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Pompei. “Sogno di volare”, la prima produzione teatrale del parco archeologico di Pompei, diventa un docufilm visibile DeAKids, Sky on demand e Prime Video

“Sogno di volare”, la prima produzione teatrale del parco archeologico di Pompei, diventa un docufilm, per la regia di Marcello Adamo, realizzato da Innovation Hub in collaborazione con Giffoni e arriva, dal 10 aprile 2023 su DeAKids (canale 601 di Sky), Sky on demand e Prime Video. Un progetto ambizioso, che si pone l’obiettivo di ricucire il rapporto tra un sito di inestimabile valore storico artistico e il suo pubblico. Protagonisti sono i ragazzi dell’istituto liceale “Pascal” di Pompei e dell’istituto tecnico “Pantaleo” di Torre del Greco, impegnati nella messa in scena di un adattamento della commedia “Uccelli” di Aristofane con la regia di Marco Martinelli, musiche di Ambrogio Sparagna e disegno luci di Vincent Longuemare, professionisti della scena teatrale di fama internazionale. A Giffoni il compito di narrare attraverso le immagini questo straordinario viaggio con un’opera che racconta, tappa dopo tappa, la costruzione della pièce teatrale dietro cui si nasconde qualcosa di più grande e più profondo, come il cementarsi di una identità collettiva ma anche la valorizzazione dei talenti di un territorio nel segno della cultura. Ancora una volta, in piena linea con quella che è la mission di Giffoni, i riflettori sono puntati su tante ragazze e ragazzi che hanno preso parte a questa visionaria avventura, capace di gettare un ponte tra epoche lontanissime e di attualizzare quelli che sono i valori, le emozioni, la filosofia e i messaggi che ci arrivano da uno dei più grandi commediografi del mondo classico.

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Progetto “Sogno di volare”: i ragazzi di Pompei con “Uccelli” nel Teatro Grande di Pompei (foto parco archeologico pompei)

giffoni_logo“Abbiamo creato questa storia mettendo al centro i ragazzi”, spiega Jacopo Gubitosi, direttore generale di Giffoni – e usando il cinema come un’esperienza più profonda. Un racconto antico, come quello di Aristofane, che libera mille nuove narrazioni, diventa generatore di idee, traccia memorie collettive, afferma principi fondamentali del vivere insieme. Ringrazio il direttore Gabriel Zuchtriegel per aver fortemente voluto questo progetto”. Giffoni è infatti riuscito a coniugare la cultura classica e i nuovi linguaggi audiovisivi dando vita ad un docufilm, che si è rivelato una scommessa vinta, grazie alla sinergia con il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. pompei_sogno-di-volare_logo“Questo docufilm è un racconto emozionale, la testimonianza di un un’esperienza intensa e di un percorso di crescita che hanno vissuto i ragazzi, studenti delle scuole vesuviane, entrando in contatto con la storia attraverso l’arte del teatro”, sottolinea il direttore generale. “Ma è ancor di più la prova che è possibile eliminare la percezione di distanza dai luoghi della cultura, spesso immaginati dai più giovani come un qualcosa di stantio e noioso, riuscendo a farglieli vivere come luoghi del loro quotidiano. Questa sfida riuscita per la prima edizione ci ha incoraggiati ad ampliare il progetto, che per il secondo anno vedrà coinvolti molti più ragazzi e nuovi istituti scolastici”. Il progetto si inserisce in un protocollo di intesa stipulato, in attuazione del Piano strategico, ad aprile del 2022 tra il parco archeologico di Pompei, il Grande Progetto Pompei/Unità Grande Pompei e l’Ufficio scolastico regionale della Campania, finalizzato a coinvolgere le scuole del territorio e stabilire un legame concreto tra le antiche testimonianze e i giovani fruitori, in un percorso volto alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico.

Altino. Settima puntata della rubrica #archeoaltino: focus su un santuario del I sec. a.C. in località Fornasotti, vicino all’accesso della Via Annia ad Altinum

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Mappa dell’antico abitato di Altino: nel cerchietto rosso la posizione del santuario trovato in località Fornasotti (foto drm-veneto)

Settima puntata della rubrica #archeoaltino che, il martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Oggi focus su un santuario che con grande probabilità sorgeva nel I sec. a.C. in località Fornasotti, in prossimità dell’accesso della Via Annia ad Altinum, lungo la sponda attrezzata del canale meridionale. Di questo edificio sacro rimangono alcune graziose decorazioni fittili, oggi esposte al museo Archeologico nazionale di Altino.

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Lastra-gocciolatoio a testa di animale dal santuario in località Fornasotti conservata al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Dal santuario in località Fornasotti proviene una lastra di rivestimento in terracotta con gocciolatoio a forma di animale e decorazione a motivi vegetali, ovoli e astragali.

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Antefissa in terracotta con la Potnia Theron dal santuario di località Fornasotti oggi al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

In museo esposta anche una bella antefissa in terracotta con figura femminile attorniata da due animali rampanti che rappresenta la Potnia Theròn o Signora degli animali, divinità connessa alla natura e agli animali, sui quali esercitava il potere. Questo esemplare trova confronti con altre rappresentazioni presenti in edifici templari in Italia settentrionale all’inizio del I sec. a.C., periodo al quale si data anche questa antefissa.

Roma. Musei Capitolini: la mostra “La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia” a Palazzo Caffarelli si arricchisce di nuovi contenuti multimediali

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Locandina della mostra “La Roma della Repubblica” a Palazzo Caffarelli (Musei Capitolini) dal 13 gennaio al 24 settembre 2023

Si arricchisce di contenuti multimediali la mostra “La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia” a Palazzo Caffarelli, promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, curata da Isabella Damiani e Claudio Parisi Presicce e visitabile fino al 24 settembre 2023 nelle sale di Palazzo Caffarelli dei Musei Capitolini. Inaugurata a gennaio 2023 la mostra espone principalmente le collezioni di proprietà comunale provenienti dai magazzini e dai musei della Sovrintendenza: circa 1800 opere (tra cui manufatti in bronzo, pietra locale, in rari casi marmo, soprattutto terracotta e ceramica) quasi tutte visibili al pubblico per la prima volta (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2023/01/12/roma-a-palazzo-caffarelli-dei-musei-capitolini-al-via-la-mostra-la-roma-della-repubblica-secondo-capitolo-del-ciclo-il-racconto-dellarcheologia-1800-ope/). Il nuovo progetto multimediale è ideato e curato dalla Sovrintendenza Capitolina e realizzato da Progetto Katatexilux.

La mostra dal 7 aprile 2023 è arricchita da una videoproiezione immersiva – visibile nella Sala Multimediale, situata al principio del percorso espositivo – che narra in maniera evocativa e coinvolgente le vicende della storia repubblicana di Roma, con l’espandersi del controllo sull’Italia e dell’egemonia sul Mediterraneo, attraverso i secoli. La proiezione avviene su due piani: il primo di fronte al visitatore, su una parete semicircolare che quasi lo avvolge e il secondo ai suoi piedi; si crea così un ambiente semi immersivo di grande impatto. Le tappe dell’inesorabile espansione di Roma sono ripercorse grazie a una serie di cartografie tematiche proiettate a terra, mentre sulla parete frontale sono rappresentati gli episodi salienti, i luoghi e i protagonisti della storia. Il racconto avviene con l’ausilio di videoproiezioni, grafica e riproduzioni, con effetto olografico, di alcuni dei reperti in mostra, oltre a grafici e linee del tempo animate, il tutto accompagnato da un supporto audio.

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01. Allestimento di materiali dal deposito votivo di Minerva Medica, IV-I secolo a.C., conservato ai Musei Capitolini (foto zeno colantoni / musei capitolini)

“Il lavoro dell’archeologo, nel ricostruire e raccontare il passato partendo dalle testimonianze materiali delle società antiche, procede sempre attraverso complessi processi ricostruttivi, spesso si fanno collegamenti, ipotesi e confronti. La tecnologia aiuta a immaginare e a raccontare il mondo antico, rendendolo più chiaro agli occhi dei visitatori”, sottolinea il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce. “I nuovi contenuti multimediali consentono di contestualizzare al meglio i materiali esposti provenienti da contesti urbani, inserendoli nelle tappe fondamentali della grande storia della Roma repubblicana”. La video installazione riprende infatti il criterio espositivo della mostra: il titolo “Il racconto dell’archeologia” vuole sottolineare come i materiali presentati nelle diverse sezioni siano legati alla “grande storia” e ci consentano di rintracciare gli effetti che l’ascesa di Roma su vasta scala produsse anche a scala urbana, plasmando la Città, i luoghi del sacro e del potere.

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Terrecotte architettoniche dalla via Latina: la Triade Capitolina – Giove, Giunone, Minerva (inizi I secolo a.C.) conservata ai Musei Capitolini (foto zeno colantoni / musei capitolini)

“La nuova video istallazione inaugurata rende la mostra ancora più interessante. Il racconto storico sviluppato dai nuovi contenuti multimediali contestualizza al meglio gli oltre 1.800 reperti, tra terrecotte, bronzi, manufatti in pietra e ceramiche che sono esposti e ne valorizza ulteriormente la bellezza e il grande valore”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor. Proseguendo nel percorso espositivo, nella Sala 7 è stato allestito un nuovo impianto didascalico interattivo per presentare la significativa raccolta di reperti numismatici, rappresentativi della storia della monetazione e dell’economia dei lunghi secoli della Repubblica. La modalità di lettura multimediale enfatizza e rende esplicito il valore di testimonianza storica e archeologica dei materiali scelti e consente di comprendere a pieno il ruolo determinante svolto dai beni pre-monetali prima e dalle monete poi, come indicatori delle profonde trasformazioni economiche, storiche e sociali che accompagnarono il passaggio dalla città/stato alla repubblica e poi all’impero. Il racconto è articolato in paragrafi che seguono l’evoluzione della monetazione nel corso della storia repubblicana. Il visitatore può interrompere la descrizione e ricominciare da capo o passare agevolmente agli approfondimenti proposti di volta in volta. Un pulsante, infine, consente di esplorare in dettaglio i materiali presenti in vetrina visualizzando il retro delle monete, esplorando le immagini ad altissima risoluzione e leggendo le schede informative.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco riaperta Villa Poniatowski dopo la chiusura invernale. Museo, villa e giardini aperti a Pasqua e Pasquetta

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Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: visite a Villa Poniatowski riaperta dopo la pausa invernale (foto etru)

Con la Primavera riapre al pubblico Villa Poniatowski. Il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia annuncia che da venerdì 7 aprile 2023 ogni venerdì, sabato e domenica, dalle 14 alle 19, a eccezione delle prime domeniche del mese a ingresso gratuito e dei giorni festivi (es. 9 aprile Domenica di Pasqua, 2 Giugno Festa della Repubblica Italiana), torniamo ad aprire un luogo straordinario e ancora poco conosciuto nel panorama delle ville storiche e dei luoghi della cultura della nostra incredibile città. Con lo stesso biglietto, acquistabile presso la sede di Villa Giulia, potrete ammirare sale riccamente affrescate e dal sapore orientale, e le straordinarie collezioni provenienti dai territori dell’Umbria e del Latium Vetus, tra cui le splendide tombe principesche di Palestrina. Non è necessaria la prenotazione. Sarà cura del personale gestire il flusso dei visitatori. I gruppi non potranno superare il numero delle 25 unità e dovranno segnalare la loro presenza alla casella di posta mn-etru.prenotazioni@cultura.gov.it.

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Il giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Pasqua e Pasquetta, grazie all’iniziativa del ministero della Cultura e alla disponibilità di tutto il personale del museo, i capolavori, la villa e gli splendidi giardini saranno aperti per tutto il periodo festivo dalle 9 alle 20 (ultimo ingresso alle 19) e nel pomeriggio di sabato 8 aprile, dalle 14 alle 19, c’è anche la splendida Villa Poniatowski che è appena stata riaperta dopo la chiusura invernale. Inclusa nel costo del biglietto la mostra dedicata al fondatore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Felice Barnabei. “Centum deinde Centum”. Alle radici dell’archeologia nazionale”.

Pozzuoli. Nuova luce sull’antico Macellum – il cd. Tempio di Serapide: inaugurato il nuovo impianto di illuminazione. Pagano: “Così il monumento sarà visitabile anche la sera”

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Il cd Tempio di Serapide, l’antico Macellum di Puteoli, nell’odierna Pozzuoli (foto pa-fleg)

Da venerdì 7 aprile 2023 il Macellum, uno dei simboli della città di Pozzuoli, si veste di nuova luce. Dopo la conclusione dei lavori, promossi dal parco archeologico dei Campi Flegrei, che hanno interessato negli ultimi mesi il cd. Tempio di Serapide, l’antico Macellum della città romana, viene messo in funzione il nuovo impianto specificatamente progettato per il sito e nei prossimi giorni verranno effettuati test per ottimizzarne la resa. La nuova illuminazione è stata concepita per restituire la visione di un simbolo della città, per consentire con la luce una migliore lettura dai diversi affacci circostanti, per offrire uno strumento critico di lettura, interpretazione e valorizzazione del monumento. Si è voluto puntare su un’illuminazione prevalentemente localizzata e poco invadente, usando sorgenti luminose di ultima generazione altamente performanti che possano garantire economicità gestionale e dell’ottimizzazione manutentiva. Il progetto illuminotecnico è stato curato dall’architetto Carolina De Camillis, che ha al suo attivo numerosi lavori di illuminazione su alcune delle più importanti aree archeologiche italiane. “Il Macellum di Pozzuoli”, dichiara Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, “si accende, anzi per meglio dire continua ad accendersi. Dopo l’avvio del nuovo, innovativo, modello di gestione che ha reso finalmente fruibile il monumento al pubblico, dopo una stagione di eventi e iniziative che hanno reso l’antico monumento spazio di vitalità contemporanea, la nuova illuminazione apre diversi scenari non soltanto visivi. Grazie a questo intervento il Macellum restituirà pienamente il suo fascino a tutti coloro che frequentano l’area dopo il tramonto e sarà soprattutto visitabile anche in orari serali, offrendo nuove opportunità di crescita sociale, culturale ed economica. Mai come in questo caso accendere la luce vuol dire avviare una vera e propria rinascita”.

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Il percorso della mostra “Proiezioni” nei sotterranei dell’anfiteatro flavio di Pozzuoli (foto pafleg)

Il progetto si inserisce nel cuore del centro storico di Pozzuoli, in un’area densamente frequentata da cittadini e turisti. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, dichiara: “Ringrazio il direttore Fabio Pagano, con il quale abbiamo avviato una collaborazione fattiva e proficua, nell’esclusivo interesse della città. L’illuminazione del Macellum è un’opera che tutti i puteolani attendevano da anni. L’azione della mia amministrazione ha come obiettivo prioritario riportare la luce a Pozzuoli e su Pozzuoli. Il Rione Terra riaperto a Natale, l’Anfiteatro Flavio con i lavori in corso e il Macellum illuminato sono i primi passi per valorizzare come merita uno dei luoghi più belli del mondo, in piena sinergia tra enti e istituzioni che operano, insieme, con un unico obiettivo: includere Pozzuoli nel panorama delle mete più ambite dal turismo culturale”. L’apertura del sito e le attività di valorizzazione sono svolte in collaborazione con l’ATI Macellum nell’ambito di un partenariato pubblico privato. Nelle prossime settimane verrà lanciato il programma di passeggiate serali per consentire ai visitatori di ammirare il sito archeologico illuminato non solo dall’esterno.

Dove si può andare a Pasqua e Pasquetta? Al parco archeologico di Ercolano (con visita alla Casa della Gemma) e alla Reggia di Portici (mostra “Materia”)

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Panoramica del sito archeologico di Ercolano (foto Paerco)

ministero_Pasquetta-2023_locandinaministero_Pasqua-2023_locandinaQualche idea “archeologica” per Pasqua? Il parco archeologico di Ercolano propone di trascorrere la Pasqua e Pasquetta nell’antica Herculaneum e alla Reggia di Portici. Il parco archeologico di Ercolano dà il benvenuto agli appassionati di archeologia, dei luoghi da visitare all’aperto, della cultura, durante le festività di Pasqua e si prepara ad un altro weekend da sold out, accogliendo il proprio pubblico tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18). “Il primo trimestre dell’anno”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “ci ha regalato dati incoraggianti che rafforzano la determinazione di tutti noi del parco a offrire un’esperienza sempre migliore e ricca di contenuti culturali diversificati come stiamo preparando con il lavoro in pieno svolgimento del Museo digitale che valorizzerà l’intera città antica come museo a cielo aperto per interpretare al meglio l’unicità di questo luogo”.

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La Casa della Gemma riaperta al pubblico dopo un prezioso restauro a cura dell’Herculaneum Conservation Project (foto paerco)

Grazie anche alla collaborazione dello staff del Parco le professionalità del Packard Humanities Institute, durante i giorni di festa i visitatori potranno approfittare della visita della Casa della Gemma – dalle 9 alle 13 -, visita che è inclusa nel biglietto di ingresso al Parco.  La Casa della Gemma diventa l’offerta di primavera del parco archeologico di Ercolano, aperta dopo gli interventi di restauro l’anno scorso in questo stesso periodo, è uno dei gioielli dell’antico sito, famosa per i preziosi mosaici pavimentali.

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Una sala della mostra “Materia” alla Reggia di Portici (foto graziano tavan)

Gli amanti dei tesori ercolanesi potranno inoltre completare la visita con la mostra MATERIA. Il legno che non bruciò ad Ercolano; più di 120 gli oggetti in legno recuperati da Ercolano e in mostra negli Appartamenti Reali della Reggia di Portici, accessibile anche nel giorno di Pasqua. Per tale visita i turisti potranno approfittare del biglietto integrato Parco/Reggia. Per tutte le info http://www.ercolano.beniculturali.it e per tutte le info sulla mostra è disponibile anche un sito completamente dedicato https://www.materiainreggia.it/.

Altino. Si inaugura la pista ciclo-pedonale che porta al museo nazionale, step importante verso il parco archeologico

altino_archeologico_inaugurazione-pista-ciclo-pedonale_locandinaSabato 8 aprile 2023 è in programma un evento importante per il territorio altinate: si inaugura la pista ciclabile che congiunge la Greenway del Sile alle aree archeologiche di Altino e, con il nuovo attraversamento stradale davanti ad AltinoLab, al tratto già presente che dalle aree conduce al Museo. L’appuntamento è appunto sabato 8 aprile 2023, alle 10, nel parcheggio di via Marconi 45 (ex ICM) o alle 10.30 nel parcheggio di borgo Trepalade. Come? In bicicletta. Con un traguardo: le aree archeologiche e il museo nazionale di Altino. E per chi non desiderasse fare tutto il percorso, il ritrovo è alle 10.45 ai piedi del nuovo ponte di Altino per il taglio del nastro alla presenza delle autorità. Qui per il parcheggio si può usufruire la vicina piazza di Sant’Eliodoro. All’inaugurazione della pista ciclo-pedonale di Altino seguirà un brindisi nella barchessa del museo Archeologico nazionale. È questo un altro step per concretizzare l’idea del parco archeologico di Altino: patrimonio culturale, paesaggio, miglioramento della qualità della vita locale, offerta turistica all’insegna della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per la rassegna “Incontri al museo” conferenza di Jacopo Tabolli, Ada salvi ed Emanuele Mariotti su “Facce di bronzo. Stratigrafia votiva a San Casciano dei Bagni”. Mariotti: “Questa scoperta è un’occasione unica per riscrivere la storia dell’arte antica e con essa la storia del passaggio tra Etruschi e Romani in Toscana”

firenze_archeologico_incontri_facce-di-bronzo_stratigrafia-votiva-a-san-casciano_tabolli-salvi-mariotti_locandinaPer la decima edizione della rassegna “Incontri al museo”, giovedì 6 aprile 2023, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Firenze, Jacopo Tabolli, etruscologo dell’università per Stranieri di Siena e direttore del progetto scientifico; Ada Salvi, funzionaria archeologa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo; ed Emanuele Mariotti, direttore dello scavo per il Comune di San Casciano dei Bagni, presentano la conferenza “Facce di bronzo. Stratigrafia votiva a San Casciano dei Bagni”. Ingresso libero fino a esaurimento posti. I tre relatori sono stati tra i protagonisti del rinvenimento più grande in Italia al santuario di San Casciano dei Bagni, dove sono emerse oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo. Le nuove eccezionali scoperte sono state restituite dalla campagna di scavo al santuario etrusco-romano connesso all’antica vasca sacra della sorgente termo-minerale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena. Iniziato nel 2019, lo scavo promosso dal ministero della Cultura e dal comune toscano con il coordinamento del prof. Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena, ha condotto a questi nuovi straordinari ritrovamenti nelle prime settimane di ottobre 2022.

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Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

I bronzi di San Casciano raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro, assieme agli organi e alle parti anatomiche per le quali si chiedeva l’intervento curativo della divinità attraverso le acque termali. Dal fango caldo sono riemerse in queste settimane effigi di Igea e di Apollo, oltre a un bronzo che richiama il celebre Arringatore, scoperto a Perugia e nelle collezioni storiche del museo Archeologico nazionale di Firenze. L’eccezionale stato di conservazione delle statue all’interno dell’acqua calda della sorgente ha permesso anche di preservare meravigliose iscrizioni in etrusco e latino che furono incise prima della loro realizzazione. Nelle iscrizioni si leggono nomi di potenti famiglie etrusche del territorio dell’Etruria interna, dai Velimna di Perugia ai Marcni noti nell’agro senese. Accanto a onomastica e forme dedicatorie in etrusco troviamo iscrizioni in latino, che menzionano anche le aquae calidae, le fonti calde del Bagno Grande, dove le statue furono collocate.

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Statue in bronzo etrusco-romane emergono dai fanghi termali del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., un periodo storico di importanti trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani. In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale dell’Urbe, nel santuario del Bagno Grande le nobili famiglie etrusche, in una fase in cui l’espansione di Roma significa anche osmosi culturale, dedicarono le statue all’acqua sacra. Un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra.

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Il cantiere di scavo archeologico nel Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

“Una scoperta che riscriverà la storia e sulla quale sono già al lavoro oltre 60 esperti di tutto il mondo”, dichiara l’etruscologo responsabile dello scavo, prof. Jacopo Tabolli. “È così infatti che, 50 anni dopo la scoperta nel 1972 dei celebri “bronzi di Riace”, si riscrive a San Casciano dei Bagni la storia dell’antica statuaria in bronzo di età etrusca e romana. Quello del sito toscano è il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo: senza eguali soprattutto perché, finora, di questa epoca si conoscevano prevalentemente statue in terracotta. Il santuario con le sue statue appare come un laboratorio di ricerca sulla diversità culturale nell’antichità, testimonianza unica della mobilità etrusca e romana”, prosegue  il prof. Jacopo Tabolli. “Rispetto alle note scoperte di antiche statue in leghe di bronzo – pensiamo per esempio al celebre Arringatore scoperto a Perugia ed esposto al museo Archeologico nazionale di Firenze – quanto riemerso dal fango a San Casciano dei Bagni è un’occasione unica di riscrivere la storia dell’arte antica e con essa la storia del passaggio tra Etruschi e Romani in Toscana”.

Napoli. Nelle sale della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale la mostra “Picasso e l’antico”: quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese (il Toro e l’Ercole) e i dipinti da Pompei. All’inaugurazione segue la performance “Tauromachia”

napoli_mann_mostra-picasso-e-l-antico_inaugurazione_locandina-invitoNon si sono ancora spenti gli echi dei consensi entusiasti per la riapertura, lunedì 3 aprile 2023, delle sale monumentali dell’ala occidentale con l’allestimento della sezione “Campania Romana”, che oggi, mercoledì 5 aprile 2023, il museo Archeologico nazionale di Napoli offre un altro evento importante. Alle 17 al Mann si inaugura la mostra “Picasso e l’antico”, promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli, con il sostegno della Regione Campania e con l’organizzazione della casa editrice Electa, a cura di Clemente Marconi. L’esposizione si inserisce nel progetto internazionale “Picasso Celebration 1973 – 2023: 50 mostre ed eventi per celebrare Picasso” nel cinquantenario della morte. E i partecipanti oggi accederanno con biglietto gratuito. Alle 18, poi, il Centro di Produzione di Danza Kœrper propone la performance “Tauromachia. La lotta del doppio”.

“Da mercoledì 5 aprile 2023”, spiega ad archeologiavocidalpassato.com il direttore Paolo Giulierini, “al Mann sarà possibile visitare la splendida mostra “Picasso e l’antico”. Il fatto è che nel 1917 Pablo Picasso insieme a Jean Cocteau e Igor Stravinskij fece un bellissimo tour di Napoli, Pompei e del museo Archeologico. Il museo lo colpì soprattutto per l’Ercole Farnese e il Toro Farnese, di cui abbiamo recuperato oltre 40 disegni al British Museum. La mostra sottolinea questo dialogo tra l’arte picassiana che prende ispirazione dall’antico ma la rielabora nelle forme del genio spagnolo”.

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L’atrio del museo Archeologico nazionale agli inizi del Novecento: così lo vide Picasso nel suo tour (foto archivio mann)

Quarantatré i lavori di Picasso messi a confronto principalmente con le sculture Farnese e i dipinti da Pompei nella mostra “Picasso e l’antico”, dal 5 aprile al 27 agosto 2023 al museo Archeologico nazionale di Napoli. La mostra ha l’intento di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni. Allestita nelle sale della collezione Farnese, l’esposizione si divide in due parti: la prima relativa ai soggiorni a Napoli di Picasso, delineando come si presentava il museo al tempo della visita dell’artista, allora non ancora solo “archeologico”, e la seconda relativa al confronto tra le opere del museo e i lavori di Pablo Picasso. Sono presentate 37 delle 100 tavole che compongono la Suite Vollard, eccezionale prestito del British Museum di Londra. Queste incisioni, realizzate tra il 1930 e il 1937, si configurano come un fulcro interpretativo nell’opera dell’artista. A queste si aggiungono i rilevanti prestiti del Musée national Picasso-Paris e di Gagosian New York.

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L’Ercole Farnese della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)

 

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Afrodite accovacciata della collezione Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto luigi spina)

L’eco profonda del viaggio in Italia del 1917 sulla produzione artistica di Picasso è stato riconosciuto da tempo e rappresenta ormai un punto fermo in letteratura. Proprio all’impatto delle opere d’arte viste a Roma, Napoli e Firenze si attribuisce un decisivo rafforzamento della tendenza di Picasso verso il naturalismo del cosiddetto “secondo periodo classico”. All’interno di quel viaggio, il soggiorno a Napoli, con la visita sia a Pompei sia al museo che allora esponeva la Collezione Farnese e le opere da Ercolano e Pompei, ha a sua volta una rilevanza particolare: il naturalismo di questa fase picassiana assume forme esplicitamente classicizzanti, ben riconoscibili nella maggioranza dei dipinti e disegni non cubisti degli anni dal 1917 al 1925 e nell’opera grafica degli anni ‘30. Tutte le tematiche della mostra sono ripercorse dai saggi a firma di importanti studiosi di Picasso nel catalogo edito da Electa.

Donna seduta, 1920. Olio su tela, cm. 92 x 65. Inv.: MP67. Fotografo: Mathieu Rabeau - Picasso, Pablo (1881-1973)

Donna seduta, 1920. Olio su tela, di Pablo Picasso, conservato al Musée national Picasso-Paris (foto Mathieu Rabeau / Succession Picasso by SIAE 2023)

Il 2023 segna il cinquantesimo anniversario della morte di Pablo Picasso e pone quindi l’anno sotto il segno della celebrazione della sua opera in Francia, Spagna e a livello internazionale. Celebrare oggi l’eredità di Picasso è un modo per interrogarsi su cosa rappresenti oggi quest’opera fondamentale per la modernità occidentale. È mostrare la sua parte viva, accessibile e attuale. “Picasso Celebration 1973-2023” è promossa dal Musée national Picasso-Paris, coordinatore e principale prestatore dell’evento, e da Bernard Picasso, nipote dell’artista e presidente della FABA – Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el arte – e del Museo Picasso di Malaga. L’iniziativa conta una cinquantina di mostre e di eventi che si svolgeranno in rinomate istituzioni culturali europee e nordamericane, che insieme, grazie a nuove interpretazioni e metodi moderni, consentiranno di fare il punto sullo stato degli studi e della comprensione dell’opera di Picasso. Il governo francese e quello spagnolo hanno deciso di collaborare a questo grande evento transnazionale, e la commemorazione sarà scandita da celebrazioni ufficiali in Francia e Spagna e si concluderà con un grande simposio internazionale nell’autunno del 2023, in occasione dell’apertura del Centro Studi Picasso a Parigi. È un Picasso oggi che incarna questa Celebrazione e che getta le basi per il Musée national Picasso-Paris di domani.

napoli_mann_mostra-picasso-e-l-antico_performance-tauromachia_locandinaMercoledì 5 aprile 2023, alle 18, Körper | Centro nazionale di produzione della Danza presenta, in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Napoli, “Tauromachia”, una performance realizzata “a quattro mani” da Adriano e Andrea Bolognino; il primo coreografo premiato come coreografo italiano emergente 2022 dalla rivista Danza&Danza e Andrea, artista visivo con già all’attivo importanti collaborazioni e personali come al museo di Capodimonte nel 2021 e la Quadriennale di Roma. Una performance sul motivo del toro, un sismografo dell’opera in continua metamorfosi di Pablo Picasso. È una figura di conflitto, di lotta, di danza, la cui duplicità simbolica è espressa dall’artista nell’archetipo del Minotauro. L’intervento di Andrea e Adriano Bolognino si concentrerà quindi sul motivo del toro in quanto punto di collegamento tra la poetica di Picasso e la collezione del Mann, con la volontà di esplorarne l’iconografia e il movimento, mettendo in dialogo la pratica pittorica con quella coreutica. La performance si inserisce in un protocollo d’intesa per i prossimi anni tra il Mann – museo Archeologico nazionale di Napoli e Körper | Centro nazionale di produzione della Danza, che prevede altre azioni performative negli spazi espositivi del MANN, in un’ottica di interconnessione tra le arti e i nuovi linguaggi del contemporaneo e con una relazione privilegiata tra le strutture che rappresentano la cultura nel territorio campano.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “Pompei nell’obiettivo di Giorgio Sommer. Un album fotografico inedito” (Bibliopolis) di Ernesto De Carolis

napoli_scaffale-del-mann_libro-pompei-nell-obiettivo-di-giorgio-sommer_de-carolis_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli della rassegna “Lo scaffale del Mann”: mercoledì 5 aprile 2023, alle 16.30, in sala conferenze (Braccio Nuovo, Secondo piano), presentazione del libro “Pompei nell’obiettivo di Giorgio Sommer. Un album fotografico inedito” di Ernesto De Carolis (Bibliopolis Edizioni). Dopo i saluti del direttore del Mann, Paolo Giulierini, con l’autore intervengono Andrea Milanese, responsabile Uffici Museologia e documentazione storica e Biblioteca del Mann. Introduce Nella Castiglione Morelli, Bibliopolis Edizioni.

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Copertina del libro “Pompei nell’obiettivo di Giorgio Sommer. Un album fotografico inedito” di Ernesto De Carolis

Pompei nell’obiettivo di Giorgio Sommer. Un album fotografico inedito. Sommer è considerato tra i protagonisti della storia della fotografia in Italia e il suo atelier ha ricoperto un ruolo primario fra quelli, numerosi, presenti a Napoli nella seconda metà dell’Ottocento. Si presentano qui le fotografie che realizzò a Pompei fin dal 1860, sia a scopo documentario, spesso su incarico dell’Amministrazione degli Scavi, sia per soddisfare le richieste del mercato turistico, in particolare tedesco, da sempre fortemente affascinato dalle antichità greco-romane.