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La 29.ma rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto chiude in un crescendo rossiniano. Assegnato al film francese “L’enigma della tomba celtica” il premio “Città di Rovereto” e attribuite tre menzioni speciali

L’eccezionale sepoltura di Lavau protagonista del film “L’Enigme De La Tombe Celte / L’enigma della tomba celtica” di Edmée Millot vincitore del premio “Città di Rovereto” 2018

Il nuovo logo della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

Il Milano Saxophone Quartet al teatro Zandonai di Rovereto (foto Graziano Tavan)

Con il film “L’Enigme De La Tombe Celte / L’enigma della tomba celtica” la Francia si aggiudica il premio “Città di Rovereto” della 29.ma rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto (2-6 ottobre 2018), assegnato dal pubblico alla fine di cinque giorni di proiezioni, che si sono susseguite nella splendida cornice del teatro Zandonai in un vero e proprio “crescendo rossiniano” come quello proposto al pubblico in chiusura della serata delle premiazioni dal Milano Saxophone Quartet (Stefano Papa, sax soprano; Massimiliano Girardi, sax tenore; Damiano Grandesso, sax contralto; Livia Ferrara, sax baritono) dopo il concerto in cartellone “La sinfonia della Storia. Musica e immagini archeologiche”, con immagini su Roma e Pompei tratte da film conservati nell’archivio della Fondazione Museo Civico che per l’evento ha contato sulla collaborazione del Musica Riva Festival, e del sostegno della fondazione Caritro. Dopo i saluti della direttrice Alessandra Cattoi e del presidente della Fondazione, Giovanni Laezza, si è proceduto all’assegnazione del premio “Città di Rovereto” e alle tre mezioni attribuite da altrettanti giurie specializzate.

Un gioiello dalla sepoltura di Lavau: frame del film “L’Enigme De La Tombe Celte / L’enigma della tomba celtica” di Edmée Millot

Il premio “Città di Rovereto” attribuito dal pubblico al più gradito sui 35 documentari in concorso nelle cinque giornate di proiezioni è andato – come detto – al film “L’Enigme De La Tombe Celte / L’enigma della tomba celtica” di Edmée Millot (Francia, 2017; 88’). La scoperta, nel 2014, di una tomba celtica del V secolo in Francia, a Lavau, rivela un periodo poco documentato della storia dei Celti europei, il periodo di Hallstatt, che durò circa un secolo e scomparve lasciando poche tracce. In quel tempo i Celti commerciavano con il resto d’Europa, costruendo città e porti, senza scrittura e senza l’uso della moneta.

Andreas Steiner, direttore di Archeo, con le consulenti scientifiche del film “La fragilità del segno” Anna Revedin e Silvia Florindi (foto Graziano Tavan)

Menzione speciale della rivista Archeo. La prima menzione è stata attribuita dalla redazione di Archeo, che da quest’anno collabora con la manifestazione roveretana. Sono stati valutati i 15 film in concorso che avevano per tema la valorizzazione e la conservazione del patrimonio italiano. Andreas M. Steiner , direttore di Archeo, ha consegnato il premio al film “La fragilità del segno” di Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, prodotto dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (Italia, 2017; 22’), con la seguente motivazione: menzione Archeo a “La fragilità del segno” per la sua sapiente capacità di unire, seguendo un filo rosso coerente e dinamico, fotografie, filmati e suoni d’epoca a ricostruzioni digitali, facendo “rivivere”, nel miglior modo possibile, quel meraviglioso mondo perduto rappresentato dall’arte rupestre sahariana (già definito dal segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan “patrimonio dell’umanità”) quale è emerso dalle straordinarie e avventurose ricerche condotte nella prima metà del Novecento dallo studioso italiano Paolo Graziosi.

Antonia Falcone legge la motivazione della menzione al film “Katman” con i consulenti scientifici Gül Pulhan e Stuart Blaylock (foto Graziano Tavan)

Menzione speciale Archeoblogger. La seconda menzione è stata attribuita da un gruppo dei più noti archeoblogger italiani: Antonia Falcone, Mattia Mancini, Paola Romi, Domenica Pate, Marta Coccoluto, Alessandro Tagliapietra, Astrid D’eredità, Giovanna Baldassarre, Michele Stefanile, Marina Lo Blundo. I 10 blogger hanno visionato online i 14 documentari che hanno come tema il patrimonio europeo. La menzione speciale è stata attribuita parimerito ai film “Le fils de Neandertal / Il figlio del Neandertal” di Jacques Mitsch (Francia, 2017; 52’) e “Katman / Lo strato” di Melek Ulagay Taylan (Turchia, 2017; 65’), con la consulenza scientifica di Gül Pulhan e Stuart Blaylock, che, presenti a Rovereto, hanno presenziato sul palco. Le motivazione degli archeoblogger sono state rispettivamente: “Le fils de Neanderthal” è un film vero e proprio che gioca con la finzione per disvelare piano piano le verità scientifiche sul rapporto Neanderthal Sapiens, uno degli aspetti più affascinanti della nostra storia evolutiva, nonché uno dei più dibattuti. Uno dei punti di forza del film è la capacità di mettere a nudo il problema del sensazionalismo e delle fake news anche in ambito archeologico perché la nostra disciplina si presta da sempre alla proliferazione di fantasiose interpretazioni e ricostruzioni. In questo senso si pone come esperimento rischiosamente provocatorio, riuscendo comunque a costruire una narrazione articolata e scientificamente corretta. E per “Katman”: il film entra nella quotidianità dello scavo archeologico. Non soltanto il momento del rinvenimento o della ricerca, ma quello della condivisione degli spazi, dei tempi, dello scambio con la popolazione locale, della vita degli operai del luogo. Katman veicola anche un forte messaggio relativo al valore identitario e socio culturale dell’archeologia nel quadro di una nazione in veloce trasformazione come l’odierna Turchia. Questo, insieme al richiamo a una maggiore attenzione al consumo del suolo e dei giacimenti archeologici, fa sì che Katman sia una perfetta fotografia, per una volta non patinata, dell’Archeologia di oggi.

Tommaso Bonazza (Cinemamore) legge la motivazione della menzione del film “L’histoire oubliée des Swahilis / La storia dimenticata degli Swahili” di Agnès Molia (foto Graziano Tavan)

Menzione CinemAMoRe. Attribuita da una giuria congiunta dei tre Festival cinematografici del Trentino, cioé il Trento FilmFestival, il Religion Today e la Rassegna, rappresentati da Tommaso Bonazza, Rossana Stedile, Olha Vozna, visionando i 6 film sul patrimonio extraeuropeo, al film “L’histoire oubliée des Swahilis / La storia dimenticata degli Swahili” di Agnès Molia (Francia, 2017; 26’) con questa motivazione: “Con una tecnica documentaristica sobria e anti-sensazionalistica, il lavoro di Agnès Molia e Peter Eeckhout è in grado di illuminare il passato con tinte evocative e al contempo definite. Lo spettatore viene condotto, passo dopo passo, alla scoperta delle città costiere dell’Africa orientale e l’immaginazione viene coadiuvata da efficaci rappresentazioni in 3D. La straordinaria storia degli Swahili, protagonisti di una civiltà aperta al mondo, diviene così un inno ante litteram all’intreccio tra i popoli”.

Rovereto. Presentata la 29.ma edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico all’insegna delle novità: nuovo logo, nuova sede, nuove partnership, nuova programmazione, nuovo coinvolgimento delle scuole, nuova presenza in città

Il manifesto della 29.ma edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto 2018

La rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto cambia pelle, garantendo ancora più qualità della divulgazione scientifica che diventa anche entertainment. Per la 29.ma edizione in programma a Rovereto dal 2 al 6 ottobre 2018 nuovo logo, nuova sede, nuove partnership, nuova programmazione, nuovo coinvolgimento delle scuole, nuova presenza in città. Chi aveva qualche dubbio sulla capacità di rinnovarsi all’indomani dei radicali cambiamenti che hanno interessato la Fondazione Museo Civico di Rovereto e la stessa rassegna dovrà ricredersi. E la prima risposta è venuta proprio dai protagonisti della Fondazione Mcr di questo cambiamento, il presidente Giovanni Laezza, la direttrice Alessandra Cattoi, e la conservatrice per l’Archeologia Barbara Maurina. Alla presentazione del programma nella sala Medievale del Teatro sociale di Trento non hanno nascosto tutto il loro entusiasmo e tutta la loro soddisfazione per il risultato raggiunto. “È una rassegna rinnovata”, annuncia Alessandra Cattoi, “che, mantenendo al centro la proposta cinematografica, si sforza di guardare oltre, ai libri, agli incontri, alle visite, nell’ottica di una manifestazione diffusa, che allarga i propri orizzonti e vuole dialogare con tutti coloro a cui preme capire chi siamo attraverso ciò che siamo stati. Siamo certi che la selezione dei film in concorso, tutti valutati in base all’accuratezza scientifica, saprà incontrare il gradimento di tanti appassionati e speriamo anche suscitare nei più giovani la curiosità e l’amore per la conoscenza della nostra storia. In quest’ottica, infatti, per la prima volta due intere mattine sono dedicate a progetti specifici sviluppati assieme alle scuole superiori”. E il presidente Laezza le fa eco: “La rassegna internazionale del Cinema archeologico fa patrimonio, un patrimonio di idee, di incontri, ma soprattutto di materiali filmici, che la nostra Fondazione si impegna a conservare e valorizzare come una vera e propria collezione, preziosa testimonianza della storia e della ricerca archeologica mondiale”. È una rassegna senza sponsor il cui bilancio grava per gran parte sulla Fondazione, ma dall’anno prossimo – assicura – “dovrà avere più autonomia economica. Uno dei nostri primi obiettivi sarà quello di trovare sponsor che ci permettano più attività”.

I protagonisti della Fondazione museo civico di Rovereto: da sinistra, la direttrice Alessandra Cattoi, il presidente Giovanni Laezza, la conservatrice per l’archeologia Barbara Maurina (foto Graziano Tavan)

Una fondazione in salute. La Rassegna è sicuramente il fiore all’occhiello, ma la Fondazione museo civico di Rovereto non è solo rassegna. Lo ha ben sottolineato il presidente. “Le attività estive sono andate benissimo”, spiega Laezza. “Il pubblico ha partecipato numeroso agli eventi di botanica e di astronomia. Due settori in cui il nostro museo può vantare una lunga tradizione. Stiamo infatti completando l’Atlante della Flora del Trentino, un’opera monumentale che daremo alle stampe nel 2019. E l’anno prossimo sarà il 50.mo del primo uomo sulla Luna. Abbiamo già in cantiere una grande mostra sul tema”. Il museo allarga i propri orizzonti. “Grazie ai nostri collaboratori stiamo definendo una partnership con il museo Egizio di Torino, avremo nuovi contatti col mondo siciliano nel nome di Paolo Orsi, arriveremo con la Rassegna in Turchia”. Intanto a Rovereto si aprono nuovi spazi culturali. “A giorni avremo a disposizione Palazzo Sichardt che sarà la seconda sede del museo civico. Qui porteremo le attività collegate alla storia e all’arte. E anche gli uffici della Rassegna. E poi ospiterà la pinacoteca. Per l’inaugurazione di Palazzo Sichardt allestiremo una mostra curata da Francesca Bacci in cui sarà illustrata la storia del museo intrecciata alla storia di Rovereto con l’ausilio di molti supporti multimediali”.

Il teatro Zandonai di Rovereto è la nuova sede per le proiezioni e gli incontri della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

Il nuovo logo della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

Nuovo logo e nuova sede. La Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico edizione 2018 si presenta con un logo rinnovato, più moderno, che richiama la pellicola cinematografica e non dimentica le colonna ionica che da sempre ne è il simbolo. E soprattutto sceglie il rosso, “Il colore delle emozioni”, come sottolinea Alessandra Cattoi, “quelle che ci auguriamo conquistino il pubblico che per una settimana potrà immergersi nei film che raccontano di storie antiche, di scoperte e ritrovamenti, di civiltà lontane e di misteri che forse non avranno mai risposte”. Primissima novità dell’edizione 2018 è la sede, che non sarà più l’auditorium Melotti: l’intera settimana della manifestazione sarà ospitata al teatro Zandonai, una splendida cornice che la città di Rovereto mette a disposizione del pubblico, accogliendolo nel salotto buono cittadino.

National Geographic Italia media partner della Fondazione museo civico di Rovereto

La rivista Archeo media partner della Fondazione museo civico di Rovereto

Nuove partnership. Oltre al logo, nuovissima è la collaborazione con importantissimi partner, quali la prestigiosa rivista internazionale National Geographic, che da quest’anno è media partner della manifestazione. “Sarà un partner speciale, che andrà oltre l’archeologia, proponendo iniziative che coinvolgono anche altri settori del museo. Pensiamo all’astronomia, per esempio, con la mostra nel 50.mo del primo uomo sulla Luna”. A seguire in modo particolare la rassegna è la rivista Archeo, un’altra testata nazionale.

Il film di Franco Viviani “Eufronio racconta la guerra di Troia”

Il film di Marco Visalberghi “Ercolano, gli scheletri del mistero”

Le scuole in Rassegna. Per la prima volta due mattine della rassegna saranno “per le scuole e con le scuole”: “Il liceo Rosmini di Rovereto e il liceo Maffei di Riva del Garda”, annuncia Cattoi, “presenteranno agli altri studenti, ma anche a tutto il pubblico, alcuni splendidi film selezionati dal ricchissimo archivio delle passate rassegne, con due tipi di approfondimento, uno sui contenuti e l’altro sulla lingua del documentario. Le mattinate sono dedicate sì alle scuole, ma aperte a tutto il pubblico”. Questi appuntamenti sono stati preparati nell’ambito di due diversi progetti che le scuole hanno svolto durante l’anno scolastico con la sezione Didattica della Fondazione Museo Civico curata da Michela Canali. Martedì 2 ottobre 2018, alle 9.30, le scuole sono coinvolte nel progetto di Claudia Beretta “La lingua del documentario: un percorso di traduzione” con le classi 4A e 3A linguistico (a.s. 2017/2018) del liceo Maffei di Riva del Garda. Dopo i trailer di film tradotti dagli studenti, sarà proiettato il film “Peau d’Ame / Sottopelle. La favola in superficie” di Pierre Oscar Levy (Francia, 2017, 90’). L’archeologo Olivier Weller e la sua squadra decidono di condurre uno scavo presso uno dei siti dove Jacques Demy riprese diverse scene del film “Pelle d’Asino”, interpretato da Catherine Deneuve. La ricerca del nostro cine-archeologo si approfondisce oltre le aspettative. Mercoledì 3 ottobre 2018, sempre alle 9.30, il progetto di Barbara Maurina “Retrospettiva” con le classi I e II del liceo Rosmini di Rovereto coordinate Silvia Contiggia e Stefano Ferrari. In programma tre film: “Eufronio racconta la guerra di Troia” di Franco Viviani (Italia, 2013, 18’; partecipazione XXIV Rassegna). Grazie all’animazione digitale, le alterne vicende della guerra di Troia prendono vita attraverso le immagini dipinte di due pregevoli esemplari di ceramica attica conservati al museo Etrusco di Villa Giulia a Roma: il cratere e la kylix a figure rosse firmati dal ceramografo e vasaio Eufronio. “Il vaso François: il mito dipinto” di Franco Viviani (Italia, 2011, 40’; partecipazione XXII Rassegna). Il vaso François, conservato al museo Archeologico nazionale di Firenze, viene analizzato con ricostruzioni 3D e scene animate. Si illustra l’apparato decorativo del cratere, una summa dei principali miti greci e una sorta di “catalogo” di dei ed eroi dell’antichità. “Ercolano, gli scheletri del mistero” di Marco Visalberghi (Italia, 2002, 52′; partecipazione XIV Rassegna). Una “detective story scientifica” condotta da un team di vulcanologi, archeologi e antropologi, che ricostruiscono gli eventi nelle ultime ore di vita degli abitanti di Ercolano, prima della tremenda eruzione del Vesuvio nell’agosto del 79 d.C.

(1 – continua)

La Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto porta i film in Sicilia nella prima edizione di “Percorsi nel Cinema archeologico” di Castellammare del Golfo (Tp) dal titolo “La Sicilia dai Fenici ai Greci ai Romani”

A Castellammare del Golfo (Tp) la prima edizione di “Percorsi nel Cinema archeologico”

Il tema scelto per la prima edizione della rassegna siciliana “Percorsi nel Cinema archeologico” a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, è ambizioso e intrigante: “La Sicilia dai Fenici ai Greci ai Romani. Storia e identità di un’isola nel cuore del mediterraneo”. La manifestazione, organizzata dall’associazione SiciliAntica, rientra nel programma di promozione del film archeologico curata dalla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. Il team della Rassegna roveretana in queste settimane è in piena attività per la selezione dei documentari più interessanti e nuovi da inserire nel programma che sarà proposto al pubblico dal 2 al 6 ottobre 2018. Moltissime le iscrizioni arrivate da tutto il mondo per partecipare al concorso. Ma in questo periodo di lavoro “dietro le quinte”, l’opera di divulgazione e di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il cinema prosegue con una serie di istituzioni illustri che ne richiedono la collaborazione. I film proposti nei programmi sono selezionati dallo staff della Fondazione attingendo al ricco archivio (oltre 4000 film) dell’Istituzione.

L’archeologo roveretano Paolo Orsi “protagonista” della prima edizione di “Percorsi nel cinema archeologico” a Castellammare del Golfo

Dopo gli appuntamenti di Belgrado dal 22 al 29 marzo 2018 con la XIX Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Belgrado, realizzata in collaborazione con il museo nazionale e l’Istituto italiano di Cultura della capitale serba; e di Torino il 29 maggio 2018 con i XVII Incontri con il Cinema archeologico 2018 su “Le Grandi Civiltà del Mediterraneo”, organizzati dall’associazione Amici del Museo di Antichità di Torino (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/05/27/alle-grandi-civilta-del-mediterraneo-e-dedicata-la-17-ma-edizione-degli-incontri-con-il-cinema-archeologico-con-otto-film-selezionati-dalla-rassegna-internazionale/). La Rassegna roveretana, l’8 e il 9 giugno 2018, sbarca in Sicilia, a Castellammare del Golfo (Tp) per la prima edizione della manifestazione “Percorsi nel Cinema Archeologico”. “Oltre a un’occasione di valorizzazione del proprio patrimonio cinematografico”, spiegano alla fondazione Museo civico di Rovereto, “tali eventi sono significativi perché testimoniano una solida rete di collaborazioni in Italia e all’estero, elementi che contraddistinguono una delle manifestazioni di punta promosse dal Museo Civico, non solo per la città di Rovereto ma anche per pubblici ed esperti a livello nazionale”.

Il castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo sede dei Percorsi nel Cinema archeologico

Appuntamento dunque venerdì 8 e sabato 9 giugno 2018 al castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo. Si inizia venerdì 8 alle 16.30 con i saluti delle autorità. Intervengono Gianfranco Turano, presidente della sezione di Castellammare dell’associazione SiciliAntica; Simona Modeo, presidente regionale di SiciliAntica; Giovanni Laezza, presidente della fondazione Museo civico di Rovereto; Alessandra Cattoi, direttore della fondazione Mcr. Seguirà la presentazione dei filmati in programma a cura di Maurizio Battisti della fondazione Mcr. I filmati, tutti dell’archivio della fondazione Mcr, sono stati selezionati da Barbara Maurina. Il coordinamento delle edizioni italiane e delle traduzioni è a cura di Claudia Beretta, mentre le edizioni video sono della Sirio Film. Nel pomeriggio di venerdì 8 sono in cartellone tre film: “Paolo Orsi, una vita per l’archeologia” di C. Pacher (1990), “Siracusa 3D reborn” di F. Gabellone (2013), e “Agrigentum, storia e archeologia della città romana” di M. Corrieri e GC. Sanfilippo (2015). Le proiezioni riprendono sabato 9 giugno, sempre alle 16.30. In programma: “Oltre Selinunte” di S. Cuccia (2006), “Alla ricerca di Segesta” di S. Scerrino (1996), “Mozia Terra Fenicia” di A. Lesi (2010).

Parte da Trento il progetto “Cavo, cavi, cava… caves: spazi oscuri da riempire di sapere” a cura della Fondazione museo civico di Rovereto e della Sat: fessure, voragini, abissi, buchi, grotte, caverne, anfratti, depressioni, fori, incavi, lacune, crateri, pori, orifizi, gole, intercapedini, fenditure, inghiottitoi, ripari, nicchie, forre, crateri… attraverso le fonti storiche, archeologiche e naturalistiche, senza trascurare arte, letteratura, mito e leggenda

Esplorazioni della Società degli Alpinisti Tridentini tra i monti Cimone e Caviojo tra Veneto e Trentino

Chi, almeno da bambino, non è stato intimorito ma allo stesso tempo incuriosito dagli spazi bui e tenebrosi? Irraggiungibili buchi neri, inghiottitoi, trappole, pozzi, grotte come ambienti protetti per l’evoluzione di organismi bizzarri, e ripari sotto roccia che hanno offerto rifugio all’uomo e agli animali in ogni tempo. Fessure, voragini, abissi, buchi, grotte, caverne, anfratti, depressioni, fori, incavi, lacune, crateri, pori, orifizi, gole, intercapedini,fenditure, inghiottitoi, ripari, nicchie, forre, crateri… grandi o piccoli che siano. Dal macroscopico al microscopico, dall’artificiale al naturale, dal sotterraneo all’extraterrestre, un mondo nascosto e poco conosciuto che serba un tesoro tutto da scoprire. Ecco il progetto “Cavo, cavi, cava…caves: spazi oscuri da riempire di sapere”, a cura di Fondazione Museo Civico di Rovereto e Società degli Alpinisti Tridentini, col sostegno di Fondazione Caritro. Fmcr e Sat hanno deciso di mettere in campo le competenze dei loro esperti e di studiosi di fama per una serie di eventi che esplorano tutti gli aspetti di una tematica affascinante. Una tematica che se trattata con il rigore della scienza e la documentazione delle fonti storiche, archeologiche e naturalistiche, senza trascurare arte, letteratura, mito e leggenda, può diventare un argomento di grande interesse per un pubblico di qualsiasi età e livello di preparazione: dal “turista per caso” allo studioso appassionato di buchi neri. Dall’evento inaugurale del 24 novembre 2017 a Trento fino all’evento finale a dicembre 2018, che avrà luogo a Rovereto, oltre 50 eventi, suddivisi in sessioni bimestrali che coinvolgono le diverse aree del territorio con la collaborazione delle Biblioteche provinciali di Arco, Cles, Fiera di Primiero, Pergine e Valle delle Giudicarie esteriori. Attraverso conferenze, proiezioni, mostre, concorsi fotografici, concerti, spettacoli, si alimenta e si soddisfa la curiosità verso l’ignoto e il diverso mettendo in luce l’importanza di questi ambienti da vari punti di vista: naturalistico, storico-archeologico, artistico. “Preziosissime le collaborazioni con numerose associazioni del territorio”, spiegano i promotori. “Scopo di questa iniziativa poliedrica è quello di accrescere la conoscenza della cultura e della natura del Trentino attraverso una tematica fuori dagli, schemi classici, vivace e polimorfa capace di solleticare l’interesse di un vasto pubblico”.

Lo straordinario scenario della Grotta dei Cristalli in Messico esplorata dagli speleologi de La Venta di Treviso

A Trento la mostra “Cavo, cava…. caves”

La prima sessione si svolge a Trento. Appuntamento venerdì 24 novembre 2017 alle 18 nella sede della Sat, in via Manci a Trento, quando sarà inaugurata la mostra “Cavo, Cava… Caves” che si propone di alimentare e soddisfare la curiosità verso l’ignoto e il diverso mettendo in luce l’importanza di questi ambienti, descritti con il rigore della scienza e la documentazione delle fonti storiche, archeologiche e naturalistiche, senza trascurare arte, letteratura, mito e leggenda. Segue alle 20.30, nella sede di Caritro, in via Garibaldi a Trento, l’evento inaugurale: presentazione del progetto “Cavo, cavi, cava…caves. Spazi oscuri da riempire di sapere” e del calendario delle attività. Intervengono Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto, e Claudio Bassetti, presidente della SAT, che nel corso della serata lanceranno il concorso fotografico e presenteranno il gruppo di lavoro (Fondazione MCR e SAT) e dei rappresentanti delle altre realtà partecipanti. Segue la proiezione del film, in collaborazione con l’associazione La Venta, “La Grotta dei Cristalli, la scoperta del tesoro di Naica”. Nel gennaio 2006 il team dell’associazione culturale esplorazioni geografiche “La Venta” di Treviso insieme a “Speleoresearch & Films” ha iniziato una campagna di esplorazioni triennale per documentare la più grande meraviglia sotterranea della Terra nelle profondità della miniera di Naica nello Stato di Chihuahua, in Messico. Una vera e propria avventura alla scoperta di un fantastico scrigno del tesoro che, a 300 metri di profondità, racchiude una quantità impressionante di giganteschi cristalli di purissimo gesso, i più grandi mai visti. Il tutto è conservato in un ambiente lunare, a una temperatura di circa 48° C e in un’atmosfera satura di umidità che gli argonauti de “La Venta” affrontano con speciali tute e respiratori che consentono un’autentica immersione nell’incredibile e luccicante foresta sotterranea dei Cristalli. “Sembra di entrare in un forno”, racconta Antonio De Vido, speleologo de La Venta. “Quel che ti accoglie è un muro di caldo e umido, inimmaginabile, che si incolla alla pelle. Entri forzando contro la tentazione di tornare indietro, mentre il corpo suda alla disperata ricerca di refrigerio. Attraversi foreste di cristalli, come fossero alberi inclinati e abbattuti su cui passare leggero. Bianchi e traslucidi paiono concrezioni di ghiaccio. La vista ti mozza il fiato, coadiuvata dall’aria bollente che sei costretto a far entrare nei polmoni. Sei dentro a un gigantesco geode, ma devi fare in fretta. L’ambiente ti concede solo pochi minuti, non puoi permetterti di indugiare a lungo…”.

Le magiche atmosfere delle grotte di Castel Tesino

Ricco il calendario degli appuntamenti previsti a Trento per la prima sessione del progetto “Cavo, cavi, cava… caves”. Allo Spazio Alpino Sat di Trento, si terranno gli incontri. Venerdì 1° dicembre 2017, “Antri, ripari e caverne del Trentino fra archeologia e leggenda” con Maurizio Battisti. Giovedì 7 dicembre  2017, proiezione cinematografica del film “Il regno dagli occhi chiusi” sulle ricerche del 1952 nella Grotta di Castel Tesino. Introduzione di Stefano Marconi. Giovedì 14 dicembre 2017, “La grotta nell’arte” con Paola Pizzamano. Venerdì 12 gennaio 2018, “Storia della speleologia trentina” con Marco Ischia. Venerdì 19 gennaio 2018, “Speleologia: il mondo delle grotte e la storia che racconta” con Mauro Zambotto. Venerdì 26 gennaio 2018, “L’esplorazione speleologica in età moderna” con Francesco Luzzini. In programma anche alcune scite sul campo: il 25 novembre 2017 a Lamar e alla grotta Abisso di Lamar a cura del gruppo grotte Vigolo Vattaro e Commissione Speleologica SAT; il 13 gennaio 2018 a el Bus de la Spia a Sporminore a cura del Gruppo grotte Vigolo Vattaro e Commissione Speleologica SAT.

Cinema al Museo: ogni domenica il meglio dei film della XXVIII rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto. La fondazione museo civico già al lavoro per l’edizione 2018

“Cinema al Museo” con i film della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

La rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto numero 28 va in archivio, e la fondazione Museo civico già è al lavoro per “immaginare e costruire” l’edizione numero 29. Intanto la Rassegna lancia “Cinema al Museo”: le domeniche dal 5 novembre 2017 al 28 gennaio 2018 con i film della rassegna internazionale del cinema archeologico. A grande richiesta nella sala Fortunato Zeni del Museo in Borgo Santa Caterina a Rovereto, verranno proiettati i film più graditi al pubblico della 28ma rassegna: Gengis Khan, Annibale, Eratostene, i segreti dell’Isola di Pasqua, dei Balenieri baschi, delle linee di Nazca, del castello di Chambord, di Persepoli, di Oetzi, animeranno le domeniche per gli appassionati di archeologia e di cinema alla Fondazione Museo civico di Rovereto. I documentari più spettacolari, i più interessanti, quelli che hanno incuriosito maggiormente il pubblico di appassionati ottenendo voti molto alti sulle schede di valutazione consegnate agli spettatori nel corso della manifestazione verranno riproposti la domenica pomeriggio alle 15.30. Un’occasione da non perdere per chi non li avesse visti nel corso della normale programmazione della Rassegna o per chi li ha avesse particolarmente apprezzati e volesse rivederli. I filmati provengono da nove nazioni diverse, da grandi produzioni internazionali o da piccoli produttori indipendenti, che hanno però in comune una qualità fuori dall’ordinario. I film verranno proposti nell’edizione italiana curata dallo staff della Fondazione Museo Civico di Rovereto. L’attività è compresa nel costo del biglietto d’ingresso al museo (5 euro); è possibile richiedere in biglietteria il coupon cumulativo che permette la visione di cinque film al costo ridotto di 15 euro.

Frame del film “La tomba di Gengis Khan, il segreto rivelato”

Si comincia domenica 5 novembre 2017, alle 15.30, con il film “La tomba di Gengis Khan, il segreto rivelato” di Cédric Robion (90′, Francia, 2016), menzione speciale della Giuria Internazionale della Rassegna. Sin dal XIII secolo generazioni di esploratori, scienziati e storici sono affascinati dal mistero della tomba di Genghis Khan, il più grande conquistatore della storia, nascosta da qualche parte in Mongolia. Otto secoli dopo la sua morte, un team francese ha studiato antichi testi segreti e riti funebri per scoprirlo. Gli indizi conducono a una zona sacra, “il selvaggio Nord”. Le nuove tecnologie hanno consentito la localizzazione della tomba senza toccare la terra con una pala. Gli altri appuntamenti. Domenica 12 novembre, “Eratosthenes (Eratostene)” di Kostas Vakkas (34’, Grecia, 2015). Domenica 19 novembre, “Annibale al Trasimeno” di Luca Palma (46′, Italia, 2009). Domenica 26 novembre, “Bajo la duna (Sotto alla duna)” di Domingo Mancheño Sagrario (50′, Grecia, 2016). Domenica 3 dicembre, “Enquêtes Archéologiques – Île de Pâques: Le grand Tabou (Inchieste archeologiche – Isola di Pasqua: il grande tabù)” di Agnès Molia e Thibaud Marchand (26′, Francia, 2016). Domenica 10 dicembre, “Tecnologia mineira romana – o ouro de Tresminas / The roman mining technology – the gold of Tresminas (Tecnologia mineraria – l’oro di Tresminas)” di Rui Pedro Lamy (19′, Portogallo, 2015). Domenica 17 dicembre, “Sensationsfund in Brasilien. Die ersten Amerikaner (Sensazionale scoperta in Brasile. I primi americani)” di Peter Prestel e Saskia Weisheit (43′, Germania, 2016). Domenica 24 dicembre, “Az, Branko pridivkom Fučić (Nome Branko, cognome Fučić)” di Bernardin Modric (35′, Croazia, 2016). Domenica 31 dicembre, “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)” di Bonnie Brennan (53′, Usa, 2016). Domenica 7 gennaio 2018, “Chambord, le chateau, le roi et l’architecture (Chambord, il castello, il re e l’architettura)” di Marc Jampolsky (90′, Francia, 2015). Domenica 14 gennaio, “Les secrets des lignes de Nazca (Inchieste archeologiche – I segreti delle linee di Nazca)” di Agnès Molia e Jacques Plaisant (26′, Francia, 2016). Domenica 21 gennaio, “Persepolis, le paradis perse. Enquêtes archéologique (Persepoli, il paradiso persiano. Indagini archeologiche)” di Agnès Molia e Raphaël Licandro (26′, Francia, 2016). Domenica 28 gennaio, “La Pompei britannique de l’âge du Bronze (La Pompei britannica dell’Età del Bronzo)” di Sarah Jobling (69′, Francia, 2016).

La Fondazione Museo Civico di Rovereto promuove la Rassegna internazionale del cinema archeologico

Rassegna 2018. La squadra di lavoro vede grosse novità ma anche molte conferme: la Rassegna numero 29 vedrò un nuovo direttore, Alessandra Cattoi, che succede a Dario di Blasi. Laureata in storia all’Università di Bologna e giornalista professionista, ha svolto il suo percorso professionale all’estero e in Italia principalmente nel settore della comunicazione istituzionale e degli eventi. Lavorerà nel team della Rassegna Internazionale del cinema archeologico, occupandosi principalmente di coordinare il lavoro a livello gestionale e allo stesso tempo di ampliare le reti di collaborazione con altre realtà culturali sia in Italia che in Europa. Confermata nella responsabilità scientifica della manifestazione Barbara Maurina, responsabile della sezione archeologica della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Fiducia confermata anche al resto del team: per il supporto nella parte archeologica Maurizio Battisti, per la cura degli aspetti prettamente cinematografici e i contatti con le produzioni e la stampa Claudia Beretta, Valentina Poli quale social media manager ed Eleonora Zen come web master. Alla segreteria organizzativa, Francesca Maffei e Valentina Bisoffi, con il supporto tecnico di Marco Nave. Non cambierà la mission della Rassegna, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale mondiale, insieme all’arricchimento dell’archivio cinematografico della Fondazione, una vera e propria collezione di documenti unici sulla storia e l’archeologia internazionale. Si useranno tutti i possibili linguaggi – anche i più innovativi – della divulgazione scientifica, quali gli incontri, gli audiovisivi, il 3D, e il web per raggiungere target sempre nuovi. “La rassegna è un fiore all’occhiello che vogliamo continuare a valorizzare e il buon risultato dell’edizione che si è appena conclusa ci dà ragione e ci motiva a dare sempre il meglio”, sottolinea Giovanni Laezza, presidente della Fondazione. “Ci auguriamo che i cambiamenti che stiamo mettendo in campo contribuiscano ad allargare ancora di più gli orizzonti di un evento culturale che ha tutte le carte in regola per essere apprezzato in regione, in Italia e anche al di fuori dei nostri confini nazionali”.

Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto: 56 film da una ventina di Paesi e sei conversazioni con protagonisti della ricerca archeologica. Ecco i titoli da non perdere

Il manifesto della 28.ma rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto dal 3 all’8 ottobre 2017

Dario Diblasi direttore della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto

Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto

Il conto alla rovescia è iniziato per la più attesa kermesse sulla filmografia documentaristica della ricerca del mondo antico. Tra una settimana all’auditorium Melotti di Rovereto si aprirà ufficialmente la 28ma rassegna internazionale del Cinema archeologico, promossa dalla fondazione Museo Civico di Rovereto e diretta per l’ultima volta da Dario Di Blasi. Dal 3 all’8 ottobre 2017 saranno presentati 56 film da una ventina di Paesi, e si terranno 6 conversazioni con i protagonisti dell’archeologia: un’immersione totale nel lontano passato grazie alla sensibilità di alcuni dei migliori registi mondiali nel campo della divulgazione archeologica attraverso il cinema (vedi  https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/08/20/rassegna-internazionale-del-cinema-archeologico-di-rovereto-prende-forma-il-programma-della-28-ma-edizione-dal-3-all8-ottobre-2017-sara-lultima-curata-da-dario-di-blasi-56-film-d/). “La manifestazione”, scrive nella presentazione della brochure della rassegna  Giovanni Laezza, presidente della Fondazione, “che da ben ventotto anni viene proposta dalla nostra istituzione ha molti meriti, primo fra tutti quello di ricordare la figura del roveretano Paolo Orsi, archeologo stimato, che con la sua opera scientifica ha portato alto il nome del Museo e della sua città natale, a livello nazionale e internazionale. Anche quest’anno ne celebriamo la memoria attraverso un premio a suo nome, il tredicesimo Premio Paolo Orsi consegnato al documentario giudicato da una giuria di esperti il più interessante tra le più recenti proposte cinematografiche a carattere archeologico, ritenendo che il cinema sia un mezzo suggestivo e straordinario per “raccontare” al grande pubblico il patrimonio culturale, sul quale accenderemo i riflettori alla presenza di ospiti illustri, scienziati, registi, ma anche importanti rappresentanti istituzionali”. Per tutto lo staff del museo, sottolinea il vice-direttore Alessio Bertolli, “la rassegna comporta una gran mole di lavoro: oltre alla selezione dei filmati più interessanti e accurati operata dai curatori, un anno intero di lavoro di un gruppo competente e appassionato è necessario per intrattenere rapporti con le produzioni internazionali e con gli illustri ospiti, per tradurre e rivedere i testi dei film stranieri, per curarne il doppiaggio e l’edizione italiana, per organizzare la logistica e l’intrattenimento e regalare alla città una settimana dove l’archeologia si sposta dalle sale istituzionali per avvicinarsi al grande pubblico attraverso il linguaggio diretto delle immagini. Una manifestazione unica, punto di riferimento per le molte altre che sono nate sulla sua scia, e che è per noi e per la città un motivo di grande orgoglio”.

Frame del film “La Pompei britannica dell’Età del Bronzo” di Sarah Jobling

E allora vediamo cosa offre il ricco programma della rassegna del cinema archeologico di Rovereto. La kermesse apre martedì 3 ottobre 2017, che approfondisce temi di preistoria. Al mattino, dai misteri dell’isola di Pasqua (Enquêtes Archéologiques – Île de Pâques: Le grand Tabou / Inchieste archeologiche – Isola di Pasqua: il grande tabù. Regia: Agnès Molia e Thibaud Marchand, Francia 2016) alla scoperta di un sito preistorico nell’est Europa (Doba bronzová. Objavenie pravekého sídliska / Età del Bronzo. Scoperta dell’insediamento preistorico. Regia: Stanislav Manca, Slovacchia 2016. Al pomeriggio, si va dal grande sito dell’età del Bronzo in Gran Bretagna (La Pompei britannique de l’âge du Bronze. Regia: Sarah Jobling, Francia 2016) alla cultura di Hallstatt (El Reino de la Sal. 7000 Años de Hallstatt / Il regno del sale. 7000 anni di Hallstatt. Regia: Domingo Rodes, Spagna 2013). La sera, da non perdere “Great Human Odyssey / La grande odissea umana”, regia: Niobe Thompson, Usa 2016.

Frammento di un bassorilievo assiro con il ritratto di re Sargon II dal palazzo di Sargon a Khorsabad in Iraq (museo delle Antichità di Torino)

Mercoledì 4 ottobre 2017 offre un programma particolarmente vario: dalla preistoria all’Antico Egitto, dalle popolazioni italiche preromane ai dinosauri. E c’è la prima conversazione:  alle 17.45, Frederick Mario Fales, docente di Storia del Vicino Oriente antico e di Filologia Semitica dell’università di Udine, parla de “Gli Antichi Assiri nell’odierno Kurdistan: Monumenti e iscrizioni da scoprire”. Tra i film, al mattino, “Handpas. Hands from the past / Handpas. Mani dal passato. Regia: José Camello, Spagna 2016; “Eravamo gente felice – Enotri”. Regia: Flaviano Pizzardi, Italia 2015; “La science se frotte aux momies dorme / La scienza si cimenta con le mummie dorate”. Regia: Nicola Baker, Francia 2016; “The Moving Statues of Alexandria / Le statue mobili di Alessandria”, Regia: Raymond Collet, Egitto 2016. Al pomeriggio, “Eis Pegas – Alle Sorgenti”. Regia: Andrea Giannone, Italia 2016; “A Gigantic Jigsaw Puzzle: The Epicurean Inscription of Diogenes of Oinoanda / Un gigantesco puzzle: l’iscrizione epicurea di Diogene di Enoanda”. Regia: Nazım Güvelŏlu, Turchia 2012. La sera, “Mémoires de Pierre: De l’art au Temps des Dinosaures? / Memorie di Pietra: L’arte al Tempo dei Dinosauri?”. Regia: Jean-Luc Bouvret e Benoît Laborde, Francia 2016.

Suggestiva visione dell’apadana di Persepoli

Terza giornata, giovedì 5 ottobre 2017, dedicata al mondo romano e all’Egitto dei Tolomei, ma anche all’antica Persia e al generale cartaginese Annibale. E proprio alle “Battaglie annibaliche attraverso le evidenze archeologiche, toponomastiche, letterarie: il  Trasimeno e altri episodi”, parlerà Giovanni Brizzi, docente di Storia Romana all’università di Bologna, nella conversazione delle 17.45. Al mattino da non perdere “Tecnologia mineira romana – o ouro de Tresminas / (The roman mining technology – the gold of Tresminas / Tecnologia mineraria – l’oro di Tresminas”. Regia: Rui Pedro Lamy, Portogallo 2015; “Limes”. Regia: Elli Kriesch, Germania 2016; “Did the ptolemies have a steam – powered force – pumpe? / I Tolomei avevano una pompa premente alimentata a vapore?”. Regia: Theodosis Tasios, Grecia 2014. Al pomeriggio, “Annibale al Trasimeno”. Regia: Luca Palma, Italia 2009. La sera, “Persepolis, le paradis perse. Enquêtes archéologique / Persepoli, il paradiso persiano. Indagini archeologiche”. Regia: Agnès Molia e Raphaël Licandro, Francia 2016; “Sensationsfund in Brasilien. Die ersten Amerikaner / Sensazionale scoperta in Brasile. I primi americani”. Regia: Peter Prestel e Saskia Weisheit, Germania 2016.

Frame del film “La tomba di Gengis Khan, il segreto rivelato”

Particolarmente ricco il programma del quarto giorno, venerdì 6 ottobre 2017, dall’imperatore Traiano a Gengis Khan, dalle misteriose linee di Nazca al popolo dei Mochicas, con un omaggio ai fratelli Castiglioni sull’Egitto all’anteprima di Alberto Castellani che introduce la conversazione alle 17.45 con Ken Dark, archeologo in Galilea, docente all’università di Reading, su “Gesù aveva una casa a Nazaret?”. Il mattino seguire i film “Traianus”. Regia: Livio Zerbini e Giovanni Ganino, Italia 2017; “Les secrets des lignes de Nazca / I segreti delle linee di Nazca”. Regia: Agnès Molia e Jacques Plaisant, Francia 2016; “Secret of Sakdrisi / Il segreto di Sakdrisi”. Regia: Toma Chagelishvili, Georgia 2016; “Dall’Egitto faraonico all’Africa di oggi”. Regia: Alfredo e Angelo Castiglioni, Italia 2016. Il pomeriggio, “Enquêtes archéologiques – Le crépuscule des Mochicas / Inchieste archeologiche – Il crepuscolo dei Mochicas”. Regia: Agnès Molia. Francia, 2015; “Rivisitare Nazareth. Archeologia e tradizione nel villaggio abitato da Gesù”. Regia: Alberto Castellani. Italia, 2017. La sera, “Facce di Etrusco”. Regia: Alessandro Barelli, Italia 2017; “La tombe de Gengis Khan, le secret dévoilé / La tomba di Gengis Khan, il segreto rivelato”. Regia: Cédric Robion. Francia, 2016.

Frame del film “Namibia. Il luogo dove regna il nulla”

E siamo arrivati alla giornata conclusiva, sabato 7 ottobre 2017, con la serata dedicata alle premiazioni. Con i film si viaggia lontano, dall’Australia (“Twelve canoes / Dodici canoe”. Regia: Molly Reynolds, Australia 2009) alla Namibia (“Namib. Der Ort an dem nichts ist / Namibia. Il luogo dove regna il nulla”. Regia: Rüdiger Lorenz e Faranak Djalali, Namibia 2016). Ma sono gli approfondimenti quelli che caratterizzano la giornata. Alle 11.15, tavola rotonda  su “Il Mondo Antico tra di noi? Realtà tridimensionale,  immersiva, aumentata, social e archeologia ai confini della realtà”, moderata da Antonia Falcone, archeologa, blogger e digital strategist, con Jacopo Bonetto (Progetto Nora – Università degli Studi di Padova), Davide Borra (NoReal), Alessandro Furlan (Altair4), Daniele Bursich (Gruppo Facebook “Archeologia, Beni Culturali e Nuove tecnologie”), Graziano Tavan (giornalista, archeologiavocidalpassato.wordpress.com): vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/09/18/nora-tra-archeologia-e-cinema-scavi-e-ricerche-multidisciplinari-delluniversita-di-padova-con-luso-delle-piu-innovative-tecnologie-per-studiare-valorizzare-e-comunicare-al-grande-p/. Alle 16.45, conversazione con Corinna Rossi, architetto ed egittologa, su “Raccontare il passato: l’archeologia tra fonti e interpretazioni personali”; e alle 17.30, Giulio Paolucci, direttore del museo civico Archeologico delle Acque di Chianciano, futuro direttore del museo Etrusco di Milano, e Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, converseranno su “Nuovi Musei e diffusione del Sapere”. La sera, alle 21, ma stavolta bisogna spostarsi al teatro Zandonai di Rovereto, cerimonia di premiazione con il saluto dell’ambasciatrice di Palestina, S.E. Mai Alkaila. Consegna del Premio “Paolo Orsi” e in chiusura, proiezione film più gradito al pubblico vincitore del premio “Città di Rovereto”.

Il personaggio di Indiana Jones “protagonista” dell’intervento di Graziano Tavan

Non solo film. Nell’ambito della rassegna sono previsti due eventi collaterali. Venerdì 6 Ottobre 2017, dalle 14.30 alle 17.30, a palazzo Alberti Poja, “Raccontare il patrimonio culturale. Dalla carta stampata ai social network”, corso di formazione per giornalisti a cura di Claudia Beretta, evento formativo accreditato dal Consiglio Nazionale  dell’Ordine dei Giornalisti. Relatori: Il giornalista Graziano Tavan su “Ricerca e divulgazione: l’archeologia sui giornali tra Tutankhamon e Indiana Jones” e l’archeologa e blogger Antonia Falcone su “Social Network per la comunicazione culturale. Strategie, tool, monitoraggio dei risultati e casi studio”. Mercoledì 4 Ottobre 2017, alle 18.30, a palazzo Alberti Poja, per “Incontro con… l’artista”  incontro con Maria Stoffella Fendros, artista roveretana protagonista della mostra temporanea ospitata a palazzo Alberti Poja. Introduce Micaela Vettori, curatrice della mostra “Il coraggio del colore. Maria Stoffella Fendros – Rovereto, Venezia, Firenze, Atene”, a palazzo Alberti Poja dal 28 settembre al 19 novembre 2017.