Locri (RC). A Palazzo Nieddu il convegno “Patrimonio: tra prevenzione e riqualificazione” con sottotitolo “Il patrimonio culturale è la nostra eredità, il futuro della nostra comunità”, curato da Nicola Monteleone e Antonio Panetta

Martedì 16 giugno 2026, alle 18, nella Biblioteca “G. Incorpora” di Palazzo Nieddu del Rio a Locri (RC), il convegno “Patrimonio: tra prevenzione e riqualificazione” con sottotitolo “Il patrimonio culturale è la nostra eredità, il futuro della nostra comunità”, promosso dall’Archeoclub d’Italia – sede di Locri, con il patrocinio del Comune di Locri e del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri, e curato da Nicola Monteleone e Antonio Panetta. Il convegno, che nasce dalla consapevolezza che il patrimonio culturale rappresenti non soltanto una testimonianza del passato, ma anche una risorsa strategica per il futuro delle comunità locali, si propone come un momento di confronto tra istituzioni, professionisti ed esperti del settore per approfondire il ruolo che la tutela dei beni culturali può svolgere nello sviluppo sostenibile del territorio.
Programma. Dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura del Comune di Locri, Domenica Bumbaca; del presidente dell’Archeoclub di Locri, Nicola Monteleone; della direttrice del museo e parco Archeologico di Locri Epizefiri, Elena Trunfio; e dell’ex senatore della Repubblica, Franco Crinò; intervengono l’archeologo Antonio Panetta; il responsabile dell’Area Innovazione Digitale del Comune di Roccella Jonica, Beniamino Cordova; l’architetto Ilario Tassone; e gli avvocati Anna Careri e Carlo Tropiano.
Roma. Al Colosseo la mostra “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico”: oltre 300 reperti dai principali musei italiani e da Troia che per la prima volta approfondiscono i nessi storici e mitologici che legano le due città, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico

Dalla tavoletta in argilla da Hattusa che cita la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici alle oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann, dai corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma al rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina, dall’urna in bronzo con iscrizione rinvenuta nel tumulo di Dardano nella Troade ai rilievi in marmo da Afrodisia con miti iliadici, dal sarcofago in marmo di Aurelia Boitane Demetria con episodi dell’Iliade al mosaico di Teti dall’acropoli di Xanthos. Sono alcuni dei 300 reperti esposti nella mostra “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico” che dal 12 giugno al 18 ottobre 2026il parco archeologico del Colosseo ospita nell’Anfiteatro Flavio, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora, infatti, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico. Promossa dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale del ministero della Cultura italiano e dalla direzione generale dei Beni culturali e dei Musei del ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo, sviluppo sostenibile e crescita sociale, civile ed economica. La mostra, curata da Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, Massimo Cultraro, Bulent Gönültaş, Mehtap Ateş, Deniz Doğu Yöndem, Rüstem Aslan, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma, riannodando idealmente i fili del mito, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.


Il percorso è introdotto, già al primo ordine del Colosseo, da una replica monumentale del Cavallo di Troia, mentre nello spazio espositivo vero e proprio, allestito al secondo ordine del Colosseo, sono presentati oltre 300 reperti, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e, tra queste, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia. I visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e, quindi, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.

Sono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C., ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. Risale al IV secolo a.C. l’urna sempre in bronzo con iscrizione rinvenuta nel tumulo di Dardano nella Troade. Eccezionale poi è la presenza di alcuni rilievi in marmo da Afrodisia, capolavori dell’arte romana imperiale con raffigurazioni di miti iliadici, provenienti dal tempio dedicato al culto di Augusto e della famiglia imperiale.

È esposto il sarcofago in marmo di Aurelia Boitane Demetria, recuperato nel 1997 in seguito a uno scavo clandestino, che costituisce un notevole esempio di “sarcofago asiatico a colonne” e sul quale sono scolpiti tre episodi dell’Iliade; un’iscrizione indica che venne prodotto tra il 212 e il 225 d.C. Sempre dalla Türkiye, da un complesso termale dell’acropoli di Xanthos, capitale della Licia, proviene il mosaico di Teti databile tra il III e il IV secolo d.C. Questi insieme a numerosi altri reperti sono esposti in un percorso che si sviluppa lungo un doppio binario, letterario e archeologico, restituendo una lettura critica e comparata delle fonti oggi disponibili. Attraverso il racconto di figure emblematiche quali Paride, Elena, Priamo, Ecuba, Cassandra, Ettore, Agamennone, Menelao, Achille, Patroclo, Enea, Lavinia, Ascanio e Romolo, la mostra propone un viaggio critico e accessibile nella memoria condivisa del Mediterraneo, evidenziando la perdurante attualità di miti e storie che continuano a costituire un ponte tra passato e presente.

“Con questa mostra”, si legge nella presentazione al catalogo del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “il ministero della Cultura italiano e il ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Türkiye intendono far conoscere al vasto pubblico internazionale del Parco archeologico del Colosseo le vicende straordinarie di queste due città e dei loro antichissimi legami, in un racconto che intreccia storia, archeologia e mito. Oltre a illustrare con rigore scientifico i nudi fatti per come la ricerca contemporanea è in grado di ricostruirli, l’esposizione valorizza anche il pensiero mitistorico, secondo l’accezione di Andrea Carandini, come ermeneutica della realtà storica in grado di ricomprendere le leggende e la religione nell’organizzazione della società del tempo, nella prospettiva di consapevole appartenenza a una comune civiltà mediterranea”. “Realizzata grazie alla collaborazione tra il ministero della Cultura italiano e il ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Türkiye”, scrive nella presentazione al catalogo il ministro Mehmet Nuri Ersoy, “la mostra ci invita a rileggere Troia, la Guerra di Troia e i legami politici, culturali e mitologici stabiliti tra Roma e l’Anatolia. L’esposizione va ben oltre il racconto di una singola guerra o leggenda: esplora gli scambi politici e culturali avvenuti nel Mediterraneo orientale alla fine del II millennio a.C. e riflette su come questi abbiano continuato a risuonare fino ai giorni nostri, promuovendo al contempo un rinnovato dialogo tra le due aree geografiche”.

“La mostra presenta al pubblico”, osserva nella premessa al catalogo Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale del MiC, “i primi risultati del progetto di valorizzazione delle comuni radici storiche tra Italia e Türkiye promosso dal Ministero della Cultura tramite il Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale in collaborazione con la Direzione Generale del Patrimonio Culturale dei Musei della Repubblica di Türkiye. Il progetto, elaborato dal Dipartimento nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo allargato, prevede la realizzazione di una serie attività di ricerca, disseminazione e valorizzazione, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione scientifica tra Italia e Türkiye, promuovere a livello internazionale la conoscenza dei rispettivi patrimoni culturali e favorire modelli di sviluppo basati su un turismo sostenibile e di qualità”. “Con questa rilevante iniziativa di diplomazia culturale”, si legge invece nel testo di premessa al catalogo di Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo – il PArCo porta agli occhi del mondo la narrazione di un mito fondativo cruciale per la storia dell’umanità, restituendo al contempo le evidenze archeologiche di una civiltà generatrice. Il tutto in una esposizione che dà al racconto una dimensione concreta, capace di correlare la costruzione mitologica con il luogo che la ha ispirata”. “La mostra”, scrivono i curatori nella introduzione al catalogo, “vuole essere uno strumento meditato di ricerca, disseminazione e valorizzazione di una parte identitaria del patrimonio culturale di Italia e Türkiye, col quale i due Paesi condividono e mettono a disposizione della comunità scientifica e del pubblico internazionale una visione umanistica fatta di studio, innovazione, dialogo e reciproca amicizia”.



La mostra si apre al secondo ordine del Colosseo con una prima ampia sezione dedicata alla ricostruzione storica, archeologica e topografica del sito di Troia, attraverso un significativo nucleo di reperti provenienti dai musei turchi. Tale sezione offre, inoltre, una panoramica inedita sul mondo ittita e sulle diverse realtà culturali dell’Anatolia del III e II millennio a.C. La seconda sezione è dedicata alla Guerra di Troia, narrata a partire dal punto di vista dei Troiani, con particolare attenzione ai protagonisti e agli eventi principali del conflitto. Ampio spazio è riservato alla figura di Omero e al tema della tradizione epica, analizzata nei suoi risvolti filologici, storici e antropologici. La sezione si conclude con la caduta della città, la Ilioupersis, e l’avvio della diaspora che vede protagonista Enea. La terza sezione approfondisce il viaggio di Enea, ricostruito sulla base delle tradizioni letterarie – da Stesicoro a Virgilio – e della documentazione archeologica, con particolare enfasi sui contesti italiani tramite la valorizzazione di siti dell’Italia meridionale, della Sicilia e del Lazio legati al passaggio dell’eroe troiano. La sezione propone anche un quadro ricostruttivo del Lazio tra il XII e il IX secolo a.C., offrendo strumenti interpretativi per una contestualizzazione storica del mito. La quarta sezione è dedicata al mito di Romolo e alla fondazione di Roma, attraverso l’analisi delle principali tradizioni e la presentazione di reperti e testimonianze figurative di grande rilevanza. Viene ricostruito il quadro della Roma arcaica e approfondito il processo attraverso il quale i Romani elaborarono la propria origine troiana, elemento centrale nella costruzione dell’identità politica e ideologica della città. La sezione si conclude con un focus sull’età augustea, su Virgilio e sulla canonizzazione della saga eneadica.
Ragusa Ibla. In piazza Pola presentazione del libro “Alessandria d’Egitto. Storia di una capitale del mondo antico” di Lorenzo Guardiano per il ciclo di incontri “A tutto volume”

Per il ciclo di incontri “A tutto volume”, le grandi avventure dell’archeologia mediterranea, presentazione del libro “Alessandria d’Egitto. Storia di una capitale del mondo antico” di Lorenzo Guardiano (Il Mulino). Appuntamento domenica 14 giugno 2026, alle 19.15, in piazza Pola a Ragusa Ibla. Conduce Giovanni Di Stefano. Con l’autore si parlerà del sogno di Alessandro Magno, di Cleopatra, del faro di Alessandria (la settima meraviglia del mondo antico), di Eratostene, di Ipazia, della tomba di Alessandro e di tante altre cose. Ma anche della storia e dell’archeologia di una capitale del mondo antico. Parlando dei contenuti del libro si farà un viaggio affascinante in una città antica fra oriente e occidente.
Lorenzo Guardiano èegittologo nell’università di Milano, dove insegna Introduction to Pharaonic Egypt, ed è epigrafista della missione archeologica EIMAWA ad Assuan (Egitto). Ha pubblicato “Il Cielo dei Faraoni. I soffitti astronomici nell’Egitto del Nuovo Regno” (Milano University Press, 2024).

Alessandria d’Egitto. Storia di una capitale del mondo antico. “La città era più grande di un continente e gli abitanti più numerosi di una nazione. Se consideravo la città, non riuscivo a credere che un popolo potesse riempirla; se invece guardavo la popolazione, mi meravigliavo che una città potesse contenerla”. Alessandria ha mille volti. Fondata su una striscia di terra fra un lago e il mare, divenne capitale di un Egitto che, al tramonto dei faraoni, si preparava a essere il cuore del Mediterraneo. Una dinastia di re vi creò il più grande centro di cultura dell’antichità, sotto la luce del Faro, una delle sette meraviglie del mondo. Al suo nome sono legate la tragedia di amore e morte di Cleopatra e Antonio e la vicenda della filosofa Ipazia. Ad Alessandria la chioma di una regina venne portata fra le stelle, fu calcolata la circonferenza terrestre e qualcuno osò dire che è il Sole a occupare il centro dell’Universo. Dopo duemila anni, Alessandria è rimasta un crocevia di popoli, poeti e letterati di culture diverse ma figli della stessa città, come Ungaretti e Kavafis. Il racconto avvincente di una metropoli millenaria che mescola nei suoi quartieri le sue anime egizia, greca, romana, bizantina, araba, turca ed europea, e che non ha mai smesso di produrre violenza e bellezza.
Parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa). Ecco il ricco programma per le GEA 2026: a Paestum dal tempietto dorico ai percorsi tematici, dal Giardino di Hera alla Paestum a colori; a Velia percorsi tematici, tour immersivi, passeggiate sul Crinale, visite ai cantieri di restauro

I parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono alle Giornate Europee dell’Archeologia in programma dal 12 al 14 giugno 2026 nei Luoghi della Cultura italiani. A Paestum sono previste visite ai cantieri di restauro nell’area archeologica e di scavo del tempietto dorico scoperto nei pressi delle mura occidentali della città antica, percorsi tematici anche ai depositi del Museo, al Giardino di Hera presso il Santuario sul Sele, e un laboratorio “speciale”, adatto a tutti, dal titolo “Paestum ti colora la vita”. A Velia, invece, in programma percorsi tematici, tour immersivi, passeggiate sul Crinale, visite ai cantieri di restauro e ai sistemi di gestione idrica nella Velia sotterranea. Sabato e domenica è inoltre disponibile la navetta gratuita “Paestum & Velia on the road” che collega i due Parchi, con partenza da Paestum (parcheggio Voza) alle 16 e rientro da Velia alle 19.30. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il ticket navetta in biglietteria. Un programma ricco e articolato che offre a tutti l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro quotidiano di tutela e valorizzazione, riscoprendo il patrimonio archeologico come esperienza viva, partecipata e condivisa. Le iniziative sono realizzate dai funzionari archeologi e restauratori in servizio ai Parchi con la collaborazione del personale addetto ai servizi culturali. Le visite ai cantieri di restauro a Paestum sono realizzate dal personale ALES S.p.a.
PAESTUM

VISITE AI DEPOSITI DEL MUSEO. A Paestum (venerdì 12 giugno, alle 11 e 16; sabato 13 giugno e domenica 14 giugno, alle 10, 12, 15 e 17; domenica 14 giugno) si potranno scoprire i depositi del Museo e i suoi tesori nascosti che risvegliano antiche leggende e che permettono di vivere un’esperienza unica con l’iniziativa “Oltre il Museo. Storie dai depositi di Paestum”. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Prenotazione obbligatoria al numero +39 0828811023 o alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
LABORATORIO “PAESTUM TI COLORA LA VITA”: percorso di connessione emotiva attraverso il patrimonio. Venerdì 12 giugno, alle 10.30. L’iniziativa, promossa dai Parchi archeologici di Paestum e Velia in collaborazione con Il Tulipano Cilento4All e con Nicola Guariglia, ideatore del progetto, prevede un laboratorio esperienziale che utilizza il patrimonio archeologico come strumento di inclusione, riflessione e benessere. Attraverso la visita ai templi e al Museo, i partecipanti sono guidati in un percorso che mette in relazione passato e presente, trasformando l’esperienza culturale in un’occasione di crescita personale e condivisione, successivamente sono invitati a manifestare le loro emozioni attraverso il disegno. Le colonne diventano così il simbolo del laboratorio: rappresentano i valori che sostengono la vita — rispetto, amicizia, inclusione e consapevolezza — che ciascun partecipante è invitato a rielaborare in modo creativo e personale. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.
VISITA AL CANTIERE DI SCAVO DEL TEMPIETTO: venerdì 12 giugno, alle 10 e 16.Dopo il successo di pubblico registrato in occasione della Notte dei Musei, anche per le GEA i Parchi ripropongono, in orario diurno, una visita al cantiere di scavo del tempietto dorico, scoperto nei pressi della cinta muraria occidentale della città antica. Il percorso prenderà avvio dall’area archeologica di Paestum e accompagnerà i visitatori, lungo un itinerario guidato, fino al cuore dello scavo archeologico ancora in corso, offrendo un’esperienza immersiva e irripetibile, sospesa tra ricerca archeologica, paesaggio e storia. La scoperta del tempietto dorico risale al 2019 e le campagne di scavo, avviate dai Parchi archeologici di Paestum e Velia nel 2022 e tuttora in corso, stanno contribuendo ad ampliare la conoscenza di questo settore della città antica. Le indagini stanno restituendo nuovi elementi architettonici, materiali archeologici e tracce di frequentazione più antiche rispetto alla costruzione del tempio. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Appuntamento presso la biglietteria dell’area archeologica di Paestum mezz’ora prima dell’orario della visita.
NEL CUORE DEL RESTAURO: VISITE AI CANTIERI: venerdì 12 giugno alle 11.I Parchi, insieme al team di manutenzione programmata di ALES S.p.A., aprono eccezionalmente al pubblico i cantieri di restauro, offrendo la possibilità di osservare da vicino il lavoro dei restauratori e di entrare in contatto con una dimensione del patrimonio culturale che raramente è visibile ai visitatori. Non una semplice visita guidata. Ma un’esperienza immersiva nel “Dietro le quinte” dell’archeologia e della conservazione. Un’occasione per vedere il patrimonio nel suo momento più fragile e, forse proprio per questo, più autentico. Tra i cantieri visitabili vi è quello dedicato al restauro di un prezioso pavimento mosaicato in opus signinum ornato con tessere bianche che disegnano raffinati cerchi intrecciati, situato nel quartiere abitativo romano di Paestum, all’interno dell’isolato In (N-2). Accanto a questo intervento, i visitatori potranno scoprire anche il cantiere di restauro dell’Anfiteatro di Paestum, uno dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti dell’area archeologica. Costo della visita 2 euro (dai sei anni in poi), in aggiunta al regolare biglietto d’ingresso o all’abbonamento. Il biglietto per la visita ai cantieri può essere acquistato direttamente presso le biglietterie dei Parchi archeologici di Paestum e Velia oppure online sul sito di Vivaticket. Le visite non sono su prenotazione, ma la capienza massima è di 30 persone. Appuntamento alla biglietteria del Museo.
PERCORSI TEMATICI UN’ALTRA PAESTUM: venerdì 12 giugno 2026, alle 12 e 17.Visitare il Parco archeologico di Paestum diventa un’esperienza sempre più dinamica e coinvolgente grazie ai nuovi percorsi tematici, a cura del personale del Parco addetto alla fruizione. Alle 12, POLÍTAI. ESSERE CITTADINI A PAESTUM: visita guidata nei luoghi delle antiche assemblee politiche di Poseidonia-Paestum, alla scoperta di somiglianze e differenze con la cittadinanza dei moderni. Alle 17, ARCHITETTURE SENZA BARRIERE: con i suoi due grandi edifici sacri tra i meglio conservati del mondo greco, il tempio di Nettuno e la c.d. Basilica, il santuario meridionale di Paestum è un concentrato di architetture doriche. Il nuovo percorso accessibile consente a tutti di vivere l’esperienza unica di varcare la soglia della c.d. Basilica, monumentale tempio urbano di epoca arcaica (ca. 560 a.C.) dedicato alla dea Hera. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

VISITE AL NUOVO PERCORSO “IL TEMPIO AL CONFINE – HERA E IL PAESAGGIO DEL SELE”: sabato 13 giugno alle 11, domenica 14 giugno alle 17. Presso il Santuario di Hera, alla foce del fiume Sele, sarà possibile scoprire il nuovo percorso “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele”, recentemente aperto, che offre una lettura suggestiva del rapporto millenario tra santuario, paesaggio fluviale e memoria del culto di Hera. Il percorso, accompagnato da pannelli didattici, percorsi accessibili e un giardino ispirato alla vegetazione dell’epoca, permetterà ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva tra storia e natura. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
NAVETTA GRATUITA DAL PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM AL SANTUARIO DI HERA SUL SELE: domenica 14 giugno, alle 16.30.Con prenotazione obbligatoria, sarà attivo un servizio di navetta gratuita che collegherà il sito archeologico di Paestum al Santuario di Hera sul Sele. Il nuovo collegamento offerto dai Parchi ha l’obiettivo di migliorare l’accessibilità al sito e favorire una fruizione più ampia e integrata del patrimonio archeologico del territorio, rafforzando il legame tra l’antica città di Poseidonia e il suo santuario extraurbano. Il servizio navetta da Paestum a Foce Sele è disponibile ogni domenica, con prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it entro il sabato precedente. La navetta gratuita partirà alle ore 16:30 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Foce Sele e, alle 17.30, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza.
VELIA

IMMERSIVE VELIA il 12, 13 e 14 giugno 2026. Si potrà sperimentare con Immersive Velia, un tour virtuale che permette di esplorare il Parco Archeologico con visori Oculus Quest 3, ricostruzioni 3D e animazioni immersive, per camminare tra piazze, templi e spazi sacri dell’antica Elea. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Il servizio è disponibile dalle 9:30 alle 13:30, con prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it Il numero di partecipanti è limitato a 10 persone all’ora.
VELIA SOTTERRANEA: SISTEMI DI GESTIONE DELL’ACQUA: sabato 13 giugno alle 10.L’iniziativa illustrerà ai partecipanti le attività in corso a Velia realizzate in collaborazione con l’Associazione Cocceius che riguardano le ricerche speleo-archeologiche in corso alle terme imperiali e alla fonte Hyele. In passato l’acqua rappresentò un elemento fondamentale nello sviluppo urbano, economico e religioso della città antica. Il nome della stessa città deriva proprio da quello della sorgente Hyele. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Appuntamento in biglietteria.
PERCORSI TEMATICI UN’ALTRA VELIA: sabato 13 giugno alle 12 e 17. I percorsi tematici sono un’occasione unica per vivere il Parco in modo diverso e per mostrare i mille volti della città, esaltandone le peculiarità e intessendo una narrazione che dall’epoca antica giunge alla nostra contemporaneità. Alle 12, ELEA, LA FONDAZIONE, PARMENIDE E ZENONE. Il percorso trae ispirazione dagli straordinari risultati degli scavi recentemente condotti sull’Acropoli, che hanno restituito tracce di un santuario risalente agli anni della fondazione della colonia magnogreca di Elea, verso la metà del VI sec. a.C. Tra i rinvenimenti più significativi compaiono armi greche e italiche che per la prima volta danno concreta evidenza al racconto erodoteo della fuga dei Focei dalla Ionia sotto la spinta dell’invasione persiana. Il percorso include la presentazione dei due più illustri cittadini di Elea che contribuirono con il sapere e l’attività politica a scrivere la prima costituzione della città focea, poco dopo gli anni della fondazione. Alle 17, L’EDIFICIO IMPERIALE DI CASA COBELLIS.Edificio pubblico, complesso di particolare rilevanza, la cui scoperta ha notevolmente ampliato il quadro delle conoscenze sulla fase romana della città. Parzialmente inglobata in una masseria moderna da cui prende il nome, la struttura è caratterizzata da diverse fasi costruttive che risultano di difficile comprensione senza una adeguata spiegazione. Il suo arco cronologico di vita e di utilizzo va dalla prima età imperiale per poi decadere verso la fine del III sec. d.C. quando diventa cava di materiale da reimpiego.

CRINALE DEGLI DEI: domenica 14 giugno 2026. A Velia, alle 10, passeggiata lungo il Crinale degli dei, il percorso archeo-paesaggistico che si snoda lungo le terrazze sacre di Velia, tra l’Acropoli e l’entroterra. Durante la passeggiata si potranno ammirare panorami e scorci unici di Velia, del suo mare e del suo territorio. Lungo il crinale, oltrepassando Porta Rosa, ci si immerge in un territorio vivace e ricco. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Appuntamento in biglietteria alle 9.30.
VELIA DIETRO LE QUINTE: RACCONTO DEGLI ULTIMI RESTAURI E DELLE ATTIVITA’ CONSERVATIVE IN CORSO: domenica 14 giugno 2026 alle 16.I partecipanti all’iniziativa saranno accompagnati in un viaggio tra il quartiere meridionale, le terme ellenistiche e quelle romane alla scoperta degli ultimi interventi di restauro che hanno permesso e contribuito alla valorizzazione di alcuni monumenti dell’area archeologica di Velia. Iniziativa inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Appuntamento in biglietteria.

PAESTUM & VELIA ON THE ROAD. Servizio di navetta da Paestum a Velia e ritorno, disponibile sabato 13 e domenica 14 giugno. La navetta gratuita partirà alle ore 16:00 dal parcheggio Voza, a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, raggiungerà Velia e, alle ore 19:30, ritornerà a Paestum. Il servizio è incluso nel biglietto gratuito. Per usufruirne, è obbligatorio ritirare il “ticket navetta” presso le biglietterie dei Parchi prima della partenza. Per informazioni pa-paeve.promozione@cultura.gov.it
Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel castello aragonese apre la mostra “Eneide”, sull’epopea dell’eroe troiano con 36 opere dell’artista Stefania Misso, da un progetto dell’Associazione Rotta di Enea

Venerdì 12 giugno 2026, alle 16, al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel castello aragonese di Baia (Na), in occasione delle Giornate europee dell’Archeologia 2026, vernice della mostra “Eneide”, sull’epopea dell’eroe troiano, ispirata al poema di Virgilio, con 36 opere dell’artista Stefania Misso che l’Associazione Rotta di Enea, Itinerario culturale del Consiglio d’Europa dal 2021, d’intesa con il Parco archeologico, ha voluto trasformare in un progetto per i Campi Flegrei. All’inaugurazione, presente l’artista romana che da anni vive e opera in Sardegna, interverranno Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei; e Giovanni Cafiero, Maria Teresa Moccia di Fraia e Sergio Ferraro per l’Associazione Rotta di Enea; Rüstem Aslan, direttore degli scavi del sito Unesco di Troia. La mostra resterà aperta dal 13 giugno fino al 10 ottobre 2026.

Il progetto, curato dall’Associazione Rotta di Enea, comprende la mostra al museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia e laboratori creativi con le classi dell’istituto statale Virgilio di Pozzuoli, chiamati a realizzare, sotto la guida esperta dell’artista e del corpo docente dell’Istituto Virgilio, nuovi segni sibillini, presenti nell’esposizione sotto forma di libri d’arte. La partecipazione della comunità è il riferimento fondamentale per il Progetto “Eneide” ispirato dai principi della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società (CONSIGLIO D’EUROPA – FARO, 27.X.2005) ratificata dall’Italia con Legge n. 133/2020. La Convenzione di Faro sposta l’attenzione dal bene culturale in sé al suo valore per le persone e le comunità. Promuove la partecipazione democratica, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile, considera il patrimonio come risorsa per la qualità della vita.

L’eroe troiano, esule dopo la distruzione di Troia, rappresenta un simbolo senza tempo del peregrinare nel mondo alla ricerca di nuovi approdi. Ma mai da soli e solo per sé stessi. Enea porta con sé sulle spalle la tradizione (Anchise) e tiene per mano il futuro (Ascanio). Intorno a Enea fioriscono storie e personaggi, non solo Didone, ma Palinuro, Eurialo e Niso, e tanti altri. Le trame che con la cura delle mani d’artista di Stefania Missio vestono i personaggi dell’Eneide sono una espressione autentica di quella pietas e di quella umanità che caratterizzano l’opera di Virgilio. A questi sentimenti e a questi valori ancora oggi dobbiamo aggrapparci contro le derive di violenza e sopraffazione che le vicende internazionali dell’Ucraina e del Medio Oriente ci ricordano tristemente.

“Il lavoro paziente e pieno di umanità e amore per la nostra civiltà mediterranea di Stefania Missio”, dichiara il presidente della Rotta di Enea Giovanni Cafiero, “rispecchia perfettamente i valori cui si ispira la Rotta di Enea e trova la sua collocazione ideale nell’area dei Campi Flegrei, teatro delle vicende narrate nel VI libro dell’Eneide. In Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo, dopo 3000 anni dalla guerra di Troia, ancora profughi, ancora vendette, ancora il tentativo di affermare la legge della forza. L’Eneide e il nostro Virgilio sono ancora un riferimento vivo, che ci ricorda che il progresso della civiltà umana deriva dall’empatia, dalla capacità di cooperare, dalla forza dei valori, dalla pazienza”. “Abbiamo ancora bisogno di Enea e della sua storia”, conclude il direttore del parco archeologico, Fabio Pagano, “abbiamo ancora necessità di raccontala, di indossarla, di interrogarci, di specchiarci. Stefania Missio ci offre una “trama di trame” dove condurre la nostra anima in un mondo popolato di immagini dal sapore arcaico nella veste di forme contemporanee. Una trasfigurazione dove l’antico muta la propria forma accompagnando Enea nella dimensione a lui più propria: quella dell’universale”.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale presentazione di due libri dedicati al patrimonio archeologico del Salento e alla storia della ricerca in Puglia. Ecco il programma

Martedì 9 giugno 2026, alle 17.30, in Sala Lippolis del museo Archeologico nazionale di Taranto, presentazione di due libri dedicati al patrimonio archeologico del Salento e alla storia della ricerca in Puglia: “Il tesoretto di Salve nel museo Archeologico nazionale di Taranto” a cura di A. D’Andrea e G. Sarcinelli; e “Quintino Quagliati e l’archeologia del Salento” di A. Alessio, pubblicati col patrocinio di Lions Club Taranto Host. Interverranno Luciano Ciussi, presidente Lions Club Taranto Host; Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA; Francesco Villanova, sindaco del Comune di Salve; Patrizia Pizzolante, assessore alla Cultura del Comune di Salve; Giuseppe Sarcinelli, università del Salento; Arcangelo Alessio, già soprintendenza Archeologica della Puglia. Presenzierà Girolamo Tortorelli, Governatore del Distretto Lions 18A.
#domenicalmuseo: il 7 giugno ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

Il 7 giugno 2026 torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.
Caorle (Ve). Apertura straordinaria serale del museo nazionale di Archeologia del Mare con la presentazione del libro “Relitti. La nostra memoria in fondo al mare” di Leonardo d’Imporzano, evento collaterale di “LEGGI LA CINQUECENTO” del Circolo nautico Porto Santa Margherita

Venerdì 5 giugno 2026, apertura straordinaria dalle 20 alle 22.30 del museo nazionale di Archeologia del Mare di Caorle (Ve). Alle 21, per gli eventi collaterali di “LEGGI LA CINQUECENTO” del Circolo nautico Porto Santa Margherita, presentazione del libro “Relitti. La nostra memoria in fondo al mare” del giornalista e divulgatore scientifico Leonardo d’Imporzano (casa editrice Nutrimenti).
Relitti. La nostra memoria in fondo al mare. Un viaggio epico attraverso i mari della storia. Relitti dimenticati, battaglie navali e tesori sommersi. Leonardo D’Imporzano svela i segreti nascosti nelle profondità degli oceani. Dalle antiche battaglie navali di Salamina alle moderne esplorazioni sottomarine, Relitti intreccia storie di uomini e navi che hanno segnato la storia dell’umanità. Un’esplorazione affascinante attraverso i secoli. Mentre seguiamo le tracce di esploratori, scienziati e cercatori di tesori, scopriamo infatti che ogni relitto è una capsula del tempo che attende di essere riscoperta. Da naufragi leggendari a moderne missioni di recupero, Relitti ci invita a esplorare un mondo sommerso dove storia, scienza e avventura si fondono in un racconto unico e appassionante. Combinando rigorosa ricerca storica e narrativa avvincente, l’autore riporta alla luce vicende dimenticate come il drammatico naufragio del Polluce, la misteriosa scomparsa di Antoine de Saint-Exupéry e l’incredibile storia delle “Friendly Floatees”. Ogni capitolo rivela un nuovo aspetto della complessa relazione tra l’uomo e il mare, trasformando reperti archeologici e documenti storici in racconti vividi e coinvolgenti. Perché il mare è anche custode di memoria, un archivio che deve essere ancora esplorato fino in fondo.
Crotone. La chiusura del museo Archeologico nazionale prorogata al 30 giugno per ultimare gli interventi previsti dal PNRR

Il 2 giugno 2026 doveva essere l’ultimo giorno di chiusura, invece il museo Archeologico nazionale di Crotone resterà chiuso al pubblico fino al 30 giugno 2026. La chiusura consentirà il completamento degli interventi previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finalizzati alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive e al miglioramento dell’accessibilità del sito.



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