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Napoli. Altri tre video per la rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” sui social del museo Archeologico nazionale: Silvia Neri su Gladiatorimania, Francesca Pavese su graffiti e colori della grafica, Andrea Mandara sull’allestimento

La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Altri tre video della rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” proposta sui canali social del museo Archeologico nazionale di Napoli per illustrare la mostra aperta nel Salone della Meridiana e nel Braccio nuovo fino al 6 gennaio 2022.

Nel terzo appuntamento l’architetto Silvia Neri, progettista della sezione “Gladiatorimania”, ci porta alla scoperta degli ambienti dedicati ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori. “Ci troviamo nella sezione Gladiatorimania nel braccio nuovo del museo”, spiega Silvia Neri. “È una sezione un po’ particolare perché parla di quella che è stata ed è tutt’oggi la fortuna dei gladiatori. Quindi è una naturale evoluzione della mostra archeologica che si sviluppa attraverso alcuni elementi guida che sono individuati in particolare nella grafica. Infatti gli elementi guida della mostra archeologica sono i graffiti che pendono dal soffitto della Meridiana, mentre qui l’evoluzione naturale sono i fumetti della Comics che ci accompagnano per tutta la visita della sezione. Nella mostra vengono esposti pezzi molto particolari: si passa dalla riproduzione di armature, di elmi, la maggior parte dei quali è conservata al Mann, a riproduzione di armi attraverso le Lego, attraverso le Playmobil; a scene di vita quotidiana dei gladiatori attraverso la realizzazione di diorami, nonché di focus su alcuni aspetti particolari come ad esempio l’alimentazione non dei gladiatori per se stessa ma dei moderni gladiatori ovvero degli atleti. Fino ad arrivare a quella che è l’alimentazione del pubblico, cioè tutto quel sistema di bancarelle, venditori ambulanti, che è presente adesso lungo la strada che conduce agli stadi, ma era presente anche un tempo tutto attorno e lungo la strada che portava poi all’arena in cui si scontravano i gladiatori. Ma non solo. Si parla anche di riproduzioni tridimensionali di elmi, e quindi possibili da visionare in tutti i loro particolari, fino ad arrivare alla cura vera e propria dei gladiatori, quindi alla cura della ferite dei gladiatori con la riproduzione di strumenti medici, e un focus particolare su Galeno, su quello che era considerato il medico dell’antichità, uno dei primi, e in particolare il medico dei gladiatori. Terminiamo questo percorso della mostra con dei focus sui moderni gladiatori e le riproduzioni di opere sempre con la Lego legate al mondo stesso dei gladiatori, fino ad arrivare al contemporaneo con tutto quello che è stato ispirato dalla figura dei gladiatori, quindi cartoni animati, carte gioco che vanno tanto di moda adesso per i ragazzi, e creando così un insieme di elementi che catturano non soltanto i bambini ma affascinano anche gli adulti. Forse perché li mettono nella condizione per capire in maniera molto più semplice molto più concreta, proprio perché legata alla realtà, quella che era la figura del gladiatore”.

Nel quarto appuntamento Francesca Pavese, grafica di mostra ed immagine di comunicazione, racconta colori e disegni nell’allestimento della grande esposizione. “I teli rappresentano un elemento molto importante dell’allestimento. Sono 14 teli, larghi un metro e mezzo e alti 13 metri, e sono tutti di colori diversi campionati dai colori degli affreschi, e vengono accostati in maniera molto creativa e anche molto contrastante con delle sfumature. Rappresentano i graffiti della città di Pompei, fatti dagli abitanti della città che rappresentavano i combattimenti gladiatori, i personaggi, chi organizzava, gli allenatori, e raccontavano chi vinceva e chi perdeva. Sono graffiti che potrebbero ricordare i fumetti contemporanei. Sono di una vivacità straordinaria, una sintesi grafica fortissima, e si può vedere che molti rappresentano i gladiatori ma anche molti che rappresentano le fiere che venivano coinvolte in queste competizioni. Questi “fumetti del passato”, chiamiamoli così, si collegano alla seconda parte della mostra, la Gladiatorimania, dove si confronteranno con le illustrazioni del presente in maniera straordinaria”.

Nel quinto appuntamento Andrea Mandara, che ha curato il progetto di allestimento della grande mostra, ci fa apprezzare le soluzioni adottate. “Siamo nel cuore del museo, il gran salone della Meridiana. La mostra quindi all’interno di questo salone respira l’aria della bellezza del salone. L’allestimento ha interpretato il tema dei giochi gladiatori all’interno della sala delle feste, della bellezza del museo. La sala in cui vediamo la meridiana, e quindi tutto l’allestimento gira intorno a questa volontà, con queste forme curve, di poter dare idea della logica degli anfiteatri, della geometria degli anfiteatri, che sono curve che si rincorrono tra di loro, e comunque rispettano lo spazio, il volume dell’ambiente della Meridiana, che si qualifica ancora di più con la presenza di questi grandi stendardi che danno respiro, danno anche forza allo sguardo sulla profondità, sull’ampiezza del luogo nel quale ci troviamo. Tutte le curve unite accolgono le opere, accolgono anche questa magnificenza delle armi gladiatorie, dove in particolare in un punto centrale dell’esposizione abbiamo la presenza di questo grande patrimonio del museo che è allestito come se fosse la vera e propria palestra dei gladiatori, e quindi tutte le armi gladiatorie trovano posto all’interno di questo rincorrersi di curve e della storia di questi giochi gladiatori che raccontiamo in mostra”.

Napoli. Il museo Archeologico nazionale riapre il 28 aprile: si potrà finalmente visitare la grande mostra “Gladiatori”. Il direttore Giulierini: “Ci aspetta una nuova Primavera dell’Arte”

Il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, presenta la mostra “Gladiatori” (foto mann)

Il museo Archeologico nazionale di Napoli riapre al pubblico da mercoledì 28 aprile 2021. “La zona gialla consente al  museo Archeologico nazionale di Napoli  di riaprire e accogliere nei grandi spazi delle sue collezioni e nei giardini,  in assoluta sicurezza,  i visitatori e, tra questi, ci auguriamo tanti ragazzi con le loro famiglie”, interviene Paolo Giulierini, direttore del Mann. “Lo facciamo con l’imperdibile mostra Gladiatori,  che avevamo presentato per ora solo virtualmente, e con un messaggio che unisce quella storia e quei miti  a un presente, ancora complicato, ma pieno di speranze. Solo uniti vinceremo, perché solo mostrando tutti insieme responsabilità nei comportamenti, compattezza, solidarietà, con forza e onore risolleveremo la testa. Ci aspetta una nuova Primavera dell’Arte che restituirà la sua linfa al territorio e riporterà presto il mondo a godere della bellezza italiana. Vi aspettiamo”.

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La rivista “Archeologia Viva” di maggio-giugno in omaggio ai primi 50 visitatori del 28 aprile

Da mercoledì 28 aprile 2021 si potrà visitare il museo nelle modalità abituali (tutti i giorni dalle 9 alle 19.30; martedì riposo settimanale); sabato, domenica e festivi, l’accesso sarà consentito esclusivamente con la prenotazione, tramite i siti web coopculture.it, museoarcheologiconapoli.it e con l’app dedicata di Coopculture. I primi cinquanta visitatori, che saranno al Museo mercoledì 28, riceveranno in dono il numero di maggio/giugno 2021 della rivista “Archeologia Viva”, che dedica un ampio ed interessante approfondimento alla mostra “Gladiatori”. Il biglietto intero di ingresso al Mann costerà 10 euro (ridotto: 8 euro; giovani tra i 18 ed i 25 anni non compiuti: 2 euro); la card Openmann, che consente ingressi illimitati al Museo per 365 giorni dalla data di prima attivazione, avrà il prezzo di 15 euro per adulto, 30 per coppie (due adulti over 25 anni), 5 per Academy (studenti ed iscritti alle scuole di specializzazione senza limiti di età). I titolari di abbonamento in corso di validità recupereranno i mesi non fruiti a causa della chiusura del Museo.

La Sala della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la mostra “Gladiatori” (foto valentina cosentino)
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La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Attesa novità della riapertura è la grande esposizione “Gladiatori”, allestita e presentata in streaming durante il lockdown; cuore dell’allestimento sono centosessanta reperti che, nel Salone della Meridiana, risultano suggestivi tasselli di un affascinante viaggio di ricerca in sei sezioni: 1) Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; 2) Le armi dei Gladiatori; 3) Dalla caccia mitica alle venationes; 4) Vita da Gladiatori; 5) Gli Anfiteatri della Campania; 6) I Gladiatori “da per tutto”.  Parte integrante dell’itinerario è la “settima sezione” tecnologica che, intitolata significativamente “Gladiatorimania” e concentrata nel Braccio Nuovo del Museo, costituisce un vero e proprio strumento didattico e divulgativo per rendere accessibili a tutti, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra. L’esposizione “Gladiatori” è stata promossa con il sostegno della Regione Campania ed avrà approfondimenti ad hoc nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania  (https://cultura.regione.campania.it ); partner della mostra  è Intesa Sanpaolo. Durante i mesi di chiusura si è lavorato all’allestimento della personale di Danilo Ambrosino, con un’incursione nell’arte contemporanea che si lega simbolicamente al tema dei Gladiatori: nel percorso “Leib_il corpo vivente” (in calendario sino al 30 settembre), curato da Olga Scotto di Vettimo, sono presentati venti dipinti realizzati con smalto e foglia oro su dibond. Nell’analisi creativa sul corpo, svelato nelle diverse posizioni degli arti e nel contrasto tra gli scuri ed i bagliori aurei, possibile individuare un parallelismo ideale con le figure, gli allenamenti e la preparazione atletica degli antichi combattenti nelle arene.

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Al Mann la mostra a fumetti “Lucy. Sogno di un’evoluzione” di Tanino Liberatore (foto Mann)

Per chi non avesse ancora avuto modo di visitarla, da non perdere la mostra “Lucy. Sogno di un’evoluzione” del “Michelangelo del Fumetto”, Tanino Liberatore: l’allestimento, promosso in rete con COMICON nell’ambito del progetto universitario Obvia- Out of Boundaries Viral Art Dissemination, è realizzato nella Sezione Preistoria e Protostoria del Mann per raccontare, con disegni e schizzi, le lontanissime (e sempre vive) radici dell’umanità. 

Napoli. Secondo appuntamento social “I Gladiatori ti aspettano al Mann”: mentre il museo Archeologico nazionale si prepara a riaprire mercoledì 28, l’archeologa Laura Forte, coordinatrice della mostra, ci illustra il ceppo di punizione dei gladiatori

La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Secondo appuntamento con “I Gladiatori ti aspettano al Mann”. E mentre il museo Archeologico nazionale di Napoli si prepara a riaprire mercoledì 28 aprile 2021, Laura Forte, funzionario archeologo e coordinatrice dell’esposizione, ci fa scoprire il ceppo di punizione, manufatto in ferro proveniente dalla Caserma dei Gladiatori di Pompei ed appartenente alle collezioni del Mann.

“Questo manufatto in ferro – spiega Laura Forte – proviene dalla caserma dei gladiatori di Pompei, o meglio dal quadriportico dei teatri che sappiamo svolse le funzioni di caserma dei gladiatori dopo il terremoto del 62 d.C. Su questo manufatto abbiamo molti dati. Dai diari di scavo siamo a conoscenza del fatto che fu scoperto nel dicembre del 1766 e fu trovato in un ambiente della caserma insieme ad altri reperti piuttosto interessanti, cioè quattro scheletri, quattro elmi, dei gambali e dei frammenti di baltei che erano dei cinturoni. È un manufatto veramente particolare: era fatto per legarvi i piedi, era un ceppo di contenimento, era forse usato proprio a titolo punitivo dei gladiatori stessi in circostanze che purtroppo non ci sono note. Abbiamo un disegno, riprodotto in mostra su scala più ampia, di Giovanni Battista Piranesi che cerca di contestualizzare il manufatto nel suo ambiente di rinvenimento: una visione ideale ma tutto sommato anche un po’ realistica, perché probabilmente grazie ai colloqui che Piranesi ebbe con Camillo Paderni (illustratore, scavatore e curatore dell’Herculaneum Museum di Portici, presso la corte dei Borboni), e grazie al fatto che Piranesi probabilmente vide questi manufatti già nel museo di Portici nel 1770, è in grado di ricostruire l’ambiente con gli elmi che sono su una mensola in alto e quelli che furono trovati come scheletri sono appunto quattro personaggi che immagina legati al ceppo nella sua funzione. Questa riproduzione è ispirata a uno dei rari disegni di Piranesi giunti fino a noi, che si conserva a Berlino. Qui in mostra – conclude Forte – abbiamo voluto esporre questa riproduzione proprio per aiutarci a contestualizzare il manufatto”.

Napoli. “I Gladiatori ti aspettano al Mann”, partita la campagna social col video del direttore del museo Archeologico nazionale Paolo Giulierini

Gli elmi dei gladiatori, simbolo della mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Valentina Cosentino)

“I Gladiatori ti aspettano al #MANN”: è partita la campagna social dedicata alla grande mostra con il primo video – come annunciato – del direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini: un invito a ripartire grazie alla cultura. Colonna sonora con musica originale di Antonio Fresa.

“Eccoci nella mostra dedicata ai Gladiatori”, esordisce Giulierini, “un’occasione incredibile per poter approfondire il mondo di questi beniamini del pubblico antico di Roma, un’occasione per poter entrare nella loro vita intima, per capire anche la tragedia che patirono per essere sottratti dalle loro terre, ma anche la gloria che ricevettero affrontando altri gladiatori all’interno degli anfiteatri. Vi accoglieranno armi lucenti, ampi oggetti che fanno riferimento alla loro vita quotidiana come per esempio le zuppe che essi mangiavano costituite da cereali e da legumi. Ma potremo anche fare un passaggio riguardo alla fortuna dei gladiatori che ebbero non solo in Italia ma anche nelle colonie oltre l’Italia, come Augusta Raurica fondata da Giulio cesare nelle Elvetie (l’odierna Svizzera) che ci restituisce oggi uno straordinario pavimento musivo con scene di gladiatori. E poi ancora vedremo come si presentava l’anfiteatro di Pompei con le originali pitture. Ancora un passaggio tra tutti gli anfiteatri della Campania, senza dimenticare l’anfiteatro per eccellenza, il Colosseo. E ancora una lungimirante sezione dedicata alla fortuna di questi uomini che sono stati ritratti anche nei quadri dell’Ottocento, hanno suggestionato anche De Chirico, e poi hanno informato tutta la cinematografia dagli anni Cinquanta, ai grandi colossal a partire da Spartacus, che hanno poi suggestionato le nostre menti e ne hanno fatto dei beniamini e degli eroi dei giorni odierni. Si potrà addirittura divertirsi in mostra, perché si potranno vedere le Lego, si potranno vedere i video games, e tanti altri fumetti e opere d’arte contemporanea che sono state ispirate dal tema di questi beniamini. Ora, come dice Luca Word nel suo spot”, conclude Giulierini, “è il momento di stare uniti, di combattere insieme e di ritornare nei musei. E questa mostra è un’occasione straordinaria per farlo”.

Napoli. “I Gladiatori ti aspettano” al MANN: in attesa della riapertura del museo Archeologico nazionale, al via la campagna sui social del museo per presentare la grande mostra con brevi video su reperti, allestimento, backstage, comunicazione, didattica

Gli elmi dei gladiatori, simbolo della mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Valentina Cosentino)

“I Gladiatori ti aspettano” al MANN. Parte la campagna Facebook ed Instagram per raccontare la mostra in attesa della riapertura. Curiosità nella storia dei reperti, strategie per l’allestimento, attività di backstage e comunicazione, didattica e divulgazione della mostra: sono questi soltanto alcuni dei temi della campagna social “I Gladiatori ti aspettano al MANN”, in partenza venerdì 23 aprile 2021 sulla pagina Facebook ed, a seguire, sul canale Instagram del museo Archeologico nazionale di Napoli. Massimo tre minuti per diversi racconti “in video” della grande esposizione che attenderà i visitatori alla riapertura del Mann: spirito della rassegna online sarà legare alcune anticipazioni di “Gladiatori” ai volti di chi ha curato, seppur con diverse competenze, l’allestimento. I video della campagna saranno pubblicati su Facebook il venerdì e la domenica: “colonna sonora” degli approfondimenti sarà la musica originale che Antonio Fresa ha composto per lo spot ufficiale di “Gladiatori”.​ Alla rassegna virtuale parteciperà anche Antonio Ernesto Denunzio (vicedirettore Gallerie d’Italia- Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli): Intesa Sanpaolo è, infatti, partner della mostra e condivide la necessità che il processo di ripartenza si basi anche sulla valorizzazione del patrimonio culturale.

Il Salone della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli dove è allestita la mostra “Gladiatori” (foto Valentina Cosentino)

Si partirà venerdì 23 aprile 2021, alle 9, con il video messaggio del direttore del Museo, Paolo Giulierini: un benvenuto simbolico e un invito a “resistere e stare uniti, per poi ritornare nei Musei. Questa mostra è un’occasione straordinaria per farlo”. Si proseguirà con un focus archeologico: Laura Forte (funzionario archeologo e coordinatrice della mostra) parlerà del ceppo di punizione, manufatto in ferro proveniente dalla Caserma dei Gladiatori di Pompei ed appartenente alle collezioni del Mann. Uno dei marchi inconfondibili della mostra è lo spettacolare allestimento nel Salone della Meridiana: ne approfondiranno le caratteristiche i progettisti, l’architetto Andrea Mandara e la graphic designer Francesca Pavese, mentre la progettista ed architetto Silvia Neri si concentrerà sulla sezione tecnologica “Gladiatorimania”.

Effetti speciali e supporti multimediali nella mostra “Gladiatori” al Mann (foto Valentina Cosentino)

Tra comunicazione e valorizzazione: Antonella Carlo (Responsabile Ufficio Comunicazione Mann) si occuperà delle attività di presentazione della mostra in streaming e sui social, mentre Lucia Emilio (Responsabile dei Servizi Educativi Mann) traccerà il quadro delle attività culturali (dal cinema al fumetto, dagli incontri di archeologia ai laboratori). Non mancheranno approfondimenti sul rilievo con scene di combattimenti di Gladiatori: lo straordinario reperto apre la mostra ed ispira alcune illustrazioni della pubblicazione per ragazzi dedicata a Gladiatori (il video sarà di Elisa Napolitano, Servizi Educativi del Mann); Caterina Serena Martucci (Ufficio Comunicazione, Mann) seguirà una narrazione, calibrata per social, delle tempere di Morelli con la rappresentazione delle pitture perdute dell’anfiteatro di Pompei.

“Gladiatorimania” è l’originale sezione aggiunta al Mann per la mostra “Gladiatori” (foto mann)

Spazio alla “Gladiatorimania” con pillole video che racconteranno Lego, modelli per bambini e ricostruzioni di armi; sempre ai più piccoli (ed ai loro genitori) sarà rivolto il messaggio di Mario Testa, l’illustratore (Scuola Italiana di Comix) che ha realizzato i disegni per il libro “Gladiatori” (Franco Cosimo Panini Editore). 

Il TG2 Dossier sabato fa tappa al Mann con la puntata “Museo Archeologico Nazionale, scrigno di civiltà” curata da Laura Pintus, in replica domenica

Una bambina con maglioncino giallo apre le porte della Collezione Magna Grecia: forse da qui inizia, simbolicamente, il viaggio del Tg2 Dossier, che fa tappa al Mann nella puntata “Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scrigno di civiltà”, in onda su Rai 2 sabato 17 aprile 2021 alle 23.30 e in replica domenica 18 aprile 2021 alle 10.10. La puntata sarà disponibile su Rai Play. Quarantacinque minuti di bellezza per raccontare l’istituto di Napoli ed i legami che si intrecciano tra i capolavori del Sud Italia: l’attento ed efficace percorso, curato da Laura Pintus, rappresenta il Mann a trecentosessanta gradi, tra collezioni permanenti, esposizioni temporanee e grandi progetti di ricerca.

Il direttore Paolo Giulierini e la giornalista Laura Pintus nel backstage al Mann della puntata di TG2 Dossier “Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scrigno di civiltà” (foto mann)
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Gli elmi della mostra “I Gladiatori” nel laboratorio di restauro del Mann nel backstage della puntata di TG2 Dossier “Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scrigno di civiltà” (foto mann)

Trait d’union del programma è il dialogo con i protagonisti della vita del Museo: dal direttore Paolo Giulierini, che guida la giornalista alla scoperta dei tesori museali, agli archeologi, ai restauratori, agli addetti alla custodia dei tesori dischiusi dai depositi. Non mancano, naturalmente, incursioni nel backstage della mostra “Gladiatori”: nel laboratorio di restauro dell’Archeologico, infatti, sono state curate “le ferite” degli splendidi elmi bronzei, esposti oggi nel Salone della Meridiana per il grande allestimento. E poi spazio agli interventi per restaurare il Mosaico di Alessandro, ai programmi di valorizzazione per i più piccoli con le pubblicazioni a fumetti, alla storia dei capolavori della statuaria Farnese: un percorso ricchissimo, che svela un volto inedito del Museo.

L’antro della sibilla a Cuma (foto Jazz and Conversation)

Dal Mann ai legami con il territorio: il Tg2 Dossier traccia un itinerario suggestivo tra passato e presente, ritrovando usi e costumi in cui rispecchiarsi ancor di più oggi, in tempi di pandemia. La puntata si sofferma anche su tante eccellenze del territorio, per definirne la matrice identitaria, pur nelle differenze storico-artistiche:  da Cuma a Palazzo Reale, da Santa Maria Capua Vetere a Ercolano, un inno alla bellezza che, all’epoca del Covid e del lockdown degli istituti culturali, infonde speranza per il futuro.

In attesa della grande mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli, ecco “Gladiatori” (Franco Cosimo Panini Editore) , racconto illustrato per i più giovani. La guida disponibile anche in inglese, acquistabile on line

La copertina della pubblicazione per ragazzi “Gladiatori” (Franco Cosimo Panini Editore) sulla mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Gladiatori, il viaggio parte con i più giovani: in attesa della grande mostra programmata al museo Archeologico nazionale di Napoli,  dal 25 marzo 2021 sarà in libreria il racconto illustrato  pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore (48 pagine, 8 euro); il volume, tradotto in inglese, sarà acquistabile online, sul sito francopaniniragazzi.it. La pubblicazione, dedicata a bambini e ragazzi, nasce da un progetto e da un’idea dei Servizi Educativi del Mann (responsabile: Lucia Emilio/ staff: Elisa Napolitano ed Annamaria di Noia), con la collaborazione dell’Ufficio Mostre (Laura Forte); le illustrazioni sono firmate da Mario Testa per la Scuola Italiana di Comix. Al lettore, tocca anche la possibilità di entrare nelle maglie nel racconto: le pagine “colora le venationes”, “crea il tuo gladiatore con gli stickers del libro” o il cruciverba a tema rappresentano un modo concreto per imparare senza rinunciare alla fantasia del gioco e del disegno.

Una pagina della pubblicazione “Gladiatori” (Franco Cosimo Panini Editore) sulla mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Una giornata da Gladiatore: parte da un’unità temporale, che svela le tante attività per organizzare gli spettacoli nell’anfiteatro, questa originale narrazione per immagini e parole. La storia si sviluppa su piani diversi, che si intrecciano grazie alla suggestione dei disegni ed alla proposta di quiz didattici e giochi a tema: la cornice è rappresentata dalle avventure dell’editor Marcus Lucretius Rufus, organizzatore di spettacoli di Gladiatori. In una giornata tipo, il personaggio deve selezionare i combattenti, scegliere ed allestire l’anfiteatro dove farli sfidare, predisporre i momenti di intrattenimento musicale e selezionare le fiere per le venationes: durante queste attività, il protagonista ha l’occasione di aprire vere e proprie finestre di approfondimento dedicate ai giovani lettori.

Il trace, una delle tipologie di gladiatori: dalla pubblicazione “Gladiatori” (Franco Cosimo Panini Editore) sulla mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Dalle classi dei Gladiatori all’architettura degli antichi anfiteatri, dalla tipologia di armi utilizzate negli scontri e nelle parate alla fama dei Gladiatori, il volume intercetta temi che riescono a combinare dimensioni temporali soltanto apparentemente distanti: tra questi motivi, che includono una riflessione sull’attualità, le risse tra “tifoserie” diverse durante i giochi e la gladiatura al femminile. Nel libro non manca un focus sul gladiatore Spartaco che, dalla antica scuola di Capua, si fece paladino della libertà in una rivolta per abbattere il regime di schiavitù imposto da Lentulo.

Il museo Classis Ravenna riapre il 22 febbraio con ingresso gratuito fino al 18 marzo. Sassatelli: “La stele di Antigono al Mann per la mostra Gladiatori”. Col Buono Regalo si regala arte e cultura

Classis Ravenna, il museo della Città e del Territorio, aperto nell’ex Zuccherificio

Il 22 febbraio 2021 riapre al pubblico il museo Classis Ravenna che, fino al 18 marzo 2021, avverrà ad ingresso gratuito. La gratuità rappresenta un‘opportunità che si rivolge soprattutto ai residenti per riavvicinarsi alla cultura dopo questa lunga pausa forzata. La riapertura, fino al 18 marzo, è coerente con quella della Basilica di Sant’Apollinare in Classe e prevede i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 13.30-18. Dal 19 marzo 2021 si tornerà alle tariffe e agli orari di apertura consueti. “Salutiamo la riapertura dei luoghi della cultura con grande soddisfazione”, riferisce il presidente di RavennAntica, Giuseppe Sassatelli, “nella consapevolezza che il fatto racchiude in sé un grande valore simbolico di rinascita e un chiaro messaggio di speranza di ritorno alla normalità. Per quanto riguarda la riapertura dei siti di RavennAntica abbiamo deciso di procedere per gradi. Innanzitutto perché rimettere in moto tutte le procedure, peculiari in ciascun museo o luogo espositivo, non è sicuramente cosa immediata. In secondo luogo perché le diverse caratteristiche strutturali degli spazi museali consigliano la necessaria prudenza per garantire che i visitatori possano fruirne in serenità e nella più totale sicurezza. Siamo felici di riprendere l’attività museale a partire dal Classis”. Al fine di prevenire il possibile formarsi di assembramenti già dalla riapertura del maggio 2020 RavennAntica aveva adottato un nuovo sistema di prenotazione on line in grado di gestire la fruizione dei monumenti per fasce orarie. Si è trattato di rivoluzionare un sistema organizzativo e gestionale consolidato con un nuovo strumento di lavoro la cui adozione era già in programma e che l’emergenza sanitaria ha costretto ad anticipare.

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Giuseppe Sassatelli, presidente di RavennAntica

“In questi mesi di chiusura”, sottolinea Sassatelli, “il lavoro “dietro le quinte” è continuato ininterrottamente. Abbiamo  portato avanti i nostri progetti espositivi, che vedranno la luce in primavera, e abbiamo rafforzato i rapporti di collaborazione che ci vedono impegnati con importanti istituzioni museali in Italia e all’estero. In occasione della  mostra sui Gladiatori che è in fase di allestimento e che sarà aperta al pubblico dal prossimo 31 marzo 2021 al museo Archeologico nazionale di Napoli,  abbiamo formalizzato il prestito della stele di Antigono normalmente esposta al museo Classis. Con questo prestito il Classis Ravenna rafforza la propria posizione  nel circuito delle grandi esposizioni nazionali e internazionali”.

ravenna_classis_regalacultura_locandinaRegala arte e cultura. Sono tempi incerti e difficili, che l’arte e la cultura possono contribuire ad alleviare. RavennAntica propone il Buono Regalo per vivere e condividere un’esperienza unica alla scoperta del patrimonio della città di Ravenna. Acquistarlo è semplicissimo ed è un pensiero adatto a tutti: basta visitare il sito www.ravennantica.it e cliccare su “Acquista Buono regalo”. Regalarlo è semplice: scegli l’importo del Buono Regalo (spesa minima 5 euro) e procedi all’acquisto, riceverai un voucher che potrai stampare e donare a chi vuoi. Se vuoi potrai inviarlo a chi è lontano, via mail o WhatsApp. Chi riceve il Buono Regalo può decidere come utilizzarlo: può scegliere tra le tante opportunità disponibili sul portale online (ingressi a musei e monumenti, audioguide, visite guidate) e quando i musei riapriranno, potrà prenotare il giorno e l’orario di arrivo, sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Maggiori informazioni sul sito www.ravennantica.it

Napoli. Quarto weekend con musei chiusi, e quarta proposta online “Aperti per voi” del museo Archeologico nazionale dedicata ai “Racconti delle mostre”. Promo OpenMANN per San Valentino

Mostra “Gli Etruschi e il Mann”: Corredo di una tomba a tumulo della necropoli del Nuovo Mattatoio a Capua (880-870 a.C. circa) (foto Giorgio Albano)

Quarto week end con musei chiusi al pubblico secondo le disposizioni anti-Covid, e quarta proposta on line del museo Archeologico nazionale di Napoli: sabato 13 e domenica 14 febbraio 2021, sulla pagina Facebook del Museo e, a seguire, sul canale Instagram, sarà promossa la campagna social “Aperti per voi”, questa volta dedicata ai “Racconti dalle mostre”. Si partirà, naturalmente, dall’esposizione “Gli Etruschi e il Mann”: la narrazione digitale dell’allestimento si soffermerà, in primis, sul corredo di una tomba a tumulo della necropoli del Nuovo Mattatoio a Capua (880-870 a.C. circa). Nei reperti presentati online, si rifletterà il fenomeno di osmosi culturale tra Etruria Propria e territorio di “migrazione” dell’antica popolazione italica: analizzando i manufatti, si riscontreranno elementi di comunanza tra il mondo villanoviano etrusco e le tradizioni materiali indigene.

Mostra “Gli Etruschi e il Mann”: urna cineraria in argento dalla tomba Artiaco 104 di Cuma (foto Giorgio Albano)

Dalla tomba Artiaco 104 di Cuma (725-700 a.C.), sarà condivisa in rete l’immagine di un’urna cineraria in argento: come avviene per Ettore nell’Iliade, infatti, i resti combusti del defunto sono conservati in questo splendido ossuario, che, nel proprio “design”, ancora una volta esprime la convivenza tra il modello villanoviano e la produzione artistica “grecizzante”.

Mostra “Gli Etruschi e il Mann”: cratere a colonnette a figure rosse da Cuma (foto Giorgio Albano)

Sempre da Cuma proviene un cratere a colonnette a figure rosse (600-575 a.C.), con la rappresentazione della Gigantomachia; soggetto raffigurato e luogo di rinvenimento qui suggestivamente convergono: i Campi Flegrei, infatti, sono proprio lo “spazio” mitico in cui si combatte la battaglia tra gli dèi dell’Olimpo ed i Giganti. 

Mostra “Gli Etruschi e il Mann”: le terrecotte architettoniche dal “tempio delle stimmate” di Velletri (foto Giorgio Albano)

Per concludere il percorso virtuale sugli Etruschi al Mann, un’incursione nella seconda sezione della mostra: le terrecotte architettoniche dal “tempio delle stimmate” di Velletri fanno parte del patrimonio del museo Archeologico nazionale di Napoli perché tesori della Collezione Borgia. Si tratta di lastre di rivestimento degli elementi in legno della trabeazione (550-525 a.C.), in cui possiamo cogliere la raffigurazione di una processione di cavalieri e carri, dell’apoteosi di Eracle all’Olimpo e di una scena di banchetto.

Mostra “Lucy. Sogno di un’evoluzione” (foto Tanino Liberatore / courtesy Comicon)

Dall’archeologia all’arte contemporanea: nei “racconti dalle mostre” non potrà mancare un focus online sul percorso “Lucy. Sogno di un’evoluzione” di Tanino Liberatore: l’allestimento, realizzato in rete con COMICON, sarà presentato non soltanto con le immagini firmate dal “Michelangelo del Fumetto”, ma anche grazie ad un video che ricostruisce il percorso creativo del disegnatore.

Mostra “Gladiatori”: lucerna con raffigurazione di gladiatori (foto Giorgio Albano)

Dal presente al prossimo futuro: su Facebook ed Instagram, attendendo l’esposizione sui Gladiatori (in programma al Mann dal 31 marzo 2021), sarà postata una lucerna con combattimento tra Trace e Mirmillone. Il reperto, databile al I sec. d.C., proviene da Pompei e fa parte della sezione dell’allestimento dedicata ai Gladiatori in casa e sui muri.

Promo OpenMANN per San Valentino “Regala un viaggio nella storia”

Sempre in occasione del fine settimana, ed in particolare di San Valentino, sarà promossa la campagna di abbonamento annuale OpenMann: con lo slogan “Regala un viaggio nella storia”, saranno rilanciate le card ai prezzi promo di 10 euro per adulto, 15 per coppie di over 25 anni e 5 per Academy (studenti e specializzandi senza limiti di età).

Roma. Al Colosseo inaugurata la mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” frutto della collaborazione del parco archeologico del Colosseo, del parco archeologico di Pompei e del museo Archeologico nazionale di Napoli e di Electa che ha promosso negli anni molti approfondimenti sulla città vesuviana. Esposte oltre 100 opere

Oltre 100 reperti esposti nella mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” al Colosseo (foto PArCo)
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Massimo Osanna, Alfonsina Russo e Paolo Giulierini all’inaugurazione della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” al Colosseo (foto PArCo)

Finalmente. Questa mattina, nel secondo ordine del Colosseo, è stata inaugurata la mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” dal direttore del parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo, dal direttore del parco archeologico di Pompei Massimo Osanna e dal direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli Paolo Giulierini. La mostra si visita dal 9 febbraio al 9 maggio 2021 con il normale biglietto di ingresso “24h – Colosseo, Foro Romano, Palatino”. Una storia mai tentata prima del lungo rapporto tra Roma e Pompei, che prova a restituire in maniera compiuta il complesso dialogo che lega le due realtà più famose dell’archeologia italiana, dalla Seconda guerra sannitica all’eruzione del 79 d.C. Un racconto dall’alto valore scientifico, basato sulla ricostruzione delle relazioni sociali e culturali rintracciabili in particolare attraverso la ricerca archeologica. La mostra, curata da Mario Torelli, diventa anche l’occasione per ricordare il grande archeologo scomparso il 15 settembre 2020. Studioso del mondo antico a tutto campo, ma anche intellettuale impegnato, Torelli è stato un padre fondatore della nuova scuola archeologica italiana, trasmettendo ai molti suoi allievi la passione militante per una conoscenza interdisciplinare e senza frontiere.

La locandina della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” al Colosseo dal 9 febbraio al 9 maggio 2021
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L’ingresso monumentale dell’Antiquarium di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

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Un elmo di gladiatore delle collezioni del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

“Pompei 79 d.C. Una storia romana” porta al contempo avanti un innovativo percorso di ricerca sulla città vesuviana, percorso che ha accompagnato il Parco archeologico di Pompei attraverso numerose rassegne, tutte con l’organizzazione di Electa, nel corso delle quali Pompei è stata messa a confronto con le diverse identità culturali che hanno intrecciato la sua duplice storia: dal mondo antico (Egitto, Greci ed Etruschi) alla riscoperta moderna, che dal Settecento in poi ha segnato in profondità l’arte e la cultura europea. L’esposizione è promossa dal Parco archeologico del Colosseo, che si è avvalso della collaborazione scientifica del parco archeologico di Pompei e del museo Archeologico nazionale di Napoli. Frutto quindi della sinergia tra alcune delle maggiori istituzioni del panorama archeologico nazionale, la rassegna al Colosseo si inserisce in una stagione espositiva tra l’avvenuta apertura del nuovo allestimento dell’Antiquarium del parco archeologico di Pompei (vedi Pompei. Aperto il nuovo Antiquarium: 11 sale che raccontano la storia della città antica e introducono alla visita del sito. Ecco come si articola il percorso espositivo | archeologiavocidalpassato) e con la mostra sugli spettacoli gladiatori in programma la prossima primavera al museo Archeologico nazionale di Napoli, la data più probabile sembra quella del 31 marzo 2021 (vedi Cosa porta il 2021. Fissata per l’8 marzo (11 mesi dopo le previsioni) la vernice della mostra-evento “I Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli: anteprima sui social del Mann dei principali reperti esposti nelle sei sezioni | archeologiavocidalpassato).

Vetrina della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” al Colosseo (foto PArCo)

Le circa 100 opere accuratamente selezionate per la mostra dalla forte identità visiva affidata a Lorenzo Mattotti, e con il progetto di allestimento e grafico a cura di Maurizio Di Puolo, illustrano in maniera emblematica il dialogo tra i due centri, facendo emergere il progressivo allineamento di Pompei ai modelli culturali che si impongono a Roma nel corso della formazione del suo dominio mediterraneo. Una lunga storia che comincia nel momento in cui la Roma repubblicana inghiotte nella sua orbita molte comunità campane, alla fine del IV secolo a.C., e prosegue per quattro secoli, fino ai drammatici momenti dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Non un confronto, impensabile per dimensioni e realtà storica dei due centri, ma piuttosto una narrazione di come l’Urbe costituisca un modello per la città più famosa della sua sterminata periferia, la quale a sua volta, attraverso il paradossale caso di una distruzione conservativa, ci permette di guardare al mondo romano come nessun altro sito dell’antichità.

La statua di Eumachia apre la mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” (foto PArCo)

La mostra è suddivisa in tre grandi sezioni – la fase dell’alleanza, la fase della colonia romana, il declino e la fine –, intervallate da intermezzi dedicati a due momenti cruciali che hanno segnato la lunga storia di Pompei: l’assedio romano dell’89 a.C. e il terremoto del 62 d.C. Si inizia quindi con la lunga fase che vede Pompei, piccolo centro portuale del mondo sannitico, fedele alleata di Roma nella sua espansione mediterranea: le guerre di conquista; i commerci internazionali; l’affermazione in Italia di una nuova cultura caratterizzata dall’ostentazione del lusso; le questioni legate all’identità e alla “forza della tradizione”, a partire dal ruolo della religione. Il racconto prosegue poi con la profonda trasformazione che investe Pompei e il mondo romano nel corso del I secolo a.C., dalle guerre civili alla nascita dell’impero: la fondazione violenta a Pompei di una colonia di veterani dell’esercito romano, con i conseguenti mutamenti sociali e culturali; la riorganizzazione imposta da Augusto, che si serve di forme innovative per promuovere la coesione sociale (culto imperiale) e la comunicazione visiva delle parole-chiave del nuovo regime (arte augustea); il ruolo delle classi dirigenti locali nel mantenere il consenso verso Roma e la mobilità sociale, con l’emergere di nuove classi di arricchiti (liberti). Chiude quindi il percorso il repentino declino della città vesuviana, compreso tra il violento terremoto del 62 d.C. e la definitiva distruzione del 79 d.C. È così che Pompei continua a raccontarci, in un modo che non trova confronti, la sua storia e quella di Roma, fino alla tragica fine avvenuta in un momento in cui, mentre la capitale dell’impero è impegnata a sfidare il tempo con le realizzazioni di una metropoli senza precedenti – a cominciare dal Colosseo – il piccolo centro vesuviano troverà nella sua distruzione conservativa la via per passare alla storia.