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Taormina. Di sera al teatro antico: ecco il calendario delle aperture serali nell’estate 2022 per godersi il fascino del tramonto sull’Etna o un tour sotto le stelle. Aperto anche l’Antiquarium

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Al teatro antico di Taormina previste aperture serali durante l’estate (foto parco naxos taormina)

Tramonto sull’Etna o passeggiata sotto un cielo stellato. Al teatro antico di Taormina si può. Dal 1° giugno 2022 prende il via al Teatro Antico di Taormina la stagione 2022 delle aperture serali con visite al complesso monumentale fino a mezzanotte (ultimo ingresso alle 23): un’occasione molto apprezzata dai turisti e da molti visitatori, che spesso trascorrono al mare le ore più calde della giornata e possono così programmare la visita per il tardo pomeriggio o per la sera e godersi il fascino del tramonto sull’Etna o un tour sotto le stelle. Varato il calendario degli eventi estivi ospitati sulla scena millenaria del teatro, sono adesso definite le date che il Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, si è riservato per offrire ai visitatori una delle esperienze più emozionanti del viaggio in Sicilia. Per l’estate 2022 le aperture serali sono le seguenti: dal 1° al 7 giugno e il 10 giugno 2022; ad agosto tutta la settimana di Ferragosto, ossia dal 10 al 17 agosto 2022; infine a settembre le sere del 14 e 15 e poi del 19 e del 20. Per l’occasione il monumento e il suo Antiquarium – con una preziosa collezione di epigrafi in greco e latino, un sarcofago e un torso prassitelico, fra i vari reperti – sarà visitabile ininterrottamente dalle 9 alle 24.

Palermo. Presentata la nuova guida del museo Archeologico regionale “A. Salinas” edita da Skira e curata dalla direttrice Caterina Greco

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La copertina della nuova guida del museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo (edizioni Skira)

Al museo Archeologico regionale “A. Salinas” è stata presentata la nuova Guida alle collezioni del Salinas, curata dalla direttrice Caterina Greco ed edita da Skira. La guida è un viaggio all’interno del più antico museo della Sicilia, istituito nel 1820 come museo dell’università di Palermo. Con un’impronta collezionistica tipicamente settecentesca, il museo fu realizzato grazie alle donazioni di alcuni nobili palermitani, primo fra tutti Giuseppe Emanuele Ventimiglia principe di Belmonte, che affidò all’ex convento dei Padri Filippini la sua collezione di quadri, disegni e stampe. La guida sarà uno strumento indispensabile per scoprire nei dettagli uno dei musei più interessanti della Sicilia che annovera nelle sue collezioni pezzi straordinari, come la Pietra di Palermo o le gronde leonine del tempio della Vittoria di Himera e la grande maschera gorgonica del tempio C di Selinunte o ancora la scultura acefala di Athena proveniente dall’Area del Partenone e concessa dal Museo dell’Acropoli di Atene. La nuova guida è già disponibile nel bookshop del Museo.

Delta Archeo Festival: il primo festival di archeologia interregionale condotto tra Adria, San Basilio, Comacchio e Pomposa. Eventi itineranti, mostre, tour guidati, laboratori, rappresentazioni teatrali, musicali, convegni e workshops scientifici  

adria-san-basilio-comacchio-pomposa_delta-archeo-festival_locandinaDal  27 al 29 maggio 2022, c’è Delta Archeo Festival: il primo festival di archeologia interregionale condotto tra Adria, San Basilio, Comacchio e Pomposa, tre giorni di eventi itineranti dove mostre, tour guidati, laboratori, rappresentazioni teatrali, musicali, convegni e workshops scientifici  ci accompagneranno alla scoperta del valore archeologico e culturale dei territori del MAB UNESCO del Delta del Po Emiliano-Romagnolo e Veneto coinvolti nel progetto VALUE, finanziato dal programma di cooperazione INTERREG CBC Italia Croazia 2014-2020 e cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale: Comacchio e Pomposa di Codigoro (Ferrara) e Adria e Ariano nel Polesine (Rovigo).

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La famosa vetrina dei vetri antichi al museo Archeologico nazionale di Adria (foto Drm-Veneto)

PROGRAMMA al museo Archeologico di Adria. Venerdì 27 maggio 2022. Alle 19, ITINERARIO CULTURALE: Tra strade e palazzi di Adria. Un trekking urbano alla scoperta della città. Ritrovo presso giardino del Museo Archeologico di Adria. Sabato 28 maggio 2022. Alle 15, Bike&Boat Adria-Loreo. Escursione lungo “il fiume di mezzo” che alterna la barca alla bicicletta; partenza in barca da Adria per raggiungere la località di Retinella; trasferimento in bicicletta presso l’Antiquarium di Loreo per scoprire un piccolo museo archeologico. Alle 17, pARCHEO giochi al Museo. Presentazione alla cittadinanza delle installazioni ludiche nel giardino del Museo Archeologico di Adria, a cura della direttrice del museo. Alle 17.30, LABORATORIO DIDATTICO. Giù la maschera! Dalla nascita all’evoluzione del teatro. Divertiamoci insieme nella creazione di una maschera di argilla. Alle 17.30, VISITA GUIDATA Contatti. Percorso alla scoperta dei rapporti commerciali tra i diversi popoli che hanno portato a contaminazioni culturali e linguistiche. Domenica 29 maggio 2022. Alle 16.30, CONFLICT ARCHAEOLOGY – Quel che resta della Grande Guerra | lezione recitata” di Valentina Cabiale, con Giuliano Comin (Lo stagno di Goethe Ets). Un viaggio tra le tracce “tangibili” della Grande Guerra, a partire da un paio di soprascarponi in paglia usati un secolo fa a Punta Linke. L’archeologia dei conflitti cerca di comprendere il rapporto tra le rimanenze di ciò che è stato e il modo in cui vogliamo – o non vogliamo – integrarle e riconoscerle nel presente. Alle 17 30, LABORATORIO DIDATTICO Porti, merci e mercanti. Attività ludica per scoprire le curiosità della nave romana. Alle 17.30, VISITA GUIDATA. Plastiche trasparenze. Percorso tematico alla scoperta dei pregiati reperti di vetro conservati all’interno del Museo.

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L’area archeologica di San Basilio, vicino ad Ariano Polesine: i reperti sono al museo di Adria (foto drm-veneto)

PROGRAMMA a San Basilio / centro turistico Ariano. Venerdì 27 maggio 2022. Alle 9, LABORATORIO DIDATTICO. Dagli alberi alle navi I boschi da sempre forniscono materia prima per le attività umane. Attraverso questo laboratorio scopriremo i numerosi resti di imbarcazioni lignee del territorio deltizio. Alle 21, VISITA GUIDATA. Lupi, ambra, strade e pellegrini Passeggiata archeo – animata da letture a tema tra la Pieve e la vicina area archeologica. Sabato 28 maggio 2022. Alle 9, LABORATORIO DIDATTICO Un Delta di Navi Creiamo insieme un portolano in forma di carta archeologica. Alle 18, DIALOGHI DI ARCHEOLOGIA. Alle origini della cristianità nel Delta del Po. Un dialogo dalle origini del cristianesimo al medioevo nel sito archeologico di San Basilio. Alle 19, RAPPRESENTAZIONE DI DANZA, MUSICA E ARTE “La Divina Comedia con una m sola”. L’ attore Andrea Zanforlin allieterà il pubblico con un reading parlato e suonato: “La Divina Comedia con una m sola” ispirato liberamente alla Divina Commedia e dedicato alla pluricentenaria quercia di San Basilio, sulla quale, si narra, Dante si fosse arrampicato per ritrovare la strada per casa. La Pieve di San Basilio. Domenica 29 maggio 2022. Alle 9.30, VISITA GUIDATA. Un tocco di antico. Visita guidata archeoambientale, per approcciarsi all’archeologia con un “tocco di antico”. Alle 10.30, ITINERARIO CULTURALE. Pedalando tra Passato, Presente e Futuro. Una pedalata immersi nel verde per scoprire lo scrigno di ricchezze storiche ed archeologiche di San Basilio, arrivando al Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin. Incontro Centro Turistico Culturale di San Basilio. Venerdì 27, sabato 28 domenica 29 maggio 2022. FLUIDE FRONTIERE Percorso dell’artista Miranda Greggio che nasce dal dialogo tra terra ed acqua, tra fiumi e mari, tra acque dolci e salate, il cui profilo arriva a confondersi con il mare nel suo grande Delta. Percorso esperienziale innovativo, dove l’antico e il contemporaneo fondono in un dialogo che enfatizza le rispettive peculiarità. Centro Turistico Culturale di San Basilio.

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L’abbazia di Pomposa e museo Pomposiano (foto mibact)

PROGRAMMA all’Abbazia di Pomposa / Codigoro. Venerdì 27 maggio 2022. Alle 17, DIALOGHI DI ARCHEOLOGIA. “Vien dietro a me, e lascia dir le genti, sta come torre ferma, che non crolla giammai per soffiar de’ venti”. Incontro di narrazione alla Sala delle Sfilate per scoprire il territorio attraverso la voce del sommo Poeta in un dialogo tra letteratura e storia. Sabato 28 maggio 2022. Alle 10, VISITA GUIDATA. C’era una volta il bosco. Trekking storico-naturalistico tra i sentieri di Bosco Spada. Incontro Abbazia di Pomposa. Alle 15.30, VISITA GUIDATA. Alla scoperta dell’Abbazia di Pomposa. Visita guidata all’Abbazia di Pomposa, al Refettorio, alla sala del Capitolo e al Museo Pomposiano. Domenica 29 maggio 2022. Dalle 10 alle 17. LABORATORIO DIDATTICO. Intrecci della storia. Alla scoperta dell’arte della scrittura, delle attività di un monaco amanuense, delle armi e il vestiario di un guerriero medioevale. Compagnia d’Arme della Lince. Nel cortile dell’Abbazia di Pomposa. Alle 10, VISITA GUIDATA. Alla scoperta dell’Abbazia di Pomposa. Visita guidata all’Abbazia di Pomposa, al Refettorio, alla sala del Capitolo e al Museo Pomposiano. Alle 10.30, VISITA GUIDATA. Tracce di Conflitto. Alla scoperta dei bunker della Seconda Guerra Mondiale. Incontro Abbazia di Pomposa. Alle 17.30, RAPPRESENTAZIONE DI DANZA, MUSICA E ARTE. Performance site specific: “Il Settimo Cielo di Saturno” Attraverso il linguaggio del corpo, e di una voce narrante, si racconterà, tra simbolismo e realtà, l’evolversi della Storia dell’Abbazia di Pomposa. Coreografie di Romina Zangirolami, regia e recitazione di Davide Pedriali, danza Gianluca Possidente. Cortile dell’Abbazia di Pomposa.

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L’Ospedale degli Infermi, a Comacchio, prestigiosa e monumentale sede del museo del Delta antico

PROGRAMMA di Comacchio. Venerdì 27 maggio 2022. Alle 11, Prolusione della mostra “Spina 100. Dal mito alla scoperta”. Salone della Civica Scuola di Musica, via della Pescheria 2, Comacchio FE. Alle 16.30, VISITA GUIDATA DUE PASSI NELLA STORIA. Visita guidata alle origini della civiltà del Delta Antico. Museo del Delta Antico Via Agatopisto, Comacchio FE. Alle 17.30, ITINERARIO CUTURALE. Tra ponti e canali Trekking urbano nel centro storico di Comacchio. Incontro IAT di Comacchio Via Agatopisto 2, Comacchio FE. Sabato 28 maggio 2022. Alle 15, ITINERARIO CULTURALE. Bike&Boat. Valli di Comacchio e Centro Storico. Un percorso che alterna la barca alla bicicletta attraversando la laguna e gli argini delle Valli. Al termine visita alla mostra celebrativa del centenario della scoperta di Spina presso Palazzo Bellini. Incontro Manifattura dei Marinati Corso G. Mazzini 200, Comacchio FE. Alle 21, SPETTACOLO MULTIMEDIALE Comacchio, piccola onda, si racconta. Una storia millenaria in luci, suoni e parole. Da Trepponti, uno dei luoghi più suggestivi di Comacchio, parte un viaggio nello spazio e nel tempo affidato alla potenza CO MAC CHIO evocativa della musica e della voce, mentre le luci esaltano e ridisegnano un’architettura unica nel suo genere. Un breve viaggio che fonde in modo suggestivo storia e leggenda, mito e tradizione, cultura e natura. Luci di Claudio Cervelli – Narrazione di Stefania Carlesso- Eseguita presso Venice Classic Radio. Trepponti di Comacchio. Domenica 29 maggio 2022. Alle 10.30, VISITA GUIDATA. Confini d’acqua Passeggiata tra natura e storia alla scoperta del villaggio etrusco. Incontro Stazione Foce – Valli di Comacchio. Alle 11, LABORATORIO DIDATTICO. Decorazione su rame Come funziona la tecnica di lavorazione dello sbalzo? Questo laboratorio che permetterà di modellare una lamina in metallo. Museo del Delta Antico di Comacchio Via Agatopisto, Comacchio FE. Alle 12, VISITA GUIDATA DUE PASSI NELLA STORIA. Visita guidata alle origini della civiltà del Delta Antico. Museo del Delta Antico Via Agatopisto, Comacchio FE. Alle 15.30, VISITA GUIDATA. Verso antichi porti. Alla scoperta di uno dei più importanti porti dell’Adriatico nell’antichità: Spina. Museo del Delta Antico – Via Agatopisto, Comacchio FE. Alle 17, VISITA GUIDATA. “Carico” di Storia. La nave romana con i suoi oggetti capaci di parlarci di storie di uomini e relazioni tra popoli. Museo del Delta Antico Via Agatopisto, Comacchio FE.

Al museo nazionale e area archeologica di Altino (Ve) l’artigianato dei Veneti antichi prende vita ad Altino-fest, il primo festival di archeologia imitativa. Quattro laboratori aperti a tutti (argilla, ambra, lamina, tessitura) e due forni per la fusione del bronzo e la lavorazione del vetro

altino_altino-fest_2022_locandinaGli antichi Veneti erano dei veri e propri maestri nella lavorazione a sbalzo della lamina di bronzo. Per saperne di più basterà raggiungere Altino (Ve) sabato 28 maggio 2022: dalle 9.30 alle 18.30, il museo nazionale e Area archeologica di Altino ospita “Altino fest” il primo Festival dell’Archeologia imitativa dei Veneti antichi con dimostrazioni e laboratori didattici legati alle tecnologie e alle attività dell’epoca per capire in prima persona l’artigianato degli antichi abitanti di Altino. Ci sarà l’angolo della fusione del bronzo, un vero e proprio forno a più di mille gradi in cui si otterranno con antichi mantici in pelle gli oggetti che oggi sono tra i reperti più curiosi ospitati dal Museo. Poco lontano si potrà assistere alla lavorazione del vetro grazie ad un piccolo forno portatile con cui verranno ricreate le perline, antenate di quelle veneziane ben più conosciute. Accanto ai due angoli dedicati ai «forni» di bronzo e vetro i partecipanti verranno infatti coinvolti in quattro laboratori pratici in cui dopo una dimostrazione di alto livello artigianale proveranno in prima persona a riprodurre vasi in argilla, un piccolo pezzo di tessuto di lana, un anellino di palco di cervo e una perlina d’ambra. I laboratori durano 30 minuti e sono disponibili nei seguenti orari: 10:30; 11:30; 14.30; 15.30; 16.30; 17.30. Inoltre, durante il Festival saranno presenti delle postazioni di archeologia imitativa, aperte a tutte le età, dedicate a: tessitura – palco – ambra – argilla – situle – bronzo e vetro, dalle 9:30 alle 18:30. Il Festival è accessibile alle persone con disabilità motorie e si organizzano visite dedicate a persone con disabilità visive e uditive. Tariffe: fino a 18 anni, ingresso gratuito; 18-25 anni: 2 euro; oltre i 25 anni: 3 euro. Si può prenotare il pranzo al food corner “Pizzeria Contadina” a questo link: https://docs.google.com/…/1FAIpQLScZkD96lxv…/viewform…

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Allestimento degli spazi per Altino Fest al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

“Sperimenteremo, insieme con il nostro pubblico, una via nuova e insolita per conoscere gli antichi Veneti: immedesimarsi nelle loro tecniche artigianali, provare a ripeterne i gesti usando gli stessi materiali e gli stessi strumenti”, dice Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino (Direzione regionale Musei Veneto), “a garanzia della qualità dell’offerta, la professionalità degli educatori didattici, che hanno trovano in questo progetto supportato dai fondi europei e dalla Regione del Veneto un modo per ripartire dopo la grave crisi del COVID. Le attività sono accessibili a tutte e a tutti, perché il Museo è patrimonio comune. Per ristorarsi, ci saranno le gustose tasche di pizza del progetto “Pizzeria contadina”, a base di prodotti agricoli locali. Cultura, leggerezza, cura e sostenibilità sono e saranno le cifre del nostro futuro parco archeologico”.

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Altino Fest: nel laboratorio della Lamina si impareranno i rudimenti per realizzare una situla come i Veneti antichi (foto drm veneto)

Il Festival di Archeologia imitativa si inserisce in un progetto più complesso che sta portando molta linfa al Museo e all’Area Archeologica, pronti a diventare Parco Archeologico.  Il futuro prevederà non più “solo” l’esistenza del “Museo e dell’Area archeologica” intesi come elementi separati, ma la nascita di un “parco archeologico” perimetrato. Finanziato dal ministero della Cultura con 1milione e700mila euro il progetto del Parco archeologico può contare su 1,2 milioni di euro per i lavori veri e propri a partire dal rifacimento dei percorsi, degli impianti, dei magazzini, degli allestimenti, passando per l’adeguamento degli edifici e gli ulteriori scavi archeologici.

altino_altino-fest_2022_archeologia-imitativa_locandinaEcco i laboratori. ARGILLA. Nel laboratorio si mostrerà come gli altinati lavoravano l’argilla, in che modo venivano posizionate le mani sul tornio e come venivano ottenuti i colori rosso e nero dei vasi. In un secondo momento si procederà con una versione semplificata della lavorazione in cui con l’argilla ogni partecipante riprodurrà un reperto del museo. AMBRA E PALCO. L’osso veniva segato con un seghetto di ferro e sagomato con lime in bronzo, mentre le decorazioni costituite da disegni complessi ed elaborati erano ottenute con piccoli punteruoli simili a piccoli compassi. Dopo un primo momento in cui la tecnica verrà mostrata dagli addetti ai lavori si passerà ai lavori semplificati: i presenti produrranno perline per collane in ambra e piccoli anellini in osso. LAMINA. Le situle, ovvero le lamine in bronzo e in rame lavorate con disegni complessi richiedevano molti giorni di cesellatura con strumenti adatti. Nel laboratorio inizialmente verranno mostrati i primi passi di lavorazione di una situla, poi le lamine di rame verranno lavorate in maniera semplificata dai presenti con piccoli disegni geometrici. TESSITURA. Come si ricavava il filo partendo dalla materia prima (lana), usando i fusi?  Come filavano 2500 anni fa? Il laboratorio di tessitura risponderà a queste due domande. Dopo una dimostrazione al telaio verticale i partecipanti riprodurranno poi un piccolo tessuto di lana con la stessa tecnica in telai in miniatura.

Napoli. Per lo “Scaffale del Mann” presentazione del libro “La camelia nei giardini storici della Campania” a cura dell’associazione del Premio Green Care

napoli_mann_scaffale_la-camelia-nei-giardini-storici_giannetti-neri-cobianchi_locandinaDalla passione per l’archeologia alla salvaguardia dell’ambiente: per chi ha a cuore la sostenibilità applicata anche nella gestione del patrimonio monumentale cittadino, da non perdere la presentazione del libro “La camelia nei giardini storici della Campania” a cura dell’associazione del Premio Green Care che ha donato anche una camelia da piantare nel giardino del Mann. ​Appuntamento mercoledì 18 maggio 2022, alle 17, per il ciclo “Lo scaffale del Mann”. Prima, alle 16.30, si metterà a dimora una camelia che andrà ad arricchire la varietà della flora dei giardini del Mann, e poi, alle 17, ci sarà la presentazione del libro nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Napoli. Dopo i saluti di Paolo Giulierini, direttore del Mann, e di Benedetta de Falco, presidente associazione Premio GreenCare, interverranno con gli autori Anna Giannetti, docente di Storia del giardino e del paesaggio dell’università della Campania Vanvitelli; Silvia Neri, architetto paesaggista; Aldo Antonio Cobianchi, delegato per la Campania della Società Italiana della Camelia. Modera il giornalista Marco Caiazzo.

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La copertina del libro “La camelia nei giardini storici della Campania” a cura dell’associazione del Premio Green Care

La camelia nei giardini storici della Campania. Riflettori accesi sulla camelia, per impulso esemplare dell’Associazione Premio GreenCare, a conclusione dell’anno internazionale della salute delle piante proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per salvaguardare la biodiversità. La prima camelia impiantata nell’Europa continentale, proveniente dalla Cina dalle rotte britanniche, prende dimora nel giardino inglese della Reggia di Caserta. Da allora, le sue traiettorie sono infinite: una storia avvincente, tra sperimentazioni e giardini regali, con protagonisti speciali, dalla regina di Napoli Maria Carolina d’Austria a lady Walton, appassionata “collezionista” di rarità botaniche. Una pianta caparbia, delicata e gentile, con 267 specie e tante declinazioni diverse – dalla camellia japonica ornamentale alla camellia sinensis utilizzata per il tè -, che accomuna idealmente, oggi, parchi e giardini storici pubblici e privati della regione, un primato indiscusso per la flora campana.

Cividale. Al museo Archeologico nazionale conferenza “Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Una relazione complessa” con il direttore del Parco, Fabio Pagano

Il museo Archeologico nazionale di Cividale allarga gli orizzonti con la conferenza di giovedì 5 maggio 2022, a ingresso libero, organizzata in collaborazione con la Società friulana di Archeologia: alle 17.30, Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, parlerà de “Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Una relazione complessa”. Questo territorio, singolare per storia, natura, paesaggio, ha avuto un ruolo centrale nella storia, dall’antichità classica sino a tempi recenti. Nei Campi Flegrei, scenario di avvenimenti storici di grande rilevanza, sono ambientati alcuni dei più importanti miti antichi, la Gigantomachia, la Sibilla cumana, la porta degli Inferi nell’Averno. Fu qui che in età arcaica sorse Cuma, la prima colonia greca del Mediterraneo Occidentale, e in età romana Puteoli, il più importante porto commerciale dell’Urbe, nonché Baia, sito di fama ineguagliata, località prediletta per la villeggiatura della nobiltà romana e poi sede del palatium imperiale. Un’atmosfera ricca di storia e di archeologia che emerge a ogni passo percorrendo i Campi Flegrei e che, fondendosi con la natura e con lo splendido mare, ne fa un luogo davvero speciale.

Pompei. Nuove scoperte dal cantiere di messa in sicurezza e restauro della Casa della Biblioteca nell’Insula Occidentalis: ritrovati i resti di una cassetta di legno con lastre di marmi preziosi pronte per il rifacimento di un pavimento della domus. Ci spiega la scoperta l’architetto Paolo Mighetto

L’architetto Paolo Mighetto nella Casa della Biblioteca a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Sono passate solo poche settimane dall’annuncio, da parte del parco archeologico di Pompei, di interessanti scoperte nella Casa della Biblioteca a Pompei, durante i lavori per la messa in sicurezza in sicurezza e il restauro delle domus nell’Insula Occidentalis (vedi Pompei. Con l’architetto Mighetto alla scoperta dei lavori di messa in sicurezza e restauro della Casa della Biblioteca nell’Insula Occidentalis: una sfida per offrire ai visitatori i segni delle distruzioni subite dalla città antica | archeologiavocidalpassato), che gli scavi in corso nel cantiere di restauro dell’Insula Occidentalis di Pompei hanno rivelato nuove sorprese. Dalla Casa della Biblioteca emergono altre tracce preziose dell’antico cantiere che, con ogni evidenza, doveva essere in corso al momento dell’eruzione. Durante gli scavi per liberare dalla coltre vulcanica e dai crolli un grande ambiente di rappresentanza posto al primo piano inferiore della Casa della Biblioteca (VI, 7, 44) è stata infatti rinvenuta una cassetta di legno, di cui si conserva in parte l’impronta nella cinerite, contenente lastre di marmo serpentino (porfido verde del Peloponneso) e giallo antico pronte per essere utilizzate per il rifacimento di un pavimento in uno degli ambienti comunicanti a nord. Al di sopra della cassetta le tracce di una cesta contengono elementi semilavorati dello stesso materiale. A raccontarci la scoperta è ancora una volta l’architetto Paolo Mighetto.

“Siamo di nuovo nel cantiere della Casa della Biblioteca nell’ambito dei lavori di restauro e messa in sicurezza dell’Insula Occidentalis, tra i più importanti attivi a Pompei”, spiega Mighetto. “In particolare la Casa della Biblioteca ha già fatto emergere con la parte di scavo archeologico che stiamo portando avanti una serie di rinvenimenti – devo dire – eccezionali. Siamo in una parte mai scavata della domus: una delle case cosiddette sul pendio, caratterizzate da palazzi multipiano che inglobano le mura della città e si trasformano in residenza di lusso. E in effetti l’ambiente che stiamo liberando e riportando alla luce dimostra in tutti i suoi aspetti proprio il carattere del lusso, a partire dal pavimento a mosaico molto interessante e molto raffinato, con la greca laterale a meandri, raffinatezze che si trovano anche in altri ambienti delle domus di Pompei, il quadrato centrale, e l’alternanza di tesserine bianche e nere. Dobbiamo pensare che questa casa prima dell’eruzione del 79 d.C. deve aver subito uno sciame sismico che probabilmente ha preceduto proprio gli effetti devastanti dell’eruzione e magari qualche effetto forse ancora del terremoto avvenuto nel 62 d.C., quindi parecchi anni prima dell’eruzione: quel che è certo è che abbiamo trovato ambienti che erano oggetto di un restauro, una risistemazione, dove erano in corso dei lavori”.

I resti della cassetta da lavoro di legno con lastre di marmi preziosi scoperta nella Casa della Biblioteca a Pompei, durante i lavori di messa in sicurezza e restauro nell’Insula Occidentalis (foto parco archeologico di pompei)

“Gli scavi hanno fatto emergere una cassetta da lavoro, da lavoro ma molto raffinata”, continua Mighetto. “È una cassetta di legno che ovviamente col tempo si è in parte perduta, di cui è stato possibile recuperarne la memoria attraverso il calco delle pareti. Era una cassettina che conteneva delle lastre di marmi preziosi, marmi colorati, c’è del serpentino (porfido verde del Peloponneso), del giallo antico, ed erano evidentemente delle lastre di marmo che il restauratore – come lo chiameremmo oggi – stava utilizzando per andare a riparare dei danni, o sostituire degli elementi di arredo, degli elementi dei pavimenti delle stanze adiacenti. Sembra una sorta di campionario di marmi che magari era a disposizione del proprietario per poterli scegliere – ma questa è pura fantasia -: quel che è certo è che si tratta di una serie di lastre di marmo, anche molto sottili, molto ben lavorate, marmi pregiati di diverse parti del mondo antico. E al di sopra di questa cassetta era posata una cesta. La cesta si è perduta, ma anche in questo caso se ne è mantenuta la memoria perché nel blocco della cinerite si è conservato il “vano” occupato anticamente dalla cesta che poi si è decomposta, e colando il gesso è stato possibile andare a recuperarne la memoria. E ora la stiamo analizzando nei nostri laboratori per capire se c’era e quale materiale all’interno. Poteva anche essere vuota e semplicemente appoggiata lì per depositarci qualcosa. Comunque possiamo immaginarci l’artigiano che sta selezionando le proprie lastre per andare a intervenire in questa parte di casa che è ancora da scavare, e che sicuramente porterà a nuove scoperte e a nuove sorprese”.

Torino ospita la prima tappa del Giro d’Italia 2021, e al museo Egizio per i 90 anni della Maglia Rosa resta esposta tutto maggio una Maglia Rosa di Fausto Coppi all’interno della mostra “Archeologia invisibile”. Disponibile anche una mostra digitale con virtualtour

Torino ospita la prima tappa del Giro d’Italia 2021 (foto Giro d’Italia)

torino_museo-egizio_logogiro-d-italia-2021_logoSabato 8 maggio 2021 Torino, prima capitale d’Italia, è pronta a salutare la partenza della corsa rosa con la prima tappa a cronometro individuale Torino-Torino del 104.mo Giro d’Italia che si concluderà a Milano il 30 maggio 2021, dopo aver percorso quasi 3500 chilometri. E il Giro d’Italia a Torino farà tappa anche al museo Egizio con la “biografia” della Maglia Rosa. Il museo Egizio partecipa infatti ai festeggiamenti per i 90 anni della Maglia Rosa e ospita nel mese di maggio 2021 un cimelio nell’ambito della mostra “Archeologia Invisibile”: da venerdì 7 maggio, alla vigilia della partenza del Giro d’Italia 2021 proprio da Torino, e fino al 30 maggio una Maglia Rosa storica appartenente alla Collezione Chiapuzzo del Museo AcdB di Alessandria farà infatti tappa al Museo, allestita negli spazi della mostra temporanea Archeologia Invisibile. L’esposizione, realizzata in collaborazione con il Giro d’Italia, offre l’occasione per mettere l’accento sulla storia della maglia e sulla sua “biografia”: è proprio questo il tema centrale dell’esposizione temporanea, che, partendo da alcuni manufatti contemporanei, illustra strumenti, esempi e risultati della meticolosa opera di ricomposizione di informazioni resa oggi possibile dall’applicazione delle scienze all’egittologia e, in particolare, allo studio dei reperti.

La Maglia Rosa del 1950 appartenuta a Fausto Coppi ed esposta al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

La Maglia rosa esposta risale agli anni ’50: è una maglia di lana, probabilmente una “maglia replica” – come si dice in gergo – ossia una delle tante a disposizione di Fausto Coppi e che il Campionissimo con generosità regalava agli amici più cari. Questa venne ricevuta in dono da Giovanni Chiapuzzo: tortonese, si formò al “Collegio”, vera e propria Accademia dei gregari del ciclismo che aveva base nella casa-cortile di Biagio Cavanna, famoso massaggiatore cieco di Coppi. Dopo l’esperienza del ciclismo Chiavanna fu uomo di sport a 360 gradi, e collezionista di cimeli. La maglia esposta proviene proprio dalla sua collezione di storici oggetti legati alla sua passione per le due ruote, custodita dal Museo AcdB (Alessandria città delle Biciclette) e dal Museo del Ghisallo di Magreglio. L’iniziativa fa parte un ricco programma di celebrazioni che comprende anche una mostra virtuale dedicata ai 9 decenni della Maglia Simbolo del Primato del Giro d’Italia, organizzata dai Musei del Ghisallo di Magreglio e AcdB di Alessandria, che valorizzando l’Archivio Digitale hanno allestito un progetto di rassegna virtuale già disponibile al pubblico. Qui link link per accedere alla mostra: https://virtualtour.linelab.net/virtuals/magliarosa90anni/ 

Per la “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità” il parco archeologico di Pompei estende il percorso “Pompei per tutti”, realizza iniziative per visitatori con disabilità sensoriale, e lancia la rubrica “Lungo le strade di Pompei”

Danilo Ragona e Luca Paiardi sulla loro carrozzina attraversano una strada di Pompei sui passaggi pedonali sopraelevati (foto parco archeologico di Pompei)

Il Parco archeologico di Pompei in occasione della “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità” in programma il 3 dicembre 2020 si propone, attraverso una serie di iniziative, di sottolineare e promuovere l’importanza dell’accesso al patrimonio culturale secondo i principi della massima inclusione di ciascun cittadino, senza limitazioni o distinzioni. Già nel 2016 Pompei era stato tra i primi siti archeologici ad introdurre il percorso “Pompei per tutti”, dedicato alle persone con difficoltà motorie. A differenza del passato, quando la possibilità di visitare in carrozzina il sito era limitata alle sole aree nei pressi dell’anfiteatro, l’itinerario “Pompei per tutti”, di oltre 3km consente oggi di attraversare interamente la città archeologica dall’ingresso di piazza Anfiteatro fino a Porta Marina, con accesso ai principali edifici.

L’itinerario è stato percorso in più occasioni da alcuni testimonial d’eccezione che hanno lasciato al riguardo le loro testimonianze video e i loro consigli. Danilo Ragona e Luca Paiardi del Progetto Viaggio Italia, che hanno raccontato le loro diverse esperienze di viaggio nella Rubrica “Viaggiatori in Carrozza” su Kilimangiaro di RaiTre e  Maria Venditti, attiva nel mondo dell’innovazione sociale, della cooperazione e dell’associazionismo, e in particolare nella promozione dei diritti delle persone con disabilità nella rete FISH Onlus. Collabora con ItaliAccessibile, blog impegnato sui temi dell’accessibilità legata al mondo del turismo, della cultura e dello sport. Grazie all’adeguamento di altri edifici il percorso “Pompei per tutti” sarà ulteriormente esteso e sarà possibile per i visitatori con disabilità conoscere altri luoghi, nell’ottica della più ampia inclusione.

Maria Venditti in carrozzina nella Casa della Venere in conchiglia a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Il Parco, inoltre, nell’ambito del Protocollo Campania tra le mani. Itinerari inclusivi nei luoghi d’arte, coordinato dal Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità dell’università Suor Orsola Benincasa, a cui aderiscono numerose istituzioni dei beni culturali campane e le maggiori associazioni delle persone con disabilità, sta attivando una serie di azioni volte ad assicurare la fruizione del parco da parte dei visitatori disabili, con particolare attenzione alle persone con disabilità sensoriale.

È stato realizzato allo scopo un video racconto della casa di Venere, e in particolare dell’affresco che dà il nome alla dimora. Il testo della narrazione è stato realizzato con la supervisione dell’associazione FIADDA Campania, mentre la registrazione audio è stata curata dal Centro Nazionale del Libro Parlato intitolato a Francesco Fratta, su iniziativa del Presidente dell’Unione nazionale ciechi, Mario Barbato. La voce narrante conduce l’utente alla scoperta dell’affresco, attraverso un audio e un linguaggio visivo che è in grado di raggiungere con la massima immediatezza chiunque, superando le varie limitazioni sensoriali. Questo primo video sperimentale, farà parte di una serie di video racconti che tratteranno anche altri luoghi, affreschi e/o reperti dei siti archeologici del Parco.

Danilo Ragona e Luca Paiardi in carrozzina nell’anfiteatro di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Con lo stesso obiettivo di ampliare la conoscenza del sito, attraverso i canali digitali, soprattutto in questo momento di difficoltà a fruire dal vivo i musei e il luoghi di cultura, il Parco archeologico ha prodotto una serie di video con  sottotitoli in italiano, con l’auspicio di rendere più immediata la comprensione alle persone con difficoltà uditive. Tra queste nuove iniziative la rubrica “Lungo le strade di Pompei” , che illustrerà i principali edifici di Pompei, attraverso il racconto di una guida, con la collaborazione di CoopCulture nell’ambito delle attività didattiche del Parco. Tutti i video sono disponibili dal 3 dicembre 2020 sul sito web www.pompeiisites.org  e sui canali social del Parco.

Napoli. “Sette statue per sette giorni” al museo Archeologico nazionale: settima opera della Sezione Campania Romana, la statua della Concordia Augusta

La statua femminile della Concordia Augusta (I sec. d.C.) proveniente dall’Edificio di Eumachia a Pompei: sarà esposta nella Sezione Campania Romana al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Sette statue per sette giorni: il museo Archeologico nazionale di Napoli anticipa un suggestivo tour virtuale con foto di Luigi Spina della Sezione Campania Romana, che sarà nuovamente fruibile al pubblico da giugno 2021. Il viaggio online è giunto al settimo e ultimo giorno e propone la splendida statua femminile della Concordia Augusta (I sec. d.C.), proveniente dall’Edificio di Eumachia a Pompei.