A Trissino (Vi) prima tappa della mostra itinerante “La scansia di casa mia. 2500 anni fa” con i reperti di un villaggio dell’età del Ferro scoperto nel 1981. Si entra così in una delle case scoprendo interessanti aspetti della vita alla metà del I millennio a.C.: nella “scansia” coppe, tazze e boccale, stoviglie in ceramica sorprendentemente ben conservate

1981: a Trissino (Vi), sul colle che domina il paese, durante lavori di ampliamento del cimitero, compaiono resti di inequivocabile importanza archeologica. Le campagne di scavo che si susseguono tra il 1981 e il 1990 mettono in luce un settore di un villaggio dell’età del Ferro. Sono passati quarant’anni. E proprio perché l’antico villaggio non è più visibile, il museo “G. Zannato” – Sistema Museale Agno-Chiampo propone la mostra archeologica “La scansia di casa mia. 2500 anni fa” che vuole restituirne la memoria, offrendo l’occasione di “entrare” in una delle case e di scoprire interessanti aspetti della vita di 2500 anni fa. Appuntamento a Trissino sabato 18 settembre 2021, alle 17, nella Biblioteca in via Manzoni 10, per l’inaugurazione della prima tappa della mostra che sarà visitabile fino al 24 ottobre 2021, con i seguenti orari: sabato 16-19 e domenica 9.30-12.30. Per l’accesso è richiesto il Green Pass e in occasione dell’inaugurazione è necessario prenotare al 0445/499340 oppure inviando un’e-mail a scuolacultura@comune.trissino.vi.it. Alla mostra sono collegati una serie di eventi collaterali. Ci sono già le date delle conferenze che si terranno a Trissino, in biblioteca, sede della mostra: martedì 5 ottobre 2021, alle 20.30, “Guerre e amori degli antichi Veneti” con Luca Zaghetto; e martedì 19 ottobre 2021, alle 20.30, “Lingue e scritture a confronto: venetico e retico” con Anna Marinetti.

Dopo la prima mostra naturalistica del 2017 e 2018, il museo “G. Zannato” – Sistema Museale Agno-Chiampo propone una nuova mostra itinerante, questa volta archeologica, che ci porta – come detto – indietro nel tempo, alla metà del I millennio a.C., in una casa del villaggio dell’età del Ferro di Trissino, scoperto nel 1981 durante i lavori di ampliamento del cimitero comunale e parzialmente messo in luce dagli scavi archeologici condotti fino al 1990. L’allestimento è stato curato da Annachiara Bruttomesso, conservatrice archeologa del museo Zannato, e da Angela Ruta Serafini, già direttore del museo nazionale Atestino, con la collaborazione di Fiorenza Bortolami e di Roberto Battiston, conservatore.

Com’erano le case 2500 anni fa nel territorio collinare e montano del Nord-Est? Che cosa rivelano stoviglie e manufatti della vita quotidiana che si svolgeva nella casa? Quali attività si svolgevano nel villaggio, quali piante si coltivavano, quali animali si allevavano? I vestiti erano ovviamente confezionati in casa, ma con quali strumenti? È arrivato fino a noi qualche ornamento? E qualche oggetto che fornisca indizi sul mondo interiore dei nostri “antenati”? “Nella mostra – spiegano i curatori – si possono cercare le risposte a queste e a tante altre domande”. Reperti e pannelli ricostruiscono la vita quotidiana dell’antico villaggio veneto ai confini con il mondo dei Reti, mettendone in luce i diversi aspetti.

Le case, a schiera, sono caratterizzate da profondi scassi nella roccia, che ospitavano probabilmente fresche cantine. Sigillate da incendi con il loro contenuto di oggetti della vita quotidiana, alcune case repentinamente abbandonate sono ben conservate. Per queste si pensò alla musealizzazione in loco, ma la collocazione all’interno dell’attuale cimitero rende impossibile la realizzazione di un’area archeologica. Per questo tra il 2014 e il 2015, le strutture furono consolidate, restaurate e documentate con rilievo laser-scanner 3D e infine protette con tessuto non tessuto, sabbia e terra.

La “scansia” del titolo, ricostruita sulla base dei dati di scavo con il suo servizio di coppe, tazze e boccale, stoviglie in ceramica sorprendentemente conservate, utensili in metallo, pietra e osso, integrati da pannelli esplicativi adeguatamente illustrati sono alcuni dei punti di forza della mostra. Un grande dolio sapientemente ricomposto da molti frammenti, la ricostruzione di un telaio e alcune macine completano il suggestivo angolo della casa. Tra i tanti reperti, alcune sortes per la divinazione del futuro e un oggetto “venuto da molto lontano”: un piccolo frammento di ceramica prodotto ad Atene nel IV secolo a.C. e giunto nella valle dell’Agno forse insieme ad un carico di vino pregiato… Non manca un video con la storia delle scoperte e le straordinarie immagini ricavate dal rilievo laser scanner 3D dell’antico villaggio.
Le tappe successive della mostra sono a Castelgomberto, nella sala Loggia, Palazzo Barbaran, in via Barbaran, dal 6 novembre al 5 dicembre 2021; a Sovizzo, in Municipio, Sala Conferenze, in via Cavalieri di Vittorio Veneto 21, dall’8 al 23 gennaio 2022; a Montecchio Maggiore, in Galleria Civica, via Bivio San Vitale, dal 5 febbraio al 6 marzo 2022. Sempre a ingresso gratuito.
Firenze Archeofilm 2021. Proclamati i film vincitori: il premio del pubblico ai segreti di Nazca; il premio dell’università di Firenze ai templi salvati dell’Egitto; il premio del museo fiorentino di Preistoria ai misteri di Cabeço da Mina; menzione al film iraniano sui Bakhtiari

Archiviata la terza edizione di Firenze Archeofilm. In cinque giorni al Cinema La Compagnia di Firenze per l’edizione 2021 dell’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), è stata proiettata una sessantina di film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (60 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali) che hanno concorso per i 3 premi in palio. E domenica 12 settembre 2021 il momento clou con la proclamazione dei film che si sono aggiudicati il Premio “Firenze Archeofilm”, il Premio “Università di Firenze”, e il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”, alla presenza di Fabio Martini, professore emerito Archeologia preistorica; Stefania Ippoliti, responsabile cinema Sistema Toscana; Alessandra Petrucci, rettrice dell’università di Firenze; Giulia Pruneti, responsabile comunicazione FA/AV; Piero Pruneti, direttore AV; Dario Di Blasi, direttore artistico FA.

Premio “Firenze Archeofilm” del pubblico al film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 2018; 52’). Nel sud del Perù, ai piedi delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati…

Premio “Università di Firenze” al film “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lamaitre (Francia, 2018; 53’). Nel 1954 la costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari: alcuni templi furono smantellati in fretta e trasferiti su isole artificiali, altri furono spediti all’estero in città come Madrid, Torino o New York. Nel film, ricco di animazioni 3D, vengono presentanti anche i documenti di archivio che illustrano gli ingegnosi piani di salvataggio e le estenuanti operazioni di lavoro degli operai del cantiere. Questa la motivazione della giuria: “Il premio viene assegnato per il sapiente uso dei filmati e dei documenti d’archivio, grazie ai quali il documentario illustra gli sforzi e le energie politiche, imprenditoriali e scientifiche messe in campo per salvare le preziose vestigia archeologiche ed architettoniche dell’Antico Egitto, un patrimonio messo al sicuro dalla risalita delle acque del Nilo e tramandato così alle generazioni future. A questo si aggiunge la capacità di costruire un dialogo con la realtà del ‘900 e per aver raccontato, con competenza ed equilibrio tra ricerca e divulgazione, una storia esemplare che rappresenta uno stimolo per chi crede nella necessità e nel dovere di conservare la memoria delle antiche civiltà passato”.

Premio “Museo Fiorentino di Preistoria” al film “I misteri di Cabeço da Mina / Os Enigmas do Cabeço da Mina” di Rui Pedro Lamy (Portogallo, 2019; 27’). Il film descrive un enigmatico sito archeologico dove è stata scoperta una rara serie di statue-menhir con fattezze antropomorfe. Il documentario collega la realtà geografica e quella storica della regione circostante ad alcune affascinanti scoperte effettuate nella bellissima Vale da Vilariça, nella regione settentrionale del paese. Questa la motivazione della giuria: “Il film si è distinto per il rigore scientifico nella illustrazione del contesto monumentale, per il linguaggio accessibile che facilita la comprensione di quanto è emerso dal sito archeologico, per il valore tecnico. Importante è il collegamento con la realtà ambientale e sociale, indicativo di una visione ampia dell’archeologia come strumento di conoscenza e di identità civica”.
Menzione speciale dell’università di Firenze al film “Bakhtiari sulle pendici di Oshtrankuh / Bakhtirihaey Damaneh Oshtrankuh” di Mohammadreza Hafezi (Iran, 2019; 40’). Film etnografico di forte impatto naturalistico e umano che va alla scoperta di una remota realtà. Penetrando del cuore di un Iran poco conosciuto, documenta le tra[1]dizioni e le usanze della piccola tribù dei Bakhtiari. Questa la motivazione della giuria: “Oltre all’interessante ed originale contenuto, il film si distingue per la tensione del racconto, il rigore formale, l’uso sorvegliato dei suoni e della musica, l’ottimo coordinamento tra voce narrante e inquadrature”.
Firenze. Tutto pronto per la terza edizione di Firenze Archeofilm. Ora è tempo di prenotare il posto (è obbligatorio) al cinema La Compagnia. In programma una sessantina di film selezionati a livello mondiale: tradotti e doppiati in italiano e in original sound

È tutto pronto al Cinema La Compagnia di Firenze per la terza edizione di Firenze Archeofilm 2021, l’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), con Dario Di Blasi direttore artistico e Giuditta Pruneti direttore editoriale, che si terrà da mercoledì 8 a domenica 12 settembre 2021. È quindi ora di prenotare il posto in sala. L’ingresso infatti è gratuito ma è necessaria la prenotazione on-line su https://cinemalacompagnia.ticka.it/cerca.php?key=archeofilm. In programma una sessantina di film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (60 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali, 3 premi in palio: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”), con proiezioni al mattino dalle 9.30 alle 13, al pomeriggio dalle 16 alle 19, e la sera dalle 21 alle 22.45. Il festival ha il patrocinio dell’università di Firenze, con la partecipazione di Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”, in collaborazione con Cinema La Compagnia. Info e programma completo: www.firenzearcheofilm.it, tel. 055.5062303.
Al via la quarta edizione di Varese Archeofilm festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente etnologia: quattro giornate nei Giardini Estensi con due film a serata e un incontro con un ospite sui temi presentati dai documentari


I Giardini Estensi a Varese sede del Varese Archeofilm (foto Archeologia Viva)
Il docufilm “Libri di sabbia”, regia di Maurizio Fantoni Minnella, giovedì 2 settembre 2021 apre la quarta edizione di Varese Archeofilm Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente Etnologia, Premio “A. Castiglioni”, allestito da giovedì 2 a domenica 5 settembre 2021, alle 20.30, negli splendidi Giardini Estensi di Varese, ingresso gratuito. Organizzazione generale: Marco Castiglioni; selezione filmati: Dario Di Blasi, Marco Castiglioni; direzione editoriale: Giuditta Pruneti; conduzione delle serate: Giulia Pruneti. Evento organizzato da: Comune di Varese, Museo Castiglioni, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O., Associazione Conoscere Varese. Archivio cinematografico: Firenze Archeofilm


Il regista Maurizio Fantoni Minnella (foto varesepolis.it)
Il programma, giovedì 2 settembre 2021. Si inizia alle 20.30, come detto, con il film “Libri di sabbia” di Maurizio Fantoni Minnella (Italia, 52’). A Chinguetti e Ouadane, due delle quattro antiche città carovaniere del deserto della Mauritania, si conservano gelosamente antichi volumi e manoscritti che testimoniano l’elevato grado di civiltà raggiunto durante i secoli dalla cultura sahariana. Questo film ne ripercorre la suggestiva e misteriosa bellezza attraverso il racconto che di essa fanno i bibliotecari, custodi di un patrimonio inestimabile e raro. Il deserto è cultura, fascino e sopravvivenza. Per questo ci appare sempre più vicino. Ospite: Maurizio Fantoni Minnella scrittore, saggista, documentarista, critico cinematografico, pubblicista, fotografo. Segue il film “L’Era glaciale. Ritorno al futuro / Ice Age. Back to the future” di Anna Afanasyeva (Russia, 43’). Russia, il nord estremo, al confine tra la Chukotka e la Yakutia. In questi spettacolari paesaggi, lo scienziato russo Sergei Zimov, uno dei massimi esperti al mondo dello studio del permafrost, ha condotto un esperimento climatico unico dal cui risultato dipende il futuro della specie umana.


L’egittologa Donatella Avanzo all’interno della tomba di Tutankhamon ricostruita a Jesolo (foto Graziano Tavan)
Seconda giornata, venerdì 3 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “70 milioni di mummie animali: il segreto oscuro dell’Egitto / 70 million animal mummies: Egypt’s dark secret” di Jon Eastman (Regno Unito, 60’). Grazie alla moderna tecnologia medica applicata alle mummie animali egizie dei musei di tutto il mondo, gli esperti stanno scoprendo la verità sullo strano ruolo degli animali nelle antiche credenze egizie. Nel film incontriamo scienziati che lavorano in Egitto e che stanno esplorando le antiche catacombe, dove erano state originariamente sepolte le mummie, per scoprire perché gli antichi Egizi mummificarono milioni e milioni di animali. Ospite: Donatella Avanzo egittologa. Segue il film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 52’). Nel Sud del Perù, ai piedi delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati…

Terza giornata, sabato 4 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia, 100′). Il Ladakh è una regione dell’India in profonda trasformazione che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale costantemente in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti. Menti coraggiose vogliono superare questo dualismo proponendo una mediazione virtuosa per restare se stessi senza chiudersi al mondo, valorizzando gli stimoli di una modernità che non implichi una mutazione antropologica. Possiamo, come Occidentali, imparare da questo laboratorio sociale, economico e culturale che è oggi il Ladakh? Ospite: Nicolò Bongiorno regista, produttore cinematografico, produttore televisivo. Segue il film “Mare Nostrum: storie dal mare di Roma” di Guido Fuganti (Italia, 21’). Docu-film dedicato al commercio trans-marino verso Roma all’inizio del II secolo d.C., durante l’impero di Traiano. Tre personaggi, un Armatore, un Capitano di naviglio fluviale (navis caducaria) e un Addetto del Corpus dei Mensores di Ostia, discutono di un carico di frumento e di altre merci che devono raggiungere Roma attraverso il Tevere.


L’archeologa Serena Massa e l’esploratore e cineasta Angelo Castiglione (foto ARONAnelWEB.it)
Quarta giornata, domenica 5 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “L’Eldorado dei faraoni” di Pippo Cappellano (Italia, 50’). Da dove proveniva l’immensa quantità d’oro che, per secoli, rese enorme il potere dei Faraoni? Un viaggio alla ricerca delle antiche miniere della Nubia e delle rovine della mitica Berenice Pancrisia, centro vitale di una regione così ricca di prezioso metallo da essere considerata per secoli l’Eldorado dei Faraoni. Ospiti: Angelo Castiglioni archeologo, etnologo, antropologo, scrittore, cineasta e documentarista; Serena Massa archeologa, docente all’università Cattolica, responsabile scavi archeologici di Adulis in Eritrea. Segue il film “Pagine di preistoria” di Angelo e Alfredo Castiglioni (Italia, 24′). L’Antropologia studia l’uomo. Cosa c’è di più entusiasmante che immergersi nel passato e ritrovarlo nelle popolazioni “primitive”, specchio delle nostre lontane origini? Fu questo il motivo che spinse nel 1974 i fratelli Castiglioni a raggiungere gli Indios Mahekototeri del gruppo Yanoama, navigando con un “bonghito”, una piccola imbarcazione, l’Alto Rio Orinoco in Venezuela. Restarono con i Mahekototeri a lungo scoprendo, giorno dopo giorno, le incredibili pagine della loro vita. Il soggiorno non fu né facile né senza pericoli. Anche le difficili condizioni ambientali crearono un’infinità di problemi ai due ricercatori e al delicato materiale cinematografico. Riuscirono tuttavia a raccogliere immagini di straordinarie situazioni, alcune fino ad allora mai documentate: la caccia in foresta, l’inalazione della polvere allucinogena, l’endocannibalismo, la consumazione della polvere delle ossa dei defunti, le controversie sociali risolte a colpi di bastone.
Firenze Archeofilm 2021: finalmente c’è una data sicura per la terza edizione dell’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva: in programma 80 film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound


Il cinema La Compagnia di Firenze sede delle proiezioni di Firenze Archeofilm (foto AV)
Di rinvio in rinvio: da marzo a giugno e poi a settembre 2020, e poi ancora alla primavera 2021. Ma stavolta sembra la data definitiva: la terza edizione di Firenze Archeofilm 2021, l’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), con Dario Di Blasi direttore artistico e Giuditta Pruneti direttore editoriale, si terrà da mercoledì 8 a domenica 12 settembre 2021 al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50r). In programma 80 film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (70 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali, 3 premi in palio: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”), con proiezioni al mattino dalle 9.30 alle 13, al pomeriggio dalle 16 alle 19, e la sera dalle 21 alle 22.45. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria online sul sito firenzearcheofilm.it. Il festival ha il patrocinio dell’università di Firenze, con la partecipazione di Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”, in collaborazione con Cinema La Compagnia. Info: www.firenzearcheofilm.it, tel. 055.5062303.
Al via “Antro. Cento vie, cento porte, cento voci”, il festival del Parco archeologico dei Campi Flegrei: in due settimane più di 20 gli eventi tra musica, teatro, danza, arte, conferenze e reading, ospitati nel Castello aragonese di Baia, nel Parco archeologico di Cuma, alle Terme di Baia e nello Stadio di Antonino Pio di Pozzuoli. Ecco tutto il ricco programma

Parte “Antro. Cento vie, cento porte, cento voci”. Dopo il successo dello scorso anno con “Il Parco in maschera”, prende il via il Festival del Parco archeologico dei Campi Flegrei “Antro. Cento vie, centro porte, centro voci” che si tiene dal 27 agosto al 12 settembre 2021 e ospiterà nei luoghi del parco performance di musica, teatro, danza, arte, conferenze e reading: più di 20 gli eventi in programma per due settimane ospitati nel Castello aragonese di Baia, nel Parco archeologico di Cuma, nel Parco archeologico delle Terme di Baia e nello Stadio di Antonino Pio di Pozzuoli. Info e prenotazioni biglietti su www.pafleg.it

Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei
“Gran parte della rassegna”, interviene il direttore del Parco archeologico del Campi Flegrei, Fabio Pagano, “è stata costruita attraverso un avviso pubblico bandito a luglio con l’obiettivo di costruire un modello di interpretazione contemporanea della memoria materiale e immateriale del Parco archeologico dei Campi Flegrei in grado di definire un appuntamento dove eventi culturali, spettacoli dal vivo e performance artistiche contribuiscano a valorizzare il contesto archeologico e storico-culturale del Parco. Il Festival ruota intorno al concetto di Antro e la prima edizione declina il tema con uno specifico accento, sempre ispirato dalla tradizione virgiliana, per aggiungere un’ulteriore chiave di lettura interpretativa: Cento vie, cento porte, cento voci, un suggerimento tratto dal libro VI dell’Eneide, invito a coltivare la polifonia come minimo comune denominatore del paesaggio culturale flegreo”.


Il paleoantropologo Giorgio Manzi
Il festival “Antro” apre al Castello di Baia il 27 agosto 2021 con “Napucalisse. Oratorio di lettura”, scritto e interpretato da Mimmo Borrelli, tra i maggiori interpreti del teatro partenopeo, con musiche di Antonio Della Ragione. Il 28 agosto al Parco archeologico di Cuma il direttore del Parco Fabio Pagano converserà con Giorgio Manzi in un incontro dal titolo “I nostri Neanderthal. Signori dell’antro”. Sempre il 28 agosto, al Castello di Baia, sarà la volta di “Cento mani e cento occhi”, incontro concerto con Vittorio Nocenzi de Il Banco del mutuo soccorso, in dialogo con i filosofi Nicola Magliulo e Lucio Saviani, a cura dell’Associazione Sfera. Domenica 29 agosto l’associazione Ellegipi teatro 20 porterà in scena, al Castello di Baia, lo spettacolo “Alluccamm”, con la regia di Luca Pizzurro e le musiche originali di Enzo Gragnaniello. Le Terme di Baia faranno da scenografia il primo settembre allo spettacolo “M’agma. Eruzioni emozionali”, con regia, testi e coreografie del maestro Antonio Colandrea.


Mappa della rotta di Enea da Troia alle coste del Lazio (foto associazione Rotta di Enea)
Il 2 settembre 2021, al Parco archeologico di Cuma, Visit Campi Flegrei organizzerà la performance artistica “Comics and myth in ancient Cuma”, eseguita dal vivo dagli artisti Zulema Giada Scotto Di Lavinia e Giuseppe Manfredi. Il 3, 4 e 5 settembre Giovanni Cafiero, presidente dell’associazione Rotta di Enea, porterà a Cuma la prima edizione del Festival Internazionale Rotta di Enea dal titolo “A’ornos. Un viaggio tra Enea e Virgilio”, un itinerario straordinario sulle orme del mitico eroe, tra storia e leggende, tra natura e paesaggi. Questo il programma: venerdì 3 settembre si svolgerà la presentazione dell’itinerario culturale del consiglio d’Europa “Cuma, l’Egeo, le Cicladi”. Seguirà il concerto di musica tradizionale greca con Roberto Trenca e il gruppo Xenitià e una degustazione di vini dei Campi Flegrei a cura della condotta Slow Food Campi Flegrei. Il 4 settembre si terrà “Kepos, una passeggiata eneadica” nel “giardino” archeologico di Cuma con una Lectio Magistralis a cura di Claudio Buongiovanni e Carlo Rescigno e una degustazione di vini dei Campi Flegrei a cura della condotta Slow Food Campi Flegrei. Domenica 5 settembre concluderà il festival Rotta di Enea una Lectio brevis di Alessandro Fo e Filomena Giannotti, a seguire Concerto dal VI libro dell’Eneide con regia di Matteo Belli e musiche di Paolo Vivaldi, a cura dell’Associazione Cilento Arte. Il 6 settembre si continuerà a Cuma con il concerto al tramonto del trio diretto dal chitarrista Pietro Condorelli, a cura dell’Associazione Jazz and Conversation. Il 7 settembre sarà la danza a farla da padrona sempre a Cuma con “Nea Gynaika”, performance itinerante di musica, danza e prosa, di Emma Cianchi con testi di Manuela Barbato a cura dell’Associazione culturale Luna Nova.

L’8 settembre 2021 tornerà la musica alle Terme di Baia con “Itaca. Richiamo mediterraneo” di Rosalba Di Girolamo e Marzouk Mejri, a cura dell’Associazione Baba Yaga. Sempre alle Terme di Baia, il 9 settembre, con un nuovo spettacolo a cura dell’Associazione O Thiasos Teatro Natura, “Miti d’acqua” di Sista Bramini, autrice teatrale che ha esplorato il mito in ogni sua forma.


Andrea Mazzucchi dell’università “Federico II” di Napoli
Il 10 settembre 2021 a Cuma Fabio Pagano converserà con il professor Andrea Mazzucchi in un incontro dal titolo “La sentenza di Sibilla. L’estremo omaggio dantesco a Virgilio”. Allo stadio di Antonio Pio, lo stesso giorno, “Tristan” concerto di musica classica del trio Buzuru, a cura dell’Associazione Gaggia. Sabato 11 settembre a Cuma si terrà la presentazione del volume “Musei e antropologia. Storie esperienze prospettive”, di Vito Lattanzi che per l’occasione converserà con il direttore Fabio Pagano. Allo stadio di Antonino Pio, sempre l’11 settembre, andrà in scena “Le supplici” da Eschilo con la regia di Salvatore Scotto di Apollonia, a cura della Fondazione Teatro Napoli. Concluderà Antro 2021, Festival del Parco archeologico dei Campi Flegrei, il 12 settembre allo stadio di Antonino Pio, “Grecità”, il reading di Moni Ovadia tratto da Quarta Dimensione di Ghiannis Ritsos.
Centuripe (En). Al via la prima edizione del Festival internazionale del cinema archeologico “Premio Augusto”, in onore del più bel ritratto dell’imperatore Cesare Augusto ritrovato in Sicilia che il 28 agosto rientra a Centuripe dopo 83 anni. Ecco il programma del festival

Dal 27 al 30 agosto 2021, alle 21, la splendida piazza Duomo di Centuripe (En) si trasforma nel palcoscenico più prestigioso di Sicilia ospitando il I Festival Internazionale del cinema Archeologico “Premio Augusto”, organizzato da Comune di Centuripe, Regione Siciliana – Assessorato turismo sport e spettacolo, con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. Ingresso gratuito. Info: 0935.919480, ufficioturistico@comune.centuripe.en.it. Il ricco programma prevede una carrellata di film e documentari di produzione internazionale che trovano a Centuripe la location perfetta (la città ha un patrimonio archeologico tra i più importanti dell’Isola).

Il titolo del “Premio Augusto” non è casuale, ma coincide con un altro importante evento che si svolgerà il 28 agosto 2021, data in cui è previsto il rientro a Centuripe, dopo 83 anni, del più bel ritratto dell’imperatore Cesare Augusto ritrovato in Sicilia, il 30 aprile 1938, da uno degli operai intenti a scavare il cavo di fondazione di uno dei quattro piloni che sorreggevano un tratto di strada. Il ritratto di Augusto rientrerà a Centuripe grazie alla collaborazione tra l’assessorato per i Beni culturali e l’Identità siciliana, il parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci assieme all’intera collezione “centuripina”, custodita per quasi un secolo nel museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa. Le opere saranno trasferite nel museo Archeologico regionale di Centuripe per cinque anni. La collezione comprende anche due straordinari ritratti, quelli di Germanico e Druso Minore, oltre a importanti vasi centuripini e diverse opere in terracotta.

Il programma, venerdì 27 agosto 2021. Le quattro giornate di “Centuripe Archeofilm” si aprono con “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte infinita di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Segue il film “Pompei 3D, una storia sepolta” di Maria Chiffi (Italia, 26’). Pompei, sepolta nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio, rivive attraverso questo film-documentario capace di ricreare in 3D, luoghi, ambienti e situazioni esattamente come erano in origine, allo scopo di condurre i visitatori/spettatori in una sorta di “viaggio nel tempo” e poter rivivere virtualmente uno dei siti archeologici più importanti della storia.

Il programma, sabato 28 agosto 2021. Apre alle 21 il film “Il misterioso vulcano del Medioevo / Le mystérieux volcan du Moyen-Âge” di Pascal Guérin (Francia, 52’). Il film mette in primo piano il minuzioso lavoro di ricerca e studio degli scienziati per comprendere come la più terrificante eruzione vulcanica a memoria d’uomo avvenuta in Indonesia nel XIII secolo abbia trasformato il clima di tutto il pianeta e gli ecosistemi determinando fame ed epidemie. Segue il film “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas / Choquequirao, la géographie sacrée des Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville (Francia, 26’). Gli Incas, gli ultimi arrivati sulla scena andina, nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Senza conoscere né la scrittura né la ruota si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura.

Il programma, domenica 29 agosto 2021. Apre alle 21 il film “Gladiatori, il ritorno / Gladiateurs, le retour” di Emmanuel Besnard, Gilles Rof (Francia, 26’). Oltre quindici secoli dopo la loro scomparsa, i gladiatori sono tornati nell’anfiteatro di Arles in Francia, con combattimenti e corsi di formazione. Promotore di questo ritorno è un esperto di arti marziali che da vent’anni dedica la sua vita a ricostruire meticolosamente le regole e il contesto di queste antiche battaglie. Lontana dalle fantasiose versioni hollywoodiane, il film propone una nuova visione di quello che è stato il primo grande spettacolo nella storia dell’umanità. Segue la cerimonia di premiazione-assegnazione del “Premio Augusto” al film più gradito al pubblico. Chiude la serata il film “Stonehenge – Bringing back the dead” di Nick Gillam-Smith (Austria, 50’). Stonehenge, il più celebre sito preistorico della Gran Bretagna, è rimasto un enigma per secoli. Adesso un team guidato da rinomato archeologo Mike Parker Person ha fatto alcune straordinarie scoperte in grado di rispondere a molte domande. Si scoprirà ad esempio che le prime pietre posate sul sito erano in realtà segnacoli di antiche tombe… Stonehenge era dunque originariamente un grande cimitero preistorico circolare, completamente diverso da quello che appare oggi.

Lunedì 30 agosto 2021, serata con il film fuori concorso “Sicilia Grand Tour 2.0” di Giorgio Italia (Italia, 90’). Giorgio, giovane studente universitario, trova in biblioteca dei vecchi volumi: sono pieni di carte, schizzi, disegni, storie. Il ragazzo è talmente affascinato dal racconto che Jean Houel, architetto francese del XVIII secolo, riesce a tessere della Sicilia, che decide di esplorare quest’isola. Scoprirà così che le parole di Houel, che definiva la Sicilia “il luogo più curioso dell’universo”, sono ancora oggi veritiere.
A San Chirico Nuovo (Potenza) giornata di studi “La riscoperta di un sito” (in diretta Fb), per offrire una ricostruzione storica su basi scientifiche per ricostruire un quadro coerente del popolamento di questo territorio nella diacronia. E apertura al pubblico della capanna arcaica (VI sec. a.C.) di Serra di Cugno Notaro, esempio di archeologia preventiva
Il sito di Serra di Cugno Notaro, a San Chirico Nuovo, nel cuore della provincia di Potenza, è l’area in cui sono state ritrovate le tracce di un’antica capanna arcaica. I resti della dimora, datati alla fine del VI secolo a.C., raccontano molto della vita della comunità che popolava quest’area della Basilicata in tempi lontanissimi. La popolazione che abitava sulla collina di San Chirico Nuovo aveva organizzato la propria società in gruppi familiari, detti “clan”. Le famiglie vivevano in capanne circolari e si dedicavano all’agricoltura e all’allevamento. In questo luogo strategico, al centro di importanti rotte di scambio, la cultura e l’arte giungevano anche attraverso di oggetti e gli scambi commerciali. Il 17 agosto 2021, alle 18, in piazza Roma a San Chirico Nuovo, nell’ambito della giornata di studi organizzata dall’amministrazione comunale con la collaborazione della SABAP Basilicata e dell’associazione culturale “Telai e Pithoi”, verrà aperta al pubblico la struttura di tutela della capanna arcaica risalente al VI sec a.C. Alla giornata di studi parteciperanno oltre alle istituzioni locali anche l’università Panthéon Sorbonne di Parigi e l’università Humboldt di Berlino.

Le ultime indagini effettuate in località Serra di Cugno Notaro hanno fornito ulteriori elementi cronologici del popolamento dell’area, proponendo anche per San Chirico quello che era il modello insediativo di età arcaica (VI-V secolo a.C.) del comprensorio nord-lucano, ovvero la presenza di gruppi demici ristretti che vivevano all’interno di capanne, che avevano nelle immediate vicinanze i loro spazi funerari. Sono stati così investigati sia lo spazio dei vivi che quello dei morti, riportando alla luce una necropoli di 23 tombe e resti di varie strutture abitative. Tra queste, si è deciso di valorizzare la base di una capanna circolare della metà del VI secolo a.C., tipica abitazione in ambito indigeno dell’Italia Meridionale, che presentava un discreto stato di conservazione, rispetto al resto del sito, già pesantemente deteriorato per cause naturali (risalite della falda acquifera e conseguenti smottamenti già in antico) ed antropiche (danneggiamenti dovuti ai lavori agricoli). Dopo l’indagine sul campo, il reperto recuperato è stato musealizzato entro una struttura coperta, appositamente realizzata nella periferia est del centro storico, in un suggestivo scenario panoramico.

Giornata di studi “La riscoperta di un sito”, martedì 17 agosto 2021, alle 18: evento organizzato e sponsorizzato dall’associazione “Telai e Pithoi” di San Chirico Nuovo (che lo trasmetterà in diretta sulla propria pagina Facebook) e vede tra i partner la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della Basilicata e il Comune di San Chirico Nuovo, che ne hanno favorito la realizzazione, col contributo scientifico della Sabap e del mondo accademico, rappresentato in modo prestigioso da docenti universitari provenienti da diversi Istituti universitari europei – Parigi, Berlino e Roma- che, a vario titolo, si sono occupati di questo territorio. L’obiettivo è quello di offrire una ricostruzione storica su basi scientifiche per ricostruire un quadro coerente del popolamento di questo territorio nella diacronia. I dati delle ultime ricerche verranno letti alla luce delle “vecchie” scoperte, tra le quali si ricorda il famoso tesoretto di 146 monete recuperato negli scavi del 1986. Ai partecipanti sarà disponibile in anteprima il bimestrale di settembre-ottobre della rivista specializzata “Archeologia Viva”, dove un lungo articolo è dedicato proprio a questo sforzo di ricostruzione territoriale. Vediamo il programma: saluti di Rossella Baldassarre e Francesco Canestrini, modera Marinella Sarangelo. Interventi di: Elisabetta Setari (“Le indagini archeologiche di località Serra di Cugno Notaro tra il 1981 e il 1986”), Mara Romaniello (“Il santuario lucano di località Pila”), Lucia Colangelo (“Le indagini archeologiche di località Serra di Cugno Notaro tra il 2011 e il 2018”), Paolo Poccetti (“Il bollo su tegola di Trebis Arronties”), Olivier de Cazanove (“Il rapporto di San Chirico con Civita di Tricarico e le indagini nel territorio tra il 2013 e il 2015”), Agnes Hennig (“Le trasformazioni dei siti di altura lucani. Panoramica da monte Coccia a monte Torretta di Pietragalla”), Sabrina Mutino (“Dall’archeologia preventiva allo scavo stratigrafico. Una tutela possibile”), Michele Scioscia (“Hold the Hut”. Progetto di musealizzazione della capanna arcaica”).

Il progetto di “Tutela e Valorizzazione dei resti di una antica capanna” (VI secolo a.C.) ha prodotto come risultato, tra gli altri, il videogame scaricabile al link https://www.holdthehut.it. Si tratta di un reperto dallo straordinario valore archeologico, implementato dal suggestivo contesto paesaggistico. Scoperta durante i lavori di costruzione di un impianto eolico, la capanna è stata trasportata nel Belvedere del paese, per proteggerla e renderla fruibile ai visitatori, dal vivo oltre che in remoto. Il videogioco “Hold the Hut”, applicativo scaricabile su smartphone, prendendo spunto dai ritrovamenti archeologici fatti sul sito, permette di compiere un percorso di esplorazione e scoperta, attraverso quiz, puzzle e brevi video animati. Non solo è possibile smontare e ricostruire la struttura nelle parti che la compongono, ma anche osservare uno spaccato di vita della famiglia che la abitava nel VI secolo a.C. ed uno scorcio del villaggio di capanne, che costellavano questo territorio. La stratificazione di queste presenze, sebbene non più visibili, ha modellato e definito il paesaggio attuale.
Al via il 3° Roselle Archeofilm con proiezioni serali nell’area archeologica, e pomeridiane a Grosseto nel Polo culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. In programma otto film e tre conversazioni con protagonisti dell’archeologia

Tre serate sotto le stelle per viaggiare nel tempo e nello spazio restando comodamente seduti in poltrona. Dopo il successo delle scorse edizioni, dal 16 al 18 luglio 2021, “va in scena” il terzo appuntamento con Roselle ArcheoFilm – Premio “O. Fioravanti”, ingresso gratuito, prenotazione consigliata. Ricco e coinvolgente il programma di questa edizione che attraverso sapienti regie e grandi produzioni internazionali permette al pubblico di entrare in contatto con storie, uomini e civiltà che hanno fatto la storia o meglio le storie. Tra i temi del Festival le ultime scoperte sulla piramide di Cheope, le più antiche tracce dei Celti, la nascita delle città in Mesopotamia e la ri-nascita del museo di Baghdad, il rinvenimento di alcune sulle vette dell’Himalaya, la ricostruzione in 3D della straordinaria Selinunte “Ripartire dalla cultura”. Soddisfazione da parte del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che commenta: “Anche quest’anno il Comune promuove e contribuisce alla realizzazione di Roselle Archeofilm – Premio O. Fioravanti. Un appuntamento che s’inserisce perfettamente tra le nostre iniziative per incoraggiare la cultura in questa importante stagione di ripartenza”.

Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm
E Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm: “Anche in questa edizione di Roselle Archeofilm – Premio “O. Fioravanti abbiamo proposto opere cinematografiche provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto rappresentative di realtà storico-archeologiche diversissime. Gran parte di questi film sono stati premiati in festival internazionali. Tra questi è recentissima la menzione speciale al film Il popolo delle dune, del regista David Geoffroy, al TAC International Film Festival in Oregon (Usa) per la sensibilità verso i mutamenti climatici (a Roselle il film è in programma sabato 17 luglio 2021, alle 21.15). Proponiamo queste opere non solo per aggiungere virtute e canoscenza a favore di un pubblico sempre più numeroso, ma per aumentare la sensibilità verso il territorio, il paesaggio storico e il patrimonio archeologico, quest’ultimo troppo spesso interessato da trafugamenti che alimentano il mercato clandestino. E la Toscana ne ha subito purtroppo le conseguenze per secoli, impreziosendo i grandi musei, non ultimo il Louvre”.


Roselle Archeofilm nell’area archeologica (foto roselle archeofilm)
In programma tre serate (alle 21.15) nell’area archeologica di Roselle e due proiezioni pomeridiane (alle 18.15) a Grosseto, negli spazi del Polo culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. La manifestazione è organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con direzione regionale Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e Associazione M.Arte. Il Festival, sostenuto da Santina Grotto, si svolge con il patrocinio di Comune di Grosseto in collaborazione con museo Archeologico e d’Arte della Maremma, fondazione Grosseto Cultura; con il contributo di fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la partecipazione di Conad e Banca Tema. Ogni sera in programma oltre ai film, anche una conversazione con i protagonisti dell’archeologia tra cui Susanna Sarti, direttore area archeologica nazionale di Roselle; Chiara Valdambrini, direttore museo Archeologico e d’Arte della Maremma; Eva Degl’Innocenti, direttore museo Archeologico nazionale di Taranto; Simona Rafanelli, direttore museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia. Informazioni: 0564.402403 (area Archeologica nazionale di Roselle), 0564.488752 (museo Archeologico e d’Arte della Maremma).


Susanna Sarti, direttore dell’area archeologica nazionale di Roselle (foto mibact)
Programma serale. Venerdì 16 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “Il mondo di Cheope” di Florence Tran (Francia, 52’). La piramide di Cheope. La grandiosità dell’edificio affascina ma suscita anche le teorie più irrazionali, basate sulla negazione di due secoli di ricerca. È il momento di raccontare i fatti scientifici, mostrarli, fornire le chiavi di lettura che permettano di coinvolgere, allo stesso tempo, la passione e lo spirito critico degli spettatori. Segue il film “Selinunte, città tra due fiumi” di Antonino Pirrotta, Alessandra Ragusa (Italia, 22’). Com’era Selinunte nel periodo del suo massimo splendore? Le ricostruzioni 3D dell’acropoli che si alternano alle riprese dal vero, danno un’idea di come doveva apparire prima della sua distruzione. Un racconto ricco di storia dove si intrecciano arte, cultura, mitologia e culti arcaici e nel quale Selinunte, anche se virtualmente, ritrova il suo antico splendore. Conversazione con Susanna Sarti, direttore dell’area archeologica nazionale di Roselle.


Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma (foto maam)
Programma serale. Sabato 17 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “I popoli delle dune” di David Geoffroy (Francia, 52’). Su una spiaggia normanna, alcune scoperte archeologiche senza precedenti guidano una squadra di archeologi sulle orme di un popolo celtico la cui cultura sembra differire da quella dei loro vicini del resto della Gallia. Ma non c’è tempo da perdere: l’erosione del mare rischia di distruggere per sempre le ultime tracce della vita degli uomini e delle donne che vissero qui tra II e I secolo a.C. Segue il film “La memoria di un filo” di Franco Zaffanella (Italia, 30’). Il film nasce dalla curiosità atavica di ripercorrere un percorso sperimentale di vita primitiva, consapevoli che la sperimentazione diretta è la chiave necessaria per capire la cultura di un popolo. L’obiettivo prefissato è la realizzazione di un indumento, partendo dalla semina di piantine di lino. Conversazione con Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma.


Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)
Programma serale. Domenica 18 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “Mesopotamia in memoria. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia, 50’). Il film è un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e sulla stagione della nascita della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito. Segue l’assegnazione del premio “Olivo Fioravanti” 2021. Segue il corto “The Sound of that Beat Nazione” di Mirko Furlanetto (Italia, 5”). Una madre accompagna per la prima volta il figlio a visitare il Museo Nazionale di Baghdad, con lo scopo di spiegargli l’importanza di questo luogo. In un territorio in “ripartenza”, la valorizzazione e la conservazione del patrimonio archeologico e artistico rappresentano il “battito” di una Nazione. Conversazione con Eva Degl’Innocenti, direttore del museo Archeologico nazionale di Taranto, e Simona Rafanelli, direttore del museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia.

Il regista Olivier Vandersleyen
Programma pomeridiano. Proiezioni fuori concorso in collaborazione con il museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Venerdì 16 luglio 2021, alle 18.15: Grosseto, museo di Storia naturale della Maremma (str. Corsini 5). Film “I primi uomini dell’Himalaya” di Clark Liesl (Regno Unito, 50’). In Nepal migliaia di grotte ospitano tombe con mummie estremamente ben conservate, oltre a manoscritti, ceramiche e gioielli. Ma la scoperta più incredibile si trova nel DNA rinvenuto che spiega come questi homo sapiens sapiens siano riusciti ad adattarsi e sopravvivere a un clima estremo e a tale altitudine. Sabato 17 luglio 2021, alle 18.15: Grosseto, Polo culturale Le Clarisse (via Vinzaglio 27). Il film “La Stele della Tempesta” di Olivier Vandersleyen (Belgio, 64’). Cinquant’anni fa l’egittologo Vandersleyen tradusse una stele rinvenuta in Egitto poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. La stele descrive la terribile tempesta che invita chiaramente a badare alle Piaghe d’Egitto, come descritto nel libro dell’Esodo…

Nel 2021, dopo 31 fortunate edizioni, la formula del tradizionale festival documentaristico roveretano autunnale “Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico” della Fondazione Museo Civico si rinnova dunque allargando i temi archeologici alla più ampia tematica della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sia materiale che immateriale e su nuovi stili comunicativi come l’animazione. Il focus si amplia sulla città ospitante, che diventa protagonista della manifestazione. La memoria RAM è universalmente conosciuta in informatica ed elettronica come la memoria operativa del computer. Analogamente anche il RAM film festival si pone come una memoria fattiva, uno strumento per la conservazione e valorizzazione attiva, attraverso il cinema documentario e la voce di esperti e testimonial, di ciò che non deve essere dimenticato, il patrimonio dell’umanità.

“La Rassegna del Cinema Archeologico di Rovereto ha tracciato un percorso lungo oltre trent’anni, ispirato dal desiderio di valorizzare il contributo dato dalla città alla storia dell’archeologia, grazie ad alcuni suoi concittadini illustri come Paolo Orsi e Federico Halbherr, ricercatori e viaggiatori riconosciuti a livello internazionale”, sottolinea l’assessore Micol Cossali, che con il Comune di Rovereto sostiene da vicino l’iniziativa RAM Film Festival, “raccoglie questa eredità e la rilancia ampliando i suoi interessi per la storia dei popoli, del loro modo di vivere e di pensare, e scommettendo sul coinvolgimento di un nuovo pubblico con particolare attenzione alle generazioni più giovani. Il nuovo nome racconta in modo efficace questo importante progetto, radicato nel tempo e rivolto al futuro, alla scoperta delle molteplici tracce lasciate da un’umanità in continua trasformazione”.
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