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Aquileia (Ud). Il film “L’Impero Assiro. La storia rivelata” di Luis Miranda vince il premio Aquileia del XVII Aquileia Film Festival. E ora due giorni con INCinema – Outside, con film di Hitchcock e Wilder. Ecco il programma

Aquileia Film festival 2026: la proclamazione del film vincitore del premio Aquileia. da sinistra, Erica Zanon, Giulia Pruneti, Cristiano Tiussi, Piero Pruneti, Emanuele Zorino e Roberto Corciulo (foto n. oleotto)

Con una media voti di 4,57 il pubblico ha assegnato il premio Aquileia della XVII edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, al film “L’Impero Assiro. La storia rivelata” di Luis Miranda (Francia 2026, 90’), una co-produzione BambooDoc e France Televisions, presentato in prima mondiale: un documentario mozzafiato che ha raccontato un’indagine archeologica senza precedenti per svelare i misteri dell’Impero Assiro. Il film racconta infatti il lavoro di una missione archeologica tedesca e l’articolato programma di ricerca di un’eccellenza del territorio friulano, la missione italiana dell’università di Udine diretta dal professore Daniele Morandi Bonacossi impegnata da anni nella salvaguardia di un patrimonio minacciato dai conflitti in Kurdistan iracheno. La classifica dell’Aquileia Film festival 2026 prosegue al secondo posto con il film “Roma sotterranea. Una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia, Francia, Canada 2025, 52’), con una media di 4,42; al terzo il film “il mistero degli aquiloni del deserto” di Nathalie Laville (Francia 2025, 54’), con una media di 4,37.

Un momento della proiezione in piazza Capitolo ad Aquileia del film “L’impero assiro” di Luis Miranda (foto n. oleotto)

La serata di venerdì 31 luglio 2026 seguita da una piazza Capitolo ad Aquileia (Ud) gremita con tutti i posti a sedere esauriti, ha confermato il grande successo dell’Aquileia Film Festival, che nelle prime quattro serate ha raggiunto anche oltre 6mila spettatori in streaming dall’Italia, da numerosi Paesi europei, dagli Stati Uniti, dal Canada e dall’Argentina. A fine serata è stato consegnato il Premio Aquileia, che quest’anno si presenta in una veste rinnovata e raddoppia il suo valore simbolico: accanto al tradizionale mosaico realizzato dagli allievi della Scuola Mosaicisti del Friuli, è stata conferita anche una preziosa coppetta in vetro, realizzata dai maestri muranesi nel forno vetrario di Aquileia, l’unico forno in Italia ricostruito secondo le tecniche romane e alimentato a legna.

Il Festival non finisce qui. Sabato 1° e domenica 2 agosto 2026 Aquileia Film Festival ospita in piazza Capitolo INCinema-Outside, la versione estiva di “INCinema – il festival per tutti”: una rassegna di cinema accessibile all’aperto che porta proiezioni inclusive in spazi urbani e luoghi di aggregazione, rendendo l’esperienza cinematografica fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali. Prodotto dall’Associazione Libero Accesso + Sub-ti Access Srl, il progetto ha vinto la XIII edizione 2025-2026 del “PREMIO CULTURA + IMPRESA” nella categoria sponsorizzazioni e partnership culturali. Queste due serate, che si svolgeranno in Piazza Capitolo, saranno ad ingresso gratuito senza prenotazione. 

Frame del film “REAR WINDOW (La finestra sul cortile)” di Alfred Hitchcock (foto fondazione aquileia)

Sabato 1° agosto 2026, alle 21, proiezione del film “REAR WINDOW (La finestra sul cortile)” di Alfred Hitchcock (USA 1954, 112’), versione originale con sottotitoli in italiano. Un fotoreporter costretto all’immobilità da una gamba ingessata trasforma il cortile di casa in un set involontario, dove ogni finestra accesa diventa un piccolo film. Uno dei capolavori assoluti di Alfred Hitchcock, un thriller perfetto che trasforma l’atto di osservare in un’indagine avvincente. Ambientato quasi interamente all’interno di un cortile, il film – con James Stewart e Grace Kelly al culmine della loro carriera – riflette con straordinaria modernità sul voyeurismo, la curiosità e il confine sottile tra realtà e immaginazione. Un classico senza tempo, capace ancora oggi di tenere il pubblico inchiodato alla sedia, proprio come il suo protagonista. La proiezione è accessibile anche alle persone con disabilità sensoriali, con sottotitoli sull’immagine e audiodescrizione via smartphone ascoltabile con l’app Earcatch (iOS e Android).

Frame del film “THE SEVEN YEAR ITCH (Quando la moglie è in vacanza)” di Billy Wilder (foto fondazione aquileia)

Domenica 2 agosto 2026, alle 21, proiezione del film “THE SEVEN YEAR ITCH (Quando la moglie è in vacanza)” di Billy Wilder (USA 1955, 105’), versione originale con sottotitoli in italiano. Rimasto solo in città mentre moglie e figlio sono in vacanza, Richard cerca di affrontare la torrida estate newyorkese. Quando al piano di sopra si trasferisce una giovane vicina affascinante e irresistibile, la sua routine viene sconvolta da fantasie, tentazioni e situazioni esilaranti. Il film che ha consacrato Marilyn Monroe all’immortalità. Con l’ironia raffinata di Billy Wilder, racconta le fragilità, i desideri e le contraddizioni dell’uomo comune, tra comicità e irresistibile leggerezza.  Marilyn è qui nella sua incarnazione più iconica, protagonista della celeberrima scena della gonna bianca sollevata dal vento della metropolitana, entrata per sempre nell’immaginario collettivo. Una delle commedie più celebri della storia del cinema, il film estivo per eccellenza. La proiezione è accessibile anche alle persone con disabilità sensoriali, con sottotitoli sull’immagine e audiodescrizione via smartphone ascoltabile con l’app Earcatch (iOS e Android).

Aquileia (Ud). Nella quarta giornata dell’Aquileia Film Festival il film in prima mondiale “L’Impero assiro” con la conversazione “Dal Friuli al Kurdistan iracheno” con Daniele Morandi Bonacossi e Francesca Simi. Quindi la consegna del Premio Aquileia

Quarta giornata venerdì 31 luglio 2026 della XVII edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm.

Alle 21, in piazza Capitolo di Aquileia (Ud), apre la serata la proiezione in prima mondiale del film “L’Impero Assiro – La storia rivelata” di Luis Miranda (Francia 2026, 90’). Due équipe conducono un’indagine archeologica senza precedenti per svelare i misteri dell’Impero Assiro: una tedesca riporta alla luce i resti di una città dimenticata nel cuore dell’antica Assiria, una italiana ricostruisce una straordinaria rete di canali, costruita in pieno deserto dai re Assiri quasi 3.000 anni fa. La testimonianza del prof. Morandi Bonacossi, direttore della missione condotta dall’Università degli Studi di Udine ci ricorda che la tutela del patrimonio è oggi una delle frontiere concrete della difesa della memoria e della pace.

Il prof. Daniele Morandi Bonacossi (università di Udine)
Francesca Simi, ricercatrice dell’università di Udine

Segue la conversazione “Dal Friuli al Kurdistan iracheno: una ricerca che parla al mondo” a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva con Daniele Morandi Bonacossi, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico all’Università di Udine. Ha condotto campagne di scavo in Siria, Iraq, Oman e Yemen e dal 2012 dirige la Missione Archeologica Italiana Land of Niniveh Archaeological Project, nel Kurdistan iracheno. Dal 2013 è responsabile del progetto di formazione di personale iracheno specializzato nella conservazione e gestione del patrimonio archeologico. Parte del suo lavoro è dedicata alla documentazione e protezione del patrimonio culturale minacciato dai conflitti in Siria e Iraq. E con Francesca Simi, ricercatrice in Archeologia del Vicino Oriente all’Università di Udine, ha preso parte a molti progetti sul campo, partecipando a scavi e ricognizioni archeologiche in Siria, Iraq, Turchia e Italia. Il suo lavoro sul campo attualmente si concentra nella Regione del Kurdistan iracheno: è vicedirettrice del Progetto Archeologico Terra di Ninive e del Kurdistan-Italian Faida Archaeological Project. I suoi interessi di ricerca includono anche l’Archeologia Pubblica e la protezione del patrimonio culturale minacciato.

Chiude la serata la consegna del Premio Aquileia al film più votato dal pubblico.

Aquileia (Ud). Nella terza giornata dell’Aquileia Film Festival un film sulle misteriose figure geometriche come aquiloni tra Arabia Saudita e Giordania, e uno sul relitto romano carico di vetro grezzo, mentre con Evelina Christillin si parla del nuovo volto dei grandi musei

Terza giornata giovedì 30 luglio 2026 della XVII edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm.

Alle 21, in piazza Capitolo di Aquileia (Ud), apre la serata la proiezione del film “Il mistero degli aquiloni del deserto” di Nathalie Laville (Francia 2025, 54’). Nel nord dell’Arabia Saudita e nel sud della Giordania si trovano migliaia di misteriose strutture geometriche, la cui forma, vista dal cielo, ricorda quella di enormi aquiloni. Il più antico di questi giganteschi allineamenti di pietre fu creato intorno al 7000 a.C. Questo li rende più antichi di oltre 4000 anni rispetto alle piramidi d’Egitto e agli allineamenti di Stonehenge. Chi li ha costruiti? E perché? Un team internazionale di archeologi, sta tentando di risolvere l’enigma…

Segue la conversazione “Oltre le collezioni: il nuovo volto dei grandi musei” a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, con Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie. Laureata in Storia e Demografia Storica, ha da sempre rivestito importanti incarichi in diversi ambiti inerenti lo sport e la cultura. Già presidente di eccellenze quali ENIT, Teatro Stabile di Torino, Comitato promotore Torino 2006, ha partecipato alla Giunta Nazionale del CONI e nel 2023 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana.

Chiude la serata la proiezione del film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.

Aquileia (Ud). L’Aquileia Film Festival entra nel vivo con un film sulla missione dell’Unesco e il patrimonio culturale distrutto dalle guerre, e uno sul patrimonio archeologico rivelato dalla metro di Roma, mentre con Simone Quilici e Alfonsina Russo si parla di tutela e innovazione

La 17ma edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Firenze entra nel vivo mercoledì 29 luglio 2026 con la tre giorni di film e incontri proponendo un viaggio attraverso il cinema tra alcuni dei temi più affascinanti dell’archeologia contemporanea.

Alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia (Ud), apre le proiezioni il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025. Italia viaggio nella bellezza” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2025, 60’). “Poiché la guerra ha inizio nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Le parole nel 1945 pronunciate nel preambolo della costituzione dell’UNESCO risuonano di drammatica attualità. Dal ponte di Mostar ai Buddha di Bamiyan, dalla città vecchia di Mosul, ai monumenti dell’Ucraina, ricostruire il patrimonio culturale distrutto dalla furia delle guerre, continua a essere una delle principali missioni dell’UNESCO.

Segue la conversazione “Dalla tutela all’innovazione: la sfida del futuro” a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva con Simone Quilici, architetto e paesaggista, dottore di ricerca in Progettazione urbana, territoriale e ambientale all’Università di Firenze. Dal 2019 al 2025 ha diretto il parco archeologico dell’Appia Antica, guidando tra l’altro il processo che ha portato all’iscrizione della Via Appia nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Da ottobre 2025 è direttore del parco archeologico del Colosseo, uno dei siti più visitati al mondo. E con Alfonsina Russo, archeologa e dirigente del ministero della Cultura, ha ricoperto incarichi di soprintendenza in Basilicata, Molise e per l’Etruria Meridionale, prima di diventare — dal 2017 al 2025 — direttrice del parco archeologico del Colosseo. Oggi è a capo del dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale del ministero della Cultura, con competenze che spaziano dall’accessibilità dei siti alla cooperazione internazionale.

Chiude la serata il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’). Quello di Roma è il sottosuolo archeologico più complesso al mondo profondo oltre 15 metri. Come fare dunque a costruire una linea metropolitana che attraversi il cuore del centro storico della città? Il film è un viaggio inedito nella città eterna raccontato attraverso scoperte sensazionali che hanno costretto gli esperti a riscrivere la Storia di ieri e oggi. 

Aquileia (Ud). Al via in piazza Capitolo il 17mo Aquileia Film Festival intitolato “Raccontare l‘invisibile” otto serate tra storia e archeologia accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Aprono l’incontro con Giada Messetti e il film “Orcolat” sul 50mo del terremoto del Friuli

Piazza Capitolo ad Aquileia animata per l’Aquileia Film Festival 2026 – AFF (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

Al via domani martedì 28 luglio 2026, alle 21, la diciasettesima edizione dell’Aquileia Film Festival intitolata “Raccontare l‘invisibile”: in piazza Capitolo otto serate – dal 28 luglio al 4 agosto 2026 – tra storia e archeologia accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia e Basilica di Aquileia e con il sostegno di PromoTurismoFVG,  il festival dedicato al cinema archeologico e culturale propone un programma che intreccia grandi documentari, prime visioni, incontri con archeologi, storici, giornalisti e protagonisti della ricerca, trasformando il cinema in uno strumento di conoscenza e dialogo. Tutte le proiezioni iniziano ogni sera alle 21. L’ingresso è gratuito con prenotazione online obbligatoria (su www.fondazioneaquileia.it), ad eccezione delle due serate INCinema OUTSIDE (1-2 agosto), a ingresso libero. Inoltre tutti i documentari sono fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato. Nelle serate del 29-30-31 luglio 2026 inoltre il pubblico potrà votare il film preferito e nella serata di venerdì 31 luglio verrà consegnato il Premio Aquileia, che quest’anno raddoppia, affiancando al mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli un prezioso manufatto in vetro soffiato nel forno vetrario di Aquileia.

Aquileia Film Festival 2026 – AFF: tutti i documentari sono fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch (foto fondazione aquileia)

“L’edizione 2026”, spiega il presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo, “invita il pubblico a guardare oltre la superficie. L’invisibile è ciò che l’archeologia riporta alla luce, ma anche ciò che il cinema riesce a raccontare: le storie nascoste nei luoghi, le connessioni tra passato e presente, le persone che dedicano la propria vita alla tutela del patrimonio, le memorie collettive che continuano a costruire l’identità delle comunità. Inoltre – aggiunge – anche quest’anno l’Aquileia Film Festival rinnova il proprio impegno per una cultura realmente accessibile. Tutti i documentari saranno infatti fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato”.

Copertina del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti (Mondadori)

Il festival si apre martedì 28 luglio 2026 con una serata speciale, presentata da Giulia Pruneti, giornalista di Archeologia Viva, dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976. In programma la presentazione del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti, giornalista e sinologa che verrà intervistata dalla giornalista e scrittrice Elena Commessatti. Giada Messetti, nata a Gemona del Friuli, dopo la laurea in Lingue orientali a Ca’ Foscari, ha vissuto a Pechino dal 2005 al 2011 lavorando per Rai e Corriere della Sera. Rientrata in Italia è diventata autrice televisiva per Rai3, dove collabora a CartaBianca, e cura una rubrica sulla Cina per Rai Radio1. Ha pubblicato con Mondadori “Nella testa del Dragone” (2020) e “La Cina è già qui” (2022).

A seguire la proiezione del film “Orcolat” di Federico Savonitto (Italia 2025, 92’), prodotto da Kublai Film e RAI Cinema. Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, Orcolat è un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a quasi cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo, Tullio Avoledo e molti altri — il film restituisce un mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente. Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti ed Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria e nella resilienza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo

Nelle serate successive, presentate da Giulia Pruneti, giornalista e responsabile PR di Archeologia Viva, il pubblico entrerà nel vivo del Festival e intraprenderà un viaggio attraverso il cinema tra alcuni dei temi più affascinanti dell’archeologia contemporanea: dalla missione dell’UNESCO nella difesa del patrimonio culturale alle sorprendenti scoperte nel sottosuolo di Roma durante i lavori di costruzione della metro C  attraverso i documentari che verranno proiettati mercoledì 29 luglio 2026 il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, e il film “Roma sotterranea, una metro nella storia”di Laurent Portes.Dagli enigmatici “aquiloni del deserto” tra Arabia Saudita e Giordania ai preziosi vetri romani recuperati nei fondali del Mediterraneo che scopriremo giovedì 30 luglio 2026 attraverso il film “Il mistero degli aquiloni del deserto” di Nathalie Laville e il film “Vitrum – il vetro dei Romani”  di Marcello Adamo; fino alla prima mondiale di venerdì 31 luglio 2026 del film “L’Impero Assiro – La storia rivelata” di Luis Miranda che racconta il lavoro di una missione archeologica tedesca e l’articolato programma di ricerca di un’eccellenza del nostro territorio, la missione italiana dell’Università degli Studi di Udine diretta dal professore Daniele Morandi Bonacossi impegnata da anni nella salvaguardia di un patrimonio minacciato dai conflitti in Kurdistan iracheno. Il legame tra Aquileia e il suo territorio trova espressione anche nella proiezione del documentario “Aquileia e i cristianesimi perduti” di Massimo Garlatti Costa (lunedì 3 agosto 2026) e nella serata conclusiva (martedì 4 agosto 2026) con il documentario “Quello che resta” di Marco D’Agostini, dedicato alle ritualità ancora vive del Friuli Venezia Giulia.

Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione dell’università di Udine, davanti al rilievo 4 scoperto a Faida, nel Kurdistan iracheno (foto Alberto Savioli / LoNAP)

Accanto alle proiezioni, il festival ospiterà autorevoli ospiti del mondo della cultura e della ricerca, che verranno intervistatida Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, su temi che attraversano la conservazione del patrimonio, la memoria, il paesaggio e il ruolo dell’archeologia nella società contemporanea. Mercoledì 29 luglio 2026 saranno ospiti Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura e Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico del Colosseo; giovedì 30 luglio 2026 interverrà Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie e venerdì 31 luglio 2026 saranno protagonisti Daniele Morandi Bonacossi e Francesca Simi, rispettivamente professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente e ricercatrice in Archeologia del Vicino Oriente all’Università di Udine. In qualità di direttore e vicedirettrice, guidano la missione archeologica italiana Land of Niniveh Archaeological Project in Kurdistan iracheno. La serata finale di martedì 4 agosto 2026 sarà moderata da Paolo Mosanghini, giornalista e condirettore del Messaggero Veneto che intervisterà Elena Commessatti autrice del romanzo “Il tempo delle viole” edito da Newton Compton in cui narra le vite di tre ragazze che si intrecciano in un’Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione. 

Il programma si arricchisce inoltre della collaborazione con INCinema – Festival del Cinema Inclusivo, che sabato 1° e domenica 2 agosto porterà sul palco di Aquileia due grandi classici della storia del cinema, Rear Window (La finestra sul cortile) di Alfred Hitchcock e The Seven Year Itch (Quando la moglie è in vacanza) di Billy Wilder, in versioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e completamente accessibili, a ingresso libero.

Agrigento. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico al film “Trame di patrimonio” e della giuria al film “Il mondo perduto dei giardini pensili”

Festival del cinema archeologico di Agrigento: serata finale con Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto; Maurizio Dapor, presidente della fondazione Museo civico Rovereto; e Maria Cncetta Parello, funzionario archeologo del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, e responsabile scirentifica del Festival (foto regione siciliana)

Dopo tre giorni di proiezioni e incontri, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, venerdì 17 luglio 2026, si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico e della giuria. Dopo Palermo Licata Realmonte, il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, ad Agrigento la quarta e ultima tappa. Davanti ad un numeroso pubblico si è ripetuta la magia di questa manifestazione: portare, grazie ad un uno schermo, la ricerca storica e archeologica del mondo tra la pietra antica dei beni culturali siciliani. Dal Medio Oriente al Sudamerica, il Festival è un grande viaggio – sia fisico che mentale – tra secoli di storia. Una formula che continua ad appassionare e ad avvicinare sempre maggiore pubblico.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

Il premio della giuria è andato al film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?

Frame del film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil

Menzione speciale al film “Le città d’oro: il grande malinteso / Les cités d’Or: le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani.

Frame del film “Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime”

Premio del pubblico al film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine.

Agrigento. Quarta e ultima tappa del Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto: tre serate per un viaggio tra civiltà e memoria con molti film e un archeotalk. E assegnazione del premio dl pubblico e della giuria. Ecco il programma

Dopo Palermo, Licata, Realmonte il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, chiude il suo viaggio con Agrigento: da mercoledì 15 a venerdì 17 luglio 2026, tre serate nel chiostro del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento: un viaggio tra civiltà e memoria con molti film in programma. E l’assegnazione, venerdì 17 luglio 2026, del Premio del pubblico e di quello della giuria di esperti ed esperte. Proiezioni libere e gratuite. Archeotalk a partecipazione gratuita, su prenotazione.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

PROGRAMMA DEL 15 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52′). Il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga questa scoperta per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo. Chiude il film “File, il santuario sommerso / Philae, le sanctuaire englouti” di Olivier Lemaitre e Claudine Le Tourneur d’Ison (Germania 2023, 54′). La straordinaria operazione internazionale che negli anni Settanta salvò il Tempio di File dalla piena del Nilo, raccontata con ricostruzioni 3D e dai maggiori egittologi. Oggi nuove tecnologie digitali permettono di continuare a studiarne i resti e ricostruire questo antico labirinto sul Nilo.

Frame del film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil

PROGRAMMA DEL 16 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani. Chiude il film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?

Arianna Traviglia, direttrice Centre for Cultural Heritage Technology – IIT (foto iit)

PROGRAMMA DEL 17 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 19.30, aperitivo di benvenuto con Pratica Società Cooperativa – Scaro. Alle 20.30, l’ARCHEOTALK “Salvare il passato con il futuro” con Arianna Traviglia, coordinatrice del Centre for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia e consulente scientifica del film “Threads of Heritage”, che racconterà come le tecnologie digitali stiano trasformando il modo in cui studiamo, proteggiamo e tramandiamo il patrimonio culturale: dal rilevamento remoto all’intelligenza artificiale, strumenti un tempo impensabili stanno diventando alleati indispensabili dell’archeologia contemporanea. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI.

Frame del film “Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime”

Alle 21, aprono le proiezioni con il film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine. Seguono, fuori concorso, le proiezioni del film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens? E quindi del film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6′). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza.

Alle 23, chiudono la serata e il festival del cinema archeologico 2026 le PREMIAZIONI con l’annuncio dei film premiati dalle giurie e del vincitore del premio del pubblico.

Padova. Al museo Eremitani la conferenza “L’invenzione della faience nell’Oriente antico… e una novità al Museo Archeologico” con Massimo Vidale, Andrea Squitieri e Valentina Famari dell’università di Padova

Giovedì 4 giugno 2026, alle 17.30, in Sala Romanino del museo Eremitani di Padova, la conferenza “L’invenzione della faience nell’Oriente antico… e una novità al Museo Archeologico”. Introduce Francesca Veronese, Musei Civici di Padova; intervengono Massimo Vidale, università di Padova; Andrea Squitieri, università di Padova; Valentina Famari, università di Padova. Ingresso libero fino a esaurimento posti: tel. (+39) 049 8204580, musei@comune.padova.it. Alla luce della recente acquisizione di un prezioso e antico reperto in faience di origine egizia, che proprio in quest’occasione sarà presentato al pubblico, il museo Archeologico propone un incontro per raccontare la storia di questa produzione, le cui origini affondano in tempi veramente molto lontani. Da settemila anni, infatti, il fuoco, il quarzo in polvere e colori brillanti sono usati per dare vita a ornamenti e oggetti preziosi inaspettati. È nato così il mondo delle antiche industrie della faience, inventato tra il Vicino Oriente, l’Egitto e l’India. La conferenza illustrerà le tappe di sviluppo di questa industria, il suo rapporto con l’uso di pietre semipreziose, come il lapislazzuli e il turchese, e le sue sottili implicazioni con i coevi cambiamenti sociali. 

Roma. In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, al museo del Vicino Oriente (Sapienza università di Roma) l’incontro “Dallo scavo al mito: raccontare l’archeologia a fumetti”, dedicato al rapporto tra archeologia, divulgazione e narrazione illustrata, con Francesca Iannarilli (Ca’ Foscari), Rita Francia (UniRoma1) e Susanna Mariani (Comics)

Come si racconta l’archeologia attraverso il fumetto? In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, lunedì 18 maggio 2026, alle 16, al museo del Vicino Oriente (Sapienza università di Roma) l’incontro “Dallo scavo al mito: raccontare l’archeologia a fumetti”, dedicato al rapporto tra archeologia, divulgazione e narrazione illustrata. Interverranno la prof.ssa Francesca Iannarilli (docente di Egittologia, università Ca’ Foscari di Venezia), che presenterà il progetto “Jebel Barkal. Divinità, regine e archeologi sotto la montagna”, dedicato alla divulgazione dell’archeologia sudanese attraverso il linguaggio del fumetto, e la prof.ssa Rita Francia (docente di Anatolistica e Ittitologia, Sapienza università di Roma) e la dott.ssa Susanna Mariani (fumettista, Scuola Internazionale di Comics), autrici de “I racconti dell’Anatolia ittita. La scomparsa di Telipinu”, un’opera che intreccia mito, immaginario e narrazione grafica. L’incontro sarà introdotto dalla prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del Museo, e moderato dalla dott.ssa Sharon Sabatini, curatrice del Museo. L’iniziativa intende aprire una riflessione sul fumetto come mezzo di storytelling archeologico, capace di rendere accessibili temi complessi a pubblici differenti, coinvolgendo anche le nuove generazioni attraverso linguaggi visivi contemporanei.

Roma. Al museo del Vicino Oriente (UniRoma1) per il ciclo di incontri “Diari di Scavo”, in presenza e on line, la conferenza “Diversi processi di centralizzazione politica ed economica nella Greater Mesopotamia del IV millennio. Controllo di territorio e risorse alle radici della violenza organizzata” con Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma)

Nell’ambito del ciclo di incontri “Diari di Scavo”, una rassegna di conferenze dedicate all’archeologia dell’Asia Occidentale e ai più recenti risultati della ricerca sul campo, venerdì 15 maggio 2026, alle 16 (anziché il 16 maggio come precedentemente comunicato), la prof.ssa Marcella Frangipane (Sapienza Università di Roma, Accademia Nazionale dei Lincei) terrà una conferenza al museo del Vicino Oriente della Sapienza Università di Roma su “Diversi processi di centralizzazione politica ed economica nella Greater Mesopotamia del IV millennio. Controllo di territorio e risorse alle radici della violenza organizzata”. Diretta sulla pagina FB del museo. Info: 06 49910228; mvoem@uniroma1.it.

L’archeologa Marcella Frangipane

Marcella Frangipane è professoressa ordinaria di Archeologia preistorica. Per oltre trent’anni ha insegnato Preistoria e Protostoria del Vicino e Medio Oriente alla Sapienza di Roma, dove ha tenuto anche corsi internazionali e interdisciplinari di strategie e metodi della ricerca archeologica. Ha condotto ricerche e scavi in Messico, Egitto e Turchia, dirigendo per più di 30 anni il Grande Scavo d’Ateneo ad Arslantepe (Malatya), sito riconosciuto Patrimonio mondiale UNESCO nel 2021. È socia nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei, membro straniero della National Academy of Sciences degli USA, della British Academy (FBA) e del Deutsches Archäologische Institut di Berlino, nonché membro dell’Archaeological Institute of America.