Firenze. Al convegno archeoVINUM di tourismA 2026 “Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” con Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis

Un viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania… quello che è andato in scena sabato 28 febbraio 2026 all’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, nella seconda giornata di tourismA 2026, il salone di archeologia e turismo culturale promosso da Archeologia Viva. A proporlo è stato il convegno ArcheoVinum promosso dall’università di Bari in una mattinata densa di interventi. archeologiavocidalpassato.com ne ha seguito alcuni.

Emanuela Panke presenta al convegno archeoVINUM di tourismA l’itinerario del Consiglio d’Europa “Iter vitis” (foto graziano tavan)

A fare un po’ da “cappello” ai singoli casi italiani, da alcuni dei parchi archeologici importanti, come Aquileia, il Colosseo-Palatino a Roma e Pompei, a siti di straordinario interesse come l’antica città di Satricum nel Lazio o i siti etruschi e romani della Maremma o le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba, di Faragola ad Ascoli Satriano in Puglia, è stato l’intervento “Archeologia e viticoltura priorità di Iter Vitis: itinerario culturale del Consiglio d’Europa” presentato da Emanuela Panke, presidente della Federazione Iter Vitis.

“Iter Vitis – spiega Emanuela Panke ad archeologiavocidalpassato.com – è un itinerario culturale del Consiglio d’Europa, quindi fa parte di questo programma che è stato creato oltre 40 anni fa e che ora comprende circa 50 itinerari. Ogni itinerario sviluppa una tematica di quelle che sono state alla base della creazione dell’evoluzione dell’identità europea. Un’Europa vista come continente Europa, quindi dal punto di vista geografico. Noi, rispetto all’Unione Europea, siamo su una superficie molto più vasta.

L’itinerario culturale del Consiglio d’Europa “Iter Vitis” (foto graziano tavan)

“Iter Vitis porta avanti la tematica del viaggio della vite e dell’evoluzione della viticoltura, appunto, come un pilastro dell’identità europea: dalla Russia fino alle isole Azzorre, dalla Mosella – quindi Lussemburgo Germania e Francia – fino alla sponda Sud del Mediterraneo con 26 Paesi valorizziamo luoghi che testimoniano questa evoluzione. E l’archeologia – oggi siamo a tourismA proprio per questo – è parte integrante. Nei siti archeologici, nei musei archeologici è lì che inizia la prima parte del viaggio del nostro turista del vino, del nostro wine lover, perché è lì che spieghiamo quanto già secoli fa il vino, la vite fosse un prodotto fondamentale”.

 

Milano. A Palazzo Litta al via il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, tre incontri sulle scoperte archeologiche in Lombardia: focus sulle incisioni rupestri in Valle Camonica, le Grotte di Catullo e il borgo fortificato di Castelseprio. Ecco il programma

Con l’incontro sulle ricerche archeologiche nei parchi di Naquane e Cemmo (Bs) parte martedì 3 marzo 2026, alle 17.30, a Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano, il ciclo “Dove si fa la storia. Studi e ricerche”, tre incontri sulle scoperte archeologiche in Lombardia che mirano a diffondere tra studiosi, operatori del settore e semplici appassionati le più recenti (e in certi casi assai rilevanti) scoperte. La ricerca archeologica in Lombardia produce continue scoperte. Un lavoro costante grazie al quale si possono consolidare conoscenze acquisite o rimodulare ipotesi interpretative. Nell’ambito delle numerose attività della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia le indagini di scavo, spesso svolte in collaborazione con soprintendenze e università, rivestono particolare importanza. Questo fondamentale lavoro di studio e conoscenza trova un importante momento di restituzione al pubblico in questo ciclo di incontri. Prima di ciascun incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle ore 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.

Si inizia martedì 3 marzo 2026, alle 17.30, con “SEGNI, SILENZI E SCOPERTE. Ricerche archeologiche nei parchi di Naquane e Cemmo”. I parchi nazionali di Cemmo e Naquane sono luoghi imprescindibili per conoscere delle incisioni rupestri in Valle Camonica. Tra le diverse indagini, si segnala lo scavo a monte della Roccia 1. Modera l’incontro: Maria Giuseppina Ruggiero (direttrice dei siti statali in Valle Camonica), prenderanno parola gli studiosi Alberto Marretta, Paolo Rondini, Fausto Simonotti e Guglielmo Strapazzon. PRENOTA IL TUO POSTO. Prima dell’incontro è prevista una visita guidata a Palazzo Litta, con ritrovo alle 16.30 nelle immediate adiacenze della portineria. L’itinerario dura circa cinquanta minuti e include le sale del piano nobile e la spettacolare Sala degli Specchi, uno dei più significativi esempi di barocchetto lombardo.

Si prosegue martedì 17 marzo 2026, alle 17.30, con “LA FORMA DELL’ABITARE ROMANO. Nuove evidenze archeologiche alle Grotte di Catullo”. La grandiosa villa romana costruita alle estreme propaggini della penisola di Sirmione è da sempre luogo di studio e fonte di scoperte per gli studiosi. Modera l’incontro: Barbara Bianchi (funzionario archeologo). PRENOTA IL TUO POSTO.

Si chiude martedì 31 marzo 2026, alle 17.30, con “CASTELSEPRIO. CROCEVIA DI POPOLI E CULTURE. Novità dalle ultime ricerche”. L’antico borgo fortificato di Castelseprio è stato oggetto di numerose campagne di scavo in tempi recenti e il sottosuolo non smette di fornire elementi di ricerca agli studiosi. Modera l’incontro: Luca Polidoro (direttore del parco archeologico e antiquarium di Castelseprio). PRENOTA IL TUO POSTO.

Civitavecchia. Al Porto la conferenza “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse” di Mario Mazzoli, direttore di ASSO, nell’ambito della mostra “La costruzione del porto di Cemtumcellae e le sue navi”

Ricerca archeologica nelle grotte sommerse (foto asso)

Martedì 3 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, al Molo Vespucci del Porto di Civitavecchia, la conferenza di Mario Mazzoli “Il potenziale della ricerca archeologica nelle grotte sommerse”, quinto incontro del ciclo di conferenze scientifico divulgative dedicate all’Archeologia Subacquea, Navale e Portuale organizzato nell’ambito della mostra “La costruzione del porto di Cemtumcellae e le sue navi” dal CASN-LANS (Centro Archeologico di Studi Navali) con il patrocinio dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. Ingresso libero. La conferenza presenta un focus sulla speleologia subacquea, attività che presenta molteplici risvolti di tipo scientifico e tecnico. Nell’incontro si accennerà alle tecniche speleosubacquee e alla diversità con le immersioni in acque libere, per intraprendere un viaggio in cavità naturali, relitti e cavità artificiali sommerse. Un percorso dal quale “emergerà” come la speleosubacquea costituisca una specializzazione sempre più importante a supporto dei team multispecialistici che si occupano di archeologia e ricerca storica.

Mario Mazzoli (foto asso)

Mario Mazzoli è direttore generale A.S.S.O. ETS, istruttore alla Scuola nazionale di Speleologia Subacquea, coordinatore della Commissione nazionale Speleosubacquea della Società speleologica italiana, ispettore onorario per le aree sommerse e sotterranee della soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

 

Verona. Al via al Malacarne Art Lab “Risguardi”, rassegna di cinema e fotografia ideata da Stefano Zampini e Loris Righetto, con l’idea di riavvicinare opere recenti per scoprire ciò che alla prima visione resta invisibile. In tutto otto appuntamenti, tra marzo e aprile 2026: ecco il programma

Cinema, archeologia, e qualche riflessione: ecco il mix che propone “Risguardi”, rassegna di cinema e fotografia che sceglie il ritorno come gesto critico, ideata da Stefano Zampini e Loris Righetto, nasce dall’idea di riavvicinare opere recenti per scoprire ciò che alla prima visione resta invisibile. Il tema di Risguardi è appunto il ritorno, perché un’opera conserva cose che mostra solo a chi vi ritorna. “Rivedere film e documentari a distanza di tempo permette di scoprirli davvero”, spiegano i promotori: “l’urgenza della prima visione si attenua, la motivazione contingente lascia spazio all’arte e ai motivi profondi di chi ha realizzato l’opera. Risguardi non è un semplice cineforum, ma un dispositivo di riflessione che costruisce un archivio critico permanente attraverso proiezioni, dialoghi e videopodcast”. In tutto otto appuntamenti, tra marzo e aprile 2026, al Malacarne Art Lab in via San Vitale 14/a a Verona, con partecipazione gratuita e aperta al pubblico.

Si inizia lunedì 2 marzo 2026 col tema “La fine e l’inizio. Narrazioni dal museo”: alle 19, inaugurazione della mostra dei disegni di Mauro Cutrona “Immaginare la preistoria”, presentata da Nicolò Scialpi. Illustratore scientifico per musei, pubblicazioni scientifiche e università, Cutrona immagina la preistoria con precisione che ricorda le botteghe rinascimentali. In mostra al Malacarne: bozzetti e studi che mostrano la preistoria non come mondo mitico e selvaggio, ma come tempo abitato da persone simili a noi, prive soltanto della nostra tecnologia. Alle 19.30, la proiezione di due corti: “Le cime di Asclepio” di Filippo Ticozzi e “Pollicinum” di Alberto Gambato & Camilla Ferrari. A seguire il dialogo con i registi.

Frame del film “Le cime di Asclepio” di Filippo Ticozzi

“Le cime di Asclepio” (Italia 2024, 18′) di Filippo Ticozzi: un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambi a posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire?

Il logo di “Pollìcinum. Museo Polesine”, il Sistema Museale Provinciale Polesine

“Pollicinum. Museo polesine” (Italia 2021, 90”) racconta come i musei e il paesaggio conservino la memoria di uomini e miti della terra tra Adige e Po. Ideazione e realizzazione: Camilla Ferrari (musiche originali) e Alberto Gambato (riprese). Girato interamente nei musei della provincia di Rovigo e nel paesaggio che li circonda, è un breve ma intenso percorso evocativo, attraverso la memoria poetica di un luogo, in viaggio tra uomini, miti, paesaggi e musei. Il flusso delle immagini rende possibile un matrimonio, quello tra il disvelamento del mito di Fetonte e il paesaggio che ne accolse l’epilogo.

PROGRAMMA, sempre alle 19 al Malacarne Art Lab di Verona. Lunedì 9 marzo 2026, “Donna e lavori. Storie di vita” col film “Donne di miniera” di Roberto Carta sul tema lavoro femminile e memoria mineraria. Lunedì 16 marzo 2026, “Cosa immagina chi immagina la preistoria” con il film “Mauro Cutrona. Immaginare la preistoria” di Nicolò Scialpi, Stefano Zampini; e il film “Tracce. Ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz (MUSE, Trento). Temi affrontati: archivio, istituzioni culturali, trasformazione del museo. Venerdì 20 marzo 2026, “Relazioni famigliari” col film “L’intruso” di Filippo Meneghetti; e il film “Delivery” di Suranga D. Katugampala. Sabato 21 marzo 2026, l’incontro si terrà a Cavaion Veronese in collaborazione con Liberamente Cavaion, “Lettura portfolio riservata a fotografi e registi emergenti” col film “Deux” di Filippo Meneghetti. Sabato 28 marzo 2026, inaugurazione “City Stars”, mostra fotografica di Davide Biondani: attivo da oltre trent’anni, Biondani è tra i fotografi europei più rappresentativi dello skateboard. La mostra presenta due nuclei: fotografie urbane dove lo skater diventa figura epica, quasi cinematografica, e immagini che congelano il gesto atletico in pose vicine alla statuaria classica. Un racconto della città come luogo di attraversamento, rischio e poesia. Lunedì 13 aprile 2026, “Visioni del ritorno. Montagna, origine” col film “Metaxù” di Lorenzo Vanzan; e il film “Lasciami andare” di Roberto Carta. Infine lunedì 27 aprile, “Il lavoro, la lotta. Una storia esemplare” col film “Diventare Matteotti” di Alberto Gambato & Camilla Ferrari.

 

Firenze. A tourismA 2026 consegnato il premio Francovich a Canosa di Puglia per il miglior museo e parco archeologico italiano a tematica medievale, conferito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), che ha anche assegnato il premio al programma britannico “Time team”

Tutti sul palco: le varie “anime” della comunità canosina a tourismA 2026 con il premio Francovich a Canosa di Puglia (foto graziano tavan)

La vittoria non di un’istituzione ma di un’intera comunità, quella di Canosa di Puglia (BAT) alla quale è andato la XIII edizione del premio “Riccardo Francovich” per il miglior museo e parco archeologico italiano a tematica medievale, conferito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), fondata nel 1994, e oggi presieduta da Marco Valenti, e professore di Archeologia medievale, università di Siena. Lo si è visto quando, venerdì 27 febbraio 2026, sul palco dell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze, nel corso di tourismA 2026, a ricevere il premio non è salito solo il presidente della Fondazione archeologica canosina Sergio Fontana, ma proprio l’intera comunità, dal parroco alla soprintendenza, dall’amministrazione comunale ai volontari.

A leggere la motivazione il prof. Giuliano Volpe, già presidente della SAMI, che ha consegnato la targa al presidente Sergio Fontana: “premio conferito a Canosa di Puglia per gli importanti siti e monumenti paleocristiani, opera in particolare del vescovo Sabino (VI sec.), parte di un ricco patrimonio storico e archeologico di età antica, tardoantica, medievale e moderna, indagato, tutelato e valorizzato grazie all’esemplare collaborazione fra la Fondazione Archeologica Canosina, il Comune di Canosa, il Ministero della Cultura, la Regione Puglia, le Università di Bari e di Foggia e alla partecipazione attiva dei cittadini”.

tourismA 2026: Sergio Fontana, presidente della Fondazione archeologica canosina, con il premio Francovich, tra il presidente SAMi Marco Valenti, e l’ex presidente Paul Arthur (foto graziano tavan)

Visibilmente emozionato e commosso il presidente Fontana che ha voluto ringraziare innanzitutto la comunità canosina: “Ritiro il premio – ha esordito – a nome della Fondazione archeologica canosina, e a nome dei 260 soci che hanno caratteristiche diverse, perché c’è un elettricista, un farmacista, un falegname, un medico: 260 persone volontarie che da 30 anni si sono dedicate alla Fondazione archeologica canosina: è una fondazione nata 30 anni fa. Noi abbiamo avuto l’unico caso di museo Archeologico nazionale che è una struttura privata pagata dai privati. È come se noi due ci mettessimo d’accordo pur di avere la caserma dei carabinieri: gli paghiamo tutto noi, gli paghiamo il fitto noi, pur di averli. Questo è quello che è stato fatto dalla Fondazione archeologica canosina da trent’anni, e che continua a fare ancora oggi per il nostro territorio.

tourismA 2026: premio Francovich a Canosa. Sul palco Fondazione archeologica canosina e SAMI (foto graziano tavan)

“Ed è un premio – ha continuato – che io voglio dividere con tutti i canosini, perché è stato un voto plebiscitario (vedi Canosa di Puglia (BAT) vince il Premio Riccardo Francovich conferito dalla SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani al polo della Canosa Paleocristiana “come miglior sintesi tra rigore scientifico e capacità di raccontare la storia a tutti”. Il premio sarà assegnato a Firenze a tourismA | archeologiavocidalpassato). Abbiamo avuto quasi 10mila voti di persone che si sono interessate all’archeologia e che non solo hanno girato pagina, ma si sono fermati, hanno votato. Quindi c’è stato veramente il voto di tutta una comunità. Che va dalla comunità ecclesiastica, perché noi abbiamo una storia del Paleocristiano importantissima, abbiamo delle catacombe a Canosa di Puglia, una delle poche nel Sud Italia, abbiamo il vescovo Sabino che è il primo santo della Puglia, abbiamo una storia paleocristiana importantissima, abbiamo una storia danuna antecedente ancora più importante, abbiamo una storia romana, abbiamo una storia: Canosa è stata vissuta e abitata da sempre. La Fondazione archeologica canosina è il chiaro esempio che le cose si possono fare nonostante le possibilità che abbiamo, perché vorremmo avere più fondi, più disponibilità, ma se ci sono persone di buona volontà e dedico il premio a tutte le persone di buona volontà che hanno contribuito anche con ruoli e competenze diverse. Mi riferisco al ministero della Cultura, alla nostra Regione Puglia, al nostro Comune, alla nostra Provincia, a tutti quanti hanno collaborato; e soprattutto alla nostra soprintendenza, la nostra università. Oggi abbiamo due concessioni di scavo. Si sta scavando a Canosa di Puglia: la concessione è stata richiesta dalla Fondazione archeologica canosina tramite l’università, ma concessa dal nostro ministero che salvaguarda e sovrintende a tutte le attività. Lascio la parola agli altri non senza ringraziare Piero Pruneti, e tutto il premio Francovich: siamo onorati di ricevere questo premio perché conosciamo l’importanza di questo medievista e quanto si sia dedicato alla divulgazione, alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio. Quindi sono veramente emozionato, sono molto contento di questo premio.

tourismA 2026, premio Francovich: il presidente Sergio Fontana con l’onorevole Francesco Ventola (foto graziano tavan)

“Lasciatemi ringraziare – ha concluso – una persona che non è qui sul palco, Francesco Ventola e don Felice Bacco, che sono qui con noi, che ci hanno seguito. Francesco Ventola è un europarlamentare, ma è stato sindaco di Canosa con cui abbiamo fatto tante battaglie, che continuiamo a fare. Per esempio, abbiamo a Canosa una scuola di specializzazione di due università che si sono messe d’accordo, caso raro per le università, ma in questo caso invece siamo riusciti ad avere una scuola di specializzazione unica a Canosa. Questo si deve grazie anche all’onorevole Francesco Ventola. E poi l’ultimo pensiero per don Felice Bacco che ha fatto, sta facendo e farà tantissimo per la nostra terra. Grazie”.

tourismA 2026: il produttore Tim Taylor riceve il premio Francovich conferito al programma “Time team”, tra Marco Valenti e Paul Arthur (foto graziano tavan)

Nel corso della stessa cerimonia a tourismA 2026 è stato conferito dalla SAMI anche il premio a “Time Team”, programma televisivo britannico, nel quale ogni episodio presenta un team di specialisti che conduce uno scavo archeologico nell’arco di tre giorni, prodotto da Tim Taylor, presente a tourismA, cui è stato consegnato il premio con questa motivazione letta dal prof. Paul Arthur, già presidente SIMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento: “per il suo eccezionale contributo nel portare l’archeologia e il significato culturale del passato nella vita di milioni di persone, arricchendo profondamente il coinvolgimento del pubblico nei confronti del nostro patrimonio comune”.

 

#domenicalmuseo. Nella prima domenica di marzo nel podio della classifica assoluta tra il primo posto del Colosseo (15.876 ingressi) e il terzo di Foro Romano e Palatino (13.114 ingressi), come a febbraio, si inserisce al secondo posto la Reggia di Caserta con 13.671 ingressi

Sono stati 260mila gli ingressi domenica 1° marzo 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di marzo, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A marzo il podio della classifica assoluta è uguale a quella del mese precedente per il primo posto con il Colosseo (15.876 ingressi) e per il terzo con il Foro Romano-Colosseo (ingressi 13.114), mentre al secondo posto si inserisce la Reggia di Caserta (ingressi 13.671) che fa scalare il Pantheon al quarto posto.

Visitatori al museo Archeologico nazionale di Aquileia nei riaperti depositi arricchiti dalla mostra “Gli dei ritornano” (foto graziano tavan)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.876 ingressi; Foro Romano e Palatino 13.114; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.957; area archeologica di Pompei 11.833; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.030; Terme di Caracalla 3.383; museo e area archeologica di Paestum 3.235; Terme di Diocleziano 3.157; parco archeologico di Ercolano 2.899; Villa Adriana 2.578; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.194; museo Archeologico di Venezia 2.160; Palazzo Massimo 2.097; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.968; Palazzo Altemps 1.853; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.563; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.071; museo delle Civiltà 1.022; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 853; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 785; museo Archeologico nazionale di Firenze 571; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 554; Scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 551; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 528; musei nazionali di Cagliari 513; anfiteatro e teatro romano di Lecce 513; Villa di Poppea-Oplontis 509; area archeologica del Teatro romano di Benevento 500; parco archeologico delle Terme di Baia 456; museo Archeologico nazionale di Pontecagnano e parco archeologico di Pontecagnano 437; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 408; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 362; museo Archeologico nazionale “Giuseppe Andreassi” e parco archeologico di Egnazia 328; Antiquarium di Lucrezia Romana 305.

 

Vibo Valentia. Causa cantieri in corso e personale ridotto il museo Archeologico nazionale apre solo il sabato e la domenica

Il castello medievale di Vibo Valentia ospita il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” (foto drm-cal)

Il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia riduce drasticamente i giorni di apertura al fine settimana. Lo comunica la direzione: “A seguito di una drastica riduzione del personale in servizio e del contestuale avvio di cantieri che interesseranno gran parte della struttura museale, a partire dal 1° marzo 2026 il Museo sarà aperto al pubblico esclusivamente nelle giornate di sabato e domenica, secondo i consueti orari di visita. L’apertura limitata si rende necessaria per garantire adeguati standard di sicurezza ed il corretto svolgimento delle attività connesse ai lavori in corso, finalizzati ad una migliore fruizione degli spazi museali. Gruppi organizzati, scuole e tour operator sono invitati a programmare le visite con largo anticipo, effettuando prenotazione ai consueti contatti del Museo, così da consentire una puntuale organizzazione dei servizi e delle turnazioni. Certi della comprensione di tutti, ci scusiamo per i disagi che inevitabilmente si verranno a creare”.

Roma. PArCo e MNR insieme per agevolazione biglietti: da marzo 2026 accordo dei direttori Simone Quilici e Federica Rinaldi per l’acquisto di titoli di ingresso convenzionati per i visitatori del parco archeologico del Colosseo e del museo nazionale Romano

A partire da marzo 2026 i possessori di un biglietto di ingresso per il museo nazionale Romano potranno acquistare il biglietto Ridotto Amici PArCo al costo di 14 euro mentre ai visitatori del parco archeologico del Colosseo sarà garantita la possibilità di acquistare il biglietto Musei in Rete del MNR (Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Crypta Balbi chiusa temporaneamente) al costo di 10 euro. Questo il primo dei risultati di un accordo biennale di valorizzazione siglato dal direttore del parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici, e dal direttore del museo nazionale Romano, Federica Rinaldi, che vede i due istituti museali impegnati a instaurare rapporti di reciproca collaborazione in attività di ricerca, formazione e promozione del patrimonio culturale.

Simone Quilici, nuovo direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“Con questa importante iniziativa”, dichiara il direttore del PArCo, Simone Quilici, “si inaugura una politica di rafforzamento della rete museale a Roma che mira a valorizzare gli istituti depositari di testimonianze archeologiche provenienti dai siti del Palatino, del Foro Romano, del Colosseo e della Domus Aurea, in un’ottica di promozione condivisa di un patrimonio culturale unico al mondo. Il museo nazionale Romano è il primo dei musei statali della Capitale che aderisce a questa convenzione del PArCo già attiva con il museo Ebraico di Roma e con Villa Farnesina, avviando così un percorso virtuoso verso l’ampliamento dell’offerta ai visitatori capace di portare a una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici”.

Federica Rinaldi al suo insediamento alla direzione del museo nazionale Romano (foto mnr)

“Questo accordo non solo rappresenta un passo concreto verso una visione integrata e moderna della valorizzazione del patrimonio culturale della Capitale”, commenta la direttrice del MNR, Federica Rinaldi, “ma nasce dalla consapevolezza che la straordinaria ricchezza archeologica e storico-artistica di Roma può e deve essere raccontata in modo integrato. Favorire l’accesso con condizioni agevolate significa incentivare un’esperienza di visita più completa, capace di mettere in relazione i grandi complessi monumentali all’aperto con le collezioni museali che ne custodiscono, approfondiscono e contestualizzano la storia. Mettere in rete i luoghi del PArCo con le sedi del museo nazionale Romano significa infine proporre una narrazione unitaria della civiltà romana: dai luoghi simbolo del potere e della vita pubblica ai reperti, alle opere e ai contesti che ne raccontano la dimensione quotidiana, artistica e sociale. Questa iniziativa – conclude – conferma come la collaborazione istituzionale sia la chiave per rendere il patrimonio sempre più accessibile, sostenibile e partecipato. È un segnale positivo, che va nella direzione di una cultura inclusiva e capace di creare valore condiviso per cittadini, studiosi e visitatori di tutto il mondo”.

 

Il ministero della Cultura con lo spot “Felicità” firmato dal regista Luca Finotti apre la nuova campagna che promuove l’app Musei Italiani che riunisce tutte le informazioni su musei e parchi archeologici italiani

Lo spot “Felicità” firmato dal regista Luca Finotti apre la nuova campagna di comunicazione del ministero della Cultura volta a promuovere la piattaforma che mette in rete musei e luoghi della cultura italiani. Una visione del patrimonio culturale come spazio vivo e condiviso, capace di generare energia collettiva e senso di appartenenza, nel segno dell’accessibilità. “Scopri il patrimonio culturale. Scarica l’app Musei Italiani”.

Dal punto più alto del museo nazionale di Castel Sant’Angelo, Achille Lauro apre “Felicità”, la nuova campagna di comunicazione del ministero della Cultura dedicata alla app Musei Italiani. L’app riunisce per la prima volta in un unico ambiente digitale informazioni ufficiali, semplici e affidabili sui musei e parchi archeologici italiani: orari e aperture aggiornate, accessibilità, mostre in corso, suggerimenti di itinerari, oltre ai servizi di prenotazione e biglietteria elettronica. In tutto il Sistema Museale Nazionale sono in corso, o già conclusi, interventi finanziati dal PNRR per il miglioramento dell’accessibilità fisica e cognitiva, l’investimento coordinato dalla direzione generale Musei, volto a rendere i luoghi della cultura sempre più inclusivi e pienamente fruibili per tutti i pubblici.

#domenicalmuseo ai parchi archeologici di Paestum e Velia: tante le iniziative in programma, dalle visite ai depositi al Santuario di Hera, dalla passeggiata lungo il Crinale degli Dei al tour virtuale

Con i primi segni della primavera nell’aria, è il momento ideale per riscoprire il fascino dei siti di Paestum e Velia, accessibili a tutti e aperti dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30). E domenica 1° marzo 2026, con #domenicalmuseo, l’ingresso è gratuito. Tante le iniziative in programma per grandi e piccini: a Paestum, visite ai depositi del Museo, a Foce Sele, percorsi guidati al Santuario e al giardino di Hera, a Velia, passeggiata sul Crinale degli Dei e tour immersivo e, in entrambi i siti, è disponibile lo Zoom Uphill per una visita più accessibile e coinvolgente.

VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum, alle 10, 12, 15 e 17, si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Prenotazione obbligatoria al numero 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

VISITE AL NUOVO PERCORSO “IL TEMPIO AL CONFINE – HERA E IL PAESAGGIO DEL SELE”. Al Santuario di Hera, alla foce del fiume Sele, sarà possibile scoprire il nuovo percorso “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele”, recentemente aperto, che offre una lettura suggestiva del rapporto millenario tra santuario, paesaggio fluviale e memoria del culto di Hera. Il percorso, accompagnato da pannelli didattici, percorsi accessibili e un giardino ispirato alla vegetazione dell’epoca, permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva tra storia e natura. Le visite partiranno alle 15 e, in caso di pioggia, saranno sospese. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo pa-paeve.promozione@cultura.gov.it

CRINALE DEGLI DEI. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Appuntamento in biglietteria. Prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it. Ritrovo in biglietteria alle 9.30.

VELIA IMMERSIVE. Si potrà poi sperimentare con Immersive Velia, un tour virtuale che permette di esplorare il Parco Archeologico con visori Oculus Quest 3, ricostruzioni 3D e animazioni immersive, per camminare tra piazze, templi e spazi sacri dell’antica Elea. Il servizio è disponibile dalle 9.30 alle 13.30, con prenotazione obbligatoria: il numero di partecipanti è limitato a 10 persone all’ora. L’esperienza è inclusa nel biglietto di ingresso senza costi aggiuntivi.

ZOOM UPHILL. Per una visita più coinvolgente è disponibile gratuitamente lo Zoom Uphill, un veicolo elettrico off-road con quattro ruote motrici che permette anche alle persone con difficoltà di deambulazione di ammirare alcuni dei luoghi più suggestivi ed iconici delle aree archeologiche di Paestum e Velia.