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La Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto porta i film in Sicilia nella prima edizione di “Percorsi nel Cinema archeologico” di Castellammare del Golfo (Tp) dal titolo “La Sicilia dai Fenici ai Greci ai Romani”

A Castellammare del Golfo (Tp) la prima edizione di “Percorsi nel Cinema archeologico”

Il tema scelto per la prima edizione della rassegna siciliana “Percorsi nel Cinema archeologico” a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, è ambizioso e intrigante: “La Sicilia dai Fenici ai Greci ai Romani. Storia e identità di un’isola nel cuore del mediterraneo”. La manifestazione, organizzata dall’associazione SiciliAntica, rientra nel programma di promozione del film archeologico curata dalla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. Il team della Rassegna roveretana in queste settimane è in piena attività per la selezione dei documentari più interessanti e nuovi da inserire nel programma che sarà proposto al pubblico dal 2 al 6 ottobre 2018. Moltissime le iscrizioni arrivate da tutto il mondo per partecipare al concorso. Ma in questo periodo di lavoro “dietro le quinte”, l’opera di divulgazione e di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il cinema prosegue con una serie di istituzioni illustri che ne richiedono la collaborazione. I film proposti nei programmi sono selezionati dallo staff della Fondazione attingendo al ricco archivio (oltre 4000 film) dell’Istituzione.

L’archeologo roveretano Paolo Orsi “protagonista” della prima edizione di “Percorsi nel cinema archeologico” a Castellammare del Golfo

Dopo gli appuntamenti di Belgrado dal 22 al 29 marzo 2018 con la XIX Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Belgrado, realizzata in collaborazione con il museo nazionale e l’Istituto italiano di Cultura della capitale serba; e di Torino il 29 maggio 2018 con i XVII Incontri con il Cinema archeologico 2018 su “Le Grandi Civiltà del Mediterraneo”, organizzati dall’associazione Amici del Museo di Antichità di Torino (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/05/27/alle-grandi-civilta-del-mediterraneo-e-dedicata-la-17-ma-edizione-degli-incontri-con-il-cinema-archeologico-con-otto-film-selezionati-dalla-rassegna-internazionale/). La Rassegna roveretana, l’8 e il 9 giugno 2018, sbarca in Sicilia, a Castellammare del Golfo (Tp) per la prima edizione della manifestazione “Percorsi nel Cinema Archeologico”. “Oltre a un’occasione di valorizzazione del proprio patrimonio cinematografico”, spiegano alla fondazione Museo civico di Rovereto, “tali eventi sono significativi perché testimoniano una solida rete di collaborazioni in Italia e all’estero, elementi che contraddistinguono una delle manifestazioni di punta promosse dal Museo Civico, non solo per la città di Rovereto ma anche per pubblici ed esperti a livello nazionale”.

Il castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo sede dei Percorsi nel Cinema archeologico

Appuntamento dunque venerdì 8 e sabato 9 giugno 2018 al castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo. Si inizia venerdì 8 alle 16.30 con i saluti delle autorità. Intervengono Gianfranco Turano, presidente della sezione di Castellammare dell’associazione SiciliAntica; Simona Modeo, presidente regionale di SiciliAntica; Giovanni Laezza, presidente della fondazione Museo civico di Rovereto; Alessandra Cattoi, direttore della fondazione Mcr. Seguirà la presentazione dei filmati in programma a cura di Maurizio Battisti della fondazione Mcr. I filmati, tutti dell’archivio della fondazione Mcr, sono stati selezionati da Barbara Maurina. Il coordinamento delle edizioni italiane e delle traduzioni è a cura di Claudia Beretta, mentre le edizioni video sono della Sirio Film. Nel pomeriggio di venerdì 8 sono in cartellone tre film: “Paolo Orsi, una vita per l’archeologia” di C. Pacher (1990), “Siracusa 3D reborn” di F. Gabellone (2013), e “Agrigentum, storia e archeologia della città romana” di M. Corrieri e GC. Sanfilippo (2015). Le proiezioni riprendono sabato 9 giugno, sempre alle 16.30. In programma: “Oltre Selinunte” di S. Cuccia (2006), “Alla ricerca di Segesta” di S. Scerrino (1996), “Mozia Terra Fenicia” di A. Lesi (2010).

Cinema al Museo: ogni domenica il meglio dei film della XXVIII rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto. La fondazione museo civico già al lavoro per l’edizione 2018

“Cinema al Museo” con i film della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

La rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto numero 28 va in archivio, e la fondazione Museo civico già è al lavoro per “immaginare e costruire” l’edizione numero 29. Intanto la Rassegna lancia “Cinema al Museo”: le domeniche dal 5 novembre 2017 al 28 gennaio 2018 con i film della rassegna internazionale del cinema archeologico. A grande richiesta nella sala Fortunato Zeni del Museo in Borgo Santa Caterina a Rovereto, verranno proiettati i film più graditi al pubblico della 28ma rassegna: Gengis Khan, Annibale, Eratostene, i segreti dell’Isola di Pasqua, dei Balenieri baschi, delle linee di Nazca, del castello di Chambord, di Persepoli, di Oetzi, animeranno le domeniche per gli appassionati di archeologia e di cinema alla Fondazione Museo civico di Rovereto. I documentari più spettacolari, i più interessanti, quelli che hanno incuriosito maggiormente il pubblico di appassionati ottenendo voti molto alti sulle schede di valutazione consegnate agli spettatori nel corso della manifestazione verranno riproposti la domenica pomeriggio alle 15.30. Un’occasione da non perdere per chi non li avesse visti nel corso della normale programmazione della Rassegna o per chi li ha avesse particolarmente apprezzati e volesse rivederli. I filmati provengono da nove nazioni diverse, da grandi produzioni internazionali o da piccoli produttori indipendenti, che hanno però in comune una qualità fuori dall’ordinario. I film verranno proposti nell’edizione italiana curata dallo staff della Fondazione Museo Civico di Rovereto. L’attività è compresa nel costo del biglietto d’ingresso al museo (5 euro); è possibile richiedere in biglietteria il coupon cumulativo che permette la visione di cinque film al costo ridotto di 15 euro.

Frame del film “La tomba di Gengis Khan, il segreto rivelato”

Si comincia domenica 5 novembre 2017, alle 15.30, con il film “La tomba di Gengis Khan, il segreto rivelato” di Cédric Robion (90′, Francia, 2016), menzione speciale della Giuria Internazionale della Rassegna. Sin dal XIII secolo generazioni di esploratori, scienziati e storici sono affascinati dal mistero della tomba di Genghis Khan, il più grande conquistatore della storia, nascosta da qualche parte in Mongolia. Otto secoli dopo la sua morte, un team francese ha studiato antichi testi segreti e riti funebri per scoprirlo. Gli indizi conducono a una zona sacra, “il selvaggio Nord”. Le nuove tecnologie hanno consentito la localizzazione della tomba senza toccare la terra con una pala. Gli altri appuntamenti. Domenica 12 novembre, “Eratosthenes (Eratostene)” di Kostas Vakkas (34’, Grecia, 2015). Domenica 19 novembre, “Annibale al Trasimeno” di Luca Palma (46′, Italia, 2009). Domenica 26 novembre, “Bajo la duna (Sotto alla duna)” di Domingo Mancheño Sagrario (50′, Grecia, 2016). Domenica 3 dicembre, “Enquêtes Archéologiques – Île de Pâques: Le grand Tabou (Inchieste archeologiche – Isola di Pasqua: il grande tabù)” di Agnès Molia e Thibaud Marchand (26′, Francia, 2016). Domenica 10 dicembre, “Tecnologia mineira romana – o ouro de Tresminas / The roman mining technology – the gold of Tresminas (Tecnologia mineraria – l’oro di Tresminas)” di Rui Pedro Lamy (19′, Portogallo, 2015). Domenica 17 dicembre, “Sensationsfund in Brasilien. Die ersten Amerikaner (Sensazionale scoperta in Brasile. I primi americani)” di Peter Prestel e Saskia Weisheit (43′, Germania, 2016). Domenica 24 dicembre, “Az, Branko pridivkom Fučić (Nome Branko, cognome Fučić)” di Bernardin Modric (35′, Croazia, 2016). Domenica 31 dicembre, “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)” di Bonnie Brennan (53′, Usa, 2016). Domenica 7 gennaio 2018, “Chambord, le chateau, le roi et l’architecture (Chambord, il castello, il re e l’architettura)” di Marc Jampolsky (90′, Francia, 2015). Domenica 14 gennaio, “Les secrets des lignes de Nazca (Inchieste archeologiche – I segreti delle linee di Nazca)” di Agnès Molia e Jacques Plaisant (26′, Francia, 2016). Domenica 21 gennaio, “Persepolis, le paradis perse. Enquêtes archéologique (Persepoli, il paradiso persiano. Indagini archeologiche)” di Agnès Molia e Raphaël Licandro (26′, Francia, 2016). Domenica 28 gennaio, “La Pompei britannique de l’âge du Bronze (La Pompei britannica dell’Età del Bronzo)” di Sarah Jobling (69′, Francia, 2016).

La Fondazione Museo Civico di Rovereto promuove la Rassegna internazionale del cinema archeologico

Rassegna 2018. La squadra di lavoro vede grosse novità ma anche molte conferme: la Rassegna numero 29 vedrò un nuovo direttore, Alessandra Cattoi, che succede a Dario di Blasi. Laureata in storia all’Università di Bologna e giornalista professionista, ha svolto il suo percorso professionale all’estero e in Italia principalmente nel settore della comunicazione istituzionale e degli eventi. Lavorerà nel team della Rassegna Internazionale del cinema archeologico, occupandosi principalmente di coordinare il lavoro a livello gestionale e allo stesso tempo di ampliare le reti di collaborazione con altre realtà culturali sia in Italia che in Europa. Confermata nella responsabilità scientifica della manifestazione Barbara Maurina, responsabile della sezione archeologica della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Fiducia confermata anche al resto del team: per il supporto nella parte archeologica Maurizio Battisti, per la cura degli aspetti prettamente cinematografici e i contatti con le produzioni e la stampa Claudia Beretta, Valentina Poli quale social media manager ed Eleonora Zen come web master. Alla segreteria organizzativa, Francesca Maffei e Valentina Bisoffi, con il supporto tecnico di Marco Nave. Non cambierà la mission della Rassegna, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale mondiale, insieme all’arricchimento dell’archivio cinematografico della Fondazione, una vera e propria collezione di documenti unici sulla storia e l’archeologia internazionale. Si useranno tutti i possibili linguaggi – anche i più innovativi – della divulgazione scientifica, quali gli incontri, gli audiovisivi, il 3D, e il web per raggiungere target sempre nuovi. “La rassegna è un fiore all’occhiello che vogliamo continuare a valorizzare e il buon risultato dell’edizione che si è appena conclusa ci dà ragione e ci motiva a dare sempre il meglio”, sottolinea Giovanni Laezza, presidente della Fondazione. “Ci auguriamo che i cambiamenti che stiamo mettendo in campo contribuiscano ad allargare ancora di più gli orizzonti di un evento culturale che ha tutte le carte in regola per essere apprezzato in regione, in Italia e anche al di fuori dei nostri confini nazionali”.