Archivio tag | ministero della Cultura

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Sette anni a Villa Giulia”, con Valentino Nizzo: primo incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”. Piccolo bilancio dell’ex direttore, ora docente all’Orientale di Napoli

roma_villa-giulia_ciclo-chi-cerca-ritrova_locandina-2024Sarà proprio Valentino Nizzo, l’indimenticato e indimenticabile direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ad aprire la seconda stagione del ciclo di conferenze “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”. Il museo Etru ha infatti confermato per il 2024 gli incontri divulgativi tenuti da esperti e studiosi di diverse discipline per presentare al grande pubblico la ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia come protagonisti. I professionisti del mondo dell’archeologia, della storia dell’arte e del restauro presenteranno le loro ricerche a curiosi, studenti e specialisti per diffondere la conoscenza dei loro studi, raccontare esiti e condividere ipotesi, offrendo nuovi spunti di lettura sui temi proposti. Tra i temi affrontati ci sarà la tomba Galeassi, i guerrieri etruschi di Vulci, le novità emerse dagli studi d’archivio e molto altro ancora. Da gennaio a dicembre, 10 conferenze su esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile. Gli appuntamenti si tengono in Sala Fortuna sempre alle 16 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Intanto si possono rivedere online le conferenze del 2023 https://www.youtube.com/playlist….

roma_villa-giulia_ciclo-chi-cerca-ritrova_sette-anni-a-villa-giulia_valentino-nizzo_locandinaAppuntamento dunque con la prima conferenza del 2024 “Sette anni a Villa Giulia”, venerdì 19 gennaio 2024, in Sala Fortuna alle 16 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Protagonista Valentino Nizzo, già direttore del museo nazionale Etrusco, ripercorrerà i 7 anni trascorsi alla direzione di uno dei musei archeologici più prestigiosi del mondo, presentando i risultati di quanto realizzato finora e i progetti in corso a Villa Giulia. film_sette-anni-in-tibet_locandina“Questa bella iniziativa dei servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia”, spiega Nizzo, “era partita prima che il mandato finisse anticipatamente. Era stata immaginata come l’occasione per fare il punto della situazione, in vista dei due anni che mancavano, sui progetti compiuti, su quelli in corso e su quelli ancora da compiere. Il settimo anno era appena iniziato ma mi piaceva troppo il riferimento cinematografico al quasi omonimo romanzo Sette anni in Tibet, anche in virtù – scherza – delle lapalissiane somiglianze con il protagonista del suo adattamento cinematografico”. Poi passa a scorrere l’album dei ricordi: “L’esperienza meravigliosa di Villa Giulia è stata effettivamente molto simile a una lunga scalata, con tanti territori ancora inesplorati e la necessità di mettere davanti a tutto le esigenze di una struttura delicatissima, dalle grandi potenzialità in buona parte inespresse, molte ancora tutte da interpretare come il recupero delle Concerie Riganti. Passo dopo passo e spesso in modo laboriosamente silente, la squadra del museo, sempre purtroppo molto esigua ma fortemente motivata, è riuscita a mettere in fila i tasselli di quello che sin da subito è apparso un tetris molto complesso.

roma_villa-giulia_sarcofago-degli-sposi_nizzo-con-studenti_foto-etru

Il direttore Valentino Nizzo nel 2022 davanti al sarcofago degli Sposi con un gruppo di studenti in visita al museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

A ottobre – ricorda – abbiamo ultimato finalmente il complicatissimo trasloco e riallestimento della biblioteca e di una parte degli archivi che ha comportato un lunghissimo intervento di recupero degli spazi e riorganizzazione dei materiali. Non abbiamo fatto in tempo nemmeno a inaugurarli impegnati come eravamo nella mostra sui Castellani a Milano e in quella su Spina a Roma. Le incertezze degli ultimi mesi e l’esigenza di garantire la continuità non lo hanno consentito ma spero presto sia possibile farlo perché con questi strumenti il museo ha acquisito spazi fondamentali per lo studio e la ricerca. Questo lavoro è andato di pari passo con la razionalizzazione e il riscontro dei magazzini che già ad agosto avrebbe dovuto portare il museo a disporre di un deposito d’eccellenza accessibile straordinariamente al pubblico. Poi un imprevisto ha reso necessarie delle verifiche statiche che fortunatamente hanno avuto esiti negativi ma non mi hanno dato la soddisfazione di veder completato anche questo pezzo fondamentale del mosaico. Sarà anche l’occasione – conclude – per salutare chi vorrà/potrà esserci tra le tante persone che mi hanno sostenuto in questi splendidi anni aiutandomi a superare con il sorriso e l’affetto tante difficoltà”.

Valentino Nizzo direttore del Museo archeologico di Villa Giulia - Roma

Valentino Nizzo, nel 2023, quando era direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Valentino Nizzo ha compiuto gli studi all’università “Sapienza” di Roma dove ha conseguito laurea, specializzazione e dottorato di ricerca in Etruscologia. Dopo un biennio post-dottorale in “Archeologia Globale” all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, nel 2010 è diventato funzionario archeologo per il ministero della Cultura, prima al museo Archeologico nazionale di Ferrara e poi alla direzione generale Musei. Nel 2017 ha vinto la selezione internazionale per la direzione del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che ha diretto fino al dicembre 2023. In qualità di esperto altamente qualificato nel settore, ha insegnato presso diverse università italiane tenendo corsi di museologia, comunicazione ed etruscologia. Ha partecipato a numerosi scavi archeologici e ottenuto vari premi e borse di studio. Ha inoltre più di 200 pubblicazioni (parzialmente accessibili online: https://sumitalia.academia.edu/ValentinoNizzo). I suoi interessi vertono sulle problematiche storico-culturali delle civiltà etrusco-italiche, sulla prima colonizzazione greca, sul confronto tra archeologia e antropologia, sull’ideologia funeraria e sui meccanismi di comunicazione archeologica. Attualmente è professore associato di Etruscologia e Antichità italiche all’università di Napoli L’Orientale.

Salerno. Conferenza del prof. Stefano De Caro su “Restituzione del Patrimonio culturale tra aspirazioni nazionali e diritto internazionale”, in presenza e on line, promossa dalla Scuola interateneo OR.SA

napoli_dispac_conferenza-restituzione-del-patrimonio-culturale_stefano-de-caro_locandinaAlla Scuola Interateneo OR.SA (università L’Orientale di Napoli e università di Salerno) il prof. Stefano De Caro parlerà di “Restituzione del Patrimonio culturale tra aspirazioni nazionali e diritto internazionale” (discussant: prof.ssa Renata Cantilena), un tema che negli ultimi anni ha assunto un sempre maggiore interesse non solo sotto l’aspetto giuridico, ma anche e soprattutto per le conseguenti considerazioni culturali e morali che ne conseguono. Appuntamento martedì 16 gennaio 2024, alle 10.30, in presenza nella sala conferenze del dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale – DiSPaC dell’università di Salerno, e on line da remoto tramite piattaforma Teams: https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3a195e3d40a0eb4170acc114e0cfcec43e%40thread.tacv2/1704783485659?context=%7b%22Tid%22%3a%22c30767db-3dda-4dd4-8a4d-097d22cb99d3%22%2c%22Oid%22%3a%22b34eaeda-c5e6-4e6a-a441-cf49772b27fb%22%7d. Dominazioni coloniali, guerre e situazioni di manifesta ingiustizia giustificano il possesso di beni culturali sottratti da altri Paesi in un passato più o meno recente? L’Assemblea Generale dell’ONU è più volte intervenuta sul tema cercando di indirizzare le politiche nazionali e internazionali dichiarandosi, nel 2019, “consapevole dell’importanza attribuita da alcuni Paesi di origine al rientro dei beni culturali che sono per loro di fondamentale importanza spirituale e culturale, in modo che essi possano costituire collezioni che rappresentino il proprio patrimonio culturale”. Non minore attenzione è stata posta al traffico illecito dei beni culturali e alla necessità di mantenere ferma l’integrità dei contesti culturali. Ma al di là del diritto internazionale è talvolta proprio l’etica a risolvere questioni attraverso accordi amichevoli.

stefano de caro_foto mic

Il prof. Stefano De Caro

Stefano De Caro, autore di oltre 250 pubblicazioni, è stato direttore generale del MiBAC dopo aver ricoperto diversi incarichi dirigenziali nell’ambito dello stesso Ministero e aver negoziato la restituzione in Italia di diverse opere dall’estero. Dal 2008 al 2011 è stato direttore generale dell’ICROM, il Centro creato dall’UNESCO per lo studio della conservazione del patrimonio culturale.

Paestum. Scoperto un altro tempio dorico (VI sec. a.C.) “incorporato” in quello del V sec. a.C. individuato nel 2019 a ridosso delle mura. Il direttore Tiziana D’Angelo: “Nuova luce sulla polis magnogreca e sull’architettura dorica a Poseidonia. Presto sarà l’area sarà accessibile al pubblico”

paestum_tempietto-greco_dorico_V-secolo_veduta-a-volo-d-uccello_foto-mic

Veduta a volo d’uccello dell’area di scavo del tempietto dorico a ridosso delle mura di Poseidonia-Paestum (foto mic)

Neppure il tempo di archiviare il brindisi di Capodanno per aver chiuso un 2023 da record per il parco archeologico di Paestum e Velia, con l’annuncio degli ambiziosi progetti scientifici, di ricerca e valorizzazione, che già arriva la prima buona notizia del 2024: scoperti a Paestum due nuovi templi dorici. il tempietto dorico intercettato nel 2019 a ridosso delle mura della città di Poseidonia non era l’unico, ma ne “nascondeva” un altro: il primo del V e l’altro del VI sec. a.C. Infatti per costruire nel V secolo il nuovo tempietto sono stati riutilizzati elementi architettonici di quello preesistente del VI secolo. Questi edifici sacri consentono di fare nuova luce sulle origini e lo sviluppo urbanistico della polis magnogreca e forniscono dati cruciali per comprendere l’evoluzione dell’architettura dorica a Poseidonia e in Magna Grecia. Ad annunciarlo è il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo: “A breve le attività di scavo saranno concluse e siamo già al lavoro per creare un nuovo percorso di fruizione che renda questo importante santuario accessibile al pubblico”.

paestum_tempietto-greco_dorico_V-secolo_veduta-zenitale-con-altare_foto-mic

Veduta zenitale del tempietto dorico con l’annesso altare scoperto a ridosso delle mura di Paestum (foto mic)

“Ai margini occidentali dell’antica città di Poseidonia – Paestum, a ridosso della cinta muraria e a poche centinaia di metri dal mare”, spiega il direttore Tiziana D’Angelo, “è in corso una campagna di scavo stratigrafico che ha portato alla luce non uno bensì due templi greci di stile dorico. Il primo si data all’inizio del V secolo a.C. Di fronte, a circa 9 metri di distanza, è il suo altare. L’edificio rappresenta un unicum nel contesto dell’architettura sacra, ma le indagini delle ultime settimane hanno condotto a un’ulteriore straordinaria scoperta: quella di un secondo tempio, precedente a quello fino ad ora conosciuto. A rivelarlo sono 14 capitelli frammentari riutilizzati forse a scopo rituale nelle fondazioni del tempio successivo. Siamo di fronte quindi a due nuovi templi che sono profondamente legati alle origini della città di Poseidonia e che ci aiutano a comprenderne la profonda trasformazione culturale”.

paestum_archeologico_inaugurazione-nuove-sale_sangiuliano-d-angelo-osanna-la-rocca_foto-pa-paeve

Tiziana D’Angelo, direttore del parco, accompagna il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano il direttore generale dei Musei Massimo Osanna e il direttore generale ABAP Luigi La Rocca, all’inaugurazione delle nuove sale del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

 

paestum_parco_allestimento-cantiere-ex-stabilimento-cirio-2_foto-pa-paeve

Il cantiere aperto all’ex stabilimento Cirio a Paestum (foto pa-paeve)

E il ministro Gennaro Sangiuliano: “Le recenti scoperte avvenute a Paestum ci confermano quanto ci sia ancora molto da fare in termini di valorizzazione, di ricerca scientifica e ovviamente di nuovi scavi in questo importante e fondamentale sito. Il ministero è impegnato in tantissime iniziative, alcune delle quali sono già state realizzate. Ho personalmente partecipato all’inaugurazione del museo Archeologico nazionale interno al sito, dopo un importante lavoro di riallestimento e di rigenerazione, e mi recherò a Paestum per sottolineare l’intervento da 20 milioni di euro nell’area dell’ex stabilimento Cirio. Inoltre a Velia abbiamo inaugurato la mostra “Elea. La rinascita” ed è stato fatto un primo stanziamento affinché possa anche nascere il museo di Velia”.

paestum_tempietto-greco_dorico_V-secolo_fronte-ingresso_foto-mic

Stilobate e crepidoma del tempietto dorico a ridosso delle mura di Paestum (foto mic)

Il primo tempio, inizialmente intercettato nel giugno del 2019 (vedi Paestum lancia una raccolta fondi con l’Artbonus per riportare alla luce il tempio dorico individuato all’inizio dell’estate: lungo le mura emersi alcuni frammenti di un edificio sacro del V sec. a.C. | archeologiavocidalpassato) e indagato a partire da settembre del 2022 (vedi Paestum. La direttrice Tiziana D’Angelo riapre lo scavo del tempietto arcaico lungo le mura e decide di raccontarlo in diretta sui canali social | archeologiavocidalpassato), si data ai primi decenni del V secolo a.C., e a oggi costituisce, per caratteristiche architettoniche e dimensionali, un assoluto unicum dell’architettura templare di ordine dorico. È conservato nelle porzioni dello stilobate (basamento delle colonne) e del crepidoma (gradini dove veniva costruito il tempio) e misura 11.60×7.60 m., con una peristasi di 4×6 colonne (vedi Paestum. Al via la rubrica “Diari di Archeologia”: nel primo episodio il direttore Tiziana D’Angelo con gli archeologi Manuela Ferraioli e Francesco Mele alla scoperta del tempietto dorico | archeologiavocidalpassato).

paestum_tempietto-greco_dorico_V-secolo_frammenti-capitelli-VI-secolo_1_foto-mic

Frammenti di capitelli dorici, al di sotto della peristasi del tempio dorico del V sec. a.C., databili al VI sec. a.C. (foto mic)

 

paestum_tempietto-greco_dorico_V-secolo_frammenti-capitelli-VI-secolo_2_foto-mic

Frammenti di capitelli dorici, al di sotto della peristasi del tempio dorico del V sec. a.C., databili al VI sec. a.C. (foto mic)

Da indagini svolte nelle ultime settimane, la storia del santuario sembra tuttavia essere ancora più antica. All’interno della struttura templare, al di sotto della peristasi, sono stati reimpiegati, probabilmente a scopo rituale, 14 capitelli dorici frammentari e altri materiali architettonici. I capitelli sono di dimensioni analoghe a quelli del tempietto finora esplorato. La tipologia è, invece, differente e confrontabile con quella dei capitelli del tempio di Hera I cosiddetto “Basilica”, il più antico dei tre templi maggiori di Paestum. Questi ultimi eccezionali rinvenimenti dimostrano che siamo di fronte a un altro tempio, di modeste dimensioni ma con caratteristiche architettoniche simili a quelle dei primi grandi templi pestani e da datarsi al VI secolo a.C. Per motivi ancora da accertare, forse un crollo, all’inizio del secolo successivo questa struttura è stata sostituita, nella medesima area, da un nuovo tempio.

paestum_tempietto-greco_dorico_V-secolo_veduta-zenitale_1_foto-mic

Veduta zenitale del tempietto dorico a ridosso delle mura di Paestum, dimostrando che nel VI secolo non erano ancora state costruite (foto mic)

paestum_tempietto-greco_dorico_V-secolo_scalini-ingresso_foto-mic

I gradini di accesso al tempietto dorico a ridosso delle mura di Paestum (foto mic)

La portata della scoperta non si limita all’architettura e alla storia del santuario ma amplia notevolmente la nostra conoscenza dell’impianto urbanistico della città. Alle spalle del tempio è stato smontato il crollo del paramento interno delle mura di cinta della città antica che aveva investito il tempio causandone un crollo parziale. Al di sotto di tale crollo è stato individuato il tracciato di una strada battuta, che corre parallela al tempio e ha, invece, un orientamento diverso rispetto alle mura. Si tratta di un rinvenimento di estremo interesse in quanto documenta che alla fine del VI secolo a.C., quando il tempio più antico fu eretto, la città di Poseidonia non era ancora dotata di mura difensive. In un periodo di forte crescita e monumentalizzazione della polis i coloni di Poseidonia edificarono un santuario in un luogo strategico, a protezione dello spazio urbano e visibile direttamente dal mare. L’importanza di questo spazio sacro è confermata dalle sue complesse fasi edilizie, che vedono la costruzione di ben due templi dorici, e dalla sua lunga e ininterrotta frequentazione, che per oltre mezzo millennio segna una fondamentale continuità di culto attraverso l’epoca greco-lucana e quella romana.

paestum_tempietto-greco_dorico_V-secolo_frammenti-del-fregio_foto-mic

Frammento del fregio del tempietto dorico scoperto a ridosso delle mura di Paestum (foto mic)

“I nuovi scavi pestani sono l’ennesima dimostrazione di come lo studio e la ricerca siano assi portanti nella gestione del patrimonio culturale”, sottolinea il direttore generale Musei, Massimo Osanna, “e strumenti fondamentali delle funzioni di tutela e di valorizzazione che lo Stato è chiamato ad espletare, in un’ottica quanto più ampiamente sinergica tra le varie professionalità coinvolte a diverso titolo nelle investigazioni archeologiche. La messa in rete delle competenze, infatti, è veicolo del miglioramento della conoscenza e della fruizione dei beni culturali, con lo scopo di renderli ‘leggibili’ agli occhi di un pubblico dalle abilità diverse, ma tutte meritevoli delle stesse possibilità di accesso. Sono questi, d’altronde, gli obiettivi perseguiti dal Sistema museale nazionale, progetto ambizioso di livello nazionale che mira a fissare dei livelli minimi di qualità della valorizzazione per tutti i luoghi della cultura, di cui il Parco archeologico di Paestum e Velia, con le sue politiche intelligenti di cura e promozione dei siti in esso inclusi, rappresenta un esempio virtuoso, certamente foriero di ulteriori futuri affascinanti ritrovamenti”.

Cassano All’Ionio (Cs). Al museo nazionale Archeologico della Sibaritide il convegno “Monitorare per preservare i territori dai cambiamenti climatici: patrimonio culturale, un bene da salvaguardare”. Ecco il ricco programma

sibari_archeologico_esterno_foto-drm-calabria

La sede del museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano all’Ionio (Cs) (foto drm-calabria)

Al museo nazionale Archeologico della Sibaritide si discute di cambiamenti climatici e salvaguardia del patrimonio culturale nel convegno “Monitorare per preservare i territori dai cambiamenti climatici: patrimonio culturale, un bene da salvaguardare”, organizzato dal ministero della Cultura, dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e dal parco archeologico di Sibari: appuntamento lunedì 15 gennaio 2024, nella sala conferenze del museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano All’Ionio (Cs). Gli esperti discuteranno di metodologie e sistemi avanzati per prevenire e mitigare il rischio idrogeologico in particolare in riferimento a situazioni che interessano direttamente le aree archeologiche e i musei. Il problema a Sibari è particolarmente sentito, vista l’alluvione subìta dal Parco nel 2013: l’obiettivo – spiegano al museo – è che quanto accaduto a Sibari oltre dieci anni fa non si ripeta mai più.

Si comincia alle 9.45 con i saluti istituzionali affidati a Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Crotone e Sibari; Paola Aurino, soprintendente ABAP di Cosenza; Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria; e Giovanni Papasso, sindaco di Cassano All’Ionio, comune all’interno del quale ricade il parco archeologico di Sibari. Subito dopo si entra nel vivo dei lavori. Gli interventi – moderati dall’ingegnere Antonio Spalletta e dal generale Carlo Magrassi – inizieranno con la relazione dell’ingegnere Angelo Antonio Orlando, dirigente unità di missione PNRR del ministero della Cultura. A seguire, il collega Paolo Iannelli della direzione generale Sicurezza MIC, relazionerà su “Il Piano Straordinario di Monitoraggio e Conservazione dei beni Culturali Immobili”. All’ingegnere Silvano Pecora della direzione generale Uso sostenibile del Suolo e delle Risorse idriche dipartimento Sviluppo sostenibile M.A.S.E dirigente divisione IV è affidata invece la dissertazione su “Il Sistema Nazionale di Monitoraggio Integrato”. La dottoressa Vera Corbelli, segretario generale dell’Autorità di Bacino Meridionale, parlerà invece de “Il sistema dei Beni Culturali/Storici/Architettonici nei processi di gestione del rischio idrogeologico: Bene da difendere quale ricchezza del Nostro Paese”.

Quindi il generale Luca Baione, Aeronautica Militare, de “L’integrazione delle reti di osservazione: requisito irrinunciabile per l’adattamento al cambiamento climatico” e la dottoressa Federica Gonzato, soprintendente ABAP Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini di “Eventi emergenziali e il rilievo del danno al patrimonio paesaggistico”. Il dottor Alberto Bruni, del parco archeologico di Pompei presenterà il caso de “Il PON Legalità 2014-2020 per la Safety & security delle Aree archeologiche del SUD”, mentre Andrea Schiappelli, del parco archeologico del Colosseo, parlerà del work in progress de “Il sistema di monitoraggio del Parco MPAC e il progetto dei 6 Parchi”. A seguire, la dottoressa Piera Di Vito dell’Agenzia Spaziale Europea, parlerà di “ESA-Incubed: opportunità correnti e future”; l’architetto Caterina Loddo, dirigente della Regione Calabria, racconterà “Il Sistema Informativo della Regione Calabria per la digitalizzazione dei Beni Culturali”. Ultime relazioni affidate a due docenti. Il professor Mauro Fiorentino, dell’università della Basilicata, parlerà di “Impatti dei cambiamenti climatici e rischio alluvionale”, mentre il collega Gino Mirocle Crisci, professore emerito dell’università della Calabria e presidente del Consorzio Cultura e Innovazione interverrà su “La prevenzione: Un possibile modello per futuri interventi”. Previsto anche un intervento degli stakeholder assegnatari dello sviluppo del sistema di monitoraggio integrato MASE, definizione di area di sperimentazione nel parco archeologico per verificare il funzionamento di piattaforme del sistema integrato o della carta del rischio del MIC. Conclusioni affidate al direttore parco archeologico Sibari-Crotone, Filippo Demma, e a Vito Maria Rosario D’Adamo, capo segreteria sottosegretario di Stato sen. Lucia Borgonzoni MIC e consigliere amministrazione parco archeologico Sibari.

#domenicaalmuseo. Anche la prima del 2024 con oltre 14mila ingressi conferma il Colosseo il monumento più visitato d’Italia

roma_colosseo_alfonsina-russo_gennaro-sangiuliano_foto-parco

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, in visita al Colosseo accompagnato da Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

Il Colosseo si conferma il monumento più visitato d’Italia anche nella prima domenica del 2024 a ingresso gratuito. Lo conferma in una nota il ministro alla Cultura, Gennaro Sangiuliano. “La prima #domenicalmuseo del 2024 è stata un successo”, commenta il ministro. “Anche questa volta, numerosi italiani e turisti stranieri hanno approfittato dell’ingresso libero per trascorrere l’ultimo giorno delle Festività in un luogo della cultura statale. Un risultato che conferma i numeri importanti registrati nel 2023 e che dimostra una volta di più il legame forte tra i visitatori e il patrimonio di arte e bellezza della nostra Nazione. I musei e i luoghi della cultura rappresentano i punti della geografia identitaria dell’Italia e la risposta del pubblico testimonia l’apprezzamento per il nostro lavoro di ampliamento dell’offerta. Ringrazio le lavoratrici e i lavoratori in servizio oggi nelle strutture museali”.

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.299; Pantheon 13.486; Foro Romano e Palatino 6.483; area archeologica di Pompei 4.363; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.300; Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini 2.686; museo nazionale Romano – Palazzo Massimo 1.748; museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano 1.578; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.246; museo nazionale Romano – Palazzo Altemps 1.026.

Paestum-Velia: oltre mezzo milione di visitatori nel 2023, è record assoluto. Il direttore Tiziana D’Angelo: “E il 2024 sarà ancora più ricco con progetti scientifici e di valorizzazione; scavi archeologici, museo del Santuario di Santa Venera a Paestum, e museo Archeologico a Elea-Velia”

paestum_parco_record-assoluto-per-visitatori-Anno-2023_locandina

paestum_archeologico_inaugurazione-nuove-sale_sangiuliano-d-angelo-osanna_foto-pa-paeve

Tiziana D’Angelo, direttore del parco, accompagna il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano e il direttore generale dei Musei Massimo Osanna all’inaugurazione delle nuove sale del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Il 2023 è stato un anno di record assoluto nella storia del parco archeologico di Paestum e Velia, con 506.955 visitatori che hanno colto l’opportunità di scoprire le bellezze dei due siti archeologici e del museo, segnando un traguardo senza precedenti e con un incremento del 30% rispetto al 2022. Entusiasta il direttore del Parco, Tiziana D’Angelo, che dichiara: “Oltrepassare la soglia del mezzo milione di visitatori è un traguardo importante che segna per noi un livello fino ad ora mai raggiunto di partecipazione del pubblico. Nel 2023 i nostri visitatori hanno trovato a Paestum e Velia un Parco dinamico e rinnovato, con un museo ristrutturato e riallestito, aree archeologiche sempre più accessibili, nuovi percorsi di fruizione, una grande mostra archeologica e multimediale, importanti cantieri di scavo e un ricco programma di eventi culturali e laboratori didattici. Per il nuovo anno ci stiamo impegnando per consolidare questa crescita, ampliando e migliorando ulteriormente la nostra offerta culturale e soprattutto ascoltando attentamente e recependo le esigenze di tutte le nostre comunità”.

velia_area-archeologica_mostra-elea-la-rinascita_pubblico_foto-pa-paeve

Successo di pubblico per la mostra “Elea. la rinascita” nell’area archeologica di Velia (foto pa-paeve)

paestum_parco_concerto-di-beatrice-venezi_foto-pa-paeve

L’applaudito concerto diretto da Beatrice Venezi nell’area archeologica di Paestum (foto pa-paeve)

Il nuovo anno si conferma già ricco di idee: anche nel 2024, i progetti scientifici, di valorizzazione e promozione del Parco, tra cui spiccano, a Paestum, gli scavi in corso al tempietto arcaico, un intervento di scavo, restauro e valorizzazione delle terme del Foro, i lavori per il restauro e il riallestimento del museo del Santuario di Santa Venera e dell’ex stabilimento Cirio e il completamento dei lavori di ristrutturazione e riallestimento del museo nazionale; a Velia, invece, una campagna di scavo stratigrafico sull’acropoli, un intervento di riqualificazione della galleria ferroviaria ottocentesca e l’avvio di un progetto per la realizzazione del museo Archeologico di Elea-Velia.

Il 2024 porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” dopo il successo al Quirinale. Bilancio dello scavo nel 2023 e presentazione del progetto CADMO (museo Archeologico, area archeologica e Hub Internazionale di ricerca)

roma_quirinale_mostra-gli-dei-ritornano_allestimento_foto-mic

I bronzi di San Casciano esposti nella sala del Bronzino al Quirinale della mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” (foto mic)

BDSC _ Social_ Card _ 1206Il 2024, a fine gennaio, porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano”, proveniente dal Quirinale dove ha riscontrato uno straordinario successo di pubblico. Le oltre 20 statue e statuette bronzee, insieme a diverse monete ed ex voto rinvenuti nel 2022 nel santuario termale etrusco-romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (Si), potranno così continuare ad essere ammirate in attesa della realizzazione del museo loro preposto nel Palazzo dell’Arcipretura di San Casciano, acquisito dallo Stato per ospitare queste antiche testimonianze del passato. L’esposizione, curata da Jacopo Tabolli, direttore scientifico degli scavi al “Santuario Ritrovato” del “Bagno Grande” di San Casciano dei Bagni e professore di Etruscologia dell’università per Stranieri di Siena, e da Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Mic, sarà allestita al Mann per tre mesi. “Questi reperti eccezionali, che ci parlano di un passato in cui i mondi romano ed etrusco si riconoscevano nelle medesime tradizioni, hanno la capacità di riconnetterci alle nostre più antiche radici”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “In attesa del loro ritorno nel luogo da cui sono emersi, dove verranno ospitati in un museo per il quale abbiamo già acquistato l’edificio in cui ogni tipo di pubblico potrà comprendere il significato di questa scoperta straordinaria, ora sarà Napoli ad accogliere Gli dei ritornano. I visitatori del Mann avranno così l’opportunità di ammirare questi tesori, restituiti a noi dalla terra e dall’acqua in cui erano celati”.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_3_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

Nel 2022 è stata la scoperta archeologica dell’anno: oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo, rimasti immersi, e in qualche modo protetti, nei fanghi delle calde acque termali del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si) per più di duemila anni (vedi San Casciano dei Bagni (Si). Dai fanghi della sorgente termale del Bagno Grande del santuario etrusco-romano emergono oltre 20 statue in bronzo, molti ex-voto, cinquemila monete in oro argento e bronzo di oltre duemila anni fa. L’archeologo Tabolli: si riscrive la storia della statuaria antica e della romanizzazione del territorio. È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace del 1972 | archeologiavocidalpassato). Lo scavo promosso dal ministero della Cultura e dal comune toscano è coordinato del prof. Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena. Poi nel 2023, mentre proseguiva la campagna di scavo, i bronzi di San Casciano sono stati premiati alla Borsa mediterranea del turismo archeologico con l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, come miglior scoperta archeologica 2022 nel mondo, ed è stata la prima volta per una scoperta italiana (vedi Paestum. Per la prima volta assegnato all’Italia l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: la 9a edizione va alla scoperta delle “24 statue di bronzo di epoca etrusca e romana”, riaffiorate dal fango a San Casciano dei Bagni (provincia di Siena). La consegna del premio al sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti e a Jacopo Tabolli responsabile scientifico | archeologiavocidalpassato). E al Quirinale, nella sala del Bronzino, è stata aperta la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano”, prima dal 22 giugno al 29 ottobre, poi prorogata al 22 dicembre 2023.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_area-di-scavo-2023_foto-uni-stranieri-siena

L’area di scavo a San Casciano dei Bagni alla fine della campagna 2023 (foto uni stranieri siena)

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_presentazione-progetto-cadmo_locandinaIL PROGETTO CADMO. A giugno 2023 il ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR), nell’ambito dei Fondi ordinari per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE), ha decretato di finanziare il progetto presentato dall’università per Stranieri di Siena denominato CADMO-Centro di Archeologia per le Diversità e le Mobilità preromane. L’ammontare complessivo del progetto presentato è di 3 milioni di euro. Il progetto, che nasce attorno allo scavo del Bagno Grande, prevede la nascita a San Casciano di un museo Archeologico, di un’Area archeologica e di un Hub Internazionale di ricerca. Il progetto, che prevede quattro azioni principali, è stato presentato il 29 dicembre 2023 a San Casciano di Bagni nell’incontro “Verso un hub internazionale di Archeologia”. La prima è dedicata alla nascita di una sede dell’università per Stranieri di Siena a San Casciano dei Bagni: una proiezione dell’ateneo senese sul territorio della provincia che non ha precedenti e che costituisce una sfida nel rapporto tra la ricerca e le comunità, con un laboratorio permanente legato allo scavo e una foresteria che accolga studiosi e studiose che partecipano alle attività di ricerca. Si tratterà di un luogo accogliente, anche per le famiglie, quando molto spesso la ricerca archeologica è profondamente impari proprio per le difficoltà legate all’accoglienza dei bambini di chi fa ricerca sui cantieri di scavo. La seconda azione sarà dedicata ad incentivare percorsi internazionali di ricerca, di mobilità, per archeologi stranieri che verranno a studiare e a portare avanti i loro progetti connessi con le attività del Centro CADMO dell’università per Stranieri di Siena nell’Hub di Ricerca di San Casciano dei Bagni. Si tratta di un programma innovativo di Visiting Fellowship volto a fare del centro un vero incubatore di ricerca internazionale. La terza azione sarà dedicata alle applicazioni multidisciplinari di analisi su scavo (dalle acque termali all’ambiente dell’antichità). La quarta azione recupera la centralità dell’“archeologia civica” così come vissuta a San Casciano dei Bagni fin dall’inizio dello scavo nel 2019. L’obiettivo è quello di consolidare il legame tra la conoscenza e la società in cui si svolge il progetto, fornendo alle comunità locali approcci pratici e politici alla conservazione di beni culturali e paesaggi e all’abitare.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_team-di-scavo_foto-uni-stranieri-siena

Il team di scavo a San Casciano dei Bagni alla fine della campagna 2023 (foto uni stranieri siena)

LO SCAVO NEL 2023. Lo scavo del Santuario ritrovato ha raggiunto quest’anno un’estensione di circa 400 mq, raggiungendo una profondità dal piano di campagna in alcuni punti di oltre quattro metri. Emanuele Mariotti, direttore dello scavo, racconta: “Anche la campagna di scavo 2023 ha riservato sorprese straordinarie, confermando come il sito del Bagno Grande sia, nel suo complesso, un contesto ricchissimo che va ben al di là dei singoli oggetti o dei singoli bronzi. Grazie al lavoro encomiabile di decine di archeologhe e archeologi, la ricerca si è arricchita di nuovi dati, suggestioni e nuovi interrogativi. Il cantiere, durante i 4 mesi di scavo, si è ulteriormente ingrandito, abbracciando le aree intorno all’edificio sacro con la grande vasca votiva. La topografia del luogo si è arricchita e chiarita, mostrando nuove strutture e bellissime murature che andranno a valorizzare sempre di più il sito, anche in ottica di un futuro parco archeologico-termale. Allo stesso tempo, l’acqua continua ad essere la vera protagonista di questo luogo: l’acqua e la grande vasca votiva, dove, ancora sui bordi e dai bordi, esposte e poi celate dagli eventi della storia, spesso drammatici, nuove testimonianze e reperti come la statua marmorea di Apollo sauroctono e il donario bilingue etrusco/latino, ci parlano di arte, divinità, cure, persone e soprattutto di incontro tra la cultura etrusca e il mondo romano”.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_frammenti-statua-apollo_foto-uni-stranieri-siena

I frammenti della statua di Apollo scoperti a San Casciano dei Bagni nella campagna 2023 (foto uni stranieri siena)

APOLLO. La prosecuzione dello scavo all’interno del tempio ha portato al rinvenimento, sul bordo della vasca sacra, di parti spezzate di una meravigliosa statua in marmo, quasi integralmente ricomponibile, pertinenti ad un Apollo Sauroctonos (Apollo con la lucertola). La statua fu spezzata al momento della chiusura del santuario agli inizi del V secolo d.C. Questo è il tempo infatti in cui tutto il luogo di culto fu chiuso ritualmente, probabilmente per effetto della cristianizzazione diffusa del territorio. Mentre il deposito votivo fu protetto con la deposizione delle grandi colonne di travertino che ornavano il portico del tempio, la statua di culto di Apollo fu spezzata, frammentata e i pezzi quasi sparpagliati e poi coperti dalle massicciate di abbandono del sito. In parallelo con quanto sappiamo e osserviamo ancora oggi – la “contestazione della statua” coincide con un momento di profonda trasformazione e di grandi interrogativi politici e sociali.

Archeologia 2024. Ecco le date da fissare in agenda per le grandi kermesse di incontri e confronti, e le rassegne del cinema archeologico in Italia

Siamo all’inizio di gennaio. Avete pronta l’agenda per fissare le date degli appuntamenti da non perdere? Le grandi kermesse di incontri e confronti aprono e chiudono l’anno. Le rassegne del cinema archeologico più importanti sono concentrate tra l’ultimo scorcio dell’inverno e l’avvio dell’autunno.

firenze_tourisma-2023_ingresso_foto-archeologia-viva

L’ingresso al Palacongressi di Firenze per tourismA (foto archeologia viva)

Si inizia a febbraio con tourismA – Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale, momento di esposizione, divulgazione e confronto di tutte le iniziative legate alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze promosso da Archeologia Viva, diretta da Piero Pruneti (Giunti editore). Appuntamento al Palacongressi di Firenze dal 23 al 25 febbraio 2024): sarà la decima edizione che, a detta degli organizzatori si annuncia straordinaria. Inaugurazione generale: giovedì 22 febbraio 2024, nel nuovo tempio della cultura Giunti Odeon; inaugurazione riservata a operatori e ospiti: venerdì 23 febbraio 2024, in Palazzo Strozzi Sacrati sede della Regione Toscana.

Si chiude a novembre con la XXIV Borsa mediterranea del Turismo archeologico, promossa da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e Parco Archeologico di Paestum e Velia, col patrocinio del ministero della Cultura, del ministero del Turismo, e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Appuntamento al Next – ex tabacchificio di Paestum (Sa) dal 31 ottobre al 3 novembre 2024: 160 espositori, 20 Paesi esteri. 150 conferenze e incontri con 600 relatori, workshop con bayer europei e nazionali, un viaggio nell’antichità con la mostra di archeologia virtuale e i laboratori di archeologia sperimentale, orientamento alla formazione e al lavoro.

firenze_archeofilm_2024_logo-locandinaA marzo arriva il Firenze Archeofilm, il Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente, giunto alla sesta edizione, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) nell’ambito delle manifestazioni promosse da “tourismA”. Appuntamento dal 6 al 10 marzo 2024 a Firenze, al Cinema La Compagnia (via Cavour 50r), con ingresso libero e gratuito. Anche in questa edizione saranno selezionati documentari prodotti a livello mondiale.

rovereto_rassegna-RAM-2024_logo-locandinaA ottobre, invece, è il momento del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie, giunto alla 35.ma edizione, organizzato dalla Fondazione Museo Civico Rovereto, dedicato all’archeologia e al patrimonio culturale materiale e immateriale. Appuntamento a Rovereto, sede principale il teatro Zandonai, dal 2 al 6 ottobre 2024, con proiezioni, incontri, esposizioni, corsi di formazione, visite guidate alla scoperta del territorio e molto altro, in una contaminazione tra conoscenza, emozione e informazione. In programma i più recenti e spettacolari documentari, docu-fiction e corti animati sulla ricerca archeologica e sul patrimonio culturale materiale e immateriale – siti, monumenti, popoli, culture e tradizioni lontane – per sensibilizzare il pubblico rispetto alla bellezza e alle fragilità dei tesori del nostro passato e del nostro presente attraverso la prospettiva esperienziale del cinema.

licodia-eubea_festival-della-comunicazione-e-del-cinema-archeologico_logoNeanche il tempo di archiviare l’edizione roveretana che è già il momento del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (Ct) giunto alla XIV edizione, evento cinematografico dedicato alla divulgazione dell’Antico attraverso le arti visive, organizzato dall’associazione culturale Archeovisiva con la collaborazione logistica dell’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” e il sostegno di Regione Siciliana, Sicilia Film Commission, ministero della Cultura e Comune di Licodia Eubea. Appuntamento al teatro della Legalità e nella chiesa di San Benedetto e Santa Chiara di Licodia Eubea, piccolo borgo nel cuore degli Iblei, dal 7 al 13 ottobre 2024.

Torino. Il museo Egizio archivia il 2023 con un record: oltre 1 milione di visitatori. Ecco il bilancio di dodici mesi eccezionali. E il 2024 è l’anno del Bicentenario (1824-2024)

torino_egizio_mostra-il-dono-di-thot_visitatori_foto-museo-egizio

Visitatori al museo Egizio di Torino nella mostra “Il dono di Thot” (foto museo egizio)

Il museo Egizio di Torino archivia il 2023 come l’anno dei record con 1.061.157 visitatori, numero comprensivo anche degli eventi istituzionali e privati, a fronte degli 898.500 ingressi del 2022. Un record per il Museo diretto da Christian Greco, che per la prima volta chiude l’anno con un numero così alto di visitatori. E il 2024 è l’anno del Bicentenario (1824-2024) durante il quale i riflettori degli studiosi e degli appassionati di tutto il mondo punteranno proprio su Torino. I mesi che hanno registrato un maggiore afflusso di pubblico sono stati aprile, con 128.576 ingressi e maggio, con 107.415. Ottima anche la performance di mesi in genere meno gettonati dai visitatori, come gennaio e febbraio, soprattutto se confrontati con i numeri del 2022: a gennaio 2023 i visitatori sono stati 85.373 a fronte dei 44.209 dell’analogo mese del 2022, così come lo scorso febbraio ha registrato 86.646 ingressi, quasi doppiando i 44.844 del 2022. Nel 2023 il Museo ha aperto le porte a 128.000 studenti (circa 5.650 classi), in visita didattica. In crescita anche i canali social del Museo, che totalizzano 420mila follower (con un incremento del 433%).

torino_egizio_galleria-della-scruttura_evelina-christillin_foto-graziano-tavan

Evelina Christillin, presidente del museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

“Desideriamo ringraziare quanti hanno creduto in noi”, ha dichiarato Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio. “Tra i primi a credere in questa nuova stagione dell’Egizio, sostenendolo anche dal punto di vista finanziario, c’è stato il ministero della Cultura. C’è stato poi l’appoggio incondizionato di Accademia delle Scienze, che crede in questo ampliamento. Fondazione Compagnia di San Paolo ha dato avvio ad un progetto innovativo di mecenatismo con il Concorso internazionale di idee per il nuovo Egizio, vinto dallo Studio Oma di Rotterdam e anche Fondazione Crt ha deliberato un sostegno economico all’Egizio, così come la Regione Piemonte e il Comune di Torino. Hanno poi generosamente offerto un sostegno economico per i diversi progetti che riguardano il nostro bicentenario Alpitour, Camera di Commercio di Torino, Cdp, Consulta di Torino, Ferrovie dello Stato, Intesa Sanpaolo, Lavazza, Reale Mutua, a cui siamo molto grati per il loro appoggio”.

torino_egizio_mostra-il-dono-di-thot_statuetta-di-thot-ibis_foto-graziano-tavan

Statuetta in legno di Thot come Ibis, di epoca tarda, conservata al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Il museo Egizio nel 2023 ha puntato su numerosi progetti espositivi non solo al proprio interno, ma anche al di fuori del Museo e sul riallestimento del terzo piano, dove è stata appena inaugurata la Galleria della Scrittura. L’Egizio si è inoltre focalizzato su progetti internazionali, come missioni archeologiche di scavo e collaborazioni con grandi istituzioni mondiali per studi e restauri. Tra i progetti espositivi del 2023 all’interno del Museo vanno citati “Il dono di Thot: leggere l’antico Egitto” (6 dicembre 2022 – 7 settembre 2023), un viaggio all’origine dei geroglifici e delle antiche scritture egiziane, curato da Paolo Marini, Federico Poole e Susanne Toepfer. Si è poi concluso quest’anno il ciclo di mostre bimestrali “Il laboratorio dello studioso”, cinque mostre nel 2023 per un percorso a puntate dietro le quinte del museo, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca dell’Egizio (vedi Torino. Al museo Egizio ultimi giorni per la mostra “Il dono di Thot: leggere l’antico Egitto”: con 170 oggetti (non solo papiri), alcuni eccezionali, si raccontano tremila anni di scrittura. Intervento esclusivo del direttore Christian Greco | archeologiavocidalpassato).

torino_egizio_mostra-attraverso-gli-occhi-di-tutankhamon_conferenza-sallam_locandinaPer celebrare il centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon, il museo Egizio ha invitato un’artista contemporanea, Sara Sallam, per riflettere ancora una volta sull’etica dell’esposizione dei resti umani. Il Museo ha quindi ospitato fino a fine febbraio 2023 una piccola esposizione di arte contemporanea: “Attraverso gli occhi di Tutankhamon”. Un’istallazione video ha condotto i visitatori nella tomba di Tutankhamon, al momento della sua scoperta, mostrando però il punto di vista del faraone (vedi Torino. Al museo Egizio la conferenza di Sara Sallam, le cui opere sono esposte in museo nella mostra “Attraverso gli occhi di Tutankhamon: prospettive alternative sull’Egittologia” | archeologiavocidalpassato).

vicenza_basilica_mostra-i-creatori-dell-egitto-eterno_dea-tauret_foto-graziano-tavan

Statuetta in legno della dea Tauret, dedicata dal disegnatore Parahotep, venerata in ambito domestico, proveniente da Deir el Medina, e conservata al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Tra le mostre di maggior successo al di fuori del Museo vanno citate “I creatori dell’Egitto eterno – Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”, curata dal direttore del Museo Christian Greco, assieme a Corinna Rossi, Cédric Gobeil e Paolo Marini, alla Basilica Palladiana di Vicenza e “Gioielli e amuleti, la bellezza nell’antico Egitto” al Museo del Gioiello di Vicenza, entrambe in esposizione fino al 28 maggio 2023 (vedi Vicenza. Christian Greco, direttore del museo Egizio, introduce alla visita della mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”, in Basilica Palladiana. Ecco la sua prolusione alla presentazione ufficiale | archeologiavocidalpassato). Uno sforzo produttivo notevole, realizzato quasi in contemporanea con due mostre internazionali: a Montreal in Canada, dal 20 aprile al 15 ottobre 2023, 300 reperti del Museo sono stati protagonisti dell’esposizione “Egypt. Three Millennia on the Nile”, mentre a Zhengzhou in Cina, dal 3 marzo al 3 giugno 2023, si è tenuta l’esposizione “Civiltà dei grandi fiumi”, che ha ospitato una grande sezione dedicata all’Egitto e alla Mesopotamia con reperti provenienti dall’Egizio e da altri grandi musei italiani. E infine una esposizione più piccola al Centro Trevi di Bolzano “Antichi Egizi: maestri dell’arte”, che ha ospitato 18 reperti dal 21 settembre al 10 dicembre 2023.

torino_egizio_what-is-a-museum_locandinaL’Egizio si è poi confermato crocevia di studi e ricerche internazionali, con l’obiettivo di ripensare il ruolo dei musei all’epoca della globalizzazione e della digitalizzazione. In particolare, in questo solco si è inserito “What is a Museum?”, un ciclo di dieci incontri, ideato dal direttore, Christian Greco, per riflettere sul futuro dei musei e per accompagnare l’Egizio in un percorso di trasformazione fisica e di innovazione, in vista del bicentenario, che verrà celebrato nell’autunno del 2024 (vedi Torino. Al museo Egizio al via con Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, il ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei | archeologiavocidalpassato). Dieci direttori delle più prestigiose istituzioni museali mondiali sono stati e saranno i protagonisti di un confronto con il direttore dell’Egizio per delineare il ruolo e le sfide del futuro dei musei, intesi sempre più come una sorta di laboratorio della contemporaneità e non solo come luoghi di ricostruzione e conservazione della memoria. Il ciclo è partito a maggio con Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani a Roma, per poi ospitare Massimo Osanna, direttore generale Musei del Mic, Hermann Parzinger, direttore del Preußischer Kulturbesitz di Berlino, Miguel Falomir Faus, direttore del Museo Nacional del Prado di Madrid.

egitto_saqqara_missione-internazionale_tomba-di-panehsy_lara-weiss_christian-greco_foto-museo-egizio

Lara Weiss (museo di Leiden) e Christian Greco (museo Egizio di Torino) a Saqqara nello scavo di Tomba di Panehsy (foto museo egizio)

In primavera il museo Egizio è stato sotto i riflettori internazionali per un nuovo ritrovamento archeologico in Egitto nella necropoli di Saqqara, a 30 km a sud de Il Cairo. Gli archeologi del museo Egizio, del ministero delle Antichità egiziane e del museo nazionale di Antichità di Leiden in Olanda, sotto la direzione del direttore dell’Egizio, Christian Greco e della curatrice della Collezione Egiziana e Nubiana del Museo di Leiden, Lara Weiss, hanno rinvenuto in aprile i resti della tomba di Panehsy, che risale al primo periodo Ramesside (1250 a.C.). Panehsy era il responsabile del tempio dedicato al dio Amon. La spedizione archeologica ha inoltre portato alla luce alcune cappelle funerarie (vedi Egitto. Scoperta a Saqqara la tomba di Panehsy (periodo Ramesside, 1250 a.C.) e quattro cappelle funerarie dalla missione del museo Egizio di Torino, il ministero delle Antichità egiziano e il museo nazionale di Leiden. Greco: “Lo scavo permette la ricontestualizzazione archeologica di monumenti, rilievi e statue, giunti nelle collezioni europee nel XIX secolo” | archeologiavocidalpassato).

torino_egizio_simposio-internazionale-restauro-mensa-isiaca_locandinaA luglio il simposio internazionale “The Mensa Isiaca under review. Technical study and new interpretations”, organizzato dal Museo, in collaborazione col J. Paul Getty Museum e col Getty Conservation Institute ha riunito a Torino egittologi, archeologi ed esperti provenienti da tutto il mondo. Proprio grazie alla collaborazione tra il museo Egizio, il J. Paul Getty Museum e il Getty Conservation Institute, un gruppo di conservatori e di scienziati, alla luce delle nuove tecnologie, ha sottoposto il reperto a nuove analisi per studiare tutti i dettagli, di cui la Mensa è ricchissima, è stato fatto un approfondito esame con microscopia ottica assistita (vedi Torino. Al museo Egizio due giorni di simposio internazionale per il restauro della Mensa Isiaca, con egittologi, archeologi ed esperti provenienti da tutto il mondo | archeologiavocidalpassato). In autunno poi Im/materialities, un simposio dedicato all’archeologia e ai musei “tra reale e digitale”, ha messo a confronto 44 tra antropologi, sociologi, filosofi, chimici e fisici, provenienti da tutto il mondo.

torino_egizio_bicentenario_rendering-piazza Egizia_doppio-livello_foto-OMA-rotterdam

Progetto OMA per il museo Egizio di Torino: rendering della piazza Egizia su due livelli (foto OMA Rotterdam)

Tutte attività che sono state realizzate, accanto alla progettazione di cantieri, innovazioni, riallestimenti e restauri, a cui andrà incontro l’Egizio, in vista delle celebrazioni del bicentenario il prossimo autunno. Il 18 ottobre scorso sono iniziati i lavori di restauro delle facciate interne del Museo, propedeutici al cantiere vero e proprio di trasformazione del Museo. Con l’anno nuovo si darà così concretezza ad un progetto ambizioso di rifunzionalizzazione della corte e di restituzione alla città di un nuovo spazio pubblico, di allestimento di un giardino egizio nella corte coperta, di una nuova sala immersiva all’interno del Museo, del restauro e del riallestimento del Tempio di Ellesija e della Galleria dei Re, progetti per cui si prevedono 23 milioni di investimenti (vedi 1824-2024: Bicentenario dell’Egizio di Torino. Il museo cambia pelle con il progetto architettonico di OMA: si apre alla città, con una piazza, un giardino e una sala immersiva; nuove gallerie e nuovi servizi. Ecco il ricco programma delle celebrazioni già iniziate. Greco: “Un nuovo inizio” | archeologiavocidalpassato).

Roma. Comunicati i nuovi direttori dei musei: Fabrizio Sudano all’Archeologico di Reggio Calabria, e Stella Falzone all’Archeologico di Taranto

ministero-della-cultura_mic_logoI nomi erano previsti per dicembre, e così è stato. Il ministero della Cultura ha comunicato l’esito della selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore dei seguenti musei italiani, di prima e di seconda fascia. Vediamo quelli che riguardano i musei archeologici. I direttori dei musei di prima fascia, indicati dal ministro Gennaro Sangiuliano nell’ambito della terna proposta dalla Commissione giudicatrice, non hanno riguardato musei archeologici che, invece, troviamo in quelli di seconda fascia, individuati dal direttore generale Musei, Massimo Osanna.

fabrizio-sudano_foto-sabap-rc-vv

Fabrizio Sudano, direttore dell’Archeologico di Reggio Calabria (foto sabap-rc-vv)

Fabrizio Sudano per il museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria che subentra a Carmelo Malacrino: soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia. La terna comprendeva Elena Rita Trunfio e Stella Falzone.

stella-falzone_archeologa

Stella Falzone, direttrice dell’Archeologico di Taranto

Stella Falzone per il museo Archeologico nazionale di Taranto che subentra a Eva Degl’Innocenti: archeologa, staff scientist dell’Accademia delle Scienze di Vienna. Ha diretto numerosi progetti di valorizzazione, scavo archeologico e musealizzazione. La terna comprendeva Anita Guarnieri e Luigina Tomay.