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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia al via il ciclo di incontri su “Roma. L’acqua e la città. L’elemento liquido nella cultura urbana dall’antico alla città contemporanea” promosso dal FAI – Delegazione di Roma

roma_villa-giulia_fai_ciclo-incontri-roma-l-acqua-e-la-città_locandina“Roma. L’acqua e la città. L’elemento liquido nella cultura urbana dall’antico alla città contemporanea” è il titolo del ciclo di quattro incontri a cura di Giuseppe Morganti, Rossana Nicolò, Giorgio Ortolani, che dal 16 aprile al 28 giugno 2023 il FAI – Delegazione di Roma in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia organizza nella Sala della Fortuna di Villa Giulia dalle 11 alle 13. Per le modalità di partecipazione e la prenotazione vedi il link https://fondoambiente.it/…/roma-l-acqua-e-la-citta…  Grazie alla convenzione ETRU/FAI i possessori di tessera FAI hanno diritto a riduzioni sull’acquisto del biglietto e dell’abbonamento al Museo.

roma_villa-giulia_fai_ciclo-incontri-roma-l-acqua-e-la-città_1_locandinaSi inizia domenica 16 aprile 2023 con “Mostrare l’acqua”. Intervengono Andrea Carandini (“Le feste di Nerone sulle acque di Roma: dai monumenti pubblici, alle ville di Anzio e Baia, alla domus Aurea: ultimo set del tiranno); Hubertus Manderscheid “La gestione idrica di Roma, con sguardi particolari agli acquedotti, le terme, i giochi d’acqua e il Palatino”); Simone Quilici (“Gli acquedotti di Roma nell’antichità e oggi”). Secondo incontro domenica 14 maggio 2023 con “Distribuire l’acqua. Perizia e comodità”. Intervengono Paolo Vitti (“Acqua, architettura e propaganda. Il ruolo dell’acqua nell’espansione del dominio di Roma”); Giorgio Ortolani (“Architettura e consenso: le terme imperiali di Roma”); Claudio Impiglia (“La distribuzione delle acque a Roma dall’Unità d’Italia: temi e problemi”). Terzo incontro domenica 21 maggio 2023 con “Vita dall’acqua. Il Tevere e la città”. Intervengono Maria M. Segarra Lagunes (“Roma e le acque del Tevere”); Rosario Pavia (“Lungotevere boulevard”); Luca Zevi (“L’arte contemporanea “abbatte” i muraglioni”). Quarto e ultimo incontro domenica 28 maggio 2023 con “Magnificenza per Roma. Mostre e fontane”. Intervengono Alessandro Cremona (“Aqua Felix”: l’evoluzione delle fontane nei giardini romani dal Quattrocento agli inizi del Seicento); Alberta Campitelli (“Gli “ingegnosi artifizi”: il trionfo della scenografia e dell’invenzione nelle fontane dei giardini barocchi romani”); Francesca Romana Liserre (“Architetture d’acqua a Roma tra ‘500 e ‘600: dalla storia al restauro”); Roberto Civetta (“La Pietra e l’acqua – interventi di restauro conservativo”).

Napoli. Al museo Archeologico nazionale concerto esclusivo di AB&C Trio “Stairway to Bach” con rivisitazione di celebri brani composti da Bach, Tchaikovsky e Ravel: ingresso gratuito

napoli_mann_concerto-a-b-&-c-trio_locandinaAB&C Trio in concerto al museo Archeologico nazionale di Napoli: sabato 15 aprile 2023, data unica, alle 17.30, nelle suggestive sale che ospitano il gruppo scultoreo dei Tirannicidi, i musicisti proporranno un programma all’insegna della rivisitazione di celebri brani composti da Bach, Tchaikovsky e Ravel in chiave jazz/progressive per pianoforte, contrabasso/basso elettrico e batteria. Il titolo del concerto e del loro ultimo disco – “Stairway to Bach” – prende spunto dal famoso brano dei Led Zeppelin. Ecco il programma del concerto, a ingresso gratuito: Bach, Preludio N. 1 in do maggiore (da Il Clavicembalo ben temperato, libro I, BWV 846); Bach, Invenzione N.1 in do maggiore (BWV 772); Bach, Aria sulla quarta corda (Suite Orchestrale N. 3, BWV 1068); Bach, Corale “Jesu, Joy of Man’s desire” (Cantata BWV 147); Bach, Toccata e Fuga on re minore (BWV 565); Tchaikovsky, Suite da “Lo Schiaccianoci”; Ravel, Bolero.

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Il Trio AB&C in concerto al Mann (foto mann)

Francesco Attesti, classe 1975, è un pianista con una solida carriera internazionale, considerato uno dei migliori interpreti per la sua generazione del repertorio romantico e del primo Novecento. Attualmente svolge una intensa attività concertistica da San Pietroburgo al Mozarteum di Salisburgo, dal Festival Pianistico Internazionale di Varsavia, al Kennedy Center di Washington. Maurizio “Bozorius” Bozzi, basso elettrico e contrabasso, ha iniziato a suonare dal vivo nel 1971. Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con importanti artisti pop italiani (tra i quali Zucchero, Ramazzotti, Ranieri). Nel 1981 è iniziata anche la sua attività jazzistica e da allora ha suonato con artisti di grande livello, da Al Di Meola a Paolo Fresu. Ha all’attivo 14 CD jazz e quattro metodi per basso di grande successo, pubblicati da Edizioni Berbèn. Nel 2004, inoltre, ha fondato l’etichetta discografica DRYCASTLE records, che ha prodotto oltre 70 CD. Maicol Cucchi, nato nel 1984, è batterista e percussionista. Ha collaborato con numerose e importanti orchestre e con artisti come Patti Pravo, Gigi D’Alessio, Iva Zanicchi.

Torre Annunziata (Na). Lo Spolettificio borbonico diventerà museo e deposiro di Oplontis e scuola di formazione del restauro. Firmato il Protocollo d’Intesa tra il ministro della Difesa Crosetto e il ministro della Cultura Sangiuliano

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Il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano firmano il Protocollo d’Intesa per l’utilizzo dell Spolettificio borbonico di Torre Annunziata a centro museale (foto parco archeologico pompei)

Da Fabbrica d’Armi a dimora dell’arte. Lo “Spolettificio” di Torre Annunziata (Na) diventerà un rilevante sito museale dell’antica Oplontis capace di raccogliere le meraviglie archeologiche della zona. Venerdì 14 aprile 2023 a Torre Annunziata, nello Stabilimento Militare Spolette (Unità Produttiva dell’Agenzia Industrie Difesa), alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, del direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, e del commissario straordinario di Torre Annunziata, Enrico Caterino. è stato firmato il Protocollo d’Intesa tra i due Ministeri, l’Agenzia del Demanio e il Comune di Torre Annunziata, per la razionalizzazione e la valorizzazione di immobili militari presenti nel territorio cittadino. Presenti il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e il direttore generale Musei Massimo Osanna. Il protocollo prevede il passaggio in gestione al Parco di alcuni immobili che saranno destinati a museo e deposito dei reperti del territorio, oltre al progetto di una scuola di formazione del restauro e al recupero di un’area parcheggio per il sito di Oplontis. “Questo protocollo”, ha affermato il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, “è un esempio di come i beni dello Stato possono essere valorizzati, reimpiegati, mantenere in parte la funzione che hanno, in questo caso, da centinaia di anni. I beni dello Stato vanno custoditi, da chi li amministra pro tempore, come se fossero i propri. Beni che possono essere riutilizzati sia pensando alla cultura, che di un territorio come questo rappresenta un motore fondamentale, sia pensando alle esigenze di sicurezza e legalità del territorio sia aprendosi, nel contempo, alla voglia di futuro e al bisogno di lavoro della collettività. Ma soprattutto, il protocollo di oggi, è l’esempio di quanto sia importante abbattere le barriere che esistono tra pezzi dello Stato. Uno Stato che si riconosce come organismo unico, in cui ognuno fa la sua parte e che viene prima di qualunque Governo o partito o persona che ne fa parte. Un patrimonio collettivo che riesca a far emergere le potenzialità del nostro Paese superando tutti gli steccati che ci dividono. Anche così possiamo riscoprire quanto la nostra grandezza dipende dalla capacità di operare, lavorare e stare insieme”.

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La delegazione interministeriale alla villa di Poppea a Oplontis: da sinistra, il procuratore Nunzio Fragliasso, il direttore Gabriel Zchtriegel, il direttore generale Massimo Osanna, il generale dei carabinieri Tullio Del Sette, il ministro Gennaro Sangiuliano (foto parco archeologico pompei)

“Questo è un bellissimo esempio di collaborazione istituzionale, perché l’Italia deve essere un sistema della Nazione”, ha sottolineato il ministro Sangiuliano. “Oltre ad ospitare spazi ricettivi e di accoglienza per i visitatori del vicino sito di Oplontis, qui verrà insediata una scuola di restauro per la formazione professionale necessaria alla manutenzione del patrimonio, un deposito per le opere da restaurare e uno spazio espositivo. Lo spolettificio borbonico assume una funzione centrale all’interno di una delle aree archeologiche più importanti al mondo”. E ha continuato: “L’Italia vanta insediamenti militari di grande valore storico che, ove dismessi dalla Difesa, possono avere una validissima fruizione culturale. La Real Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata è uno di questi. Il protocollo sottoscritto offre enormi opportunità per il territorio, perché permette di recuperare e riutilizzare degli ambienti storici collocati in un’area densamente ricca di reperti”. E il direttore Zuchtriegel: “Sarà un polo culturale che cambierà il volto del centro urbano di Torre Annunziata. Prevediamo di usarlo come spazio museale ma anche per attività che coinvolgano i giovani. La nostra ambizione è di mostrare che la cultura può cambiare un territorio”. “La firma di oggi”, ha infine dichiarato il direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, “è il primo passo per il recupero di un importante pezzo della nostra memoria storica e culturale, rivitalizzando un luogo che è stato strategico in passato e che può tornare ad esserlo ancora oggi, non solo per il suo valore testimoniale all’interno del più vasto ambito di valorizzazione del sito archeologico di Oplonti, ma anche come leva per il rilancio socio-economico-culturale di tutto il territorio. Per l’Agenzia del Demanio questo si traduce nell’impegno a trovare soluzioni che coniughino la Storia, la memoria, la bellezza dei luoghi con l’innovazione e la sostenibilità. Si tratta di una operazione win win, che mette d’accordo tutte le parti coinvolte dove il vero beneficiario è la cittadinanza che trarrà i vantaggi della rigenerazione anche in termini di sicurezza”.

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Lo Spolettificio di Torre Annunziata già Real Fabbrica d’Armi (foto parco archeologivco

La cooperazione istituzionale tra i firmatari ha come obiettivo la riqualificazione dello “Stabilimento militare Spolette”, un’ampia struttura industriale di circa 80 mila metri quadri fondata nel 1758 per volontà di Carlo di Borbone, e che ai tempi rappresentava la più importante fabbrica per la fornitura militare di armi bianche e da fuoco di tutto il Regno delle Due Sicilie. Dopo l’unificazione italiana lo Stabilimento è stato adibito progressivamente a Spolettificio, e allo stato attuale è per la gran parte in uso all’Agenzia Industrie Difesa e al suo interno ospita il Museo delle Armi. Grazie alla proficua collaborazione tra gli attori coinvolti nell’intesa e un’articolata attività di razionalizzazione degli spazi interni alla struttura, sarà infatti possibile avviare un percorso virtuoso di riqualificazione dell’intero Stabilimento che ha tra gli obiettivi la realizzazione di un innovativo sistema storico-archeologico-ambientale nel centro storico di Torre Annunziata. L’accordo prevede infatti di annettere al sito archeologico di Oplonti, che include due beni dall’importante valore storico artistico, una villa d’otium chiamata “di Poppea” e una villa rustica detta “B” o “di Lucius Crassius Tertius”, alcune porzioni dello Spolettificio non più utili alle attività amministrative del ministero della Difesa. Sarà così possibile realizzare strutture dedicate all’accoglienza dei visitatori, con nuovi spazi espositivi e aree di parcheggio. Gli edifici settecenteschi attraverso differenti destinazioni d’uso saranno destinati ai servizi culturali, con una scuola di restauro e ampi depositi per i rinvenimenti archeologici, sale espositive e nuove aree per le attività ricettive e di promozione locale.

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Lo Spolettificio di Torre Annunziata diventerà centro culturale e servizi a disposizione del territorio (foto parco archeologico pompei)

Un altro importante obiettivo dell’intesa è quello di avviare interventi di riqualificazione urbana che rigenerino il territorio e incentivino la mobilità sostenibile per garantire una maggior fruizione degli spazi da parte della cittadinanza. Sarà infatti realizzato un nuovo collegamento pedonale fra il Rione Provolera ed il Rione Murattiano mediante il sottopasso che taglia longitudinalmente lo stabilimento militare, agevolando così il raggiungimento dei diversi edifici scolastici collocati sul territorio. Inoltre, per rafforzare il presidio di sicurezza del Comune di Torre Annunziata, attraverso la rifunzionalizzazione di una consistente area dello Spolettificio di circa 10.000 mq più altre superfici scoperte, saranno realizzati dei nuovi spazi da destinare alla Guardia di Finanza e al Comando Compagnia dell’Arma dei Carabinieri.

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Delegazione interministeriale con il ministro Sangiuliano e il direttore Zuchtriegel in visita alla villa di Poppea a Oplontis (foto parco archeologico pompei)

Al termine dell’incontro, la delegazione del Ministero e dell’Agenzia del Demanio si è spostata in visita alla Villa di Poppea a Oplontis, dove da poco è stato realizzato un importante progetto di musealizzazione diffusa, con la ricollocazione in situ di 15 reperti provenienti dalla Villa e precedentemente in mostra presso il Palazzo Criscuolo di Torre Annunziata, e in parte provenienti dai depositi del Parco archeologico di Pompei (vedi Torre Annunziata. Alla Villa di Poppea (villa A di Oplontis) tornano in situ statue e reperti conservate a Palazzo Criscuolo: nasce un museo diffuso per raccontare, conservare e valorizzare il patrimonio statuario di Oplontis | archeologiavocidalpassato).

Aquileia. Presentazione della nuova guida “Aquileia. Una guida” di Elena Commessatti promossa da Fondazione Aquileia. E ricco programma di visite guidate con le “passeggiate lente” proposte nel libro. Intervista all’autrice

aquileia_fondazione_guida-aquileia_presentazione-e-intervista-commessatti_locandinaGiornata speciale sabato 15 aprile 2023 ad Aquileia. Alle 11, al museo Archeologico nazionale di Aquileia presentazione di “Aquileia, una guida”, la nuova guida sulle meraviglie di Aquileia, scritta da Elena Commessatti ed edita dalla libreria turistica editrice Odòs nell’ambito della collana incentro. Modererà l’incontro il giornalista del Messaggero Veneto Oscar D’Agostino che, dopo i saluti istituzionali, dialogherà con l’autrice. Posti limitati. In occasione della presentazione, Aquileia sarà animata tutto il giorno da un ricco programma di visite guidate gratuite che seguono le “passeggiate lente” descritte all’interno della guida. La partecipazione è gratuita, su prenotazione obbligatoria (massimo 25 persone) contattando l’InfoPoint PromoTurismoFVG al numero +39 0431 919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it.

A Tourisma 2023, tenutasi al centro congressi di Firenze dal 24 al 26 marzo 2023, Elena Commessatti ha presentato in anteprima la nuova guida e ha rilasciato un breve intervento per archeologiavocidalpassato.com. “Sono Elena Commessatti, autrice della guida Aquileia, una guida, edita da Odos. Sono anche la direttrice della collana, perché me lo sono inventata io questo nuovo modo di raccontare l’Italia. Sono 35 titoli dal 2014. La prima è stata “Udine” e poi siamo andati in giro un po’ per l’Italia, con “Palermo”, “Bologna”… Ora è uscita “Aquileia. Una guida”. È una novità, perché non c’è mai stata una guida così. Aquileia aveva bisogno, come patrimonio Unesco, di una guida che accorpasse le scoperte archeologiche, le novità delle università con i nuovi scavi, il prodotto integrato del territorio fatto anche di eccellenze di enogastronomia, di vigneti meravigliosi e di un buon racconto sul vino, la natura che è bellissima ad Aquileia perché ha Grado vicino e la laguna. Lo sapevano bene anche i Romani. È una guida che nasce assolutamente in team con Fondazione Aquileia e Promoturismo del Friuli-Venezia Giulia e il Comune di Aquileia e la Società per la conservazione della Basilica. Perché Aquileia ha dei primati: ha un mondo religioso eccellente con un mosaico che è il mosaico più grande e più esteso dell’Occidente, quello che si è meglio conservato; una basilica che è l’edificio pubblico più antico d’Occidente. Già solo questo basterebbe. Però prima di questo Aquileia è stata la quarta città dell’impero romano, una città importantissima con tanti abitanti, non quanti si credeva: quando io ero bambina si diceva che avesse 200mila abitanti. Ora gli storici e gli archeologi hanno capito che nel massimo splendore contava 50mila abitanti”.

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Ricostruzione di Aquileia romana (foto Società friulana di archeologia)

“Un’Aquileia – continua Commessatti – che a me piace sempre dire – lo leggerete nella guida – che nel IV sec. d.C. quando nacque la chiesa di Aquileia che arriva direttamente da Costantino e da Alessandria, Aquileia era romana nel suo momento di massimo fulgore con il circo, con l’anfiteatro, con un contesto da grande città imperiale. Nella guida troverete, ad esempio, che Costantino si è fidanzato ad Aquileia, ce lo dicono i panegirici latini; troverete come novità tante passeggiate che raccontano l’invisibile attraverso una volontà da parte mia di connettere sempre il museo Archeologico nazionale, che è un museo fondamentale per capire Aquileia, una città invisibile che è diventata una terrestrità orizzontale. Ma Aquileia aveva una solennità tridimensionale. E nel gioco che ho scelto, cioè quello di creare una rubrica in e out all’interno della guida, voi – ad esempio – quando camminate lungo la Via Sacra troverete un richiamo agli oggetti di una stiva di una nave che sono conservati al museo Archeologico nazionale”.

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La Venere di età augustea conservata al museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto graziano tavan)

“Non credo che ci siano tanti altri musei come il museo Archeologico nazionale che sono realizzati solo e unicamente con reperti scavati nel territorio. E il Man ha un quantitativo anche nei magazzini e nei depositi di oggetti e di manufatti: meraviglie che provengono dagli scavi e questo già è una particolarità. Adesso c’è anche un racconto legato alle gioie, e questa è una novità, perché Aquileia ha un riallestimento anche del museo Archeologico nazionale: c’è – ad esempio – la collezione di ambre, che è una delle collezioni più importanti al mondo. La via dell’Ambra racconta proprio bene quanto Aquileia fosse un hub internazionale grazie a questo porto del Mediterraneo, dell’Adriatico dove si univa il Nord con l’Africa, e dove attraverso gli scambi e attraverso le navi arrivavano non solo olio e vino ma arrivavano anche le idee. Infatti camminerete con le mie passeggiate dentro questo racconto della città, troverete che tra i simboli dei mosaici tanti sono africani”.

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La copertina del libro “Aquileia una guida” di Elena Commessatti (editrice Odos)

“La guida è nuova ed è veramente un racconto mai fatto, che è nato così proprio da questa volontà di Fondazione Aquileia di chiedere a me come scrittrice. Io sono una scrittrice di narrativa, mi occupo di cold case e degli invisibili, mi occupo anche di delitti invisibili: in questo caso c’erano dei grandi delitti dell’antichità, perché sui Romani ci sono tante leggende che si possono raccontare e che le fonti documentano, ma in questo caso sono stata chiamata per raccontare la bellezza di questo territorio. E io amo molto l’Arts and Craft, amo molto le arti decorative e gli oggetti, e gli oggetti sono un grande racconto di Aquileia”.

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Il Sepolcreto romano di Aquileia illuminato per le passeggiate serali (foto fondazione aquileia)

 

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L’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

“Poi finalmente raccontiamo benissimo il sepolcreto che è il mio luogo preferito e invito tutti a venire nelle nostre passeggiate notturne che la Fondazione Aquileia organizza insieme alle guide turistiche, insieme a Cristiano Tiussi che è il direttore di Fondazione Aquileia, archeologo eccezionale, ed è stato con me molto gentile perché mi ha accompagnata a vivere gli spazi, raccontandomi pian piano tutto quello che avrei potuto tradurre con le mie parole. E questo lavoro esiste perché Erika Zanon che è responsabile della comunicazione di Aquileia mi ha invitata a raccontare Aquileia. E la cosa che mi piace sempre dire è che è un unicum, perché ad esempio non c’è Grado, c’è una volontà proprio di tornare all’origine come Giovanni Battista Brusin, che è stato il deus ex machina del Novecento ad Aquileia e degli scavi, perché grazie a lui si è scavato, lui ha scavato il porto, ha trovato il sepolcreto. Lui aveva scritto questa guida nel 1929 solo su Aquileia e la scelta che è stata fatta con Fondazione Aquileia e con Promoturismo FVG e con il Comune è di raccontare unicamente Aquileia, lasciando volontariamente spazio ad altre guide che racconteranno poi la verità storica, perché Aquileia è la mamma di Grado che è la mamma poi di Venezia. Quindi c’è tutto un percorso che ovviamente nel libro abbiamo tratteggiato”.

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L’editore Marco Vertovec

“La parte storica è stata curata da Marco Vertovec, storico, ed è l’editore di queste guide che si chiamano “incentro – Libreria editrice Odos”, editore con sede a Udine, italo-sloveno, e le troverete in tutta Italia. Adesso ad esempio usciamo con “Rimini e le terre malatestiane” e anche con “Bergamo”, ed è un bel racconto, un racconto di turismo contemporaneo, un racconto che viene fatto per il turista straniero. Aquileia – ad esempio – adesso verrà tradotto in tedesco e in inglese, perché solamente la Basilica di Aquileia ha oltre 200mila turisti che la vengono a visitare, e non sono solo italiani. Per cui era necessario un racconto internazionale”.

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Frame del film “La scelta di Maria” con Sonia Bergamasco e Cesare Bocci (foto fondazione aquileia)

“C’è una regola divertente della guida che è la regola delle Top Five, da cui nasce il mio tipo di lavoro. E sempre diamo delle classifiche e diamo dei giudizi partigiani sulle cose perché raccontiamo i cinque luoghi del cuore. In questo caso ad Aquileia abbiamo avuto la gentilezza di Sonia Bergamasco, poetessa, attrice di teatro, di cinema, di televisione, che ha interpretato Maria Bergamas nel film La scelta di Maria, uscito in occasione del centenario del Milite Ignoto: lei ci ha regalato i suoi cinque luoghi del cuore insieme a Cesare Bocci. Insieme a loro ho chiesto a Francesco Tullio Altan, l’inventore della Pimpa, che vive ad Aquileia, di raccontarci i suoi luoghi del cuore insieme alla moglie Mara Chaves, che è un’illustratrice, un’artista, una inventrice di maschere. Poi abbiamo chiesto a Emilio Rigatti, che è un noto scrittore, ciclista, e professore di scuole i suoi luoghi del cuore, che è la Basilica”.

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Visite guidate al cimitero degli eroi ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

“Abbiamo poi chiesto alle guide autorizzate: e questa è stata un’idea che ho appoggiato fortemente, perché camminando dentro Aquileia mi sono accorta che era un racconto destinato a essere vissuto con la forma delle guide turistiche perché Aquileia non ci sarebbe nel racconto dell’invisibile se non ci fossero le guide turistiche autorizzate. Non le improvvisate. Ma quelle persone che hanno studiato la possibilità di poter essere delle brave storyteller. E così ho deciso di coinvolgere 5 guide turistiche, quelle che più amano il racconto su Aquileia, per chiedere loro quale fosse il loro luogo del cuore. Poi, non da ultimo, sempre nella Top Five, Gigi Delneri che per chi ama il calcio lo ricorda per aver portato il Chievo Verona in Serie A ed è veramente, ed è veramente un aquileiese doc, che mi ha raccontato di quando giocava a calcio nei luoghi del Novecento ad Aquileia, perché Aquileia adesso ha tremila abitanti ma più o meno si è sempre aggirata su questa cifra. E quindi – conclude – un racconto così è un racconto corale, capillare. Io sono stata aiutata da tutte le persone della città sono tremila e tutti sapevano che io per un anno e mezzo sono girata dentro Aquileia con il racconto, e mi hanno molto aiutato. In questa guida ci sono anche i bar, i ristoranti, gli alberghi dove alloggiare e quelle chicche che un turista ha piacere di vivere quando vive ad Aquileia magari per tre giorni”.

Programma delle passeggiate lente

aquileia_museo-paleocristiano_sala-espositiva_foto-fondazione-aquileiaore 9.30 – Dal Porto Fluviale al Museo Paleocristiano di Monastero. Percorso: via Salvemini – Museo paleocristiano. Durata: 1 ora

aquileia_area-archeologica_decumano-aratria-galla_foto-fondazione-aquileiaore 14.30 – Da via Popone al porto, tra i resti fastosi della romanità pubblica aquileiese. Percorso: via Popone – fondo CAL – Mausoleo Candia – Decumano di Aratria Galla – Porto Fluviale. Durata: 1.30 ore

aquileia_area-archeologica_domus-tito-macro_33_foto-fondazione-aquileiaore 15.30 – Nei dintorni della Basilica. Percorso: Domus e Palazzo Episcopale – Fondo Cossar – Domus di Tito Macro. Durata: 1.30 ore

aquileia_archeologico_infilata-delle-sale_foto-fondazione-aquileiaore 15.30 – Dal museo archeologico nazionale al sepolcreto. Percorso: Museo archeologico nazionale di Aquileia – via Roma – via XXIV Maggio – sepolcreto romano. Durata: 1.30 ore

aquileia_cimitero-degli-eroi_11_foto-fondazione-aquileiaore 16.00 – Il Cimitero degli Eroi. Percorso: l’intera visita si svolge all’interno del Cimitero degli Eroi. Durata: 1 ora

aquileia_basilica_cripta-degli-affreschi_foto-fondazione-aquileiaore 16.30 – All’interno della Basilica patriarcale. Percorso: Aula teodoriana sud – Cripta degli affreschi – Cripta degli scavi – Battistero – Südhalle. Durata: 1.30 ore

aquileia_area-archeologica_visite-teatralizzate-per-bambini_foto-fondazione-aquileiaVisite teatralizzate per bambini. Il 15 aprile ci sono in programma anche due appuntamenti per bambini e ragazzi, che li vedranno coinvolti in un vero e proprio “salto nel passato” grazie alla presenza di un personaggio dell’antichità: la matrona Aratria Galla. La partecipazione alle visite teatralizzate è gratuita, su prenotazione obbligatoria al numero +39 375 6562461 o all’email fondazione@radiomagica.org. Ore 15.00 – Visita teatralizzata al Decumano. Fascia d’età: da 5 anni compiuti a 8 anni (accompagnati da un adulto). Durata: 1.00 ora. Ore 16.30 – Visita teatralizzata al Decumano. Fascia d’età: da 9 anni compiuti a 13 anni. Durata: 1.00 ora.

Il libro “Nautica Antica. Itinerari nel mondo della navigazione tra storia archeologia ed etnografia” di Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale: l’etnografia nautica diventa un importante strumento di studio comparativo che aiuta a comprendere i modi di navigare degli antichi

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La copertina del libro “Nautica Antica. Itinerari nel mondo della navigazione tra storia archeologia ed etnografia” di Stefano Medas

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Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale

“Nautica Antica. Itinerari nel mondo della navigazione tra storia archeologia ed etnografia” di Stefano Medas, archeologo subacqueo e navale, è il titolo del libro uscito nel 2022 per L’Erma di Bretschneider nella collana Studia Archaeologica. Se confrontate con quelle attuali, le tecniche e le pratiche di navigazione degli antichi risultano relativamente semplici, basate su princìpi essenziali ma estremamente efficaci, come dimostra la loro lunga persistenza nel corso del tempo. Poca teoria e tanta pratica, pochi strumenti e molta esperienza; la straordinaria capacità di rapportarsi con l’ambiente e con gli elementi naturali ha sviluppato quel “senso marino” che è sempre stato una peculiarità propria delle genti di mare fino al tramonto della vela, ovvero fino alla prima metà del secolo scorso. Possiamo così ritrovare diversi princìpi dell’antica arte di navigare nella recente marineria tradizionale, ovvero nella marineria da lavoro e da pesca, in un contesto popolare che maggiormente ha conservato caratteri “arcaici”. Lo stesso è accaduto per i sentimenti dei marinai, per le loro credenze nei confronti delle imbarcazioni e del mare. L’etnografia nautica rappresenta quindi un importante strumento di studio comparativo, che ci aiuta a comprendere modi di navigare che solo la nostra ottica di moderni uomini tecnologici ci fa apparire rudimentali. Modi di navigare che, invece, presentano una loro speciale raffinatezza, perfettamente adeguati ad ogni necessità, a spostarsi regolarmente da un capo all’altro del Mediterraneo e perfino ad affrontare viaggi oceanici.

Negrar. A villa Rizzardi-Pojega l’incontro “Archeologia a Negrar: le ricerche in corso” per illustrare i risultati delle ricerche archeologiche in corso in tutto il territorio negrarese, con focus speciale sulla Villa dei Mosaici

verona_sabap_presentazione-ricerche-villa-dei-mosaici_locandinaNon solo la Villa dei Mosaici di Negrar ancora protagonista, dopo le visite guidate andate subito in sold out. Venerdì 14 aprile 2023, alle 17.30, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza in collaborazione con il Comune di Negrar di Valpolicella, l’università di Verona e l’università di Milano organizza, a Villa Rizzardi – Pojega, l’incontro “Archeologia a Negrar: le ricerche in corso” per illustrare i risultati delle ricerche archeologiche in corso in tutto il territorio negrarese, rese possibili anche grazie a sponsorizzazione e ad accordi di partenariato pubblico-privato tra la Soprintendenza, il Comune di Negrar di Valpolicella, le Università e ad alcune aziende vitivinicole della Valpolicella. Un focus particolare sulla Villa dei Mosaici dove è in corso di definizione il progetto per la valorizzazione come area archeologica con strutture e percorsi attrezzati per la pubblica fruizione. Dopo i saluti e la presentazione dell’incontro da parte di Roberto Grison (sindaco di Negrar di Valpolicella) e Brunella Bruno (soprintendenza APAB per le province di Verona, Rovigo e Vicenza), interverranno: Paola Salzani (soprintendenza APAB per le province di Verona, Rovigo e Vicenza) e Umberto Tecchiati (università di Milano) su “Prima della villa: ricerche archeologiche e paleoambientali nel sito preistorico di Colombare”; Gianni De Zuccato (già soprintendenza APAB per le province di Verona, Rovigo e Vicenza), Nicola Delbarba (università di Verona) su “La Villa dei mosaici dallo scavo alla ricostruzione 3D”; Patrizia Basso (università di Verona), Gianni De Zuccato (già soprintendenza APAB per le province di Verona, Rovigo e Vicenza) su “La Villa dei mosaici e la produzione vinicola”; Alberto Manicardi (SAP Società Archeologica) su “Le ultime fasi dello scavo”; Vincenzo Tinè (soprintendenza APAB per l’Area Metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso) su “Il progetto di valorizzazione”. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Roma. Novità: da aprile a giugno, con la Serra Moresca ogni sabato visite guidate alla Torre Moresca, complesso di stile arabeggiante che stupiva gli ospiti del principe Torlonia

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La Torre Moresca di Villa Torlonia è aperta alle visite ogni sabato (foto roma capitale)

Dopo l’apertura al pubblico, dalla fine del 2021, della Serra Moresca, viene ora restituita alla città e alla fruizione di romani e turisti anche la Torre Moresca altra suggestiva e imponente costruzione che, insieme alla Serra Moresca, costituisce il complesso architettonico dalle linee arabeggianti, progettato intorno al 1839 dall’architetto Giuseppe Jappelli per il principe Alessandro Torlonia, ispirandosi all’Alhambra di Granada. Da aprile e fino al 24 giugno 2023, ogni sabato è possibile visitare i due piani della Torre Moresca e rivivere in parte quelle suggestioni e quello stupore che doveva impressionare i pochi e privilegiati ospiti del Principe Torlonia, invitati ad un pranzo inaspettato.

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Lo stile arabeggiante della Torre Moresca di Villa Torlonia a Roma (foto roma capitale)

Nella stanza più alta della Torre era infatti allestita una sontuosa sala da pranzo, caratterizzata da ampie finestre con intelaiature in ghisa e vetri colorati e da pareti riccamente decorate da stucchi policromi. La sala aveva al centro un divano che, mediante l’azione di un meccanismo nascosto, poteva essere sollevato verso il soffitto, facendo contemporaneamente salire un tavolo imbandito, preparato nel frattempo, nella cucina sottostante. L’iniziativa è promossa da Roma Culture, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, con i servizi di Zètema Progetto Cultura.

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La Torre Moresca di Villa Torlonia è visitabile con prenotazione obbligatoria (foto roma capitale)

La Torre Moresca è visitabile con prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente al call center 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19) acquistando contestualmente il biglietto d’ingresso alla Serra Moresca (4 euro intero, 3 euro ridotto, + 1 euro di prevendita), sempre tramite il call center. La visita è tutta gratuita per i possessori della MIC card in corso di validità, ma rimane obbligatoria la prenotazione telefonica. Fino al 24 giugno 2023, ogni sabato, i visitatori possono accedere alle 10.40, 11.20, 12, 15.20, 15.40, 16.20; a condurre la visita è una guida messa a disposizione dalla sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. I gruppi con guida propria possono entrare alle 10, 12.20, 13, 15, 17, 18, sempre con prenotazione obbligatoria allo 060608. Per la sua particolare morfologia la Torre Moresca può ospitare in contemporanea non più di 20 visitatori per turno. La durata massima della visita è di 20 minuti. La visita alla Torre Moresca si svolge attraverso un percorso che prevede 42 gradini e per tanto non è idonea a persone con difficoltà motoria grave. Al termine della visita alla Torre, il pubblico può proseguire autonomamente la visita alla Serra oppure uscire dal complesso.

Negrar di Valpolicella (Vr). Visite guidate gratuite alla Villa dei Mosaici in collaborazione con la soprintendenza APAB di Verona. Prenotazione obbligatoria

negrar_villa-dei-mosaici-visite-guidate-gratuite_locandinaVisite guidate gratuite alla Villa dei Mosaici di Negrar in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e paesaggio di Verona. A seguito del successo delle visite organizzate nella primavera del 2022, viene riproposta l’intera giornata di venerdì 14 aprile 2023 di visite all’eccezionale complesso archeologico della Villa dei Mosaici di Negrar di Valpolicella (Vr). L’accesso è gratuito con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite al link https://www.eventbrite.com/…/biglietti-villa-dei…. La visita è prevista per fasce orarie: alle 9, 10, 11, 12, 15, 16, per un massimo di 30 partecipanti per fascia oraria, ciascuna suddivisa in due gruppi. In caso di maltempo l’evento sarà annullato. I partecipanti sono invitati a raggiungere il sito con una passeggiata su un comodo sentiero che costeggia i vigneti, che parte dal parcheggio di villa Guerrieri – Rizzardi. Alla Villa dei Mosaici si può accedere in auto solo per una fermata che consente di avvicinare e accedere al sito archeologico a persone con ridotta mobilità. L’accompagnatore poi deve portare l’auto al parcheggio.

Firenze. Agli Uffizi per “Dialoghi d’Arte e Cultura” incontro, in presenza e on line, su “Lingua e scrittura degli Etruschi” nella lezione di Etruscologia di Adriano Maggiani in ricordo di Helmut Rix

firenze_uffizi_conferenza-lingua-scrittura-degli-etruschi_maggiani_locandinaSi parlerà di “Lingua e scrittura degli Etruschi” nella lezione di Etruscologia di Adriano Maggiani in ricordo di Helmut Rix. L’appuntamento è mercoledì 12 aprile 2023, alle 17, nell’auditorium Vasari delle Gallerie degli Uffizi a Firenze. Introducono Giuseppe Sassatelli, presidente dell’istituto nazionale di Studi Etruschi e Italici, ed Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. L’evento sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina @uffizigalleries.

firenze_uffici_dialoghi-d-arte-e-cultura_locandinaL’incontro rientra nel ciclo “Dialoghi d’Arte e Cultura”, un’iniziativa che ormai da cinque anni ricopre un ruolo centrale nell’offerta culturale che le Gallerie degli Uffizi offrono a cittadini e visitatori. Fino al 31 maggio 2023, ogni mercoledì alle 17, l’auditorium Vasari (Piazzale degli Uffizi 6) ospita studiosi italiani ed esteri che illustreranno al pubblico in sala e a quello collegato tramite il canale Facebook delle Gallerie, argomenti che spazieranno dalla letteratura, all’archeologia, dall’arte contemporanea all’architettura, dalla museologia alla scienza. “Un museo – spiega Schmidt – non è solo un luogo che raccoglie ed espone opere d’arte, ma deve essere anche, e forse soprattutto, un centro di diffusione del sapere accessibile a tutti. Il ciclo di incontri “Dialoghi di arte e cultura” ormai da cinque anni svolge l’importante compito di avvicinare cittadini e ospiti a temi inediti e affascinanti della cultura grazie alle testimonianze dirette dei protagonisti della ricerca scientifica e dei professionisti del mondo dei beni culturali. Dopo le inevitabili limitazioni dovuta all’emergenza covid, le conferenze tornano ora ad essere pienamente fruibili in presenza nello splendido contesto dell’auditorium Vasari, dove contiamo di ospitare un pubblico sempre più numeroso e curioso”.

Roma. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia festeggia il 142.mo anniversario della scoperta del sarcofago degli Sposi, il suo reperto simbolo, e con un video ripercorre la storia del suo arrivo a Villa Giulia grazie all’intuito e alla decisione del suo fondatore, Felice Barnabei

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Dettaglio del famoso Sarcofago degli Sposi, conservato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

È uno dei reperti più iconici del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, probabilmente il suo simbolo: parliamo del Sarcofago degli Sposi. La sua scoperta, 142 anni fa, avvenne proprio in questi giorni: era infatti il 9 aprile 1881. Per il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia ricordare questa scoperta eccezionale, il rinvenimento del Sarcofago degli Sposi in innumerevoli frammenti, è l’occasione anche per ripercorrere l’attività unica del fondatore del museo, Felice Barnabei, che riuscì ad aggiudicarsi i frammenti, e a inserire l’anniversario all’interno del percorso che proprio in questi giorni, e fino al 9 luglio 2023, la mostra “Felice Barnabei ‘centum deinde centum’. Alle radici dell’archeologia nazionale” dedicata al fondatore del Museo di Villa Giulia, personalità di spicco nel panorama scientifico e politico italiano, mostra curata da Maria Paola Guidobaldi, Valentino Nizzo e Antonietta Simonelli, che vuole essere un racconto dell’articolata vicenda privata e istituzionale di Felice Barnabei, ricca di successi ma anche di amarezze in cui la storia personale di un uomo fuori dal comune si intreccia con la Storia della nostra Nazione. Il Centenario della sua morte (1922-2022) ha infatti offerto al Museo l’occasione per valorizzare, con diverse iniziative culturali, le sue imprese e la sua figura di uomo politico e archeologo a cui si deve la fondazione nel 1889 del museo nazionale Romano e del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, nonché la promozione delle moderne leggi italiane di tutela del patrimonio culturale.

Con il video racconto curato da Maria Paola Guidobaldi, curatrice delle Collezioni, che è anche la voce narrante, si ripercorrono le tappe di questo straordinario ritrovamento che ha segnato la storia dell’archeologia e la vita del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’acquisizione dell’opera si deve alla grande intuizione del fondatore del Museo, Felice Barnabei, che proprio in questi giorni è protagonista della mostra temporanea allestita nelle sale museali. Felice Barnabei, infatti, aveva avuto modo di vedere i frammenti del sarcofago in occasione di un sopralluogo condotto nel Palazzo Ruspoli di Cerveteri insieme a Wolfang Helbig, “famoso negoziante di antichità”, finalizzato alla divisione dei reperti fra il principe Francesco Ruspoli e Domenico Boccanera. Ma in una stanza attigua egli intravide molti “rottami fittili” fra cui una testa femminile, di cui capì l’importanza. E fece in modo di poter rivedere di lì a poco quei frammenti, frattanto traferiti nel Palazzo Ruspoli di Roma. Non solo riconobbe anche una mezza testa maschile ma soprattutto, grazie all’esperienza che gli derivava dall’aver lavorato nella bottega del padre Tito, maiolicaro nella natia Castelli, capì che tutti i frammenti fittili sparsi erano “frutto di un solo fuoco di fornace”, ossia appartenevano a un solo manufatto, molto simile al sarcofago Campana del Museo del Louvre a Parigi. Dopo una trattativa durata quasi 12 anni, in cui lo scoglio maggiore era rappresentato proprio dal direttore del museo di Firenze, parimenti interessato all’acquisto, Barnabei riuscì ad avere la meglio, offrendo 4.000 lire, “un po’ più” di quanto avesse offerto il rivale, ma soprattutto perché aveva ottenuto che il Principe Ruspoli dichiarasse che era pronto a cedere i frammenti al Ministero solo a condizione che venissero esposti in un museo governativo di Roma “e precisamente in quello di Villa Giulia”, il suo Museo.