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XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato

L’Aquileia Film Festival dall’alto con le due piazze, Capitolo e Patriarcato, riservate al pubblico (foto fondazione aquileia)

aquileia_film-festival-2021_locandinaCinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per sette serate da martedì 27 luglio a martedì  3 agosto 2021 nella XII edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del FVG, fondazione So.Co.Ba. e PromoTurismoFvg con il sostegno di Solaris Yachts. Per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto – di piazza Patriarcato. È obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Tutte le serate, tranne sabato 31 luglio, saranno trasmesse anche in streaming sul sito www.fondazioneaquileia.it. La giuria dei film in concorso alle serate dell’archeologia è composta da Dario Di Blasi (direttore di Firenze ArcheoFilm), Luca Villa (archeologo), Simonetta Di Zabutto (travel blogger e giornalista), Lorenza Cesaratto (Fvg Social Ambassador).

Frame del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” (foto fondazione aquileia)

Serata-evento. “Il Festival si apre martedì 27 luglio 2021 con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dal vivo suoneranno Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli che presenterà anche il suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli.

Frame del film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane (foto fondazione aquileia)
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L’archeologo navale Francesco Tiboni

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Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

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Star di Aquileia Film Festival sarà anche quest’anno Alberto Angela che chiuderà la kermesse intervistato da Piero Pruneti (foto Massimo Goina)

Le serate dell’archeologia. Ospiti delle serate dell’archeologia nei giorni successivi e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Francesco Tiboni, archeologo navale (28 luglio), Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia (29 luglio), Alberto Angela in diretta streaming (30 luglio). Si inizia mercoledì 28 luglio 2021, alle 21, con la proiezione del film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente, dove per la prima volta nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. A seguire la conversazione-intervista con Francesco Tiboni, archeologo navale e in chiusura il cortometraggio “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville sugli Incas, che nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Sebbene non conoscessero né la scrittura né la ruota, gli Incas si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura. Giovedì 29 luglio 2021, alle 21, il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane ci porterà alla scoperta del patrimonio sommerso nei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Ospite della serata Cristiano Tiussi, archeologo, che approfondirà l’importanza strategica del porto fluviale di Aquileia per la storia della città. In chiusura grazie al cortometraggio “Elarmekora” di Clément Champiat seguiremo una spedizione archeologica nel cuore del Gabon, sulle tracce dei primi uomini lungo il fiume Congo. Venerdì 30 luglio 2021, alle 21, la serata si apre con il cortometraggio “Indagini in profondità. Il robot degli abissi” di Guilain Depardieu e Frédéric Lossignol che segue una squadra di archeologi al largo delle coste di Tolone, in Francia, che sta per inviare su di un relitto un robot umanoide chiamato “Ocean One”. Protagonista della serata Alberto Angela in diretta streaming con la presentazione dei suoi due ultimi libri della trilogia di Nerone “L’ultimo giorno di Roma” e “L’inferno su Roma” editi da Harper Collins.

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Il gruppo Maram Oriental Ensemble

Il concerto. Sabato 31 luglio 2021, alle 21, la musica di MARAM Oriental Ensemble ci porterà lungo la sponda orientale del Mediterraneo, partendo dal Marocco percorrendo tutto il Nord Africa, passando per l’Egitto, fermandosi in Palestina, Libano, Siria, Iraq e arrivando fino alla Turchia. L’evento è abbinato alla mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” e alterna musica, lettura scenica e proiezioni.

Frame del film “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” (foto fondazione aquileia)

Fuori concorso – Il Patriarcato di Aquileia e Le città ideali. Lunedì 2 e martedì 3 agosto 2021 sono in programma due serate fuori-concorso moderate dalla scrittrice e giornalista Elena Commessatti: lunedì 2 agosto ci sarà la proiezione in prima assoluta del documentario “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini, prodotto da All e Arlef. “Patriae” è il viaggio di Carolina, una ragazza di 14 anni che svolge una ricerca sul Patriarcato di Aquileia e raccoglie sul territorio i passaggi più significativi di oltre tre secoli di storia (1077-1420). Il film è in lingua friulana sottotitolato in italiano. A seguire la conversazione con il regista D’Agostini e con Angelo Floramo. Martedì 3 agosto, sempre alle 21, proiezione del docu-film prodotto da RTV Slovenija che racconta “Le città ideali” con la regia di Amir Muratović: nella pianura friulana e lungo il confine sloveno, infatti, in un raggio di quaranta chilometri troviamo Aquileia, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Torviscosa e Nova Gorica, città create a partire da un progetto unitario.

Notte europea dei Musei al museo delle Civiltà a Roma-Eur: visita guidate sulla collezione sudarabica; sull’arte copta; sul grande cammino delle Ande; visita guidata-caccia al tesoro “verso l’Oriente”

Il museo delle Civiltà a Roma-Eur aderisce all’iniziativa Notte europea dei Musei con l’apertura straordinaria di sabato 3 luglio 2021, dalle 19 alle 22, con ingresso a 1 euro.

Foto d’epoca della missione archeologica in Yemen (foto muciv)

Alle 20, al museo d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”, visita guidata sul tema “Cultura e Diplomazia tra l’Italia e lo Yemen. La collezione sudarabica del Museo e la sua nascita”. La visita guidata accompagnerà i visitatori alla scoperta di un’importante selezione di opere sudarabiche del museo Orientale. A partire dalle opere si ripercorrerà inoltre la storia della collezione che deve la sua nascita al lavoro di diplomati, medici ed orientalisti italiani attivi nello Yemen negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso.

Fibula copta conservata al museo delle Civiltà a Roma-Eur (foto aditum-muciv)

“Arte copta: l’arte dei Cristiani d’Egitto”: visita guidata di Aditum Cultura. Durata: 1 ora e 30 minuti circa. Visite guidate su prenotazione per un massimo di 14 persone. Prezzo: 8 euro per adulti e bambini, più il biglietto di ingresso di 1 euro. Prenotazione: è previsto un diritto di prenotazione, di 10 euro, se si tratta di visita fuori da calendario. Durante la visita guidata va mantenuto il distanziamento dei partecipanti, e gli operatori AditumCultura saranno forniti di apposite mascherine e DPI di protezione. Per arte “copta” si intende l’arte della chiesa cristiana d’Egitto che ebbe i suoi momenti più fulgidi tra il V e l’VIII d.C. Il percorso di visita ci porterà alla scoperta della collezione copta, che raccoglie rilievi e tessuti dall’epoca romana fino a quella islamica. Durante la visita si avrà modo di conoscere questo repertorio decorativo, che spazia dalla cultura greco-romano alla religione cristiana fino al mondo orientale.

Arte orientale al museo delle Civiltà a Roma-Eur (foto aditum-muciv)

“Caccia al tesoro: verso l’Oriente”: visita guidata di Aditum Cultura. Durata: 1 ora e 30 minuti circa. Visite guidate su prenotazione per un massimo di: 10 persone. Prezzo: 12 euro per adulti e bambini, più il biglietto di ingresso di 1 euro. Durante la visita guidata va mantenuto il distanziamento dei partecipanti, e gli operatori AditumCultura saranno forniti di apposite mascherine e DPI di protezione. Una visita che si trasforma in una ‘caccia al tesoro’… Chi sarà il più scaltro a risolvere gli enigmi? Chi sarà il più abile a guardare? Nelle sale del museo ci sono tutti gli indizi per completare il percorso utilizzando capacità di osservazione, memoria e spirito di squadra.

Qhapaq, il cammino delle Ande, al museo delle Civiltà di Roma-Eur (foto aditum-muciv)

“Qhapaq Ñan: il grande cammino delle Ande”: visita guidata di Aditum Cultura. Durata: 1 ora e 30 minuti circa. Visite guidate su prenotazione per un massimo di 14 persone. Prezzo: 8 euro per adulti e bambini, più il biglietto di ingresso di 1 euro. Prenotazione: è previsto un diritto di prenotazione, di 10 euro, se si tratta di visita fuori da calendario. Durante la visita guidata va mantenuto il distanziamento dei partecipanti, e gli operatori AditumCultura saranno forniti di apposite mascherine e DPI di protezione. Migliaia di chilometri di strade, ponti, stazioni e fortificazioni si snodano attraverso sei diverse nazioni dell’America del Sud. Oggi più che mai, ripercorrendo questo cammino, se ne può apprezzare, oltre alla grandezza monumentale, l’importanza come elemento generatore di incontri, contatti, comunicazione, in una parola cultura che travalica i confini, per essere un fattore di coesione transnazionale ed universale.

Gea 2021-Ica: “Archeologia e inclusione”. Contributo 17: “Proyecto Huacas videoconferencia dell’11 Set 2020” (Perù)

istituto-centrale-per-l-archeologia_logoPer l’edizione 2021 delle Giornate Europee per l’Archeologia, l’ICA – Istituto centrale per l’Archeologia propone il tema guida dal titolo “Archeologia e inclusione. Missioni archeologiche italiane all’estero e comunità locali dei paesi ospitanti: interazioni, coinvolgimento, formazione”. Diciassettesimo contributo: “Proyecto Huacas videoconferencia dell’11 Set 2020”.

PROYECTO HUACAS VIDEOCONFERENCIA DEL 11 SET 2020 – YouTube

In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, l’ICA condivide volentieri il materiale trasmesso da  Maria Ilaria Pannaccione Apa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Direttrice del progetto HUACAS nell’ambito delle Missioni Archeologiche all’Estero – Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale (MAECI) . Obiettivo è il monitoraggio periodico sistematico dei siti archeologici della regione Lambayeque (Perù) esposti a rischi naturali ed artificiali con l’uso di immagini ottiche ad alta risoluzione acquisite dal satellite PERUSAT-1 ed elaborazioni geofisiche. Nel video un estratto della presentazione del progetto tenutasi in occasione della conferenza virtuale dell’11 settembre 2020 nell’ambito delle celebrazioni per i 99 anni del Museo Arqueológico Nacional Brüning.

(17 – continua)

“Storie di vita”: la rubrica prodotta da Streamcult, in streaming e on demand, è condotta da Dario Di Blasi che stavolta incontra Angelo Castiglioni e il figlio Marco per parlare dei fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni i risultati delle cui incredibili ricerche sono raccolti nel museo Castiglioni di Varese

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Terzo appuntamento con la rubrica “Storie di vita” da seguire on line in streaming e on demand: ma attenzione questa settimana non sarà di martedì, ma di giovedì: la rubrica utilizza le relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, direttore del Firenze Archeofilm, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vede importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

Appuntamento dunque giovedì 1° aprile 2021 alle 17 con Angelo Castiglioni e il figlio Marco presidente dell’associazione culturale Conoscere Varese che gestisce il museo Castiglioni, in streaming sul sito www.streamcult.it e sui canali social di StreamCult (Facebook e YouTube). La stessa puntata resterà visibile on demand per permettere a chiunque, nelle settimane a seguire, di poterla vedere. “Alcune persone hanno speso l’intera vita e le proprie risorse in un’avventura infinita alla ricerca di altri popoli e altre culture, un viaggio interminabile nel Mondo Antico fino alla più lontana preistoria”, spiega Dario Di Blasi. “Tra questi i fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni i risultati delle cui incredibili ricerche sono raccolti nel museo Castiglioni di Varese. Parleremo delle loro esperienze con Angelo e suo figlio Marco che si occupa quotidianamente del museo. Alfredo è purtroppo scomparso da non molto ma nei racconti di Angelo e nelle immagini dei loro film è sempre presente”.

I fratelli Angelo e Alfredo Castiglioni nel 1970 in Etiopia meridionale, nella terra dei Borana (foto museo castiglioni)

varese_museo-castiglioni_logo-copertina“Alla fine della seconda guerra mondiale”, continua Di Blasi, “i giovanissimi fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni partono alla scoperta del mondo con una piccola motoretta, una Vespa,  e arrivano in Africa. La loro vita da quel momento sarà all’insegna dell’avventura, della voglia infinita di conoscere altri popoli, altre culture, altre tradizioni. Sul loro percorso incontreranno e chiederanno collaborazione ad archeologi, antropologi  e tanti altri professionisti., raccogliendo una quantità gigantesca di reperti. Realizzeranno decine di filmati, documentando un mondo, ora, purtroppo scomparso. Chiunque abbia la fortuna, la voglia,  di visitare il museo Castiglioni all’interno dello splendido parco della Villa Toeplitz di Varese (Jósef Leopold Toeplitz personaggio da scoprire) troverà uno scrigno prezioso e ne uscirà piacevolmente stupito”.

“Storie di vita”: inizia con Giuseppe Orefici, 40 anni di impegno a Nazca (Perù), Tiahuanaco (Bolivia), Isola di Pasqua (Cile), la rubrica prodotta da Streamcult in streaming e on demand condotta da Dario Di Blasi che incontra personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura per raccontare le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Al via una nuova rubrica da seguire on line in streaming e on demand: è “Storie di Vita”, una rubrica che utilizza le relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vedrà importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

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L’archeologo Giuseppe Orefici

Si inizia con Giuseppe Orefici martedì 16 marzo 2021 alle 17 in streaming sul sito www.streamcult.it e sui canali social di StreamCult (Facebook e YouTube). La stessa puntata resterà visibile on demand per permettere a chiunque, nelle settimane a seguire, di poterla vedere. “In Italia ci sono diversi archeologi che hanno legato il proprio nome a grandi scoperte a Pompei, in Magna Grecia, in Sicilia, ma anche in Medio Oriente o in Egitto”, spiega Dario Di Blasi. “Sarà dunque un piacere intrattenersi con un protagonista dell’archeologia, Giuseppe Orefici, che ha dedicato 40 anni della propria vita al Perù di Nazca e della giungla amazzonica, alla Bolivia di Tiahuanaco, al Centro America, all’isola di Pasqua. Conosciuto da migliaia di appassionati e presente in decine di film,  forse il suo operato  è stato trascurato dagli accademici del nostro Paese”.

ArcheocineMANN 2020. Dopo il Premio Mann (andato a “Gli ultimi segreti di Nazca”), assegnato il Premio Scuole: gli studenti votano “Mostri e Miti”

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Al film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca il premio MANN 2020

Con l’assegnazione del secondo dei due premi previsti, quello assegnato dalle Scuole, si è chiusa definitivamente la seconda edizione di archeocineMANN, il festival internazionale del cinema archeologico organizzato dal museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm (Giunti Editore).  Dal primo riconoscimento, il “Premio MANN”, conferito dalla giuria di esperti, e comunicato dal direttore artistico Dario Di Blasi già nella diretta streaming del 5 dicembre 2020, archeologiavocidalpassato ne ha dato tempestivamente conto (vedi La seconda edizione di archeocineMANN vinta dal film “Gli ultimi segreti di Nazca” sugli enigmatici geoglifi di Nasca e la piramide di Cahuachi. Ora per cinque giorni i film della rassegna sono on demand | archeologiavocidalpassato). Per la cronaca, lo ricordiamo, il premio è andato al film “Gli ultimi segreti di Nazca” di Jean Baptiste Erreca (Francia): analizzando una campagna di scavo dopo l’altra, il documentario ricostruisce l’origine, nel deserto di Nazca (sud del Perù), dell’immenso complesso che, con le linee geometriche e i misteriosi geoglifi visibili solo dal cielo, ancora oggi desta meraviglia e curiosità. 

Al film “Mostri e Miti” di Carsten Gutschmidt (Germania) il premio Scuole di archeocineMANN
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Frame del film “Mostri e Miti” di Carsten Gutschmidt (Germania)

E ora ecco il “Premio Scuole”. È stato assegnato da circa 750 studenti degli istituti superiori napoletani con un team di 24 docenti: la partecipazione degli allievi è stata promossa grazie alla collaborazione dei Servizi Educativi del MANN con l’associazione Moby Dick. Il riconoscimento è stato conferito a “Mostri e Miti” di Carsten Gutschmidt (Germania): non è un caso, forse, che i giovanissimi esaminatori abbiano selezionato un’opera in grado di mescolare sapientemente strumenti tecnologici e rigore scientifico, raccontando l’evoluzione del concetto di Medioevo, tra folclore e cultura; nel documentario, draghi, animali fantastici e creature mitiche permettono di ripercorre l’origine di figure alla base dell’immaginario collettivo. Gli istituti che hanno partecipato alla giuria sono stati: liceo scientifico-linguistico “Elio Vittorini” (13 classi), ITC Caruso (10 classi), liceo classico “Vittorio Emanuele II- Garibaldi” (4 classi), liceo “Genovesi- Campanella” (3 classi), liceo scientifico “Renato Caccioppoli” (3 classi), liceo scientifico “Cuoco- Campanella” (1 classe). L’edizione di quest’anno – necessariamente online a causa delle normative Covid – ha permesso un “porta a porta” (gratuito) nelle case e nelle scuole, garantendo, con ottimi risultati in termini di accessi, la fruizione  del meglio del cinema internazionale di Archeologia, Arte e Ambiente.

La seconda edizione di archeocineMANN vinta dal film “Gli ultimi segreti di Nazca” sugli enigmatici geoglifi di Nasca e la piramide di Cahuachi. Ora per cinque giorni i film della rassegna sono on demand

Quattro giorni di diretta in streaming sulla piattaforma www.streamcult.it e ora cinque giorni, dal 6 al 10 dicembre 2020, on demand con la possibilità di vedere o rivedere i film in programma nella seconda edizione di archeocineMANN, festival internazionale del cinema archeologico di Napoli, organizzato dal museo Archeologico nazionale di Napoli in rete con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. Quest’anno, in mancanza di pubblico in presenza, il premio Mann è stato assegnato da una giuria tecnica, composta dal direttore del Mann, Paolo Giulierini; dal direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti; e dal direttore artistico di archeocineMANN, Dario Di Blasi.

Al film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca il premio MANN 2020

È toccato proprio a Dario Di Blasi l’onore di proclamare il vincitore del premio Mann: “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 2018, 52’). Nel Sud del Perù, ai piedi della catena montuosa delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati… Questa la motivazione della giuria tecnica: “Dei geoglifi di Nasca e della piramide di Cahuachi molto si è parlato in questi anni. Molti film sono stati fatti, ma finalmente in quest’opera cinematografica, “Gli ultimi segreti di Nazca”, molte ipotesi sono state raffinate e sono diventate più plausibili e convincenti. La più che quarantennale ricerca di Giuseppe Orefici e la realizzazione del museo Antonini ricevono gratificazione da queste immagini. Un mondo così lontano nello spazio e nel tempo ci viene restituito con splendide immagini e particolareggiata ricerca. È con grande piacere che attribuiamo il premio Mann a quest’opera con la non troppo nascosta intenzione di premiare l’opera faticosa, difficile e puntigliosa di Giuseppe Orefici nel Progetto Nasca e del suo collaboratore Antonini prematuramente scomparso a cui è stato intitolato il museo di Nasca”.

ArcheocineMANN: al via la seconda edizione, tutta on line, tutta gratuita, con dieci film in concorso e quattro prime nazionali. Ecco il programma

Siete pronti? Tutti all’archeocineMANN con…un semplice click! Dieci film in concorso per il Premio Mann con quattro prime nazionali. E poi film, fuori concorso, della produzione del museo Archeologico nazionale di Napoli. Una serata speciale. E incontri con i protagonisti. Tutto on line. Tutto gratuito per la seconda edizione di archeocineMANN, il festival internazionale del cinema di Archeologia, Arte e Ambiente, organizzato da museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. L’appuntamento si rinnova online, per non perdere la preziosa occasione di far dialogare arti  solo apparentemente diverse: da mercoledì 2 a domenica 5 dicembre 2020 archeocineMANN arriva in streaming (con accesso gratuito). E dal 6 al 10 dicembre 2020 on demand. Con un semplice click (necessario registrarsi sul portale www.streamcult.it) si potrà assistere, senza barriere spazio-temporali, al meglio della produzione cinematografica dedicata a momenti e civiltà del passato che hanno fatto la storia. La definizione del programma di archeocineMANN, così come l’organizzazione dell’infrastruttura informatica e delle riprese, sono a cura dei Servizi Educativi del Museo (Lucia Emilio, responsabile, con Elisa Napolitano ed Antonio Sacco) insieme ad Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Il supporto tecnico è di Fine Art Produzioni. Ricco il programma, come ricorda il direttore Paolo Giulierini: “Da Olimpia a Canne, dall’Egitto delle Piramidi alla Arles dei  Gladiatori, da Stonehenge al Perù, dai draghi del Medioevo alle ultime ore di Pompei: il museo Archeologico di Napoli vi invita a un viaggio nel tempo e nello spazio partendo dai nostri capolavori”. Vediamo il programma.

Si inizia mercoledì 2 dicembre 2020, alle 10, con due film che concorrono per il Premio Mann: “Olimpia, alle origini dei Giochi” di Olivier Lemaitre (Francia, 52’), e “Apud Cannas”, regia e supervisione 3D di Francesco Gabellone (Italia, 16’). Alle 15, per la sezione “Mann fuori concorso”, “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie” di Damiano Falanga Alcubierre. Produzione: MANN. Realizzazione: Fondazione Il Cartastorie. Quattro episodi: “Scavando tra le carte”, “Il passeggero artista”, “Il tempo dell’Impero Venuti”, “Le stanze vuote”. Segue un’altra produzione MANN: trailer di “Thalassa. Il Racconto”, di Antonio Longo. Testi Antonio Longo e Salvatore Agizza. Alle 16, altri due film per il Premio Mann: “Gladiatori, il ritorno” di Emmanuel Besnard, Gilles Rof (Francia, 26’) e in prima nazionale “Il mondo di Cheope” di Florence Tran (Francia, 52’). Tra i due film, l’incontro / intervista con Patrizia Piacentini, ordinario di Egittologia dell’università Statale di Milano.

Seconda giornata, giovedì 3 dicembre 2020. Alle 10, per il Premio Mann, il film “Mesopotamia in memoriam: appunti su un patrimonio violato. La stagione dei grandi Imperi” di Alberto Castellani (Italia, 60’). Alle 15, per la sezione “Mann fuori concorso”, “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie” di Damiano Falanga Alcubierre. Produzione: MANN. Realizzazione: Fondazione Il Cartastorie. Quattro episodi: “Scavando tra le carte”, “Il passeggero artista”, “Il tempo dell’Impero Venuti”, “Le stanze vuote”. Segue un’altra produzione MANN: trailer di “Thalassa. Il Racconto”, di Antonio Longo. Testi Antonio Longo e Salvatore Agizza. Alle 16, per il Premio Mann, due film in prima nazionale: “Stonehenge. Un grande cimitero” di Nick Gillam-Smith (Austria, 50’) e “Gli ultimi segreti di Nazca” di Jean Baptiste Erreca (Francia,  52’). Tra i due film, l’incontro / intervista con Giuliano Volpe, archeologo e scrittore, dell’università di Bari.

Giovedì 3 dicembre 2020, serata speciale “Giovedì sera al Mann”. Alle 20.45, il film “La Signora Matilde. Gossip dal Medioevo” di Marco Melluso, Diego Schiavo (Italia, 50’). Interviene Syusy Blady (Maurizia Giusti) autrice conduttrice televisiva e “turista per caso”, protagonista del film nei panni di Matilde di Canossa.

Frame del film “Le ultime ore di Pompei” di Pierre Stine

Terza giornata, venerdì 4 dicembre 2020. Alle 10, per il Premio Mann, il film “Mostri e miti” di Carsten Gutschmidt (Germania, 52’). ). Alle 15, per la sezione “Mann fuori concorso”, “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie” di Damiano Falanga Alcubierre. Produzione: MANN. Realizzazione: Fondazione Il Cartastorie. Quattro episodi: “Scavando tra le carte”, “Il passeggero artista”, “Il tempo dell’Impero Venuti”, “Le stanze vuote”. Segue un’altra produzione MANN: trailer di “Thalassa. Il Racconto”, di Antonio Longo. Testi Antonio Longo e Salvatore Agizza. Alle 16, per il Premio Mann, in prima nazionale il film “Le ultime ore di Pompei” di Pierre Stine (Francia, 90’).

Ultima giornata, sabato 5 dicembre 2020. Alle 11, attenzione: solo diretta streaming, il film “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli,  film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, selezionato alla 17.ma edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77. Il film è  frutto  di tre anni di lavoro sulla quotidianità  di uno dei più importanti musei del mondo, che ha aperto le porte alla giovane regista allieva di FilmaP – Atelier di cinema del reale di Ponticelli.  “Agalma” è anche un omaggio al classico  “Viaggio in Italia” di  Roberto Rossellini, oggi più che mai significativo: al centro del racconto c’è  il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana, ma anche il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del museo. Tutto fa emergere il Mann come un grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale. In squadra con la regista, i fonici Filippo Puglia e Rosalia Cecere, il compositore Adriano Tenore, gli aiuti regia Marie Audiffren ed Ennio Donato e per la post produzione la montatrice Enrica Gatto e la colorist Simona Infante. Il film ha ricevuto la menzione speciale al Perso Lab 2019.

Il film “Enquêtes archéologiques. Persépolis, le paradis perse / Indagini archeologiche. Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia, Raphaël Licandro

Alle 16, per il Premio Mann, il film “Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia, Raphaël Licandro (Francia, 26’). Segue l’incontro / intervista con Pierfrancesco Callieri, ordinario di Archeologia dell’Iran preislamico all’università di Bologna – ISMEO. Quindi si procede alla cerimonia di consegna del Premio Mann seconda edizione. Chiude archeocineMANN il film fuori concorso “Scritto sulla pietra” di Farhad Pakdel (Iran, 17’).  

Il museo Archeologico nazionale di Napoli lancia la seconda edizione di archeocineMANN in streaming gratuito dal 2 al 5 dicembre, e on demand dal 6 al 10. Film e interviste per capire tutto sul nostro passato più antico. Al termine il “Premio MANN” e il “Premio Scuole”

L’emergenza sanitaria non ferma la seconda edizione di archeocineMANN, il festival internazionale del cinema di Archeologia, Arte e Ambiente, organizzato da museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. L’appuntamento si rinnova online, per non perdere la preziosa occasione di far dialogare arti solo apparentemente diverse: da mercoledì 2 a domenica 5 dicembre 2020 archeocineMANN arriva in streaming (con accesso gratuito). Con un semplice click (necessario registrarsi sul portale www.streamcult.it) si potrà assistere, senza barriere spazio-temporali, al meglio della produzione cinematografica dedicata a momenti e civiltà del passato che hanno fatto la storia. La definizione del programma di archeocineMANN, così come l’organizzazione dell’infrastruttura informatica e delle riprese, sono a cura dei Servizi Educativi del Museo (Lucia Emilio, responsabile, con Elisa Napolitano ed Antonio Sacco) insieme ad Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Il supporto tecnico è di Fine Art Produzioni.

Dietro le quinte: le riprese per il docu-film “Agalma” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

“Il Mann come un portale dell’archeologia internazionale”, commenta il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini. “Da Olimpia a Canne, dall’Egitto delle Piramidi alla Arles dei  Gladiatori, da Stonehenge al Perù, dai draghi del Medioevo alle ultime ore di Pompei: il museo Archeologico di Napoli vi invita a un viaggio nel tempo e nello spazio partendo dai nostri capolavori. Avevamo immaginato la seconda edizione di archeocineMANN come una festa nel nuovo auditorium. Abbiamo deciso di confermare le date annunciate e diffondere il grande cinema archeologico internazionale in streaming gratuito, perché crediamo nell’importante valenza culturale di questo appuntamento organizzato con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. E lo facciamo anche con un particolare impegno per la didattica a distanza, offrendo materiali di altissima qualità che possono essere di supporto agli insegnanti e sicuramente affascineranno spettatori di ogni età. Tra il Mann e il cinema, come è noto, il rapporto è strettissimo: nelle nostre sale sono stati girati film celebri (da ‘Cadaveri eccellenti’ a ‘Napoli velata’), videoclip d’autore, documentari, ma non solo. Il Museo è anche produttore di audiovisivi per il web, a partire dal progetto Obvia e dall’incontro con il mondo dell’animazione napoletana, fino a opere per il grande schermo, dai corti ‘Antico Presente’  ad ‘Agalma’, che ci ha portato all’ultimo Festival di Venezia. La nostra proposta è, quindi, quella di scoprire sempre più il cinema archeologico, che affida la divulgazione scientifica alla forza dell’immagine e alla suggestione del racconto. Vi aspettiamo numerosi nella nostra sala virtuale”.

“Al Mann presentiamo le migliori opere cinematografiche prodotte di recente a livello mondiale e ancora mai proposte al grande pubblico”, dice Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. “Sono opere che documentano le ricerche più aggiornate sul rapporto fra l’uomo e il pianeta dalle origini della specie fino alle civiltà storiche. Si tratta di un rapporto molto controverso, soprattutto quando si parla di coabitazione e condivisone delle risorse, che dobbiamo tenere ben presente, perché può insegnarci tante cose utili in questa fase critica per tutta l’umanità, apparentemente disorientata riguardo a un futuro che si annuncia preoccupante. Ancora una volta non possiamo capire dove vogliamo andare se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo”.

Frame del film “Olimpia, alle origini dei Giochi” di Olivier Lemaitre
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Frame del film “Mesopotamia in memoria” di Alberto Castellani

Tante le anteprime che accompagneranno il pubblico a spasso nel tempo, viaggiando alla volta dei luoghi più remoti del pianeta: si potrà entrare, così, nei cunicoli della Piramide di Cheope, dove una missione internazionale condurrà gli spettatori alla scoperta di una nuova misteriosa cavità; ancora, nel documentario ‘Apud Cannas’, in animazione su base 3D, saranno svelati gli aspetti inediti della celebre Battaglia di Canne. La storia millenaria della città di Olimpia starà tutta nel film girato laddove nacquero i più prestigiosi giochi dell’antichità, che ancora portano il nome di quel luogo famoso: le Olimpiadi, appunto. È invece di un italiano, Alberto Castellani, ‘Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato. La stagione dei grandi imperi’: nel documentario, l’indagine archeologica si accompagnerà all’analisi dell’attuale stato dei siti iracheni, dopo i danni operati dall’Isis (e non solo).

Frame del film “Stonehenge. Un grande cimitero” di Nick Gillam-Smith
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Frame del film “Le ultime ore di Pompei” di Pierre Stine

Spazio, poi, al Medioevo, “rivisto e corretto” con grande ironia, nel film che vede nei panni di Matilde di Canossa l’ex “turista per caso” Syusy Blady (alias Maurizia Giusti). E ancora, lontano dalle fantasiose narrazioni hollywoodiane, ecco il (vero) mondo dei gladiatori, in un’anticipazione ideale della grande mostra che il Mann ospiterà nel marzo 2021. Non mancheranno novità sul sito megalitico più famoso di tutti i tempi, Stonehenge, identificato dal team dell’archeologo Mike Parker Pearson con un grande cimitero, così come un focus sulle ultime ore di Pompei, attraverso le scoperte recenti di un’equipe di studiosi francesi. Per gli appassionati di folclore e tradizioni millenarie, spazio di approfondimento su draghi e mostri nell’immaginario dei popoli del passato; da non perdere, infine, il film capolavoro dedicato alla grande capitale achemenide Persepoli.

La locandina del film documentario “Agalma” di Doriana Monaco

Arricchiranno il programma le più apprezzate produzioni cinematografiche del Mann: sarà possibile vedere il documentario ‘Agalma’ della giovane regista Doriana Monaco, che racconta, con le voci di Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, la vita “dietro le quinte” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il film, selezionato per la 17esima edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77, è stato prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il Mann. Ancora, in streaming, saranno presentati i cortometraggi de “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie in quattro video” e il trailer del documentario “Thalassa. Il racconto”.

Pierfrancesco Callieri co-direttore a Tol-e Ajori (Persepoli, Iran) con Alireza Askari Chaverdi

Non solo film, ma anche racconti ed esperienze vissute: gli spettatori virtuali avranno l’opportunità di conoscere da vicino i grandi nomi della ricerca e divulgazione archeologica con interviste a Patrizia Piacentini (egittologa, direttrice della Missione di scavo ad Assuan), Pierfrancesco Callieri (direttore degli scavi italiani a Persepoli), Giuliano Volpe (archeologo e scrittore), Syusy Blady (attrice e conduttrice televisiva).

Frame del film “Apud Cannas” di Francesco Gabellone

Dopo la conclusione dello streaming e l’assegnazione del “Premio MANN” al film scelto dalla giuria di esperti della rassegna, archeocineMANN continuerà on demand dal 6 al 10 dicembre 2020: un’occasione importante, rivolta anche a professori e studenti per intrecciare contenuti e temi, tra archeologia, arte e cinema. Il Festival si proporrà, così, come una vera e propria “piattaforma” di approfondimento per le scuole superiori: il MANN metterà a disposizione gratuitamente  i film, tra cui quattro anteprime nazionali, corti, interviste e contenuti extra. Anche quest’anno, in collaborazione con l’Associazione Moby Dick, sarà assegnato il “Premio Scuole” al miglior film, selezionato da una giuria composta da oltre 200 allievi degli istituti superiori napoletani.​

Bologna. Presentati i reperti precolombiani trafugati, sequestrati e donati ai Musei Civici dall’Agenzia Dogane e Monopoli. Arricchiranno le collezioni andine del museo Medievale. Approfondimenti nel ciclo di conferenze online “Cose dell’altro mondo”

Uno dei reperti precolombiani trafugati, sequestrati e donati dall’Agenzia Dogane e Monopoli ai Musei Civici Bologna (foto Agenzia Dogane Monopoli)

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bologna_musei-civici-logoDalla circolazione clandestina come reperti trafugati e destinati al mercato internazionale degli oggetti di arte e di antichità al recupero e alla successiva donazione verso un museo pubblico dove saranno fruibili alla collettività. I Musei Civici d’Arte Antica | Istituzione Bologna Musei acquisiscono un pregevole gruppo di 16 antichi manufatti ceramici di provenienza colombiana grazie a una donazione dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Bologna.

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Statuetta precolombiana trafugata: sequestrata e donata dall’Agenzia Dogane e Monopoli ai Musei Civici di Bologna (foto Agenzia Dogane Monopoli)

Già oggetto di un sequestro penale per violazione dei divieti all’importazione di beni culturali e di un lungo e complesso iter giudiziario, i reperti, individuati e censiti, sono stati infatti donati dall’Amministrazione dei servizi doganali del capoluogo emiliano ai Musei Civici d’Arte Antica dell’Istituzione Bologna Musei, previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria competente. Accurati accertamenti iconografici e stilistici condotti dallo staff del museo in collaborazione con Davide Domenici, professore associato di Discipline demo-etno-antropologiche presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, hanno consentito di ricostruire il contesto di provenienza da una specifica area geografica nonché di stabilirne l’autenticità e la verosimile datazione, attraverso la ricostruzione del processo storico che li ha prodotti. 

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Bottiglia fischiante ornitomorfa (pappagallo) della Cultura Mochica (Perù, sec. V- VII d. C.) conservata nella collezione andina di Pelagio Palagi al museo Medievale (foto Bologna Musei)

Questa donazione, che consente un prezioso incremento del patrimonio collezionistico precolombiano del museo civico Medievale di Bologna, si propone di sensibilizzare le istituzioni e il pubblico per sottolineare l’importanza, sempre più di maggiore attualità, di una sistematica attività di protezione e difesa dei beni di interesse artistico, storico e culturale nel contrasto delle multiformi aggressioni illecite finalizzate allo sfruttamento del loro valore economico. Restituiti alla fruizione pubblica, i manufatti troveranno entro breve una collocazione all’interno del percorso espositivo del museo e rimarranno a disposizione per consultazioni con finalità di studio e ricerca, per lo sviluppo della conoscenza archeologica e antropologica delle società mesoamericane in epoca pre-ispanica. Una prima occasione di divulgazione dei risultati di nuove ricerche sui materiali americani, sia precolombiani che di età coloniale, conservati nelle collezioni dei musei civici d’Arte Antica di Bologna sarà il ciclo di conferenze on line sulla piattaforma Google Meet dal titolo “Cose dell’altro mondo: oggetti americani nelle collezioni del Museo Civico Medievale”, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna.

Ciotola precolombiana trafugata: è uno dei reperti sequestrati e donati dall’Agenzia Dogane e Monopoli ai Musei Civici di Bologna (foto Agenzia Dogane Monopoli)

Martedì 10 novembre 2020, nella prima conferenza del ciclo on line “Cose dell’altro mondo”, Antonella Mampieri (Musei Civici d’Arte Antica | Istituzione Bologna Musei) e Davide Domenici (Università di Bologna) hanno presentato la recente donazione al museo civico Medievale di un nuovo gruppo di materiali ceramici di età precoloniale provenienti dal territorio dell’attuale Colombia meridionale, ricordando con l’occasione il nucleo collezionistico di origine andina già esistente nel museo e proveniente dalla collezione dell’artista neoclassico Pelagio Palagi. 

Coppa con sostegno antropomorfo precolombiana trafugata: è uno dei reperti sequestrati e donati dall’Agenzia Dogane e Monopoli ai Musei Civici di Bologna (foto Agenzia Dogane Monopoli)

Il corpus di oggetti, che testimoniano l’attività di diversi ambiti culturali nord-andini, è costituito da 9 testine fittili Tumaco-La Tolita (ca. 300 a.C. – 200 d.C.), 1 pregevole bottiglia ornitomorfa di cultura Calima (ca. 200 – 800 d.C.) e 6 recipienti e sculture antropomorfe Nariño (ca. 800 – 1500 d. C.). Questi ultimi, provenienti da una regione oggi situata a cavallo del confine tra Colombia meridionale (Nariño) ed Ecuador settentrionale (Carchi), si caratterizzano per la peculiare decorazione “al negativo”, impiegata per realizzare motivi geometrici di grande complessità e raffinatezza. Gli oggetti della collezione bolognese derivano certamente dal saccheggio di contesti funerari d’élite, con ogni probabilità deposti in tombe “a pozzo” dotate di profondi “camini” verticali. Tra le figure antropomorfe Nariño spicca quella di un uomo con la guancia sinistra rigonfia di foglie di coca, pianta fondamentale della vita sociale e religiosa andina. I manufatti colombiani vanno ad arricchire la collezione andina, di notevole valore storico e culturale, già conservata al museo civico Medievale di Bologna che include un notevolissimo bauletto di età coloniale (XVII secolo) con immagini di indigeni e missionari gesuiti realizzate con la resina nota come mopa mopa o “vernice di Pasto”, tradizionalmente impiegata nella stessa regione di Nariño da cui provengono i suddetti manufatti fittili precolombiani. 

Ciotola con all’interno figura femminile (Cultura Narino – Colombia/Equador, 800 – 1005 d.C.) conservata nella collezione andina del museo Medievale (foto Bologna Musei) Bologna, Museo Civico Medievale

Il nucleo più rilevante della collezione andina del museo è d’altro canto costituito dalla serie di vasi dall’ampia varietà di forme riunita, per vie ancora tutte da ricostruire, dal celebre artista bolognese Pelagio Palagi (1775 – 1860), la cui ricchissima collezione è alla base delle raccolte civiche cittadine. Oltre a pezzi archeologici provenienti dal bacino del Mediterraneo, oggetti artistici di epoca medievale e rinascimentale e un’ampia raccolta di monete e medaglie, la “collezione di antichità” posseduta da Palagi comprende anche 38 “huacos”, cioè vasi precolombiani cerimoniali legati al culto dei morti riferibili alle civiltà delle coste settentrionali del Perù, di cui ben 33 attribuibili alla cultura Chimù (XI sec – 1465 d.C.), 4 alla civiltà Inca-Chimù (1465 – 1532 d.C.) e 1 alla Lambayeque (900 – 1200 d.C.). 

Vaso antropomorfo della Cultura Chimù (Perù, sec. XIII – XV d.C.) della collezione Pelagio Palagio al museo Medievale (foto Bologna Musei)

Se si confronta la figura di Palagi con i coevi collezionisti d’Oltralpe si può comprendere come il suo interesse per l’archeologia precolombiana ecceda la dimensione contingente di una raccolta occasionale ma prefiguri un impulso ad ampliare e intensificare la propria documentazione extraeuropea. La sua collezione di “huacos”, pur nella nebulosità della via e del tempo di acquisizione, è sorprendente se considerata nell’epoca in cui venne raccolta: essa ci dimostra che Palagi fu il primo, o tra i primi in Italia, ad essere sensibile a quel movimento culturale volto agli scavi, al collezionismo e agli studi delle civiltà dell’antica America precolombiana. In questo suo essere precursore del collezionismo americanista, egli si configura inoltre come continuatore dell’illustre tradizione bolognese di collezionismo enciclopedico che con le raccolte di naturalia, mirabilia e artificialia del marchese Ferdinando Cospi, circa due secoli prima, aveva dato vita a quello che si può considerare il più antico museo etnografico in Italia, i cui materiali provenienti dalle Americhe Palagi dovette visitare ammirato, prima che la dispersione li trasferisse al museo Preistorico ed Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma.

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Il marchese Ferdinando Cospi

Martedì 17 novembre 2020, alle 17, “Buccheri e cacao. Sapori americani nella Bologna della prima età moderna” con Davide Domenici (Università di Bologna). Alcuni manufatti fittili provenienti dalla celebre collezione del marchese Ferdinando Cospi sono stati recentemente riconosciuti come “buccheri delle Indie”, prodotti nell’America coloniale nel corso del XVII secolo e importati in Europa dove erano destinati all’aromatizzazione dell’acqua, a profumare gli ambienti e anche ad essere ingeriti per fini estetici. L’acqua aromatizzata con i buccheri era inoltre impiegata nella produzione di bevande a base di cacao, il cui consumo è testimoniato da diversi manufatti nella collezione del Museo Civico Medievale. Per seguire la conferenza online: meet.google.com/xqb-qibv-yoi

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Ulisse Aldrovandi

Martedì 26 novembre 2020, alle 17, “Il ritorno dell’idolum pileatum. Riscoperta di un manufatto messicano della collezione di Ulisse Aldrovandi” con Davide Domenici (Università di Bologna). La recente “riscoperta” nella collezione del museo civico Medievale di Bologna di una scultura mesoamericana in pietra verde appartenuta a Ulisse Aldrovandi – e sino ad oggi ritenuta irrimediabilmente perduta – ha dato l’avvio a una ricerca tesa a ricostruirne la biografia culturale. Ripercorrendo la storia dell’oggetto e del suo alter ego visuale, e cioè l’immagine della scultura stessa pubblicata nel Musaeum Metallicum (1648) di Ulisse Aldrovandi, è possibile esplorare la sensibilità – a cavallo tra studio antiquario e indagine naturalistica – con cui il grande studioso bolognese affrontò l’analisi dei manufatti provenienti dal Nuovo Mondo. Per seguire la conferenza online: meet.google.com/vkg-iioh-buk