Roma. Al Tempio di Venere e Roma al via la quinta edizione della rassegna “QUO VADIS? Al cinema nel cuore di Roma”, promossa da CSC – Cineteca Nazionale e Parco archeologico del Colosseo, intitolata “Morire dal ridere. Classici dell’orrore tra paura e parodia”. Ecco il programma

Dal 7 al 16 luglio 2026 torna nel Tempio di Venere e Roma la rassegna “QUO VADIS? Al cinema nel cuore di Roma”, promossa da CSC – Cineteca Nazionale e Parco archeologico del Colosseo. La quinta edizione – intitolata “Morire dal ridere. Classici dell’orrore tra paura e parodia” – attraversa alcune delle immagini più potenti e immortali del cinema dell’orrore, tra ombre espressioniste, castelli avvolti nella nebbia, scienziati folli e creature ai margini dell’umanità. Dai capolavori fondativi del muto e dell’Universal alle riletture d’autore e alle irresistibili parodie che ne hanno reinventato l’immaginario, il percorso propone un viaggio nella paura come forma artistica, spettacolare e profondamente cinematografica. Il vampiro scheletrico e perturbante di Nosferatu (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau, la creatura tragica di Frankenstein (1931) di James Whale e il mondo dolente e scandaloso di Freaks (1932) di Tod Browning hanno definito per sempre l’estetica dell’orrore sul grande schermo, trasformando il mostruoso in uno specchio delle nostre paure più profonde. Accanto a questi classici, la rassegna mette in dialogo, come attraverso una sorta di lente anamorfica, il gusto del macabro con l’ironia e la reinvenzione: da Frankenstein Junior (1974) di Mel Brooks, straordinario omaggio comico al cinema horror della Universal, a Per favore non mordermi sul collo! (1966) di Roman Polanski, dove il vampiro diventa materia di satira elegante e surreale. Il mito di Dracula ritorna poi nella dimensione visionaria e romantica di Nosferatu, il principe della notte (1979) di Werner Herzog, remake d’autore che trasforma l’orrore in una meditazione malinconica sulla solitudine e sulla morte. Il percorso si apre inoltre al gotico europeo e italiano con Tre passi nel delirio (1968) di Roger Vadim, Louis Malle, Federico Fellini, libero omaggio a Edgar Allan Poe, e con L’orribile segreto del dottor Hichcock (1962) di Riccardo Freda, esempio raffinato e morboso del gotico italiano degli anni Sessanta. A chiudere idealmente questo itinerario nel perturbante sarà Opera (1987) di Dario Argento, vertice visionario del thriller horror italiano, dove lo sguardo stesso diventa strumento di ossessione e violenza. Il maestro Dario Argento sarà presente ad introdurre il film nella serata di martedì 14 luglio 2026. Seguirà, il 16 luglio 2026, la proiezione del film La caduta di Troia (1911) di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto, musicato dal vivo da Maud Nelissen, compositrice e pianista olandese che ha completamente dedicato sé stessa alla creazione di musiche per film muti. Il film si inserisce nel percorso della grande mostra “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico”, in programma da giugno a novembre 2026 presso il Parco archeologico del Colosseo. La mostra nasce dalla collaborazione tra Italia e Turchia siglata nel 2025 dai Ministri della Cultura dei due Paesi, Alessandro Giuli e Mehmet Nuri Ersoy, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e la cooperazione culturale nel Mediterraneo. Il progetto espositivo è stato elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, guidato da Alfonsina Russo, e rappresenta una significativa azione di diplomazia culturale nell’ambito delle linee di intervento del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo. Attraverso il racconto delle radici comuni delle civiltà mediterranee, il progetto valorizza il patrimonio storico e archeologico come strumento di dialogo, sviluppo sostenibile e crescita socioeconomica. La mostra è curata da Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, Bülent Gönültaş, Mehtap Ateş, Deniz Doğu Yöndem e Rüstem Aslan. Ingresso libero, con accesso da Piazza del Colosseo a partire dalle 20.

IL PROGRAMMA. Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli italiani; i film italiani in versione originale con sottotitoli inglesi. Si ringraziano: Cinecittà, Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Park Circus, RTI, Viggo srl
Martedì 7 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film. A seguire Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau (Nosferatu il vampiro, 1922, 94’).
Mercoledì 8 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film. A seguire The Fearless Vampire Killers di Roman Polanski (Per favore, non mordermi sul collo!, 1966, 107’).
Giovedì 9 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film. A seguire L’orribile segreto del dr. Hichcock di Riccardo Freda (1962, 88’).
Venerdì 10 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film. A seguire Histoires extraordinaires di Roger Vadim, Louis Malle, Federico Fellini (Tre passi nel delirio, 1968, 121’).
Sabato 11 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film. A seguire Nosferatu: Phantom der Nacht di Werner Herzog (Nosferatu, il principe della notte, 1979, 107’).
Domenica 12 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film. A seguire Young Frankenstein di Mel Brooks (Frankenstein Junior, 1974, 105’).
Lunedì 13 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film. A seguire Frankenstein di James Whale (1931, 71’).
Martedì 14 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film con Dario Argento. A seguire Opera di Dario Argento (1987,107’).
Mercoledì 15 luglio 2026, alle 20.45, presentazione del film. A seguire Freaks di Tod Browning (1932, 64’).
Giovedì 16 luglio 2026, alle 20.45. Incontro moderato da Maria Assunta Pimpinelli con Carlo Chatrian, Alessandro Marotto e Luca Mazzei. A seguire La caduta di Troia di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto (1911, 33’).
Gli incontri saranno moderati da Fulvio Baglivi.
Ingresso libero fino a esaurimento posti – prenotazione consigliata su https://parcocolosseo.eventbrite.com/. Biglietti disponibili 7 giorni prima della data della proiezione alle 11 e la mattina stessa nel giorno della proiezione alle 11. Accesso da piazza del Colosseo dalle 20. I film saranno introdotti da esperti alle 20.45. La prenotazione decade alle 21: da quel momento i posti non occupati saranno assegnati al pubblico in attesa. Le proiezioni inizieranno alle 21.15. Tutti i film sono in versione originale con sottotitoli in italiano (o inglese per i film in v.o. italiana)
Roma. Al Colosseo la mostra “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico”: oltre 300 reperti dai principali musei italiani e da Troia che per la prima volta approfondiscono i nessi storici e mitologici che legano le due città, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico

Dalla tavoletta in argilla da Hattusa che cita la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici alle oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann, dai corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma al rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina, dall’urna in bronzo con iscrizione rinvenuta nel tumulo di Dardano nella Troade ai rilievi in marmo da Afrodisia con miti iliadici, dal sarcofago in marmo di Aurelia Boitane Demetria con episodi dell’Iliade al mosaico di Teti dall’acropoli di Xanthos. Sono alcuni dei 300 reperti esposti nella mostra “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico” che dal 12 giugno al 18 ottobre 2026il parco archeologico del Colosseo ospita nell’Anfiteatro Flavio, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora, infatti, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico. Promossa dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale del ministero della Cultura italiano e dalla direzione generale dei Beni culturali e dei Musei del ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo, sviluppo sostenibile e crescita sociale, civile ed economica. La mostra, curata da Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, Massimo Cultraro, Bulent Gönültaş, Mehtap Ateş, Deniz Doğu Yöndem, Rüstem Aslan, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma, riannodando idealmente i fili del mito, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.


Il percorso è introdotto, già al primo ordine del Colosseo, da una replica monumentale del Cavallo di Troia, mentre nello spazio espositivo vero e proprio, allestito al secondo ordine del Colosseo, sono presentati oltre 300 reperti, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e, tra queste, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia. I visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e, quindi, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.

Sono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C., ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. Risale al IV secolo a.C. l’urna sempre in bronzo con iscrizione rinvenuta nel tumulo di Dardano nella Troade. Eccezionale poi è la presenza di alcuni rilievi in marmo da Afrodisia, capolavori dell’arte romana imperiale con raffigurazioni di miti iliadici, provenienti dal tempio dedicato al culto di Augusto e della famiglia imperiale.

È esposto il sarcofago in marmo di Aurelia Boitane Demetria, recuperato nel 1997 in seguito a uno scavo clandestino, che costituisce un notevole esempio di “sarcofago asiatico a colonne” e sul quale sono scolpiti tre episodi dell’Iliade; un’iscrizione indica che venne prodotto tra il 212 e il 225 d.C. Sempre dalla Türkiye, da un complesso termale dell’acropoli di Xanthos, capitale della Licia, proviene il mosaico di Teti databile tra il III e il IV secolo d.C. Questi insieme a numerosi altri reperti sono esposti in un percorso che si sviluppa lungo un doppio binario, letterario e archeologico, restituendo una lettura critica e comparata delle fonti oggi disponibili. Attraverso il racconto di figure emblematiche quali Paride, Elena, Priamo, Ecuba, Cassandra, Ettore, Agamennone, Menelao, Achille, Patroclo, Enea, Lavinia, Ascanio e Romolo, la mostra propone un viaggio critico e accessibile nella memoria condivisa del Mediterraneo, evidenziando la perdurante attualità di miti e storie che continuano a costituire un ponte tra passato e presente.

“Con questa mostra”, si legge nella presentazione al catalogo del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “il ministero della Cultura italiano e il ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Türkiye intendono far conoscere al vasto pubblico internazionale del Parco archeologico del Colosseo le vicende straordinarie di queste due città e dei loro antichissimi legami, in un racconto che intreccia storia, archeologia e mito. Oltre a illustrare con rigore scientifico i nudi fatti per come la ricerca contemporanea è in grado di ricostruirli, l’esposizione valorizza anche il pensiero mitistorico, secondo l’accezione di Andrea Carandini, come ermeneutica della realtà storica in grado di ricomprendere le leggende e la religione nell’organizzazione della società del tempo, nella prospettiva di consapevole appartenenza a una comune civiltà mediterranea”. “Realizzata grazie alla collaborazione tra il ministero della Cultura italiano e il ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica di Türkiye”, scrive nella presentazione al catalogo il ministro Mehmet Nuri Ersoy, “la mostra ci invita a rileggere Troia, la Guerra di Troia e i legami politici, culturali e mitologici stabiliti tra Roma e l’Anatolia. L’esposizione va ben oltre il racconto di una singola guerra o leggenda: esplora gli scambi politici e culturali avvenuti nel Mediterraneo orientale alla fine del II millennio a.C. e riflette su come questi abbiano continuato a risuonare fino ai giorni nostri, promuovendo al contempo un rinnovato dialogo tra le due aree geografiche”.

“La mostra presenta al pubblico”, osserva nella premessa al catalogo Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale del MiC, “i primi risultati del progetto di valorizzazione delle comuni radici storiche tra Italia e Türkiye promosso dal Ministero della Cultura tramite il Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale in collaborazione con la Direzione Generale del Patrimonio Culturale dei Musei della Repubblica di Türkiye. Il progetto, elaborato dal Dipartimento nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo allargato, prevede la realizzazione di una serie attività di ricerca, disseminazione e valorizzazione, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione scientifica tra Italia e Türkiye, promuovere a livello internazionale la conoscenza dei rispettivi patrimoni culturali e favorire modelli di sviluppo basati su un turismo sostenibile e di qualità”. “Con questa rilevante iniziativa di diplomazia culturale”, si legge invece nel testo di premessa al catalogo di Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo – il PArCo porta agli occhi del mondo la narrazione di un mito fondativo cruciale per la storia dell’umanità, restituendo al contempo le evidenze archeologiche di una civiltà generatrice. Il tutto in una esposizione che dà al racconto una dimensione concreta, capace di correlare la costruzione mitologica con il luogo che la ha ispirata”. “La mostra”, scrivono i curatori nella introduzione al catalogo, “vuole essere uno strumento meditato di ricerca, disseminazione e valorizzazione di una parte identitaria del patrimonio culturale di Italia e Türkiye, col quale i due Paesi condividono e mettono a disposizione della comunità scientifica e del pubblico internazionale una visione umanistica fatta di studio, innovazione, dialogo e reciproca amicizia”.



La mostra si apre al secondo ordine del Colosseo con una prima ampia sezione dedicata alla ricostruzione storica, archeologica e topografica del sito di Troia, attraverso un significativo nucleo di reperti provenienti dai musei turchi. Tale sezione offre, inoltre, una panoramica inedita sul mondo ittita e sulle diverse realtà culturali dell’Anatolia del III e II millennio a.C. La seconda sezione è dedicata alla Guerra di Troia, narrata a partire dal punto di vista dei Troiani, con particolare attenzione ai protagonisti e agli eventi principali del conflitto. Ampio spazio è riservato alla figura di Omero e al tema della tradizione epica, analizzata nei suoi risvolti filologici, storici e antropologici. La sezione si conclude con la caduta della città, la Ilioupersis, e l’avvio della diaspora che vede protagonista Enea. La terza sezione approfondisce il viaggio di Enea, ricostruito sulla base delle tradizioni letterarie – da Stesicoro a Virgilio – e della documentazione archeologica, con particolare enfasi sui contesti italiani tramite la valorizzazione di siti dell’Italia meridionale, della Sicilia e del Lazio legati al passaggio dell’eroe troiano. La sezione propone anche un quadro ricostruttivo del Lazio tra il XII e il IX secolo a.C., offrendo strumenti interpretativi per una contestualizzazione storica del mito. La quarta sezione è dedicata al mito di Romolo e alla fondazione di Roma, attraverso l’analisi delle principali tradizioni e la presentazione di reperti e testimonianze figurative di grande rilevanza. Viene ricostruito il quadro della Roma arcaica e approfondito il processo attraverso il quale i Romani elaborarono la propria origine troiana, elemento centrale nella costruzione dell’identità politica e ideologica della città. La sezione si conclude con un focus sull’età augustea, su Virgilio e sulla canonizzazione della saga eneadica.
Ponti dal 25 aprile al ponte del 1° maggio (con #domenicalmuseo): 1,4 milioni i visitatori registrati in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 46.598 + 79.245: 125.843 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (37.707 + 63.823: 101.530 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (29.185 + 54.172: 83.357 ingressi)


Straordinaria partecipazione nei luoghi della cultura statali dal 25 aprile al ponte del 1° maggio 2026. Quasi 1,4 milioni i visitatori registrati in musei, parchi archeologici e siti culturali su tutto il territorio nazionale. Il risultato evidenzia come i weekend festivi rappresentino un’occasione privilegiata di accesso al patrimonio culturale, favorendo una fruizione diffusa e partecipata, anche grazie alle aperture straordinarie e alle iniziative promosse su scala nazionale. Il dato conferma il forte interesse per l’offerta culturale italiana e l’efficacia delle iniziative di valorizzazione e promozione, in conformità con le linee strategiche indicate dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. In particolare, il 25 aprile 2026 si sono registrati 320.879 ingressi; il 1° maggio 2026, 249.431; e la “Domenica al museo” del 3 maggio 2026 ha fatto segnare 372.790 ingressi. Complessivamente, il 25 e 26 aprile 2026 si contano 542.986 visitatori. Nel ponte del 1° maggio (1–3 maggio 2026) gli accessi sono stati 870.241. Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 46.598 + 79.245: 125.843 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (37.707 + 63.823: 101.530 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (29.185 + 54.172: 83.357 ingressi) che torna sul podio.

Al parco archeologico di Erciolano più di 16mila visitatori nei ponti del 25 aprile e 1° maggio 2026 (foto paerco)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici per il fine settimana del 25 aprile. Colosseo. Anfiteatro Flavio 46.598 ingressi; Foro Romano e Palatino 37.707; area archeologica di Pompei 29.185; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 26.363; museo Archeologico nazionale di Napoli 6.185; parco archeologico di Ercolano 6.055; museo e area archeologica di Paestum 5.580; Terme di Caracalla 4.993; Villa Adriana 4.910; area archeologica di Ostia antica 3.683; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.553; Terme di Diocleziano 2.416; museo Archeologico nazionale di Taranto 2.201; Complesso monumentale della Pilotta 1.993; museo Archeologico di Venezia 1.936; Villa della Regina 1.799; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 1. 654; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.640; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.581; Palazzo Massimo 1.486; Museo di Palazzo Grimani 1.480; parco archeologico di Siponto 1.172; Palazzo Altemps 1.168; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.059; anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 1.040.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici per il fine settimana del 1° maggio. Colosseo. Anfiteatro Flavio 79.245; Foro Romano e Palatino 63.823; area archeologica di Pompei 54.172; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 41.044; museo e area archeologica di Paestum 10.818; parco archeologico di Ercolano 10.485; museo Archeologico nazionale di Napoli 9.572; Terme di Caracalla 8.696; Villa Adriana 7.589; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 7.351; area archeologica di Ostia antica 6.907; museo Archeologico di Venezia 5.632; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 5.269; Terme di Diocleziano 4.674; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.381; museo dell’arte salvata 3.329; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 3.286; Villa della Regina 3.112; Palazzo Massimo 2.804; museo Archeologico nazionale di Taranto 2.596; Palazzo Altemps 2.315; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 2.236; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 2.127; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 2.051; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.637; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.502; Museo di Palazzo Grimani 1.487; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.353; parco archeologico di Cuma 1.352; mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.313; area archeologica del Teatro romano di Benevento 1.260; Anfiteatro e Teatro Romano di Lecce 1.249; Ostia antica – Castello Giulio II 1.197; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 1.182; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.031.
Ponte di Pasqua e Pasquetta (con #domenicalmuseo): 750mila ingressi in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi)
Sono stati circa 750mila gli ingressi registrati nei musei, nei parchi archeologici e negli altri luoghi della cultura statali nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta 2026. Nei tre giorni di aperture – sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 – si contano 57mila visitatori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento complessivo di circa il 9%. Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi) che torna sul podio.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 81.841; Foro Romano e Palatino 68.136; area archeologica di Pompei 52.812; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 49.393; parco archeologico di Ercolano 8.479; museo e area archeologica di Paestum 7.987; museo Archeologico nazionale di Napoli 7.928; Terme di Caracalla 7.028; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 6.651; Villa Adriana 6.253; area archeologica di Ostia antica 4.995; museo Archeologico di Venezia 4.419; Terme di Diocleziano 3.305; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.042; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.026; Palazzo Massimo 1.928; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.711; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.579; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.572; Palazzo Altemps 1.547; anfiteatro e teatro romano di Lecce 1.454; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 1.284; museo d’Arte Orientale Venezia 1.283; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e villa di Tiberio 1.271; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.262; Castello Scaligero di Sirmione 1.120; musei nazionali di Cagliari 1.105; museo di Palazzo Grimani 1.097; Basilica di Sant’Apollinare in Classe 1.044; Castello Giulio II 1.041; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.036.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di marzo nel podio della classifica assoluta tra il primo posto del Colosseo (15.876 ingressi) e il terzo di Foro Romano e Palatino (13.114 ingressi), come a febbraio, si inserisce al secondo posto la Reggia di Caserta con 13.671 ingressi
Sono stati 260mila gli ingressi domenica 1° marzo 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di marzo, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A marzo il podio della classifica assoluta è uguale a quella del mese precedente per il primo posto con il Colosseo (15.876 ingressi) e per il terzo con il Foro Romano-Colosseo (ingressi 13.114), mentre al secondo posto si inserisce la Reggia di Caserta (ingressi 13.671) che fa scalare il Pantheon al quarto posto.

Visitatori al museo Archeologico nazionale di Aquileia nei riaperti depositi arricchiti dalla mostra “Gli dei ritornano” (foto graziano tavan)
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 15.876 ingressi; Foro Romano e Palatino 13.114; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 11.957; area archeologica di Pompei 11.833; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.030; Terme di Caracalla 3.383; museo e area archeologica di Paestum 3.235; Terme di Diocleziano 3.157; parco archeologico di Ercolano 2.899; Villa Adriana 2.578; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.194; museo Archeologico di Venezia 2.160; Palazzo Massimo 2.097; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.968; Palazzo Altemps 1.853; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.563; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.071; museo delle Civiltà 1.022; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 853; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 785; museo Archeologico nazionale di Firenze 571; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 554; Scavi archeologici di Stabiae – Villa Arianna e Villa San Marco 551; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 528; musei nazionali di Cagliari 513; anfiteatro e teatro romano di Lecce 513; Villa di Poppea-Oplontis 509; area archeologica del Teatro romano di Benevento 500; parco archeologico delle Terme di Baia 456; museo Archeologico nazionale di Pontecagnano e parco archeologico di Pontecagnano 437; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 408; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 362; museo Archeologico nazionale “Giuseppe Andreassi” e parco archeologico di Egnazia 328; Antiquarium di Lucrezia Romana 305.
Roma. PArCo e MNR insieme per agevolazione biglietti: da marzo 2026 accordo dei direttori Simone Quilici e Federica Rinaldi per l’acquisto di titoli di ingresso convenzionati per i visitatori del parco archeologico del Colosseo e del museo nazionale Romano
A partire da marzo 2026 i possessori di un biglietto di ingresso per il museo nazionale Romano potranno acquistare il biglietto Ridotto Amici PArCo al costo di 14 euro mentre ai visitatori del parco archeologico del Colosseo sarà garantita la possibilità di acquistare il biglietto Musei in Rete del MNR (Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Crypta Balbi chiusa temporaneamente) al costo di 10 euro. Questo il primo dei risultati di un accordo biennale di valorizzazione siglato dal direttore del parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici, e dal direttore del museo nazionale Romano, Federica Rinaldi, che vede i due istituti museali impegnati a instaurare rapporti di reciproca collaborazione in attività di ricerca, formazione e promozione del patrimonio culturale.
“Con questa importante iniziativa”, dichiara il direttore del PArCo, Simone Quilici, “si inaugura una politica di rafforzamento della rete museale a Roma che mira a valorizzare gli istituti depositari di testimonianze archeologiche provenienti dai siti del Palatino, del Foro Romano, del Colosseo e della Domus Aurea, in un’ottica di promozione condivisa di un patrimonio culturale unico al mondo. Il museo nazionale Romano è il primo dei musei statali della Capitale che aderisce a questa convenzione del PArCo già attiva con il museo Ebraico di Roma e con Villa Farnesina, avviando così un percorso virtuoso verso l’ampliamento dell’offerta ai visitatori capace di portare a una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici”.
“Questo accordo non solo rappresenta un passo concreto verso una visione integrata e moderna della valorizzazione del patrimonio culturale della Capitale”, commenta la direttrice del MNR, Federica Rinaldi, “ma nasce dalla consapevolezza che la straordinaria ricchezza archeologica e storico-artistica di Roma può e deve essere raccontata in modo integrato. Favorire l’accesso con condizioni agevolate significa incentivare un’esperienza di visita più completa, capace di mettere in relazione i grandi complessi monumentali all’aperto con le collezioni museali che ne custodiscono, approfondiscono e contestualizzano la storia. Mettere in rete i luoghi del PArCo con le sedi del museo nazionale Romano significa infine proporre una narrazione unitaria della civiltà romana: dai luoghi simbolo del potere e della vita pubblica ai reperti, alle opere e ai contesti che ne raccontano la dimensione quotidiana, artistica e sociale. Questa iniziativa – conclude – conferma come la collaborazione istituzionale sia la chiave per rendere il patrimonio sempre più accessibile, sostenibile e partecipato. È un segnale positivo, che va nella direzione di una cultura inclusiva e capace di creare valore condiviso per cittadini, studiosi e visitatori di tutto il mondo”.
Firenze. A tourismA il convegno ArcheoVinum, viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania, tra ville romane, mosaici e antichi vigneti. Il prof. Giuliano Volpe (UniBa), promotore e curatore, lo presenta in anteprima ad “archeologiavocidalpassato.com”
Un viaggio eno-archeologico dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto, Toscana, Lazio e Campania… A proporlo è ArcheoVinum, l’atteso convegno promosso dall’università di Bari nell’ambito di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale – sabato 28 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, all’auditorium del Palazzo dei Congressi a Firenze, con ingresso libero e gratuito. A presentarlo in anteprima ad archeologiavocidalpassato.com è proprio il suo promotore e curatore, il prof. Giuliano Volpe (università di Bari).
“Il tema del vino è sempre stato presente in archeologia”, spiega il prof. Volpe ad archeologiavocidalpassato.com, “perché il vino ha fatto parte dei commerci nell’antichità nel Mediterraneo, dei culti, ma qui a tourismA si parlerà di vino e archeologia in maniera diversa, perché vogliamo parlare della produzione oggi del vino, ma del vino ispirato da siti archeologici. E quindi di una produzione che, in qualche modo, punta anche alla valorizzazione del sito archeologico e, al contrario, attraverso l’archeologia cerca di dare più spessore storico e culturale al prodotto enologico. Quindi un’alleanza tra archeologia e vino, tra archeologi e imprese agricole, imprese enologiche, per poter sviluppare nuove forme di turismo culturale eno-archeologico. E proporremo qui a tourismA questa rete. È un itinerario eno-archeologico che va dal Friuli fino alla Puglia, ma già con possibilità di estenderlo poi in Sardegna e in Sicilia. Insomma una novità importante. Ci sarà anche la possibilità di degustare alcuni vini legati a siti archeologici o prodotti secondo tecniche antiche con archeologia sperimentale”.
Tra ville romane, mosaici e antichi vigneti. Le tappe di questo viaggio sono rappresentate da alcuni dei parchi archeologici più importanti, come Aquileia, il Colosseo-Palatino a Roma e Pompei, o siti di straordinario interesse come l’antica città di Satricum nel Lazio o i siti etruschi e romani della Maremma o le ville romane di Negrar in Valpolicella, di Aiano in Toscana, di San Marco all’Elba, di Faragola ad Ascoli Satriano in Puglia. Ad Aquileia, sul colle Palatino a Roma e a Pompei sono stati impiantati vigneti nelle stesse aree archeologiche e si è costruita una stretta collaborazione tra i parchi e le aziende agricole, che nel caso di Pompei si è tradotta nell’interessante adozione della formula del Partenariato Pubblico Privato.
In altri casi si stanno sperimentando tecniche enologiche ispirate al mondo antico, come all’Elba o in Maremma. Altrove alcune aziende hanno trovato l’ispirazione per la denominazione di propri vini e l’etichetta delle bottiglie in siti archeologici. Il caso della villa romana di Negrar in Valpolicella è esemplare: due aziende sono direttamente coinvolte, in terreni di loro proprietà, nelle attività di ricerca, tutela e valorizzazione di una villa romana che era dotata non solo di spazi residenziali con pregevoli mosaici, ma anche di grandi impianti per la produzione del vino.
#domenicalmuseo. Nella prima domenica di febbraio Roma conquista tutto il podio della classifica assoluta: al primo posto il Colosseo (14.120 ingressi), al secondo il Pantheon (12.423 ingressi) e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi)
Sono stati 220mila gli ingressi domenica 1° febbraio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di febbraio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A febbraio il podio della classifica è monopolizzato da Roma: al primo posto il Colosseo con 14.120 ingressi; al secondo posto troviamo il Pantheon (12.423 ingressi), e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi).
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.120 ingressi; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.423; Foro Romano e Palatino 12.409; Area archeologica di Pompei 8.177; Terme di Diocleziano 3.651; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; Terme di Caracalla 3.007; Palazzo Massimo 2.204; Villa Adriana 1.825; museo e area archeologica di Paestum 1.724; museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.682; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.504; parco archeologico di Ercolano 1.470; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.052; museo Archeologico nazionale di Taranto 917; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 860; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico Grado 732; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 594; museo Archeologico nazionale di Firenze 592; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 551; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 547; parco archeologico di Cuma 541; Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 450.














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