Paestum (Sa). Alla Borsa mediterranea del turismo archeologico Pompei si aggiudica la 12ma edizione dell’INTERNATIONAL ARCHAEOLOGICAL DISCOVERY AWARD “PALMYRA” con le megalografie della Casa del Tiaso. Lo SPECIAL AWARD alla testa di fanciulla ritrovata a Vulci

Cinque le scoperte archeologiche del 2025 segnalate per l’INTERNATIONAL ARCHAEOLOGICAL DISCOVERY AWARD “PALMYRA”: due dall’Italia, una dall’Egitto, una dall’Albania e una dalla Turchia. La cerimonia di consegna dei premi alla XXVIII Borsa mediterranea del turismo archeologico è in programma venerdì 30 ottobre 2026, alle 17.30, nella sala Nettuno del Next ex Tabacchificio. E l’Italia archeologica fa il pieno di riconoscimenti. La 12ma edizione dell’INTERNATIONAL ARCHAEOLOGICAL DISCOVERY AWARD “PALMYRA”, assegnato a una delle cinque scoperte finaliste, è andata al parco archeologico di Pompei per la grande sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso (vedi Pompei. Nell’insula 10 della Regio IX scoperto, in una sala per banchetti, un eccezionale fregio a figure grandi con Baccanti satiri e il corteo di Dioniso per l’iniziazione di una donna: nuova luce sui misteri dionisiaci a 100 anni dalla scoperta della Villa dei Misteri. Gli interventi del direttore Zuchtriegel e del ministro Giuli – archeologiavocidalpassato); e lo Special Award alla testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco ritrovata a Vulci (Presentata al Mic la testa in marmo greco di una fanciulla (Kore), attribuibile ad un atelier attico di inizi V sec. a.C., scoperta nel sito della città etrusca di Vulci (Montalto di Castro. Vt), raro esempio di statuaria greca rinvenuta in Etruria. Gli interventi di Giuli, Russo, La Rocca, Oliva – archeologiavocidalpassato).

INTERNATIONAL ARCHAEOLOGICAL DISCOVERY AWARD “PALMYRA”, in collaborazione con Archeo: è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e Archeo hanno infatti inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), arCHaeo (Svizzera), Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), Current Archaeology e Current World Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Dopo i saluti di Andreas M. Steiner, direttore responsabile “Archeo” e “Medioevo”, coordina Ugo Picarelli fondatore e direttore della BMTA. Consegna del Premio alla scoperta archeologica dell’anno 2025 al parco archeologico di Pompei per la grande sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso. Ritira il Premio Gabriel Zuchtriegel, direttore parco archeologico di Pompei.

SPECIAL AWARD, attribuito alla scoperta, tra le cinque candidate, che ha ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico nel periodo 11 settembre – 15 ottobre 2026 sulla pagina Facebook della Borsa. consegna dello Special Award alla testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco ritrovata a Vulci. Al termine il poeta Enzo Tafuri legge la poesia dedicata alla XXVIII BMTA.
Le cinque scoperte archeologiche del 2025 finaliste della 12ma edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra” sono state:

– Italia, Pompei: grande sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso
A Pompei, gli scavi nell’insula 10 della Regio IX rivelano una grande sala da banchetto. Le pareti ospitano un fregio monumentale a figure quasi a grandezza naturale, una megalografia. Il decoro raffigura un vivace corteo dionisiaco. La quarta parete della stanza si apriva su un giardino, integrando lo spazio con la natura. Gli archeologi hanno denominato questa dimora Casa del Tiaso, in riferimento al corteo festante del dio Dioniso. L’affresco rinvenuto è databile al I secolo a.C. e con maggiore precisione tra gli anni 40 e 30 a.C.

– Italia, Vulci: una testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco
A Vulci, negli scavi del progetto “Vulci Cityscape”, scoperta una testa in marmo greco di una giovane donna, una Kore. L’opera costituisce un raro esempio di scultura greca rinvenuta in territorio etrusco, offrendo significativi spunti per comprendere l’intensità dei rapporti culturali tra la Grecia e l’Italia preromana. La scultura raffigura una giovane figura femminile con un’acconciatura ricercata ed elaborata attribuibile a un atelier attico degli inizi del V secolo a.C.

– Albania: rinvenuto nella Valle di Bulqizë il primo ipogeo-mausoleo di epoca romana del Paese
Grande mausoleo romano databile tra il III e il IV secolo d.C., prima scoperta di questo genere nel Paese. Si caratterizza per la presenza di rari elementi architettonici ed epigrafici, tra cui un’iscrizione bilingue. Il monumento funerario, articolato in tre ambienti e introdotto da una scalinata monumentale, ha dimensioni notevoli (circa 9 x 6 metri) e presenta una camera sepolcrale alta 2,4 metri. All’interno sono stati rinvenuti oggetti di un corredo funerario, tra cui vasi in vetro, manufatti in osso, armi e frammenti tessili intrecciati con fili d’oro, segno del prestigio sociale del defunto.

– Egitto: a Taposiris Magna un porto sommerso
Complesso sommerso a 50 km a ovest di Alessandria, si ritiene che si tratti di uno sviluppo cruciale per risolvere il mistero della tomba della regina Cleopatra VII d’Egitto, risalente a 2.000 anni fa. Grazie al ritrovamento di anfore, diverse ancore, un pavimento levigato e colonne imponenti, il team ritiene di aver portato alla luce un antico porto perduto.

– Turchia: i mosaici con coccodrilli e fenicotteri a Eraclea al Latmo.
La scoperta arricchisce le conoscenze sull’arte e la vita nell’antica città greca della Ionia sulle pendici del Latmo: mosaici con animali, coccodrilli, delfini, fenicotteri e anguille, che offrono nuovi dettagli sulla rappresentazione degli animali nell’antichità. Nel frigidarium delle terme, ovvero la parte dove si facevano i bagni freddi, si trovano ben sei raffigurazioni di coccodrilli rivolte l’una verso l’altra. Tuttavia, questa zona non è molto adatta alla vita del coccodrillo, per cui il maestro che ha lavorato in questo luogo potrebbe essere stato un maestro itinerante.
Nel 2015 il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri, Responsabile degli scavi, per la scoperta della Tomba di Amphipolis (Grecia); nel 2016 all’INRAP Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del Presidente Dominique Garcia, per la Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, Direttore della missione archeologica, per la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel nord dell’Iraq; nel 2018 a Benjamin Clément, Responsabile degli scavi, per la “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams, Responsabile del Black Sea Maritime Archaeology Project (MAP), per la scoperta nel Mar Nero del più antico relitto intatto del mondo; nel 2020 a Daniele Morandi Bonacossi, Direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’Università di Udine, per la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia; nel 2021 alla scoperta di “centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara in Egitto”; nel 2022 a Zahi Hawass, Direttore della Missione Archeologica che ha scoperto “la città d’oro perduta”, fondata da Amenhotep III, riaffiorata dal deserto nei pressi di Luxor; nel 2023 ad Agnese Carletti Sindaco di San Casciano dei Bagni in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale titolare dell’area e a Jacopo Tabolli Responsabile scientifico dello scavo per la scoperta delle 24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena); nel 2024 al MOLA Museum of London Archaeology per la scoperta a Londra, nel quartiere di Southwark, dei resti di un mausoleo romano; nel 2025 a Lina Mendoni Ministro della Cultura e dello Sport della Grecia e Olympia Vikatou Direttore Generale Antichità e Patrimonio Culturale del Ministero ellenico per la scoperta di un antico edificio minoico a Creta, risalente a oltre 4.000 anni fa, che richiama il mito del labirinto.
Pompei. Scoperto un armadio chiuso di una donna che è più tornata. Dopo duemila anni ci restituisce uno spaccato di vita quotidiana, in una casa di medie dimensioni lungo via dell’Abbondanza con stanze affrescate, ma anche qualche topo nell’attico

Un armadio rimasto chiuso per duemila anni. Una donna della Pompei romana vi aveva riposto le sue cose, qualche profumo, qualche stoviglia, qualche ninnolo, un po’ di soldi; uno spaccato di vita quotidiana. Ma non è più tornata. Sorpresa, travolta, bloccata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Di lei non sappiamo nulla. Ma ci rimane il suo armadio. La memoria di una vita, racchiusa in un armadio che non fu mai più riaperto e che ora è tornato alla luce a Pompei grazie al lavoro degli archeologi. L’armadio, perfettamente ricostruibile grazie ai dati di scavo, si trovava nell’area centrale della città sepolta dal Vesuvio, nella casa IX 11, 7 o di Cornelius Maximus, sull’affollatissima – allora come oggi – via dell’Abbondanza.
“A Pompei capita di trovare grandi opere d’arte, ma anche oggetti che raccontano la vita quotidiana”, spiega Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “appoggiati in quel momento dell’eruzione del 79 d.C., in quel posto, e mai recuperati. In questo caso l’armadio in una casa probabilmente di una donna, perché ci sono anche strumenti per truccarsi, ci sono vasi, ci sono anche pesi di piombo per un’attività commerciale, verosimilmente. Ci sono i crepundia, questa collana con amuleti che si dava ai bambini forse come ricordo della propria infanzia o di un bambino che questa donna ha avuto. Quindi vediamo una specie di ritratto in frammenti di una persona che ha vissuto a Pompei 2000 anni fa in una casa di ceto medio, con stanze belle affrescate, ma anche qualche topo nell’attico alla ricerca di cibo. Due esemplari di topi selvatici li abbiamo trovati all’interno di un’anfora, morti anche loro in quel fatidico giorno del 79 d.C.”.

Sembra di essere davanti a un racconto, che rievoca la vita di una donna di Pompei, prima della distruzione del sito nel 79 d.C. Un ritratto in cui c’è la bellezza, le abitudini personali, ma anche l’attività commerciale: utensili per truccarsi (pinzetta, stemperatoio), un balsamario in vetro, un bruciaprofumi per riempire la casa di belle fragranze, una lucerna bronzea, a fianco a pesi di piombo, verosimilmente usati per un’attività commerciale di vendita e sistemati in una cassettina lignea di cui restano labili tracce.

Inoltre, vasi e pentole di bronzo, di vetro e di ceramica: oggetti di uso quotidiano, ma forse anche carichi di ricordi, come nel caso di un boccalino raffinato decorato con scaglie di pigna. Un alto valore di memoria aveva sicuramente la collana composta da almeno ventiquattro oggetti miniaturistici di faïence, osso, pasta vitrea e cristallo di rocca, tutti con foro di sospensione e rappresentanti divinità (si riconoscono Bes e Mercurio), piedi e mani, pigne e grappoli.


In passato a volte ritenuti oggetti “magici” per fatture e filtri, in realtà si tratta dei cosiddetti crepundia, letteralmente “sonagli”: collane con amuleti che si davano ai bambini per proteggerli, ma anche per sentirli quando si muovevano. Capitava che anche le persone adulte li conservassero, spesso in cassettine o, come in questo caso, in sacchetti di stoffa all’interno di armadi, evidentemente quali ricordi di un’infanzia di cui talvolta restava poco altro: il mondo romano era contraddistinto da un’elevata mobilità geografica a tutti i livelli, dagli schiavi ai ricchi commercianti, così che molte persone si trovavano a vivere lontano da parenti e genitori e dai luoghi dell’infanzia.

Un altro segreto custodito dall’armadio ritrovato negli scavi consiste in un piccolo tesoretto di monete: sono 38, tutte in bronzo, conservate in una “cistella”, un piccolo contenitore realizzato in materiale vegetale con la tecnica d’intreccio, di cui sono stati analizzati i resti recuperati durante lo scavo. La presenza delle monete, in particolare, lascia supporre che la proprietaria o i proprietari non abbiano avuto il tempo per recuperare gli oggetti di valore, economico o emotivo. Se erano in città nel momento della catastrofe, avranno tentato la fuga; così se sono riusciti a scappare, non saranno più tornati sul posto a scavare nel sottosuolo per i propri averi, come altri di cui recenti scavi hanno rivelato le tracce. Ma forse, appunto, non ce l’hanno fatta, e potrebbero far parte di coloro che, come ricorda lo storico Tacito, morirono senza erede e i cui beni sarebbero stati utilizzati per la rifondazione di Pompei, che poi non è mai avvenuta. Sono domande destinate a rimanere aperte. “Non possiamo ricostruire con certezza l’identità di chi abitava la casa, ma questi frammenti ci avvicinano alla sua quotidianità”, dichiara Zuchtriegel.

Intanto, lo scavo (per ulteriori approfondimenti consultare l’e-journal del parco archeologico di Pompei: https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/) ha potuto chiarire alcuni aspetti della casa in cui si trovava l’armadio. La facciata della dimora, attribuita dubitativamente a un personaggio di nome Cornelius Maximus in base al rinvenimento di iscrizioni ora non più visibili, era già stata scavata nel 1912. Solo ora, però, è avvenuta l’indagine di una parte degli ambienti retrostanti, nell’ambito del grande progetto di restauro e accessibilità dell’adiacente Insula dei Casti Amanti. Anche se la conoscenza della casa rimane parziale, ci sono alcuni dati di grande interesse: da un lato, le raffinate pitture parietali di IV stile dell’ambiente con l’armadio, attribuibili alla bottega di Via di Castricio, denotano un certo tenore di vita, in linea con la posizione centrale della casa, che affaccia su una delle arterie principali della città antica.

Dall’altro lato, nel momento dell’eruzione, erano comunque in corso dei lavori vari che dovevano incidere non poco sulla vivibilità. A questo si aggiunge la scoperta di almeno due scheletri di topi, trovati all’interno di un’anfora su un soppalco. In base alle analisi del laboratorio del Parco, appartenevano verosimilmente al genere Apodemus sylvaticus, noto anche come “topo selvatico”. Topi di questo genere vivono normalmente in ambienti naturali e giardini, da dove invadono spesso attici e luoghi di stoccaggio di abitazioni umane alla ricerca di cibo. I due individui trovati a Pompei erano non completamente maturi, come indicato dal grado di sviluppo degli scheletri – 117 frammenti minuscoli – dei roditori. La scoperta si aggiunge ad attestazioni della presenza di roditori in altri contesti vesuviani, come per esempio nei quartieri servili della villa suburbana di Civita Giuliana o nelle fogne di Ercolano, e restituisce l’immagine di una società urbana che combatteva anche con ospiti non graditi.
Paestum (Sa). Al via all’ex Tabacchificio la XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: 170 conferenze e 750 relatori, 150 espositori in 5.000 mq da 15 Regioni e 10 Paesi, premi internazionali, incontri con i protagonisti. Ecco qualche appuntamento del ricco programma dei quattro giorni di esposizione

Al via a Paestum (Sa) la XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si svolgerà a Paestum, in programma all’ex Tabacchificio dal 29 ottobre al 1° novembre. È qui che ogni anno si riuniscono istituzioni internazionali, operatori turistici e culturali, direttori di musei e aree archeologiche statali e civici, docenti universitari, archeologi, divulgatori e giornalisti di settore, esperti delle tecnologie più avanzate e di intelligenza artificiale. Dal ministro della Cultura e del Turismo della Turchia Mehmet Nuri Ersoy, alle vice ministre del Turismo e della Cultura dell’Albania Marinela Prifti e Lira Pipa, al vice ministro italiano degli Affari Esteri On. Edmondo Cirielli, al vice presidente del Senato Sen. Gian Marco Centinaio, al sottosegretario di Stato alla Cultura Pietro Cannella, al sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti Sen. Antonio Iannone, dai direttori dei parchi e musei archeologici statali autonomi del ministero della Cultura fino alle delegazioni di Albania, Giordania, Palestina, Tunisia, coordinate dall’AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale: tante sono le personalità legate al mondo del turismo culturale e dell’archeologia, che è possibile incontrare dal 29 ottobre al 1° novembre a Paestum, in occasione della ventottesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, marchio registrato della Leader srl, fondata e diretta da Ugo Picarelli, promossa dalla Regione Campania protagonista con l’assessorato al Turismo con uno spazio di 150 mq e con l’assessore Vincenzo Maraio, che ha voluto dedicare le due conferenze principali alle sviluppo delle aree interne e al turismo accessibile.

I numeri: 170 conferenze e 750 relatori, per 16 sezioni; un programma ricchissimo, nato da un’idea vincente e da decenni di lavoro instancabile, che hanno trasformato l’Archeologia da materia per studiosi – tra incontri scientifici e scavi riservati – in occasione di fruizione turistica, di conoscenza aperta a tutti e oggi di autentica esperienza. Salone Espositivo 150 espositori in 5.000 mq da 15 territori regionali – Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto – e 10 Paesi – Albania, Azerbaigian, Cuba, Estonia, Giordania, Italia, Macedonia del Nord, Serbia, Tunisia, Vaticano.
Ecco i principali temi e convegni. Il ministero della Cultura con un programma dedicato ai temi delle politiche culturali e della valorizzazione del patrimonio archeologico con uno spazio di oltre 500 mq, dove all’interno avranno luogo 50 incontri con 250 relatori e 23 laboratori con 33 curatori, oltre agli stand di 22 istituti statali autonomi tra Parchi, Musei e Direzioni Regionali. A cura del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) e dell’Istituto Centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP), in collaborazione con Piano Olivetti per la Cultura e in collaborazione con l’Unità di missione di cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, giovedì 29 alle 15 e venerdì 30 alle 9.30 saranno organizzate le conferenze “Il Piano Olivetti per la Cultura” e “Il Piano Mattei per il Mediterraneo”.

Giovedì 29 ottobre 2026, alle 12, per la conferenza di apertura “Quali turismo e cultura nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034” a cura del Parlamento europeo in Italia e della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, apriranno i lavori Carlo Corazza direttore del Parlamento europeo in Italia; Claudio Casini capo rappresentanza della Commissione europea in Italia (in collegamento) e Vincenzo Maraio assessore al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione Digitale della Regione Campania. Interverranno Carlo Borgomeo presidente Assaeroporti e Napoli Salerno Airport Gesac SpA; Simonetta Giordani segretario generale Associazione Civita; Carlo Mearelli commissario straordinario ENAC Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Modererà Antonino Pane giornalista del Mattino e concluderà Antonio Iannone sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i Trasporti; sono stati invitati il Presidente della Regione Campania Roberto Fico e i Parlamentari europei delle circoscrizioni Centro e Sud Italia. In occasione della Conferenza, Salvio Capasso Responsabile Servizio Imprese e Territorio SRM presenterà il rapporto “Osservatorio Turismo 2026: Numeri, Tendenze e Sfide Competitive” a cura di SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno di Intesa Sanpaolo.
Tema centrale della XXVIII edizione sono le aree interne e l’accessibilità per scoprire siti meno conosciuti e, rendendoli accessibili, aprirli a una maggiore attenzione da parte dei potenziali visitatori. Due sono le conferenze previste. La prima, giovedì 29 ottobre 2026, alle 15: “Lo sviluppo delle aree interne per la promozione turistico culturale delle destinazioni”, in collaborazione con l’assessorato al Turismo della Regione Campania, presente con 150 mq di spazio espositivo e la partecipazione dell’assessore Vincenzo Maraio. Interverranno, tra gli altri, Diana De Vincenzo area manager Tirrenica direzione Sales-Trade Italia Trenitalia; Teresa Palmieri vice presidente Federazione Banche di Comunità Credito Cooperativo Campania e Calabria; Giorgio Tartaglia dirigente Ufficio Infomobilità e Servizi Turistici Automobile Club Italia; Massimo Tedesco responsabile Area vendite Fondazione FS; Luigina Tomay direttore regionale Musei nazionali Campania ministero della Cultura; Luca Zuccalà direttore generale Campania e Molise Trenitalia. La seconda venerdì 30 ottobre 2026, alle 12: “Sviluppare l’accessibilità per un turismo culturale inclusivo”, sempre in collaborazione con l’assessorato al Turismo della Regione Campania. Tra gli altri parteciperanno il vice presidente del Senato della Repubblica Gian Marco Centinaio e l’assessore Vincenzo Maraio; Irene Bongiovanni presidente Alleanza Cooperative Italiane Turismo e Beni culturali; Gualtiero Carraro esperto AI, CEO Carraro Lab; Stefano Consiglio presidente Fondazione CON IL SUD; Tiziana D’Angelo direttore parchi archeologici di Paestum e Velia; Costanzo Iaccarino presidente Federalberghi Campania; Stefano Locatelli vice presidente ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani e delegato ANCI Turismo; Francesco Felici direttore generale per il Controllo, la Regolamentazione, gli Acquisti, la Formazione e le Professioni Turistiche ministero del Turismo; in collegamento Federico Mollicone presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera dei Deputati e Roberto Vitali presidente e fondatore di Village for all V4A® Marchio Internazionale Qualità Ospitalità Accessibile. In occasione della conferenza Salvio Capasso responsabile Servizio Imprese e Territorio SRM presenterà il rapporto “Il ruolo del turismo inclusivo e accessibile come motore di domanda per il mercato culturale e archeologico” a cura di SRM Studi e Ricerche per il Mezzogiorno di Intesa Sanpaolo.

La Regione Campania, presente anche con l’assessorato alla Cultura, venerdì 30 ottobre alle 12, tratterà il tema “Musei locali e siti minori come risorse per i territori: l’impegno della Regione Campania”, con la partecipazione dell’assessore Onofrio Cutaia. Interverranno Michela Cascasi funzionario architetto Servizio II – Sistema Museale Nazionale direzione generale Musei ministero della Cultura; Rosanna Repole sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi (Av); Nadia Barrella ordinario università della Campania “Luigi Vanvitelli”; Maria Amodio Archeologo MOSS Ecomuseo diffuso di Scampia; Simone Foresta funzionario archeologo soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento; Alessandra Calise Martuscelli vice presidente Fondazione Ipogeo dei Cristallini. Le conclusioni saranno affidate a Luigina Tomay direttore regionale Musei Nazionali Campania Ministero della Cultura.
Si conferma la preziosa collaborazione con il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, attraverso la partecipazione di AICS con uno spazio espositivo di 70 mq. Le esperienze finanziate dalla Cooperazione italiana in Albania, Giordania, Libia e Palestina offrono esempi concreti, attraverso cui approfondire temi quali: conservazione e gestione dei siti archeologici, formazione specialistica e trasferimento di know-how, partenariati con università e istituzioni tecniche, coinvolgimento della società civile e degli operatori economici, sviluppo di itinerari culturali e valorizzazione del Mosaico come patrimonio culturale condiviso del Mediterraneo.

La prima conferenza, venerdì 30 ottobre 2026, alle 15, è “Patrimonio Culturale e Cooperazione: Partenariati per uno sviluppo condiviso nel quadro del Patto per il Mediterraneo”, a cura del MAECI ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e di AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Gli indirizzi di saluto saranno di Edmondo Cirielli vice ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale; Marco Riccardo Rusconi direttore AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo; Lira Pipa vice ministro della Cultura – ministero della Cultura e dello Sport di Albania; Marinela Prifti vice ministro del Turismo – ministero della Cultura e dello Sport di Albania. Modererà Annamaria Esposito vice capo redattore Esteri RaiNews24. Interverranno Angelo Piero Cappello direttore generale Unità di Missione per la Cooperazione Culturale con l’Africa e il Mediterraneo ministero della Cultura; Ana Pires capo unità DG MENA.B.1 Libano, Siria, Giordania, Iraq e Iran Commissione europea (in collegamento); Adnan Al Sawair presidente del Consiglio dei Commissari PDTRA Petra Development and Tourism Region Authority; Ahmed Ghoneim CEO Grand Egyptian Museum. Sabato 31 ottobre 2026, alle 15, il tema sarà invece “Patrimonio in azione nel Patto per il Mediterraneo: competenze, comunità e innovazione per il turismo sostenibile”, sempre a cura del MAECI ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e di AICS Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
I Premi della BMTA

International Archaeological Discovery Award “Palmyra”, alla migliore scoperta archeologica del 2025, che andrà al parco archeologico di Pompei – ritirato dal direttore Gabriel Zuchtriegel – per la grande sala da banchetto affrescata e dedicata al corteo di Dioniso; mentre lo Special Award, il riconoscimento alla scoperta che ha ricevuto il maggior consenso dal grande pubblico sulla pagina Facebook della Borsa, alla testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco ritrovata a Vulci.
Premio Paestum, istituito nel 2005, è assegnato a personalità e organismi, che contribuiscono, con il loro impegno, al dialogo interculturale, alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla promozione del turismo archeologico. Quest’anno sarà conferito a: Mehmet Nuri Ersoy ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica di Türkiye; Ahmed Ghoneim CEO Grand Egyptian Museum; Alfonsina Russo capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale ministero della Cultura.
Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” sarà consegnato a Irena Radić Rossi archeologa subacquea e ordinario dipartimento di Archeologia, università di Zara – Croazia (alla carriera); “Fenicios. Mercaderes del Mar” – Museo Nacional de Arqueología Subacuática ARQVA, Cartagena, Spagna – Juan Pinedo Reyes Archeologo subacqueo e Curatore della mostra (alla migliore mostra dalla valenza scientifica internazionale); Aldo Romano Innocenti giornalista e cineasta, autore e protagonista di PIANETA MARE (al miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione); “Archeologia subacquea in alto fondale. Progetto di recupero, restauro e valorizzazione del relitto alto-arcaico del Canale d’Otranto”, Luigi La Rocca capo del dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale – ministero della Cultura (al progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici).
Premio “Antonella Fiammenghi” per la migliore tesi di laurea in archeologia, andrà a Rachele Perozzo, del corso di studio in Manager degli Itinerari culturali dell’università di Ferrara, per la tesi “Parco Sommerso di Baia: gestione ed analisi dell’offerta turistica”.
Targa alla memoria di “Claudio Mocchegiani Carpano”, riconoscimento agli studenti universitari per la migliore tesi di laurea sull’archeologia subacquea, andrà a Michela De Cunzo, del corso di laurea in Archeologia e Culture antiche dell’università di Salerno, per la tesi “Verso una carta archeologica subacquea del Cilento: implementazione di un sistema informativo geografico per la gestione dei dati archeologici sommersi e semisommersi”; Alessandro Zoppini, del corso di laurea magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, per la tesi “Modello di lavoro per la salvaguardia, la tutela e la conservazione delle imbarcazioni fluviali tradizionali italiane a rischio di disfacimento”.
Sabato 31 ottobre 2026, alle 10, subito prima della consegna del Premio Tusa, la conferenza “Turismo Archeologico Subacqueo: certificazione di un itinerario europeo dei siti e creazione di un prodotto turistico”, organizzata nell’ambito dei 25 anni della Convenzione UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo. Coordinerà Luigi Fozzati coordinatore scientifico per l’archeologia subacquea della BMTA. Aprirà i lavori Edouard Planche responsabile unità per il Patrimonio Culturale Subacqueo UNESCO e del segretariato della Convenzione del 2001. Interverranno Giovanni Acampora presidente Assonautica Italiana; Pierpaolo Ribuffo capo dipartimento per le Politiche del mare ministero per la Protezione Civile e le Politiche del mare; Francesco Felici direttore generale per il Controllo, la Regolamentazione, gli Acquisti, la Formazione e le Professioni Turistiche ministero del Turismo; Mariassunta Peci direttore generale Affari Europei e Internazionali ministero della Cultura (in collegamento); Barbara Davidde presidente STAB Scientific and Technical Advisory Body – Convenzione UNESCO del 2001; Angelo Michele Raguso soprintendente per il Patrimonio Culturale Subacqueo; Antonino Miccio presidente coordinamento nazionale Direttori Aree Protette di Federparchi; Vincenzo Maione direttore Centro Sub Campi Flegrei – Campania; Roberto La Rocca responsabile Attività afferenti al patrimonio culturale sommerso soprintendenza del Mare Regione Siciliana.
“Incontri con i protagonisti”. Sabato 31 ottobre alle 16.30, l’editorialista del Corriere della Sera Paolo Conti, con la partecipazione di Marcella Giorgio presidente ANA Associazione Nazionale Archeologi e Cinzia Rampazzo presidente CIA Confederazione Italiana Archeologi, intervisterà Alfonsina Russo capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale ministero della Cultura e, a seguire, coordinerà: “Mont’e Prama e il Museo Archeologico Nazionale di Madrid, un progetto di ricerca sul Mediterraneo come luogo di incontro e scoperta” a cui interverranno Anthony Muroni presidente Fondazione Mont’e Prama e Isabel Izquierdo Peraile direttore museo Archeologico nazionale di Spagna; “Sui Popoli del Mare. Anteprima di un progetto espositivo della Fondazione Mont’e Prama” con Louis Godart accademico dei Lincei; Anthony Muroni presidente Fondazione Mont’e Prama; Giorgio Murru archeologo; Luca Cheri archeologo e responsabile Area Scientifica e Didattica fondazione Mont’e Prama.
Pompei. Nell’Insula Occidentalis con un restauro da quasi un milione e mezzo di euro (interamente pagato da un privato) rinasce la Casa di Marco Fabio Rufo, una delle dimore più spettacolari della città antica, ispirata direttamente ai palazzi imperiali di Roma, chiusa da oltre 40 anni

Nell’Insula Occidentalis di Pompei sorge la Casa di Marco Fabio Rufo, probabilmente la casa più grandiosa della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C., ispirata direttamente ai palazzi imperiali di Roma: chiusa al pubblico da più di 40 anni. Costruita sulle antiche mura di Pompei e nota per la sua facciata con ampie finestre sul golfo, con infissi in legno e verosimilmente anche di vetro, la Casa di Marco Fabio Rufo sta rinascendo grazie a un impegnativo intervento di restauro, il cui costo – pari a 1.462.000 euro – è interamente a carico di un sostenitore privato, la società PompeiAR. Proprio in questi giorni, il contratto di sponsorizzazione è stato siglato dal rappresentante legale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e dal titolare della società sostenitrice, Frank Hoefer.

Alle spalle una storia da imprenditore, il dottor Hoefer, nato in Germania, ha contattato il parco archeologico di Pompei dopo la lettura del libro del direttore Zuchtriegel, “Pompei: la città incantata”, uscito nel 2023. “Sono stato a Pompei per la prima volta nel 1974, all’età di 16 anni, e ho immediatamente percepito il fascino della città antica, che racconta un modello di vita sociale al quale, per certi aspetti, siamo molto vicini e per altri molto lontani”, racconta l’imprenditore Frank Hoefer. “Chi visita le case con occhio attento viene ricompensato da infiniti dettagli tratti dalla vita quotidiana, dall’arte e dal saper fare antico. Restaurare la spettacolare dimora di Marco Fabio Rufo, inaccessibile dal 1980, e renderla accessibile al pubblico è un progetto che trovo appassionante. Anche perché ho l’impressione che a Pompei c’è una grande apertura verso modelli innovativi di tutela e fruizione. Ma per attuare i progetti del Parco servono altri sostenitori e vorrei aiutare a trovarli”.

“Ora lavoriamo su un progetto di valorizzazione del complesso – ha dichiarato il direttore Zuchtriegel – Facciamo leva anche sulla tecnologia digitale per far comprendere la complessità di questo labirinto incredibile, che è la casa di M. Fabio Rufo: a volte si ha l’impressione di essere in un palazzo ottocentesco di Napoli, invece è una casa romana di 2000 anni fa. Entro Natale vogliamo procedere a una prima apertura parziale, con gruppi accompagnati. L’entusiasmo e il supporto di Frank Hoefer sono un segnale bellissimo del valore di Pompei, anche perché ci piacerebbe replicare questo modello in altre case, che sono altrettanto affascinanti e hanno bisogno di restauro e valorizzazione.”

L’intervento di restauro ora in corso riguarda gli affreschi, tra cui la famosa Venere di Pompei, collocata in una vera e propria “cappella” rituale della dimora, e segue a lavori strutturali, di messa in sicurezza e scavo, eseguiti dal Parco negli anni 2021-2023. I lavori di restauro sono stati affidati tramite un bando di gara alla società Artigiana Romana Impianti OE e sono seguiti da parte del Parco dalle funzionarie Elena Gravina in qualità di responsabile unico del Progetto (RUP) e Teresa Argento in qualità di direttore dei lavori (DL).

La casa di M. Fabio Rufo, insieme alle adiacenti case “di Castricio” e “del Bracciale d’Oro”, è costruita sul precipizio dell’antica fortificazione di Pompei è pertanto conserva fino a quattro piani, collegati da un labirinto di corridoi, scale e passaggi, sia di rappresentanza sia di servizio. Il proprietario, forse un magistrato della cittadina campana oppure un liberto della casa imperiale, doveva avere immense disponibilità economiche, che consentivano la realizzazione di una villa urbana che, per quanto sappiamo, a Pompei non ha eguali.

Nel complesso sono state trovate anche diverse vittime dell’eruzione, alcune delle quali giacciono ancora negli spazi che le videro esalare l’ultimo respiro: tre vittime sulle scale della Casa di M. Fabio Rufo, altrettante nella cosiddetta casa di Castricio, emerse negli scavi del 1961, e le vittime della casa del Bracciale d’Oro, rinvenute nel 1974.
Pompei. Nel giardino-meleto della Casa delle Nozze d’Argento “Pomona a Pompei”: una giornata dedicata alla raccolta delle mele cotogne e alla scoperta delle attività agricole che ancora oggi caratterizzano il paesaggio pompeiano

Al centro la mela cotogna, antica coltura documentata nel paesaggio agricolo pompeiano. Pomona, figura mitologica della tradizione romana legata agli alberi da frutto e ai loro prodotti, è stata infatti protagonista mercoledì 14 ottobre 2026, dalle 10 alle 13, alla Casa delle Nozze d’Argento (Regio V), al parco archeologico di Pompei, dove sono coltivate diverse varietà di melo, tra cui la mela cotogna, la mela limoncella e annurca, di una giornata dedicata alla raccolta delle mele cotogne e alla scoperta delle attività agricole che ancora oggi caratterizzano il paesaggio pompeiano, in un dialogo costante con il patrimonio archeologico. Parliamo di “Pomona a Pompei”, evento nato dalla collaborazione tra il parco archeologico di Pompei e l’azienda agricola Agros S.r.l., partner privato del partenariato speciale pubblico-privato “Azienda Agricola Pompei”.

L’obiettivo era quello di valorizzare il patrimonio rurale del Parco e avvicinare in particolare le giovani generazioni alla conoscenza della terra e dei suoi prodotti. A tal fine sono state coinvolte le scuole del territorio e la Cooperativa Sociale “Il Tulipano”, che ha accompagnato i visitatori in un percorso esperienziale dalla pianta al frutto, dalla raccolta alla trasformazione.

I partecipanti hanno potuto prendere parte a visite didattiche, all’attività di raccolta e a un laboratorio dedicato alla produzione della composta di mele cotogne. Inoltre hanno potuto degustare i prodotti realizzati dall’azienda agricola Agros Srl. Infine i visitatori hanno avuto la possibilità di conoscere il mondo dell’apicoltura attraverso la presentazione delle arnie e del miele. Un insieme di esperienze concrete, dunque, attraverso cui riscoprire il valore della biodiversità e delle tradizioni agricole.
Pompei. All’auditorium il VII Workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso” su “Nuove scoperte e prospettive sugli impianti termali”: esperti e ricercatori internazionali presentano gli ultimi risultati delle attività di scavo, studio e restauro. In chiusura, visita esclusiva al cantiere dell’Insula Meridionalis

Le ultime novità della ricerca archeologica, con un focus speciale sugli impianti termali dell’antica città, saranno al centro del 7° Workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso. Gli impianti termali”, giovedì 8 ottobre 2026, dalle 9.30, all’auditorium del parco archeologico di Pompei. L’iniziativa rappresenta un fondamentale momento di confronto tra studiosi e ricercatori di prestigiose università e istituzioni di ricerca italiane e internazionali e i funzionari del parco archeologico. L’obiettivo della giornata è offrire un quadro aggiornato sui principali progetti scientifici, di scavo e di restauro attualmente attivi nell’area archeologica. Questa edizione metterà in luce in modo particolare la cultura balneare romana, approfondendo le indagini archeologiche condotte sui complessi termali pompeiani.I lavori si aprono alle 9.30 con un’introduzione del direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Seguirà una fitta serie di interventi specialistici dedicati all’evoluzione e alla funzione degli impianti termali in epoca romana e all’esito degli studi su specifici contesti della città antica. A coronamento della giornata di studi, alle 16.30, i partecipanti avranno l’opportunità di effettuare una visita guidata al cantiere dell’Insula Meridionalis, attualmente interessata da importanti interventi di scavo e restauro.
PROGRAMMA. All’auditorium, alle 9.30: introduzione di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei; 9.45, Dominik Maschek “I conquistatori in bagno: riflessioni sulla formazione della cultura balneare romano-italica nel Mediterraneo ellenistico”; 10.20, discussione; 10.30, Domenico Esposito, Monika Trümper “Le Terme Stabiane a Pompei: lo sviluppo della cultura balneare pubblica tra il II secolo a.C. e il 79 d.C.”; 10.55, discussione; 11.05, pausa caffè; 11.25, Gabriel Zuchtriegel, Luca Borsa, Gloria Ortino, Luca Salvatori “Gli impianti termali dell’Insula meridionalis”; 11.50, discussione; 12, Maria Rispoli “Il calidarium di Villa San Marco. Una finestra sul paesaggio stabiano”; 12.25, discussione; 12.35, Antonino Russo, Anna Onesti, Mariateresa Ametrano “Il restauro come ri-scoperta: le terme femminili del Foro e la casa di Cesio Blando”; 13, discussione; 13.10, pausa pranzo; 14.40, Alessandro Russo, Giuseppe Scarpati “I nuovi scavi dell’Insula IX 10: il quartiere termale della casa del Tiaso”; 15.05, discussione; 15.15, Raffaele Martinelli “I praefurnia delle terme di Pompei: osservazioni e confronti”; 15.40, discussione; 15.50, Marco Giglio “Terme e spazio urbano a Pompei. Distribuzione, viabilità e approvvigionamento delle risorse”; 16.15, discussione; 16.30, visita al cantiere dell’Insula meridionalis.
Pompei. Alla biblioteca “Fiorelli”, in occasione della Domenica di Carta, presentazione della nuova collana editoriale “Alla scoperta di Pompei. Le avventure di Festo Nivea e Dulcis” (con i primi tre titoli) a cura di Martina Tapinassi per i tipi di Arbor Sapientiae Editore

In occasione della Domenica di Carta 2026, annuale appuntamento promosso dal ministero della Cultura, domenica 4 ottobre 2026, alle 14.30, nella Biblioteca “Giuseppe Fiorelli” del Parco Archeologico di Pompei, in via Plinio 4, Arbor Sapientiae Editore presenta la nuova collana editoriale “Alla scoperta di Pompei. Le avventure di Festo, Nivea e Dulcis”. Come sarebbe stata la vita di due bambini nella Pompei del I secolo d.C.? Da questa domanda nasce la nuova collana di Martina Tapinassi dedicata ai più piccoli e pensata per accompagnarli alla scoperta della città antica attraverso il gioco, il cibo e l’archeologia. Durante la presentazione insieme con l’autrice Martina Tapinassi ci sarà l’archeologo Laurentino Garcia y Garcia che cura la consulenza scientifica della collana. Protagonisti, con il loro cane Dulcis, sono Festo e Nivea che vivono con i genitori in una piccola domus lungo il cardo di Pompei, in una zona della città vicina alle Terme Stabiane e alle grandi terme centrali, ancora in costruzione. I primi tre titoli della collana, che verranno presentati durante l’incontro, conducono Festo, Nivea e Dulcis alla scoperta di alcuni luoghi emblematici della città: Alla scoperta del Panificio di Popidio Prisco (Regio VII, 2, 22), Alla scoperta del tempio di Iside (Regio VIII, 7, 28), Alla scoperta del termopolio di Asellina (regio IX, 11,2).
Nati dalla penna di Martina Tapinassi, i tre personaggi accompagnano il lettore nella vita quotidiana dell’antica città vesuviana, per farne conoscere luoghi, persone e usanze, attraverso il filo conduttore dell’alimentazione e del cibo. Festo è un bambino di cinque anni, ama andare in giro per la città ed è convinto di essere ormai grande. Nivea ha due anni e mezzo, parla ancora poco, ma osserva tutto con grande attenzione e sorride sempre al fratello. Con loro c’è Dulcis, il loro cagnolino: affettuoso, giocherellone, amante del sole e forse un po’ pigro, ma sempre pronto a seguire i due bambini nelle loro avventure. Il backstage della grafica costituisce uno degli elementi distintivi del progetto: i bambini protagonisti sono ispirati ai nipotini dell’autrice, mentre la loro casa è stata ricostruita sulla base di alcune fotografie d’epoca inedite relative a una piccola domus della Regio IX, insula 2, n. 10. Anche i monumenti e gli edifici rappresentati sono ricostruiti a partire dalle reali evidenze archeologiche. Inoltre, il tema del cibo antico, fresco e non processato, presentato come parte integrante della vita quotidiana e della cultura alimentare dell’antica Pompei, offre al lettore una prospettiva storica sul rapporto con l’alimentazione e invita a riflettere su un modo più semplice e naturale di nutrirsi.
Martina Tapinassi, laureata in Storia antica all’università di Firenze e specializzata a Pisa, ha terminato un corso di perfezionamento sulla rievocazione come mezzo per divulgare la storia in modo corretto e filologico. è storica e divulgatrice culturale con particolare attenzione alla storia della gastronomia e all’archeologia del cibo. È autrice di saggi e pubblicazioni che esplorano aspetti storici e antropologici legati all’alimentazione e alla cultura materiale. La sua attività culturale combina approcci storici, archeologici e gastronomici con l’obiettivo di rendere accessibile al grande pubblico la comprensione del passato attraverso dettagli della vita quotidiana e del cibo.
Pompei. Al parco archeologico per la Domenica al Museo e la Domenica di Carta un ricco programma tra realtà aumentata, yoga e libri per bambini

Ricostruzioni in 3D per esplorare case, strade e botteghe dell’antica città, una lezione di yoga immersa nella cornice verde dell’area archeologica, proposte enogastronomiche con vista sugli scavi e la presentazione di una nuova collana editoriale per ragazzi. Sono queste le iniziative che arricchiscono il programma di domenica 4 ottobre 2026 al parco archeologico di Pompei. In occasione della Domenica al Museo, che coincide con la Domenica di Carta promossa dal ministero della Cultura, il Parco – in collaborazione con il Pompeii Children’s Museum – propone nuove modalità di fruizione del patrimonio culturale, coniugando innovazione tecnologica, benessere, gastronomia di qualità e attività dedicate alle famiglie. Grazie all’utilizzo di visori 3D e occhiali per la realtà aumentata, sviluppati dalla società AR Tour del Consorzio Aion, il Children’s Museum organizza uno speciale percorso immersivo. L’itinerario, della durata di due ore, con partenza alle 11 da Piazza Anfiteatro e arrivo al Foro alle 13, consentirà di ammirare la ricostruzione digitale di domus, botteghe e strade dell’antica Pompei. L’esperienza dura circa due ore e prevede un costo di partecipazione di 10 euro.

La giornata offrirà anche un’opportunità dedicata al benessere psicofisico. Negli spazi della Parvula Domus, nell’area verde che circonda gli Scavi, la cooperativa Il Tulipano organizza una sessione di Vinyasa Integral Yoga guidata dall’insegnante Francesca Caso. L’incontro, in programma alle 10, durerà un’ora e trenta minuti ed è rivolto ad adulti e ragazzi dai 14 anni in su. È consigliato portare un tappetino personale o un pareo. La quota di partecipazione è di 5 euro. Per entrambe le attività è possibile prenotare e acquistare i biglietti online attraverso il sito ufficiale del Pompeii Children’s Museum, www.pompeiichildrensmuseum.it, nella sezione “Per tutti”.
L’esperienza si completa con le proposte del Chora Restaurant, situato lungo via dell’Abbondanza, nel cuore del Parco. Per la stagione autunnale il ristorante propone un menu dedicato ai sapori del territorio e ai prodotti stagionali. Dalle 16.30 sarà inoltre possibile partecipare a un aperitivo al tramonto con vista panoramica sugli scavi archeologici. Per prenotazioni www.chorapompei.com
Le attività rivolte alle famiglie si inseriscono nel progetto del Pompeii Children’s Museum, il primo spazio didattico permanente all’interno di un sito archeologico italiano dedicato all’infanzia, nato dalla collaborazione tra il Consorzio Aion e il Gruppo Pleiadi.

Nel pomeriggio, dalle 14.30, le iniziative proseguiranno alla biblioteca “Giuseppe Fiorelli” del parco archeologico di Pompei per celebrare la Domenica di Carta. L’occasione sarà dedicata alla presentazione della nuova collana di narrativa per ragazzi “Alla scoperta di Pompei. Le avventure di Festo, Nivea e Dulcis”, scritta da Martina Tapinassi e pubblicata da Arbor Sapientiae con la consulenza scientifica dell’archeologo Laurentino Garcia y Garcia. La collana nasce con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla storia e all’archeologia attraverso il racconto e il gioco. Le vicende dei protagonisti, due bambini e il loro cane, accompagnano i lettori alla scoperta della vita quotidiana nel I secolo d.C., tra alimentazione, giochi, architettura e tradizioni della città romana.
La giornata si concluderà dalle 16.30 alle 18 con il talk “Breve storia della Biblioteca Giuseppe Fiorelli”, dedicato alla nuova Sezione Ragazzi e alla presentazione di alcuni documenti d’archivio. Interverranno Cristina Del Fiacco e Rosanna De Simone, rispettivamente bibliotecaria e archivista del Parco Archeologico di Pompei. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
“LA CURA DEL DIO. Frammenti di un contagio” alla villa dei Misteri a Pompei e alla Villa Regina di Boscoreale (in occasione delle GEP 2026), quinto appuntamento con “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos” il ciclo di performance teatrali e visite guidate promosso dal parco archeologico di Pompei con la Casa del Contemporaneo

Dopo Semele, la principessa di Tebe, madre di Dioniso, lo stesso Dioniso, Penteo, e Tiresia, è ancora Dioniso il protagonista del quinto (e penultimo) appuntamento del ciclo di performance teatrali e visite guidate dal titolo “ECSTATIC POMPEII. I misteri di Dionysos”, in programma dal 28 agosto al 26 settembre 2026 durante le aperture serali del parco archeologico di Pompei e nei siti della grande Pompei. Appuntamento, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, con “LA CURA DEL DIO. Frammenti di un contagio” il 25 settembre 2026 alla villa dei Misteri a Pompei, alle 15 e alle 17, e il 26 settembre 2026 alla Villa Regina di Boscoreale (Na), alle 20 e alle 21.30: due rappresentazioni della durata di 30’. “La Cura del Dio. Frammenti di un contagio” è un omaggio che l’autore e regista Fabio Cocifoglia fa a Enzo Moscato, con un testo che è liberamente tratto da “Disturbing a Tragedy”. In scena l’attore Giampiero Schiano e il musicista performer Mimmo Angrisani. Costumi Filippo Giorgi “Sanctamuerte”; foto in copertina di Simone Florena. Spettacolo prodotto da Casa del Contemporaneo produzioni teatrali in collaborazione con le Nuvole nell’ambito del progetto “ESOPOP, storie in Festival” del parco archeologico di Pompei promosso dalla direzione generale Spettacolo dal Vivo del MIC. I costumi di scena sono parte delle collezioni Sanctamuerte del fiorentino Filippo Giorgi. Biglietti: 7 euro in vendita su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii. Prima di ogni replica è prevista una visita dei siti guidata da archeologi e storici dell’antichità. La performance teatrale avrà inizio al termine del percorso di visita.
Dioniso ha diritto, come tutti gli dèi migratori, alle epidemie: i sacrifici offerti alle potenze divine quando arrivano nel paese, quando vanno in un santuario, quando assistono a una festa o sono presenti a un sacrificio. E Dioniso, per eccellenza il Dio che viene, che appare e che si manifesta, porta con sé il contagio e infetta l’anima per liberarla, per distruggere l’ordine e curare la mente. Come medici itineranti seguiamo, frammento dopo frammento, le tracce lasciate da questa epidemia per comporre un cunto-referto che si nutre dell’immensa visione poetica racchiusa in un frammento di un’opera che Enzo Moscato ha dedicato a Dioniso. Il racconto si muove in un tempo sospeso, scandito dal silenzio del tamburo e dalle vibrazioni di canti popolari che affiorano dalla terra come nenie e lamenti di guarigione.
Per le GEP 2026 a Pompei “Dies in Arena” e “Ludi pompeiani”; a Boscoreale banchi didattici e rievocazioni con personaggi in costume; a villa San Marco di Stabia spettacolo e sessioni didattiche; a villa di Poppea a Oplontis percorsi guidati e performance

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (GEP), la più estesa e partecipata manifestazione culturale promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal ministero della Cultura, il parco archeologico di Pompei promuove un ampio calendario di rievocazioni e attività didattiche nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre 2026. L’iniziativa, che si inserisce nell’edizione incentrata sul tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, vedrà coinvolti musei e luoghi della cultura sull’intero territorio nazionale con visite guidate, aperture straordinarie e convegni. Nella serata di sabato 26 settembre è inoltre prevista l’apertura straordinaria dei musei statali al costo simbolico di 1 euro. Il programma predisposto dal parco archeologico di Pompei propone un’immersione nella storia antica attraverso ricostruzioni filologiche, laboratori pratici e performance dal vivo dislocate nei vari siti.

A Pompei la giornata di sabato 26 settembre 2026 sarà interamente dedicata alla pratica dei combattimenti gladiatori romani con l’evento “Dies in Arena”, a cura del Gruppo Storico Romano con Ars Dimicandi, con la partecipazione di Militum Schola, del Gruppo Storico Lucerino e di Taberna Anticae Arelatensis. La mattinata si aprirà alle 11, nella Basilica con il primo atto, intitolato “Popolo e Potere”, un’introduzione al munus gladiatorio (il combattimento tra gladiatori) inteso come elemento culturale, politico e sociale del I secolo d.C. Alle 12.30, al Quadriportico dei Teatri, si terrà il secondo atto, “Il Ludus”, incentrato sulla ricostruzione della scuola gladiatoria, la presentazione delle differenti tipologie di combattenti, l’analisi filologica delle armature e la spiegazione dei rituali e delle gerarchie interne. Per tutta la mattinata, fino allo svolgimento della performance, la zona del Quadriportico ospiterà banchi didattici dedicati alle armi antiche. Da qui partirà un corteo che, percorrendo via Stabiana e via dell’Abbondanza, raggiungerà l’Anfiteatro. All’Anfiteatro si svolgerà alle 15.30 il terzo e conclusivo atto, “Munera” (combattimenti) con l’ingresso del corteo imperiale, di figure di corte e magistrati, seguito dalle esibizioni di quattro coppie di gladiatori spiegate al pubblico a fini divulgativi e concluse con il coinvolgimento diretto dello spettatore nella valutazione delle sfide.

La giornata di domenica 27 settembre 2026 a Pompei vedrà la terza edizione dei Ludi Pompeiani, a cura di Dyron Consulting. All’interno dell’Anfiteatro verranno messe in scena la cerimonia inaugurale e l’ovatio municipale (celebrazione militare) in onore di Gaius Cuspius Pansa, per poi proseguire con un’alternanza di momenti dedicati alla danza storica, ai giochi gladiatori e legionari, al rito della manumissio (la liberazione di uno schiavo da parte del padrone) al matrimonio romano. Banchi didattici per laboratori e approfondimenti saranno presenti dalle 9.30 nell’accampamento allestito nell’area adiacente all’Anfiteatro.
A Boscoreale, sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, dalle 9 alle 18, nel piazzale d’ingresso dell’Antiquarium, saranno attivi banchi didattici focalizzati su tessitura, cosmesi, profumeria, farmacopea e chirurgia, giochi, numismatica con possibilità di coniazione della moneta, scultura, arti, mestieri e prodotti di stagione. Inoltre verranno proposti laboratori a numero chiuso (per un massimo di 8 partecipanti ciascuno), suddivisi in due turni giornalieri dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, dedicati alla tessitura, alla cosmesi e alla profumeria, accompagnati da rievocazioni con personaggi in costume all’interno della Villa. Le iniziative di rievocazione sono curate dall’associazione Legio XXX Ulpia Victrix.
A Stabia, a Villa San Marco, la giornata del 26 settembre 2026 sarà incentrata sulla rappresentazione “Rectina! Il giorno in cui il cielo cadde su Pompei”, con un’accoglienza del pubblico a partire dalle 10 e successive repliche dello spettacolo distribuite nel corso della giornata, alternate a sessioni didattiche e approfondimenti aperti ai visitatori fino alla chiusura del sito. Eventi curati da Dyron Consulting.

Anche a Villa di Poppea a Oplontis, sono in programma laboratori didattici e rievocazioni storiche curate dal Gruppo Archeologico Kyme con la collaborazione di: Gruppo Storico Oplontino, Archeoclub di Torre Annunziata, Aps Proloco Spartacus, Centro studi storici “Niccolò D’Alagno” e ArevOd – Ospitalità Diffusa per un Turismo di Qualità. Sabato 26 settembre 2026 la fascia mattutina dalle 10 alle 13 ospiterà itinerari guidati e banchetti didattici sul tema “Teatro, musica e maschere del mondo antico” con l’esecuzione musicale del doppio flauto. Durante l’apertura serale dalle 20 alle 22.30 si terranno percorsi tematici dedicati a “Terme e sport”, la prima edizione dei “Neronia Oplontini” con la premiazione di due atleti da parte dell’imperatore Nerone e lo spettacolo dei “Ludi Gladiatorii”.
Domenica 27 settembre 2026, sempre a Oplontis, la mattinata sarà dedicata alla performance “Poppea e Cleopatra: fascino e potere”, incentrata sulla cosmesi e sui gioielli di epoca egizia e romana in relazione agli Ori di Oplontis, con la presenza delle due figure storiche. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 18.30, le visite guidate e i banchetti si focalizzeranno sulla navigazione e sul commercio del vino nel mondo antico, con riproduzioni di imbarcazioni romane e la lettura di composizioni poetiche a tema.









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