Verona. “Spazi domestici nell’età del bronzo. Dall’individuazione alla restituzione”: al via l’XI incontro annuale di Preistoria e Protostoria in presenza al museo di Storia naturale e in streaming su Zoom
Manca ormai pochissimo all’XI incontro annuale di Preistoria e Protostoria organizzato in collaborazione con l’IIPP – Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze. Dopo alcuni incontri preparatori on line a introdurre l’atteso evento, giovedì 6 ottobre e venerdì 7 ottobre 2022 si terrà l’XI Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria dal titolo “Spazi domestici nell’età del bronzo. Dall’individuazione alla restituzione”, in programma nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona. La partecipazione sarà consentita prioritariamente a chi ha prenotato entro il 30 settembre 2022. La disponibilità di ulteriori posti è limitata, ma sarà possibile assistere allo streaming live dell’evento su Zoom al seguente link https://bit.ly/IAPP_ottobre2022 o https://us02web.zoom.us/j/86775755910…. L’incontro di studio intende favorire un confronto sugli aspetti legati al tema “casa” emersi da scavi recenti, in corso e/o inediti in contesti dell’età del Bronzo. La “casa” è unità fisica e funzionale; nell’arco del tempo e nei diversi luoghi mostra marcate differenze, condizionate da fattori ambientali, sociali, culturali, tecnologici, economici. In essa sono archeologicamente riflessi il nucleo sociale risiedente e le attività quotidiane e produttive che esso vi conduce. Indagini condotte con accurate tecniche di scavo e innovative metodologie di documentazione possono apportare rilevanti novità al tema, contribuendo all’interpretazione delle testimonianze dello spazio abitativo, anche con l’integrazione di altre discipline (geoarcheologia, scienze naturali, etnoarcheologia, archeologia sperimentale, …) e l’utilizzo dei sistemi GIS e di rappresentazione / modellazione 2D e 3D. Il programma prevede comunicazioni della durata massima di 20 minuti (in italiano o inglese) con ampio spazio alla discussione. Si può scaricare il programma al seguente link https://www.iipp.it/…/Programma-XI-IAPP_MSNatVerona… Invece il libro con gli abstracts è disponibile a questo link https://www.iipp.it/…/Book-of-abstract_XI-IAPP-Verona.pdf.
Bolzano. La mostra “Mummies. Il passato svelato” al Noi Techparck prorogata al 24 ottobre
Non avete ancora avuto modo di visitare le due mummie egizie esposte a Bolzano? La mummia con il sudario dipinto e la mummia di fanciullo con tre tuniche sono state restituite alla comunità scientifica e al pubblico grazie a un progetto di collaborazione tra il museo civico Archeologico di Bologna ed Eurac Research, esposte al Noi Techparck di Bolzano nella mostra “Mummies. Il passato svelato” rimarranno ancora qualche giorno in Alto Adige (vedi Bolzano. Apre la mostra “Mummies | Il passato svelato. Die enthüllte Vergangenheit”, corollario del X Congresso mondiale sugli studi sulle mummie. Esposte due rare mummie egizie: la mummia con il sudario dipinto e la mummia di fanciullo con tre tuniche | archeologiavocidalpassato).
Infatti la mostra che avrebbe dovuto chiudere l’8 ottobre è stata prorogata fino al 24 ottobre 2022. La mostra a ingresso libero (orario: lun – ven 8-21.30 | sab 9-20) ha già attratto centinaia di persone e sono oltre 700 gli studenti e le studentesse dell’Alto Adige che stanno partecipando all’edizione speciale dei laboratori MiniNOI, dedicati alla mummia con il sudario dipinto.
Gela. Prorogata al 30 ottobre la mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” al parco archeologico di Bosco Littorio

La Nave di Gela fulcro della mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito” al parco archeologico di Bosco Littorio di Gela (foto regione siciliana)

La mostra “Ulisse in Sicilia” prorogata al 30 ottobre 2022
Venti giorni in più per ammirare la nave greca di Gela insieme agli oltre 80 pezzi provenienti da musei regionali, nazionali ed esteri tra i quali il museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia; il museo Etrusco Guarnacci di Volterra; il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma; il museo nazionale di Sperlonga (Lt) e i musei Archeologici greci di Delfi ed Eleutherna. È stata prorogata infatti al 30 ottobre 2022 la mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito”, organizzata dalla Regione Siciliana all’interno del parco archeologico di Bosco Littorio a Gela. Un percorso espositivo, allestito dalla soprintendenza dei Beni culturali di Caltanissetta e visitabile dal 22 luglio al 10 ottobre 2022 (da martedì a domenica, festivi compresi, dalle 10 alle 20. Ultimo ingresso 19.30), che racconta il passaggio dell’eroe greco in Sicilia. Lo annuncia la soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Caltanissetta. Opera centrale è la “Nave di Gela”, databile tra il VI e il V secolo avanti Cristo, rinvenuta nei fondali antistanti la costa di Bulala della cittadina rivierasca, a Est del petrolchimico dell’Eni, da un sub gelese, Francesco Cassarino, nel 1988, “nave” che per la prima volta viene parzialmente ricomposta ed esposta al pubblico in Sicilia, dopo la mostra di Forlì del 2020. L’allestimento si trova in un padiglione appositamente realizzato all’interno del Parco archeologico, in prossimità del Museo dei relitti greci, struttura in costruzione destinata ad ospitare definitivamente il relitto recuperato dalla Soprintendenza grazie agli studi effettuati dal compianto Sebastiano Tusa, che indicò in quella località l’antica colonia dorica di Gela (vedi Gela. Al parco archeologico di Bosco Littorio apre la grande mostra “Ulisse in Sicilia. I luoghi del Mito”, che con oltre 80 pezzi racconta il passaggio dell’eroe greco in Sicilia. Fulcro è la “Nave di Gela” del V sec. a.C. per la prima volta ricomposta dopo Forlì. Regione Siciliana: “Occasione di rilancio per Gela e il turismo archeologico siciliano” | archeologiavocidalpassato).
Ercolano. Bilancio molto positivo dell’estate al parco archeologico con tutti gli eventi sold out. E l’autunno porterà la grande mostra sui legni antichi

I Tableaux Vivants del gruppo artistico Teatri 35 al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)
Il parco archeologico di Ercolano chiude l’estate con straordinari risultati. Sono appena terminati I Venerdì di Ercolano, l’offerta estiva del Parco che per 9 serate ha permesso ai visitatori di trascorrere momenti suggestivi per le antiche strade di Herculaneum. Nel fascino notturno delle antiche vie illuminate, cicli di proiezioni hanno mostrato reperti, di solito custoditi all’interno dei depositi del Parco, nella interpretazione fotografica di Luciano Pedicini e Luigi Spina; e in un viaggio nel passato i visitatori sono stati condotti nell’incontro con Dedalo, il mitico inventore della falegnameria, rappresentato poeticamente attraverso i Tableaux Vivants del gruppo artistico Teatri 35.

L’area archeologica di Ercolano illuminata per le visite serali (foto paerco)

L’ingresso al Teatro antico di Ercolano in corso Resina (foto Pier Paolo Metelli – Arte’m)
Molto positiva la partecipazione anche nel giudizio dei visitatori che hanno partecipato agli eventi serali facendo registrare il totale sold out per ogni serata. Il coinvolgimento del pubblico è stato anche sollecitato grazie ad una campagna di verifica del grado di soddisfazione resa possibile in collaborazione con la Pro Loco di Ercolano. E lo stesso fenomeno continua per le aperture del teatro sotterraneo e per le serate de “Gli ozi di Ercole”, il ciclo di incontri spettacolo che si svolge ancora per qualche mese non solo nel Parco, ma anche in altre prestigiose sedi del territorio grazie alla sintonia e alla condivisione con il Comune di Ercolano e l’Ente Ville Vesuviane.

Indagini non invasive sui legni antichi di Ercolano svolte nei laboratori del Parco in collaborazione con il centro conservazione e restauro “La Venaria Reale” (foto paerco)
Intanto il Parco di Ercolano si prepara ai prossimi eventi ai quali darà il loro supporto il neo assunto personale di vigilanza, arrivato nei giorni scorsi al Parco, risultato delle ultime procedure concorsuali del ministero della Cultura che ha destinato ad Ercolano l’arrivo di 18 unità. “Ci aspetta un autunno di grandi avvenimenti”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Evento clou di questo nuovo percorso sarà la presentazione della mostra sui legni che rappresenterà il coronamento del coinvolgimento territoriale che supera i confini fisici e valorizza le connessioni culturali con la sua dislocazione in una sede esterna al Parco, ma alla sua storia intimamente legata, quale la Reggia di Portici con eventi correlati che si avvantaggeranno molto proprio del nuovo personale in forza al Parco, al quale auguro buon lavoro, con la passione e l’impegno che caratterizza l’intero personale dell’Istituto”.
Roma. A Palazzo Corsini al mattino e in Curia Iulia al pomeriggio il convegno “Bluenet 2022 – Conferenza internazionale sul Blu Egizio”: in presenza e in streaming
Bluenet è il network di ricerca tra i massimi esperti mondiali del Blu Egizio, istituito per migliorare la conoscenza dell’uso passato del Blu Egizio e promuoverne le applicazioni nel presente e nel futuro. Mercoledì 5 ottobre 2022, a Palazzo Corsini (dalle 9.30) e in Curia Iulia (dalle 15.30) il convegno “Bluenet 2022 – Conferenza internazionale sul Blu Egizio”, organizzato dall’Accademia Nazionale dei Lincei, dal Centro Linceo di Ricerca sui Beni Culturali Villa Farnesina (CERIF), e dal parco archeologico del Colosseo, con il contributo finanziario della “Fondazione Guido Donegani”. Nel video il linceo Antonio Sgamellotti illustra i temi che verranno affrontati durante l’evento. Sarà possibile seguire il convegno tramite diretta streaming al seguente link: https://www.lincei.it/it/live-video oppure https://bit.ly/3TVDpok. L’accesso in Curia Iulia è libero per il pubblico previa prenotazione su piattaforma evenbrite fino a esaurimento dei posti disponibili: PRENOTA QUI. Consulta qui il programma.
Roma. Per “Dialoghi in Curia” passeggiata nel Foro Romano con Francesco Rutelli e la direttrice del PArCo Alfonsina Russo in occasione dell’uscita deli libro “Roma, camminando” (edizioni Laterza)
Speciale appuntamento con una guida d’eccezione per “Dialoghi in Curia”, il ciclo di incontri promossi dal parco archeologico del Colosseo. Martedì 4 ottobre 2022, per quanti sono riusciti a prenotare un posto appuntamento alle 18 all’Arco di Tito con ingresso dalla via Sacra. L’incontro avrà la durata di un’ora circa. Si consiglia di indossare scarpe adatte a un percorso di camminata. in occasione della presentazione del suo nuovo libro “Roma, camminando” (edizioni Laterza), Francesco Rutelli condurrà una passeggiata lungo la via Sacra aperta a tutti e tutte. Un itinerario sul far della sera alla scoperta dei luoghi della politica della Roma antica che terminerà in Curia Iulia, antica sede del Senato Romano, con un incontro con la direttrice del parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo. L’evento è tutto esaurito. Sarà l’occasione per presentare il volume che attraversa 28 secoli di Storia dell’Urbe con 18 itinerari sorprendenti a partire dal fiume Tevere: uno di essi, “Quattro passi nella politica dell’antica Roma”, transita lungo i Fori Imperiali per toccare il Foro Romano e il Palatino fino a giungere al Colosseo.

Copertina del libro “Roma, camminando” di Francesco Rutelli
“Roma, camminando”. Esplorare Roma camminando, per conoscerla sul serio. Ad accompagnarci una guida speciale con cui risaliremo 28 secoli attraverso 18 itinerari sorprendenti. Scopriremo così la città che non illude, né delude mai. Allora partiamo da dove tutto è cominciato. Dal Tevere. E iniziamo a camminare. Ecco che quegli stessi luoghi che percorriamo distrattamente ci mostreranno un volto diverso e nuovo. Ci accorgeremo delle infinite stratificazioni di questa città; dei millenni di cultura, potere e bellezza che si sono succeduti sovrapponendosi e mai elidendosi. Per non perderci, la nostra guida ha organizzato 18 itinerari a tema che ci permetteranno ogni volta di scoprire un aspetto diverso magari proprio là dove non saremmo mai andati. Così percorreremo la via Tuscolana per conoscere gli acquedotti che la attraversano e le scenografie romane negli Studi di Cinecittà, oppure risaliremo gli ultimi chilometri della via Francigena per ritrovare i panorami che per secoli i pellegrini ammiravano al termine del loro viaggio o, ancora, visiteremo i Fori per scoprire i luoghi della politica della Roma antica. Riusciremo perfino ad arrivare al mare sulle nostre gambe! Attraversare Roma sarà una magnifica esperienza, perché nessuna come lei accoglie chi vuole conoscerla davvero.
Enna. L’archeologo canadese Roger Wilson, il massimo esperto della Sicilia romana, ospite della soprintendenza per la conferenza “La tenuta tardoromana di Philippianus e i suoi eredi. Scavi archeologici a Gerace (2013-2019)”


L’archeologo Roger J.A. Wilson della University of British Columbia di Vancouver
I risultati dello scavo sulla villa romana di Gerace (Enna), una delle più importanti scoperte dell’archeologia in Sicilia, Roger J.A. Wilson li ha pubblicati dal 2013 in una serie di rapporti annuali sulla rivista “Mouseion” e in parallelo, in italiano, in “Sicilia Antiqua” e ora su “Cronache di Archeologia”. L’ultimo lavoro dell’archeologo canadese della University of British Columbia di Vancouver, Scavi UBC della villa romana di Gerace (EN), Sicilia: risultati della stagione 2019, su “Mouseion” è del 2022. Proprio Roger Wilson, il massimo esperto della Sicilia romana, sarà ospite della soprintendenza per i BBCCAA di Enna martedì 4 ottobre 2022, alle 16, nella sede di via Orfanotrofio, per la conferenza “La tenuta tardoromana di Philippianus e i suoi eredi. Scavi archeologici a Gerace (2013-2019)” in cui saranno illustrati i ritrovamenti di grande interesse effettuati nel sito in anni recenti da un’equipe multidisciplinare: denti di puledro e zoccoli di cavallo, semi di cereali combusti dentro un magazzino, bolli su tegole con il nome PHILIPPIANUS e l’immagine di un cavallo e, soprattutto, meravigliosi mosaici policromi tra cui uno, eccezionale, con un’ iscrizione beneaugurante delineano il profilo di un ricco latifondista e allevatore della Sicilia tardo romana. Dopo i saluti di Calogero Franco Fazio, dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; e di Angelo Di Franco, soprintendente BBCCAA di Enna; l’incontro con Roger Wilson sarà introdotto da Carla Mancuso, dirigente soprintendenza BBCCAA di Enna.
Il progetto Gerace, provincia di Enna, Sicilia, sta indagando il sito di una villa romana nel cuore della Sicilia, situata in un fertile terreno agricolo con un ampio panorama. È stato scoperto per caso 20 anni fa quando un torrente ha rotto gli argini e tagliato un angolo di un’antica struttura, esponendo un mosaico. Successivi scavi limitati hanno scoperto la pianta del terreno sulla superficie di una piccola struttura con cinque stanze e un corridoio irregolare a forma di L. Le trincee di prova che scendevano al livello del pavimento suggerivano che c’erano pavimenti geometrici a mosaico in un corridoio e in una stanza absidata. Questo edificio è stato ulteriormente parzialmente studiato nel 2007, ma non è stato completamente scavato. Nel maggio 2012 UBC ha condotto le proprie prime indagini a Gerace, coinvolgendo un team della British School di Roma, che ha condotto un’indagine geofisica su una vasta area del sito di 3 ettari. Questo ha identificato un edificio lungo 50 m a est della struttura con mosaici, oltre a diversi annessi e la posizione di cinque forni. Gli obiettivi del progetto Gerace, per il quale sono stati ottenuti finanziamenti per cinque anni da SSHRC nell’aprile 2013 e altri tre anni in una sovvenzione rinnovata nel 2018, sono quindi: a) scavare più ampiamente le aree campione delle strutture romane; b) stabilire la cronologia e le fasi di costruzione del sito, determinare la data sia della costruzione originale della villa che della sua distruzione, e valutare la natura di qualsiasi occupazione post-romana; c) valutare la funzione dei vari edifici del sito (residenziale o agricolo?) e monitorare eventuali cambiamenti nel tempo; d) recuperare resti ceramici (ceramiche, lampade, anfore, piastrelle) al fine di comprendere sia la circolazione ceramica locale in epoca romana, sia valutare l’entità delle ceramiche importate, in modo da comprendere meglio i legami commerciali di Gerace con altre parti della Sicilia e del Mediterraneo; e) recuperare i resti di sementi faunistiche e carbonizzate al fine di stabilire la gamma di piante coltivate e animali allevati (o comunque consumati) dagli abitanti di Gerace.

I ricchi mosaici della villa romana di Gerace (Enna) (foto regione siciliana)
Da metà maggio a metà giugno 2013 la prima stagione di scavi è stata condotta a Gerace con l’aiuto di 13 studenti dell’UBC. Due stanze nell’edificio simile a una villa sono state scavate e si sono rivelate stanze di servizio, una con una panca e una “postazione di lavoro” in pietra (all’altezza della vita) e un pavimento in terra (forse una cucina), e l’altra con intonaco bianco sulle pareti e un pavimento di malta bianca. L’edificio, per il quale una data della fine del II secolo era stata proposta da un precedente escavatore e una data dell’inizio del IV secolo da un altro, è stato datato a non prima del 360 d.C. sulla base di ceramiche rosse africane che facevano parte del pavimento di malta bianca in quest’ultimo. È stata anche studiata parte del corridoio pavimentato a mosaico all’esterno di queste stanze, ed è stato anche scoperto il bordo di quella che era chiaramente la piscina calda di un piccolo bagno, con pavimento di malta bianca ancora in situ e il suo ipocausto conservato. L’edificio fu distrutto da un incendio: ceramiche e due lampade a slittamento rosso africano intatte della seconda metà del V secolo mostrano che ciò avvenne non prima del c. 450 d.C.

Le terme all’interno della villa romana di Gerace (Enna) (foto regione siciliana)
Adiacente a questa struttura, l’edificio di 50 metri identificato per la prima volta dalla geofisica ha dimostrato di avere un pavimento lastricato in pietra intatto ma pochissimi reperti; ci sono prove per pensare che potrebbe non essere stato del tutto completato quando è improvvisamente crollato, probabilmente in un terremoto. La funzione dell’edificio è enigmatica; anche se potrebbe essere stato usato come stalla, è più probabile che sia stato un grande granaio.

Un bollo laterizio della villa romana di Filippiano a Gerace (Enna) (foto regione siciliana)
I reperti includevano 99 bolli laterizi che utilizzavano 10 stampi diversi. Tutti sembrano aver fatto parte di un’unica produzione, da parte di un proprietario terriero di nome Filippiano il cui nome ricorre su molti di essi, e sono stati realizzati per il tetto della villa costruita dopo il 370 d.C. Che possa aver allevato cavalli da corsa a Gerace è suggerito da alcuni dei francobolli che raffigurano cavalli con pennacchi di testa, associati anche a corone di vittoria e rami di palma. Vegezio e altri riferiscono che i pony da circo siciliani erano molto apprezzati nel mondo romano, e Filippiano potrebbe averli allevati in questa zona centrale ben irrigata della Sicilia in epoca tardo romana. Infatti i cavalli sono ancora allevati nella tenuta di Gerace fino ad oggi. C’è una presenza insolitamente marcata di ossa di cavallo, compresi puledri e persino un dente da latte equino, suggerendo che ci fosse uno stallone nella tenuta. Un bagno, scavato tra il 2016 e il 2019, ha prodotto un mosaico intatto nel suo frigidarium che ha un’iscrizione su tutti e quattro i lati (un unicum in tutto l’Impero Romano). Da ciò apprendiamo il nome della tenuta (praedia Philippianorum) e che c’era stata “gioia per” i Capitolini (Capitolinis gaudium). Questo è un riferimento a una nuova famiglia (in matrimonio con i Filippiani?) oppure un riferimento ai concorsi capitolini a Roma (la certamina Capitolina), istituiti da Domiziano nell’86 d.C. e ancora forti alla fine del IV secolo. Se quest’ultima è l’interpretazione corretta, implica che Filippiano addestrò cavalli a Gerace e li iscrisse alle corse dei carri in questi giochi in stile greco, nella seconda metà del IV secolo d.C., e li vinse.
Rovereto. Premi e menzioni al 33.mo RAM film festival: “Il giuramento di Ciriaco” vince il premio Cinema Archeologico e la menzione Archeoblogger, e sfiora il premio RAM film festival del pubblico andato a “I volti dimenticati di Palmira”. Ecco tutti i film premiati

Il regista Olivier Bourgeois (secondo da sinistra) sul palco del teatro Zandonai presenta il film “Il giuramento di Ciriaco” al pubblico del RAM film festival (foto graziano tavan)

Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois
Alla 33.ma edizione del RAM film festival di Rovereto il regista Olivier Bourgeois con il suo film “Il giuramento di Ciriaco” ha sfiorato il “triplete”, aggiudicandosi il premio “Cinema archeologico” della giuria tecnica, la menzione speciale “Archeoblogger”, e lasciando il premio del pubblico al film “I volti dimenticati di Palmira” dopo un testa a testa all’ultimo voto. Di certo il patrimonio archeologico siriano, il suo studio, la sua conservazione e la sua salvaguardia ha lasciato un segno profondo nel pubblico che per cinque giorni è venuto al teatro Zandonai per seguire le proiezioni degli oltre sessanta film in concorso al festival roveretano con un focus “Sguardi al femminile” trasversale ai quattro filoni proposti per altrettanti premi: il Cinema archeologico, la Cultura animata, gli Sguardi dal mondo, e l’Italia si racconta. E le molte menzioni aggiunte ai premi ufficiali conferma la qualità dei film in concorso. Ecco tutti i titoli premiati.

Frame del film “Les visages oubliés de Palmyre. I volti dimenticati di Palmira” di Meyar Al-Roumi
Il premio del pubblico “RAM film festival” 2022 è andato dunque al film francese “Les visages oubliés de Palmyre. I volti dimenticati di Palmira” assegnato dal pubblico in sala attraverso la compilazione di schede-voto. Il film ha ottenuto un punteggio altissimo (9.55 su 10), di poco superiore al secondo classificato “The Oath of Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” (9.51), altrettanto apprezzato. “Les visages oubliés de Palmyre” del regista Meyar Al-Roumi (Francia, 2020; 83’), prodotto nel 2020 da Un film à la patte, racconta la città leggendaria di Palmira attraverso i volti dei suoi abitanti, rappresentati dai ritratti funerari sparsi nel mondo e ricercati dagli archeologi. Svelando i segreti più intimi di tali sculture, si comprende la natura eccezionale di questa leggendaria città e della sua identità multiculturale.

Il regista Olivier Bourgeois con il premio Cinema Archeologico e la giuria: da sinistra, Claudia Beretta, coordinatrice RAM film festival; Federica Rinaldi, parco archeologico del Colosseo; il regista; Alessandra Cattoi, direttrice Fondazione museo civico Rovereto; Graziano Tavan, giornalista, archeoblogger; Maria Concetta Parello, parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento (foto fmcr)
Premio “CINEMA ARCHEOLOGICO”. La giuria, composta da Isabella Bossi Fedrigotti, Federica Rinaldi, Maria Concetta Parello e Graziano Tavan, ha assegnato il premio al documentario “The oath of the Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra, 2021; 72’) che racconta come un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali abbia lottato per preservare il patrimonio di reperti archeologici del museo nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Una corsa contro il tempo per mettere in salvo 50mila manufatti in una città assediata, Questa la motivazione: “The oath of the Cyriac / Il giuramento di Ciriaco non è soltanto un appassionante film archeologico ma è anche un drammatico e attuale reportage sulla guerra in Siria, in particolare sulla distruzione di Aleppo e sul rischio della perdita del valore identitario del patrimonio culturale. È infatti sotto i bombardamenti che direttore e dipendenti del museo dell’un tempo meravigliosa città mettono in salvo molte migliaia di reperti: ben consci del fatto che, se quegli oggetti -anche i più piccoli- fossero andati perduti sarebbe andata perduta la memoria e la storia di un popolo”.

Locandina del film “Medina Azahara, the Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara, la perla perduta di Al-Andalus
La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Medina Azahara. The Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara. La perla perduta di Al-Andalus” di Stephane Bégoin, Thomas Marlier (Francia, 2021; 52’): negli ultimi cinque anni, su questo sito, patrimonio dell’umanità, è stata condotta una campagna di scavi guidata da un team di archeologi europei. Il film svela i segreti di questa città perduta, esplorando l’epoca d’oro della Spagna musulmana. Questa la motivazione: “Con un mix di immagini dello scavo anche ripreso da drone, animazioni, ricostruzioni 3D, interventi degli archeologi, i registi Stéphane Bégoin e Thomas Marlier riescono non solo a raccontare la storia e le ricerche di Medina Azahara, la “Versailles di Al-Andalus”, ma anche a inserirla nel suo contesto storico e quindi nel suo rapporto con le altre grandi città arabe, e al contempo a contestualizzare quanto resta del ricco passato nell’Andalusia di oggi. Il tutto con un linguaggio semplice che riesce ad essere accattivante per lo spettatore”.

Claudio Artusi legge la motivazione del premio “Cultura animata” al RAM film festival (foto graziano tavan)
Premio “CULTURA ANIMATA”. La giuria, composta da Andrea Artusi, Claudio Tedaldi e Sabrina Zanetti, ha deciso di assegnare il premio al documentario “Treasure / Il tesoro” di Samantha Moore (Regno Unito, 2021; 8’), il racconto di due storie intrecciate: quella di un cacciatore di antichi tesori e quella di un’antica comunità. Questa la motivazione: “Il cortometraggio rappresenta una sintesi esemplare tra racconto, drammaturgia e attinenza sia al tema dell’archeologia che a quello della memoria. Il doppio registro scelto dalla regista, che si alterna tra passato e presente, abbinato a una tecnica raffinata di animazione e una colonna sonora di grande qualità sia dal punto di vista musicale che degli effetti sonori, generano un effetto di coinvolgimento ed empatia con la narrazione che, essendo priva di dialoghi, può essere fruita da spettatori di qualsiasi nazionalità ed estrazione”.

Claudia Beretta, coordinatrice del RAM film festival, legge la motivazione del premio “Sguardi dal mondo” (foto graziano tavan)
Premio “SGUARDI DAL MONDO”. La giuria, composta da Duccio Canestrini, Emanuele Gerosa e Roberto Cavallini, ha deciso di assegnare il premio al documentario “Osmildo” di Pedro Daldegan (Brasile, 2019; 27’) che racconta di Osmildo, unico superstite del suo villaggio, che lotta per riscattare le origini Kuntawama e la sua madrelingua, i rituali sacri, la medicina tradizionale e la sua terra, proponendo una scuola indigena propria. Questa la motivazione: “Il protagonista Osmildo, un guaritore amazzonico di etnia Kuntanawa, ha con le piante e con la natura un rapporto equilibrato e meraviglioso. Aldilà delle sue doti di fitoterapeuta e di maestro indigeno, la sua figura incarna una lezione storica e antropologica fondamentale: l’importanza di salvaguardare rituali, tradizioni mediche e spirituali che salvano culture e persone. Osmildo è il simbolo vivente della continua resistenza agli spietati predatori di risorse della foresta brasiliana che già decimarono i suoi antenati. Un documentario semplice, profondo e commovente”.

Frame al film “Jurassic cash”
La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Jurassic cash” di Xavier Lefebvre in collaborazione con Gilles Deiss (Francia, 2021-2022; 52’) che racconta la storia di Big John, lo scheletro del triceratopo più grande del mondo, venduto all’asta nell’ottobre 2021 per 6,6 milioni di euro. Una vendita eccezionale. Questa la motivazione: “Un ottimo film confezionato in maniera accattivante, che spalanca uno scenario poco noto: quello del traffico commerciale di reperti paleontologici. Ma se gli scheletri dei dinosauri vengono venduti all’asta, solo pochi privati milionari possono permettersi di acquistarli. Emerge così la questione etica, anche se un po’ sommessa: è giusto questo commercio che scavalca le istituzioni preposte alla conservazione dei reperti? Quanto vale, anzi, quale tipo di valore ha il patrimonio culturale? Un documentario che ha il merito di farci pensare”.

Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, legge al motivazione del premio “L’Italia si racconta”
Premio “L’ITALIA SI RACCONTA”. La giuria, composta da Catia Fauci, Sebastiano Luca Insinga e Sara Zanatta, ha deciso di assegnare il premio al documentario “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello (Italia, 2022; 55’) sul rapporto tra la Repubblica di Venezia e i suoi possedimenti terrieri. Nei boschi veneti, friulani e istriani, Venezia trovava il legno indispensabile per costruire le navi da guerra. Per preservare tali materiali, la Serenissima attuò una serie di buone pratiche volte a salvaguardare il territorio, dando luogo anche a un profondo cambiamento di mentalità. Questa la motivazione: “Il documentario mostra Venezia, una delle città più filmate e raccontate, attraverso una lente originale, quella del rapporto tra la Serenissima e i suoi possedimenti di terra. La storia della potenza navale della Repubblica di San Marco collegata alle risorse boschive – l’oro del titolo appunto – si sviluppa in una narrazione coinvolgente, visivamente coerente, ben confezionata per ritmo e utilizzo dei materiali, originali e di repertorio, che lascia aperta una riflessione sui problemi ambientali del nostro tempo”.

Frame del film “Pupus” di Miriam Cossu Sparagano Ferraye
La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Pupus” di Miriam Cossu Sparagano Ferraye, (Italia, 2021; 32’) girato a Borgo Vecchio di Palermo, nel grande universo dell’Opera dei Pupi di tradizione siciliana, nel piccolo teatro-laboratorio della famiglia Mancuso. Questa è la motivazione: “Il documentario utilizza con abilità gli ingredienti del genere osservazionale e racconta una tradizione lavorativa quasi scomparsa, quella dei pupari, attraverso il rapporto padre-figlio. Il piccolo teatro-laboratorio di famiglia diventa lo spazio, a tratti poetico, di un’iniziazione: la fantasia dell’infanzia trova linfa nelle gesta cavalleresche tramandate oralmente e assorbe i trucchi di un futuro mestiere”.

Valentina Poli, della giuria di CinemA.Mo.Re, legge la menzione speciale (foto graziano tavan)
Menzione speciale “CINEMAMORE”. La giuria, composta da Valentina Poli, Miro Forti, Andrea Morghen, in collaborazione con Trento Film Festival e Religion Today Filmfestival, ha deciso di assegnare la menzione per l’edizione del RAM film festival 2022, al documentario “Maathani” di Amit Goyal (India, 2022; 13’) che racconta l’antica e tradizionale arte della ceramica, rivelando il processo di creazione dei vasi di terracotta da parte dei “Kumhar”, o ceramisti, del villaggio di Theekarda, nello stato indiano del Rajasthan. Questa la motivazione: “Il breve documentario indiano “Maathani” ha il pregio di far parlare le immagini: gesti, mani, strumenti che danno il senso del ritmo della produzione di vasi, dello svago, della vita quotidiana, tra passato e presente, e che scandiscono anche il passo della narrazione. Un documentario indipendente, che unisce la qualità sincera del documentario osservativo a immagini evocative”.

Frame del film “Mamody, the last baobab digger” di Cyrille Cornu
La giuria ha deciso di assegnare una menzione al documentario “Mamody. The last baobab digger” di Cyrille Cornu (Francia, 2022; 52’) ambientato sull’altopiano di Mahafaly, nel sud-ovest del Madagascar, una terra estremamente arida, dove gli abitanti del piccolo villaggio di Ampotaka hanno trovato una soluzione unica per immagazzinare l’acqua. Questa la motivazione: “Un tema importante, che sta diventando urgente anche alle nostre latitudini: l’acqua, come bene da preservare e tutelare. Nel film francese di Cyrille Cornu, uomini e donne della tribù di Ampotaka in Madagascar lottano contro la siccità tra riti pagani, natura e tradizioni. In un film di ottima qualità tecnica, affascinano il contesto e lo spessore umano delle donne e degli uomini del villaggio”.

Il regista Olivier Bourgeois con Antonia Falcone coordinatrice gruppo Archeoblogger (foto graziano tavan)
Menzione speciale “ARCHEOBLOGGER”. La giuria, composta da Giovanna Baldasarre, Giovina Caldarola, Marta Coccoluto, Andrea Bellotti, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra, ha assegnato la menzione al documentario “The oath of the Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois, con questa motivazione: “La follia della guerra e la necessità della tutela del patrimonio archeologico. The Oath of Cyriac parla di tutto questo, ma soprattutto del coraggio di non arrendersi di fronte a quello che la guerra porta con sé e sembra apparentemente inevitabile: la distruzione. Una docufiction coinvolgente, appassionante, emozionale che integra in modo puntuale ricostruzione cinematografica e verità storica. E lo fa su temi di attualità con protagonisti coloro che hanno vissuto sulla propria pelle la paura di non farcela e che invece alla fine, oltre ad avercela fatta, sono riusciti e reinterpretare in prima persona la ricostruzione di quegli attimi, regalando a noi spettatori momenti di grande commozione ed empatia. Il tema affrontato dal film è trasversale e contemporaneo, è una testimonianza importante della drammatica situazione del patrimonio culturale nei paesi devastati dalla guerra, dove spesso sono le persone comuni a trasformarsi in eroi, loro malgrado. E dove ad essere distrutti con il patrimonio archeologico sono la memoria, la storia, l’identità. The Oath of Cyriac ci parla di patrimonio in pericolo, di tutela, di preoccupazione per il presente e il futuro, di vocazione al lavoro e di ineluttabilità: nessuno dei protagonisti avrebbe potuto fare altro che salvaguardare la propria storia. Ma soprattutto interroga ognuno di noi sul senso di appartenenza e di comunità: cosa avrei fatto io, cosa avresti fatto tu, cosa avremmo fatto noi, cosa avreste fatto voi al posto di Ahmad, Amir, Desbina, Mahamun, Mohamad, Khaled e Nawrouz?”.
Ripartono in presenza le conferenze dei “Giovedi dell’Archeologia” della Fondazione Museo Civico di Rovereto: e queste del 2022 sono tutte “al femminile”, in linea con i temi del RAM film festival appena conclusosi. Sono infatti due archeologhe che incontreranno il pubblico in un ciclo dedicato alla Preistoria dei Monti Lessini, Chiara Reggio e Mara Migliavacca. Il primo appuntamento è giovedì 6 ottobre 2022, alle 18, in sala convegni “F. Zeni” al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto, in Borgo santa Caterina, su “Archeologia e ambiente: il caso del sito di Colombare di Negrar e i Monti Lessini tra Neolitico ed età del Bronzo”, con Chiara Reggio, archeologa preistorica e paleoecologa. Affiliata all’università di Milano La Statale, è dal 2019 membro dello staff scientifico dello scavo archeologico di Colombare di Negrar di Valpolicella. Il secondo appuntamento è il 13 ottobre 2022, alle 18, su “I Monti Lessini dall’età del Bronzo all’età del Ferro” con Mara Migliavacca dell’università di Verona. La partecipazione è libera e gratuita. L’attività riconosciute ai fini dell’aggiornamento per gli insegnanti e del credito formativo per gli studenti della scuola secondaria di II grado. Per le modalità contattare 

Alla fine il fascino dell’Antico Egitto si è imposto sulle scoperte a Pompei, sulla romanità in Inghilterra, sui santuari rupestri dell’Anatolia, e i templi buddisti del Pakistan. La scoperta della “città d’oro fondata da Amenhotep III, riaffiorata dal deserto in Egitto” si è aggiudicata l’8a edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e dalla rivista Archeo. Dopo i sarcofagi della necropoli di Saqqara (premio 2021) ecco la città d’oro di Amenhotep III: quindi per il secondo anno consecutivo è stata premiata una scoperta nella valle del Nilo. Il Premio sarà consegnato a Zahi Hawass già ministro delle Antichità e direttore della Missione archeologica venerdì 28 ottobre 2022, alle 18, alla presenza di Fayrouz Asaad, figlia archeologa di Khaled; Stefano Ravagnan, inviato speciale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la crisi in Siria; e Mohamad Saleh, ultimo direttore del Turismo di Palmira, in occasione della XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si tiene a Paestum da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2022 al Tabacchificio Cafasso (sito di archeologia industriale “simbolo della Piana del Sele”, così definito da Gillo Dorfles), nell’area archeologica e al museo Archeologico nazionale, e alla Basilica.
L’International Archaeological Discovery Award, il Premio intitolato a Khaled al-Asaad, direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo, la prima testata archeologica italiana, hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).



Commenti recenti