Archivio tag | ministero della Cultura

Torre Annunziata (Na). Apertura straordinaria della Villa B a Oplontis

oplontis_villa_b_panoramica_2_foto-parco-archeologico-pompei

Panoramica della Villa B di Oplontis (foto parco archeologico di pompei)

Da mercoledì 12 giugno fino a domenica 16 giugno 2024 apre la cosiddetta Villa B di Oplontis, nota anche come Villa di Lucius Crassius Tertius. Il complesso sarà visitabile grazie all’università del Texas e al team del professore John Clarke che, durante la campagna di scavo in corso, accompagnerà i visitatori. L’apertura sarà garantita dai custodi Mic. Dal piano terra si potrà ammirare l’antico complesso architettonico. L’apertura è dalle 16 alle 18, durante la quale i ricercatori potranno descrivere le attività in corso. Si accede con il biglietto acquistato per la villa A.

Ostia antica. In un pozzo davanti al tempio di Ercole nell’Area Sacra scoperti ceramiche, lucerne, vetri, marmi, ossa animali e noccioli di pesca: oggetti utilizzati nella vita imperiale e legati ai rituali del culto. I complimenti del ministro Sangiuliano, le osservazioni del direttore del parco D’Alessio

ostia-antica_area-sacra_tempio-di-ercole_scoperti-materiali-rituali-in-pozzo_ceramiche_foto-parco-ostia-antica

Veduta d’insieme degli oggetti scoperti nel pozzo davanti alla scalinata del tempio di Ercole nell’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

ostia-antica_area-sacra_tempio-di-ercole_scalinata_foto-parco-ostia-antica

La scalinata del tempio di Ercole nel l’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Ecco ceramiche di varia tipologia, anche miniaturistiche; e poi lucerne, frammenti di contenitori in vetro, lacerti di marmo, ossa animali combuste e noccioli di pesca, sicuramente utilizzati in specifici rituali sacri all’interno dell’area archeologica. Nuovi frammenti archeologici di oggetti utilizzati nella vita imperiale e legati ai rituali del culto emergono dagli scavi nell’Area Sacra del Parco archeologico di Ostia antica. La scoperta, dopo il recupero di due frammenti dei Fasti Ostienses venuti alla luce l’anno scorso, è avvenuta nel corso di un recente intervento, attuato con fondi CIPE, e finalizzato alla risistemazione generale dell’area per la sua prossima riapertura al pubblico con il restauro dei templi e il ripristino delle canalizzazioni che garantivano lo smaltimento delle acque meteoriche.

ostia-antica_area-sacra_tempio-di-ercole_esplorazione-pozzo_1_foto-parco-ostia-antica

L’esplorazione del pozzo davanti alla scalinata del tempio di Ercole nell’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

ostia-antica_area-sacra_tempio-di-ercole_esplorazione-pozzo_2_foto-parco-ostia-antica

L’esplorazione del pozzo davanti alla scalinata del tempio di Ercole nell’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Durante lo svuotamento di un pozzo, posto davanti alla scalinata del tempio di Ercole, profondo circa 3 metri e ancora pieno d’acqua, è emersa una cospicua quantità di reperti databili in gran parte tra la fine del I e il II d.C., molto ben conservati in quanto immersi in un fango povero d’ossigeno. L’attività di ricerca nel sito è stata coordinata dal responsabile scientifico dell’intervento, Dario Daffara, mentre l’esplorazione del pozzo e lo scavo dei sedimenti sono stati condotti dall’archeologo Davide I. Pellandra e da Mario Mazzoli e Marco Vitelli dell’Associazione A.S.S.O. (Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione), ente del terzo settore specializzato in scavi e rilevamenti in zone e luoghi sotterranei a valenza storica e archeologica. Affidati alle cure dell’Ufficio Restauro del Parco, i legni sono ora in corso di studio e consentiranno di fare nuova luce sulla suppellettile in uso nei santuari romani d’età imperiale.

“Ostia antica è una meraviglia”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Rappresenta uno dei più importanti siti archeologici della nostra Nazione, all’interno del quale ci sono grandi valori e soprattutto c’è una grande storia, la storia dell’antica Roma. In questo momento in Italia sono attivi tantissimi scavi. In Legge di Bilancio, abbiamo voluto rifinanziare le attività di scavo perché, coerentemente con l’articolo 9 della Costituzione, c’è da tutelare ma anche da valorizzare. Faccio i complimenti a chi sta lavorando a questi scavi e a chi consente di riportare alla luce testimonianze molto importanti, che sono la geografia identitaria della nostra Nazione”.

ostia-antica_museo-ostiense_statua-di-Cartilio-Poplicola_foto-parco-ostia-antica

La statua di Cartilio Poplicola nel riallestimento del museo Ostiense (foto parco ostia antica)

“L’intervento di restauro si è rivelato un’occasione unica di studio e di approfondimento della conoscenza sulle funzioni e sulle attività che si svolgevano nel santuario”, afferma il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna: “un momento importante per fare ricerca in un’area che al momento della sua scoperta, negli anni 1938-40, restituì opere di scultura identitarie per Ostia antica e che saranno ospitate nel Museo Ostiense di prossima riapertura: la statua di Cartilio Poplicola, il busto di Asclepio e il rilievo dell’aruspice Fulvius Salvis con scena di pesca miracolosa di una statua di Ercole da parte di pescatori ostiensi. Ancora una volta la ricerca, nelle sue varie forme, si conferma elemento chiave per coniugare le diverse istanze legate, oltre che alla tutela, alla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale”.

ostia-antica_area-sacra_tempio-dell-ara-rotonda_foto-parco-ostia-antica

Il tempioi dell’Ara rotonda nell’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

“Il progetto di restauro dell’Area Sacra, redatto dallo Studio Strati e diretto dall’architetto del Parco Valeria Casella”, sottolinea il direttore del parco archeologico di Ostia antica, Alessandro D’Alessio, “consentirà a breve di riaprire al pubblico uno dei complessi più antichi e suggestivi di Ostia, permettendo ai visitatori di accedere alla cella del Tempio di Ercole, finora interdetta. Verranno inoltre ricollocati i pavimenti del vicino Tempio dell’Ara Rotonda, del quale si sta anche ricostruendo la copertura”.

ostia-antica_area-sacra_tempio-di-ercole_scoperti-materiali-rituali-in-pozzo_cassette_foto-parco-ostia-antica

Le cassettine con i materiali rinvenuti nel pozzo disposte sui gradini della scalinata del tempio di Ercole nell’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

I nuovi reperti sono stati rinvenuti nell’Area Sacra, importante santuario ostiense sorto a partire dal III secolo a.C. nei pressi della sorgente chiamata Aqua Salvia, lungo l’antico tracciato della cosiddetta Via della Foce. All’interno del complesso, dominato dalla mole del tempio di Ercole e occupato da due altri edifici di culto minori come il tempio Tetrastilo (o di Esculapio) e quello dell’Ara Rotonda, i sacerdoti predicevano l’esito delle spedizioni militari ai generali in procinto di partire per le campagne militari. Si trattava dunque di un culto oracolare.

ostia-antica_area-sacra_tempio-di-ercole_scoperti-materiali-rituali-in-pozzo_ossa-combuste_foto-parco-ostia-antica

Ossa combuste rinvenute nel pozzo disposte sui gradini della scalinata del tempio di Ercole nell’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Il ritrovamento di ossa combuste conferma in primo luogo lo svolgimento nel santuario di sacrifici animali (maiali e bovini, certamente), mentre le ceramiche comuni, anch’esse recanti tracce di fuoco, indicano che la carne veniva cotta e consumata durante i banchetti in onore della divinità. I resti di uno o più pasti rituali furono gettati nel pozzo, gli ultimi verosimilmente quando se ne era ormai dismessa la funzione.

ostia-antica_area-sacra_tempio-di-ercole_scoperti-materiali-rituali-in-pozzo_imbuto-calice_2_foto-parco-ostia-antica

Imbuto/calice in legno rinvenuto nel pozzo disposte sui gradini della scalinata del tempio di Ercole nell’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

ostia-antica_area-sacra_tempio-di-ercole_scoperti-materiali-rituali-in-pozzo_imbuto-calice_1_foto-parco-ostia-antica

Imbuto/calice in legno rinvenuto nel pozzo disposte sui gradini della scalinata del tempio di Ercole nell’Area Sacra di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Fra i reperti più significativi rinvenuti c’è un oggetto in legno lavorato, a forma di imbuto o di calice, non comune e incredibilmente moderno, la cui funzione è ancora da chiarire. Oltre al calice-imbuto, decorato con una serie di leggere incisioni e cerchi concentrici all’interno (in prossimità del foro che lo attraversa), sono stati recuperati altri reperti dotati di modanature “a incastro” e costolature esterne, che fanno pensare a innesti reciproci e che sono complessivamente riferibili a un elemento cilindrico vagamente simile a un tubolo.

 

Paestum e Velia celebrano il patrimonio e la cultura europea con visite guidate ispirate al tema dell’Europa

paestum-velia_giornata-del-patrimonio-e-della-cultura-europea-2024_locandinaDomenica 9 giugno 2024, i parchi archeologici di Paestum e Velia celebrano il patrimonio e la cultura europea. L’obiettivo delle iniziative, come indicato dal ministero della Cultura, è quello di dare un segno visibile dell’importanza delle comuni radici e dei valori storici, artistici e culturali che si considerano come elementi fondanti e identitari dell’Europa. In entrambi i siti, alle 11, saranno organizzate visite guidate ispirate al tema dell’Europa. A Paestum, il mito di Europa sarà lo spunto per raccontare i luoghi amministrativi della città, dal comizio all’ekklesiasterion. A Velia, invece, la visita si concentrerà sull’acropoli alla scoperta dei luoghi della vita pubblica di una città magnogreca governata, secondo la tradizione, dalle leggi formulate da Parmenide. Le attività didattiche sono svolte in collaborazione con Le Nuvole. Appuntamento in biglietteria. Costo della visita guidata 3 euro. Per prenotazioni arte@lenuvole.com. Il biglietto per le visite guidate può essere acquistato direttamente presso le biglietterie di Paestum e Velia.

Pompei. Negli ambienti servili della villa suburbana di Civita Giuliana scoperti gli attrezzi di un carpentiere che amplia le conoscenze sulla vita degli ultimi. L’attuale finanziamento dello scavo volge al termine, ma gli scavi in collaborazione con la Procura continueranno grazie a fondi della legge di Bilancio

Al primo sguardo si vedono ceste, una lunga corda, pezzi di legno e una sega con lama: sono attrezzi di un carpentiere ritrovati, come sono stati lasciati duemila anni fa, in un ambiente servile della villa di Civita Giuliana, appena fuori le mura di Pompei, sigillati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Ma il legno e gli altri materiali, con cui quegli oggetti erano stati realizzati, non ci sono più “in originale”. Rimangono però in calco. Pompei continua a stupirci. Non si è infatti ancora fatto in tempo a metabolizzare il ritrovamento del sacrarium blu (vedi Pompei. Nell’insula 10 della Regio IX scoperto un sacrarium, una piccola stanza con pareti blu impreziosite dalle figure delle quattro stagioni e dalle allegorie dell’agricoltura e della pastorizia. Il ministro Sangiuliano in visita ai nuovi cantieri di scavo | archeologiavocidalpassato) che Pompei ci restituisce un’altra emozione.  

pompei_civita-giuliana_quartieri-servili_stanza-con-attrezzi-da-carpentiere_foto-parco-archeologico-pompei

La stanza con gli attrezzi da carpentiere scoperti in un ambiente servile della villa suburbana di Civita Giuliana a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Quest’ultima scoperta viene dal quartiere servile della villa di Civita Giuliana, indagata scientificamente sin dal 2017 quando fu strappata agli scavatori clandestini grazie a un accordo tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata: un ambiente, conservato in maniera eccezionale come gli altri due scoperti nello stesso settore con i letti degli schiavi, dove è stato possibile realizzare i calchi di mobili e altri oggetti di materiali deperibili: legno, tessuti, corde (vedi Pompei. Nella lussuosa villa suburbana di Civita Giuliana scoperto l’arredo di una seconda stanza assegnata agli schiavi che permette di ricostruire la vita quotidiana degli ultimi. Zuchtriegel: “In autunno, alla riapertura dell’antiquarium di Boscoreale, racconteremo in diretta il prosieguo dello scavo” | archeologiavocidalpassato).

pompei_civita-giuliana_scoperta-stanza-degli-schiavi-con-arredo_3_foto-mic

Dettaglio dell’ambiente A, stanza abitata da schiavi, della villa suburbana di Civita Giuliana: si vedono le anfore negli angoli, i due armadi e, davanti, la panca (foto mic)

La tecnica dei calchi, sperimentata in maniera sistematica sin dal 1863 con la realizzazione dei primi calchi delle vittime dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., è unica al mondo in quanto frutto della dinamica specifica dell’evento catastrofico: persone o oggetti travolti e coperti dalla “corrente piroclastica”, una nube ardente di cenere e gas tossici, sono rimasti lì per secoli. Ma mentre la cenere si è solidificata, formando uno strato molto solido noto come “cinerite”, il materiale organico quali corpi umani, animali o oggetti lignei, si sono decomposti, lasciando un vuoto nel terreno. Questi vuoti possono essere riempiti di gesso durante lo scavo, per riottenere, dall’impronta in “negativo”, la forma originale. Una tecnica che ha portato a risultati straordinari nella villa di Civita Giuliana, dai calchi di due vittime e di un cavallo a quelli dei letti modesti del quartiere servile.

Ora, un’ulteriore stanza amplia lo spaccato di vita degli ultimi, poco documentata nelle fonti letterarie. L’ambiente contiene un letto, ma anche attrezzi di lavoro e quello che sembra un telaio, forse di un altro letto, smontato: si riconoscono, inoltre, ceste, una lunga corda, pezzi di legno e una sega con lama, che sembra non tanto diversa dalle seghe tradizionali usate fino a poco tempo fa. Individuato persino un pezzo della corda, sempre come impronta nel sottosuolo, che la teneva sotto tensione.

pompei_insula-casti-amanti_sangiuliano-zuchtriegel_foto-parco-archeologico-pompei

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano con il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel in visita agli scavi di Pompei (foto parco archeologico pompei)

L’attuale finanziamento dello scavo volge verso il suo termine, ma il Parco insieme alla Procura hanno annunciato di voler proseguire le indagini, attingendo al finanziamento di una campagna di scavi previsto nella Legge di Bilancio dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ieri si è recato a Pompei per un sopralluogo. Anche perché i punti da chiarire a Civita Giuliana sono ancora tanti, non solo a livello scientifico, ma anche in termini giuridici. “Le continue scoperte sugli usi e costumi della vita quotidiana degli antichi romani rese possibili dalle indagini scientifiche nella villa di Civita Giuliana nei pressi del Parco archeologico di Pompei”, ha dichiarato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, “ci rafforzano nella convinzione di proseguire a finanziare le attività di scavo. I nuovi ambienti recentemente rinvenuti e resi noti oggi danno preziosa testimonianza del passato di una grande civiltà e rendono onore alla professionalità della ricerca archeologica che a Pompei è tornata più attiva che mai. Ringrazio la Procura di Torre Annunziata per la collaborazione prestata, che ha permesso di preservare la Villa di Civita Giuliana dall’attività criminale dei trafficanti d’arte e di intraprendere un percorso di ricerca capace di questi importanti risultati”.

pompei_regio-V_casa-del-giardino_osanna-zuchtriegel_foto-parco-archeologico-pompei

Gabriel Zuchtriegel e Massimo Osanna nella Casa del Giardino, Regio V, a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

“La scommessa degli ultimi anni di puntare nuovamente sulle campagne di scavo archeologico si sta rivelando vincente”, interviene il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna. “La collaborazione ormai pluriennale con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata continua a produrre i suoi frutti, non solo nella lotta per la legalità, ma anche in termini di arricchimento delle conoscenze: basti pensare al rinvenimento straordinario del carro della sposa, in questa stessa area, nel 2019. Cruciali in questo senso la costante attenzione del Ministero in ottica di finanziamenti dedicati, la consolidata cooperazione istituzionale e il circolo virtuoso che collega scavi, studi e ricerca a tutela e valorizzazione del sito”. E il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel: “Si tratta di un esempio virtuoso di sinergia tra il ministero della Cultura, il Parco e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, un’operazione di grande valore scientifico ma anche culturale. Vogliamo sviluppare questo luogo eccezionale facendolo diventare un luogo accessibile per tutti, un nodo nella rete della Grande Pompei, tra la città antica, le ville e i poli museali di Boscoreale, Oplonti e Stabia. Lo stanziamento nel Bilancio dello Stato per nuovi scavi a Pompei e in altri parchi nazionali voluto dal Ministro Sangiuliano ci aiuterà a continuare questa affascinante impresa archeologica”.

pompei_protocollo-procura-torre-annunziata_Zuchtriegel-Fragliasso_foto-parco-archeologico-pompei

Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, e Nunzio Fragliasso, procuratore FF di Torre Annunziata, nel 2021 al rinnovo del protocollo di intesa per il contrasto al saccheggio e al traffico di reperti archeologici (foto parco archeologico di pompei)

Per il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso: “Si tratta dell’ennesimo, eccezionale ritrovamento nel sito archeologico di Civita Giuliana, frutto della collaborazione sinergica tra la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e il Parco Archeologico di Pompei, in attuazione del protocollo sottoscritto dai due Enti, che, coniugando le ricerche archeologiche con le attività investigative, si è rivelato un formidabile strumento per il contrasto alle attività clandestine di scavo e la restituzione alla collettività di reperti e testimonianze di eccezionale valore storico e culturale. È fondamentale che gli scavi archeologici a Civita Giuliana continuino, in quanto, sulla scorta di recenti acquisizioni info-investigative, vi è fondato motivo di ritenere che, proseguendo nelle ricerche, possano essere rinvenuti ulteriori, importanti, reperti già intenzionati dai tombaroli ma non depredati da questi ultimi”.

Festa della Repubblica e #domenicaalmuseo. L’area archeologica di Pompei è il sito più visitato seguito dal Pantheon: il Colosseo aperto solo nel pomeriggio per la parata del 2 giugno. Il ministro Sangiuliano: “Questa è una giornata di festa in cui anche il patrimonio culturale è giusto sia protagonista”

roma_pantheon_esterno_2_foto-mic

Il Pantheon a Roma è stato il secondo sito più visitato nel giorno della Festa della Repubblica del 2 giugno 2024 (foto mic)

ministero_2-giugno-2024_ingresso-gratuito_locandinaNella Festa della Repubblica del 2 giugno 2024, che quest’anno è coincisa con la #domenicalmuseo del mese, con l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali, nella classifica generale, Pompei con 27.250 visitatori è stato il sito più visitato d’Italia seguito dal Pantheon (11.957) e dalla Reggia di Caserta (11.399). Questa volta non figura sul podio il Colosseo ma non perché il pubblico lo abbia snobbato, ma perché, per le celebrazioni del 2 giugno su via dei Fori imperiali, il monumento (come il Foro romano e il Palatino) sono stati aperti solo nel pomeriggio. “Quella di oggi, 2 giugno, è stata una giornata di festa per la nostra Repubblica, in cui abbiamo onorato i valori di coesione nazionale2, commenta il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Ho voluto fortemente che in una ricorrenza identitaria come questa anche il patrimonio culturale fosse protagonista. Dallo scorso anno, infatti, oltre alle prime domeniche del mese in cui è previsto l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici, ho voluto aggiungere altre tre date altamente simboliche della nostra storia: il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Secondo i primi numeri sull’affluenza dei visitatori, sono stati tantissimi a voler festeggiare la Repubblica visitando i luoghi della cultura statali. Una scelta che testimonia la centralità del nostro patrimonio artistico e architettonico nonché dei nostri musei sempre più vissuti come luoghi cardini della geografia identitaria italiana”.

ercolano_parco_visitatori_record-2023_foto-paerco

Al parco archeologico di Ercolano quasi 3mila visitatori nel giorno della Festa della Repubblica del 2 giugno 2024 (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici: area archeologica di Pompei 27.250; Pantheon 11.957; Colosseo 7.096 (il Parco è stato aperto dalle 14.15 per la parata del 2 giugno); museo e area archeologica di Paestum 5.430;  5.150; Foro Romano e Palatino 3.644 (il Parco è stato aperto dalle 14.15 per la parata del 2 giugno); parco archeologico di Ercolano 2.976; Terme di Caracalla 2.204; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.681; Villa Adriana 1.671; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.598; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.365; Museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1.284; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.186; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.130; Museo delle Civiltà 934; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 838; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e area archeologica 662; Villa di Poppea-Oplontis 606; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 560; museo Archeologico nazionale della Lomellina 477; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 474; museo Archeologico nazionale di Firenze 472; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 365; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 340; antiquarium di Boscoreale 313; parco archeologico di Cuma 308.

Candidatura “Via Appia – Regina Viarum”. Sangiuliano: “Parere favorevole UNESCO su Via Appia patrimonio umanità”. E al Complesso di Capo di Bove (parco Appia antica) per il ciclo “Scoprendo la Via Appia” l’incontro di approfondimento, in presenza e on line, “Le opere ingegneristiche e le infrastrutture lungo la via Appia”

firenze_TourismA-2022_Appia-candidatura-Unesco_locandina“Oggi, 29 maggio 2024, è arrivata una bellissima notizia per l’Italia e per il suo patrimonio culturale”, annuncia il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “L’ICOMOS, l’organo tecnico consultivo dell’UNESCO, ha, infatti, raccomandato l’iscrizione de “La Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La raccomandazione sarà sottoposta all’approvazione del Comitato del Patrimonio Mondiale nella prossima seduta in programma a New Delhi dal 21 luglio. Si tratta di un riconoscimento di eccezionale valore per l’Italia, per la nostra storia e per le comunità che vivono lungo l’antico tracciato della Via Appia. La candidatura è stata promossa dal ministero della Cultura con il coinvolgimento di quattro Regioni – Lazio, Campania, Puglia e Basilicata – 13 tra città metropolitane e province, 73 Comuni e 14 enti parco su cui insiste l’antica strada consolare romana e dove sono ancora presenti sue vestigia. A questi enti s’è aggiunto il prezioso contributo della Pontifica Commissione di Archeologia Sacra. Una volta che la candidatura de “La Via Appia – Regina Viarum” sarà approvata dal Comitato del Patrimonio Mondiale, l’Italia raggiungerà il traguardo di 60 siti riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità confermando, ancora una volta, la sua indiscussa leadership mondiale in questo campo”.

appia-antica_parco_incontro-scoprendo-la-via-appia-verso-il-riconoscimento-unesco_locandinaSabato 1° giugno 2024, alle 10.30, a Roma, al Complesso di Capo di Bove del parco archeologico dell’Appia antica, appuntamento con il secondo incontro dedicato a “Le opere ingegneristiche e le infrastrutture lungo la via Appia”, nell’ambito del ciclo “Scoprendo la Via Appia”, promosso dal Parco e dal Comitato Scientifico istituito per la candidatura della “Via Appia. Regina Viarum” all’UNESCO, occasione per dare voce ai molti attori istituzionali impegnati nella riscoperta della Via e consentire a un più vasto pubblico, non solo di addetti ai lavori, di immergersi nelle iniziative che riguardano il rilancio della Regina Viarum. Ingresso gratuito. La conferenza può essere seguita anche online su Teams cliccando qui. Il grande lavoro svolto per la candidatura ha permesso di scoprire e valorizzare le numerose attività che si sono sviluppate e si stanno sviluppando lungo il tracciato. Gli uffici di tutela, le Regioni e gli altri enti locali, le università ma anche l’associazionismo di cittadini partecipi ed interessati, stanno mettendo in campo molte iniziative di studio, restauro, valorizzazione, che forniscono un quadro dinamico, vivace e poliedrico delle tante attività che oggi animano l’antico percorso.

appia-antica_parco_incontro-le-opere-ingegneristiche_locandinaPROGRAMMA. Alle 10.30, saluti e introduzione di Simone Quilici, direttore del parco archeologico dell’Appia Antica. LE “VIE” DELLA CONOSCENZA, chairman: Laura Acampora, comitato tecnico-scientifico della candidatura. Interventi: G. Serio, F. Turchetta, D. Cirone (SABAP Area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti) su “Ariccia. Via Appia antica: nuove acquisizioni in Via di Mezzo e in Via delle Polveriera”; I. Gennarelli (DR Musei Campania), H. Beste (Istituto Archeologico Germanico) su “Novità sull’Anfiteatro campano alla luce degli interventi di restauro”; F. Riccio (SABAP per le province di Brindisi e Lecce) su “Brindisi e la fine del viaggio – focus sul Viadotto di Apani”. LE OPERE INGEGNERISTICHE ED INFRASTRUTTURALI, chairman: Angela Maria Ferroni, responsabile scientifico della candidatura. Interventi: G. Ceraudo (università del Salento) su “La candidatura UNESCO come strumento di conoscenza: novità sui miliari dell’Appia Traiana”; A. Biffino, R. Rotondo (SN-Sub), C. Annese, E. Dellù (SABAP per la città metropolitana di Bari), L. Piepoli (università di Bari) su “Percorrendo la via Appia: stazioni di sosta tra le Murge e l’Arco Jonico”. Segue la discussione introdotta e moderata da L. Oliva, S. Roascio (parco archeologico dell’Appia Antica).

Napoli. All’inaugurazione al Mann della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” Agnese Carletti, sindaco di San Casciano ai Bagni, spiega come una scoperta archeologica può cambiare la vita, le prospettive, il futuro di un piccolo borgo

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_allestimento_foto-graziano-tavan

Il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_tabolli-carletti-osanna_foto-graziano-tavan

Jacopo Tabolli. Agnese Carletti e Massimo Osanna al Mann (foto graziano tavan)

Quando una scoperta archeologica può cambiare la vita, le prospettive, il futuro di un piccolo borgo. Succede a San Casciano dei Bagni, borgo in provincia di Siena, territorio noto fin dall’antichità per le sue fonti termali. E proprio nel Bagno grande, nel 2022, è emersa parte del santuario etrusco e romano eretto attorno ad una vasca costruita in blocchi di travertino, profonda oltre quattro metri. La vasca esisteva già in età etrusca e poi fu ristrutturata e ingrandita durante il regno dell’imperatore Tiberio (I secolo d.C.) e accolse offerte votive fino al IV secolo d.C. Dal fango sono cominciati ad affiorare bronzi votivi in eccezionale stato di conservazione: oltre venti statue e statuette, migliaia di monete in bronzo ed ex-voto anatomici raccontano una storia di devozione, di culti e riti ospitati in luoghi sacri dove l’acqua termale era usata anche a fini terapeutici. E per San Casciano dei Bagni è iniziata una nuova “vita” come ha ben sintetizzato il sindaco Agnese Carletti che in un accorato intervento all’inaugurazione della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli fino al 30 giugno 2024, seconda tappa dopo la presentazione al Quirinale, parla dei “Bronzi” con affetto e riconoscenza, intesi come dei “cittadini illustri” tornati per dare lustro al paese.

“Questa è una giornata importante per San Casciano dei Bagni – esordisce Carletti – perché il progetto partito da un Comune piccolo, di neanche 1500 abitanti, qualche anno fa per volontà delle amministrazioni comunali che hanno sposato il progetto, l’hanno portato avanti anno dopo anno, finanziandolo, portando pian piano tutti a crederci, oggi arriva in un posto così prestigioso, e per noi è un onore veramente e un piacere. Infatti i Bronzi, dopo essere stati accolti nelle stanze del Palazzo del Quirinale, oggi li affidiamo per un po’ a questa città magnifica e a questo museo prestigioso. I nostri Bronzi, i Bronzi di San Casciano dei Bagni, ormai sono famosi e famosi in tutto il mondo. L’Apollo, il giovane efebo malato, il putto, persino l’orante esposta qui per la prima volta, non sono però soltanto dei pezzi in mostra e che lasciano senza parole, sono personaggi che noi abbiamo imparato a conoscere, a San Casciano ci siamo affezionati a loro. Sono personaggi della nostra storia sconosciuti fino a qualche tempo fa, e che lo scavo archeologico del Bagno grande in concessione al Comune di San Casciano dei Bagni ha fatto riemergere dall’acqua calda insieme alle loro antiche fragilità, le loro antiche speranze, che abbiano anche scoperto non sono poi tanto diverse dalle nostre nonostante i duemila anni trascorsi.

napoli_mann_mostra-gli-dei-ritornano-i-bronzi-di-san-casciano_statua-di-donna-orante_foto-graziano-tavan

Statua di donna orante (II sec. a.C.) scoperta a San Casciano dei Bagni (foto graziano tavan)

“E quindi se è il fuoco l’elemento primordiale al quale sono legati molti tesori di questo museo – continua il sindaco di San Casciano -, è l’acqua quello che invece ha custodito i tesori di San Casciano, acqua termale sulla quale San Casciano fonda la sua storia, la sua economia, acqua che non distrugge ma crea rigenera mantiene, e quindi c’è una cosa che io spero di riuscire a trasmettervi stamane: per la comunità che ho l’onore di rappresentare nel suo insieme i Bronzi sono soltanto un pezzettino – ovviamente al momento il più entusiasmante e tangibile – di un progetto molto più grande che darà nuova linfa, nuova vita al nostro piccolo comune: un grande museo, un hub di ricerca universitaria internazionale, un parco archeologico termale è quello che infatti, insieme a tutti gli enti e alle istituzioni che ci accompagnano, vogliamo realizzare. E a questi enti io mi rivolgo veramente con profonda gratitudine perché riuscire a ragionare insieme su un obiettivo comune Ministero, università, istituto centrale per il Restauro – ma anche la Regione Toscana ci sta supportando, ma anche mecenati privati e il mondo delle associazioni -, non è facilissimo e stiamo cercando di farlo credo dando il buon esempio di una modalità di lavoro che può funzionare e che potrebbe essere più spesso utilizzata.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_team-di-scavo_foto-uni-stranieri-siena

Il team di scavo a San Casciano dei Bagni alla fine della campagna 2023 (foto uni stranieri siena)

“San Casciano è un borgo bellissimo, scarsamente popolato, che vive i problemi che vivono i piccoli borghi di tutte le realtà italiane. Ma grazie alla ricerca archeologica, alla quale abbiano volutamente dato vita alcuni anni fa, già da qualche tempo vi si respira un’aria diversa, un’aria frizzante, un’aria che nel tempo si è trasformata anche in grande fermento. È bellissimo passare in piazza in estate all’ora del tramonto e trovare le decine di archeologi e archeologhe provenienti da tutto il mondo che si incontrano con la comunità della quale ormai fanno parte, parlando anche in lingue diverse. Sono persone che lavorano perché credono che la cultura sia ricerca continua capace di generare relazioni professionali e sociali, oltre che efficace nel produrre ricchezza diffusa. E parlando di relazione e collaborazione noi istituzioni stiano cercando di dare il buon esempio anche a livello locale. Infatti stiano cercando di guardare a questa opportunità superando anche i confini dei singoli Comuni. Insieme ai sindaci dei 10 Comuni della Valdichiana senese, andremo a presentare a fine marzo il progetto di candidatura per la capitale italiana della Cultura 2026 essendo entrati tra i 10 finalisti come territorio unito, ricco di storia cultura e anche visione del futuro europeo (a marzo 2024 il ministero ha scelto L’Aquila come capitale della Cultura 2026, ndr).

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_1_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

“Quindi nessuno si salva da solo. Lo sapevano Etruschi e Romani che nel santuario incredibilmente convivevano. Ma quel modello di relazione tra realtà differenti vogliano praticarlo anche noi in questa sfida culturale nel nostro piccolo. Certi che grazie al lavoro condiviso quando i Bronzi torneranno nella loro casa a San Casciano saremo anche pronti per accoglierli nel miglior modo possibile. Nel frattempo – conclude Agnese Carletti – li consegniamo a questa città, li consegniamo a voi chiedendovi di entrare a far parte di questa squadra che giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi soggetti. E vi chiediamo di raccontare a tutti questa storia che credo sia poi lo spirito di tutto il lavoro che stiamo facendo e vi invito ovviamente a San Casciano dei Bagni per veder quello che oggi vi raccontiamo e di cui vedete una parte”.

Pompei. Nell’Insula dei Casti Amanti, aperta al pubblico per visite dall’alto su passerelle sopraelevate, scoperti disegni di gladiatori realizzati da bambini prima dell’eruzione del Vesuvio. Zuchtriegel: “Ciò ci fa riflettere sull’esposizione a forme estreme di violenza, anche di bambini piccoli”

pompei_casa-del-II-cenacolo-colonnato_disegni-in-carboncino_mano-e-gladiatore_alberto-angela_foto-parco-archeologico-pompei

Casa del Cenacolo colonnato a Pompei: Alberto Angela mostra i disegni a carboncino realizzatid a bambini (foto parco archeologico pompei)

pompei_insula-casti-amanti_veduta-dall-alto_passerelle_1_foto-parco-archeologico-pompei

L’insula dei Casti Amanti a Pompei con le passerelle per una veduta dall’alto (foto parco archeologico pompei)

Il segno a carboncino è semplice, la resa delle persone è semplice, stilizzata, infantile, opera certamente di bambini, ma è il soggetto che apre a riflessioni: quei disegni rappresentano gladiatori e cacciatori: dipinti da bambini piccoli con il carboncino sui muri di un cortile di servizio, nella Casa del Cenacolo colonnato su via dell’Abbondanza a Pompei. La scoperta, illustrata in anteprima nello Speciale “Meraviglie” di Alberto Angela andato in onda su Rai1 (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2024/05/25/pompei-su-rai-1-speciale-di-meraviglie-su-pompei-le-nuove-scoperte-alberto-angela-accompagna-i-telespettatori-alla-scoperta-degli-ultimi-affascinanti-ritrovament/), è avvenuta nell’insula dei Casti Amanti nell’ambito di un progetto di restauro, scavo e accessibilità e che da oggi, 28 maggio 2024 è visitabile “dall’alto” grazie a un sistema di passerelle sospese (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2024/05/27/pompei-apre-al-pubblico-linsula-dei-casti-amanti-dal-28-maggio-un-percorso-sopraelevato-consentira-una-visione-inedita-dallalto-delle-strutture-e-del-cantiere-di-scavo-e-restauro/): qui il parco archeologico di Pompei è impegnato in un progetto di ricerca interdisciplinare per valorizzare i tanti dati nuovi.

pompei_casa-del-II-cenacolo-colonnato_disegni-in-carboncino_mano-e-gladiatore_foto-parco-archeologico-pompei

Casa del Cenacolo colonnato a Pompei: disegni a carboncino realizzatid a bambini. Si vede una mano e un gladiatore (foto parco archeologico pompei)

Questi disegni aiutano a capire meglio l’infanzia ai tempi degli antichi romani: l’esposizione a forme estreme di violenza, anche di bambini piccoli (si stima tra 5 e 7 anni), non sembra essere un problema solo dei giorni nostri, tra videogiochi e social media – con la differenza che nell’antichità il sangue sparso nell’arena era vero e che pochi ci vedevano un “problema”, con tutte le possibili ricadute sullo sviluppo psico-mentale dei bambini pompeiani.

pompei_casa-del-II-cenacolo-colonnato_disegni-in-carboncino_gladiatori-cinghiali-rapace_foto-parco-archeologico-pompei

Casa del Cenacolo colonnato a Pompei: disegni a carboncino realizzatid a bambini. Si vedono gladiatori, cinghiali e rapace (foto parco archeologico pompei)

Come scrivono gli autori di un testo pubblicato oggi sull’E-Journal degli Scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/, “Pompei ci offre la possibilità non solo di studiare le espressioni complesse di una civiltà antica, ma anche di entrare nei meccanismi di formazione e autoriproduzione che di generazione in generazione l’hanno tramandata e tramutata. È quasi come se potessimo gettare uno sguardo sull’inconscio dell’impero, sulla sua subcultura sommersa di cui parlano ancora le migliaia di graffiti e disegni a carboncino sui muri della città antica. A volte sono i più piccoli ad averci lasciato una traccia del loro percorso di formazione culturale e sentimentale. È questo il caso del cortile della Casa del Secondo Cenacolo Colonnato, dove nell’ambito di nuovi scavi finalizzati a una migliore fruizione e conservazione delle strutture emerse durante precedenti campagne di scavo (la facciata è stata scavata nel 1912, la parte retrostante tra il 1982 e il 2005), è stato possibile documentare una serie di disegni a carboncino sui muri di quello che doveva essere un cantiere in piena attività al momento dell’eruzione, con diversi ponteggi montati e pareti ancora da intonacare. Nonostante la sontuosa facciata dell’abitazione su Via dell’Abbondanza, il contesto sociale che si percepisce all’interno degli ambienti della casa è tutt’altro che agiato; anzi, si respira un’atmosfera di precarietà, in cui possiamo immaginare i bambini abbandonati a se stessi per intere giornate, mentre i genitori badavano ai loro affari. Non è certo il contesto in cui possiamo immaginare la presenza di schiavi pedagoghi o balie come nei palazzi dei ricchi, per esempio nell’antica domus di Giulio Polibio situata poco oltre”.

“Sembra lecito ipotizzare, sulla base della testimonianza letteraria”, scrive il direttore Gabriel Zuchtriegel, “che la presenza di bambini durante questi spettacoli fosse usuale. I disegni dalla Casa del Cenacolo Colonnato confermano questa ipotesi: quello che vediamo è una testimonianza diretta dell’incontro tra un’anima ancora infantile, molto ricettiva e piena di fantasia, e il crudele passatempo dell’epoca, che oltre a giochi gladiatori e cacce con gli animali, prevedeva anche la messa in scena di esecuzioni di criminali e schiavi, presumibilmente nell’intervallo (ludi meridiani) tra la venatio matutina e i ludi gladiatori del pomeriggio. Come accadeva ancora fino all’Ottocento anche in molti Paesi europei, a nessuno all’epoca sarebbe venuto in mente di impedire ai più piccoli l’accesso ai giochi e alle esecuzioni pubbliche, che dovevano servire anche da insegnamento di corretto comportamento sociale, in una società nella quale l’azione penale era cronicamente carente, a cominciare dalla mancanza di funzioni assimilabili a quelle del pubblico ministero e della polizia giudiziaria di oggi. L’impressione è, tuttavia, che in molti casi prevaleva il divertimento su ragionamenti di questo genere; tanto è vero che a partire dal II sec. d.C. pare che si sia sviluppato un vero e proprio ‘mercato’ di condannati a morte, i quali venivano comprati dai lanisti per essere inseriti negli spettacoli. Resta da chiedersi se, nel ricostruire la cultura classica nelle sue infinte sfaccettature, non bisognerebbe tenere maggiormente conto della precoce esposizione a forme estreme di violenza che emerge dal dossier archeologico, epigrafico e letterario. Diversi studi recenti hanno evidenziato un legame tra una precoce esposizione a immagini e film violenti e alti livelli di aggressività in età adolescenziale e adulta. Forse un giorno – conclude Zuchtriegel – saremo in grado di comprendere quanto questi fenomeni abbiano impattato sulla società romana di duemila anni fa. Anche per questo si auspica che il dialogo tra antichistica e psicologia riprenda con nuova linfa, sperando che il presente contributo possa essere un piccolo spunto di lavoro in tal senso”.

pompei_casa-dei-pittori-a-lavoro-bambino-con-cacappuccio-e-mantello-di-viaggiatore_2_foto-parco-archeologico-pompei

Casa dei Pittori al lavoro a Pompei: quadretto singolare con la rappresentazione di un piccolo bambino incappucciato e mantello di viaggiatore (foto parco archeologico pompei)

Oltre ai disegni dei bambini, per il cui studio il Parco ha avviato una collaborazione con il dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’università “Federico II” a Napoli, sono stati documentati i resti di due vittime, una donna e un uomo, morti nei lapilli del Vesuvio davanti al portone chiuso della Casa dei Pittori al lavoro (chiamata così in virtù del fatto che si stava ridipingendo al momento dell’eruzione); all’interno della casa, è venuto alla luce un piccolo cubicolo (“camera da letto”), allestito come studiolo in prossimità del tablinum (sala di ricevimento) della casa. Tra le scene mitologiche un quadretto singolare, senza confronti del repertorio vesuviano, con la rappresentazione di un piccolo bambino incappucciato, forse un figlio deceduto dei proprietari.

Da oggi 28 maggio 2024 – come si diceva – è possibile accedere al cantiere tutti i giorni dalle 10.30 alle 18, attraverso un percorso che, interamente “accessibile”, va ad implementare l’itinerario senza barriere architettoniche “Pompei per Tutti”, e include un elevatore per il raggiungimento delle passerelle sospese anche ai diversamente abili. Il percorso dall’alto consentirà una visione innovativa e globale dell’intera insula, nonché dell’architettura delle case romane con l’alternarsi di ambienti vari adibiti ad usi diversi, dal produttivo al commerciale all’abitativo, oltre che dell’attività di cantiere in atto, nell’ottica di una rinnovata e migliore fruizione al pubblico. L’ingresso, da via dell’Abbondanza, sarà contingentato allo scopo di garantire un’ottimale accessibilità e fruizione in sicurezza del percorso, anche in considerazione delle attività in essere al livello archeologico.

“Periodicamente e sempre di più, Pompei ci rivela nuove scoperte meravigliose e si conferma uno straordinario scrigno di tesori”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Ecco perché noi in legge di bilancio abbiamo espressamente rifinanziato gli scavi a Pompei, dove adesso sono attivi tantissimi cantieri, che giorno dopo giorno portano all’attenzione generale nuove meraviglie. Dopo la conclusione del Grande Progetto Pompei noi vogliamo dare un assetto organico, un assetto stabile a questo meraviglioso sito che ogni giorno fa registrare decine di migliaia di visitatori”.

pompei_insula-casti-amanti_veduta-dall-alto_passerelle_2_foto-parco-archeologico-pompei

Il percorso sopraelevato nell’Insula dei Casti Amanti a Pompei è inserita nell’itinerario senza barriere architettoniche “Pompei per Tutti” (foto parco archeologico pompei)

“Con l’itinerario di visita facilitato Pompei per tutti, avviato nel 2016 e da allora oggetto di progressive implementazioni e sviluppi, nonché con le nuove campagne di scavo che negli ultimi anni hanno regalato al mondo incredibili sorprese, è stato inaugurato un nuovo approccio, inclusivo e coinvolgente, alla valorizzazione del sito”, aggiunge il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna. “L’apertura di oggi, traguardo di un cantiere complesso e importante, avviato in seno al Grande Progetto Pompei, appare in questo senso assai significativa. Offre infatti il valore aggiunto dell’accessibilità e della piena inclusione di tutti i visitatori, anche rispetto a tutte quelle attività dietro le quinte, quali gli interventi di scavo e restauro propri di un cantiere, che sono rese visibili a tutti senza barriere”.

 

Roma. All’Istituto Centrale per il Restauro presentazione delle opere d’arte rimpatriate dagli Stati Uniti d’America dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, tra cui 600 reperti archeologici

roma_istituto-centrale-per-il-restauro_prsentazione-opere-rimpatriate-dagli-usa_locandinaMartedì 28 maggio 2024, alle 11, a Roma, all’Istituto Centrale per il Restauro, nella sala conferenza Ex Carcere Femminile in via di San Michele 25, si svolgerà la presentazione delle opere d’arte rimpatriate dagli Stati Uniti d’America dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale. Tra le opere recuperate figurano 600 reperti archeologici (arco temporale IX secolo a.C. – II secolo d.C.), 14 beni numismatici (un Tetradramma da Naxos, una moneta in argento e dodici monete archeologiche in oro), 4 beni d’antiquariato (dipinti olio su tela), 2 pergamene manoscritte e un copioso materiale bibliografico (oltre 1000 documenti). Nel corso della presentazione interverranno il Comandante dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, Gen. D. Francesco Gargaro; il Capo dell’Unità per la Lotta al Traffico delle Antichità della Procura di Manhattan, Col. Matthew Bogdanos; il Comandante Unità Mobili e Specializzate dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Massimo Mennitti; l’Ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, Jack Markell; l’Executive Associate Director of U.S. Homeland Security Investigations, Katrina Berger. Saranno presenti, tra gli altri, il direttore generale Musei del MiC Massimo Osanna e il direttore generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio del MiC, Luigi La Rocca. Concluderà il Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi.

Venezia. Con la nomina a direttore di Marianna Bressan sono nati ufficialmente i musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna

altino_archeologixo_marianna-bressan_nuovo-direttore-musei-archeologici-di-venezia_foto-drm-veneto

Marianna Bressan, già direttore del museo nazionale e area archeologica di Altino, è ora direttore del musei Archeologici di Venezia e della laguna (foto drm-veneto)

Con la nomina a direttore di Marianna Bressan (vedi Roma. Entrati in ruolo i vincitori del corso – concorso per dirigente tecnico del ministero della Cultura: ecco l’elenco dei nuovi direttori di musei e luoghi della cultura sul territorio o di uffici centrali della direzione generale Musei | archeologiavocidalpassato) sono nati ufficialmente i musei Archeologici nazionali di Venezia e della Laguna. Ne fanno parte il museo Archeologico nazionale di Venezia, Palazzo Grimani a Venezia, il museo Archeologico nazionale del Lazzaretto vecchio e il parco archeologico di Altino con il Museo. Il nuovo istituto, dotato di autonomia speciale, sarà diretto da Marianna Bressan, vincitrice del I corso-concorso per dirigenti tecnici del ministero della Cultura. Specializzata e dottore di ricerca in Archeologia classica all’università di Padova, dal 2012 ha lavorato come funzionaria archeologa per le soprintendenze di Padova e Venezia, il parco archeologico di Sibari e la direzione generale Musei. Dal 2019 al 2023 ha diretto il museo nazionale e area archeologica di Altino (Ve).