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Firenze. Al Palazzo dei congressi al via tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale: tre giorni con proposte di viaggio sulle orme degli Etruschi, archeologia nelle zone di guerra, i 50 anni dei Bronzi di Riace, il ricordo di Philippe Daverio e un virtual tour nella Cappella Brancacci

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La platea del centro congressi di Firenze gremita per gli incontri di TourismA (foto AV)

firenze_tourismA-2022_locandinaTutto pronto per l’VIII edizione di tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti editore) al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 30 settembre al 2 ottobre 2022 a ingresso libero (orario 8.30-18.30). Decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, ricostruzioni virtuali per viaggiare avanti e indietro sulla linea del tempo con nuovi avvincenti linguaggi e tecnologie. Quest’anno tra i protagonisti indiscussi gli Etruschi, con nuove scoperte e progetti di valorizzazione turistica in Toscana, e l’Egitto a 100 anni esatti dalla straordinaria scoperta della tomba di Tutankhamon. L’inaugurazione ufficiale della kermesse venerdì 30 settembre alle 10.30 alla presenza della autorità. Vediamo i temi più importanti.

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CELESTE AIDA: a “tourismA 2022” nel 150° della prima dell’Aida alla Scala di Milano (foto AV)

Egitto ed Etruschi: tra reale e virtuale. Protagonisti della tre giorni fiorentina l’Egitto con incontri, laboratori e realtà virtuale in occasione del centenario della scoperta della Tomba di Tutankhamon, il bicentenario dalla decifrazione dei geroglifici e il centocinquantesimo della rappresentazione dell’Aida alla Scala, che Verdi considerò la vera e propria “prima”. E poi gli Etruschi con le nuove scoperte in Toscana (Gonfienti) e Umbria (Perugia) e i progetti di promozione turistica che vedono protagonista l’antica civiltà dei Tirreni.

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Il nuovo museo dell’Acropoli ad Arene “dialoga” direttamente con il Partenone (foto AV)

I marmi del Partenone. Le celebri sculture di Fidia sono al centro di un convegno internazionale sulla annosa questione della restituzione alla Grecia. Sarà la stessa ministra greca della Cultura, Lina Mendoni, a lanciare da “tourismA 2022” un accorato appello al governo britannico. Conservare il passato. tourismA sarà occasione anche per presentare importanti restauri di statue e dipinti fra antichità e medioevo (in collaborazione con CNRc).

Missioni di scavo all’estero. Importante la collaborazione col Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionali per la presentazione delle attività delle missioni archeologiche italiane in Iraq, Turchia, Giordania Tunisia, Turkmenistan, Perù…

Archeologia sotto le bombe. L’associazione nazionale archeologi fa il punto sullo stato delle principali aree archeologiche e monumentali in Ucraina.

firenze_tourismA-2022_turismo-in-sardegna_foto-av5° Workshop del turismo culturale. Enti del turismo, enti locali e tour operator incontrano gli agenti di viaggio venerdì 30 settembre a Buy Cultural Tourism, 5° Workshop B2B del turismo culturale, appuntamento riservato agli operatori professionali dedicato all’incontro tra domanda e offerta di viaggi, esperienze e itinerari culturali. Presenti gli enti del turismo di Cipro, Croazia, Fiandre, Israele, Malta, Polonia, Portogallo, Promoturismo FVG, Valle d’Aosta, Visit Romagna, oltre a diversi siti e operatori della Sardegna.
Ricca parte espositiva. L’area espositiva offre una significativa panoramica dell’offerta culturale di regioni italiane, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna, ed estere come Cipro, Croazia, Turchia, Grecia.

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Il direttore del nuovo museo dell’Acropoli, Nikolaos Stampolidis

Appuntamento a Firenze. Molti i big della comunicazione storico-archeologica che danno appuntamento a tourismA tra cui l’archeologo Andrea Carandini, il filologo e archeologo Louis Godart, lo storico e conduttore tv Cristoforo Gorno, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, l’orientalista Paolo Matthiae, il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, il direttore del museo dell’Acropoli di Atene Nikolaos Stampolidis, il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli Paolo Giulierini, il noto medievista Franco Cardini e molti altri.

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Ricco il programma della prima giornata tra storia dell’arte, archeologia e grandi personaggi della comunicazione del passato. Si parte col convegno dedicato alla memoria del noto storico dell’arte Phillippe Daverio dal titolo “Save Art 2022 – Copie, restauri, NFT, falsi, realtà ambigue e mondi alternativi” a cura di Art e Dossier e con la partecipazione di Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi. “Tra terra e mare: itinerari ed esperienze alla scoperta dell’antico popolo” è il titolo del convegno a cura di Regione Toscana con la partecipazione di Eugenio Giani presidente Regione Toscana. Il Prodotto Turistico Omogeneo Toscana Terra Etrusca sarà al cento del convegno organizzato da Toscana Promozione Turistica. Franco Cardini storico del Medioevo, Cristoforo Gorno scrittore e conduttore televisivo, Carmelo Malacrino direttore Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria sono tra i big della giornata di venerdì 30 settembre 2022.

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Ritorno a Cartagine. Scavi e ricerche della Sapienza Università di Roma a Dermech (Tunisia) (foto AV)

Sempre in apertura di “tourismA” si farà il punto sulla situazione dell’Archeologia italiana all’estero nell’incontro organizzato col ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale: un coinvolgente racconto che dall’Africa dei primi ominidi conduce il pubblico in Giordania a Petra e in Tunisia a Cartagine nel cuore del Mediterraneo fenicio, poi nelle steppe dell’Asia Centrale nella grande capitale dei Parti e, attraversando l’Oceano, a Machu Picchu sulle vette delle Ande peruviane, per chiudere con la nascita dello Stato arcaico ad Arslantepe in Turchia.

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L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta (foto AV)

La tragica situazione dell’Ucraina e la salvaguardia del patrimonio culturale nel Paese sono i temi di un altro importante focus della giornata di venerdì nel convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Archeologi. Mentre, sempre venerdì, si guarda al futuro del turismo che abbatte le barriere con la presentazione delle più sofisticate tecnologie digitali capaci di far viaggiare davvero tutti nello spazio e nel tempo. Per tutta la durata della manifestazione il Palazzo dei congressi si trasforma nella casa del turismo culturale con numerosi stand che propongono una significativa panoramica dell’offerta culturale di regioni italiane, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna, ed estere come Cipro, Croazia, Turchia, Grecia.

firenze_tourismA-2022_virtual-tour-cappella-brancacci_foto-avCome ogni anno tornano infine i laboratori didattici per grandi e piccoli che spaziano dalle tecnologie dell’uomo preistorico (scheggiatura della pietra, accensione del fuoco, prime espressioni artistiche) alle lezioni di geroglifico, alla realizzazione di un mosaico o di una lucerna come facevano i Romani. Quest’anno arricchiscono l’offerta di “tourismA” la visita virtuale alla Cappella Brancacci a cura di CNR – ISPC (presentazione venerdì alle 11,30 nello spazio espositivo BracacciPOV) e un viaggio alle origini dell’alfabeto etrusco.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, nell’ambito della Festa etrusca, anteprima esclusiva del documentario “L’anello di Grace” che svela tutti i segreti (editi e inediti) del celeberrimo “Golden Chariot”, trafugato 120 anni fa e oggi al Met. Ecco il programma della due giorni “etrusca”: rievocazioni, incontri e tavole rotonde, visite guidate

roma_villa-giulia_giornate-europee-del-patrimonio_locandinaL’anteprima esclusiva del documentario “L’anello di Grace” che svela tutti i segreti (editi e inediti) del celeberrimo “Golden Chariot” del Metropolitan Museum di New York a 120 anni dal suo avventuroso trafugamento rappresenta uno dei momenti clou della seconda Festa etrusca al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa che quest’anno affronta il tema “Patrimonio culturale sostenibile: un’eredità per il futuro”. Sabato 24 e domenica 25 settembre 2022 ecco dunque la seconda edizione di Festa Etrusca, il Festival Archeostorico itinerante dedicato alla divulgazione della cultura etrusca. Occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore e il pubblico dei visitatori. Due giorni di animazione culturale a Villa Giulia con tantissime attività. Tutte gratuite, comprese nel costo del biglietto. Un’area espositiva con libri di settore e realtà attive nella divulgazione archeologica e nella promozione del patrimonio culturale; tavole rotonde con studiosi ed esperti del settore; attività di approfondimento: incontri con i protagonisti dell’archeologia, presentazioni di novità editoriali, laboratori per bambini e ragazzi; attività di valorizzazione: rievocazioni storiche e laboratori didattici sul mondo etrusco, visite guidate in collaborazione con il Museo.

“L’anello di Grace”. Sabato 24 settembre 2022, alle 21, nella splendida e interamente rinnovata sala della Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, sarà proiettato in anteprima mondiale il documentario del regista e giornalista Dario Prosperini. La proiezione sarà introdotta e moderata dalla giornalista Silvia Lambertucci (ANSA), con interventi del direttore del museo Valentino Nizzo e di alcuni dei protagonisti del documentario. “L’anello di Grace” ricostruisce con testimonianze inedite e di prima mano le vicende di un trafugamento senza precedenti nella storia del nostro paese: quello della Biga Etrusca di Monteleone di Spoleto, considerata una delle opere più importanti del Metropolitan Museum of Art di New York. In occasione dei 120 anni dal ritrovamento, il regista e giornalista Dario Prosperini ripercorre le tappe di una delle vicende più drammatiche e discusse della storia della tutela archeologica nel nostro paese, ricca di misteri, omissioni e colpi di scena. Documenti rimasti a lungo inediti rivelano per la prima volta la catena di connivenze anche illustri e insospettabili che, dopo una trattativa durata mesi, consentirono l’esportazione illecita negli Stati Uniti di uno dei monumenti dell’arte etrusca, prodotto a Vulci nel VI secolo a.C. È così emerso un nuovo quadro indiziario che ha convinto il comune di Monteleone a tentare di riaprire la procedura giudiziaria internazionale per ottenerne la restituzione. Tra i protagonisti delle vicende narrate nel documentario figurano Guglielmo Berattino, storico e scrittore di Ivrea, incappato in un segreto inconfessabile nascosto in un vecchio faldone, e Grace Filder, un’affascinante e avventurosa contessa inglese il cui anello dai poteri magici ci ha condotto laddove la vita e la morte continuano a parlarsi, rivelando forse un’ulteriore e del tutto inaspettata pagina della storia millenaria del “capitano” che portò con sé nella sua ultima dimora, nascosta tra le cime più selvagge dell’Umbria, lo splendido carro etrusco. 

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La biga etrusca di Monteleone di Spoleto trafugata dall’Italia 120 anni fa e ora esposta al Met di New York come Golden Chariot (foto etru)

Al confine tra un noir e una spy story, la vicenda costituisce uno degli episodi più emblematici delle gravissime ferite inferte al patrimonio culturale italiano, ancor più significativa se si considera che la scoperta ebbe luogo a pochi mesi dall’approvazione della prima legge di tutela del nostro paese, fortemente caldeggiata dal fondatore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Felice Barnabei, uno dei pochi che all’epoca si impegnò attivamente per la restituzione del carro. Il “Golden Chariot”, com’è soprannominato oltreoceano, è un reperto di valore inestimabile, sia per la conservazione che per la fattura: sui tre pannelli che lo compongono sono raffigurate le gesta dell’eroe omerico Achille. Il carro, decorato a sbalzo con intarsi in avorio, oltre alla qualità artistica, dimostra la capacità degli Etruschi di padroneggiare il linguaggio simbolico, figurativo e tecnico dei Greci. “L’anello di Grace” è un’immersione nella bellezza, ma soprattutto è un omaggio alla ricerca delle verità potenzialmente nascoste in un cimitero, in una tomba e, soprattutto, in un anello. La ricerca e la ricostruzione delle vicende che hanno interessato le sorti del nostro patrimonio culturale e ne hanno determinato la conservazione e il godimento da parte dei cittadini sono quanto mai doverose per restituirne dignità e grandezza e per offrire alle nuove generazioni “un’eredità per il futuro”, così come le Giornate europee del Patrimonio 2022 invitano a promuovere e sostenere e così come, indirizzando molte delle proprie iniziative culturali al pubblico dei più giovani, hanno avuto in animo di fare gli organizzatori di “Festa etrusca! La Storia si racconta”.

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Rito etrusco a “Festa etrusca! La storia si racconta” (foto etru)

Rievocazioni storiche. Sabato 24 settembre 2022, alle 16, “Dall’Etruria al Venetorum Angulus. Viaggio alla scoperta dei Veneti Antichi e delle loro relazioni con gli Etruschi” a cura dell’associazione Suliis as Torc; alle 17, “Sulle melodie del tempo Anthase e Nuzinai”, auleta e danzatrice guideranno all’interno del museo alla scoperta della musica degli etruschi. Suoni e danze per celebrare una Festa etrusca a lungo attesa. Massimo 20 persone, a cura di Herentas – i passi del tempo; alle 18, “Un banchetto…di 2500 anni fa”, rievocazione storica di un banchetto etrusco a cura di Suodales, Suliis as torc, Herentas, Simmachia Ellenon, Katolophyromai. Domenica 25 settembre 2022, alle 11, “Non solo miele”, didattica sull’apicoltura nel mondo antico, presentazione del progetto sperimentale di un apiario storico a Isola Vicentina (Vi) a cura dell’associazione Suliis as Torc; alle 12, “Conosciamo gli Etruschi”, alla scoperta del mondo degli etruschi attraverso gli allestimenti didattici di Festa Etrusca a cura dell’associazione Suodales; alle 12.30, “Sulle melodie del tempo Anthase e Nuzinai”, auleta e danzatrice guideranno all’interno del museo alla scoperta della musica degli etruschi. Suoni e danze per celebrare una Festa etrusca a lungo attesa. A cura di Herentas – I passi del tempo; alle 15, “Nella bottega di Efesto. La metallurgia nell’età del ferro, dai minerali ai processi di lavorazione” a cura dell’associazione Suliis as Torc; alle 16, “Case per il presente, tombe per l’eternità” Vel Thansinas, maestro costruttore, illustrerà le tecniche edilizie utilizzate dalla civiltà etrusca attraverso una visita rievocativa all’interno del museo. Massimo 25 persone. A cura dell’associazione Suodales; alle 16, “Incontri di culture: l’alba dell’Occidente”, lezione-evento con il direttore Valentino Nizzo.

roma_villa-giulia_festa-etrusca_locandinaProgramma istituzionale. Sabato 24 settembre 2022, alle 16, “Valorizzazione del patrimonio storico-artistico del popolo etrusco in Toscana in chiave turistica” e presentazione della guida “Toscana Etrusca. Un viaggio contemporaneo in una terra millenaria” (Edizioni Giorgio Mondadori – Cairo Editore). Intervengono: Francesco Tapinassi (direttore Toscana Promozione), Clara Svanera (giornalista e curatrice della guida), Marta Coccoluto (direttrice parco archeologico Baratti/Populonia). Introduce e modera: Simona Sanchirico (fondazione Dià Cultura); alle 17, “Dialoghi diagonali sul patrimonio culturale e dintorni”. Riflessioni a partire dal libro “Posgarù” di Daniele Manacorda. Insieme all’autore intervengono Enrico Zanini (università di Siena) e Paola Porretta (università di Roma Tre). Introduce e modera Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia); alle 18, “Dall’archeologia allo storytelling: la mia roadmap per affrontare le nuove sfide della comunicazione culturale” a cura di Elisa Bonacini (archeologa ed esperta di comunicazione); alle 21, “L’anello di Grace”. Presentazione e proiezione in anteprima assoluta del documentario di Dario Gasperini che svela tutti i segreti (editi e inediti) del celeberrimo “Golden chariot” del Metropolitan Museum di New York a 120 anni dal suo avventuroso trafugamento. Domenica 25 settembre 2022, alle 10, Valtrend editore presenta il libro “Sulle rotte di Ulisse. Da Itaca a Troia tra mito e realtà” di Angelo Pellegrino; alle 11, MMC editore presenta il libro “Roma enigmistica” (Dagli antichi Romani ai sommi Pontefici, dall’Urbe ai giorni nostri. Quando il fascino del gioco di parole svela le verità nascoste della storia) seconda edizione – di Federico Mussano; alle 12, Arbor Sapientiae editore presenta i libri “Tra le pendici del Quirinale e il Campo Marzio. In memoria di Emilio Rodriguez Almeida” a cura di Antonio Pizzo e Riccardo Montalbano e “Felice Barnabei. La villa pompeiana di P. Fannius Synistor scoperta presso Boscoreale”; alle 15, Aurora Raimondi Cominesi (università di Newcastle, museo nazionale delle Antichità di Leida) presenta “Domitian”, un progetto di gioco che vede protagoniste due mostre e la città di Roma. Alle 15.30, l’associazione Chissà DOVE presenta “La guerra degli Elefanti su un piatto da Capena”, un podcast di Silvia Amigoni. Intervengono Fabiana Grasso (associazione Chissà DOVE), Maurizio Amoroso (Entertainment Game Apps, Ltd.); alle 16, presentazione e proiezione dei documentari “Alla scoperta delle meraviglie di Alatri” e “Lanuvino come Antonino” (un racconto animato alla scoperta della vita dell’imperatore Antonino in compagnia di una giovane lanuvina) a cura di Luca Attenni (direttore del museo Diffuso di Lanuvio e del museo civico di Alatri); alle 17, Campi di Carta edizioni presenta il libro “Le strane fontane di Roma” di Bruno Gossetti; alle 18, “Arrivederci Festa Etrusca” a cura di Maurizio Amoroso (EGA – Entertainment Game Apps Ltd.) con Valentino Nizzo (museo nazionale Etrusco di Villa Giulia).

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Gli straordinari corredi delle tombe principesche di Palestrina esposti a villa Poniatowski (foto etru)

Viste guidate. Sabato 24 settembre 2022, alle 21.30, visita guidata “La collezione Castellani (e la mostra fotografica “Le strade di casa. Anatomia di una comunità”) a cura di Maria Paola Guidobaldi; alle 21.30, visita guidata “Alla scoperta di Vulci” a cura di Vittoria Lecce. Visite a Villa Poniatowski a partire dalle 20.30 a cura di Antonietta Simonelli e Luca Mazzocco (la villa chiude alle 22.30). Domenica 25 settembre 2022, alle 10.30, visita guidata Villa Giulia, il Ninfeo e lo Zodiaco a cura di Vittoria Lecce; alle 17, visita guidata Villa Giulia, il Ninfeo e lo Zodiaco a cura di Maria Paola Guidobaldi. Massimo 25 persone. È gradita la prenotazione via email a info@festaetrusca.info o in loco fino ad esaurimento posti.

 

Bagnolo San Vito (Mn): “La città svelata”. Al parco archeologico del Forcello visite guidate nel sito etrusco con gli archeologi dell’università di Milano, e presentazione dei risultati delle ultime campagne

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L’area di scavi del Forcello di Bagnolo San Vito (Mn) (foto unimi)

Il 5 settembre 2022 sono ripresi gli scavi nel sito etrusco del Forcello nell’omonimo parco archeologico a Bagnolo San Vito (Mn) con gli archeologi dell’università di Milano coordinati da Marta Rapi. E, come avevano annunciato, ora che la campagna di scavo 2022 entra nel vivo (finirà il 30 settembre 2022), partono anche le visite guidate. “La città svelata”: sono due gli appuntamenti per vedere gli archeologi al lavoro e conoscere direttamente da loro cosa è stato trovato e cosa ancora resta da scoprire. Giovedì 22 settembre 2022, alle 16.30, visita guidata al sito e agli scavi. A seguire Aperitivo con gli archeologi. Giovedì 29 settembre 2022, alle 15 e alle 17.30, visita guidata al sito e agli scavi. Alle 16, conferenza di presentazione dei risultati delle ultime campagne di indagine condotte da UniMi con il Deutsche Archaologische Institut di Berlino. Interverranno la prof. Marta Rapi (cattedra di Protostoria europea presso UniMi), il dott. Gabriele Barucca (soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Cremona Lodi e Mantova) e il dott. Leonardo Lamanna (funzionario archeologo per SABAP Mantova). A seguire Aperitivo con gli archeologi. Ingresso, visita e aperitivo 5 euro. Dato il numero limitato di posti a disposizione, è gradita la prenotazione al 340 8806468.

Marina di Camerota (Sa): qui 140mila anni fa vivevano gli elefanti. Nella Grotta del Poggio trovati resti dell’elefante a zanne diritte durante gli scavi delle università di Bologna e Siena, ripresi dopo più di 50 anni di abbandono

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Il punto dove sono stati trovati i resti del Palaeoloxodon antiquus nei livelli della Grotta del Poggio a Marina di Camerota (Sa) abitati dall’uomo di Neanderthal (foto unibo)

A Marina di Camerota 140mila anni fa vivevano gli elefanti. È il risultato più eclatante degli scavi condotti, tra il 1° e il 18 settembre 2022, ripresi, dopo più di 50 anni di abbandono, dalle università di Siena e di Bologna in collaborazione con la soprintendenza per le provincie di Salerno e Avellino e il Comune di Camerota (Sa): alla Grotta del Poggio hanno riportato alla luce, nella parte alta della serie stratigrafica, i resti di un grande pachiderma, il Palaeoloxodon antiquus, o elefante a zanne diritte. La presenza di questo animale nei livelli abitati dal Neanderthal, era stata già segnalata, per gli strati più antichi della grotta, dal prof. Arturo Palma di Cesnola negli anni ’60 del secolo scorso. I resti rinvenuti nel corso dell’attuale campagna di scavo appartengono all’osso di un arto e mostrano evidenti tracce di percussione indicative del fatto che l’elefante venne macellato dall’uomo. Le università di Bologna, Dipartimento di Beni culturali, e di Siena, Dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’Ambiente – UR Preistoria e Antropologia, hanno infatti ripreso gli scavi alla Grotta del Poggio (Marina di Camerota), un sito preistorico di grande rilievo per la sua potente serie stratigrafica relativa al Paleolitico medio (Uomo di Neanderthal).

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L’ingresso protetto della Grotta del Poggio a Marina di Camerota (Sa) (foto unibo)

La Grotta del Poggio fu scoperta nel 1954 dal prof. Pietro Parenzan, dell’università di Napoli. Nel 1964 la Soprintendenza di Salerno incaricò il prof. Arturo Palma di Cesnola dell’università di Siena di condurvi le prime indagini sistematiche. Tra il 1965 e il 1967 Palma di Cesnola effettuò un sondaggio nel deposito archeologico contenuto nella cavità dove vennero identificati 14 strati, ai quali fu attribuita, su basi geologiche e culturali, un’età compresa tra 190 e 130 mila anni fa. Il Poggio contiene dati unici ai fini della ricostruzione del popolamento antico dell’Italia meridionale.  Per questo motivo le indagini nel sito rivestono interesse internazionale e vengono finanziate da un progetto ERC advanced dal titolo “Our first steps to Europe: Pleistocene Homo sapiens dispersals, adaptations and interactions in South-East Europe” (FIRSTSTEPS), gestito dall’università di Tubingen (Principal Investigator prof. Katerina Harvati). Il progetto FIRSTSTEPS si focalizza sul primo popolamento dell’Europa da parte di Homo sapiens (il cui più antico arrivo nel nostro Continente si data, in base al fossile umano di Apidima in Grecia, intorno a 200mila anni fa) e sui suoi rapporti con le popolazioni autoctone (i Neanderthal).

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Una fase degli scavi archeologici alla Grotta del Poggio condotti dalle università di Bologna e Siena (foto unibo)

Uno dei principali scopi delle nuove ricerche è stato quello di acquisire informazioni biostratigrafiche, cronologiche e comportamentali provenienti da moderni sistemi di indagine stratigrafica e da analisi effettuate con tecnologie all’avanguardia. Per quel che concerne invece la valorizzazione, il fine principale del progetto è quello di inserire attivamente la Grotta del Poggio (come già la Grotta della Cala) all’interno dell’offerta turistica del territorio, dando vita a un percorso virtuoso in cui i risultati della ricerca scientifica possano essere assorbiti e divulgati in tempo reale. L’auspicio è di creare in tal modo una costante, dinamica e vitale osmosi tra il mondo della ricerca e la comunità tutta.

Roma. Al via il XII Congresso nazionale di Archeologia Cristiana in Italia: Ricerche, Metodi e Prospettive (1993-2020): bilancio sulle ultime ricerche e su quelle future e presentazione dei risultati delle campagne di scavo a Chiusi e in alcune catacombe di Roma

roma_uniroma3_congresso-archeologia-cristiana_locandinaQuattro giorni per presentare i risultati delle campagne di scavo a Chiusi e in alcune catacombe di Roma, promosse negli ultimi anni dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e dall’università di Roma Tre, e fare un bilancio sulle ultime ricerche e su quelle future. Appuntamento a Roma dal 20 al 23 settembre 2022 per il XII Congresso nazionale di Archeologia Cristiana in Italia: Ricerche Metodi e Prospettive (1993-2020), promosso dall’università Roma Tre insieme alle università Sapienza e Tor Vergata. Ecco il ricco programma proposto dal Comitato scientifico e organizzativo: Fabrizio Bisconti (università Roma Tre), Matteo Braconi (università Roma Tre), Massimiliano David (Sapienza università di Roma), Vincenzo Fiocchi Nicolai (università di Roma Tor Vergata), Donatella Nuzzo (università di Bari Aldo Moro), Lucrezia Spera (università di Roma Tor Vergata) Francesca Romana Stasolla (Sapienza università di Roma).

Si inizia martedì 20 settembre 2022, all’università di Roma Tor Vergata, Villa Mondragone, sala degli Svizzeri. Dalle 16, saluti istituzionali: Orazio Schillaci, rettore dell’università di Roma Tor; Vergata Lorenzo Perilli, direttore del dipartimento di Studi letterari, filosofici e di Storia dell’arte; Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Introduzione al congresso, moderatore V. Fiocchi Nicolai: alle 17, “La lunga storia della disciplina” (G. Cantino Wataghin); 17.30, “Archeologia cristiana e archeologie postclassiche” (G. P. Brogiolo); 18, Cocktail (Villa Mondragone, Portico del Vasanzio).

Seconda giornata mercoledì 21 settembre 2022, alla Sapienza università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, museo dell’Arte classica, aula Odeion. Dalle 9, saluti istituzionali con le relazioni – quadri regionali: presiede: G. Cantino Wataghin. Piemonte, Valle d’Aosta (E. Destefanis); Liguria (Ph. Pergola – G. Castiglia); Lombardia (M. Sannazaro). Dopo la pausa caffè, dalle 11 alle 13.30, I SESSIONE (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia) presiede: M. Sannazaro.  – G. Sartorio, Archeologia delle chiese in Valle d’Aosta: contesti e approcci metodologici alla luce dei nuovi dati di scavo. Comunicazioni: A. Crosetto, Asti: il gruppo episcopale e la topografia cristiana della città; M. David, Ambrogio e il refrigerium nell’ultimo venticinquennio del IV secolo a Milano; A. M. Fedeli, C. Pagani, M. Sannazaro, Lacerti di strutture e affreschi paleocristiani nel cimitero ad martyres di Milano; G. Cuscito, Mediolanum: l’epigrafia dei cristiani dopo l’edizione del corpus. – G. P. Brogiolo, M. Fortunati, N. Zimmermann, Il complesso tardoantico di Bariano. II SESSIONE, aula di Archeologia (Liguria), presiede: S. Minguzzi. Comunicazioni: S. Costa, A. Frondoni, D. Gandolfi, G. Mennella, Ventimiglia tardoantica e cristiana alla luce di recenti ricerche e ritrovamenti; M. Conventi, F. Geltrudini, A. Pampaloni, A. Starna, M. Testa, C. Bracco, G. Mennella, N. Radi, Il complesso archeologico di San Clemente ad Albenga: una rilettura degli edifici di culto alla luce delle recenti indagini; Ph. Pergola, A. Garrisi, G. Castiglia, E. Essa Kas Hanna, I. Gentile, A. Paonessa, La basilica paleocristiana di Capo Don – Costa Balenae a Riva Ligure (IM); A. Frondoni, Ricerche e nuove scoperte nel territorio di Noli e di Finale Ligure (SV); E. Essa Kas Hanna, Nuovi spunti sul monachesimo insulare in Liguria. Dopo la pausa pranzo, alle 14.30, Relazioni – quadri regionali: presiede: G. P. Brogiolo: Veneto (A. Chavarría); Friuli Venezia Giulia (S. Minguzzi); Trentino Alto Adige (E. Possenti); Emilia Romagna (A. Augenti). Dopo la pausa caffè, alle 17, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, presiede: A. Chavarría. Comunicazioni: G. P. Brogiolo, P. Vedovetto, P. Urbanová, Nuove indagini multidisciplinari sulla chiesa tardoantica di Santa Giustina a Padova; F. Saggioro, Considerazioni sulla topografia cristiana di Verona; G. A. Lanzetta, Nuovi dati sulla cappella di S. Marco nel duomo di Grado (GO); P. Novara, Hanc arcam si quis aperuit. Ubicazione e impiego dei sarcofagi nei sepolcreti ravennati tardoantichi. VISITA SERALE: a scelta l’ipogeo di via Dino Compagni o la chiesa di Santa Maria Antiqua al Foro Romano (con iscrizione in segreteria).

Terza giornata giovedì 22 settembre 2022, all’università Roma Tre, aula magna di Lettere, dalle 9 saluti istituzionali con relazioni – quadri regionali, presiede: E. Zanini. Toscana (F. Cantini); Marche (Y. A. Marano); Umbria (F. R. Stasolla); Abruzzo (M. C. Somma). Dopo la pausa caffè, alle 11.30, I SESSIONE (Toscana, Marche, Abruzzo), presiede: F. Cantini. Comunicazioni: E. Zanini, E. Giorgi, La villa-mansio di Vignale (Piombino) e qualche ipotesi sulla cristianizzazione delle campagne nell’Etruria tardoantica e altomedievale; M. Braconi, Nuove indagini nella catacomba di Santa Mustiola a Chiusi (SI). Primi risultati dalle campagne di scavo 2016-2019; D. Sacco, Nuove indagini presso la cattedrale della città di Pesaro; P. L. Dall’Aglio, C. Franceschelli, La fase paleocristiana di Ostra antica (Ostra Vetere, AN) alla luce dei nuovi dati di scavo; S. Antolini, E. Hobdari, Y. A. Marano, Un diaconus de provincia Anconitana a Scampis (Elbasan, Albania); A. Staffa, Le origini cristiane nel territorio dell’arcidiocesi di Penne Pescara. Nuovi rinvenimenti archeologici; A. Forgione, La cattedrale di Amiternum (AQ): dinamiche insediative di un nuovo polo di potere. II SESSIONE, in aula del Consiglio (Umbria, Lazio e Roma), presiede: Ph. Pergola. Comunicazioni: A. Pascolini, Ascetismo e monachesimo nella diocesi di Spoleto in età tardoantica e altomedievale; P. Pensabene, Nuove ricerche sulla cattedrale costantiniana di Albano; B. Mazzei, Catacomba di S. Eutizio presso Soriano nel Cimino: nuovi spunti di riflessione dal restauro dell’edicola con la raffigurazione dei Principi degli Apostoli; A. Angelini, R. Gabrielli, D. Quadrino, E. Scopinaro, L’insediamento di Madonna del Piano a Castro dei Volsci (FR) in età tardoantica e altomedievale: metodologie integrate e nuovi approcci allo studio e alla ricostruzione dell’edificio di culto cristiano; C. Amici, A. Ten, Villa dei Sette Bassi: la fase paleocristiana della cosiddetta ‘dépendance’; C. Palombi, Le testimonianze cristiane nel settore nord-occidentale del suburbio di Roma. III SESSIONE in aula Radiciotti (Roma), presiede: S. Gelichi. Comunicazioni: O. Brandt, M. Serlorenzi, Le chiese di Roma nel progetto SITAR; C. Pavolini, Ancora sulle case sotto i Ss. Giovanni e Paolo al Celio, a proposito di un articolo di Vincenzo Fiocchi Nicolai; A. Cerrito, J. Yamada, Nuovi dati dalle indagini nell’oratorio paleocristiano sotto l’Ospedale dell’Angelo; O. Brandt, D. Lombardo, Le fasi pre-romaniche di San Giovanni a Porta Latina; D. Manacorda, Quando Roma diventò un vigneto; C. Giobbe, A. Pergola, La “collezione cristiana” del Museo Nazionale Romano. Storia e formazione: dai documenti d’archivio ai materiali. Dopo la pausa pranzo, alle 15, relazioni – quadri regionali: presiede: A. Augenti. Lazio (V. Fiocchi Nicolai); Roma (L. Spera – A. Felle). Dopo la pausa caffè alle 17, I SESSIONE (Roma), presiede: N. Zimmermann. Comunicazioni: F. Lizzani, Cibele e Pietro. Pagani e cristiani in Vaticano nel IV secolo; A. Vella, La collezione pontificia di antichità cristiane e i cimiteri del suburbio di Roma: recenti acquisizioni da ricerche documentarie; D. Cascianelli, Scoperte e restauri dei sarcofagi cristiani della tarda antichità nel suburbio romano: il quadro dell’ultimo venticinquennio; G. Ferri, Scoperte, restauri e riconsiderazioni iconografiche sulle pitture delle catacombe romane (1993-2022); G. De Rossi, A. Possidoni, M. Ricciardi, 50 anni dopo: considerazioni e aggiornamenti sulla tipologia delle lucerne delle catacombe romane di Arnold Provoost; C. Cecalupo, Dalle carte all’archeologia. Riflessioni sulla frequentazione dell’arenario di Priscilla dalla pianta di Filippo de Winghe; G. Facchin, Recenti scavi nel secondo piano della catacomba di Priscilla (2016-2019). II SESSIONE in aula del Consiglio (Roma), presiede: M.-Y. Perrin. Comunicazioni: D. Benoci, Riflessioni sulle officine lapidarie delle catacombe romane tra le vie Appia e Ardeatina; M. Bernardi, Nuove indagini stratigrafiche presso le catacombe di S. Sebastiano: lo scavo nel mausoleo XVI; C. D’Agostini, R. Giuliani, M. Di Mento, C. Palombi, Novità dai recenti scavi nella catacomba e nell’area subdiale di Sant’Ippolito; P. Filippini, M. Clementini, R. Giuliani, Novità da recenti indagini nell’area di S. Lorenzo al Verano; S. Serra, “Scavando” gli archivi: novità da S. Lorenzo fuori le mura; A. Buccellato, G. Cirsone, F. Coletti, A. M. Conti, G. L. Zanzi, Un edificio monumentale inedito presso il complesso dei SS. Marcellino e Pietro (Roma); M. Ricciardi, Il riuso delle preesistenze idrauliche nella catacomba di Ponziano; A. De Cristofaro, P. Giannini, B. Mazzei, A. Ricchioni, L’ecclesia del martire Basilide al XII miglio della via Aurelia: nuovi dati da un recente intervento d’emergenza.

Quarta e ultima giornata venerdì 23 settembre 2022, all’università Roma Tre, Aula Magna di Lettere. Dalle 9, relazioni – quadri regionali, presiede: R. Martorelli. Molise (F. Marazzi); Campania (C. Ebanista); Puglia e Basilicata (D. Nuzzo); Calabria (A. Coscarella). Dopo la pausa caffè, alle 11.30, I SESSIONE (Campania) presiede: C. Ebanista. Comunicazioni: D. De Francesco, A proposito della fiera di Marcellianum in Lucania: nuove considerazioni su commerci e mercati all’ombra della Chiesa e del culto dei santi tra la tarda antichità e l’alto medioevo; S. Episcopo, Il complesso cimiteriale di S. Casto a Sessa Aurunca (Campania): problematiche e nuove riflessioni; N. Busino, L’oratorio cristiano nei carceres dell’Anfiteatro Campano; G. De Rossi, G. Illiano, Nuove ricerche sulla topografia cristiana dei Campi Flegrei: il sito di Misenum; M. G. Originale, Il cosiddetto “ipogeo del bambino” nella catacomba di S. Gennaro a Napoli; I. Donnarumma, Nuovi dati sulla regione greca nella catacomba di S. Gennaro a Napoli. II SESSIONE in aula Radiciotti (Puglia e Calabria), presiede: F. Marazzi. Comunicazioni: R. Giuliani, A. Cardone, N. M. Mangialardi, G. Massimo, Insediamenti e cristianizzazione nell’Alto Tavoliere e nel Gargano tra nuovi dati e riletture; R. Cassano, G. Mastrocinque, La ‘nova urbs’ di Egnazia al tempo della diocesi; S. Grassi, A. Surdo, La basilica paleocristiana di Bari: nuove acquisizioni dall’analisi dei resti murari; P. De Santis, Recenti indagini nel complesso cimiteriale in località Lamapopoli a Canusium (anni 2016-2022); Gh. Noyè, Il complesso vescovile di Thurii (Sibari) dal IV al VI secolo; E. Donato, F. Sudano, Gli scavi di Piazza San Leoluca a Vibo Valentia. Dopo la pausa pranzo alle 14.30 relazioni – quadri regionali, presiede: G. Volpe. Sicilia (L. Arcifa – D. Patti – E. Vitale); Sardegna (R. Martorelli – P. G. Spanu). Alle 15.30, I SESSIONE (Sicilia) presiede: Gh. Noyè. Comunicazioni: R. Brancato, F. Caruso, Insediamenti, viabilità e cristianizzazione nel territorio rurale delle diocesi di Siracusa e di Lentini; I. Gradante, J. Prag, ICI, I.Sicily, Crossreads. L’edizione del corpus epigrafico cristiano di Siracusa fra tradizione e nuove istanze dell’era digitale; G. T. Ricciardi, La catacomba Del Bono a Siracusa. Esplorazioni topografiche ed osservazioni alla luce delle nuove scoperte; A. Burgio, G. T. Ricciardi, Catacombe maggiori e minori di Siracusa. Il sarcofago ed il sepolcro ‘a baldacchino’ risparmiati nella roccia: censimento e studio tecnico-evolutivo delle soluzioni sepolcrali di modulo monumentale; D. Tanasi, R. H. Tykot, S. Hassam, I. Gradante, G. T. Ricciardi, Diet and Mobility in Late Roman Christian Community: Isotopic Data from the Catacombs of Santa Lucia, Syracuse (Sicily). II SESSIONE in aula Radiciotti (Sicilia e Sardegna) presiede: P. G. Spanu. Comunicazioni: A. Abrignani, L’area cimiteriale del complesso dei Niccolini di Lilibeo (Marsala, TP): nuove osservazioni e riletture; G. Falzone, L’epigrafia cristiana greca e latina in Sicilia: ricerche, metodi e prospettive; M. Muresu, Nuovi studi sulla chiesa di Santa Maria di Villasimius (Cagliari); M. Serchisu, Il cubicolo di Munazio Ireneo nel cimitero di Bonaria a Cagliari: una rilettura dopo i restauri; L. Soro, Spunti di riflessione sul ruolo delle autorità ecclesiastiche nelle attività economiche commerciali attraverso l’analisi dell’apparato epigrafico su un’anfora globulare dal porto di Cagliari. Dopo la pausa caffè, alle 17.30: Archeologia e archeologie nel 2022 (G. Volpe). Alle 18, tavola rotonda. Coordina S. Gelichi.

Rovereto. Conto alla rovescia per la 33.ma edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie con un focus trasversale su “Sguardi al femminile”. Ecco una sintesi del ricco programma con 62 film in concorso, incontri con i protagonisti, mostre, visite guidate

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Tanto pubblico in platea al teatro Zandonai di Rovereto per le proiezioni del RAM film festival (foto fmcr)

rovereto_rassegna-RAM_locandina-2022Il conto alla rovescia è ufficialmente partito. Con la presentazione nel giardino di Palazzo Balista a Rovereto della 33.ma edizione il RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie, in programma dal 28 settembre al 2 ottobre 2022 al teatro Zandonai, è entrato nel vivo. Cinque giorni di eventi tutti a ingresso gratuito, e solo gli incontri sono a numero limitato su prenotazione. Con un focus particolare trasversale all’intenso e articolato programma: “Sguardi al femminile”. Ancora una volta saranno l’archeologia e il patrimonio culturale i protagonisti sul grande schermo. Come da tradizione il RAM sposta l’archeologia e la cultura dalle sale dei musei, dalle università, dalle accademie e accende i proiettori del cinema, per un’esperienza emotiva e collettiva molto diversa dalla fruizione più distratta della tv o del pc. Si parla di patrimonio culturale, di siti archeologici, di scoperte, con linguaggi che arrivano a tutti. In particolare attraverso il documentario, che sta vivendo un momento di grande vitalità: non è un caso la vittoria proprio di un documentario, alla mostra del Cinema di Venezia appena conclusa.  Tutti concetti ribaditi bene alla presentazione a Palazzo Balista, nuova sede di Cassa Rurale AltoGarda – Rovereto, da quest’anno nuovo main sponsor dell’iniziativa. Il festival è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto con il Comune di Rovereto e la Provincia autonoma di Trento, la Regione Trentino Alto Adige, la Comunità della Vallagarina, con il patrocinio del ministero della Cultura e del ministero degli Affari esteri. Media partner la rivista Archeo. Con il sostegno di Fondazione Caritro e Cassa Rurale AltoGarda – Rovereto. In collaborazione con Apt di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Fondazione Museo Storico del Trentino, Museo Storico Italiano della Guerra, Touring Club Italiano, Cartoon Club di Rimini, e ancora Alfio Ghezzi Bistrot, Circolo Operaio Santa Maria, Exquisita e Cantina Vivallis.

Il festival in cifre. 62 i film in concorso e 20 i paesi rappresentati, da tutti i continenti, selezionati da oltre 1350 iscrizioni. Spiccano le grandi produzioni internazionali, come Gedeòn Programmes, Bonne Piòche, ZDF e Rai Cultura, ma anche numerose produzioni indipendenti, giovani registe e registi. I film sono suddivisi in quattro sezioni: “Cinema Archeologico”, dedicata ai siti, ai reperti e alle ricerche archeologiche più importanti e attuali, “L’Italia si racconta”, sulle tradizioni e il patrimonio storico artistico italiano, “Sguardi dal Mondo”, su popoli e culture dal resto del mondo, e “Cultura animata”, una sezione speciale riservata ai corti d’animazione. Ogni sezione ha un premio assegnato da una giuria qualificata, formata da archeologi, scrittori, storici, registi e videomaker, coordinati dal comitato scientifico del festival formato dalla scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, l’archeologa Barbara Maurina, l’antropologo Duccio Canestrini, il disegnatore e autore Andrea Artusi e il regista Emanuele Gerosa. Oltre ai film, 4 aperitivi, gli incontri al Bistrot e al Circolo, e 2 speciali presentazioni, i nuovissimi Archeobook brunch nella sala bar del teatro dove, oltre agli appuntamenti programmati, il pubblico potrà incontrare in modo informale registi e protagonisti del festival davanti a una tazza di caffè. Al Museo della Città inoltre, una mostra su Archeologia e fumetto in collaborazione con l’associazione Ora pro Comics di Piacenza, Festival del Fumetto Piacenza, l’associazione Archeologica Pandora e MAVT, il Museo archeologico della Val Tidone, e la Fumetteria di Rovereto.

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Micol Cossali, assessore alla Cultura, Creatività giovanile e Innovazione del Comune di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

“Il linguaggio dell’immagine è sempre stato il più immediato e il più efficace per parlare alle persone. Lo sapevano bene gli antichi, che eressero statue e innalzarono monumenti per raccontare il proprio potere e prestigio ai loro contemporanei e per tramandarlo ai posteri”, interviene Micol Cossali, assessore alla Cultura, Creatività giovanile e Innovazione del Comune di Rovereto. “Un linguaggio che nel tempo si è evoluto e che ha fatto un balzo con l’invenzione del cinema un po’ più di un secolo fa, ma che mantiene inalterata la sua potenza simbolica e la sua immediatezza espressiva. Il festival RAM ha il merito di creare un dialogo fertile tra presente e passato, raccontando l’antico con i mezzi più moderni e indagando, con lo sguardo del presente, temi che appartengono alle società sin dalle loro prime forme di organizzazione. Il focus di quest’anno, Sguardi al femminile, riafferma, ancora una volta, la ricchezza di questo inesauribile confronto con il passato, specchio delle mutate sensibilità del presente. Un focus che propone da una parte la riscoperta del ruolo delle donne nella storia e di come le diverse culture abbiano interpretato i rapporti tra i generi, dall’altra la valorizzazione del lavoro di registe, archeologhe, scrittrici attraverso una selezione delle loro opere”.

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Giovanni Laezza, presidente della Fondazione museo civico di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

“Il RAM, Rovereto Archeologia Memorie, giunge alla trentatreesima edizione, in realtà la seconda nella nuova veste di vero e proprio festival. Cosa vuole essere per noi il format festival? Non più solo una pur preziosa rassegna di documentari, ma uno spazio di coinvolgimento attivo della nostra comunità, dove si approfondiscono interessi ma si innescano anche relazioni, dove fioriscono progetti”, sottolinea Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto. “Anche quest’anno, nella nostra città abbiamo l’orgoglio di riuscire a portare a inizio autunno un palinsesto ricco di documentari e documenti eccezionali, da ogni continente, da ben 20 nazioni diverse, opere nuovissime, spesso inedite con la loro “prima” a Rovereto, ma non solo. In programma vi sono anche incontri, aperitivi, visite e presentazioni con personalità di spicco della cultura e della scena italiana e internazionale. Tutte occasioni per scoprire popoli e culture diverse, ma anche il lavoro di chi, con passione e spesso grandi difficoltà dovute a situazioni storiche e politiche, tutela e valorizza il patrimonio culturale mondiale, quello che crea la nostra identità di esseri umani. Il festival regala momenti di emozione, di condivisione, crea legami sia in modo verticale, tra il nostro passato e il nostro presente, che riusciamo a meglio comprendere, che orizzontale, nel nostro tempo, tra persone e istituzioni che ne vengono coinvolti, registi, produttori, autori, archeologi e storici, che lavorano insieme per divulgare la cultura”.

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Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

Sguardi al femminile è il focus scelto dal RAM film festival edizione 2022. Un tema di attualità e di grande rilevanza non solo in ambito sociale ma anche nel cinema, nella ricerca storica, nell’archeologia”, ribadisce Alessandra Cattoi, direttrice del RAM film festival e della Fondazione Museo Civico di Rovereto. “Che esista effettivamente uno sguardo al femminile nell’approccio al documentario, per esempio, con la scelta di storie e di un registro visivo con caratteristiche proprie, è un pensiero condiviso ma non unanime. Che il punto di vista sul mondo da parte delle donne sia stato per secoli ignorato, nascosto e avversato è invece un fatto certo. Proprio per questo pensiamo valga la pena riflettere su questi sguardi, così particolari, se essi siano il frutto di un’attitudine, di un modo del tutto peculiare di osservare il mondo e di raccontarlo, oppure se siano sguardi influenzati dalla volontà, che sovente si fa necessità, di colmare le assenze, di ridare voce a chi non l’ha avuta, di restituire un ruolo sovente sottratto. Al festival di Rovereto se ne parlerà assieme a registe, archeologhe, storiche e scrittrici anche di paesi del mondo dove per una donna è ancora molto difficile, se non impossibile, fare sentire la propria voce. I punti di partenza sono sempre il cinema e l’archeologia, pilastri fondanti del festival, che hanno ispirato la nostra riflessione sulle donne nell’antichità, fin dalla preistoria, su quanto le ricostruzioni storiche e archeologiche, fortemente influenzate dalla cultura moderna, abbiano interpretato la presenza femminile secondo schemi e ruoli che oggi vengono messi in discussione. Lontano dall’idea di voler creare nuove certezze, siamo contenti di proporre anche quest’anno suggestioni e stimoli, con il desiderio di condividere con il pubblico e con la città cinque giornate di proiezioni, di incontri, di visite e dare tutti insieme un contributo di pensiero e di partecipazione attiva alla vita culturale del nostro tempo”.

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La regista afgana Sahraa Karini ospite del RAM film festival (foto fmcr)

Un focus tutto “al femminile”. Il RAM ha scelto per il 2022 un focus dal titolo Sguardi al femminile. Ci saranno esempi di studiose che hanno lasciato un segno importante nelle discipline scientifiche, quando hanno avuto la possibilità di affermarsi. Storie di donne che si adoperano per il benessere della comunità in cui vivono, cercando nel contempo di salvaguardare la propria identità. E ci sarà la possibilità di dialogare con ospiti femminili, che racconteranno di persona le proprie esperienze umane e professionali. Nella consapevolezza che aprire uno “sguardo al femminile” sul mondo possa essere un passo verso l’inclusività a tutti i livelli. Diversi i film del focus in programma: “Lady sapiens” documentario francese del 2021 è uno di questi, insieme a un film tedesco “L’enigma delle ossa: rivoluzione di genere”. In entrambi le più recenti scoperte dimostrano come la donna preistorica fosse anche cacciatrice e guerriera. Di Rai Storia due produzioni dedicate rispettivamente alle “Donne di Augusto” e a

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Il busto di Nefertiti conservato a Berlino: frame del film di RAI Storia “Cronache di donne leggendarie: Nefertiti”

“Hatshepsut e Nefertiti: l’Egitto delle regine”. Sempre sul tema, alcuni film che mostrano aspetti poco conosciuti di un panorama al femminile come l’indiano “The knitting circle”, Il circolo del lavoro a maglia, che ha saputo trasformare una abilità tradizionale in attività imprenditoriale, ma anche molti film scelti tra gli altri per lo sguardo particolare di giovani registe. Oltre ai film poi, saranno dedicati al focus due spazi di approfondimento. Il primo venerdì 30 settembre 2022, alle 17.30, dal titolo “Donne che minacciano il potere” con Mariarosaria Barbera, notissima archeologa e scrittrice, e il secondo il sabato 1° ottobre 2022 con Sahraa Karimi, regista afghana, che parlerà della sua esperienza di documentarista e di donna in una terra martoriata dai cambiamenti e dalla guerra. Sempre al focus è dedicata la serata di sabato 1° ottobre 2022, con Serena Dandini, che racconterà le storie di “Donne Valorose” che hanno cambiato la storia, la scienza, la filosofia ma sono rimaste sempre nell’ombra, protagoniste straordinarie per forza e valore eppure invisibili ai più. Domenica 2 ottobre 2022, Archeobook brunch dal titolo “L’uomo primitivo era anche una donna” con l’archeologa Enza Elena Spinapolice.

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Frame del film “Power of Rome” di Giovanni Troilo con Edoardo Leo

Tra storia e fiction. Venerdì 30 settembre 2022, alla sera, in esclusiva sul grande schermo, “Power of Rome”, una grande produzione ideata per il compleanno di Roma nel 2022 e interpretata da Edoardo Leo, in cui si intrecciano fiction e documentario. A presentare il film il regista Giovanni Troilo e gli autori Luca Lancise e Donato Dallavalle.

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Maurizio Zulian e Graziano Tavan alla presentazione del loro libro nella sala conferenze della Cantina Vivallis di Nogaredo (Tn)

Incontri e visite guidate. Oltre al film e ai numerosi incontri, il RAM film Festival propone una serie di visite e appuntamenti originali, uno fra tutti la rievocazione storica tra Goti e Longobardi il sabato 1° ottobre 2022, alle 14, all’Isola di Sant’Andrea a Loppio. Domenica 2 ottobre 2022, al pomeriggio, presentazione del volume di Maurizio Zulian e Graziano Tavan “Nella terra di Pakhet, Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” (Marsilio 2022), alla scoperta di un Egitto lontano dai percorsi turistici.

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Frame del film “Time of the giants” di Pascal Cuissot

Spazio al cinema. Oltre al focus “Sguardi l femminile”, tra i filoni dei film dell’edizione 2022, alcuni spettacolari film a carattere paleontologico e geologico, come il francese “The time of the giants” (L’era dei giganti), che combinando le immagini 3D con le evidenze paleontologiche più recenti, mostra con immagini inedite strategie di crescita e sopravvivenza dei dinosauri. Altrettanto spettacolare il film “Gift of the glaciers”, il dono dei ghiacciai, documentario tedesco che mostra come l’Europa sia stata letteralmente forgiata dallo scioglimento dei ghiacciai. Il breve documentario “Fossils in London” invece, racconta come anche in una città come Londra, ci si possa imbattere anche oggi in un numero sorprendente di ritrovamenti fossili. Uno degli altri filoni classici del festival è quello della tutela e della conservazione del patrimonio, che taglia un po’ trasversalmente tutti i documentari. Molto interessante il recentissimo (2022) “Jurassic Cash”, che racconta delle grandi aste dedicate ai reperti paleontologici come Big John, lo scheletro di triceratopo più grande del mondo, venduto a un privato nell’ottobre 2021 per 5,5 milioni di euro. Un’acquisizione impossibile per un ente culturale pubblico, e che solleva quesiti morali se sia o meno lecita una tale spoliazione del patrimonio universale, sottratto di fatto alla scienza e alla fruizione pubblica.

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Frame del film “The survivor Hagia Sofia” di Tevfik Hos

Di grande interesse anche il turco “The survivor Hagia Sofia” (Santa Sofia, la sopravvissuta), sulla storica Moschea di Santa Sofia, che è riuscita a sopravvivere nonostante molti grandi terremoti nel corso della sua esistenza, rivelando informazioni e segreti interessanti sull’architettura e la costruzione dell’edificio. Non mancano le produzioni trentine o dedicate al patrimonio trentino. “La frequentazione dell’orso” di Federico Betta affronta il rapporto uomo/orso, tema di grande attualità che coinvolge tutta la comunità trentina, attraverso un’apprezzabile varietà di punti di vista, attraverso i quali si approfondisce la relazione tra uomo-natura, e non soltanto le vicende di cronaca legate alla presenza del grande plantigrado sul territorio. Ogni filmato è una piccola e nuovissima chicca scelta tra centinaia di proposte, che presenta al pubblico un aspetto particolare di popoli, culture, tradizioni diverse, come “The Fall of the Maya Kings”, la caduta dei re Maya, film canadese del 2022 con le più recenti ipotesi sulle ragioni del collasso del grande impero del sudamerica, o “Mamody, the last baobab digger” (2022), Mamody, l’ultimo intagliatore di baobab di Cyrille Cornu, sugli abitanti del piccolo villaggio di Ampotaka nel Madagascar e la loro soluzione per immagazzinare l’acqua, oppure l’iraniano “Saffron Base Lifestyle”, Una vita basata sullo zafferano, di Parisa Bajelan, che tra l’altro è parte attiva di un progetto transnazionale Trentino: la Comunità Slow food dei produttori e co-produttori dello zafferano di Qa’en, o ancora “Felting” (2022), la lavorazione del feltro, sempre dall’Iran che illustra con splendide immagini l’arte dell’infeltrimento tradizionale della lana che sta gradualmente svanendo. Ogni documentario rivela un mondo tutto da scoprire.

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Il regista Alberto Castellani al Museo Guimet di Parigi per le riprese del film “Afghanistan” (foto media venice)

In conclusione del festival un film in anteprima assoluta, fuori concorso, di Alberto Castellani, girato non senza difficoltà dato il momento storico, dal titolo “Afghanistan: tracce di un cultura sfregiata”.

rovereto_rassegna-RAM_aperitico-al-circolo_la-legge-della-spada_locandina_foto-fmcrTutti gli incontri. Il RAM film festival 2022 ha in programma una serie di incontri speciali. Quattro sono gli aperitivi con i protagonisti, tre Incontri al Bistrot di Alfio Ghezzi e uno al Circolo operaio di Santa Maria, uno dei più antichi quartieri cittadini. Al Bistrot dello Chef stellato, oltre agli incontri con Sahraa Karimi e Mariarosaria Barbera legati al tema del focus “Sguardi al femminile”, il 28 settembre 2022 l’aperitivo sarà dedicato al “Patrimonio in ostaggio”, cioè al tema del furto e del mercato nero di opere d’arte e beni culturali, il terzo in termini di volume d’affari dopo armi e droga, in compagnia di Giuseppe Guastella, cronista di cronaca giudiziaria del Corriere della Sera, e il maggiore Lorenzo Pella, comandante del nucleo dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, che ha condotto negli ultimi anni numerose indagini che hanno portato al recupero di moltissimi beni storico-artistici. Giovedì 29 settembre 2022, il quartiere di Santa Maria ospiterà nel suo circolo operaio un “Aperitivo al Circolo” dal titolo “La legge della spada” con Andrea Rossini, esperto di scherma storica che ha aperto la prima sala in cui praticare la disciplina e in particolare la tradizione italiana medievale e rinascimentale, alla scoperta di un’epoca, il Medioevo, in cui la giustizia e l’onore si difendevano con la spada piuttosto che in tribunale.

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Frame del film “Nobody/Nessuno” di Mia Incantalupo

La cultura animata. Capitolo a parte del festival, le animazioni. Ogni anno sorprende la qualità della proposta e la creatività da parte delle animatrici e degli animatori. Sono una ventina le opere selezionate, tutte con spunti interessanti che riescono spesso a intrecciare i temi culturali con quelli sociali, come lo statunitense “Nobody” (Nessuno), di Mia Incantalupo, del 2022, una rivisitazione dell’Odissea dal punto di vista del Ciclope, che fa riflettere su diversità e discriminazione, o come anche l’indiano “Dyia” che parte da un festival tradizionale indiano per parlare di inclusione, o ancora il brevissimo “Humanity”, un’ironica sintesi sulla natura, non proprio amabile, dell’essere umano.

rovereto_rassegna-RAM_masterclass-per-insegnanti_locandinaLa formazione e il festival diffuso. Al festival non mancano momenti dedicati all’educazione, sia rispetto ai temi della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale sia della cultura all’immagine, che valorizza il cinema stesso come prezioso documento e patrimonio. Tre sono le mattine dedicate alle scuole con un programma apposito, che vedranno i ragazzi protagonisti anche grazie al risultato di progetti educational in collaborazione con il Festival. Mercoledì 28 settembre 2022 si terrà un corso di formazione per giornalisti in collaborazione con l’Ordine del Trentino Alto Adige con il giornalista Giuseppe Guastella e il maggiore Lorenzo Pella sul Patrimonio in ostaggio, e giovedì 29 settembre 2022 un corso di formazione per insegnanti dal titolo “Appunti di storia e analisi del cinema documentario – Incontro di introduzione al linguaggio dell’audiovisivo” con Emanuele Vernillo, tutor didattico della ZeLIG – Scuola di documentario di Bolzano, oltre a un corso organizzato dalla Trentino Film Commission e riservato ai videomaker. Sul territorio saranno inoltre disponibili attività e visite guidate a siti come il castrum dell’Isola di Sant’Andrea sul Lago di Loppio, e tante iniziative in collaborazione con APT.

Terracina. Al Tempio di Giove Anxur visite guidate agli scavi archeologici in corso. E presentazione dei risultati della campagna di scavo 2021

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Cantiere di scavo aperto nella zona del Piccolo Tempio del sito archeologico del Tempio di Giove Anxur a Terracina (Lt) (foto graziano tavan)

terracina_tempio-giove-anxur_visita-ai-cantieri-di-scavo_locandinaChi ha la fortuna di visitare in questi giorni il tempio di Giove Anxur sul Monte Sant’Angelo a Terracina (Lt), che non è solo un sito archeologico di grande importanza con le vestigia di una cinta muraria, un campo militare per il controllo del passaggio della via Appia e il nuovo grande tempio, edificato su una scenografica terrazza di fondazione in opera incerta, con portico retrostante, risalenti all’epoca sillana (I sec. a.C.), ma anche l’occasione si una full immersion nella natura con panorami mozzafiato su Terracina, la costa dal Circeo a Gaeta, il rettifilo della via Appia, può imbattersi nella zona del Piccolo Tempio in un gruppo di archeologi e archeologhe al lavoro. È qui infatti che da qualche anno è attiva la missione di scavo archeologico dell’Istituto di Archeologia classica dell’università Ludwig-Maximilian​ di Monaco di Baviera, supportata dall’università di Bologna. La missione, giunta nel 2022 alla quarta campagna di scavo, è guidata da Paul Scheding, da Francesca Diosono, da Miriam Knechtel dell’università bavarese e da Enrico Cirelli dell’università bolognese. Saranno proprio loro, martedì 20 settembre 2022, nella sala dell’ex Tribunale in via Appia a Terracina, a presentare “I risultati della campagna di scavo e rilievo 2021 a Monte Sant’Angelo”, durante la quale le indagini hanno interessato l’area del cosiddetto ‘Piccolo Tempio’, già oggetto della prima e della seconda campagna nel 2019 e nel 2020 e, per la prima volta, l’area del ‘Campo Trincerato’ e delle ‘Casematte’, dove il team puntava a scoprire novità interessanti su fasi e funzioni del complesso monumentale di età romana. Intanto chi vuole vivere in diretta lo scavo archeologico al Tempio di Giove Anxur, ha l’opportunità di partecipare alle visite guidate agli scavi in corso promosse dalla Fondazione Terracina. Sono previste cinque date: sabato 17 settembre 2022, alle 11; martedì 20 settembre, alle 11; sabato 24 settembre, alle 11; martedì 27 settembre, alle 11; venerdì 30 settembre, alle 17. Info e modalità di accesso: telefonando allo 0773359346 o scrivendo a info@fondazioneterracina.it.

Ischia. “Tutela, fruizione e gestione del Patrimonio Culturale Subacqueo in Italia”: nuovo appuntamento col progetto “Kepos 2022 paesaggi e archeologia” promosso dalla Fondazione Walton. La soprintendente nazionale Barbara Davide illustra il progetto Amphitrite

ischia_kepos_barbara-davidde_locandinaNuovo appuntamento, giovedì 15 settembre 2022, alle 18.30, ai Giardini La Mortella di Forio d’Ischia, con la soprintendente nazionale del Patrimonio culturale subacqueo Barbara Davidde che, nell’ambito del progetto Kepos 2022 “Paesaggi e Archeologia” promosso dalla Fondazione William Walton e La Mortella, parlerà di “Tutela fruizione e gestione del Patrimonio Culturale Subacqueo in Italia” illustrando il “progetto Amphitrite. Archeologia subacquea per tutti: i parchi digitali”. Modera Mariangela Catuogno, responsabile scientifico del progetto Kepos. Il progetto, che prende il nome dalla dea del mare della mitologia greca, la sposa di Poseidone, è finalizzato alla conoscenza del patrimonio archeologico subacqueo all’interno delle seguenti aree marine prescelte: Portofino in Liguria, Baia in Campania, Capo Rizzuto in Calabria, Capo Testa – Punta Falcone in Sardegna e le Isole Tremiti in Puglia, ed è finanziato dal ministero della Cultura. Le attività sono partite proprio dalla Campania, dopo aver siglato uno specifico protocollo operativo con il parco archeologico dei Campi Flegrei diretto da Fabio Pagano. Al progetto partecipano anche il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, il Nucleo Carabinieri Subacquei di Napoli, la Guardia Costiera di Pozzuoli e l’Ufficio Locale Marittimo di Baia. Gli archeologi subacquei della soprintendenza nazionale (Giovanna Bucci, Alessandra Dell’Anna, Maria Francesca Pipere e Salvatore Medaglia che li coordina) stanno indagando l’atrium della “Villa con ingresso a protiro” e alcuni ambienti delle cd. “Terme dei pesci”. Alle attività collaborano l’arch. Filomena Lucci, Gabriele Gomez de Ayala (Naumacos Underwater Archaeology and Technology).

Sicilia. Segnalati da due sub alla soprintendenza del Mare altrettanti ritrovamenti marini: a Linosa, un ceppo in piombo di ancora e un’anfora romana; a Pozzallo, un relitto di 14 metri

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L’anfora romana segnalata sui fondali marini di Linosa (foto regione siciliana)

Due segnalazioni da Linosa e da Pozzallo, per altrettante scoperte subacquee, sono giunte in pochi giorni alla soprintendenza del Mare: “In estate aumenta il numero delle segnalazioni di reperti archeologici marini”, spiegano all’ente regionale siciliano di tutela e controllo. “Come previsto dalla normativa, chiunque rinvenga un Bene culturale sott’acqua, è obbligato a darne tempestiva comunicazione all’autorità: alla soprintendenza del Mare o alle forze dell’ordine o al sindaco del Comune di pertinenza, entro 24 ore”. Un subacqueo, durante un’immersione ricreativa nell’isola di Linosa, ha individuato sul fondale “un ceppo in piombo di ancora e un’anfora apparentemente intatta, forse di età tardo romana (potrebbe ipoteticamente essere una Keay XXIII/Lusitania IV/Almagro 51 di fine III-IV secolo d.C.). Il segnalatore, Marcello Consiglio, è un dipendente dell’assessorato regionale dei Beni culturali. Il soprintendente del Mare Ferdinando Maurici, ricevuta la segnalazione, ha già attivato le indagini per un approfondimento sul ritrovamento, ringraziando il segnalatore per la tempestiva notizia”.

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Rilievo tridimensionale del relitto individuato sui fondali delle Secche di Circe davanti a Pozzallo (foto regione siciliana)

A Pozzallo, in provincia di Ragusa, Le “Secche di Circe” continuano a restituire tracce degli innumerevoli naufragi avvenuti fin dall’antichità. In una zona delle secche, abitualmente frequentata da pescatori in apnea, Antonino Giunta, collaboratore volontario della soprintendenza del Mare e componente del gruppo subacqueo dell’associazione culturale BCsicilia, “ha individuato quelle che probabilmente possono rappresentare tracce di un relitto. Il subacqueo, individuando un ammasso di pietre, diverse concrezioni metalliche e alcuni elementi lignei affioranti, ha avvertito Fabrizio Sgroi, archeologo della soprintendenza del Mare, e il nucleo navale della Guardia di Finanza di Pozzallo. Su autorizzazione della soprintendenza del Mare, l’associazione BC Sicilia con Gaetano Lino e Antonino Giunta, ha effettuato una serie di prospezioni subacquee documentando con un rilievo tridimensionale il sito, lungo circa 14 metri e largo 5. Legni lavorati e rivestiti da lamine di piombo, diversi elementi plumbei e tavole di fasciame affioranti tra le pietre di zavorra inducono la Soprintendenza ad effettuare nelle prossime settimane ulteriori indagini subacquee per stabilire la consistenza del ritrovamento”.

Licodia Eubea (Ct). Tra un mese al via la XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico. Prime anticipazioni e qualche importante novità: ben 41 film nel nuovo Teatro della Legalità e una giornata di studi dedicata alla comunicazione culturale e alle sue strategie

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Il direttore artistico Lorenzo Daniele mostra la locandina della XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico (foto archeovisiva)

Le immagini del backstage dell’XI edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) scorrono veloci ripercorrendo gli intensi momenti della preparazione, allestimento, proiezioni e incontri della rassegna 2021. Ma l’ultima immagine è già futuro: è la locandina della nuova edizione, la XII, in programma nel piccolo Comune nel cuore degli Iblei dal 12 al 16 ottobre 2022, promosso dall’associazione culturale Archeovisiva, e che Lorenzo Daniele, direttore artistico con Alessandra Cilio, mostra con orgoglio. Anche perché le novità sono molte. A cominciare dalle sedi: non più solo quella tradizionale nella chiesa di San Benedetto e Santa Chiara in piazza Stefania Noce, palcoscenico di tutte le edizioni precedenti, ma quest’anno ci sarà anche il Teatro della Legalità, in piazza Papa Giovanni XXIII. L’anno scorso l’allora sindaco Giovanni Verga nell’intervento sul palco del Festival l’aveva promesso: “L’anno prossimo sarà pronto il Teatro della Legalità che potrà essere sede delle proiezioni della rassegna di cinema archeologico”. E questa novità porta subito un effetto positivo: dalla ventina di film in programma proiettati nel tardo pomeriggio e la sera, si passa ai 41 film in concorso quest’anno (selezionati tra oltre 400 opere pervenute da tutto il mondo) perché a teatro sarà possibile fare proiezioni anche il mattino e il primo pomeriggio.

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Riunione di lavoro dei ragazzi con lo staff del festival di Licodia (foto archeovisiva)

12 ottobre 2022: manca meno di un mese al “taglio del nastro”. Sembra tanto, ma questi giorni sono destinati a volare. Lo sanno bene i ragazzi, volontari che sono cresciuti negli anni di pari passo con la rassegna, e che da qualche giorno si ritrovano per discutere e confrontarsi sulla programmazione logistica della nuova edizione coordinata da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. Ci saranno cinque giornate di proiezione, con 11 prime internazionali e 7 prime nazionali. E poi workshop e incontri con esperti del settore della divulgazione, archeologi, ricercatori, registi e produttori.

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La locandina della XII edizione del Festival della comunicazione e del cinema archeologico (foto archeovisiva)

Tra le novità anche un’intera giornata di studi dedicata alla comunicazione culturale e alle sue strategie. E poi due mostre inedite a tema e una nuova performance di Margherita Peluso che tanto successo ha riscosso l’anno scorso. Ogni giorno, aperitivi “archeologici” abbinati alla visita delle sale del museo civico “Antonino Di Vita”. Confermati il premio Antonino Di Vita assegnato da un comitato scientifico a chi ha speso la propria attività professionale nell’ambito della divulgazione dell’Antico; il premio Archeoclub d’Italia assegnato al documentario più gradito dal pubblico; e il premio Archeovisiva assegnato dalla giuria di qualità al miglior film.