Ischia. “Il rapporto tra il mondo greco e quello etrusco in ambito coloniale” con Nizzo (Etru)  (Mann) e Giulierini: nuovo appuntamento all’Archeologico di Lacco Ameno del progetto “Kepos 2022 paesaggi e archeologia” promosso dalla Fondazione Walton

lacco-ameno_archeologico_progetto-kepos_giulierini-nizzo_locandina“Ci fu un tempo nel quale quasi tutta l’Italia fu sotto il dominio degli Etruschi”, così Catone il Censore nel II secolo a.C. ricordava ancora quella che era stata la potenza degli Etruschi, dal Tirreno all’Adriatico, mari che anche agli occhi dei Greci avevano un “cuore” e un “nome” etrusco, come attesterà ancora nel I secolo a.C. Tito Livio. Gli storici greci come Polibio erano altrettanto consapevoli di questa originaria potenza riconducendone le ragioni al controllo di due vaste e fertili pianure, epicentro strategico della loro economia. Parte da queste suggestioni “Il rapporto tra il mondo greco e quello etrusco in ambito coloniale”, il nuovo appuntamento del percorso culturale del progetto Kepos “Incontri su archeologia e paesaggio”, organizzato dalla Fondazione Walton e Giardini La Mortella. Giovedì 8 settembre 2022, alle 18.30, al museo Archeologico di Pithecusae a Villa Arbusto di Lacco Ameno sull’isola d’Ischia, dopo i saluti istituzionali, parleranno il direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Valentino Nizzo (se supera il tampone finale per il Covid) su “I popoli del mare. Greci e Etruschi nel Tirreno”, e il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini su “I popoli della pesca tra Greci e Etruschi: mito e storia”. Modera Mariangela Catuogno, responsabile scientifico del progetto Kepos. Nizzo ripercorrerà attraverso il mito, le fonti letterarie e la straordinaria evidenza archeologica di Pithekoussai e di Cuma, i moventi e le dinamiche di questo lungo processo e la dialettica dei rapporti, degli scambi e degli scontri che impegnarono Greci, Etruschi e Italici dall’VIII fino al V secolo a.C., quando con la seconda battaglia di Cuma del 474 a.C. le ambizioni etrusche nel Tirreno meridionale subiscono una gravissima battuta di arresto che segnò per sempre l’inizio di una nuova epoca. Giulierini spiegherà quel delicato rapporto tra il mare e la pesca. Del resto pescare nel mondo antico significa, a differenza di altre pratiche, come l’agricoltura, condurre una lotta quotidiana per il sostentamento in un ambiente tutt’altro che asservito, pieno di elementi sconosciuti, infidi e talora mortali, tali da ribaltare il concetto di preda e predatore, come nel noto caso del cratere di Ischia. Gli Etruschi e i Greci sono presentati a confronto rispetto alle fonti letterarie, agli ambienti di pesca, all’evoluzione degli utensili e delle tecniche utilizzate, ai sistemi organizzativi e alle economie degli abitati e delle città costiere, che spesso giungono a battere monete con effigiate creature marine. Pescare è, dunque, un’esperienza con mille sfaccettature: riguarda solo le classi umili abituate a pesci di piccola taglia ma, talora, personaggi delle élites che compiono atti di eroismo contro “mostri del mare”, alla base dello sviluppo di raffigurazioni su tombe o classi vascolari al limite della mitologia.

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Una risposta a “Ischia. “Il rapporto tra il mondo greco e quello etrusco in ambito coloniale” con Nizzo (Etru)  (Mann) e Giulierini: nuovo appuntamento all’Archeologico di Lacco Ameno del progetto “Kepos 2022 paesaggi e archeologia” promosso dalla Fondazione Walton

  1. Italina Bacciga dice :

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