Pompei. All’auditorium degli scavi del parco archeologico la conferenza “Alla riscoperta degli scenari perduti dei giardini pompeiani” con Eric Morvillez, professore dell’Université d’Avignon e ricercatore associato al Centre Jean Bèrard, incontro promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei

Venerdì 19 giugno 2026, alle 17, all’auditorium di Pompei, per gli incontri della conferenza dell’Associazione Internazionale Amici di Pompei ETS, conferenza “Alla riscoperta degli scenari perduti dei giardini pompeiani” con Eric Morvillez, professore dell’Université d’Avignon e ricercatore associato al Centre Jean Bèrard, racconterà la sua ricerca, d’archivio e in loco, degli affreschi con soggetto naturalistico che decoravano le antiche domus.
Nell’antica Pompei, molti affreschi all’interno dei giardini, cancellati dal tempo, sembravano irrimediabilmente perduti nelle case già oggetto di scavi. Wilhelmina Jashemski li aveva accuratamente documentati nel suo volume Gardens of Pompei Herculaneum and the Villa destroyed by Vesuvius (1993). Durante il programma di ricerca a Napoli in delegazione, nel 2024-2025, Eric Morvillez, con la collaborazione del team del Centre Jean Bérard, si è dedicato a raccogliere archivi antichi e fotografie al fine di ricostruire l’atmosfera decorativa di questi giardini scomparsi. Grazie all’aiuto del parco archeologico di Pompei, ha potuto effettuare confronti in loco per lavorare alla ricostruzione di questi decori ormai svaniti o difficili da interpretare oggi. La conferenza si propone di presentare questo lavoro di documentazione presso gli Archivi di Pompei e il museo Archeologico nazionale di Napoli, selezionando alcuni esempi di case studiate, per le quali i primi risultati hanno permesso di cogliere molti dettagli significativi. Sono interessate diverse case, tra cui quella di Apollo (VI, 7, 23), dei Dioscuri (VI, 9, 6), di Saturnino (I, 11, 16), di Cecilio Giocondo (V, 1, 26) o della Venere in bikini (I, 11, 6.7).
Napoli. Per GEA 2026 al museo Archeologico nazionale visite ai depositi e ai laboratori di restauro. Ecco il programma

Per le Giornate Europee dell’Archeologia 2026 al museo Archeologico nazionale di Napoli, venerdì 12 giugno 2026, visita al cantiere dei depositi sotterranei (ore 11, 12 e 13), a cura di Amanda Piezzo (responsabile area tecnica); visita al deposito degli affreschi (ore 15, 16 e 17), a cura dell’archeologa Rosaria Perrella; sabato 13 giugno 2026, visita al laboratorio di restauro, a cura della responsabile Mariateresa Operetto e dell’archeologa Emanuela Santaniello (ore 11, 12 e 13); visita tematica “La grande avventura dell’archeologia”, a cura di CoopCulture (ore 17.30) ; domenica 14 giugno 2026, visita ai depositi dei vasi (ore 11, 12 e 13), a cura dell’archeologa Marialucia Giacco; visita al laboratorio di restauro (ore 15, 16 e 17), a cura della restauratrice Damiana Salier.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale riapre, dopo il restauro e il riallestimento, la sezione Numismatica, oltre seimila monete cui si aggiungono centotrenta gioielli e quattro rarissimi tessuti aurei. Il direttore Francesco Sirano: “Raccontiamo un viaggio nel tempo e nello spazio dall’antica Grecia alle grandi corti rinascimentali”

Al museo Archeologico nazionale di Napoli c’è un museo nel museo: la sezione Numismatica. Curata da Renata Cantilena e Floriana Miele, con la collaborazione scientifica di Lucia Amalia Scatozza per la sezione dedicata alle antiche gioiellerie, la Numismatica riapre al pubblico il 25 maggio 2026, alle 11.30, dopo un lungo intervento di restauro e riallestimento, grazie a un finanziamento straordinario del ministero della Cultura (PON Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025): oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, insieme a tanti altri materiali archeologici conducono il visitatore alla scoperta dell’economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno, aprendo uno spaccato su temi ancora attuali, come gli interessi sui prestiti e l’inflazione. In vista della riapertura, si è lavorato anche al risanamento degli arredi storici e alla pulitura e restauro di tutti gli esemplari esposti, così come all’aggiornamento dell’illuminazione e del sistema di videosorveglianza nelle vetrine.

“La riapertura della sezione Numismatica corona le rigorose attività di studio e ricerca nel ricchissimo Medagliere del museo Archeologico nazionale di Napoli, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati (circa 160mila), ma anche per l’estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti”, commenta il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano. “Quella che raccontiamo non è una semplice raccolta di monete, ma un vero e proprio viaggio sorprendente per la sua multiformità, un viaggio nel tempo e nello spazio che ci porta dall’antica Grecia all’Italia e alle altre regioni dell’Impero romano, dai mercati popolari alle grandi corti rinascimentali. Un viaggio, infine, anche nella storia stessa del Museo: non a caso l’allestimento è aperto simbolicamente dal busto di Giuseppe Fiorelli, principale ordinatore della sezione numismatica dell’Istituto. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall’approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato. E, a conclusione del percorso, ci aspettano i tessuti d’oro dall’area sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. che lasciano senza parole per la loro rarità. La riapertura della Numismatica segna un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione per incrementare l’offerta culturale destinata ai cittadini e a tutti i visitatori”.

L’ampliamento più significativo della sezione riguarda centotrenta gioielli in oro, metalli preziosi e gemme, esposti nuovamente dopo cinquant’anni: i raffinati esemplari (greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi), sono presentati in un percorso diacronico e, ove possibile, per contesti di ritrovamento; i gioielli testimoniano manifatture dall’alto valore artistico e socioculturale. Di eccezionale rilevanza i rarissimi tessuti aurei provenienti dagli scavi nell’area seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: si ripresentano al pubblico dopo un meticoloso restauro, realizzato in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Gli studi effettuati hanno messo in evidenza l’altissimo livello delle lavorazioni, con trame che intrecciano fili d’oro e seta selvatica; sono innovative anche le modalità di conservazione e presentazione al pubblico di queste testimonianze uniche di stoffe preziose di età imperiale.Tra le novità espositive, oltre i gioielli, figurano un prezioso ripostiglio di monete dalla Caupona di Salvius a Pompei e un’importante iscrizione funeraria di un nummularius (una sorta di cambiavalute in ambito romano).


La moneta rappresenta per tutti unità di valore, status symbol e mezzo di scambio per acquistare beni di prima necessità o durevoli e di lusso, fare investimenti e sognare acquistando un biglietto di lotteria o compilando una schedina. Benché oggi sia sempre più smaterializzata, la moneta ricopre ancora un ruolo che va ben oltre la sfera economica: si pensi all’Euro e al suo valore simbolico nella prospettiva dell’UE. La moneta ha una lunghissima storia fatta di tecnologia, controlli da parte di un’autorità, sistemi di cambio, scale di valore, simboli e immagini che diventano in alcuni casi capolavori d’arte. La moneta è sempre stata, inoltre, un vero e proprio mass medium ante litteram, di enorme importanza già prima dell’affermarsi dei moderni sistemi di comunicazione. Dal 25 maggio 2026 il luogo dove andare per conoscere il mondo della moneta dall’antichità greca fino alle collezioni rinascimentali e agli studi dell’età moderna è la sezione Numismatica del Mann.


Il “Medagliere” conserva monete, singole e associate in ripostigli, prodotte da zecche antiche greche, magno-greche, italiche, etrusche e romane, nonché dei Goti e Bizantini, di epoca longobarda e carolingia, normanna, angioina e aragonese, e ancora pertinenti alle dominazioni austro-spagnola e borbonica, e infine coniate da varie zecche estere, compresa quella pontifica. Nel loro complesso esse documentano la circolazione monetale nel Mezzogiorno d’Italia per un arco cronologico di oltre due millenni e mezzo di storia. Alle unità propriamente monetali si aggiungono, inoltre, medaglie e contorniati, sigilli, tessere e piombi dell’antichità e di epoche successive, nonché coni e punzoni della zecca reale dei Borbone. Conservata dal Cinquecento a Roma e poi a Parma, la famosa raccolta pervenne nella prima metà del Settecento nella capitale partenopea grazie a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e sovrano del Regno di Napoli dal 1734 al 1759. Questo originario fondo collezionistico fu ulteriormente accresciuto dalla dinastia borbonica, tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, in seguito agli straordinari rinvenimenti avvenuti nel corso degli scavi condotti nei territori del Regno: nelle aree vesuviana e flegrea, nel Sannio e in Campania, nell’Italia meridionale, nonché in Sicilia. Alle già cospicue raccolte borboniche si aggiunsero nel tempo altri nuclei derivanti da acquisti operati già nell’Ottocento di importanti collezioni numismatiche: quella del Duca Carafa di Noja, quella della famiglia Borgia, quella di Francesco I di Borbone, oltre al Medagliere del monastero di Monteoliveto; nonché donazioni avvenute nel Novecento delle collezioni di Emilio Stevens e di Giustino Fortunato. Notevole importanza per entità, rarità e varietà dei suoi esemplari riveste anche il fondo di monete, sigilli, tessere e medaglie, composto di oltre 35.000 unità, appartenute alla collezione Santangelo, la più grande raccolta privata costituita a Napoli tra il Settecento e l’Ottocento dal giureconsulto Francesco, incrementata dalla sua autorevole famiglia, in particolare dal figlio Nicola, Ministro dell’Interno sotto Ferdinando II, e infine ceduta nel 1864 da suo fratello, Michele, ultimo erede e appassionato numismatico, al Comune di Napoli grazie alla mediazione di Giuseppe Fiorelli, primo Direttore del Museo Nazionale di Napoli dal 1863 al 1875. Questi riuscì, con apposito Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1865, a fare affidare la custodia permanente dell’intera collezione all’Istituto partenopeo, esponendola nel 1867 in tre sale separate al primo piano dell’edificio.
Notte europea dei Musei 2026. Ecco alcune idee nei musei (da Nord a Sud): Cividale, Portogruaro, Altino, Venezia, Este, Adria, Fratta Polesine, Ferrara, Villanova di Castenaso, Firenze, Cerveteri, Tarquinia, Roma, Appia antica, Ostia antica, Tivoli, Napoli, Grande Pompei, Ercolano, Paestum, Velia, Bari, Taranto, Capo Colonna, Reggio Calabria

Cividale – museo archeologico (Ud). Il museo Archeologico nazionale di Cividale aderisce alla Notte dei Musei con una speciale apertura serale dalle 19 alle 23 (chiusura biglietteria ore 22.30) e tre turni di visite guidate dal direttore del Museo Angela Barzacconi alle 19, alle 20 e alle 21. Apertura straordinaria serale al costo simbolico di 1 euro. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0432 700700, museoarcheocividale.biglietteria@cultura.gov.it

Portogruaro – museo nazionale Concordiese (Ve). Sabato 23 maggio 2026, in occasione della Notte dei Musei, apertura straordinaria serale del museo nazionale Concordiese Portogruaro dalle 19 alle 23 con ingresso al costo simbolico di 1 euro (salvo le gratuità previste per legge). Alle 20, il museo ospita l’edizione 2026 di “Classici Contro”, in collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia e il liceo XXV Aprile di Portogruaro. Un appuntamento che unirà riflessione, teatro, letture e musica attorno al tema “TECHNE: lavoro, arte e civiltà”, mettendo in dialogo il mondo classico con le grandi questioni del presente. L’incontro vedrà susseguirsi gli interventi di Federico Bonfanti, direttore del Museo; Silvia Bigai di Aletheia Ca’ Foscari Venezia; Alberto Camerotto dell’università Ca’ Foscari; e Iacopo Meghini di Metalmont srl. La serata sarà arricchita dalle azioni sceniche, letture, musiche a cura degli studenti del liceo XXV Aprile di Portogruaro.

Altino – parco archeologico (Ve). In occasione della Notte dei Musei sabato 23 maggio 2026 apertura straordinaria del parco archeologico di Altino dalle 18 alle 22 a 1 euro. Alle 20, visita a cura dello staff del Parco alle sale espositive del museo Archeologico nazionale inclusa nel biglietto d’ingresso ed è gratuita per gli abbonati; è consigliata la prenotazione. Info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it, 0422 789443.

Venezia – museo di Palazzo Grimani. In occasione della Notte dei Musei, sabato 23 maggio 2026, il museo di Palazzo Grimani aperto dalle 18 alle 22.30 al costo di 1 euro. Alle 20, concerto “Flauto a quattro mani” a cura della Scuola di Musica antica di Venezia (SMAV) con Rita Zopf & Marco Rosa Salva, flauti dolci: suonare in duo significa sdoppiarsi e fondersi; imitare e anticipare; concordare e competere; imparare e insegnare: vogliamo mostrare questi aspetti del suonare assieme con un programma di musiche per due flauti dal XIV al XVIII secolo. La prenotazione al concerto è obbligatoria fino ad esaurimento posti e include la visita libera del Museo di Palazzo Grimani e della mostra in corso “AMOAKO BOAFO. It Doesn’t Have To Always Make Sense”.

Este – museo atestino (Pd). Al museo nazionale Atestino di Este, in occasione della Notte Europea dei Musei eccezionalmente aperto anche la sera, con un biglietto d’ingresso simbolico a 1 euro a partire dalle 19 e fino alle 23. Alle 20.30 e 22, compresa nel prezzo del biglietto, sono previste due visite guidate dal titolo “Sulla tavola degli antichi: ceramica tra arte e gusto”, a cura dello staff del Museo.

Adria – museo archeologico (Ro). Sabato 23 maggio 2026, in occasione della Notte dei Musei, al museo Archeologico nazionale di Adria “Ed ecco verso noi venir per mare”: presentazione della nuova sezione di Corte Cavanella di Loreo con il fondo di barca “cucita”. Programma della serata: alle 17.30, saluto delle Autorità; presentazione del restauro della barca “cucita” di Corte Cavanella di Loreo e del suo allestimento al museo Archeologico nazionale di Adria a cura della restauratrice (Ilaria B. Perticucci), della direzione del Museo (Alberta Facchi) e dell’università di Padova (Jacopo Bonetto); 18.30, “Immagine e simbologia della barca e della nave nella letteratura antica e moderna”, reading letterario a cura di Antonino Varvarà; 19, “Aspettando ADRIKÀ 2026”, anticipazione della seconda edizione del Festival internazionale del Cinema archeologico di Adria e del Delta, a cura del Circolo del Cinema “C. Mazzacurati” di Adria (Emanuela Finesso); 19.30, apericena presso il chiostro del Museo (costo apericena 15 euro, prenotazione obbligatoria: tel. 0426 21612; mail: drm-ven. museoadria@cultura.gov.it); dalle 20.15 alle 22.30, turni di visite guidate alla barca “cucita” a cura della restauratrice, della direzione e dello staff del Museo. Prenotazione obbligatoria (0426 21612, drm-ven.museoadria@cultura.gov.it). La nuova sezione dedicata alla barca sarà aperta al pubblico dalle 19.30, costo simbolico di ingresso al museo 1 euro).

Fratta Polesine – museo archeologico (Ro). Al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine nasce un nuovo progetto “Il museo nascosto” che sarà inaugurato in occasione della Notte dei Musei, con un’apertura straordinaria serale che unirà il museo e Villa Badoer. Alle 20.45, “Custodi dell’invisibile. Viaggio tra il museo nascosto e gli affreschi ritrovati”, visita guidata speciale, realizzata insieme ad Aqua s.r.l., che accompagnerà il pubblico tra il nuovo percorso espositivo e gli ambienti della villa palladiana, alla scoperta della sua storia, della sua architettura e degli apparati decorativi realizzati da Giallo Fiorentino. Un’occasione unica per esplorare il dialogo tra archeologia, arte e memoria del territorio… e scoprire ciò che normalmente resta invisibile. Per la partecipazione all’evento è necessario effettuare la prenotazione. Info e prenotazioni: +39 366 3240619. Poi dal 24 maggio al 30 agosto 2026 il primo episodio del percorso espositivo “Il museo nascosto”: gli oggetti dai depositi raccontano nuove storie, un percorso espositivo in più episodi che porterà il pubblico alla scoperta di reperti normalmente conservati nei depositi, testimonianze preziose che tornano a raccontare il passato del territorio attraverso nuove prospettive. Oggetti di uso quotidiano, strumenti di lavoro, tracce di commerci, produzioni artigianali e relazioni culturali offriranno ai visitatori nuove chiavi di lettura per approfondire la storia del territorio.

Ferrara – museo archeologico. In occasione della Notte dei Musei il museo Archeologico nazionale di Ferrara, alle 18, propone “Etruschi: il volto della bellezza eterna armonia”, un’esperienza immersiva dedicata al tema della bellezza nel mondo etrusco. Apertura straordinaria fino alle 21 (ultimo ingresso ore 20.30). Dalle 17, il biglietto avrà il costo di 1 euro (salvo gratuità previste per legge). L’evento sarà introdotto da una visita guidata a cura del direttore Tiziano Trocchi, che accompagnerà il pubblico in un percorso di approfondimento sul significato della bellezza nell’antichità. A seguire, i visitatori saranno coinvolti in un’esperienza multisensoriale che unirà teatro e danza per raccontare la storia attraverso suoni, movimenti e suggestioni visive. Prenotazione obbligatoria allo 0532 66299.

Villanova di Castenaso – museo della civiltà villanoviana (Bo). Sabato 23 maggio 2026, dalle 18 alle 23, nella cornice di un antico villaggio torna al MUV la tanto attesa Notte dei Musei: la musica e la danza, elementi essenziali, legati a rituali sacri, celebrazioni funerarie e festività comunitarie nel modo antico, saranno protagoniste dell’evento dal titolo Greci ed Etruschi a passo di danza. Un’occasione per immergersi nell’atmosfera suggestiva della rievocazione storica tra fuochi accesi, antiche note, balli tradizionali e cibo greco! Non mancheranno visite guidate gratuite e laboratori per bambini a tema musicale. Evento in collaborazione con l’associazione di rievocazione storica Legiones in Agro Boiorum e la comunità ellenica dell’Emilia-Romagna. Taverna con cucina greca a cura della Comunità Ellenica dell’Emilia Romagna dalle 18. Programma: dalle 18, il villaggio prende vita con tanti laboratori a tema per bambini; 19, visita guidata al Museo; 20, laboratorio di danze greche per bambini dai 6 anni; 20.30, laboratorio di danze greche per adulti; 21 e 22, visita guidata. Ingresso gratuito. Info: 051-780021 oppure muv@comune.castenaso.bo.it.

Firenze – museo archeologico. Sabato 23 maggio 2026 per la Notte dei Musei il museo Archeologico nazionale di Firenze propone “L’Egitto immaginato: viaggi, scoperte e sogni d’Oriente tra Firenze e il Nilo”, un viaggio tra suggestioni esotiche, collezioni ottocentesche e fascinazioni orientali che hanno attraversato la Firenze dei Granduchi fino alla neocapitale del Regno d’Italia. Per l’occasione due visite guidate speciali nelle affascinanti sale del Museo Egizio alle 18.30 e 20.30. Apertura serale straordinaria dalle 18 alle 22 (ultimo ingresso ore 21.15). Ingresso simbolico a 1 euro. Inoltre saranno eccezionalmente esposti documenti e materiali normalmente non visibili al pubblico.

Cerveteri e Tarquinia – parco archeologico (Vt). Per la Notte dei Musei, sabato 23 maggio 2026 il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia in programma numerose iniziative. A Cerveteri, in sala Ruspoli, alle 18.30, presentazione del restauro e della ricomposizione del monumentale arredo sacro del IV secolo a.C. denominato Delfini guizzanti. Al museo Archeologico nazionale Cerite, dalle 20 alle 23, presentazione al pubblico del monumento illustrato in sala Ruspoli, e visita guidata gratuita alle collezioni del Museo. Al museo Archeologico nazionale di Tarquinia, alle 21, visita guidata al museo. Musei del Pact aperti dalle 19 alle 23 al costo simbolico di 1 euro.

Roma – museo nazionale Romano. Sabato 23 maggio 2026 torna la Notte Europea dei Musei. Il museo nazionale Romano aderisce all’iniziativa con l’apertura straordinaria delle sue sedi dalle 19 alle 22.30 e un programma serale di eventi, al costo simbolico di 1 euro. Terme di Diocleziano, alle 20, percorsi didattici a cura del personale del Museo: Le Terme di Diocleziano e la Certosa di Santa Maria degli Angeli; visite alla mostra “Metamorphoses” di Wu Jian’an con il curatore Umberto Croppi; mostra “Nuovi recuperi al Museo dell’Arte Salvata” nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano. Palazzo Massimo, alle 20 e 21, “Have a great time”, performance di Riccardo Vannuccini di Artestudio; alle 20.30 e 21.30, visita alla mostra “Memorie sommerse. I bronzi del Ponte di Valentiniano” con la curatrice Agnese Pergola; alle 19 e 21, visita alla mostra fotografica del Premio Fotografia al Femminile – I AM / IO SONO con i curatori Maria Cristina Valeri e Alex Mazzenga di Roma Fotografia. Palazzo Altemps, alle 20 e 21, recital lirico dei giovani talenti di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma. Tutte le attività sono incluse nel costo del biglietto.

Roma – museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Sabato 23 maggio 2026 il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia partecipa alla Notte dei Musei con una apertura straordinaria dalle 20 alle 24. Ingresso al costo simbolico di 1 euro. Biglietti acquistabili a partire dalle 19.30. Ultimo ingresso ore 23. Chiusura sale espositive ore 23.30. Concerto compreso nel biglietto. Posti a sedere limitati. Sarà possibile assistere al concerto seduti sulle panchine o sul prato. In programma visite guidate a cura del personale comprese nel costo del biglietto. Alle 21, concerto “Una Notte tra Musei, Miti e Radici” in collaborazione con il Coro Astra, a cura di Hanna Lee, soprano; Marta Del Bianco, soprano; Adriano Gentili, tenore; al pianoforte il M° Massimiliano Franchina. A pochi giorni dal Fascination of Plants Day, la giornata internazionale nata per avvicinare le persone al mondo delle piante e promuovere l’importanza della ricerca scientifica, Villa Giulia si trasforma in un palcoscenico di luci e profumi. Le arie più celebri risuoneranno tra il cortile e l’emiciclo di Villa Giulia, invitando il pubblico a riscoprire la bellezza in ogni sua forma: dal patrimonio culturale custodito nelle sale al respiro eterno della natura, alla magia della musica. Fra fiori, alberi e piante ornamentali, Villa Giulia doveva un tempo affascinare e stupire i suoi ospiti. Di quella varietà di specie vegetali resta traccia straordinaria negli affreschi dell’Emiciclo. Gelsomini, rose e viti nelle decorazioni sono lì a ricordarci il passato di Villa Giulia. Un concerto per celebrare la vita che fiorisce, sospesi tra l’eco del mito e l’incanto del presente.

Roma – musei di Roma capitale. Sabato 23 maggio 2026 si potrà ascoltare jazz ai musei Capitolini, assistere a spettacoli di danza alla Centrale Montemartini, vivere performance all’Ara Pacis, scoprire concerti e spettacoli nei cortili dei musei e visitare mostre e luoghi della cultura in tutta la città. Oppure si può semplicemente vivere Roma, tutta in una notte. Torna la Notte dei Musei, uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno: 70 spazi culturali e 150 appuntamenti tra musica, arte, teatro, danza e performance da vivere fino a tardi. Link al programma completo: http://www.museiincomuneroma.it/…/notte-dei-musei-2026. Per l’occasione i Musei Civici saranno aperti dalle 20 alle 2 (ultimo ingresso ore 1) e accessibili al costo simbolico di 1 euro per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, 2 euro per i non residenti e gratuitamente per i possessori della #RomaMiCcard.

Roma – fonte di Anna Perenna. In occasione della Notte dei Musei apertura straordinaria serale della Fonte di Anna Perenna. Rinvenuta durante i lavori di realizzazione di un parcheggio in piazza Euclide, la Fonte di Anna Perenna è la testimonianza dell’antico culto della dea delle origini celebrata in occasione del Capodanno romano. Con una illuminazione suggestiva che rievoca le acque della fonte, il sito archeologico sarà aperto gratuitamente dalle 18 alle 22 con visite guidate (18.15, 19.15, 20.15, 21.15). Prenotazione obbligatoria compilando gli appositi moduli disponibili ai seguenti link: Turno delle 18.15 https://forms.gle/mZZGmhEyNmyrRU4c9; Turno delle 19.15 https://forms.gle/N75XJMFjdPAyh27z5; Turno delle 20.15 https://forms.gle/6fiZsUxM74hLN1mE9; Turno delle 21.15 https://forms.gle/ovkNo3fGMezQ93fQ6.

Roma – Arco di Malborghetto. Sabato 23 maggio 2026 per la Notte dei Musei apertura straordinaria dell’ARCO DI MALBORGHETTO dalle 17.30 alle 20.30, con ultimo ingresso alle 19.30, per visite libere gratuite e senza prenotazione. Occasione per visitare anche la mostra “Malborghetto: memorie archeologiche di giubilei e pellegrini” che per la prima volta espone testimonianze dei viaggiatori in cammino verso Roma provenienti dal nord e le armi della battaglia di Ponte Milvio.

Appia antica – parco archeologico (Roma). Sabato 23 maggio 2026, alle 18, in occasione della Notte dei Musei, al Complesso di Capo di Bove in via Appia Antica 222 a Roma, presentazione del libro di Rita Paris (Gangemi Editore) e del documentario “Le lettere d’amore dell’Appia antica”, prodotto da Invisible Citiesl relativo alla segreta storia d’amore affidata alla custodia silenziosa di un monumento lungo la via Appia. Le lettere, trascritte con cura, restituiscono una storia d’amore vissuta con sentimento intenso e tormentato tra il 1926 e il 1928, ricostruita dall’autrice attraverso la voce del personaggio maschile e approfondite ricerche in archivio. La scelta del protagonista di affidare proprio alla Via Appia la conservazione di questo scambio epistolare aggiunge un interesse speciale ai documenti: la strada viene percepita come luogo dell’anima, con la certezza che nulla sarebbe andato perduto per sempre. Il progetto — che oltre all’edizione integrale comprende anche la pubblicazione dell’intero carteggio digitalizzato su MUVI APPIA — si arricchisce ora di un ineditodocumentario, realizzato con il coordinamento di Imagineear, la regia di Raffaella Ottaviani e lo script di Giovanni Carrada, e che sarà presentato al pubblico in anteprima in occasione della Notte dei Musei. Intervengono: Luigi Scaroina, Direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, Rita Paris, archeologa e curatrice del volume, Lorenza Campanella, curatrice del progetto di valorizzazione.

Ostia antica – parco archeologico (Roma). In occasione della Notte Europea dei Musei, sabato 23 maggio 2026 saranno aperti al pubblico il Castello di Giulio II e il museo delle Navi di Fiumicino, con biglietto al prezzo simbolico di 1 euro. Al Castello l’occasione sarà propizia per visitare la mostra “IN HOC SIGNO” che aprirà al pubblico giovedì 21 maggio. Il Castello di Giulio II prolunga così il suo orario di visita dalle 19.30 alle 00.30 (ultimo ingresso alle 00.00) mentre il museo delle Navi di Fiumicino apre dalle 19.30 alle 00.20 (ultimo ingresso ore 23.50).

Tivoli – villa Adriana e villa d’Este (Roma). L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ (Tivoli) aderisce, sabato 23 maggio 2026, all’edizione 2026 della Notte Europea dei Musei, la prestigiosa iniziativa che prevede l’apertura serale dei luoghi della cultura al costo simbolico di 1 euro. Per l’occasione, si potrà accedere a Villa Adriana, a Villa d’Este e al Santuario di Ercole Vincitore anche nelle ore serali, oltre il tradizionale orario di chiusura. A Villa d’Este, cancelli aperti a un euro dalle 19.45 alle 23.45 (ultimo ingresso ore 22.45); a Villa Adriana l’accesso a un euro sarà consentito dalle 19.30 alle 23.30 (ultimo ingresso 22.30); infine, al Santuario di Ercole Vincitore si potrà accedere, al costo di un euro, già a partire dalle 19 e fino alle 23 (ultimo ingresso ore 22). In occasione della Notte Europea dei Musei, il patrimonio archeologico di Tivoli si trasformerà inoltre in un palcoscenico d’eccezione, ospitando due eventi originali — rispettivamente a Villa Adriana e al Santuario di Ercole Vincitore — dedicati all’innovazione dei linguaggi performativi e alla creatività contemporanea. Un’iniziativa che conferma il ruolo dell’Istituto VILLÆ come centro dinamico di produzione culturale. A Villa Adriana, al Tempio di Venere, andrà in scena “Autoapologia di Socrate” di Woody Allen, con tre repliche alle 20, 20.45 e 21.30. L’ingresso è incluso nel biglietto di 1 euro e prevede al massimo 30 persone per turno. Un Socrate inedito, nevrotico e sorprendente prende vita nell’adattamento di Antonello Avallone. La pièce, a cura della Compagnia delle Arti srl, offre un ritratto surreale del filosofo alla vigilia della morte, mescolando ironia pungente e riflessione contemporanea in una cornice monumentale di rara suggestione.

Tivoli – santuario di Ercole Vincitore (Roma). Al Santuario di Ercole Vincitore, alle 19.30, il Teatro ospiterà “L’eco di Eva nel tango”, performance dedicata al tango argentino come linguaggio di emancipazione. Attraverso musica, parole e danza, il duo rende omaggio alle pioniere e alle autrici contemporanee, trasformando il Santuario in una milonga intensa, ricca di memoria e partecipazione. Anche in questo caso per assistere allo spettacolo basterà acquistare il biglietto di 1 euro (fino a esaurimento posti). Nell’eventualità di pioggia lo spettacolo si svolgerà all’interno del Museo.

Napoli – museo archeologico. Sabato 23 maggi 2026, in occasione della Notte Europea dei Musei 2026, il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà aperto, in continuità, con orario prolungato fino alle 23.30. Dalle 19 alle 22.30 il biglietto avrà il costo simbolico di 1 euro, salvo gratuità previste per legge. Dalle 20.00 sarà aperta in anteprima la sezione Numismatica e oreficerie, che sarà poi nuovamente fruibile dal prossimo 25 maggio, data di inaugurazione ufficiale. In questa imperdibile occasione, il Mann offre al pubblico due speciali visite guidate gratuite alla sezione, a cura dello staff scientifico alle 20.30 e 21.30. La prenotazione per le visite può essere effettuata in loco, a partire da mezz’ora prima di ciascun evento. Possibile ammirare le collezioni permanenti e, al terzo piano, la mostra “Parthenope. La Sirena e la città”, che presenta al pubblico oltre duecentocinquanta opere, dal secolo VIII a.C. alla contemporaneità, per raccontare il mito multiforme delle sirene e le origini della città di Napoli. Da non perdere, in Atrio, l’allestimento “L’eco di Artemide”, che mette in dialogo la celebre scultura dell’Artemide Efesia del MANN con un biscuit settecentesco di Filippo Tagliolini, opera di recente acquisita nelle collezioni del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Alle 21, una coinvolgente visita performativa “MANN…aggia al Vulcano – “Pompei79” a cura di Coopculture: 10 euro. In compagnia di due personaggi che vengono evocati dal passato, il pubblico sarà guidato in un viaggio tra le sale del Mann, per riscoprire la quotidianità di Pompei poco prima dell’eruzione del 79 d.C. I visitatori diventano viaggiatori nel tempo e osservatori privilegiati di un’umanità buffa e tenera, incastrata nei suoi rituali, tra superstizioni, pettegolezzi e problematiche quotidiane. E proprio mentre si ride di situazioni appartenute ad un’epoca lontana, ma quanto mai attuali, percorrendo le collezioni, custodite al MANN, di suppellettili e decorazioni dalle città vesuviane…accade qualcosa di inaspettato! Info e prenotazioni: tel. 081 009 88 00 o in loco fino a esaurimento posti. Dalle 19 il MANNcaffè offre al pubblico un aperitivo a base di prosecco o vino e tarallo napoletano al costo speciale di 6 euro.

Grande Pompei – parco archeologico (Na). In occasione della Notte dei Musei 2026, sabato 23 maggio torna l’appuntamento con le visite serali nei siti archeologici della Grande Pompei. In particolare, la Villa di Poppea a Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il museo Archeologico “Libero D’Orsi” a Stabia, Villa Regina con l’Antiquarium a Boscoreale e il sito archeologico di Pompei con due percorsi, saranno accessibili dalle 19.30 alle 23.30 con ultimo ingresso alle 22.30 al costo di 1 euro (riduzioni e gratuità come da normativa). Anche quest’anno a Pompei la visita si sdoppia in due itinerari. Uno prevede l’accesso all’esposizione dei calchi delle vittime dell’eruzione e non solo, presso la Palestra Grande con performance “Pompei. Persone di gesso” e visita ad alcune dimore urbane del lato orientale della città antica, mentre l’altro include la Villa dei Misteri, da dove poi si potrà raggiungere in navetta il sito di Boscoreale. Il costo è di 1 euro per ciascuno dei due itinerari. È consigliata la prenotazione on-line su www.vivaticket.it.

Il primo percorso a Pompei prevede l’ingresso da piazza Anfiteatro. Si parte con la visita alla Palestra Grande e al nuovo allestimento dedicato all’eruzione, ai reperti organici e alle vittime di Pompei, dallo scorso marzo ospitato nei portici nord e sud. Nel giardino dell’edificio, invece, i visitatori potranno assistere alla performance teatrale “Pompei. Persone di gesso”. La visita prosegue con una passeggiata in tre domus, fra le più raffinate di Pompei. Tra queste, ci sono i Praedia di Giulia Felice, una vera e propria villa urbana con ampio giardino e dallo scenografico porticato con colonne in marmo scanalate. C’è poi la Casa della Venere in Conchiglia, che prende nome dal grande affresco posto su una parete del giardino. Infine la Casa di Loreio Tiburtino, caratterizzata da un grande canale ad imitazione di un paesaggio nilotico e da quadretti mitologici dalle Metamorfosi di Ovidio. Durata del percorso: circa 1 ora. Orari dalle 19.30 alle 23.30 con ultimo ingresso alle 22.30. I calchi delle persone che persero la vita nell’eruzione saranno al centro della performance scritta dall’archeologa Valentina Cabiale, tratta dal testo “Pompei. Persone di gesso”, pubblicato nel volume “Terra invece che aria. Archeologia a teatro”, prodotta dalla compagnia teatrale “Lo stagno di Goethe”, in scena Chiara Galliano. Si tratta di un monologo che ha come tema la difficoltà di prendere una posizione etica, netta, di fronte ai calchi: la discussione tra chi li considera reperti come gli altri e chi valuta come amorale l’equiparazione a manufatti archeologici. Ci si chiede se sia corretto esporli e se esista un modo di esporli più dignitoso di un altro, visto che il giudizio è che siano scandalosi, come del resto è scandaloso nella vita di tutti i giorni il guardare il dolore degli altri. L’autrice arriva alla conclusione che, in fondo, abbia ragione Primo Levi a considerare “fortunate” le vittime di Pompei, perché di loro è almeno rimasta una traccia materiale, diversamente da chi è morto nei forni crematori o chi muore nelle guerre, senza poter essere seppellito e compianto. L’altro itinerario consentirà invece di visitare la Villa dei Misteri a Pompei e la Villa Regina a Boscoreale con l’annesso Antiquarium, dove è anche esposto il carro cerimoniale nella sala dedicata alla villa suburbana di Civita Giuliana, tuttora in corso di scavo.

Ad Oplontis l’Archeoclub d’Italia aps-sede di Torre Annunziata “Mario Prosperi” propone per la “Notte dei Musei”, itinerari guidati gratuiti nella villa di Poppea in collaborazione con il Gruppo Storico Oplontino. Durante gli itinerari i visitatori potranno approfondire la storia di Ottavia e Poppea, le mogli dell’imperatore, avvicinarsi a banchetti didattici con vasi, lucerne, vetri e gioielli e assistere, alla presenza di Nerone e della sua corte, al monologo intitolato “Ottavia: la voce perduta dell’impero”. Si inizia alle ore 19,30 con ultimo itinerario guidato alle ore 22,00. Per la visita alla Villa di Poppea ultimo ingresso ore 22,30. Non è necessaria prenotazione.

A Boscoreale, oltre all’accesso alla Villa Regina e all’Antiquarium è in programma l’iniziativa “Suoni della Preistoria e dell’Antichità” presso l’Auditorium dell’Antiquarium: laboratorio didattico aperto a tutti a cura di Walter Maioli e Carmine di Biasi (Archeo Cilento), dalle ore 19,30 alle ore 23,30 (ultimo ingresso 22,30). Non è necessaria prenotazione.

Al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, infine, sono previste visite guidate gratuite a cura dell’associazione Antica Necropoli di Stabiae Madonna delle Grazie. I soci e le guide dell’associazione accompagneranno gratuitamente i visitatori lungo il percorso espositivo del Museo secondo due turni di visita: ore 20,00 e ore 21,00. Per maggiori info: anticanecropolidistabiae@gmail.com

Ercolano – parco archeologico (Na). Il parco archeologico di Ercolano partecipa alla Notte Europea dei Musei 2026, giunta alla sua ventesima edizione, con orari prolungati e ingresso a tariffa simbolica di 1 euro, salvo le gratuità previste dalla legge. Per la serata del 23 maggio 2026, dalle 20 alle 24, il Parco propone un programma ricco che intreccia visita guidata alle collezioni, narrazione mitologica, poesia contemporanea e attività didattiche, coinvolgendo attivamente le scuole del territorio nell’ambito del Patto locale per la lettura della città di Ercolano e della campagna nazionale Il Maggio dei Libri, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura del MiC. Apertura straordinaria dell’Antiquarium e del Padiglione della Barca: il personale scientifico del Parco accompagnerà i visitatori con lezioni in situ alle collezioni, offrendo un racconto diretto e approfondito dei capolavori custoditi nelle due strutture, solitamente non visitabili in orario serale. L’accesso al sito è possibile da corso Resina 187 e da via dei Papiri Ercolanesi 19. Ultimo ingresso alle 23. Lettura teatralizzata: “Ercole e l’Idra di Lerna” — Scuola primaria “Peter Pan” di Ercolano: i bambini della scuola primaria “Peter Pan” di Ercolano porteranno in scena una lettura teatralizzata dedicata all’infanzia di Ercole e alla sua lotta contro l’Idra di Lerna, tratta da Le fatiche di Ercole. La mitologia per gioco di Valentina Orlando. La performance si svolgerà al piano terra dell’Antiquarium, di fronte alla straordinaria fontana in bronzo raffigurante l’Idra, originariamente collocata al centro della piscina della grande Palestra di Ercolano e oggi tra i pezzi più suggestivi della collezione. Un dialogo tra i piccoli lettori e il capolavoro bronzeo che ha ispirato il racconto: il mito dell’eroe fondatore della città antica prende vita davanti ai nostri occhi. Lettura da “Canto per l’Europa” di Paolo Rumiz — Istituto Superiore “Adriano Tilgher” di Ercolano. Gli studenti dell’Istituto Superiore “Adriano Tilgher” di Ercolano — con il quale il Parco ha attivato una Convenzione per percorsi di Formazione Scuola Lavoro — leggeranno passi scelti da Canto per l’Europa di Paolo Rumiz. In questo poema epico-moderno il mito antico diventa strumento per leggere il presente: il viaggio di una ragazza attraverso il Mediterraneo si trasforma in un racconto sulle origini dell’Europa e sulle sue fratture attuali, tra migrazioni, confini e memorie condivise. La lettura si svolgerà lungo il viale di accesso al sito: i versi accompagneranno i visitatori come una soglia sonora, un invito a interrogarsi sul significato contemporaneo dell’identità europea prima ancora di varcare l’ingresso dell’antica città romana.

Ercolano – Villa Campolieto. A Villa Campolieto: attività animate alla mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”. In parallelo, in collaborazione con Coopculture, la serata si estende agli spazi di Villa Campolieto (corso Resina 283, Ercolano), dove la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” resterà aperta e accessibile fino alle ore 24:00, con due attività appositamente programmate. Ore 20: “Il piatto perfetto” | Visita/laboratorio (durata 120′). I partecipanti diventeranno aspiranti nutrizionisti scoprendo l’importanza di un’alimentazione equilibrata attraverso la visita guidata alla mostra. Dopo una breve introduzione sui gruppi alimentari e sui loro benefici, riceveranno sagome che riproducono alimenti dell’antichità e, al termine del percorso, dovranno comporre il piatto più equilibrato possibile. Per i più piccoli, la possibilità di realizzare le sagome in laboratorio. Per tutti, famiglie comprese. Attività gratuita con biglietto d’ingresso alla Villa al costo di 1 euro. Ore 22: “Panem et Condimenta: ricette, rimedi e curiosità” | Lettura animata (durata 90′). Un viaggio tra sapori, usanze e curiosità sull’alimentazione romana, guidato da parole tratte dalle fonti antiche. Attraverso una lettura drammatizzata emergono i consigli severi di Catone sulla dieta contadina, le osservazioni di Varrone, le tecniche di Columella, i bizzarri rimedi di Galeno e gli esotici condimenti di Plinio. Dalle umili zuppe di farro ai raffinati banchetti speziati, il racconto intreccia gastronomia e cultura: un’esperienza coinvolgente che svela come il cibo fosse molto più di un bisogno — un’arte, una medicina e persino uno strumento di potere. Per tutti. Attività gratuita con biglietto d’ingresso alla Villa al costo di 1 euro. Prenotazioni sul sito di Coopculture: https://www.coopculture.it/it/poi/parco-archeologico-di-ercolano/. Biglietteria a Villa Campolieto: villevesuviane.net/le-ville/villa-campolieto

Paestum e Velia – parchi archeologici (Sa). La Notte Europea dei Musei torna nei Parchi archeologici di Paestum e Velia con un appuntamento speciale che intreccia scoperta, archeologia e suggestione. Sabato 23 maggio 2026 i siti apriranno straordinariamente al pubblico dalle 20 fino a mezzanotte (ultimo ingresso ore 23.30), al costo simbolico di 1 euro, offrendo l’occasione di vivere questi luoghi in una dimensione completamente diversa, quando il buio restituisce un ritmo più lento e raccolto. A Paestum, la serata si arricchisce di un’esperienza unica: “Visita sotto le stelle al cantiere di scavo del Tempietto dorico scoperto presso le mura occidentali di Paestum”, un’occasione rara per osservare da vicino il lavoro archeologico e scoprire un luogo ancora in fase di studio e ricerca. Le visite, in programma alle 20.30, 21.30 e 22.30, saranno a cura del direttore Tiziana D’Angelo e dei funzionari archeologi Maria Boffa e Silvio Leone. Sarà inoltre visitabile l’area del Santuario meridionale con il Tempio di Nettuno e la Basilica, tra i luoghi più iconici del sito. A Velia, appuntamento con “Velia: sinfonia d’ombre e versi”, una passeggiata notturna nel quartiere meridionale della città, un invito a lasciarsi guidare dall’atmosfera serale tra silenzi, suggestioni e tracce antiche che emergono lentamente nella notte. Le visite si terranno alle 20.30 e 21.30. Sarà inoltre possibile visitare in apertura straordinaria la parte bassa dell’area archeologica, per attraversare Velia sotto una luce inedita e lasciarsi sorprendere dalla magia della notte.

Bari – Palazzo Simi. La soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari partecipa alla Notte dei Musei aprendo straordinariamente la sede di Palazzo Simi con delle visite guidate alla mostra “IL MARE OLTRE LA RIVA. Archeologia e identità del litorale barese” per turni alle 19, 20, 21. Accesso gratuito senza prenotazione. L’iniziativa ha l’obiettivo di incrementare la sensibilità collettiva verso la tutela del patrimonio costiero e subacqueo, interpretando il mare non solo come risorsa ecologica, ma come un vero e proprio “paesaggio culturale”. Il percorso espositivo si snoda attraverso reperti provenienti da attività di tutela, indagini subacquee, consegne spontanee e confische legate alla circolazione illecita di beni culturali.

Taranto – museo archeologico. Sabato 23 maggio 2026, in occasione della Notte europea dei Musei, il MArTA ospita PlaneTaras per un appuntamento dedicato all’Universo, tra astronomia, mito e archeologia. Dalle 19.30 ingresso a 1 euro, salvo gratuità previste. Approfondimenti alle 20, 21 e 22. Max 20 partecipanti per turno. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti al numero 099 4532112, indicando nome e cognome, email, telefono e numero di partecipanti. Dal chiostro alle sale del Museo, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio dalla Via Lattea agli abissi intergalattici, con planetario, modellini in scala e osservazione al telescopio di Giove e della Luna. Seguirà una visita tematica didattica, con l’accompagnamento dello staff del MArTA, dedicata ai reperti archeologici che raccontano storie di divinità ed eroi legati alle costellazioni, con un focus sulla costellazione della Vergine e sulla nascita della Via Lattea.

Capo Colonna – museo archeologico (Kr). Sabato 23 maggio 2026, in occasione della Notte Europea dei Musei, il museo Archeologico nazionale di Capo Colonna sarà aperto dalle 19 alle 23. Inoltre, alle 20, passeggiata guidata tra le sale del museo con il personale dei Parchi.

Reggio Calabria – museo archeologico. Il MArRC partecipa alla Notte dei musei con un’apertura straordinaria serale dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso alle 23.30) al costo di 1 euro. Per l’occasione, il Museo arricchisce la proposta culturale offrendo gratuitamente due visite guidate. Alle 21, laboratorio di didattica universale organizzato nell’ambito del progetto M.I.R.A. – Museo Inclusivo Ricerca e Accessibilità. Alle 22, “La Notte della Magna Grecia”, uno speciale percorso tematico condotto dal personale del Museo, alla scoperta di storie, curiosità e tesori dell’antica Magna Grecia nella suggestiva atmosfera della notte. Un’occasione speciale per vivere il Museo tra cultura, scoperta e condivisione.
Milano. Alla Fondazione Luigi Rovati apre la mostra “Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso” a cura di Salvatore Settis che intreccia archeologia, storia dell’arte e teoria dell’immagine. Per la prima volta esposta la fronte di un sarcofago romano (collezione Brenta-Torno) con i due rilievi laterali (museo Archeologico nazionale di Firenze)

Il 13 maggio 2026 alla Fondazione Luigi Rovati di Milano apre “Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso”, una mostra a cura di Salvatore Settis che intreccia archeologia, storia dell’arte e teoria dell’immagine. Il cuore della mostra è un gesto: quello della disperazione, con le braccia protese all’indietro. Un’immagine che nasce in età romana, scompare per oltre un millennio e riemerge nel XIII secolo, arrivando fino alla modernità. Per la prima volta esposta al pubblico la straordinaria fronte di un sarcofago romano (170-180 d.C.) della collezione Brenta-Torno, un racconto scolpito che attraversa la caccia al cinghiale di Calidone, il conflitto familiare e la tragica morte di Meleagro. Nella mostra sono esposti anche i due rilievi laterali originali, oggi conservati al museo Archeologico nazionale di Firenze, proponendone per la prima volta il confronto diretto con la fronte principale. Questa ricomposizione consente di verificare l’unità originaria del monumento e di comprenderne appieno la costruzione narrativa. Un ulteriore elemento di rilievo è lo studio dell’iscrizione del XIII secolo, che attesta il riutilizzo medievale del sarcofago e ne consente una più precisa contestualizzazione storica.

Accanto alla dimensione archeologica, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura, generalmente femminile, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro, espressione codificata di disperazione. Nato in età romana e attestato in un vaso d’argento da Pompei, esposto in mostra e proveniente dal museo Archeologico nazionale di Napoli, questo gesto scompare per oltre un millennio, per riemergere improvvisamente nel XIII secolo. La sua ricomparsa è documentata in opere fondamentali della storia dell’arte, dalla Strage degli Innocenti di Nicola Pisano alla Lamentazione di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, fino alle reinterpretazioni moderne, tra cui Guernica di Pablo Picasso, documentata in mostra attraverso una selezione di disegni preparatori e il manifesto della storica esposizione milanese del 1953 a Palazzo Reale. Nel percorso, infine, un riferimento al pensiero di Aby Warburg, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico, sintetizzato nel concetto di Pathosformel. Pur concentrandosi su un riuso più tardo, in un monumento funebre (ca. 1485) attribuito a Giuliano da Sangallo per la Cappella Sassetti in Santa Trinita a Firenze, Warburg fu tra i primi a riconoscere nella figura dolente dei sarcofagi di Meleagro una fonte decisiva per la riattivazione di questo stesso gesto dopo un lungo oblio. Questo passaggio è rappresentato in mostra nelle tre tavole del Bilderatlas Mnemosyne, nella più recente ricostruzione di Axel Heil e Roberto Ohrt. La mostra “Storia di un gesto” propone dunque un’indagine che unisce archeologia, storia dell’arte e teoria dell’immagine, offrendo al pubblico una prospettiva inedita sulla continuità e trasformazione dei linguaggi figurativi dall’antichità al contemporaneo.

Il restauro conservativo dei tre rilievi con il mito di Meleagro, originariamente parte di un unico sarcofago romano e oggi divisi tra la collezione Brenta-Torno e il museo Archeologico nazionale di Firenze, ha restituito leggibilità e unità visiva al monumento dopo secoli di vicende conservative differenziate. L’intervento, a cura dello studio Anna Lucchini e di Francesca Siena e frutto di approfondite indagini storico-scientifiche e di una pulitura selettiva delle superfici, ha consentito di recuperare l’integrità materica delle opere e di far riemergere dettagli iconografici e tecnici finora compromessi dal degrado e da restauri precedenti. Un’operazione che rappresenta anche un importante momento di studio, capace di ricostruire nuove pagine della storia del sarcofago e dei suoi riusi nel tempo.

La mostra è stata l’occasione anche per un intervento di restauro per la Coppa con Semele Morente in prestito dal museo Archeologico nazionale di Napoli. L’intervento, a cura di Artes, ha restituito piena leggibilità al manufatto, rimuovendo le sostanze degradate e stabilizzando le fratture. L’opera è stata consolidata e protetta con materiali reversibili, assicurando il mantenimento del suo stato di conservazione ottimale.
Napoli. Nell’atrio del museo Archeologico nazionale presentazione dell’allestimento “L’eco di Artemide”, frutto della collaborazione tra il Mann e il Museo e Real Bosco di Capodimonte

Mercoledì 13 maggio 2026, alle 11.30, nell’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli, sarà inaugurato l’allestimento “L’eco di Artemide”, frutto della collaborazione tra il Mann e il Museo e Real Bosco di Capodimonte. L’esposizione, che sarà visibile sino all’8 giugno 2026, mette in dialogo la statua dell’Artemide Efesia con un biscuit appena acquisito da Capodimonte. Interverranno Francesco Sirano (direttore del Mann) e Eike Schmidt (direttore di Capodimonte).
Napoli. Al museo Archeologico nazionale per il “Maggio dei monumenti di Napoli” visita guidata alla mostra “Parthenope. La Sirena e la città” con CoopCulture

Il “Maggio dei monumenti di Napoli” fa tappa al museo Archeologico nazionale di Napoli. Sabato 9 e sabato 23 maggio 2026, alle 16, CoopCulture offre una visita guidata alla mostra “Parthenope. La Sirena e la città” ai possessori di regolare titolo di accesso al Museo. Attraverso una selezione tra le 250 opere della mostra si snoda un percorso di conoscenza che svela il rapporto eterno tra la sirena e la città. Dall’Odissea all’archeologia urbana, dalla metamorfosi iconografica da donna a uccello a donna pesce, il gruppo sarà condotto da un archeologo che intreccerà i fili e ordirà la trama di una storia ricca di sorprese. Per info e prenotazioni: 0810098800, tour@coopculture.it.
Ponti dal 25 aprile al ponte del 1° maggio (con #domenicalmuseo): 1,4 milioni i visitatori registrati in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 46.598 + 79.245: 125.843 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (37.707 + 63.823: 101.530 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (29.185 + 54.172: 83.357 ingressi)


Straordinaria partecipazione nei luoghi della cultura statali dal 25 aprile al ponte del 1° maggio 2026. Quasi 1,4 milioni i visitatori registrati in musei, parchi archeologici e siti culturali su tutto il territorio nazionale. Il risultato evidenzia come i weekend festivi rappresentino un’occasione privilegiata di accesso al patrimonio culturale, favorendo una fruizione diffusa e partecipata, anche grazie alle aperture straordinarie e alle iniziative promosse su scala nazionale. Il dato conferma il forte interesse per l’offerta culturale italiana e l’efficacia delle iniziative di valorizzazione e promozione, in conformità con le linee strategiche indicate dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. In particolare, il 25 aprile 2026 si sono registrati 320.879 ingressi; il 1° maggio 2026, 249.431; e la “Domenica al museo” del 3 maggio 2026 ha fatto segnare 372.790 ingressi. Complessivamente, il 25 e 26 aprile 2026 si contano 542.986 visitatori. Nel ponte del 1° maggio (1–3 maggio 2026) gli accessi sono stati 870.241. Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 46.598 + 79.245: 125.843 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (37.707 + 63.823: 101.530 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (29.185 + 54.172: 83.357 ingressi) che torna sul podio.

Al parco archeologico di Erciolano più di 16mila visitatori nei ponti del 25 aprile e 1° maggio 2026 (foto paerco)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici per il fine settimana del 25 aprile. Colosseo. Anfiteatro Flavio 46.598 ingressi; Foro Romano e Palatino 37.707; area archeologica di Pompei 29.185; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 26.363; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.185; parco archeologico di Ercolano 6.055; museo e area archeologica di Paestum 5.580; Terme di Caracalla 4.993; Villa Adriana 4.910; area archeologica di Ostia antica 3.683; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.553; Terme di Diocleziano 2.416; museo Archeologico nazionale di Taranto 2.201; Complesso monumentale della Pilotta 1.993; museo Archeologico di Venezia 1.936; Villa della Regina 1.799; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1. 654; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.640; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.581; Palazzo Massimo 1.486; Museo di Palazzo Grimani 1.480; parco archeologico di Siponto 1.172; Palazzo Altemps 1.168; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.059; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 1.040.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici per il fine settimana del 1° maggio. Colosseo. Anfiteatro Flavio 79.245; Foro Romano e Palatino 63.823; area archeologica di Pompei 54.172; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 41.044; museo e area archeologica di Paestum 10.818; parco archeologico di Ercolano 10.485; museo Archeologico nazionale di Napoli 9.572; Terme di Caracalla 8.696; Villa Adriana 7.589; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 7.351; area archeologica di Ostia antica 6.907; museo Archeologico di Venezia 5.632; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 5.269; Terme di Diocleziano 4.674; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.381; museo dell’arte salvata 3.329; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 3.286; Villa della Regina 3.112; Palazzo Massimo 2.804; museo Archeologico nazionale di Taranto 2.596; Palazzo Altemps 2.315; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 2.236; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 2.127; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 2.051; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.637; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.502; Museo di Palazzo Grimani 1.487; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.353; parco archeologico di Cuma 1.352; mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.313; area archeologica del Teatro romano di Benevento 1.260; Anfiteatro e Teatro Romano di Lecce 1.249; Ostia antica – Castello Giulio II 1.197; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 1.182; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.031.
Napoli. A Palazzo Gravina presentazione del libro “MANN. Architettura, storie, restauro” a cura di Bianca Gioia Marino
Martedì 5 maggio 2026, alle 15.30, nell’aula magna di Palazzo Gravina in via Monteoliveto 3 a Napoli, sede del dipartimento di Architettura dell’università “Federico II”, presentazione del libro “MANN. Architettura, storie, restauro” a cura di Bianca Gioia Marino (Paparo edizioni, 2024), che accoglie gli esiti e le attività di studio e di terza missione maturate nell’ambito di una indagine interdisciplinare che ha coinvolto diversi dipartimenti dell’Ateneo federiciano, di Suor Orsola Benincasa, istituti di ricerca come il CNR IRISS e ITC, in cooperazione con il museo Archeologico nazionale di Napoli (Mann). Relazionano Cettina Lenza, prof. ordinario di Storia dell’Architettura, università della Campania “Luigi Vanvitelli”; Andrea Mazzucchi, prof. ordinario di Filologia letteratura italiana, direttore dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli “Federico II”; Renata Picone, prof. ordinario di Restauro. dipartimento di Architettura, università di Napoli “Federico II”; Francesco Sirano, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli. Modera Alessandro Castagnaro, presidente ANIAI, vicedirettore DiARC università di Napoli “Federico II”. Saranno presenti la curatrice e gli autori. L’iniziativa è stata patrocinata da SIRA – Società Italiana per il Restauro dell’Architettura.
MANN. Architettura, storie, restauro. L’edificio del Mann, registro materiale di molteplici trasformazioni culturali e testimone di avvicendamenti che hanno segnato la storia urbana e sociale della città di Napoli, ha orientato uno studio a più dimensioni riguardo a diversi ambiti tematico-interpretativi, come l’edificio nelle sue componenti materiche e strutturali nonché storiche, il complesso di relazioni urbane e storico-sociali che hanno contribuito, nel corso del tempo, a stratificare l’identità dell’edificio museale. L’obiettivo della ricerca MAN.TRA – grazie a una convenzione tra il dipartimento di Architettura (DiARC) dell’università di Napoli “Federico II” e il museo Archeologico nazionale di Napoli – è stato uno studio multidimensionale di un edificio che, prima sede pubblica dell’università di “Federico II”. Studium fondato e voluto a Napoli, nel 1224, da Federico II di Svevia per formare la classe dirigente dello Stato, fu poi, dopo alterne vicende, destinato a funzione museale.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale con la conferenza “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia” si apre il ciclo di tre incontri “L’avventura della moneta. Lo scambio infinito”, organizzato in collaborazione con Banca d’Italia e MUDEM, propedeutico alla riapertura a maggio della Sezione Numismatica

Al lavoro nei laboratori del museo Archeologico nazionale di Napoli per la riapertura della Sezione Numismatica (foto mann)
La conferenza “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia”, venerdì 24 aprile 2026, alle 11, all’Auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli, apre il ciclo di conferenze “L’avventura della moneta. Lo scambio infinito”, organizzato in collaborazione con Banca d’Italia e MUDEM (museo della Moneta della Banca d’Italia) e con il patrocinio della Città Metropolitana e del Comune di Napoli, nato per esplorare la moneta non solo come oggetto fisico, ma come fulcro di uno “scambio infinito” tra culture, tecnologie e società. Uno spazio dove la moneta e la finanza dialogano apertamente con il mondo della cultura, affrontando temi cruciali come l’oro, la statistica e l’archeologia. Il Mann sarà palcoscenico di un dialogo inedito tra economia, storia e innovazione attraverso uno sguardo trasversale capace di tenere insieme: passato e presente, istituzioni e comunità, strumenti antichi e tecnologie contemporanee. La scelta di Napoli e del Mann per un ciclo di incontri di rilevanza nazionale dedicato al ruolo e alla forma della moneta dall’antichità ad oggi non è casuale, ma si lega alla prossima riapertura, a maggio 2026, della Sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli.
Il primo incontro, venerdì 24 aprile 2026, alle 11, “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia” si propone come una riflessione profonda sul ruolo dell’oro come garanzia di valore e stabilità nei sistemi monetari del passato, la sua funzione strategica nella finanza odierna e il suo profondo valore simbolico e devozionale nella Storia. Introducono Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia; Francesco Sirano, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Intervengono Renata Cantilena, presidente dell’Istituto Italiano di Numismatica; mons. Vincenzo de Gregorio, Abate Prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro; Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera.
Gli altri due appuntamenti del ciclo sono in programma il 18 maggio e il 22 giugno 2026. Nel secondo appuntamento del 18 maggio, Domenico Piccolo (professore emerito di Statistica all’università di Napoli Federico II) dialogherà con Giovanni Iuzzolino (progetto Museo della Moneta della Banca d’Italia) sul tema “Giocare con i numeri. La statistica come sesto senso finanziario”. Il pubblico è invitato a scoprire la statistica come strumento quotidiano. L’incontro mostrerà come i numeri aiutino a interpretare l’incertezza, riconoscere i rischi e prendere decisioni più consapevoli, in piena sintonia con la vocazione educativa del MUDEM. Nell’ultimo incontro, il 22 giugno 2026, dedicato a “Fiducia e registrazione: dall’Archivio dei Sulpici alla blockchain”, si confronteranno la vice direttrice generale della Banca d’Italia Chiara Scotti e il direttore del MANN Francesco Sirano. Sarà dunque un affascinante confronto tra l’Archivio dei Sulpici — straordinaria testimonianza archeologica delle pratiche creditizie romane — e le più moderne tecnologie di registrazione digitale come la blockchain.








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