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Dalle bellezze di Lipari ai tesori di Morgantina, e poi Aosta dai romani al medioevo: 8 documentari italiani alla 16. Rassegna del cinema archeologico di Belgrado. E poi un film vintage su Pompei

Il cratere in bronzo con tripode del VI-V sec. a.C. capolavoro conservato al museo di Belgrado

Il cratere in bronzo con tripode del VI-V sec. a.C. capolavoro conservato al museo di Belgrado

Una settimana con il cinema archeologico di qualità. Dal 20 al 25 marzo torna la Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Belgrado giunta alla 16.ma edizione. La rassegna, organizzata dal museo nazionale in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado, uno dei suoi principali promotori fin dalla prima edizione,  offre agli esperti e al vasto pubblico di appassionati la possibilità di conoscere le produzioni più recenti nel settore della ricerca archeologica.

Il teatro greco di Morgantina, importante sito archeologico in Sicilia

Il teatro greco di Morgantina, importante sito archeologico in Sicilia

L’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado partecipa alla 16.ma edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico sostenendo e promuovendo la presentazione di otto documentari, in lingua italiana con sottotitoli in serbo, su luoghi e momenti del ricco patrimonio archeologico italiano. I primi due film sono dedicati a due località siciliane di straordinaria bellezza e di notevole interesse per gli appassionati di archeologia: “Lipari, l’isola principale dell’Arcipelago delle Eolie”, e “Morgantina”, antica città di origine sicula, ma di cultura ellenica oggi in provincia di Enna. Questi documentari sono stati messi a disposizione dell’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado dai loro autori grazie alla preziosa collaborazione della Fondazione Museo Civico di Rovereto, che ha  anche reso possibile l’inserimento nel programma della Rassegna di un documentario d’annata, “La donna a Pompei” di Oreste Tartaglione, del 1966, pregevole testimonianza della tecnica documentaristica degli anni Sessanta del Novecento. La collaborazione fra l’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado e l’assessorato all’Istruzione e Cultura-Archivi del dipartimento della soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta ha permesso la presentazione di cinque documentari incentrati su Aosta, capoluogo di questa piccola, ma affascinante  regione italiana. Lo spettatore potrà entrare nell’imponente Teatro Romano della città, definita la “Roma delle Alpi”, e percorrere i luoghi più significativi dell’antica Augusta Salassorum. La cattedrale di Aosta e il magnifico complesso monumentale di Sant’Orso sono i due monumenti più emblematici della storia culturale e artistica della città alpina, una storia che dai primi secoli del Cristianesimo e della sua diffusione in tutto l’Impero Romano si snoda attraverso i secoli travagliati dell’Alto Medioevo fino ai giorni nostri, in un continuo sovrapporsi e susseguirsi di stili rispondenti all’evoluzione politica, sociale e culturale di Aosta e della sua Valle.

Il teatro romano di Aosta, la "Roma delle Alpi"

Il teatro romano di Aosta, la “Roma delle Alpi”

Tutti i film sono presentati in versione originale italiana, con sottotitoli in lingua serba a cura dell’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado. Ecco il programma delle proiezioni. Venerdì 20 marzo, ore 20: “Lipari, il porto che nessuno pensava esistesse” (Italia, 2009), regia di Roberto Rinaldi; durata: 26’; colore. Ore 20.30: “Genesi, la dea di Morgantina” (Italia, 2012), regia di Fabrizio Lunetta; durata: 25’; colore. Domenica 22 marzo, ore 19: “Il teatro romano di Aosta” (Italia, 2012), regia di Benni Piazza; durata: 18’; colore. Ore 19.20: “Il complesso monumentale di Sant’Orso in Aosta dal IV all’XI secolo” (Italia, 2009), regia di Paolo Albanese; durata: 16’; colore. Ore 19.35: Il complesso monumentale di Sant’Orso in Aosta dal XII al XXI secolo” (Italia, 2010), regia di Paolo Albanese; durata: 18’; colore. Lunedì  23 marzo, ore 20.45: “La donna a Pompei” (Italia, 1966), regia di Oreste Tartaglione; durata: 10’; colore. Mercoledì 25 marzo, ore 20: “La cattedrale di Aosta dalla domus ecclesiae al cantiere romanico” (Italia, 2008), durata: 16’; colore. Ore 19.35: “La cattedrale di Aosta dal cantiere romanico ai giorni nostri” (Italia, 2008), durata: 14’; colore.

23-25 ottobre 79 d.C.: gli ultimi tre giorni di Pompei raccontati ora per ora da Alberto Angela, ospite a Rovereto, e con un film di Massimo My

Alberto Angela autore del libro "I tre giorni di Pompei" sarà ospite a Rovereto

Alberto Angela autore del libro “I tre giorni di Pompei” sarà ospite a Rovereto

“Il 24 ottobre del 79 d.C. sembra un venerdì qualsiasi a Pompei, una città abitata da circa dodicimila persone che, come innumerevoli altre nell’Impero, lavorano, vanno alle terme, fanno l’amore. Ma alle 13 dal vicino Vesuvius si sprigiona una quantità di energia pari a cinquantamila bombe atomiche e, in meno di venti ore, sotto un diluvio ustionante di ceneri e gas, Pompei è soffocata da sei metri di pomici, mentre la vicina Ercolano viene sepolta sotto venti metri di fanghi compatti. Migliaia di uomini e donne cercano di scappare, invocano gli dèi, ma trovano una morte orribile. E solo in epoca moderna saranno scoperti alcuni dei loro corpi, contorti nella disperazione della fuga”. Dopo molti anni passati a studiare la zona vesuviana, con il supporto di archeologi e vulcanologi Alberto Angela ricostruisce come in presa diretta i giorni che ne segnarono il tragico destino nel libro “I tre giorni di Pompei” (Rizzoli, 2014).

Con il supporto di archeologi e vulcanologi Alberto Angela ricostruisce come in presa diretta gli ultimi giorni di Pompei

Con il supporto di archeologi e vulcanologi Alberto Angela ricostruisce come in presa diretta gli ultimi giorni di Pompei

Venerdì 16 gennaio, alle 21, Alberto Angela sarà al cinema teatro Rosmini di via Paganini a Rovereto proprio per presentare i dettagli de “I tre giorni di Pompei” (Rizzoli, 2014). Naturalista e paleontologo, scrittore e giornalista, ricercatore rigoroso e divulgatore eccelso, Alberto Angela è infatti l’ospite d’onore del calendario di eventi promossi nel mese di gennaio dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto. “La presenza a Rovereto di Angela, che nel corso della serata dialogherà con il direttore artistico della Rassegna Internazionale del Cinema archeologico Dario Di Blasi”, ricordano i promotori, “è maturata nell’ambito dei rapporti di collaborazione stretti negli anni con la Fondazione di Borgo Santa Caterina: Angela era stato fra gli ospiti della Rassegna nell’ottobre del 2013”.

La tragedia di Pompei si "vive" nei calchi dei suoi abitanti sepolti dall'eruzione del Vesuvio

La tragedia di Pompei si “vive” nei calchi dei suoi abitanti sepolti dall’eruzione del Vesuvio

Alberto Angela nel suo libro individua alcuni personaggi storicamente esistiti – la ricca matrona Rectina, un cinico banchiere, un politico ambizioso – e li segue passo dopo passo, in un percorso che si può fare ancora oggi, per strade, campagne, case o locali pubblici. In questo modo, non solo ci fa scorrere davanti agli occhi la vita quotidiana (prima) e la morte (poi) come in un film mozzafiato, ma dà anche nuove, illuminanti risposte a intriganti interrogativi: perché nessuno si era accorto di vivere alle pendici di un vulcano-killer? Come mai alcune eleganti domus erano diventate laboratori artigiani? E che cosa legava Plinio il Vecchio, naturalista e ammiraglio scomparso nella tragedia, all’affascinante Rectina? Dettagliatissimo e aggiornato con gli studi più recenti, è un viaggio emozionante nel mondo antico, lo sconvolgente reportage di una tragedia, un libro unico che si legge come un romanzo e ha la profondità di un grande saggio. “È il 79 d.C., benvenuti a Pompei”.

http://www.sperimentarea.tv/ondemand/trailer-rassegna-2012-pompei

L’incontro di venerdì 16 sarà preceduto, alle 20.30, dalla proiezione del film-documentario “Pompei” di Massimo My (2011) proveniente dall’archivio cinematografico del Museo: scritto e diretto da Massimo My per la Mymax Edutainment, e Giorgio Iovino art director, Giorgio Capaci 3D supervisor, Luigi Vetrani, Giuseppe Giannattasio, Mattia Fabrizi, Lorenzo Raffi 3D modelling, lo straordinario filmato su Pompei è impreziosito da splendide ricostruzioni virtuali.

Le civiltà precolombiane conquistano il pubblico della 25. Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto: 1° premio, i Maya; 2° premio, il Perù preincaico; 3° premio, i guerrieri sciti degli Altai

Il manifesto della 25.ma Rassegna di Rovereto

Il manifesto della 25.ma Rassegna di Rovereto

Le civiltà e i popoli precolombiani conquistano il preparato ed esigente pubblico della 25. Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto diretta da Dario Diblasi, promossa dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto in collaborazione con la rivista Archeologia Viva. Così nella serata finale di sabato 11 ottobre, dei tre posti del podio del premio “Città di Rovereto-Archeologia Viva”, assegnato appunto con i voti del pubblico, due sono andati a film su popoli precolombiani dell’America latina: dai Maia dello Yucatan alle culture preincaiche del Perù. La 25.ma Rassegna è stata vinta dal film statunitense Dance of the Maize God/La danza del dio del mais. Secondo premio per il film Milenario Peru: la historia inexplorada/Il Perù millenario: una storia inesplorata, terzo per Le Sarcophage glacé de Mongolie (Warlords of the frozen steppes)/I dominatori delle gelide steppe. Cerchiamo di saperne di più dei tre film che hanno riscosso il plauso del pubblico.

Primo premio. Dance of the Maize God/La danza del dio del mais (Nazione: USA. Regia: David Lebrun. Durata: 96’. Anno di produzione: 2014. Produzione: Night Fire Films / Rosie Guthrie. Consulenza scientifica: D. Reents-Budet, M. D.Coe, J. Awe, D. Freidel, G. Griiffin, B. Kerr, J. Kerr, B. MacLeod, M. Canuto, O. Navarro-Farr, S. Paredes Maury, D. Matsuda, K. Taube, J. W.Ball, B.R. Just, D. Stuart, G. Stuart, M. Rich, J. Yeager, R. Bishop, V. Fialko). Negli ultimi cinquant’anni migliaia di splendidi vasi dipinti Maya, provenienti per la maggior parte dal saccheggio di tombe, sono confluiti in raccolte pubbliche e private. Questi meravigliose opere d’arte hanno aperto un’incredibile finestra sul mondo dei Maya. Così, entrando nel mondo dei vasi dipinti, si riesce a esplorare la vita nobiliare e la ricca mitologia dei Maya.

Secondo premio. Milenario Peru: la historia inexplorada / Il Perù millenario: una storia inesplorata (Nazione: Spagna. Regia: José Manuel Novoa. Durata: 52’. Anno di produzione: 2012. Produzione: Explora Films). Quattro millenni prima degli Incas e dell’arrivo dei conquistadores, le Ande e la costa settentrionale furono la culla della prime civiltà peruviane. Questo è il cosiddetto “periodo formativo”: cominciarono a sorgere i santuari, che divennero presto centri culturali dove si davano nozioni di agricoltura e di meteorologia alle genti provenienti da ogni dove. Alcune culture raggiunsero sorprendenti livelli di sviluppo tecnologico.

Terzo premio. Le Sarcophage glacé de Mongolie (Warlords of the frozen steppes) / I dominatori delle gelide steppe (Nazione: Francia. Regia: Cédric Robion Durata: 52’. Anno di produzione: 2013. Produzione: AGAT films & Cie. Consulenza scientifica: Pierre-Henri Giscard). Nelle gelide steppe degli Altai, una spedizione archeologica franco-mongola sta per scavare la tomba di un guerriero orientale scita morto 2300 anni fa. Il tipo di sepoltura molto profonda in combinazione con le estreme condizioni ambientali parrebbero indicare che gli archeologi si troveranno di fronte alle tombe congelate più antiche del pianeta, facendo fare passi da gigante alla nostra conoscenza della storia più antica della civiltà scita.

 

25. Rassegna del Cinema Archeologico: alla quarta giornata protagonista l’Antico Egitto con Cleopatra, i faraoni e le rovine di Umm el-Dabadib nell’oasi di Kharga

I fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni, oggi a Rovereto, in una loro missione nel deserto nubiano

I fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni, oggi a Rovereto, in una loro missione nel deserto nubiano

L’Antico Egitto protagonista della quarta giornata della 25. Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto (7-11 ottobre). Sfiorato dalle proiezioni in programma nelle sedi “distaccate” di Mart, Muse e Museo Civico, l’Antico Egitto è presente in maniera marcata venerdì 10 ottobre. Da segnalare il documentario di Alfredo e Angelo Castiglioni Il viaggio alla miniera di smeraldi di Cleopatra e lo statunitense Building Pharaoh’s Chariot, ovvero la Costruzione del carro dei Faraoni. Alle 17.45 al Melotti il consueto appuntamento con le conversazioni della Rassegna: ospite d’eccezione del confronto è in questo caso Corinna Rossi, direttrice della missione archeologica di Umm el-Dabadib.

Le rovine di Umm el-Dabadib nell'oasi di Kharga in Egitto

Le rovine di Umm el-Dabadib nell’oasi di Kharga in Egitto

Le rovine di Umm el-Dabadib sono tra le meglio conservate dell’Oasi di Kharga. Sorgono in una regione remota, sono isolate ai piedi del Gebel, lontane da itinerari battuti in un luogo di sorprendente bellezza tra montagne e dune dorate. Le difficoltà di accesso, le temperature estreme che in estate possono anche superare i 50 gradi, e le frequenti tempeste di sabbia hanno finora scoraggiato gli archeologi a intraprendere scavi regolari, limitandosi a ricognizioni di superficie. L’insediamento romano risale al III-V secolo, anche se il posto era certamente già stato abitato in precedenza, e i resti archeologici ricoprono una superficie di vaste proporzioni (circa 150 kmq). L’agglomerato più importante è costituito da un forte in mattoni crudi con due torri agli angoli del lato sud, dov’è l’ingresso, edificato all’interno di un insediamento fortificato. Ed è proprio questo forte ad essere presentato grazie a una ricostruzione tridimensionale in anteprime alla Rassegna.

La delegazione egiziana a Rovereto con Maurizio Zulian (primo a destra) accanto a Moustafa Amin, segretario generale del Supremo consiglio delle Antichità dell'Egitto

La delegazione egiziana a Rovereto con Maurizio Zulian (primo a destra) accanto a Moustafa Amin, segretario generale del Supremo consiglio delle Antichità dell’Egitto

Negli anni la Fondazione Museo Civico, attraverso Maurizio Zulian, collaboratore del Museo civico di Rovereto e autore dell’archivio fotografico con i tesori egizi inediti o chiusi al pubblico, che si trovano nel Medio Egitto, ha saputo stringere relazioni importanti con il mondo egizio. Il rapporto con la Repubblica Araba d’Egitto risale a molti anni fa. Nel febbraio 2004 fu formalizzato con la firma di un protocollo, grazie al quale il Museo Civico di Rovereto era autorizzato ad allestire, all’interno della propria banca dati, una fototeca con immagini di assoluta novità. Dopo le vicende che hanno interessato il mondo arabo portando alla destituzione della vecchia classe politica, l’istituzione trentina è riuscita a riavviare la collaborazione con la nuova dirigenza. L’anno scorso una delegazione egiziana guidata dal nuovo segretario generale del Supremo consiglio delle antichità della Repubblica araba d’Egitto, Mostafa Amin Mostafa Sayed, è stata ospite della Rassegna (vedi i post del 20, 23 e 26 novembre 2013 su archeologiavocidalpassato) e con il museo Civico ha affrontato la stesura di un nuovo protocollo che oggi è quasi completato e verrà firmato prossimamente da entrambe le parti.

Archeologia e film: sullo schermo della 25. Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto (7-11 ottobre) dalla musica etrusca alla Grande Guerra

Alla Rassegna di Rovereto i segreti della città di Angkor, uno dei siti archeologici più importanti della Cambogia

Alla Rassegna del cinema archeologico di Rovereto i segreti della città di Angkor, uno dei siti archeologici più importanti della Cambogia

La musica etrusca, percepita dagli affreschi tarquiniesi, è riproposta alla Rassegna

La musica etrusca, percepita dagli affreschi tarquiniesi, è riproposta alla Rassegna

L’archeologia intrecciata con la storia, l’arte e la scienza sarà il tema conduttore della 25. Rassegna internazionale del cinema archeologico, in programma dal 7 all’11 ottobre 2014 a Rovereto e a Trento. Verranno presentate prove sperimentali di musica etrusca, realizzate in seguito al ritrovamento di un relitto con strumenti musicali dell’epoca. Ci saranno poi proiezioni che riportano sullo schermo i tesori dell’oceano indiano, i segreti della città di Angkor, uno dei siti archeologici più importanti della Cambogia. La rassegna offre anche l’occasione per una riflessione sulla storia del popolo ebraico, con due film e una conversazione con Paul Salmona, direttore del museo d’arte e storia del Giudaismo di Parigi. La prima guerra mondiale sarà protagonista con un taglio originale sul grande schermo grazie alle riprese dei reperti emersi dal ghiacciaio dei Forni nel gruppo Ortles-Cevedale, editate e documentate dal film “Punta Linke – La Memoria”. Si passerà poi dai conflitti del passato a quelli del presente con le riprese girate in Siria, Medio Oriente e Pakistan.

Il manifesto della 25.ma Rassegna di Rovereto

Il manifesto della 25.ma Rassegna di Rovereto

La rassegna, promossa dalla Fondazione Museo civico di Rovereto in collaborazione con la rivista Archeologia Viva di Firenze, si svolgerà all’auditorium Melotti, al Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto (Mart), al Museo civico a Rovereto e al Museo della scienza di Trento (Muse). Ospiti d’eccezione saranno il Museo del Louvre con la società francese di produzione di film scientifici Gedeon Programmes e l’Istituto francese per l’archeologia preventiva (Inrap).