Relitto profondo di Ustica. Realizzata la documentazione video-fotografica a 360 gradi, fatti i rilievi in 3D del relitto e installati idrofoni subacquei nella campagna della Soprintendenza del Mare con università di Malta, subacquei altofondalisti, Guardia di Finanza, Mare Nostrum Diving Centre di Ustica e il Cnr. La nave romana fu individuata ancora integra nel 2019 a 80 metri di profondità. Verrà musealizzata in situ
È il primo relitto romano integro trovato nelle acque di Ustica, a 200 metri dalla costa e a 80 metri di profondità, in località punta Falconiera, ad est dell’isola. Le operazioni di documentazione e rilievo 3D del relitto profondo di Ustica, con il coordinamento scientifico della Soprintendenza del Mare, sono state condotte tra maggio e luglio 2021 da un team di subacquei altofondalisti diretti da Riccardo Cingillo per la parte tecnica e dal prof. Timmy Gambin dell’università di Malta per la parte archeologica in collaborazione con il ROAN della Guardia di Finanza ed il Mare Nostrum Diving Centre di Ustica. Ne dà un primo resoconto la Soprintendenza del Mare in questi giorni: “Il relitto si presenta come un cumulo di anfore concentrate in una zona di pochi metri di diametro e altro materiale ceramico risulta disperso attorno a un’area per un raggio massimo di circa 7 metri. Le anfore, appartenenti alla tipologia Dressel 1A sono posizionate in modo vario e sembrano costituire l’apice di uno strato più compatto sottostante e sepolto dalla sabbia; appaiono inoltre fortemente concrezionate da organismi animali e vegetali marini e si riscontra la presenza di rotoliti /mearle che testimoniano come il sito sia soggetto a correnti sottomarine”.


Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana

Valeria Li Vigni, soprintendente del Mare (foto soprintendenza del mare)
“Gli studi sul relitto che si trova nell’itinerario della Falconiera e il recupero di alcune anfore per definire con esattezza la datazione”, sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, “sono motivo di soddisfazione e testimoniano ancora una volta il potenziale sommerso che fa del Mediterraneo uno scrigno di preziose testimonianze storiche che documentano la centralità della Sicilia nelle rotte commerciali, e non solo, dell’antichità. Ritrovamenti quali quest’ultimo di Ustica – precisa l’assessore – ci aiutano ad arricchire sempre più di dettagli un quadro che si rivela ricco e interessante di informazioni. Stiamo vivendo una stagione preziosa per la Sicilia dove, grazie all’impulso fornito dal Governo regionale, la ricerca condotta sia in terraferma che in mare si sta rivelando ricca di suggestioni e di nuove promesse”. E la soprintendente del Mare Valeria Li Vigni, moglie di Sebastiano Tusa, l’archeologo che fondò l’ente e diede vita a tutte le sue attività, aggiunge: “Sono state operazioni impegnative ed emozionanti, che ci hanno consentito di lavorare in team con l’università di Malta e di realizzare un’interessante documentazione video-fotografica, a 360 gradi con rilievi in 3D del relitto. Durante le immersioni sono stati installati idrofoni subacquei in collaborazione con il CNR di Capo Granitola. Sono molto grata a tutto il team della Soprintendenza del Mare che ha operato con la consueta professionalità, testimoniando come questo lavoro non possa svolgersi senza una forte carica ideale e di entusiasmo. Con la passione e la professionalità che ci ha trasmesso Sebastiano Tusa – precisa la dottoressa Li Vigni – abbiamo riunito le più alte professionalità nel campo della ricerca strumentale in alto fondale documentando il primo relitto romano integro trovato a Ustica a 80 metri che verrà musealizzato in situ“.


Documentazione fotografica e rilievo delle anfore del relitto romano di Ustica (foto soprintendenza del mare)
Il relitto era stato scoperto nel giugno 2019 in occasione del posizionamento, nell’itinerario archeologico della Falconiera, del “Cuore di Sebastiano” (opera realizzata dal maestro Giacomo Rizzo) per ricordare la passione che Sebastiano Tusa (l’illustre studioso scomparso il 10 marzo 2019 nel tragico incidente aereo in Etiopia) ha sempre dedicato al suo mare. In quell’occasione l’altofondalista Riccardo Cingillo, in ricognizione con un batiscafo, aveva individuato una nave di epoca romana e un cumulo di anfore in buone condizioni. Dopo gli studi propedeutici del materiale video, l’assessore regionale Alberto Samoná ha quest’anno deciso di finanziare una campagna di indagini strumentali e visive con gli altofondalisti siciliani guidati da Riccardo Cingillo. Fondamentale è stato il supporto tecnico del dipartimento di Studi classici e Archeologia dell’università di Malta diretto dal professore Timmy Gambin, con il suo team di tecnici e altofondalisti, e la collaborazione indispensabile fornita anche dalla Guardia di Finanza con il nucleo sommozzatori dei ROAN di Palermo guidati dal Comandante Riccardo Nobile. Subito è stata realizzata la documentazione video-fotografica a 360 gradi, i rilievi in 3D del relitto e installati idrofoni subacquei in collaborazione con il CNR di Capo Granitola.

Il 14 maggio 2021, nonostante le condizioni meteo marine poco favorevoli ma comunque entro i parametri della sicurezza, il team ha provveduto al recupero di due anfore dal relitto profondo di Ustica come materiale diagnostico; si tratta di due esemplari di anfore vinarie ascrivibili alle varianti del tipo Dressel 1A databili tra la fine del II e la metà del I secolo a.C. che potrebbero aver fatto parte del carico di una nave romana che, partendo da centri situati nel Tirreno meridionale, effettuava rotte commerciali dirette verso la Sicilia e il Mediterraneo, fermo restando che gli elementi fin qui raccolti sono suscettibili di ulteriori approfondimenti e studi. Al termine della missione le anfore recuperate sono state trasportate a Palermo con il mezzo dell’Amministrazione e sottoposte nei nostri locali del Roosevelt ad un primo trattamento conservativo mediante desalinizzazione.
Roma. Il parco archeologico del Colosseo rinnova il suo impegno per la sicurezza di cittadini e visitatori. Ad agosto attivo un Presidio Medico sulla piazza del Colosseo

Il parco archeologico del Colosseo – in previsione dell’ondata di caldo in arrivo – ha attivato, avvalendosi della collaborazione dell’Organizzazione Europea Volontari di Prevenzione e Protezione Civile di Roma, un presidio di assistenza sanitaria composto da due ambulanze che sarà presente sulla piazza del Colosseo (lato Arco di Costantino) per offrire soccorso ai cittadini e ai numerosi turisti che nelle ultime due settimane sono progressivamente aumentati. “Mai come in questi ultimi anni la salute e la sicurezza dei nostri visitatori sono stati al centro del nostro impegno”, dichiara Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Per tale motivo anche quest’anno, in continuità con i precedenti, un presidio medico è a disposizione di cittadini e turisti con la dotazione di due ambulanze pronte a gestire e supportare ogni criticità venga riscontrata”. Il servizio è attivo dal 10 agosto al 9 settembre 2021, dalle 9 alle 19, sette giorni su sette.
Adria. Il museo Archeologico nazionale aperto a Ferragosto: occasione per visitare le collezioni che illustrano l’antica città greco-etrusca e poi romana

“Ebbene sì, il 15 agosto il museo Archeologico nazionale di Adria è aperto dalle 14.30 alle 19.30! Ricordiamo che la biglietteria chiude mezz’ora prima e… vi aspettiamo”. Il museo illustra le caratteristiche della città antica, greca ed etrusca, in stretta relazione con gli approdi costieri di San Basilio e Corte Cavanella di Loreo; sono illustrate le caratteristiche della vita quotidiana, dei rituali funerari, il delicato passaggio all’epoca romana e la fase romana imperiale, con particolare attenzione alla sua caratteristica di città multietnica, vero ricettacolo di diverse tradizioni, lingue, cultura, istanze religiose. Tra i nuclei più importanti delle collezioni museali si collocano i numerosi reperti di ceramica attica a figure nere e rosse, i preziosi rinvenimenti dalle necropoli, arcaiche ed ellenistiche, arricchite da oggetti in ambra e pasta vitrea oltre che dalla gioielleria etrusca in oro e argento. Famosa è la cosiddetta “Tomba della Biga”, del III secolo a.C., con carro deposto con la sua pariglia di cavalli e con un terzo cavallo, da sella, al seguito. Il contesto di scavo, interamente recuperato nel 1938, forma uno dei focus di attenzione nella visita delle necropoli ellenistiche. Nelle sezioni dedicate alla romanizzazione e all’età imperiale spiccano i documenti di riorganizzazione del territorio, come il miliare di Popilio Lenate, che testimonia del transito della via Popillia in città, e alcune decorazioni di carattere monumentale. L’attenzione è attratta dalla spettacolare vetrina dei vetri romani, dove vetri soffiati a mano libera e in matrice, a nastri policromi, murrini, a reticolo, ad intaglio sono valorizzati attraverso una gestione computerizzata dell’illuminazione.
Torino. Il museo Egizio aperto regolarmente per Ferragosto, con prenotazione obbligatoria. Sabato e domenica, attività per i bambini a Spazio ZeroSei Egizio. E un annuncio: in autunno il concerto “Silent Wifi Concert Torino 2021 – stay tuned”

Al museo Egizio di Torino week end di Ferragosto dedicato ai bambini. E non solo. Sabato 14 e domenica 15 agosto 2021, in programma attività per bambini allo Spazio ZeroSei Egizio: un’attività di scoperta e narrazione di miti e leggende egizie, percorsi esperienziali, visivi e tattili dedicata ai bambini fino ai 6 anni. L’esperienza si compone di 30 minuti in Spazio ZeroSei Egizio + 30 minuti nelle sale Deir El Medina e Galleria dei Re. Sabato 14 e domenica 15 agosto le attività si svolgeranno nei seguenti orari: dalle 9:15 alle 10:15, dalle 10:45 alle 11:45, dalle 12:15 alle 13:15, dalle 14:15 alle 15:15, dalle 15:45 alle 16:45. Le attività sono gratuite, per un massimo di 14 partecipanti per fascia di orario, nel rispetto dei protocolli anti-contagio. I bambini devono essere accompagnati da un adulto. Prenotazione obbligatoria tramite form online.
Domenica 15 agosto 2021, Ferragosto al Museo Egizio. Nella giornata di Ferragosto il Museo resterà aperto con orario ordinario, dalle 9 alle 18.30. Ultimo ingresso ore 17.30. Prenotazione online obbligatoria.
Ma al museo Egizio di Torino la programmazione non si ferma. “Mentre voi vi godete le tanto attese vacanze estive”, annunciano, “noi stiamo già organizzando per il 9 ottobre 2021 un concerto davvero speciale, con Andrea Vizzini al pianoforte, che ci farà iniziare l’autunno nel migliore dei modi… è il Silent Wifi Concert Torino 2021 – stay tuned, in collaborazione con PianoLink e Yamaha Pianos”.
Taranto. Nel weekend di Ferragosto il museo Archeologico nazionale non riposa: visite guidate nelle sale con i capolavori del MArTa. Accesso con il Green Pass anche alla mostra “Taras e Vatl”

Nei giorni delle Feriae Augusti (riposo di Augusto) il museo Archeologico nazionale di Taranto invece non riposa. Dotati di Green Pass, come previsto dal DPCM del 23 luglio 2021, sarà infatti possibile visitare il MArTa che per il week end del 14 e 15 agosto 2021 ha previsto percorsi guidati. Alle 17 del 14 agosto e alle 11 del 15 agosto 2021, sono infatti previste visite guidate nelle sale espositive che ospitano i capolavori del MArTA: la sezione dedicata ai celebri Ori di Taranto, quella degli “Atleti e Guerrieri” con il famoso sarcofago contente i resti umani del famoso Atleta di Taranto, la sezione romana, e quella dedicata alla preistoria, solo per citarne alcune. Un percorso guidato che regalerà alcune sorprese e che consentirà di entrare in contatto con oltre i ventimila anni di storia conservati in uno dei musei archeologici più importanti del mondo. Le visite guidate dovranno essere prenotate attraverso il servizio di e-ticketing www.shopmuseomarta.it e consentiranno l’accesso anche alla mostra (piano terreno) “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” e all’esposizione (secondo piano) di partiture musicali “So Strange … so music. La Musica si vede”.
Bologna. Musei aperti per ferie: ecco gli orari dei musei civici bolognesi per Ferragosto. Si accede con il Green Pass

Musei aperti per ferie. Anche quest’anno l’Istituzione Bologna Musei offre molteplici proposte, fruibili in sicurezza, per un’estate all’insegna dell’arte e della cultura: le collezioni permanenti, le mostre temporanee, i concerti, le manifestazioni all’aperto e le attività di educazione e mediazione. Ecco le sedi che saranno regolarmente aperte nella giornata di domenica 15 agosto 2021, Ferragosto: museo civico Archeologico (via dell’Archiginnasio 2): 10-19; museo civico Medievale (via Manzoni 4): 10-19; collezioni comunali d’Arte (Palazzo d’Accursio | Piazza Maggiore 6): 10-18.30; museo civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini (Strada Maggiore 44): 10-18.30; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi (via Don Minzoni 14): 10-21; Casa Morandi (via Fondazza 36): 16-20; museo per la Memoria di Ustica (via di Saliceto 3/22): 17-20; museo internazionale e biblioteca della musica (Strada Maggiore 34): 10-19; museo del Patrimonio Industriale (via della Beverara 123) aperto solo su prenotazione per gruppi di 4 persone; la prenotazione va effettuata via email con almeno 3 giorni di anticipo a museopat@comune.bologna.it.
In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. 23 luglio 2021, n. 105), ricordiamo che dal 6 agosto 2021 per l’accesso nelle sedi dell’Istituzione Bologna Musei è obbligatorio essere in possesso di certificazione verde Covid-19, il cosiddetto Green Pass. Queste prescrizioni sono valide anche per assistere a manifestazioni culturali, incluse quelle all’aperto. La verifica della certificazione avviene tramite esibizione del Green Pass in formato digitale o cartaceo, unitamente a un documento di riconoscimento valido. A tutela della privacy i dati personali del titolare vengono solo letti, tramite l’app nazionale VerificaC19, ma non registrati. Il Green Pass non è richiesto per le persone escluse per età dalla campagna vaccinale (fino a 12 anni) oppure esenti sulla base di motivazioni mediche certificate. Per poter garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio, restano inoltre valide e in vigore le misure di sicurezza per il contenimento del Covid-19. Tutte le informazioni utili per la visita sono consultabili qui: www.museibologna.it/documenti/102085.
Reggio Calabria. Per le “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale ottavo appuntamento: incontro su “La pluralità linguistica, un patrimonio che il pianeta Terra deve salvaguardare” a cura del CIS di cui il direttore del MArRC, Malacrino, è stato nominato nel comitato scientifico. Accesso al museo col Green Pass

Non si è ancora spenta l’eco della prima edizione del Premio Bronzi di Riace con la cerimonia di consegna dei riconoscimenti a note personalità che si sono spese per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e in particolare archeologico, che al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria è già tempo dell’ottavo appuntamento con “Notti d’Estate al MArRC”. Giovedì 12 agosto 2021, alle 21, in concomitanza con l’apertura serale del MArRC, nel suggestivo scenario della terrazza panoramica affacciata sullo Stretto, la conferenza “La pluralità linguistica: un patrimonio che il pianeta Terra deve salvaguardare”, a cura del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, con Loreley Borruto e il professore Pasquale Amato, docente dell’università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. La serata sarà allietata dagli intermezzi musicali alla chitarra del maestro Ruben Levi Pennestrì. Intanto il direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino, è stato nominato socio onorario e membro del comitato scientifico del Centro Internazionale Scrittori della Calabria. “Ringrazio la presidente del CIS Loreley Rosita Borruto e tutti i membri dell’associazione reggina per questo prestigioso riconoscimento”, commenta Carmelo Malacrino. “Sono certo che le sinergie messe in campo in questi anni per la promozione della cultura sul territorio continueranno con vigore per rendere sempre più appetibile la divulgazione del sapere umanistico. Il CIS e il MArRC hanno l’obiettivo comune di diffondere la conoscenza a 360 gradi e avvicinare il pubblico e gli appassionati all’arte, la letteratura, la storia dell’antichità”. Il costo del biglietto per l’ingresso serale è di 3 euro, a partire dalle 20. Il ticket permetterà di visitare i quattro livelli della collezione permanente, e la mostra “Salvati dall’Oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”. Sarà possibile accedere in Museo solo con Green Pass, fatta eccezione per le categorie esenti e i minori di anni 12. I protocolli di sicurezza impongono sempre il distanziamento, l’uso del gel disinfettante e della mascherina negli spazi chiusi.
Pompei. Vediamo da vicino il Termopolio della Regio V alla fine di un restauro a tempi di record, la Casa di Orione e la Casa del Giardino i cui cantieri di scavo non si sono ancora conclusi: dal 12 agosto sono aperti al pubblico con visite straordinarie. Zuchtriegel: “Si tratta di un approccio integrato tra conservazione, ricerca e fruizione”


Il termopolio della Regio V a Pompei apre al pubblico dopo un restauro a tempo di record (foto parco archeologico di pompei)
Apre al pubblico dal 12 agosto 2021 il Termopolio della Regio V, l’antica tavola calda di Pompei, portata in luce durante gli ultimi scavi in un’area della città antica mai prima indagata, con visite straordinarie al cantiere della Casa di Orione e della Casa del Giardino. L’annuncio una settimana fa da Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, e Massimo Osanna, già direttore del Parco oggi direttore generale dei Musei (vedi Pompei. Dal 12 agosto apre al pubblico il termopolio della Regio V, l’antica tavola calda di Pompei, tra le scoperte degli ultimi scavi. E contestualmente visite guidate al cantiere della Casa di Orione e della Casa del Giardino | archeologiavocidalpassato). Le visite del termopolio saranno possibili tutti i giorni dalle 12 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30), con accesso da via di Nola e uscita dal vicolo delle Nozze d’argento. Non è necessaria la prenotazione. Contestualmente alla visita del Termopolio saranno previste visite straordinarie anche al cantiere della casa di Orione e del Giardino – con accessi contingentati e percorsi differenziati per una visita accompagnata in sicurezza – dove sono in corso i lavori di sistemazione in vista degli interventi definitivi di restauro e coperture propedeutici all’apertura permanente dell’intera area. Entrambe le dimore, dalle straordinarie decorazioni, sono emerse e sono state messe in sicurezza nel corso degli scavi della Regio V, connessi al più ampio intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo previsto dal Grande progetto Pompei. Le visite saranno possibili tutti i giorni dalle 16 alle 19 (ultimo ingresso alle 18.30). L’accesso è previsto ogni 20 minuti, per gruppi di massimo 5 persone per volta accompagnati da personale del Parco. Ingresso da via di Nola e uscita dal vicolo delle Nozze d’argento. L’accesso gratuito è fino ad esaurimento disponibilità; è consigliata la prenotazione sul sito www.ticketone.it (costo prenotazione on-line 1,50 euro).

“Sono molto lieto di vedere aperto al pubblico il termopolio al termine di tempestivi lavori di restauro dell’edificio rinvenuto nei nuovi scavi della Regio V”, dichiara Massimo Osanna. “Per consentirne la pubblica fruizione è stato necessario procedere alla messa in sicurezza delle strutture, al restauro dei delicati affreschi e garantire la protezione di tutto l’ambiente con adeguate coperture. Ai visitatori che stanno tornando ad affollare le strade dell’antica città si restituisce una nuova esperienza di visita in un’area del tutto inedita. La scoperta, avvenuta nell’ambito di un sistematico intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo, al fine di prevenire la minaccia del dissesto idrogeologico sulle strutture già in luce, ha costituito una occasione unica di ricerca interdisciplinare che ha portato a nuove acquisizioni sulla dieta e sulla vita quotidiana dei pompeiani. Un ringraziamento a tutto il team che ha contribuito alla straordinaria scoperta, alle successive ricerche e al bel progetto di fruizione”.

“L’apertura del thermopolium si pone in piena continuità con l’approccio adottato dal Grande Progetto Pompei sotto la direzione di Massimo Osanna, che ringrazio insieme a tutta la squadra per il lavoro eccezionale che è stato svolto”, aggiunge Gabriel Zuchtriegel. “Si tratta di un approccio integrato tra conservazione, ricerca e fruizione, che con l’apertura al pubblico giunge al suo compimento, mentre stiamo lavorando sulla progettazione del restauro della casa di Orione e della casa del Giardino. Il progetto di scavo e restauro del thermopolium, che è partito da esigenze di tutela e di messa in sicurezza dei fronti di scavo, ha portato a scoperte straordinarie che ci aiutano a comprendere meglio anche i circa ottanta thermopolia già noti a Pompei. Con le visite accompagnate alle case ancora da restaurare vogliamo sensibilizzare il pubblico per il fatto che Pompei è un grande cantiere dove ricerca, conservazione e restauro continuano sulla base dell’innovazione e della collaborazione con importanti enti di ricerca nazionali e internazionali”.
I termopoli, dove si servivano bevande e cibi caldi, come indica il nome di origine greca, conservati in grandi dolia (giare) incassati nel bancone in muratura, erano molto diffusi nel mondo romano, dove era abitudine per il ceto medio e basso consumare il prandium (il pasto) fuori casa. Sebbene nella sola Pompei se ne contino almeno una ottantina, il termopolio della Regio V si distingue per l’eccezionale decorazione del bancone dipinto, con le immagini della Nereide a cavallo di un ippocampo e di animali probabilmente preparati e venduti proprio nel locale. L’impianto commerciale era emerso in due momenti diversi. Era stato indagato solo in parte nel 2019, durante gli interventi del Grande Progetto Pompei per la messa in sicurezza e consolidamento dei fronti di scavo storici. Considerate l’eccezionalità delle decorazioni e al fine di restituire la completa configurazione del locale – ubicato nello slargo all’ incrocio tra il vicolo delle Nozze d’argento e il vicolo dei Balconi- nel 2020 si è deciso di predisporre un ulteriore intervento finalizzato al completamento dello scavo, al restauro degli ambienti e degli apparati decorativi presenti. Al contempo è stata realizzata una nuova copertura lignea a protezione del bancone dipinto, e si è proceduto al rifacimento dell’antico meniano (balcone) a sbalzo, su cui è stata collocata parte dell’originaria pavimentazione in cocciopesto rinvenuta nel corso dello scavo.

La Casa di Orione prende nome dal mosaico pavimentale presente in un ambiente della domus, e raffigurante una tra le più raffinate e inedite iconografie rinvenute a Pompei, quella del mito di Orione. La scena rappresenta il catasterismo dell’eroe Orione, ovvero la sua trasformazione in costellazione, ed è probabilmente connessa a quella di un secondo mosaico della casa. Entrambi i mosaici, denotano un notevole livello culturale e probabili rapporti del proprietario con il mondo mediterraneo orientale, da cui potrebbero provenire.

La dimora, era stata già intercettata nel corso degli scavi ottocenteschi, tra il 1891 e il 1893 e nel 2017 è stata interamente portata in luce. Presenta una struttura con atrio centrale, circondata da stanze decorate con pregiate pitture di I stile e mosaici pavimentali. E’ molto probabile che la casa abbia volutamente mantenuto, negli spazi di rappresentanza, questa più antica decorazione in I stile che, in altre dimore pompeiane, era stata frequentemente sostituita da decorazioni più moderne. Al momento dell’eruzione del 79 d.C. l’abitazione era in corso di ristrutturazione. Gli scavi attuali hanno consentito di individuare diversi cunicoli, praticati in passato prima degli scavi ufficiali, allo scopo di recuperare oggetti preziosi, che hanno purtroppo compromesso in più punti la struttura della casa.


L’iscrizione scoperta nella V Regio di Pompei che avvalorerebbe la datazione dell’eruzione a ottobre del 79 d.C. (foto parco archeologico Pompei)
La Casa del Giardino, cosiddetta per la presenza di un giardino con portico affrescato, è nota per il rinvenimento dell’iscrizione a carboncino che cambia la data dell’eruzione. Sul portico affaccia la bella sala delle megalografie, raffiguranti in un riquadro Venere con una figura maschile (Paride o forse Adone) e Eros, e in un altro Venere in atto di pescare, assieme a Eros. Sempre nello stesso ambiente è presente un raffinatissimo ritratto femminile, probabilmente la domina. Sull’atrio si affaccia la stanza degli scheletri, dove sono stati ritrovati i resti di una decina di individui che qui si rifugiarono nel vano tentativo di salvarsi, e i cui resti sono oggetto di studio e analisi del DNA. In alcuni ambienti di servizio, invece, è stata ritrovata una cassetta in legno contenente monili femminili e amuleti contro la malasorte, probabilmente appartenenti ad una delle vittime rinvenute nella casa e oggi esposti nell’Antiquarium di Pompei.
Rovereto: 12 agosto, non solo stelle cadenti. L’Osservatorio astronomico di Monte Zugna apre al pubblico per una giornata speciale di osservazioni e attività a tema legate non solo all’astronomia ma a tutte le sezioni del museo

“Non solo stelle cadenti” è l’immancabile appuntamento che ogni anno la Fondazione Museo Civico di Rovereto propone il 12 agosto, quando si verifica il picco dello sciame meteoritico delle Perseidi, che comprende anche la famosa notte di San Lorenzo celebrata dal poeta Giovanni Pascoli. L’Osservatorio astronomico di Monte Zugna apre al pubblico per una giornata speciale di osservazioni e attività a tema legate non solo all’astronomia ma a tutte le sezioni del museo. Nel pomeriggio attività e laboratori per famiglie in compagnia degli esperti naturalisti del museo. In serata osservazione astronomica. Prenotazione obbligatoria entro 24 ore prima dell’inizio dell’attività. Sono previsti turni con posti limitati. Il museo garantisce la visita in sicurezza nel rispetto delle normative legate all’emergenza Covid-19. Per l’attività pomeridiana all’interno dell’Osservatorio e per tutte le attività del programma serale, a partire dalle 21.30, è obbligatorio esibire il Green Pass corredato da un valido documento di identità, ad esclusione di bambini/e di età inferiore ai 12 anni. La partecipazione è gratuita. Info e prenotazioni: tel. 0464 452800, museo@fondazionemcr.it.
Programma 12 agosto 2021: pomeriggio. Inizio alle 15, turni alle 15, 15.30, 16, 16.30, 17 e 17.30 con termine alle 18 (eccetto Astronomia a cura degli studenti in PCTO: inizio alle 15, turni alle 15, 16 e 17 con termine alle 18). ARCHEOLOGIA: “Argilla, pietra, legno: una preistoria sostenibile”. Anche migliaia di anni fa c’era il problema dell’inquinamento e dei rifiuti? Partendo da una riflessione sul rapporto che i nostri antenati avevano con la natura, i partecipanti potranno sperimentare una tecnica antica per dare forma a un contenitore in argilla. BOTANICA: “La vita di prateria sott’acqua”. Un viaggio attraverso i più fragili ecosistemi marini delle coste italiane, che fungono da asilo nido per specie di vertebrati e invertebrati, proteggono le coste dall’erosione ed erogano servizi ecosistemici. SCIENZE DELLA TERRA: “L’acqua virtuale”. Si stima che ogni giorno consumiamo in media circa 4000 litri di acqua ciascuno. Di tutta quest’acqua, solo il 4% circa lo impieghiamo per dissetarci e lavarci oppure per cucinare e pulire. E tutto il resto? Scopriamo insieme dove si nasconde tutta l’acqua che consumiamo. METEOROLOGIA: “Il maltempo aguzza l’ingegno”. La frequenza e l’intensità con cui si manifestano gli eventi meteorologici estremi, negli ultimi anni, rappresentano l’indizio più allarmante del cambiamento climatico in atto. Tuttavia, un vecchio detto dice: “non esiste il cattivo tempo, esiste solo il cattivo equipaggiamento”. Impariamo ad adottare comportamenti responsabili sia per adattarci agli episodi di maltempo, sia per contrastare, nel nostro piccolo, l’aggravarsi della crisi climatica. ROBOTICA: “Alla scoperta del robot Lego(R) SPIKE Prime”. I ragazzi avranno la possibilità di usare il nuovissimo kit Lego(R) SPIKE Prime. La programmazione del robot avverrà con un linguaggio di programmazione detto a “blocchi parole” che permette in modo molto intuitivo e semplificato la programmazione di SPIKE. Oltre a semplici movimenti i ragazzi proveranno ad interfacciare un sensore tra quelli disponibili, ovvero quello di distanza, luce o contatto/forza. ZOOLOGIA: “Efficienza energetica”. Se dovessimo classificare gli animali selvatici, in quale classe li potremmo far ricadere? Vediamo qualche esempio e ragioniamo su come cercano di adattarsi all’ambiente e al cambiamento climatico. ASTRONOMIA, a cura degli studenti in PCTO: “Spazio sostenibile”. Come si fa ad essere sostenibili nello spazio? Come funzionano le missioni spaziali, umane e non con la gestione delle risorse energetiche e dei consumi? Scoprilo con gli studenti in stage con l’Area Astronomia della Fondazione MCR, nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PTCO). ASTRONOMIA: “A un passo dal cielo”. Scopriremo i segreti del Sole, quelli del Sistema Solare e delle altre stelle, insieme agli esperti dell’Area Astronomia, grazie anche all’osservazione del nostro astro con l’uso della strumentazione dell’Osservatorio Astronomico di Monte Zugna.
Programma 12 agosto 2021: sera. Inizio alle 21.30, turni alle 21.30, 22.30, 23.30. ASTRONOMIA: “Magia notturna”. Diverse postazioni di osservazione astronomica assieme alle spiegazioni degli esperti dell’Area Astronomia accompagneranno alla scoperta del cielo notturno, per godere appieno dello spettacolo delle Perseidi, lo sciame di meteore più forte dell’estate.
Sicilia. Scoperta nave romana del IV-V secolo carica di anfore nel mare delle Egadi nell’ambito della campagna di ricerca dell’università di Malta con l’R/V Hercules della Rpm Nautical Foundation coordinata dalla Soprintendenza del Mare. Valeria Li Vigni: “Scoperta eccezionale. Il mare delle Egadi racconta la storia della Sicilia e del Mediterraneo”
Due campagne di ricerca subacquea, a novembre 2020 e a luglio 2021, con un side scan sonar a bordo della nave da ricerca Hercules nello specchio d’acqua delle isole Egadi per una nuova importante scoperta di archeologia subacquea: una nave romana del IV-V secolo d.C. con un carico integro di anfore del tipo Almargo 51c di origine della penisola Iberica, adagiata sul fondale marino a 98 metri di profondità. La campagna di ricerca nel mare delle Egadi è stata coordinata dalla soprintendenza del Mare della Regione Siciliana in collaborazione con la Rpm Nautical Foundation, organizzazione no-profit di ricerca archeologica e di istruzione che dal 2005 sostiene la ricerca archeologica marittima della Regione Siciliana e l’università di Malta con l’R/V Hercules, dotato di un sistema di posizionamento dinamico e di capacità di elaborazione dati avanzate che includono un centro di controllo dati all’avanguardia; e di un adeguato spazio sul ponte e di sistemi di sollevamento per trasportare e dispiegare navi ausiliarie, nonché di un sistema Nitrox integrato per operazioni multi-sub. “L’eccezionale scoperta”, osserva Valeria Li Vigni, soprintendente del Mare, “è una conferma di quanto già sostenuto dalla soprintendenza del Mare sin dai tempi di Sebastiano Tusa che aveva indicato nel mare delle Egadi una fonte inesauribile di microstorie che ci portano verso la conoscenza della Storia, non solo della Sicilia ma del Mediterraneo”. E l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà: “Questa scoperta è l’ennesima dimostrazione di un lavoro incessante che prosegue sui nostri fondali per scoprire nuovi siti archeologici sommersi e ricostruire le vicende dell’antichità. L’uso sempre più frequente delle nuove tecnologie nel campo della ricerca subacquea sta consegnandoci soddisfacenti risultati aprendo il Mediterraneo ad una lettura più ampia e dettagliata. La Sicilia, infatti, è un prezioso scrigno di tesori il cui valore è quello di arricchire di dettagli la narrazione sui movimenti nel Mediterraneo in un tempo in cui la Sicilia si trovava strategicamente al centro di relazioni internazionali, di commerci e scambi”. Le numerose rilevazioni (strisciate), effettuate con avanzati strumenti di robotica quali l’Auv (autonomous underwater vehicle) e il Rov (remotely operated vehicles), hanno consentito di delineare in dettaglio il relitto con il suo carico di anfore la cui restituzione in 3D verrà realizzata nel 2022 dalla SopMare e l’università di Malta, grazie al professor Timmy Gambin e alla RPM in una campagna di misura.
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