, interpreta pienamente la missione del parco archeologico di Ercolano: aprire cantieri, laboratori e luoghi della ricerca, mostrando come il passato continui a parlare attraverso nuove scoperte e nuove metodologie di indagine. Dalle attività a Villa Sora alle visite straordinarie agli edifici termali, fino alle iniziative dedicate alla mostra “Dall’uovo alle mele”, abbiamo costruito un programma che mette al centro la partecipazione, la conoscenza e il dialogo con la comunità, rendendo i visitatori protagonisti del processo di scoperta del patrimonio culturale”.

LE TERME DI ERCOLANO: VISITE GUIDATE AL PARCO. In coerenza con il programma delle GEA le attività di visita proposte dal Parco si concentrano sabato 13 e domenica 14 giugno 2026. In queste due giornate il parco archeologico di Ercolano apre al pubblico un itinerario guidato dedicato agli impianti termali della città antica. Il percorso accompagna i visitatori alla scoperta dei principali complessi termali di Ercolano: le Terme Centrali, le Terme della Casa dell’Albergo e le Terme Suburbane. In via del tutto eccezionale verranno aperte al pubblico le Terme della Casa dell’Albergo, unico esempio ad Ercolano di complesso termale privato, annesso ad una delle più ampie dimore della città. Occasione altrettanto esclusiva sarà la visita al cantiere di restauro delle Terme suburbane, l’edificio termale di età romana meglio conservato al mondo, testimonianza della raffinatezza architettonica e dell’alto livello tecnologico raggiunto dall’antica Ercolano. Le visite si svolgeranno alle 9.30, per due gruppi in lingua italiana e alle 11.30 per due gruppi in lingua inglese. Ciascun gruppo è composto da un massimo di 15 persone. La visita dura circa 1 ora. L’attività è gratuita, previa acquisizione del biglietto ordinario di ingresso al Parco. Prenotazione obbligatoria online o tramite call center 081 0106490. Ritrovo al Visitor Centre del Parco.
Prenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/gli-edifici-termali-di-ercolano-visite-in-occasione-delle-gea-2026/.

TRE GIORNI DI ATTIVITÀ AL PARCO E ALLA MOSTRA “DALL’UOVO ALLE MELE”. Nei tre giorni delle GEA – venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, il parco archeologico di Ercolano propone, in collaborazione con Coopculture, un programma di attività gratuite legate alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola nell’antica Ercolano”, ospitata a Villa Campolieto fino al 14 giugno 2026. Cibus – Itinerario tematico sull’alimentazione: ore 10, il 12, 13, 14 giugno 2026. Un percorso tematico dedicato all’alimentazione nell’antica Ercolano, tra thermopolia, botteghe e culinae. L’esperienza prosegue alla scoperta della mostra, dove si esplora la storia del gusto e della cultura alimentare in età romana attraverso reperti organici e monumenti di straordinaria conservazione. Gratuito con biglietto d’ingresso al Parco + mostra. Durata: 150’ + 60’. Prenotazione al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/cibus-in-occasione-delle-gea-2026/. Panem et Condimenta – Lettura animata, ore 15, il 12, 13, 14 giugno 2026. Un viaggio drammatizzato tra sapori, usanze e curiosità del mondo antico, guidato da brani di Catone, Varrone, Columella, Plinio e Galeno. Dalle umili zuppe di farro ai raffinati banchetti con spezie orientali, il racconto svela come il cibo fosse arte, medicina e strumento di potere. Gratuito con biglietto di ingresso alla mostra. Durata: 90’ Prenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/poi/parco-archeologico-di-ercolano/. Il piatto perfetto – Visita-laboratorio per famiglie: ore 17, il 12, 13, 14 giugno 2026. I partecipanti diventano aspiranti nutrizionisti dell’antichità: dopo la visita alla mostra, dovranno comporre il loro “piatto perfetto” combinando sagome di alimenti romani, imparando le basi della nutrizione attraverso il sapere antico. Per i più piccoli, la possibilità di realizzare le sagome in laboratorio. Gratuito con biglietto d’ingresso alla mostra. Durata: 90’. Prenotazioni al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/il-piatto-perfetto-visita-in-occasione-delle-gea-2026/.

IL CUORE DEL PROGRAMMA: LA GIORNATA DI STUDI A VILLA SORA (TORRE DEL GRECO). Venerdì 12 giugno 2026 si tiene l’appuntamento più atteso: una giornata di studi interamente dedicata ai risultati delle indagini archeologiche a Villa Sora (campagna 2025–2026), presso Palazzo Vallelonga, Torre del Greco (Na). Villa Sora è un’area di straordinaria importanza nell’ambito del sistema insediativo costiero romano nel Golfo di Napoli. Le campagne di scavo recentemente condotte dal parco archeologico di Ercolano, in collaborazione con il Packard Humanities Institute (PHI), hanno restituito dati inediti sulla villa d’otium, sulla ripresa della vita dopo l’eruzione del 79 d.C., sulla decorazione musiva e sugli affreschi, aprendo nuovi scenari interpretativi sul paesaggio antico. La giornata, coordinata scientificamente da Domenico Camardo, Marina Caso e Federica Colaiacomo (direttrice del parco archeologico di Ercolano), si articola in due sessioni di lavori. L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Torre del Greco e la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco e il supporto di Villa Montedoro Ricevimenti e Wedding e NeonSorrento. Le visite guidate a Villa Sora: ore 10.30 – 12.45. Sabato 13 e domenica 14 giugno 2026, in piena coerenza con il tema delle GEA 2026 “Archeologia in corso”, l’area archeologica di Villa Sora apre eccezionalmente al pubblico con visite guidate a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano. A conclusione della giornata di studi di venerdì 12, i visitatori potranno osservare da vicino il cantiere e i risultati delle indagini archeologiche, scoprendo direttamente sul campo i luoghi e le pratiche della ricerca. La partecipazione è su prenotazione: archeotorre@gmail.com – cell. 379 2196736.
Pompei. Per le GEA 2026 il parco archeologico apre i cantieri per raccontare “in diretta” il lavoro degli archeologi: Casa di Giulio Polibio, Tombe di Porta Stabia, Insula Occidentalis, Insula Meridionalis, Granai del Foro, e i depositi del museo Archeologico di Stabia “D’Orsi”

Raccontare “in diretta” il lavoro sul campo di archeologi, restauratori, architetti e ingegneri, aprendo al pubblico cantieri di restauro e depositi di reperti con l’obiettivo di rendere i luoghi dell’archeologia e della ricerca spazi di confronto con i visitatori, in una dimensione inclusiva e accessibile. Così il parco archeologico di Pompei aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA), in programma in tutta Europa nei giorni venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026. Il tema di questa edizione è “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”. Al centro c’è il processo della ricerca archeologica, la valorizzazione del “dietro le quinte” del lavoro – cantieri, magazzini, depositi, laboratori, archivi, biblioteche – come spazi di conoscenza, racconto e partecipazione, attraverso l’apertura dei contesti operativi al pubblico. In piena aderenza al tema centrale delle Giornate, il Parco Archeologico di Pompei propone visite a cantieri di scavo e di restauro ma anche a depositi di reperti. Le visite ai cantieri del sito di Pompei, a cura dei funzionari del Parco, dureranno circa 45 minuti nella fascia oraria indicata, per un numero massimo di 30 persone per volta. Accesso fino ad esaurimento posti, prenotazione non necessaria.

Venerdì 12 giugno 2026 a Pompei sono previsti tre appuntamenti. Dalle 9 alle 13 sarà possibile visitare i cantieri di restauro dell’Insula Meridionalis e della Casa di Giulio Polibio, mentre dalle 13 alle 17 è prevista la visita ai depositi dei Granai del Foro. L’intervento di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis di Pompei, uno più articolati quartieri del sito archeologico – visibile lungo il viale delle Ginestre di ingresso al sito – un tempo affacciato scenograficamente sul Golfo di Napoli e sulla vallata del Sarno, rappresenta un esempio di cantiere estremamente complesso a causa della morfologia dell’area e della tipologia degli edifici oggetto dei lavori. Visite a cura dell’archeologo Antonino Russo. La Casa di Giulio Polibio, una tra le domus più significative della città antica, è nota per le sue decorazioni pittoriche e per l’importanza storica del proprietario. Attualmente è oggetto di un articolato intervento di restauro finalizzato alla sua riapertura al pubblico e alla conservazione a lungo termine. Visite a cura dell’architetto Annamaria Mauro. Nel pomeriggio, invece, sarà possibile vedere i depositi dei Granai del Foro con visite a cura dell’archeologo Alessandro Russo. Sarà illustrato il progetto di allestimento dei Granai del Foro, il cui obiettivo è riqualificare e rifunzionalizzare gli spazi per consentire sia lo studio che l’esposizione dei reperti, migliorando la comprensione della vita quotidiana a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.

Sabato 13 giugno 2026 l’appuntamento (dalle 9 alle 13) è con la visita ad altri due cantieri. I visitatori potranno accedere al cantiere di scavo e restauro delle Tombe di Porta Stabia e al cantiere di restauro dell’Insula Occidentalis. L’area della necropoli di Porta Stabia si trova all’esterno del perimetro urbano della città antica. È caratterizzata da ricche sepolture, tra cui due tombe a schola di personaggi illustri e altre tombe monumentali, tra cui quella di G.A. Alleius Nigidius Maius. Il progetto mira alla conservazione del bene culturale attraverso attività di prevenzione, manutenzione e restauro. Visite a cura dell’architetto Raffaele Martinelli. Il cantiere di messa in sicurezza, restauro e fruizione dell’Insula Occidentalis di Pompei, ha l’obiettivo di restituire al pubblico le straordinarie ville urbane di Marco Fabio Rufo e di Maio Castricio, della Casa del Bracciale d’Oro e della Biblioteca, affacciate sul Golfo di Napoli e finora non accessibili. Il grandioso complesso della Regio VI è situato ai margini della città antica, non distante dal Foro. Quattro terrazze panoramiche, digradanti scenograficamente verso il mare, offrono al visitatore un’emblematica testimonianza del gusto romano di vivere in fastose ed eleganti dimore dove il paesaggio costituisce uno degli elementi predominanti della stessa composizione architettonica. Visite a cura della restauratrice Teresa Argento.

Domenica 14 giugno 2026, infine, è in programma l’apertura straordinaria, dalle 9 alle 13, dei depositi archeologici del museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, con visite a cura dell’archeologa Maria Rispoli, secondo due turni di visita alle 10 e alle 12 per gruppi di massimo 30 persone. Prenotazione non necessaria. I depositi sono visitabili anche in autonomia. I visitatori avranno la possibilità di immergersi nella “filiera archeologica” e di conoscere il lavoro di tutela, restauro e ricerca che solitamente si svolge dietro le quinte. L’accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al museo Archeologico di Stabia.


















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