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Quinto appuntamento con “Storie di vita”: la rubrica prodotta da Streamcult, in streaming e on demand, condotta da Dario Di Blasi che stavolta incontra il regista Nicolò Bongiorno, che ha vinto l’ultima edizione di Firenze Archeofilm col film “I Leoni di Lissa”

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Il regista Nicolò Bongiorno è il protagonista del quinto appuntamento con la rubrica “Storie di vita” da seguire on line in streaming e on demand giovedì 15 aprile 2021. La rubrica si basa sulle relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, direttore del Firenze Archeofilm, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vede importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

Nicolò Bongiorno ha prodotto, scritto, diretto e interpretato numerosi film documentari per la televisione, come “Viaggio verso casa” (1998), “Esodo” (2007), “Rol – Un mondo dietro al mondo” (2007), “Cervino” (2015). Ha inoltre esordito come scrittore con la biografia del padre “La versione di Mike”. È socio fondatore e presidente della Fondazione Mike Bongiorno per la quale realizza e supervisiona i progetti editoriali, multimediali e benefici a impatto sociale. “Ho visto due film di Nicolò Bongiorno”, interviene Di Blasi: “I Leoni di Lissa e Songs of the Water Spirits. Sono rimasto colpito dalla grande curiosità, attenzione e rispetto che Nicolò ha verso le culture che incontra e dalla sua necessità di descrivere e documentare la dignità di uomini e donne che vivono con soddisfazione e felicità, vite difficili e precarie”.

“Dedico questo premio a tutti gli amanti del mare”, ha commentato commosso il regista presente alla premiazione. “Molto devo a mio papà, Mike; che per primo mi ha trasmesso la passione per il mare. Quest’opera è stata per me un viaggio anche interiore nello spazio e nel tempo. Dedico questa mia vittoria al grande archeologo subacqueo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso”. È uno dei passaggi dell’intervista (che qui proponiamo) realizzata a Nicolò Bongiorno subito dopo la consegna del premio “Firenze Archeofilm” 2019 da parte del direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti. “I Leoni di Lissa” (Italia, 2019; 76’) è uno splendido documentario realizzato da Allegria Films per la regia di Nicolò Bongiorno che ripercorre, esplora e cerca di ricostruire, attraverso una coraggiosa discesa negli abissi, le vicende della battaglia di Lissa. Saliamo così a bordo di una sorta di astronave-sarcofago che conserva al suo interno una memoria che non si è mai spenta. Come colonna sonora del documentario è stato scelto un lavoro di Matteo Milani, Lis02er, che fa parte di una raccolta più completa. Un viaggio narrativo all’interno del suono, dove ognuno dei dieci frammenti rappresenta un momento emotivo, cristallizzato emotivamente, ciascuno diverso, ma parte di un tutto.

Quarto appuntamento con “Storie di vita”: la rubrica prodotta da Streamcult, in streaming e on demand, condotta da Dario Di Blasi che stavolta incontra il regista veneziano Alberto Castellani, che ha documentato popoli, culture e religioni per comprendere radici, Storia, Spiritualità nei territori che sono stati la culla dell’umanità

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Il regista veneziano Alberto Castellani è il protagonista del quarto appuntamento con la rubrica “Storie di vita” da seguire on line in streaming e on demand giovedì 8 aprile 2021. La rubrica si basa sulle relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, direttore del Firenze Archeofilm, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vede importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

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Il regista veneziano Alberto Castellani

Appuntamento dunque giovedì 8 aprile 2021 alle 17 con Alberto Castellani in streaming sul sito www.streamcult.it e sui canali social di StreamCult (Facebook e YouTube). La stessa puntata resterà visibile on demand per permettere a chiunque, nelle settimane a seguire, di poterla vedere. “Ci sono persone che il cinema lo hanno nel sangue da sempre”, spiega Dario Di Blasi, “tra queste c’è sicuramente Alberto Castellani che da buon veneziano ha intrapreso la via dell’Oriente per documentare popoli, culture, religioni con la sua macchina da presa. Una curiosità profonda lo guida: comprendere le radici, le motivazioni profonde di ogni Storia, di ogni Spiritualità nei territori che sono stati la culla dell’umanità”. Alberto Castellani, giornalista, da quarant’anni è impegnato nel campo della comunicazione audiovisiva, prima come responsabile del Centro comunicazione audiovisiva di Assicurazioni Generali, poi del Centro di produzione Media Venice. Solo per ricordare qualche titolo: “Paolo. Da Tarso al mondo” (2005), “Storia di Abramo” (2007), “Sulle vie della fede: ad limina apostolorum” (2014), “Rivisitare Nazareth. Archeologia e tradizione nel villaggio abitato da Gesù” (2017). “Nel settembre 2018”, ricorda Di Blasi, “Castellani mi chiamò per dirmi che nel suo archivio aveva trovato un’intervista con Khaled al-Asaad, l’archeologo che aveva studiato, valorizzato e protetto il sito e il museo di Palmira, e per questo aveva pagato poche settimane prima con la vita, decapitato dalla furia dell’Isis. Ne uscì l’instant film “Quel giorno a Palmira”, un toccante ritratto dell’archeologo e della situazione in Siria che presentai in anteprima alla Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto. E da quell’esperienza è nato poi un doppio film “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” che ha riscosso ampi consensi in molti grandi festival del cinema archeologico non solo in Italia”. E non è un caso che proprio questo film sia stato recentemente selezionato a rappresentare il cinema archeologico italiano negli istituti di Cultura italiani nel mondo per il progetto “Sette sguardi del cinema italiano” del ministero per gli Affari esteri.

“Storie di vita”: la rubrica prodotta da Streamcult, in streaming e on demand, è condotta da Dario Di Blasi che stavolta incontra Angelo Castiglioni e il figlio Marco per parlare dei fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni i risultati delle cui incredibili ricerche sono raccolti nel museo Castiglioni di Varese

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Terzo appuntamento con la rubrica “Storie di vita” da seguire on line in streaming e on demand: ma attenzione questa settimana non sarà di martedì, ma di giovedì: la rubrica utilizza le relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, direttore del Firenze Archeofilm, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vede importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

Appuntamento dunque giovedì 1° aprile 2021 alle 17 con Angelo Castiglioni e il figlio Marco presidente dell’associazione culturale Conoscere Varese che gestisce il museo Castiglioni, in streaming sul sito www.streamcult.it e sui canali social di StreamCult (Facebook e YouTube). La stessa puntata resterà visibile on demand per permettere a chiunque, nelle settimane a seguire, di poterla vedere. “Alcune persone hanno speso l’intera vita e le proprie risorse in un’avventura infinita alla ricerca di altri popoli e altre culture, un viaggio interminabile nel Mondo Antico fino alla più lontana preistoria”, spiega Dario Di Blasi. “Tra questi i fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni i risultati delle cui incredibili ricerche sono raccolti nel museo Castiglioni di Varese. Parleremo delle loro esperienze con Angelo e suo figlio Marco che si occupa quotidianamente del museo. Alfredo è purtroppo scomparso da non molto ma nei racconti di Angelo e nelle immagini dei loro film è sempre presente”.

I fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni nel 1970 in Etiopia meridionale, nella terra dei Borana (foto museo castiglioni)

varese_museo-castiglioni_logo-copertina“Alla fine della seconda guerra mondiale”, continua Di Blasi, “i giovanissimi fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni partono alla scoperta del mondo con una piccola motoretta, una Vespa,  e arrivano in Africa. La loro vita da quel momento sarà all’insegna dell’avventura, della voglia infinita di conoscere altri popoli, altre culture, altre tradizioni. Sul loro percorso incontreranno e chiederanno collaborazione ad archeologi, antropologi  e tanti altri professionisti., raccogliendo una quantità gigantesca di reperti. Realizzeranno decine di filmati, documentando un mondo, ora, purtroppo scomparso. Chiunque abbia la fortuna, la voglia,  di visitare il museo Castiglioni all’interno dello splendido parco della Villa Toeplitz di Varese (Jósef Leopold Toeplitz personaggio da scoprire) troverà uno scrigno prezioso e ne uscirà piacevolmente stupito”.

“Storie di vita”: la rubrica prodotta da Streamcult, in streaming e on demand, è condotta da Dario Di Blasi che stavolta incontra Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di villa Giulia, per conoscere meglio gli Etruschi: il loro rapporto con Roma, i contatti con i coloni greci, la lingua, le donne…

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Secondo appuntamento con la rubrica “Storie di vita” da seguire on line in streaming e on demand, una rubrica che utilizza le relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale, direttore del Firenze Archeofilm. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vedrà importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

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Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto Mann)

Appuntamento martedì 23 marzo 2021 alle 17 con Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di villa Giulia a Roma, in streaming sul sito www.streamcult.it e sui canali social di StreamCult (Facebook e YouTube). La stessa puntata resterà visibile on demand per permettere a chiunque, nelle settimane a seguire, di poterla vedere. “Mi sono stati sempre simpatici i popoli nemici di Roma”, interviene Dario Di Blasi, “come Annibale e i cartaginesi o i popoli che hanno fatto ombra ai Romani perché hanno subìto immancabilmente una sorta di damnatio memoriae che ci ha impedito di conoscerli compiutamente; tra questi gli Etruschi”. Di Blasi ne parla con Valentino Nizzo, direttore di uno straordinario museo che raccoglie parte della memoria di questo straordinario popolo la cui cultura non aveva nulla da invidiare con tutti i coevi popoli mediterranei. “In questo incontro con Valentino Nizzo ci ho messo tutta la mia curiosità per gli Etruschi”, continua Di Blasi. “Per comprendere il rapporto con gli altri popoli di quel periodo. Con Roma conflitto o cosa altrimenti?  Quanto rimase della loro cultura nella vita, nella cultura, nella religione di Roma? Gli Etruschi avevano una loro lingua ma perché non una scrittura? Anche con i colonizzatori greci che frequentarono il Tirreno fu scambio, conflitto o altro?  L’autonomia delle donne etrusche e il rapporto molto più paritario con gli uomini fu veramente una realtà? Tante curiosità da appagare! Il comportamento di Roma nel cancellare quasi del tutto la loro memoria non mi condiziona, mi stimola!”. 

“Storie di vita”: inizia con Giuseppe Orefici, 40 anni di impegno a Nazca (Perù), Tiahuanaco (Bolivia), Isola di Pasqua (Cile), la rubrica prodotta da Streamcult in streaming e on demand condotta da Dario Di Blasi che incontra personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura per raccontare le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Al via una nuova rubrica da seguire on line in streaming e on demand: è “Storie di Vita”, una rubrica che utilizza le relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vedrà importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

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L’archeologo Giuseppe Orefici

Si inizia con Giuseppe Orefici martedì 16 marzo 2021 alle 17 in streaming sul sito www.streamcult.it e sui canali social di StreamCult (Facebook e YouTube). La stessa puntata resterà visibile on demand per permettere a chiunque, nelle settimane a seguire, di poterla vedere. “In Italia ci sono diversi archeologi che hanno legato il proprio nome a grandi scoperte a Pompei, in Magna Grecia, in Sicilia, ma anche in Medio Oriente o in Egitto”, spiega Dario Di Blasi. “Sarà dunque un piacere intrattenersi con un protagonista dell’archeologia, Giuseppe Orefici, che ha dedicato 40 anni della propria vita al Perù di Nazca e della giungla amazzonica, alla Bolivia di Tiahuanaco, al Centro America, all’isola di Pasqua. Conosciuto da migliaia di appassionati e presente in decine di film,  forse il suo operato  è stato trascurato dagli accademici del nostro Paese”.

“Il documentario come patrimonio da tutelare”: incontro/seminario con Dario Di Blasi on line su StreamCult nell’ambito del progetto ministeriale “CineHeritage. Il Cinema come Patrimonio”

“Il documentario come patrimonio da tutelare” è il titolo dell’incontro/seminario con Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeo Film, in programma venerdì 5 marzo 2021, alle 16, su StreamCult.it e sulle pagine social, con accesso libero a tutti e senza registrazione. Il seminario con Dario Di Blasi è l’ultimo dei tre seminari che costituiscono solo una delle attività proposte all’interno del progetto “CineHeritage. Il Cinema come Patrimonio” che prevede, tra l’altro, laboratori didattici, proiezioni cinematografiche e visite guidate. I tre seminari/incontri sono rivolti a tutto il pubblico studentesco e non. “CineHeritage. Il Cinema come Patrimonio” è un progetto del IV Istituto Comprensivo “Domenico Costa” di Augusta (Sr), realizzato in collaborazione con l’associazione culturale ArcheoVisiva, nell’ambito del “Piano Nazionale Cinema per la Scuola”, finanziato dal MI e dal MiBACT. Obiettivo specifico del progetto è quello di avvicinare gli studenti al Cinema del Patrimonio Culturale e come Patrimonio Culturale.

streamcult_cine-heritage_seminario-dario-diblasi_locandina“Sono stato chiamato a partecipare come esperto”, spiega Dario Di Blasi. “Negli ultimi anni i Beni Culturali sono stati descritti non solo attraverso i testi, ma anche attraverso il cinema che risulta essere uno dei media più efficaci e diretti nell’ambito della comunicazione dell’archeologia, del mondo antico e in genere di quell’heritage inteso come “rappresentazioni, espressioni, conoscenze, know-how che le comunità, i gruppi e gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale” (Unesco, 2003)”.

Aidone (Enna). “Salviamo gli Argenti di Morgantina. Il Mibact riveda l’accordo capestro col Met. Devono rimanere in Sicilia. Sono fragili”: appello di Dario Di Blasi a sostegno della battaglia portata avanti dall’Archeoclub, che ha scritto a Franceschini. E l’assessore regionale Samonà: “Sta cambiando la collaborazione tra Regione Siciliana e Met. Alla fine rivedremo la convenzione”

Gli Argenti di Morgantina esposti nel museo Archeologico regionale di Aidone (foto Regione Siciliana)
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Dario Di Blasi, già direttore della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto

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Il manifesto della 25.ma Rassegna di Rovereto del 2014 con un dettaglio degli Argenti di Morgantina

“Salviamo gli Argenti di Morgantina. Fermiamo quei viaggi tra Stati Uniti e Sicilia previsti ogni quattro anni da un accordo capestro che va rivisto per garantire un futuro a un tesoro fragile quanto prezioso”. È un appello accorato quello che affida ai social Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm, già curatore della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. E proprio quando curava la rassegna roveretana, ricorda, “avevo deciso di dedicare le immagini coordinate del festival (pubblicazioni, poster, locandine, immagini web) a reperti o particolari di reperti provenienti da Musei archeologici italiani. L’intento era quello di convincere un pubblico sempre più vasto a visitare i musei archeologici e conoscere gli oggetti e le collezioni esposte, il più possibile vicini al loro contesto di ritrovamento. Nell’edizione 2014 feci pubblicare il particolare di un Emblema in argento dorato proveniente da Morgantina che rappresentava il mostro Scilla. L’Emblema appartiene proprio alla splendida collezione di argenti databili attorno al III sec a.C. conservati, ora, al museo Archeologico regionale di Aidone (En)”. Perché “ora”? Perché gli Argenti di Morgantina sono tornati a casa nel giugno 2020, l’ultima tappa di un viaggio che, dal 2006, vede i preziosi reperti viaggiare ogni quattro anni tra la Sicilia e gli Stati Uniti. I sedici pezzi – che risalgono al III secolo a.C. e che costituiscono il tesoro di Eupolemo – sono sottoposti, infatti, ai vincoli di una Convenzione siglata nel 2006 tra il Mibact e il Metropolitan Museum di New York in virtù della quale, a fronte della restituzione dei beni archeologici un tempo illecitamente trafugati dal patrimonio culturale nazionale, sono state previste forme di collaborazione tra le istituzioni museali coinvolte per quarant’anni. In particolare la convenzione prevede una rotazione delle opere in virtù della quale la Sicilia si impegna a prestare, nei quattro anni in cui gli argenti tornano in patria, beni di importanza analoga, per la loro esposizione al Met. E per questo turno dovrebbe essere formalizzato il prestito di opere provenienti da Selinunte sul tema della colonizzazione greca in Occidente e dei suoi molteplici esiti e significati, che sarebbero al centro di una grande mostra in programma al Metropolitan Museum.

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Tesoro di Morgantina: coppa in argento con emblema che rappresenta Scilla (foto Regione Siciliana)

“Sapere che anche la collezione degli splendidi argenti è soggetta a un accordo capestro che definisco coloniale non è confortante”, sottolinea Di Blasi. “Nei 4 anni in cui i reperti rimangono ad Aidone l’Italia deve garantire, anche provenienti da altri musei, reperti di uguale significato e valore al Metropolitan. In qualche misura i reperti che vanno al Metropolitan al posto degli Argenti sono ostaggio nel caso Aidone non ottemperasse all’accordo di trasferire al Metropolitan ogni 4 anni gli argenti. Il tutto senza pudore e attenzione per lo stato di conservazione degli stessi. Nei 4 anni in cui gli Argenti tornano a New York il Museo di Aidone si deve arrangiare per coprire il vuoto. Forse non si tratta di gran cosa ma io personalmente trovo molto grave l’accettazione di questo stato di cose da parte dei maggiori responsabili dei Beni culturali perché ritengo si siano assuefatti a uno stato di soggezione che definisco coloniale. Penso oggi come ieri che sui beni culturali debba ancora crescere la consapevolezza del loro valore e importanza per la conoscenza e consapevolezza della nostra identità. Per la difesa del loro territorio faccio i complimenti i cittadini di Aidone, il museo, l’Archeoclub e Alessandra Mirabella che ha seguito tutta la vicenda della collezione degli argenti anche per conto del locale Archeoclub di cui fu presidente per molti anni”.

Tesoro di Morgantina: coppa in argento con emblema (foto Regione Siciliana)
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La chiesa di San Francesco sede del museo Archeologico regionale di Aidone (foto Graziano Tavan)

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Rosario Santanastasio, presidente nazionale Archeoclub d’Italia

Ma stavolta sembra che la reazione da parte di Aidone e della Sicilia sia più consapevole e strutturata. Già nel 2014, in occasione del primo rientro al Met, si sollevò alta la protesta della sezione siciliana dell’ArcheoClub Aidone – Morgantina per bloccare il viaggio di ritorno a New York forte anche dei risultati di una campagna di indagini diagnostiche non invasive realizzata nell’estate 2014 ad Aidone che aveva confermato la fragilità degli argenti. Ma allora fu tutto invano. “A distanza di un decennio dal primo rientro”, annuncia Rosario Santanastasio, presidente nazionale di ArcheoClub D’Italia, “chiediamo di rivedere l’accordo siglato nel 2006 da Philippe de Montebello direttore del Metropolitan Museum di New York e dall’allora ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione per tutelare tale patrimonio archeologico e storico della nostra Italia. Per questo motivo, ArcheoClub ha scritto al ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini che sta lavorando in modo egregio sulla tutela del patrimonio culturale italiano”.  E Rosalia Raffiotta, presidente della sezione locale ArcheoClub Aidone – Morgantina: “L’Archeoclub Aidone-Morgantina nel tempo ha lavorato intensamente per dare il proprio contributo alla valorizzazione di questi straordinari tesori, organizzando in più occasioni anche manifestazioni con petizioni e appelli alle istituzioni. Siamo ancora convinti che gli esiti della campagna di indagini diagnostiche dell’estate del 2014 abbiano fornito dati significativi per poter chiedere al Met la revisione dell’accordo, essendo stato accertato uno stato di conservazione precario dei reperti, che probabilmente all’epoca dell’accordo non fu tenuto in sufficiente considerazione o che è sopraggiunto nel corso degli anni successivi”. Di qui l’appello al ministero dei Beni culturali, alla soprintendenza e al parco archeologico di Morgantina da ArcheoClub, associazione Ecomuseo: I semi di Demetra di Aidone, il comitato cittadino di Aidone, l’associazione donne aidonesi ADA, l’associazione università del Tempo Libero di Aidone, l’associazione musicale “Vincenzo Bellini”, l’associazione Nois sede di Aidone, l’associazione “All’improvviso di Aidone”, Legambiente Circolo Piazzambiente: “Con questo appello sollecitiamo pertanto gli organi competenti affinché si avvii una discussione urgente a livello regionale e nazionale, quindi internazionale, per ridiscutere l’accordo con il Met”.

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Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana

Un messaggio di speranza viene dall’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà: “Il rapporto di collaborazione tra la Regione Siciliana e il Met ha subìto nel corso degli ultimi mesi un grande impulso grazie al governo Musumeci. Sono in corso ipotesi di collaborazione strutturata sulle quali continuiamo a lavorare e che potrebbero aiutarci a ridefinire i termini di una Convenzione che, per certi aspetti, risulta datata. Cercheremo di operare nella direzione di una possibile revisione dell’accordo che porti alla collocazione stabile e definitiva degli argenti di Morgantina nella sede museale naturale di Aidone, struttura che ne consente la necessaria contestualizzazione e interpretazione culturale”. Tutte richieste contenute nella nota inviata da Samonà al dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali.

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Alessandra Mirabella, già presidente dell’Archeoclub di Aidone-Morgantina

La vera storia degli Argenti di Morgantina… “Gli argenti, noti come il “Tesoro di Morgantina”, costituiscono il più importante insieme conosciuto di oreficeria proveniente dalla Sicilia ellenistica”, ricorda Alessandra Mirabella che ha postato il video di denuncia nel 2014. “Trafugati nel 1980 dai tombaroli dal sito della città siculo-ellenistica, furono venduti a Robert Hecht, il maggiore ed impunito trafficante di antichità di tutti i tempi, il quale li cedette, nel periodo 1981-1984, al Metropolitan Museum di New York. Nel 1987 l’archeologo prof. Malcolm Bell III – da anni direttore degli scavi nel sito siciliano di Morgantina – avendo riconosciuto in quegli argenti l’oggetto dello spettacolare rinvenimento clandestino di cui si parlava ad Aidone qualche anno prima- ne informò le autorità italiane. La battaglia per la restituzione del tesoro di Morgantina, protrattasi per oltre vent’anni, si concluse solo nel 2006 quando Philippe de Montebello, direttore del Metropolitan, sottoscrivendo l’accordo con la Repubblica Italiana, si impegnò a restituire gli argenti, imponendo come contropartita la clausola del prestito periodico quarantennale. Sulla scorta di tale accordo, il tesoro dovrà essere “prestato” per quattro anni al Metropolitan e quindi rimpatriato. Dopo i successivi quattro anni, il ciclo prestito/rimpatrio riprenderà e continuerà per i prossimi quarant’anni. Di certo tali ripetuti viaggi non potranno non danneggiare i delicati manufatti; inoltre, la loro lunga assenza priverà il museo Archeologico di Aidone di preziosi reperti che studiosi e visitatori anelano di vedere ed ammirare. Per ovviare a tale situazione, si denuncia l’accordo siglato dal governo italiano dell’epoca per impedire che inizi il ciclo prestito/rimpatrio rimarcando che il Metropolitan Museum, acquisendo gli argenti da un trafficante, commise a sua volta il reato di ricettazione. Ed un reato – conclude Alessandra Mirabella – non può sottostare ad un accordo che abbia il crisma della legalità”.

ArcheocineMANN 2020 in streaming e on demand. Di Blasi: “Da un’esperienza emergenziale a un’esperienza di cui far tesoro per il futuro”

Dario Di Blasi e Giulia Pruneti davanti al grande mosaico di Alessandro Magno e Dario III alla battaglia di Isso durante la diretta streaming di archeocineMANN (foto Mann)

napoli_mann_archeocinemann_locandina_on-demandArcheocineMANN 2020 in streaming e on demand: da un’esperienza emergenziale a un’esperienza di cui far tesoro per il futuro. Ne è convinto il direttore artistico Dario Di Blasi che, a conclusione della seconda edizione del  festival internazionale del cinema archeologico di Napoli, organizzato dal museo Archeologico nazionale di Napoli in rete con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. “Questa esperienza dell’archeocineMANN nata nella emergenza di una epidemia per salvare i Musei, il Cinema e l’Archeologia si sta trasformando in un modo nuovo e originale per raggiungere un grande pubblico senza limiti di spazio e di tempo con una tecnologia semplice e accessibile a chiunque”, afferma Di Blasi. “Permette a gran parte dei reperti conservati nei musei di essere vissuti nei loro contesti di appartenenza e rinvenimento. Permette a uomini, donne e bambini di avvicinare i luoghi e gli oggetti dell’archeologia attraverso il racconto del cinema che li rende vitali e non più lontani e muti nel loro silenzio millenario”. E continua: “Ogni innovazione presenta luci e ombre ma questo è ormai un sentiero tracciato per diffondere sempre più e articolatamente conoscenza in particolare per tutte quelle istituzioni che si occupano di formazione. Dobbiamo abituarci al fatto che ogni innovazione comporta risorse investimenti, sacrifici. Dietro ogni innovazione c’è ricerca, lavoro, impegno infinito. Non è vero che con la cultura non si mangia. Investire nei beni culturali, nel cinema, nel teatro, nella musica porta finalmente l’Italia ad avere un ruolo degno della sua storia. Ringrazio sinceramente la grande disponibilità del Mann a sperimentare questo nuovo linguaggio, la solida esperienza della rivista Archeologia Viva e la verve innovativa di FineArt Produzioni per la diffusione in streaming”. Questo il link da cui visualizzare le puntate vimeo.com/user/125980273/folder/3051708.

La seconda edizione di archeocineMANN vinta dal film “Gli ultimi segreti di Nazca” sugli enigmatici geoglifi di Nasca e la piramide di Cahuachi. Ora per cinque giorni i film della rassegna sono on demand

Quattro giorni di diretta in streaming sulla piattaforma www.streamcult.it e ora cinque giorni, dal 6 al 10 dicembre 2020, on demand con la possibilità di vedere o rivedere i film in programma nella seconda edizione di archeocineMANN, festival internazionale del cinema archeologico di Napoli, organizzato dal museo Archeologico nazionale di Napoli in rete con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. Quest’anno, in mancanza di pubblico in presenza, il premio Mann è stato assegnato da una giuria tecnica, composta dal direttore del Mann, Paolo Giulierini; dal direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti; e dal direttore artistico di archeocineMANN, Dario Di Blasi.

Al film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca il premio MANN 2020

È toccato proprio a Dario Di Blasi l’onore di proclamare il vincitore del premio Mann: “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 2018, 52’). Nel Sud del Perù, ai piedi della catena montuosa delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati… Questa la motivazione della giuria tecnica: “Dei geoglifi di Nasca e della piramide di Cahuachi molto si è parlato in questi anni. Molti film sono stati fatti, ma finalmente in quest’opera cinematografica, “Gli ultimi segreti di Nazca”, molte ipotesi sono state raffinate e sono diventate più plausibili e convincenti. La più che quarantennale ricerca di Giuseppe Orefici e la realizzazione del museo Antonini ricevono gratificazione da queste immagini. Un mondo così lontano nello spazio e nel tempo ci viene restituito con splendide immagini e particolareggiata ricerca. È con grande piacere che attribuiamo il premio Mann a quest’opera con la non troppo nascosta intenzione di premiare l’opera faticosa, difficile e puntigliosa di Giuseppe Orefici nel Progetto Nasca e del suo collaboratore Antonini prematuramente scomparso a cui è stato intitolato il museo di Nasca”.

Il museo Archeologico nazionale di Napoli lancia la seconda edizione di archeocineMANN in streaming gratuito dal 2 al 5 dicembre, e on demand dal 6 al 10. Film e interviste per capire tutto sul nostro passato più antico. Al termine il “Premio MANN” e il “Premio Scuole”

L’emergenza sanitaria non ferma la seconda edizione di archeocineMANN, il festival internazionale del cinema di Archeologia, Arte e Ambiente, organizzato da museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. L’appuntamento si rinnova online, per non perdere la preziosa occasione di far dialogare arti solo apparentemente diverse: da mercoledì 2 a domenica 5 dicembre 2020 archeocineMANN arriva in streaming (con accesso gratuito). Con un semplice click (necessario registrarsi sul portale www.streamcult.it) si potrà assistere, senza barriere spazio-temporali, al meglio della produzione cinematografica dedicata a momenti e civiltà del passato che hanno fatto la storia. La definizione del programma di archeocineMANN, così come l’organizzazione dell’infrastruttura informatica e delle riprese, sono a cura dei Servizi Educativi del Museo (Lucia Emilio, responsabile, con Elisa Napolitano ed Antonio Sacco) insieme ad Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Il supporto tecnico è di Fine Art Produzioni.

Dietro le quinte: le riprese per il docu-film “Agalma” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

“Il Mann come un portale dell’archeologia internazionale”, commenta il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini. “Da Olimpia a Canne, dall’Egitto delle Piramidi alla Arles dei  Gladiatori, da Stonehenge al Perù, dai draghi del Medioevo alle ultime ore di Pompei: il museo Archeologico di Napoli vi invita a un viaggio nel tempo e nello spazio partendo dai nostri capolavori. Avevamo immaginato la seconda edizione di archeocineMANN come una festa nel nuovo auditorium. Abbiamo deciso di confermare le date annunciate e diffondere il grande cinema archeologico internazionale in streaming gratuito, perché crediamo nell’importante valenza culturale di questo appuntamento organizzato con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. E lo facciamo anche con un particolare impegno per la didattica a distanza, offrendo materiali di altissima qualità che possono essere di supporto agli insegnanti e sicuramente affascineranno spettatori di ogni età. Tra il Mann e il cinema, come è noto, il rapporto è strettissimo: nelle nostre sale sono stati girati film celebri (da ‘Cadaveri eccellenti’ a ‘Napoli velata’), videoclip d’autore, documentari, ma non solo. Il Museo è anche produttore di audiovisivi per il web, a partire dal progetto Obvia e dall’incontro con il mondo dell’animazione napoletana, fino a opere per il grande schermo, dai corti ‘Antico Presente’  ad ‘Agalma’, che ci ha portato all’ultimo Festival di Venezia. La nostra proposta è, quindi, quella di scoprire sempre più il cinema archeologico, che affida la divulgazione scientifica alla forza dell’immagine e alla suggestione del racconto. Vi aspettiamo numerosi nella nostra sala virtuale”.

“Al Mann presentiamo le migliori opere cinematografiche prodotte di recente a livello mondiale e ancora mai proposte al grande pubblico”, dice Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. “Sono opere che documentano le ricerche più aggiornate sul rapporto fra l’uomo e il pianeta dalle origini della specie fino alle civiltà storiche. Si tratta di un rapporto molto controverso, soprattutto quando si parla di coabitazione e condivisone delle risorse, che dobbiamo tenere ben presente, perché può insegnarci tante cose utili in questa fase critica per tutta l’umanità, apparentemente disorientata riguardo a un futuro che si annuncia preoccupante. Ancora una volta non possiamo capire dove vogliamo andare se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo”.

Frame del film “Olimpia, alle origini dei Giochi” di Olivier Lemaitre
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Frame del film “Mesopotamia in memoria” di Alberto Castellani

Tante le anteprime che accompagneranno il pubblico a spasso nel tempo, viaggiando alla volta dei luoghi più remoti del pianeta: si potrà entrare, così, nei cunicoli della Piramide di Cheope, dove una missione internazionale condurrà gli spettatori alla scoperta di una nuova misteriosa cavità; ancora, nel documentario ‘Apud Cannas’, in animazione su base 3D, saranno svelati gli aspetti inediti della celebre Battaglia di Canne. La storia millenaria della città di Olimpia starà tutta nel film girato laddove nacquero i più prestigiosi giochi dell’antichità, che ancora portano il nome di quel luogo famoso: le Olimpiadi, appunto. È invece di un italiano, Alberto Castellani, ‘Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato. La stagione dei grandi imperi’: nel documentario, l’indagine archeologica si accompagnerà all’analisi dell’attuale stato dei siti iracheni, dopo i danni operati dall’Isis (e non solo).

Frame del film “Stonehenge. Un grande cimitero” di Nick Gillam-Smith
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Frame del film “Le ultime ore di Pompei” di Pierre Stine

Spazio, poi, al Medioevo, “rivisto e corretto” con grande ironia, nel film che vede nei panni di Matilde di Canossa l’ex “turista per caso” Syusy Blady (alias Maurizia Giusti). E ancora, lontano dalle fantasiose narrazioni hollywoodiane, ecco il (vero) mondo dei gladiatori, in un’anticipazione ideale della grande mostra che il Mann ospiterà nel marzo 2021. Non mancheranno novità sul sito megalitico più famoso di tutti i tempi, Stonehenge, identificato dal team dell’archeologo Mike Parker Pearson con un grande cimitero, così come un focus sulle ultime ore di Pompei, attraverso le scoperte recenti di un’equipe di studiosi francesi. Per gli appassionati di folclore e tradizioni millenarie, spazio di approfondimento su draghi e mostri nell’immaginario dei popoli del passato; da non perdere, infine, il film capolavoro dedicato alla grande capitale achemenide Persepoli.

La locandina del film documentario “Agalma” di Doriana Monaco

Arricchiranno il programma le più apprezzate produzioni cinematografiche del Mann: sarà possibile vedere il documentario ‘Agalma’ della giovane regista Doriana Monaco, che racconta, con le voci di Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, la vita “dietro le quinte” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il film, selezionato per la 17esima edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77, è stato prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il Mann. Ancora, in streaming, saranno presentati i cortometraggi de “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie in quattro video” e il trailer del documentario “Thalassa. Il racconto”.

Pierfrancesco Callieri co-direttore a Tol-e Ajori (Persepoli, Iran) con Alireza Askari Chaverdi

Non solo film, ma anche racconti ed esperienze vissute: gli spettatori virtuali avranno l’opportunità di conoscere da vicino i grandi nomi della ricerca e divulgazione archeologica con interviste a Patrizia Piacentini (egittologa, direttrice della Missione di scavo ad Assuan), Pierfrancesco Callieri (direttore degli scavi italiani a Persepoli), Giuliano Volpe (archeologo e scrittore), Syusy Blady (attrice e conduttrice televisiva).

Frame del film “Apud Cannas” di Francesco Gabellone

Dopo la conclusione dello streaming e l’assegnazione del “Premio MANN” al film scelto dalla giuria di esperti della rassegna, archeocineMANN continuerà on demand dal 6 al 10 dicembre 2020: un’occasione importante, rivolta anche a professori e studenti per intrecciare contenuti e temi, tra archeologia, arte e cinema. Il Festival si proporrà, così, come una vera e propria “piattaforma” di approfondimento per le scuole superiori: il MANN metterà a disposizione gratuitamente  i film, tra cui quattro anteprime nazionali, corti, interviste e contenuti extra. Anche quest’anno, in collaborazione con l’Associazione Moby Dick, sarà assegnato il “Premio Scuole” al miglior film, selezionato da una giuria composta da oltre 200 allievi degli istituti superiori napoletani.​