Varese. Alla nona edizione dii Varese Archeofilm il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal vince sia il premio del pubblico “Città di Varese” sia quello della critica “Angelo e Alfredo Castiglioni”

La nona edizione di Varese Archeofilm, evento organizzato da Comune di Varese, in collaborazione con Museo Castiglioni, Ass. Conoscere Varese, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O., con il patrocinio di Università Insubria, un’edizione ricca di ospiti, documentari meravigliosi e un pubblico attento e molto numeroso, si chiude con un film pigliatutto: il bellissimo documentario “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya 2024, ’34) vince sia il premio del pubblico “Città di Varese” sia quello della critica “Angelo e Alfredo Castiglioni”. Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, il film segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.

I giurati Giulio Rossini, Matteo Inzaghi, Diego Pisati e Maurizio Fantoni Minnella premiano questo pregevole lavoro etnografico per qualità visiva. Ricco di informazioni etnografiche, commovente in alcune scene, come quando i ragazzi, piangendo, vengono rasati perdendo per sempre i lunghi capelli tipici dello status di guerriero. Il film restituisce con grande efficacia e coinvolgimento l’orgoglio di un popolo che cerca di mantenere vive le sue radici più antiche che, con lo scorrere del tempo, saranno destinate inesorabilmente a scomparire.

Per il pubblico varesino il podio si compone come segue. Al terzo posto (media voti 4,261) “Roma sotterranea, una metro nella storia” per la regia di Laurent Portes, al secondo (media voti 4,483) il plurimo premiato nei vari Archeofilm “Vitrum – il vetro dei Romani” per la regia di Marcello Adamo e al primo posto con una media voti di 4,578 “Masaai Eunoto”. Gli organizzatori danno appuntamento al 2027 per la decima edizione.
Santa Maria Capua Vetere (Ce). Al via all’Anfiteatro Campano “Terra Sonans”, il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile: un viaggio attraverso continenti, tradizioni e culture diverse con grandi artisti internazionali in 6 concerti gratuiti- Ecco il programma

Nel cuore dell’antica Capua prende forma un viaggio attraverso continenti, tradizioni e culture diverse: dal 9 al 13 settembre all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere “Terra Sonans”, il festival ideato e diretto da Enzo Avitabile, racconta l’idea di una terra che vibra e che, attraverso la musica, si apre all’ascolto e al dialogo con il mondo con grandi artisti internazionali in 6 concerti gratuiti con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. “Terra Sonans” è realizzato con il supporto della Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere, ed è prodotto da Black Tarantella in collaborazione con il ministero della Cultura, direzione regionale Musei nazionali Campania. Tra gli ospiti attesi al festival: la statunitense Dee Dee Bridgewater, i maliani Salif Keïta e Rokia Traoré, il norvegese Jan Garbarek con l’indiano Trilok Gurtu, gli iraniani Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni, oltre allo stesso Enzo Avitabile protagonista di un inedito progetto live insieme a Daby Touré, cantante e musicista mauritano naturalizzato francese.

L’Anfiteatro Campano, uno dei luoghi più significativi della nostra rete museale, sarà il palcoscenico di questo incontro, diventando uno spazio vivo di condivisione, capace di accogliere linguaggi, culture e sensibilità differenti, e ritornando alla sua dimensione più autentica: quella di un luogo aperto, attraversato da persone, culture e storie diverse. Un luogo in cui il passato non resta immobile, ma incontra il presente e torna a farsi ascoltare con linguaggi nuovi.
MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2026, alle 21: SALIF KEÏTA (Mali). Ad inaugurare il ciclo di concerti all’Anfiteatro Campano sarà Salif Keïta. Discendente diretto di Sundiata Keïta, eroe nazionale e fondatore dell’Impero del Mali nel XIV secolo, Salif Keïta è una delle figure più iconiche della musica africana contemporanea. Pioniere e punto di riferimento da oltre mezzo secolo dell’Afro-pop, grazie alla sua voce straordinaria – definita “The golden voice of Africa” – e alla fusione delle tradizioni musicali Mandé con influenze pop, jazz, funk, blues e sonorità elettroniche, ha dato vita a 20 album e successi planetari come “Yamore” e “Madan”. Salif Keïta è uno dei grandi protagonisti dell’evoluzione della musica africana, contribuendo in modo significativo alla sua diffusione globale. Sul palco, insieme a lui ci sarà la Electric Band composta da Soubeiga Fatoumata e Aicha Mariko (voci), Guimba Kouyate (chitarra), Harouna Samake (kamale n’goni), Seydou Kouyate (tastiera & kora), Mamady Kouyate (basso), Moise Sagara (batteria), Daouda Kone (percussioni) e Abou Cisse (MPC).
GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE 2026, alle 21: JAN GARBAREK GROUP feat. TRILOK GURTU Norvegia (India). La seconda serata della rassegna Terra Sonans vede protagonista una leggenda del jazz europeo: Jan Garbarek. Un grande musicista che ha influenzato intere generazioni col suo stile inconfondibile, capace di definire il sound tipico della mitica etichetta ECM Records. Tra le sue numerose collaborazioni impossibile non citare quelle con Bill Frisell, Keith Jarrett, Agnes Buen Garnås, Zakir Hussain, Anouar Brahem e The Hilliard Ensemble. Ma il suo punto fermo è rappresentato dal progetto Jan Garbarek Group. Insieme al sassofonista e compositore norvegese classe 1947 (figlio di un ex prigioniero di guerra polacco) troviamo il suo collaudato gruppo composto dal pianista e tastierista tedesco Rainer Brüninghaus, dal bassista brasiliano Yuri Daniel e dal fenomenale percussionista indiano Trilok Gurtu. Un quartetto multietnico capace di superare stili e generi musicali, dando vita a un raffinatissimo estetismo sonoro. Nulla è più difficile di ciò che è semplice. Jan Garbarek, da sessant’anni, rende semplice, limpido ed evidente ciò che è complesso.
VENERDÌ 11 SETTEMBRE 2026, alle 21: DEE DEE BRIDGEWATER (U.S.A.). L’Anfiteatro Campano accoglie una delle più acclamate voci del jazz: Dee Dee Bridgewater. Nel corso di una carriera poliedrica che abbraccia più di quattro decenni, ha raggiunto l’apice tra le voci del panorama musicale mondiale. La cantante originaria di Memphis – vincitrice di tre Grammy Awards – porta sul palco un progetto che unisce musica e impegno civile, costruito insieme al suo ensemble tutto femminile: accanto a lei, Alexis Lombre (al pianoforte), Rosa Brunello (al basso elettrico, contrabbasso) e Anne Paceo (alla batteria). In questo spettacolo dal titolo evocativo, “WE EXIST!” – che richiama volutamente il capolavoro di Max Roach del 1960 “We Insist! Freedom Now Suite” – Dee Dee Bridgewater unisce il suo vasto vissuto e tutte le sue doti artistiche. Con questo progetto, arte e attivismo si fondono nella sua vocalità potente e raffinata, capace di attraversare generi, epoche e linguaggi, mantenendo intatta la propria identità.
SABATO 12 SETTEMBRE 2026, alle 21: ROKIA TRAORÉ (Mali). Tra le figure di punta della cosiddetta “nuova Africa musicale”, Rokia Traoré è un’artista capace di coniugare con naturalezza le radici della tradizione africana con le sonorità contemporanee del rock, del folk e della canzone d’autore globale. Nata nel 1974 a Kolokani, in Mali, e figlia di un diplomatico, ha vissuto tra Stati Uniti, Europa e Medio Oriente, esposta fin da giovane a culture e musiche diverse. Ha studiato sociologia a Bruxelles prima di dedicarsi interamente alla musica. Oltre alla carriera musicale e teatrale, Rokia Traoré è anche una figura centrale dell’attivismo culturale africano. Nel 2009 ha fondato a Bamako la Fondation Passerelle, con l’obiettivo di formare e sostenere giovani artisti maliani offrendo loro strumenti tecnici, educazione artistica e opportunità di crescita. Nel 2016 è stata nominata ambasciatrice di buona volontà dell’UNHCR, l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati.
SABATO 12 SETTEMBRE 2026, alle 22: THE ART OF IMPROVISATION IN IRANIAN MUSIC KAYHAN KALHOR · KIYA TABASSIAN · NILOUFAR MOHSENI (Iran). Tre straordinari musicisti ci conducono nel cuore di una delle più antiche tradizioni musicali del mondo, dove poesia, spiritualità e virtuosismo si intrecciano in un dialogo senza confini. L’ambasciatore della musica persiana, Kayhan Kalhor, vincitore del Grammy Award e del Womex Artist Award, considerato il più grande virtuoso al mondo del kamancheh (violino persiano). Le sue collaborazioni con il Silkroad Ensemble di Yo-Yo Ma, i Kronos Quartet e numerosi artisti provenienti da culture diverse gli hanno permesso di costruire un ponte tra Oriente e Occidente. Accanto a lui, Kiya Tabassian, virtuoso del setar (il liuto persiano), compositore e fondatore dell’ensemble Constantinople. Il suo lavoro esplora le connessioni tra la tradizione persiana, il Mediterraneo e il Medio Oriente. Completa il trio Niloufar Mohseni, interprete di grande sensibilità del tombak, il principale strumento a percussione della musica classica e popolare persiana.
DOMENICA 13 SETTEMBRE 2026, alle 21: ENZO AVITABILE IN ROTTE CLANDESTINE · guest DABY TOURÉ Italia (Mauritania). La serata conclusiva di Terra Sonans vede in scena il Maestro Enzo Avitabile con il nuovo e inedito concerto “Rotte Clandestine”. Il compositore e cantautore partenopeo, da sempre impegnato nella ricerca e nella contaminazione sonora, dialoga in questa esibizione con il cantante e musicista mauritano, naturalizzato francese, Daby Touré (storico collaboratore di Peter Gabriel e già al fianco di Avitabile in varie occasioni). Insieme presentano dal vivo questo progetto musicale che racconta, attraverso suoni e parole, le rotte migratorie contemporanee. Un concerto intimo ma pieno di groove, che si sviluppa come un viaggio simbolico tra Sud e Nord del mondo, mettendo al centro le storie di chi attraversa confini alla ricerca di dignità, identità e futuro. L’incontro tra Enzo Avitabile e Daby Touré, accompagnati da Gianluigi Di Fenza (chitarra) e Emidio Ausiello (tamburi a cornice), crea un dialogo artistico che fonde tradizioni diverse, trasformando il palco in uno spazio condiviso e la musica in un suono di comunità senza confini.
Un libro al giorno. “L’Africa in deposito. Collezioni coloniali italiane nei musei Euregio” a cura di Nicola Labanca e Davide Zendri: indagine su come gli oggetti – raccolti in Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia – siano arrivati fino a noi e quali narrazioni abbiano costruito

È uscito per i tipi di Verlag Militaria il libro “L’Africa in deposito. Collezioni coloniali italiane nei musei Euregio” a cura di Nicola Labanca e Davide Zendri, pubblicato dal MITAG Museo Storico Italiano della Guerra. “L‘Africa in deposito” dischiude i depositi dei musei dell‘Euregio (Trentino-Alto Adige/ Südtirol e Tirolo) per svelare una storia nascosta: quella delle collezioni coloniali italiane. Per decenni, armi africane, uniformi cachi, cimeli e fotografie esotiche hanno popolato le vetrine museali, spesso senza una reale contestualizzazione, rimanendo testimoni silenti di un passato rimosso. Questo volume è il frutto di un vasto progetto di ricerca e catalogazione intrapreso in occasione dell‘Anno dei Musei Euregio 2025. Non si tratta di un semplice catalogo, ma di un‘indagine su come questi oggetti – raccolti durante la vicenda coloniale italiana in Eritrea, Somalia, Libia ed Etiopia – siano arrivati fino a noi e quali narrazioni abbiano costruito. Il libro analizza la genesi di queste raccolte, formatesi in gran parte nel Ventennio fascista, quando musei come quello di Rovereto inauguravano Sale Coloniali dedicate. In quel contesto, gli oggetti non servivano solo a documentare, ma a celebrare la conquista, a ostruire l‘immagine di un nemico esotico e a rafforzare l‘identità imperiale italiana attraverso la propaganda. “L‘Africa in deposito, attraverso saggi e approccio catalografico diviso per tipologie di bene descritto e area geografica di provenienza, interroga la natura stessa di queste collezioni. Studiosi come Nicola Labanca e Emanuele Ertola inquadrano i caratteri specifici del colonialismo italiano. Massimo Zaccaria approfondisce il ruolo degli ascari. Alessandro Triulzi riflette sulle complesse modalità di rappresentare la colonia, mentre Nicola Fontana e Sabrina Meneghini indagano i fondi fotografici conservati. Il cuore del volume è dedicato alla cultura materiale e alla geografia materiale dell‘impero. Analisi dettagliate, curate da Renzo Catellani, Gabriele Zorzetto e Davide Zendri, esaminano uniformi, caschi e distintivi. Gianfrancesco Lusini traccia il lungo viaggio degli oggetti etnografici, dall‘altopiano etiopico alle vetrine europee. Questa mappatura si estende dai primi possedimenti in Eritrea e Somalia, alla guerra Mahdista in Sudan, alla conquista della Libia e infine alla brutale guerra d‘Etiopia, senza dimenticare appendici su esperienze meno note come la Concessione di Tianjin e il Dodecaneso. Attraverso la catalogazione meticolosa dei fondi di musei come il MITAG, la Fondazione Museo Storico del Trentino, il Museo Caproni, il Museo Nazionale Storico Degli Alpini, il MAG di Riva e il Palais Mamming di Merano, il volume offre uno strumento essenziale per comprendere non solo cosa l‘Italia prese dall‘Africa, ma anche come scelse di raccontare a se stessa quella conquista.
Padova. A Palazzo Liviano workshop internazionale “From Field to Heritage. Strengthening Italian-Algerian Cooperation in the Archaeology of the Roman Limes”, in presenza e on line, con la presentazione e la discussione dei primi risultati della campagna 2026 condotta in Algeria

Lunedì 22 giugno 2026, dalle 9.30 alle 16, nell’aula Diano di Palazzo Liviano in piazza Capitaniato 7 a Padova, workshop internazionale “From Field to Heritage. Strengthening Italian-Algerian Cooperation in the Archaeology of the Roman Limes”, in presenza e in diretta streaming su Zoom: https://unipd.zoom.us/j/3833008118. L’incontro, organizzato nell’ambito del Limes Numidicus Survey Project e del progetto UniPd Shaping a World-Class University, sarà dedicato alla presentazione e discussione dei primi risultati della campagna 2026 condotta in Algeria dall’università di Padova, con particolare attenzione alle ricerche archeologiche nel territorio di El Hassai e, più in generale, allo studio dei paesaggi di frontiera della Numidia romana.
Programma. La prima sessione sarà dedicata alle attività del progetto LiNuS, con interventi su remote sensing, mobilità e assetti viari, materiali ceramici, evidenze numismatiche e documentazione digitale dei siti archeologici. La seconda sessione raccoglierà contributi registrati di studiosi e studiose provenienti da istituzioni algerine e tunisine, dedicati al limes, alla documentazione dei paesaggi archeologici, alla tutela del patrimonio, all’architettura romana nordafricana e alle forme di valorizzazione e museificazione digitale. Il workshop si inserisce in un percorso di cooperazione internazionale volto a rafforzare il dialogo scientifico tra l’Università di Padova e le istituzioni partner algerine, in particolare le Università di Biskra e Constantine 2. In linea con gli obiettivi del progetto From Field to Heritage, l’iniziativa intende integrare ricerca, formazione e valorizzazione del patrimonio culturale, promuovendo attività condivise di documentazione, interpretazione e disseminazione dei risultati archeologici.
Centuripe (En). All’ex chiesa del Purgatorio “Cineforum ArcheoCiak”, rassegna dedicata al cinema archeologico: due giornate di proiezioni e approfondimenti guidati da Dario Di Blasi. Ecco il programma
Week end a Centuripe (En) tra cinema e archeologia per un viaggio nel tempo con “Cineforum ArcheoCiak”, rassegna dedicata al cinema archeologico, promossa dal Comune di Centuripe, con il supporto organizzativo della cooperativa Controvento, nell’ambito del progetto “Educare in Comune – EmozioniAMOci”: sabato 18 e domenica 19 aprile 2026, all’ex chiesa del Purgatorio, in via Battisti 30 a Centuripe, il cinema diventa strumento di conoscenza e racconto del passato in un affascinante percorso dalla Preistoria al Medioevo. Due giornate di proiezioni e approfondimenti, dalle 17 alle 19, pensate per rendere accessibile e coinvolgente il racconto del mondo antico. A guidare il pubblico sarà Dario Di Blasi, tra i più autorevoli esperti di cinema archeologico a livello internazionale, che accompagnerà le proiezioni con spiegazioni e chiavi di lettura. Nel corso delle due giornate saranno presenti ospiti del settore legati al mondo dell’archeologia e della divulgazione culturale, che arricchiranno il programma con momenti di confronto e dialogo con il pubblico.
Programma di sabato 18 aprile 2026 “Comunicare l’antico nel modo più immediato ed efficace”: apre il pomeriggio la proiezione del film “I pozzi cantanti di Etiopia” di Alfredo e Angelo Castiglioni (Italia 2009, 50’). Nell’Etiopia meridionale nella terra dei pastori Borana, ci sono pozzi che sprofondano fino a trenta metri nel sottosuolo. Fino a pochi anni fa, uomini e donne scendevano, all’alba, nel buio dello scavo per raggiungere la falda acquifera. Diciotto – venti persone, posizionate le une sulle altre su legni scivolosi di muffa, portavano in superficie l’acqua necessaria agli uomini e agli animali. Un canto scandiva il lavoro. Sei litri ogni tre secondi per ogni uomo. Cori antichi che uscivano dalla terra e che si udivano da lontano. “Pozzi Cantanti” arrivati fino a noi da innumerevoli generazioni di pastori.
Segue il film “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia 2019, 50’). Il film intende proporre un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e in particolare sulla grande stagione della nascita e dello sviluppo della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge nella “terra tra i due fiumi” una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito.
Programma di domenica 19 aprile 2016: “Un percorso a ritroso nel tempo. Preistoria e medioevo”: apre il pomeriggio la proiezione del film “Roma sotterranea. Una metro nella storia” di Laurent Portes, scritto con Massimo My e Bettina Hatami (Italia 2025, 53’). Il film racconta l’avventura archeologica legata ai quasi 18 anni di scavi della Linea C della metropolitana di Roma, che hanno riportato alla luce reperti eccezionali della città antica. Grazie alla collaborazione fra ingegneri e archeologi, le stazioni del centro sono diventate veri siti museali: tra le scoperte più straordinarie, la caserma romana di Porta Metronia, 1700 mq di mosaici e affreschi ritrovati a 9 metri di profondità e poi ricollocati, e gli Auditoria di Adriano emersi a Piazza Madonna di Loreto. Con consulenza della storica Claudia Devoto, voce narrante di Domenico Strati e musiche di Siegfried Canto, il documentario è una co-produzione internazionale (Italia, Francia, Canada) distribuita da Cineflix Rights, sostenuta da importanti enti culturali europei e nordamericani.
Segue il film d’animazione “Matilde, una donna oltre il suo tempo” di Pasquale Celano e Monica Fornaciari (Italia 2012, 40’). Matilde, una donna oltre il suo tempo racconta la storia di Matilde di Canossa: una delle prime grandi figure della diplomazia europea, entrata nella storia e nella leggenda come nessuna donna prima di lei. Siamo nel XII secolo e Matilde governa un territorio vastissimo, che comprende buona parte dell’Italia settentrionale e centrale, strategico nella lotta tra Papato e Impero. Matilde è legata all’Imperatore da un vincolo di parentela, ma ideologicamente e umanamente sostiene la Chiesa Riformata. Saranno coraggio, determinazione, arte della mediazione e buon cuore, le doti che le permetteranno di sopravvivere nel mondo brutale dell’epoca, facendo trionfare quella riforma del clero indispensabile per il miglioramento dell’umanità.
“Sarà un’occasione per stare insieme e condividere cultura”, sottolinea il sindaco Salvatore La Spina, evidenziando l’importanza di iniziative capaci di rafforzare il legame tra comunità e patrimonio. “In un territorio come quello di Centuripe, tra i più esposti nel tempo al fenomeno dei tombaroli e al traffico illecito di reperti archeologici, diventa ancora più urgente promuovere consapevolezza e responsabilità verso il proprio patrimonio storico. L’archeologia, in questo contesto, non è solo memoria del passato, ma uno strumento fondamentale per costruire identità e futuro. Cineforum ArcheoCiak si propone così come un momento di riflessione e partecipazione collettiva, capace di trasformare la conoscenza del passato in una risorsa viva per la comunità”.
Torino. Al museo Egizio, in presenza e on line, tavola rotonda internazionale “Focus on Sudan II – Preserving Sudan’s Archaeological Heritage”, risposta alla grave emergenza culturale che colpisce il Sudan dall’aprile 2023
Il 9 marzo 2026, alle 15.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino tavola rotonda internazionale “Focus on Sudan II – Preserving Sudan’s Archaeological Heritage”, organizzata dal museo Egizio in collaborazione con Global Aid Connection (GAC) e con l’International Committee for Egyptology (CIPEG). Evento gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/preserving-sudans….L’evento è in lingua inglese con traduzione simultanea in sala. Disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio di Torino.
L’iniziativa rappresenta il secondo appuntamento del ciclo “Focus on Sudan”, avviato nel dicembre 2023, e nasce come risposta alla grave emergenza culturale che colpisce il Sudan dall’aprile 2023. Musei, archivi, biblioteche e siti archeologici sudanesi stanno subendo saccheggi sistematici, distruzioni e occupazioni da parte di gruppi armati. Le conseguenze sono drammatiche: distruzione e incendio di importanti collezioni museali, occupazione di siti archeologici, furto di manoscritti e archivi storici, dispersione del patrimonio culturale nazionale. Di fronte a questo scenario, il museo Egizio conferma il proprio impegno come luogo di ricerca, tutela e cooperazione internazionale, aprendo uno spazio pubblico di confronto e consapevolezza. Un confronto internazionale per la tutela del patrimonio sudanese. L’evento vedrà la partecipazione di S.E. Emadeldin Mirghani Abdelhamid Altohamy (ambasciatore del Sudan in Italia), Johannes Auenmüller (museo Egizio), Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari, Venezia), Shadia Abdu Rado (Sudan National Museum, Khartoum), Junaid Sorosh-Wali (UNESCO Office Sudan), Federico Zaina (museo Egizio), Yagoub Kibeida (Global Aid Connection).
Al centro del dibattito la domanda chiave è: “Come possono le istituzioni sudanesi e internazionali collaborare per proteggere, documentare e valorizzare il patrimonio culturale del Sudan durante e dopo il conflitto?”. L’obiettivo dell’incontro sarà duplice: analizzare le perdite e i rischi attuali che minacciano il patrimonio archeologico e culturale sudanese; individuare strategie concrete di intervento, tra cui: protezione d’emergenza dei siti, documentazione e digitalizzazione, conservazione digitale, raccolta fondi per progetti a medio termine, advocacy e cooperazione internazionale. Il museo Egizio invita tutti e tutte gli interessati ai temi della tutela del patrimonio culturale e dell’archeologia internazionale a prendere parte a questo importante momento di confronto scientifico e civile.
Firenze. Al Palazzo dei Congressi al via la dodicesima edizione di tourismA, Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva. Tre giorni di incontri e confronti, stand, archeo-degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri: 50 convegni, 250 relatori
Ci siamo. Mancano poco più di 48 ore a tourismA 2026, dodicesima edizione del Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) aperto a tutti: dal 27 febbraio al 1° marzo 2026, al Palazzo dei Congressi di Firenze, dalle 9 alle 18 con ingresso libero e gratuito, tre giorni di esposizione, divulgazione e confronto di tutte le iniziative legate alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze: 50 convegni, 250 relatori. Stand, archeo-degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri. E ancora lo stato dell’arte del turismo sostenibile, i dati sulle mete predilette dai “viaggiatori culturali”, la comunicazione archeologica, le scoperte che fanno la storia, gli ultimi scavi, il dialogo tra civiltà. Tra i big Luciano Canfora, Mario Tozzi, Cristoforo Gorno, Franco Cardini, Alberto Angela (padrino della manifestazione). Vediamo qualche appuntamento del ricco programma. Info: www.tourisma.it
“PROGETTO ETRUSCHI VERSO IL FUTURO” è il titolo del convegno che apre la XII edizione di tourismA curato da assessorato Cultura e Turismo culturale della Regione Toscana. Un grande momento di incontro – venerdì 27 mattina – per fare il punto sulla valorizzazione e promozione dell’enorme “lascito culturale” di questa mitica affascinante civiltà.
URNA… A COLORI. Quest’anno, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, il museo Archeologico nazionale presenterà in anteprima assoluta a tourismA la bellissima Urna del Bottarone, uno dei capolavori etruschi rimasti nel fango del ’66, ora restaurata grazie al sostegno dell’Ufficio federale della cultura svizzero. A distanza di sessant’anni, i colori dell’urna di alabastro sono tornati a risplendere regalando nuova vita alla coppia di sposi etruschi che vi compaiono uniti in un abbraccio affettuoso da 2400 anni. La mostra resterà visitabile per tutti i giorni della manifestazione.
PATRIMONIO SOTTO LE BOMBE IN UCRAINA. Da Firenze a Kiev: domenica 1° marzo mattina l’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi responsabile Ufficio UNESCO in Ucraina presenterà le misure in atto per la difesa del patrimonio culturale ucraino mentre la guerra è ancora in corso. Nell’occasione verranno propositi al pubblico alcuni passaggi del film di Rai Cultura “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025” di Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli dove la Dezzi Bardeschi è una delle protagoniste.
ARCHEOVINO – LA STRANA COPPIA. Per la prima volta in assoluto sbarca a tourismA un incontro ad hoc fra archeologi e produttori del settore viti-vinicolo. Un momento di incontro per presentare il panorama delle aziende agricole e cantine che hanno sviluppato connessioni tra le loro produzioni e i siti archeologici. Fra i siti interessati saranno presenti Pompei, Isola d’Elba, San Gimignano, il colle del Palatino, la Valpolicella, Aquileia. Chiude la carrellata di interventi il professor Attilio Scienza, uno dei massimi esperti internazionale di viticultura che parlerà della vigna di Leonardo da Vinci a Milano.
ARCHEOLOG- IA. Come l’intelligenza artificiale può essere utile al mondo dell’archeologia e come sta trasformando metodi, strumenti e prospettive della ricerca sul passato? Il tema – attualissimo – sbarca a tourismA con un confronto tra i massimi esperti della materia.
SGUARDO SUL MONDO. Il patrimonio culturale dell’Iraq, quello dell’Azerbaigian, Turchia, Marocco, Oman, Siria… sotto la lente delle missioni di scavo italiane all’estero che attraverso le testimonianze dirette degli archeologi raccontano appunto la loro “missione”.
PREMIO GIORNALISTICO. Sarà ancora tourismA a ospitare la prossima edizione del premio GIST ACTA – Archeological & Cultural Tourism Award. Il prestigioso Premio ACTA, giunto alla terza edizione, viene attribuito dal Gruppo Italiano Stampa Turistica a chi, persona fisica o istituzione, favorisce il rispetto, la valorizzazione, la fruizione e la comunicazione dei beni culturali.
SPAZIO LIBRI. Nei tre giorni di “tourismA 26” (27 febbraio – 1° marzo) in Sala 6 presentazioni di libri del settore archeologico-storico-artistico a cura di Massimo Cultraro (Università di Palermo). Sono in programma 42 presentazioni con la partecipazione degli autori e curatori.
OPERATORI TURISTICI INTERNAZIONALI. Torna, venerdì 27 febbraio Buy Cultural Tourism, il 9° workshop B2B del turismo culturale organizzato da Mark PR che ospita un centinaio tra destinazioni, enti del turismo, tour operator, strutture ricettive e agenzie di viaggi specializzate in viaggi culturali. Per la prima volta presenti anche buyer internazionali grazie alla collaborazione con Toscana promozione Turistica e la Fondazione Destination Florence in qualità di Host Destination Partner.
REPORT SUL TURISMO CULTURALE. Vengono presentati in anteprima venerdì 27 febbraio a tourismA i dati del “Report Turismo culturale in Italia 2026 “di The Data Appeal Company, parte del Gruppo Almawave. L’analisi si basa sull’elaborazione di circa 8,6 milioni di contenuti digitali sul turismo culturale in Italia nel 2025 e, per la prima volta, con l’IA integrata nella piattaforma di Data Appeal, capace di leggere e interpretare in tempo reale le recensioni su destinazioni e punti di interesse culturali, individuando temi e sfumature con estrema precisione.
ARCHEO-DIVERTIMENTO. Simulare uno scavo armati di pennello e cazzuola, incidere un cartiglio egizio, realizzare un mosaico romano, scheggiare la pietra o accendere il fuoco come i primitivi, tessere come gli etruschi. È tutto possibile (e gratuito) a tourismA, all’interno dei laboratori pensati per famiglie e bambini.
ALBERTO ANGELA E IL “SUO” CESARE. Chiude la kermesse domenica 1° marzo, alle 16, il noto scrittore e divulgatore televisivo che – nel grande auditorium del Palacongressi – racconterà la sua ultima fatica editoriale: “Cesare. La conquista dell’eternità” (Mondadori). Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Licodia Eubea (Ct). Nella quinta giornata del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico gli ultimi sette film in concorso. In mattinata protagonista il cibo con due film e il “Laboratorio del Gusto”

XV festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea: la sala proiezioni al Polo culturale della Badia (foto graziano tavan)

Frame del film “La grande Histoire des végétariens / Vegetarians, the Great Odyssey” di Martin Blanchard
È il cibo, nelle sue varie accezioni storico-sociali, culturali e gastronomiche, il protagonista sabato 6 dicembre 2025 della quinta giornata del XV festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) che tra mattino, pomeriggio e sera propone gli ultimi sette film in concorso. Le proiezioni iniziano alle 10 al Polo culturale della Badia con il film in prima regionale “La grande Histoire des végétariens / Vegetarians, the Great Odyssey” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’). Il vegetarianesimo sembrerebbe un fenomeno decisamente contemporaneo, invece ha una storia lunga e spesso poco conosciuta. Dai jainisti indiani agli hippy, dai filosofi romani alla prima Società Vegetariana fondata a Londra nel 1847, il film racconta un’avventura umana incarnata da figure universali che, attraverso le proprie scelte alimentari, si interrogano sul posto dell’umanità nel mondo. Segue il film in prima nazionale “A vineyard Cinderella” di Vassilis Loules (Grecia 2025, 10’). L’umile Cenerentola dei vigneti è stata dimenticata, fino a quando un principe non l’ha trasformata in una regina. La vera storia del vitigno greco Malagousiá è come una fiaba, che ha il sapore delle sue uve e il ritmo di un valzer.
I due film introducono il pubblico, alle 12, al “Laboratorio del gusto” (in programma anche domenica 7 dicembre 2025, ingresso a pagamento, informazioni info@rassegnalicodia.it) appuntamento a cura dell’associazione “Strade degli iblei” che unisce alla convivialità del pranzo il racconto delle eccellenze gastronomiche del territorio narrate dai suoi protagonisti: produttori locali di eccellenze quali vino, cicerchia, grani antichi e altri prodotti. Un appuntamento che conferma il legame tra il Licodia Eubea e il festival che, in un’ottica di scambio, ogni anno affianca al premio cinematografico numerose attività di promozione del territorio licodiano. A guidare i partecipanti saranno Riccardo Randello, responsabile dei presidi Slow Food Catania, e Rosanna Di Pietro, portavoce della Comunità dei produttori Slow Food della Cipolla di Giarratana. Assieme a loro, tanti altri giovani imprenditori agricoli che, con passione e rispetto per la natura, producono olio, pasta, miele, formaggi, vino e tanto altro ancora, integrando saperi antichi e innovazione.

Frame del film “Berg der Steine. Ausgrabungen auf dem Monte Iato / Mountain of Stones. Excavations on Monte Iato” di Andreas Elsener

Frame del film “Abiseo, el bosque cultural de los Chachapoya / Abiseo, cultural forest of the Chachapoya” di Rosemarie Lerner

Frame del film “Alhambra, le trésor du dernier sultanat d’Espagne / Alhambra, the lost paradise” di Marc Jampolsky
Le proiezioni riprendono alle 17 sempre al Polo culturale della Badia con il film in prima nazionale “Berg der Steine. Ausgrabungen auf dem Monte Iato / Mountain of Stones. Excavations on Monte Iato” di Andreas Elsener (Svizzera 2025, 55’). Nel 1971 l’Istituto Archeologico dell’università di Zurigo, in Svizzera, ha avviato uno scavo sul sito di Monte Iato, nella Sicilia occidentale. Nel corso degli anni, gli scavi e le attività connesse sono diventati un importante fattore economico in una delle regioni più povere d’Italia. Il film esplora la storia di questo scavo e la sua evoluzione nel corso di quasi mezzo secolo. Segue il film in prima nazionale “Abiseo, el bosque cultural de los Chachapoya / Abiseo, cultural forest of the Chachapoya” di Rosemarie Lerner (Perù 2025, 21’). Nel sito UNESCO del Parco nazionale del Rio Abiseo, un team del World Monuments Fund Peru esplora le Ande per documentare Gran Pajatén, eredità della civiltà Chachapoya, nota come “il popolo della foresta pluviale”. Abiseo, the Cultural Forest of the Chachapoya, racconta il legame fragile tra natura e storia in un viaggio di riscoperta. Chiude la sessione pomeridiana il film in prima regionale di “Alhambra, le trésor du dernier sultanat d’Espagne / Alhambra, the lost paradise” di Marc Jampolsky (Francia 2024, 52’). L’Alhambra, apparentemente una severa fortezza di Granada, rivela un mondo unico del XIII-XV secolo, creato per gli ultimi sultani di Spagna. Il film racconta la storia di questo paradiso, le sue ragioni, i suoi segreti e la sua straordinaria durata nel tempo.
Alle 20, pausa con “Calici d’autore”, ovvero un aperitivo rinforzato con i prodotti del territorio in compagnia degli ospiti del festival (registi, produttori, archeologi, antropologi e delegazioni artistiche dei film), che si trasforma in un momento conviviale e di confronto informale con il pubblico. Ingresso è a pagamento, e il ticket si può prenotare su https://www.rassegnalicodia.it/shop/.
Alle 21, al Polo culturale della Badia, la sessione serale del Festival con gli ultimi due film in concorso, entrambi prime regionali: apre il film “Anime galleggianti / Floating Souls” di Maria Giménez Cavallo (Usa/Italia 2024, 71’). Ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, Anime galleggianti è un viaggio attraverso le mistiche terre della Sardegna. Un’opera ibrida che mischia l’etnografia visuale e musicale con la mitologia classica, l’approccio documentario con la fantasia. I destini intrecciati dei personaggi ovidiani culminano nel Carnevale autoctono, i cui riti scandiscono la ciclicità tra la vita e la morte. Quindi chiude la serata il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenia 2024, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro toccante rito di passaggio nel 2022, Maasai Eunoto segue il passaggio del guerriero Masai allo status di anziano, rivelando il passato e il presente celati dietro una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.


























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