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La Fondazione museo civico di Rovereto pubblica il programma dell’edizione 2022 del film festival RAM – Rovereto – Archeologia – Memorie, dedicato al patrimonio culturale materiale e immateriale, con il focus “Sguardi al femminile”: 62 film in concorso per 4 premi tecnici più quello del pubblico, e due film fuori concorso. E poi incontri al bistrot e al circolo ed eventi speciali a teatro

rovereto_rassegna-RAM_locandina-2022Con la pubblicazione del programma la Fondazione museo civico di Rovereto inizia a scoprire le carte dell’edizione 2022 del film festival RAM – Rovereto – Archeologia – Memorie, dedicato al patrimonio culturale materiale e immateriale, a Rovereto dal 28 settembre al 2 ottobre 2022, con il focus “Sguardi al femminile”: un riflettore puntato sul ruolo delle donne nella storia, su parità di genere e opportunità attraverso testimonianze di registe, archeologhe, scrittrici, anche da zone di crisi e da quei paesi in cui cultura e formazione non sono scontate, soprattutto per le donne. La formula del Festival prevede proiezioni, incontri, corsi di formazione, visite alla scoperta del territorio. Il Teatro Zandonai, gioiello settecentesco della città, ospita le proiezioni dei film, gli eventi speciali e gli archeobook brunch. Ma la settimana del festival è anche occasione per scoprire il centro storico e il territorio attraverso gli appuntamenti del festival diffuso.

rovereto_rassegna-RAM_immagine-web-locandinaI film. Il programma dei film si articola in cinque giornate di proiezioni. In calendario 62 film (9 dei quali per il focus Sguardi al femminile) suddivisi nelle quattro sezioni che concorrono ad altrettanti premi assegnati da giurie composte da professionisti che operano nel campo del cinema, della cultura e della tutela del patrimonio. : 16 in concorso per il premio CINEMA ARCHEOLOGICO e la menzione speciale Archeoblogger, con tre prime nazionali; 17 in concorso per il premio CULTURA ANIMATA con 4 prime nazionali, 1 europea e 1 assoluta; 16 in concorso per il premio SGUARDI DAL MONDO e la menzione speciale CinemA.Mo.Re con 2 prime nazionali e 2 assolute; 13 in concorso per il premio L’ITALIA SI RACCONTA con 1 prima nazionale e 2 assolute. Tutti i film concorrono al premio “RAM film festival”, decretato dal pubblico in sala tramite votazione. Le mattinate di mercoledì, giovedì e venerdì sono dedicate alle scuole che hanno partecipato al progetto CINEMaSCUOLA. Due momenti sono dedicati in particolare al cinema d’animazione, venerdì pomeriggio e sabato mattina.

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Frame del film “Power of Rome” di Giovanni Troilo con Edoardo Leo

Gli eventi. Due serate speciali la sera: venerdì 30 settembre 2022, alle 20.30, al teatro Zandonai, proiezione del film fuori concorso “Power of Rome” di Giovanni Troilo (Italia, 2022, 83′). Saranno presenti il regista Giovanni Troilo e gli autori Luca Lancise e Donato Dallavalle. Il film è stato ideato per il compleanno di Roma del 2022 e interpretato da Edoardo Leo in cui si intreccia fiction e documentario. Sabato 1° ottobre 2022, alle 20.30, al teatro Zandonai, “Donne valorose”: Serena Dandini accompagna il pubblico alla scoperta delle molte donne esempi di forza, di valore, di straordinario contributo all’umanità, partendo dal suo libro “Il catalogo delle donne valorose”.

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Copertina del libro “Archeosocial 2.0” di Antonia Falcone

Durante la settimana, incontri informali con ospiti d’eccezione, per una chiacchierata davanti a un aperitivo o per un brunch. Per “Incontri al bistrot” di Alfio Ghezzi al Mart, mercoledì 28 settembre 2022, alle 17.30, “Patrimonio in ostaggio” con Lorenzo Pella, comandante del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, e con Giuseppe Guastella, giornalista di cronaca giudiziaria del Corriere della Sera. Modera Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Venerdì 30 settembre 2022, alle 17.30, “Donne che minacciano il potere” con Mariarosaria Barbera, archeologa e autrice di libri sulle donne nell’antichità. Modera Marco Perinelli, archeologo e giornalista. Per “Incontri al circolo”, giovedì 29 settembre 2022, alle 17.30, nello storico locale del Circolo operaio nel quartiere di Santa Maria, “La legge della spada” con Andrea Rossini, esperto di scherma storica. Modera Maurizio Battisti, archeologo Fondazione Museo Civico di Rovereto. Per “Archeobook brunch”, sabato 1° ottobre 2022, alle 12, un momento informale immersi tra archeologia e libri nella sala bar del teatro Zandonai, “L’archeologia che riscrive il web” con Antonia Falcone, archeologa e autrice di “Archeosocial 2.0” (2018). Domenica 2 ottobre 2022, alle 12, nella sala bar del teatro Zandonai, “L’uomo preistorico era anche una donna” con Enza Elena Spinapolice, archeologa, insegna Preistoria e protostoria del Mediterraneo e Archeologia e culture del Paleolitico all’università di Roma La Sapienza.

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La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)

A chiudere il programma degli incontri, domenica 2 ottobre 2022, al pomeriggio, l’appuntamento con Maurizio Zulian e Graziano Tavan, autori del volume sull’Egitto fresco di stampa “Nella terra di Pakhet”. Alle 17.30, al teatro Zandonai, Graziano Tavan intervista Maurizio Zulian sui viaggi compiuti per realizzare il volume “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” (Marsilio, 2022), con particolare attenzione alla zona di Amarna.

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Il regista Alberto Castellani al Museo Guimet di Parigi per le riprese del film “Afghanistan” (foto media venice)

Ma non è finita, al teatro Zandonai c’è un’ultima chicca nel programma del RAM 2022. Dopo la premiazione del film vincitore del premio del pubblico (i film premiati dalle giurie tecniche erano stati invece annunciati alle 10.30 nella sala bar del teatro Zandonai), anteprima assoluta fuori concorso del film “Afghanistan. Tracce di una cultura sfregiata” di Alberto Castellani (Italia, 2022, 52′), consulenza scientifica: Massimo Vidale, Anna Filigenzi, Luca Maria Olivieri, Mohammed Fahim Rahmi (vedi “Afghanistan: tracce di una cultura sfregiata”: il regista veneziano Alberto Castellani svela in anteprima il suo nuovo film che racconta di un Paese martoriato, un popolo umiliato, una cultura millenaria e un patrimonio archeologico ricchissimo a rischio; con il contributo dei massimi esperti in materia | archeologiavocidalpassato).

Reggio Calabria. Per “Notti d’estate”, al museo Archeologico nazionale si consegna il Premio Bronzi di Riace, giunto alla seconda edizione, a personalità che si sono distinte nel campo della tutela, della conoscenza, della divulgazione e della gestione del patrimonio culturale. Ecco i premiati delle dieci sezioni del premio      

reggio-calabria_archeologico_Premio Bronzi di Riace-2022_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria tutto è pronto per la seconda edizione del Premio Bronzi di Riace che quest’anno cade nel Cinquantesimo del rinvenimento dei due capolavori. Sabato 13 agosto 2022, alle 21, con lo splendido sfondo sullo Stretto, dopo il grande successo della prima edizione, ritorna infatti sulla terrazza panoramica del MArRC, per il secondo anno consecutivo, il “Premio Bronzi di Riace”, nato nell’ambito dell’attività istituzionale del Museo di promozione e sviluppo della cultura, con il fine di tributare il proprio riconoscimento alle personalità che nell’ultimo periodo si sono distinte per il loro operato nel campo della tutela, della conoscenza, della divulgazione e della gestione del patrimonio culturale, finalità primarie della nostra istituzione museale. Il Premio è articolato in dieci sezioni: Studi Interdisciplinari per l’archeologia; Arte contemporanea e territorio; Legalità e territorio; Conservazione e restauro del patrimonio culturale; Tutela dei beni culturali e del paesaggio; Studi e ricerche sul patrimonio culturale; Archeologia e ricerca subacquea; Sinergie culturali tra le due sponde dello Stretto; Università e patrimonio culturale; Premio alla carriera. “In un anno così importante, a qualche giorno dall’anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace, questo Premio ha una grande valenza”, dichiara Carmelo Malacrino, direttore del MArRC. “Si tratta di un riconoscimento prestigioso a tutti coloro che si fanno tessitori di rapporti e di crescita reciproca mediante la cultura, la tutela e le sinergie messe in campo ogni giorno, dimostrando, con le proprie competenze, il proprio impegno nei confronti della valorizzazione del nostro patrimonio. Anche con questa manifestazione il museo Archeologico conferma il suo carattere inclusivo, che unisce visitatori e cittadini in un’esperienza stimolante”. La partecipazione all’evento, inserito nelle programmazioni estive “Notti d’Estate al MArRC”, è inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo che per l’apertura serale è di soli 3 euro e consentirà oltre all’accesso in terrazza, anche la visita al Museo fino alle 23, con ultimo ingresso alle 22.30.

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, alla presentazione di “Notti d’estate 2022” (foto MArRC)

Anche per questa edizione la scelta dei premiati è stata fatta dal Comitato scientifico del MArRC, presieduto dal direttore Malacrino e così composto: prof.ssa Valeria Parisi (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), prof. Maurizio Paoletti (università della Calabria), prof. Tommaso Manfredi (università Mediterranea di Reggio Calabria) e prof. Eligio Daniele Castrizio (università di Messina). Il Comitato ha decretato all’unanimità le seguenti personalità: Bruna Siviglia, presidente dell’associazione culturale Biesse; Roberto Sottile, critico d’arte e curatore; Gianfranco Micheli, restauratore dei Bronzi di Riace, università Roma Tre; Fabrizio Sudano, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio e Segretario regionale MiC ad interim; Felice Costabile, docente di Diritto romano all’università Mediterranea di Reggio Calabria; Angela Pontrandolfo, direttore del Laboratorio di Archeologia ‘Mario Napoli’ dell’università di Salerno; alla memoria di Sebastiano Tusa, assessore ai Beni culturali per la Regione Sicilia; Giorgio Rocco, ordinario di Storia dell’Architettura antica al Politecnico di Bari; alla memoria di Gioacchino Francesco La Torre, professore ordinario di Archeologia classica; ed Ermanno Arslan, storico, numismatico e archeologo. Nel corso della serata riceveranno una Menzione speciale per le sinergie e la collaborazione culturale: l’associazione Calabria Spagna, nella persona di Rosa Italia Fontana presidente; il Comune di Riace, nella persona di Antonio Trifoli sindaco; la CONPAIT (Confederazione Pasticceri Italiani) nella persona di Angelo Musolino presidente; l’istituto professionale Alberghiero Turistico di Villa San Giovanni, nella persona di Carmela Ciappina dirigente; l’ufficio sociale per i Minorenni di Reggio Calabria (USSM-RC) Tribunali Minori Reggio Calabria, nella persona di Rosa Maria Morbegno.

Velia. Navetta gratuita ogni mercoledì da Ascea Marina all’area archeologica con visita guidata offerta dal Comune

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Veduta panoramica della Torre di Velia nell’area archeologica (foto pa-paeve)

Dal mare all’area archeologica di Velia in navetta, gratis. Inaugurato il servizio di navette gratuite del Comune di Ascea che collega la fascia costiera con il sito archeologico di Velia, in programma ogni mercoledì del mese di agosto e della prima settimana di settembre (prenotazione obbligatoria: rivolgersi a Proloco di Ascea, telefono 0974/972230 ore 9-14 e 16-20). Ad accogliere il primo gruppo di visitatori il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “Siamo estremamente soddisfatti di questa nuova collaborazione tra il parco archeologico di Paestum e Velia, il Comune e la Pro Loco di Ascea”, dichiara D’Angelo. “Si tratta di un servizio importante che amplia la fruizione del sito archeologico di Velia e ne integra la valorizzazione con quella di Ascea Marina. È anche un’occasione per condividere le nostre attività di ricerca e cura del patrimonio con le realtà economiche più vivaci e sensibili del territorio. Questa iniziativa si inserisce in un più ampio piano di miglioramento della mobilità e dei collegamenti tra il Parco e il territorio, che ha visto in questi giorni l’inaugurazione di un servizio gratuito di trasporto tra i siti di Paestum e Velia”. La navetta gratuita partirà alle 17.30 dalla stazione di Ascea e raggiungerà il sito archeologico alle 18 recuperando i turisti in punti di raccolta nei pressi delle strutture alberghiere che li ospitano. A Velia, il gruppo potrà usufruire di un servizio di visita guidata offerto dal Comune inclusa nel biglietto di ingresso al Parco, mentre per i più piccoli sono in programma giochi e laboratori per scoprire i segreti dell’antica Elea. Laboratori per bambini e ragazzi, 3 euro. Appuntamento in biglietteria. Ripartenza per la stazione alle 19.30. Il biglietto del Parco Archeologico di Paestum e Velia costa 12 euro ed è valido per 3 giorni e include un accesso all’area archeologica e al museo di Paestum e all’area archeologica di Velia. “Vogliamo avvicinare sempre di più i cittadini e gli ospiti al sito archeologico di Velia. Siamo molto contenti di collaborare col Parco Archeologico di Paestum e Velia e con la Pro Loco per migliorare la fruizione del nostro sito”, dichiara il Sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo.

Mercato illegale. Il Getty Museum di Los Angeles sarebbe pronto a restituire a settembre l’eccezionale gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene”, di provenienza tarantina, richiesto da oltre vent’anni. E il museo Archeologico nazionale di Taranto è pronto ad accoglierle

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“Orfeo e le Sirene”, il gruppo scultoreo magnogreco del IV sec. a.C. esposto nelle sale del Getty Museum di Los Angeles (foto MArTa)

Il museo Archeologico nazionale di Taranto è pronto ad ospitare “Orfeo e le Sirene”, il gruppo scultoreo del IV secolo a.C. conservato al Getty Museum di Los Angeles che, se l’anticipazione di ieri del “Los Angeles Times” è corretta, sta per essere recuperato al patrimonio nazionale e a settembre 2022 dovrebbe essere restituito all’Italia, dove in un primo tempo verranno esposte nel museo dell’Arte Salvata. Il gruppo in terracotta policroma è costituito dal giovane Orfeo, seduto, intento a suonare la cetra, e due Sirene stanti, una delle quali musicante anch’essa: una possibile traduzione della sfida che oppose lo straordinario cantore alle creature mitologiche dal busto umano e corpo d’uccello, che, allocate alle porte dell’Ade, nell’immaginario classico univano il suono dei loro strumenti e il loro canto a quello dei parenti dei defunti, accompagnandone la discesa agli inferi.

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Orfeo che suona la cetra, statua parte del gruppo scultoreo del IV sec. a.C. conservato al Getty Museum di Los Angeles (foto mic)

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Dettaglio del trono su cui siede Orfeo del gruppo scultoreo del IV sec. a.C. conservato al Getty Museum di Los Angeles (foto mic)

Le statue, veri e propri capolavori del IV secolo a.C., costituiscono un gruppo scultoreo di figure in terracotta a grandezza naturale e proverrebbero proprio dall’area tarantina a cui lo stesso Getty aveva già restituito negli anni scorsi antichi manufatti ceramici di produzione apula esposti poi al MArTA nella mostra “Mitomania” nell’aprile del 2019. “Quando un patrimonio di così inestimabile valore torna in patria è una grande conquista civica e morale, non soltanto per l’eredità culturale che rappresenta, ma anche per la vittoria del senso della legalità e del rapporto con i territori come ci insegna la stessa Convenzione di Faro”, commenta così la direttrice del museo Eva Degl’Innocenti che aggiunge: “Sarebbe pertanto auspicabile che Orfeo e le Sirene tornassero a casa e potessero entrare a far parte dell’esposizione permanente del MArTA. Dopo l’esposizione romana, dunque, il MArTA sarebbe pronto ad ospitare il gruppo di figure in terracotta, anche in virtù del progetto in corso di nuovo allestimento espositivo che consentirebbe al gruppo scultoreo di poter recuperare il proprio contesto identitario”.

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Il gruppo scultoreo del IV sec. a.C. di Orfeo e le Sirene dovrebbe rientrare in Italia a settembre 2022 (foto mic)

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Una Sirena del gruppo scultoreo del IV sec. a.C. conservato al Getty Museum di Los Angeles (foto mic)

“A luglio 2020, eccezionalmente (poiché la percentuale di risposta del MiC alle mie interrogazioni è inferiore al 10%)”, ricorda la senatrice Margherita Corrado della commissione Beni culturali, “il ministro Franceschini sostenne che la rivendicazione dei tre manufatti esposti nel J.P. Getty Museum di Los Angeles, asseritamente acquistati nel 1976 (prima, cioè, che gli Stati Uniti ratificassero, nel 1983, la Convenzione UNESCO di Parigi del 1970), era scientemente rallentata in attesa di sciogliere il nodo di altre quattro restituzioni attese dallo stesso museo, al fine di onorare i principi di leale e reciproca collaborazione ai quali gli accordi bi- e multi-laterali si ispirano. Principi che, come commentai allora, sembrano valere solo per gli italiani. In realtà, la provenienza del gruppo scultoreo ‘tarantino’ dal mercato illegale dell’arte è certa, com’è certa la sua esportazione illecita dopo il recupero, anch’esso clandestino, in un sito ignoto della Magna Grecia. Lo attestano le polaroid che un famigerato spoliatore di siti archeologici inserì nel suo catalogo di proposte ai potenziali acquirenti, mostrate al pubblico anche in una puntata memorabile della trasmissione “Petrolio – Ladri di bellezza” andata in onda a dicembre 2018. La richiesta di restituzione di quell’opera di straordinaria fattura ed eccezionale stato di conservazione – continua la senatrice – pende, perciò, da oltre vent’anni: era già parte dei 52 capolavori richiesti al Getty Museum dall’inizio degli anni 2000, poi scesi a 46. Nel 2006 fu deciso il rientro di 26 reperti, mentre alcuni dei 20 rimasti sono tornati in Italia a partire dal 2007 ma il museo californiano ha sempre opposto particolare resistenza a rilasciare il gruppo tarantino, conscio della sua unicità. Ora, finalmente, sembra prossimo il momento in cui il museo statunitense – a settembre, secondo il “Los Angeles Times” – restituirà a Roma il ‘maltolto’, così proseguendo la lenta opera di ripulitura della propria reputazione di museo troppo spesso disattento ai principi etici cui dichiara di ispirarsi. Ma aspettiamo il Getty Museum alla ‘prova’ dell’Atleta di Fano…”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra “L’età degli eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace” al centro delle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario della scoperta delle due statue celebri in tutto il mondo: reperti dai grandi musei archeologici dell’Italia meridionale e da tutti i musei archeologici della Calabria

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Locandina della mostra “L’età degli eroi. Ka Magna Grecia e i Bronzi di Riace” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 12 agosto al 23 ottobre 2022

È un omaggio dei grandi musei archeologici dell’Italia meridionale al centro delle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario della scoperta delle due statue celebri in tutto il mondo: i capolavori sono giunti dal museo Archeologico di Napoli a quello di Taranto, dal parco archeologico dei Campi Flegrei a quello di Paestum e Velia, dal museo nazionale di Matera al parco archeologico di Sibari, fino a tutti i musei archeologici della Calabria, afferenti alla Direzione regionale Musei e alla soprintendenza. E sono tutti arrivati al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dove venerdì 12 agosto 2022, alle 17.30, nel suggestivo spazio di piazza Paolo Orsi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, apre la grande mostra “L’età degli eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace” che rimarrà aperta al pubblico fino al 23 ottobre 2022. “Un progetto di grande prestigio: tutta la Magna Grecia insieme per i Bronzi di Riace”, commenta il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino. “Ogni Istituto è presente con reperti identitari sul tema degli “Eroi”, proprio come tributo ai più noti “Eroi venuti dal mare”, i Bronzi di Riace”. E conclude: “È una straordinaria immagine della Magna Grecia tutta unita, ma anche un’importante occasione di promozione per i musei calabresi. Accanto a ogni vetrina, infatti, ci sarà un pannello di presentazione, che costituirà anche un invito per decine di migliaia di visitatori a proseguire il loro viaggio in questi posti meravigliosi dell’archeologia calabrese. Ringrazio tutti i direttori dei Musei coinvolti per l’entusiasmo con il quale hanno partecipato a questo progetto e tutto il personale amministrativo, tecnico, scientifico e AFAV che, assieme a quello del Museo di Reggio, ha reso possibile questa esposizione: un meraviglioso omaggio ai Bronzi di Riace”.

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Il ricco corredo della tomba 191 dall’Abbazia di San Michele Arcangelo di Montescaglioso (Matera) conservato al museo nazionale di Matera (foto drm-basilicata)

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Frammento della cosiddetta Dama di Sibari (foto drm-calabria)

Il percorso si apre con un monumentale cratere a figure rosse portato dal Mann di Napoli, la cui scena dialoga con un bel torso in marmo bianco proveniente dal foro di Scolacium, uno dei siti più suggestivi della Calabria ionica. Si procede con un bel cratere a campana del museo Archeologico nazionale di Taranto, esposto accanto ad altri importanti reperti, tra cui una bella testa di Ercole in marmo bianco. Un ricco corredo funerario proveniente da Cuma e comprendente una preziosa urna in argento introduce alla seconda sezione, dominata dalla grande statua del Doriforo scoperta nella Palestra sannitica di Pompei e portata sulla sponda dello Stretto grazie alla generosità del Museo partenopeo. Segue un lussuoso corredo della seconda metà del IV secolo a.C., scoperto a Montescaglioso, che rappresenta su ben tre vetrine l’omaggio offerto dal museo nazionale di Matera. Anche il parco archeologico di Sibari porta in mostra, tra le altre, un’opera fortemente identitaria, la cd. Dama di Sibari. Seguono i musei calabresi di Crotone, Lamezia e Vibo Valentia, dell’antica Kaulon, di Locri e infine delle città greche di Medma e Metauros, rispettivamente Rosarno e Gioia Tauro.

Agrigento. Torna il “Teatro all’alba” alla Valle dei Templi: sette date per l’Odissea di Omero portata in scena da Sebastiano Lo Monaco ai piedi del tempio della Concordia

agrigento_valle-dei-templi_odissea-all-alba_locandinaIl sole che pian piano sorge e rivela tra le colonne doriche guerre, tradimenti e vittorie di un tempo ormai passato: uno spettacolo unico, che si può rivivere solo in un appuntamento speciale all’alba alla Valle dei Templi che torna nel parco archeologico e paesaggistico ad Agrigento. Sono sette le date per l’ portata in scena da Sebastiano Lo Monaco, che rinnova la tradizionale collaborazione con il Parco che promuove l’evento in collaborazione con Sicilia Teatro. Appuntamento il 12, 13, 19, 20, 21, 27 e 28 agosto 2022 alle 5.30 ai piedi del Tempio della Concordia. L’opera è di Francesco Niccolini con la partecipazione anche di Turi Moricca, Barbara Capucci, Tommaso Garrè, Gaetano Tizzano; e le musiche originali di Dario Arcidiacono. “Le suggestioni dell’oscurità sono spezzate dai colori dell’alba”, spiega il direttore Roberto Sciarratta, “con lo sfondo delle colonne doriche e la voce prorompente di Sebastiano Lo Monaco in un’azione scenica di Valerio Massimo Manfredi – scrittore, archeologo, topografo del mondo antico di fama internazionale – che ha dedicato due romanzi a Ulisse”. E conclude: “Coniugare la storia, l’archeologia, il paesaggio, il teatro e la mitologia, rappresenta un valore aggiunto in tema di attrattori turistici”.

Sibari. Il parco archeologico ospita “Il cielo sopra Sibari. Storie musiche e naviganti”: due giorni di musica e reading sulle tracce di antiche vestigie greche ellenistiche e romane

sibari_parco_il-cielo-sopra-sibari_locandinaIn un contesto carico di suggestioni e memorie storiche, come il parco archeologico di Sibari, uno dei siti più estesi del Mediterraneo di età classica e romana, l’11 e il 12 agosto 2022 si svolge la rassegna “Il cielo sopra Sibari. Storie musiche e naviganti”, sotto la direzione artistica di Peppe Voltarelli; tra reading e musica, si propone di riannodare i legami con il passato, muovendosi sulle tracce di antiche vestigie greche, ellenistiche e romane. La rassegna è promossa dal parco archeologico di Sibari con la collaborazione di Squilibri e la direzione esecutiva di Sud Studio Digital Sound. Ingresso: intero 5 euro; 18-25 anni, 2 euro (ridotto); meno di 18 anni ingresso gratuito (il biglietto comprende l’accesso al museo nazionale Archeologico della Sibaritide, al parco archeologico e al concerto). I biglietti si possono acquistare al museo nazionale archeologico della Sibaritide dal martedì alla domenica (9–19.30, la biglietteria chiude alle 19), e all’area archeologica Parco del Cavallo (solo le sere degli eventi). Servizio navetta gratuito, con partenze ogni 20 minuti, dalla Marina di Sibari e dal museo nazionale Archeologico della Sibaritide.

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Il parco archeologico di Sibari, uno dei siti più estesi del Mediterraneo di età classica e romana (foto drm-calabria)

Un’immersione nella storia e nella cultura di un luogo che inizia l’11 agosto 2022, alle 18.30, al museo nazionale Archeologico della Sibaritide, con il reading letterario “Le donne dell’Odissea” a cura degli Amici dell’Arte, e prosegue, alle 21.30, nell’area archeologica, con il “Canto alla Terra. Gli eroi e il Mediterraneo” di e con Giuseppe Cederna: l’attore, scrittore e viaggiatore, legge e racconta il viaggio degli uomini e delle parole che hanno cambiato il mondo.

“Giuseppe Cederna, l’attendente Antonio Farina, di Mediterraneo, certo, ma anche lo straordinario attore di tanto teatro contemporaneo”, ricorda Filippo Demma, direttore del Parco, “è un amico del parco archeologico di Sibari. Nel nostro modulo multimediale è sua la voce che racconta le storie della Magna Grecia, la gloria e la caduta di Sibari, la fondazione e la rovina di Turi, Pitagora, Telis, Aristotele, Pericle, Erodoto, Ottaviano Augusto”.

Il viaggio prosegue alle 22.30 con il concerto di Roberta Carrieri e Dimitris Kotsiouros, in “Mia Fatsa Mia Ratsa” dove si inseguono le segrete affinità che legano i popoli del meridione a una Grecia ancestrale: Roberta e Dimitris ci condurranno in un’immersione di sonorità, melodie e ritmi di un’ancestrale eredità greca ancora viva nella memoria collettiva.

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Il rocker Peppe Voltarelli con Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

Il 12 agosto 2022, alle 21, all’area archeologica, il viaggio si avvia sotto le note del violino di Luca Ciarla con insoliti arrangiamenti della tradizione popolare italiana, musiche del bacino del Mare Nostrum e composizioni originali. Si prosegue alle 22 con il concerto di Peppe Voltarelli, “La lunga notte di Sibari”, in cui il cantore della Sibaritide con Italo Andriani, Paolo Baglioni, Massimo Garritano, e qualche incursione di Giuseppe Cederna e Luca Ciarla, ripercorrerà i brani più significativi della sua trentennale carriera.

Reggio Calabria. Verso il cinquantesimo del ritrovamento dei Bronzi di Riace: una settimana di eventi. Mostre, concerti e aperture straordinarie

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Locandina della mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 10 agosto al 23 ottobre 2022

Da mercoledì 10 agosto 2022 al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria si entra nel cuore della programmazione estiva e delle celebrazioni che quest’anno rendono protagonisti i Bronzi di Riace, a cinquant’anni dal loro ritrovamento. Appuntamento alle 17.30 per l’inaugurazione della mostra “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini.” curata dal direttore del museo, Carmelo Malacrino: con foto di Luigi Spina. “Un tributo alla bellezza e alla potenza iconografica dei Bronzi di Riace”, afferma il direttore del museo, Carmelo Malacrino (vedi Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” a cura di Carmelo Malacrino e Luigi Spina. E presentazione del libro fotografico “Bronzi di Riace” | archeologiavocidalpassato). Giovedì 11 agosto 2022, alle 21, per il ciclo di incontri “Melodie d’estate”, gli studenti del conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, diretto dal prof. Romano, si esibiranno nella splendida terrazza che affaccia sullo Stretto, tra le note di opere di Donizetti, Puccini e Bellini. “Le iniziative proposte mirano a trasformare l’anniversario dei Bronzi in un’opportunità di promozione e valorizzazione per tutto il territorio”, prosegue Malacrino. “Sono il frutto di collaborazioni, sinergie e reti istituzionali che hanno contribuito ad arricchire l’offerta culturale del MArRC, trasformando il Museo in luogo inclusivo e dinamico col territorio circostante”. Si proseguirà venerdì 12 agosto, alle 17.30, con il taglio del nastro in piazza Paolo Orsi per la mostra “Gli Eroi e la Magna Grecia. Insieme per i Bronzi di Riace”. Un vero e proprio tributo ai Bronzi di Riace, nato dalla sinergia con i principali musei della Magna Grecia: Napoli, Campi Flegrei, Paestum e Velia, Taranto, Matera, Sibari e tutti i musei della Calabria. Sabato 13 agosto 2022, alle 21, dopo il successo della prima edizione, tornerà il “Premio Bronzi di Riace”, conferito a personalità che si sono distinte nel campo della cultura, della promozione, della tutela e della scienza per i beni culturali. Un appuntamento speciale, a pochi giorni dalla ricorrenza del cinquantesimo anniversario dalla scoperta. Lunedì 15 agosto 2022, è prevista l’apertura straordinaria del Museo, un’occasione speciale per trascorrere la festività all’insegna della cultura e della fruizione del proprio patrimonio. E martedì 16 agosto 2022 il Museo sarà aperto al pubblico nei consueti orari, per permettere di ammirare i tesori custoditi e, in particolare, i Bronzi, nel giorno dell’anniversario del loro ritrovamento.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” a cura di Carmelo Malacrino e Luigi Spina. E presentazione del libro fotografico “Bronzi di Riace”

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Locandina della mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 10 agosto al 23 ottobre 2022

A pochi giorni dall’anniversario del rinvenimento dei magnifici Bronzi di Riace, avvenuta il 16 agosto 1972, nell’ambito del programma per celebrare il Cinquantesimo anniversario della scoperta, mercoledì 10 agosto 2022, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, tutta dedicata a questi due “Eroi venuti dal mare”, curata dal direttore del Museo, Carmelo Malacrino, e da Luigi Spina, riconosciuto da Artribune quale miglior fotografo italiano del 2020. Sedici fotografie di grande formato (90 x 134 cm) verranno esposte nello spazio della suggestiva scalinata piacentiniana del MArRC, proponendo un dialogo visivo fra le due sculture. La sequenza di otto più otto fotografie, dedicate rispettivamente alla statua A e alla statua B, metterà in evidenza un lento movimento che, seppur incessante, crea pause e ritmo. Durante l’inaugurazione della mostra sarà presentato in anteprima al pubblico il libro fotografico “Bronzi di Riace”, quarto volume della collana “Tesori Nascosti” di 5 Continents Editions, nel quale i testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare dialogano con la ricerca fotografica di Luigi Spina. La pubblicazione, che vanta un’edizione italiana, una inglese e una francese, sarà acquistabile in tutte le librerie italiane e sul sito dell’editore a partire dal 19 agosto 2022.

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Bronzi di Riace: guerriero A, dettaglio (foto luigi spina)

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Bronzi di Riace: guerriero B, dettaglio (foto luigi spina)

“Questa esposizione, nata in collaborazione con il noto fotografo d’arte Luigi Spina, sarà un tributo alla bellezza e alla potenza iconografica dei Bronzi di Riace, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo a.C.”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Alla mostra, visitabile fino al prossimo 23 ottobre, si accompagnerà anche un prezioso catalogo, nel quale le immagini di Spina affiancheranno una narrazione storica e artistica sulle due statue, che ho avuto il piacere di redigere insieme a Riccardo Di Cesare, archeologo e docente all’università di Foggia. Una narrazione che immergerà il lettore nella storia suggestiva dei Bronzi, tra verità scientifiche e domande rimaste ancora aperte. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato per rendere possibile la realizzazione di questo progetto e del volume di corredo, la cui traduzione, in inglese e francese, sarà un efficace strumento di promozione e divulgazione dei Bronzi di Riace in tutto il mondo”. “L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto”, spiega Spina, “prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio dell’osservatore”.

Paestum. Al parco archeologico la prima “Notte Bianca tra i templi”, al chiaro di luna tra musica, danza e teatro; attività di gioco e didattiche; visite guidate e laboratori del gusto

paestum_parco_Notte-bianca-tra-i-templi_2022_locandinaSarà l’occasione per passeggiare al chiaro di luna tra i templi di Paestum e trascorrere la nottata tra performance artistiche di musica, danza e teatro; attività di gioco e didattiche per adulti e bambini; visite guidate e laboratori del gusto con degustazioni di prodotti locali DOP. Il sito archeologico di Paestum si prepara a vivere la sua prima “Notte Bianca tra i templi”, mercoledì 10 agosto 2022, con l’apertura straordinaria di tutta l’area archeologica dalle 20 alle 2 del mattino seguente, ingresso 5 euro. “L’idea della Notte Bianca è nata poco dopo il mio insediamento a Paestum, mentre passeggiavo nell’area archeologica dopo una lunga giornata di lavoro”, dichiara il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo. “Il mio desiderio era quello di animare per una notte tutta l’antica città di Paestum attraverso arte e cultura L’entusiasmo per la realizzazione di questo evento ha coinvolto anche i miei collaboratori che conoscono bene le suggestioni che evocano le passeggiate al chiaro di luna tra i templi. L’obiettivo è rendere sempre più vivo e dinamico il nostro Parco: un luogo aggregante, aperto a tutti e capace di essere un punto di riferimento per il territorio”. Nella notte di San Lorenzo, eccezionalmente, si potrà visitare tutta l’area archeologica: dal Santuario meridionale con il tempio di Nettuno e la c.d. “Basilica” fino al tempio di Atena a Nord, passando per la zona pubblica del foro e del tempio della Pace. Una visita notturna così estesa, e non limitata al Santuario meridionale come solitamente avviene durante le aperture serali, è stata possibile anche grazie ai recenti lavori per il rifacimento dei percorsi di visita e al miglioramento del sistema di illuminazione dell’area archeologica iniziati sotto la precedente direzione di Gabriel Zuchtriegel e finanziati con fondi europei PON Cultura e Sviluppo.

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Geoff Westley nel concerto “Piano Solo” a Paestum

Il programma. DIDATTICA (dalle 20 alle 21.30): “Alle radici di un mito: miti antichi, visioni moderne”, a cura di Argonauta coop. sociale: laboratorio didattico con letture animate per famiglie con bambini fino a 12 anni; “Le armi del guerriero”, a cura di Nicola Verrone: visita guidata nel Santuario meridionale con approfondimenti di archeologia sperimentale sulle armi preistoriche dedicato a tutti; “Musica e suoni dell’antichità”, a cura di Archeocilento: laboratorio di musica antica per tutti; “Visite guidate”, a cura di Le Nuvole (partenza dalla biglietteria alle 20.30 e alle 23. Costo: 3 euro). LABORATORI DEL GUSTO (dalle 20 alle 21.30): “Laboratori del gusto”, a cura di Amici di Paestum e Velia: racconto storico e degustazione delle eccellenze enogastronomiche del Cilento. Ingresso al Parco, laboratorio e degustazione (costo: 10 euro); “Il Grand Tour dei sapori: il viaggio organolettico della bufala campana”, a cura di Consorzio di tutela in collaborazione con l’ONAF: degustazione guidata con approfondimenti storici sulla mozzarella. CONCERTO (alle 21.30): “Piano SOLO”, Geoff Westley in concerto, a cura di Comune di Capaccio Paestum. OSSERVANDO LE STELLE DEI GRECI (dal tramonto fino alle 2): “E uscimmo a riveder le stelle”, a cura di Associazione Ereca Escursioni: osservazione delle stelle con telescopio e racconto dei miti e delle costellazioni. LE ARTI E LE MUSE: TEATRO, CANTO, DANZA (alle 23 e alle 24): “Caos o Kosmos”, dramma sui miti e le costellazioni del mondo classico, a cura di Associazione Antico fa testo: dramma sui miti e le costellazioni del mondo classico; (dalle 23 alle 2): musiche e danze popolari del Sud Italia, a cura di Associazione Cordace; (alle 00.30): “Appunti poetici dalla regina Cassiopea. Notte di note sparse calanti dal cielo”, a cura di Accademia Magna Grecia: spettacolo in prosa e musica.