Centuripe (En). All’ex chiesa del Purgatorio “Cineforum ArcheoCiak”, rassegna dedicata al cinema archeologico: due giornate di proiezioni e approfondimenti guidati da Dario Di Blasi. Ecco il programma
Week end a Centuripe (En) tra cinema e archeologia per un viaggio nel tempo con “Cineforum ArcheoCiak”, rassegna dedicata al cinema archeologico, promossa dal Comune di Centuripe, con il supporto organizzativo della cooperativa Controvento, nell’ambito del progetto “Educare in Comune – EmozioniAMOci”: sabato 18 e domenica 19 aprile 2026, all’ex chiesa del Purgatorio, in via Battisti 30 a Centuripe, il cinema diventa strumento di conoscenza e racconto del passato in un affascinante percorso dalla Preistoria al Medioevo. Due giornate di proiezioni e approfondimenti, dalle 17 alle 19, pensate per rendere accessibile e coinvolgente il racconto del mondo antico. A guidare il pubblico sarà Dario Di Blasi, tra i più autorevoli esperti di cinema archeologico a livello internazionale, che accompagnerà le proiezioni con spiegazioni e chiavi di lettura. Nel corso delle due giornate saranno presenti ospiti del settore legati al mondo dell’archeologia e della divulgazione culturale, che arricchiranno il programma con momenti di confronto e dialogo con il pubblico.
Programma di sabato 18 aprile 2026 “Comunicare l’antico nel modo più immediato ed efficace”: apre il pomeriggio la proiezione del film “I pozzi cantanti di Etiopia” di Alfredo e Angelo Castiglioni (Italia 2009, 50’). Nell’Etiopia meridionale nella terra dei pastori Borana, ci sono pozzi che sprofondano fino a trenta metri nel sottosuolo. Fino a pochi anni fa, uomini e donne scendevano, all’alba, nel buio dello scavo per raggiungere la falda acquifera. Diciotto – venti persone, posizionate le une sulle altre su legni scivolosi di muffa, portavano in superficie l’acqua necessaria agli uomini e agli animali. Un canto scandiva il lavoro. Sei litri ogni tre secondi per ogni uomo. Cori antichi che uscivano dalla terra e che si udivano da lontano. “Pozzi Cantanti” arrivati fino a noi da innumerevoli generazioni di pastori.
Segue il film “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia 2019, 50’). Il film intende proporre un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e in particolare sulla grande stagione della nascita e dello sviluppo della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge nella “terra tra i due fiumi” una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito.
Programma di domenica 19 aprile 2016: “Un percorso a ritroso nel tempo. Preistoria e medioevo”: apre il pomeriggio la proiezione del film “Roma sotterranea. Una metro nella storia” di Laurent Portes, scritto con Massimo My e Bettina Hatami (Italia 2025, 53’). Il film racconta l’avventura archeologica legata ai quasi 18 anni di scavi della Linea C della metropolitana di Roma, che hanno riportato alla luce reperti eccezionali della città antica. Grazie alla collaborazione fra ingegneri e archeologi, le stazioni del centro sono diventate veri siti museali: tra le scoperte più straordinarie, la caserma romana di Porta Metronia, 1700 mq di mosaici e affreschi ritrovati a 9 metri di profondità e poi ricollocati, e gli Auditoria di Adriano emersi a Piazza Madonna di Loreto. Con consulenza della storica Claudia Devoto, voce narrante di Domenico Strati e musiche di Siegfried Canto, il documentario è una co-produzione internazionale (Italia, Francia, Canada) distribuita da Cineflix Rights, sostenuta da importanti enti culturali europei e nordamericani.
Segue il film d’animazione “Matilde, una donna oltre il suo tempo” di Pasquale Celano e Monica Fornaciari (Italia 2012, 40’). Matilde, una donna oltre il suo tempo racconta la storia di Matilde di Canossa: una delle prime grandi figure della diplomazia europea, entrata nella storia e nella leggenda come nessuna donna prima di lei. Siamo nel XII secolo e Matilde governa un territorio vastissimo, che comprende buona parte dell’Italia settentrionale e centrale, strategico nella lotta tra Papato e Impero. Matilde è legata all’Imperatore da un vincolo di parentela, ma ideologicamente e umanamente sostiene la Chiesa Riformata. Saranno coraggio, determinazione, arte della mediazione e buon cuore, le doti che le permetteranno di sopravvivere nel mondo brutale dell’epoca, facendo trionfare quella riforma del clero indispensabile per il miglioramento dell’umanità.
“Sarà un’occasione per stare insieme e condividere cultura”, sottolinea il sindaco Salvatore La Spina, evidenziando l’importanza di iniziative capaci di rafforzare il legame tra comunità e patrimonio. “In un territorio come quello di Centuripe, tra i più esposti nel tempo al fenomeno dei tombaroli e al traffico illecito di reperti archeologici, diventa ancora più urgente promuovere consapevolezza e responsabilità verso il proprio patrimonio storico. L’archeologia, in questo contesto, non è solo memoria del passato, ma uno strumento fondamentale per costruire identità e futuro. Cineforum ArcheoCiak si propone così come un momento di riflessione e partecipazione collettiva, capace di trasformare la conoscenza del passato in una risorsa viva per la comunità”.
Roma. Al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla, professore emerito dell’università di Roma La Sapienza
Lunedì 13 aprile 2026, al museo del Vicino Oriente della Sapienza università di Roma, la conferenza-lezione “La Scoperta di Ebla e l’Archeologia Orientale” del prof. Paolo Matthiae, emerito dell’università di Roma La Sapienza. Introduce la prof.ssa Marta D’Andrea, direttrice del museo del Vicino. Diretta sulla pagina Facebook del Museo. Il prof. Matthiae è lo scopritore di Ebla, in Siria, dove ha diretto 47 campagne di scavo dal 1964 al 2010. È Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei, Associé étranger dell’Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi e membro di prestigiose istituzioni scientifiche internazionali. È stato nominato Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.
Venezia. Al Circolo Unificato dell’Esercito proiezione del film “Giordania Biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani
Venerdì 20 marzo 2026, alle 17.30, al Circolo Unificato dell’Esercito di Venezia, Caserma “A. Cornoldi”, in Riva degli Schiavoni 4041 a Venezia, proiezione del film “Giordania Biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani (Italia 2024, 52’). Ingresso su prenotazione a mezzo email eventicueve@comternord.esercito.difesa.it. Nel cuore del Medio Oriente una terra, celebrata dalle scritture, propone scenari di straordinaria suggestione. Si tratta della Giordania scrigno di tesori, di antiche città e magici deserti. Immagini spesso inedite entrano così in dialogo con testimonianze che giungono da secoli trascorsi. Tra le terre degli Ammoniti, di Edom e Perea, nelle città dei Nabatei si respira il fascino del luogo dove ha avuto origine una nuova storia: la storia della salvezza.
Il film, realizzato in collaborazione con il ministero per la Cultura giordana, il Jordan Tourist Board, e il Catholic Center for Studies and Media di Amman, propone una “documentazione dei molti luoghi biblici che rappresentano in Giordania un enorme museo archeologico a cielo aperto”, come ha scritto Sélim Sayegh, già Vicario generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme, autore di una “Guida del Pellegrino”, che ha aiutato il regista a costruire, in un contesto ambientale, fatto di presenze archeologiche e bellezze paesaggistiche, una sorta di diario per immagini sulle orme di Abramo, Mosè, Elia, Giovanni Battista e Gesù di Nazareth.
Firenze. L’archeologia sarda, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni sull’uomo Sapiens, le pitture rupestri dell’Amazzonia hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”. Ecco tutti i film premiati, le menzioni, e le motivazioni
Il fascino dell’archeologia sarda, le pitture rupestri dell’Amazzonia, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni di Bruno Bozzetto sull’uomo “Sapiens” hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”, il festival di Archeologia Arte e Ambiente organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia di Firenze. In 5 giorni (dall’11 al 15 marzo 2026) sono stati proposti al pubblico 80 film da tutto il mondo di cui oltre la metà anteprime. Domenica 15 marzo 2026, nel pomeriggio, le premiazioni.
Vincitore del Premio “Firenze Archeofilm”, al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare, è il film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia, soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni, consulenza scientifica di Giorgio Murru (Italia 2024-2025, 45’). L’archeologo Carlo Tronchetti racconta l’avventura degli scavi da lui diretti in Sardegna dal 1977 in poi nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros. Il film conduce lo spettatore in un viaggio, narrato dallo stesso protagonista, che si rivela ricco di suggestione, dove il dato scientifico dello scavo archeo logico è intriso di aneddoti, accompagnato da suggestive riprese aeree, ricostruzioni virtuali e immagini storiche d’archivio.
“Sono onorato che il nostro documentario abbia ricevuto questo prestigioso premio”, ha dichiarato il regista Castangia. “Mi onora soprattutto il fatto di aver potuto lavorare con Carlo Tronchetti, uno dei padri dell’archeologia sarda e di aver avuto al mio fianco figure autorevoli come Anthony Muroni e Giorgio Murru. A Anthony Muroni va in particolare il merito di aver ideato questo progetto, che ci ha consentito di ascoltare dalla viva voce del protagonista Carlo Tronchetti alcune fasi importanti dell’archeologia sarda del XX secolo. Rivolgo un sincero ringraziamento ai collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione del progetto, a tutto il pubblico che ha accolto con grande entusiasmo la proiezione del nostro documentario e all’impeccabile organizzazione della rassegna Firenze Archeofilm”.
Il Premio “Studenti Unfi” per il miglior cortometraggio assegnato da una giuria di 100 studentesse e studenti dell’università di Firenze è andato al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’i dea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.
Il Premio “Università di Firenze” attribuito dai docenti dell’Ateneo fiorentino è stato assegnato al film prodotto da Rai Cultura “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo (Italia 2025, 60’). “Poiché la guerra ha inizio nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Le parole nel 1945 pronunciate nel preambolo della costituzione dell’UNESCO risuonano di drammatica attualità. Dal ponte di Mostar ai Buddha di Bamiyan, dalla città vecchia di Mosul, ai monumenti dell’Ucraina, ricostruire il patrimonio culturale distrutto dalla furia delle guerre, continua a essere una delle principali missioni dell’UNESCO.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo
Questa la motivazione: “Mescolando sapientemente memoria d’archivio e girato contemporaneo, Nella mente degli uomini racconta l’impegno transnazionale dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale in zone di guerra. L’opera sottolinea con forza non solo il fondamentale operato di questa agenzia, ma soprattutto come i beni archeologici siano pilastri insostituibili dell’identità di un popolo, e che proteggerli o ricostruirli non sia solo un dovere conservativo, ma uno strumento fondamentale di riconciliazione e diplomazia universale”.
Due le menzioni: al film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52’). Motivazione: “Una città imperiale dimenticata, riportata alla luce nella Cina centro-orientale grazie alla tenacia di un giovane archeologo. Con una narrazione innovativa che mescola diversi linguaggi e che rifugge ogni retorica, Fengyang ci svela la storia di una grande impresa di ricerca archeologica in una regione del mondo per noi lontana e ancora poco valorizzata dalla pratica documentaristica contemporanea”. E al film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Motivazione: “Vitrum racconta con sensibilità e precisione la nascita di una materia che accompagna da millenni la vita dell’uomo, unendo arte, tecnica e quotidianità. La trasparenza del vetro porta luce attraverso le finestre e dà forma a oggetti, contenitori e gioielli, fondendo natura e cultura, bellezza e ingegno umano. Il ritrovamento del relitto da parte di Guido Gay nelle acque italiane al largo della Corsica, dà il via alla ricostruzione di un percorso di scoperta di un materiale antico proiettato verso la contemporaneità”.
Infine il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” è stato assegnato all’unanimità, dalla giuria composta da Fabio Martini, Maddalena Chelini e Massimo Tarassi, al film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia, Colombia 2025, 55’). Nel sud-est della Colombia, all’interno del Parco Nazionale di Chiribiquete, la foresta pluviale amazzonica custodisce un tesoro archeologico che gli scienziati stanno appena iniziando a esplorare. Enigmatiche pitture rupestri si estendono su centinaia di metri quadrati di parete rocciosa, nascoste alla vista per decenni. Per i ricercatori colombiani, è finalmente giunto il momento di decifrare questa storia dipinta o incisa, per raccontare meglio le vicende dei popoli amazzonici che un tempo vivevano qui.

Frame del film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano
Motivazione: “Il film narra l’avvio delle ricerche e degli studi nella foresta pluviale amazzonica all’interno del Parco nazionale di Chiribiquete. Il focus è posto sulle numerosissime pitture parietali. Ignote sino a pochi anni orsono, le figurazioni rappresentano personaggi enigmatici, faune, scene di comunità la cui cronologia di dettaglio deve ancora essere definita ma che risalgono probabilmente a più fasi del più antico popolamento umano dell’America meridionale. Il tema viene trattato con prudenza e grande delicatezza, il film trasmette emozione e mostra una notevole capacità empatica che coinvolge lo spettatore, mettendo in secondo piano la pur corretta impostazione scientifica. La sapienza tecnica del regista si fonde con la narrazione sciolta ed essenziale”.
Menzione speciale al film “Abiseo, la foresta culturale del Chachapoya” (Perù) di Rosemarie Lerner (Perù 2025, 22’). Motivazione: “Anche in questo notevole film il tema concerne una cultura precolombiana, la cultura Chachapoya, che ha lasciato all’interno del Parco nazionale di Rio Abiseo una importante documentazione architettonica e figurativa. Il film si caratterizza per il rigore narrativo, la correttezza scientifica, la naturalezza e l’immediatezza della comunicazione”.
Firenze. Al cinema La Compagnia ultime due giornate di proiezioni del Firenze Archeofilm 2026 tra Etruschi inediti, le scoperte a Roma per la Metro C, la regina Nefertari e il battaglione sacro di Tebe. Si chiude con i premi e il film-evento “Nemos”
Arriva il week end di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al cinema La Compagnia. Sabato 14 marzo 2026 tra le anteprime da non perdere: il film che attraverso la vita quotidiana degli archeologi racconta lo scavo di un sito etrusco rimasto nascosto per 2500 anni nel Valdarno Superiore e – cambiando scenario – l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza medievale del temibile capo samurai Oda Nobunaga oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”. E ancora – sempre sabato 14 – le storie riscoperte nel sottosuolo di Roma durante la costruzione della nuova linea metropolitana, la vicenda storica e umana della Regina Nefertari, l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, composto da 150 coppie di amanti maschi, ora riscoperto attraverso prove archeologiche.
Domenica saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; Premio “Università di Firenze”; Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica. Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.
PROGRAMMA SABATO 14 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima nazionale, il film “Pink pottery / Ceramica rosa” di Christine Banna (Stati Uniti 2023, 4’); seguono: il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’); il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’); in prima assoluta il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes ( Italia, Francia, Canada 2025, 52’); in prima assoluta il film “Etruschi di Confine: un sito etrusco nel Valdarno Superiore” di Ermanno Betti (Italia 2025, 28’).
SABATO 14 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 15, in prima assoluta il film “Il castello perduto di Azuchi Un’indagine al tempo dei samurai / Le chateau perdu d’Azuchi Enquête au temps des samouraïs” di Marc Jampolsky (Francia 2026, 52’); seguono: in prima assoluta il film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto /
Nefertari: the great queen of ancient Egypt” di Curtis Ryan Woodside (Italia/Egitto 2025, 52’); il film “Io non dimentico” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13′); il film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53′); in prima cinematografica il film “Aphrodisia” di Michele Iodice (Italia 2023, 7’); il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’).
PROGRAMMA DOMENICA 15 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima assoluta il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’); in prima assoluta il film “Vulci. Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’); il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30′); il film “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” di Pierandrea Gagliardi, Marino Rossi (Italia 2025, 60’).
DOMENICA 15 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 16, Cerimonia di Premiazione: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Studenti UniFi”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria”. Chiude il Firenze Archeofilm 2026 il FILM EVENTO “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto” di Marco Antonio Pani (Italia 2025, 110’).
Firenze. Al Palazzo dei Congressi al via la dodicesima edizione di tourismA, Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva. Tre giorni di incontri e confronti, stand, archeo-degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri: 50 convegni, 250 relatori
Ci siamo. Mancano poco più di 48 ore a tourismA 2026, dodicesima edizione del Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) aperto a tutti: dal 27 febbraio al 1° marzo 2026, al Palazzo dei Congressi di Firenze, dalle 9 alle 18 con ingresso libero e gratuito, tre giorni di esposizione, divulgazione e confronto di tutte le iniziative legate alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze: 50 convegni, 250 relatori. Stand, archeo-degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri. E ancora lo stato dell’arte del turismo sostenibile, i dati sulle mete predilette dai “viaggiatori culturali”, la comunicazione archeologica, le scoperte che fanno la storia, gli ultimi scavi, il dialogo tra civiltà. Tra i big Luciano Canfora, Mario Tozzi, Cristoforo Gorno, Franco Cardini, Alberto Angela (padrino della manifestazione). Vediamo qualche appuntamento del ricco programma. Info: www.tourisma.it
“PROGETTO ETRUSCHI VERSO IL FUTURO” è il titolo del convegno che apre la XII edizione di tourismA curato da assessorato Cultura e Turismo culturale della Regione Toscana. Un grande momento di incontro – venerdì 27 mattina – per fare il punto sulla valorizzazione e promozione dell’enorme “lascito culturale” di questa mitica affascinante civiltà.
URNA… A COLORI. Quest’anno, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, il museo Archeologico nazionale presenterà in anteprima assoluta a tourismA la bellissima Urna del Bottarone, uno dei capolavori etruschi rimasti nel fango del ’66, ora restaurata grazie al sostegno dell’Ufficio federale della cultura svizzero. A distanza di sessant’anni, i colori dell’urna di alabastro sono tornati a risplendere regalando nuova vita alla coppia di sposi etruschi che vi compaiono uniti in un abbraccio affettuoso da 2400 anni. La mostra resterà visitabile per tutti i giorni della manifestazione.
PATRIMONIO SOTTO LE BOMBE IN UCRAINA. Da Firenze a Kiev: domenica 1° marzo mattina l’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi responsabile Ufficio UNESCO in Ucraina presenterà le misure in atto per la difesa del patrimonio culturale ucraino mentre la guerra è ancora in corso. Nell’occasione verranno propositi al pubblico alcuni passaggi del film di Rai Cultura “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025” di Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli dove la Dezzi Bardeschi è una delle protagoniste.
ARCHEOVINO – LA STRANA COPPIA. Per la prima volta in assoluto sbarca a tourismA un incontro ad hoc fra archeologi e produttori del settore viti-vinicolo. Un momento di incontro per presentare il panorama delle aziende agricole e cantine che hanno sviluppato connessioni tra le loro produzioni e i siti archeologici. Fra i siti interessati saranno presenti Pompei, Isola d’Elba, San Gimignano, il colle del Palatino, la Valpolicella, Aquileia. Chiude la carrellata di interventi il professor Attilio Scienza, uno dei massimi esperti internazionale di viticultura che parlerà della vigna di Leonardo da Vinci a Milano.
ARCHEOLOG- IA. Come l’intelligenza artificiale può essere utile al mondo dell’archeologia e come sta trasformando metodi, strumenti e prospettive della ricerca sul passato? Il tema – attualissimo – sbarca a tourismA con un confronto tra i massimi esperti della materia.
SGUARDO SUL MONDO. Il patrimonio culturale dell’Iraq, quello dell’Azerbaigian, Turchia, Marocco, Oman, Siria… sotto la lente delle missioni di scavo italiane all’estero che attraverso le testimonianze dirette degli archeologi raccontano appunto la loro “missione”.
PREMIO GIORNALISTICO. Sarà ancora tourismA a ospitare la prossima edizione del premio GIST ACTA – Archeological & Cultural Tourism Award. Il prestigioso Premio ACTA, giunto alla terza edizione, viene attribuito dal Gruppo Italiano Stampa Turistica a chi, persona fisica o istituzione, favorisce il rispetto, la valorizzazione, la fruizione e la comunicazione dei beni culturali.
SPAZIO LIBRI. Nei tre giorni di “tourismA 26” (27 febbraio – 1° marzo) in Sala 6 presentazioni di libri del settore archeologico-storico-artistico a cura di Massimo Cultraro (Università di Palermo). Sono in programma 42 presentazioni con la partecipazione degli autori e curatori.
OPERATORI TURISTICI INTERNAZIONALI. Torna, venerdì 27 febbraio Buy Cultural Tourism, il 9° workshop B2B del turismo culturale organizzato da Mark PR che ospita un centinaio tra destinazioni, enti del turismo, tour operator, strutture ricettive e agenzie di viaggi specializzate in viaggi culturali. Per la prima volta presenti anche buyer internazionali grazie alla collaborazione con Toscana promozione Turistica e la Fondazione Destination Florence in qualità di Host Destination Partner.
REPORT SUL TURISMO CULTURALE. Vengono presentati in anteprima venerdì 27 febbraio a tourismA i dati del “Report Turismo culturale in Italia 2026 “di The Data Appeal Company, parte del Gruppo Almawave. L’analisi si basa sull’elaborazione di circa 8,6 milioni di contenuti digitali sul turismo culturale in Italia nel 2025 e, per la prima volta, con l’IA integrata nella piattaforma di Data Appeal, capace di leggere e interpretare in tempo reale le recensioni su destinazioni e punti di interesse culturali, individuando temi e sfumature con estrema precisione.
ARCHEO-DIVERTIMENTO. Simulare uno scavo armati di pennello e cazzuola, incidere un cartiglio egizio, realizzare un mosaico romano, scheggiare la pietra o accendere il fuoco come i primitivi, tessere come gli etruschi. È tutto possibile (e gratuito) a tourismA, all’interno dei laboratori pensati per famiglie e bambini.
ALBERTO ANGELA E IL “SUO” CESARE. Chiude la kermesse domenica 1° marzo, alle 16, il noto scrittore e divulgatore televisivo che – nel grande auditorium del Palacongressi – racconterà la sua ultima fatica editoriale: “Cesare. La conquista dell’eternità” (Mondadori). Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Un libro al giorno. “I Popoli del Mare: leggenda o realtà?” a cura di Elena Asero che tenta di dare alcune risposte su queste genti di cui si conoscono gli etnonimi solo dalle fonti egiziane
È uscito per i tipi di Edizioni Espera il libro “I Popoli del Mare: leggenda o realtà?” a cura di Elena Asero. Con la pubblicazione di questi atti si è cercato di contribuire e rispondere alle domande: chi erano i Popoli del Mare? Quale ruolo rivestono nella storia? Sono realmente esistiti o sono frutto di miti o leggende? La complessità dell’argomento ha prodotto negli ultimi anni una ricca e articolata letteratura con solo pochissimi punti fermi. Di queste genti, di cui si conoscono gli etnonimi solo dalle fonti egiziane, gli studiosi non sono unanimi nell’assegnare né una precisa collocazione geografica, né tanto meno riconoscere tra essi nomi di popolazioni conosciute. Sappiamo che emersero sul finire della tarda Età del Bronzo si spostarono verso il bacino del Mediterraneo orientale e l’Egitto, penetrarono e sostituirono alcune società oramai da tempo indebolite dalla crisi socio-economica, politica e istituzionale del sistema palaziale della Età del Bronzo, stremate anche dagli intensi e protratti eventi naturali catastrofici che si verificarono verso il 1200 a.C.
Un libro al giorno. “Archeologia, arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti che presenta e discute alcuni tra i maggiori contesti archeologici, artistici e insediamentali dell’Eurasia centro-occidentale

Copertina del libro “Archeologia, arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti
È uscito per i tipi di Mondadori Università il libro “Archeologia arte e paesaggio tra Asia occidentale e Mediterraneo orientale (ca. 4500-323 a.C.)” di Marco Ramazzotti. Questo libro presenta e discute alcuni tra i maggiori contesti archeologici, artistici e insediamentali dell’Eurasia centro-occidentale secondo un approccio geostorico, interdisciplinare e comparativo. I documenti di cultura materiale, figurativa, epigrafica e i dati insediamentali, territoriali e paesaggistici di Mesopotamia, Siria-Palestina, Anatolia, Penisola Arabica e Africa nord-orientale delineano diversi processi complementari e talora sincronici di interazione culturale, economica e simbolica avvenuti tra la metà del V millennio a.C. e la morte di Alessandro Magno in Babilonia nel 323 a.C. È nel corso di questo lungo arco temporale che tra l’Oceano Indiano e il Mediterraneo si formeranno le prime città della storia, gli stati arcaici e gli imperi universali, ed è un’introduzione alla loro complessità e varietà che quest’opera manualistica vuole essere.
Marco Ramazzotti insegna alla Sapienza Università di Roma Archeologia e Storia dell’Arte dell’Asia Occidentale e del Mediterraneo Orientale Antichi al dipartimento di Scienze dell’Antichità. Dirige il Laboratorio di Archeologia Analitica e Sistemi Artificiali Adattivi, l’Atlante del Vicino Oriente antico, la Missione Archeologica della Sapienza nella Penisola Arabica e nel Golfo, e presiede il Corso di Studi in Scienze del Turismo Sostenibile presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.
Iraq. Nella decima missione della Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) una tavoletta proto-cuneiforme (fine IV millennio a.C.), la prima al di fuori di Uruk, che rivela importanti informazioni sulla scrittura e sull’economia delle acque della civiltà sumerica

La tavoletta cuneiforme (fine del IV millennio a.C.) scoperta dalla Missione Archeologica Italiana di Roma La Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)

I professori Lorenzop Verderame e Davide Nadali di Roma La Sapienza durante la Missione Archeologica Italiana nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)
Durante la decima campagna di scavo della Missione Archeologica Italiana nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq, diretta da Davide Nadali, docente del dipartimento di Scienze dell’antichità, è stata rinvenuta una tavoletta cuneiforme risalente alla fine del IV millennio a.C. Lo comunica Sapienza università di Roma sul proprio sito istituzionale. La tavoletta, letta e interpretata da Lorenzo Verderame, docente del dipartimento SARAS, registra la distribuzione di ingenti quantità di pesci che dovevano anticamente essere uno dei più comuni alimenti per una città come Niĝin, immersa in un ambiente acquatico caratterizzato dalla presenza di acque dolci (fiumi e canali) e salate (mare).

La tavoletta cuneiforme (fine del IV millennio a.C.) scoperta dalla Missione Archeologica Italiana di Roma La Sapienza nell’antica città sumerica di Niĝin (Tell Zurghul) in Iraq (foto uniroma)
Oltre alla registrazione di singole specie, lo scriba annota cinquecento contenitori in vimini utilizzati per il trasporto e la conservazione dei pesci. Questo dettaglio è particolarmente interessante perché è confermato dal dato archeologico, ovvero dai numerosi resti di lische raccolti negli ambienti scavati e dal rinvenimento di sigillature in bitume recanti le impronte della trama in vimini e delle corde che dovevano chiudere questi contenitori.
La scrittura, distribuita in due colonne su ognuna delle due facce della tavoletta, è di tipo proto-cuneiforme. I pittogrammi sono simili a quelli impiegati a Uruk dove appare la scrittura per la prima volta nella storia umana alla fine del IV millennio a.C. L’eccezionalità della scoperta si lega al fatto che si tratta della prima testimonianza di tale scrittura nella regione di Lagash e, più in generale, al di fuori della città di Uruk ed è una riprova della diffusione di questa prima forma di scrittura e del sistema amministrativo che l’aveva creata.
























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