Rovereto (Tn). Dopo i film premiati dalle giurie tematiche, la quinta giornata del 37mo RAM film festival, ancora con un programma ricco, farà conoscere il film più gradito al pubblico. Ultimi 12 film al Teatro Zandonai chiuso dall’evento speciale: proiezione del documentario “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini, presente in sala

Le premiazioni dei film segnalati dalle giurie delle sezioni tematiche (il film “Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran per il Cinema Archeologico; il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li per la Cultura Animata; il film “La cava bianca” di Marco Mensa ed Elisa Mereghetti per Storia e Memoria; il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi per Tradizioni e Culture; il film “Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” per Fulldome; il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” per la menzione speciale Archeoblogger; il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” per la menzione speciale CinemAMoRe) nella serata della quarta giornata non hanno chiuso il 37mo RAM film festival che ha ancora una quinta giornata con un ultimo ricco programma che porterà anche il titolo del film premiato dal pubblico. Al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. E alle 18, al Teatro Zandonai proiezione del documentario “Valentino Braitenberg”.

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra cui 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 2 prime europee, 1 prima italiana. Dalle 10-13, il film “ArheoKuhinja. Za trpezom Kneza Velimira / Archeocucina: alla tavola del principe Velimir” di Milica Popović (Serbia 2026, 54’); il film “La Colonna” di Antonio Cofano (Italia 2025, 15’); il film “Pardos” di Ivana Bourquin (Argentina 2025, 2’); il film “Rubico Flumen – Il mistero del Rubicone” di Alessandro Bricchi (Italia 2025, 34’); il film “Lubanja C – svjetska paleoantropološka baština / Cranio C – patrimonio paleoantropologico mondiale” di Laura Sinovčić (Croazia 2025, 12’); il film “Fievre / Febbre” di Emmanuel Plasseraud (Francia 2026, 43’); il film “Tainos” di Eduardo Schuldt (Repubblica Dominicana/Perù 2025, 7’).

Dalle 15 alle 18, il film “Mauro Cutrona – Immaginare la Preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi (Italia 2025, 19’); il film “Angkor: Hidden Jungle Empire / Angkor: l’impero nascosto della giungla” di Leif Kaldor (Canada 2026, 52’); il film “Ahşabın Cazibesi / Il fascino del legno” di Ersoy Soydan (Turchia 2026, 31’); il film “Avevo due paure” di Theo Putzu, Paolo Cagnacci (Italia 2026, 53’); il film “Strawman / Il fantoccio” di Jeet Kamal Das (India 2025, 12’).

EVENTO SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 18, il film “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini (Italia 2026): proiezione del documentario alla presenza del regista. Valentino Braitenberg (Bolzano, 1926 – Tubinga, 2011) è stato uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale. Voleva capire come funziona il cervello umano e come vengono elaborate le informazioni al suo interno. Nei suoi libri descrive il funzionamento dei neuroni nel cervello umano e li paragona a un computer. In occasione del centenario della sua nascita, il documentario presenta il suo percorso scientifico e biografico, che lo ha portato da Innsbruck a Roma, da New Haven (USA) a Napoli e Tubinga. Anche a Rovereto ha lasciato il segno: dal 1998 al 2001 ha diretto il Laboratorio di Scienze Cognitive dell’Università di Trento ed è stato nominato cittadino onorario della città. Familiari, compagni di viaggio ed ex studenti tracciano un ritratto sfaccettato di questo personaggio poliedrico, che ancora oggi affascina il mondo scientifico e le cui idee sono ancora attuali.
Rovereto (Tn). Terza giornata del 37mo RAM film festival aperta da BUONGIORNO RAM: serata evento al teatro Zandonai con “Lady Nazca”, la prima fiction al RAM, e il regista; al teatro Rosmini 13 film, Docu Fulldome al Planetario, RAM X, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: La necropoli dell’età del Ferro scoperta a Trento” con Elisabetta Mottes. Ecco il programma

Sarà la proiezione al teatro Zandonai del film “Lady Nazca”, lo straordinario lungometraggio del regista svizzero Damien Dorsaz, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico, e introdurrà per la prima volta a Rovereto il film di fiction, il momento clou venerdì 9 ottobre 2026, terza giornata del 37mo RAM film festival, promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto, comunque ricca di appuntamenti. Al museo di Scienze e Archeologia è stata aperta, dalle 9 alle 10, con BUONGIORNO RAM: incontro con Lorenzo Giovannini, università di Trento, su “Green Polis: tra natura e citta”. E sempre al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giornop, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. Senza dimenticare l’Aperitivo al Mon Bistrot sulla necropoli dell’età del Ferro scoperta a Trento.

FILM. Le proiezioni sono ancora al Teatro Rosmini con 13 film in programma, tra i quali 3 prime italiane. Dalle 10 alle 13, il film “La tomba Lattanzi di Norchia” di Pietro Galifi (Italia 2025, 8’); il film “The San Bartolo Murals / Le pitture murali di San Bartolo” di Riley Mallory, Heather Hurst (USA/Guatemala 2025, 12’); il film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti delle pitture rupestri dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia 2025, 55’); il film “Pirlerin Duğunu / Le nozze dei Pir” di Yalçın Çiftçi (Turchia 2025, 20’); il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’); il film “Vulci – Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’).

Dalle 15 alle 19.30, il film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’); il film “Chiacchieria” di Andrea La Puca (Italia 2025, 20’); il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’); il film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’); il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025 – Italia. Viaggio nella bellezza” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2025, 59’); il film “Tunnel” di Chih Hao Shen (Taiwan 2026, 15’); il film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquin de Alcubierre / Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredita di Roque Joaquin de Alcubierre” di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’).

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il secondo talk con i protagonisti del festival: “TRENTO: LA NECROPOLI DELL’ETA DEL FERRO RISCRIVE LA STORIA DELLA CITTA” con Elisabetta Mottes, archeologa dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento. Una straordinaria scoperta archeologica riscrive le origini di Trento: la necropoli monumentale preromana di via Santa Croce, emersa durante lavori di riqualificazione urbana, restituisce una testimonianza unica della prima età del Ferro (IX-VI secolo a.C.). Oltre 360 tombe con ricchi corredi, stele funerarie e tracce di complessi rituali raccontano una comunità alpina evoluta, con scambi culturali e commerciali con il mondo italico (vedi Trento. In via S. Croce, nel cuore della città, a 8 metri di profondità scoperta una necropoli monumentale preromana (prima Età del Ferro, IX-VI a.C.): 200 tombe a incinerazione, con ricchi corredi, segnate da stele funerarie. Parlano i protagonisti di questo intervento di archeologia preventiva – archeologiavocidalpassato).

“LADY NAZCA”, LA PRIMA FICTION DEL FESTIVAL Alle 20.30 il Teatro Zandonai ospita il grande appuntamento della terza giornata del RAM film festival: “Lady Nazca”, lo straordinario lungometraggio del regista svizzero Damien Dorsaz, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico. Presentato nelle sale cinematografiche per un periodo limitato, il film racconta la straordinaria vicenda di Maria Reiche, la giovane matematica tedesca che nel 1936 giunge in Perù e lega il proprio destino alle enigmatiche linee di Nazca, dedicando la vita allo studio, alla tutela e alla valorizzazione di uno dei più affascinanti patrimoni archeologici del mondo. L’esordio nel lungometraggio di fiction del regista svizzero Damien Dorsaz è una coproduzione internazionale che unisce rigore scientifico, determinazione e una profonda ricerca di identità. Un’opportunità speciale per vedere sul grande schermo un’opera che ha avuto una distribuzione cinematografica selezionata e che trova al RAM una cornice ideale di approfondimento e confronto, grazie anche alla presenza del regista. L’ingresso è gratuito la prenotazione consigliata.
Rovereto (Tn). Prima giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 13 film e al Mon Bistrot il primo “Aperitivo: Città Ferite” con Rosy Battaglia e Tommaso Giagni. Ecco il programma

Al teatro Rosmini di Rovereto (Tn) mercoledì 7 ottobre 2026, alle 15, si alza il sipario sulla 37.ma edizione del RAM film festival, che si è aperta alla mattina con CINEMaSCUOLA al liceo “Andrea Maffei” di Riva del Garda (Tn).


Tra pomeriggio e sera nella prima giornata sono in programma 13 film con 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 5 prime italiane. Dalle 15 alle 19.30, al Teatro Rosmini, si proietta il film “Kushta Mayn. La mia Costantinopoli” di Nicolò Folin (Italia 2025, 19’); il film “Il domani era venuto. Ricordare e non dimenticare” di Vincenzo Agosto (Italia 2024, 60’); il film “Man’yōshū. Neve, luna e fioriture” di Chi-Toa So, Haruko Kuramochi (Giappone /Canada 2025, 3’); il film “Im maander des Kephissos / Nei meandri del Cefiso” di Nikos Chrisikakis (Grecia 2025, 13’); il film “Sulawesi, l’ile des premieres images / Sulawesi, l’isola delle prime immagini” di Denis Van Waerebeke, Pascal Goblot (Francia 2025, 55’); il film “Il Respiro della Preistoria – Viaggio nel mondo dell’Uomo del Similaun” di Roberto Condotta (Italia 2025, 36’); il film “Cal Dede” di Elçin AS (Turchia 2025, 10’); il film “A Mamoa de Lamas, um segredo ancestral / La Mamoa di Lamas, un segreto ancestrale” di Raul Losada (Portogallo 2025, 25’); il film “Nabt El Ard. Il germoglio della terra” di Mohamed Hamed Salama (Egitto 2025, 12’); il film “Ghughuti Ki Maala / La collana di ghughuti” di Ketan Pal (India 2025, 10’).
Dalle 20.30 alle 23, sempre al Teatro Rosmini, in programma il film “Sotto l’occhio del tempo” di Stefano Giacomuzzi (Italia 2025, 30’); il film “Premieres notes / Le prime note” di Liza Fanjeaux (Francia 2026, 52’); il film “L’adieu a la viande, la grande histoire des vegetariens / L’addio alla carne, la grande storia dei vegetariani” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’).
APERITIVO. Alle 18, al Mon Bistrot in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “CITTÀ FERITE” con Rosy Battaglia, giornalista, e Tommaso Giagni, scrittore. Cosa accade quando una città incrocia le conseguenze dell’industrializzazione, dell’inquinamento e delle crisi ambientali? Un viaggio tra territori contaminati e comunità esposte a ferite profonde, dove le emergenze ambientali si intrecciano con quelle sanitarie e sociali. Un incontro per conoscere storie di resistenza, memoria e trasformazione, e per interrogarsi sul futuro dei luoghi che chiedono cura, attenzione e giustizia.
Rosarno (RC). Al museo dell’Antica Medma la conferenza “Gli Dei di Calderazzo. Riflessioni sul culto del santuario scoperto da Paolo Orsi” con la prof.ssa Ágnes Bencze, dell’università cattolica Péter Pázmány Péter di Budapest

Martedì 25 agosto 2026, al museo dell’Antica Medma a Rosarno (RC), alle 18, nell’ambito del ciclo di conferenze sull’archeologia medmea organizzato dal museo e parco archeologico nazionale di Medma-Rosarno, la conferenza “Gli Dei di Calderazzo. Riflessioni sul culto del santuario scoperto da Paolo Orsi” con la prof.ssa Ágnes Bencze, dell’università cattolica Péter Pázmány Péter di Budapest, da diversi anni impegnata nella revisione dell’importante complesso di reperti coroplastici provenienti dalla grande stipe votiva scoperta agli inizi del ‘900 da Paolo Orsi, che parlerà dei suoi studi, accompagnando i partecipanti nel mondo degli dei e dei culti praticati nel santuario di Calderazzo.
Grosseto. Nel giardino dell’Archeologia al via la quinta edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico: tre serate con film da Italia, Francia, Cina e Indonesia in concorso per il premio del pubblico, e incontri con studiosi, esperti e protagonisti del mondo della cultura. Ecco il programma

Al via giovedì 16 luglio 2026, nel giardino dell’Archeologia a Grosseto, la quinta edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico, organizzato da Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore), Associazione M.Arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma e Comune di Grosseto, con il sostegno di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura: dal 16 al 18 luglio 2026 in programma film provenienti da Italia, Francia, Cina e Indonesia, accompagnati da incontri con studiosi, esperti e protagonisti del mondo della cultura. Come da tradizione, il pubblico sarà chiamato a votare il proprio film preferito, contribuendo all’assegnazione del “Premio Maremma Archeofilm 2026”. Ogni appuntamento sarà accompagnato da una degustazione di vini offerta da La Selva, per unire il piacere della scoperta culturale alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Ingresso libero e gratuito. Informazioni: museo Archeologico e d’Arte della Maremma, tel. 0564 488752. In caso di maltempo il festival si svolgerà al museo di Storia naturale in strada Corsini 5 a Grosseto.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2026. Alle 21.15, in collaborazione con Mediateca Digitale della Maremma proiezione del film “Roselle” di Enzo Micheli, Enrico Bernazzani (Italia 1960, 16’). Immagini del museo Archeologico di Grosseto, la macchina da presa inquadra i reperti di Roselle. Un furgoncino si dirige verso gli scavi etruschi ed arriva ad un podere dove si riconosce Morbello Vergari che viene intervistato sulla necropoli etrusca. Le immagini riprendono gli scavi, l’anfiteatro, le bellezze di Roselle finché non cala il sole e il furgoncino riparte. Segue la conversazione con Simone Rusci, presidente del parco della Maremma, e Luca Bernazzani, ricercatore universitario. Chiude la serata il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.

PROGRAMMA VENERDÌ 17 LUGLIO 2026. Alle 21.15, apre il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’). Il vegetarianismo sembra essere un fenomeno contemporaneo. Ma, al contrario, ha una storia lunga e trascurata. Dai giainisti indiani agli hippy, dai filosofi romani alla prima Società Vegetariana, fondata a Londra nel 1847, il film offre un’avventura umana incarnata da figure universali che, attraverso le loro scelte alimentari, sollevano interrogativi sul posto dell’umanità nel mondo. Segue la conversazione con Leonardo Romanelli critico enogastronomico. Chiude la serata il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’). A Bali la morte è un passaggio sacro. Ngaben segue Kadek durante il rito funebre per il padre: un mese di preparativi, offerte, processioni, cremazione e dispersione delle ceneri nel mare, fino al ritorno dell’anima al tempio di famiglia. Il film esplora la simbologia del rito, le costruzioni sacre e il ruolo del banjar, rivelando una cosmologia in cui fuoco, acqua e comunità guidano trasformazione e rinascita.

PROGRAMMA SABATO 18 LUGLIO 2026. Alle 21.15 apre il film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Seguiamo il viaggio a piedi del regista Lorenzo Scaraggi, attraverso l’intero promontorio del Gargano, in Puglia, percorrendo 120 chilometri da Rignano Garganico a Vieste. Il film esplora un paesaggio di forti contrasti, fra boschi secolari, eremi scavati nella roccia e abbazie millenarie affacciate sull’Adriatico. Mostra come la memoria di queste terre possa offrire una rilettura del presente, invitando a sostare e ad ascoltare i ritmi più profondi della Puglia garganica. Segue la conversazione con Chiara Valdambrini, direttrice Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. Quindi il film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina / Fengyang. Ancient China’s forgotten capital” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52′). Cina centro-orientale. Gli archeologi sono al lavoro. I primi scavi dell’antica città imperiale di Fengyang rivelano una città gigantesca, persino più imponente della Città Imperiale di Pechino. Quando e come fu costruita, e perché fu distrutta in circostanze oscure? I ricercatori si stanno immergendo nel cuore di questi misteri per svelare i segreti di questa città dimenticata, testimone di un passato imperiale perduto. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Maremma Archeofilm 2026” al film più votato dal pubblico.
Firenze. Al cinema La Compagnia al via l’ottava edizione di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente: 80 film in concorso, oltre la metà anteprime, per quattro premi, in cinque giorni di proiezioni non stop. Ecco il programma della prima giornata
Siamo davvero “Sapiens?” Il punto interrogativo nel titolo del film (di Bruno Bozzetto) che inaugura l’edizione 2026 di Firenze Archeofilm, esprime al meglio la grande capacità del cinema di porci davanti a interrogativi e ragionamenti critici. Se poi le tematiche sono quelle della riscoperta delle nostre radici a cavallo tra ciò che siamo e ciò che saremo, la sfida è ancora più avvincente. Parte da questa riflessione la scelta degli 80 film in concorso tra cui 50 anteprime per l’edizione 2026, l’ottava, di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore), in collaborazione con università di Firenze, Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria e Fondazione Sistema Toscana. Durante la cinque giorni di proiezioni non stop, mattina e pomeriggio, dall’11 al 15 marzo 2026, con ospiti internazionali, incontri con i registi, cineforum e dibattiti in sala, si “danno appuntamento” al cinema La Compagnia di Firenze le più importanti produzioni mondiali su archeologia, arte, ambiente ed etnografia. Tutto come sempre a ingresso libero e gratuito.
In programma 80 film, che arrivano da Italia, Usa, Brasile, Francia, Portogallo, Serbia, Croazia, Grecia, Turchia, Regno Unito, Spagna, Polonia, Messico, Perù, Colombia, Cina, Egitto, Austria, Indonesia. Al termine della manifestazione saranno assegnati il Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; il Premio “Università di Firenze”; il Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica.

L’archeologo Paolo Emilio Pecorella, docente di Archeologia del Vicino Oriente dal 1984 al 2005 all’università di Firenze (foto AV)
Molti i film di quest’anno che riguardano da vicino la storia più antica del Granducato. Tra questi: il resoconto dell’ultima campagna di scavo del Santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), l’affascinante “traslocamento” del David di Michelangelo da piazza della Signora all’Accademia nella notte del 1873, il cortometraggio di sensibilizzazione/appello per il restauro delle Gualchiere di Remole (mulino idraulico trecentesco che serviva alla laniera fiorentina), il film omaggio sull’archeologo Paolo Emilio Pecorella, docente di Archeologia del Vicino Oriente dal 1984 al 2005 all’università di Firenze scomparso in un tragico incidente vent’anni fa mentre conduceva gli scavi del sito di Tell Barri, l’antica città di Kahat, in Siria. E ancora il docufilm dedicato agli ottant’anni di Unesco con il racconto della distruzione in Ucraina e il ruolo dell’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi a capo della task force Unesco per la messa in sicurezza e ricostruzione del patrimonio culturale nel paese, il ricordo della scoperta e degli scavi di alcuni dei siti archeologici più spettacolari della Sardegna dell’archeologo pisano Carlo Tronchetti, la vita quotidiana (da archeologo) sullo scavo di un sito etrusco nel Valdarno Superiore, le riprese nel 1955 dell’antropologo e paletnologo dell’università di Firenze Paolo Graziosi effettuate tra i popoli dell’Himalaya con scene di vita quotidiana e paesaggi fuori dal tempo.
Rivive (in anteprima mondiale) il castello del videogame “Assassin’s Creed Shadows”. In prima mondiale sabato 14 marzo 2026, alle 15, al Firenze Archeofilm arriva “Il castello perduto di Azuchi. Un’indagine al tempo samurai”. La pellicola racconta l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza colossale e sontuosa fatta costruire dal temibile capo samurai Oda Nobunaga nel XVI secolo oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”.
Amori, amanti e morti dimenticate oltre i cliché… Sempre nel pomeriggio di sabato 14 marzo 2026 un viaggio nella storia più intima dell’umanità per dare voce a tutte quelli/e che ieri come oggi lottano ancora per avere il diritto a essere amato/a e amare o sui perseguitati/e e uccisi/e perché non rientranti in un orientamento sessuale binario come racconta “Io non dimentico”. Riflette sul tema, anche se da una prospettiva diversa, anche il film “Army of Lovers” che racconta l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, un esercito composto da 150 coppie di amanti maschi che divennero i più formidabili guerrieri del mondo antico.
Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 11 MARZO 2026. MATTINO Inizio proiezioni alle 10: film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2024, 22’). Prima nazionale, film “La storia di Medusa / The tale of Medusa” di Yael Reisfeld (Stati Uniti 2024, 5’). Film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56′). Prima assoluta, film “Roma 64. La notte che cambiò l’Impero” di Luigi Giannattasio (Italia 2025, 15’). Prima cinematografica, film “L’Agro Cerite e le sue acque” di Domenico Parisse (Italia 2025, 36’). Prima cinematografica, film “Castrum Novum” di Violeta Montoya (Italia 2025, 4’). Film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’).
POMERIGGIO. Alle 14:30, CRITOFILM AL CINEMA, introduce: Paolo Bolpagni direttore della F Fondazione Ragghianti. Quindi il film “Urne etrusche di Volterra” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1957, 12’). Film “Pompei urbanistica” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1958, 11’). “Pompei città della pittura” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1958, 13’). Film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Prima assoluta, film “Le Terme Romane di Campo Valdés / Las Termas Romanas de Campo Valdés” di David Salaices (Spagna 2025, 7’). Film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Film “Hoy’ri” di Marcio Pimenta (Brasile 2024, 14’). Alle 17.15, CINEMA tra Comunicazione e Archeologia: proiezione di corti e dibattito. Evento in collaborazione con università di Firenze, a cura di Sara Casoli, docente di Storia dei linguaggi della narrazione televisiva; Domenico Lo Vetro, docente di Archeologia preistorica; Silvia Pezzoli, docente di Sociologia della Comunicazione. Alle 18.15, film “Il David in viaggio. 1873-2023” di Massimo Becattini (Italia 2023, 10’). Prima nazionale, film “Delfi, l’ombelico del mondo / Delphes, le nombril du monde” di Thibaud Marchand (Francia 2025, 52’). Prima cinematografica, film “Tra i popoli dell’Himalaya, 1955” di Guido Melis (Italia 2018, 14’).
Paestum (Sa). In occasione della XXVII Bmta, al museo Archeologico nazionale apre la mostra fotografica “Collegare Baekje al mondo. Eredità di un antico regno, culla di cultura”, dedicata ai siti culturali della Corea del Sud patrimonio Unesco
In occasione della XXVII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (30 ottobre – 2 novembre 2025), il museo Archeologico nazionale di Paestum ospita, dal 25 ottobre al 2 novembre 2025, la mostra fotografica “Collegare Baekje al mondo. Eredità di un antico regno culla di cultura”, dedicata ai siti culturali della Corea del Sud iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e situati nella regione storica del Baekje. L’esposizione, allestita nella sala Cella del museo, è promossa dall’associazione Sapere Mediterraneo in collaborazione con il Baekje World Heritage Center, ente responsabile della tutela e valorizzazione dei beni UNESCO nelle città di Gongju, Buyeo e Iksan. Il progetto e l’organizzazione della mostra sono coordinati dall’architetto Francesco Scianni. Attraverso 18 pannelli fotografici autoportanti in plexiglass, la mostra accompagnerà i visitatori in un viaggio visivo tra i luoghi simbolo del regno del Baekje, rivelando la bellezza architettonica e culturale di un’antica civiltà che, come quella greco-romana a Paestum e a Velia, ha segnato profondamente la storia di un territorio. La visita alla mostra è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Dal 30 ottobre al 2 novembre 2025, in occasione della BMTA, l’ingresso ai Parchi è gratuito per coloro che si registreranno allo stand della fiera.
Nel pomeriggio del 30 ottobre 2025 si terrà, in sala Cella, un momento di saluto con la partecipazione della delegazione ufficiale proveniente dalle città sud-coreane coinvolte nel progetto. L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un protocollo d’intesa sottoscritto tra i Parchi archeologici di Paestum e Velia, l’Associazione Sapere Mediterraneo e il Baekje World Heritage Center, finalizzato a promuovere la cooperazione internazionale nei settori della valorizzazione, conservazione e fruizione del patrimonio culturale. L’accordo mira a sviluppare modelli innovativi di collaborazione e scambio tra istituzioni pubbliche e private, integrando risorse culturali, paesaggistiche ed economiche per il miglioramento della qualità e della modernità dell’offerta turistica. Con “Collegare Baekje al mondo”, il museo di Paestum conferma la sua vocazione di ponte culturale tra Oriente e Occidente, in un dialogo che unisce civiltà antiche e contemporaneità, memoria e futuro.








































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