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Ischia (Na). Al complesso museale di Villa Arbusto di Lacco Ameno la conferenza “Pithekoussai e Cuma: storie e intrecci all’alba della Magna Grecia” con Valentino Nizzo, Matteo D’Acunto e Teresa Cinquantaquattro, settimo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno

Giovedì 17 settembre 2026, alle 19.30, al complesso museale di Villa Arbusto di Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia (Na), in collaborazione del Comune di Lacco Ameno, l’incontro “Pithekoussai e Cuma: storie e intrecci all’alba della Magna Grecia” con Valentino Nizzo, Matteo D’Acunto e Teresa Cinquantaquattro, settimo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. Quest’anno, in cui ricorre il Centenario della nascita di Lady Walton e si celebra la sua opera di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella, il Progetto Kepos rende omaggio alla sua memoria e al costante sostegno che dedicò ai giovani talenti musicali con un appuntamento dedicato alla storia della musica. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, Alessandra Vinciguerra, interverrà Valentino Nizzo, professore di Etruscologia all’università di Napoli “L’Orientale”, con la relazione “Prima dell’alba della Magna Grecia: archeologia e storie di archeologi da Cuma preellenica a Pithekoussai”. Seguirà Matteo D’Acunto, professore ordinario di Archeologia classica all’università di Napoli “L’Orientale”, con la relazione “Storie dalla terra: Cuma dalla fase pre-ellenica alle prime fasi della colonizzazione”. Concluderà gli interventi Teresa E. Cinquantaquattro, MiC, dirigente del Servizio II – Scavi e Tutela del Patrimonio Archeologico, con la relazione “Pithekoussai: dinamiche interculturali tra mondo greco coloniale e comunità indigene”. A moderare gli interventi sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos.

Adria (Ro). Al teatro Politeama, a conclusione di cinque giorni intensi e molto partecipati di Adrikà rassegna internazionale del cinema archeologico, proclamato il film vincitore del premio del pubblico “Città di Adria”: è il greco “L’esercito degli amanti” di Lefteris Charitos. E già si pensa alla terza edizione

Gli organizzatori di Adrikà 2026: da sinistra, Emanuela Finesso, Lorenzo Daniele, Alberta Facchi, Sandra Bedetti, Alessandra Cilio (foto graziano tavan)

Adrikà: cinque giorni di proiezioni, incontri, approfondimenti, visite guidate, spettacoli, scuola attiva, sotto lo sguardo incuriosito del Tritone a due code, conservato al museo Archeologico nazionale di Adria, simbolo e mascotte della rassegna elaborato dall’Agenzia Vassalli Associati, che ha portato fortuna. E lo dimostra la risposta di un pubblico attento, sempre partecipante, che ha sancito il successo della seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po e ha convinto gli organizzatori che la scommessa/sfida del 2025 è stata ampiamente vinta. E quindi è già tempo di pensare alla terza edizione. In qualche modo lo hanno fatto capire i protagonisti di Adrikà sul palco del teatro Politeama di Adria, novità prestigiosa di questa seconda edizione. A cominciare dai direttori artistici, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, forti dell’esperienza quindicennale a Licodia Eubea (Ct) dove curano il festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico; per passare all’organizzazione di Emanuela Finesso, presidente del circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria e giungere alla direzione scientifica di Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria, e Sandra Bedetti, archeologa. Tutti visibilmente soddisfatti e pronti migliorare e rendere più ricca la prossima edizione.

Momento atteso dell’ultima serata di Adrikà, domenica 13 settembre 2026, la proclamazione del film vincitore del premio “Città di Adria” assegnato dal voto del pubblico alla fine di ogni proiezione. A leggere la classifica finale e proclamare il vincitore è stato il direttore artistico Lorenzo Daniele.

Frame del film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos

Al primo posto, vincitore di Adrikà 2026, con un voto di 4,72, il film “L’esercito degli amanti” di Lefteris Charitos (Grecia Austria 2025, 53’). L’esercito degli amanti porta alla luce la storia perduta del Battaglione Sacro di Tebe, un’unità d’élite composta da 150 coppie di amanti che divennero tra i guerrieri più formidabili del mondo antico. La loro vicenda riaffiora quando gli archeologi scoprono prove sepolte da secoli, rivelando un capitolo dimenticato di amore, guerra e lotta per la libertà.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo

Al secondo posto, con un voto medio di 4,62 su 5, il film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mediterraneo, al largo della Corsica, riemerge dopo duemila anni un relitto romano con un carico straordinario di vetro grezzo e manufatti raffinati. Vitrum segue l’indagine di un team internazionale di archeologhe a bordo dell’Alfred Merlin, tra tecnologie avanzate e rotte antiche, per svelare il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nella storia della civiltà.

Frame del film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi

Al terzo posto, con un voto medio di 4,46 su 5, il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Una regista percorre le coste della Puglia inseguendo storie sepolte sotto la superficie. Tra Adriatico e Ionio il viaggio attraversa approdi, rovine e memorie affidate al mare. Gli incontri con archeologi e abitanti riportano alla luce tracce sommerse e identità in continua trasformazione. Il Mediterraneo diventa così un archivio vivente, dove il passato riaffiora nel presente e ogni luogo custodisce ciò che il tempo non è riuscito a cancellare.

Il giornalista Graziano Tavan ritira simbolicamente il premio “Città di Adria” (foto aurora cassetta)

A ritirare il premio, in modo simbolico, è stato chiamato sul palco Graziano Tavan, giornalista e protagonista della masterclass di domenica mattina “Quando l’archeologia fa notizia”.

Lentini (Sr). Dal 13 settembre al museo Archeologico regionale è nuovamente in mostra il celebre Kouros (V sec. a.C.)

Da domenica 13 settembre 2026 è nuovamente in mostra nelle sale del museo Archeologico regionale di Lentini (Sr) il celebre Kouros, torso e testa in pregevole marmo dell’isola di Paros, risalenti al primo decennio del V sec. a. C. e ritrovati nel territorio di Lentini, in provincia di Siracusa, in differenti periodi. Nel dettaglio la statua del giovane greco è costituita dalla cosiddetta “testa Biscari” proveniente dalla collezione del principe Biscari, confluita al Museo civico di Castello Ursino a Catania, e dal “torso di Leontinoi”, esposto al Museo Paolo Orsi di Siracusa. I due reperti sono stati assemblati nel 2018 dopo accurate indagini archeometriche e petrografiche volute dall’archeologo e assessore pro tempore Sebastiano Tusa. Da allora il “Kouros ritrovato” è stato ospitato a rotazione dai musei di Catania e Siracusa, da quello di Lentini (nel 2024) e ad Atene nel 2021/22.

“Bene il ritorno a casa del Kouros, un’opera profondamente legata alla storia e all’identità di Lentini”, commenta l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “La sua presenza nel museo rappresenta un valore aggiunto per la valorizzazione e l’attrattività del territorio, arricchendone l’offerta culturale e dando a cittadini e visitatori l’opportunità di riscoprire un’importante testimonianza del suo passato. Valorizzare il nostro patrimonio significa anche rafforzare il legame tra i beni culturali e i luoghi di cui raccontano la storia”. E Agostino Messana, direttore del Parco archeologico di Leontinoi e Megara, sottolinea: “Da mesi, con lo staff del Museo di Lentini, lavoriamo per questo giorno. Il rientro a Lentini del Kouros, i cui due elementi sono stati recuperati proprio in questo territorio, restituisce un frammento della storia, di Lentini e delle sue radici greche. Sarà l’occasione per guardare al futuro del museo: il Kouros già nel 2024 si è rivelato un grande richiamo per turisti e appassionati di archeologia. Un vero motore per incentivare le attività economiche del territorio”.

Velia (Sa). Al parco archeologico “Kéramos – le terrecotte architettoniche veline”, il laboratorio di ceramica promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia

Dare forma alla storia, a partire dall’argilla. Il 13 settembre 2026, alle 11, al parco archeologico di Velia, torna “Kéramos – le terrecotte architettoniche veline”, il laboratorio di ceramica promosso dai parchi archeologici di Paestum e Velia dedicato alla conoscenza e alla reinterpretazione delle tecniche e delle forme della tradizione antica. Protagoniste dell’incontro saranno le terrecotte architettoniche ritrovate a Elea-Velia, elementi legati in particolare alla copertura degli edifici sacri e pubblici. I tetti erano costituiti da tegole, coppi e antefisse in terracotta, elementi decorativi collocati lungo la linea di gronda, a chiusura delle testate dei coppi. Le antefisse, realizzate a stampo, potevano presentare motivi differenti: palmette, girali, volti umani, menadi, satiri e figure mostruose. Queste ultime avevano anche una funzione apotropaica, legata alla volontà di proteggere l’edificio dagli influssi negativi e dal malocchio. Durante il laboratorio, i partecipanti potranno conoscere queste testimonianze della città antica e lasciarsi ispirare dalle loro forme e decorazioni per realizzare attraverso l’argilla una propria interpretazione delle terrecotte architettoniche veline. Un’esperienza che mette in dialogo archeologia, manualità e creatività, permettendo di avvicinarsi al patrimonio attraverso un gesto antico come quello di modellare la terra. Biglietto per la partecipazione al laboratorio 2 euro (dai 6 anni in poi) che si aggiunge al costo del biglietto di ingresso ai Parchi (ove previsto) e all’abbonamento Paestum&Velia e che può essere acquistato presso le biglietterie dei Parchi oppure online: http://vivaticket.com/it/ticket/keramos-laboratori-di-ceramica/304047.

Adria (Ro). Gran finale per Adrikà – la rassegna del cinema archeologico Adria Delta del Po: nella terza giornata masterclass “Quando l’archeologia fa notizia”, ultimi film in concorso, incontro con Angela Ruta, Cinema e Note, e assegnazione del Premio Città di Adria al film più gradito al pubblico

Gran finale per Adrikà – la rassegna del cinema archeologico Adria Delta del Po che termina il suo viaggio ad Adria (Ro). La terza e ultima giornata ha la mattina impegnata in due sedi: al museo Archeologico nazionale di Adria alle 10.30, la masterclass “Quando l’Archeologia fa notizia. Ricerca e divulgazione sui giornali, tra Tutankhamon e Indiana Jones. E uno sguardo al web” col giornalista Graziano Tavan: seminario approvato dall’Ordine nazionale dei Giornalisti, valido per l’acquisizione dei crediti della formazione continua dei giornalisti. Al termine del seminario gli iscritti potranno partecipare a una visita guidata alla sezione museale della barca “cucita” di Corte Cavanella. Evento aperto a tutti.

Frame del film “Army of Lovers”

Al teatro Politeama, dalle 10, una nuova sezione di film in concorso: apre il film “Abiseo, il bosco culturale dei Chachapoya” di Rosemarie Lerner (Perù 2025, 21’); segue il film “L’esercito degli amanti” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53’); quindi il film “Saria. Isole ai margini” di Yorgos Savoglou, Dionysia Kopana (Grecia 2022, 27’); chiude la sessione il film “La colonna” di Antonio Cofano (Italia 2025, 15’).

Copertina del libro “Le donne sono così” di Angela Ruta

Nel pomeriggio si torna al museo Archeologico nazionale di Adria: alle 16, per INCONTRI CON L’ANTICO, presentazione del libro “Sono così. Le donne nel Veneto preromano” di Angela Ruta Serafini. Interviene: Angela Ruta Serafini, archeologa, già direttrice del museo nazionale Atestino di Este. Dialoga con l’autrice Micol Andreasi, giornalista. Alle 16.30, presentazione della mostra “E l’immagine prese vita” di Silvia Nonnato.

Nuovo trasferimento al teatro Politeama dove alle 17, inizia l’ultima sessione di PROIEZIONI CINEMATOGRAFICHE. Si inizia con il film “Sardegna. La misteriosa civiltà dei Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 52’); quindi “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’).

Alle 19, CINEMA E NOTE: proiezione di film muti di inizio Novecento musicati dall’Ensemble del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica “Antonio Buzzolla” di Adria, diretto dal Maestro Simone Serafini.

Alle 20, CERIMONIA DI PREMIAZIONE: assegnazione del premio del pubblico “Città di Adria”. Consegnano il premio: Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, ed Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema di Adria “Carlo Mazzacurati”

Taranto. Al museo Archeologico nazionale visita guidata alla mostra “L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”

Domenica 13 settembre 2026, alle 11 e alle 13, al museo Archeologico nazionale di Taranto, visita guidata alla mostra “L’arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”, mostra che racconta lo sport nel Mediterraneo antico attraverso reperti e testimonianze legate alle pratiche atletiche, con l’Atleta di Taranto come protagonista d’eccezione. Massimo 20 partecipanti per turno. Attività gratuita compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti al numero 099 4532112, indicando nome e cognome, email, recapito telefonico e numero di partecipanti.

Adria (Ro). Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico Adria-Delta Po entra nel vivo: al Politeama il ricordo di Mazzacurati e le prime proiezioni, alla Fondazione Franceschetti e Di Cola la mostra “Fluide memorie” e l’Apericena

Il museo Archeologico di Adria una delle sedi di Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico (foto drm-veneto)

Adrikà arriva ad Adria (Ro). Dopo le anteprime di Porto Viro e Loreo, la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria-Delta del Po entra nel vivo con l’inaugurazione ufficiale alle 17 al Teatro Politeama dove ci sarà spazio per un ricordo a Carlo Mazzacurati. Presentano Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici della Rassegna. Intervengono: Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria; Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema di Adria “Carlo Mazzacurati”; Massimo Barbujani, sindaco del Comune di Adria. Quindi “RICORDANDO CARLO MAZZACURATI”: interviene Marina Zangirolami Mazzacurati, produttrice cinematografica. Proiezione di “Storia di Ernesto” tratto dal film documentario “Sei Venezia” di Carlo Mazzacurati (Italia 2020, 15’).

Frame del film “Uomini e dei. Il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro

Alle 18, PROIEZIONI CINEMATOGRAFICHE POMERIDIANE al Teatro Politeama: apre il film “Uomini e dei. Il mare e il sacro” di Massimo D’Alessandro (Italia 2023, 43’); quindi il film “Mary Lefkowitz e le donne nella Grecia antica” di Nikos Dayandas (Grecia 2024, 13’); chiude la sezione pomeridiana il film “Un’immersione nella storia egea” di Stelios Apostolopoulos (Grecia 2023, 12’).

Ci si sposta alla Fondazione Franceschetti e Di Cola, dove alle 19.30, presentazione della mostra “Fluide Memorie” di Antonio Lovison: una mostra che esplora il rapporto tra l’acqua e l’identità di un luogo attraverso materiali vivi come ottone, metalli ossidati e uno sguardo che fa del territorio un archivio stratificato, dove passato e presente si incontrano senza mai separarsi del tutto. Sarà possibile visitare la mostra presso Fondazione Franceschetti e Di Cola in via F. Cavallotti 13 ad Adria dall’11 al 18 settembre 2026 sab 12 e dom 13: ore 10–12, lun 14 – ven 18: ore 16–19. Ingresso gratuito. Un lavoro poetico e materico, in perfetto dialogo con il filo conduttore di Adrikà 2026.

Alle 20, Apericena a cura dell’IPSEOA “Giuseppe Cipriani” di Adria, venerdì 11 e sabato 12 settembre, negli spazi della Fondazione Franceschetti e Di Cola: un momento per stare insieme, tra una proiezione e l’altra, discutere di cinema e archeologia, arte e cultura. Costo: 20 euro a persona, 15 euro in caso di acquisto del biglietto dello spettacolo AquaDueO.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

Alle 21, PROIEZIONI CINEMATOGRAFICHE DELLA SERA al Teatro Politeama: apre il film “Vitrum. Il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Alle 22, DOCUMENTARE IL RESTAURO: “Giovane cavaliere (Dioscuro?) sorretto da una sfinge, detto Cavaliere Marafioti” (museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria) di Stefano Zanni (Italia, Restituzioni 2016, 9’); “Letto di Fossa (II-I sec. a.C.)” (museo Archeologico nazionale d’Abruzzo) di Stefano Zanni (Italia, Restituzioni 2025, 7’). Interviene: Silvia Foschi, responsabile Patrimonio storico artistico e Attività Culturali, Intesa Sanpaolo

Un libro al giorno. “Selinunte, in Sicilia, nel Mediterraneo”. Atti del Convegno internazionale (Roma, 27–29 aprile 2022). Studi in onore di Dieter Mertens in occasione del suo ottantesimo compleanno a cura di Melanie Jonasch e Ortwin Dally

Copertina del libro “Selinunte, in Sicilia, nel Mediterraneo”. Atti del Convegno internazionale (Roma, 27–29 aprile 2022). Studi in onore di Dieter Mertens in occasione del suo ottantesimo compleanno a cura di Melanie Jonasch e Ortwin Dally

È uscito per i tipi di Edizioni Quasar il libro “Selinunte, in Sicilia, nel Mediterraneo”. Atti del Convegno internazionale (Roma, 27–29 aprile 2022). Studi in onore di Dieter Mertens in occasione del suo ottantesimo compleanno a cura di Melanie Jonasch e Ortwin Dally. Questo libro è il risultato di una conferenza internazionale svoltasi nel 2022 all’Istituto Archeologico Germanico di Roma. Celebra i primi cinquant’anni di ricerca condotta dall’Istituto nel sito antico di Selinunte e al contempo rende omaggio alla figura di Dieter Mertens, uno dei principali protagonisti di questo periodo di ricerca, i cui lavori sono stati cruciali per comporre un’immagine sempre più precisa della polis greca e della sua storia. I contributi di questo libro presentano i risultati di recenti ricerche e, per lo più, considerano il sito all’interno di una fitta trama di vie di comunicazioni, di azioni e oggetti che si muovono non solo nel contesto regionale dell’isola, ma nell’intero mondo mediterraneo.

Sant’Antioco (Sulcis iglesiente). Al via al museo Archeologico “Ferruccio Barreca” il “CineMAB – Visioni archeologiche”: quattro serate di immagini, archeologia e musica. Ecco il programma

Al via “CineMAB – Visioni archeologiche”: dal 10 al 13 settembre 2026, il museo Archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco (Sulcis iglesiente) diventa luogo d’incontro di immagini, archeologia e musica, attraverso quattro serate che propongono modi diversi per avvicinarci alla storia. Si parte il 10 settembre 2026, alle 21, con il documentario “Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII” di Adrian Maben, l’iconica performance tra le rovine di Pompei, divenuta nel tempo uno dei documenti cinematografici più celebri della storia del rock. L’11 settembre 2026, alle 21, tre cortometraggi attraversano prospettive e storie diverse, dalla Svezia al Perù fino all’Italia, con “The time they spent here” di Edward Owles, “Abiseo. El bosque cultural de los Chachapoyas” di Rosemarie Lerner e “La Colonna” di Antonio Cofano. Il 12 settembre 2026, alle 21, sarà invece la musica dal vivo ad incontrare il cinema con il “Cineconcerto”: una partitura originale e inedita accompagnerà alcuni film dei primi del Novecento, dal mito di Ulisse alle rovine di Pompei, dall’epica di Troia ai prodigi ottici di Méliès. A chiudere la rassegna, il 13 settembre 2026, alle 21, saranno i cortometraggi “S’Ozzastru” di Carolina Melis, “Mary Lefkowitz and women in Ancient Greece” di Nikos Dayandas e “Io non dimentico” di Antonello Murgia Pisano. Linguaggi e prospettive differenti, con registi, attori e ospiti che accompagneranno il pubblico nei diversi appuntamenti. Perché il passato non è qualcosa di immobile: continua a parlarci, se troviamo nuovi modi per ascoltarlo.

Adrikà inizia dal mare: parte da Porto Viro (Ro) la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po: conferenza di Giovanna Gambacurta (UniVe) dedicata all’eroe greco Eracle, documentario sul Rubicone e reading teatrale di Antonino Varvarà su Eracle nel teatro

Adrikà, ci siamo. La rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po inizia dal mare: mercoledì 9 settembre 2026, Porto Viro (Ro) ospita l’anteprima della seconda edizione di Adrikà dando ufficialmente il via a cinque giorni dedicati al dialogo tra cinema, archeologia e divulgazione scientifica. Ad accompagnare la kermesse un Tritone con due code: una in bronzo antico, consumata dalla salsedine; l’altra in pellicola cinematografica. L’immagine di Adrikà 2026 nasce da un reperto reale del museo Archeologico nazionale di Adria. L’Agenzia Vassalli Associati, che cura la comunicazione visiva del festival, ha scelto di non nascondere il segno del tempo sul reperto, ma di trasformarlo: la coda deteriorata è diventata una bobina di film. Un oggetto impossibile, che non è mai esistito. Ma che a prima vista potrebbe sembrare autentico. È lì, in quello spazio sospeso tra antico e contemporaneo, che vive Adrikà. Come il Delta del Po: né terra né mare, ma qualcosa di unico nell’incontro tra entrambi. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Archeovisiva, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.

ADRIKÀ INIZIA DAL MARE. Appuntamento dunque il 9 settembre 2026, alle 20.30, in Sala Eracle a Porto Viro (Ro): presenta il direttore artistico Lorenzo Daniele, alla presenza della direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, della presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, del sindaco di Porto Viro Mario Mantovan e dell’assessora alla Cultura Marialaura Tessarin, che porteranno il saluto delle istituzioni. Alle 21, si entra nel vivo della serata con il primo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato a “Eracle… un eroe viaggiatore”. La docente di Civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia dell’università Ca’ Foscari di Venezia Giovanna Gambacurta accompagnerà il pubblico alla scoperta della figura dell’eroe greco e del suo significato nella cultura del Mediterraneo antico. Alle 21.30 sarà invece il cinema a diventare protagonista con la proiezione del documentario “Rubico Flumen. Il mistero del Rubicone”, diretto da Alessandro Bricchi, un viaggio tra storia, archeologia e ricerca dedicato a uno dei luoghi più emblematici della storia romana, il cui esatto percorso continua ancora oggi ad alimentare il dibattito tra studiosi. La serata si concluderà con un momento originale che unirà teatro e archeologia: il reading “Eracle nel Teatro: uomo o semidio?”, interpretato da Antonino Varvarà, offrirà una rilettura scenica del mito, dimostrando come i grandi personaggi dell’antichità continuino ancora oggi a parlare al pubblico contemporaneo.