Archeologia in lutto. È mancato il prof. Raffaele C. de Marinis, uno dei più illustri studiosi di preistoria e protostoria in Italia. Aveva 82 anni. Il ricordo di enti culturali, colleghi e allievi

Il prof. Raffaele de Marinis, , uno dei più illustri studiosi di preistoria e protostoria in Italia., si è spento a 82 anni
Archeologia in lutto. È venuto a mancare il prof. Raffaele C. de Marinis, uno dei più illustri studiosi di preistoria e protostoria in Italia, già titolare della cattedra di Preistoria e Protostoria all’università Statale di Milano, presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria dal 2009 al 2012 e direttore della Rivista di Scienze Preistoriche dal 2012 al 2017. Aveva 82 anni. Lo hanno annunciato, l’8 giugno 2023, la moglie Donatella Premoli Silva e i figli Alessandro e Marco De Marinis. I funerali si terranno nella Basilica di San Babila a Milano lunedì 12 giugno 2023, alle 11. La notizia è presto rimbalzata da un istituto culturale all’altro, dove il prof. De Marinis ha avuto modo di lavorare o collaborare. E sui social il ricordo di molti allievi e colleghi.

Il prof. Raffaele de Marinis (foto mantovauno.it)
È l’istituto italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP) che ne traccia una sintetica biografia dopo aver espresso tutto il proprio cordoglio ai suoi cari, ai suoi collaboratori e ai suoi amici. Nato nel 1941, laureato in Lettere Classiche all’università di Milano nel 1967 con una tesi di Paletnologia (“La necropoli ligure di Chiavari”), Raffaele C. de Marinis entra nel 1979 nei ruoli della soprintendenza Archeologica della Lombardia come funzionario archeologo preistorico, nel 1987 diventa professore associato di Paletnologia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Milano e nel 2000 professore ordinario di Preistoria e Protostoria nello stesso ateneo milanese. Delle sue molteplici ricerche di preistoria e protostoria dell’Italia settentrionale rimangono centinaia di contributi editi su riviste scientifiche nazionali e internazionali, monografie, cataloghi di mostre, atti di convegno, con focus particolari sull’arte rupestre, sull’età del Rame in area padana e alpina, sulla cronologia dell’età del Bronzo e sullo sviluppo del popolamento etrusco nei territori lombardi.
Si ricordano, tra i principali scavi di cui è stato direttore scientifico, quelli inerenti alla cultura di Golasecca a Sesto Calende e Malpensa, le indagini nei siti etruschi del Forcello di Bagnolo S. Vito e del Castellazzo della Garolda, gli studi condotti sull’area dei massi di Cemmo in Val Camonica e le pluriennali campagne di scavo nel sito palafitticolo del Lavagnone. La sua vasta cultura e l’approfondita conoscenza delle realtà transalpine hanno fatto di lui un punto di riferimento fondamentale per gli studi sulla preistoria recente e la protostoria.
Membro del consiglio direttivo dell’istituto italiano di Preistoria e Protostoria a partire dal 1995, ne ha rivestito la carica di vice presidente dal 2005 al 2008, per essere poi eletto presidente nel 2009. Nel 2012, ultimato il mandato, è diventato direttore della Rivista di Scienze Preistoriche, incarico che ha mantenuto fino a marzo 2018. “Nel corso degli anni in cui è stato investito delle più importanti cariche dell’Istituto”, ricordano all’IIPP, “ma anche dopo, in qualità di socio emerito, Raffaele de Marinis ha sempre sostenuto attivamente e con impegno e determinazione, la nostra Associazione, non facendo mai mancare il suo appoggio, talvolta critico, sempre determinato, per sostenere l’Istituto e promuovere gli studi di preistoria e protostoria in Italia. Tra le molte iniziative scientifiche di cui negli anni è stato parte attiva – mostre, allestimenti museali, convegni – ricordiamo qui solo la più recente, il coordinamento del comitato scientifico della LII Riunione Scientifica dell’IIPP dedicata alla Preistoria e Protostoria in Lombardia e Canton Ticino: alla sua curatela e a quella della prof. Marta Rapi si deve l’uscita del volume che ne pubblica i contributi. A uno dei suoi temi di ricerca più sentiti è, infine, dedicato il suo ultimo contributo Ripostigli dell’età del Bronzo con oggetti d’ornamento dall’area padana, RSP 2022”.

Copertina del libro “L’età del Rame. La pianura padana e le Alpi al tempi di Oetzi” di Raffaele de Marinis
Intenso anche il ricordo del LaBAAF (Laboratorio Bagolini, Archeometria, Archeologia e Fotografia) del dipartimento di Lettere e Filosofia dell’università di Trento, che esprime un profondo cordoglio e tristezza per la scomparsa di Raffaele Carlo de Marinis che con i suoi approfonditi studi ha contribuito a rendere la Preistoria italiana oggetto di dibattito internazionale. “Per l’impatto avuto anche sugli studi del nostro laboratorio desideriamo menzionare i suoi lavori su: la necropoli di Remedello, l’uomo del Similaun, le statue stele, l’arte rupestre, le palafitte e la metallurgia dell’età del Rame e Bronzo. Con Raffaele de Marinis se ne va un grande archeologo e un grande docente. Negli anni abbiamo potuto apprezzare la sua profonda cultura, curiosità, entusiasmo e spirito critico, doti fondamentali per stimolare il dibattito scientifico e formare allievi preparati. Lo vogliamo ricordare con le sue stesse parole pubblicate nella Rivista di Scienze Preistoriche LXIII, che descrivono, come solo lui sapeva fare, lo stato dell’arte della nostra disciplina. “(…) 𝐸𝑚𝑒𝑟𝑔𝑒 𝑎𝑏𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙’𝑎𝑟𝑐ℎ𝑒𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑜𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑒𝑛𝑜 𝑠𝑢𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑟𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑖 𝑎 𝑝𝑜𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒, 𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙’𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖𝑜𝑠𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖. 𝐹𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑖𝑛 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑟𝑜𝑐𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑖𝑢𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑛𝑒𝑔𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑒𝑠𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑑𝑎 𝐵𝑒𝑛𝑒𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐶𝑟𝑜𝑐𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎. 𝑁𝑜𝑛-𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑙𝑖 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖, 𝑛𝑜𝑛-𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖, 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑖𝑝𝑙𝑖𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑡𝑎 𝑚𝑎𝑟𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 (…). 𝑅𝑖𝑡𝑒𝑛𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑏𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑓𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑖𝑝𝑙𝑖𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑒𝑠𝑒 𝑒̀ 𝑣𝑖𝑐𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑜 𝑧𝑒𝑟𝑜. 𝐸𝑝𝑝𝑢𝑟𝑒, 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 ’30 𝑒 ’40 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑉. 𝐺𝑜𝑟𝑑𝑜𝑛 𝐶ℎ𝑖𝑙𝑑𝑒 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑑𝑖𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑙’𝑖𝑛𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑖𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑣𝑖𝑙𝑡𝑎̀ 𝑢𝑚𝑎𝑛𝑎”. (Raffaele C. de Marinis – De Profundis per la divulgazione scientifica in campo preistorico- e protostorico, RSP LXIII – 2013 pp. 255-263)”.
Anche la Confederazione Italiana Archeologi si unisce al cordoglio per la scomparsa del professore Raffaele C. de Marinis, pilastro dell’archeologia pre e protostorica in Italia settentrionale. “Già professore ordinario di Preistoria e Protostoria all’università di Milano, ha diretto per più di trent’anni gli scavi nei siti di Lavagnone e del Forcello e formato decine e decine di studenti che oggi lo ricordano con affetto per tutti i suoi insegnamenti. Ci lascia un uomo dal carattere non sempre facile ma che è stato, e sempre sarà, un grande e irreprensibile maestro”.

Ritagli di giornale sulle ricerche archeologiche a Forcello di Bagnolo San Vito (Mn) (foto parco archeologico forcello)
L’amministrazione comunale di Bagnolo San Vito (Mn) e tutto lo staff del Parco si uniscono al dolore della famiglia e porgono le più sentite condoglianze. “Il parco archeologico del Forcello, il sito etrusco, il Comune di Bagnolo San Vito perdono un personaggio illustre, un grandissimo studioso che ha portato un piccolo centro sulle sponde del Mincio ad essere conosciuto nel mondo scientifico a livello internazionale. A lui si devono il riconoscimento del Forcello come importante centro etrusco a nord del Po, l’avvio delle ricerche sistematiche e numerose pubblicazioni che restano a testimonianza di un lavoro continuo ed entusiasta. Con immensa riconoscenza, il nostro lavoro continuerà nel solco da lui tracciato”. Il museo Archeologico “G. Rambotti” di Desenzano (Bs) e l’amministrazione comunale si associano al cordoglio per la scomparsa di Raffaele Carlo de Marinis professore emerito di Preistoria e Protostoria all’università di Milano, a cui si deve la nascita del museo nel 1990 e che ha diretto per molti anni le ricerche presso la palafitta del Lavagnone.
“ADDIO RAFFAELE”, scrive Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. “È venuto a mancare Raffaele Carlo De Marinis, archeologo fra i massimi esperti dell’età del Rame, storico collaboratore di Archeologia Viva e membro del Comitato scientifico della nostra rivista. A lui si deve il riconoscimento del sito del Forcello a Bagnolo San Vito (Mn) come il più importante insediamento etrusco a nord del Po. Se n’è andato un grande maestro”. L’archeologo navale Francesco Tiboni: “Un vero archeologo, un mentore, una sfida costante. Mi mancherà, professore”. Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: “Triste notizia. Un pezzo importante di (proto)storia della nostra disciplina. I miei ricordi personali vanno indietro allo splendido convegno sulla cronologia dell’età del Ferro del 2003, mia prima avventura. Un confronto epocale tra scuole diverse. Citava a memoria ogni tipologia calata in terra con lucidità e signorilità rare. Era schivo ma non si sottraeva mai al confronto vincendo la sua naturale timidezza per il piacere della discussione. O almeno così a me ragazzino parve”. Gianluigi Daccò, museologo: “È morto Raffaele De Marinis, sicuramente il più importante archeologo della Protostoria e Preistoria italiano. Fondamentali i suoi studi sulla Preistoria e Protostoria in Lombardia, sull’ età del rame, sulla Cultura di Golasecca, sui Leponzi e tanti altri. Io l’ho conosciuto 45 anni fa, quando era ancora ispettore della soprintendenza Archeologica per la Lombardia. Per me, medievista e museologo, è sempre stato un sicuro riferimento, oltre che un amico. Sempre mi ha consigliato e aiutato, generoso e leale come era, per realizzare il museo Archeologico di Lecco, che fa parte del Sistema Museale che ho costituito e diretto. Le sue allieve, Stefania Casini prima e Michela Ruffa poi, come consulenti scientifiche del Sistema Museale Lecchese hanno, in pratica, fondato l’Archeologia della Provincia di Lecco, con gli scavi che hanno diretto, con gli studi (Carte Archeologiche della Provincia) e con i loro importanti lavori museologici. Noi, nella nostra vita, abbiamo dei “Piccoli Maestri”. DeMa (come lo chiamavano tutti) è stato uno di questi anche per me. Ci rivedremo, un giorno, DeMa”.
Chiudiamo questa breve e inevitabilmente incompleta carrellata di ricordi con le parole dell’archeologa Assia Kysnu Ingoglia: “Il professor de Marinis è stato mio professore alla scuola di specializzazione di Milano, con lui ho sostenuto l’esame orale di ammissione alla scuola di specializzazione; per dire la verità è stato un esame surreale: quando sono entrata aveva la mia tesi tra le mani, cosa che mi sembrò del tutto normale visto che per accedere all’indirizzo preistorico bisognava presentare la tesi con argomento pre o protostorico. Non appena mi sedetti lui subito esordì dicendo come prima domanda mi spieghi cosa ci fa una peroniana qui! Devo premettere che la sera prima un caro amico ‘peroniano’ mi aveva detto di stare in guardia perché era risaputo che tra de Marinis e Peroni non correva buon sangue. Capì ben presto, già dalla prima domanda, che nulla di quell’esame sarebbe stato normale o almeno nella norma, mi fece un esame sulla tipologia utilizzata da Peroni, poi mi chiese velocemente qualcosa sul Paleolitico, Mesolitico e Neolitico e ritornò all’età del Bronzo chiedendomi di tutto, mi alzai convinta che quell’esame non lo avevo superato, chiamai il caro amico, poi Sebastiano Tusa e infine mandai una mail a Peroni, non gli scrissi del tenore dell’esame gli dissi semplicemente che non era andata. Diverse ore dopo Annalisa, la mia amica di avventure e disavventure universitarie con la quale avevo affrontato l’esame della scuola di specializzazione, mi comunicò che eravamo state ammesse e anche con un’ottima votazione. Naturalmente dovetti telefonare nuovamente a tutti e mandare una nuova mail a Peroni. Iniziò così la mia avventura milanese e imparai a conoscere Raffaele de Marinis, lo convinsi anche a invitare Peroni a tenere una conferenza a Milano, cosa che avvenne e fu molto piacevole, l’ultimo mio anno di scuola mi trovai con lui in viaggio per Roma per portare l’ultimo saluto a Renato Peroni, lo trovai molto commosso e piacevole, gli raccontai alcuni aneddoti e lui me ne raccontò altri. Lo rividi anni dopo ad una riunione dell’IIPP, mi salutò dicendomi qualcosa del tipo buongiorno dottoressa peroniana con un mezzo sorriso, non lo incontrai mai più. Sapere che ci ha lasciati mi rattrista molto, a lui devo una visione diversa della tipologia, lo studio approfondito di Golasecca, a lui devo soprattutto la scelta della mia relatrice per la tesi: Annaluisa Pedrotti il vero regalo che mi ha fatto de Marinis e per cui gli sarò per sempre grata”.
Firenze. A TourismA 2023 la consegna del X premio Riccardo Francovich della SAMI al Mercato delle Gaite di Bevagna (Pg)

TourismA 2023: consegna del X premio Riccardo Francovich. Da sinistra, Piero Pruneti, Giuseppe Proietti, Annarita Falsacappa, Franco Franceschi, Paul Arthur (di spalle), e Angela Borzacconi (foto graziano tavan)

Annarita Falsacappa, sindaco di Bevagna (Pg) (foto graziano tavan)
La soddisfazione la si leggeva sugli occhi di tutti i rappresentanti del Mercato delle Gaite di Bevagna sul palco dell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze per TourismA 2023 dove si è tenuta cerimonia di consegna della X edizione del premio Riccardo Francovich. Perché loro, come ha ricordato Annarita Falsacappa, sindaco del Comune di Bevagna, in provincia di Perugia, “ne hanno fatto do strada. Erano partiti dalla sagra della porchetta e sono arrivati a realizzare il Mercato delle Gaite con il suo Circuito dei Mestieri Medievali che negli anni, grazie a consulenze scientifiche e alla grande passione delle decine e decine di volontari che vi concorrono, sono riusciti a migliorare di anno in anno fino a essere premiati dalla SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) che nel 2013 ha istituito il riconoscimento per ricordare l’operato del professor Riccardo Francovich, con l’intenzione di premiare il museo o parco archeologico italiano che “rappresenti la migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico dei non specialisti“.

TourismA 2023, X premio Francovich. Da sinistra, Piero Pruneti, due rappresentanti delle Gaite, Giuseppe Proietti, Annarita Falsacappa, Franco Franceschi, Luigi La Rocca, Angela Barzacconi, Marco Valenti, Gabriella Picinni, altri due rappresentanti delle Gaite. Davanti c’è Paul Arthur (foto grazianio tavan)
Quest’anno, per la X edizione, la Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), e composta da Angela Borzacconi (direttore museo Archeologico nazionale, Cividale), Giovanni Floris (giornalista e conduttore televisivo), Luigi La Rocca (direttore generale Archeologia Belle arti e paesaggio, MIC), Gabriella Picinni (professore di Storia medievale, università di Siena), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva), Marco Valenti (professore di Archeologia medievale, università di Siena), aveva selezionato sei musei-siti: Bevagna: Il mercato e il circuito dei mestieri di Bevagna (Pg); Brescia: museo di Santa Giulia a Brescia (Bs); Fasano: parco rupestre Lama d’Antico nel territorio di Fasano (Br); Firenze: museo dell’Opera del Duomo (Fi); Milano: chiesa inferiore di San Sepolcro (Mi); Positano: museo Archeologico romano Santa Maria Assunta (Sa).

Il gruppo di Bevagna (Proietti, Falsacappa, Franceschi) con la giuria (La Rocca, Barzacconi e Arthur) (foto graziano tavan)
A ricevere il premio dalle mani del presidente Paul Arthur insieme al sindaco di Bevagna Annarita Falsacappa anche il prof. Franco Franceschi dell’università di Siena, referente scientifico del Mercato delle Gaite, e Giuseppe Proietti, podestà del Mercato delle Gaite. È stato proprio quest’ultimo a leggere la motivazione iscritta sulla targa del premio Francovich.

Il podestà Giuseppe Proietti con la targa del X premio Francovich (foto graziano tavan)
È stato proprio Proietti a leggere la motivazione iscritta sulla targa del X premio Francovich ricevuta dalle mani del presidente di Sami, Paul Arthur: “La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) fondata nel 1994, premio Riccardo Francovich per il miglior museo e parco archeologico italiano a tematica medievale, X edizione, anno 2022. Premio del pubblico conferito al Mercato delle Gaite di Bevagna per la fedele ricostruzione storica e la rievocazione materiale di un mercato tardo medievale e dei suoi mestieri, con l’ambiente, la sua gente, le sue bancarelle e le sue merci, i suoi artisti e i suoi artigiani, il suo trambusto, attraverso le quattro gaite di Bevagna, le scritture della storia e i manufatti dell’archeologia prendono vita, comunicando con grande efficacia il passato al presente. Firenze 25 marzo 2023”. La proiezione di un promo sul Mercato delle Gaite di Bevagna ha chiuso la breve cerimonia.
Firenze. Il film “L’anello di Grace” ha vinto il premio Firenze Archeofilm assegnato dal pubblico. Ecco tutti gli altri premi assegnati ai film presentati nell’edizione 2023

Sul palco studenti dell’università di Firenze e protagonisti alle premiazioni dell’edizione 2023 di Firenze Archeofilm (foto AV)
Sul palco del cinema La Compagnia di Firenze trova posto la giuria degli studenti dell’università di Firenze con Eugenio Giani presidente della Toscana, la rettrice Alessandra Petrucci e i docenti UniFi, Piero Pruneti e Giulia Pruneti per Archeologia Viva. È la foto di gruppo che domenica 5 marzo 2023 ha chiuso ufficialmente la quinta edizione di Firenze Archeofilm, il grande cinema che racconta la vicenda dell’Uomo, promosso da Archeologia Viva (Giunti editore) con il patrocinio e la collaborazione dell’università di Firenze e la partecipazione del museo e istituto fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”: il film “L’anello di Grace” ha conquistato i favori del pubblico tra i 63 film in concorso, tra cui moltissime anteprime, provenienti da 16 nazioni diverse, presentati dal 1° al 5 marzo 2023 (vedi Firenze. Al via la quinta edizione di Firenze Archeofilm: per cinque giornate, dal 1° al 5 marzo 2023, mattino, pomeriggio e sera, il meglio della produzione mondiale sui temi di archeologia, arte e ambiente. Ecco il programma | archeologiavocidalpassato). Questi i premi assegnati, domenica 5 marzo 2023, a conclusione della rassegna: “Firenze Archeofilm” 2023 al film più votato dal pubblico; “Università di Firenze”; “Studenti UniFi” per il miglior cortometraggio; “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi” al miglior film di archeologia preistorica; premio Archeologia Viva per la comunicazione del patrimonio.
PREMIO “FIRENZE ARCHEOFILM” 2023 al film più votato dal pubblico è stato assegnato al film “L’anello di Grace” di Dario Prosperini (Italia 2022, 66′), produzione Dario Prosperini, consulenza scientifica Valentino Nizzo, Adriana Emiliozzi: il film ha ottenuto un punteggio medio di 4,81/5, seguito da “Un luogo infinito. La Certosa di Firenze” (4,77/5), “Baia, la città sommersa” (4,66/5), “Firenze città d’acque” (4,58/5) e “I misteri della grotta Cosquer / The Mysteries of Cosquer Cave (4,53/5). “L’anello di Grace”: era il 1902 quando la famiglia Vannozzi decise di ampliare la propria casa colonica presso Monteleone di Spoleto. Quel cantiere a oltre 1000 metri di altitudine portò alla luce il “carro d’oro”, una biga etrusca unica al mondo su cui era raffigurato il ciclo completo della vita dell’eroe omerico Achille. Ma appena scoperto il reperto sparì misteriosamente nell’oblio. A nulla valsero le indagini di carabinieri, prefetti e alti funzionari del Ministero: la biga riapparve nel 1903 in una teca del Metropolitan Museum di New York.

Frame del film film “Uzbekistan, un viaggio senza tempo in Asia Centrale / Uzbekistan, a timeless journey in Central Asia” di Jivko Darakchiev
PREMIO “UNIVERSITÀ DI FIRENZE”. Giuria composta da tre docenti dell’università di Firenze: Federico Pierotti (docente di Storia del cinema), Silvia Pezzoli (docente di Scienze della comunicazione), Domenico Lo Vetro (docente di archeologia preistorica). Il premio è stato assegnato al film “Uzbekistan. Un viaggio senza tempo in Asia Centrale / Uzbekistan. A timeless journey in Central Asia” di Jivko Darakchiev (Francia 2022, 54’), produzione Sophie Goupil. Il film è un viaggio attraverso il lungo corridoio del tempo dove passato e presente s’incontrano. Un’avventura visiva attraverso la scoperta di eccezionali tesori archeologici e monumenti modellati nei secoli da mani persiane, arabe, greche o cinesi: una fusione unica, in mezzo alle steppe e ai deserti dell’Asia centrale, di civiltà e culture che hanno popolato questa mitica oasi sulle strade che collegano il Mediterraneo alla Cina. MOTIVAZIONE: “Uzbekistan dipinge, con rande forza evocativa, il quadro affascinante di una terra crocevia tra Oriente e Occidente, che ha visto interagire molte civiltà e culture, dando vita a una lunga trama intricata di storie, costumi e tradizioni. Attraverso un intreccio di immagini, suoni e voci che mette efficacemente in dialogo i diversi livelli di cronologia complessa, il film costruisce un filo prezioso che ci porta a conoscere i tesori e i monumenti del passato e, al contempo, a incontrare una dimensione quotidiana in cui il passato si perpetua nei decori, nei tessuti, nelle arti del presente, così come nei volti e nei costumi delle persone che abitano l’Uzbekistan”.
Menzione speciale al film “Persepolis – Chicago” di Orod Attarpour (Iran 2021, 40’), produzione Sima film center: “Persepolis – Chicago racconta gli scavi di Persepoli e l’eccezionale ritrovamento di migliaia di tavolette achemenidi che furono date in prestito e trasferite all’università di Chicago nel 1937, per essere restaurate e decifrate, e a oggi non ancora restituite. Le successive vicende legate alla richiesta di restituzione delle tavolette da parte del governo iraniano sono presentate con una narrazione coinvolgente, grazie al serrato sovrapporsi di immagini attuali e di repertorio accompagnate dal racconto appassionato di un illustre studioso iraniano”.

Frame del film “Mamody, l’ultimo scavatore di baobab / Mamody, the last baobab digger” di Cyrille Cornu
Menzione speciale al film “Mamody, l’ultimo scavatore di baobab / Mamody, the last baobab digger” di Cyrille Cornu (Francia 2022, 48’), produzione Cyrille Cornu: “Il film cattura la bellezza della natura del Madagascar e, allo stesso tempo, documenta le difficoltà quotidiane delle persone che abitano nel villaggio di Ampotaka per far fronte alla mancanza di acqua. Il documentario, realizzato con stile sobrio ed elegante, ci invita a riflettere sul tema universale della sostenibilità ambientale e sulla necessità di una gestione oculata delle risorse naturali”.
PREMIO “STUDENTI UNIFI” per il miglior cortometraggio è stato assegnato dalla giuria coordinata da Diego Brugnoni al film “Le Pietre e le Parole. Ritratto di Raniero Gnoli” di Adriano Aymonino, Silvia Davoli (Italia 2022, 20’), produzione Adriano Aymonino, Silvia Davoli. Intervista a Raniero Gnoli, massimo esperto di marmi colorati dell’antica Roma, autore del fondamentale testo “Marmora Romana” (1971), nonché studioso di sanscrito di fama mondiale. L’intervista ha luogo a Castel Giuliano, dove Gnoli risiede immerso in una Wunderkammer creata dalle sue stesse mani, dove Oriente e Occidente, passato e presente, dialogano all’insegna di un umanesimo di carattere globale.

Frame del film “Neanderthal, sulle orme di un’altra Umanità / Néandertal, dans les pas d’une autre Humanité” di David Geoffroy
PREMIO “MUSEO E ISTITUTO FIORENTINO DI PREISTORIA P. GRAZIOSI” al miglior film di archeologia preistorica è stato assegnato dalla giuria composta da Massimo Tarassi (storico, dirigente Cultura Provincia di Firenze, membro del CdA del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria), Domenico Lo Vetro (docente di archeologia preistorica), Fabio Martini (archeologo docente all’Università di Firenze e Presidente del Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria) al film “Neanderthal. Sulle orme di un’altra Umanità / Néandertal. Dans les pas d’une autre Humanité” di David Geoffroy (Francia 2022, 52’), produzione Caroline Chassaing, Court-jus Production & France Télévisions, consulenza scientifica Dominique Cliquet, Bruno Maureille. MOTIVAZIONE: “Il film prende spunto dalla scoperta di un importante sito archeologico e dalla illustrazione del metodo di indagine per offrire, con grande rigore scientifico, una sintesi della presenza nello scenario culturale del Paleolitico di questo lontano cugino della specie Homo sapiens. Il pregio principale del filmato sta nel sapere rendere con un linguaggio chiaro e immediato, corredato da immagini eloquenti e suggestive, la complessità della vita dei neandertaliani, le conoscenze tecniche e il modo simbolico. L’argomento, molto vasto, è stato sintetizzato nei suoi aspetti principali con la capacità molto apprezzata di rendere accessibile al largo pubblico tematiche specialistiche”.
Menzione speciale al film “Arte paleolitica… La nostra storia” di Elisabetta Flor (Italia 2022, 20’), produzione MUSE / Museo delle Scienze di Trento. MOTIVAZIONE: “Il docufilm ha lo scopo di valorizzare il patrimonio figurativo paleolitico del Veneto e del Trentino, che comprende evidenze di grande valore europeo. La presentazione dei prodotti artistici avvicina il pubblico all’argomento con un linguaggio verbale e visuale semplice, immediato, efficace, con l’ausilio di sintetiche interviste a specialisti che garantiscono il rigore scientifico. Il ritmo è serrato e mantiene viva l’attenzione dello spettatore. È stato apprezzato il collegamento con la realtà ambientale recente che permette di collegare il fatto archeologico alla conoscenza e all’identità locale”.
Menzione speciale al film “La Grotte Cosquer: des origines à la surface” di Jean-Claude Pascal Flaccomio (Francia 2022, 52’), produzione Elsa Isoardi, consulenza scientifica Geneviève Pinçon. MOTIVAZIONE: “La Grotta Cosquer è un sito paleolitico francese inaccessibile in quanto oggi al di sotto del livello del mare. Il film, che permette di fruire di un patrimonio pittorico di altissima qualità, illustra con immagini e con riprese di grande professionalità non solo le pitture presenti sulle pareti della grotta ma documenta senza enfasi due aspetti fondamentali della valorizzazione: le difficoltà della ricerca in ambiente subacqueo e il progetto in atto di realizzazione di repliche di parti della grotta. Il film è un pregiato prodotto di sinergia tra linguaggio cinematografico efficace e illustrazione scientifica rigorosa e pienamente comprensibile ai non specialisti”.
La giuria ha anche segnalato il film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet (Svizzera), produzione Palafittalp – NVP Nicolet Video Productions. MOTIVAZIONE: “Il patrimonio palafitticolo dell’Italia settentrionale e della Svizzera, già valorizzato dall’essere etichettato come patrimonio UNESCO, viene illustrato al largo pubblico attraverso alcuni siti esemplari, mostrando le difficoltà e le potenzialità di una particolare ricerca di archeologia preistorica sulla vita quotidiana di queste antiche popolazioni dell’arco alpino. È un prodotto di alta divulgazione che coniuga la qualità filmica con la semplicità e l’efficacia di una chiara esposizione scientifica”.
PREMIO “ARCHEOLOGIA VIVA” per la comunicazione del patrimonio è stato assegnato a:
Stéphane Millière per Gedeon Programmes.
Firenze. Al via la quinta edizione di Firenze Archeofilm: per cinque giornate, dal 1° al 5 marzo 2023, mattino, pomeriggio e sera, il meglio della produzione mondiale sui temi di archeologia, arte e ambiente. Ecco il programma
Nelle sale dello storico Cinema La Compagnia, a Firenze in via Cavour 50 rosso, è tutto pronto per la quinta edizione di Firenze Archeofilm, il grande cinema che racconta la vicenda dell’Uomo, promosso da Archeologia Viva (Giunti editore) con il patrocinio e la collaborazione dell’università di Firenze e la partecipazione del museo e istituto fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”: direttore Giuditta Pruneti, responsabile della comunicazione Giulia Pruneti, collaborazione tecnica Luigi Forciniti, consulente cinematografico V edizione Dario Di Blasi. Per cinque giornate, dal 1° al 5 marzo 2023, mattino, pomeriggio e sera, il meglio della produzione mondiale sui temi di archeologia, arte e ambiente. In programma un’ottantina di film: 63 in concorso, tra cui moltissime anteprime, provenienti da 16 nazioni diverse, e 15 nella sezione “Original Sound” con film in lingua originale (greco, spagnolo, francese, portoghese, turco). Domenica 5 marzo, a conclusione della rassegna, saranno assegnati i seguenti premi: premio “Firenze Archeofilm” 2023 al film più votato dal pubblico; premio “Università di Firenze”: giuria composta da docenti dell’università di Firenze: Silvia Pezzoli (docente di Scienze della comunicazione), Domenico Lo Vetro (docente di Archeologia preistorica); premio “Studenti UniFi” per il miglior cortometraggio: giuria coordinata da Diego Brugnoni; premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi” al miglior film di archeologia preistorica: giuria composta da Massimo Tarassi (storico, dirigente Cultura della Provincia di Firenze, membro del CdA del museo e istituto fiorentino di Preistoria), Domenico Lo Vetro (docente di Archeologia preistorica), Fabio Martini (archeologo, docente all’università di Firenze e presidente del museo e istituto fiorentino di Preistoria); premio Archeologia Viva per la comunicazione del patrimonio.
MERCOLEDÌ 1° MARZO 2023. Proiezioni dalle 9.45 alle 13: “Il giuramento di Ciriaco” (Andorra, Olivier Bourgeois, 73’), “Un sogno di Himera” (Italia, Gianfrancesco Iacono, 5′), “Arte rupestre in Valle d’Aosta” (Italia, Joseph Péaquin, 22′), “Il dono dei ghiacciai. Come le ere glaciali hanno plasmato l’Europa” (Germania, Heiko De Groot, 52’), “Painting by numbers” (Australia, Radheya Jegatheva, 5’). Dalle 14.30 alle 19.30: “L’oro di Venezia” (Italia, Nicola Pittarello, 55’), “Medina Azahara, la perla perduta di Al-Andalus” (Francia, Stéphane Bégoin, Thomas Marlier, 52’), “Persepolis – Chicago” (Iran, Orod Attarpour, 40’), “La Via Romana” (Portogallo, Rui Pedro Lamy, 18’), “Baia, la città sommersa” (Italia, Marcello Adamo, 52’), “L’anello di Grace” (Italia, Dario Prosperini, 66′).
GIOVEDÌ 2 MARZO 2023. Proiezioni dalle 10 alle 13: “Al tempo dei dinosauri” (Francia/Giappone, Pascal Cuissot in collaborazione con Yusuke Matsufune e Kazuki Ueda, 52’), “Le pitture dell’anfiteatro di Pompei” (Italia, Pietro Galifi della Bagliva, 5’), “Pupus” (Italia, Miriam Cossu Sparagano Ferraye, 33’), “Morte sul Nilo II” (Spagna, Manuel Pimentel Siles e Manuel Navarro Espinosa, 29’), “Nobody” (Stati Uniti, Mia Incantalupo, 5’), “The pillar of strenght” (Malesia, Ayie Ibrahim, 8’), “Il Moro” (Italia, Daphne Di Cinto, 22’), “Terra dei Padri” (Italia, Francesco di Gioia, 12’). Dalle 14.30 alle 19.30: “Non chiudere gli occhi. Ascolta l’anima di un territorio: Valle Camonica, la Valle dei segni” (Italia, Davide Bassanesi, 3’), “Neanderthal, sulle orme di un’altra Umanità” (Francia, David Geoffroy, 52’), “I giganti del mare” (Italia, Daniele Di Domenico, 38’), “Uzbekistan, un viaggio senza tempo in Asia Centrale” (Francia, Jivko Darakchiev, 54’), “Looking into Helenistic Pergamon” (Turchia, Serdar Yılmaz, 5’), “Le Pietre e le Parole. Ritratto di Raniero Gnoli” (Italia, Adriano Aymonino, Silvia Davoli, 20’), “L’ultima bottega” (Italia, Alessio Consorte, 8’), “One fine day in Troy” (Turchia, Ülkü Sönmez, 28’), “Arte paleolitica… La nostra storia” (Italia, Regia: Elisabetta Flor, 20’), “I templi sulle colline” (Indonesia, Himawan Pratista, 5’), “Un luogo infinito. La Certosa di Firenze” (Italia, Luigi M. dell’Elba, 53’).
VENERDÌ 3 MARZO 2023. Proiezioni dalle 10 alle 13: “Cacciatori di tombe. Il mistero della mummia dipinta” (Regno Unito, Stephen Mizelas, James Franklin, 44’), “Gilgamesh” (Iran, Hossein Moradizadeh, 10’), “Il Cavallo di Maiuri” (Italia, Marco Flaminio, 20’), “Il tesoro” (Regno Unito, Samantha Moore, 8’), “Paglicci. La grotta delle meraviglie” (Italia, Vito Cea, 4’), “Ateius e la Terra Sigillata Italica” (Italia, Pietro Galifi, 5’), “Dino Marinelli. Il Custode della Memoria” (Italia, Elena Giogli, 67’). Dalle 14 alle 19.30: “Memorie di un mondo sommerso” (Svizzera, Philippe Nicolet, 58’), “Il Signore delle Nevi” (Italia, Nello Correale, 52’), “La terracotta preistorica” (Italia, Saverio Caracciolo, 28’), “Bloody Skin” (Iran, Regia: Ebad Adibpour, 16’), “Spina e i destini di una laguna” (Italia, Eugenio Farioli Vecchioli, Amalda Ciani Cuka, Graziano Conversano, 52’), “Blue Truck, Yellow Earth” (Cina, Im Sungha, William Y Liu, Ziwei Xu, 27’), “Storie Sepolte” (Italia, Nicolangelo De Bellis / HGV Italia srl, 10’), “Investigatori del passato. Momenti di archeologia in Ticino” (Svizzera, Regia: Erik Bernasconi, Giorgio De Falco, 26’).
SABATO 4 MARZO 2023. Proiezioni dalle 10 alle 13: “Stromboli: a provocative island” (Francia, Pascal Guérin, 11’), “Perù, sacrifici nel Regno di Chimor” (Francia, Jérôme Scemla, 52’), “L’antica nave del vino” (Italia, Riccardo Cingillo, 28’), “La stele mancante” (Francia, Marie-Anne Sorba, Jean-Marc Cazenave, 8’), “La vera storia dei pirati” (Francia, Stéphane Bégoin, 52′), “The Kiss” (Francia, Ali Zare Ghanatnowi, 8’). Dalle 15 alle 19.30: “Le ossa raccontano” (Stati Uniti, Matthew Wilbur, 10’), “Mamody, l’ultimo scavatore di baobab” (Francia, Cyrille Cornu, 48’), “Syrinx” (Francia, Mallory Grolleau, 9’), “Jurassic Cash” (Francia, Xavier Lefebvre, 52’), “Faragola. Un mondo ritrovato” (Italia, Claudio D’Elia, 15′), “La città perduta di Tutankhamon rivelata” (Regno Unito, Charles Poe, 44’), “Water is Life” (Turchia, Anıl Gök, 5’), “La Dama di Elche: la storia in breve” (Spagna, Arly Jones, Sami Natsheh, 6’), “I misteri della grotta Cosquer” (Francia, Marie Thiry, 56’).
DOMENICA 5 MARZO 2023. Proiezioni dalle 10 alle 13: “Firenze città d’acque” (Italia, Massimo Becattini, Sandro Nardoni, Luciano Nocentini, 66’), “Pablo di Neanderthal” (Italia, Antonello Matarazzo, 60’), “Panorami sommersi: le origini di Venezia” (Italia, Samuele Gottardello, 52’). Alle 16, “Olimpus” (Italia, Pasquale D’Amico, 3’), “Sagrada Familia, la rivoluzione di Gaudì” (Francia, Marc Jampolsky, 52’). Interviene: Stéphane Millière presidente @Gedeon Programmes. Cerimonia di Premiazione: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Studenti UniFi”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria”, Premio “Archeologia Viva” per la comunicazione del patrimonio. A seguire proiezione del film vincitore di “Firenze Archeofilm 2023”.
Firenze. A Tourisma 2023 la consegna del premio “R. Francovich”: ultimi giorni per votare on-line uno dei sei siti indicati dalla commissione giudicatrice della SAMI

Riccardo Francovich, l’iniziatore dell’archeologia medievale in Italia: a lui è dedicato il premio Sami
Ultimi giorni per votare il Parco o Museo a cui verrà assegnato il Premio “R. Francovich”, il prestigioso riconoscimento istituito dalla SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani, presieduta dal prof. Paul Arthur. Le votazioni sono aperte sia ai soci della SAMI che al pubblico in generale fino al 25 febbraio 2023. Clicca e vota http://archeologiamedievale.unisi.it/…/x-edizione…. La consegna del premio è in programma a “tourismA”, sabato 25 marzo 2023, alle 12, nel grande auditorium del Palacongressi di Firenze. Con la partecipazione di Archeologia Viva. Sono sei i musei-siti individuati dalla commissione per la X edizione Premio Parco e Museo “Riccardo Francovich”. La Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), è composta da: Angela Borzacconi (direttore museo Archeologico nazionale, Cividale), Giovanni Floris (giornalista e conduttore televisivo), Luigi La Rocca (direttore generale Archeologia Belle arti e Paesaggio, MIC), Gabriella Picinni (professore di Storia medievale, università di Siena), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva), Marco Valenti (professore di Archeologia medievale, università di Siena), ha selezionato i seguenti sei musei-siti: Bevagna: Il mercato e il circuito dei mestieri di Bevagna (PG); Brescia: Museo di Santa Giulia a Brescia (BS); Fasano: Parco Rupestre Lama d’Antico nel territorio di Fasano (BR); Firenze: Museo dell’Opera del Duomo (FI); Milano: Chiesa inferiore di San Sepolcro (MI); Positano: Museo Archeologico Romano Santa Maria Assunta (SA).
Firenze. Tra un mese al via la quinta edizione di Firenze Archeofilm: un’ottantina di film, moltissime anteprime. Ecco alcune anticipazioni
Esattamente tra un mese, il 1° marzo 2023, nelle sale dello storico Cinema La Compagnia, a Firenze in via Cavour 50 rosso, con la proiezione del film vincitore nel 2022 “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois aprirà la quinta edizione di Firenze Archeofilm, il grande cinema che racconta la vicenda dell’Uomo, promosso da Archeologia Viva (Giunti editore) con il patrocinio e la collaborazione dell’università di Firenze e la partecipazione del museo e istituto fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”: direttore Giuditta Pruneti, responsabile della comunicazione Giulia Pruneti, collaborazione tecnica Luigi Forciniti, consulente cinematografico V edizione Dario Di Blasi. Per cinque giornate, dal 1° al 5 marzo 2023, mattino, pomeriggio e sera, il meglio della produzione mondiale sui temi di archeologia, arte e ambiente. In programma un’ottantina di film: 63 in concorso, tra cui moltissime anteprime, provenienti da 16 nazioni diverse, e 15 nella sezione “Original Sound” con film in lingua originale (greco, spagnolo, francese, portoghese, turco). Domenica 5 marzo, a conclusione della rassegna, saranno assegnati i seguenti premi: premio “Firenze Archeofilm” 2023 al film più votato dal pubblico; premio “Università di Firenze”: giuria composta da docenti dell’università di Firenze: Silvia Pezzoli (docente di Scienze della comunicazione), Domenico Lo Vetro (docente di Archeologia preistorica); premio “Studenti UniFi” per il miglior cortometraggio: giuria coordinata da Diego Brugnoni; premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi” al miglior film di archeologia preistorica: giuria composta da Massimo Tarassi (storico, dirigente Cultura della Provincia di Firenze, membro del CdA del museo e istituto fiorentino di Preistoria), Domenico Lo Vetro (docente di Archeologia preistorica), Fabio Martini (archeologo, docente all’università di Firenze e presidente del museo e istituto fiorentino di Preistoria); premio Archeologia Viva per la comunicazione del patrimonio.

Il Cinema La Compagnia ospita il Firenze Archeofilm (foto AV / giunti)
“Potremmo presentare Firenze Archeofilm 2023 come il Giro del mondo in 80 film”, scrive Giuditta Pruneti, direttore della Rassegna. “Il mondo dell’archeologia, della storia, dell’arte, dell’ambiente, tra nuove scoperte e “vecchie” ma sempre affascinanti storie. È l’uomo che attraverso il cinema racconta se stesso, omaggia il proprio passato, un mare non sempre limpido in cui però è fondamentale imparare a specchiarsi. Un festival che ogni anno rinnova la ferma volontà di farsi promotore di film e documentari che in molti casi troverebbero, ingiustamente, scarsa visibilità. Sempre lontano da scontati sensazionalismi, nel pieno rispetto della linea dettata da Archeologia Viva, rivista organizzatrice dell’evento. Questa quinta edizione dà voce a una selezione di ben ottanta documentari arrivati da ogni angolo del pianeta: Francia, Stati Uniti, Spagna, Malesia, Regno Unito, Italia, Iran, Germania, Australia, Portogallo, Turchia, Cina, Indonesia, Grecia, Svizzera, Brasile… Una voce che parla molte lingue ma che ci comunica lo stesso amore e lo stesso rispetto per l’Uomo che è stato, e forse speranza per l’Uomo che sarà”.

Frame del film iraniano “Radkan Tower / La Torre di Radkan”
È proprio Dario Di Blasi, consulente cinematografico di Firenze Archeofilm, a farci qualche anticipazione sul ricco programma. Cominciamo con un interessante film iraniano “Radkan Tower / La Torre Radkan “. “La cinematografia iraniana – scrive Di Biasi – si dimostra sempre vitale e professionalmente ottima a dimostrazione dell’amore di quel popolo per la cultura. Bisogna incentivarla e promuoverla anche a sostegno delle donne che lottano per la loro libertà ed emancipazione e che da sempre sono una grande forza culturale per l’Iran”. La Radkan Tower, questa torre conica in mattoni di 25 metri, attira da secoli l’attenzione dei visitatori. Era una tomba personale sopraelevata? O un capolavoro astronomico? Secondo recenti scoperte, la Torre Radkan è ora ritenuta uno strumento astronomico altamente avanzato, costruito quasi 800 anni fa sotto la supervisione di Khawaja Nasir al-Din al-Tusi. “La Torre Radkan” ha la capacità di determinare l’ora del cambio di ogni stagione e portare buone notizie dell’arrivo della primavera.

Frame del film “Scoperta la città perduta di Tutankhamon / Tut’s Lost City Revealed”
Di Blasi segnala poi un’opera inedita inglese prodotta da Caterina Turoni per Discovery+ “Scoperta la città perduta di Tutankhamon / Tut’s Lost City Revealed”: un secolo fa, Howard Carter scoprì gli sbalorditivi tesori del re bambino, Tutankhamon. Ora, il leggendario archeologo Dr. Zahi Hawass ha scoperto una città d’oro perduta che custodisce i segreti degli ultimi giorni di Tut e dell’età dell’oro dell’Egitto.

L’archeologa Sara Levi in un frame del film “Stromboli: a provocative island / Stromboli: un’isola provocatoria”
Alla quinta edizione di Firenze Archeofilm sarà proiettato il film “Stromboli: a provocative island / Stromboli: un’isola provocatoria” di Pascal Guerin che presenta la ricerca curata dall’archeologa Sara Levi. Lo scavo ripreso da telecamere documenta la presenza di attività umane in un’isola dove vivere è sempre stato difficile per le attività di un vulcano sempre attivo.

Frame del film “La stele mancante” sul megalitismo a Carnac in Bretagna
Di megalitismo si parla nel film su Carnac, in Bretagna, “La Stele Mancante”. Immersi nella quieta campagna del Morbihan meridionale, i menhir di Carnac si distinguono per il loro incredibile allineamento. Carnac vanta più di 3000 menhir, risalenti a 7000 anni fa. All’interno del parco archeologico, si possono esplorare 3 siti distinti: Ménec, Kermario e Kerlescan. Questi allineamenti si estendono per quasi 4 chilometri: le pietre sono affilate in ordine decrescente e ogni allineamento termina con un recinto megalitico. Gli studiosi e gli archeologi hanno cercato di trovare una spiegazione per questa tipologia di costruzione. Le ipotesi sono diverse: monumenti religiosi, culto della luna o del sole, calendario per l’agricoltura o addirittura, secondo un’antica leggenda, un intero esercito romano trasformato in pietre. Sebbene certezze non ve ne siano, l’ipotesi più attendibile sarebbe quella di funzione sacra e funeraria.

Frame del film “Mamody, the last baobab diggher / Mamody, l’ultimo scavatore di baobab”
Tra le ultime segnalazioni di Di Blasi un film francese di carattere etnografico pluripremiato “Mamody, the last baobab diggher / Mamody, l’ultimo scavatore di baobab”. L’approccio sviluppato viene utilizzato per localizzare e caratterizzare gli ecosistemi di baobab del Madagascar e delle Comore, per studiare l’impatto dei cambiamenti globali su questi ecosistemi e per valutare la rilevanza della rete di aree protette attuali e future per la conservazione del genere Adansonia. Viene testato per descrivere l’organizzazione spaziale dei chiodi di garofano e le loro dinamiche sulla costa orientale del Madagascar. Sarà presto applicato alla localizzazione del rimboschimento di eucalipto nella regione di Anjozorobe, all’identificazione di piantagioni di litchi lungo la costa orientale e alla caratterizzazione delle dinamiche di deforestazione (agricoltura su disboscamento/taglio e bruciatura) nell’ovest del Madagascar. Per mettere in prospettiva questa diversità di applicazioni, si sta studiando un metodo più generico e concettuale.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale il mondo dei dinosauri e le meraviglie sommerse di Baia vincono la terza edizione di archeocineMANN il “Festival internazionale del cinema archeologico”
Il mondo dei dinosauri e le meraviglie sommerse di Baia vincono la terza edizione di archeocineMANN il “Festival internazionale del cinema archeologico” in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm che si è svolto dal 10 al 12 novembre nell’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli (vedi Napoli. Al via la terza edizione di archeocineMANN, il Festival Internazionale del cinema archeologico promosso dal museo Archeologico nazionale: venti film in programma e incontri con i protagonisti | archeologiavocidalpassato). “Un festival internazionale del cinema archeologico aperto alla città e alle scuole”, aveva commentato il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini, “un viaggio appassionante nella storia antica attraverso una selezione di altissima qualità, dalla preistoria alle guerre di oggi, da Pompei ai Longobardi. Tanti prestigiosi ospiti ci aspettano nel nostro accogliente auditorium. E, con archeocineMANN, il Museo entra anche in classe promuovendo uno strumento di didattica coinvolgente, in streaming, e un premio assegnato direttamente dagli studenti. Grazie ad Archeologia Viva per aver costruito insieme a noi una terza edizione sempre più ricca, che si propone come appuntamento fisso del calendario culturale napoletano”.

ArchepocineMANN 2022: Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, e Giulia Pruneti, Archeologia Viva (foto mann)
La full immersion cinematografica è stata introdotta proprio dal direttore del Museo, Paolo Giulierini, e condotta in sala da Giulia Pruneti (“Archeologia Viva”) ed Elisa Napolitano (Servizi educativi del Mann). Tra gli ospiti della rassegna 2022, Marco Signore (tecnologo del dipartimento di Conservazione animali marini e Public engagement/ museo Darwin-Dohrn di Napoli), Francesco Tiboni (archeologo navale), Federico Marazzi (professore di archeologia cristiana e medievale all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli), Fabio Pagano (Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei) e Andrea Polcaro (docente di archeologia del Vicino Oriente antico all’Università di Perugia). Anche per l’edizione 2022, ottima la risposta da parte delle scuole napoletane, coinvolte grazie alla collaborazione tra i Servizi Educativi museali e l’Associazione Moby Dick: hanno partecipato alle proiezioni gli studenti del Liceo Scientifico “Renato Caccioppoli”, del Liceo Scientifico Linguistico “Elio Vittorini “, del Polo Umanistico Liceo Antonio Genovesi, del Liceo Scientifico Linguistico ” Vincenzo Cuoco – Tommaso Campanella” e dell’I.T.C. Enrico Caruso.

Il Premio Mann e il Premio Didacta assegnati alla terza edizione di archeocineMANN al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
I premi. Tra i film in gara, scelti dal pubblico in sala e online, hanno vinto “Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot (Premio Didacta votato dagli studenti in presenza e streaming) e “Baia la città sommersa” di Marcello Adamo (Premio Mann votato dal pubblico).

Frame del film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot
Premio Didacta, “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot (Francia-Giappone, 2020, 52’). Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico impara a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati: come questi giganti cacciavano, si riproducevano e si prendevano cura della prole. Questa prova esclusiva è combinata con immagini 3D altamente realistiche in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park.

Frame del film “Baia, la città sommersa / Baia, the sunken city” di Marcello Adamo
Premio Mann. “Baia. La città sommersa / Baia. The sunken city” di Marcello Adamo (Italia, 2021, 52’). Uno straordinario viaggio alla scoperta di Baia, centro della dolce vita del mondo antico – oggi sommerso – attraverso un esclusivo accesso alla campagna di restauri subacquei. Il documentario è realizzato grazie alla sinergia con l’Istituto centrale per il Restauro, il parco archeologico dei Campi Flegrei e il CNR. Le riprese subacquee documentano l’intervento del team multidisciplinare di tecnici, scienziati e ricercatori ai quali è affidato l’arduo compito di preservare, attraverso tecniche pionieristiche, i reperti custoditi in fondo al mare.
Napoli. Al via la terza edizione di archeocineMANN, il Festival Internazionale del cinema archeologico promosso dal museo Archeologico nazionale: venti film in programma e incontri con i protagonisti
Venti i film in programma per un suggestivo viaggio sulla linea del tempo. Dal 10 al 12 novembre 2022 tornerà in calendario, per un pubblico di cinefili e non solo, la terza edizione di archeocineMANN, il Festival Internazionale del cinema archeologico promosso dal museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con “Archeologia Viva” e “Firenze Archeofilm”. Nell’auditorium del MANN, sarà possibile assistere gratuitamente a proiezioni cinematografiche e dibattiti. Anche nell’edizione 2022, in occasione di archeocineMANN, saranno assegnati due riconoscimenti: il Premio MANN per il film più votato dal pubblico e il Premio DIDACTA per la pellicola scelta, in streaming o in presenza, dalle scuole. “Un festival internazionale del cinema archeologico aperto alla città e alle scuole” commenta il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini, “un viaggio appassionante nella storia antica attraverso una selezione di altissima qualità, dalla preistoria alle guerre di oggi, da Pompei ai Longobardi. Tanti prestigiosi ospiti ci aspettano nel nostro accogliente auditorium. E, con archeocineMANN, il Museo entra anche in classe promuovendo uno strumento di didattica coinvolgente, in streaming, e un premio assegnato direttamente dagli studenti. Grazie ad Archeologia Viva per aver costruito insieme a noi una terza edizione sempre più ricca, che si propone come appuntamento fisso del calendario culturale napoletano”. archeocineMANN sarà arricchito da un programma per tutti, come sottolinea il direttore di “Archeologia Viva”, Piero Pruneti: “Siamo felici di tornare a organizzare a Napoli e proprio al MANN questo Festival internazionale. Il MANN è una sede privilegiata e, al tempo stesso, è la casa naturale di un cinema d’autore per raccontare il passato dell’uomo in maniera avvincente e ravvicinata. È un programma pensato anche per giovani e scuole che saranno protagonisti e parte attiva di questa edizione 2022″.

Frame del film “Au temps des dinosaures / Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot

Frame del film “The Mystery of the Trojan Horse. On the trial of a myth / Il mistero del cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente
La rassegna aprirà giovedì 10 novembre 2022 (ore 10) con un film sulle scoperte che riguardano nuove specie di dinosauri e “mostri marini” per comprendere come è cambiato nel tempo il quadro delle conoscenze paleontologiche. Spazio, poi, alle immagini di archivio di Pompei negli anni Sessanta (10 novembre 2022, proiezione mattutina), alla storia (rivista e corretta) del Cavallo di Troia, alle nuove teorie sulle origini di Homo Sapiens (10 novembre 2022, dalle 16.15). Non mancheranno (11 novembre, dalle 10) incursioni nel mondo dei Longobardi e nell’antica Roma vista dalla parte dei bambini. E, ancora, il viaggio di archeocineMANN toccherà i tesori sommersi di Baia, che durante l’impero romano era città del lusso a pochi chilometri da Napoli. Gli itinerari tracciati dalla rassegna porteranno ancora più lontano: da non perdere il documentario sull’incredibile operazione internazionale che, negli anni Cinquanta, coinvolse alcuni dei più importanti templi egizi sulle dighe del Nilo. Interessante, sabato 12 novembre 2022 dalle 10, il focus sull’antichissima grotta Cosquer e sulle sue pitture preistoriche di 27mila anni fa. Gli appassionati dei nuovi linguaggi della comunicazione, infine, non potranno mancare alla proiezione di uno straordinario cartoon sul rinato Museo di Baghdad.

Frame del film “Thalassa. Il racconto” di Antonio Longo

Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois
La kermesse chiuderà con il film – evento “Il Giuramento di Ciriaco” (12 novembre 2022, ore 16.15), risultato vincitore all’ultima edizione di “Firenze archeofilm”, “Varese archeofilm” e “Ram film festival Rovereto”: il documentario racconta l’incredibile vicenda del salvataggio di centinaia di opere d’arte e preziosi reperti nel Museo di Aleppo durante la guerra civile siriana. archeocineMANN sarà occasione anche per riproporre alcune delle più interessanti produzioni cinematografiche del museo Archeologico nazionale di Napoli: “Thalassa il racconto”, realizzato da Antonio Longo e Salvatore Agizza per raccontare le importanti scoperte dell’archeologia subacquea; “Lo scrigno delle meraviglie”, diretto da Paolo Bonetti e dedicato alle collezioni del nostro Istituto; “Green Bike. MANN est ovest, dall’arte al mare” di Mauro Fermariello che si occupa delle prospettive di interazione ecosostenibile con il territorio.

L’archeologo navale Francesco Tiboni

Fabio Pagano, direttore parco Campi Flegrei
Come da tradizione, archeocineMANN riserverà spazio alla comunicazione storico-scientifica per approfondire le tematiche dei film: tra gli ospiti della rassegna 2022, vi saranno Marco Signore (tecnologo del dipartimento di Conservazione Animali marini e Public engagement/ museo Darwin-Dohrn di Napoli), Francesco Tiboni (archeologo navale), Federico Marazzi (professore di Archeologia cristiana e medievale all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli), Fabio Pagano (direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei), Stefano De Martino (professore di Ittitologia dell’università di Torino) e Andrea Polcaro (docente di Archeologia del Vicino Oriente antico all’università di Perugia).
Firenze. TourismA 2023: ecco le date. A pochi giorni dalla chiusura dell’edizione 2022, che ha registrato un grande successo, il direttore Piero Pruneti annuncia già la prossima

Piero Pruneti, direttore di TourismA e della rivista Archeologia Viva (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)
“Segnatevi le date e non prendete impegni in quel week end perché sarà un’edizione assolutamente da non perdere”. Così il direttore di “tourismA – Salone dell’Archeologia e Turismo culturale” Piero Pruneti forte del successo dell’edizione che si è appena conclusa invita alla prossima che questa volta si terrà in primavera: dal 24 al 26 marzo 2023. E sottolinea: “Anche quest’anno la manifestazione è stata la riprova di quanto la storia del nostro passato, comunicata attraverso grandi divulgatori e scoperte in ogni parte del mondo, coinvolga un pubblico sempre più vasto. E ora che si torna a guardare con fiducia alla ripresa dei viaggi, le molte proposte di turismo culturale (e consapevole) trovano “in tourismA” la loro casa privilegiata con incontri e racconti dalle principali destinazioni italiane ed europee. In tre giorni, dalla Toscana alla Sardegna, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Romagna fino a Cipro, Croazia, Turchia, Grecia è stato possibile farsi un’idea di quanto ancora ci sia da conoscere e visitare in Italia e nel mondo grazie all’enorme patrimonio storico-archeologico che parla di un passato comune, aperto e accessibile a tutti. Esattamente come vuole essere la nostra manifestazione”. Ancora presto per anticipare i contenuti di “tourismA 2023”, che tuttavia sono già “in formazione” e andranno a rendere densa la tre giorni ormai più attesa a livello europeo per tutti gli appassionati del mondo antico e della sua riscoperta attraverso viaggi ed esplorazioni in ogni parte del globo. “La nostra forza”, conclude Pruneti, “è il grande pubblico che riconferma ogni anno la sua fedeltà assoluta con numeri in crescita che ci spingono a dare sempre di più. Aspettatevi dunque tanti nomi e altrettante sorprese per l’edizione numero 9. E… stay tuned come direbbero gli inglesi!”.
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