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Napoli. Al via al museo Archeologico nazionale “La Formazione del Mann: essere e fare squadra nell’era digitale”, il percorso formativo per i dipendenti del museo. Giulierini: “Il Mann è un modo d’essere, prima che un Museo”

Parte il percorso formativo dedicato ai dipendenti del museo Archeologico nazionale di Napoli “La formazione del Mann: essere e fare squadra nell’era digitale”: mesi di lezioni e incontri che, da febbraio sino alla conclusione dell’anno, aiuteranno a sviluppare nuove e necessarie skill, non solo ‘hard’ (competenze tecniche), ma anche ‘soft’ (comportamentali e relazionali). Un viaggio innovativo e originale che si apre al museo: inedita, infatti, l’attitudine di un istituto culturale a dedicare una lunga e approfondita proposta didattica al tema delle competenze trasversali, vitali per agire efficacemente e in armonia con gli altri. Il benessere di un’organizzazione nasce infatti dallo spirito di squadra: questo principio rientra nella programmazione strategica 2020/2023 del museo Archeologico nazionale di Napoli. È in tale prospettiva il Mann, in collaborazione con la società HR Focus Consulting, propone questo percorso formativo destinato a tutti i dipendenti dell’Istituto. L’iniziativa rientra nel PON Cultura e Sviluppo 2014-2020 (Progetto “Applicazione di modalità e strumenti innovativi in relazione al sistema dei servizi di accoglienza e di supporto alla fruizione degli attrattori e creazione di strumenti per gestire e promuovere i sistemi delle conoscenze degli attrattori”): le nuove tecnologie, infatti, richiedono l’applicazione di diverse competenze anche al mondo del lavoro.

La grande famiglia del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Per noi il primo bene culturale è sempre stata la persona”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Investire in formazione per la crescita professionale di chi passa tanta parte della vita in un Istituto costituisce uno dei pilastri della gestione del Mann, che è un modo d’essere prima che un Museo. Mentre fuori infuriava la tempesta e sembrava tutto perduto, ci siamo tenuti per mano come in una grande famiglia.  Ora, dopo la catastrofe, i germogli della speranza stanno nascendo e si preparano a diventare messi. Non si tratta di grano però, ma di donne e uomini”. E Giuseppe Li Volti, Ceo e Founder di Focus Consulting: “Il progetto ha l’obiettivo di trasferire e far acquisire competenze, comportamenti e metodo professionale verso il cliente interno ed esterno, con particolari focus sulla comunicazione, sul lavoro di squadra e sulla valorizzazione digitale, in sintonia con l’Identità e lo Stile Mann sviluppati e comunicati negli ultimi anni dal Museo”.

Progetto “La formazione del Mann”: un momento della didattica (foto mann)

Le soft skill sono alla base delle organizzazioni, pubbliche o private che siano: possono influenzare la cultura, la mentalità, la leadership, gli atteggiamenti e i comportamenti non solo del singolo, ma dell’intera squadra. Prima di una buona pratica, rappresentano la percezione e la condivisioni di valori. Durante il percorso formativo al Mann, i dipendenti (amministrativi, scientifici e personale di custodia) saranno affiancati dal team di coach, docenti e formatori esperti della società Focus Consulting. Ogni incontro sarà svolto in maniera esperienziale ed avrà una durata di 4/6 ore (mezza giornata). Per ogni singola sessione formativa saranno formati gruppi di 10/15 persone (divisi per target). Per alcuni gruppi è prevista anche una giornata di Team building. Le tematiche affrontate in aula saranno: comunicazione nell’era 4.0; strumenti e metodo per la gestione del team; team working; ruolo: tra identità e valori. “Saper comunicare con empatia, lavorare in gruppo, avere strumenti manageriali e di leadership per gestire le complessità di un lavoro che prevede contatto e interazione con gli altri: oggi dobbiamo parlare di competenze phygital (100% digitali e 100% relazionali) in base alle quali è possibile usare la tecnologia per costruire un ponte tra mondo digitale e fisico, con l’obiettivo di qualificare le relazioni e di fornire all’utente esperienze interattive uniche nel loro genere”, conferma Giovanna d’Elia, HR Director di Focus Consulting e responsabile del progetto.

Tokyo. Aperta la grande mostra “Pompeii” con 160 reperti del Mann,  il più grande percorso espositivo promosso in Giappone nell’era post-Covid. Giulierini: “L’arte crea ponti fra popoli”

L’occhio scivola sul percorso basolato, entra nel giardino della Casa del Fauno: è lì che gli archeologi trovarono il grande mosaico di Alessandro, oggi uno di capolavori  del museo Archeologico nazionale di Napoli. Non siamo però a Pompei ma quasi a 10mila chilometri di distanza al Tokyo National Museum dove è stata inaugurata la mostra itinerante “Pompeii”, realizzata con centosessanta reperti del museo Archeologico nazionale di Napoli. L’evento coinvolgerà, sino a dicembre 2022, le prefetture di Kyoto, Miyagi e Fukuoka: le tappe successive dell’esposizione includeranno il Kyoto City KYOCERA Museum of Art e anche il Kyushu National Museum. L’allestimento “Pompeii” è inaugurato nella capitale nipponica in una data simbolica: nel 2022, infatti, ricorre il centocinquantesimo anno dalla fondazione del Tokyo National Museum, che è il più antico ed importante museo del paese, specializzato nella tutela e valorizzazione di antichità giapponesi e, più in generale, asiatiche. 

Mostra “Pompeii” a Tokyo: allestimento evocativo, che ricostruisce la vita nelle antiche città vesuviane (foto mann)

Un allestimento evocativo, che ricostruisce la vita nelle antiche città vesuviane: “Pompeii” non soltanto rappresenta una mostra che intende raccontare i legami tra le radici storiche dell’Occidente e dell’Oriente, in un certo senso “infrangendo” la specializzazione tematica e geografica dell’Istituto, ma è anche il primo grande percorso espositivo internazionale lanciato nell’era post-Covid. “Con il Giappone abbiamo intrapreso un importante viaggio culturale, iniziato ormai due anni fa”, spiega il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “L’arte crea ponti tra i popoli e gli esiti finali di questa operazione, che ritengo possa forse essere la più importante nei rapporti  tra Giappone ed Italia, sono costituiti da due obiettivi: il restauro del Mosaico di Alessandro, possibile anche grazie al generoso contributo di The Asahi Shimbun, e la realizzazione della grande mostra su Pompei, organizzata da The Asahi Shimbun e NHK. Questa mostra porta in Giappone reperti provenienti da contesti noti ed intende approfondire settori fondamentali della vita della celebre città vesuviana: passando dalla scoperta, che è stata la fortuna dell’archeologia occidentale, si giunge all’analisi della dimensione quotidiana, che avvicina le sensibilità di popoli, lontani nel tempo e nello spazio, ma pur sempre legati dalla necessità di fronteggiare le avversità della natura. La costante e proficua sinergia tra il Mann  e il parco archeologico di Pompei è un esempio emblematico della -potenza di fuoco- dell’archeologia italiana”.

Mostra “Pompeii” a Tokyo: l’ingresso di una domus pompeiana con il “cave canem” (foto mann)

Articolato il framework di sinergie istituzionali che hanno dato vita al progetto: nel 2019, infatti, il Mann ha siglato una Convenzione Quadro con il Tokyo National Museum, proprio per valorizzare, con una grande mostra nel paese del Sol Levante, la conoscenza della cultura delle antiche città vesuviane. Seguendo la politica di promozione delle relazioni internazionali messa in atto dal ministero della Cultura- Mic, si è sviluppato il progetto scientifico della mostra che ha previsto, tra l’altro, la cooperazione del Ministero della Cultura Giapponese, dei Musei di Tokyo, Fukuoka e Kyoto, dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo e della Fondazione Italia Giappone. Il percorso espositivo nasce anche in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, che promuove la conoscenza delle antichità vesuviane nel contesto internazionale, non solo europeo. 

L’esposizione è organizzata dal famoso quotidiano The Asahi Shimbun e dalla NHK, NHK Promotions Inc (Nippon Hoso Kyokai – Japan Broadcasting Corporation). È sempre The Asahi Shimbun tra i finanziatori del restauro del Mosaico di Alessandro, attività che si avvale della collaborazione anche dell’Istituto Superiore per il Restauro del MIC: alla prima fase di messa in sicurezza dell’opera, seguirà, nei prossimi mesi, la movimentazione del manufatto, per analizzare direttamente lo stato di conservazione del supporto originario, al momento non accessibile, e definirne compiutamente gli interventi da eseguire. Il restauro sarà concluso entro il 31 dicembre 2022 ed i lavori saranno condotti in un cantiere aperto ai visitatori: sarà così restituito a napoletani e turisti un capolavoro di tutti i tempi, dopo un’operazione senza precedenti di ricerca e tutela. 

Mostra “Pompeii” a Tokyo: preziosi reperti dal museo Archeologico di Napoli (foto mann)

“Le storie della città antica di Pompei e del museo Archeologico nazionale di Napoli sono indissolubilmente legate. Non è possibile, infatti, comprendere gli accadimenti che interessarono Pompei senza conoscere le Collezioni pompeiane conservate presso il Mann e, viceversa, una visita alle sale del Museo non preceduta dagli itinerari percorribili nella città antica risulterebbe priva di senso”,  sottolinea Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei. “È nell’ottica di promuovere la conoscenza di questo straordinario patrimonio culturale che il Parco archeologico di Pompei e il Mann hanno la fortuna e l’onere di gestire, che si muove da sempre la collaborazione tra le Istituzioni del territorio e quelle straniere. Oggi, ancor di più, a seguito dei recenti rinvenimenti pompeiani– dagli scavi  della Villa di Civita Giuliana a quelli che stanno riportando alla luce intere insule della città antica – che gettano una luce nuova sulla storia della città e dei suoi abitanti, e generano, in chi la guarda, uno stupore pari solo a quello che devono aver provato i primi scopritori  alla vista delle pareti dipinte che man mano venivano svelate. È questo stesso stupore che ci auguriamo possa accendersi negli occhi degli amici giapponesi che verranno a visitare la mostra”. 

La mostra “Pompeii” a Tokyo è organizzata in cinque sezioni (foto mann)

La mostra è articolata in cinque sezioni: Sezione 1- Introduzione- L’eruzione del Vesuvio e il seppellimento di Pompei; Sezione 2- La città di Pompei: architettura pubblica e religione; Sezione 3- La società pompeiana; Sezione 4- La prosperità di Pompei; Sezione 5- Storia degli scavi, oggi e nel passato (Ercolano, Pompei, Stabiae e Somma Vesuviana). Filo conduttore dell’allestimento, curato, tra gli altri, dal direttore del Mann, Paolo Giulierini, dal  noto accademico Masanori Aoyagi, Commissario per le attività culturali in Giappone, da Umberto Pappalardo, Rosaria Ciardiello e Kyoko Sengoku Haga, è il legame tra le città (Pompei, Ercolano, Tokyo, Kagoshima) e i vulcani. Una sorta di itinerario alla scoperta della vita (e di quella che, con un fortunato termine contemporaneo, è stata chiamata “resilienza”), capace di affrontare le calamità naturali, tra eruzioni e terremoti: la mostra partirà dal 79 d.C. e dal seppellimento di Pompei, per ripercorrere, quasi a ritroso, quei cicli di distruzioni e successive ricostruzioni che le comunità civili hanno messo in atto sin dall’antichità.

Mostra “Pompeii” a Tokyo: esposte anche sculture provenienti dall’area vesuviana (foto mann)

In mostra, saranno visibili al Tokyo National Museum sino al 3 aprile 2022, contesti archeologici dalle Case del Fauno, del Citarista e del Poeta Tragico; anche grazie al lavoro di scavo nei depositi, svelando suppellettili (bronzi e vetri), sculture ed affreschi che decoravano domus e edifici pubblici romani, si darà testimonianza della cultura materiale che caratterizzava l’area vesuviana nel suo complesso. Nel percorso sarà possibile ammirare anche due statue, in marmo bianco di Paros, provenienti dalla Villa Augustea di Somma Vesuviana: un Dioniso con pantera e una peplophoros, entrambe opere recuperate grazie alla campagna di scavo condotta dall’università di Tokyo ed esposte nel museo Storico archeologico di Nola (direttore: Giacomo Franzese). Il prestito dei reperti è stato concesso dalla direttrice della Direzione Regionale Musei della Campania (direttrice: Marta Ragozzino), che ha caldeggiato il contributo del museo nolano alle importanti  iniziative culturali volte a celebrare  l’anniversario della fondazione del  Tokyo National Museum.  Al rientro in Italia le sculture saranno ospitate nella sala riallestita anche grazie al contributo concesso dal The Asahi Shimbun. Realizzata ad hoc per la mostra, l’esclusiva ricostruzione delle pareti della Villa di Cicerone a Pompei, grazie alla combinazione di frammenti di decorazioni parietali, come i famosi satiri funamboli: il progetto è stato firmato dall’archeologa Rosaria Ciardiello e dai fotografi  Luciano e Marco Pedicini.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione, in sala conferenze e on line, del libro “Ialiso I. la necropoli: gli scavi italiani (1916-1934). Il periodo protogeometrico e geometrico (950-690 a.C.)” di Matteo d’Acunto

Per il ciclo “Lo scaffale del Mann”, appuntamento mercoledì 12 gennaio, alle 16, in sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Napoli per la presentazione del libro “Ialiso I. la necropoli: gli scavi italiani (1916-1934). Il periodo proto-geometrico e geometrico (950-690 a.C.)” (2020, Scuola archeologica italiana Atene) di Matteo d’Acunto, professore di Archeologia classica all’università di Napoli “L’Orientale”. È possibile seguire l’incontro anche da remoto, tramite il link: meet.google.com/irs-avsd-ebk. Intervengono con l’autore: Paolo Giulierini, direttore del Mann; Andrea Manzo, direttore del dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’università di Napoli “L’Orientale”; Teresa E. Cinquantaquattro, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, docente all’Orientale; Emanuele Papi, direttore della Scuola archeologica di Atene; Luca Cerchiai, università di Salerno.

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Matteo D’Acunto (università L’Orientale di Napoli)

Il volume inaugura l’edizione scientifica aggiornata degli scavi delle necropoli di Ialysos condotti dapprima dalla Missione Archeologica Italiana e poi dalla Soprintendenza durante l’occupazione di Rodi, negli anni dal 1916 al 1934. Esso considera le tombe databili al periodo protogeometrico e geometrico (X-VIII sec. a.C.); grazie alla liberalità degli archeologi greci esso tiene conto dei risultati dei loro scavi, e si propone di definire la fisionomia di Ialysos nel quadro degli altri siti coevi del Dodecaneso, della Grecia, di Cipro e del Vicino Oriente.

Cosa ci porta il nuovo anno? Nell’autunno 2022, novant’anni dopo il lungimirante progetto di Amedeo Maiuri, nel Braccio nuovo del museo Archeologico nazionale di Napoli aprirà la nuova Sezione Tecnologica Romana con cento reperti e ricostruzioni moderne dei macchinari antichi

Ruota idraulica: frame di un apparato multimediale 3D della Sezione Tecnologica Romana (foto mann)

Cosa ci porta il nuovo anno? Una novità arriva dal Mann. La Sezione Tecnologica Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli aprirà al pubblico nell’autunno del 2022 e sarà ospitata nel cosiddetto Braccio Nuovo, novant’anni dopo il lungimirante progetto di Amedeo Maiuri: qui, negli ambienti vicini agli Uffici dei Servizi Educativi, sarà allestito un percorso che, attraverso circa cento reperti e ricostruzioni moderne dei macchinari antichi, svelerà al visitatore come strategia e progettazione duemila anni fa abbiano permesso ai cittadini dell’area vesuviana di fronteggiare sfide soltanto apparentemente impossibili. Distintivo il taglio didattico della Sezione, che presenterà approfondimenti destinati non solo ad esperti, ma anche a giovani e scuole. Il progetto scientifico della sezione è curato da Giovanni Di Pasquale (museo Galileo di Firenze) e Laura Forte (funzionario archeologo del Mann). L’allestimento è firmato da Andrea Mandara, il design grafico è di Francesca Pavese. Gli apparati multimediali saranno prodotti dal museo Galileo, che ha inoltre elaborato i progetti in base ai quali verranno realizzati da Opera Laboratori i modelli ricostruttivi. Prevista una convenzione tra università Suor Orsola Benincasa e Mann per approfondire i temi di conservazione e restauro dei manufatti.

Macina manuale in pietra della Sezione Tecnologica Romana del Mann (foto mann)

La Sezione Tecnologica Romana nasce da un’interessante prospettiva museografica: nel 1932, con lungimiranza rispetto ai tempi, Amedeo Maiuri costituì al Museo una Sezione di tecnologia e meccanica antica. Il progetto scientifico odierno, dunque, non può che prendere le mosse da questo innovativo archetipo novecentesco, ampliandolo non solo con nuovi materiali, ma anche con modelli realizzati ad hoc e apparati multimediali. Filo conduttore della sezione è l’approccio empirico che, tipico dei musei della scienza, riesce ad “attualizzare” la percezione del mondo antico. Questo nuovo allestimento nasce in partnership con il museo Galileo di Firenze, specializzato in ricerca e didattica nel campo della storia della scienza e della tecnica, rinnovando così un legame di lunga tradizione: già nella mostra di Storia della scienza tenutasi a Firenze nel 1929, la Campania era rappresentata proprio dai materiali e dalle macchine del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Un calibro della Sezione Tecnologica Romana del Mann (foto mann)

“Come è noto, ben poco delle conquiste dell’arte del mondo antico sarebbe stato possibile senza una corretta padronanza delle tecnologie”, ricorda il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “basti pensare ad esempio al processo di costruzione di un tempio, dalla cavatura delle pietre fino all’innalzamento delle colonne. Le straordinarie scoperte di Pompei hanno accelerato sempre di più tale processo di ricongiungimento tra musei d’arte e musei tecnologici, perché (caso unico insieme al mondo egizio) hanno restituito tutti oggetti della vita quotidiana che, quando conosciuti, nel passato erano stati tenuti in disparte, in oscuri depositi. Ne è conseguita spesso un’idea falsata della società antica. In realtà – continua Giulierini – già Amedeo Maiuri intorno agli anni Trenta del Novecento ebbe la felice intuizione di dar vita ad una Sezione Tecnologica nel Braccio Nuovo del Museo, poi dismessa, dedicata a settori delle scienze e delle discipline applicate, dall’idraulica, all’agricoltura, all’astronomia. Oggi il Mann, cosciente che la società antica non può essere raccontata senza ristabilire tale connubio, che la rende, tra l’altro, molto più vicina a quella attuale, ha avviato il progetto di rinnovo, riallestimento e ammodernamento di quella che fu la dismessa sezione tecnologica, affidandosi ad una collaborazione con il museo Galileo, già avviata sin dai tempi della mostra “Homo Faber” (1999), dedicata alle conoscenze scientifiche in area vesuviana. D’altra parte – conclude -, Il Museo ha intrapreso un percorso di narrazione dei contenuti museali con l’ausilio delle tecnologie, e soprattutto del digitale, per conseguire gli obiettivi previsti dai nostri due Piani strategici, in linea con la Convenzione di Faro e i 17 obiettivi dell’agenda Unesco 2030”.

Il calco della ruota di Venafro della Sezione Tecnologica Romana del Mann (foto mann)
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Rubinetto con chiave ad anello nella Sezione Tecnologica Romana al Mann (foto mann)

Il progetto scientifico del Mann e del museo Galileo parte dall’osservazione dei quattro elementi della natura (aria, acqua, terra e fuoco), raccontandone le attività umane correlate. Uno sguardo alla volta celeste dà l’input per parlare di astronomia e misura del tempo, così come i cicli produttivi di olio, pane e vino forniscono la straordinaria occasione per esporre macchinari antichi. Tra questi, le macine, che appartengono alle collezioni del Mann, saranno poste insieme a tutti gli strumenti utilizzati per coltivare, misurare la terra, pesare e conservare le derrate alimentari. Troveranno dunque spazio nell’allestimento la celebre groma dalla bottega di Verus, gli attrezzi di uso comune (rastrelli, zappe, vanghe, forche) e, ancora, gli strumenti per progettare e costruire (squadre, compassi, fili a piombo, calibri, martelli, scalpelli). Una sezione a parte sarà dedicata alle tecnologie idrauliche, che permettevano la regimazione delle acque a livello cittadino e il rifornimento delle singole abitazioni. Ne sono un esempio le grandi valvole idrauliche rivenute a Pompei, le fistule in piombo, le chiavi, i rubinetti, le bocche di fontana, le vasche da bagno in bronzo. Lenti, prismi, globi ustori rappresenteranno, invece, la versatile applicazione del vetro, delineandone il rapporto con la luce e il fuoco.

Gru calcatoria: frame di un apparato multimediale 3D della Sezione Tecnologica Romana (foto mann)

Il percorso espositivo si articolerà su diversi livelli di comunicazione: i materiali antichi di età romana, per la maggior parte di area vesuviana e selezionati dai depositi (dagli affreschi alle meridiane, dai pesi in bronzo a quelli in pietra, dalle bilance alle misure campione), saranno messi in dialogo con le ricostruzioni moderne dei principali macchinari antichi. In allestimento, vi saranno anche video esplicativi che illustrano la funzione degli strumenti tecnologici di epoca romana. Tra le riproduzioni, da menzionare la gru calcatoria, la vite di Archimede e la ruota idraulica. In quest’ultimo caso, il modello sarà affiancato ad un reperto eccezionale: il calco di ruota idraulica rivenuto nei pressi di Venafro nell’alveo del fiume Triverno ai primi del Novecento e, da allora, conservato al Museo. La Sezione Tecnologica Romana avrà una sorta di “anteprima espositiva” nel Giardino della Vanella: qui sarà riallestita la peschiera che Maiuri realizzò negli anni Trenta come riproduzione in scala ridotta di un modello presente in una villa romana di Formia.

Vite idraulica: frame di un apparato multimediale 3D della Sezione Tecnologica Romana (foto mann)

Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze. Le straordinarie collezioni del museo Galileo, tra le più importanti del mondo, comprendono circa cinquemila strumenti scientifici e apparati sperimentali databili dal secolo XI al XIX, suddivisi in due nuclei principali: collezione Medicea e collezione Lorenese. Delle raccolte fanno parte gli unici due telescopi di Galileo giunti fino a noi. L’Istituto, attivo dal 1927 nel campo della ricerca e della documentazione sulla storia delle scienze e della tecnologia, mette a disposizione degli studiosi le ingenti risorse della sua biblioteca e del proprio ricchissimo sito internet. Partecipa a innovativi progetti di ricerca in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali, tra cui le Gallerie degli Uffizi, il museo Archeologico nazionale di Napoli, il parco archeologico del Colosseo, l’Accademia dei Lincei, l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea-CNR, la Reale Accademia delle Scienze di Svezia, gli istituti della Max-Planck-Gesellschaft e la Harvard University.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale esposte le tavole del calendario 2022 realizzato dalla Scuola Italiana Comix: sarà donato ai primi cinquanta visitatori che saranno al Mann dal 1° al 6 gennaio 2022.  E Blasco Pisapia presenta il suo volume a fumetti “Nico e l’elmo del Gladiatore” (Electa)

La copertina del Calendario 2022 del Mann realizzato dalla Scuola Italiana Comix (foto mann)

I fumetti al museo Archeologico nazionale di Napoli: inaugurata l’esposizione delle tavole del calendario della Scuola Italiana di Comix, con le dodici tavole del calendario del Mann. Firmato, anche per il 2022, dagli illustratori della Scuola Italiana di Comix, il calendario ancora una volta ha un’impronta green: filo conduttore dei mesi che verranno sarà il rischio di estinzione delle specie animali. Api, serpenti, pavoni, tartarughe incontrano, nei disegni colorati della Scuola italiana di Comix diretta da Mario Punzo, l’iconografia dei reperti del Mann: gli artisti antichi, infatti, rileggevano il mondo naturale nelle proprie opere. Il calendario, realizzato da  Andrea Chella (cover), Mario Teodosio, Amerigo Pinelli, Alessandra Vitelli, Barbara Ciardo, Fabiana Fiengo, Marino Guarnieri, Paola Del Prete, Mario Testa, Paco Desiato, Marco Castiello con Andrea Errico, Alessia Vivenzio con Marianna Catone, Barbara Ansaldi, sarà donato ai primi cinquanta visitatori che saranno al MANN dal 1° al 6 gennaio 2022. 

La tavola di agosto del Calendario 2022 del Mann realizzato dalla Scuola Italiana Comix (foto mann)

“L’arte del fumetto  è di casa da tempo al Mann, con grandi mostre internazionali e l’ormai consolidata collaborazione con bellissime realtà composte da artisti del territorio”, spiega il direttore del Museo, Paolo Giulierini. “Grazie all’intuizione al centro del progetto Obvia è stata creata una rete di disseminazione che ha portato il Mann,  le sue meraviglie, la sua identità in opere di grande suggestione capaci di affascinare i più giovani e non solo. Con il calendario Comix sui temi dell’ ecologia e il nuovo fumetto di Nico firmato da Blasco Pisapia dedicato alla mostra gladiatori presentiamo due strenne davvero irresistibili”. I percorsi di valorizzazione del patrimonio museale con il linguaggio del fumetto sono promossi nell’ambito del progetto universitario “Obvia” (referente: Daniela Savy/ Ateneo Federiciano).

Copertina del libro di Blasco Pisapia “Nico e l’elmo del Gladiatore” (foto mann)

Per Natale il fumetto è, naturalmente, libro da regalare ai più piccoli (e non solo): il Museo presenta oggi “Nico e l’elmo del Gladiatore” (Electa Editore) di Blasco Pisapia. Il disegnatore segna una nuova tappa nelle avventure del piccolo Nico,  scolaro innamorato del Mann: dopo essersi perso nelle sale della Sezione Egizia, il ragazzino adesso incontra i mitici eroi delle arene e ha l’opportunità di scoprire, grazie alla protezione di Ursus, che la vita negli anfiteatri non è epica come sembra. 

“Stanotte a Napoli” con Alberto Angela in prima serata a Natale su Rai1: la Tv pubblica rinuncia a tradizionali film e cartoon e propone una serata di cultura “spettacolare”. Tra le tappe, il museo Archeologico nazionale con i pavimenti musivi della Magna Grecia

“Stanotte a Napoli” di Alberto Angela su Rai1 in prima serata il 25 dicembre (foto rai)

Dalla grande piazza Plebiscito chiusa dal Palazzo Reale, dove ci sarà Giancarlo Giannini nei panni di Carlo di Borbone, al Tesoro di San Gennaro accanto al duomo, dalle meraviglie del museo Archeologico nazionale  alla magia della Cappella Sansevero e alle atmosfere natalizie di San Gregorio Armeno con le botteghe dei pastori, fino a luoghi meno conosciuti come Santa Luciella e il suo teschio con le orecchie o il tunnel borbonico: sono alcune delle tappe che Alberto Angela toccherà in “Stanotte a Napoli”, proposto su Rai1 in prima serata proprio la sera di Natale (vedi il teaser Il teaser di “Stanotte a Napoli” – RAI Ufficio Stampa). Una novità assoluta per questo spazio televisivo, dopo anni di film o cartoon. Una scommessa che la Rai lancia affidando alla cultura per la serata del 25 dicembre. Ne è convinto il direttore di Rai1 Stefano Coletta: ”Non si tratta di semplice divulgazione in prima serata, ma anche della costruzione di emozioni, con immagini, parole e musica”. Ma anche un grande regalo per Napoli e l’Italia, come sottolinea il sindaco Gaetano Manfredi: “La trasmissione è un grande dono di Alberto e della Rai a Napoli, ma anche un regalo che Napoli vuole fare agli italiani: l’energia di questa città può essere simbolo della ripartenza”.

La presentazione del programma “Stanotte a Napoli” nella sala del Toro Farnese al museo Archeologico nazionale di Napoli: da sinistra, Alberto Angela, il sindaco Gaetano Manfredi, e il direttore del Mann Paolo Giulierini (foto agi / ufficio stampa rai)

Momento importante sarà la tappa al museo Archeologico nazionale, dove il programma è stato presentato “all’ombra” del Toro Farnese il più grande gruppo marmoreo giuntoci dell’antichità, e dove il noto divulgatore scientifico è già stato per “Una notte al museo”. Questa volta l’autore passeggerà sui mosaici della sezione Magna Grecia. “Siamo orgogliosi e grati alla Rai e ad Alberto Angela”, interviene il direttore Paolo Giulierini. “Con lui abbiamo raccontato i nostri depositi chiamati Sing Sing per le loro sbarre, con reperti che però ‘liberiamo’ e viaggiando portano la bellezza nel mondo”. Conclude Angela: “Ce ne sono tanti di luoghi belli, ma il museo archeologico di Napoli è certamente uno dei miei preferiti perché qui troverete degli oggetti che raccontano tutta la storia di Napoli e la maggior parte della collezione – a differenza di altri grandi musei che raccolgono reperti di tutto il mondo – ha una provenienza locale, a km zero, a cui si aggiungono splendide collezione come quella Farnese. Quando si viene, di solito, questo non lo si vede e invece noi lo mostreremo nella nostra puntata: è un modo per conoscere una Napoli inaspettata”.

Natale 2021 al museo Archeologico nazionale di Napoli: Presepe continuum, nuove mostre (da Dante al giocattolo nel mondo antico) e una nuova campagna di abbonamento OpenMANN per essere protagonisti nel 2022 con tre nuove sezioni, la Campania Romana, e grandi mostre, dalla Sardegna Megalitica e alla civiltà bizantina

Il Presepe continuum 2021 dell’associazione Presepistica napoletana dedicato ai 160 anni dell’Unità d’Italia, nell’atrio del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Che Natale sarebbe senza il Presepe continuum del museo Archeologico nazionale di Napoli? E il Presepe continuum che per tutte le festività si può ammirare nell’Atrio del museo, è solo una delle proposte culturali per cittadini e turisti con cui il Museo si prepara alle festività natalizie. Il suggestivo presepe realizzato dall’Associazione Presepistica Napoletana è dedicato quest’anno ai 160 anni dall’Unità d’Italia: i grandi protagonisti del Risorgimento nazionale vengono rappresentati tra vicoli e botteghe, mentre trova spazio, nella ricostruzione dell’omonima piazza, anche la statua dell’Alighieri, innalzata proprio per celebrare l’Unità del paese. 

L’ingresso della mostra “Divina archeologia” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Tante le novità espositive che partiranno da questo mese: da lunedì 6 dicembre 2021 apre al pubblico “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia nelle collezioni del MANN”, che lega i reperti del Museo ai personaggi del poema dantesco. Da venerdì 10 dicembre 2021 (vernissage alle 16), spazio alla riflessione sul divertimento, tra passato e presente: la mostra “Giocare a regola d’arte”, curata da Paolo Giulierini ed Ermanno Tedeschi, accosterà cinquanta reperti ad altrettante creazioni contemporanee, per raccontare le simmetrie con il mondo dell’infanzia dei nostri antenati. Dal 20 dicembre 2021, in occasione del centenario dalla morte di Enrico Caruso, da non perdere un interessante allestimento su vita e fortuna del celebre tenore. Per gli appassionati di fotografia, tre percorsi al Museo: “19.34. Fotografie di Antonietta de Lillo. La storia in presa diretta” con un emozionante reportage sul terremoto del 1980 in Irpinia; “Solve et coagula”, che raccoglie sovraimpressioni digitali realizzate da Alessandra Cardone; “Naples. Sense of place” di Alex Trusty, racconto per immagini della città e del litorale flegreo.

Locandina della campagna promozionale dell’abbonamento OpenMANN Family

Dal 6 dicembre 2021 riparte anche la campagna di abbonamento all’Istituto. Il claim scelto è “Vieni al Mann a dicembre e torna per tutto il 2022”.  Da lunedì 6, in biglietteria e on-line, è possibile acquistare la card annuale a prezzi promo: 16 euro per un adulto, 28 euro per due over 25 anni (opzione family), 3 euro per ragazzi dai 18 ai 24 anni e per tutti gli studenti universitari, senza limiti di età. L’abbonamento OpenMann ha la validità di 365 giorni dalla data di attivazione e consente accessi illimitati al Museo, per visitare mostre temporanee e collezioni permanenti. Dal 4 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022, chi sottoscriverà una card family potrà partecipare gratuitamente, sino ad esaurimento posti, ai laboratori didattici per bambini proposti da Coopculture. Inoltre, l’abbonamento garantisce di visitare con il 25% di sconto gli oltre trenta siti culturali della rete Extramann, ricevendo una newsletter mensile con le offerte dedicate. Tra le strenne natalizie prodotte dal Museo anche il volume a fumetti “Nico e l’elmo del Gladiatore” (Electa) e il calendario della Scuola Italiana di Comix.

Locandina della campagna promozionale “Vieni al MANN a dicembre e torna tutto il 2022”

Sottoscrivendo un abbonamento OpenMann, si potrà naturalmente seguire l’intensa vita culturale del Museo nel 2022: prevista non solo la riapertura di tre sezioni storiche, la Sezione Tecnologica Romana (autunno), Cuma e Neapolis (dicembre), ma anche il nuovo allestimento della Campania Romana (luglio). Dall’11 giugno 2022 il Museo ospiterà la mostra “Sardegna Isola Megalitica”, affiancata dall’experience virtuale proposta da NURAGICA per viaggiare nel tempo alla scoperta della civiltà nuragica. In ottobre, focus espositivo sull’alba e il tramonto di Bisanzio.

Firenze. Conto alla rovescia per la settima edizione di TourismA 2021, il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale. Ecco qualche appuntamento spulciato dal ricco programma di tre giorni di eventi e incontri

Il Palacongressi di Firenze gremito per TourismA 2020 (foto AV)

firenze_tourisma_foto-archeologia-vivaOrmai ci siamo. È iniziato il conto alla rovescia. Mancano una decina di giorni alla settima edizione di TourismA 2021, il salone dell’Archeologia e del Turismo culturale in scena al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 17 al 19 dicembre 2021, per un’immersione totale nella storia e nelle testimonianze del passato: decine di incontri e centinaia di relatori, dalle grandi scoperte alle proposte di musei e parchi, dall’arte all’ambiente ai borghi e siti Unesco, ai nuovi itinerari, alle tecnologie d’avanguardia. Ingresso gratuito. Verifica green pass e registrazione obbligatoria all’ingresso (vedi modalità di accesso). Prenotazioni solo per le scuole. Novità e grandi ritorni tra i “big”: Franco Cardini, Andrea Carandini, Louis Godart, Giuliano Volpe, Cristoforo Gorno, Giorgio Manzi, Massimo Osanna, Mario Tozzi, Paolo Giulierini, Alberto Angela… E per i più piccoli i laboratori di archeologia sperimentale (prenotazione diretta). Importante appuntamento per il turismo culturale: spazi espositivi e proposte di valorizzazione / promozione sono al centro di “tourismA 2021” con Stand e Box poster di operatori e agenzie turistiche, parchi, poli museali, editoria e università; Buy Cultural Tourism. A “tourismA 2021” il 4° Workshop del Turismo Culturale riservato a buyers e sellers; viaggi di cultura e archeologia. Programmi di viaggio con interventi dei vari curatori scientifici nella Rassegna di itinerari turistico-culturali. Vediamo qualche proposta di TourismA 2021, spulciando nel ricco programma.

Il sassofonista Stefano Cocco Cantini (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 9.15, Auditorium: LA MUSICA PERDUTA DEGLI ETRUSCHI. Grande ritorno a “tourismA 2021” del sassofonista Stefano “Cocco” Cantini e dell’etruscologa Simona Rafanelli. I due esperti apriranno il XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva nel grande auditorium del Palacongressi di Firenze.

L’area archeologica di Cirene in Libia (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 11.45, sala Onice: RITORNO IN LIBIA. La settima edizione di “tourismA” si apre con il convegno ITER sulla ricerca italiana all’estero nel ricordo del suo ideatore Ettore Janulardo. Fra i relatori è Oscar Mei (Università di Urbino) direttore della Missione a Cirene e Tripoli con un intervento su “Archeologia in Libia (dopo dieci anni di guerra)”.

Il sito preistorico di Poggetti Vecchi frequentato dall’uomo di Neanderthal e da elefanti (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 12.00, Auditorium: NEANDERTHAL VS ELEFANTI. A “tourismA” l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria presenta la mostra virtuale “170.000 anni fa a Poggetti Vecchi. Neanderthal ed elefanti nella Maremma toscana, la sfida del clima” con una spettacolare “visita guidata” sul grande schermo dell’auditorium del Palacongressi di Firenze.

Il parco archeologico di Ostia antica presente alla settima edizione di TourismA (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 14.15, sala Onice: OSTIA ANTICA Il Parco archeologico: patrimonio culturale, società e territorio: dal ruolo del parco alle opportunità per il territorio di Fiumicino, dal nuovo museo delle Navi al marchio europeo del Patrimonio.

Ricerche archeologiche subacquee nei fondali pugliesi (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 15.00, Auditorium: LA PUGLIA E IL MARE. Un nuovo centro di ricerche per conoscere e valorizzare i paesaggi costieri e subacquei: ne parlano a “tourismA” Rita Auriemma, Luigi De Luca, Danilo Leone, Maria Turchiano e Giuliano Volpe, nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Ricostruzione del forno preistorico per la produzione di rame sul passo Redebus ad Acqua Fredda (foto AV)

17 dicembre 2021, alle 15.40, sala Limonaia: TURISMO NELLA PREISTORIA. A tourismA 2021, convegno dell’IIPP sulle potenzialità turistiche delle aree preistoriche. Spettacolari i casi di studio in programma, fra cui il sito di Passo Redebus in Trentino con forni per la produzione del rame presentati da Franco Marzatico e Luisa Moser.

Panorama del Montenegro (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 9.40, Auditorium: BERE E FUMARE AI CONFINI DELL’IMPERO. A “tourismA 2021” convegno SCAVARE IL PRESENTE a cura di Giuliano Volpe. Interviene fra gli altri Sauro Gelichi: “Tabacco e caffè in una città del Montenegro in età moderna”.

Lo scavo di Campo 65 di Altamura in Puglia (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.00, Auditorium: SCAVARE IL PRESENTE. In Puglia il Campo 65 di Altamura: prima campo di prigionia, poi campo di addestramento di partigiani titini, infine campo profughi. Ne parlerà Giuliano De Felice (Università di Bari) a “tourismA” nell’ambito del convegno “Scavare il presente” curato da Giuliano Volpe e dallo stesso De Felice.

L’iscrizione rupestre di età romana a Trenčín in Slovacchia (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.00, sala Onice: LA SLOVACCHIA A TOURISMA. Clima, Patrimonio Unesco, i confini dell’Impero romano sul Danubio centrale e una storia nascosta: la veduta di Bratislava in Palazzo Vecchio.

Il laboratorio dell’Opificio delle Pietre dure a Firenze (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 10.20, sala Verde: CONSERVARE IL PATRIMONIO. Marco Ciatti, soprintendente Opificio delle Pietre Dure, e James Bradburne, direttore Pinacoteca di Brera, sono in programma a “tourismA 2021” nel convegno “Conservare e valorizzare il patrimonio culturale” a cura 4CH.

Cristoforo Gorno, autore e conduttore televisivo: a lui è stato assegnato il premio Francovich 2021 (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 12.00, Auditorium: RAVENNA E GORNO PREMIATI A TOURISMA. Il Premio “R. Francovich” 2021, per la comunicazione museale e la divulgazione del Medioevo, attribuito dalla SAMI – Società Archeologi Medievisti Italiani, è andato al Museo Classis Ravenna, realizzato dalla Fondazione RavennaAntica, e all’autore e conduttore televisivo Cristoforo Gorno. Il prestigioso riconoscimento verrà consegnato dal presidente SAMI prof. Paul Arthur nell’ambito del prossimo “tourismA”.

Particolare della Colonna Traiana a Roma (foto AV)

18 dicembre 2021, alle 16.20, Auditorium: TRAIANO PRINCIPE IDEALE. Ne parlerà a “tourismA” il professor Livio Zerbini presentando il suo ultimo libro nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Scavo archeologico di un sito indigeno in Corsica (foto AV)

19 dicembre 2021, alle 9.30, sala Onice: CORSICA INDIGENA. Domenica 19 dicembre l’Università e la Collettività di Corsica organizzano a “tourismA” (Palacongressi di Firenze) un convegno su “Mobilità e contatti nel Tirreno durante il I millennio a.C.”.

Copertina del libro “L’ultimo Neanderthal racconta. Storie prime della storia” (Il Mulino) di Giorgio Manzi

19 dicembre 2021, alle 11.30, Auditorium: L’ULTIMO NEANDERTHAL. Ne parlerà Giorgio Manzi, paleoantropologo alla Sapienza Università di Roma, nell’ambito del XVII Incontro Nazionale di Archeologia Viva.

Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)

19 dicembre 2021, alle 14.30, sala Onice: TARAS E VATL, Città di mare e antichi porti del Mediterraneo. Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttore museo Archeologico nazionale di Taranto, parlano del progetto culturale Taras e Vatl, delle due mostre rispettivamente a Vetulonia e Taranto, e del convegno al MArTa.

Alberto Angela e Piero Pruneti a TourismA 2020 (foto AV)

19 dicembre 2021, alle 17.00, Auditorium: ALBERTO ANGELA. Come da tradizione, il divulgatore scientifico e scrittore, Intervistato da Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva, chiuderà l’Incontro Nazionale di Archeologia Viva. Ma quest’anno, l’intervento non sarà in presenza ma da remoto a evitare rischi di contagio per probabili assembramenti.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale è iniziato l’allestimento della mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia di Dante nelle collezioni del MANN” che apre il 6 dicembre

Al museo Archeologico nazionale di Napoli è iniziato l’allestimento della mostra “Divina Archeologia” (foto mann)
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Selfie dello staff del Mann con il direttore Giulierini nella mostra “Divina Archeologia” (foto mann)

Al museo Archeologico nazionale di Napoli è iniziato l’allestimento della mostra “Divina Archeologia. Mitologia e storia della Commedia di Dante nelle collezioni del MANN” dal 6 dicembre 2021 al 2 maggio 2022. Nelle sale degli Affreschi del museo Archeologico nazionale di Napoli, archeologi ed esperti sono a lavoro per allestire l’esposizione: righelli, squadre e matite sono in ordine sui ripiani, per accompagnare una paziente attività di precisione. Progettata per celebrare Dante700, la mostra apre lunedì 6 dicembre 2021. Il percorso, curato da Valentina Cosentino (archeologa/ Segreteria scientifica del Mann), creerà un’ideale connessione tra iconografia classica, cultura medioevale e sensibilità contemporanea.

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L’allestimento della mostra “Divina Archeologia” nelle Sale degli Affreschi al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

In allestimento, vi saranno 56 reperti, di cui molti provenienti dai depositi del Mann; accanto al percorso di visita in sala, il Museo ha proposto sul web il ciclo Divina Archeologia podcast per far conoscere, con i nuovi linguaggi della comunicazione, i protagonisti del racconto dantesco. Divina Archeologia è realizzata con il contributo della Regione Campania e si avvale della collaborazione scientifica e organizzativa del prof. Gennaro Ferrante e delle dott.sse Fara Autiero e Serena Picarelli (Illuminated Dante Project, università di Napoli “Federico II”). 

Il museo Archeologico nazionale di Napoli a Paestum, nello stand alla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, presenta in anteprima la mostra “Sardegna Isola Megalitica” e il percorso immersivo e multisensoriale NURAGICA

Lo stand del museo Archeologico nazionale di Napoli alla Borsa Mediterranea del Turismo archeologico di Paestum (foto mann)

Imponenti architetture nuragiche, piante che riecheggiano la flora sarda, foto di reperti e visori per conoscere, grazie alla realtà virtuale immersiva, le meraviglie di una terra dalla cultura millenaria: sino a domenica 28 novembre 2021, il museo Archeologico nazionale di Napoli è presente alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum (25-28 novembre 2021) con uno stand dedicato alla mostra “Sardegna Isola Megalitica- Dai menhir ai nuraghi, storie di pietra nel cuore del Mediterraneo “, che sarà in programma al Mann dal 10 giugno all’11 settembre 2022. La grande esposizione sarà affiancata dall’experience NURAGICA, che racconterà la storia della civiltà sarda in un format innovativo e tecnologico. “Siamo qui a Paestum per presentare uno splendido evento al Mann”, spiega il direttore Paolo Giulierini, “dove l’archeologia della Sardegna sarà narrata non solo con un ricco progetto scientifico, ma anche con un suggestivo percorso multimediale. L’archeologia nuragica costituisce un punto di riferimento per la cultura del Mediterraneo e nasce dalla fusione di tanti popoli, ciascuno portatore di una specificità identitaria”.

Locandina del progetto “Sardegna Isola Megalitica”

Un percorso di approfondimento con due anime. In primis, “Sardegna Isola Megalitica”, che concluderà a Napoli il suo tour internazionale dopo Berlino, San Pietroburgo e Salonicco. La mostra è promossa, nell’ambito di un importante progetto di Heritage Tourism finanziato con fondi europei POR FESR 2014-2020, dalla Regione Autonoma Sardegna- assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio con il museo Archeologico nazionale di Cagliari e la Direzione regionale Musei della Sardegna, insieme al Mann e ai musei ospitanti dei vari Paesi. L’esposizione ha ottenuto il patrocinio del MAECI e del MIC ed è realizzata con la collaborazione della Fondazione di Sardegna e il coordinamento generale di Villaggio Globale International. La mostra ha inoltre ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana. “Sardegna Isola Megalitica” presenta quasi 200 reperti delle antiche culture megalitiche e nuragiche dell’isola. I manufatti, provenienti dai musei di Cagliari, Nuoro e Sassari, tracciano un affascinante viaggio alla scoperta di civiltà ancora in parte ignote, sviluppatesi nell’isola al centro del Mare nostrum.

Il manifesto promozionale del progetto di realtà virtuale Nuragica al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

NURAGICA, poi, proporrà un percorso immersivo e multisensoriale, creato ad hoc per il museo Archeologico: un viaggio guidato in cui il mondo dei nuragici riprenderà vita grazie a spettacolari scenografie e ambientazioni in scala reale che riprodurranno i principali siti archeologici dell’Isola. Così alla Bmta, sulle pareti dello stand del Mann, è possibile scoprire alcune immagini dei reperti in allestimento per “Sardegna Isola Megalitica”; i visitatori, nel corner del museo, hanno anche l’occasione di indossare i visori oculus, che permettono quasi di attraversare un antico villaggio isolano, avendo così un’anteprima dell’experience di NURAGICA.