XI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct): serata finale con bilancio del festival e consegna dei premi: al film “Antica trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre” di Francesco Bocchieri il premio Archeoclub d’Italia; al film “The trace of time” di Dionysia Kopana il premio ArcheoVisiva; all’archeologo Lorenzo Nigro il premio Antonino Di Vita
L’antica chiesa di San Domenico e Santa Chiara ha il pubblico delle grandi occasioni: domenica 17 ottobre 2021 è l’ultima giornata dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct). È la giornata della consegna dei premi: quello Archeoclub d’Italia, attribuito dal pubblico; ArcheoVisiva, assegnato dalla giuria internazionale di qualità; Antonino Di Vita, definito dal comitato scientifico.
In questo video dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) la cronaca di una serata indimenticabile.

L’attrice Margherita Peluso con Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto graziano tavan)
È stata anche l’occasione per i due direttori artistici, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, per ringraziare Margherita Peluso per la performance in piazzetta Stefania Noce e al castello Santapau, dove sono stati coinvolti i molti presenti, compresi gli alunni delle scuole licodiane (vedi Licodia Eubea. Coinvolgente performance live di Margherita Peluso, Pamela Vindigni e Giulia Trecosta al castello Santapau collegata alla mostra fotografica “Madre Terra, Natura-Naturans. Tra materia, immagine e corpo”, evento collaterale dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica | archeologiavocidalpassato).

Premio Archeoclub d’Italia assegnato al film più votato dal pubblico presente in sala e in collegamento streaming e consegnato da Giacomo Caruso, presidente della sezione di Licodia Eubea dell’Archeoclub d’Italia: i primi tre film se la sono giocata sul filo dei centesimi di punto. Terzo è arrivato “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno; secondo “Thalassa, il racconto” di Antonio Longo. Ha vinto il film “Antica trasversale Sicula. Il cammino della Dea Madre” di Francesco Bocchieri (Italia 2021, 80’). Un viaggio attraverso la Sicilia, seguendo il percorso dell’Antica Trasversale Sicula, uno dei cammini più antichi d’Italia. Da Mozia a Camarina, 650 km di strade riscoperte da un gruppo di appassionati ispirati dalle ricerche dell’archeologo Biagio Pace, immerse nella natura, nel paesaggio e nella Storia. Un viaggio di luoghi, persone, incontri e di forti emozioni, un atto di amore per la propria terra. Francesco Bocchieri nasce a Ragusa nel 1986. Amante dalla natura, del suo territorio e degli argomenti archeologici, nel 2018 realizza, con la moglie Luana Dicunta, il documentario “Ragusa Terra Iblea”. Da allora si appassiona sempre più ai temi archeologici e decide di affrontare una sfida ancora più ardua, la realizzazione del documentario “Antica Trasversale Sicula – il cammino della dea madre”, sull’omonimo cammino archeologico di 650 km che attraversa l’intera isola.

Premio ArcheoVisiva al film migliore selezionato dalla giuria internazionale di qualità, composta da Lada Laura (Croatia), educatore museale senior al museo Archeologico nazionale di Spalato e direttrice del Festival internazionale del Cinema Archeologico di Spalato; Diego Schiavo (Italia), sound designer, autore, sceneggiatore, regista per il cinema e il teatro; Memi Spiratou (Grecia), artista musicale, regista, scrittrice e direttrice artistica del Festival internazionale di Cinema Archeologico AGON di Atene; Graziano Tavan (Italia), giornalista professionista e blogger (cura l’archeoblog archeologiavocidalpassato.com) esperto nella comunicazione del patrimonio culturale attraverso i media. Ha vinto il film “The trace of time” di Dionysia Kopana (Grecia 2020, 97’), un film sul tempo, la memoria, la nostalgia. Un film sulla bellezza dell’archeologia e dello scavo attraverso il ritratto postumo di Yannis Sakellarakis. Un viaggio alla ricerca di un uomo non più presente, attraverso le tracce lasciate nei posti dove è stato e le persone che ha incontrato. Uno scavo cinematografico che mette in luce un’immagine attraverso frammenti, proprio come fa l’archeologia.

Ecco la motivazione della giuria di qualità: “La regista, seguendo le orme e ricostruendo la figura del grande archeologo greco Iannis Sakellarakis, con una fotografia efficace arricchita da immagini di archivio, affronta i grandi temi dell’archeologia; il senso e il fine della ricerca archeologica, il rapporto con le comunità locali, con il paesaggio, con la storia; l’approccio del ricercatore a uno scavo, le sue emozioni, i suoi dubbi, le relazioni con i colleghi e gli operai e la gente; il fine ultimo di tutto questo, che è la ricerca dell’uomo, la sua presenza, il suo messaggio che si trasmettono attraverso ogni singolo oggetto, ogni singolo gesto. Un film bello, scorrevole, chiaro e molto ben confezionato, pensato e girato”.
La regista, in questa intervista informale per archeologiavocidalpassato.com, racconta il suo film, il suo rapporto con l’archeologia, e il premio appena ricevuto. Dionysia Kopana ha studiato psicologia e cinema ad Atene e storia dell’arte a Firenze. Ha frequentato numerosi seminari e corsi sul cinema e sul documentario. Ha lavorato in produzioni televisive, pubblicitarie, cinematografiche e come fotografa e opinionista in riviste. Ha scritto sceneggiature per documentari e cortometraggi. Ha anche lavorato come direttore della fotografia in cortometraggi e documentari e come regista in teatro.
Maria Antonietta Di Vita, in questa intervista per archeologiavocidalpassato.com, traccia un bilancio dell’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea e presenta il premio Antonino Di Vita, assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico artistico e archeologico, premio per il 2021 assegnato all’archeologo Lorenzo Nigro, che insegna Archeologia del Vicino Oriente antico e Archeologia fenicio-punica alla Sapienza Università di Roma e dal 2002 dirige la missione archeologica della Sapienza a Mozia in Sicilia Occidentale. A Lorenzo Nigro è stato premiato con una scultura di Santo Paolo Guccione, scultore raffinato e apprezzato tanto in Italia e che all’estero. Guccione ha sempre manifestato un sincero interesse nei confronti del festival di Licodia Eubea, per il quale ha sempre messo a disposizione la sua arte. Consapevole della malattia che lo ha colpito e che ne ha causato la scomparsa nel 2019, l’artista ha dedicato al festival la sua ultima opera, “L’Oracolo”, scultura che dal 2020 viene riprodotta in serie e consegnata come “Premio Antonino Di Vita”.

Ecco la motivazione del comitato scientifico: “Archeologo sul campo e accademico, direttore di prestigiose missioni archeologiche nel Mediterraneo, in Giordania e Palestina, vanta un impegno trentennale nello studio del mondo fenicio-punico e del Vicino Oriente, veicolato attraverso una imponente produzione scritta di carattere scientifico e divulgativo. Per la sua capacità di comunicare efficacemente e diffusamente il patrimonio culturale e l’entusiasmo della scoperta attraverso una pluralità di media e linguaggi, da quello più immediato e spontaneo dei social media, a quello più pensato e personale della letteratura. Per la sua capacità di leggere l’Antico alla luce del nostro tempo, dando vita ad un complesso gioco di specchi con l’intento di offrire spunti di riflessione sempre stimolanti, su quegli interrogativi, quelle tensioni, quei sentimenti che da sempre caratterizzano l’animo umano”.
Nicolò Bongiorno col film “Songs of the Water Spirits” protagonista da Sud a Nord: sabato all’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct), domenica al primo RAM film festival di Rovereto (Tn)

Il film è il risultato di 3 anni di lavoro sul campo nell’Himalaya Kashmiriano nel tentativo di raccontare la sfida di una società incastonata nei deserti d’alta quota e alcune delle vette più alte e spettacolari del mondo. Il Ladakh è una regione dell’India in profonda trasformazione che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale costantemente in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti. Parliamo del film pluripremiato “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia 2020, 100’) protagonista nella serata di sabato 16 ottobre 2021 all’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) e nel pomeriggio di domenica 17 ottobre 2021 alla prima edizione di RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie a Rovereto (Tn), doppia programmazione che ha obbligato il regista a un tour de force Sud-Nord per essere presente sia in Sicilia che in Trentino.

Alessandra Cilio e Nicolò Bongiorno all’XI Rassegna del documentario e del cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) (foto graziano tavan)
A Licodia il film è in concorso: appuntamento sabato 16 ottobre, alle 21, per la sessione serale della Rassegna. Tradizione e sviluppo del Ladakh due concetti sviluppati con testimonianze e iniziative e una fotografia potente sull’immensità delle montagne himalayane. Menti coraggiose vogliono superare questo dualismo proponendo una mediazione virtuosa, valorizzando gli stimoli di una modernità che non implichi una mutazione antropologica. “Possiamo imparare da questo laboratorio sociale, economico e culturale?” è la domanda che alla fine il regista fa a tutti noi.

Il regista Nicolò Bongiorno
A Rovereto il film è fuori concorso, a chiusura della cinque giorni del festival e prima della proclamazione del premio del pubblico e della chiusura ufficiale del festival. Appuntamento domenica 17 ottobre, alle 16.30, al teatro Zandonai: Nicolò Bongiorno è l’ospite speciale. Il regista di “Songs of the Water Spirits” racconta il film realizzato nella meravigliosa regione del Ladakh in India, dialogando con l’antropologo Duccio Canestrini, anche membro del comitato scientifico del festival.
Rovereto. La Rassegna del cinema archeologico diventa Festival e si apre alla città. Gli interventi di Giovanni Laezza, Alessandra Cattoi e Claudia Beretta per archeologiavocidalpassato.com

RAM film festival: da sinistra, Micol Cossali, assessore alla Cultura; Alessandra Cattoi, direttrice Fmcr; e Giovani Laezza, presidente della Fondazione museo civico di Rovereto (foto graziano tavan)
Il conto alla rovescia è cominciato. Mancano solo sette giorni alla prima edizione di RAM FILM FESTIVAL Rovereto, in calendario da mercoledì 13 ottobre a domenica 17 ottobre 2021 al teatro Zandonai di Rovereto, e in molti altri spazi di rilievo culturale della città trentina. Il festival, nato 32 anni fa come rassegna del documentario archeologico, cambia nome e si rinnova nella veste, allargando l’orizzonte alla più ampia tematica della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Il RAM film festival è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, con il sostegno del Comune di Rovereto, della Provincia Autonoma di Trento e della Fondazione Caritro, con il patrocinio del ministero della Cultura e del ministero degli Esteri (vedi Rovereto. Presentato il programma della prima edizione di RAM Film Festival Rovereto-Archeologia-Memorie, un festival diffuso che si espande a coinvolgere la città e il territorio con un programma ricco e articolato: al teatro Zandonai e on-line, una sessantina di film con 16 prime italiane, 10 prime assolute e 2 prime internazionali; all’Alfio Ghezzi Bistrot gli incontri culturali; al museo della Città la mostra “C’era una volta la peste: Venezia e Rovereto”. Molti gli eventi speciali | archeologiavocidalpassato).
“Sono particolarmente soddisfatto del cambio di passo operato quest’anno dal Festival”, dichiara Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico, “e dello sforzo per aprirsi nei confronti della città e di un pubblico vasto, con un’offerta, oltre che del palinsesto cinematografico, anche di svariate opportunità in città in collaborazione con APT e Distretto San Marco. Grazie a preziose collaborazioni, sono molte le occasioni culturali, per riflettere, per incontrare i numerosi ospiti, protagoniste e protagonisti del nostro tempo, per usufruire di corsi di formazione e di masterclass”. E l’assessore alla Cultura Micol Cossali: “Oggi la Rassegna del Cinema archeologico diventa Festival e si presenta in un nuovo formato, una naturale evoluzione di un percorso lungo più di tre decenni che l’ha vista crescere e trasformarsi, uscire dai teatri e connettersi con la città. Con l’auspicio che RAM film festival possa raggiungere sempre più persone e ampliare ancora di più il suo pubblico e coinvolgere le giovani generazioni, non solo all’interno della sala cinematografica, ma nei tanti eventi collaterali che arricchiscono il panorama culturale roveretano”.
Il programma del festival è previsto su 5 giornate, durante le quali alle proiezioni dei documentari in concorso si aggiungeranno incontri quotidiani con esperti, conferenze, visite, presentazioni di libri, aperitivi, masterclass, una mostra e un concerto di musica per il cinema. Sono 62 i film, tra documentari, docufiction e animazioni in concorso, selezionati su oltre 1400 iscritti a livello nazionale e internazionale. Immagini spettacolari, luoghi e siti straordinari e popoli poco conosciuti, storie e narrazioni che fanno parte dei tesori culturali del mondo. I documentari provengono da 25 diverse nazioni, con 34 luoghi del mondo rappresentati, con il loro patrimonio materiale e immateriale. 26 première, di cui 10 prime assolute, 2 prime internazionali e 14 prime italiane. Tutti i film saranno visibili anche online attraverso una piattaforma digitale.
Quattro sezioni per i film in concorso con altrettanti premi: “premio Paolo Orsi per il cinema archeologico” (sezione principale): film archeologici dedicati alla tematica della tutela e valorizzazione patrimonio tangibile; “L’Italia si racconta”, sezione dedicata a opere cinematografiche sull’Italia che parlano di patrimonio culturale immateriale come, tradizioni, storia, antiche comunità; “Cultura Animata”: animazioni italiane e straniere dedicate ad archeologia, popoli, culture; “Sguardi dal mondo”, sezione dedicata a opere cinematografiche provenienti da ogni paese del mondo che parlano di patrimonio intangibile, tradizioni, cultura, antiche comunità. A completamento di un programma basato in gran parte sulla proposta di film e documentari, il Festival propone contemporaneamente alle proiezioni: conferenze e momenti di approfondimento con esperti del settore; un concerto dedicato alla musica nel cinema; una serata sul documentario tra Storia e Sport; aperitivi al bistrot sui temi del Festival; laboratori e presentazioni di libri a cura delle librerie della città; visite guidate sul territorio; visite guidate alla mostra “C’era una volta la Peste” allestita al Museo della Città che si terrà in concomitanza con il festival; corsi di approfondimento e aggiornamento professionale (per studenti, giornalisti ed operatori); menù a tema e iniziative varie in collaborazione con gli esercizi commerciali del distretto San Marco nel centro storico cittadino. Prestigiosi gli ospiti di questa edizione, impegnati sia in serate a teatro che in spazi alternativi, sui temi del Festival. Incontri a teatro, giovedì 14 ottobre 2021, alle 20.45, Federico Buffa, su “1936: L’Olimpiade che ha cambiato il cinema”. Storie di uomini e di sport si intrecciano attraverso gli “sguardi” della regista Leni Riefenstahl. Sabato 16 ottobre 2021, alle 20.45, Leandro Piccioni e Quartetto Pessoa in concerto per pianoforte e quartetto d’archi “Musica per il cinema. Omaggio a Ennio Morricone”; domenica 17 ottobre 2021, alle 16.30, Nicolò Bongiorno su “Raccontando l’India: Il Ladakh”. Incontri al bistrot: tre aperitivi a tu per tu con l’esperto alle 17 nel Bistrot dello chef stellato Alfio Ghezzi. Giovedì 14 ottobre 2021, “Il lungo viaggio dell’archeologia”, con Andrea Augenti, archeologo; venerdì 15 ottobre 2021, “Nôtre Dame: tecnologie e progetti per il restauro del secolo”, con Tiziano Straffelini, esperto di restauro di monumenti; sabato 16 ottobre 2021, “Il fumetto tra storia e fiction: Martin Mystère a Venezia”, con Andrea Artusi, disegnatore.
Il film di Nicolò Bongiorno “Songs of the water spirits” si è aggiudicato il premio della giuria e quello del pubblico della quarta edizione di Varese Archeofilm 2021. L’intervista di Dario Di Blasi al regista

Nicolò Bongiorno con Angelo Castiglioni mostra i premi vinti al Varese Archeofilm 2021 (foto archeologia viva)

Frame del film film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno
“Songs of the water spirits”, l’ultimo film di Nicolò Bongiorno interamente girato fra le montagne e le genti del Ladakh, si è aggiudicato tutti i premi della quarta edizione del Varese Archeofilm 2021, che si è concluso domenica 5 settembre 2021. A Bongiorno è andato sia il Premio della giuria tecnica dedicato ad Alfredo Castiglioni che il Premio del pubblico. Menzioni speciali per “Gli ultimi segreti di Nasca” di Jean Baptiste Erreca e per “Libri di sabbia” di Maurizio Fantoni Minnella. “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia, 100′): il Ladakh è una regione dell’India in profonda trasformazione che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale costantemente in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti. Menti coraggiose vogliono superare questo dualismo proponendo una mediazione virtuosa per restare se stessi senza chiudersi al mondo, valorizzando gli stimoli di una modernità che non implichi una mutazione antropologica. Possiamo, come Occidentali, imparare da questo laboratorio sociale, economico e culturale che è oggi il Ladakh? Sabato 4 settembre 2021, dopo la proiezione del film, Nicolò Bongiorno è stato intervistato da Dario Di Blasi, direttore artistico del festival. Ecco per i lettori di archeologiavocidalpassato.com il video dell’intervista.
Al via la quarta edizione di Varese Archeofilm festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente etnologia: quattro giornate nei Giardini Estensi con due film a serata e un incontro con un ospite sui temi presentati dai documentari


I Giardini Estensi a Varese sede del Varese Archeofilm (foto Archeologia Viva)
Il docufilm “Libri di sabbia”, regia di Maurizio Fantoni Minnella, giovedì 2 settembre 2021 apre la quarta edizione di Varese Archeofilm Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente Etnologia, Premio “A. Castiglioni”, allestito da giovedì 2 a domenica 5 settembre 2021, alle 20.30, negli splendidi Giardini Estensi di Varese, ingresso gratuito. Organizzazione generale: Marco Castiglioni; selezione filmati: Dario Di Blasi, Marco Castiglioni; direzione editoriale: Giuditta Pruneti; conduzione delle serate: Giulia Pruneti. Evento organizzato da: Comune di Varese, Museo Castiglioni, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O., Associazione Conoscere Varese. Archivio cinematografico: Firenze Archeofilm


Il regista Maurizio Fantoni Minnella (foto varesepolis.it)
Il programma, giovedì 2 settembre 2021. Si inizia alle 20.30, come detto, con il film “Libri di sabbia” di Maurizio Fantoni Minnella (Italia, 52’). A Chinguetti e Ouadane, due delle quattro antiche città carovaniere del deserto della Mauritania, si conservano gelosamente antichi volumi e manoscritti che testimoniano l’elevato grado di civiltà raggiunto durante i secoli dalla cultura sahariana. Questo film ne ripercorre la suggestiva e misteriosa bellezza attraverso il racconto che di essa fanno i bibliotecari, custodi di un patrimonio inestimabile e raro. Il deserto è cultura, fascino e sopravvivenza. Per questo ci appare sempre più vicino. Ospite: Maurizio Fantoni Minnella scrittore, saggista, documentarista, critico cinematografico, pubblicista, fotografo. Segue il film “L’Era glaciale. Ritorno al futuro / Ice Age. Back to the future” di Anna Afanasyeva (Russia, 43’). Russia, il nord estremo, al confine tra la Chukotka e la Yakutia. In questi spettacolari paesaggi, lo scienziato russo Sergei Zimov, uno dei massimi esperti al mondo dello studio del permafrost, ha condotto un esperimento climatico unico dal cui risultato dipende il futuro della specie umana.


L’egittologa Donatella Avanzo all’interno della tomba di Tutankhamon ricostruita a Jesolo (foto Graziano Tavan)
Seconda giornata, venerdì 3 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “70 milioni di mummie animali: il segreto oscuro dell’Egitto / 70 million animal mummies: Egypt’s dark secret” di Jon Eastman (Regno Unito, 60’). Grazie alla moderna tecnologia medica applicata alle mummie animali egizie dei musei di tutto il mondo, gli esperti stanno scoprendo la verità sullo strano ruolo degli animali nelle antiche credenze egizie. Nel film incontriamo scienziati che lavorano in Egitto e che stanno esplorando le antiche catacombe, dove erano state originariamente sepolte le mummie, per scoprire perché gli antichi Egizi mummificarono milioni e milioni di animali. Ospite: Donatella Avanzo egittologa. Segue il film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 52’). Nel Sud del Perù, ai piedi delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati…

Terza giornata, sabato 4 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia, 100′). Il Ladakh è una regione dell’India in profonda trasformazione che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale costantemente in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti. Menti coraggiose vogliono superare questo dualismo proponendo una mediazione virtuosa per restare se stessi senza chiudersi al mondo, valorizzando gli stimoli di una modernità che non implichi una mutazione antropologica. Possiamo, come Occidentali, imparare da questo laboratorio sociale, economico e culturale che è oggi il Ladakh? Ospite: Nicolò Bongiorno regista, produttore cinematografico, produttore televisivo. Segue il film “Mare Nostrum: storie dal mare di Roma” di Guido Fuganti (Italia, 21’). Docu-film dedicato al commercio trans-marino verso Roma all’inizio del II secolo d.C., durante l’impero di Traiano. Tre personaggi, un Armatore, un Capitano di naviglio fluviale (navis caducaria) e un Addetto del Corpus dei Mensores di Ostia, discutono di un carico di frumento e di altre merci che devono raggiungere Roma attraverso il Tevere.


L’archeologa Serena Massa e l’esploratore e cineasta Angelo Castiglione (foto ARONAnelWEB.it)
Quarta giornata, domenica 5 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “L’Eldorado dei faraoni” di Pippo Cappellano (Italia, 50’). Da dove proveniva l’immensa quantità d’oro che, per secoli, rese enorme il potere dei Faraoni? Un viaggio alla ricerca delle antiche miniere della Nubia e delle rovine della mitica Berenice Pancrisia, centro vitale di una regione così ricca di prezioso metallo da essere considerata per secoli l’Eldorado dei Faraoni. Ospiti: Angelo Castiglioni archeologo, etnologo, antropologo, scrittore, cineasta e documentarista; Serena Massa archeologa, docente all’università Cattolica, responsabile scavi archeologici di Adulis in Eritrea. Segue il film “Pagine di preistoria” di Angelo e Alfredo Castiglioni (Italia, 24′). L’Antropologia studia l’uomo. Cosa c’è di più entusiasmante che immergersi nel passato e ritrovarlo nelle popolazioni “primitive”, specchio delle nostre lontane origini? Fu questo il motivo che spinse nel 1974 i fratelli Castiglioni a raggiungere gli Indios Mahekototeri del gruppo Yanoama, navigando con un “bonghito”, una piccola imbarcazione, l’Alto Rio Orinoco in Venezuela. Restarono con i Mahekototeri a lungo scoprendo, giorno dopo giorno, le incredibili pagine della loro vita. Il soggiorno non fu né facile né senza pericoli. Anche le difficili condizioni ambientali crearono un’infinità di problemi ai due ricercatori e al delicato materiale cinematografico. Riuscirono tuttavia a raccogliere immagini di straordinarie situazioni, alcune fino ad allora mai documentate: la caccia in foresta, l’inalazione della polvere allucinogena, l’endocannibalismo, la consumazione della polvere delle ossa dei defunti, le controversie sociali risolte a colpi di bastone.
Quinto appuntamento con “Storie di vita”: la rubrica prodotta da Streamcult, in streaming e on demand, condotta da Dario Di Blasi che stavolta incontra il regista Nicolò Bongiorno, che ha vinto l’ultima edizione di Firenze Archeofilm col film “I Leoni di Lissa”


Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm
Il regista Nicolò Bongiorno è il protagonista del quinto appuntamento con la rubrica “Storie di vita” da seguire on line in streaming e on demand giovedì 15 aprile 2021. La rubrica si basa sulle relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, direttore del Firenze Archeofilm, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vede importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

Nicolò Bongiorno ha prodotto, scritto, diretto e interpretato numerosi film documentari per la televisione, come “Viaggio verso casa” (1998), “Esodo” (2007), “Rol – Un mondo dietro al mondo” (2007), “Cervino” (2015). Ha inoltre esordito come scrittore con la biografia del padre “La versione di Mike”. È socio fondatore e presidente della Fondazione Mike Bongiorno per la quale realizza e supervisiona i progetti editoriali, multimediali e benefici a impatto sociale. “Ho visto due film di Nicolò Bongiorno”, interviene Di Blasi: “I Leoni di Lissa e Songs of the Water Spirits. Sono rimasto colpito dalla grande curiosità, attenzione e rispetto che Nicolò ha verso le culture che incontra e dalla sua necessità di descrivere e documentare la dignità di uomini e donne che vivono con soddisfazione e felicità, vite difficili e precarie”.
“Dedico questo premio a tutti gli amanti del mare”, ha commentato commosso il regista presente alla premiazione. “Molto devo a mio papà, Mike; che per primo mi ha trasmesso la passione per il mare. Quest’opera è stata per me un viaggio anche interiore nello spazio e nel tempo. Dedico questa mia vittoria al grande archeologo subacqueo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso”. È uno dei passaggi dell’intervista (che qui proponiamo) realizzata a Nicolò Bongiorno subito dopo la consegna del premio “Firenze Archeofilm” 2019 da parte del direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti. “I Leoni di Lissa” (Italia, 2019; 76’) è uno splendido documentario realizzato da Allegria Films per la regia di Nicolò Bongiorno che ripercorre, esplora e cerca di ricostruire, attraverso una coraggiosa discesa negli abissi, le vicende della battaglia di Lissa. Saliamo così a bordo di una sorta di astronave-sarcofago che conserva al suo interno una memoria che non si è mai spenta. Come colonna sonora del documentario è stato scelto un lavoro di Matteo Milani, Lis02er, che fa parte di una raccolta più completa. Un viaggio narrativo all’interno del suono, dove ognuno dei dieci frammenti rappresenta un momento emotivo, cristallizzato emotivamente, ciascuno diverso, ma parte di un tutto.
Eugene, Oregon (Usa): il 17.mo The Archeology Channel International Film Festival non sarà in sala causa emergenza coronavirus. Ma sarà visibile on-line con un ticket simbolico. Ecco i 26 film selezionati
Quattro giorni di cinema archeologico on-line, in inglese, al costo di 5 dollari. L’invito a seguire The Archaeology Channel International Film Festival viene direttamente da Rick Pettigrew, responsabile del festival di cinema archeologico che si tiene a Eugene in Oregon (Usa). Ce lo fa sapere Dario Di Blasi, direttore artistico del Firenze Archeofilm che del festival statunitense è gemello: “Ci invita a vedere in lingua inglese dal 13 al 17 maggio i film del loro festival che non possono proiettare in sala cinematografica a causa dell’epidemia anche in quel Paese”.

Rick Pettigrew, responsabile del festival di cinema archeologico che si tiene a Eugene in Oregon (Usa
“Il nostro evento, la 17a edizione annuale di The Archeology Channel International Film Festival”, scrive Pettigrew, “si svolgerà dal 13 al 17 maggio 2020. Tuttavia, a causa della pandemia di coronavirus, abbiamo abbandonato i piani per tutti i nostri incontri pubblici. La buona notizia è che continueremo il Festival online. Tutto il mondo può vederli! Proporremo la maggior parte dei film del nostro concorso online nel periodo dal 13 al 17 maggio. Aiutateci a spargere la voce sulle nostre proiezioni online! Per guardare tutti i film di questa mostra nel periodo del TAC Festival, dal 13 al 17 maggio 2020, il costo è minimo: solo 5 USD per un biglietto virtuale. Il link di iscrizione è disponibile all’indirizzo http://bit.ly/TACIFF. Puoi vedere l’elenco dei titoli lì e ottenere maggiori informazioni su di loro in questo momento e persino guardare i trailer (anteprime) per decidere quali vorresti guardare”.
È già possibile vedere in un promo-video le anteprime dei 26 film selezionati. Ecco i titoli: “Art at War” di Davide Becattini (Italia, 55’); “Becoming Singapore” di Tom St. John Gray (Singapore, 48’); “The Boy with the Nikon” di Lucio Rosa (Italia, 33’); “Bronze. A Forgotten Tresaure” di Nivitra Devi D/O Hari (Singapore, 49’); “Cedar: Tree of Life” di Odessa Shuquaya (Canada, 12’); “First Horse Warriors” di Niobe Thompson (Canada/Usa, 53’); “Hafez and Goethe” di Farshad Fereshteh Hekmat (Iran, 78’); “The last Bonesetter” di Adam Booher, Kathryn Oths (Perù, 27’); “The Last Tribes” di Ebru Cakirkaya (Turchia, 54’); “The Lions of Lissa” di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 77’); “Lost Cities with Albert Lin: Stonehenge” di Mathew Thompson (Regno Unito, 46’); “Mayan Time: Archaeo-astronomical Phenomena” di Alberto Bross (Messico, 9’); “Neanderthal: The Mistery of Bruniquel Cave” di Luc-Henri Fage (Francia, 54’); “Papua New Guinea: The Fire Dance” di Agnes Molia and Mikael Lefrancois (Francia, 27’); “Pyramids Builders New Clues” di Florence Tran (Francia, 54’); “Remains. The Search for SFC Samuel J. Padgett” di Jose H. Rodriguez and Joe Day (Usa, 41’); “The Ring People” di Anthony Koelker (Usa, 30’); “River of Tresaures” di Marcin Jamkowski and Konstanty Kulik (Polonia, 74’); “Samurai in the Oregon Sky” di Ilana Sol (Usa, 49’); “Saving places” di Joseph Daniel (Usa, 65’); “Stout Hearted: George Stout and the Guardians Art” di Kevin Kelley (Usa, 81’); “Theirstory” di Sarah Cahian (Usa, 23’); “Vars” di Gianmarco D’Agostino (Iran, 53’); “Versailles Rediscovered: The Sun King’s Vanished Palace” di Marc Jampolsky (Francia, 53’); “We, The Voyagers: Our Vaka” di Marianne “Mimi” George (Usa, 60’); “Yam Festival, Ghana” di James Dalrymple (Ghana, 5’).
La IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct), gratificata da una folta presenza di pubblico e addetti ai lavori, ha assegnato il premio “Antonino Di Vita” a Massimo Vidale, archeologo di frontiera, docente e grande comunicatore. Il pubblico ha scelto “I Leoni di Lissa” e la giuria di qualità “Incontrando i Neanderthal”

La locandina della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct)
Addetti ai lavori, registi, produttori, archeologi e centinaia di visitatori: Licodia Eubea, anche per i quattro giorni di programmazione della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, si è confermata un vero crocevia di incontri e scambi di esperienze, punto di riferimento, a livello internazionale, per il cinema archeologico. La serata finale, con un successo di pubblico senza precedenti venuto a seguire le premiazioni con i protagonisti presenti in sala, già antica chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, è stata il naturale e conseguente sigillo a un’edizione da incorniciare. Ma prima di passare alla proclamazione dei film scelti dalla giuria internazionale e dal pubblico, e dell’assegnazione del prestigioso premio “Antonino Di Vita”, la Rassegna ha offerto la consueta Finestra sul documentario siciliano, che quest’anno è stata dedicata alla Sicilia di Vittorio De Seta, padre del documentarismo moderno, raccontata da Alessandro De Filippo, critico cinematografico e docente di Tecnica della rappresentazione audiovisiva presso il DISUM di Catania.

Enzo Piazzese, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Ragusa, consegna il premio “Archeoclub d’Italia” al regista Nicolò Bongiorno
Premio “Archeoclub d’Italia”. Il pubblico della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, realizzata con il sostegno di Sicilia Film Commission e la collaborazione dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea diretta da Giacomo Caruso, ha scelto il film “I leoni di Lissa” documentario prodotto da “Allegria Film” e diretto dal regista Nicolò Bongiorno, che si è così aggiudicato il premio “Archeoclub d’Italia”. “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 2019; 76’): il film evoca la leggendaria battaglia navale di Lissa (1866), scontro simbolo e icona dell’iconografia moderna. Attraverso un mosaico di suggestioni visive, storiche e mitologiche, lo spettatore viaggia con grandi maestri dell’esplorazione subacquea fino al grembo profondo di un capitolo dimenticato dell’unità d’Italia. Un’immersione di grande importanza scientifica e archeologica, raccontata come una fiaba moderna. Il regista, secondogenito del noto conduttore televisivo Mike Bongiorno, ha ricevuto il premio dalla mani di Enzo Piazzese (Archeoclub d’Italia di Ragusa).

Laura Maniscalco con Brian McConnell, membri della giuria di qualità, legge la motivazione del premio “Archeovisiva”
Il premio “Archeovisiva”, assegnato da una giuria internazionale di qualità composta da Diego D’Innocenzo, Anthony Grieco, Lada Laura, Laura Maniscalco e Brian McConnell è stato assegnato alla produzione francese “A la rencontre de Néandertal”, di Rob Hope e Pascal Cuissot, prodotto dalla Fred Hilgemann Films, presentato in anteprima nazionale a Licodia Eubea. Il film “A la rencontre de Neandertal / Incontrando i Neanderthal” di Rob Hope e Pascal Cuissot (Francia, 2019; 52’): molto prima dell’arrivo dell’Homo Sapiens, i Neanderthal si aggirano per le vaste pianure europee, completamente allagate dopo l’Era Glaciale. Diverse scoperte in Francia e in Inghilterra, e soprattutto sull’isola di Jersey, permettono oggi agli archeologi di capire lo stile di vita di quei primi grandi nomadi d’Europa, che vissero trecentomila anni. Laura Maniscalco con Brian McConnell ha proclamato il vincitore del premio “Archeovisiva” con questa motivazione: “Il documentario A la recontre de Néandertal, attraverso un giusto equilibrio tra interviste, scene con personaggi e ricostruzioni artistiche, riesce a presentare in modo chiaro dati estremamente stimolanti ricavati da diversi siti in diverse parti d’Europa. Nonostante l’abisso cronologico che ci separa dalle problematiche presentate, il film riesce a trasmetterci il significato della lotta costante delle popolazioni Neanderthal di fronte alle difficoltà ambientali ma anche la loro capacità di adattamento a drastici cambiamenti climatici, capacità che assume un significato emblematico per noi contemporanei e per le generazioni future in vista delle problematiche climatiche sempre più pressanti”. Ma la giuria di qualità ha inoltre assegnato una menzione speciale al film “C’era una volta Iato”, prodotto dall’Istituto Comprensivo di San Giuseppe Jato, per la freschezza e l’alto livello della realizzazione, e per il messaggio sociale che il film trasmette.
Premio “Antonino Di Vita”. Se la finalità del prestigioso premio della Rassegna di Licodia Eubea è quello di segnalare chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico, la scelta del comitato scientifico del festival non poteva essere migliore, attribuendolo all’archeologo e grande comunicatore Massimo Vidale, che ha svolto negli ultimi quaranta anni ricerche archeologiche ed etnoarcheologiche in Italia, Iran, Kuwait, Iraq, Pakistan, Turkmenistan, India, Nepal, Indonesia, Tunisia ed Eritrea, ma che ha saputo promuovere, comunicare e divulgare la ricerca archeologica come insegnante (attualmente è docente all’università di Padova), come giornalista su riviste, giornali, cataloghi, saggi, e come filmmaker. Il premio è stato consegnato da Maria Antonietta Rizzo Di Vita con questa motivazione: “Un archeologo di frontiera, forte di passione, competenza e oltre 40 anni di esperienza sul campo in aree del mondo complesse come Kuwait, Iran, Nepal, India, Pakistan e Turkmenistan, ma anche Indonesia, Eritrea e Tunisia. Docente universitario, ricercatore e comunicatore, ha veicolato i risultati del suo lavoro attraverso circa 500 contributi, tra monografie, articoli scientifici e di carattere divulgativo, e documentari. L’interesse per l’etnoarcheologia e i processi produttivi nel mondo antico rivela la sua volontà di mettere a fuoco, nello studio della cultura materiale e delle dinamiche che regolano la creazione dei manufatti, quelle storie “nascoste” che una ricerca archeologica di tipo tradizionale spesso non riesce a cogliere: storie di individui che, nelle loro scelte tecniche, riflettono tradizioni, saperi, creatività e idee, spesso frutto di relazioni, contatti e interazioni”. Il saluto finale dai direttori artistici del festival, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, che, soddisfatti dell’eccezionale riuscita di questa nona edizione e della grande affluenza di pubblico, complice il clima quasi estivo che ha caratterizzato i quattro giorni, hanno già fissato le date della decima edizione dell’evento, dando appuntamento ad appassionati, archeologi e registi dal 16 al 19 ottobre 2020. A Licodia Eubea, ovviamente.






















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