Archivio tag | parco archeologico del Colosseo di Roma

Roma. Passeggiata tra gli ulivi del parco archeologico del Colosseo alla scoperta della storia dell’olio nell’antica Roma, e lezione sull’EVO con degustazioni: iniziativa aperta solo ai possessori della Membership Card

Raccolta delle olive nel parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

roma_PArCo-membership_card_foto-PArCoVuoi scoprire la storia dell’olio nell’antica Roma immergendosi tra gli ulivi del parco archeologico del Colosseo? Giovedì 23 settembre 2021, alle 17, lo staff invita a partecipare alla passeggiata tra i 189 ulivi del PArCo raccontando la storia dell’olio nell’antica Roma nel percorso organizzato insieme a Coldiretti Lazio, Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano e EVOO School Italia. Ma non tutti lo potranno fare: l’iniziativa è aperta solo ai possessori della Membership Card. Al termine, una esclusiva lezione tenuta dai docenti di Unaprol – Evoo School introdurrà alla conoscenza dell’Olio Extra Vergine di Oliva e si concluderà con una seduta di assaggio guidata di 3 olii EVO. Per i primi 15 member che prenoteranno l’esperienza è prevista una sorpresa! Per iscriversi, inviare un’email a pa-colosseo.membership@beniculturali.it. Chi non ha la ancora la Membership Card, è sempre in tempo per richiederla: Membership – Parco archeologico del Colosseo (parcocolosseo.it).

Roma. “Roma Napoli. La Grande Archeologia”: incontro on line alla Domus Aurea (dove c’è la mostra con “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” con l’Atlante Farnese del Mann) Alfonsina Russo e Paolo Giulierini per confrontare, confermare e rinnovare le sinergie tra il parco archeologico del Colosseo e il museo Archeologico nazionale di Napoli

L’Atlante Farnese al centro della Sala Ottagona per la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: allestimento e interaction design a cura di Dotdotdot

L’occasione è data dall’eccezionale prestito dal Mann della scultura dell’Atlante Farnese per la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”, curata da Vincenzo Farinella e Alfonsina Russo con Stefano Borghini e Alessandro D’Alessio, prodotta da Electa. Iniziative, progetti, impegni saranno i temi al centro dell’incontro “Roma Napoli. La Grande Archeologia” che consente di confrontare, confermare e rinnovare le sinergie tra due delle grandi realtà del ricco patrimonio archeologico italiano. Appuntamento martedì 21 settembre 2021, alle 11, alla Domus Aurea. Incontro dalla Sala Ottagona della Domus Aurea con Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Modera Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera. L’incontro sarà trasmesso dalle 11 in diretta sulla pagina Facebook del PArCo. Per seguire i lavori collegarsi a www.facebook.com/ParcoColosseo. La mostra, il cui allestimento e interaction design sono progettati da Dotdotdot, resterà aperta fino al 7 gennaio 2022. Si sviluppa nella Sala Ottagona, vero e proprio capolavoro dell’architettura romana imperiale, e nei cinque ambienti limitrofi accessibili attraverso grandi velari su cui si sviluppa il progetto allestitivo, oltre alle Stanze di Achille a Sciro e di Ettore e Andromaca ancora preziosamente affrescate, dove si possono ammirare tracce delle cosiddette “grottesche”. Alle proiezioni digitali che coinvolgono l’intero spazio, si aggiunge il progetto di sound design. Un’approfondita ricerca storica sulla musica dell’antica Roma e sulle melodie proprie del Rinascimento dà origine a una colonna sonora composta ed eseguita in tempo reale, con tool digitali di musica generativa che evocano suoni di strumenti del passato e scale musicali proprie dell’epoca antica. Ne risulta un paesaggio sonoro armonico con melodie classiche, dove anche il silenzio diventa un importante elemento narrativo.

Roma. Dopo quasi duemila anni, è tornata a scorrere l’acqua nella Fontana delle Pelte, nel cortile inferiore della Domus Augustana, sul Palatino, nel rispetto del monumento antico e dell’impegno green del PArCo. Quattro statue aniconiche in metallo ricordano le copie anticamente presenti dell’Amazzone ferita di Fidia. Ai loro piedi ora si sprigionano nuvole profumate con fragranze

L’acqua è tornata a scorrere nella Fontana delle Pelte della Domus Augustana sul Palatino (foto PACo)

Dopo quasi duemila anni, da mercoledì 8 settembre 2021  l’acqua è tornata scorrere nella Fontana delle Pelte ubicata nel cortile inferiore della Domus Augustana, il settore privato dell’immenso palazzo imperiale voluto dall’imperatore Domiziano sul Palatino. Il progetto “Instar aquae tempus – Il tempo scorre incessantemente come l’acqua”, nel segno dell’impegno green del parco archeologico del Colosseo, curato dall’architetto paesaggista Gabriella Strano e attuato nel pieno rispetto del valore e dell’importanza dell’acqua e della necessità di operare strategie di adattamento alle nuove realtà climatiche, è stato presentato dal cortile inferiore della Domus Augustana con il direttore del PArCo Alfonsina Russo e il geologo e divulgatore Mario Tozzi. Il cortile del palazzo, un tempo porticato, viene nuovamente arricchito del rumore e dello scorrere dell’acqua all’interno della monumentale fontana decorata dal motivo delle quattro pelte contrapposte (scudi ellittici troncati in alto), il cui nome richiama la forma degli scudi indossati dalle Amazzoni. Per l’occasione sono stati rivisti tutti gli elementi architettonici del complesso: “Qui si deve immaginare”, spiega Alfonsina Russo, “un grande peristilio a due piani, quindi la maestosità di questi ambienti, e dietro ci sono delle sale ottagone che riprendono quelle geometrie dei Flavi,  nella Domus Aurea la reggia di Nerone”.

Frammenti di colonna ricordano la presenza in antico del peristilio attorno alla Fontana delle Pelte nella Domus Augustana sul Palatino (foto PArCo)
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La grande Fontana delle Pelte nella Domus Augustana sul Palatino rifunzionalizzata con un progetto green (foto PArCo)

Dopo anni di chiusura, il cortile del palazzo, un tempo porticato, viene dunque nuovamente arricchito del rumore e dello scorrere dell’acqua all’interno della monumentale Fontana decorata dal motivo delle quattro pelte contrapposte, il cui nome richiama la forma degli scudi indossati dalle Amazzoni. L’intervento, che si configura come una vera installazione cui è stato associato il motto latino “Instar aquae tempus – Il tempo scorre incessantemente come l’acqua”, è stato curato dall’arch. paesaggista Gabriella Strano (“Il progetto – conferma – nasce proprio dalla necessità di far risentire proprio il rumore dell’acqua là dove l’acqua c’è sempre stata e creava non solo suggestione ma anche refrigerio) ed è stato attuato nel pieno rispetto del valore e dell’importanza dell’acqua e della necessità di operare strategie di adattamento alle nuove realtà climatiche.

La vasca in acciaio della Fontana delle Pelte con, in primo piano, l’elemento aniconico in metallo (foto PArCo)

Proseguendo nel progetto di rifunzionalizzazione di tutte le fontane antiche e moderne del Parco archeologico del Colosseo, avviato nel giugno del 2019 con il ripristino del Ninfeo degli Specchi e della Fontana dei papiri all’interno degli Horti Farnesiani, ora è toccato alla Fontana che in età romana allietava le passeggiate della corte imperiale tra lo Stadio Palatino e le stanze private affacciate sull’immensa valle del Circo Massimo. “L’impianto che abbiamo realizzato – spiega Strano – per rifunzionalizzare la fontana rispetta totalmente il manufatto antico, senza operare alcun tipo di alterazione nella struttura del monumento. La vasca in acciaio, totalmente removibile, è adagiata su tessuto non tessuto e malta magra di sacrificio, ed è stata brunita con acqua acida come quella piovana”. A seguito di un antico crollo di dissesto nella struttura centrale è stata riscontrata un’apertura che ha messo in luce un canale ipogeo (“dove si può cogliere la grande capacità idraulica dei romani nel creare l’impianto idraulico che permetteva il funzionamento della fontana), accanto al quale è stato possibile alloggiare tutto l’impianto idraulico per il funzionamento della nuova fontana, completamente a ricircolo dell’acqua.

Studio per l’elemento aniconico della Fontana delle Pelte del Palatino ispirato alla copia della Amazzone ferita di Fidia conservata ai Musei Capitolini di Roma (foto PArCo)

“Gli elementi che ora si vedono”, continua Strano, “rappresentano solo la parte di superficie di questo progetto, suggeriti proprio dagli elementi antichi presenti, come le quattro state aniconiche agli angoli della fontana, che abbiamo proposto come elemento che quindi suggerisce la presenza archeologica antica”. Le statue aniconiche, in metallo, situate ai quattro angoli della fontana, si ispirano alla copia romana dell’originale statua in bronzo dell’Amazzone ferita realizzata in occasione di una gara indetta dal Santuario di Artemide di Efeso, intorno al 435 a.C. con la competizione, tra gli altri, di Policleto e Fidia e raffigurata proprio con la pelta (ovvero l’antico scudo) ai piedi. Da qui si sprigionano nuvole profumate con fragranze che si alterneranno secondo ritmi stagionali o legate ad arcaiche festività: in questo momento di rose. Ma avrà nel tempo, a seconda delle stagioni, profumi diversi: melograno, gelsomino, cannella, anticamente impiegate per usi religiosi o cosmetici.

Roma. Torna l’iniziativa Anello verde per il progetto “Il Parco Green”, passeggiate a tinte naturali con archeologo dal Medioevo della rinnovata Vigna Barberini alla preistorica palude del Foro Romano

Il Parco Green: i luoghi toccato dalle passeggiate dell’Anello Verde nel parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

Si chiama “Anello verde” ed è un’iniziativa del Servizio Educazione Didattica e Formazione del parco archeologico del Colosseo per il progetto “Il Parco Green”. Da venerdì 10 settembre 2021 torna l’iniziativa Anello Verde: passeggiate a tinte naturali con un archeologo del PArCo che conduce gli ospiti a ritroso nel tempo, partendo dal Medioevo della rinnovata Vigna Barberini alla preistorica palude del Foro Romano, ripercorrendo l’età imperiale e repubblicana lungo le pendici del colle Palatino. Le visite guidate iniziano alle 16.30 e sono in programma venerdì 10 settembre, venerdì 17 settembre, sabato 18 settembre, venerdì 1° ottobre. Per aumentare il comfort della visita, della durata di circa 90 minuti, e garantire la distanza sociale necessaria, saranno utilizzati ricevitori audio sanificati con auricolari usa-e-getta. Per prenotare inviare un’email a: pa-colosseo.didattica@beniculturali.it; cell. 3316739888. Per ogni passeggiata l’appuntamento è presso l’Arco di Tito all’orario indicato. Partecipazione gratuita per i possessori di un qualunque biglietto di ingresso al PArCo in corso di validità.

Il Salone del Restauro di Ferrara approda per la prima volta in Puglia con Restauro in Tour: tre giorni ricchi di appuntamenti alla Fiera del Levante di Bari in presenza (prenotazione obbligatoria e Green Pass) e in streaming. Il museo Archeologico nazionale di Taranto presenta il restauro dei materiali dall’ipogeo di Genoviva che saranno presto esposti al pubblico, e il parco archeologico del Colosseo due video sui restauri green dell’Arco di Settimio Severo e della Basilica Emilia

Si svolgerà dall’1 al 3 settembre 2021, alla Fiera del Levante di Bari, l’edizione “in Tour” del Salone del Restauro di Ferrara. Dopo i vari rinvii dovuti alla prolungata chiusura dei quartieri fieristici è una delle prime manifestazioni che si svolgono in presenza. La manifestazione, nata nel 1991 e per 26 edizioni svoltasi presso Ferrara Fiere, approda per la prima volta in Puglia come il più importante evento internazionale dedicato al mondo dei beni culturali e ambientali. Tre intense giornate espositive organizzate in modalità “live&digital”, quindi in presenza all’interno del Nuovo Padiglione della Fiera del Levante tramite “meeting space” di varie dimensioni, con il supporto di una piattaforma digitale, che permette alle aziende partecipanti di allargare le opportunità di business in ogni parte del mondo ed incrementare le relazioni internazionali su larga scala soprattutto nei confronti degli operatori che per motivi legati ancora a limitazioni di spostamento non potranno partecipare “in presenza”. Parallelamente a “Restauro in tour” si svolge la terza “Restoration week” organizzata da Agenzia ICE in collaborazione con Assorestauro: dal 30 agosto al 4 settembre 2021 uno spettacolare percorso guida delegati internazionali, sia presenti in loco che collegati in modalità virtuale tramite streaming video, a visitare i principali cantieri di restauro italiani presenti a Napoli, Pompei, Bari e Matera. “Restauro in tour” e la “Restoration week” sono il cuore del “Progetto Restauro Made in Italy” nato nel 2019 grazie al contributo e al supporto dell’Agenzia ICE, braccio operativo del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale che hanno espresso la volontà di riconoscere il settore Restauro come un’eccellenza del Made in Italy e si sono posti l’obiettivo di promuoverne e valorizzarne il brand a livello mondiale. Tutto il programma è visibile a questo indirizzo: https://www.salonedelrestauro.com/programma/. Per visualizzarli in diretta streaming: piattaforma digitale https://salonedelrestauro.meeters.space/. Obbligatoria la registrazione (serve anche per ricevere i pass per accedere in fiera) qui https://salonedelrestauro.meeters.space/sign-up.

Eva Degl’Innocenti direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

taranto_marta_restauro-in-tour_convegno-le-mille-vite-dei-reperti_locandinaIl museo Archeologico nazionale di Taranto è presente all’edizione speciale del Salone Internazionale del Restauro di Ferrara quest’anno in versione “in Tour”. Il MArTA di Taranto giunge all’appuntamento barese con un lavoro intenso dedicato al restauro e importanti riconoscimenti ottenuti quest’anno nella ricerca e innovazione digitale (Premio Gianluca Spina 2021) e nella fruizione (Travellers’ Choice Best of the Best TripAdvisor). Il museo di Taranto sarà protagonista della prima giornata di lavori del Salone con il convegno “Heritage and sustainability – Il Restauro del Patrimonio edilizio storico culturale italiano, un’ispirazione per il mondo” nella Sala 2 del Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari, con una relazione dal titolo: “Le mille vite dei reperti di un contesto archeologico tarantino. Dall’oblio alla pubblica fruizione”. “Si tratta di un’anteprima a tutti gli effetti”, spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, “perché per la prima volta in maniera compiuta e più dettagliata presenteremo un grande lavoro di recupero e restauro di un contesto archeologico che farà parte del nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Taranto. Si tratta dei materiali di scavo che dal 1968 sono conservati all’interno dei depositi del MArTA e riguardano l’ipogeo “Genoviva”, una delle più importanti tombe a camera tarantine del periodo tardo-classico/alto-ellenistico, che proprio sul finire degli anni ‘60, in via Polibio a Taranto, portò alla luce una delle scoperte più interessanti compiute in area cittadina. I reperti dell’ipogeo Genoviva presto, dunque, torneranno ad essere esposti al pubblico e per il conseguimento di tale importante obiettivo di studio, ricerca, educazione e valorizzazione il MArTA ha attivato un rapporto di collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, affiancando al valore culturale e di tutela dell’intervento una altrettanto significativa funzione formativa nei confronti di giovani studenti che hanno potuto completare il loro percorso di formazione nell’ambito del restauro archeologico confrontandosi con un contesto di grande interesse scientifico e storico-culturale”. Il convegno al Salone Internazionale del Restauro “in tour” alla Fiera del Levante di Bari si svolge il 1° settembre 2021, dalle 16.35 alle 17.30 nella Sala 2 del Centro Congressi della Fiera del Levante di Bari. Relatori la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, i funzionari archeologi del MArTA, Sara Airò e Lorenzo Mancini, e la dottoressa in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Alessandra De Matteis. Programma convegni: https://www.salonedelrestauro.com/programma/. Per visualizzarli in diretta streaming: piattaforma digitale https://salonedelrestauro.meeters.space/.  Obbligatoria la registrazione (serve anche per ricevere i pass per accedere in fiera) qui https://salonedelrestauro.meeters.space/sign-up.

Anche il parco archeologico del Colosseo partecipa alla manifestazione Restauro in Tour con due video documentari di approfondimento sulle attività di restauro ecosostenibile in corso presso l’Arco di Settimio Severo (video di Mario Cristofaro con Federica Rinaldi e Alessandro Lugari) e la Basilica Emilia (video di Mario Cristofaro con Fiorangela Fazio), nel segno dell’impegno “green” avviato da tempo. Nel restauro dell’arco di Settimio Severo si sta sperimentando il processo di ristabilimento della coesione con bio-consolidamento tramite batteri carbonatogeni. Il sistema, sviluppato dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con un consorzio di diversi istituti (università di Granada, la società di restauro di Lisbona Nova Conservaçao e l’Istituto centrale per il Restauro di Roma) non richiede l’applicazione di microrganismi ma si basa sull’utilizzo del formulato Mixostone, in grado di stimolare l’attività calcinogenica degli ecosistemi microbici che si instaurano nei materiali lapidei. Tale metodo interpreta al massimo il criterio ecologico del biorestauro, permettendo di ottenere il risanamento della pietra sfruttando il potenziale metabolico del materiale.

Il restauro degli elementi architettonici della Basilica Emilia: un cantiere ecosostenibile. Per restaurare gli elementi architettonici della Basilica Emilia nel Foro Romano – che a loro volta costituiscono un significativo intervento di restauro del passato, poiché rimontati nel secolo scorso in una “quinta” che è divenuta ormai parte del paesaggio storico del Foro Romano – è stato messo a punto un progetto di restauro che punta sulla ecosostenibilità e sulla compatibilità delle attività di conservazione e restauro. La novità del progetto consiste nell’installazione di un cantiere pilota per far sì che tutte le fasi dell’intervento siano svolte mediante il ricorso a metodologie green e compatibili con i materiali e le attività di fruizione del parco archeologico del Colosseo.

Roma. Una app del parco archeologico del Colosseo permette di guardare le rovine e i monumenti dell’Urbe con gli occhi di Giambattista Piranesi a 300 anni dalla sua nascita

Uno sguardo sul passato, inciso per sempre e ‘vivo’ attraverso una app. È lo sguardo di Giambattista Piranesi sulle rovine e i monumenti dell’Urbe che oggi rivive grazie alla nuova app del Parco archeologico del Colosseo. Un viaggio nel tempo che conduce gli utenti nel cuore della Roma del Settecento, lungo un itinerario per molti familiare ma sempre ricco di sorprese e particolari da scoprire o riscoprire. Alle vedute d’epoca sono state affiancate le immagini dello stato attuale dei luoghi, appositamente realizzate, per consentire il confronto anche a chi si trovi lontano e non possa raggiungere il PArCo. Si può scaricare la app al link https://parcocolosseo.it/percorsi/il-parco-di-piranesi/ e iniziare a viaggiare nel tempo. La app #IlPArCodiPiranesi è realizzata in collaborazione con l’Istituto centrale per la grafica e con il contributo di Q8italia per celebrare i 300 anni dalla nascita di Piranesi.

Roma. “La Luna sul Colosseo” raddoppia: le visite serali del sabato, dal 20 agosto anche il venerdì. Il nuovo e suggestivo itinerario è reso possibile dal recente restauro dell’intera superficie degli spazi che ospitavano belve, gladiatori e apparati scenici

La Luna al Colosseo: per il 2021 visite guidate con focus sui sotterranei/ipogei appena aperti al pubblico (foto PArCo)

Dal 20 agosto 2021 l’appuntamento con “La Luna sul Colosseo” raddoppia: serate al parco archeologico del Colosseo il venerdì sera oltre che il sabato. Visite a partire dalle 20.10 e per gruppi di massimo 20 persone alla scoperta dei sotterranei. Il nuovo e suggestivo itinerario è reso possibile dal recente restauro dell’intera superficie degli spazi che ospitavano belve, gladiatori e apparati scenici. Per prenotare per uno dei prossimi appuntamenti fino al 30 ottobre 2021: https://parcocolosseo.it/…/la-luna-sul-colosseo-2021…/

Durante l’itinerario si dipana il racconto della topografia della valle dove è stato costruito il Colosseo mentre, attraversando l’area dei sotterranei, si scoprono i materiali con cui è stato costruito l’anfiteatro che hanno permesso di superare lo scorrere del tempo, le funzionalità e le regole che lo rendevano una straordinaria macchina dello spettacolo. Il percorso prosegue lungo il corridoio perimetrale al piano dell’arena passando di fronte all’Edicola della Via Crucis ricostruita con i frammenti ottocenteschi originari e si conclude sul piano stesso dell’arena, con uno straordinario affaccio sugli ipogei e con uno sguardo a 360° sull’immensità degli spalti, che accoglievano più di 60mila spettatori, disegnati nella notte dalle luci e dalle ombre delle cavità dei fornici.

Rovereto Cinema Estate 2021. Nel Giardino delle sculture del MART il film “Reopening Colosseum. Il Colosseo in Quarantena”

Appuntamento con il cinema archeologico a Rovereto. Venerdì 20 agosto 2021, alle 20.45, per Rovereto Cinema Estate 2021, nel Giardino delle sculture del MART a Rovereto (Tn), proiezione del film “Reopening Colosseum. Il Colosseo in Quarantena” di Luca Lancise e Davide Morabito (Italia, 2020) (vedi “Reopening Colosseum. Il Colosseo in quarantena”: evento clou della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. I protagonisti hanno spiegato quei tre mesi vissuti nel silenzio a curare il gigante fragile, e come è nato il progetto di narrare questa avventura unica. Poi le immagini hanno rapito il pubblico | archeologiavocidalpassato). Nei grandi spazi del Colosseo, inaccessibile per l’emergenza Covid-19, una piccola grande famiglia di uomini e donne continua a prendersi cura di un gigante fragile, che per loro è una seconda casa. Insieme affrontano la sfida più difficile, costruire un nuovo modo di visitare uno dei monumenti più celebri al mondo, per riaprirlo al pubblico e garantire il suo futuro. L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Museo Civico in collaborazione con il Comune di Rovereto. Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti (200). L’accesso sarà consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

Roma. Il parco archeologico del Colosseo rinnova il suo impegno per la sicurezza di cittadini e visitatori. Ad agosto attivo un Presidio Medico sulla piazza del Colosseo

Ambulanze del Presidio Medico parcheggiate nella piazza del Colosseo, vicino all’arco di Costantino (foto PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo – in previsione dell’ondata di caldo in arrivo – ha attivato, avvalendosi della collaborazione dell’Organizzazione Europea Volontari di Prevenzione e Protezione Civile di Roma, un presidio di assistenza sanitaria composto da due ambulanze che sarà presente sulla piazza del Colosseo (lato Arco di Costantino) per offrire soccorso ai cittadini e ai numerosi turisti che nelle ultime due settimane sono progressivamente aumentati. “Mai come in questi ultimi anni la salute e la sicurezza dei nostri visitatori sono stati al centro del nostro impegno”, dichiara Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Per tale motivo anche quest’anno, in continuità con i precedenti, un presidio medico è a disposizione di cittadini e turisti con la dotazione di due ambulanze pronte a gestire e supportare ogni criticità venga riscontrata”. Il servizio è attivo dal 10 agosto al 9 settembre 2021, dalle 9 alle 19, sette giorni su sette.

Roma, Percorsi fuori dal PArCo. Nel quindicesimo e ultimo appuntamento il viaggio parte dal Tempio dei Dioscuri, al Foro Romano, e arriva sulla via Appia, seguendo la famiglia dei Metelli

Panorama del Foro Romano con il Tempio dei Dioscuri in primo piano (foto PArCo)

I “Percorsi fuori dal PArCo” sono giunti all’ultima tappa. È stato un lungo viaggio ideale proposto dal parco archeologico del Colosseo che ci ha dato la possibilità di scoprire monumenti e luoghi significativi per l’evoluzione della civiltà romana… e non solo! Siamo dunque al quindicesimo e ultimo appuntamento col progetto “Percorsi fuori dal PArCo – Distanti ma uniti dalla storia” che vuole portare i cittadini romani e tutti i visitatori a scoprire i legami profondi e ricchi di interesse, ma non sempre valorizzati, tra i monumenti del Parco e quelli del territorio circostante, raccontando, con testi e immagini, il nesso antico che unisce la storia di un monumento o di un reperto del parco archeologico del Colosseo con un suo “gemello”, situato nel Lazio. Dopo aver raggiunto il Comune di Cori (tempio dei Dioscuri), il parco archeologico di Ostia Antica (tempio della Magna Mater), Prima Porta (villa di Livia Drusilla), il parco archeologico dell’Appia Antica (tenuta di Santa Maria Nova), piazza Navona (stadio di Domiziano), villa di Tiberio a Sperlonga (Lt), Palazzo Barberini al Quirinale, il parco archeologico di Priverno (residenze private), il parco archeologico di Ostia Antica (Sinagoga), Santa Maria Maggiore a Ninfa (Lt), il complesso di Massenzio sulla via Appia, Palazzo Farnese a Caprarola (Vt), le gallerie nazionali Barberini Corsini, la loggia di Galatea nella Villa Farnesina, il viaggio virtuale – ma ricco di spunti per organizzare visite reali – promosso dal parco archeologico del Colosseo riparte ancora una volta dal Foro Romano, esattamente come nella prima tappa dello scorso aprile, dal Tempio dei Castori, per giungere sulla via Appia, seguendo la famiglia dei Metelli.

Il portico di Ottavia come lo vediamo oggi dopo il restauro da parte di Ottaviano Augusto (foto graziano tavan)

“La storia è formata da luoghi, da eventi ma anche da persone”, spiegano gli archeologi del Parco archeologico del Colosseo. “Per questo vogliamo concludere questo ciclo parlando di una delle famiglie più importanti della Roma repubblicana: i Metelli. La famiglia romana della gens Caecilia diede alla vita militare e politica romana numerosi esponenti protagonisti di avvenimenti importanti. Lucio Cecilio nel 250 a.C. riportò una vittoria significativa contro i Cartaginesi a Panormo. Quinto Cecilio Macedonico combatté la quarta guerra macedonica e ridusse la Macedonia a provincia romana nel 146 a.C. Inoltre, dopo il grandioso successo riportato, commissionò la Porticus Metelli, oggi meglio conosciuta come Portico di Ottavia dal nome della sorella di Augusto a cui fu dedicata dopo il restauro da parte del princeps”.

Le tre colonne ancora in situ risalgono alla ricostruzione di Tiberio del 6 d.C. Invece l’alto podio su cui sorgevano le colonne fu consolidato durante il rinnovamento finanziato da L. Cecilio Metello Dalmatico anche se fu nuovamente restaurato da Augusto a causa dei numerosi problemi statici dell’edificio (foto PArCo)

“La grandiosa costruzione rappresentava una novità assoluta nel panorama romano”, continuano gli archeologi del PArCo, “e riprendeva il modello della stoà greca, divenendo contenitore di opere d’arte di eccezione. Vogliamo ricordare infine Lucio Cecilio Metello Dalmatico, console dal 119 a.C., che prese il suo cognomen dalle vittorie riportate sui Dalmati. Con il bottino di guerra, nel 117 a.C., finanziò uno dei primi restauri del Tempio dei Castori nel Foro Romano, dandogli la struttura che ancora oggi possiamo in parte osservare”.

Via Appia, il Mausoleo di Cecilia Metella dall’alto. In base a confronti con monumenti funerari simili sappiamo che in origine il cilindro doveva essere sormontato da un tumulo di terra ricoperto da vegetazione. Visibile anche l’oculus, l’apertura posta sulla sommità della camera sepolcrale (foto PArCo)

La famiglia dei Metelli restaurò ed eresse nuovi monumenti anche fuori dall’Urbe: “Uno dei più emblematici”, ricordano gli archeologi del PArCo, “è il Mausoleo di Cecilia Metella sulla Via Appia nel parco archeologico dell’Appia Antica che riveste grande importanza nell’ambito dell’architettura funeraria romana e testimonia il prestigio della famiglia dei committenti che potevano finanziare costruzioni simili sulla Regina Viarum. Il Mausoleo è uno degli edifici funerari più rappresentativi della via Appia Antica, vero e proprio monumento-simbolo che si staglia al III miglio della strada consolare. Si tratta di una tomba monumentale costruita fra il 30 e il 20 a.C. per ospitare le spoglie di Cecilia Metella, esponente dell’aristocrazia romana”.

L’epigrafe, ancora visibile sulla parte alta del monumento, ricorda che Cecilia era figlia del console Quinto Cecilio Metello (foto PArCo)

“L’epigrafe, ancora visibile sulla parte alta del monumento”, sottolineano gli archeologi del PArCo, “ci svela che Cecilia era figlia del console Quinto Cecilio Metello, noto come ‘Cretico’ per aver conquistato l’isola di Creta. Il termine “Crassi” con cui si conclude l’iscrizione si riferisce al marito che era con ogni probabilità Marco Licino Crasso, distintosi al seguito di Cesare nella spedizione in Gallia tra il 57 e il 51 a.C. La tomba, che impressiona ancora oggi il viaggiatore per la sua imponenza ed eleganza, era un omaggio alla defunta ma anche e soprattutto una celebrazione delle glorie, delle ricchezze e del prestigio delle famiglie di appartenenza. Era costituita da un imponente cilindro, che si presenta ancora rivestito dalle originarie lastre di travertino, poggiante su un basamento a pianta quadrata di cui si conserva il solo nucleo cementizio in scaglie di selce. Sulla sommità del tamburo è un fregio marmoreo decorato con teste di bue e ghirlande di fiori e frutta da cui deriva il termine ‘Capo di Bove’ che a partire dal medioevo indica il monumento stesso e tutta la tenuta circostante”.

Mausoleo di Cecilia Metella. Sulla destra, il mausoleo costituito da un imponente cilindro ancora rivestito dalle originarie lastre di travertino; poggia su un basamento a pianta quadrata di cui si conserva il solo nucleo cementizio in scaglie di selce. Ben visibile sulla sommità del tamburo il fregio marmoreo decorato con teste di bue e ghirlande di fiori e frutta (foto PArCo)

“Nel 1303, con l’aiuto di papa Bonifacio VIII, il mausoleo venne acquisito dalla famiglia Caetani e fortificato con un castrum formato da una cinta muraria, un palazzo e un torrione che si ergeva sulla mole della tomba romana. All’interno del villaggio fortificato – concludono – era anche la chiesa gotica di San Nicola, ancora oggi visibile di fronte al mausoleo”. Il Mausoleo di Cecilia Metella è in via Appia Antica 161. Aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19 con ultimo ingresso alle 18.30. Come arrivare: Metro A (Arco di Travertino) e poi autobus 660 oppure 118. Ingresso con La Mia Appia Card. Per sapere di più sulle modalità di accesso: http://www.parcoarcheologicoappiaantica.it/…/prepara…/