Cortona (Ar). Al centro convegni Sant’Agostino “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe: occasione per riscoprire il mito di Dardano con Virgilio e riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana
Lo sapevate che il viaggio di Enea è anche un ritorno a Cortona? Giovedì 23 aprile 2026, alle 10, al centro convegni Sant’Agostino in via Guelfa 40 a Cortona, “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe, organizzata dal Comune di Cortona e dall’associazione la Rotta di Enea: occasione per approfondire i valori contenuti nell’opera di Virgilio, poeta europeo per eccellenza, per valorizzare il patrimonio culturale condiviso, per riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana.
La giornata dedicata ad Enea non solo ospita interventi di archeologi, storici, esperti, ma anche momenti di spettacolo, fotografie e documentari, grazie ai contributi del curatore artistico Andrea Cocchi, con la partecipazione degli studenti di Cortona impegnati nella riscoperta del mito di Dardano. “Con Enea a Cortona”, dichiara il presidente della Rotta di Enea Giovnni Cafiero, “si celebra un aspetto importante del patrimonio culturale europeo, che affonda le sue radici nel Mediterraneo Antico. Enea ritorna là dove era partito Dardano in un percorso circolare che restituisce con il mito il concreto avanzare della civiltà europea attraverso l’incontro, lo scambio, la mescolanza; ed è importantissimo che tutto questo avvenga con il coinvolgimento delle istituzioni, delle comunità e dei giovani europei”. La Rotta di Enea è itinerario culturale europeo dal 2021. Il “gemellaggio” Cortona- Enea è legato a Dardano. Virgilio narra infatti che Dardano, figlio di Zeus e della Pleiade Elettra. era nato nella etrusca città di Corythum, individuata come Cortona, e da qui emigrò in Samotracia e poi nella Troade, dove i suoi discendenti fondarono Troia. Secondo Virgilio Enea dovrà cercare l’Antica Madre, percorrendo a ritroso la rotta dell’antenato Dardano. La struttura dell’Eneide si fonda su una certezza: Enea ripercorre a ritroso, da Troia all’Italia, il viaggio compiuto dall’avo Dardano. Il viaggio di Enea è un ritorno, un nòstos simbolico dell’eroe nella terra degli antenati, guidato dai sacri Penati.
La giornata dedicata a Enea a Cortona si apre alle 10 con i saluti del sindaco Luciano Meoni e altri interventi istituzionali. Intervengono tra gli altri Giovanni Cafiero presidente dell’Associazione Rotta di Enea, gli archeologi Filippo Coarelli su Il Mito di Enea a Roma e Sandra Gatti su Etruschi e Troiani. La manifestazione è arricchita dal reading teatrale a cura del Liceo artistico Luca Signorelli, da un documentario su Dardano e un video su Enea ritratto da Pietro da Cortona negli affreschi di Palazzo Pamphili a Roma. Le conclusioni sono affidate a Paolo Giulierini, dirigente area amministrativa e cultura del Comune di Cortona, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “L‘adesione alla rotta di Enea da parte del Comune di Cortona”, secondo Paolo Giulierini, “è un naturale ritorno all’idea della città come crocevia delle rotte di personaggi mitici come lo stesso Enea, Ulisse, il re pelasgo Nanas”. Nel pomeriggio la visita alla mostra fotografica di Mattia Crocetti “Diario di Enea” e un casting su “Volti Eterni” per cercare volti antichi tra i contemporanei.
Cabras (Or). Pasqua tra i Giganti: al museo “Marongiu” per la prima volta riuniti in un’unica esposizione le 25 statue scoperte a Mont’e Prama insieme a 15 modelli di nuraghe e un betile. Muroni: “Oggi Cabras riabbraccia la sua storia”. Le anticipazioni (riunione Giganti e mostra Etruschi e Nuragici, due civiltà in dialogo/confronto) ad “archeologiavocidalpassato.com” del presidente Fondazione Mont’e Prama

I Giuganti di Mont’e Prama riuniti nel percorso provvisorio al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)
Pasqua tra i Giganti a Cabras. Per la comunità scientifica e per tutti i residenti, che hanno avuto la possibilità di vederli in anteprima il 3 e 4 aprile 2026: per la prima volta tutti i Giganti di Mont’e Prama riuniti in un’unica esposizione al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or): l’intero complesso scultoreo dei Giganti di Mont’e Prama, precedentemente diviso tra laboratori di restauro e il museo Archeologico nazionale di Cagliari. il percorso espositivo è stato ufficialmente aperto al pubblico domenica 5 aprile 2026. Venticinque le statue, a cui si aggiungono quindici modelli di nuraghe e un betile, per un totale di quaranta reperti. Un evento atteso, reso possibile grazie alla collaborazione tra diverse Istituzioni. E da maggio i Giganti di Mont’e Prama saranno in dialogo con i principi etruschi in una grande mostra.

tourismA 2026: da sinistra, Piero Pruneti, Anthony Muroni, Paolo Giulierini, Ilaria Portas, Giorgio Murru, Nicola Castangia (foto graziano tavan)
È stato proprio il presidente della Fondazione Mont’e Prama, incontrato a Firenze, in occasione di tourismA 2026, dove è intervenuto su “Ricerca e valorizzazione nel Parco archeologico naturale del Sinis (Cabras – Or)” con Paolo Giulierini archeologo, Giorgio Murru archeologo, il fotografo Nicola Castangia e l’assessore regionale ai Beni culturali della Regione Sardegna Ilaria Portas, ad anticipare ad archeologiavocidalpassato.com le novità che avrebbero interessato il museo di Cabras nella primavera 2026.
“Nell’ultimo anno – spiega Muroni ad archeologiavocidalpassato.com – il museo di Cabras è passato da 500 mq dedicato alle esposizioni a 1500 mq. Dunque triplicati gli spazi. Questo ci consente di fare tutta una serie di attività nuove. La prima, riunire finalmente il complesso statuario monumentale di Mont’e Prama a Cabras. Era una promessa che il ministero aveva fatto nel 2021 con l’istituzione della Fondazione Mont’e Prama. Va riconosciuto al ministero, alla soprintendenza, al museo Archeologico nazionale di Cagliari di aver mantenuto l’impegno assunto. E in queste ore le statue sono già tutte a casa. Ora si deve studiare un allestimento temporaneo che sarà pronto nei giorni precedenti la Pasqua e avremo finalmente questa novità. L’avere così tanti spazi ci consente anche di fare mostre temporanee. La prima tra queste, un bellissimo dialogo tra i principi etruschi e nuragici. Un dialogo tra due civiltà che sono state unite più che divise dal mar Mediterraneo. Ci sono stati tanti scambi, tanti spazi che hanno condiviso, e nella mostra che sarà curata dal direttore scientifico Paolo Giulierini e ospitata a Cabras dal mese di maggio al mese di ottobre, avremo veramente la possibilità su un’esposizione di 500 mq di scoprire davvero tante analogie, tange possibilità di studio e di dialogo”.
Scoperti per caso nel 1974 a Mont’e Prama, i Giganti rappresentano la più imponente testimonianza della statuaria antropomorfa del Mediterraneo antico che, grazie ad un lavoro certosino di restauro, si presenta al pubblico nella forma di pugilatori, arcieri e guerrieri. Colossi di pietra, alti oltre due metri, che hanno riscritto la protostoria della Sardegna e del Mediterraneo, portando la civiltà nuragica al centro del dibattito archeologico globale. Oggi, queste figure monumentali non sono solo reperti, ma simboli identitari della Sardegna nel mondo. Questa nuova esposizione traccia un percorso inedito, ripensato da zero, che offrirà ai visitatori una esperienza di visita nuova. I Giganti si potranno ammirare temporaneamente nell’attuale Sala del Paesaggio, tra giochi di luci e ombre sorteggiate da albe e tramonti, in attesa di essere trasferiti definitivamente, nel corso del prossimo anno, nell’ala del Museo progettata appositamente per accoglierli.

Anthony Muroni al centro del gruppo della Fondazione Mont’e Prama davanti ai Giganti riuniti al museo di Cabras (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)

Pasqua 2026: tutti in fila per ammirare i Giganti riuniti al museo di Cabras (foto fond. mont’e prama)
“Oggi Cabras riabbraccia la sua storia”, afferma Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “Per la prima volta, i Giganti di Mont’e Prama sono esposti tutti insieme in un unico, suggestivo spazio espositivo. Si tratta di una veste temporanea, senza apparato iconografico, in attesa che la mostra, nella sua versione definitiva, prenda casa nella Sala dei Giganti, il prossimo anno La nuova Sala del Paesaggio, fresca di un intervento infrastrutturale che ne ha permesso il raddoppio in tempi record, si affaccia sulla laguna che porta sulla collina di Mont’e Prama. Una scelta voluta e dovuta alla volontà di mantenere saldo il legame tra il complesso monumentale e il luogo in cui tutto ebbe inizio, con la scoperta del 1974. La riunificazione è il frutto di una sinergia istituzionale senza precedenti che ha visto collaborare il ministero della Cultura, la Regione Sardegna, la soprintendenza, il Comune di Cabras e i musei nazionali di Cagliari. Questa operazione non è solo un atto museale, ma la restituzione di un’identità collettiva ad un territorio che vede, nei suoi Giganti, gli ambasciatori della cultura nel mondo”.

Museo civico di Cabras: la luce del tramonto accarezza i Giganti di Mont’e Prama riuniti (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)
“La riunificazione di tutti i Giganti di Mont’e Prama al museo di Cabras”, sostiene Andrea Abis, sindaco di Cabras, “è il compimento di un percorso lungo e complesso di rivendicazione culturale, legittimità scientifica e attenzione all’interesse economico territoriale Sono stati anni difficili, carichi di momenti in cui questo traguardo appariva lontano, complicato, persino irraggiungibile, eppure oggi possiamo dire tutti insieme di avercela finalmente fatta. Restituiamo al suo luogo di origine, Cabras e il Sinis, ma in fondo a tutta la Sardegna, un patrimonio identitario unico, simbolo di un’eredità che ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire”.

L’assessore regionale Ilaria Portas davanti ai Giganti riuniti al museo di Cabras (foto da FB – profilo ilaria portas)
“Oggi è una giornata che resterà scolpita nella storia della nostra Isola”, commenta Ilaria Portas, assessore regionale ai Beni culturali. “Per la prima volta dal loro ritrovamento nel 1974, i Giganti di Mont’e Prama sono finalmente riuniti tutti insieme, in un’unica sala, nel cuore del Museo Giovanni Marongiu di Cabras. Vedere queste 25 statue monumentali, accompagnate dai modelli di nuraghe e un betile, occupare finalmente lo stesso spazio è un’emozione che tocca nel profondo la nostra identità. Non è solo un’esposizione archeologica, è il ritorno a casa di un popolo. Come assessora, voglio sottolineare con forza che questo risultato straordinario è il frutto di cooperazione. Se oggi possiamo ammirare questo complesso scultoreo unico nel Mediterraneo tutto insieme, è merito di una sinergia senza precedenti tra la Regione autonoma della Sardegna, il ministero della Cultura, il Comune di Cabras, la Fondazione Mont’e Prama, la Soprintendenza e i Musei Nazionali di Cagliari museo Archeologico nazionale di Cagliari. Ognuno ha contribuito in modo giusto e generoso, dimostrando che quando le istituzioni remano nella stessa direzione, la Sardegna vince. Questo è il segnale chiaro di come vogliamo continuare a investire: con una visione che mette al centro il nostro inestimabile patrimonio archeologico come motore di sviluppo e di orgoglio per tutto il territorio. I Giganti, le statue più antiche d’Europa e del Mediterraneo occidentale – conclude -, tornano a guardarsi negli occhi e a dialogare con noi, e come ha affermato oggi Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama Oggi Cabras riabbraccia la sua storia“.
Vetulonia (Gr). al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” l’incontro “Etruschi e Contemporaneo. Il Giano Bifronte di Gino Severini e il Culsans etrusco del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC”, in occasione dei 60 anni dalla scomparsa del Maestro Gino Severini
Giovedì 26 febbraio 2026, alle 16.30, al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi”, in occasione dei 60 anni dalla scomparsa del Maestro Gino Severini, l’incontro “Etruschi e Contemporaneo. Il Giano Bifronte di Gino Severini e il Culsans etrusco del Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC”, con l’intento di onorare e celebrare la memoria di questo grande artista, uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Introduce Elena Nappi, sindaco del Comune di Castiglione della Pescaia con delega alle politiche culturali. Intervengono Paolo Bruschetti, presidente dell’Accademia Etrusca; Giulio Paolucci, direttore del MAEC; Paolo Giulierini, dirigente area Cultura del Comune di Cortona. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Apertura straordinaria del museo fino alle 18.
Cortona (Ar). Al MAEC “La Domenica in mostra!” Visite tematiche con l’esperto: Rocchini, Bruschetti, Paolucci, Giulierini, Angori. Uno spazio di racconto, approfondimento e dialogo in occasione della mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etrusch”. Ecco il programma
“La Domenica in mostra!” Visite tematiche con l’esperto al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC: ogni domenica il museo diventa uno spazio di racconto, approfondimento e dialogo. In occasione della mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”, il MAEC propone un ciclo di visite guidate tematiche con studiosi ed esperti, pensate per accompagnare il pubblico dentro i temi, le storie e i personaggi che attraversano l’esposizione. Un percorso che intreccia archeologia, collezionismo, viaggi, relazioni internazionali e nuove interpretazioni del mondo etrusco. Visite comprese nel biglietto d’ingresso. Attività gratuita per i residenti.
Il programma. Domenica 25 gennaio 2026, alle 11: Seduzione etrusca: collezionisti, viaggiatori e spie tra Cortona e l’Olanda con Patrizia Rocchini; domenica 1° febbraio, alle 11: La riscoperta degli Etruschi dopo il progetto del 1985 con Paolo Bruschetti; domenica 15 febbraio, alle 11: La collezione Corazzi con Giulio Paolucci; domenica 1° marzo, alle 11: Dai bronzi di Leida ai santuari extraurbani di Cortona con Eleonora Sandrelli; domenica 8 marzo, alle 11: Gli Etruschi, il grifo e una nuova interpretazione con Paolo Giulierini; domenica 15 marzo, alle 11: Collezionisti cortonesi tra Sette e Ottocento con Sergio Angori.
Il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia, quando l’archeologia da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica.
La mostra ripercorre, attraverso cinque sezioni, l’evoluzione del pensiero archeologico e del collezionismo dal Settecento a oggi. Si parte dal “Progetto Etruschi” (1985), per affrontare il crescente interesse per l’archeologia (1727–1826) con la nascita dell’Accademia Etrusca e la riscoperta delle origini. Da qui, nella terza sezione, si giunge in Olanda e quindi alla collezione etrusca di Leida, mediante un viaggio dei reperti cortonesi verso il Rijksmuseum e la storia del collezionismo europeo. Quarta tappa è quella della valorizzazione del patrimonio culturale nazionale con le grandi scoperte archeologiche del territorio cortonese e le collaborazioni internazionali più recenti per concludere sul tema dell’influenza degli Etruschi sull’arte contemporanea, con opere come il Giano di Gino Severini e la “Collezione Statuette Ginori – Progetto Etruschi 1985”.
Il fulcro dell’esposizione è la restituzione temporanea di importanti reperti etruschi della Collezione Corazzi, provenienti dal Rijksmuseum di Leida. Un ritorno simbolico a Cortona, luogo d’origine dei manufatti, che rappresenta un atto di memoria e una nuova forma di cooperazione culturale tra Italia e Paesi Bassi. Come nel 1985, anche questa mostra intende generare partecipazione, dialogo e consapevolezza collettiva sul valore del patrimonio storico e artistico. L’iniziativa anticipa inoltre le celebrazioni per i 300 anni dell’Accademia Etrusca di Cortona (1727–2027).
Cortona (Ar). Al MAEC presentazione del libro “Pompei. La città incantata” di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei
Domenica 21 dicembre 2025, alle 16.30, al museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona – MAEC, presentazione del libro “Pompei. La città incantata” (Feltrinelli) di Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei. Attraverso le rovine, l’arte e i silenzi dell’antica città sepolta dal Vesuvio, Zuchtriegel ci accompagna in un viaggio che intreccia passato e presente: amore e perdita, sacro e potere, vita quotidiana e memoria. Pompei diventa così uno specchio del nostro tempo, un luogo capace ancora di interrogare il presente e le nostre biografie. Un incontro per riflettere su cosa l’antico ha ancora da dirci oggi, tra archeologia, storia sociale e esperienza personale. Introdurranno la presentazione il sindaco del Comune di Cortona, Luciano Meoni; Paolo Bruschetti e Paolo Giulierini. Al termine della presentazione è previsto il firma copie con l’autore.
Pompei. La città incantata (Feltrinelli). Ogni giorno Gabriel Zuchtriegel passeggia per i vicoli dell’antica città di Pompei, distrutta e sepolta viva in meno di due giorni nel 79 d.C. Sopralluoghi, scavi, progetti di restauro e di accessibilità lo portano a contatto con la fragilità di un sito unico al mondo, con la bellezza dell’arte antica e con la caducità della vita umana. Di fronte ai calchi delle vittime dell’eruzione del Vesuvio, ma anche alla scultura di un bambino pescatore dormiente che gli ricorda suo figlio, si pone la domanda: “Cosa c’entra con noi Pompei? Che ha da dirci l’antico oggi?”. Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico, conduce i lettori in un viaggio attraverso i secoli in una città incantata, dove magicamente si mescolano passato e presente. Un viaggio fatto di scoperte, dai primi scavi settecenteschi fino ai ritrovamenti più recenti, che gettano nuova luce sulla vita degli schiavi e dei poveri nella città e nel suo territorio. L’autore ripercorre la storia dell’archeologia moderna, intrinsecamente legata a quella di Pompei, che in principio si interessa quasi esclusivamente delle opere d’arte estratte dal suolo, per poi scoprire man mano che il vero tesoro tramandatoci dalle ceneri del Vesuvio comprende molto di più: antichi rituali, culti misterici, trasgressioni ed erotismo, la storia sociale e culturale di una civiltà, le sue ossessioni e speranze. Temi che sono strettamente intrecciati con il nostro presente e con la biografia di ciascuno di noi, come Zuchtriegel dimostra parlando anche delle sue esperienze personali e professionali, senza omettere dubbi e difficoltà incontrate durante un percorso che lo ha portato da un piccolo paese nella Germania del Sud al sito archeologico più famoso del mondo.
Cortona. Al Maec presentazione del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini (Giunti editore). Le creature “prodigiose” tornano a parlarci: sfingi, gorgoni, animali fantastici che popolavano templi, tombe e racconti millenari
Sabato 29 novembre 2025, alle 16.30, al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – Maec, in piazza Signorelli 9 a Cortona (Ar) presentazione del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini (Giunti editore), autore di un viaggio affascinante tra mito, arte e storia del Mediterraneo. Nel suo “Mare Monstrum”, le creature “prodigiose” tornano a parlarci: sfingi, gorgoni, animali fantastici che popolavano templi, tombe e racconti millenari. Al MAEC molte di queste presenze vivono ancora oggi: custodi silenziosi di significati profondi, tra paura, protezione e trasformazione. Al termine della presentazione è previsto un firma copie con l’autore. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni: 0575 630415, info@cortonamaec.org, www.cortonamaec.org.

Copertina del libro “Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo” di Paolo Giulierini
Mare monstrum. Mistero e meraviglia: miti e leggende del Mediterraneo. Sulle rive del Mediterraneo sono fiorite le civiltà che hanno dato vita all’Europa, alla nostra cultura condivisa, a religioni, leggende, credenze che tuttora sopravvivono in varie forme: “mostri” nel senso originario di cose prodigiose, leggendarie, magiche, da vedere: animali e uomini dai poteri e dall’aspetto sovrannaturale, invenzioni di viaggiatori fantasiosi, pregiudizi di popoli verso altri popoli, invenzioni di menti talentuose, mondi paralleli irti di insidie. Aneddoti, scoperte, racconti e un’ampia documentazione visiva. Le storie raccolte in questo libro parlano – attraverso l’arte del mondo egizio, fenicio, greco, etrusco e romano – di curiosità, di vicende sorprendenti di viaggi e di esplorazioni svolte in tempi remoti, di migrazioni, di legami e inimicizie fra popoli, di come venivano visti e descritti gli “stranieri”, oppure flora e fauna “esotiche”, di luoghi immaginari, di riti misteriosi, di commerci di oggetti dai confini del mondo, di cibi, spezie e ricette.
All’antiquarium di Boscoreale il convegno internazionale “Pompei 79 d.C. questioni di metodo e di narrazione storica”, in presenza e on line, promosso da parco archeologico di Pompei con l’Archeoclub d’Italia: esperti a confronto per due giorni sulla possibile data dell’eruzione del 79 d.C. partendo da punti di vista differenti: filologici, climatici, astrologici, ambientali, geologici, numismatici, epigrafici, archeobotanici, archeozoologici, storici e religiosi. Ecco il programma
Eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: il 24 agosto o il 24 ottobre? O qualche altra data? Per cercare di fare un po’ di chiarezza il parco archeologico di Pompei in collaborazione con la Casa editrice Scienze e lettere e l’Archeoclub d’Italia ha chiamato esperti internazionali a confronto sulla possibile data dell’eruzione del 79 d.C. che coprì Pompei e l’intera area vesuviana. Appuntamento all’antiquarium di Boscoreale il 21 e il 22 novembre 2025 per il convegno “Pompei 79 d.C. questioni di metodo e di narrazione storica”, in presenza e in diretta streaming via zoom: https://us06web.zoom.us/j/82100155063… passcode: 317249. Un’occasione per studiosi e appassionati di archeologia per approfondire la complessa e dibattuta questione. Il Comitato scientifico e organizzativo dell’evento è costituito da Gabriel Zuchtriegel, Stefano De Caro, Nathalie de Haan, Helga Di Giuseppe, Paolo Giulierini, Mario Grimaldi, Eric M. Moormann, Domenico Palumbo, Umberto Pappalardo, Felice Senatore. La conferenza si svilupperà in due giornate di interventi e dibattiti, con la partecipazione di studiosi provenienti da diverse istituzioni accademiche nazionali e internazionali che si confronteranno e affronteranno il tema da punti di vista e metodologici differenti: filologici, climatici, astrologici, ambientali, geologici, numismatici, epigrafici, archeobotanici, archeozoologici, storici e religiosi.
PROGRAMMA DI VENERDÌ 21 NOVEMBRE 2025. La giornata inaugurale si apre alle 9,30 con i saluti istituzionali: direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel; Rosario Santanastasio, presidente nazionale Archeoclub d’Italia; Michele Martucci, coordinatore Archeoclub d’Italia Campania. Gli interventi esploreranno le motivazioni del convegno: 10.15, Helga Di Giuseppe, Mario Grimaldi, “Era d’autunno, io no, nun mme ne scordo – le ragioni del convegno”. SESSIONE MATTUTINA presiede Eric M. Moormann: 10.30, Pedar Foss, “Discovering the date of the A.D. 79 eruption in the manuscript tradition”; 11, Gabriel Zuchtrigel, Valeria Amoretti, Chiara Comegna, Alessandro Russo, “La data della distruzione di Pompei: aggiornamenti su un dibattito aperto”; 12, Nathalie de Haan e Kurt Wallat, “(Re)reading the Central Baths: Buildings Manuals and Experience on the Ground”; 12.30, Mario Grimaldi, “Le ricerche negli scavi dell’Insula occidentalis, un panorama delle conoscenze tra il 72 e il 79 d.C.”; 13, discussione; 13.30, pausa pranzo; 14.30, trasferimento al parco archeologico di Pompei con visita ai nuovi scavi e al laboratorio.
PROGRAMMA DI SABATO 22 NOVEMBRE 2025. La seconda giornata sarà divisa in due sessioni. SESSIONE MATTUTINA presiede Stefano De Caro. Alle 9.30, Allison Emmerson, Mary Evelyn Farrior, Mark Robinson, Jordan Rogers, “The Reed-Working of Insula I 14 at Pompeii: New Evidence for the Season of the Eruption of Vesuvius”; 10, Girolamo Ferdinando De Simone, “Ritorno a Villa della Pisanella: l’eruzione vista dalla campagna”; 10.30, Antonio Caruso, “Gli effetti dei moti astronomici della Terra sulla durata delle stagioni e impatto sul calendario annuale”; 11, pausa caffè; 11.15, Antonio Corso, “opwra e jqinopwron”; 11.45, Gaetano Di Pasquale, “L’archeobotanica come metodo di ricerca”; 12.15, Alessia D’Auria. “I materiali, le ricerche archeobotaniche e il problema della data dell’eruzione del 79 d.C.”; 12.45, discussione; 13.15, pausa pranzo. SESSIONE POMERIDIANA presiede Antonio De Simone. Alle 15, Umberto Pappalardo e Mario Grimaldi, “Sciami sismici e data dell’eruzione”; 15.30, Salvatore Ciro Nappo, “Nuovi dati sugli aspetti cronologici dei terremoti tra il 62 e il 79 d.C.”; 16, Llorent Alapont, “I calchi delle vittime dell’eruzione: un approccio ai loro tessuti indossati in quell’ultimo giorno”; 16.30, Helga Di Giuseppe, “La religio degli ultimi giorni di Pompei”; 17, Marco Di Branco, “L’eruzione del Vesuvio nelle fonti arabe”; 17.30, discussione; 17.45, tavola rotonda, presiede Paolo Giulierini, con Giuseppe Camodeca, Antonio De Simone, Eric M Moorman, Grete Stefani.
“Si dice che sulla data dell’eruzione del Vesuvio ci sia un lungo dibattito, ma come si è svolto finora? Principalmente con una lunga serie di contributi -‘monologo’ che si rafforzavano o si attaccavano a vicenda”, spiega il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “Quando un anno fa abbiamo pubblicato un articolo sul tema, sul nostro E-Journal degli Scavi di Pompei, con il sottotitolo ‘premesse per un dibattito aperto’ volevamo mettere in evidenza questo punto: prima di esprimersi a favore di un’ipotesi, sia quella estiva sia quella autunnale, occorre dialogare. Siamo contenti che gli organizzatori del convegno e gli ospiti la vedono alla stessa maniera: saranno due giorni per celebrare la cultura del dialogo, anche e soprattutto quando non siamo tutti d’accordo”.
“La data dell’eruzione del Vesuvio è uno degli argomenti più dibattuti della storia dell’antica Pompei. Nonostante sia noto tutto, dal responsabile della catastrofe, all’anno, al mese, al giorno e all’ora di quella che fu definita dalle vittime stesse la “fine del mondo”, e siano risaputi gli antefatti, i fatti e le conseguenze grazie a un testimone oculare quale fu Plinio il Giovane, è dal 1600, cioè da prima che iniziassero gli scavi a Pompei ed Ercolano, che se ne discute. Non c’è periodo storico che non abbia prodotto una data diversa dell’eruzione che oscilla dal 24 agosto al 23 novembre”, dichiara Helga Di Giuseppe, archeologa e ricercatrice, “passando per il 23 settembre, il 24, il 30, il 31 ottobre e anche il 1° novembre del 79 d.C.. La confusione è stata generata da diverse ragioni tutte plausibili. Ma siamo sicuri di aver utilizzato un metodo di ricerca corretto nel trattamento dei dati archeologici? In collaborazione con il parco archeologico di Pompei e con Archeoclub d’Italia, il 21 e 22 novembre 2025, si tiene un convegno internazionale di carattere preminentemente metodologico al fine di riaprire una questione che sembrava chiusa definitivamente, ma che tale non è affatto. Abbiamo invitato studiosi di diverse scuole e provenienza (USA, Gran Bretagna, Grecia, Olanda, Spagna, Italia) che potessero parlarci dei codici delle lettere di Plinio, della posizione della Terra rispetto agli astri nel 79 d.C., del clima, del trattamento dei reperti botanici e zoologici, delle tecniche agrimensorie, delle stagioni, dei più recenti ritrovamenti e di nuove letture, di numismatica, di ciò che i Pompeiani indossavano in quegli ultimi giorni della loro vita, della visione degli autori antichi di quella eruzione e anche delle azioni rituali che possono essere state messe in atto dai Pompeiani rimasti in città, che – sappiamo – pregarono molto, moltissimo gli dèi al fine di scongiurare l’ineluttabile oblio. Cercheremo nuovi punti di vista per dirimere una questione che appare tutt’altro che risolta”.
“L’Archeoclub d’Italia è onorata di aver contribuito all’organizzazione di un convegno internazionale di così grande rilievo, in collaborazione con un Ente prestigioso come il parco archeologico di Pompei. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di approfondire il tema della data dell’eruzione del Vesuvio da prospettive diverse. Riteniamo dunque questo convegno di particolare importanza”, dice Rosario Santanastasio, presidente nazionale Archeoclub d’Italia, “poiché rappresenta un’occasione di confronto e dialogo tra studiosi provenienti da tutto il mondo, che presenteranno le proprie ricerche, i metodi di indagine e le più recenti scoperte legate alla straordinaria storia della nostra terra. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine al dottor Gabriel Zuchtriegel per la disponibilità e la generosità dimostrate, a partire dall’ospitarci qui all’Antiquarium fino alla visita ai laboratori del Parco. Un ringraziamento speciale va anche agli archeologi Helga Di Giuseppe e Mario Grimaldi per l’impegno e la dedizione profusi nell’organizzazione dell’evento. Il ruolo dell’Archeoclub d’Italia rimane, oggi come da oltre cinquant’anni, quello di farsi promotore della conoscenza, impegnandosi a coltivarla, diffonderla e tramandarla come eredità alle generazioni future”.
Cortona (Ar). al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC “Aperitivo al Museo”: archeologia ed enologia a cura di Helena Fracchia, Paolo Giulierini ed Eleonora Sandrelli
Sabato 11 ottobre 2025 al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – MAEC “Aperitivo al Museo”: appuntamento speciale dove la cultura incontra l’enologia a cura di Helena Fracchia, Paolo Giulierini ed Eleonora Sandrelli. Alle 18, guide speciali accompagneranno i visitatori alla scoperta delle collezioni, raccontando storie e curiosità con un approfondimento sulle sezioni archeologiche e sui materiali legati al simposio e al consumo di vino, come ad esempio la celeberrima tabula cortonensis. Alle 19, seguirà la degustazione a cura delle cantine Donatella Cinelli Colombini, I Vicini Winery, Villa La Ripa. Costo 15 euro (ridotto under 10 anni 5 euro, compreso ingresso al Museo + degustazione di 3 vini con piccoli assaggi di prodotti locali). Prenotazione richiesta: cortonamusei@itinera.info | 0575 630415.
Napoli. Il museo Archeologico nazionale ha il nuovo direttore, a 719 giorni dall’addio di Giulierini: Francesco Sirano si è insediato salutando il personale

Il personale del Mann saluta il nuovo direttore: al centro, Massimo Osanna e Francesco Sirano (foto mann)

Museo Archeologico nazionale di Napoli: passaggio di consegne tra Massimo Osanna e Francesco Sirano (foto mann)
Dopo 719 giorni senza direttore, tanti ne sono passati da quando Paolo Giulierini ha lasciato il 15 novembre 2023 per fine mandato, coperti in deroga dal direttore generale dei Musei Massimo Osanna, il museo Archeologico nazionale di Napoli ha il nuovo direttore operativo, Francesco Sirano. Lunedì 6 ottobre 2025 c’è stato il passaggio di consegne con il dg Musei Massimo Osanna, e un saluto al personale, guardando al prossimo futuro: una visione d’insieme per valorizzare il Mann. Con l’augurio di tutti: “Buon lavoro, Direttore!”











































Commenti recenti