Roma. Al Colosseo inaugurata la mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” frutto della collaborazione del parco archeologico del Colosseo, del parco archeologico di Pompei e del museo Archeologico nazionale di Napoli e di Electa che ha promosso negli anni molti approfondimenti sulla città vesuviana. Esposte oltre 100 opere

Oltre 100 reperti esposti nella mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” al Colosseo (foto PArCo)
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Massimo Osanna, Alfonsina Russo e Paolo Giulierini all’inaugurazione della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” al Colosseo (foto PArCo)

Finalmente. Questa mattina, nel secondo ordine del Colosseo, è stata inaugurata la mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” dal direttore del parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo, dal direttore del parco archeologico di Pompei Massimo Osanna e dal direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli Paolo Giulierini. La mostra si visita dal 9 febbraio al 9 maggio 2021 con il normale biglietto di ingresso “24h – Colosseo, Foro Romano, Palatino”. Una storia mai tentata prima del lungo rapporto tra Roma e Pompei, che prova a restituire in maniera compiuta il complesso dialogo che lega le due realtà più famose dell’archeologia italiana, dalla Seconda guerra sannitica all’eruzione del 79 d.C. Un racconto dall’alto valore scientifico, basato sulla ricostruzione delle relazioni sociali e culturali rintracciabili in particolare attraverso la ricerca archeologica. La mostra, curata da Mario Torelli, diventa anche l’occasione per ricordare il grande archeologo scomparso il 15 settembre 2020. Studioso del mondo antico a tutto campo, ma anche intellettuale impegnato, Torelli è stato un padre fondatore della nuova scuola archeologica italiana, trasmettendo ai molti suoi allievi la passione militante per una conoscenza interdisciplinare e senza frontiere.

La locandina della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” al Colosseo dal 9 febbraio al 9 maggio 2021
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L’ingresso monumentale dell’Antiquarium di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

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Un elmo di gladiatore delle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

“Pompei 79 d.C. Una storia romana” porta al contempo avanti un innovativo percorso di ricerca sulla città vesuviana, percorso che ha accompagnato il Parco archeologico di Pompei attraverso numerose rassegne, tutte con l’organizzazione di Electa, nel corso delle quali Pompei è stata messa a confronto con le diverse identità culturali che hanno intrecciato la sua duplice storia: dal mondo antico (Egitto, Greci ed Etruschi) alla riscoperta moderna, che dal Settecento in poi ha segnato in profondità l’arte e la cultura europea. L’esposizione è promossa dal Parco archeologico del Colosseo, che si è avvalso della collaborazione scientifica del parco archeologico di Pompei e del museo Archeologico nazionale di Napoli. Frutto quindi della sinergia tra alcune delle maggiori istituzioni del panorama archeologico nazionale, la rassegna al Colosseo si inserisce in una stagione espositiva tra l’avvenuta apertura del nuovo allestimento dell’Antiquarium del parco archeologico di Pompei (vedi Pompei. Aperto il nuovo Antiquarium: 11 sale che raccontano la storia della città antica e introducono alla visita del sito. Ecco come si articola il percorso espositivo | archeologiavocidalpassato) e con la mostra sugli spettacoli gladiatori in programma la prossima primavera al museo Archeologico nazionale di Napoli, la data più probabile sembra quella del 31 marzo 2021 (vedi Cosa porta il 2021. Fissata per l’8 marzo (11 mesi dopo le previsioni) la vernice della mostra-evento “I Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli: anteprima sui social del Mann dei principali reperti esposti nelle sei sezioni | archeologiavocidalpassato).

Vetrina della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” al Colosseo (foto PArCo)

Le circa 100 opere accuratamente selezionate per la mostra dalla forte identità visiva affidata a Lorenzo Mattotti, e con il progetto di allestimento e grafico a cura di Maurizio Di Puolo, illustrano in maniera emblematica il dialogo tra i due centri, facendo emergere il progressivo allineamento di Pompei ai modelli culturali che si impongono a Roma nel corso della formazione del suo dominio mediterraneo. Una lunga storia che comincia nel momento in cui la Roma repubblicana inghiotte nella sua orbita molte comunità campane, alla fine del IV secolo a.C., e prosegue per quattro secoli, fino ai drammatici momenti dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Non un confronto, impensabile per dimensioni e realtà storica dei due centri, ma piuttosto una narrazione di come l’Urbe costituisca un modello per la città più famosa della sua sterminata periferia, la quale a sua volta, attraverso il paradossale caso di una distruzione conservativa, ci permette di guardare al mondo romano come nessun altro sito dell’antichità.

La statua di Eumachia apre la mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” (foto PArCo)

La mostra è suddivisa in tre grandi sezioni – la fase dell’alleanza, la fase della colonia romana, il declino e la fine –, intervallate da intermezzi dedicati a due momenti cruciali che hanno segnato la lunga storia di Pompei: l’assedio romano dell’89 a.C. e il terremoto del 62 d.C. Si inizia quindi con la lunga fase che vede Pompei, piccolo centro portuale del mondo sannitico, fedele alleata di Roma nella sua espansione mediterranea: le guerre di conquista; i commerci internazionali; l’affermazione in Italia di una nuova cultura caratterizzata dall’ostentazione del lusso; le questioni legate all’identità e alla “forza della tradizione”, a partire dal ruolo della religione. Il racconto prosegue poi con la profonda trasformazione che investe Pompei e il mondo romano nel corso del I secolo a.C., dalle guerre civili alla nascita dell’impero: la fondazione violenta a Pompei di una colonia di veterani dell’esercito romano, con i conseguenti mutamenti sociali e culturali; la riorganizzazione imposta da Augusto, che si serve di forme innovative per promuovere la coesione sociale (culto imperiale) e la comunicazione visiva delle parole-chiave del nuovo regime (arte augustea); il ruolo delle classi dirigenti locali nel mantenere il consenso verso Roma e la mobilità sociale, con l’emergere di nuove classi di arricchiti (liberti). Chiude quindi il percorso il repentino declino della città vesuviana, compreso tra il violento terremoto del 62 d.C. e la definitiva distruzione del 79 d.C. È così che Pompei continua a raccontarci, in un modo che non trova confronti, la sua storia e quella di Roma, fino alla tragica fine avvenuta in un momento in cui, mentre la capitale dell’impero è impegnata a sfidare il tempo con le realizzazioni di una metropoli senza precedenti – a cominciare dal Colosseo – il piccolo centro vesuviano troverà nella sua distruzione conservativa la via per passare alla storia.

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2 risposte a “Roma. Al Colosseo inaugurata la mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” frutto della collaborazione del parco archeologico del Colosseo, del parco archeologico di Pompei e del museo Archeologico nazionale di Napoli e di Electa che ha promosso negli anni molti approfondimenti sulla città vesuviana. Esposte oltre 100 opere”

  1. Italina Bacciga dice :

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