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Roma. Al museo delle Civiltà la conferenza “Da CSI a Bones: l’Archeologia e l’Antropologia al servizio delle investigazioni forensi” con Alessandra Sperduti e Pier Matteo Barone per scoprire i segreti il ruolo dell’archeologia e dell’antropologia sulle scene del crimine

roma_muciv_conferenza-da-csi-a-bones_locandinaQual è il ruolo dell’archeologia e dell’antropologia sulle scene del crimine? Lo possiamo scoprire insieme ai segreti delle investigazioni forensi domenica 26 gennaio 2025, alle 17, al museo delle Civiltà a Roma-Eur, nella conferenza “Da CSI a Bones: l’Archeologia e l’Antropologia al servizio delle investigazioni forensi”. Incontro a cura di Alessandra Sperduti e Pier Matteo Barone, nell’ambito del ciclo di incontri del programma “Viaggi intorno al mondo e nel tempo: i giovedì e le domeniche al Museo delle Civiltà” insieme alle funzionarie e ai funzionari del Muciv. Ingresso con biglietto Amico a 5 euro. Prenotazione consigliata.

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Cella della tomba a grotticella cosiddetta della Vedova dalla necropoli di Ponte San Pietro a Ischia di Castro (Vt) e conservata al museo delle Civiltà di Roma (foto muciv)

Nel corso della conferenza verrà illustrata l’importanza dell’archeologia e dell’antropologia forense e come la loro collaborazione sulle scene del crimine possano aiutare le indagini forensi. Diversamente dall’archeologia e dall’antropologia “tradizionali”, l’archeologia e l’antropologia forense operano in un contesto legale, in molti Paesi, con diversi sistemi giuridici ma condividendo basi comuni. Il punto principale di queste discipline è la capacità di cooperare tra vari scienziati esperti e forze dell’ordine, al fine di collezionare evidenze e prove per risolvere un caso. Presentando casi saliti all’onore delle cronache nazionali ed internazionali, si cercherà di spiegare questo fondamentale lavoro di collaborazione in dettaglio, sia sul campo che in laboratorio, sfatando falsi miti e credenze con uno sguardo all’influenza di film e serie TV di maggior successo sull’opinione pubblica.

Agenda 2025. In febbraio l’XI edizione di tourismA a Firenze, e a fine ottobre la XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma a Paestum (Sa)

Il 2025 è iniziato. E allora è tempo di fissare in agenda il primo e l’ultimo degli appuntamenti da non perdere per gli appassionati di archeologia, beni culturali e viaggi di conoscenza.

L’XI edizione di tourismA è in calendario al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 21 al 23 febbraio 2025.

Si comincia con tourismA 2025, giunta all’XI edizione, in calendario al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 21 al 23 febbraio 2025. La regione ospite è la Valle d’Aosta che quest’anno festeggia i 2050 anni della fondazione di Augusta Praetoria, un compleanno storico che a Firenze sarà celebrato con un convegno sui beni culturali della Valle, proiezioni, dimostrazioni folkloristiche, degustazioni di prodotti tipici. Non mancheranno gli incontri con i protagonisti: Alberto Angela, Guido Barbujani, Aldo Cazzullo, Paolo Giulierini, Cristoforo Gorno, Giorgio Ieranò, Massimo Osanna, Angelo Panebianco, Luca Peyronel, Aldo Schiavone, Vittorio Sgarbi, Mario Tozzi, Giusto Traina, Giuliano Volpe… e poi un’esclusiva: in prima assoluta sarà visitabile il Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari con la Grande Sposa Reale al cospetto delle divinità egizie nella celebre “Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti” immersa nelle antiche fragranze della Valle del Nilo. A cura di Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e Meo Fusciuni. E ovviamente: turismo e politiche culturali, protagonisti della comunicazione archeologica, scoperte che fanno la storia, autori e libri, mostre, laboratori didattici, archeofood, realtà virtuali, cinema… Una tre giorni tra stand, degustazioni, film, mostre, postazioni interattive, convegni (centinaia di esperti in discipline storico-archeologiche-ambientali), tavole rotonde, presentazioni…

La XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è in programma a Paestum (Sa) da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre 2025

Chiude il 2025 la XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma a Paestum (Sa) da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre 2025 al Next ex Tabacchificio, al Parco e il museo Archeologico, alla Basilica. La Bmta è l’unico Salone espositivo al mondo nel suo genere e di ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali, oltre che opportunità di business per gli operatori dell’offerta nel Workshop con i Buyer esteri selezionati dall’ENIT. Obiettivo dell’iniziativa è valorizzare parchi e musei Archeologici, promuovere destinazioni turistico archeologiche, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche e gli effetti occupazionali. La manifestazione ha quali enti promotori la Regione Campania, la Città di Capaccio Paestum e i parchi archeologici di Paestum e Velia, è patrocinata dal ministero della Cultura, dal ministero del Turismo, dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dall’Anci ed è riconosciuta quale best practice di dialogo interculturale dalle organizzazioni governative internazionali della cultura e del turismo dell’Onu, Unesco e UN Tourism.

 

Ragusa. Al via il 6° convegno internazionale di studi “Sacrifici umani nelle società umane antiche e premoderne. I miti tenebrosi, il pregiudizio e la storia” diretto da Carlo Ruta, storico e direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia. Due giorni di dibattito: il programma

ragusa_laboratorio-annali-di-storia_convegno-internazionale-sacrifici-umani-nelle-società-antiche-e-premoderne_locandina“Sacrifici umani nelle società umane antiche e premoderne. I miti tenebrosi, il pregiudizio e la storia” è il tema di grande fascino storico del 6° convegno internazionale di studi in programma a Ragusa il 28 e il 29 dicembre 2024. Diretto come i precedenti da Carlo Ruta, storico e direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia, il convegno nasce dal partenariato scientifico con l’università Sorbona di Parigi, il Centre National de la Recherche Scientifique francese, l’università di Genova, l’università di Bari, l’università di Siena, Unitelma-Sapienza università di Roma e il Laboratorio di studi marittimi e navali Ferdinand Braudel dell’università di Genova. “L’obiettivo del convegni è di fare chiarezza su fenomeni storici di difficile interpretazione”, spiega il prof. Ruta, “e, più in particolare, di fornire contributi che aiutino a superare limiti interpretativi che persistono sulla materia dei “sacrifici umani”, sotto il profilo storico-archeologico e antropologico. Si tratta di fare chiarezza, in sostanza, su condotte sociali ancora controverse, che passano tuttavia come provate e certificate, la cui realtà resta invece tutta da dimostrare e le cui interpretazioni risentono troppo da etnocentrismi, stereotipi e rigidità di lettura. Vanno sottolineate inoltre le influenze esercitate sul lavoro storico-antropologico da letterature antiche e moderne che appaiono a conti fatti ben poco rispondenti all’oggettività. Il caso di Salammbò di Flaubert, con riferimento ai presunti sacrifici umani dell’antica Cartagine, potrebbe essere al riguardo emblematico”.

IL PROGRAMMA. Il convegno apre la mattina del 28 dicembre 2024, alle 10.30, con la relazione del direttore scientifico Carlo Ruta, seguito da un primo dibattito aperto ai presenti. Quindi nella sessione pomeridiana, dalle 14,30, le relazioni. Intervengono Francesco Aleo (storico della Chiesa, Istituto S. Paolo di Catania); Emiliano Beri (storico, università di Genova); Bruno Botta (rettore Unitelma Sapienza università di Roma); Alberto Cazzella (paletnologo, Sapienza università di Roma); Annalisa Di Nuzzo (antropologa culturale, università Benincasa di Napoli); Bianca Maria Giannattasio (storica, università di Genova); Pamela Kyle Crossley (sinologa, Dartmouth University, USA); Marco Leonardi (storico, università di Catania); Juan Carlos Moreno García (storico ed egittologo, Sorbonne Université Paris, direttore di ricerca  del CNRS France); Sandra Origone (storica, università di Genova); Giuseppe Varnier (epistemologo, università di Siena). È prevista inoltre, all’interno dei lavori, la comunicazione di Rita Elisabeth Rubino (dottoranda di storia all’Università di Catania). Domenica 29 dicembre 2024, dalle 15 alle 17, il convegno si trasferisce on-line, con interventi e collegamenti in streaming, cui segue la relazione di chiusura del direttore scientifico Carlo Ruta, che tra l’altro annuncerà il tema e la data del 7° Convegno internazionale.

Agrigento-Licata-Lampedusa. La terza giornata di incontri e proiezioni a Lampedusa chiude la prima edizione di ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”. Ecco il programma

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_locandinaCon la terza giornata di incontri e proiezioni (e annuncio del film vincitore del premio del pubblico) giovedì 19 dicembre 2024 Lampedusa, isola simbolo di accoglienza e resilienza, crocevia di culture, storie e sfide, chiude l’edizione 2024 di ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, organizzato da RAM film festival di Rovereto e promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e dalla soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento per Agrigento capitale italiana della Cultura 2025. L’ALL festival nasce come un viaggio attraverso cinema documentario, patrimonio culturale e dialogo, abbracciando i temi delle migrazioni, dei paesaggi e delle visioni che definiscono i popoli in cammino, di ieri e di oggi.

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Andrea Artusi a ALL festival con Supermigranti (foto fmcr)

LAMPEDUSA, aula magna dell’istituto d’istruzione superiore “E. Majorana”. Al mattino, ATTIVITÀ PER LE SCUOLE: “Supermigranti”, con Andrea Artusi, come il fumetto racconta e reinterpreta il fenomeno delle migrazioni. Da Superman ad Actarus, protagonista di Atlas UFO Robot, il fumetto e il cinema d’animazione è disseminato di migranti, esuli e apolidi il cui ruolo è spesso salvifico. In un excursus ricco di sorprese, l’incontro con Andrea Artusi dimostra come la tematica della migrazione sia un topos ricorrente nella narrazione della nona arte che provoca nei lettori reazioni spesso opposte alla narrativa di questo fenomeno proposta in ambito sociale e nei mass media.

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Frame del film “Antica Trasversale Sicula – Il cammino della dea madre” di Francesco Bocchieri

Alle 17.30, apre il film “Terra dei padri” di Francesco Di Gioia (Italia, 2021, 12’). Anni ’10 del ventesimo secolo. Un viaggio via mare e via terra è scandito da versi in rima alternata. Queste sono le poesie di Fadil Hasin Ash-Shalmani che aggiungono un tassello a un fatto storico poco documentato: la deportazione di numerosi civili nei primi anni di occupazione italiana in Libia. Interamente realizzato con materiale d’archivio, il cortometraggio segue le esperienze e i ricordi del poeta sovvertendo la funzione propagandistica originale delle immagini. Segue il film “Antica Trasversale Sicula – Il cammino della dea madre” di Francesco Bocchieri (Italia, 2021, 79’). Un viaggio attraverso la Sicilia, seguendo il percorso dell’Antica Trasversale Sicula, uno dei percorsi storici più antichi della Sicilia e del Vecchio Continente, principale via di contatto tra i popoli greci, siculi, sicani e pu nici che, fra pace e conflitti, migliaia di anni fa hanno abitato l’isola. Oggi si snoda tra 8 province, 57 comuni e comunità, 6 parchi archeologici, 47 siti storico-archeologici, 1 Parco, 7 riserve naturali, musei, centri stori ci e insediamenti rurali tradizionali. Chiude il film “Joss Lotuses to Grandma / Fior di loto di carta per la nonna” di Stefie Gan (Stati Uniti, 2022, 6’). Una ragazza ritorna in Malesia dopo la morte di sua nonna: il corto animato esplora il loro legame, il biculturalismo degli immigrati e i riti culturali che si conservano e che possono aiutare a guarire dal dolore della separazione e della perdita.

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Frame del cortometraggio animato “Thalassa” di Gianfrancesco Iacono

Alle 20.30, il cortometraggio “Thalassa” In anteprima assoluta: il regista e animatore siciliano Gianfrancesco Iacono presenta il suo nuovo corto animato “Thalassa”, con le musiche originali del compositore Alessandro Arrigo, realizzato ad hoc per ALL festival e prodotto dalla soprintendenza ai Beni Archeologici di Agrigento e dal parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento. Odisseo, viaggiatore incantato ed eterno, naufraga su di una terra ignota. Ad accoglierlo è Nausicaa, candida adolescente ispirata da Atena. Così, l’immortale poema di Omero e la forza universale del mito, incarnata nell’immagine del mare siculo e lampedusano, divengono cassa di risonanza delle sfide di oggi: i movimenti dei popoli, le pene e le speranze del singolo individuo immerso nel flusso inarrestabile della Storia.

agrigento-licata-lampedusa_all-fetsival-2024_ultima-giornata-lampedusa_performance-pino-ninfa_locandinaChiude la serata e l’edizione di ALL festival “Popoli, culture, migrazioni. Un viaggio fra passato e presente”, performance di Pino Ninfa, fotografo di fama internazionale, noto per i ritratti di musica jazz e i progetti legati al reportage e al sociale, con Marco Colonna, clarinettista, sassofonista e compositore, al sax e Umberto Petrin, pianista jazz e di musica contemporanea, al pianoforte. Sarà un viaggio fra passato e presente, tra suoni e visioni, che ci porterà a incontrare varie realtà in diverse parti del mondo. Una performance che aiuterà a preservare storie e identità nell’insensatezza di un tempo come il nostro, che consuma e distrugge ricordi e territori.

Agrigento-Licata-Lampedusa. Ad Agrigento e Licata terza e ultima giornata di ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”. A Lampedusa secondo talk e proiezioni. Ecco il programma nelle tre sedi

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_locandinaAd Agrigento e Licata terza e ultima giornata (con annuncio del film vincitore del premio del pubblico), mentre a Lampedusa c’è la seconda giornata di ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, organizzato da RAM film festival di Rovereto e promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e dalla soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento per Agrigento capitale italiana della Cultura 2025. L’ALL festival nasce come un viaggio attra verso cinema documentario, patrimonio culturale e dialogo, abbracciando i temi delle migrazioni, dei paesaggi e delle visioni che definiscono i popoli in cammino, di ieri e di oggi.

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Andrea Artusi a ALL festival con Supermigranti (foto fmcr)

AGRIGENTO, museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Al mattino, ATTIVITÀ PER LE SCUOLE: “Supermigranti”, con Andrea Artusi, come il fumetto racconta e reinterpreta il fenomeno delle migrazioni. Da Superman ad Actarus, protagonista di Atlas UFO Robot, il fumetto e il cinema d’animazione è disseminato di migranti, esuli e apolidi il cui ruolo è spesso salvifico. In un excursus ricco di sorprese, l’incontro con Andrea Artusi dimostra come la tematica della migrazione sia un topos ricorrente nella narrazione della nona arte che provoca nei lettori reazioni spesso opposte alla narrativa di questo fenomeno proposta in ambito sociale e nei mass media.

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Frame del film “La grande sete” di Piero Badaloni

Alle 17.30, apre il film “Wodaabe. Herdsmen at Sunset Wodaabe / pastori al tramonto” di Yuri Palma (Germania-Italia, 2023, 35’). Un viaggio alla scoperta dell’ultima popolazione transumante al mondo, i Wodaabe del Chad, e delle loro tradizioni. Le parole dei membri della tribù ci accompagnano nella vita quotidiana dei Wodaabe: gli spostamenti giornalieri, le difficoltà di integrazione con il mondo globalizzato che si sta insediando nella nazione, la ricerca quotidiana del bene più importante, l’acqua. Uno stile di vita a lungo dimenticato dalla società occidentale. Segue il film “La grande sete” di Piero Badaloni (Italia, 2022, 45’). Negli ultimi cento anni il consumo di ac qua è aumentato vertiginosamente, ma per gran parte della popolazione dei paesi più poveri l’accesso all’acqua potabile resta un miraggio: il rischio che nascano guerre fra Stati è grande. Il film, in collaborazione con l’organizzazione di volontariato “Ho avuto sete”, analizza questo problema globale evidenziando il consumo, il ruolo dell’Italia e degli altri stati, il problema del degrado e dell’inquinamento idrico e il divario crescente tra Nord e Sud del mondo. Chiude il film “The returned / I ritornati” di Pieter De Vos (Belgio, 2021, 36’). Nel 1993, migliaia di rifugiati guatemal techi tornarono dal Messico. Erano fuggiti dal conflitto armato e dal genocidio contro la popolazione indigena Maya. Oggi, “I Ritornati” stanno difendendo le loro terre agricole e il loro territorio nella giungla di Alta Verapaz contro la costruzione di una diga idroelettrica. Fanno leva sulle loro esperienze passate per mobilitare le nuove generazioni. Il film è in collaborazione con la comunità Copal AA La Esperanza.

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Frame del cortometraggio animato “Thalassa” di Gianfrancesco Iacono

Alle 20.30, il cortometraggio “Thalassa” In anteprima assoluta: il regista e animatore siciliano Gianfrancesco Iacono presenta il suo nuovo corto animato “Thalassa”, con le musiche originali del compositore Alessandro Arrigo, realizzato ad hoc per ALL festival e prodotto dalla soprintendenza ai Beni Archeologici di Agrigento e dal parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento. Odisseo, viaggiatore incantato ed eterno, naufraga su di una terra ignota. Ad accoglierlo è Nausicaa, candida adolescente ispirata da Atena. Così, l’immortale poema di Omero e la forza universale del mito, incarnata nell’immagine del mare siculo e lampedusano, divengono cassa di risonanza delle sfide di oggi: i movimenti dei popoli, le pene e le speranze del singolo individuo immerso nel flusso inarrestabile della Storia.

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_stefano-allievi_locandinaSegue “Di acqua & di terra”, conferenza-spettacolo di Stefano Allievi. Tra nomadismo e mobilità umane contemporanee, tra Neanderthal e Unione Europea, tra l’epopea dell’emigrazione italiana e la nuova immigrazione, tra Ellis Island e l’Africa, tra squilibri demografici e climate change, tra merci e persone, tra cultura e biologia, tra suggestioni letterarie e immagini d’ambiente, tra vie d’acqua e percorsi terrestri: un affascinante viaggio nel mondo delle migrazioni e del movimento di popolazioni, capace di collegarne le cause con gli effetti, i paesi d’origine con quelli di destinazione, il passato con il presente – con equilibrio e delicatezza, al di là delle contrapposizioni ideologiche contingenti. Stefano Allievi è professore ordinario di Socio logia all’Università di Padova, specializzato nello studio dei fenomeni migratori, in sociologia delle religioni e in studi sul mutamento culturale e politico.

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Stefano Allievi ad ALL festival con “Sguardi sulle migrazioni” (foto fmcr)

LICATA, al teatro Re Grillo. Al mattino, ATTIVITÀ PER LE SCUOLE: “Sguardi sulle migrazioni” con Stefano Allievi, professore di sociologia all’università di Padova, scrittore e divulgatore, è specializzato nello studio dei fenomeni migratori, in sociologia delle religioni e in studi sul mutamento culturale e politico. Incontrerà le ragazze e i ragazzi delle scuole per parlare delle migrazioni di ieri e di oggi, esplorando le cause e gli effetti delle popolazioni in movimento al di là delle contrapposizioni ideologiche con tingenti. A seguire, proiezione del film “A nord di Lampedusa” di Alessandro Rocca e Da vide Demichelis.

Alle 17.30, al teatro Re Grillo, sezione di proiezioni uguale a quella in contemporanea ad Agrigento (vedi): i film “Wodaabe, pastori al tramonto”, “La grande sete”; e “I ritornati”.

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Frame del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi

Alle 20.30, al teatro Re Grillo, apre il film “Un seme in città” di Francesco Bocchieri (Italia, 2024, 55’). Il racconto dell’esperienza di urbanistica partecipata dall’associazione “Insieme in città” intrapresa per arginare lo spopola mento del centro storico di Ragusa superiore. Un percorso di consapevolezza, che passa dall’analisi di diversi aspetti tecnici, sociali e artistici, per arrivare alla creazione di una mappa di comunità. Un’esperienza civica confluita ora nell’istituzione dell’Ecomuseo Carat. Segue il film “Future Tense / Tempo futuro. Conversazioni al Museo di Manchester” di Ero Sevan (Regno Unito, 2023, 22’). Il film racconta di come la violenza colonialista sia alla base di molte collezioni museali. Il dibattito sulla restituzione degli oggetti saccheggiati e decontestualizzati viene inquadrato attraverso l’esperienza del conservatore Njabulo Chipangura e di Erinma Bell, pacifista e rappresentante per la comunità nigeriana nella contea metropolitana della Grande Manchester. Quindi il film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 2024, 45’). Approdi è un viaggio geopoetico tra tempi e luoghi. Ispirato da “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejević, lo scrittore Nicolò Carnimeo intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi con la sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone a oggi, raccontando gli approdi che non ci sono più e descrivendo la vita di musicisti nomadi, il rapporto col mare e l’importanza del porto e dei fari per i naviganti. Chiude la serata il film “Gown / Abito” di Hyunji Park (Regno Unito, 2023, 8’). Kirushthiga, membro della comunità Tamil, fuggita alla guerra civile in Sri Lanka, de scrive con passione il significato degli abi ti tradizionali tamil, intesi come un potente mezzo per mantenere il suo legame cultura le e la sua identità anche vivendo a Londra.

lampedusa_talk-identità-in-movimento_marco-aime_locandinaLAMPEDUSA, aula magna dell’istituto d’istruzione superiore “E. Majorana”. Alle 17.30, il talk “Identità in movimento”: incontro con l’antropologo e scrittore Marco Aime, che ha insegnato Antropologia culturale all’università di Genova. In un’epoca caratterizzata dal risorgere di identitarismi forti, che richiamano pericolosamente sinistri echi del passato, che tendono a legare “sangue e suolo”, è importante riflettere sul concetto di identità come costruzione e non come dato ascritto. Uno sguardo sulla storia dell’umanità serve a comprendere come ogni cultura sia in realtà multiculturale, perché frutto di scambi millenari e come il movimento sia la chiave principale di tutte le vicende umane, oggi come ieri. Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito http://www.ramfilmfestival.it Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Afri ca occidentale da cui sono nati diversi libri. Sul piano teorico ha affrontato tematiche inerenti alle costruzioni identitarie e al razzismo contemporaneo.

Alle 20.30, sezione di proiezioni uguale a quella in contemporanea ad Agrigento (vedi): i film “Wodaabe, pastori al tramonto”, “La grande sete”; e “I ritornati”.

Agrigento-Licata-Lampedusa. Ad Agrigento e Licata seconda giornata di ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”. A Lampedusa primo talk e proiezioni. Ecco il programma nelle tre sedi

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_locandinaAd Agrigento e Licata seconda giornata, mentre a Lampedusa c’è la prima giornata di ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, organizzato da RAM film festival di Rovereto e promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e dalla soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento per Agrigento capitale italiana della Cultura 2025. L’ALL festival nasce come un viaggio attra verso cinema documentario, patrimonio culturale e dialogo, abbracciando i temi delle migrazioni, dei paesaggi e delle visioni che definiscono i popoli in cammino, di ieri e di oggi.

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Vito Fiorino e Alessandro Rocca a ALL festival (foto fmcr)

AGRIGENTO, museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Al mattino, ATTIVITÀ PER LE SCUOLE: “A nord di Lampedusa”. Accompagnati dal film “A nord di Lampedusa”, un incontro che intreccia immagini e riflessioni con il protagonista di questa storia, Vito Fiorino, che la notte tra il 2 e il 3 ottobre 2013 salva in mare 47 migran ti in uno dei più terribili naufragi accaduti nel Mediterraneo. Assieme a lui sul palco, anche i due registi Alessandro Rocca e Davide Demichelis, che a 10 anni di di stanza lo hanno accompagnato in un incredibile viaggio alla ricerca di alcune delle persone cui quella notte ha regalato una seconda vita.

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_talk-l-altra-faccia-dell-immigrazione_locandinaAlle 17.30, il talk “L’altra faccia dell’immigrazione”: incontro con i registi Alessandro Rocca e Davide Demichelis e il protagonista del film Vito Fiorino. Come rappresentano le migrazioni i media e come realmente riescono a raccontare tutta la complessità e la varietà di esperienze legate a questo fenomeno globale? Se ne parla insieme al protagonista e agli autori del film “A nord di Lampedusa” in programma al Festival. In questo contesto, si cercherà di stimolare una riflessione su come i film e le storie raccontate attraverso il cinema possano offrire una visione più umana e completa delle migrazioni rispetto a quella proposta dai tradizionali canali mediatici.

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Frame del film “A nord di Lampedusa” di Davide Demichelis e Alessandro Rocca

Alle 20.30, apre il film “Àwòrán. A Yoruba Heritage Mural / Àwòrán. Un film sul murale del patrimonio Yoruba” di Bayo Akanbi (Regno Unito, 2024, 22’). Il film Àwòrán, “rappresentazione visiva” nella lingua yoruba, documenta il proget to “Yoruba Heritage Mural” di CultureTree a Londra, e segue la realizzazione dello splendido murale che visualizza la storia e la cultura degli immigrati Yoruba. Esplora i temi di identità e appartenenza, evidenziando il processo artistico e il coinvolgi mento della comunità. Sottolinea l’importanza culturale e comunitaria dietro questa notevole opera d’arte. Segue e chiude la serata il film “A nord di Lampedusa” di Davide Demichelis e Alessandro Rocca (Italia, 2024, 85’). “Quelle urla che salivano dall’acqua mi sembravano versi di gabbiani, invece era no uomini”. Sono le parole di Vito Fiorino che il 3 ottobre del 2013, in rada, in attesa dell’alba per uscire a pesca con un gruppo di amici, si è accorto di essere circondato da naufraghi che chiedevano disperatamente aiuto. Dieci anni dopo, partendo da Lampedusa, l’isola che è diventata la seconda casa di Vito, intraprendiamo un viaggio alla ricerca di alcune di quelle persone a cui ha regalato una seconda vita. Con lui viaggia l’amico Davide Demichelis (che per RAI3 ha realizzato e condotto Radici, Timbuctu e altri programmi di viaggio). Nasce così un road movie attraverso l’Europa, che dall’Italia arriva in Norvegia, passando per i Paesi Bassi e la Svezia.

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Andrea Artusi a ALL festival con Supermigranti (foto fmcr)

LICATA, al teatro Re Grillo. Al mattino, ATTIVITÀ PER LE SCUOLE: “Supermigranti”, con Andrea Artusi, come il fumetto racconta e reinterpreta il fenomeno delle migrazioni. Da Superman ad Actarus, protagonista di Atlas UFO Robot, il fumetto e il cinema d’animazione è disseminato di migranti, esuli e apolidi il cui ruolo è spesso salvifico. In un excursus ricco di sor prese, l’incontro con Andrea Artusi dimostra come la tematica della migrazione sia un topos ricorrente nella narrazione della nona arte che provoca nei lettori reazioni spesso opposte alla narrativa di questo fenomeno proposta in ambito sociale e nei mass media

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_talk-invasioni-di-ieri-e-di-oggi_locandinaAlle 17.30, al museo della Badia, il talk “Invasioni: di ieri, di oggi”: incontro con Riccardo Ginevra, esperto di lingue antiche, e Luca Misculin, giornalista del Post, autori del podcast “L’invasione”. Quali sono i punti di contatto tra le gran di migrazioni del passato e quelle più recenti? Un confronto tra ieri e oggi, partendo dall’esperienza del podcast “L’invasione”, che ha come protagonista la lingua protoindoeuropea e le persone che arrivarono in Europa 5.000 anni fa, portandosi dietro l’antenata delle lingue che parliamo oggi, ma non solo.

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Frame del cortometraggio animato “Thalassa” di Gianfrancesco Iacono

Alle 20.30, al teatro Re Grillo, il cortometraggio “Thalassa” In anteprima assoluta: il regista e animatore siciliano Gianfrancesco Iacono presenta il suo nuovo corto animato “Thalassa”, con le musiche originali del compositore Alessandro Arrigo, realizzato ad hoc per ALL festival e prodotto dalla soprintendenza ai Beni Archeologici di Agrigento e dal parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento. Odisseo, viaggiatore incantato ed eterno, naufraga su di una terra ignota. Ad accoglierlo è Nausicaa, candida adolescente ispirata da Atena. Così, l’immortale poema di Omero e la forza universale del mito, incarnata nell’immagine del mare siculo e lampedusano, divengono cassa di risonanza delle sfide di oggi: i movimenti dei popoli, le pene e le speranze del singolo individuo immerso nel flusso inarrestabile della Storia.

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_stefano-allievi_locandinaSegue “Di acqua & di terra”, conferenza-spettacolo di Stefano Allievi. Tra nomadismo e mobilità umane contemporanee, tra Neanderthal e Unione Europea, tra l’epopea dell’emigrazione italiana e la nuova immigrazione, tra Ellis Island e l’Africa, tra squilibri demografici e climate change, tra merci e persone, tra cultura e biologia, tra suggestioni letterarie e immagini d’ambiente, tra vie d’acqua e percorsi terrestri: un affascinante viaggio nel mondo delle migrazioni e del movimento di popolazioni, capace di collegarne le cause con gli effetti, i paesi d’origine con quelli di destinazione, il passato con il presente – con equilibrio e delicatezza, al di là delle contrapposizioni ideologiche contingenti. Stefano Allievi è professore ordinario di Socio logia all’Università di Padova, specializzato nello studio dei fenomeni migratori, in sociologia delle religioni e in studi sul mutamento culturale e politico.

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Gionata Stancher, ricercatore della fondazione museo civico di Rovereto (foto fmcr)

LAMPEDUSA, aula magna dell’istituto d’istruzione superiore “E. Majorana”. Alle 17.30, il talk “Migranti naturali”. Incontro con Gionata Stancher, ricercatore della Fondazione museo civico di Rovereto e divulgatore scientifico. Nella storia naturale le isole sono pro duttrici di diversità e innovazioni, il motore dell’evoluzione e della diversità. Gli ecosistemi, ad esempio, anche quando non presentano chiari confini fisici, sono pur sempre delle “isole” dotate di regole proprie e di particolari interazioni tra le specie che ne compongono la biodiversità. Cosa succede agli equilibri biologici quando dei migranti approdano su un’isola? In che modo la natura ripristina gli equilibri?

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Frame del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi

Alle 20.30, apre il film “Un seme in città” di Francesco Bocchieri (Italia, 2024, 55’). Il racconto dell’esperienza di urbanistica partecipata dall’associazione “Insieme in città” intrapresa per arginare lo spopola mento del centro storico di Ragusa superiore. Un percorso di consapevolezza, che passa dall’analisi di diversi aspetti tecnici, sociali e artistici, per arrivare alla creazione di una mappa di comunità. Un’esperienza civica confluita ora nell’istituzione dell’Ecomuseo Carat. Segue il film “Future Tense / Tempo futuro. Conversazioni al Museo di Manchester” di Ero Sevan (Regno Unito, 2023, 22’). Il film racconta di come la violenza colonialista sia alla base di molte collezioni museali. Il dibattito sulla restituzione degli oggetti saccheggiati e decontestualizzati viene inquadrato attraverso l’esperienza del conservatore Njabulo Chipangura e di Erinma Bell, pacifista e rappresentante per la comunità nigeriana nella contea metropolitana della Grande Manchester. Quindi il film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 2024, 45’). Approdi è un viaggio geopoetico tra tempi e luoghi. Ispirato da “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejević, lo scrittore Nicolò Carnimeo intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi con la sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone a oggi, raccontando gli approdi che non ci sono più e descrivendo la vita di musicisti nomadi, il rapporto col mare e l’importanza del porto e dei fari per i naviganti. Chiude la serata il film “Gown / Abito” di Hyunji Park (Regno Unito, 2023, 8’). Kirushthiga, membro della comunità Tamil, fuggita alla guerra civile in Sri Lanka, de scrive con passione il significato degli abi ti tradizionali tamil, intesi come un potente mezzo per mantenere il suo legame cultura le e la sua identità anche vivendo a Londra.

Agrigento-Licata-Lampedusa. Al via ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”. Ecco il programma della prima giornata ad Agrigento e a Licata: talk e proiezioni

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_locandinaAl via lunedì 16 dicembre 2024 ad Agrigento e a Licata la prima giornata di ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, organizzato da RAM film festival di Rovereto e promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e dalla soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento per Agrigento capitale italiana della Cultura 2025. L’ALL festival nasce come un viaggio attra verso cinema documentario, patrimonio culturale e dialogo, abbracciando i temi delle migrazioni, dei paesaggi e delle vi sioni che definiscono i popoli in cammino, di ieri e di oggi.

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_talk-invasioni-di-ieri-e-di-oggi_locandinaAGRIGENTO, museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Alle 17.30, il talk “Invasioni: di ieri, di oggi”: incontro con Riccardo Ginevra, esperto di lingue antiche, e Luca Misculin, giornalista del Post, autori del podcast “L’invasione”. Quali sono i punti di contatto tra le gran di migrazioni del passato e quelle più recenti? Un confronto tra ieri e oggi, partendo dall’esperienza del podcast “L’invasione”, che ha come protagonista la lingua protoindoeuropea e le persone che arrivarono in Europa 5.000 anni fa, portandosi dietro l’antenata delle lingue che parliamo oggi, ma non solo.

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Frame del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi

Alle 20.30, apre il film “Un seme in città” di Francesco Bocchieri (Italia, 2024, 55’). Il racconto dell’esperienza di urbanistica partecipata dall’associazione “Insieme in città” intrapresa per arginare lo spopola mento del centro storico di Ragusa superiore. Un percorso di consapevolezza, che passa dall’analisi di diversi aspetti tecnici, sociali e artistici, per arrivare alla creazione di una mappa di comunità. Un’esperienza civica confluita ora nell’istituzione dell’Ecomuseo Carat. Segue il film “Future Tense / Tempo futuro. Conversazioni al Museo di Manchester” di Ero Sevan (Regno Unito, 2023, 22’). Il film racconta di come la violenza colonialista sia alla base di molte collezioni museali. Il dibattito sulla restituzione degli oggetti saccheggiati e decontestualizzati viene inquadrato attraverso l’esperienza del conservatore Njabulo Chipangura e di Erinma Bell, pacifista e rappresentante per la comunità nigeriana nella contea metropolitana della Grande Manchester. Quindi il film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 2024, 45’). Approdi è un viaggio geopoetico tra tempi e luoghi. Ispirato da “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejević, lo scrittore Nicolò Carnimeo intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi con la sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone a oggi, raccontando gli approdi che non ci sono più e descrivendo la vita di musicisti nomadi, il rapporto col mare e l’importanza del porto e dei fari per i naviganti. Chiude la serata il film “Gown / Abito” di Hyunji Park (Regno Unito, 2023, 8’). Kirushthiga, membro della comunità Tamil, fuggita alla guerra civile in Sri Lanka, de scrive con passione il significato degli abi ti tradizionali tamil, intesi come un potente mezzo per mantenere il suo legame cultura le e la sua identità anche vivendo a Londra.

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_talk-l-altra-faccia-dell-immigrazione_locandinaLICATA, museo della Badia. Alle 17.30, il talk “L’altra faccia dell’immigrazione”: incontro con i registi Alessandro Rocca e Davide Demichelis e il protagonista del film Vito Fiorino. Come rappresentano le migrazioni i media e come realmente riescono a raccontare tutta la complessità e la varietà di esperienze legate a questo fenomeno globale? Se ne parla insieme al protagonista e agli autori del film “A nord di Lampedusa” in programma al Festival. In questo contesto, si cercherà di stimolare una riflessione su come i film e le storie raccontate attraverso il cinema possano offrire una visione più umana e completa delle migrazioni rispetto a quella proposta dai tradizionali canali mediatici.

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Frame del film “A nord di Lampedusa” di Davide Demichelis e Alessandro Rocca

Alle 20.30, al teatro Re Grillo, apre il film “Àwòrán. A Yoruba Heritage Mural / Àwòrán. Un film sul murale del patrimonio Yoruba” di Bayo Akanbi (Regno Unito, 2024, 22’). Il film Àwòrán, “rappresentazione visiva” nella lingua yoruba, documenta il proget to “Yoruba Heritage Mural” di CultureTree a Londra, e segue la realizzazione dello splendido murale che visualizza la storia e la cultura degli immigrati Yoruba. Esplora i temi di identità e appartenenza, evidenziando il processo artistico e il coinvolgi mento della comunità. Sottolinea l’importanza culturale e comunitaria dietro questa notevole opera d’arte. Segue e chiude la serata il film “A nord di Lampedusa” di Davide Demichelis e Alessandro Rocca (Italia, 2024, 85’). “Quelle urla che salivano dall’acqua mi sembravano versi di gabbiani, invece era no uomini”. Sono le parole di Vito Fiorino che il 3 ottobre del 2013, in rada, in attesa dell’alba per uscire a pesca con un gruppo di amici, si è accorto di essere circondato da naufraghi che chiedevano disperatamente aiuto. Dieci anni dopo, partendo da Lampedusa, l’isola che è diventata la seconda casa di Vito, intraprendiamo un viaggio alla ricerca di alcune di quelle persone a cui ha regalato una seconda vita. Con lui viaggia l’amico Davide Demichelis (che per RAI3 ha realizzato e condotto Radici, Timbuctu e altri programmi di viaggio). Nasce così un road movie attraverso l’Europa, che dall’Italia arriva in Norvegia, passando per i Paesi Bassi e la Svezia.

 

Lipari (isole Eolie, Me). Al museo Archeologico “Bernabò Brea” convegno “Difendere gli spazi sacri. Chiese e monasteri fortificati nel Mediterraneo medievale (IX e XIV secolo)” (in presenza e on line), secondo appuntamento internazionale sulle architetture medievali nel Mediterraneo, dedicato all’architettura religiosa fortificata dei paesi rivieraschi del “Mare Nostrum”: dalla Grecia al Marocco, dalla Croazia alla Tunisia, la Spagna, la Francia, Malta e l’Italia

lipari_archeologico_chiese-e-monasteri-fortificati_convegno_locandinaDa silenziosi luoghi di culto a fortezze con torri merlate e cammini di ronda per il controllo del territorio fino al mare. È il destino che nel Medioevo è toccato a chiese, eremi e monasteri del Mediterraneo, con l’avanzata bellicosa di popolazioni dal Nord, dall’est e dal Sud. Un tema, quello della difesa degli spazi sacri, intorno al quale una trentina fra storici dell’architettura e dell’arte medievale e archeologi di prestigiosi atenei italiani e stranieri si incontreranno a Lipari (Me), dal 3 al 5 ottobre 2024, negli spazi del parco archeologico delle Eolie – museo Archeologico “Bernabò Brea” della Regione Siciliana per confrontarsi sulle ultime ricerche scientifiche. Titolo del convegno “Difendere gli spazi sacri. Chiese e monasteri fortificati nel Mediterraneo medievale (IX e XIV secolo)”, secondo appuntamento internazionale sulle architetture medievali nel Mediterraneo che arriva dopo quello del 2022. Di scena l’architettura religiosa fortificata dei paesi rivieraschi del “Mare Nostrum”: dalla Grecia al Marocco, dalla Croazia alla Tunisia, la Spagna, la Francia, Malta e l’Italia. Tutto il convegno sarà fruibile in live streaming sulla pagina Facebook del Parco delle Eolie a questo indirizzo https://www.facebook.com/museoLipari. Il convegno è un progetto del parco archeologico delle Eolie – museo Archeologico “Bernabò Brea” della Regione Siciliana e del Laboratoire d’archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) dell’università Aix Marseille.  Realizzato con il sostegno dell’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Dipartimento BBCC, è ideato da Rosario Vilardo, direttore del Parco, e da Fabio Linguanti, architetto PhD storia dell’architettura (Politecnico di Torino / LA3M – Aix Marseille Université), curatore scientifico della rassegna. Enti patrocinatori l’università di Catania, l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela e il Comune di Lipari.

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La moschea di Tinmel, capolavoro d’arte, architettura e bastione sacro nella regione dell’alto Atlante, a Marrakech in Marocco (foto regione siciliana)

Si è iniziato giovedì 3 ottobre 2024, negli spazi della Chiesa di Santa Caterina, alla presenza di Francesco Paolo Scarpinato (assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana) e con gli interventi di Vilardo e Linguanti; di monsignor Giovanni Accolla (vescovo Archimandrita di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela); di Riccardo Gullo (sindaco di Lipari) e Anne Mailloux, archeologa medievista e direttrice del LA3M. A seguire le relazioni di studiosi provenienti da Marocco (con Mounsif Ibnoussina, Cadi Ayyad University sulla Moschea di Tinmel, capolavoro d’arte, architettura e bastione sacro nella regione dell’alto Atlante, a Marrakech); Spagna (con Raoul Romero Medina, Uni Complutense Madrid, sulle architetture religiose fortificate in Andalusia, come espressione di potere piuttosto che spazi militari destinati alla difesa), Malta (con Charlene Vella, Uni Malta, sulle analogie strutturali fra il Forte sant’Angelo di Malta e le architetture ecclesiastiche normanne in Sicilia e nel regno di Napoli); Firenze (con Lamia Hadda, Uni Firenze, sulla grande Moschea di Suda, in Tunisia, e la sua doppia natura di luogo sacro e fortezza); Messina (con Marie Ange Causarano, archeologa Uni Messina sull’Abbazia di Casalvecchio Siculo, Messina, esempio di quella rete di monasteri italo-greci a cavallo dello Stretto) e infine da Catania (con Adriano Napoli, Uni Catania, sulle torri medievali dei monasteri di rito greco).

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Il chiostro di San Bartolomeo a Lipari (foto melamedia)

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Copertina del libro “I chiostri nell’area mediterranea” a cura di Arianna Carannante e Fabio Linguanti

VENERDÌ 4 OTTOBRE 2024. La seconda giornata del convegno vede le relazioni di studiosi provenienti da Croazia, Grecia, USA e dall’Italia (Bari, Catanzaro, Napoli, Roma e Firenze); una testimonianza di storia architettonico-artistica e di restauri con la presentazione del libro “I chiostri nell’area mediterranea”, a cura di Arianna Carannante e Fabio Linguanti (ed. All’insegna del Giglio): volume riepilogativo degli interventi esposti nel 2022, in occasione della prima edizione della rassegna dedicata al contesto dei chiostri medievali nel Mediterraneo. Intervengono Anne Mailloux (LA3M Aix-Marseille Université), Silvia Beltramo e Carlo Tosco (Politecnico Torino) e si torna a parlare anche del Chiostro di San Bartolomeo di Lipari, uno dei monumenti meno studiati del Mediterraneo medievale del quale adesso si delinea il quadro storico-costruttivo fissando una datazione più certa: chiesa e monastero furono realizzate in tre fasi vicine fra loro, un cantiere iniziato a Lipari alla fine dell’XI secolo e concluso nel primo ventennio del XII.

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Le caditoie dell’sull’Abbazia di Settimo a Scandicci, vicino a Firenze (foto regione siciliana)

Si inizia da Istria e Dalmazia, con Miljenco Jurkovic, archeologo (Uni Zagabria), che parlerà di alcuni monasteri fortificati del litorale adriatico orientale; tre i contributi sulla Grecia con Athanasios Semoglou (Aristotele Uni Thessalonike) e gli studi sulle pitture murali bizantine nei monasteri del Monte Athos, centro spirituale la cui scuola di pittura influenzò l’arte ortodossa; l’archeologo Alessandro Taddei (Uni Sapienza, Roma) sul complesso monastico di Hosios Loukas in Beozia, mentre Carlo Berardi (Uni Michigan, USA) illustrerà le ultime novità sulla Chiesa di Kosmosoteira a Feres. Quindi si torna in Italia con gli studi sui monasteri del Gargano a cura di Angelo Cardone (Uni Bari) e in Toscana, con gli archeologi Alberto Agresti e Lorenzo Crescioli, per importanti aggiornamenti sull’Abbazia di Settimo a Scandicci, condotti con la direzione scientifica di Ursula Wierer, Soprintendente BBCCAA di Firenze: evidenziato un complesso sistema di fossati, ponti e torri che consentiva ai monaci cistercensi di proteggere l’abbazia, centro economico del territorio.

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Le strutture fortificate di Sant’Agnese fuori le mura, a Roma, con il mausoleo di Santa Costanza (foto regione siciliana)

Ancora sul territorio italiano, a Roma, con il racconto delle strutture fortificate di Sant’Agnese fuori le mura, a cura di Daniela Esposito e Francesca Lembo Fazio (Uni Sapienza, Roma) e Federico Marazzi (Uni Suor Orsola Benincasa, Napoli). Sempre Marazzi approfondirà il tema della trasformazione dei monasteri da “civitas dei a castrum fidei” con focus sull’Italia centro-meridionale. Quindi la Calabria con le grange (aziende agricole e pastorali) fortificate, a cura di Francesco Cuteri ed Elena Di Fede (Accademia Belle Arti Catanzaro). Conclude la seconda giornata di studi lo sguardo sulle abbazie tra Alto Lazio e bassa Toscana con gli interventi di Renzo Chiovelli (Uni Sapienza, Roma) Giulia Maria Palma (Uni Lione) e Vania Rocchi.

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La “cattedrale del mare” di Maguelone in Francia (foto regione sicliana)

SABATO 5 OTTOBRE 2024. La terza e ultima giornata del convegno vede protagonista l’area tirrenica settentrionale del Mediterraneo, con interventi su Francia, Italia del Nord e Sardegna. Si inizia con Nicolas Faucherre (LA3M Aix-Marseille Université) e le “cattedrali del mare” di Maguelone e Agde, chiese fortificate connesse all’istituzione di una guardia marittima sostenuta degli istituti religiosi. A seguire Marie Pier Bonetti (LA3M Aix-Marseille Université) sulla chiesa abbaziale di Saint Victor a Marsiglia completata da torri, campanili, sale d’armi, recinti e camminamenti merlati dall’abate poi divenuto papa Urbano V. Quindi Pierre Laffont (Uni Rennes) con un eccezionale documento custodito nella Biblioteca Nazionale di Francia: un manoscritto (metà XV sec.) conosciuto come Armoriale di Guillaume Revel ricco di illustrazioni e disegni di castelli, città e villaggi del tempo. Un documento di eccezionale valore perché si tratta della più antica rappresentazione figurativa di questi monumenti. Tre i contributi dedicati alla Liguria: si inizia con Genova e Yoshie Kojima (Uni Tokyo) sulla Chiesa di Santa Maria del Castello e il ruolo dei “magistri antelami”, corporazione medievale di costruttori itineranti, generalmente di origine lombarda e legati ai Cistercensi. Un’iscrizione li indica infatti come autori della chiesa nel quartiere storico del Molo. Ancora in Liguria con il monastero di Sant’Eugenio a Bergeggi, oggetto di studio di Alessandra Panicco (Politecnico di Torino); infine chiese e fortificazioni a Porto Venere, a cura di S. Caldano (Associazione Piemonte Medievale). In chiusura la Sardegna e Cagliari con il Santuario di Nostra Signora di Bonaria, nella relazione di Valeria Carta (Uni Cagliari).

Varese. Al via la VII edizione di Varese Archeofilm 2024, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente etnologia: ecco il programma dei film in concorso per il premio del pubblico e della giuria tecnica, e degli incontri/intervista con i protagonisti a cura di Piero Pruneti

varese_archeofilm-2024_programma_locandinaAl via la VII edizione di Varese Archeofilm 2024, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente etnologia, in programma alle 20.30, dal 4 al 7 settembre 2024, in sala Montanari (Ex cinema Rivoli), via dei Bersaglieri 1 a Varese. Evento a ingresso libero e gratuito organizzato dal Comune di Varese in collaborazione con museo Castiglioni, associazione Conoscere Varese, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O., con il patrocinio di università Insubria. Selezione filmati: Marco Castiglioni. Archivio cinematografico: Firenze Archeofilm.

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Frame del film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 4 SETTEMBRE 2024. Apre il film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di Nicola Castangia e Andrea Fenu (Italia, 42’). Dall’incontro tra l’archeologo Franco Mezzena, scopritore dell’area megalitica di Saint Martin de Corleans ad Aosta, con l’archeologo Giorgio Murru, direttore del Menhir Museum di Laconi, nasce questo docufilm dove Franco Mezzena racconta la sua scoperta avvenuta nel lontano 1969 e, con il suo sorriso luminoso, ci fa viaggiare tra mito e realtà trascinandoci nel mondo del megalitismo e tra le entusiasmanti avventure degli Argonauti, di Cadmo, di Giasone e della figura di Ercole sollecitando, con maestria e profonde conoscenze, il confronto tra il sito megalitico di Aosta e la Sardegna preistorica. Segue l’incontro/intervista con Lanfredo Castelletti, archeobotanico, già direttore dei Musei Civici di Como, fondatore del Laboratorio di Archeobiologia di Como, e Barbara Cermesoni conservatore museale archeologo presso Musei Civici di Varese, a cura di Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva. Quindi il film “Pescatori-cacciatori-raccoglitori: abitanti del Nilo Bianco nella preistoria recente / Fisher-hunter-gatherers: inhabitants of the White Nile in recent prehistory” di Marco Tomaselli, Donatella Usai (Italia / Sudan, 43’). Il documentario illustra gli aspetti della vita dei cacciatori-raccoglitori-pescatori che abitavano sulla sponda del Nilo Bianco nel Tardo Pleistocene-inizio Olocene Antico. Una narrazione resa possibile dai risultati del lavoro interdisciplinare effettuato nel sito di al- Khiday dal Centro Studi Sudanesi e Sub-Sahariani (ETS) di Treviso, in collaborazione con l’Università di Padova, Parma e Milano. Chiude la prima giornata il film “Hardangerfolk” di Gregor Douglas Sinclair (Regno Unito, 20’). Il film, seguendo una moderna spedizione, ripercorre le orme di alcuni membri della resistenza norvegese che nel 1943 attraversarono l’inospitale altopiano montuoso Hardangervidda per impedire la creazione di una nuova bomba atomica da parte di Hitler. La missione vide undici combattenti della resistenza norvegese addestrati in Gran Bretagna distruggere la centrale elettrica controllata dai nazisti che stava sviluppando ossido di deuterio, noto anche come “acqua pesante”, un ingrediente chiave nella produzione del plutonio.

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Frame del film “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi

PROGRAMMA GIOVEDÌ 5 SETTEMBRE 2024. Apre la serata il film “Banksy e la ragazza del Bataclan” di Edoardo Anselmi (Italia / Francia, 52’). Può un’opera di street art esprimere il sentimento di un’intera comunità e diventare oggetto di ricerche sia da parte della polizia italiana che francese? Sì, se è di Banksy! “Banksy e la ragazza del Bataclan” ripercorre l’incredibile viaggio dell’opera iconica realizzata da Banksy al Bataclan, che simboleggia l’orrore del terrorismo e il paradosso della street art e di Banksy stesso. Segue l’incontro/intervista con Andrea Ravo Mattoni artista, pittore e creativo varesino di fama internazionale, a cura di Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Li chiamiamo Vichinghi / On les appelle Vikings” di Laureline Amanieux (Francia, 52’). I Vichinghi erano davvero i barbari descritti dai cronisti del Medioevo? Benjamin Brillaud ci invita a esplorare la loro storia concentrandosi sulle scoperte più recenti, andando contro a idee preconcette. Dalla Danimarca all’Islanda passando per la Francia, incontra storici, biologi e archeologi, penetra biblioteche e musei, e attraversa paesaggi spettacolari in cui ancora troviamo le tracce del loro passaggio.

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Frame del film “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso, Diego Schiavo

PROGRAMMA VENERDÌ 6 SETTEMBRE 2024. Apre la serata il film “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso, Diego Schiavo (Italia, 63’). Durante lo speakeraggio di un documentario dai toni scandalistici, Lucrezia Lante della Rovere esce magicamente dallo schermo, si ribella e coinvolge Voce, lo speaker interpretato dal brillante Tullio Solenghi, in un viaggio alla riscoperta della vera vita di un’eroina del suo tempo: Lucrezia Borgia. Segue l’incontro/intervista con Marco Melluso regista, scrittore, sceneggiatore, e Diego Schiavo sound designer, autore, sceneggiatore, regista, a cura di Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “I fratelli Champollion. Nel segreto dei geroglifici / Les frères Champollion. Dans le secret des hiéroglyphes” di Jacques Plaisant (Francia, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della storia dell’umanità. Ciò che è poco noto è che dietro questo genio si nasconde un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Il recente studio degli archivi di famiglia getta nuova luce sull’avventura intellettuale della decifrazione.

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Frame del film “Cervino – La Montagna del Mondo” di Nicolò Bongiorno

PROGRAMMA SABATO 7 SETTEMBRE 2024. Apre la serata finale il film “Cervino – La Montagna del Mondo” di Nicolò Bongiorno (Italia, 67’). La struttura del documentario si articola su tre piani narrativi, rispettivamente dedicati al racconto della conquista della montagna avvenuta nel 1865, all’analisi di fonti letterarie ed archivistiche ed infine alla scalata che il regista stesso compie insieme alla guida alpina del Cervino Marco Barmasse. Il racconto di quest’ultima impresa nel film diviene occasione per una ricerca introspettiva volta ad esplorare il contatto con una natura selvaggia e il rapporto tra figlio e padre che legava Nicolò e Mike al Cervino. Il film documentario si svolge come un meraviglioso viaggio attraverso il tempo, a contatto con la saggezza della natura più selvaggia, alla ricerca di una nuova “via” interiore. Segue la cerimonia di premiazione: con la consegna del “Premio Città di Varese” al film più gradito al pubblico, e del “Premio Alfredo e Angelo Castiglioni” assegnato dalla giuria tecnica. Quindi l’incontro/intervista con Nicolò Bongiorno regista, produttore e protagonista del film “Cervino- La montagna del mondo” e Luigi Pizzimenti giornalista e curatore della mostra “K2. Un’impresa italiana.1954-2024” a cura di Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata e il festival il film “Peaks of energy” di Matteo Forzano, Damiano Levati, Matteo Vettorel (Italia, 90’). L’avvincente racconto della spedizione valdostana in Pakistan dell’estate 2022. Sei Guide Alpine della Valle d’Aosta tentano la scalata, senza ossigeno, di 3 montagne del Karakorum (K2, Nanga Parbat e Broad Peak), un’impresa riservata a pochi. Ambizioni personali si intrecciano con legami di amicizia e comunità, sfidando la natura individuale dell’alpinismo himalayano.

Paestum. 10° International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2024 promosso da Bmta e Archeo: ecco le 5 scoperte archeologiche del 2023 candidate. Cina: a Shaanxi una città perduta dell’età del Bronzo; Iraq: a Lagash una “taberna” di 5mila anni fa; Italia: a Roma il Teatro di Nerone; Regno Unito: a Londra un mausoleo romano; Sudan: a Dongola, dipinti murali cristiani. Sono già passati 9 anni dal sacrificio di Khaled al-Assad

paestum_bmta-2024_IX-anniversario-uccisione-khaled-asaad_foto-bmta2015-2024: già nove anni, tanti ne sono passati da quel 18 agosto 2015 quando Khaled al-Asaad, direttore degli scavi archeologici di Palmira, “la sposa del deserto” in Siria, pagò con la vita la difesa del patrimonio culturale. “Khaled al-Asaad è stato per quarant’anni il direttore degli scavi archeologici di Palmira”, lo ricorda l’archeologo Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla. “Era l’archeologo della città, ha collaborato con missioni di ogni Paese: dalla Francia alla Germania, dalla Svizzera all’Olanda, dagli Stati Uniti alla Polonia e da ultimo anche con l’Italia, con la missione statale di Milano. Era uno studioso completo, ma soprattutto era una persona tipica delle famiglie delle città del deserto. Questo tipo di uomini, come i beduini di un tempo, sono caratterizzati da una amabilità, da una cortesia e da un’ospitalità straordinaria che per loro è del tutto naturale. Non eccessiva, ma misurata e discreta, Khaled al-Asaad era una persona di grandissima amabilità, misura e gentilezza d’animo. Anche archeologi che non si occupano di quel periodo, cioè di antichità romane, andavano di frequente a Palmira in visita e la disponibilità di Khaled era totale. Era una personalità fortemente radicata nella città, ma per il carattere internazionale del sito che gestiva era una sorta di cittadino del mondo. In varie occasioni il suo nome era stato proposto per il ruolo di direttore generale delle antichità a Damasco, ma credo che lui preferisse rimanere a Palmira, una città con la quale si identificava. Khaled – conclude Mathhiae – era talmente sicuro di fare soltanto il suo mestiere che non riteneva di avere motivo di fuggire. E per come lo ricordo non era persona che temesse per la propria vita. Pur essendo in pensione, aveva quasi 82 anni, ha preferito rimanere nella sua città proprio perché ha capito che le antichità correvano dei rischi. E probabilmente ha immaginato che la sua indiscussa autorevolezza morale potesse proteggere maggiormente quello che c’era e c’è tuttora a Palmira: le rovine di un sito archeologico assolutamente straordinari per tutto il Mediterraneo e per tutto il mondo”.

paestum_bmta-2024_premio-khaled-asaad_locandinaPer ricordare il sacrificio di Khaled al-Asaad, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum e la rivista Archeo hanno istituito un Premio annuale a lui intitolato, l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio, assegnato in collaborazione con le testate internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). paestum_bmta-2024_locandinaVenerdì 1° novembre 2024, in occasione della XXVI Bmta, in programma dal 31 ottobre al 3 novembre 2024 a Paestum, sarà consegnato il premio, giunto alla decima edizione, alla scoperta archeologica tra le 5 scoperte archeologiche del 2023 finaliste. Sono: Cina: nella provincia dello Shaanxi una città perduta dell’età del Bronzo; Iraq: a Lagash una “taberna” di 5mila anni fa dell’antica Mesopotamia; Italia: a Roma il Teatro di Nerone; Regno Unito: a Londra nel quartiere di Southwark i resti di un mausoleo romano; Sudan: nel sito di Dongola, dipinti murali cristiani senza precedenti per la pittura nubiana. Inoltre, sarà attribuito uno “Special Award” alla scoperta, tra le cinque candidate, che avrà ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico nel periodo 1° luglio – 1° ottobre 2024 sulla pagina Facebook della Borsa (www.facebook.com/borsamediterraneaturismoarcheologico).

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9° International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad 2023: la consegna del premio ad Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni (foto bmta)

EDIZIONI PRECEDENTI. Nel 2015 il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri, responsabile degli scavi, per la scoperta della Tomba di Amphipolis (Grecia); nel 2016 all’INRAP Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del presidente Dominique Garcia, per la Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, direttore della missione archeologica, per la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel nord dell’Iraq; nel 2018 a Benjamin Clément, responsabile degli scavi, per la “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams, responsabile del Black Sea Maritime Archaeology Project (MAP), per la scoperta nel Mar Nero del più antico relitto intatto del mondo; nel 2020 a Daniele Morandi Bonacossi, direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’università di Udine, per la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia; nel 2021 alla scoperta di “centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara in Egitto”; nel 2022 a Zahi Hawass, direttore della missione archeologica che ha scoperto “la città d’oro perduta”, fondata da Amenhotep III, riaffiorata dal deserto nei pressi di Luxor; nel 2023 ad Agnese Carletti sindaco di San Casciano dei Bagni in rappresentanza dell’Amministrazione comunale titolare dell’area e a Jacopo Tabolli responsabile scientifico dello scavo per la scoperta delle 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena).

paestum_bmta.2024_cina_Shaanxi_città-perduta-età-del-Bronzo_finalista-premio-khaled-asaad_locandinaCina: nella provincia dello Shaanxi una città perduta dell’età del Bronzo. Un’équipe di archeologi cinesi ha scoperto un’intera città dell’Età del Bronzo, uno dei più grandi siti della prima dinastia Shang mai scoperti e risalenti al 1600 a.C. fino al 1046 a.C. a Zhaigou, il più antico insediamento neolitico della regione, a circa 110 km a sud della città di Yulin nella provincia dello Shaanxi. Secondo gli archeologi la città è diffusa su 11 colline e copre più di 3 kmq, la più grande della regione, nonostante negli ultimi 1000 anni ben 13 antiche dinastie cinesi hanno avuto le loro capitali nello Shaanxi. Infatti, il sito contiene alcune delle tombe più ricche mai scoperte nella regione: ad oggi sono state identificate nove tombe aristocratiche con oltre 200 manufatti tra cui un pezzo di bronzo di un carro (il resto del quale ancora sepolto con i resti dei cavalli che un tempo lo trainavano), minuscoli orecchini in oro e giada, un uccello di giada finemente lavorato e una stella di bronzo fuso intarsiata con pezzi di turchese, un guscio di tartaruga lucidato, forse uno strumento di divinazione utilizzato per creare connessioni tra questo mondo e altri meno conosciuti. Gli archeologi pensano che la città dell’Età del Bronzo sia stata la capitale di uno stato separato assimilato dalla dinastia Shang, che aveva sede nella città di Yinxu. Si ipotizza che dopo la conquista regionale la nuova città abbia reso omaggio agli Shang e, sulla base delle scoperte finora, gli archeologi pensano che un intero insediamento con tombe, edifici centrali e botteghe artigiane attende di essere portato alla luce. Ceramiche finemente decorate e strumenti della prima agricoltura (vasi per bere in bronzo, ornamenti intarsiati con turchesi e pezzi di giada scolpita) sono stati precedentemente recuperati da questo sito, che offrono agli archeologi preziose informazioni sullo sviluppo sociale, culturale e tecnologico delle comunità preistoriche nella regione.

paestum_bmta.2024_iraq_lagash_taberna-5000-anni-fa_finalista-premio-khaled-asaad_locandinaIraq: a Lagash una “taberna” di 5mila anni fa dell’antica Mesopotamia. Una zona pranzo all’aperto con panchine, un forno, contenitori per la conservazione, antichi resti di cibo e persino un frigorifero di 5mila anni fa (denominato “zeer”, termine arabo che identifica la tecnica del vaso nel vaso per conservare bevande e alimenti) scoperti dagli archeologi dell’università di Pisa, coordinati da Sara Pizzimenti, associato di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente in collaborazione con l’equipe dell’università della Pennsylvania guidata dalla professoressa Holly Pittman negli scavi del “Lagash Archaeological Project”, che iniziati nel 2019 hanno riportato alla luce quella che potrebbe essere una taberna del 2.700 a.C. presso Tell al-Hiba (l’antica Lagash), a 24 km a est della città di Shatra, nel governatorato del Dhi Qar, nel sud dell’Iraq. Lagash con i suoi più di 400 ettari di estensione è una delle città-stato più antiche e più grandi della Mesopotamia meridionale e capitale dell’omonimo stato, occupata a partire dal quinto millennio a.C. e in gran parte abbandonata attorno al 2.300 a.C.; è stata uno dei più importanti snodi commerciali della regione, sede di un’intensa e variegata produzione artigianale e con immediato accesso a terreni agricoli. La scoperta dà nuova luce sullo studio dell’alimentazione e della cucina dell’antica Mesopotamia e sulla vita quotidiana di un quartiere popolare sumerico, probabilmente legato ad attività artigianali di produzione ceramica all’interno di quello che era un luogo pubblico per la produzione, distribuzione e consumo dei pasti, di conseguenza un tassello importante per ricostruire le conoscenze nel campo della produzione e distribuzione alimentare, economia alla base delle prime società complesse della storia dell’uomo.

paestum_bmta.2024_italia_roma_teatro-di-nerone_finalista-premio-khaled-asaad_locandinaItalia: a Roma il Teatro di Nerone. Nella corte di Palazzo Della Rovere, proprietà dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme (governatore l’Ambasciatore Ludovico Visconti di Modrone) e in affitto alla catena di alberghi Four Seasons, che qui sta realizzando il suo primo hotel a Roma, i lavori per la sua costruzione hanno riportato alla luce, dopo duemila anni sottoterra, una parte del teatro di Nerone, un lussuoso edificio di epoca imperiale situato a pochi metri dal Vaticano (vedi Roma. Sotto Palazzo della Rovere o dei Penitenzieri, a un passo da San Pietro, scoperto il Teatro di Nerone, noto dalle fonti antiche ma mai ritrovato, dove l’imperatore provava le sue esibizioni artistiche. Dopo gli studi sarà reinterrato | archeologiavocidalpassato). Dal 2020 sono in corso lavori di ristrutturazione sotto la direzione scientifica di Renato Sebastiani e proseguiti da Alessio De Cristofaro, archeologi della Soprintendenza Speciale di Roma, condotti sul campo dall’archeologa Marzia Di Mento. A cinque mt dall’attuale livello stradale sono stati rinvenuti la parte sinistra della cavea a emiciclo, la scenæ frons, con sontuose colonne lavorate di marmi pregiati, decorazioni a stucco con foglia d’oro e ambienti di servizio, forse depositi per costumi e scenografie, risalente al I secolo d.C., che anticamente sorgeva all’interno degli Horti di Agrippina maggiore, la grande tenuta della famiglia Giulio Claudia, dove Caligola aveva fatto costruire un grande circo per le corse dei cavalli e successivamente Nerone il teatro, la cui esistenza finora era stata citata solo da fonti letterarie antiche (Plinio, Svetonio, Tacito). Strutture architettoniche, elementi decorativi, sculture in marmo e un rarissimo capitello in alabastro, centinaia di oggetti del tempo, tra cui monete, utensili in osso lavorato, vetro e ceramica. Secoli di storia stratificati e tutti da analizzare da parte della Soprintendente Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, mentre i ritrovamenti architettonici saranno studiati e catalogati e, poi, ricoperti e interrati, considerando anche la presenza di una falda acquifera poco al di sotto, il solo modo per garantirne una corretta conservazione in futuro. Invece, gli elementi decorativi portati alla luce, comprese le colonne, saranno collocati all’interno dello storico palazzo a dare ancor maggiore valore al soggiorno di chi alloggerà nel lussuoso albergo, la cui apertura è prevista entro il Giubileo del 2025.

paestum_bmta.2024_regno-unito_londra_Southwark_mausoleo-romano_finalista-premio-khaled-asaad_locandinaRegno Unito: a Londra nel quartiere di Southwark i resti di un mausoleo romano. L’équipe del Museum of London Archaeology (MOLA), che ha condotto lo scavo per conto di Landsec e Transport for London (TfL) nello stesso sito di “The Liberty of Southwark” dove nel febbraio 2022 sono stati rinvenuti alcuni dei mosaici romani più grandi mai trovati a Londra, ha portato alla luce il mausoleo romano più intatto mai scoperto nel Regno Unito, dove sono visibili le pareti e alcuni pavimenti interni, tra cui un suggestivo mosaico circondato da una piattaforma rialzata su cui erano poste le sepolture. Il mausoleo sembra aver subito modifiche significative durante la sua vita: gli archeologi, infatti, hanno scoperto un secondo mosaico direttamente sotto il primo, indicando che il pavimento della struttura è stato rialzato nel corso degli anni. I due mosaici sono simili nel disegno, con un fiore centrale circondato da un motivo di cerchi concentrici incastonati all’interno di un pavimento formato da piccole tessere rosse. A sorprendere anche i reperti che stanno riaffiorando dagli interni: oltre cento monete, preziose tegole decorative, strumenti in metallo e frammenti di ceramica. Nell’area circostante sono state rinvenute più di 80 sepolture romane, tutte prive di resti umani. Nei sepolcri sono stati trovati oggetti come perline di vetro e braccialetti di rame, ceramiche e persino un pettine d’osso. Sebbene il mausoleo sia stato quasi completamente smantellato, probabilmente in epoca medievale, i segni indicano che si trattava di un edificio alto forse due piani, che sarebbe stato fatto costruire per accogliere esponenti di famiglie ricche sulla scena della Londra romana.

paestum_bmta.2024_sudan_dongola_dipinti-murali-cristiani_finalista-premio-khaled-asaad_locandinaSudan: nel sito di Dongola, dipinti murali cristiani senza precedenti per la pittura nubiana. Gli archeologi Lorenzo de Lellis e Maciej Wyżgoł del Polish Centre of Mediterranean Archaeology dell’università di Varsavia, diretto dal prof. Artur Obłuski, hanno scoperto nel sito di Dongola (Tungul in antico nubiano, capitale della Makuria, uno dei più importanti stati africani medievali) un enigmatico complesso di stanze fatte di mattoni essiccati al sole, i cui interni erano ricoperti da scene figurative ritenute uniche per l’arte cristiana. Durante l’esplorazione di case risalenti al periodo Funj (XVI-XIX sec.) sotto il pavimento un’apertura conduceva a una piccola camera, le cui pareti erano decorate con rappresentazioni uniche (la Madonna, Cristo, una scena raffigurante un re nubiano, ancora Cristo e l’arcangelo Michele), una scena che non ha paralleli noti nella pittura nubiana. I dipinti sono accompagnati da iscrizioni, una delle quali in antico nubiano che contiene diverse menzioni di un re di nome David e una supplica a Dio per la protezione della città (David fu uno degli ultimi sovrani della Makuria cristiana e il periodo del suo governo segnò l’inizio della fine del regno, in quanto attaccò l’Egitto, che si vendicò invadendo la Nubia e Dongola venne saccheggiata per la prima volta nella sua storia). L’enigma più grande è il complesso di stanze in cui sono stati trovati i dipinti. La stanza con la scena dipinta, che mostra il re David, assomiglia a una cripta, ma è a 7 metri sopra il livello del suolo medievale, adiacente a un edificio sacro identificato come la Grande Chiesa di Gesù, che era probabilmente la cattedrale di Dongola e la chiesa più importante del regno di Makuria. Fonti arabe raccontano che l’attacco del re David all’Egitto sia stato istigato dalla Grande Chiesa di Gesù: l’arcivescovo di Dongola, proprio come Papa Urbano II, esortò dunque il re David a lanciare una crociata? Ulteriori scavi potrebbero fornire risposte a queste e ad altre domande sull’enigmatica struttura.