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Roma. Per “Dialoghi in Curia”, presentazione del volume “Vigna Barberini. III. La cenatio rotunda” a cura di Françoise Villedieu. Incontro in presenza e on line

roma_dialoghi-in-cuiria_vigna-barberini-III_cenatio-rotunda_locandinaPer il ciclo “Dialoghi in Curia” promosso dal parco archeologico del Colosseo giovedì 19 maggio 2022 la Curia Iulia ospita a partire dalle 16 la presentazione del volume “Vigna Barberini. III. La cenatio rotunda” a cura di Françoise Villedieu, Aix-Marseille Université, CNRS, CCJ. Il volume raccoglie i risultati delle campagne di scavo effettuate nel 2009, 2010 e 2014 nell’angolo nord-orientale della Vigna Barberini, sul Palatino. Presentano Manuel Royo, Université de Tours, Département d’Histoire de l’Art; Domenico Palombi, Sapienza Università di Roma. Introducono Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo; Brigitte Marin, direttrice dell’École française de Rome. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://www.eventbrite.it/e/328769928707. Ingresso da Largo della Salara Vecchia n.5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di indossare la mascherina. A seguire, visite guidate allo scavo prenotabili direttamente in Curia Iulia. L’incontro sarà anche trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

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Copertina del libro “Vigna Barberini. III. La cenatio rotunda” a cura di Françoise Villedieu

Vigna Barberini. III. La cenatio rotunda. Questo libro presenta i risultati delle tre campagne di scavo effettuate nel 2009, 2010 e 2014 nell’angolo nord-est della Vigna Barberini, sul Palatino. Rimandando una debole eco dell’occupazione del sito alle origini della città, portano invece testimonianze fondamentali sulle conquiste dell’epoca imperiale. Esse consentono di seguire le tappe principali effettuate prima del 2000 nel settore meridionale, rivelando nuovi sviluppi che completano i piani elaborati in precedenza e che consentono di specificare determinate date. Oltre il III secolo, i risultati dell’indagine divennero molto modesti, gli interventi dell’era moderna avevano profondamente sconvolto i livelli precedenti. Mentre a sud, la terrazza flavia succedette direttamente ad una domus augustea, a nord, tra questi due episodi intervenne la costruzione di un edificio dalle notevoli caratteristiche architettoniche e tecniche, databile dall’epoca neroniana. Si tratta di un’enorme torre a pianta circolare, che fu sepolta sotto il terreno della terrazza flavia; sopra di essa probabilmente sorgeva una tholos, che fu poi completamente smantellata. La datazione dell’edificio, la sua pianta circolare e soprattutto la presenza di indizi che suggerivano che il pavimento della tholos fosse mobile e che la sua rotazione fosse assicurata da un meccanismo le cui tracce sono conservate nel seminterrato, portarono a proporre di identificarlo con la sala da pranzo rotante del palazzo di Nerone (la cenatio rotunda) descritta da Svetonio. I dossier dedicati all’edificio neroniano mirano non solo a fornire alla comunità scientifica un’esposizione estremamente precisa dei dettagli di questa costruzione, tanto unica quanto complessa, ma anche a tentare di trovare parallelismi, quindi a proporre proposte per interpretazione e ricerca di precedenti, per collocare i resti nel loro contesto topografico, culturale e ideologico, pur facendo riferimento alle conoscenze scientifiche dei contemporanei di Nerone.

Roma. Prorogata fino al 3 luglio la grande mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” che racconta la vita e la personalità dell’archeologo e architetto dove ha principalmente operato e di cui ha definito l’attuale fisionomia: il Foro Romano e il Palatino

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Giacomo Boni nel suo studio presso le Uccelliere Farnesiane nel 1923 (foto Archivio Fotografico Storico PArCo)

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Locandina della mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” al Foro Romano e al Palatino dal 15 dicembre 2021 al 30 aprile 2022, prorogata fino al 3 luglio 2022

È stata un grande successo di pubblico e di critica nei quattro mesi e mezzo di apertura. Ma chi non ce l’ha fatta a regalarsi una passeggiata tra Foro romano e Palatino non si perda d’animo: la grande mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità”, che doveva chiudere il 30 aprile 2022, è stata prorogata fino al 3 luglio 2022 (vedi Roma. Una mongolfiera sopra il Foro Romano annuncia la grande mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità”. La vita e la personalità dell’archeologo e architetto viene raccontata attraverso quattro sezioni, nei luoghi dove ha principalmente operato e di cui ha definito l’attuale fisionomia: il Foro Romano e il Palatino | archeologiavocidalpassato). Curata da Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Andrea Paribeni con Patrizia Fortini, Alessio De Cristofaro e Anna De Santis, con l’organizzazione e la promozione di Electa, l’esposizione è dedicata alla figura di Giacomo Boni (Venezia, 1859 – Roma, 1925). La vita e la personalità dell’archeologo e architetto sono raccontate nei luoghi dove ha principalmente operato e di cui ha definito l’attuale fisionomia: il Foro Romano e il Palatino. In particolare la biografia è ripercorsa al Tempio di Romolo; l’attività archeologica e il museo forense nel Complesso di Santa Maria Nova; il contesto culturale e artistico del primo Novecento nelle Uccelliere farnesiane. Il volume Electa, edito in occasione della mostra, riunisce numerosi saggi che ripristinano tutta la poliedrica e moderna personalità di Giacomo Boni, facendo il punto sulla ricezione e l’eredità della sua figura ripercorrendo anche il contesto politico, culturale e artistico nel quale è cresciuto e si è affermato.

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Mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità”: l’allestimento della sezione alle Uccelliere farnesiane (foto Simona Murrone)

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Una foto del Foro Romano realizzata da Giacomo Boni col pallone frenato (foto Archivio Fotografico Storico PArCo)

La mostra restituisce la visione complessiva di un uomo che autodidatta, con una formazione di disegnatore nei cantieri veneziani, col tempo diviene archeologo e architetto sviluppando metodi innovativi di scavo – a cominciare da quello stratigrafico –, di restauro e di valorizzazione. Attento divulgatore delle proprie scoperte archeologiche che rivelano una Roma prerepubblicana e medievale, si dimostra precursore anche nel campo della documentazione degli scavi e della comunicazione nell’utilizzo delle fotografie dall’alto, con l’uso del pallone aerostatico. Tra le scoperte si ricordano quelle del Tempio di Vesta; il complesso della fonte sacra di Giuturna; la chiesa medievale di Santa Maria Antiqua con il ciclo pittorico bizantino; il sepolcreto arcaico, che ha consentito di stabilire una vita protostorica nell’area del Foro Romano; il Lapis Niger, luogo che gli autori antichi riferiscono alla saga di Romolo. Per il Palatino approfondisce i temi della flora, interesse che lo accompagna tutta la vita e di cui resta traccia nell’ordinamento del giardino degli Horti farnesiani, e in quel roseto che porta ancora il suo nome e dove è sepolto.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro di Ludovico Solima “Le parole del museo. Un percorso tra management, tecnologie digitali e sostenibilità” e dibattito sul ruolo dei musei, oggi e domani, attraverso settanta parole per quattro direttori

La copertina del libro “Le parole del museo. Un percorso tra management, tecnologie digitali e sostenibilità” di Lodovico Solima

Settanta parole per quattro direttori: una riflessione sul ruolo, attuale e futuro, degli istituti culturali. Se ne parlerà al museo Archeologico nazionale di Napoli, venerdì 29 aprile 2022, alle 11, all’Auditorium, in occasione della presentazione  del nuovo libro di Ludovico Solima “Le parole del museo. Un percorso tra management tecnologie digitali e sostenibilità” (Carocci editore, 2022). Con l’autore, parteciperanno all’evento Paolo Giulierini (direttore del Mann), Eike Schmidt (direttore Galleria degli Uffizi), Alfonsina Russo (direttrice parco archeologico del Colosseo), Eva Degl’Innocenti (direttrice museo Archeologico nazionale di Taranto), Paola Villani (università Suor Orsola Benincasa) e Nadia Barrella (università della Campania “Luigi Vanvitelli”).​ Attraverso 70 parole, Ludovico Solima (università della Campania “Luigi Vanvitelli”) approfondisce e mette in relazione tra loro 70 diversi argomenti: dalla A di accessibilità, accountability, art bonus o ascolto, fino alla V di videomapping e  alla W di wearable, passando per il brand, il crowdfunding, l’intelligenza artificiale,  il piano strategico, la reputazione,​ la sostenibilità, lo storytelling, le tecnologie digitali, il volontariato. Non mancano voci apparentemente lontane dalla vita di un museo, come nel caso di blockchain, Internet of Things, intelligenza artificiale, NFT e altro ancora. Con un approccio destrutturato e inconsueto, l’ordine di presentazione degli argomenti del libro di Solima è rigorosamente quello alfabetico. Come in un prezioso abbecedàrio, l’indice del volume presenta infatti un lungo elenco di (settanta) parole, a ciascuna delle quali corrisponde uno specifico argomento. Una checklist perfettamente aggiornata alle ultime migliori pratiche nazionali e internazionali per restare al passo coi tempi, necessaria per qualunque museo o centro espositivo. Quali saranno le parole prescelte dai protagonisti dell’incontro al Mann? Attraverso un “gioco” di rimandi e approfondimenti, gli ospiti dell’incontro, insieme all’autore, ci guideranno nel mondo delle “parole del museo” per comprenderne e scoprirne il significato e il valore, con lo scopo di individuare le sfide del futuro per i musei italiani e snodare uno scenario possibile.

Roma. Per “Dialoghi in Curia”, in occasione del Natale di Roma, presentazione in presenza e on line presentazione del volume “Che fine ha fatto Romolo?” di Sergio Fontana, un meraviglioso viaggio nel tempo e nel sottosuolo della Città Eterna

In occasione del Natale di Roma, nuovo appuntamento del ciclo “Dialoghi in Curia” in presenza e on line: giovedì 21 aprile 2022, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la presentazione del volume “Che fine ha fatto Romolo?” di Sergio Fontana, edito da Edipuglia, un meraviglioso viaggio nel tempo e nel sottosuolo della Città Eterna. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Paolo Carafa (Sapienza università di Roma), Valeria Di Cola (università di Roma Tre), Miguel Gotor, (assessore alla Cultura di Roma Capitale e storico) e Giuliano Volpe (università di Bari Aldo Moro) presentano il romanzo di Sergio Fontana che si svolge in scenari diversi dal punto di vista cronologico ma geograficamente uguali, che diventano il punto di partenza per un viaggio straordinario, stratigrafico e stupefacente, nella memoria stessa della città. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (max 100) su eventbrite.it/e/311025203757. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

Copertina del libro “Che fine ha fatto Romolo” di Sergio Fontana

Che fine ha fatto Romolo? Roma, aprile 2018. Nei pressi di Via del Corso avviene un fatto straordinario anche se nessuno, o quasi, sembra essersene accorto: Romolo è riemerso dalle viscere della terra e, per alcuni giorni, è tornato nel tempo presente. Tra le strade di Roma cerca di ritrovare i luoghi della sua giovinezza, dove si svolsero i fatti straordinari che portarono alla nascita della città. I romani di oggi non possono né vederlo né ascoltarlo, ma lo notano altri fantasmi di epoche diverse; tra questi uno strano personaggio, morto da circa 180 anni, che comincerà a seguirlo per scoprire la sua identità e risolvere un antico mistero su cui ha cominciato a interrogarsi da ragazzo: come mai il fondatore, all’età di 54 anni, scomparve improvvisamente da una riunione che lui stesso aveva convocato presso la palude della Capra? Che fine ha fatto Romolo? Il romanzo si svolge in scenari cronologicamente diversi: l’ottavo secolo avanti Cristo, la prima metà dell’Ottocento e la Roma contemporanea. I luoghi geografici restano gli stessi ma diventano il punto di partenza per un viaggio straordinario, stratigrafico e stupefacente, nella memoria stessa della città.

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Sergio Fontana, archeologo e scrittore

Sergio Fontana, archeologo, scrittore e autore multimediale. Ha pubblicato numerosi studi scientifici sulla ceramica di età romana, sulle antichità dell’Africa del Nord e la stratificazione archeologica della città di Roma. Dopo aver lavorato per molti anni nell’ambito della ricerca sul campo si occupa di prodotti multimediali per la divulgazione del mondo antico e del patrimonio culturale. Ha realizzato le applicazioni Colonna Traiana (Mondadori Electa 2013), Imperial Fora (2015), Mostri Mitologici (2017). È autore dell’iBook Colonna Traiana (Mondadori Electa 2013) e del libro per ragazzi Mostri Mitologici (Scienze e Lettere 2017). Ha scritto i romanzi H. Memorie di Eracle (Edipuglia 2019), Fibula. Confidenze di un oggetto parlante (Edipuglia 2020), Che fine ha fatto Romolo? (Edipuglia 2022).

Roma. Per “Dialoghi in Curia”, conferenza in presenza e on line di Renata Picone dell’università di Napoli “Federico II” su “Il Restauro come ‘cura’ da John Ruskin a Giacomo Boni”

Nuovo appuntamento del ciclo “Dialoghi in Curia” in presenza e on line: giovedì 7aprile 2022, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza di Renata Picone (università di Napoli “Federico II”, dipartimento di Architettura) che terrà una lezione dal titolo “Il Restauro come ‘cura’ da John Ruskin a Giacomo Boni”. Il tema della “cura” dei monumenti attraversa le teorie del restauro nascenti in Europa nella seconda metà del XVIII, trovando i suoi esiti operativi nell’attività e nelle sperimentazioni di architetti e archeologi attivi nel panorama italiano di fine secolo. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Renata Picone, architetto, è professore ordinario di restauro e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio all’università di Napoli “Federico II”. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (max 100) su www.eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

Roma. Per “Dialoghi in Curia”, conferenza in presenza e on line di Giandomenico Spinola e Claudia Valeri su “Augusto e Livia, la propaganda nelle immagini”

Per il ciclo “Dialoghi in Curia” la Curia Iulia ospita giovedì 17 marzo 2022 la conferenza in presenza e on line di Giandomenico Spinola e Claudia Valeri “Augusto e Livia: la propaganda nelle immagini”. La rivoluzione politica, amministrativa e culturale del principato augusteo è tangibile attraverso il processo di costruzione dell’immagine dei suoi protagonisti. I modelli iconografici elaborati per il princeps e la sua sposa costituirono un punto di riferimento imprescindibile per i successori. Conferenza a cura di Giandomenico Spinola responsabile delle collezioni archeologiche dei musei Vaticani e Claudia Valeri curatrice della collezione di antichità greca e romana dei musei Vaticani. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://www.eventbrite.it/e/276689875867. Ingresso da Largo della Salara Vecchia n.5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo.

Roma. “Dialoghi in Curia”, per le Idi di Marzo il parco archeologico del Colosseo propone un doppio appuntamento, in presenza e on line: un concerto dal “Giulio Cesare” di Haendel e la presentazione del libro “Giulio Cesare. Indagine sulle Idi di Marzo” di Marisa Ranieri Panetta

L’area sacra di largo Argentina a Roma dove era anche la piccola Curia di Pompeo nella quale fu assassinato Giulio Cesare (foto sovrintendenza capitolina)

“Tu quoque!”: quante volte lo abbiamo sentito pronunciare per sottolineare la delusione o l’amarezza di fronte al comportamento di un amico dal quale ci sentiamo in qualche modo traditi. In realtà quell’espressione ha duemila anni di storia ed è la contrazione della frase “Tu quoque, Brute, fili mi!” (Anche tu, Bruto, figlio mio!), espressione latina attribuita a Giulio Cesare. Secondo la tradizione – ma non ci sono certezze a riguardo – infatti sarebbero state queste le ultime parole pronunciate da Cesare quando, in punto di morte (alle Idi di Marzo del 44 a.C.), sotto i colpi delle coltellate dei congiurati nella Curia di Pompeo, avrebbe riconosciuto fra i volti dei suoi assassini quello di una persona a lui cara come un figlio, Decimo Bruto Albino. Martedì 15 marzo 2022, in occasione delle Idi di Marzo, il parco archeologico del Colosseo, propone un doppio appuntamento in presenza in Curia Iulia e on line, per il ciclo “Dialoghi in Curia”: alle 15.30, un concerto dal “Giulio Cesare” di Haendel, e alle 17 presentazione del libro “Giulio Cesare. Indagine sulle Idi di Marzo” di Marisa Ranieri Panetta.

Concerto di arie scelte dal “Giulio Cesare” di G. F. Haendel per le Idi di Marzo 2022. In occasione delle Idi di Marzo, martedì 15 marzo 2022, alle 15.30, la Curia Iulia ospita un concerto dell’ensemble degli allievi del maestro Stella Parenti che eseguiranno arie scelte dal “Giulio Cesare” di G. F. Haendel. Con la partecipazione di Marco Ciardo (tenore), Yan Jiayi (soprano), Sara Tiburzi (mezzosoprano), Valeria De Carolis (flauto traverso) e Daniele Perri (pianoforte). Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

Presentazione del volume “Giulio Cesare. Indagine sulle Idi di Marzo” di Marisa Ranieri Panetta. Per il ciclo “Dialoghi in Curia”, martedì 15 marzo 2022, alle 17, Silvia Costa, commissario governativo, intervista in Curia Iulia Marisa Ranieri Panetta, autrice del libro “Giulio Cesare. Indagine sulle Idi di Marzo” (Bolis Edizioni). Introduce Alfonsina Russo,  direttore del parco archeologico del Colosseo. Sarà presente l’Autrice. La presentazione del libro sarà accompagnata da un concerto degli allievi di Stella Parenti, insegnante di Canto Lirico al Conservatorio di Santa Cecilia. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posi (max 100) su eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

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Copertina del libro “Giulio Cesare. Indagine sulle Idi di Marzo” di Marisa Ranieri Panetta

Il volume di Marisa Ranieri Panetta passa al microscopio il 15 marzo 44 a.C.: uno dei giorni memorabili della storia qui rivive in tutta la sua drammaticità. Giulio Cesare, dittatore a vita, è all’apice del successo e del potere; ma, tra coloro che hanno ottenuto da lui incarichi e benefici, si annidano nemici implacabili, che ne decretano la morte. Cesare è stato ucciso per la sua brama di cingere una corona regale, come hanno sostenuto coloro che l’hanno pugnalato? O i motivi vanno ricercati nelle loro ambizioni e avidità? In questo saggio, che appassiona come le pagine di un romanzo, la congiura guidata da Bruto e Cassio è seguita dalla nascita alla realizzazione, in un’analisi storica e psicologica dei principali protagonisti, tra i quali Marco Antonio e Cicerone. Nel grande affresco degli ultimi anni della repubblica, emergono anche figure femminili come Cleopatra, regina d’Egitto, Porcia, moglie di Bruto, nonché Servilia, la donna che Cesare ha amato di più. Nel contempo, scorro – no davanti ai nostri occhi le immagini di Roma con le trasformazioni urbanistiche in atto, la magnificenza degli Horti aristocratici, le scene di trionfo. E Cesare domina ogni scena: nei suoi eccessi e nei suoi gesti di clemenza, in un insieme di contraddizioni che non sminuiscono l’eccezionalità dell’uomo. Il cui progetto politico fu forse accelerato, anziché frenato, dalla congiura delle Idi di marzo.

Roma. Forum Pass SUPER, riapre il percorso di visita unitario per Foro Romano/Palatino e Fori Imperiali: dal 1° marzo di nuovo attivo il biglietto unico per la visita integrata all’area archeologica centrale di Roma

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Il parco archeologico del Colosseo visto dalla colonna Traiana (foto PArCo)

Dal 1° marzo 2022 torna il Forum Pass SUPER, il biglietto unico che consente – tutti i giorni, dal lunedì alla domenica – la visita integrata delle aree archeologiche dei Fori Imperiali, del Foro Romano e del Palatino, incluse le mostre in corso. “Ritornano oggi nuovamente fruibili in un unico percorso di visita il Palatino, il Foro Romano e i Fori Imperiali”, dichiara il direttore del parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, “ricostituendo un unico racconto lungo 3000 anni. Si riconferma la collaborazione tra il ministero della Cultura e Roma Capitale con un unico obiettivo condiviso: restituire ai romani il cuore pulsante della città, quale luogo da vivere e non solo come spazio musealizzato”.  “La possibilità di poter di nuovo acquistare, grazie alla collaborazione con il Ministero della Cultura, un biglietto unico con il quale poter visitare il cuore archeologico della Roma classica”, prosegue l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor, “è una notizia bellissima, un segno tangibile del fatto che il cammino verso una fruibilità nuova del nostro immenso patrimonio storico e artistico è ricominciato. È un primo passo del grande lavoro che abbiamo in mente di portare avanti in quest’area della città e non solo”. Dopo una prova a Capodanno 2016 (vedi Capodanno speciale a Roma: fori senza confini. Aperti gratuitamente i fori imperiali (del Comune) e il foro romano (dello Stato) in un’unica passeggiata grazie a un accordo tra sovrintendenza capitolina e soprintendenza ministeriale. Prova generale per il futuro? | archeologiavocidalpassato), il Forum Pass SUPER è nato nel 2019 dalla collaborazione tra ministero della Cultura e Roma Capitale, attraverso un importante protocollo d’intesa siglato tra la sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (che gestisce l’area dei Fori Imperiali) e il parco archeologico del Colosseo (che ricomprende tra l’altro anche il Foro Romano e il Palatino), ma è stato successivamente sospeso a causa dell’emergenza sanitaria. Da oggi, 1° marzo 2022, il biglietto unico è dunque riattivato: con un solo ticket da 16 euro (12 euro per i possessori di MIC Card) valido per l’intera giornata, si potrà accedere nuovamente al percorso che, in circa due ore, consente di visitare il cuore archeologico di Roma.

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Veduta generale dal Campidoglio del foro romano e dei fori imperiali

Il percorso di visita nei Fori Imperiali, seguendo la passerella presente nel sito, è privo di barriere architettoniche. Attraversa una parte del Foro di Traiano, passa sotto via dei Fori Imperiali percorrendo le cantine delle antiche abitazioni del Quartiere Alessandrino e, dopo aver attraversato il Foro di Cesare per la sua intera estensione, in prossimità del Foro di Nerva raggiunge la Curia Iulia nel parco archeologico del Colosseo, per entrare nel Foro Romano. L’accesso all’area è consentito anche dai varchi della via Sacra/Arco di Tito, via di S. Gregorio e, a breve, via del Tulliano, di fronte al Carcere Mamertino: in questo caso il percorso terminerà alla biglietteria della Colonna Traiana in piazza della Madonna di Loreto.

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La “Stanza delle Maschere” nella Casa di Augusto sul Palatino, con decorazione pittorica in tardo secondo stile, che evoca la facciata di una scena teatrale (foto PArCo)

Inclusa nel biglietto anche la visita dei siti SUPER nel Foro Romano e sul Palatino, luoghi unici al mondo la cui visita speciale permette di entrare nel vivo dell’arte e della civiltà romana, anche attraverso tecnologie immersive e narrazioni virtuali. Così il visitatore sarà condotto alla scoperta della pittura antica dall’età augustea, con la casa di Augusto (dal martedì alla domenica), a quella tardo antica e alto medievale, con il Tempio di Romolo, Santa Maria Antiqua e l’oratorio dei Quaranta Martiri. Sabato, domenica e lunedì sarà anche possibile accedere alla Curia Iulia, l’antica sede del Senato Romano.

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Veduta generale dell’area archeologica centrale di Roma dal Campidoglio al Colosseo

Gli accessi ai siti SUPER sono contingentati, in quanto conservano preziose pitture che potrebbero risentire dell’eccessivo affollamento. Fino al 30 aprile 2022 sarà aperta al pubblico anche la mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” che include anche la sezione permanente ospitata nella sede di Santa Maria Nova. Il biglietto può essere acquistato sia nella biglietteria presso la Colonna Traiana sia online su https://parcocolosseo.it e www.coopculture.it. Per i giovani sono previste particolari agevolazioni: ingresso gratuito per i cittadini dell’Unione Europea fino ai 18 anni e biglietto a 2 euro dai 18 ai 25 anni. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura e Electa – CoopCulture. Maggiori informazioni ai numeri 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19) e 06 39967700 (tutti i giorni dalle 10 alle 15).

Roma. Per il ciclo “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo presentazione, in presenza e on line, del volume “From Pen to Pixel. Studies of the Roman Forum and the Digital Future of World Heritage”, a cura di Patrizia Fortini e Krupali Krusche sulla collaborazione DHARMA/PArCo per il rilevamento architettonico delle realtà monumentali del Foro Romano

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Locandina della mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” al Foro Romano e al Palatino dal 15 dicembre 2021 al 30 aprile 2022

Nuovo appuntamento promosso dal parco archeologico del Colosseo per il ciclo “Dialoghi in Curia”. Giovedì 24 febbraio 2022, alle 16.30, in concomitanza con la mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità”, presentazione, in presenza e on line, del volume “From Pen to Pixel. Studies of the Roman Forum and the Digital Future of World Heritage”, a cura di Patrizia Fortini e Krupali Krusche, edito da L’Erma di Bretschneider. Presentano Irina Bokova, già direttore generale dell’UNESCO, e Daniele Manacorda, già professore di Archeologia nelle università di Siena e Roma Tre. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono le curatrici del volume. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://www.eventbrite.it/e/265122668037. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il Super Green Pass e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

Una foto del Foro Romano realizzata da Giacomo Boni col pallone frenato (foto Archivio Fotografico Storico PArCo)
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Copertina del libro “From Pen to Pixel. Studies of the Roman Forum and the Digital Future of World Heritage”

Il volume raccoglie la lunga esperienza di collaborazione scientifica con la University of Notre Dame (Indiana, USA), in particolare con l’istituto DHARMA – Digital Historic Architectural Research and Material Analysis Lab dell’università di Notre Dame diretto dalla prof.ssa Ing. Krupali Krusche, per eseguire il rilevamento architettonico delle realtà monumentali del Foro Romano, tramite l’uso della tecnologia laser scanner e la fotografia ad altissima risoluzione. Il lavoro ha costituito un momento di formazione per gli studenti di architetture dell’University of Notre Dame​, supervisionati dalla dott.ssa Patrizia Fortini del parco archeologico del Colosseo, che hanno potuto prendere visione della documentazione della complessa articolazione topografica del Foro Romano con piante, foto, sezioni e disegni risalenti agli scavi e alle pionieristiche esplorazioni di Giacomo Boni. Parte di tale importante documentazione grafica, mai pubblicata in precedenza, costituisce l’apparato illustrativo a corredo dei saggi scientifici e consta di una serie completa di piante, prospetti e viste panoramiche in formato nuvola di punti 3D, fotografie Gigapan, disegni al tratto e acquerelli. L’introduzione di Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO negli anni di svolgimento del progetto, sottolinea l’impegno profuso dall’organizzazione internazionale per la conservazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, anche attraverso gli strumenti digitali, già a partire dal 1992 con il varo del programma Memory of the World. La partnership Parco archeologico del Colosseo / Università di Notre Dame si inserisce appieno tra gli obiettivi di lungo termine UNESCO quale nuova sinergia per la ricerca, la sperimentazione e l’utilizzo di tecniche non distruttive per la documentazione e la valutazione dello stato di conservazione dei monumenti.

A 18 mesi dalla conclusione del restauro del dipinto di fine XVI secolo della veduta di Gerusalemme sull’arco di fondo della Porta Trumphalis esce per Electa il volume “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi

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L’arco di fondo della Porta Triumphalis verso il Foro Romano, dove si trova il dipinto murale raffigurante una veduta ideale della città di Gerusalemme (foto PArCo)

Nel Colosseo, sull’arco di fondo della Porta Triumphalis verso il Foro Romano, si trova un dipinto murale raffigurante una veduta ideale della città di Gerusalemme. Il dipinto del Colosseo, realizzato nel XVII secolo, è tradizionalmente assegnato al pontificato di Clemente X (1670-1676) in occasione della campagna decorativa promossa per le celebrazioni del Giubileo del 1675. Il cantiere di restauro, conclusosi nell’estate 2020, ha riportato in evidenza una testimonianza importante della storia del Colosseo in una fase di vita meno frequentata ma molto più lunga di quella di epoca romana. Inoltre il restauro ha consentito di rafforzare anche l’ipotesi della fonte iconografica, avanzata in studi del secolo scorso, risalente alla fine del XVI secolo da cui sono derivate numerose varianti. La più prossima al dipinto del Colosseo è una stampa di Antonio Tempesta del 1601 conservata all’Albertina di Vienna.

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La copertina del libro “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” (Electa)

A un anno e mezzo dalla fine dei lavori di restauro ecco, fresco di stampa e di prossima presentazione, il libro “Gerusalemme al Colosseo. Il dipinto ritrovato” a cura di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi (Electa Editore). Un volume che documenta i risultati e le ricerche scaturite dal complesso lavoro di restauro (estate 2020) di uno straordinario dipinto murale del XVII secolo, pressoché illeggibile in precedenza, si trova a 7 m di altezza sulla Porta Triumphalis del Colosseo, in corrispondenza dell’accesso occidentale al monumento, e riassume tutta la storia di Gerusalemme: una storia che si dipana nei secoli attorno alle mura della città e, dunque, con i numerosi assedi e l’avvento di eserciti che si sono avvicendati fuori e dentro le sue mura (compresi gli accampamenti dei romani), raffigurati in parallelo alla crocifissione e alla resurrezione di Gesù. I saggi sono corredati da una selezione di scatti ravvicinati che rivelano i colori, i contorni delle figure, gli effetti di ombreggiature, l’articolazione del disegno, consentendo al lettore di ammirare dettagli dell’affresco impossibili da cogliere a occhio nudo. Di grande interesse è l’approfondimento introduttivo dedicato al tema della cristianizzazione del Colosseo e alle origini dell’iconografia di Gerusalemme come modello urbanistico della città ideale.

Il dipinto della veduta ideale della città di Gerusalemme dopo il restauro (foto PArCo)

Il dipinto della veduta ideale della città di Gerusalemme. La città è riprodotta con una veduta a volo d’uccello, in modo schematico e regolare, concepita come una raffigurazione di topografia storica unica e omnicomprensiva. Una cinta muraria di forma rettangolare perimetra la città, delineata al suo interno da altre mura e da edifici in prospetto lungo le vie e intorno agli isolati. In modo molto dettagliato è rappresentata la grande area rettangolare del Tempio di Salomone segnata da una serie di portici e mura concentriche. Al di fuori delle mura, invece, compare una sequenza di scene di natura diversa: le croci visibili in primo piano nell’angolo inferiore sinistro rappresentano il Gòlgota in una sequenza temporale che racconta contemporaneamente tutte la fasi della Passione, dalla salita al Calvario, alla crocifissione, alla deposizione e resurrezione. Le altre scene extramuranee sono invece raffigurate in maniera meno particolareggiata, segnate da pochi elementi topografici, come vie, colline e scene di combattimento tra soldati armati di scudi e lance in prossimità di accampamenti militari, a ricordo dei numerosi assedi della città.

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Dettaglio della veduta ideale di Gerusalemme: si vede bene il Golgota (foto PArCo)

Lo schema iconografico, reso pienamente leggibile dal restauro conclusosi nell’estate 2020, ricalca una stampa del 1584-1585, successivamente riprodotta in Italia da parte del pittore e incisore Antonio Tempesta. Il disegno, realizzato nel 1601 e conservato all’Albertina di Vienna, fornisce il termine post quem per la datazione dell’opera. Il dipinto costituisce la prova della piena integrazione del Colosseo nel calendario liturgico che ridisegnò in epoca moderna la topografia stessa della città di Roma, riportando l’anfiteatro e l’area archeologica centrale, con nuove funzioni e significati, al centro dei percorsi di manifestazione del potere temporale e religioso. Il Colosseo sarà scelto per rafforzare il senso della missione storica del papato e la sua continuità con l’eredità della Roma imperiale.

In ottobre 2020, in occasione del restauro del dipinto murale raffigurante una veduta ideale della città di Gerusalemme, al Colosseo si è tenuta la lectio magistralis di S. Em. cardinal Gianfranco Ravasi: “Le tre pietre sacre di Gerusalemme”. Le parole pronunciate dal Cardinal Ravasi hanno ripercorso il sogno biblico e la realtà ecumenica di Gerusalemme che racchiude i segni della sacralità di tre religioni “che possono diventare simboli di santità, di comunione, di incontro”, ha detto il Cardinale, che ha così concluso la sua lectio: “Il dialogo interreligioso tra i monoteismi ‘gerosolimitani’ e quello ecumenico tra cristiani d’Occidente e cristiani d’Oriente che proprio nella città di Cristo si sono per secoli divisi e osteggiati è, quindi, nell’imprinting stesso di Gerusalemme e sarà impegno costante di tutte le confessioni religiose di trasformarlo da sogno utopico in realtà storica e quotidiana”. E Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo ha commentato: “Questo appuntamento ha offerto una occasione di riflessione posta dalle parole del cardinal Ravasi, ma è stato anche un incontro che ha consentito di ricordare le molte vite dell’Anfiteatro Flavio, ben oltre quella dei giochi gladiatori”.