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Museo nazionale Archeologico della Sibaritide (Cs): arrivano i reperti trafugati dal Timpone della Motta e restituiti dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen. È il terzo lotto, dopo quelli – nel 2001 – dal Paul Getty Museum di Malibù e dall’Istituto di Archeologia Classica di Berna

Il museo nazionale Archeologico della Sibaritide

Mercoledì 22 gennaio 2020 è una data importante per il museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano all’Ionio (Cosenza): sarà il giorno della restituzione del terzo lotto di reperti, illegalmente trafugati dal sito Timpone della Motta di Francavilla Marittima (Cosenza) che segue a quelli già riconsegnati nel 2001 dal Paul Getty Museum di Malibù e dall’Istituto di Archeologia Classica di Berna attraverso il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma. Questa restituzione è il frutto di un accordo, sottoscritto il 5 luglio 2016, tra la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen e il ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo e della collaborazione del Segretariato Generale Musei e della Direzione Generale Musei. Il gruppo di materiali è costituito da 66 reperti (aryballoi, oinochoai, un’hydria, lekythoi, skyphoi, piatti e pissidi di ceramica protocorinzia e corinzia, greco-orientale, coloniale, oggetti in avorio e statuette fittili). L’annosa vicenda arriva a conclusione nel gennaio 2018 con il rimpatrio dei reperti, presentati in una mostra a Palazzo De Santis di Francavilla Marittima (Cosenza). Ora questo terzo lotto di reperti andrà a implementare e ad arricchire le collezioni del museo nazionale Archeologico della Sibaritide, attualmente oggetto di lavori di riallestimento per l’ampliamento dell’offerta espositiva, la valorizzazione e comunicazione del patrimonio anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie multimediali.

Ercolano. Nei venerdì di ottobre torna Close-Up: visita con esperti ai cantieri di restauro. Si inizia con la Casa dell’Albergo in attesa del grande cantiere della Casa del Bicentenario. Domenica ingresso gratuito

Restauratori al lavoro nei cantieri del parco archeologico di Ercolano (foto Paerco)

Il manifesto promozionale di “Io vado al museo” del ministero dei Beni e delle attività culturali

Sarà il cantiere della Casa dell’Albergo ad accogliere nei venerdì di ottobre 2019 i visitatori del parco archeologico di Ercolano nell’ambito del progetto “Close-Up”. Il parco archeologico di Ercolano prosegue il suo programma di inclusione del pubblico e di partecipazione nelle attività di restauro e manutenzione dell’eccezionale patrimonio archeologico dell’antica città. Nel mese di ottobre 2019 il pubblico potrà continuare ad assistere da protagonista al lavoro in diretta di restauratori e archeologi all’opera all’interno delle sito: si rinnoveranno infatti i fortunati appuntamenti del venerdì mattina “Close-Up”. Anche per il mese di ottobre il personale esperto del Parco incontrerà alle 11 e alle 11.30 i visitatori per condividere gli ultimi sviluppi e i risultati dei lavori sul campo per assicurare sempre migliori condizioni di conservazione dei beni archeologici. Un dietro le quinte da non perdere. Il programma di ottobre 2019 inizia dalla Casa dell’Albergo, ma intanto proseguono le attività che porteranno alla grande inaugurazione della Casa del Bicentenario, dimora chiusa dagli anni ’80 del secolo scorso che sarà finalmente restituita alla fruizione. Il progetto, che corona più di dieci anni di ricerche e attività di conservazione, sarà un punto di riferimento privilegiato del programma “Close up”, per un coinvolgimento del pubblico nel restauro del patrimonio del Parco. Torna intanto l’appuntamento con l’iniziativa ministeriale #iovadoalmuseo Domenica al Museo, ed il pubblico del Parco Archeologico di Ercolano potrà approfittare dell’ingresso gratuito domenica 6 ottobre 2019.

Al museo del Delta Antico di Comacchio per le Gep 2019 viaggio alla scoperta delle popolazioni del delta padano, dagli etruschi ai romani all’Alto Medioevo

La locandina del programma per le Gep 2019 al museo del Delta Antico di Comacchio

“L’archeologia racconta: popoli, città, ambiente dell’Antico Delta”: in occasione delle Giornate europee del Patrimonio il museo del Delta Antico a Comacchio, d’intesa con la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, propone, alle 17 di sabato 21 e domenica 22 settembre 2019, due visite guidate senza alcun costo aggiuntivo rispetto al ticket d’ingresso (6 euro): un viaggio indietro nel tempo alla scoperta delle popolazioni che hanno impresso la loro cultura nell’antico territorio deltizio, un’occasione per dialogare con gli Etruschi e i Romani, fino a incontrare lo sviluppo della città di Comacchio nell’Alto Medioevo.

Al via il Festival dei Campi Flegrei: un mese di jazz con il Pozzuoli Jazz Festival che unisce musica, archeologia e cultura flegrea

Panoramica su Pozzuoli con, in primo piano, l’anfiteatro Flavio

Un mese di Jazz con il Pozzuoli Jazz Festival, il Festival Dei Campi Flegrei che unisce la musica, all’archeologia e alla cultura flegrea, ormai alla decima edizione. Dal 20 giugno al 27 luglio 2019, appuntamenti quasi ogni giorno con le eccellenze musicali del jazz nei suggestivi siti del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ma anche in tutto il territorio, attraverso il circuito “Club” che mette in scena giovani talenti. Enrico Pieranunzi, gigante del jazz mondiale in compagnia del suo trio e della voce “flegrea” di Valentina Ranalli al Castello Di Baia (5 luglio), il quartetto jazz Uneven Quartet di Stefania Tallini alle Terme Di Baia (10 luglio), il trombonista Filippo Vignati e il suo quartetto all’ Anfiteatro Flavio (22 luglio) e il pianista Giovanni Guidi all’Acropoli Di Cuma/ Antro Della Sibilla (23 luglio) amplificheranno con le loro note la suggestione dei siti archeologici flegrei. Il Festival di quest’anno, organizzato dall’A.P.S. Jazz and Conversation, conferma la straordinaria collaborazione già avviata lo scorso anno, con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, partner della manifestazione, che oltre a mettere a disposizione i siti archeologici per ospitare i concerti ne supporta anche le attività, a testimonianza di uno spirito innovativo di gestione dei beni culturali, di grande apertura e vicina ai cittadini. Scenari d’eccezione per i numerosi eventi musicali, saranno anche il panorama mozzafiato di Torrefumo a Monte di Procida, il verde della natura del Parco dei Fondi di Baia, del Lago Lucrino e del Lago d’Averno, oltre ad alcune incantevoli strutture private: Villa Edelweiss sul lago Fusaro, il Calamoresca affacciata sul golfo di Miseno, il Tempio di Nettuno o più propriamente le Terme adrianee a Pozzuoli, Villa Matarese a Monte di Procida, Maison Toledo, le vigne di Cantine Averno, del Gruccione e di Quarto (IV Miglio). La rassegna sostiene, inoltre, l’attività della Fondazione CASAMORE, fondazione solidale senza scopo di lucro, che si occupa di bambini e giovani adulti affetti da malattie genetiche e del neuro sviluppo. Nel corso degli appuntamenti la Fondazione sarà presente con un suo punto informativo e raccolta fondi. Il Festival, è organizzato dall’Associazione Jazz & Conversation, impegnata da anni a testimoniare il proprio ruolo nella cultura dei Campi Flegrei, attraverso un percorso in cui la musica incontra il territorio, la suggestione dei suoi paesaggi, la sua storia e le sue contraddizioni. Già dallo scorso anno, la rassegna è in particolare sostenuta dallo sponsor Faber Italia srl, azienda campana che produce macchine da caffè leader del settore per meccanica e design, attenta ai fermenti culturali e agli eventi che li caratterizzano. Oltre che della collaborazione del Parco archeologico dei Campi Flegrei, gode del patrocinio morale del Comune di Pozzuoli, del Comune di Monte di Procida e del Comune Città di Assisi, Pozzuoli, del contributo dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli e ha tra i suoi partner l’Associazione Nazionale I – Jazz.

La band Guappecartò

Ha aperto il festival Gegè Munari con il suo New quartet il 20 giugno 2019 all’Akademia Cucina & more sul Lago Lucrino. Atmosfere “hot” per una vera leggenda del jazz italiano, che si presenta con un quartetto composto dal promettente sax soprano di Vittorio Cuculo, con Leonardo Borghi al pianoforte ed Enrico Mianulli al contrabbasso. Il 21 e 23 giugno il Festival inizia il suo viaggio nella terra del mito, in collaborazione con l’Ente Comune di Monte di Procida e l’Associazione Factotum, con due appuntamenti: a Villa Matarese per la Festa della Musica con Flo in concerto, cantautrice e attrice di teatro, una delle personalità più interessanti e versatili della “World music d’autore” e ad Acquamorta località Torrefumo, scenario mozzafiato, con la band Guappecartò, nata a Perugia come gruppo di artisti di strada e contraddistinta da un forte senso di libertà stilistica e una profonda poetica musicale. Ecco gli appuntamenti nei siti del parco archeologico dei Campi Flegrei.

Il castello aragonese domina Baia: qui fa tappa il Pozzuoli Jazz Festival

Valentina Ranalli

Il 5 Luglio 2019 al Castello d Baia il grande Enrico Pieranunzi con il suo trio e la bellissima voce “flegrea” di Valentina Ranalli in “Valentina sings Pieranunzi”. Ad accompagnarli i musicisti Giuseppe Romagnoli al contrabbasso e Cesare Mangiocavallo alla batteria. Pieranunzi è l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con Marc Johnson and Paul Motian (Camjazz, 2010). Proprio per il “Live at The Village Vanguard” con Marc Johnson e Paul Motian (Camjazz, 2010) gli è stato assegnato nel 2014 l‘Echo Jazz Award – equivalente tedesco dello statunitense Grammy – come Best International Piano Player. La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo CD “Live in Paris”, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge), tra i migliori CD del decennio 2000/2010. Ha composto diverse centinaia di brani, alcuni dei quali sono ormai veri e propri standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo (“Night bird”, “Don’t forget the poet”, “Fellini’s waltz”) e inseriti nell’American Standard Book.

Una veduta delle antiche Terme di Baia

Stefania Tallini

Il 10 luglio 2019 le Antiche Terme di Baia saranno scenario d’eccezione del quartetto stellare Uneven Quartet di Stefania Tallini con Greg Hutchinson alla batteria, Gabriele Mirabassi al clarinetto e Matteo Bortone al contrabbasso. Stefania Tallini è una delle più apprezzate pianiste, compositrici e arrangiatrici jazz italiane, il cui linguaggio originale ne fa una delle figure più interessanti e affermate nel panorama musicale internazionale di oggi. Il quartetto Uneven ospita due famosi musicisti internazionali: il batterista Greg Hutchinson, considerato tra i più grandi batteristi del mondo e lo straordinario clarinettista Gabriele Mirabassi, con il quale Stefania Tallini ha già registrato due album, uno dei quali è il tanto acclamato Maresìa (Alfa Music, 2008). Un nuovo progetto, questo, basato sulle originalissime musiche della pianista, con molti inediti nati per questo quartetto – Uneven – che andrà presto in sala d’incisione, per un nuovo album.

Lo spettacolare anfiteatro Flavio a Pozzuoli (foto parco archeologico dei Campi Flegrei)

Filippo Vignato

Il 22 luglio 2019 all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, luogo simbolo di Puteoli Città biblica, sarà di scena il quartetto del trombonista Filippo Vignato. Al suo fianco Giovanni Guidi al pianoforte, Luca Fattorini al contrabbasso e Emanuele Maniscalco alla batteria. Vignato, trombonista, compositore e arrangiatore nato a Thiene (VI) nel 1987 inizia lo studio del trombone a soli 10 anni. Svolge una intensa attività concertistica in Italia e tutta Europa come “sideman” e come leader di propri progetti artistici. Oggi è considerato come uno dei più interessanti musicisti italiani della sua generazione. Vignato sarà, anche, protagonista il giorno 21 luglio di un Workshop, aperto a musicisti e non, a Palazzo Migliaresi al Rione Terra.

L’antro della Sibilla nel parco archeologico di Cuma

Giovanni Guidi

Il 23 luglio 2019 conversazione speciale con la Sibilla con il pianista Giovanni Guidi all’Acropoli di Cuma davanti all’Antro della Sibilla. Giovanni Guidi , meraviglioso e affermato musicista, ha vinto vari premi tra cui il referendum Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz, come miglior nuovo talento 2007. Si presenta, in un piano solo, con il suo nuovo lavoro, dedicato al grande Léo Ferré e intitolato Avec Le Temps – uno dei brani più toccanti del repertorio del grande cantautore francese – che sarà sicuramente affascinato e particolarmente ispirato dal luogo simbolo dei Campi Flegrei quello dell’Antro Virgiliano, della Sibilla cumana. Giovanni Guidi, quindi, con la sua musica che “mira dritto al cuore e che fa centro”. Tanti altri ancora, gli appuntamenti nei PJF club del territorio flegreo. Per il programma completo e i dettagli degli eventi: http://www.pozzuolijazzfestival.it

Ercolano, da aprile a luglio al venerdì mattina “Close-up Restauri Porte Aperte”: visite ai cantieri con i conservatori al lavoro. Si inizia con l’Augusteum, la sede degli Augustali

Veduta generale del sito archeologico di Ercolano all’ombra del Vesuvio (foto Graziano Tavan)

“Close-up cantieri”: la locandina dell’iniziativa a Ercolano tra aprile e luglio 2019

Con aprile a Ercolano il venerdì è il giorno “Close-up Restauri Porte Aperte”: a partire dal 19 aprile 2019 e fino al 19 luglio 2019, ogni venerdì mattina, dalle 11 alle ore 12, i visitatori del Parco archeologico di Ercolano potranno accedere ai cantieri di restauro in corso nell’area archeologica nell’ambito delle campagne di manutenzione sia programmata che straordinaria, e parlare con i conservatori per scoprire il loro lavoro. “L’apertura al pubblico dei cantieri di Manutenzione Programmata”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “corrisponde a una gestione partecipativa dei processi che vede da una parte anche la richiesta del nostro pubblico, sempre più appassionato e interessato, dall’altra il dovere di essere accessibili e trasparenti anche nella nostra pratica quotidiana in modo tale da rendere per tutti Ercolano laboratorio aperto. Il tutto avviene in coerenza con quanto voluto già dal grande studioso e soprintendente Amedeo Maiuri di rendere vivo un luogo in apparenza non vivo ma che invece ha tanto da trasmettere e tramandare attraverso una modalità di fruizione aperta”. Si tratta di un servizio offerto dal Parco senza alcun costo aggiuntivo per essendo già compreso all’interno del biglietto di ingresso al sito.

Modello tridimensionale dell’Augusteum di Ercolano: elaborazione dell’università L’Orientale di Napoli con la soprintendenza (foto Graziano Tavan)

Si parte venerdì 19 aprile 2019 con la visita del cantiere della sede degli Augustales, che si presenta come un’ampia sala con un sacello centrale riccamente decorato con affreschi parietali. Nella parte centrale della sala si conservano anche le grandi travi lignee, interamente carbonizzate, che servivano da supporto per il piano sovrastante. L’intervento conservativo prevede la mappatura, la pulizia e il consolidamento dei dipinti murali e degli intonaci. Per la pavimentazione è prevista la rimozione dei depositi incoerenti e coerenti, il trattamento biologico e il consolidamento della coesione e dell’adesione degli strati preparatori. In merito agli elementi di legno carbonizzato, è in corso lo smontaggio, la pulizia e il rimontaggio dei vassoi protettivi in plexiglass. Un’ulteriore operazione è prevista sui vetri protettivi posti a protezioni di frammenti lignei carbonizzati lungo la facciata nord, che, se facilmente asportabili, potranno essere rimossi e puliti adeguatamente o, altrimenti, verranno puliti in situ senza smontaggio.

Marmi e rilievi in stucco dell’arco quadrifornte orientale dell’Augusteum di Ercolano (foto Graziano Tavan)

“L’articolazione dell’Augusteum, ancora sepolto sotto la città moderna”, spiegano gli archeologi del Parco, “è nota grazie alle descrizioni e alle planimetrie delineate nel Settecento, quando fu esplorato attraverso gallerie sotterranee con contestuale asportazione di numerose pitture, sculture e iscrizioni ora conservate al museo Archeologico nazionale di Napoli. L’edificio, costruito negli anni centrali del I sec. d.C., si configurava come una grande piazza bordata da portici e con un’esedra rettangolare al centro del lato di fondo, inquadrata da due absidi laterali. Il lato di ingresso era preceduto da un portico ad arcate, compreso da due grandi quadrifronti rivestiti di marmi e di rilievi in stucco. Questo è l’unico settore attualmente in luce e si impone alla vista l’Arco quadrifronte orientale. Come tutti i grandi portici pubblici dell’Italia romana anche quello ercolanese poteva assolvere a molteplici funzioni, ma la grande quantità di sculture di imperatori e di personaggi delle loro famiglie e l’enfasi posta sull’esedra di fondo fanno propendere per l’identificazione con un edificio dedicato al culto imperiale (Augusteum)”.

Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo, nominata direttrice ad interim del parco archeologico di Pompei. Il saluto con il dg uscente Massimo Osanna

La neo direttrice ad interim Alfonsina Russo con il generale Mauro Cipolletta (a destra) e la delegazione a Pompei. A sinistra il dg uscente Massimo Osanna

Cambio della guardia al parco archeologico di Pompei. A Massimo Osanna nel ruolo di direttore – ad interim fino alla nomina del nuovo direttore generale – subentra Alfonsina Russo, attuale direttrice del parco archeologico del Colosseo dal 2017, che ha incontrato l’altro giorno i responsabili degli uffici e il personale del Parco, accompagnata dal Capo di Gabinetto del Mibac Tiziana Coccoluto, dal segretario generale Giovanni Panebianco e dallo stesso Massimo Osanna. Ad accoglierla il direttore generale del Grande Progetto Pompei generale CC Mauro Cipolletta e il coordinatore del gruppo legalità e sicurezza del GPP prefetto Vincenza Filippi. “Sarà garantita la totale attenzione alle attività del Parco archeologico nel segno di una assoluta continuità delle procedure in corso. In questa fase di mia permanenza non ci saranno cambiamenti”, ha dichiarato Alfonsina Russo, “ma si proseguirà nel solco già tracciato in maniera ottimale, con risultati riconosciuti a livello internazionale, da Massimo Osanna, grazie all’eccezionale lavoro di squadra condotto dai funzionari e da tutto il personale del parco archeologico di Pompei”. Alfonsina Russo, archeologa, specializzata e dottore di ricerca in archeologia classica, dal 2009 è dirigente del MiBACT. Nella sua attività professionale ha operato in Magna Grecia, nel Molise e nel Lazio. Si è occupata di allestimenti museali e di gestione di musei, di allestimenti di importanti mostre in Italia e all’estero. Ha curato numerose pubblicazioni scientifiche e ha tenuto conferenze presso prestigiose università italiane e straniere. È stata soprintendente Archeologo per l’Etruria meridionale e soprintendente per l’Archeologia belle arti e paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. Nella sua recente attività professionale nel Lazio, tra gli altri progetti di cui si è fatta promotrice, in una prospettiva di condivisione di progetti di sviluppo culturale e turistico con le istituzioni locali e la società civile, si ricordano: il Progetto Experience Etruria, che ha visto il coinvolgimento di numerose amministrazioni comunali del Lazio, Toscana e Umbria e che è stato premiato all’Expo 2015 di Milano, come uno dei migliori progetti realizzati in occasione di questo evento mondiale; la promozione dei Cammini di San Paolo e di San Francesco, in occasione del Giubileo del 2016. Diversi i riconoscimenti da parte di autorevoli istituzioni straniere.

Mirandola (Mo), a sei anni dal terremoto del 2012, per le Giornate europee del Patrimonio 2018, “porte aperte” ai cantieri di restauro e miglioramento sismico del duomo e dell’ex municipio, con visite guidate a cura della soprintendenza

La chiesa di Santa Maria Maggiore, il duomo di Mirandola, gravemente danneggiato dal terremoto del 2012

A Mirandola (Mo) le Giornate Europee del Patrimonio, su proposta della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Bologna, quest’anno avranno un sapore speciale. Sabato 22 settembre 2018, in piazza della Conciliazione, dalle 10 alle 12 (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria), presentazione dei lavori di restauro e miglioramento sismico del duomo di Mirandola colpito dal terremoto del 20 e del 29 Maggio 2012 e visite guidate al cantiere della chiesa di S. Maria Maggiore. A poco più di sei anni dal tragico sisma che ha colpito l’Emilia-Romagna nel maggio 2012 viene aperto al pubblico in via straordinaria il cantiere di restauro e miglioramento sismico della chiesa di S. Maria Maggiore di Mirandola, il duomo della città, che ha subito gravi crolli nella navata centrale, nella navata laterale sinistra e di parte della copertura dell’abside. Alle 10, apertura dell’iniziativa con i saluti istituzionali. A seguire, alle 10.30, 11 e 11.30 (prenotazione obbligatoria per max 10-15 persona a visita: inviare mail a Patrizia Grazioli patrizia.grazioli@beniculturali.it) si terranno tre visite guidate al cantiere a cura del progettista, della direzione lavori, del R.U.P della Diocesi di Carpi e delle funzionarie della soprintendenza competenti per il territorio di Mirandola: l’arch. Emanuela Storchi (che segue come alta sorveglianza l’esecuzione dei lavori) e la storica dell’arte Elena Marconi. Le visite guidate illustreranno lo stato di avanzamento dei lavori, il progetto di ricostruzione e completamento delle parti crollate e la restituzione alla cittadinanza del monumento consolidato e restaurato in collaborazione con la Diocesi di Carpi e la Parrocchia di S. Maria Maggiore di Mirandola.

L’ex municipio di Mirandola, danneggiato dal terremoto del 2012

Il palazzo municipale di Mirandola. Nel pomeriggio, , dalle 15 alle 19, sempre di sabato 22 settembre 2018, incontro pubblico a ingresso gratuito in sala consiliare del Comune in via Giolitti cantiere del Palazzo Municipale, oggetto di lavori di restauro e miglioramento sismico dopo il terremoto del 20 e del 29 Maggio 2012. L’iniziativa proposta dalla soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna in occasione delle GEP 2018 prevede un incontro con i progettisti, il R.U.P del Municipio di Mirandola e le due funzionarie della soprintendenza competenti per il territorio di Mirandola che illustreranno alla cittadinanza lo stato di avanzamento dei lavori e il progetto di restauro e miglioramento sismico dello stabile. L’arch. Emanuela Storchi (che segue come alta sorveglianza l’esecuzione dei lavori) e l’archeologa Cinzia Cavallari racconteranno nei dettagli la storia dell’antico palazzo dei Pico passando in rassegna i tanti aspetti della sua evoluzione archeologica e architettonica.

“Roma medievale. I Longobardi e altro: l’archeologia di Lidia Paroli”: incontro al museo dell’Alto Medioevo di Roma-Eur per ricordare l’archeologa Lidia Paroli, cui viene dedicata la sala conferenze/biblioteca

La biblioteca / sala conferenze del Muciv – museo dell’Alto Medioevo è dedicata all’archeologa Lidia Paroli

“Roma medievale. I Longobardi e altro: l’archeologia di Lidia Paroli”: il museo delle Civiltà di Roma-Eur presenta “I Venerdì del MuCiv”, una serie di appuntamenti per far conoscere lo staff del Museo e per far comprendere al pubblico, attraverso la presentazione di esempi concreti, presentazioni di opere, volumi, collezioni, personaggi, il “dietro le quinte” della struttura museale, delle sue sezioni, dei laboratori, dei progetti di ricerca e di restauro. Nel terzo appuntamento, venerdì 15 giugno 2018, e l’ultimo del mese di giugno (gli appuntamenti del Venerdì riprenderanno a settembre), Francesco Aquilanti, della sezione Promozione e Comunicazione del MuCiv, alle 16.30, nella sala conferenze del museo dell’Alto Medioevo “Alessandra Vaccaro”, presenta “Roma medievale, i Longobardi e altro: l’archeologia di Lidia Paroli”, un ricordo dell’archeologa e collega del museo, Lidia Paroli, a cinque anni dalla scomparsa, a cura di Filippo Maria Gambari, direttore del museo delle Civiltà; Paolo Delogu, professore emerito di Storia Medievale all’università di Roma; Laura Vendittelli, ex direttrice della Crypta Balbi. Nel corso dell’incontro sarà dedicata a Lidia Paroli la Biblioteca/Sala Conferenza del museo dell’Alto Medioevo “Alessandra Vaccaro”.

Pompei. La soprintendenza celebra sul sito ufficiale l’anniversario di “Abbey Road” dei Beatles in “chiave archeologica” con i Fab Four che attraversano una via di Pompei. Successo dell’informazione virtuale e dei contatti social

L'immagine postata sul proprio sito dalla soprintendenza Pompei con i Beatles a Pompei alla maniera di "Abbey Road"

L’immagine postata sul proprio sito dalla soprintendenza Pompei con i Beatles a Pompei alla maniera di “Abbey Road”

La mitica copertina del disco "Abbey Road" dei Beatles del 1969

La mitica copertina del disco “Abbey Road” dei Beatles del 1969

26 settembre 1969: i Beatles pubblicano “Abbey Road”. E la copertina del disco con i Beatles in fila indiana che attraversano la strada sulle strisce pedonali diventa subito un’immagine icona, una delle più celebri e citate della storia della musica pop. Tra l’altro l’unica dei Beatles dove non compaiono né il titolo né il nome del gruppo. I Fab Four sono stati immortalati da Iain McMillan, verso mezzogiorno dell’8 agosto 1969, sulle strisce pedonali di Abbey Road, la via di Londra dove si affacciano gli Abbey Road Studios, nei quali i Beatles incisero per l’intera carriera. 26 settembre 2016: la soprintendenza Pompei ripropone in “chiave archeologica” i mitici Beatles che attraversano sì una strada, ma a Pompei non a Londra. Un po’ omaggio alla musica e al disco capolavoro della mitica band di Liverpool nell’anniversario di uscita del disco, un po’ pubblicità. La foto postata sul sito ufficiale Pompeii della soprintendenza, http://www.pompeiisites.org/, impazza sui social, da Facebook a Instagram e Twitter. L’idea è parte della campagna lanciata sei mesi fa dal Grande Progetto Pompei per spingere la comunicazione sui social e aprire anche al pubblico digitale, con il racconto in pillole di curiosità, immagini e storie della vita quotidiana nei cantieri. Curiosità e non solo, perché postati sui social ci sono anche interventi degli esperti che raccontano gli aspetti più interessanti delle campagne di ricerca, il prima e il dopo, il com’era e com’è. Sei mesi dopo, commentano dalla soprintendenza, i riscontri sono positivi con 16mila fan su Facebook, più di 2000 su Twitter e Instagram, quasi duecento nuovi utenti al giorno. Più della metà (58%) è donna, la provenienza mondiale. Tant’è, alcuni dei post, come quello per il ritorno di David Gilmour a Pompei, hanno raggiunto una portata virale. E la pagina Facebook del sito si è guadagnata la “spunta blu”, ovvero il riconoscimento ufficiale che distingue la pagina istituzionale della soprintendenza, tra le tante che usano impropriamente il nome della città.

Una schermata del sito www.pompeiisistes.org della soprintendenza Pompei

Una schermata del sito http://www.pompeiisistes.org della soprintendenza Pompei

“Questo nuovo canale di comunicazione, obbligato e più adeguato ai tempi correnti”, spiegano ancora in soprintendenza, “non poteva non coinvolgere il sito di Pompei allo scopo di comunicare in tempi veloci le varie attività della nostra soprintendenza oltre che divulgare la bellezza del luogo e della sua storia attraverso il racconto, soprattutto per immagini, del sito e puntando a coinvolgere fasce trasversali di pubblico di ogni età, provenienza e background culturale”. La soprintendenza, mantenendo una linea scientifica, racconta delle attività in corso, dei cantieri di restauro, delle riaperture al pubblico di edifici restaurati e svela luoghi nascosti o prospettive particolari del sito. L’utente della nuova comunicazione social di Pompei ha modo di scoprire novità e curiosità del sito attraverso rubriche settimanali, interviste ad archeologi, architetti e restauratori, il dietro le quinte di Pompei, con il lavoro degli operai in azione nelle operazioni quotidiane e fondamentali di gestione del sito, la celebrazione di anniversari legati alle scoperte e ai più importanti avvenimenti storici per il sito, i personaggi che hanno fatto la storia di Pompei, le fotografie a 360° degli ambienti più belli. E ancora le dirette streaming e periscope delle conferenze stampa, ma anche occasioni dedicate per interagire con gli archeologici come per la rubrica Twitter #Askacurator, per porre domande dirette agli esperti o per chiedere informazioni in tempo reale sulla visita e i servizi.