Pontecagnano (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Gli Etruschi di frontiera” prorogata la mostra “Cavalieri e Sirene. Nuove storie dalla terra” che accende i riflettori sullo straordinario contesto funerario della Tomba 10188

Visto il grande interesse del pubblico, l’esposizione temporanea “Cavalieri e Sirene. Nuove storie dalla terra”, allestita al museo Archeologico nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”, è prorogata fino al 15 novembre 2026. Inaugurata il 27 settembre 2026 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, la mostra, curata dalla soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino in collaborazione con la direzione regionale Musei nazionali della Campania, accende i riflettori sullo straordinario contesto funerario della Tomba 10188, una rarissima tomba “a cubo” risalente alla prima metà del VI secolo a.C., rinvenuta di recente a Pontecagnano durante scavi di archeologia preventiva (vedi Pontecagnano Faiano (Sa). Al museo Archeologico nazionale “Gli Etruschi di frontiera” aperta la mostra “Cavalieri e sirene: nuove storie dalla terra” col contesto funerario di eccezionale rilievo della Tomba 10188 (VI sec. a.C.) del tipo “a cubo” scoperta nei mesi scorsi durante un intervento di archeologia preventiva – archeologiavocidalpassato).

La mostra presenta un contesto funerario di eccezionale rilievo, rinvenuto nei mesi scorsi durante un intervento di archeologia preventiva a Pontecagnano Faiano. Nel settore meridionale del lotto è stato individuato un gruppo di quattro sepolture databili alla prima metà del VI secolo a.C., purtroppo in parte distrutte da un impianto fognario moderno. Tra queste si distingue, per eccezionalità, la Tomba 10188 costituita da un cratere figurato – prodotto a Corinto – che ospitava le ossa combuste del defunto. La Tomba 10188, risalente alla prima metà del VI secolo a.C., appartiene alla tipologia “a cubo”, piuttosto rara nel sito, costituita da un blocco in travertino posto a protezione di un vaso utilizzato come urna cineraria. Nel caso della Tomba 10188 il cinerario è costituito da un cratere figurato di produzione corinzia, decorato con cavalieri al galoppo, su un lato, e con una sirena affiancata da cavalieri affrontati sull’altro. Numerosi elementi indicano che la sepoltura appartenesse a un personaggio di rango elevato nell’ambito della comunità dell’antico centro etrusco: la particolare tipologia della struttura della tomba, l’uso come cinerario del cratere, elemento centrale del simposio destinato alla mescita del vino, il rituale funerario dell’incinerazione nonché la decorazione figurata del vaso importato direttamente dalla Grecia.
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