Napoli. Al museo Archeologico nazionale prorogata al 9 gennaio 2023 la mostra “Sing Sing, il corpo di Pompei” con le foto di Luigi Spina

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L’allestimento della mostra “Sing Sing, il corpo di Pompei” di Luigi Spina al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)

Altri tre mesi per ammirare le foro di Luigi Spina nella mostra “Sing Sing, il corpo di Pompei” al museo Archeologico nazionale di Napoli. È lo stesso fotografo pluripremiato a darne l’annuncio: “Sing Sing, il corpo di Pompei si proroga fino al 9 gennaio del prossimo anno!”. La mostra, inaugurata il 21 gennaio 2022, era stata programmata fino al 30 giugno, poi fino al 30 settembre. E ora si va a gennaio 2023. “Ringrazio il direttore Paolo Giulierini”, scrive Spina, “e tutto lo staff del museo Archeologico nazionale di Napoli per l’entusiasmo e la fervente passione messa in ogni cosa”. Accompagna la mostra il libro “Sing Sing” edito da 5 Continents Editions.

“Sing Sing”, ovvero i mitici depositi nei sottotetti del museo Archeologico nazionale di Napoli: il nomignolo lo coniò Giuseppe Maggi per riecheggiare il carcere di massima sicurezza americano a nord di New York. Quel susseguirsi di celle, custodi di inestimabili tesori che si vedono al di là delle inferriate dei cancelli, sono state oggetto di studio del fotografo Luigi Spina che con la sensibilità del suo obiettivo e della forza del bianco e nero ha dato vita a un percorso alla scoperta di un segmento importante dei depositi museali: le prime dodici celle dell’ala definita “vecchio Sing Sing”, dove si può cogliere il fascino di lucerne, candelabri, vasellame, bronzi, che restituiscono la testimonianza della vita quotidiana nelle città vesuviane. Questo studio ha portato Luigi Spina a realizzare una mostra e un libro, pronti già nel 2020, ma bloccati dal lockdown durante il quale è stata presentata un’anteprima sui canali social del Mann con un video promo (vedi #iorestoacasa. Pasqua social per il museo Archeologico nazionale di Napoli. Incursione tra i tesori conservati nei ricchi depositi, con anteprima della mostra di Luigi Spina “Sing Sing. Il corpo di Pompei” | archeologiavocidalpassato).

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Il direttore del Mann Paolo Giulierini con il fotografo Luigi Spina all’inaugurazione della mostra “Sing Sing” (foto mann)

Luigi Spina, che da anni lavora allo studio e alla narrazione dei capolavori dell’Archeologico, presenta così al pubblico i risultati del viaggio di ricerca compiuto stavolta in un luogo non fruibile al pubblico, nelle “celle” di Sing Sing; in cinquanta scatti in bianco e nero, visibili nelle sale della collezione Villa dei Papiri del Mann e in un raffinato volume pubblicato da 5 Continents Editions, Spina segue un itinerario fotografico che è cronaca, studio e testimonianza storica al tempo stesso: “Guardando il pane carbonizzato, intatto, ho immaginato il panettiere che lo fece quella notte: non ebbe più un giorno”, racconta il fotografo. “Penso a quel pane che conserva intatto il desiderio della vita. Mi aggrappo al corpo di Pompei come se fosse il mio”. Il progetto fotografico è parte integrante dello studio e della successiva valorizzazione dei depositi a cura della direzione e dello staff scientifico del Mann. L’esposizione, infatti, prelude ad una nuova politica di accessibilità pubblica dei depositi museali”.

 

Firenze. A TourismA il ministero della Cultura presenta la candidatura dell’Appia Antica, la Regina Viarum, per l’iscrizione a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Con i suoi oltre mille chilometri di percorso l’antica strada coinvolge 74 comuni di quattro diverse regioni: Campania, Lazio, Puglia e Basilicata. E oggi è l’Appia Day

firenze_TourismA-2022_Appia-candidatura-Unesco_locandinaIl ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini ha avviato l’iter di candidatura della Via Appia Antica per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La presentazione della candidatura sabato 1° ottobre 2022 in diretta da Firenze nell’ambito di TourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, con la presentazione a cura di Angela Maria Ferroni e Laura Acampora. La Via Appia Antica è il primo luogo proposto direttamente dal ministero della Cultura: la Regina Viarum come “sito seriale” di eccezionale valore universale. Con i suoi oltre mille chilometri di percorso l’antica strada coinvolge 74 comuni di quattro diverse regioni: Campania, Lazio, Puglia e Basilicata. L’Appia Antica collegava Roma a Brindisi, uno dei porti più importanti dell’antichità, da dove partivano le rotte commerciali per la Grecia. I Romani la chiamavano la Regina viarum, regina delle strade non soltanto per la sua importanza economica e sociale, ma anche perché si tratta di una delle opere ingegneristiche più strategiche e all’avanguardia del mondo antico.

Per tutelare, valorizzare e promuovere la candidatura del sito “Via Appia. Regina Viarum” si sono uniti 28 uffici del ministero, 4 regioni, 13 città metropolitane e province, 74 comuni, 14 parchi, 25 università, oltre a numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali. Il percorso integrale parte da Roma per arrivare a Brindisi, più la variante traianea che invece collega tra loro la città di Brindisi con quella di Benevento. L’antico asse di comunicazione, il primo concepito come via publica, fu il prototipo dell’intero sistema viario romano che, con i suoi 120mila km di lunghezza, costituisce ancora oggi il nerbo dell’articolata viabilità del bacino del Mediterraneo. Le ben conservate testimonianze infrastrutturali, archeologiche, architettoniche, funerarie e civili della via Appia, distribuite lungo l’intero tracciato, rappresentano un patrimonio culturale di eccezionale valore che è necessario tutelare e valorizzare.

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Angela Maria Ferroni del ministero della Cultura – Ufficio Unesco nel suo intervento a TourismA 2022 (foto AV)

“C’è un senso di appartenenza molto forte legato all’Appia”, ha dichiarato, nel convegno a tourismA, Angela Maria Ferroni del ministero della Cultura – Ufficio Unesco. “Il processo di candidatura è stato avviato da settembre 2020 con i sopralluoghi sono stati individuati e perimetrati i 22 tratti dell’antica strada, con le varianti e le diramazioni, che saranno presentati quali componenti del “sito seriale” che si vuole iscrivere nella Lista, in quanto ritenuti maggiormente rappresentativi dell’eccezionale valore universale del bene e rispondenti ai requisiti definiti dall’UNESCO. Dall’inizio del 2022 si sta lavorando per predisporre la documentazione necessaria, dapprima con i soli istituti proprietari e gestori dei beni poi con gli Enti territoriali e, infine, anche con le comunità che, negli obiettivi del Piano di gestione, beneficeranno degli impatti positivi dell’iscrizione. È la prima candidatura promossa e finanziata dal ministero della Cultura, che sta investendo anche ingenti risorse per il restauro e la valorizzazione di alcune testimonianze monumentali presenti lungo il percorso. La candidatura sarà presentata entro il 1° febbraio 2023 e, dopo il complesso e lungo iter di valutazione da parte dell’ICOMOS (l’organismo consultivo del Comitato del patrimonio mondiale), si auspica che l’Appia sarà riconosciuta nella famosa lista durante la Sessione estiva del 2024 (giugno-luglio)”. Ha concluso la Ferroni: “Le comunità che oggi sorgono lungo il suo tracciato sentono ancora un forte senso di appartenenza.  Facendo i sopralluoghi ci siamo accorti che l’Appia è ancora un brand. Tanti prodotti, tanti negozi, portano ancora oggi il nome di Appia.  I punti di forza di questa candidatura non sono solo legati all’archeologia, ma anche alle numerose testimonianze che arrivano fino ai giorni nostri. Il post candidatura potrebbe avere positive ricadute sociali ed economiche per molte realtà territoriali”.

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Un tratto ben conservato della Via Appia Antica, la Regina Viarum (foto mic)

Monumento gigantesco dell’ingegneria stradale, la via Appia esibisce ancora in molti tratti la perfezione tecnica delle pavimentazioni, la grandiosità dei ponti, delle sostruzioni, delle tagliate e delle innumerevoli altre opere infrastrutturali e di bonifica idraulica. Il significato storico e culturale della via Appia e dei suoi monumenti ha fatto sì che la via sia diventata un simbolo carico di valore che studiosi e artisti, con le loro opere, hanno contributo a mantenere vivo e accrescere fin dal Rinascimento. La via Appia fu fatta realizzare dal censore Appio Claudio nel 312 a.C. fino a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), città che costituiva allora il più rilevante nodo per le comunicazioni verso il sud Italia. Con la conquista delle regioni meridionali la strada venne prolungata fino a Benevento, dopo la sconfitta di Pirro e la fondazione di quella colonia nel 268 a.C. Subito dopo venne raggiunta Venosa, già colonia romana dal 291 a.C., e poi Taranto, in seguito alla sua definitiva disfatta nel 272 a.C. Infine, dopo la conquista dei territori dei Salentini e dei Messapi, la via fu portata a Brindisi, che dal 240 a.C. divenne la tappa finale dell’intero percorso, raggiungendo una lunghezza di 365 miglia (un miglio romano è pari a 1.480 metri), che potevano essere ricoperti da un viaggiatore comune in quattordici giorni. Tracciata per esigenze militari, l’Appia divenne subito strada di grande comunicazione commerciale e di primarie trasmissioni culturali; l’appellativo di “regina viarum” che il poeta Stazio le dedicò testimonia tutte le valenze politiche, propagandistiche, economiche e sociali che le valsero la sua millenaria fortuna. Si deve all’imperatore Traiano l’ambizioso progetto di collegare con un percorso più agevole – anche se più lungo – Benevento con Brindisi, in alternativa a quello più interno. Questo intervento si colloca come momento fondamentale di un imponente disegno politico e strategico che si concretizzò nel 109 d.C. con l’apertura di una nuova grande strada, l’Appia Traiana, che presenta un tracciato completamente diverso rispetto a quello della regina viarum, con la quale aveva in comune soltanto i capita viarum: la via, infatti, partiva sempre da Benevento, ma valicava gli Appennini al confine tra Hirpinia e Daunia e da qui, passando per Aecae (l’attuale Troia), Herdonia, Canosa, Bari ed Egnatia, arrivava a Brindisi, terminale della strada e principale porto per l’Oriente.

appia-day_2022_locandinaE domenica 2 ottobre 2022 è l’Appia Day: la Regina Viarum come non l’avete mai vista: da Roma a Brindisi monumenti statali e comunali aperti, visite guidate, trekking, camminate, ciclotour, musica, mostre, spettacoli, rievocazioni storiche, attività per bambini, laboratori didattici, incontri itineranti. L’Appia Day è un’occasione per celebrare il fascino e l’incanto dell’Appia Antica unendo idealmente tante città e comunità locali.

Rovereto. Gran finale del 33.mo RAM film festival con un evento speciale: dopo il premio del pubblico al miglior film, anteprima assoluta del film “Afghanistan. Tracce di una cultura sfregiata” di Alberto Castellani

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La valle di Bamiyan in Afghanistan con quel che resta dei Budda fatti saltare dai Talebani (foto TOI)

Cala il sipario sulla 33.ma edizione del RAM film festival di Rovereto. Con un evento speciale. Domenica 2 ottobre 2022 la cerimonia di premiazione, alle 18, al teatro Zandonai, con l’annuncio del film premiato dal pubblico, non chiuderà ufficialmente la kermesse perché ci sarà ancora spazio per una chicca, sicuramente apprezzata dagli appassionati: la proiezione in anteprima assoluta, fuori concorso, del film “Afghanistan. Tracce di una cultura sfregiata” (Italia, 2022; 52’) di Alberto Castellani, per dare voce e spazio al dolore, alla sofferenza ma anche alla lotta per resistere e salvare il patrimonio, della nazione e del popolo afghano. L’Afghanistan, il cui patrimonio è sottoposto a sistematico saccheggio, rischia di perdere la propria identità e di svegliarsi dal caos attuale senza la coscienza di possedere una storia. L’Archeologia con le sue capacità di scoprire e ricostruire il passato può fornire un prezioso contributo per la sua rinascita. Il valore della cultura è universale, e il RAM film festival vuole tenere ben presente quello che succede nel mondo.

È lo stesso regista veneziano, che non sarà presente a Rovereto, a introdurre la proiezione del suo ultimo film con un intervento video in cui sottolinea l’eccezionalità di questo Paese: “L’Afghanistan è crogiolo di tre grandi civiltà: quella mediterranea, quella indiana e quella cinese; è crocevia di religioni: la greco ellenistica, il buddismo, l’islam; è una singolare compresenza di popoli che, in passato, hanno rappresentato spesso un esempio di tolleranza e amalgama culturale. Elementi che stridono con i recenti oscurantismi a sfondo religioso”. E conclude: “Ricostruire la vicenda afgana attraverso il valore e la bellezza delle sue opere d’arte, spesso poco conosciute in occidente, riportare l’avventura di decennali scavi archeologici, far rivivere l’emozione della scoperta di tesori sepolti è anche il tema a cui si ispira questo programma”.

Rovereto. Nel pomeriggio finale del RAM film festival protagonista l’Antico Egitto con un film sulle regine Hatshepsut e Nefertiti, e la presentazione del libro “Nella terra di Pakhet” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan

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Il busto di Nefertiti conservato a Berlino: frame del film di RAI Storia “Cronache di donne leggendarie: Nefertiti”

L’Antico Egitto protagonista domenica 2 ottobre 2022, nel pomeriggio finale dell’edizione 2022 del RAM film festival di Rovereto. L’ultimo film in concorso è infatti dedicato a due regine famose, Hatshepsut e Nefertiti. Qualche minuto prima delle 17 sarà proiettato il film “Cronache di donne leggendarie Hatshepsut e Nefertiti: l’Egitto delle regine” di Graziano Conversano (Italia022; 35’) prodotto da Rai Cultura. “Cronache di donne leggendarie” è una nuova serie di RAI Storia su alcune delle figure femminili più importanti del mondo antico e tardo antico. In questo episodio si racconta la complessità del mondo femminile egizio attraverso due regine della XVIII dinastia: Hatshepsut, unica ad assumere gli attributi maschili della regalità, e Nefertiti, al centro di una turbolenta riforma religiosa e di una grave crisi politica.

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La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)

A seguire, sempre al teatro Zandonai, incontro con Maurizio Zulian e Graziano Tavan autori del libro “Nella terra di Pakhet”. Graziano Tavan intervista Maurizio Zulian sui viaggi compiuti per realizzare il volume “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” (Marsilio, 2022), con particolare attenzione alla zona di Amarna – di cui si mostreranno esclusive immagini – capitale del faraone eretico Akhenaton, marito di Nefertiti.

Rovereto. Al primo “archeobrunch” del RAM film festival presentato il libro “Archeosocial 2.0” di Antonia Falcone, archeologa e blogger, che si è confrontata con Andreas M. Steiner, direttore di Archeo

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Antonia Falcone. archeologa e blogger, e Andreas M. Steiner, direttore di Archeo, al RAM film festival di Rovereto (foto graziano tavan)

La comunicazione dei beni culturali corre sul web. E sempre più veloce. Lo sa bene Antonia Falcone, archeologa e blogger (Professione archeologo), che nel 2018 aveva scritto “Archeosocial”, il primo volume interamente dedicato alla comunicazione social delle discipline archeologiche, scritto da archeologi per archeologi. Sono passati solo quattro anni e siamo già alla seconda edizione “Archeosocial 2.0” (Dielle editore) che raccoglie e accoglie nel dibattito sulla comunicazione dell’antico le nuove piattaforme, soprattutto le nuove forme di espressione e il pubblico cui sono destinate. Il libro “Archeosocial 2.0” è stato l’oggetto dell’interessante confronto tra Andreas M. Steiner, direttore di Archeo, e giornalista “nativo cartaceo”, con Antonia Falcone, che dal 2013 è approcciata sul mondo web cercando prima di tutto di conoscerlo dal suo interno per “usarlo” nel modo migliore. Quando? Sabato 1° ottobre 2022, nel primo “archeobrunch”, tenutosi nella sala bar del teatro Zandonai di Rovereto, proposto nel ricco calendario di eventi all’interno dell’edizione 2022 del RAM film festival di Rovereto, organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto.

In questo video Antonia Falcone spiega ai lettori di archeologiavocidalpassato.com come è nato il suo libro “Archeosocial 2.0” (Dielle editore) e a chi è destinato. “Il tempo passa per tutti – noi antichisti lo sappiamo bene – e corre ancora più veloce quando parliamo di piattaforme social, in costante e perdurante aggiornamento”, sottolinea Antonia Falcone. “La nascita e lo sviluppo di nuovi social e di nuovi strumenti di comunicazione ha reso quindi urgente un aggiornamento che, senza la pretesa di essere esaustivo, cerca di fare il punto sul rapporto tra social media e archeologia oggi”. Con la curatela di Antonia Falcone, un team composto da archeologhe – un team tutto al femminile – ha messo a disposizione esperienza e competenza per fornire ai lettori uno strumento agile e utile a muoversi in un mondo, quello delle piattaforme social, costantemente in movimento: Archeosocial 2.0.

Venezia. Lo scavo archeologico della villa marittima di Lio Piccolo apre le porte al pubblico con gli Aperitivi Archeologici. Incontri con gli archeologi e visite guidate

venezia_lio-piccolo_scavo-villa-marittima_locandinaDal 1° ottobre 2022 lo scavo archeologico di Lio Piccolo apre ufficialmente le porte al pubblico: proiezioni cinematografiche, visite guidate e conversazioni archeologiche animeranno Lio Piccolo, Ca’ Savio e l’area di cantiere dello scavo. Tutte le attività saranno accessibili tramite prenotazione (vivereacqua@unive.it e whatsapp 3516900300). L’indagine archeologica come lo scorso anno è diretta dal prof. Diego Calaon e dalla prof.ssa Daniela Cottica dell’università di Ca’ Foscari Venezia e vede la collaborazione e il finanziamento del Comune di Cavallino-Treporti, sotto l’alta sorveglianza della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, ministero della Cultura. Le attività di archeologia pubblica sono organizzate in collaborazione con la Direzione Regionale Musei, Veneto. “L’apertura al pubblico e la condivisione dei risultati è per noi archeologi un’azione fondamentale per un progetto partecipato e condiviso”, spiegano Diego Calaon e Daniela Cottica. “Condividere il percorso stratigrafico e, soprattutto, interpretativo ci ha permesso lo scorso anno di recuperare preziosissime informazioni dalla comunità: in un’indagine affascinante, talvolta complessa, che mira a comprendere il legame tra uomo e ambiente nell’antichità, per capire le modalità di sfruttamento degli spazi costieri antichi, abbiamo bisogno di condividere le informazioni con chi, “vive d’acqua”, proprio come il nome del nostro progetto”. L’apertura delle aree archeologiche mentre il lavoro è in corso, permette al pubblico di esser parte integrante di questo processo: non solo visitatori dunque, ma protagonisti del processo cognitivo e interpretativo. Che aspetto aveva la costa di fronte ad Altino presso Lio Piccolo in epoca romana? È questa la domanda e la sfida posta dallo scavo. L’amministrazione di Cavallino-Treporti ha inoltre promosso un percorso didattico finalizzato alla conoscenza del luogo per le scuole del territorio che hanno colto l’opportunità e che in questi giorni porteranno i ragazzi delle classi primarie e secondarie a visitare le aree archeologiche.

venezia_lio-piccolo_aperitivi-archeologici_1-ottobre_locandinaSabato 1° ottobre 2022, alle 16, Aperitivo Archeologico con Diego Calaon, Daniela Cottica e il team di scavo. Ospite Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino. Segue la visita guidata agli scavi. Gli eventi sono gratuiti. È necessaria la prenotazione a: vivereacqua@unive.it, la prenotazione dal diritto pass per il passaggio nella ZTL di Lio Piccolo. L’accesso allo scavo avviene attraverso il piazzale dell’agriturismo Alle Saline (Via della Sparesera 4 – Lio Piccolo). Lio Piccolo è Zona a Tutela Rilevanza Urbanistica, per questa ragione l’amministrazione comunale ha anche messo a disposizione il trenino gommato con partenza dal cimitero di Treporti e arrivo al Borgo di Lio Piccolo (info orari e costi www.ctservizi.eu/it). Info: vivereacqua@unive.it, WhatsApp: +39 351 690 0300.

Firenze. A Tourisma per “I LUOGHI DELL’ARCHEOLOGIA. Ricerca Racconto Valorizzazione” presentazione del libro “La Valle dei Templi” di Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo

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La platea del centro congressi di Firenze gremita per gli incontri di TourismA (foto AV)

La Valle dei Templi di Agrigento protagonista nella seconda giornata di TourismA il Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale in corso al Centro congressi di Firenze. Il libro di Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello, Maria Serena Rizzo sarà presentato sabato 1° ottobre 2022, in auditorium, tra le 9 e le 13, nell’ambito de “I LUOGHI DELL’ARCHEOLOGIA. Ricerca Racconto Valorizzazione”: dialoghi a proposito della nuova serie “I luoghi dell’archeologia” (Carocci) a cura di Andrea Augenti (università di Bologna), Daniele Manacorda (università Roma Tre), Giuliano Volpe (università di Bari “Aldo Moro”) con il contributo di università di Bari “Aldo Moro”. Introducono Andrea Augenti, Daniele Manacorda, Giuliano Volpe direttori della serie e Gianluca Mori direttore editoriale di Carocci. Intervengono: libro_paestum_copertinaGabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, su “Paestum: si può raccontare un classico senza annoiarsi?”. Il suo volume, “Paestum”, racconta la stupefacente diversità che contraddistingue le culture del passato (e del presente). Un luogo come Paestum, che ha restituito parti di templi, case, botteghe, tombe, ma anche tracce di attività rituali e quotidiane d’epoca antica, diventa, pertanto, un campione per esplorare un mondo tramontato e molto distante dal nostro. È il mondo del Mediterraneo antico, un palinsesto straordinariamente ricco se lo osserviamo con uno sguardo che non cerchi sempre solo quello che pensiamo già di sapere degli antichi Greci e Romani. Seguono Jacopo Tabolli (università per stranieri di Siena), Emanuele Mariotti (Comune di San Casciano dei Bagni, Si) e Ada Salvi (MiC – SABAP Siena) su “La scoperta dell’acqua calda. Archeologia per la tutela e il multiculturalismo al Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Arianna Campiani (Sapienza università di Roma) e Davide Domenici (università di Bologna) su “Palenque, una capitale maya”. Angelo Cimarosti giornalista, videoreporter su “Professione Archaeoreporter”.

libro_la-valle-dei-templi_copertinaQuindi Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello (assente giustificata), Maria Serena Rizzo (parco archeologico Valle dei Templi – Agrigento) presentano il loro libro “La Valle dei Templi” che fa parte della serie “I luoghi dell’archeologia” diretta da Andrea Augenti, Daniele Manacorda e Giuliano Volpe. Fondata nel 580 a.C. da abitanti della colonia rodio-cretese di Gela, Akragas divenne presto la città siceliota più importante dopo Siracusa, insieme alla quale inflisse una dura sconfitta ai Cartaginesi nel 480 a.C. Nei decenni successivi alla storica battaglia di Himera, lungo le mura meridionali della città venne costruita la maggior parte di quei grandiosi templi che hanno talmente colpito l’immaginazione di visitatori e studiosi da dare il loro nome all’intera area archeologica. Ma storia e archeologia della Valle dei Templi non si esauriscono certo in essi, né nel periodo della loro costruzione. Il volume racconta la lunga storia del sito archeologico e ne illustra i principali monumenti, anche alla luce delle scoperte più recenti.

Dopo la pausa, completano gli interventi: Enrico Zanini (università di Siena) su “Costantinopoli. Archeologia di una capitale mediterranea”. Quindi “Al cimitero o del buon uso degli scheletri”: dialogo recitato da Valeria Di Cola e Carolina Megale, tratto da Posgarù. Dialoghi diagonali sul patrimonio culturale e dintorni (Edipuglia 2022), di Daniele Manacorda, che dialoga con Davide Domenici. Carlo Pavolini (università della Tuscia) su “Ostia antica”. Chiude Giuliano De Felice (università di Bari) su “Archeologie del contemporaneo”.

Piane di Falerone (Fm). Apertura straordinaria dell’area archeologica del Teatro Romano di Falerio Picenus con visite guidate

piane-di-falerone_teatrro-romano-di-falerio-piceno_aperture-straordinarie_locandinaSabato 1 e domenica 2 ottobre 2022 l’area archeologica del Teatro Romano di Falerio Picenus, in località Piane di Falerone, nel Comune di Falerone (provincia di Fermo), apre al pubblico dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. L’iniziativa, coordinata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata in collaborazione con il comune di Falerone, rientra nel programma di aperture straordinarie dei luoghi della cultura statali previste dal Piano di Valorizzazione 2022 del patrimonio culturale promosso dal ministero della Cultura. Per l’occasione sono previste visite guidate alle 11 e alle 16 da parte del funzionario archeologo Federica Grilli e del personale della Soprintendenza. In concomitanza con l’evento, domenica 2 ottobre 2022, sarà aperta al pubblico la chiesa di San Paolino a cura dell’associazione Parco di San Paolino. Per informazioni e prenotazioni: mail: federica.grilli@cultura.gov.it

Taranto. Al museo Archeologico nazionale per la Notte dei Ricercatori approfondimento sulla ceramica apula

taranto_marta_notte-dei-ricercatori_locandinaVenerdì 30 settembre 2022 torna l’atteso appuntamento con la Notte Europea dei ricercatori e delle ricercatrici: un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. Al MArTA non si svolgerà la notte ma durante il giorno. L’obiettivo è di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Il museo Archeologico nazionale di Taranto propone per la giornata di venerdì 30 settembre un approfondimento dal titolo “La ceramica apula: produzione studio e valorizzazione”. L’attività di svolgerà nella sala multimediale e nelle sale espositive del Museo, con due appuntamenti alle 11 e alle 17. La visita è inserita nel costo del biglietto e può essere prenotata direttamente sul portale di e-ticketing del Museo all’indirizzo www.shopmuseomarta.it. “Si tratta di un’ulteriore occasione di conoscenza dello straordinario patrimonio archeologico pugliese, rappresentato dalla ceramica apula”, afferma la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, “anche alla luce della grande dispersione del patrimonio culturale che ha riguardato questa classe ceramica e che nel 2019 celebrammo con la mostra “MitoMania” dedicata alle importanti restituzioni che riguardano beni archeologici di inestimabile valore”. Non a caso il contesto storico-culturale di questi reperti evidenzia il collegamento del MArTA con il territorio, come suggeriscono le biografie di due ceramografi tardo-apuli del calibro del Pittore di Dario e del Pittore del Sakkos Bianco. Sono loro, infatti, alcuni dei principali testimoni del ruolo svolto da Taranto tra il IV e III sec. a.C. come importante capitale culturale del Mediterraneo: centro di elaborazione di idee e forme artistiche e crocevia di stimoli culturali fra Magna Grecia, mondo indigeno e Penisola balcanica.

Ravenna. Notte dei ricercatori al Campus Unibo con tre percorsi: “Interpretare il passato”, “Esplorare il presente” e “Immaginare il futuro”

ravenna_campus-alma-matera_notte-europea-ricercatori_logoIl 30 settembre 2022 torna, anche al Campus di Ravenna – università di Bologna, la Notte europea dei Ricercatori. Dalle 18 alle 24, “Leggere il passato”, “Interpretare il presente” e “Costruire il futuro”: tre percorsi per una serata di dibattiti, esperimenti scientifici, giochi e laboratori aperti che ci accompagneranno alla scoperta del mondo e dei suoi cambiamenti in compagnia di docenti e ricercatori.

ravenna_campus-alma-matera_notte-europea-ricercatori_immaginare-il-futuro_logoIMMAGINARE IL FUTURO. Alle 17.30, piazzetta Universitaria, via A. Mariani 5: “Una scienza verde e sostenibile al servizio dell’arte”. Dimostrazione sperimentale con attività pratiche e quiz interattivi – Adatto ai bambini. Di cosa di occupa il Conservation Scientist? Quali sono i materiali sostenibili e atossici impiegati nella conservazione e restauro delle opere d’arte? Utilizzando nuove tecnologie, i partecipanti saranno coinvolti nell’acquisizione di informazioni con metodi non invasivi e scopriranno l’evoluzione dei pigmenti a partire dal Rinascimento fino ai giorni nostri. A cura di Silvia Prati, Rocco Mazzeo, Giorgia Sciutto, Lucrezia Gatti, Emilio Catelli, Francesca Ramacciotti, Zelan Li, Zohreh Chahardoli, Burcu Keser, Arianna Passaretti (CHIM – UNIBO). Ore 17.30-19.30 – Museo Nazionale, via San Vitale 17; Ore 18-21.30 – Giardino DBC/Piazzetta degli Ariani: “Scopri il digital heritage”. Dimostrazioni e prove pratiche. Si potrà assistere e operare in una serie di progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale e di realtà virtuale. Presso Museo Nazionale: virtual tour e repository digitale dei reperti. Presso Giardino DBC e piazzetta degli Ariani: chiesa di San Giovanni Evangelista, Battistero degli Ariani, Studiolo di Belfiore, Studiolo di Gubbio e Atlante “Dante e Ravenna” (ricostruzione 3D e tour virtuale). A cura di Alessandro Iannucci, Simone Zambruno, Federica Collina, Viviana Ranaglia, Marco Cornaglia, Francesca Fabbri, Federica Giacomini (DBC – UNIBO). Alle 18.30, Biblioteca Centrale di Campus, Palazzo Corradini, via Mariani 5: “Dalla tavoletta d’argilla al tablet”. Incontro. Rapida ma esaustiva presentazione dell’evoluzione dei supporti scrittori per arrivare al digitale e alle biblioteche digitali. Ai partecipanti verranno proposti percorsi esplorativi sulle principali biblioteche digitali italiane e internazionali. A cura di Fiammetta Sabba, Lucia Sardo (DBC – UNIBO). Alle 18, Centro di Ricerca Ambiente Energia e Mare, viale C. Menotti 48, Marina di Ravenna: “Non tutti i carboni vengono per nuocere”. Visita guidata. Carboni di Seconda Generazione: da dove vengono, a cosa servono, perché sono sostenibili. Il focus è centrato sulla linea di ricerca principale del Fip-We@U- nibo: uso dei carboni di seconda generazione derivanti da processi di pirolisi. A cura di Andrea Contin (DIFA – UNIBO). Prenotazione obbligatoria. Primo turno, ore 18; secondo turno, ore 19. Ogni turno è di 25 persone. Durata 45 minuti. Per prenotarsi:
https://bit.ly/Iscrizione_CarboniSecondaGenerazione_ore18
https://bit.ly/Iscrizione_CarboniSecondaGenerazione_ore19

ravenna_campus-alma-matera_notte-europea-ricercatori_esplorare-il-presente_logoESPLORARE IL PRESENTE. Alle 17.30, Palazzo Corradini, via Mariani 5: “A. M. A. Alieni Marini dell’adriatico” – specie aliene lungo il canale Candiano. Passeggiata narrativa e gioco interattivo – Adatto ai bambini. L’urbanizzazione costiera, il traffico marittimo e altre attività umane hanno portato ad una diminuzione della biodiversità marina costiera e ad un aumento di specie animali non indigene (aliene) nell’Adriatico. Con un memory game gigante scoprirete cosa e quali sono le specie aliene, come potrebbero essere arrivate e con quali metodi possono essere monitorate nel tempo e nello spazio. A cura di Federica Costantini, Chiara Ossani (BIGEA – UNIBO), Barbara Mikac, Alessandro Iannucci (DBC – UNIBO). In caso di pioggia, l’evento in Darsena sarà annullato. Alle 18, Sala Conferenze, via degli Ariani 1: “L’inganno della razza e le origini della xenofobia tra storia antica, letteratura classica, archeologia, arte e genetica”. Dibattito con video documentario degli studenti della classe V del Liceo Classico tradizionale “Dante Alighieri”. In collaborazione con i tutor universitari, i ragazzi esporranno, in un dialogo per immagini costruito tra passato e presente, gli effetti che l’approccio scientificamente corretto al falso concetto di “razza” ha prodotto sul loro modo di rapportarsi ‘all’altro’. A cura di Anna Chiara Fariselli, Luca Colliva (DBC – UNIBO). Alle 18, Biblioteca centrale di Campus, Palazzo Corradini, via Mariani 5: “Lungo la via del grano”. Dialogo a più voci su sviluppo, migrazioni e guerre. Seguire metaforicamente la “via del grano”, del cibo quale preziosa risorsa politica, economica e strategica oltre che alimentare, consente di interrogarsi in merito ad alcuni rilevanti fenomeni contemporanei solo all’apparenza distinti e distanti, quali la crisi del grano causata dalla guerra in Ucraina, lo sfruttamento dei migranti nelle campagne italiane ed europee e il ruolo delle politiche agricole nei processi di sviluppo. L’incontro è realizzato con il sostegno della LM I-Contact e dei Jean Monnet Modules (2022-2025) e si svolgerà in lingua italiana e inglese. Partecipano: L. Mazzesi (Segretaria Generale Flai Cgil Ravenna), A. Seck (Portavoce Coordinamento Immigrati Flai-Cgil Ravenna), D. Chinigò (Università di Bologna), G. Savino (Università di Parma). Segue aperitivo. A cura di Annalisa Furia, Michele Marchi (DBC – UNIBO). Alle 18, via San Giovanni Bosco 1, Faenza (Complesso ex-Salesiani): “Gastronomia molecolare: la chimica che si mangia”. Incontro con dimostrazioni pratiche. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Chimica Industriale illustrerà con un seminario divulgativo i concetti della gastronomia molecolare ed effettuerà delle dimostrazioni pratiche di preparazione di aperitivi “molecolari” di vario tipo. A cura di Daniele Nanni (CHIMIND – UNIBO). Alle 19.30, via San Giovanni Bosco 1, Faenza (Complesso ex-Salesiani): “Infermieri in pillole”. Dimostrazioni pratiche. Le attività formative per lo sviluppo di abilità tecniche di base infermieristiche attraverso l’uso di manichini professionali. Simulazioni di 20 minuti in cui saranno fornite informazioni sulle procedure eseguite. A cura del Corso di studi in Infermieristica. Alle 17.30, piazzetta Universitaria, via A. Mariani 5: “Cosa bolle lungo gli argini del Po?”. Vieni a scoprire come si formano i vulcani di sabbia lungo gli argini del Po Dimostrazione sperimentale – Adatto ai bambini. I “sand boils”, o fontanazzi, sono la manifestazione di fenomeni di erosione che si verificano sempre più spesso sotto i rilevati arginali durante gli eventi di piena. Un processo che comporta la formazione di piccoli canali nel terreno di fondazione, causati dall’asportazione di particelle di sabbia per azione della filtrazione dell’acqua. Verrà riprodotto in modo semplice il fenomeno, coinvolgendo i presenti, illustrandone i possibili effetti sul territorio. A cura di Michela Marchi (DICAM – UNIBO). Alle 17.30, piazzetta Universitaria, via A. Mariani 5: “Alla scoperta del Dna”. Stand con dimostrazioni ed esercitazioni pratiche – Adatto ai bambini. I partecipanti saranno guidati dai ricercatori nell’esperienza di estrarre il DNA da campioni di frutta, utilizzando semplici sostanze che comunemente si trovano nelle case di tutti. A cura di Donata Luiselli, Elisabetta Cilli (DBC – UNIBO). Prenotazione obbligatoria. Primo turno, ore 18; secondo turno, ore 19. Ogni turno è di 12 persone. Durata un’ora circa.
Per prenotarsi: https://bit.ly/Iscrizione_ScopertadelDNA. Alle 19, saletta nel cortile di Palazzo Corradini, via A. Mariani 5: “Popolazioni umane, ambiente e salute”. Incontro. Durante la presentazione si faranno esempi riguardanti l’interazione tra popolazioni umane di diverse aree geografiche, l’ambiente climatico, alimentare e patogeno e la salute. A cura di Donata Luiselli, Elisabetta Cilli (DBC – UNIBO).

ravenna_campus-alma-matera_notte-europea-ricercatori_interpretare-il-passato_logoINTERPRETARE IL PASSATO. Alle 17.30, piazzetta Universitaria, via A. Mariani 5: “Le attività di ricerca del laboratorio del Dna antico a Ravenna”. Stand. Postazione in cui sono illustrati i progetti di ricerca del aDNALab, tramite poster, materiale divulgativo, piccola strumentazione. A cura di Donata Luiselli, Elisabetta Cilli (DBC – UNIBO). Alle 20, saletta nel cortile di Palazzo Corradini, via A. Mariani 5: “Fido: la storia del migliore amico dell’uomo”. Incontro con visualizzazioni grafiche di Alessandro Bonaccorsi – Adatto ai bambini. La domesticazione del cane rappresenta uno degli eventi più affascinanti e irrisolti della storia dell’umanità. Parleremo dei risultati ottenuti dalle ricerche archeologiche e biomolecolari, mostrando le più antiche rappresentazioni di cani nell’arte figurativa di migliaia di anni fa. Parteciperà Il disegnatore e facilitatore grafico Alessandro Bonaccorsi che coinvolgerà il pubblico nella spiegazione e riproduzione dei disegni rupestri, utilizzando l’approccio Disegno Brutto. Il progetto FIDO è finanziato dalla National Geographic Society. A cura di Elisabetta Cilli (DBC – UNIBO). Alle 18, Palazzo Corradini, via Mariani 5: “Scopri la darsena”. Tour guidato e giochi interattivi. Verranno illustrate le attività di digital storytelling del FrameLAB e le storymaps allestite per la ricostruzione della memoria culturale del porto di Ravenna e del suo quartiere, dalle sue origini al boom economico, dall’utilizzo come set cinematografico allo sviluppo della street art. Sono previste 2 visite: ore 18-19 visita guidata sul temi della street art e del cinema in Darsena; ore 19.30-20.30 visita guidata sul tema della memoria culturale della darsena. A cura di Alessandro Iannucci, Simone Zambruno, Arianna Mecozzi, Roberta Lodisco (DBC – UNIBO). In caso di pioggia, l’evento in Darsena sarà annullato. Alle 19, Sala Conferenze, via degli Ariani 1: “Patrimonio musicale e digital humanities”. Ascolto di repertorio musicale e visione dell’aspetto letterario. Verranno presentati tre progetti che integrano studi sul patrimonio musicale e digital humanities, mettendo in luce l’apporto delle tecnologie digitali per la conservazione e la valorizzazione dei beni musicali: i luoghi e i testi destinati alla musica, le immagini e gli strumenti musicali. Le attività proposte permetteranno al pubblico di riscoprire il patrimonio musicale nelle sue molteplici sfaccettature. A cura di Nicoletta Guidobaldi, Angelo Pompilio, Donatella Restani, Giovanna Casali, Gaia Prignano, Alessia Zangrando (DBC – UNIBO). Alle 19, dipartimento di Beni Culturali, via degli Ariani 1: “I segreti del colore. Come analizzare un dipinto in quattro mosse: stile, storia, materiali e tecnica”. Visita interattiva. Il pubblico sarà guidato negli ambienti del Laboratorio diagnostico del DBC (laboratorio chimico, caveau dedicato alle tecniche a raggi X, laboratorio di imaging multispettrale). A cura di Luca Ciancabilla, Barbara Ghelfi, Chiara Matteucci, Martina Cataldo, Pasquale Stenta, Gaia Tarantola, Salvatore Apicella, Pascal Cotte (DBC – UNIBO); in collaborazione con Lumière Technology. Prenotazione obbligatoria. Primo turno per bambini, ore 19; secondo turno per adulti, ore 20; terzo turno per adulti, ore 21. Ogni turno è di 10 persone. Durata 30 minuti. Per prenotarsi: https://bit.ly/Iscrizione_SegretidelColore.