Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “Un mondo diverso. Diari di viaggio da Napoli” di Hans Christian Andersen, a cura di Bruno Berni
Per il ciclo “Lo scaffale del Mann”, appuntamento giovedì 20 ottobre 2022, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Napoli, per la presentazione del libro “Un mondo diverso. Diari di viaggio da Napoli” di Hans Christian Andersen. Il volume, a cura di Bruno Berni, primo ricercatore all’istituto italiano di Studi germanici a Roma, sarà introdotto dal direttore del Mann Paolo Giulierini e da Giulia Longo borsista all’accademia di Danimarca a Roma.

La copertina del libro “Un mondo diverso. Diari di viaggio da Napoli”
Un mondo diverso. Diari di viaggio da Napoli. Hans Christian Andersen (1805-1875) fu uno dei più grandi viaggiatori della sua epoca. Contrariamente all’uso tradizionale dell’unico Grand Tour nel corso della vita, lo scrittore danese affrontò circa trenta viaggi in Europa e fu più volte in Italia. A Napoli soggiornò nel 1834, poi di nuovo nel 1841 – quando poi si imbarcò per un lungo viaggio in Grecia e Turchia – e infine nel 1846, quando rimase in città per quasi due mesi. Dei suoi lunghi soggiorni rimangono queste pagine di diario che descrivono le sue giornate in una città paragonata a «un paradiso», dove le sue visite a musei e teatri, le escursioni a Pompei, Sorrento, Capri, le ascensioni al Vesuvio e una frenetica vita sociale lo portano però a concludere che «Napoli è più pericolosa di Parigi, perché lì fa freddo, ma qui il sangue brucia». Il volume è accompagnato da circa cinquanta riproduzioni dei disegni che lo scrittore elaborò durante il suo primo soggiorno in città nel 1834.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale si presenta il catalogo della mostra “Archeologia da spiaggia” di Maurizio Finotto a cura di Melania Rossi con un confronto tra la sensibilità contemporanea e gli antichi reperti
“Archeologia da spiaggia” di Maurizio Finotto è stata una delle mostre dell’estate 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli. Giovedì 20 ottobre 2022, alle 12, nella sala conferenze del Mann, si presenta il catalogo della mostra di Maurizio Finotto a cura di Melania Rossi. Il volume (Edizioni Quodlibet) ripercorre il viaggio creativo di Finotto, che ha raccolto e reso installazioni artistiche alcuni oggetti di plastica abbandonati sui litorali nazionali. Intervengono Paolo Giulierini, direttore del Mann; Maurizio Finotto, artista; Melania Rossi, curatrice; Ermanno Cavazzoni, scrittore.

L’artista Maurizio Finotto davanti ad alcune sue opere in mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Abbandonati e trascinati dalla risacca per trovare nuova vita: sono gli oggetti di plastica che l’artista Maurizio Finotto (Venezia, 1968) ha raccolto durante dieci anni di ricerca fra i litorali del Bel Paese. Uno scavo particolarissimo, che ha trovato valore creativo nella mostra “Archeologia da spiaggia”: nell’esposizione, curata da Melania Rossi, Finotto “assembla” e ripensa oggetti dimenticati nel tentativo di ricostruirne un’ipotetica funzione, proiettandoci con sottile ironia in un futuro che ha ormai perso memoria degli usi costumi della nostra epoca. In allestimento tredici opere (sculture, diorami, calchi, video-installazioni e video-animazioni) a confronto con una decina di reperti che provengono dai depositi del Museo. Tra questi i vasi canopi in plastica, per rappresentare nuove divinità tutte legate alla società dei consumi: ecco SVITOL, probabile protettore delle Porte della Luce (“LUX”), serrature dell’aldilà, con elementi plastici a forma di greche; ASTRO ROBOT, effige di sacerdote o dio del Sole (“SOL”); NELSEN, testa a guisa di pipa di origine misteriosa, forse identificabile con una divinità. Reminiscenze dei calchi vesuviani si ritrovano, ancora, nel Bambino Pompeiano, scultura in gesso e plastica grazie a cui l’artista crea un parallelismo fra le eruzioni del vulcano e le catastrofi determinate dall’inquinamento ambientale, mentre il diorama “Spiaggia” raccoglie, in un’unica e multiforme prospettiva, un campionario di oggetti ritrovati sugli arenili.

I vasi canopi in plastica realizzati da Maurizio Finotto in mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Il progetto creativo è quasi sovrapponibile alla ricerca archeologica: esplorazione, ritrovamento, conservazione, interpretazione, nuova esposizione del manufatto sono i passaggi seguiti dall’artista. Con un significativo e ulteriore trait d’union: l’opera è adesso, come l’ha resa il tempo e, nel caso delle plastiche di Finotto, il mare. In esposizione, spicca il confronto tra la sensibilità contemporanea e gli antichi reperti: il canopo di Ka-uab in alabastro (riferibile tra la XXII e XXVI dinastia), insieme a un frammento di idolo egizio, una mano in terracotta, ex voto proveniente dall’area sacra santuario di Ponte delle Monache nel territorio di Calvi Risorta (Caserta), e altri oggetti di vita quotidiana dalle città vesuviane (bicchieri, tazze e coppe in vetro, coppette in terra sigillata italica), databili tra la fine del I secolo a.C. e la conclusione del secolo successivo.

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, alla mostra “Archeologia da spiaggia” (foto mann)
“Non c’è nulla di casuale nell’incontro tra il MANN, che negli ultimi anni ha dedicato molta attenzione ai temi ambientali legati al mare, e la ricerca dell’artista Maurizio Finotto”, interviene Giulierini. “Proprio come un archeologo, andando oltre l’accezione negativa della plastica rispetto all’ecosistema marino (tutti sappiamo che purtroppo un’enorme isola si è formata nell’Oceano ed è grande più di due volte la Francia), Finotto legge questo materiale di scarto anche in chiave di memoria, come reperto della quotidianità. E ci ricorda le urgenze dei nostri tempi: se non ci fermiamo, infatti, l’elemento che daterà la nostra epoca rischia di essere la plastica, a differenza della ceramica per il mondo antico”. E lo scrittore Ermanno Cavazzoni: “Nell’anno corrente 2799, a mille anni dal ritrovamento della Stele di Rosetta, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli arricchisce la sua collezione permanente con nuovi reperti, costituiti da oggetti di materie plastiche ritrovati sui litorali italici”.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “Preistoria e Protostoria”. Guida al percorso della sezione aperta due anni fa
Primo appuntamento della nuova stagione della rassegna “Lo scaffale del Mann”. Mercoledì 12 ottobre 2022, alle 16.30, nella sala conferenze del Braccio Nuovo del museo Archeologico nazionale di Napoli, presentazione del libro “Preistoria e Protostoria. Guida al percorso” (Electa), a cura dei funzionari archeologi del Mann, Floriana Miele Emanuela Santaniello e Giovanni Vastano. Con gli autori, dopo i saluti di Paolo Giulierini (direttore del Museo), intervengono Antonio Salerno (funzionario archeologo Direzione regionale Musei Campania) e Pierfrancesco Talamo (funzionario archeologo parco archeologico Campi Flegrei).

Copertina del libro “Preistoria e Protostoria” (Electa), guida al percorso della sezione del museo Archeologico nazionale di Napoli
La guida è un aggiornato strumento di orientamento alla visita della sezione Preistoria e Protostoria del museo Archeologico nazionale di Napoli e una stimolante introduzione alla conoscenza della materia. Dopo vent’anni e a seguito di un lungo lavoro di riordino e aggiornamento è stata finalmente riaperta questa importante collezione, presentata al pubblico in un nuovo allestimento nel febbraio 2022 (vedi Museo Archeologico nazionale di Napoli: riapre dopo vent’anni, con un nuovo allestimento e ben 3mila reperti, la sezione Preistoria e Protostoria che racconta il popolamento della regione dal Paleolitico all’Età del Ferro | archeologiavocidalpassato): quasi tremila reperti in un’esposizione permanente di circa 1000 mq. La guida, redatta dagli archeologi del Mann, si configura come una vera e propria introduzione alla materia: a un breve accenno sulla storia della collezione seguono testi informativi generali che forniscono un buon punto di partenza per la conoscenza della Preistoria e della Protostoria, delle ere e delle età in cui sono divise, delle attività e soprattutto dei manufatti che le hanno caratterizzate, con uno sguardo privilegiato, ma non esclusivo, al territorio campano. Le brevi schede descrivono esaustivamente tutti i siti archeologici oggetto dell’esposizione. Utili sussidi alla lettura sono gli approfondimenti in coda al volume, un glossario e una bibliografia essenziale.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale prorogata al 9 gennaio 2023 la mostra “Sing Sing, il corpo di Pompei” con le foto di Luigi Spina

L’allestimento della mostra “Sing Sing, il corpo di Pompei” di Luigi Spina al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)
Altri tre mesi per ammirare le foro di Luigi Spina nella mostra “Sing Sing, il corpo di Pompei” al museo Archeologico nazionale di Napoli. È lo stesso fotografo pluripremiato a darne l’annuncio: “Sing Sing, il corpo di Pompei si proroga fino al 9 gennaio del prossimo anno!”. La mostra, inaugurata il 21 gennaio 2022, era stata programmata fino al 30 giugno, poi fino al 30 settembre. E ora si va a gennaio 2023. “Ringrazio il direttore Paolo Giulierini”, scrive Spina, “e tutto lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli per l’entusiasmo e la fervente passione messa in ogni cosa”. Accompagna la mostra il libro “Sing Sing” edito da 5 Continents Editions.
“Sing Sing”, ovvero i mitici depositi nei sottotetti del museo Archeologico nazionale di Napoli: il nomignolo lo coniò Giuseppe Maggi per riecheggiare il carcere di massima sicurezza americano a nord di New York. Quel susseguirsi di celle, custodi di inestimabili tesori che si vedono al di là delle inferriate dei cancelli, sono state oggetto di studio del fotografo Luigi Spina che con la sensibilità del suo obiettivo e della forza del bianco e nero ha dato vita a un percorso alla scoperta di un segmento importante dei depositi museali: le prime dodici celle dell’ala definita “vecchio Sing Sing”, dove si può cogliere il fascino di lucerne, candelabri, vasellame, bronzi, che restituiscono la testimonianza della vita quotidiana nelle città vesuviane. Questo studio ha portato Luigi Spina a realizzare una mostra e un libro, pronti già nel 2020, ma bloccati dal lockdown durante il quale è stata presentata un’anteprima sui canali social del Mann con un video promo (vedi #iorestoacasa. Pasqua social per il museo Archeologico nazionale di Napoli. Incursione tra i tesori conservati nei ricchi depositi, con anteprima della mostra di Luigi Spina “Sing Sing. Il corpo di Pompei” | archeologiavocidalpassato).

Il direttore del Mann Paolo Giulierini con il fotografo Luigi Spina all’inaugurazione della mostra “Sing Sing” (foto mann)
Luigi Spina, che da anni lavora allo studio e alla narrazione dei capolavori dell’Archeologico, presenta così al pubblico i risultati del viaggio di ricerca compiuto stavolta in un luogo non fruibile al pubblico, nelle “celle” di Sing Sing; in cinquanta scatti in bianco e nero, visibili nelle sale della collezione Villa dei Papiri del Mann e in un raffinato volume pubblicato da 5 Continents Editions, Spina segue un itinerario fotografico che è cronaca, studio e testimonianza storica al tempo stesso: “Guardando il pane carbonizzato, intatto, ho immaginato il panettiere che lo fece quella notte: non ebbe più un giorno”, racconta il fotografo. “Penso a quel pane che conserva intatto il desiderio della vita. Mi aggrappo al corpo di Pompei come se fosse il mio”. Il progetto fotografico è parte integrante dello studio e della successiva valorizzazione dei depositi a cura della direzione e dello staff scientifico del Mann. L’esposizione, infatti, prelude ad una nuova politica di accessibilità pubblica dei depositi museali”.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale al via Fuoriclassico: un fitto calendario di incontri con tre progetti collaterali in un approccio multidisciplinare per giovani e studiosi
La natura e l’artificio: per la quarta edizione, la rassegna “Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” parla il linguaggio del presente, pur guardando al passato. Il tema scelto per la manifestazione 2022, infatti, è una vera e propria incursione nelle tematiche che accompagnano il nostro quotidiano: incursione dotta e divulgativa al tempo stesso, per intrecciare filosofia, storia, letteratura e, new entry di quest’anno, economia. Gli incontri saranno una full immersion di sapere in una programmazione fitta, anche serale, dal 30 settembre al 2 ottobre 2022: gli scenari scelti per dibattiti e performance saranno la sala del Toro Farnese e l’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli. L’edizione 2022 di Fuoriclassico sarà dedicata a Mia Filippone, preside e vicesindaca di Napoli da poco scomparsa. La rassegna, fortemente voluta e sostenuta economicamente dalla direzione del Mann, è coordinata dall’Ufficio Museografia e Documentazione storica (responsabile: Andrea Milanese, staff: Ruggiero Ferrajoli); la manifestazione è realizzata in collaborazione con l’associazione culturale “A voce Alta”, diretta da Marinella Pomarici; Gennaro Carillo (ordinario al Dipartimento di Scienze umanistiche dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli) è il direttore artistico di Fuoriclassico. Tutti gli incontri saranno condotti da Alessia Amante e Marcella Maresca.

Il musicologo Giovanni Bietti (foto oficina ocm)
Gli eventi iniziano venerdì 30 settembre 2022: ad aprire i lavori, alle 16 in auditorium, il direttore del museo, Paolo Giulierini. A seguire (alle 16.30, sempre in auditorium), l’economista Luigino Bruni sarà protagonista di un incontro dedicato ad Antonio Genovesi. Nella sala Toro Farnese, alle 18.30, il musicologo e musicista Giovanni Bietti si domanderà se è possibile rappresentare la natura in forma di musica: l’esperto dedicherà il suo intervento a I suoni della natura. Dal Rinascimento ai nostri giorni. In chiusura di giornata, alle 20.30 nella sala Toro Farnese, il pubblico potrà ascoltare la poetessa Mariangela Gualtieri, con un rito sonoro di recitazione della poesia a memoria.

L’attrice Elena Bucci
La mattina di sabato 1° ottobre 2022 attenderanno il pubblico in auditorium, alle 10, Edoardo Camurri, scrittore e giornalista della RAI, e Silvia Ferrara, filologa e studiosa di preistoria: si rifletterà insieme sul rapporto tra natura e cultura. A seguire (alle 12, auditorium), da non perdere un intervento a cura dell’architetta Annalisa Metta e dello scrittore Giorgio Vasta: si parlerà degli sviluppi del contesto urbano in una “città selva”. Il pomeriggio si ripartirà in auditorium alle 16 con Fernanda Alfieri, storica moderna, e Giulio Busi, ebraista e storico del Rinascimento. Alle 17.30, sempre in auditorium, sarà ospite il filosofo Emanuele Coccia, che si occuperà dell’unitarietà delle forme di vita nell’universo naturale. Ad arricchire la riflessione, il contrappunto attoriale di Anna Della Rosa, che leggerà alcuni brani da Lucrezio, Anna Maria Ortese e Raffaele La Capria. Successivamente, un focus sul mondo artistico con la storica dell’arte Anna Ottani Cavina che alle 19, in auditorium, rifletterà sulla distinzione tra paesaggi. A chiudere la giornata, alle 20.30 in sala Toro Farnese, Elena Bucci, attrice e allieva di Leo de Berardinis, reciterà le poesie di Emily Dickinson.

Aldo Schiavone, antichista
Domenica 2 ottobre 2022, i lavori apriranno alle 10, in auditorium, con Niccolò Scaffai, studioso di critica letteraria, e Vincenzo Trione, storico dell’arte, che mostreranno come l’arte contemporanea sia influenzata dall’evento più eclatante del nostro tempo, quello della crisi ecologica. Sempre in Auditorium alle 12, incontro con i filosofi Pietro Del Soldà e Ilaria Gaspari. Il pomeriggio della domenica sarà inaugurato da Matteo Palumbo, storico della letteratura e critico letterario, e Anna Bonaiuto, attrice: alle 16 in auditorium, ecco una rilettura degli echi lucreziani in Leopardi. Il ricco programma della domenica continuerà alle 17.30 in auditorium, con Corrado Bologna, filologo romanzo, e Valentina Carnelutti. Il saluto finale, a conclusione delle tre giornate di discussione, sarà affidato all’antichista Aldo Schiavone (alle 19, auditorium).

Giulia Milanese e Maria Flora De Ioanni di “A voce alta”
Alla programmazione principale di Fuoriclassico si aggiungono tre progetti sempre concentrati su natura e artificio. Sabato 1° e domenica 2 ottobre, alle 11, Mariaflora De Ioanni e Giulia Milanese cureranno una lettura drammatizzata a partire da alcuni celebri miti raccontati nelle “Metamorfosi” di Ovidio. Lo spettacolo è consigliato per i bambini dagli otto anni in su. L’ingresso è gratuito ed è gradita la prenotazione scrivendo a: fuoriclassico@gmail.com. Inoltre, Fuoriclassico coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori, in particolare i ragazzi e le ragazze della classe 5E del liceo classico statale Vittorio Emanuele II-Garibaldi: gli allievi, durante i giorni del festival, inviteranno il pubblico ad una riflessione sui temi della rassegna, a partire da alcune domande da loro immaginate. In occasione della manifestazione, sarà visibile l’installazione COMPLEXUS – nelle transizioni dell’invisibile: Il progetto nasce da una collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli ed è il frutto del lavoro creativo del Corso di Nuove Tecnologie dell’Arte.
Firenze. Al Palazzo dei congressi al via tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale: tre giorni con proposte di viaggio sulle orme degli Etruschi, archeologia nelle zone di guerra, i 50 anni dei Bronzi di Riace, il ricordo di Philippe Daverio e un virtual tour nella Cappella Brancacci

La platea del centro congressi di Firenze gremita per gli incontri di TourismA (foto AV)
Tutto pronto per l’VIII edizione di tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti editore) al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 30 settembre al 2 ottobre 2022 a ingresso libero (orario 8.30-18.30). Decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, ricostruzioni virtuali per viaggiare avanti e indietro sulla linea del tempo con nuovi avvincenti linguaggi e tecnologie. Quest’anno tra i protagonisti indiscussi gli Etruschi, con nuove scoperte e progetti di valorizzazione turistica in Toscana, e l’Egitto a 100 anni esatti dalla straordinaria scoperta della tomba di Tutankhamon. L’inaugurazione ufficiale della kermesse venerdì 30 settembre alle 10.30 alla presenza della autorità. Vediamo i temi più importanti.

CELESTE AIDA: a “tourismA 2022” nel 150° della prima dell’Aida alla Scala di Milano (foto AV)
Egitto ed Etruschi: tra reale e virtuale. Protagonisti della tre giorni fiorentina l’Egitto con incontri, laboratori e realtà virtuale in occasione del centenario della scoperta della Tomba di Tutankhamon, il bicentenario dalla decifrazione dei geroglifici e il centocinquantesimo della rappresentazione dell’Aida alla Scala, che Verdi considerò la vera e propria “prima”. E poi gli Etruschi con le nuove scoperte in Toscana (Gonfienti) e Umbria (Perugia) e i progetti di promozione turistica che vedono protagonista l’antica civiltà dei Tirreni.

Il nuovo museo dell’Acropoli ad Arene “dialoga” direttamente con il Partenone (foto AV)
I marmi del Partenone. Le celebri sculture di Fidia sono al centro di un convegno internazionale sulla annosa questione della restituzione alla Grecia. Sarà la stessa ministra greca della Cultura, Lina Mendoni, a lanciare da “tourismA 2022” un accorato appello al governo britannico. Conservare il passato. tourismA sarà occasione anche per presentare importanti restauri di statue e dipinti fra antichità e medioevo (in collaborazione con CNRc).
Missioni di scavo all’estero. Importante la collaborazione col Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionali per la presentazione delle attività delle missioni archeologiche italiane in Iraq, Turchia, Giordania Tunisia, Turkmenistan, Perù…
Archeologia sotto le bombe. L’associazione nazionale archeologi fa il punto sullo stato delle principali aree archeologiche e monumentali in Ucraina.
5° Workshop del turismo culturale. Enti del turismo, enti locali e tour operator incontrano gli agenti di viaggio venerdì 30 settembre a Buy Cultural Tourism, 5° Workshop B2B del turismo culturale, appuntamento riservato agli operatori professionali dedicato all’incontro tra domanda e offerta di viaggi, esperienze e itinerari culturali. Presenti gli enti del turismo di Cipro, Croazia, Fiandre, Israele, Malta, Polonia, Portogallo, Promoturismo FVG, Valle d’Aosta, Visit Romagna, oltre a diversi siti e operatori della Sardegna.
Ricca parte espositiva. L’area espositiva offre una significativa panoramica dell’offerta culturale di regioni italiane, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna, ed estere come Cipro, Croazia, Turchia, Grecia.

Il direttore del nuovo museo dell’Acropoli, Nikolaos Stampolidis
Appuntamento a Firenze. Molti i big della comunicazione storico-archeologica che danno appuntamento a tourismA tra cui l’archeologo Andrea Carandini, il filologo e archeologo Louis Godart, lo storico e conduttore tv Cristoforo Gorno, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, l’orientalista Paolo Matthiae, il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, il direttore del museo dell’Acropoli di Atene Nikolaos Stampolidis, il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli Paolo Giulierini, il noto medievista Franco Cardini e molti altri.

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
Ricco il programma della prima giornata tra storia dell’arte, archeologia e grandi personaggi della comunicazione del passato. Si parte col convegno dedicato alla memoria del noto storico dell’arte Phillippe Daverio dal titolo “Save Art 2022 – Copie, restauri, NFT, falsi, realtà ambigue e mondi alternativi” a cura di Art e Dossier e con la partecipazione di Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi. “Tra terra e mare: itinerari ed esperienze alla scoperta dell’antico popolo” è il titolo del convegno a cura di Regione Toscana con la partecipazione di Eugenio Giani presidente Regione Toscana. Il Prodotto Turistico Omogeneo Toscana Terra Etrusca sarà al cento del convegno organizzato da Toscana Promozione Turistica. Franco Cardini storico del Medioevo, Cristoforo Gorno scrittore e conduttore televisivo, Carmelo Malacrino direttore Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria sono tra i big della giornata di venerdì 30 settembre 2022.

Ritorno a Cartagine. Scavi e ricerche della Sapienza Università di Roma a Dermech (Tunisia) (foto AV)
Sempre in apertura di “tourismA” si farà il punto sulla situazione dell’Archeologia italiana all’estero nell’incontro organizzato col ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale: un coinvolgente racconto che dall’Africa dei primi ominidi conduce il pubblico in Giordania a Petra e in Tunisia a Cartagine nel cuore del Mediterraneo fenicio, poi nelle steppe dell’Asia Centrale nella grande capitale dei Parti e, attraversando l’Oceano, a Machu Picchu sulle vette delle Ande peruviane, per chiudere con la nascita dello Stato arcaico ad Arslantepe in Turchia.

L’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta (foto AV)
La tragica situazione dell’Ucraina e la salvaguardia del patrimonio culturale nel Paese sono i temi di un altro importante focus della giornata di venerdì nel convegno organizzato dall’Associazione Nazionale Archeologi. Mentre, sempre venerdì, si guarda al futuro del turismo che abbatte le barriere con la presentazione delle più sofisticate tecnologie digitali capaci di far viaggiare davvero tutti nello spazio e nel tempo. Per tutta la durata della manifestazione il Palazzo dei congressi si trasforma nella casa del turismo culturale con numerosi stand che propongono una significativa panoramica dell’offerta culturale di regioni italiane, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna, ed estere come Cipro, Croazia, Turchia, Grecia.
Come ogni anno tornano infine i laboratori didattici per grandi e piccoli che spaziano dalle tecnologie dell’uomo preistorico (scheggiatura della pietra, accensione del fuoco, prime espressioni artistiche) alle lezioni di geroglifico, alla realizzazione di un mosaico o di una lucerna come facevano i Romani. Quest’anno arricchiscono l’offerta di “tourismA” la visita virtuale alla Cappella Brancacci a cura di CNR – ISPC (presentazione venerdì alle 11,30 nello spazio espositivo BracacciPOV) e un viaggio alle origini dell’alfabeto etrusco.
Ischia. “Il rapporto tra il mondo greco e quello etrusco in ambito coloniale” con Nizzo (Etru) (Mann) e Giulierini: nuovo appuntamento all’Archeologico di Lacco Ameno del progetto “Kepos 2022 paesaggi e archeologia” promosso dalla Fondazione Walton
“Ci fu un tempo nel quale quasi tutta l’Italia fu sotto il dominio degli Etruschi”, così Catone il Censore nel II secolo a.C. ricordava ancora quella che era stata la potenza degli Etruschi, dal Tirreno all’Adriatico, mari che anche agli occhi dei Greci avevano un “cuore” e un “nome” etrusco, come attesterà ancora nel I secolo a.C. Tito Livio. Gli storici greci come Polibio erano altrettanto consapevoli di questa originaria potenza riconducendone le ragioni al controllo di due vaste e fertili pianure, epicentro strategico della loro economia. Parte da queste suggestioni “Il rapporto tra il mondo greco e quello etrusco in ambito coloniale”, il nuovo appuntamento del percorso culturale del progetto Kepos “Incontri su archeologia e paesaggio”, organizzato dalla Fondazione Walton e Giardini La Mortella. Giovedì 8 settembre 2022, alle 18.30, al museo Archeologico di Pithecusae a Villa Arbusto di Lacco Ameno sull’isola d’Ischia, dopo i saluti istituzionali, parleranno il direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo (se supera il tampone finale per il Covid) su “I popoli del mare. Greci e Etruschi nel Tirreno”, e il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini su “I popoli della pesca tra Greci e Etruschi: mito e storia”. Modera Mariangela Catuogno, responsabile scientifico del progetto Kepos. Nizzo ripercorrerà attraverso il mito, le fonti letterarie e la straordinaria evidenza archeologica di Pithekoussai e di Cuma, i moventi e le dinamiche di questo lungo processo e la dialettica dei rapporti, degli scambi e degli scontri che impegnarono Greci, Etruschi e Italici dall’VIII fino al V secolo a.C., quando con la seconda battaglia di Cuma del 474 a.C. le ambizioni etrusche nel Tirreno meridionale subiscono una gravissima battuta di arresto che segnò per sempre l’inizio di una nuova epoca. Giulierini spiegherà quel delicato rapporto tra il mare e la pesca. Del resto pescare nel mondo antico significa, a differenza di altre pratiche, come l’agricoltura, condurre una lotta quotidiana per il sostentamento in un ambiente tutt’altro che asservito, pieno di elementi sconosciuti, infidi e talora mortali, tali da ribaltare il concetto di preda e predatore, come nel noto caso del cratere di Ischia. Gli Etruschi e i Greci sono presentati a confronto rispetto alle fonti letterarie, agli ambienti di pesca, all’evoluzione degli utensili e delle tecniche utilizzate, ai sistemi organizzativi e alle economie degli abitati e delle città costiere, che spesso giungono a battere monete con effigiate creature marine. Pescare è, dunque, un’esperienza con mille sfaccettature: riguarda solo le classi umili abituate a pesci di piccola taglia ma, talora, personaggi delle élites che compiono atti di eroismo contro “mostri del mare”, alla base dello sviluppo di raffigurazioni su tombe o classi vascolari al limite della mitologia.
Insieme per l’accessibilità: mercoledì 28 settembre 2022, dalle 9.30, all’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli giornata di studi “Multisensorialità e tecnologia per l’accessibilità e l’inclusione: esperienze a confronto”, in diretta Facebook sulla pagina istituzionale del Mann, interpretariato in LIS. Ecco il programma della mattinata. Alle 9.30, registrazione partecipanti; 9.45, introduzione e saluti di Paolo Giulierini, direttore del Mann. Esperienze a confronto: Tiziana D’Angelo, parco archeologico di Paestum; Eva Degl’Innocenti, MArTA-museo Archeologico nazionale di Taranto; Filippo Demma, parco archeologico di Sibari; Antonio Ernesto Denunzio, Gallerie d’Italia; Carmelo Malacrino e Claudia Ventura, MArRC -museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria; Annamaria Mauro, museo nazionale di Matera; Fabio Pagano, parco archeologico dei Campi Flegrei; Paolo Giulierini e Annamaria Di Noia, museo Archeologico nazionale di Napoli. Il racconto di un progetto: Stefania Mancuso, Omniarch sas; Elena Console, TEA srl: Luciana Loprete, IRIFOR Catanzaro. Conclusioni: Aldo Grassini, museo Tattile statale Omero di Ancona; Elisabetta Borgia, Ministero della Cultura – Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali.





Un universo digitale a portata di tutti: è quanto si propone il progetto “MetaMuseo”, l’universo digitale del Mann, che viene presentato lunedì 12 settembre 2022, alle 17, in una tavola rotonda all’Auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, trasmessa anche in diretta Facebook sulla pagina istituzionale dell’Archeologico. È ai nastri di partenza il progetto che, nel prossimo quinquennio, unirà il museo Archeologico nazionale di Napoli alla Luddy School of Informatics dell’università dell’Indiana: proprio l’istituzione americana sosterrà la parte preponderante dell’impegno finanziario della ricerca, che avrà lo scopo non solo di digitalizzare, ma soprattutto di rendere immediatamente fruibili a studiosi e pubblico manufatti lontani dalle luci delle sale espositive. “Il Metamuseo è un nuovo livello da raggiungere nella valorizzazione dei depositi per associare di nuovo i contesti, seppur in forma digitale. Lo facciamo con una nuova prestigiosa collaborazione internazionale, nello spirito di una ricerca condivisa con il mondo”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini che interviene alla tavola rotonda con Joanna Mirecki Millunchick, preside della Luddy School of Informatics Computing and Engineering (Indiana University); Bernard Frischer, professore di Informatics Computing and Engineering, co-director Virtual World Heritage Lab. (Indiana University); Cristiana Barandoni, direttore progetto MetaMuseo e Principal Investigator Mann; Gabriele Guidi, professore di Informatics alla Luddy School of Informatics Computing and Engineering, co-director Virtual World Heritage Lab. (Indiana University) e Principal Investigator IU.


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