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Rovereto. La direttrice Alessandra Cattoi fa un bilancio del 37mo RAM film festival. Ed ecco tutti i film premiati nell’edizione 2026

Con la proclamazione del film vincitore del Premio RAM film festival 2026 assegnato dal pubblico al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas si è ufficialmente conclusa la cinque giorni del 37.mo RAM film festival, organizzato da Fondazione Museo Civico di Rovereto, partner la Fondazione Museo storico del Trentino, con il sostegno di Comune di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Ministero della Cultura, Regione Trentino Alto Adige, ApT di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale AltoGarda Rovereto. Con il contributo di Fondazione Caritro. Media partner la rivista ARCHEO. Il RAM è un ECO-EVENTO del Trentino. In collaborazione con Trentino Film Commission, Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto, MITAG, Mart, La Foresta – Accademia di comunità, Euritmus, Libreria piccoloblu, Exquisita. È quindi tempo di bilanci. Lo fa, per archeologiavocidalpassato.com Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico Rovereto e del RAM film festival.

“Siamo alla fine di questo RAM film festival 2026 e sinceramente posso dire che è stata una bellissima edizione”, assicura Alessandra Cattoi. “Abbiamo avuto la partecipazione di tantissimi registi presenti qui al RAM per presentare il loro film e per parlare con il pubblico. Abbiamo avuto anche tanti appuntamenti molto partecipati e coinvolgenti di esperti che sono venuti da varie parti d’Italia, dalla Sicilia, per parlare delle città, che è il focus del RAM di quest’anno. E abbiamo visto veramente tanto interesse. Ecco questo ci ha fatto capire che il lavoro che facciamo va un po’ al di là della sala cinematografica e può servire a riflettere sull’oggi.

“E un’ultima cosa: – è una novità di quest’anno del RAM – è il dibattito sull’Intelligenza Artificiale. Per la prima volta l’Intelligenza Artificiale è entrata al RAM, soprattutto in alcune parti che riguardava la lavorazione dei film nel doppiaggio e nella traduzione. Ma questo è un vero tema significativo per il futuro del cinema sicuramente, ma anche dei documentari. Ecco quindi un festival che ragiona sul passato e ragiona anche sul presente non può non occuparsi di un tema così urgente, così cruciale anche per il futuro della produzione cinematografica documentale.

“Complessivamente – conclude Cattoi – anche una bella festa con tante persone che dopotutto si sono divertite e sono state insieme positivamente. E quindi anche a livello personale io non posso che essere molto soddisfatta”.

PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. La giuria composta da Angelo Cimarosti, Antonia Falcone, Barbara Maurina e Valentino Nizzo ha assegnato il premio 2026 al film “Athènes, aux origines de la démocratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/Grecia 2026, 53’). Produzione: Yuzu Productions, Merit Motion Pictures, Anemon Productions. Tra scoperte archeologiche e ricostruzioni, si racconta come nell’antica Atene la popolazione comune sfidò re e tiranni inventando la democrazia. Un viaggio nella nascita di un’idea fragile e radicale che ha cambiato per sempre la storia umana.

Proclamazione PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: da sinistra, Valentino Nizzo. Antonia Falcone, Angelo Cimarosti, Barbara Maurina (che legge), Claudia Beretta e Alessandra Cattoi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un film di alto valore educativo e di grande attualità, che con soluzioni filmiche e grafiche accattivanti, dalle rovine dell’Agorà di Atene ci conduce, attraverso le più recenti indagini sul campo e i metodi dell’archeologia sperimentale, alle radici della democrazia e alla scoperta degli antichi sistemi di voto e di sorteggio, mettendo in luce anche i limiti e le contraddizioni dell’esperienza democratica ateniese. Un documentario che a riflettere sul valore imperituro di questa straordinaria conquista che la civiltà greca ci ha trasmesso e che oggi è minacciata e sottoposta a sempre nuove sfide”.

CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: Valentino Nizzo legge la menzione (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato anche una menzione al film “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’). Produzione: Antonio Malfitano, Compagnia delle stringhe. Originale videoclip per la didattica storico-archeologica sull’età del Bronzo. “Una creazione musicale a finalità didattica dedicata all’età del Bronzo, propone uno strumento inedito e originale per veicolare la conoscenza e l’insegnamento della storia antica”.

PREMIO CULTURA ANIMATA. La giuria composta da Andrea Artusi, Manuela Fiori e Andrea Pau Melis, ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione PREMIO CULTYURA ANIMATA 2026: da sinistra, Andrea Pau Melis (che legge), Manuela Fiori e Andrea Artusi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Perizia tecnica e abilità narrativa sono al servizio di un racconto duro eppure ricco di poesia: la ricchezza di trovate, il ritmo e un character design sintetico ed espressivo ci trascinano nella vita vera di Yeh Sheng-Chih, nei paesi dove ha vissuto, tra le persone che l’hanno amato, tra quelli che l’hanno odiato. Nasce così un racconto in cui idealismo, desiderio di giustizia ed esigenza di libertà si mischiano per farsi monito universale contro i soprusi dell’essere umano sull’essere umano”.

MENZIONI. La giuria ha deciso di assegnare anche 2 menzioni: la prima al film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’). Produzione: Atom Art, Maur Film. Attraverso l’animazione con la sabbia, Kafka. Innamorato racconta l’amore tra Franz e Milena, tra distanza, lettere, speranza e le paure più profonde di Kafka. “Menzione speciale per la sintesi tra le parole del poeta e l’animazione giocata su luci e ombre, in cui l’assenza di colore diventa forma, movimento, incanto”.

Simone Pratola premiato con una Menzione nella sezione Cultura Animata (foto graziano tavan)

La seconda al film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’). Produzione: Simone Pratola – Noctu Animation Collective. Tra il fruscio della pineta prendono forma le vite e i destini di chi ha scritto la storia antica d’Italia. “Menzione speciale per la ricerca di una narrazione visiva così stratificata ed elegante da rendere originale il grande classico della storia sospesa tra presente e passato”.

PREMIO TRADIZIONI E CULTURE. La giuria composta da Armando Tomasi, Elisa Cont e Giovanni Laezza ha assegnato il premio 2026 al film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Produzione: Omero su Marte. Metabolé, in greco antico “trasformazione”. Una regista percorre le coste della Puglia seguendo le tracce che il mare conserva, trasforma e restituisce. Il paesaggio rivela memorie e stratificazioni profonde.

Proclamazione PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026: da sinistra, Elisa Cont (che legge) e Giovanni Laezza (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Metabolè è un’opera che, in maniera straordinaria, racconta il ruolo del mar Mediterraneo lungo le coste pugliesi in epoche passate e nella contemporaneità. È un viaggio “per mare” in cui si viene guidati tra reperti archeologici e paesaggi marittimi, incrociando armoniosamente storie del passato e del presente. Il documentario si distingue per l’effetto della sua struttura narrativa: il racconto è caratterizzato da uno stile poetico e nostalgico che si snoda attraverso un ritmo fluente, capace di catturare e mantenere costante l’interesse dello spettatore. Nell’opera emergono l’accuratezza delle fonti, frutto di una ricerca archeologica, storiografica ed etnografica meticolosa, in cui le spiegazioni di una variegata rete di esperti si intrecciano ai racconti ed alle testimonianze degli abitanti di quei luoghi. Testimonianze di esperienze fortemente condivise, che restituiscono la memoria viva di quelle comunità. Dal punto di vista realizzativo, il documentario eccelle per la qualità tecnica delle riprese e dei suoni: fotografia, musiche e sound design ricreano ed enfatizzano paesaggi e narrazioni. Il documentario non si limita a mostrare, ma riesce ad emozionare, a trasmettere il valore inestimabile del mar Mediterraneo, custode del passato e del presente, luogo d’incontro e di costante trasformazione culturale”.

Lorenzo Scaraggi riceve il PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026 per il film “Metabolè” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’). Produzione: ETHNO. Tra le nebbie delle montagne del nord del Portogallo affiorano la storia della terra e la memoria degli uomini. Qui risuonano ancora le preghiere e i canti dei pastori che, sulle orme dei monaci, hanno tracciato i sentieri delle alte quote. “Filhos do vosso amor ci accompagna in un territorio montano in via di abbandono, nel quale i resilienti costituiscono testimonianza vivente di pratiche agricole secolari, ridotte quasi a “fossile etnografico”, e di un approccio quasi intimistico con i saperi tradizionali. Una struttura narrativa convincente e fluida consente di entrare in sintonia con i significati profondi che l’opera intende trasmettere. Tecnicamente molto solido, il lavoro è capace di evocare sentimenti ed emozioni, pur rimanendo nell’alveo di una struttura narrativa tutto sommato tradizionale”.

PREMIO STORIA E MEMORIA. La giuria composta da Daniela Cecchin, Matteo Gentilini e Alessandro Anderloni ha assegnato il premio 2026 al film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’). Produzione: ETHNOS. Geologia, memoria e poesia si intrecciano per raccontare, con i testi del geopoeta Davide Sapienza, la storia della cava di pomice di Lipari e della sua comunità, tra sfruttamento, identità e la sfida di una possibile rinascita sostenibile.

Proclamazione del PREMIKO STORIA E MEMORIA 2026: da sinistra, Daniela Cecchin (che legge), Alessandro Anderloni e Matteo Gentilini (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un’opera che restituisce l’impressionante paesaggio naturale e umano della cava di pomice di Lipari attraverso una raffinata fotografia, una accurata colonna sonora e i puntuali testi di Davide Sapienza che si sposano in armonia con le immagini d’archivio. Il racconto accosta il passato e il presente, la storia e l’attualità attraverso il confronto tra personaggi e fatti con il malinconico fascino che erompe dall’abbandono dei luoghi e delle attrezzature. Un film che induce a riflettere sulla possibile valorizzazione di questo sito di archeologia industriale, in memoria del passato e verso interventi sostenibili, nel rispetto dell’isola e dei suoi abitanti”.

Marco Mensa ed Elisa Mereghetti ricevono il premio Storia e Memoria 2026 per il film “La cava bianca” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Tunnel” di Chih Hao Shen “Taiwan 2026, 15’). Produzione: H2 Films. Distruggiamo, elaboriamo il lutto, ricostruiamo, e poi distruggiamo di nuovo. La Storia non passa mai davvero: rimane in agguato, nascosta nell’ombra del futuro. “Per l’abile intreccio narrativo tra le accattivanti immagini in bianco e nero e la coinvolgente e a tratti inquietante colonna sonora che porta lo spettatore a interrogarsi sul proprio futuro partendo dal passato”.

PREMIO NUOVI SGUARDI. La giuria composta da Valeria Perrone, Matteo Crosina e Matteo Ranzi ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione del PREMIO NUOVI SGUARDI: da sinistra, Matteo Crosina e Valeria Perrone (che legge) (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “La giuria premia Il cuore rischiarato dal cielo di Szu-Teh Li per aver scelto la complessa vicenda umana di Yeh Sheng-Chih, documentata dai suoi diari e culminata nei tragici eventi del 1950, come emblema di una comunità profondamente segnata dalle divisioni sociali e dai conflitti dell’epoca. Attraverso figure stilizzate, fondi pittorici materici e un intreccio di fotografie, filmati e manoscritti, il film trascende la biografia individuale, trasformando la memoria storica in ricerca visiva e restituendo a una memoria taciuta un volto e una voce”.

PREMIO FULLDOME. La giuria composta da Chiara Simoncelli, Luca Ferrario e Andrea Cuoghi ha assegnato il premio 2026 al film “Soul Symphony – The Art of Alex Janvier / Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” di Bernard Duguay, Janvier Gallery (Canada 2026, 23’). Produzione: Janvier Gallery (Janvier Mural and Fine Arts Ltd.), Lucion Media. Un’esperienza immersiva che celebra l’universo creativo di Alex Janvier, pluripremiato maestro dell’arte indigena contemporanea e voce dei popoli originari del Canada.

Chiara Simoncelli proclama il vincitore del PREMIO FULLDOME 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Soul Symphony: The Art of Alex Janvier è un’opera immersiva di grande intensità artistica ed emotiva, che trasforma la cupola in uno spazio aperto, in cui arte, natura e memoria si incontrano e avvolgono lo spettatore. Le opere del pittore indigeno canadese Alex Janvier prendono vita in un’esperienza dove colori, forme astratte e paesaggi si fondono in un linguaggio poetico e universale, che richiama la bellezza e la profondità del cielo stellato. La voce dell’artista guida lo spettatore in una riflessione sulla creatività, sull’identità culturale e sulle ferite del colonialismo. L’originale dialogo tra immagini e suoni tradizionali esalta le potenzialità espressive del cinema fulldome, dando vita a un’esperienza coinvolgente”.

MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER. La giuria composta da Stefania Berutti, Marta Coccoluto, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra ha assegnato il premio 2026 al film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’). Produzione: MyMax Edutainment, Artline Films, Idéacom International. La costruzione della Linea C della metropolitana di Roma si trasforma in un viaggio archeologico che riporta alla luce straordinarie vestigia della città antica, intrecciando ingegneria, storia e ricerca.

Proclamazione della MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER: da sinistra, Antonio Falcone (che legge) ed Eleonora Tomasini (foto graziano tavan)
Massimo My, produttore del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” riceve la menzione speciale Archeoblogger (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Ritmo narrativo, scoperte, temi sociali e d’interesse pubblico, riflessioni sul senso dell’archeologia urbana e sulle sfide connesse: da Roma Sotterranea emergono il rilevo e la straordinarietà della realizzazione della linea Metro C della Capitale. Un progetto complesso sotto i profili tecnico, ingegneristico, logistico e soprattutto archeologico, che dimostra quanto l’archeologia preventiva sia strategica per la pianificazione urbanistica. Come giuria Archeoblogger ci auguriamo che il film da noi premiato non resti nel perimetro dei Festival, ma arrivi alla collettività, così da squarciare il velo di diffidenza che troppo spesso circonda il binomio archeologia-lavori pubblici”.

MENZIONE SPECIALE CINEMAMORE. La giuria composta da Chiara Sandonà per Religion Today Film Festival, Chiara Bruseghini per Trento Film Festival, Eleonora Zen per RAM film festival ha assegnato il premio 2026 al film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’). Produzione: RIFF VIDEO. Il film racconta oltre 30 anni di writing e street art a Bolzano, tra creatività, conflitti e trasformazioni urbane: dalle pratiche nate ai margini, alle tracce che oggi raccontano identità e memoria della città.

Eleonora Zen annuncia il vincitore della menzione speciale CINEMA.MOR.RE 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Film innovativo che, attraverso la storia del writing e della street art a Bolzano, riflette sul rapporto tra arte, spazio urbano e identità, in un territorio di confine dalla forte dimensione multiculturale. La corrente da manifestazione di dissenso è cresciuta fino a diventare linguaggio identitario, declinato nei suoi molteplici aspetti di street art, arredo urbano, opera d’arte. Particolarmente efficaci il montaggio e la tecnica narrativa, che alternando testimonianze, immagini d’archivio, passato e presente, colore e bianco e nero, restituiscono la complessità di un fenomeno in continua trasformazione”.

Claudia Beretta annuncia il vincitore del PREMIO RAM FILM FESTIVAL 2026 assegnato dal pubblico in sala (foto graziano tavan)

PREMIO RAM FILM FESTIVAL. Il pubblico in sala ha assegnato il premio 2026 al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’). L’ingegnere spagnolo Roque Joaquín de Alcubierre, pressoché dimenticato dalla Storia, riportò alla luce con determinazione Pompei ed Ercolano, dando il via all’archeologia moderna.

Firenze. All’ex chiesa di S. Jacopo la terza edizione del Simposio Italiano di Egittologia curato da CAMNES. Ecco il programma della tre giorni di incontri e confronti

Dal 1° al 3 luglio 2026, CAMNES (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies) ospita nell’ex-chiesa di S. Jacopo, in via Faenza 43 a Firenze, la terza edizione del Simposio Italiano di Egittologia, un convengo annuale che si pone l’obiettivo di riunire dottorandi, specializzandi e ricercatori italofoni che si occupano di Egittologia, Nubiologia e Coptologia, al fine di condividere ricerche e creare una rete tra i giovani ricercatori.

PROGRAMMA 1° LUGLIO 2026. Alle 9.30, registrazione; 10, saluti e accoglienza. RELIGIONE, modera Nicola Barbagli: 10.20, Martina Garofalo (università di Torino), “Il dio Min: evoluzione iconografica, funzioni e contesti di culto”; 10.40, Federica Pancin (università di Bologna), “Il paesaggio sacro di Esna tra mitografia e archeologia”; 11, Valentina Alessia Beretta (UMR 7041 ARSCAN – Equipe OrAM), “Il dio Ermafrodito nell’Egitto greco-romano”; 11.20, pausa caffè. LETTERATURA, modera Letizia Loprieno: 11.50, Andrei Murashko (ricercatore indipendente), “Nemti e l’oro: violenza religiosa e il significato della punizione nelle narrazioni egizie”; 12.10, Pierpaolo Petrelli (università di Foggia -università del Salento), “Per un corpus dei papiri adespoti di storia tolemaica: ricognizione dei testimoni”; 12.30, Ilaria Davino (ricercatrice indipendente), “L’apologia del vasaio. Un esempio di traduzione nell’Egitto greco-romano”; 12.50, pausa pranzo. SARCOFAGI E CULTI FUNERARI, modera Valentina A. Beretta: 14.10, Ludovica Galli (ricercatrice indipendente), “Identità scolpite nella pietra: i sarcofagi come mezzo di costruzione sociale e identificazione personale nell’Egitto del Periodo Tardo, con confronti puntuali con esempi dell’Antico Regno”; 14.30, Edoardo Alessandro Guzzon (ricercatore indipendente), “Un corpus di sarcofagi antropoidi di epoca tarda del Museo Egizio di Torino”; 14.50, Norman Scaglione (università di Bologna), “Il BD 142 del Libro dei Morti: evoluzione, struttura e funzione delle litanie osiriane”; 15.10, Letizia Loprieno (Universität Heidelberg). “La ricostruzione dei contesti funerari dell’Egitto greco-romano. Il caso del corredo di Petamenofi conservato al Museo Egizio di Torino”; 15.30, pausa caffè. AMARNA, modera Valentina Santini: 16, Francesco Ignazio De Magistris (Université de Lausanne), “La cronologia delle lettere di Amarna e il confine fra Egitto e Mittani”; 16.20, Marzia Cavriani (università di Bologna), “Argilla, sigilli e merci: il ciclo operativo delle cretule nella Central City di Tell el-Amarna tra pratiche amministrative, scarto e riuso”; 16.40, Anna Biondi (Scuola di specializzazione interateneo Or.Sa), “L’ideologia funeraria in epoca amarniana”.

PROGRAMMA 2 LUGLIO 2026. Alle 9, Federico Contardi: Keynote 1 e visita all’Istituto Papirologico G. Vitelli (riservata agli speaker, 2 gruppi); 11, pausa caffè. ICONOGRAFIA, modera Mattia Mancini: 11.40, Valentina Santini (CAMNES – University of Birmingham), “Gesti di lenimento (e di auto-lenimento?) nell’iconografia del lutto del Nuovo Regno”; 12, Eleonora Mander (museo Egizio – University of Edinburgh), “Identità impresse nell’argilla: analisi contestuali, tecnologiche e testuali delle figurine zoomorfe (III Periodo Intermedio-Epoca Romana)”; 12.20, Chiara Di Rosa (ricercatrice indipendente), “Le egida-menat in bronzo del Museo Egizio di Torino: un’analisi iconografica e tecnologica”; 12.40, Nicola Barbagli (Universität Trier), “Domiziano e i sacerdoti di Ermopoli Magna. Un caso di studio sulla titolatura geroglifica di un imperatore romano”; 13, pausa pranzo. STRANIERI IN EGITTO, modera Cristina Alù: 14.20, Elena Bandiera (università di Torino), “I nelle fonti egiziane dall’Antico Regno all’Epoca Romana”; 14.40, Sara Caramello (ricercatrice indipendente), “Tabi! Chi era costei? Le pratiche funerarie degli stranieri di lingua aramaica nelle necropoli menfite di Epoca Tarda”. MUSEOLOGIA E STORIA DELL’EGITTOLOGIA, modera Camilla Saler: 15, Ludovico Scaglione (Universität Bern), “400.000 lire per portare l’Egitto a Torino”; 15.20, Mattia Mancini (università di Pisa), “Il Fondo Rosellini, tra lo studio dei documenti originali e la fruizione digitale dell’archivio egittologico della Biblioteca Universitaria di Pisa”; 15.40, pausa caffè. ARCHEOLOGIA, modera Ilaria Davino: 16.10, Vera Elizabeth Allen (Universität Basel – Harvard University), “La tua tomba è la mia tomba: verso una metodologia relazionale per lo studio del riuso delle tombe nell’antico Egitto”; 16.30, Bianca Ciatti (università di Torino), Giulia Magnani (università di Torino), ”La ceramica del Tempio Solare di Niuserra – risultati preliminari”; 16.50, Camilla Saler (università di Pisa), “Prestigio, identità ed entanglement culturale: i manufatti egiziani nei depositi votivi del tempio di Baʿalat Gebal a Biblo Giornata 2 – 2 Luglio 2026 Simposio Italiano di Egittologia 2026”. ITINERARI, modera Chiara Di Rosa: 17.10, Cristina Alù (Österreichisches Archäologisches Institut Kairo), “Kom Ombo e le rotte dell’oro: esplorazione e sfruttamento del Deserto Orientale in epoca faraonica”; 17.30, Francesco Missiroli (università di Pisa), “Logistica delle spedizioni e controllo delle rotte desertiche in Bassa Nubia: collegamenti tra Assuan, Wadi el Hudi e Gebel el-Asr nel Medio Regno”.

PROGRAMMA  3 LUGLIO 2026. Alle 9, Anna Consonni: Keynote 2 e visita alla collezione egizia del museo Archeologico nazionale di Firenze (riservata agli speaker). POSTER SESSION, moderano Federica Pancin e Ilaria Davino: 11-30, Tavola rotonda: 12.30, pausa pranzo; 13.50 , riunione + call for bids (riservata agli speaker); 16.20, visita alla mostra “L’Egitto sognato. Giuseppe Parvis ebanista al Cairo” e al Museo Stibbert (riservata agli speaker).

Rovereto. Premi e menzioni al 33.mo RAM film festival: “Il giuramento di Ciriaco” vince il premio Cinema Archeologico e la menzione Archeoblogger, e sfiora il premio RAM film festival del pubblico andato a “I volti dimenticati di Palmira”. Ecco tutti i film premiati

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Il regista Olivier Bourgeois (secondo da sinistra) sul palco del teatro Zandonai presenta il film “Il giuramento di Ciriaco” al pubblico del RAM film festival (foto graziano tavan)

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Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois

Alla 33.ma edizione del RAM film festival di Rovereto il regista Olivier Bourgeois con il suo film “Il giuramento di Ciriaco” ha sfiorato il “triplete”, aggiudicandosi il premio “Cinema archeologico” della giuria tecnica, la menzione speciale “Archeoblogger”, e lasciando il premio del pubblico al film “I volti dimenticati di Palmira” dopo un testa a testa all’ultimo voto. Di certo il patrimonio archeologico siriano, il suo studio, la sua conservazione e la sua salvaguardia ha lasciato un segno profondo nel pubblico che per cinque giorni è venuto al teatro Zandonai per seguire le proiezioni degli oltre sessanta film in concorso al festival roveretano con un focus “Sguardi al femminile” trasversale ai quattro filoni proposti per altrettanti premi: il Cinema archeologico, la Cultura animata, gli Sguardi dal mondo, e l’Italia si racconta. E le molte menzioni aggiunte ai premi ufficiali conferma la qualità dei film in concorso. Ecco tutti i titoli premiati.

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Frame del film “Les visages oubliés de Palmyre. I volti dimenticati di Palmira” di Meyar Al-Roumi

Il premio del pubblico “RAM film festival” 2022 è andato dunque al film francese “Les visages oubliés de Palmyre. I volti dimenticati di Palmira” assegnato dal pubblico in sala attraverso la compilazione di schede-voto. Il film ha ottenuto un punteggio altissimo (9.55 su 10), di poco superiore al secondo classificato “The Oath of Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” (9.51), altrettanto apprezzato.  “Les visages oubliés de Palmyre” del regista Meyar Al-Roumi (Francia, 2020; 83’), prodotto nel 2020 da Un film à la patte, racconta la città leggendaria di Palmira attraverso i volti dei suoi abitanti, rappresentati dai ritratti funerari sparsi nel mondo e ricercati dagli archeologi. Svelando i segreti più intimi di tali sculture, si comprende la natura eccezionale di questa leggendaria città e della sua identità multiculturale.

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Il regista Olivier Bourgeois con il premio Cinema Archeologico e la giuria: da sinistra, Claudia Beretta, coordinatrice RAM film festival; Federica Rinaldi, parco archeologico del Colosseo; il regista; Alessandra Cattoi, direttrice Fondazione museo civico Rovereto; Graziano Tavan, giornalista, archeoblogger; Maria Concetta Parello, parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento (foto fmcr)

Premio “CINEMA ARCHEOLOGICO”. La giuria, composta da Isabella Bossi Fedrigotti, Federica Rinaldi, Maria Concetta Parello e Graziano Tavan, ha assegnato il premio al documentario “The oath of the Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra, 2021; 72’) che racconta come un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali abbia lottato per preservare il patrimonio di reperti archeologici del museo nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Una corsa contro il tempo per mettere in salvo 50mila manufatti in una città assediata, Questa la motivazione: “The oath of the Cyriac / Il giuramento di Ciriaco non è soltanto un appassionante film archeologico ma è anche un drammatico e attuale reportage sulla guerra in Siria, in particolare sulla distruzione di Aleppo e sul rischio della perdita del valore identitario del patrimonio culturale. È infatti sotto i bombardamenti che direttore e dipendenti del museo dell’un tempo meravigliosa città mettono in salvo molte migliaia di reperti: ben consci del fatto che, se quegli oggetti -anche i più piccoli- fossero andati perduti sarebbe andata perduta la memoria e la storia di un popolo”.

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Locandina del film “Medina Azahara, the Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara, la perla perduta di Al-Andalus

La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Medina Azahara. The Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara. La perla perduta di Al-Andalus” di Stephane Bégoin, Thomas Marlier (Francia, 2021; 52’): negli ultimi cinque anni, su questo sito, patrimonio dell’umanità, è stata condotta una campagna di scavi guidata da un team di archeologi europei. Il film svela i segreti di questa città perduta, esplorando l’epoca d’oro della Spagna musulmana. Questa la motivazione: “Con un mix di immagini dello scavo anche ripreso da drone, animazioni, ricostruzioni 3D, interventi degli archeologi, i registi Stéphane Bégoin e Thomas Marlier riescono non solo a raccontare la storia e le ricerche di Medina Azahara, la “Versailles di Al-Andalus”, ma anche a inserirla nel suo contesto storico e quindi nel suo rapporto con le altre grandi città arabe, e al contempo a contestualizzare quanto resta del ricco passato nell’Andalusia di oggi. Il tutto con un linguaggio semplice che riesce ad essere accattivante per lo spettatore”.

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Claudio Artusi legge la motivazione del premio “Cultura animata” al RAM film festival (foto graziano tavan)

Premio “CULTURA ANIMATA”. La giuria, composta da Andrea Artusi, Claudio Tedaldi e Sabrina Zanetti, ha deciso di assegnare il premio al documentario “Treasure / Il tesoro” di Samantha Moore (Regno Unito, 2021; 8’), il racconto di due storie intrecciate: quella di un cacciatore di antichi tesori e quella di un’antica comunità. Questa la motivazione: “Il cortometraggio rappresenta una sintesi esemplare tra racconto, drammaturgia e attinenza sia al tema dell’archeologia che a quello della memoria. Il doppio registro scelto dalla regista, che si alterna tra passato e presente, abbinato a una tecnica raffinata di animazione e una colonna sonora di grande qualità sia dal punto di vista musicale che degli effetti sonori, generano un effetto di coinvolgimento ed empatia con la narrazione che, essendo priva di dialoghi, può essere fruita da spettatori di qualsiasi nazionalità ed estrazione”.

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Claudia Beretta, coordinatrice del RAM film festival, legge la motivazione del premio “Sguardi dal mondo” (foto graziano tavan)

Premio “SGUARDI DAL MONDO”. La giuria, composta da Duccio Canestrini, Emanuele Gerosa e Roberto Cavallini, ha deciso di assegnare il premio al documentario “Osmildo” di Pedro Daldegan (Brasile, 2019; 27’) che racconta di Osmildo, unico superstite del suo villaggio, che lotta per riscattare le origini Kuntawama e la sua madrelingua, i rituali sacri, la medicina tradizionale e la sua terra, proponendo una scuola indigena propria. Questa la motivazione: “Il protagonista Osmildo, un guaritore amazzonico di etnia Kuntanawa, ha con le piante e con la natura un rapporto equilibrato e meraviglioso. Aldilà delle sue doti di fitoterapeuta e di maestro indigeno, la sua figura incarna una lezione storica e antropologica fondamentale: l’importanza di salvaguardare rituali, tradizioni mediche e spirituali che salvano culture e persone. Osmildo è il simbolo vivente della continua resistenza agli spietati predatori di risorse della foresta brasiliana che già decimarono i suoi antenati. Un documentario semplice, profondo e commovente”.

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Frame al film “Jurassic cash”

La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Jurassic cash” di Xavier Lefebvre in collaborazione con Gilles Deiss (Francia, 2021-2022; 52’) che racconta la storia di Big John, lo scheletro del triceratopo più grande del mondo, venduto all’asta nell’ottobre 2021 per 6,6 milioni di euro. Una vendita eccezionale. Questa la motivazione: “Un ottimo film confezionato in maniera accattivante, che spalanca uno scenario poco noto: quello del traffico commerciale di reperti paleontologici. Ma se gli scheletri dei dinosauri vengono venduti all’asta, solo pochi privati milionari possono permettersi di acquistarli. Emerge così la questione etica, anche se un po’ sommessa: è giusto questo commercio che scavalca le istituzioni preposte alla conservazione dei reperti? Quanto vale, anzi, quale tipo di valore ha il patrimonio culturale? Un documentario che ha il merito di farci pensare”.

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Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, legge al motivazione del premio “L’Italia si racconta”

Premio “L’ITALIA SI RACCONTA”. La giuria, composta da Catia Fauci, Sebastiano Luca Insinga e Sara Zanatta, ha deciso di assegnare il premio al documentario “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello (Italia, 2022; 55’) sul rapporto tra la Repubblica di Venezia e i suoi possedimenti terrieri. Nei boschi veneti, friulani e istriani, Venezia trovava il legno indispensabile per costruire le navi da guerra. Per preservare tali materiali, la Serenissima attuò una serie di buone pratiche volte a salvaguardare il territorio, dando luogo anche a un profondo cambiamento di mentalità. Questa la motivazione: “Il documentario mostra Venezia, una delle città più filmate e raccontate, attraverso una lente originale, quella del rapporto tra la Serenissima e i suoi possedimenti di terra. La storia della potenza navale della Repubblica di San Marco collegata alle risorse boschive – l’oro del titolo appunto – si sviluppa in una narrazione coinvolgente, visivamente coerente, ben confezionata per ritmo e utilizzo dei materiali, originali e di repertorio, che lascia aperta una riflessione sui problemi ambientali del nostro tempo”.

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Frame del film “Pupus” di Miriam Cossu Sparagano Ferraye

La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al documentario “Pupus” di Miriam Cossu Sparagano Ferraye, (Italia, 2021; 32’) girato a Borgo Vecchio di Palermo, nel grande universo dell’Opera dei Pupi di tradizione siciliana, nel piccolo teatro-laboratorio della famiglia Mancuso. Questa è la motivazione: “Il documentario utilizza con abilità gli ingredienti del genere osservazionale e racconta una tradizione lavorativa quasi scomparsa, quella dei pupari, attraverso il rapporto padre-figlio. Il piccolo teatro-laboratorio di famiglia diventa lo spazio, a tratti poetico, di un’iniziazione: la fantasia dell’infanzia trova linfa nelle gesta cavalleresche tramandate oralmente e assorbe i trucchi di un futuro mestiere”.

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Valentina Poli, della giuria di CinemA.Mo.Re, legge la menzione speciale (foto graziano tavan)

Menzione speciale “CINEMAMORE”. La giuria, composta da Valentina Poli, Miro Forti, Andrea Morghen, in collaborazione con Trento Film Festival e Religion Today Filmfestival, ha deciso di assegnare la menzione per l’edizione del RAM film festival 2022, al documentario “Maathani” di Amit Goyal (India, 2022; 13’) che racconta l’antica e tradizionale arte della ceramica, rivelando il processo di creazione dei vasi di terracotta da parte dei “Kumhar”, o ceramisti, del villaggio di Theekarda, nello stato indiano del Rajasthan. Questa la motivazione: “Il breve documentario indiano “Maathani” ha il pregio di far parlare le immagini: gesti, mani, strumenti che danno il senso del ritmo della produzione di vasi, dello svago, della vita quotidiana, tra passato e presente, e che scandiscono anche il passo della narrazione. Un documentario indipendente, che unisce la qualità sincera del documentario osservativo a immagini evocative”.

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Frame del film “Mamody, the last baobab digger” di Cyrille Cornu

La giuria ha deciso di assegnare una menzione al documentario “Mamody. The last baobab digger” di Cyrille Cornu (Francia, 2022; 52’) ambientato sull’altopiano di Mahafaly, nel sud-ovest del Madagascar, una terra estremamente arida, dove gli abitanti del piccolo villaggio di Ampotaka hanno trovato una soluzione unica per immagazzinare l’acqua. Questa la motivazione: “Un tema importante, che sta diventando urgente anche alle nostre latitudini: l’acqua, come bene da preservare e tutelare. Nel film francese di Cyrille Cornu, uomini e donne della tribù di Ampotaka in Madagascar lottano contro la siccità tra riti pagani, natura e tradizioni. In un film di ottima qualità tecnica, affascinano il contesto e lo spessore umano delle donne e degli uomini del villaggio”.

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Il regista Olivier Bourgeois con Antonia Falcone coordinatrice gruppo Archeoblogger (foto graziano tavan)

Menzione speciale “ARCHEOBLOGGER”. La giuria, composta da Giovanna Baldasarre, Giovina Caldarola, Marta Coccoluto, Andrea Bellotti, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra, ha assegnato la menzione al documentario “The oath of the Cyriac. Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois, con questa motivazione: “La follia della guerra e la necessità della tutela del patrimonio archeologico. The Oath of Cyriac parla di tutto questo, ma soprattutto del coraggio di non arrendersi di fronte a quello che la guerra porta con sé e sembra apparentemente inevitabile: la distruzione. Una docufiction coinvolgente, appassionante, emozionale che integra in modo puntuale ricostruzione cinematografica e verità storica. E lo fa su temi di attualità con protagonisti coloro che hanno vissuto sulla propria pelle la paura di non farcela e che invece alla fine, oltre ad avercela fatta, sono riusciti e reinterpretare in prima persona la ricostruzione di quegli attimi, regalando a noi spettatori momenti di grande commozione ed empatia. Il tema affrontato dal film è trasversale e contemporaneo, è una testimonianza importante della drammatica situazione del patrimonio culturale nei paesi devastati dalla guerra, dove spesso sono le persone comuni a trasformarsi in eroi, loro malgrado. E dove ad essere distrutti con il patrimonio archeologico sono la memoria, la storia, l’identità. The Oath of Cyriac ci parla di patrimonio in pericolo, di tutela, di preoccupazione per il presente e il futuro, di vocazione al lavoro e di ineluttabilità: nessuno dei protagonisti avrebbe potuto fare altro che salvaguardare la propria storia. Ma soprattutto interroga ognuno di noi sul senso di appartenenza e di comunità: cosa avrei fatto io, cosa avresti fatto tu, cosa avremmo fatto noi, cosa avreste fatto voi al posto di Ahmad, Amir, Desbina, Mahamun, Mohamad, Khaled e Nawrouz?”.

Dai segreti della Grande Piramide a quelli della Tomba di Tutankhamon: la 29.ma rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto apre nel segno dell’Antico Egitto

I misteri della Grande Piramide al centro del film di Florence Tran alla Rassegna internazionale del cinema di Rovereto

Il nuovo logo della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

Cosa nasconde la tomba di Tutankhamon, scoperta nel 1922 nella valle dei Re da Howard Carter? La risposta alla 29.ma rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto che apre martedì 2 ottobre 2018 nel segno dell’Antico Egitto, grande protagonista del pomeriggio al teatro Zandonai. Alle 15, si inizia con la proiezione del film “La storia dimenticata degli Swahili” (Francia, 2017, 26’), girato in Tanzania, cui seguono due interessanti produzioni italiane, una su un’innovativa tecnica di restauro, dal titolo “Risvegli – il restauro dei Beni culturali nascosti” (Italia, 2017, 23’), e l’altra “La rosa dello sciamano” (Italia, 2018, 3’), che presenta un breve cartoon sulle incisioni rupestri della Val Camonica. Quindi il sipario si apre sull’Egitto con il documentario francese “Misteriose scoperte nella grande piramide” che introduce il tema del successivo incontro, e cioè la ricerca della missione archeologica autorizzata nel 2017, per la prima volta dopo trent’anni – all’interno della grande piramide di Giza per scoprire con le più moderne tecnologie spazi segreti ancora inesplorati. Il film “Mysterious Discoveries in the Great Pyramid / Misteriose scoperte nella Grande Piramide” di Florence Tran (Francia, 2017, 85’) parla infatti della grande Piramide di Giza, l’unica delle sette meraviglie oggi sopravvissute, dove alla fine del 2017 un team multidisciplinare di scienziati – autorizzato dal governo egiziano per la prima volta dopo 30 anni – mette in campo le più moderne tecnologie e scopre misteriose cavità nella Grande Piramide.

La famosa maschera di Tutankhamon e il pugnale in ferro trovato avvolto tra le bende della mummia del faraone bambino

Il prof. Francesco Porcelli del Politecnico di Torino

Dai segreti della Grande Piramide a quelli della tomba di Tutankhamon. Alle 17.45 infatti Francesco Porcelli, professore del politecnico di Torino, intratterrà il pubblico su “Archeo-fisica del terzo millennio: il progetto Luxor Valle dei Re”, insieme a Marco Cattaneo direttore di National Geographic, media partner della manifestazione, e Mattia Mancini, archeologo e blogger. Seguirà nella sala bar del teatro un aperitivo con i protagonisti della conversazione, dove si potranno porre domande agli esperti in un ambiente informale. Il prof. Porcelli segue tematiche dell’Antico Egitto dal 2007, quando è stato nominato Attaché Scientifico presso l’ambasciata italiana in Egitto, posizione che ha ricoperto fino al 2015. Rientrato al Politecnico di Torino nel luglio 2015, ha iniziato una nuova linea di ricerca sulle Tecnologie Applicate ai Beni Culturali. Tra i risultati principali conseguiti in questo settore, ha fatto parte del team che ha dimostrato, sulla base di misure di fluorescenza a raggi-X, l’origine meteoritica della lama di ferro della spada di Tutankhamon. Nel 2017 ha ricevuto l’incarico da parte del ministero delle Antichità egiziano di condurre il terzo radar scan della Tomba di Tutankhamon, al fine di dirimere una controversia riguardo la presunta presenza di camere nascoste dietro le pareti della camera funeraria, da alcuni ipotizzate come la dimora della regina Nefertiti. Il terzo radar scan è inserito nell’ambito di un più ampio progetto, intitolato “La mappatura geofisica completa della Valle dei Re”. Tema oggetto della conversazione alla rassegna del cinema archeologico di Rovereto.

La locandina del film “Peau d’ane” di Jacques Demy

La rassegna e le scuole. Il programma al teatro Zandonai di Rovereto si apre alle 9.30 di martedì 2 ottobre 2018 con una mattinata che vede protagonista la scuola – ma anche aperta al pubblico – sull’interessante tema del linguaggio del documentario, e in particolar modo del documentario archeologico, oltre che sulla complessità della traduzione in italiano dei film in rassegna. Dopo una breve introduzione del progetto svolto dai ragazzi del liceo Maffei di Riva del Garda che si sono cimentati nella traduzione dei film, sarà proiettato il bellissimo film su cui gli studenti hanno lavorato “Peau d’Ane. Sottopelle. La favola in superficie” un documentario che torna sul set del famosissimo film “pelle d’asino” di Jacques Demy con Catherine Deneauve e lo indaga come in un vero scavo archeologico per recuperare le tracce originali del set.

Dal film “Panormos” di Gerhard Lampe

In serata, a partire dalle 20.45, protagonista il film “Gutemberg, l’avventura della stampa” (Francia/Austria, 2016, 86’), coproduzione franco-austriaca splendidamente realizzata, che ripercorre, attraverso testimonianze di esperti e inserti di fiction, la storia di una delle invenzioni che ha rivoluzionato il modo di comunicare dell’umanità. A seguire, un interessante documentario tedesco, “Panormos” (Germania, 2017, 44), su una necropoli del VII-VI secolo a.C., ritrovata presso un sito ancora poco conosciuto sulla penisola di Mileto nell’ambito di un progetto di ricerca dell’università di Halle Wittemberg in collaborazione con il Museo di Mileto e l’istituto archeologico tedesco. L’ingresso a tutte le attività è gratuito.

XXIX rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto: 35 film che spaziano dalla preistoria all’Egitto, dalla Grecia a Roma al Medioevo, dalle civiltà africane all’Isola di Pasqua. Conversazioni con protagonisti dell’archeologia che poi incontrano il pubblico anche in aperitivi informali. La rassegna in città: incontri con gli autori nelle librerie. Percorsi e degustazioni guidati

Il manifesto della 29.ma edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto 2018

Il film “L’Ile de Paques, l’heure des verites” di Thibaud Marchand

“Sono tantissimi gli argomenti toccati dai 35 film in concorso nella XXIX Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto”, sintetizza Barbara Maurina, conservatrice per l’Archeologia, supervisore scientifico della rassegna. “Alto l’interesse per le origini dell’uomo e la preistoria, per l’Egitto e i suoi grandi monumenti, per le civiltà fiorite nel Mediterraneo, per Grecia, Roma, per il Medioevo e i suoi castelli, per le civiltà africane, per i Rapa Nui e l’Isola di Pasqua, oltre a produzioni curiose sulle origini della musica e della stampa, su personaggi storici particolari e interessanti come Matilde di Canossa, l’archeologo Winckelmann o Pia Laviosa Zambotti. Ma la Rassegna – continua – sarà molto più dei film. Gli incontri con i protagonisti di quest’anno propongono argomenti che vanno dalle origini dell’uomo, all’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito archeologico per effettuare nuove scoperte perfino nelle straordinarie tombe dei Faraoni egizi, al mercato nero di reperti che ha superato il traffico d’armi per volume d’affari. Non mancherà un incontro in memoria del grande documentarista italiano Folco Quilici, che verrà ricordato grazie all’intervento del figlio Brando. Gli incontri saranno moderati da giornalisti, archeologi, blogger, e – grande novità – alla fine delle conversazioni con #dachepulpito “aperitivo informale con i protagonisti” le domande il pubblico le potrà fare a tu per tu, incontrando gli ospiti nella sala bar del teatro, dove sarà possibile sciogliere qualche curiosità sugli argomenti proposti in un ambiente informale e amichevole”.

Il film “Mysterious Discoveries in the Great Pyramid / Misteriose scoperte nella Grande Piramide” di Florence Tran

Il prof. Francesco Porcelli

Focus sull’Egitto. Martedì 2 ottobre 2018, nel pomeriggio, il film “Mysterious Discoveries in the Great Pyramid / Misteriose scoperte nella Grande Piramide” di Florence Tran (Francia, 2017, 85′). La grande Piramide di Giza è l’unica delle sette meraviglie oggi sopravvissute. Alla fine del 2017, un team multidisciplinare di scienziati autorizzato dal governo egiziano per la prima volta dopo 30 anni, mette in campo le più moderne tecnologie e scopre misteriose cavità nella Grande Piramide. “Non poteva mancare la terra dei faraoni con un film sulle più recenti tecnologie applicate all’archeologia”, spiega Maurina, “cui seguirà, alle 17.45, la conversazione con Francesco Porcelli, professore al DISAT Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino al quale è stato affidato l’incarico da parte del ministero delle Antichità egiziano di verificare la presenza di un corridoio che dalla tomba di Tutankhamon avrebbe dovuto portare alla tomba di Nefertiti. Il professore parlerà di “Archeo-fisica nel terzo millennio. Il progetto Luxor-Valle dei re” insieme a Marco Cattaneo, direttore di National Geographic e Mattia Mancini, archeologo e blogger.

“La passeggiata del cavallo i Troia” affrescata da Giandomenico Tiepolo nella seconda metà del XVIII secolo nella villa di famiglia a Zianigo nella terraferma veneziana

L’archeologo navale Francesco Tiboni

Focus sulla Grecia. Mercoledì 3 ottobre 2018, il film “Crète, le mythe du labyrinthe / Creta, il mito del labirinto” di Agnès Molia (Francia, 2017, 26′). L’archeologo Peter Eeckhout, nella fortunata serie francese «Inchieste archeologiche», accompagna gli spettatori al centro del Mediterraneo, a Creta, che fu la culla, tra il 3000 e il 1400 a.C., della prima grande civiltà del mondo greco, particolarmente avanzata: la civiltà Minoica. “Il film rientra in una produzione più ampia che presenta inchieste di archeologia alla ricerca di nuovi siti e di recenti scoperte archeologiche. E di una “scoperta” tratta la conversazione alle 17.45 con Francesco Tiboni, archeologo terrestre, subacqueo e navale, docteur de l’Université Aix-Marseille I e presidente di ATENA CuMaNa dell’università di Genova, che metterà in discussione la veridicità dello stratagemma del cavallo per la risoluzione della guerra di Troia nell’incontro “La presa di Troia. Un inganno venuto dal mare. Perché Omero non parlò mai di un cavallo” insieme a Graziano Tavan, giornalista e curatore dell’archeoblog archeologiavocidalpassato.

Il film “Le fils de Neanderthal. Il figlio dei Neanderthal” di Jacques Mitsch

Il paleoantropologo Giorgio Manzi

Focus dell’Uomo di Neanderthal. Mercoledì 3 ottobre 2018, alla sera, il film “Le fils de Neandertal / Il figlio dei Neandertal” di Jacques Mitsch (Francia, 2017, 52′). L’Homo sapiens ha veramente soppiantato i Neandertal? È quello che si credeva fino alla scoperta di una strana sepoltura. Per mesi paletnologi, paleoantropologi e genetisti hanno lavorato per scoprirne i segreti in un grande viaggio immaginario sulle tracce del più incredibile dei nostri antenati. E giovedì 4 ottobre 2018, alla sera, il film “Qui a tué Neandertal? / Chi ha ucciso i Neandertal?” di Thomas Cirotteau (Francia, 2017, 90′). 350.000 anni fa, i Neandertal dominavano il mondo e gli animali, adattandosi all’ambiente difficile, e sviluppando abilità ed elementi culturali propri. La loro scomparsa 30.000 anni fa rimane un mistero. Tra le ipotesi: genocidio, epidemie, cambiamenti climatici, diluizione genetica. Il docudrama cerca di risolvere l’enigma. “Sul tema si inserisce la conversazione di giovedì 4 ottobre 2018, alle 17.45, con Giorgio Manzi, paleoantropologo e divulgatore, professore al dipartimento di Biologia ambientale dell’università La Sapienza di Roma”. Si parlerà di “Qualcosa di molto speciale: come e quando siamo diventati umani” insieme a Marco Perinelli, archeologo e giornalista, e Antonia Falcone, archeologa e blogger.

Folco Quilici, grande documentarista, divulgatore scientifico, scrittore e ambientalista

Il cinema di Folco Quilici. Venerdì 5 ottobre 2018, alle 17.45, “Brando Quilici, regista e documentarista, insieme ad Andrea M. Steiner, direttore della rivista Archeo, consegneranno al pubblico il ricordo del grande Folco Quilici, ospite di numerose edizioni del nostro festival”. Durante l’incontro sarà proiettato il film “Hierapolis” di Folco Quilici (Italia, 2008, 28’). Pamukkale, ovvero “Castello di cotone”, è un sito nella valle del Meandro dove l’acqua forma straordinarie formazioni di calcare, bianche come il frutto del cotone. Su questo scenario grandioso, tornano alla luce i resti dell’antica Hierapolis, città greca, romana e cristiana.

La giornalista della Rai Valeria Ferrante affronta il tema del mercato nero di reperti archeologici

La grande razzia. Per finire, sabato 6 ottobre 2018, alle 17.30, con Valeria Ferrante, giornalista e reporter, si affronterà il tema scottante della “Grande razzia” ovvero il furto e il mercato nero di reperti archeologici in Italia, insieme a Rocco Cerone, giornalista e segretario Assostampa del Trentino-Alto Adige. Valeria Ferrante collabora con inchieste e video-reportage a diversi programmi TV, e con Repubblica. Nel 2017 ha vinto il premio giornalistico Giustolisi “Giustizia e verità”. La sua è una testimonianza sul furto e il traffico illecito di beni culturali e opere d’arte, il cui volume d’affari criminali ha superato quello del traffico d’armi.

 

Il libro “Ötzi The Iceman. Der Mann aus dem Eis” di Armin Barducci e Eleonora Suri Bovo

Il libro “Iron Towns” di Anthony Cartwright

La Rassegna va in città. Ma la novità forse più grande è quella di voler far vivere il festival non solo a teatro e nella sala cinematografica, ma anche in città. Oltre alla nuova formula degli aperitivi coi protagonisti al termine delle conversazioni, con vino offerto da Cantine Vivallis, la Rassegna si sposta infatti al di fuori del cinema con “Rassegnaincittà” e offre eventi organizzati in collaborazione con diversi partner: ci saranno presentazioni di libri a cura delle librerie Arcadia (sabato 6 ottobre 2018, alle 19, presentazione del libro di Anthony Cartwright “Iron towns. Città di ferro” con la presenza dell’autore) e Piccoloblu (mercoledì 3 ottobre 2018, alle 17.30, incontro per bambini e ragazzi dagli 8 ai 12 anni con Armin Barducci e Eleonora Suri Bovo, autori e fumettisti del libro “Ötzi The Iceman. Der Mann aus dem Eis. / L’uomo venuto dal ghiaccio”; venerdì 5 ottobre 2018, “L’archeologia animata”, proiezioni di cartoni animati a tema per bambini dai 4 ai 7 anni alle 17, e per ragazzi dagli 8 ai 12 anni alle 18); un percorso guidato con degustazione al Museo del Caffé Bontadi (mercoledì 3 ottobre 2018, “L’arte del caffè”, alle 14); un percorso con degustazione “Sulle rotte del cioccolato” all’eno-cioccoteca Exquisita (venerdì 5 ottobre 2018, alle 14, lezione con degustazione guidato). Nella mattinata finale del festival, sabato 6 ottobre 2018, alle 11.15, sarà anche presentata, questa volta nella sala bar del teatro, una pralina appositamente creata da Exquisita in esclusiva per la Rassegna, che ne descriverà l’essenza attraverso il cioccolato e che si potrà degustare in anteprima.

Musicarivafestival porta lo spettacolo “Sinfonia della storia. Musica e immagini archeologiche”

Serata finale con premiazioni. Tra le novità anche lo spettacolo della serata finale (6 ottobre, alle 21): quest’anno c’è la collaborazione con il MusicaRivaFestival, grazie al sostegno della Fondazione Caritro, per uno spettacolo che unisce l’archeologia e la musica: “La sinfonia della storia”, musica e immagini archeologiche. Il concerto del Milano Saxophone Quartet, quartetto composto da quattro giovani musicisti che ha già suonato in tutto il mondo, sarà infatti accompagnato da immagini tratte dai film dell’archivio della Rassegna. Quindi si chiude con la cerimonia di premiazione. Gli spettatori avranno la possibilità di attribuire, con votazioni giornaliere, il premio Città di Rovereto al film più gradito dal pubblico. Verranno poi attribuite la menzione speciale CinemAMoRe, insieme a Trento Film Festival di Trento e Religion Today Filmfestival, e la menzione speciale Archeoblogger, attribuita da una giuria formata da alcuni dei più seguiti blogger di archeologia italiani.

(2 – fine; il precedente post è stato pubblicato il 10 settembre 2018)