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Firenze. Al Palazzo dei Congressi tre giorni di interventi a tourismA 2026 promossi dal ministero della Cultura: dalle scoperte nel sottosuolo di Roma ai cantieri aperti al pubblico al Piano Olivetti. Ecco il programma

Il ministero della Cultura partecipa TourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo culturale, in programma dal 27 febbraio al 1° marzo 2026 al Palazzo dei Congressi di Firenze. Per tre giornate il MiC è presente con uno spazio istituzionale dedicato alla divulgazione e al confronto con il pubblico, offrendo un’occasione di approfondimento sulle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale. Venerdì 27 febbraio 2026, dalle 13.45 alle 18.45, nell’Auditorium, nell’ambito del XXII Incontro Nazionale di Archeologia Viva, interviene il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo, insieme a Daniela Porro, soprintendente speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma. Il contributo, dal titolo “Viaggio nel tempo (in metropolitana): ultime scoperte sotto il suolo di Roma”, sarà dedicato alle stazioni-museo Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, nel nuovo tratto della Linea C della metropolitana di Roma. L’incontro consente di illustrare un intervento di straordinaria rilevanza, nel quale le esigenze della mobilità urbana si integrano con la tutela e la valorizzazione delle testimonianze archeologiche. Le scoperte emerse nel corso dei lavori hanno permesso di restituire alla collettività significative evidenze del passato, trasformando un’infrastruttura strategica per cittadini e turisti in un luogo di conoscenza e fruizione culturale.

“Close-up” cantieri aperti al parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Il 28 febbraio 2026, alle 15, in Sala Verde, si terrà il convegno “Raccontare lavorando. Cantieri aperti e partecipati per il patrimonio culturale”, a cura del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) e dell’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP). L’iniziativa, aperta dai saluti del Capo Dipartimento Alfonsina Russo, proporrà un articolato confronto sulle esperienze di cantieri aperti e narranti, con il coinvolgimento della Direzione generale Musei, di parchi archeologici e soprintendenze. Attraverso casi studio provenienti da diversi territori – da Pompei a Ercolano, dal parco archeologico del Colosseo ai musei nazionali – saranno presentati modelli di comunicazione partecipata, restauro condiviso e allestimenti inclusivi, capaci di trasformare il “lavoro in corso” in un’occasione di dialogo con cittadini, scuole e visitatori. La tavola rotonda conclusiva sarà coordinata e conclusa dal Direttore dell’IC-VEPP, Alessio De Cristofaro.

La mattina del 1° marzo 2026, dalle 9.30 nella Sala Onice, il Ministero promuoverà il convegno “Rigenerare con la cultura. Il Piano Olivetti per le comunità e i territori”, a cura di DiVa, IC-VEPP e dell’Unità di Missione Piano Olivetti per la cultura. L’incontro, introdotto da Stefano Lanna, Direttore Generale Piano Olivetti per la cultura del MiC, sarà dedicato alle prospettive e ai progetti del Piano Olivetti, cuore del Decreto Cultura 2025, quale strumento strategico per favorire l’accesso alla cultura e sostenere la rigenerazione delle periferie, delle aree interne e dei contesti segnati da marginalità sociale ed economica. Attraverso interventi istituzionali e testimonianze progettuali – dalla valorizzazione del patrimonio archeologico alla promozione della lettura, fino ai percorsi di cooperazione culturale e di innovazione nei luoghi fragili – saranno illustrate esperienze che vedono la cultura quale leva di coesione e sviluppo.

Firenze. In occasione di tourismA, al Palazzo dei Congressi, presentazione in anteprima l’Urna del Bottarone, nella mostra “I colori dell’alabastro. Il restauro dell’Urna del Bottarone sessant’anni dopo l’alluvione di Firenze”, al termine di un intervento che ha riportato alla luce i colori originari, accesi e luminosi degli “sposi etruschi” di Firenze

La restauratrice Daniela Manna segue l’intervento conservativo dell’urna del Bottarone al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

L’Urna del Bottarone, un’urna etrusca di 2400 anni fa, al termine di un prezioso restauro al museo Archeologico nazionale di Firenze, dove fa parte delle collezioni fiorentine dal 1887, che ha riportato alla luce i colori originari, accesi e luminosi degli “sposi etruschi” di Firenze, si potrà ammirare in anteprima assoluta al Palazzo dei Congressi di Firenze, dal 27 febbraio al 1° marzo 2026, in occasione di tourismA 2026, Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), nella mostra del MAF “I colori dell’alabastro. Il restauro dell’Urna del Bottarone sessant’anni dopo l’alluvione di Firenze”, a cura di Daniele F. Maras, Barbara Arbeid e Giulia Basilissi, realizzata dal museo Archeologico nazionale di Firenze, con il sostegno dell’Ambasciata di Svizzera in Italia. L’’esposizione celebra il completamento di un importante intervento conservativo su uno dei capolavori dell’arte etrusca, tra le opere gravemente colpite dal terribile evento del 1966. Il restauro, recentemente concluso grazie al sostegno dell’Ufficio Federale Svizzero della Cultura, ha restituito luminosità e intensità ai colori originari dell’urna di alabastro riportando alla luce l’abbraccio senza tempo della coppia di sposi etruschi scolpita oltre 2400 anni fa (vedi Firenze. Al museo Archeologico nazionale in occasione del restauro dell’urna del Bottarone, straordinaria urna etrusca policroma, tre speciali visite guidate a seguire l’intervento conservativo di Daniela Manna | archeologiavocidalpassato). Dopo l’esposizione a tourismA il reperto etrusco torna nella collezione permanente del museo Archeologico nazionale di Firenze a cui appartiene dal 1887.

L’urna del Bottarone, scoperta nel 1864 a Città della Pieve, e conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

L’urna è stata scoperta nel 1864 nelle vicinanze di Città della Pieve, in una località denominata il “Butarone” o “Bottarone” e, dopo essere passata sul mercato antiquario, è stata acquistata nel 1887 dal museo Archeologico di Firenze, dove venne esposta, ornata da una collana d’oro con pendente a testa di ariete posta al collo della figura femminile, in una sala del Museo Topografico allestito al pianterreno del palazzo della Crocetta. Il 4 novembre 1966, l’urna venne travolta dall’alluvione che devastò il centro di Firenze e venne completamente ricoperta di fango; fu quindi sottoposta a un delicato restauro terminato nel 1969, durante il quale, oltre alle operazioni di pulitura, furono svolte alcune indagini diagnostiche non invasive sulle ampie tracce di policromia. Negli ultimi anni, a causa del suo stato di conservazione, l’opera non è più stata esposta e proprio in vista di un suo futuro allestimento si è deciso di sottoporla ad un nuovo restauro supportato da una vasta campagna di indagini scientifiche.

 

Firenze. Al Palazzo dei Congressi al via la dodicesima edizione di tourismA, Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva. Tre giorni di incontri e confronti, stand, archeo-degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri: 50 convegni, 250 relatori

Ci siamo. Mancano poco più di 48 ore a tourismA 2026, dodicesima edizione del Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) aperto a tutti: dal 27 febbraio al 1° marzo 2026, al Palazzo dei Congressi di Firenze, dalle 9 alle 18 con ingresso libero e gratuito, tre giorni di esposizione, divulgazione e confronto di tutte le iniziative legate alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze: 50 convegni, 250 relatori. Stand, archeo-degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri. E ancora lo stato dell’arte del turismo sostenibile, i dati sulle mete predilette dai “viaggiatori culturali”, la comunicazione archeologica, le scoperte che fanno la storia, gli ultimi scavi, il dialogo tra civiltà. Tra i big Luciano Canfora, Mario Tozzi, Cristoforo Gorno, Franco Cardini, Alberto Angela (padrino della manifestazione). Vediamo qualche appuntamento del ricco programma. Info: www.tourisma.it

“PROGETTO ETRUSCHI VERSO IL FUTURO” è il titolo del convegno che apre la XII edizione di tourismA curato da assessorato Cultura e Turismo culturale della Regione Toscana. Un grande momento di incontro – venerdì 27 mattina – per fare il punto sulla valorizzazione e promozione dell’enorme “lascito culturale” di questa mitica affascinante civiltà. 

URNA… A COLORI. Quest’anno, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, il museo Archeologico nazionale presenterà in anteprima assoluta a tourismA la bellissima Urna del Bottarone, uno dei capolavori etruschi rimasti nel fango del ’66, ora restaurata grazie al sostegno dell’Ufficio federale della cultura svizzero. A distanza di sessant’anni, i colori dell’urna di alabastro sono tornati a risplendere regalando nuova vita alla coppia di sposi etruschi che vi compaiono uniti in un abbraccio affettuoso da 2400 anni. La mostra resterà visitabile per tutti i giorni della manifestazione.

Kiev: Stryiska St, 66 (foto UNESCO Yuriy Yurchenko1)

PATRIMONIO SOTTO LE BOMBE IN UCRAINA. Da Firenze a Kiev: domenica 1° marzo mattina l’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi responsabile Ufficio UNESCO in Ucraina presenterà le misure in atto per la difesa del patrimonio culturale ucraino mentre la guerra è ancora in corso. Nell’occasione verranno propositi al pubblico alcuni passaggi del film di Rai Cultura “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025” di Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli dove la Dezzi Bardeschi è una delle protagoniste.

ARCHEOVINO – LA STRANA COPPIA. Per la prima volta in assoluto sbarca a tourismA un incontro ad hoc fra archeologi e produttori del settore viti-vinicolo. Un momento di incontro per presentare il panorama delle aziende agricole e cantine che hanno sviluppato connessioni tra le loro produzioni e i siti archeologici. Fra i siti interessati saranno presenti Pompei, Isola d’Elba, San Gimignano, il colle del Palatino, la Valpolicella, Aquileia. Chiude la carrellata di interventi il professor Attilio Scienza, uno dei massimi esperti internazionale di viticultura che parlerà della vigna di Leonardo da Vinci a Milano.

ARCHEOLOG- IA. Come l’intelligenza artificiale può essere utile al mondo dell’archeologia e come sta trasformando metodi, strumenti e prospettive della ricerca sul passato? Il tema – attualissimo – sbarca a tourismA con un confronto tra i massimi esperti della materia.

SGUARDO SUL MONDO. Il patrimonio culturale dell’Iraq, quello dell’Azerbaigian, Turchia, Marocco, Oman, Siria… sotto la lente delle missioni di scavo italiane all’estero che attraverso le testimonianze dirette degli archeologi raccontano appunto la loro “missione”.

PREMIO GIORNALISTICO. Sarà ancora tourismA a ospitare la prossima edizione del premio GIST ACTA – Archeological & Cultural Tourism Award. Il prestigioso Premio ACTA, giunto alla terza edizione, viene attribuito dal Gruppo Italiano Stampa Turistica a chi, persona fisica o istituzione, favorisce il rispetto, la valorizzazione, la fruizione e la comunicazione dei beni culturali. 

SPAZIO LIBRI. Nei tre giorni di “tourismA 26” (27 febbraio – 1° marzo) in Sala 6 presentazioni di libri del settore archeologico-storico-artistico a cura di Massimo Cultraro (Università di Palermo). Sono in programma 42 presentazioni con la partecipazione degli autori e curatori.

Buy Cultural Tourism a tourismA negli spazi del Palazzo dei Congressi (foto archeologia viva)

OPERATORI TURISTICI INTERNAZIONALI. Torna, venerdì 27 febbraio Buy Cultural Tourism, il 9° workshop B2B del turismo culturale organizzato da Mark PR che ospita un centinaio tra destinazioni, enti del turismo, tour operator, strutture ricettive e agenzie di viaggi specializzate in viaggi culturali. Per la prima volta presenti anche buyer internazionali grazie alla collaborazione con Toscana promozione Turistica e la Fondazione Destination Florence in qualità di Host Destination Partner.

REPORT SUL TURISMO CULTURALE. Vengono presentati in anteprima venerdì 27 febbraio a tourismA i dati del “Report Turismo culturale in Italia 2026 “di The Data Appeal Company, parte del Gruppo Almawave. L’analisi si basa sull’elaborazione di circa 8,6 milioni di contenuti digitali sul turismo culturale in Italia nel 2025 e, per la prima volta, con l’IA integrata nella piattaforma di Data Appeal, capace di leggere e interpretare in tempo reale le recensioni su destinazioni e punti di interesse culturali, individuando temi e sfumature con estrema precisione.

Laboratori didattici con tourismA al Palazzo dei Congressi di Firenze (foto archeologia viva)

ARCHEO-DIVERTIMENTO. Simulare uno scavo armati di pennello e cazzuola, incidere un cartiglio egizio, realizzare un mosaico romano, scheggiare la pietra o accendere il fuoco come i primitivi, tessere come gli etruschi. È tutto possibile (e gratuito) a tourismA, all’interno dei laboratori pensati per famiglie e bambini.

Alberto Angela accolto tra gli applausi al Palazzo dei Congressi (foto Giuseppe Cabras)

ALBERTO ANGELA E IL “SUO” CESARE. Chiude la kermesse domenica 1° marzo, alle 16, il noto scrittore e divulgatore televisivo che – nel grande auditorium del Palacongressi – racconterà la sua ultima fatica editoriale: “Cesare. La conquista dell’eternità” (Mondadori). Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Reggio Calabria. A tourismA 2025, il museo Archeologico nazionale insignito del premio GIST ACTA 2025 come Miglior Museo. Il premio ritirato da Daniela Costanzo, funzionaria archeologa del MArRC

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Daniela Costanzo (al centro), funzionaria archeologa del MArRC, con il premio GIST ACTA 2025 come Miglior Museo, assegnato dal Gruppo italiano stampa turistica e consegnato a torusimA 2025 (foto marrc)

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria si è aggiudicato il prestigioso premio GIST ACTA 2025 come Miglior Museo, nell’ambito della terza edizione dell’Archaeological & Cultural Tourism Award. Promosso dal Gruppo Italiano Stampa Turistica (GIST) e ospitato dal salone internazionale del turismo culturale TourismA, tenutosi a Firenze, il riconoscimento attesta l’impegno del Museo nella valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico, consolidandone il ruolo di istituzione di riferimento a livello nazionale e internazionale. Giunto alla sua terza edizione, il GIST ACTA è un premio istituito nel 2023 con l’obiettivo di promuovere il turismo culturale e archeologico, riconoscendo le migliori realtà impegnate nella comunicazione e divulgazione del patrimonio storico. La giuria, composta da esperti del settore, ha premiato il MArRC per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, rendendo l’archeologia accessibile e coinvolgente attraverso esposizioni permanenti e temporanee, progetti di ricerca e iniziative didattiche che mirano a rafforzare il legame tra la comunità e la sua eredità culturale. Il premio è stato ritirato a Firenze, il 21 febbraio 2025 a tourismA-Salone Archeologia e Turismo Culturale dalla funzionaria archeologa del Museo, Daniela Costanzo, a ulteriore conferma dell’eccellenza del lavoro svolto dal personale del MArRC nel rendere il Museo non solo un luogo di conservazione, ma anche uno spazio di condivisione e scoperta, capace di avvicinare il grande pubblico all’inestimabile eredità del passato.

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Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

“Questo premio è un importante riconoscimento del lavoro quotidiano che svolgiamo con dedizione e passione per rendere il Museo un luogo vivo e dinamico”, ha dichiarato il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano. “Il nostro obiettivo è favorire un dialogo continuo tra il passato e il presente, promuovendo il valore della cultura e della storia. Un aspetto fondamentale della nostra missione è l’apertura internazionale del Museo, attraverso collaborazioni con istituzioni culturali di prestigio e progetti di ricerca condivisi. Ricevere questo prestigioso riconoscimento ci sprona a proseguire il nostro percorso di crescita e innovazione, rafforzando ulteriormente il ruolo del MArRC come punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio archeologico, in Italia e nel Mediterraneo”. Il Museo si distingue, infatti, per il suo impegno nella divulgazione scientifica e nella promozione della cultura archeologica, attraverso un’ampia offerta di eventi, conferenze e laboratori pensati per diverse fasce di pubblico. Le mostre temporanee arricchiscono il già straordinario patrimonio custodito dal Museo, offrendo nuovi spunti di riflessione e approfondimento.

Firenze. A tourismA 2025 la cerimonia del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo, consegnato dalla presidente Valeria Li Vigni al prof. Giorgio Ieranò dell’università di Trento

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tourismA 2025, cerimonia di consegna del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo conferito al prof. Ieranò: da sinistra, Piero Pruneti, Valeria Li Vigni, Giorgio Ieranò (foto graziano tavan)

Il premio “Fondazione Sebastiano Tusa” 2025 per le ricerche nel Mediterraneo è stato conferito al prof. Giorgio Ieranò dell’università di Trento. La cerimonia di consegna sabato 22 febbraio 2025 a tourismA, nell’auditorium del Palazzo dei Congressi con Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, che ha letto la motivazione.

Motivazione. “Prof. Giorgio Ieranò, esperto di letteratura greca, saggista, giornalista e comunicatore culturale per grandi case editrici, la sua ricerca spazia dal teatro alla mitologia. Con i suoi libri ha raccontato brillantemente il mondo antico con un linguaggio arguto ed efficace, permettendo al grande pubblico di avvicinarsi al mondo greco e magico del mito. In assonanza con le tematiche sviluppate dalla Fondazione Tusa ci accomuna l’amore e la ricerca nel Mediterraneo, tanto caro a Sebastiano, nel quale navigò come un novello Ulisse”.

“Sebastiano Tusa”, commenta il prof. Ieranò appena ricevuto il premio, “è stato promotore organizzatore di cultura, un amministratore che ha anche fatto tanto per diffondere l’idea della tutela e della promozione dei beni culturali e della loro fruizione per un pubblico il più possibile vasto. Amava il Mediterraneo e si rendeva conto della ricchezza dei tesori che c’erano in quel mare, e di come le storie passavano, venendo testimoniate dai reperti archeologici che si inabissavano e raccontavano di queste navigazioni ardite e perigliose attraverso il mare. Quindi per me è davvero un grande onore. Ringrazio moltissimo la Fondazione Sebastiano Tusa, ringrazio Valeria Li Vigni, e naturalmente Piero Pruneti per aver organizzato anche questo contesto meraviglioso”.

Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). A tourismA 2025 si presentano i risultati di scavo della campagna appena conclusa: individuata una struttura di culto di età ellenistica e riconosciuta una maggiore estensione della palafitta protostorica

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Si è conclusa il 12 febbraio 2025 la campagna di ricerche archeologiche 2025 nelle Grotte di Pertosa-Auletta, la nota cavità turistica situata nel geoparco del Cilento, Vallo di Diana e Alburni in provincia di Salerno. Le indagini, iniziate nella seconda metà di gennaio 2025, si sono concentrate nell’Antegrotta, dove è stato impiantato un cantiere di scavo nell’alveo del fiume che scorre nella cavità (vedi Pertosa (Sa). Iniziata la campagna 2025 di ricerche archeologiche nelle Grotte di Pertosa-Auletta, dove c’è l’unico insediamento palafitticolo sotterraneo d’Europa | archeologiavocidalpassato). Di notevole interesse i primi risultati a cui sono approdati gli scavi, che hanno evidenziato l’esistenza di una struttura di culto di età ellenistica (IV-I secolo a.C.) presente lungo il corso d’acqua sotterraneo. Gli archeologi hanno recuperato nell’area sacra numerosi reperti e nei prossimi mesi sono previsti studi specialistici e varie attività di documentazione. Al tempo stesso sono proseguite le ricerche sulla palafitta protostorica presente nella cavità – un caso unico in Europa in ambiente ipogeo – con l’individuazione di ulteriori estensioni della struttura, sottoposta a campionature di legni per successive analisi di laboratorio. Ora inizierà la fase di analisi e studio e speriamo presto di darvi nuove interessanti rivelazioni.

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Bruciatore di incenso di età ellenistica scoperto nella campagna 2025 alle grtotte di Pertosa-Auletta (foto sabap sa-av)

Inoltre, alla campagna di ricerche fornisce un importante contributo anche l’Istituto centrale per l’Archeologia (ICA). L’Istituto del ministero della Cultura, nell’ambito delle iniziative per la definizione di linee di indirizzo metodologiche relative ai contesti ipogei, ha infatti stipulato con la Fondazione MIdA – concessionario delle ricerche – un accordo di collaborazione scientifica. L’accordo ha previsto la realizzazione di un progetto pilota finalizzato alla elaborazione, a cura di ICA, di standard operativi applicati alle ricerche archeo-speleologiche. La ripresa delle indagini quindi è prevista per gli inizi del 2026, ancora una volta in concomitanza con il temporaneo periodo di fermo biologico del sistema sotterraneo, quando le visite turistiche vengono sospese dalla Fondazione MIdA, ente di gestione della grotta.

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Scalpello immanicato dell’Età del Bronzo scoperto nella campagna 2025 alle Grotte di Pertosa-Auletta (foto sabap sa-av)

Queste scoperte confermano l’alta rilevanza anche storica del sito, tema che sarà al centro del convegno “Lungo le acque oscure. Archeologia delle Grotte di Pertosa-Auletta” che si tiene nel pomeriggio del 22 febbraio 2025, a tourismA 2025, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale in corso a Firenze. Il convegno costituisce un momento per presentare e sottolineare ad un ampio pubblico l’importanza archeologica del sito. Interverranno Irma Della Giovampaola, direttore dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; Maria Rosaria Carfagna, presidente Fondazione MIdA; Felice Larocca, direttore del Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” e del museo Speleo-Archeologico di Pertosa; Alessia Fuscone, funzionario archeologo dell’Istituto Centrale per l’Archeologia; e Lorenzo Mancini, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino.

Firenze. A tourismA 2025 in anteprima mondiale la ricostruzione (profumata) del Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari (chiusa al pubblico dal 2024) a cura delle egittologhe Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e del “naso” Meo Fusciuni che propone un percorso olfattivo. Le protagoniste ne parlano ad “archeologiavocidalpassato”

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L’egittologa Silvana Cincotti all’inyterno del Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari presentato in anteprima mondiale a tourismA 2025 (foto graziano tavan)

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L’egittologa Donatella Avanzo a tourismA 2025 con il progetto Nefertari (foto graziano tavan)

Con l’apertura, venerdì 21 febbraio 2025, al Palazzo dei Congressi di Firenze di tourismA 2025, il Salone dell’archeologia e del turismo culturale organizzato per l’undicesimo anno da Archeologia Viva (Giunti Editore), il pubblico ha potuto accedere, e lo potrà fare fino a domenica 23 febbraio 2025, alla tomba ricostruita (e profumata) di Nefertari, a cura delle egittologhe Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e del “naso” Meo Fusciuni. Quest’anno, infatti, in anteprima mondiale è visitabile la ricostruzione del Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari con la Grande Sposa Reale al cospetto delle divinità egizie nella celebre “Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti” immersa nelle antiche fragranze della Valle del Nilo: la ricostruzione è stata possibile grazie al contributo economico della Fabbrica della Scienza di Jesolo diretta da Monica Montellato, e il contributo gratuito della Graphic Report di Conselve (Pd).

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Dettaglio della regina Nefertari all’interno della sua tomba a Tebe Ovest come si vedeva nel 2004 (foto graziano tavan)

“Un anno fa (2024, ndr) il Governo egiziano decide di chiudere la tomba della regina Nefertari e di non riaprirla più al pubblico”, ricorda Donatella Avanzo. “Non sappiamo se questa decisione sarà definitiva, ma sappiamo comunque che il deterioramento è progressivo. Anche se la tomba era stata contingentata con poche persone, e un biglietto con un costo altissimo, questo non ha favorito comunque la salute dei dipinti che hanno cominciato di nuovo a sbriciolarsi per le infiltrazioni di umidità”.

“Il progetto Nefertari”, spiega Silvana Cincotti, “nasce soprattutto dal desiderio di sviluppare un concetto di tutela. La tutela del bene culturale, del patrimonio culturale, è fondamentale, per cui al momento in cui abbiamo visitato la tomba nel 2018 ci siamo resi conto che rispetto al passato c’erano delle modifiche. La tomba in questo momento è chiusa. E l’idea è proprio quella di poter parlare dell’importanza della tutela del patrimonio culturale. E la creazione di fotografie digitalizzate o di repliche permette di poter continuare a parlare del bene e soprattutto di conservarlo per sempre. Perché queste immagini nel momento in cui vengono realizzate possono essere ripetute e studiate. Così è permesso agli studiosi l’accesso alle fotografie più precise possibili per sempre”.

“Le infiltrazioni d’acqua nella valle delle Regine”, sottolinea Donatella Avanzo, “hanno fatto cambiare l’atteggiamento anche dei restauratori all’interno della tomba. Ricordo a tutti che negli anni ’80 si decide di restaurarla con un progetto del Paul Getty Museum insieme al Governo egiziano. I restauri termineranno nel ’92. Poi viene riaperta accompagnata da un ciclo di mostre in giro per il mondo. Ma verrà di nuovo chiusa sempre per lo stesso motivo. La tomba è molto fragile, bellissima, e noi abbiamo ricostruito l’annesso proprio della camera Est, perché è quello meglio conservato. E qui si può vedere, grazie al fondamentale contributo economico della Fabbrica della Scienza di Jesolo diretta da Monica Montellato, che ha realizzato la struttura ai fini scientifici, e al contributo gratuito della Graphic Report di Conselve (Pd) che ha riversato le immagini con la tecnica del tatoo wall, una tecnica ormai in uso dalle soprintendenze di molte parti del mondo: loro hanno brevettato questo lavoro e grazie alla loro competenza siamo riusciti a portare a termine la ricostruzione in scala 1:1 della camera dell’annesso della tomba della Regina Nefertari, la sala delle Sette Vacche Celesti e del Toro possente”.

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Profumi dell’Antico Egitto a tourismA 2025 con il progetto Nefertari archeo-olfattivo (foto graziano tavan)

Insieme alla tomba di Nefertari – si diceva – i visitatori hanno modo di seguire un percorso olfattivo, che suggerisce le atmosfere sacre dell’antico Egitto riportandolo indietro nel tempo, alla storia del profumo e a Nefertari. All’interno della Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti, si può sentire profumo che nasce dallo studio e dalla collaborazione tra Avanzo, Cincotti e il maestro profumiere Meo Fusciuni che ha ricavato l’antica essenza dopo mesi di collaborazione e studi con le due egittologhe.

“Al Metropolitan di New York”, spiega Silvana Cincotti, “è conservato un contenitore con all’interno degli unguenti che riporta il nome della regina Nefertari. Abbiamo avuto quindi l’idea di poter unire quello che è un altro progetto che portiamo avanti, un laboratorio dedicato all’archeo-olfatto, cioè allo studio delle materie prime olfattive nel mondo antico legandolo alla figura della regina Nefertari, e riproporre con l’utilizzo di tutta una serie di materie prime, lavorando insieme al maestro profumiere Meo Fusciuni, la possibilità di riproporre un profumo che attraverso l’uso di particolari tipi di incenso e di mirre possa ricreare l’odore presente all’interno di questi contenitori che noi troviamo vuoti perché, soprattutto per i ladri che depredavano queste tombe, il prendere gli oli profumati era la cosa più facile, costavano parecchio ed erano facilmente modificabili senza alcun tipo di problema. Quindi era la prima cosa che sparisce. Infatti trovarne all’interno delle tombe è estremamente raro, ma troviamo i fondi dei contenitori e da quelli riusciamo a recuperare informazioni soprattutto oggi con le tecnologie a disposizione, informazioni molto preziose”.

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Il profumiere Meo Fusciuni (foto archeologia viva)

“La parte più complessa”, conclude Meo Fusciuni, “è stata ritrovare alcune piante e le materie prime che gli egizi utilizzavano sia nei rituali dei templi che in quelli funerari, atti a consegnare al divino lo spirito di un defunto e trovare l’equilibrio perfetto tra le altre materie prime. Attraverso il mio lavoro per Nefertari, con il quale ho provato a riportare tra noi l’immortalità di una Regina, speriamo di rendere immortale quest’esperienza”.

Firenze. Tra i momenti clou della prima giornata di tourismA 2025, la presentazione in anteprima dell’Ercole della Valdelsa, scoperto a Montaione nell’ultima campagna di scavo della villa/mansio romana (IV-V sec. d.C.): dopo il restauro andrà nel museo civico di Montaione (FI)

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L’Ercolino (III sec. d.C.) scoperto a Montaione (Fi) e presentato in anteprima a tourismA 2025 (foto archeologia viva)

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La scoperta dell’Ercolino di Montaione (Fi) o, se volete, dell’Ercole della Valdelsa, tra i momenti clou della prima giornata di tourimA, il Salone dell’archeologia e del turismo cultural, giunto all’XI edizione, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), e in programma al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 21 al 23 febbraio 2025. La scoperta, avvenuta nello scavo in concessione da parte del Comune di Montaione (FI) in un terreno di proprietà privata, sarà presentata in anteprima assoluta a tourismA venerdì 21 febbraio 2025, in sala Limonaia, nell’incontro “Ultime dalla Toscana” (dalle 9.30 alle 13) organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. Proprio in chiusura, alle 12.15, Antonio Alberti, Sabrina Bartali, Alessandro Costantini, Elena Funghini, Fabio Stratta (associazione Archeologica della Valdelsa Fiorentina), Elisabetta Neri (università di Firenze) e Michele Bueno (soprintendenza ABAP FI PT PO) parleranno di “I Romani a Montaione. Strutture e materiali di una villa/mansio sulla viabilità della Val d’Elsa”.

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La statua di Ercole in corso di scavo a Montaione (Fi) (foto archeologia viva)

Dopo oltre dieci anni di ricerche, l’ultima campagna di scavo della villa/mansio romana (IV-V sec. d.C.) di Montaione (Fi) nella Valdelsa fiorentina si è distinta per una scoperta di eccezionale interesse. Gli archeologi dell’associazione culturale Valdelsa fiorentina e del dipartimento SAGAS dell’università di Firenze, coadiuvati dagli studenti stranieri dell’Istituto IRLAB iscritti alla Summer school associata allo scavo, hanno infatti portato alla luce una piccola statua in marmo bianco (III-IV sec. d.C.), priva della testa e ricomponibile da tre frammenti combacianti. Alta poco più di 50 centimetri, la statua rappresenta Ercole, il mitico figlio di Zeus e della mortale Alcmena, raffigurato in piedi in un momento di riposo. L’identificazione della scultura con il celebre protagonista delle dodici fatiche è resa possibile dalla presenza dei tipici attributi del possente semidio: la clava, la pelle del leone Nemeo, ucciso da Ercole nella prima fatica e, ai piedi della figura, la testa di un toro, che rimanda invece alla cattura del toro cretese e quindi alla settima fatica.

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Ripresa aerea dell’area di scavo della villa/mansio di Montaione (Fi) (foto archeologia viva)

La piccola statua di Ercole costituisce oggi una preziosa testimonianza dell’alto livello decorativo del complesso architettonico da cui essa proviene, interpretabile come villa di un ricco possidente o, più probabilmente, come mansio, ovvero una stazione di sosta lungo una strada romana, spesso dotata di un annesso termale, come nel caso dell’edificio di Montaione. Nello stesso contesto, nel XIX secolo venne casualmente rinvenuta un’altra statua, interpretabile come Atena, che oggi fa parte della collezione privata dei proprietari del terreno su cui insistono gli scavi.

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Il glirarium, un contenitore in terracotta utilizzato per l’allevamento dei ghiri, scoperto nello scavo della villa/mansio di Montaione (Fi) (foto archeologia viva)

Le indagini stratigrafiche promosse dal 2012 dal Comune di Montaione hanno consentito il recupero di altri reperti ceramici, tra i quali spicca un glirarium, un contenitore in terracotta utilizzato per l’allevamento dei ghiri. Tra le strutture conservate in situ, particolarmente interessante è anche un ricco annesso termale, decorato da marmi e mosaici pavimentali e parietali, come testimoniato dal rinvenimento di numerose tessere in pasta vitrea con la lamina d’oro.

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Ercole di Montaione: la statua dallo scavo al restauro (foto archeologia viva)

Attualmente, un team di esperti sta conducendo uno studio preliminare sulla statua di Ercole, che è in fase di restauro con il contributo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. I risultati di questo studio, suggeriscono una datazione della statua tra la media e la tarda età imperiale (III-IV sec. d.C.) coerentemente con il periodo di massimo sviluppo architettonico e decorativo dell’edificio in corso di scavo. Una volta terminato il restauro, la statua sarà esposta temporaneamente presso i locali dell’Università di Firenze, per essere poi esposta definitivamente al museo civico di Montaione, dove sono conservati numerosi reperti archeologici provenienti dallo scavo.

Firenze. Al via l’XI edizione di tourismA 2025 il il Salone dell’archeologia e del turismo culturale organizzato da Archeologia Viva: stand, degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri. Ecco alcune idee dal ricco programma della tre giorni al Palazzo dei Congressi

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Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Venerdì 21 febbraio 2025, alle 9. Si apriranno le porte del Palazzo dei Congressi di Firenze dando l’avvio dell’undicesima edizione di “tourismA”, il Salone dedicato al meglio dell’archeologia e del turismo culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore). Tre giorni, dal 21 al 23 febbraio 2025, di esposizione, comunicazione e confronto di tutte le iniziative legate al mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze: tra stand, degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri. Al centro dell’XI edizione di tourismA: il turismo sostenibile e le politiche culturali, la comunicazione archeologica, le scoperte che fanno la storia. E non mancheranno i protagonisti della ricerca e della comunicazione archeologica. Tra loro Alberto Angela, Guido Barbujani, Paolo Giulierini, Cristoforo Gorno, Angelo Panebianco, Vittorio Sgarbi, Mario Tozzi, Syusy Blady.

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La Valle d’Aosta è la regione ospite di tourismA 2025 (foto archeologia viva)

Valle d’Aosta regione ospite a tourismA. Sono 2050 anni dalla fondazione di Augusta Praetoria e la Regione si presenta a Firenze con un ricchissimo programma di convegni, spazi dedicati, degustazioni, performance folkloristiche a cura della Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali.

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Tomba di Nefertari: a tourismA 2025 ricostruito il Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) (foto archeologia viva)

Quest’anno da non perdere un’anteprima assoluta a cura delle egittologhe Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e del “naso” Meo Fusciuni: per la prima volta sarà visitabile il Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari con la Grande Sposa Reale al cospetto delle divinità egizie nella celebre “Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti” immersa nelle antiche fragranze della Valle del Nilo. Un percorso multisensoriale per vivere le atmosfere dell’Antico Egitto nel cuore del capoluogo toscano.

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L’Ercolino (III sec. d.C.) scoperto a Montaione (Fi) e presentato in anteprima a tourismA 2025 (foto archeologia viva)

tourismA 2025 è l’occasione anche quest’anno per la soprintendenza ABAP Firenze, Pistoia, Prato per fare il punto in anteprima sulle novità archeologiche in Toscana. Dalla collina di Bellosguardo passando per Figline Valdarno, Montaione, Vinci e Artimino saranno svelati al pubblico i tesori recentemente scoperti, come l’Ercolino di Montaione (Fi), una splendida statuetta del III secolo d.C. che verrà esposta in anteprima assoluta a “tourismA” nel convegno “Ultime dalla Toscana”,

firenze_tourisma-2025_iraq-in-transizione_locandinaMissioni di scavo italiane all’estero: il patrimonio culturale dell’Iraq, dell’Azerbaigian, Turchia, Marocco, Oman, raccontato dalla testimonianza diretta degli archeologi responsabili.

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“archeocucina” a tourismA (foto archeologia viva)

Spazio anche quest’anno all’archeocucina con degustazione di pietanze e bevande riprodotte su ricette tratte da fonti antiche. I più audaci si potranno cimentare anche nella degustazione della “Posca” la bevanda più amata dai Legionari Romani.

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A tourismA laboratori pensati per famiglie e bambini (foto archeologia viva)

Simulare uno scavo armati di pennello e cazzuola, incidere un cartiglio egizio, realizzare un mosaico romano, scheggiare la pietra o accendere il fuoco come i primitivi, tessere come gli etruschi. È tutto possibile (e gratuito) a tourismA, all’interno dei laboratori pensati per famiglie e bambini.

 

Agenda 2025. In febbraio l’XI edizione di tourismA a Firenze, e a fine ottobre la XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma a Paestum (Sa)

Il 2025 è iniziato. E allora è tempo di fissare in agenda il primo e l’ultimo degli appuntamenti da non perdere per gli appassionati di archeologia, beni culturali e viaggi di conoscenza.

L’XI edizione di tourismA è in calendario al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 21 al 23 febbraio 2025.

Si comincia con tourismA 2025, giunta all’XI edizione, in calendario al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 21 al 23 febbraio 2025. La regione ospite è la Valle d’Aosta che quest’anno festeggia i 2050 anni della fondazione di Augusta Praetoria, un compleanno storico che a Firenze sarà celebrato con un convegno sui beni culturali della Valle, proiezioni, dimostrazioni folkloristiche, degustazioni di prodotti tipici. Non mancheranno gli incontri con i protagonisti: Alberto Angela, Guido Barbujani, Aldo Cazzullo, Paolo Giulierini, Cristoforo Gorno, Giorgio Ieranò, Massimo Osanna, Angelo Panebianco, Luca Peyronel, Aldo Schiavone, Vittorio Sgarbi, Mario Tozzi, Giusto Traina, Giuliano Volpe… e poi un’esclusiva: in prima assoluta sarà visitabile il Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari con la Grande Sposa Reale al cospetto delle divinità egizie nella celebre “Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti” immersa nelle antiche fragranze della Valle del Nilo. A cura di Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e Meo Fusciuni. E ovviamente: turismo e politiche culturali, protagonisti della comunicazione archeologica, scoperte che fanno la storia, autori e libri, mostre, laboratori didattici, archeofood, realtà virtuali, cinema… Una tre giorni tra stand, degustazioni, film, mostre, postazioni interattive, convegni (centinaia di esperti in discipline storico-archeologiche-ambientali), tavole rotonde, presentazioni…

La XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è in programma a Paestum (Sa) da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre 2025

Chiude il 2025 la XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma a Paestum (Sa) da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre 2025 al Next ex Tabacchificio, al Parco e il museo Archeologico, alla Basilica. La Bmta è l’unico Salone espositivo al mondo nel suo genere e di ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali, oltre che opportunità di business per gli operatori dell’offerta nel Workshop con i Buyer esteri selezionati dall’ENIT. Obiettivo dell’iniziativa è valorizzare parchi e musei Archeologici, promuovere destinazioni turistico archeologiche, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche e gli effetti occupazionali. La manifestazione ha quali enti promotori la Regione Campania, la Città di Capaccio Paestum e i parchi archeologici di Paestum e Velia, è patrocinata dal ministero della Cultura, dal ministero del Turismo, dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dall’Anci ed è riconosciuta quale best practice di dialogo interculturale dalle organizzazioni governative internazionali della cultura e del turismo dell’Onu, Unesco e UN Tourism.