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Padova. Al museo Eremitani la conferenza “L’invenzione della faience nell’Oriente antico… e una novità al Museo Archeologico” con Massimo Vidale, Andrea Squitieri e Valentina Famari dell’università di Padova

Giovedì 4 giugno 2026, alle 17.30, in Sala Romanino del museo Eremitani di Padova, la conferenza “L’invenzione della faience nell’Oriente antico… e una novità al Museo Archeologico”. Introduce Francesca Veronese, Musei Civici di Padova; intervengono Massimo Vidale, università di Padova; Andrea Squitieri, università di Padova; Valentina Famari, università di Padova. Ingresso libero fino a esaurimento posti: tel. (+39) 049 8204580, musei@comune.padova.it. Alla luce della recente acquisizione di un prezioso e antico reperto in faience di origine egizia, che proprio in quest’occasione sarà presentato al pubblico, il museo Archeologico propone un incontro per raccontare la storia di questa produzione, le cui origini affondano in tempi veramente molto lontani. Da settemila anni, infatti, il fuoco, il quarzo in polvere e colori brillanti sono usati per dare vita a ornamenti e oggetti preziosi inaspettati. È nato così il mondo delle antiche industrie della faience, inventato tra il Vicino Oriente, l’Egitto e l’India. La conferenza illustrerà le tappe di sviluppo di questa industria, il suo rapporto con l’uso di pietre semipreziose, come il lapislazzuli e il turchese, e le sue sottili implicazioni con i coevi cambiamenti sociali. 

Roma. In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, al museo del Vicino Oriente (Sapienza università di Roma) l’incontro “Dallo scavo al mito: raccontare l’archeologia a fumetti”, dedicato al rapporto tra archeologia, divulgazione e narrazione illustrata, con Francesca Iannarilli (Ca’ Foscari), Rita Francia (UniRoma1) e Susanna Mariani (Comics)

Come si racconta l’archeologia attraverso il fumetto? In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, lunedì 18 maggio 2026, alle 16, al museo del Vicino Oriente (Sapienza università di Roma) l’incontro “Dallo scavo al mito: raccontare l’archeologia a fumetti”, dedicato al rapporto tra archeologia, divulgazione e narrazione illustrata. Interverranno la prof.ssa Francesca Iannarilli (docente di Egittologia, università Ca’ Foscari di Venezia), che presenterà il progetto “Jebel Barkal. Divinità, regine e archeologi sotto la montagna”, dedicato alla divulgazione dell’archeologia sudanese attraverso il linguaggio del fumetto, e la prof.ssa Rita Francia (docente di Anatolistica e Ittitologia, Sapienza università di Roma) e la dott.ssa Susanna Mariani (fumettista, Scuola Internazionale di Comics), autrici de “I racconti dell’Anatolia ittita. La scomparsa di Telipinu”, un’opera che intreccia mito, immaginario e narrazione grafica. L’incontro sarà introdotto dalla prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del Museo, e moderato dalla dott.ssa Sharon Sabatini, curatrice del Museo. L’iniziativa intende aprire una riflessione sul fumetto come mezzo di storytelling archeologico, capace di rendere accessibili temi complessi a pubblici differenti, coinvolgendo anche le nuove generazioni attraverso linguaggi visivi contemporanei.

Roma. Al museo del Vicino Oriente (UniRoma1) per il ciclo di incontri “Diari di Scavo”, in presenza e on line, la conferenza “Diversi processi di centralizzazione politica ed economica nella Greater Mesopotamia del IV millennio. Controllo di territorio e risorse alle radici della violenza organizzata” con Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma)

Nell’ambito del ciclo di incontri “Diari di Scavo”, una rassegna di conferenze dedicate all’archeologia dell’Asia Occidentale e ai più recenti risultati della ricerca sul campo, venerdì 15 maggio 2026, alle 16 (anziché il 16 maggio come precedentemente comunicato), la prof.ssa Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma, Accademia Nazionale dei Lincei) terrà una conferenza al museo del Vicino Oriente della Sapienza Università di Roma su “Diversi processi di centralizzazione politica ed economica nella Greater Mesopotamia del IV millennio. Controllo di territorio e risorse alle radici della violenza organizzata”. Diretta sulla pagina FB del museo. Info: 06 49910228; mvoem@uniroma1.it.

L’archeologa Marcella Frangipane

Marcella Frangipane è professoressa ordinaria di Archeologia preistorica. Per oltre trent’anni ha insegnato Preistoria e Protostoria del Vicino e Medio Oriente alla Sapienza di Roma, dove ha tenuto anche corsi internazionali e interdisciplinari di strategie e metodi della ricerca archeologica. Ha condotto ricerche e scavi in Messico, Egitto e Turchia, dirigendo per più di 30 anni il Grande Scavo d’Ateneo ad Arslantepe (Malatya), sito riconosciuto Patrimonio mondiale UNESCO nel 2021. È socia nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei, membro straniero della National Academy of Sciences degli USA, della British Academy (FBA) e del Deutsches Archäologische Institut di Berlino, nonché membro dell’Archaeological Institute of America.

Torino. Al museo Egizio, per Salone OFF 2026, presentazione del libro “Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto” di Louis Godart e Stefano De Martino (Giulio Einaudi Editore) con Federico Zaina (museo Egizio)

Mercoledì 13 maggio 2026, alle 18, in sala conferenze del museo Egizio di Torino (ingresso da via Maria Vittoria 3M), presentazione del libro “Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto” di Louis Godart e Stefano De Martino (Giulio Einaudi Editore) nell’ambito del programma del Salone OFF 2026. Con Stefano De Martino converserà Federico Zaina (museo Egizio). Il libro mette a confronto due grandi civiltà del Mediterraneo orientale e del Vicino Oriente nella tarda età del Bronzo, analizzandone assetti politici, strutture amministrative, relazioni diplomatiche e dinamiche di conflitto. Un quadro sintetico ma aggiornato per comprendere analogie e differenze tra il mondo miceneo e quello ittita. Durante la presentazione, ampio spazio sarà dedicato anche al dialogo con il pubblico. L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/micenei-e-ittiti-tickets…

Copertina del libro “Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto” di Louis Godart e Stefano De Martino

Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto. Durante la seconda metà del II millennio a.C. due grandi realtà politicamente e geograficamente distinte segnarono la storia della Grecia, dell’Egeo e dell’Anatolia: l’Impero miceneo e l’Impero ittita. Micenei e Ittiti fanno parte della vasta gamma dei popoli indo-europei. I Micenei occuparono il Sud della penisola balcanica alla fine del III millennio a.C. Nel XVII secolo a.C., a contatto con la brillante civiltà minoica, ne impararono le arti e la scrittura prima di imporsi ai loro maestri e di conquistare l’isola di Creta nel 1450 a.C. Gli Ittiti, approdati in Anatolia a loro volta nel III millennio a.C., ebbero con le comunità hattiche locali un rapporto di forte interazione che può essere paragonato a quello riscontrabile fra la cultura minoica e quella micenea. Per la prima volta un volume propone un’analisi delle due società, quella micenea e quella ittita, dal momento della nascita dei due stati a quello che vide i due imperi confrontarsi per il controllo di alcune città anatoliche, tra cui Mileto e probabilmente Troia, per arrivare alla crisi che, alla fine del XIII secolo a.C., portò alla loro dissoluzione.

Centuripe (En). All’ex chiesa del Purgatorio “Cineforum ArcheoCiak”, rassegna dedicata al cinema archeologico: due giornate di proiezioni e approfondimenti guidati da Dario Di Blasi. Ecco il programma

Week end a Centuripe (En) tra cinema e archeologia per un viaggio nel tempo con “Cineforum ArcheoCiak”, rassegna dedicata al cinema archeologico, promossa dal Comune di Centuripe, con il supporto organizzativo della cooperativa Controvento, nell’ambito del progetto “Educare in Comune – EmozioniAMOci”: sabato 18 e domenica 19 aprile 2026, all’ex chiesa del Purgatorio, in via Battisti 30 a Centuripe, il cinema diventa strumento di conoscenza e racconto del passato in un affascinante percorso dalla Preistoria al Medioevo. Due giornate di proiezioni e approfondimenti, dalle 17 alle 19, pensate per rendere accessibile e coinvolgente il racconto del mondo antico. A guidare il pubblico sarà Dario Di Blasi, tra i più autorevoli esperti di cinema archeologico a livello internazionale, che accompagnerà le proiezioni con spiegazioni e chiavi di lettura. Nel corso delle due giornate saranno presenti ospiti del settore legati al mondo dell’archeologia e della divulgazione culturale, che arricchiranno il programma con momenti di confronto e dialogo con il pubblico.

I fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni tra i Borana e i pozzi cantanti (foto museo castiglioni)

Programma di sabato 18 aprile 2026 “Comunicare l’antico nel modo più immediato ed efficace”: apre il pomeriggio la proiezione del film “I pozzi cantanti di Etiopia” di Alfredo e Angelo Castiglioni (Italia 2009, 50’). Nell’Etiopia meridionale nella terra dei pastori Borana, ci sono pozzi che sprofondano fino a trenta metri nel sottosuolo. Fino a pochi anni fa, uomini e donne scendevano, all’alba, nel buio dello scavo per raggiungere la falda acquifera. Diciotto – venti persone, posizionate le une sulle altre su legni scivolosi di muffa, portavano in superficie l’acqua necessaria agli uomini e agli animali. Un canto scandiva il lavoro. Sei litri ogni tre secondi per ogni uomo. Cori antichi che uscivano dalla terra e che si udivano da lontano. “Pozzi Cantanti” arrivati fino a noi da innumerevoli generazioni di pastori.

Segue il film “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia 2019, 50’). Il film intende proporre un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e in particolare sulla grande stagione della nascita e dello sviluppo della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge nella “terra tra i due fiumi” una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito.

Programma di domenica 19 aprile 2016: “Un percorso a ritroso nel tempo. Preistoria e medioevo”: apre il pomeriggio la proiezione del film “Roma sotterranea. Una metro nella storia” di Laurent Portes, scritto con Massimo My e Bettina Hatami (Italia 2025, 53’). Il film racconta l’avventura archeologica legata ai quasi 18 anni di scavi della Linea C della metropolitana di Roma, che hanno riportato alla luce reperti eccezionali della città antica. Grazie alla collaborazione fra ingegneri e archeologi, le stazioni del centro sono diventate veri siti museali: tra le scoperte più straordinarie, la caserma romana di Porta Metronia, 1700 mq di mosaici e affreschi ritrovati a 9 metri di profondità e poi ricollocati, e gli Auditoria di Adriano emersi a Piazza Madonna di Loreto. Con consulenza della storica Claudia Devoto, voce narrante di Domenico Strati e musiche di Siegfried Canto, il documentario è una co-produzione internazionale (Italia, Francia, Canada) distribuita da Cineflix Rights, sostenuta da importanti enti culturali europei e nordamericani.

Segue il film d’animazione “Matilde, una donna oltre il suo tempo” di Pasquale Celano e Monica Fornaciari (Italia 2012, 40’). Matilde, una donna oltre il suo tempo racconta la storia di Matilde di Canossa: una delle prime grandi figure della diplomazia europea, entrata nella storia e nella leggenda come nessuna donna prima di lei. Siamo nel XII secolo e Matilde governa un territorio vastissimo, che comprende buona parte dell’Italia settentrionale e centrale, strategico nella lotta tra Papato e Impero. Matilde è legata all’Imperatore da un vincolo di parentela, ma ideologicamente e umanamente sostiene la Chiesa Riformata. Saranno coraggio, determinazione, arte della mediazione e buon cuore, le doti che le permetteranno di sopravvivere nel mondo brutale dell’epoca, facendo trionfare quella riforma del clero indispensabile per il miglioramento dell’umanità.

“Sarà un’occasione per stare insieme e condividere cultura”, sottolinea il sindaco Salvatore La Spina, evidenziando l’importanza di iniziative capaci di rafforzare il legame tra comunità e patrimonio. “In un territorio come quello di Centuripe, tra i più esposti nel tempo al fenomeno dei tombaroli e al traffico illecito di reperti archeologici, diventa ancora più urgente promuovere consapevolezza e responsabilità verso il proprio patrimonio storico. L’archeologia, in questo contesto, non è solo memoria del passato, ma uno strumento fondamentale per costruire identità e futuro. Cineforum ArcheoCiak si propone così come un momento di riflessione e partecipazione collettiva, capace di trasformare la conoscenza del passato in una risorsa viva per la comunità”.

 

Roma. Al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla, professore emerito dell’università di Roma La Sapienza

Lunedì 13 aprile 2026, al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma, la conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, emerito dell’università di Roma La Sapienza. Introduce la prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del museo del Vicino. Diretta sulla pagina Facebook del Museo. Il prof. Matthiae è lo scopritore di Ebla, in Siria, dove ha diretto 47 campagne di scavo dal 1964 al 2010. È Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei, Associé étranger dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi e membro di prestigiose istituzioni scientifiche internazionali. È stato nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.

 

Roma. Al Cnr presentazione, anche on line, del libro a fumetti “La scoperta di Troia” di Emiliano Barletta con disegni di Chiara Raimondi (BeccoGiallo editore): un viaggio dove il passato prende forma attraverso il disegno

L’archeologia può essere raccontata anche… a fumetti? Venerdì 27 marzo 2026, alle 16.30, nell’aula Marconi del Consiglio nazionale delle Ricerche, in piazzale Aldo Moro a Roma, presentazione del libro a fumetti “La scoperta di Troia” di Emiliano Barletta con disegni di Chiara Raimondi (BeccoGiallo editore): un viaggio dove il passato prende forma attraverso il disegno. Con gli autori intervengono la prof.ssa Maja Gori (università di Trento) e Angela Abbadessa della Confederazione italiana Archeologi. L’incontro è in presenza a Roma, oppure online su Microsoft Teams: https://teams.microsoft.com/meet/37000637271879…-

Copertina del libro a fumetti “La scoperta di Troia” di Emiliano Barletta con disegni di Chiara Raimondi

La scoperta di Troia. Chi ha davvero scoperto la città di Troia? Dietro a questa domanda si cela una delle vicende più controverse e affascinanti della storia dell’archeologia. Tutto comincia nella seconda metà dell’Ottocento, sulle colline dell’attuale Turchia: Frank Calvert, console britannico nei Dardanelli, da anni è convinto che la città cantata da Omero non sia solo un mito ma una realtà sepolta sotto la collina di Hissarlik. Non ha però né i mezzi né la fama per dimostrarlo, solo ostinazione e intuizione. La svolta arriva grazie all’incontro con Heinrich Schliemann, un commerciante poliglotta arricchitosi con il traffico di armi, dotato di un carisma enorme e di un’ossessione smisurata per i poemi omerici. Schliemann ha quello che Calvert non possiede: denaro, sfrontatezza e la forza di imporre la propria versione della realtà, che riesce a trasformare in un racconto epico. Inizia così una collaborazione destinata a trasformarsi in un conflitto. Se Calvert cerca prove, Schliemann cerca gloria. Se Calvert vuole documentare ogni ritrovamento, Schliemann vuole solo possederlo. Nel giro di pochi anni, gli scavi diventano il teatro di un duello di alleanze infrante e tesori nascosti. I metodi brutali di Schliemann, pur portando alla luce reperti straordinari, distruggono per sempre tracce preziose dell’antica Troia. Una vicenda con il ritmo di un’avventura e la tensione di un dramma umano. Un confronto ventennale tra lo studioso silenzioso e il genio del marketing, tra chi cerca la verità e chi costruisce leggende. Una storia che ribalta tutto quello che credevamo di sapere su una delle scoperte archeologiche più famose al mondo.

 

Venezia. Al Circolo Unificato dell’Esercito proiezione del film “Giordania Biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani 

Frame del film “Giordania biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani

Venerdì 20 marzo 2026, alle 17.30, al Circolo Unificato dell’Esercito di Venezia, Caserma “A. Cornoldi”, in Riva degli Schiavoni 4041 a Venezia, proiezione del film “Giordania Biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani (Italia 2024, 52’). Ingresso su prenotazione a mezzo email eventicueve@comternord.esercito.difesa.it. Nel cuore del Medio Oriente una terra, celebrata dalle scritture, propone scenari di straordinaria suggestione. Si tratta della Giordania scrigno di tesori, di antiche città e magici deserti. Immagini spesso inedite entrano così in dialogo con testimonianze che giungono da secoli trascorsi. Tra le terre degli Ammoniti, di Edom e Perea, nelle città dei Nabatei si respira il fascino del luogo dove ha avuto origine una nuova storia: la storia della salvezza.

Il film, realizzato in collaborazione con il ministero per la Cultura giordana, il Jordan Tourist Board, e il Catholic Center for Studies and Media di Amman, propone una “documentazione dei molti  luoghi biblici che rappresentano in Giordania un enorme museo archeologico a cielo aperto”, come ha scritto Sélim Sayegh, già Vicario generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme, autore di una “Guida del Pellegrino”, che ha aiutato il regista a costruire, in un contesto ambientale, fatto  di presenze archeologiche e bellezze paesaggistiche, una sorta di diario per immagini sulle orme di Abramo, Mosè, Elia, Giovanni Battista e Gesù di Nazareth.

Firenze. L’archeologia sarda, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni sull’uomo Sapiens, le pitture rupestri dell’Amazzonia hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”. Ecco tutti i film premiati, le menzioni, e le motivazioni

Firenze Archeofilm 2026: un momento della cerimonia di premiazione (foto AV)

Il fascino dell’archeologia sarda, le pitture rupestri dell’Amazzonia, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni di Bruno Bozzetto sull’uomo “Sapiens” hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”, il festival di Archeologia Arte e Ambiente organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia di Firenze. In 5 giorni (dall’11 al 15 marzo 2026) sono stati proposti al pubblico 80 film da tutto il mondo di cui oltre la metà anteprime. Domenica 15 marzo 2026, nel pomeriggio, le premiazioni.

Vincitore del Premio “Firenze Archeofilm”, al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare, è il film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia, soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni, consulenza scientifica di Giorgio Murru (Italia 2024-2025, 45’). L’archeologo Carlo Tronchetti racconta l’avventura degli scavi da lui diretti in Sardegna dal 1977 in poi nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros. Il film conduce lo spettatore in un viaggio, narrato dallo stesso protagonista, che si rivela ricco di suggestione, dove il dato scientifico dello scavo archeo logico è intriso di aneddoti, accompagnato da suggestive riprese aeree, ricostruzioni virtuali e immagini storiche d’archivio.

Frame del film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia

“Sono onorato che il nostro documentario abbia ricevuto questo prestigioso premio”, ha dichiarato il regista Castangia. “Mi onora soprattutto il fatto di aver potuto lavorare con Carlo Tronchetti, uno dei padri dell’archeologia sarda e di aver avuto al mio fianco figure autorevoli come Anthony Muroni e Giorgio Murru. A Anthony Muroni va in particolare il merito di aver ideato questo progetto, che ci ha consentito di ascoltare dalla viva voce del protagonista Carlo Tronchetti alcune fasi importanti dell’archeologia sarda del XX secolo. Rivolgo un sincero ringraziamento ai collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione del progetto, a tutto il pubblico che ha accolto con grande entusiasmo la proiezione del nostro documentario e all’impeccabile organizzazione della rassegna Firenze Archeofilm”.

Il Premio “Studenti Unfi” per il miglior cortometraggio assegnato da una giuria di 100 studentesse e studenti dell’università di Firenze è andato al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’i dea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.

Il Premio “Università di Firenze” attribuito dai docenti dell’Ateneo fiorentino è stato assegnato al film prodotto da Rai Cultura “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo (Italia 2025, 60’). “Poiché la guerra ha inizio nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Le parole nel 1945 pronunciate nel preambolo della costituzione dell’UNESCO risuonano di drammatica attualità. Dal ponte di Mostar ai Buddha di Bamiyan, dalla città vecchia di Mosul, ai monumenti dell’Ucraina, ricostruire il patrimonio culturale distrutto dalla furia delle guerre, continua a essere una delle principali missioni dell’UNESCO.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo

Questa la motivazione: “Mescolando sapientemente memoria d’archivio e girato contemporaneo, Nella mente degli uomini racconta l’impegno transnazionale dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale in zone di guerra. L’opera sottolinea con forza non solo il fondamentale operato di questa agenzia, ma soprattutto come i beni archeologici siano pilastri insostituibili dell’identità di un popolo, e che proteggerli o ricostruirli non sia solo un dovere conservativo, ma uno strumento fondamentale di riconciliazione e diplomazia universale”.

Due le menzioni: al film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52’). Motivazione: “Una città imperiale dimenticata, riportata alla luce nella Cina centro-orientale grazie alla tenacia di un giovane archeologo. Con una narrazione innovativa che mescola diversi linguaggi e che rifugge ogni retorica, Fengyang ci svela la storia di una grande impresa di ricerca archeologica in una regione del mondo per noi lontana e ancora poco valorizzata dalla pratica documentaristica contemporanea”. E al film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Motivazione: “Vitrum racconta con sensibilità e precisione la nascita di una materia che accompagna da millenni la vita dell’uomo, unendo arte, tecnica e quotidianità. La trasparenza del vetro porta luce attraverso le finestre e dà forma a oggetti, contenitori e gioielli, fondendo natura e cultura, bellezza e ingegno umano. Il ritrovamento del relitto da parte di Guido Gay nelle acque italiane al largo della Corsica, dà il via alla ricostruzione di un percorso di scoperta di un materiale antico proiettato verso la contemporaneità”.

Infine il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” è stato assegnato all’unanimità, dalla giuria composta da Fabio Martini, Maddalena Chelini e Massimo Tarassi, al film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia, Colombia 2025, 55’). Nel sud-est della Colombia, all’interno del Parco Nazionale di Chiribiquete, la foresta pluviale amazzonica custodisce un tesoro archeologico che gli scienziati stanno appena iniziando a esplorare. Enigmatiche pitture rupestri si estendono su centinaia di metri quadrati di parete rocciosa, nascoste alla vista per decenni. Per i ricercatori colombiani, è finalmente giunto il momento di decifrare questa storia dipinta o incisa, per raccontare meglio le vicende dei popoli amazzonici che un tempo vivevano qui.

Frame del film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano

Motivazione: “Il film narra l’avvio delle ricerche e degli studi nella foresta pluviale amazzonica all’interno del Parco nazionale di Chiribiquete. Il focus è posto sulle numerosissime pitture parietali. Ignote sino a pochi anni orsono, le figurazioni rappresentano personaggi enigmatici, faune, scene di comunità la cui cronologia di dettaglio deve ancora essere definita ma che risalgono probabilmente a più fasi del più antico popolamento umano dell’America meridionale. Il tema viene trattato con prudenza e grande delicatezza, il film trasmette emozione e mostra una notevole capacità empatica che coinvolge lo spettatore, mettendo in secondo piano la pur corretta impostazione scientifica. La sapienza tecnica del regista si fonde con la narrazione sciolta ed essenziale”.

Menzione speciale al film “Abiseo, la foresta culturale del Chachapoya” (Perù) di Rosemarie Lerner (Perù 2025, 22’). Motivazione: “Anche in questo notevole film il tema concerne una cultura precolombiana, la cultura Chachapoya, che ha lasciato all’interno del Parco nazionale di Rio Abiseo una importante documentazione architettonica e figurativa. Il film si caratterizza per il rigore narrativo, la correttezza scientifica, la naturalezza e l’immediatezza della comunicazione”.

 

Firenze. Al cinema La Compagnia ultime due giornate di proiezioni del Firenze Archeofilm 2026 tra Etruschi inediti, le scoperte a Roma per la Metro C, la regina Nefertari e il battaglione sacro di Tebe. Si chiude con i premi e il film-evento “Nemos”

Arriva il week end di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al cinema La Compagnia. Sabato 14 marzo 2026 tra le anteprime da non perdere: il film che attraverso la vita quotidiana degli archeologi racconta lo scavo di un sito etrusco rimasto nascosto per 2500 anni nel Valdarno Superiore e – cambiando scenario – l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza medievale del temibile capo samurai Oda Nobunaga oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”. E ancora – sempre sabato 14 – le storie riscoperte nel sottosuolo di Roma durante la costruzione della nuova linea metropolitana, la vicenda storica e umana della Regina Nefertari, l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, composto da 150 coppie di amanti maschi, ora riscoperto attraverso prove archeologiche.

Frame del film “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”

Domenica saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; Premio “Università di Firenze”; Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica. Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.

PROGRAMMA SABATO 14 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima nazionale, il film “Pink pottery / Ceramica rosa” di Christine Banna (Stati Uniti 2023, 4’); seguono: il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’); il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey”  di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’); in prima assoluta il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes ( Italia, Francia, Canada 2025, 52’); in prima assoluta il film “Etruschi di Confine: un sito etrusco nel Valdarno Superiore” di Ermanno Betti (Italia 2025, 28’).

SABATO 14 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 15, in prima assoluta il film “Il castello perduto di Azuchi Un’indagine al tempo dei samurai / Le chateau perdu d’Azuchi Enquête au temps des samouraïs”  di Marc Jampolsky (Francia 2026, 52’); seguono: in prima assoluta il film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto /
Nefertari: the great queen of ancient Egypt”
di Curtis Ryan Woodside (Italia/Egitto 2025, 52’); il film “Io non dimentico” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13′); il film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53′); in prima cinematografica il film “Aphrodisia” di Michele Iodice (Italia 2023, 7’); il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’).

PROGRAMMA DOMENICA 15 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima assoluta il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’); in prima assoluta il film “Vulci. Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’); il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30′); il film “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” di Pierandrea Gagliardi, Marino Rossi (Italia 2025, 60’).

DOMENICA 15 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 16, Cerimonia di Premiazione: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Studenti UniFi”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria”. Chiude il Firenze Archeofilm 2026 il FILM EVENTO “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto” di Marco Antonio Pani (Italia 2025, 110’).