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Rovereto. Il 37mo RAM film festival chiude con oltre 3.300 presenze complessive tra proiezioni, incontri ed eventi diffusi (+ 8% rispetto all’anno precedente): i numeri confermano la soddisfazione espressa “a caldo” dalla direttrice Alessandra Cattoi ad “archeologiavocidalpassato.com”. Appuntamento all’autunno 2027

Il grande manifesto del RAM film festival lungo corso Bettini a Rovereto (foto fmcr)

La soddisfazione espressa “a caldo” da Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico di Rovereto, per il successo della 37ma edizione del RAM film festival dedicata al tema “Sguardi sulla città” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2026/10/12/rovereto-la-direttrice-alessandra-cattoi-fa-un-bilancio-del-37mo-ram-film-festival-ed-ecco-tutti-i-film-premiati-nelledizione-2026/) è ora confermato dai numeri: il RAM film festival 2026 va in archivio con un bilancio decisamente positivo e in netta crescita. La 37ª edizione ha fatto segnare oltre 3.300 presenze complessive tra proiezioni, incontri ed eventi diffusi, registrando un incremento superiore all’8% rispetto all’anno precedente, a dimostrazione che la riflessione sulla “comunità urbana” attraverso il cinema e l’archeologia hanno saputo parlare al presente. Dal 7 all’11 ottobre, Rovereto è diventata il crocevia del cinema dedicato al patrimonio culturale con particolare attenzione alle città, tra passato e futuro: 90 film provenienti da 35 Paesi, di cui ben 42 anteprime nazionali o internazionali e 18 opere dedicate al tema delle città. A completare la manifestazione si sono aggiunti 6 incontri di approfondimento, 3 matinée per le scuole, 2 eventi speciali con ospiti d’eccezione, 2 masterclass, 8 proposte tra musei e territorio e 17 ospiti internazionali. Il RAM film festival dà l’appuntamento al pubblico per la 38ª edizione, in programma nell’autunno 2027.

Teatro Zandonai gremito per la quarta serata del 37mo RAM film festival (foto graziano tavan)

Un po’ di numeri. Oltre alla partecipazione nutrita nelle sale e nella programmazione cinematografica Fulldome, RAM X e Officina RAM, la risposta del pubblico ha premiato l’intera offerta del palinsesto. Teatri pieni per le serate evento: Il Teatro Zandonai ha registrato quasi 900 presenze per i tre grandi appuntamenti serali (la fiction Lady Nazca, lo spettacolo Di isole e di città con Giuseppe Cederna e il tributo a Valentino Braitenberg). Il cinema al centro: 42 le anteprime portate al festival, con la partecipazione diretta di 27 tra registi e produttori. Scuole e territorio: il programma CINEMaSCUOLA ha coinvolto 882 tra studenti e insegnanti, mentre le uscite di “Festival in città” hanno registrato 132 partecipanti. Incontri informali: 350 presenze per gli Aperitivi al Bistrot e le colazioni di Buongiorno RAM.

Rovereto. La direttrice Alessandra Cattoi fa un bilancio del 37mo RAM film festival. Ed ecco tutti i film premiati nell’edizione 2026

Con la proclamazione del film vincitore del Premio RAM film festival 2026 assegnato dal pubblico al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas si è ufficialmente conclusa la cinque giorni del 37.mo RAM film festival, organizzato da Fondazione Museo Civico di Rovereto, partner la Fondazione Museo storico del Trentino, con il sostegno di Comune di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Ministero della Cultura, Regione Trentino Alto Adige, ApT di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale AltoGarda Rovereto. Con il contributo di Fondazione Caritro. Media partner la rivista ARCHEO. Il RAM è un ECO-EVENTO del Trentino. In collaborazione con Trentino Film Commission, Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto, MITAG, Mart, La Foresta – Accademia di comunità, Euritmus, Libreria piccoloblu, Exquisita. È quindi tempo di bilanci. Lo fa, per archeologiavocidalpassato.com Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico Rovereto e del RAM film festival.

“Siamo alla fine di questo RAM film festival 2026 e sinceramente posso dire che è stata una bellissima edizione”, assicura Alessandra Cattoi. “Abbiamo avuto la partecipazione di tantissimi registi presenti qui al RAM per presentare il loro film e per parlare con il pubblico. Abbiamo avuto anche tanti appuntamenti molto partecipati e coinvolgenti di esperti che sono venuti da varie parti d’Italia, dalla Sicilia, per parlare delle città, che è il focus del RAM di quest’anno. E abbiamo visto veramente tanto interesse. Ecco questo ci ha fatto capire che il lavoro che facciamo va un po’ al di là della sala cinematografica e può servire a riflettere sull’oggi.

“E un’ultima cosa: – è una novità di quest’anno del RAM – è il dibattito sull’Intelligenza Artificiale. Per la prima volta l’Intelligenza Artificiale è entrata al RAM, soprattutto in alcune parti che riguardava la lavorazione dei film nel doppiaggio e nella traduzione. Ma questo è un vero tema significativo per il futuro del cinema sicuramente, ma anche dei documentari. Ecco quindi un festival che ragiona sul passato e ragiona anche sul presente non può non occuparsi di un tema così urgente, così cruciale anche per il futuro della produzione cinematografica documentale.

“Complessivamente – conclude Cattoi – anche una bella festa con tante persone che dopotutto si sono divertite e sono state insieme positivamente. E quindi anche a livello personale io non posso che essere molto soddisfatta”.

PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. La giuria composta da Angelo Cimarosti, Antonia Falcone, Barbara Maurina e Valentino Nizzo ha assegnato il premio 2026 al film “Athènes, aux origines de la démocratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/Grecia 2026, 53’). Produzione: Yuzu Productions, Merit Motion Pictures, Anemon Productions. Tra scoperte archeologiche e ricostruzioni, si racconta come nell’antica Atene la popolazione comune sfidò re e tiranni inventando la democrazia. Un viaggio nella nascita di un’idea fragile e radicale che ha cambiato per sempre la storia umana.

Proclamazione PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: da sinistra, Valentino Nizzo. Antonia Falcone, Angelo Cimarosti, Barbara Maurina (che legge), Claudia Beretta e Alessandra Cattoi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un film di alto valore educativo e di grande attualità, che con soluzioni filmiche e grafiche accattivanti, dalle rovine dell’Agorà di Atene ci conduce, attraverso le più recenti indagini sul campo e i metodi dell’archeologia sperimentale, alle radici della democrazia e alla scoperta degli antichi sistemi di voto e di sorteggio, mettendo in luce anche i limiti e le contraddizioni dell’esperienza democratica ateniese. Un documentario che a riflettere sul valore imperituro di questa straordinaria conquista che la civiltà greca ci ha trasmesso e che oggi è minacciata e sottoposta a sempre nuove sfide”.

CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: Valentino Nizzo legge la menzione (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato anche una menzione al film “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’). Produzione: Antonio Malfitano, Compagnia delle stringhe. Originale videoclip per la didattica storico-archeologica sull’età del Bronzo. “Una creazione musicale a finalità didattica dedicata all’età del Bronzo, propone uno strumento inedito e originale per veicolare la conoscenza e l’insegnamento della storia antica”.

PREMIO CULTURA ANIMATA. La giuria composta da Andrea Artusi, Manuela Fiori e Andrea Pau Melis, ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione PREMIO CULTYURA ANIMATA 2026: da sinistra, Andrea Pau Melis (che legge), Manuela Fiori e Andrea Artusi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Perizia tecnica e abilità narrativa sono al servizio di un racconto duro eppure ricco di poesia: la ricchezza di trovate, il ritmo e un character design sintetico ed espressivo ci trascinano nella vita vera di Yeh Sheng-Chih, nei paesi dove ha vissuto, tra le persone che l’hanno amato, tra quelli che l’hanno odiato. Nasce così un racconto in cui idealismo, desiderio di giustizia ed esigenza di libertà si mischiano per farsi monito universale contro i soprusi dell’essere umano sull’essere umano”.

MENZIONI. La giuria ha deciso di assegnare anche 2 menzioni: la prima al film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’). Produzione: Atom Art, Maur Film. Attraverso l’animazione con la sabbia, Kafka. Innamorato racconta l’amore tra Franz e Milena, tra distanza, lettere, speranza e le paure più profonde di Kafka. “Menzione speciale per la sintesi tra le parole del poeta e l’animazione giocata su luci e ombre, in cui l’assenza di colore diventa forma, movimento, incanto”.

Simone Pratola premiato con una Menzione nella sezione Cultura Animata (foto graziano tavan)

La seconda al film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’). Produzione: Simone Pratola – Noctu Animation Collective. Tra il fruscio della pineta prendono forma le vite e i destini di chi ha scritto la storia antica d’Italia. “Menzione speciale per la ricerca di una narrazione visiva così stratificata ed elegante da rendere originale il grande classico della storia sospesa tra presente e passato”.

PREMIO TRADIZIONI E CULTURE. La giuria composta da Armando Tomasi, Elisa Cont e Giovanni Laezza ha assegnato il premio 2026 al film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Produzione: Omero su Marte. Metabolé, in greco antico “trasformazione”. Una regista percorre le coste della Puglia seguendo le tracce che il mare conserva, trasforma e restituisce. Il paesaggio rivela memorie e stratificazioni profonde.

Proclamazione PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026: da sinistra, Elisa Cont (che legge) e Giovanni Laezza (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Metabolè è un’opera che, in maniera straordinaria, racconta il ruolo del mar Mediterraneo lungo le coste pugliesi in epoche passate e nella contemporaneità. È un viaggio “per mare” in cui si viene guidati tra reperti archeologici e paesaggi marittimi, incrociando armoniosamente storie del passato e del presente. Il documentario si distingue per l’effetto della sua struttura narrativa: il racconto è caratterizzato da uno stile poetico e nostalgico che si snoda attraverso un ritmo fluente, capace di catturare e mantenere costante l’interesse dello spettatore. Nell’opera emergono l’accuratezza delle fonti, frutto di una ricerca archeologica, storiografica ed etnografica meticolosa, in cui le spiegazioni di una variegata rete di esperti si intrecciano ai racconti ed alle testimonianze degli abitanti di quei luoghi. Testimonianze di esperienze fortemente condivise, che restituiscono la memoria viva di quelle comunità. Dal punto di vista realizzativo, il documentario eccelle per la qualità tecnica delle riprese e dei suoni: fotografia, musiche e sound design ricreano ed enfatizzano paesaggi e narrazioni. Il documentario non si limita a mostrare, ma riesce ad emozionare, a trasmettere il valore inestimabile del mar Mediterraneo, custode del passato e del presente, luogo d’incontro e di costante trasformazione culturale”.

Lorenzo Scaraggi riceve il PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026 per il film “Metabolè” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’). Produzione: ETHNO. Tra le nebbie delle montagne del nord del Portogallo affiorano la storia della terra e la memoria degli uomini. Qui risuonano ancora le preghiere e i canti dei pastori che, sulle orme dei monaci, hanno tracciato i sentieri delle alte quote. “Filhos do vosso amor ci accompagna in un territorio montano in via di abbandono, nel quale i resilienti costituiscono testimonianza vivente di pratiche agricole secolari, ridotte quasi a “fossile etnografico”, e di un approccio quasi intimistico con i saperi tradizionali. Una struttura narrativa convincente e fluida consente di entrare in sintonia con i significati profondi che l’opera intende trasmettere. Tecnicamente molto solido, il lavoro è capace di evocare sentimenti ed emozioni, pur rimanendo nell’alveo di una struttura narrativa tutto sommato tradizionale”.

PREMIO STORIA E MEMORIA. La giuria composta da Daniela Cecchin, Matteo Gentilini e Alessandro Anderloni ha assegnato il premio 2026 al film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’). Produzione: ETHNOS. Geologia, memoria e poesia si intrecciano per raccontare, con i testi del geopoeta Davide Sapienza, la storia della cava di pomice di Lipari e della sua comunità, tra sfruttamento, identità e la sfida di una possibile rinascita sostenibile.

Proclamazione del PREMIKO STORIA E MEMORIA 2026: da sinistra, Daniela Cecchin (che legge), Alessandro Anderloni e Matteo Gentilini (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un’opera che restituisce l’impressionante paesaggio naturale e umano della cava di pomice di Lipari attraverso una raffinata fotografia, una accurata colonna sonora e i puntuali testi di Davide Sapienza che si sposano in armonia con le immagini d’archivio. Il racconto accosta il passato e il presente, la storia e l’attualità attraverso il confronto tra personaggi e fatti con il malinconico fascino che erompe dall’abbandono dei luoghi e delle attrezzature. Un film che induce a riflettere sulla possibile valorizzazione di questo sito di archeologia industriale, in memoria del passato e verso interventi sostenibili, nel rispetto dell’isola e dei suoi abitanti”.

Marco Mensa ed Elisa Mereghetti ricevono il premio Storia e Memoria 2026 per il film “La cava bianca” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Tunnel” di Chih Hao Shen “Taiwan 2026, 15’). Produzione: H2 Films. Distruggiamo, elaboriamo il lutto, ricostruiamo, e poi distruggiamo di nuovo. La Storia non passa mai davvero: rimane in agguato, nascosta nell’ombra del futuro. “Per l’abile intreccio narrativo tra le accattivanti immagini in bianco e nero e la coinvolgente e a tratti inquietante colonna sonora che porta lo spettatore a interrogarsi sul proprio futuro partendo dal passato”.

PREMIO NUOVI SGUARDI. La giuria composta da Valeria Perrone, Matteo Crosina e Matteo Ranzi ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione del PREMIO NUOVI SGUARDI: da sinistra, Matteo Crosina e Valeria Perrone (che legge) (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “La giuria premia Il cuore rischiarato dal cielo di Szu-Teh Li per aver scelto la complessa vicenda umana di Yeh Sheng-Chih, documentata dai suoi diari e culminata nei tragici eventi del 1950, come emblema di una comunità profondamente segnata dalle divisioni sociali e dai conflitti dell’epoca. Attraverso figure stilizzate, fondi pittorici materici e un intreccio di fotografie, filmati e manoscritti, il film trascende la biografia individuale, trasformando la memoria storica in ricerca visiva e restituendo a una memoria taciuta un volto e una voce”.

PREMIO FULLDOME. La giuria composta da Chiara Simoncelli, Luca Ferrario e Andrea Cuoghi ha assegnato il premio 2026 al film “Soul Symphony – The Art of Alex Janvier / Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” di Bernard Duguay, Janvier Gallery (Canada 2026, 23’). Produzione: Janvier Gallery (Janvier Mural and Fine Arts Ltd.), Lucion Media. Un’esperienza immersiva che celebra l’universo creativo di Alex Janvier, pluripremiato maestro dell’arte indigena contemporanea e voce dei popoli originari del Canada.

Chiara Simoncelli proclama il vincitore del PREMIO FULLDOME 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Soul Symphony: The Art of Alex Janvier è un’opera immersiva di grande intensità artistica ed emotiva, che trasforma la cupola in uno spazio aperto, in cui arte, natura e memoria si incontrano e avvolgono lo spettatore. Le opere del pittore indigeno canadese Alex Janvier prendono vita in un’esperienza dove colori, forme astratte e paesaggi si fondono in un linguaggio poetico e universale, che richiama la bellezza e la profondità del cielo stellato. La voce dell’artista guida lo spettatore in una riflessione sulla creatività, sull’identità culturale e sulle ferite del colonialismo. L’originale dialogo tra immagini e suoni tradizionali esalta le potenzialità espressive del cinema fulldome, dando vita a un’esperienza coinvolgente”.

MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER. La giuria composta da Stefania Berutti, Marta Coccoluto, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra ha assegnato il premio 2026 al film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’). Produzione: MyMax Edutainment, Artline Films, Idéacom International. La costruzione della Linea C della metropolitana di Roma si trasforma in un viaggio archeologico che riporta alla luce straordinarie vestigia della città antica, intrecciando ingegneria, storia e ricerca.

Proclamazione della MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER: da sinistra, Antonio Falcone (che legge) ed Eleonora Tomasini (foto graziano tavan)
Massimo My, produttore del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” riceve la menzione speciale Archeoblogger (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Ritmo narrativo, scoperte, temi sociali e d’interesse pubblico, riflessioni sul senso dell’archeologia urbana e sulle sfide connesse: da Roma Sotterranea emergono il rilevo e la straordinarietà della realizzazione della linea Metro C della Capitale. Un progetto complesso sotto i profili tecnico, ingegneristico, logistico e soprattutto archeologico, che dimostra quanto l’archeologia preventiva sia strategica per la pianificazione urbanistica. Come giuria Archeoblogger ci auguriamo che il film da noi premiato non resti nel perimetro dei Festival, ma arrivi alla collettività, così da squarciare il velo di diffidenza che troppo spesso circonda il binomio archeologia-lavori pubblici”.

MENZIONE SPECIALE CINEMAMORE. La giuria composta da Chiara Sandonà per Religion Today Film Festival, Chiara Bruseghini per Trento Film Festival, Eleonora Zen per RAM film festival ha assegnato il premio 2026 al film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’). Produzione: RIFF VIDEO. Il film racconta oltre 30 anni di writing e street art a Bolzano, tra creatività, conflitti e trasformazioni urbane: dalle pratiche nate ai margini, alle tracce che oggi raccontano identità e memoria della città.

Eleonora Zen annuncia il vincitore della menzione speciale CINEMA.MOR.RE 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Film innovativo che, attraverso la storia del writing e della street art a Bolzano, riflette sul rapporto tra arte, spazio urbano e identità, in un territorio di confine dalla forte dimensione multiculturale. La corrente da manifestazione di dissenso è cresciuta fino a diventare linguaggio identitario, declinato nei suoi molteplici aspetti di street art, arredo urbano, opera d’arte. Particolarmente efficaci il montaggio e la tecnica narrativa, che alternando testimonianze, immagini d’archivio, passato e presente, colore e bianco e nero, restituiscono la complessità di un fenomeno in continua trasformazione”.

Claudia Beretta annuncia il vincitore del PREMIO RAM FILM FESTIVAL 2026 assegnato dal pubblico in sala (foto graziano tavan)

PREMIO RAM FILM FESTIVAL. Il pubblico in sala ha assegnato il premio 2026 al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’). L’ingegnere spagnolo Roque Joaquín de Alcubierre, pressoché dimenticato dalla Storia, riportò alla luce con determinazione Pompei ed Ercolano, dando il via all’archeologia moderna.

Rovereto (Tn). Seconda giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 19 film (con CINEMaSCUOLA), Docu Fulldome al Planetario, RAM X al museo civico, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: Roma: la sfida della Metro C al Colosseo” con Simone Quilici ed Elisa Cella. Ecco il programma

RAM film festival: al Planetario la sezione dei Docu Fulldome (foto fmcr)

Non solo film in concorso per la seconda giornata, giovedì 8 ottobre 2026, del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto: oltre ai 19 film in proiezione (alcuni nell’ambito di CINEMaSCUOLA), sempre al Teatro Rosmini tra mattina, pomeriggio e sera, il programma prevede al museo di Scienze e Archeologia in Borgo S. Caterina, dalle 10 alle 13, una masterclass per giornalisti “Le citta fragili. Giornalismo d’inchiesta, data journalism e civic journalism nei territori contaminati” con Rosy Battaglia e Alessandra Cattoi; dalle 10 alle 18, RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario: “I don’t understand” (13’), “Punta del Arco” (7’), “Ich bin Weigel” (18’), “From Granite to Galaxies” (20’), “The Silk Road” (8’), “Wilfred Buck’s Star Stories” (21’). Senza dimenticare l’aperitvo al Mon Bistrot sulla Metro C al Colosseo.

Frame del film “Hypatie D’Alexandrie – L’Abeille Solitaire / Ipazia di Alessandria – l’ape solitaria” di Erwan Le Gal

FILM. Dei 19 film in programma al Teatro Rosmini, ci sono 2 prime internazionali, 2 prime europee, 2 prime italiane. Dalle 9 alle 11.30, i corti “Diari di Scavo – Campestrin”, “Diari di Scavo – Chiunsano” e “Diari di Scavo – SS. Trinita”, tutti di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 5’); “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’); “Hypatie D’Alexandrie – L’Abeille Solitaire / Ipazia di Alessandria – l’ape solitaria” di Erwan Le Gal (Francia 2026, 13’); “The Silk Road / La via della seta” di Hannes Rall (Singapore 2019, 8’); “Sognando Lo Rio” di Fabio Punis (Italia 2025, 29’).

Dalle 15 alle 19, in programma il film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’); il film “Il relitto Portofino 3” di Marcello Adamo (Italia 2025, 13’); il film “Bahia 1625, historia sobre lienzo / Bahia 1625, storia su tela” di Antonio Pérez Molero (Spagna 2025, 65’); il film “Nerazkazani istorii za razkopki i kosti / Storie mai raccontate su scavi e ossa” di Ralitza Dimitrova (Bulgaria 2026, 15’); film “Navis Romana ep. I” di Pere Salom, Antoni M. Thomas (Spagna 2025, 51’); il film “Inanna” di Dragos Badita (Romania 2025, 16’); il film “Cravariola: l’Alpe della Dote” di Marzio Bartolucci (Italia 2025, 30’); il film “Τόπος Σωτηρίας / Luogo di salvezza” di Ifigenia Dimitriou (Grecia 2026, 18’); film “Ferma nel tempo” di Andrea Marsico (Italia 2024, 8’).

Frame del film “Athenes, aux origines de la democratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran

Dalle 20.30 alle 23, in programma il film “Athenes, aux origines de la democratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/ Grecia 2026, 53’); il film “L’Ospite” di Alberto De Grandis (Italia 2025, 20’); il film “Delphe, le nombril du monde / Delfi, l’ombelico del mondo” di Thibaud Marchan (Francia 2025, 52’).

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “ROMA: LA SFIDA DELLA METRO C AL COLOSSEO” con Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Elisa Cella, archeologa del parco archeologico del Colosseo. La nuova stazione Colosseo della Metro C di Roma racconta un’esperienza unica: la convivenza tra un’opera di mobilità moderna e un luogo di tutela archeologica. L’incontro offrirà l’occasione per conoscere il percorso che ha portato alla nascita dell’archeo-stazione, le sfide tecniche e conservative, ma anche le prospettive di valorizzazione culturale e di fruizione pubblica di un luogo unico, dove passato e futuro convivono.

Rovereto (Tn). Presentata la 37.ma edizione del RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie): l’intervento del sindaco Giulia Robol, della direttrice Alessandra Cattoi, della direttrice artistica Claudia Beretta, del presidente Maurizio Dapor. “Questa è l’edizione dei record”

Presentazione in municipio della 37ma edizione del RAM film festival 2026: da sinistra. Claudia Beretta, Alessandra Cattoi, Maurizio Dapor, Giulia Robol e Micol Cossali (foto graziano tavan)

Due settimane. Tante ne mancano al via della 37.ma edizione del RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) a Rovereto (Tn) dal 7 all’11 ottobre 2026, dedicato al cinema su archeologia, storia, tradizioni e patrimonio culturale, con focus “Sguardi sulle città”. E già si annuncia come un’edizione da record, come sottolineato il 17 settembre 2026 alla presentazione con Giulia Robol, sindaco di Rovereto; Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo del Comune di Rovereto; Maurizio Dapor, presidente della Fondazione Museo Civico; e Alessandra Cattoi, direttora della Fondazione e del RAM film festival. Un’edizione da record a cominciare dai numeri: 5 giornate, 80 film in concorso da 35 Paesi, 42 prime nazionali o internazionali, 18 film in focus, per la prima volta una fiction, 3 matinée per le scuole, 2 eventi speciali con grandi ospiti, 6 incontri, 2 masterclass, 8 proposte per vivere il territorio e i musei, 2 anteprime. Proprio gli 80 i film in concorso da 35 Paesi rappresentano il record di tutte le edizioni, una maratona visiva che conferma come il RAM rappresenti oggi un presidio culturale unico e un punto di riferimento per la cinematografia documentaristica dedicata all’archeologia, alla storia, all’antropologia e alla memoria collettiva, con tanti registi e produttori che hanno già confermato la loro presenza a Rovereto. Il festival è un evento capace di rendere accessibili temi complessi e di coinvolgere pubblici molto diversi per età, interessi e formazione, non solo con il cinema ma anche con incontri ed eventi sul territorio. Location per le proiezioni il Teatro Rosmini, il Teatro Zandonai e il Planetario del Museo di Scienze e Archeologia. Tutte le proiezioni e gli incontri del RAM sono a ingresso gratuito. RAM film festival 2026 è organizzato da Fondazione Museo Civico di Rovereto, partner la Fondazione Museo storico del Trentino, con il sostegno di Comune di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Ministero della Cultura, Regione Trentino Alto Adige, ApT di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale AltoGarda Rovereto. Con il contributo di Fondazione Caritro. Media partner la rivista ARCHEO. Il RAM è un ECO-EVENTO del Trentino. In collaborazione con Trentino Film Commission, Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto, MITAG, Mart, La Foresta – Accademia di comunità, Euritmus, Libreria piccoloblu, Exquisita.

È Giulia Robol, sindaco di Rovereto, a presentare il RAM film festival 2026 per archeologiavocidalpassato.com: “Apre dal 7 all’11 ottobre 2026 la 37ma edizione di RAM film festival nella città di Rovereto”, esordisce. “Un’occasione imperdibile di un festival che è cresciuto particolarmente nella visione di progetti archeologici molto importanti che vengono da tutto il mondo. Un’occasione per vivere la città, di relazioni culturali con il Mart e con le altre attrattive culturali di Rovereto. Un’occasione per avere uno sguardo sulla tradizione, l’identità della nostra città, ma una relazione fondamentale sul mondo attraverso lo spunto del linguaggio dei film, della cinematografia, dei documentari che interessano non solo gli esperti ma certamente anche chi ha voglia in qualche modo di viaggiare con l’interesse storico e capirne anche la sua contemporaneità”.

Con Alessandra Cattoi, direttore del RAM film festival, si entra nel vivo della manifestazione. “Appuntamento a Rovereto, come ogni anno per il RAM film festival”, spiega ad archeologiavocidalpassato.com: “Quest’anno dal 7 all’11 ottobre 2026. Abbiamo 80 film in concorso nelle sezioni che riguardano l’archeologia, la storia, l’antropologia e le animazioni, e una sezione speciale cinema full dome, cioè di film proiettati nella cupola del planetario che diventano sempre più numerosi a testimonianza che la tecnologia e il cinema fanno dei grandi progressi.

Frame del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes

“Il tema di quest’anno sono le città. Abbiamo pensato che è proprio la città il luogo d’eccellenza dove gli strati dell’archeologia si vedono. Non serve scavare se pensiamo a città come Atene, come Roma, come Pompei, come Delphi. Sono tutti luoghi dove il susseguirsi delle civiltà hanno animato momenti di conflitti, momenti di pace, di crescita. Ecco questi sono luoghi visibili ancora oggi. Abbiamo poi importanti appuntamenti oltre al cinema. A cominciare dai quattro Aperitivi, come li chiamiamo noi, dove attorno a un tavolo parliamo con gli esperti che affronteranno ad esempio il tema Roma. Roma è chiaramente un luogo eccezionale dal punto di vista archeologico. Ma Roma di recente ha dovuto fare i conti con la metropolitana, la nuova metropolitana C con una fermata al Colosseo. Immaginate cosa significhi fare convivere il luogo archeologico del Colosseo con una metropolitana dove viaggiano milioni di persone. Ecco che allora raccontare che cosa significa far convivere la città antica e la città contemporanea è davvero un momento di riflessione importante.

Frame del film “Lady Nazca” di Damien Dorsaz

“E poi abbiamo per la prima volta al RAM una fiction, un film che racconta delle linee di Nazca in Perù. Vogliamo provare a spingere anche su territori che riguardano un po’ un pubblico più ampio di quello che è l’amante dell’archeologia perché la fiction ovviamente è più semplice e più adatta al grande pubblico. E quindi il RAM si spinge per la prima volta anche su questo terreno. Vedremo come andrà.

“Infine tre mattine dedicate alle scuole. Ci rendiamo conto ogni anno che l’approccio al patrimonio culturale, all’archeologia, deve partire dalla scuola e lo strumento del cinema e delle animazioni è uno strumento incredibile in cui anche i bambini più piccoli trovano quella curiosità, trovano quell’idea per potersi appassionare, approfondire. Quindi – conclude Cattoi – al di là del film in sé il Cinema Scuola, come noi lo chiamiamo, è un modo per avvicinare i più piccoli alla tecnica del cinema e al mondo della cultura”.

Qualche dettaglio in più sui film in concorso ci viene da Claudia Beretta, che cura la direzione artistica del RAM film festival: “Siamo qui anche quest’anno a presentare il RAM film festival”, sottolinea ad archeologiavoicidalpassato.com. “Il programma dei film è veramente ricchissimo. Quest’anno abbiamo un record sia nella partecipazione dei film, che sono oltre 90, di cui 80 in selezione per il concorso. Ma addirittura abbiamo 42 anteprime, che vuol dire che i registi hanno voglia di venire da noi a presentare per la prima volta il loro film, e abbiamo anche molto forte la sezione Full dome che noi ospitiamo al planetario del museo civico.

Frame del film “Silkroad” di Hannes Rall

“I film, come dicevo, sono 90 divisi in quattro sezioni principali più la Full dome: sono il cinema archeologico, che è il nostro punto di forza, e anche la sezione con più film; ma anche Storia e memoria, con la storia più recente; Tradizioni e culture, con tutta una serie di chicche interessanti sulle tradizioni che arrivano non solo dall’Italia ma dal mondo; e Cultura animata, la sezione che abbiamo da qualche anno: la storia e le tradizioni dei vari popoli attraverso il cinema animato. E tanti sono i film nella sezione Full dome. E poi c’è una sezione che chiamiamo Ram-X, all’interno sempre del museo di Scienze e archeologia, dedicata ai film sperimentali. Quindi tantissime produzioni, alcune sono inserite nel focus che quest’anno è Sguardi sulle città. La città che però non è vista come la città antica, ma un organismo vivo che racconta di come le comunità si sono organizzate e di come la memoria può aiutare a costruire città più resistenti rispetto anche a tante sfide, e comunità più solide dal punto di vista sociale.

“Non tutti i film sono in focus ovviamente perché rimangono i temi tradizionali del festival. Tra i tanti film dedicati alle città, ci sono due film su Pompei. E ancora Delfi, Atene, dove nasce la democrazia, ma anche piccole chicche nelle altre sezioni, come il film sul quartiere Sanità di Napoli e gli spiriti che aleggiano in quei vicoli.

“Tante sono le iniziative, però veramente il programma dei film – conclude Beretta – è tutto da scoprire. Lo trovate sul sito www.ramfilfestival.it dove ogni film ha una scheda dedicata con più di quello che trovate sul libretto cartaceo, con più informazioni, la promozione fatta dai registi, dove c’è anche un trailer per decidere dove venire”.

Chiudiamo con l’intervento che Maurizio Dapor, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto, ha fatto alla presentazione di RAM film festival 2026. “Per chi rappresenta la Fondazione museo civico di Rovereto – spiega Dapor – il RAM è l’occasione perfetta per ribadire un concetto fondamentale. Un museo non deve essere un deposito di oggetti ma piuttosto un laboratorio di relazioni. Un museo non si limita o, a mio giudizio, non deve limitarsi a conservare il passato ma piuttosto a metterlo in dialogo con il presente, con la ricerca, con le persone e con il territorio. Il RAM fa esattamente questo. Usa il cinema non come semplice intrattenimento, ma come uno strumento di indagine, un modo per guardare, per conoscere, soprattutto per interrogare il mondo. Il tema di quest’anno, Sguardi sulla città, è particolarmente significativo. Per definizione la città è il luogo dove il passato e il presente si scontrano e si fondono. È fatta di pietre, monumenti, strade, edifici, certo. Ma è fatta soprattutto di memorie vive, di trasformazione, di scelte. Guardare una città significa guardare la sua storia. Ma significa anche chiedersi: quale città vogliamo costruire per il futuro? Il nostro obiettivo non è guardare il passato con nostalgia, ma usarlo come bussola per immaginare il domani. È questo l’equilibrio che la nostra fondazione cerca di mantenere ogni giorno tra conservazione e trasformazione, tra patrimonio e contemporaneità.

“Il programma parla chiaro – continua Dapor -. Oltre 90 film, da 35 Paesi; sezioni in concorso, full dome. In generale una fortissima proiezione verso il territorio. Il RAM infatti non è un festival che si svolge a Rovereto, è un festival che vive a Rovereto, portando la cultura fuori dalle sale per renderla parte del tessuto urbano. Vorrei infine sottolineare un aspetto, secondo me, importantissimo, cioè quello del rapporto con le giovani generazioni. I programmi per le scuole, l’attenzione ai nuovi linguaggi, non sono accessori, sono la nostra missione, perché conservare la memoria ha senso solo se la rendiamo viva, se permettiamo ai giovani di discuterla, di abitarla, di reinterpretarla.

“Ovviamente devo ringraziare la direzione, Alessandra Cattoi, la nostra Claudia Beretta, insomma tutto lo staff della Fondazione, i curatori, i collaboratori, i volontari. E le istituzioni. Grazie ai partner che sostengono questa visione. Ne elenco qualcuno: sicuramente dobbiamo ringraziare gli enti che ci finanziano, in particolare il Comune di Rovereto, ben rappresentato dal sindaco e dall’assessore alla Cultura; ma anche la Provincia autonoma di Trento, la Regione Trentino-Alto Adige, il ministero della Cultura, la Cassa rurale Alto Garda-Rovereto, la Fondazione Caritro. E poi i partner: la Fondazione Museo Storico del Trentino, principale partner del RAM per il secondo anno; la rivista mensile Archeo. E varie collaborazioni: la biblioteca Tartarotti, il MART che garantisce l’ingresso ridotto a chi partecipa al RAM, ospita l’evento su invito per i registi e, in quell’occasione, offre una visita guidata alla mostra Di quadro in quadro. L’arte della citazione con la direttrice Micol Forti. Poi abbiamo avuto molti altri contributi a cominciare dalla Trentino Film Commission.

Il comitato di indirizzo del RAM film festival: da sinistra, Angelo Cimarosti, Antonia Falcone, Luca Ferrario, Matteo Gentilini, Giovanni Laezza (foto fmcr)

“Poi i ringraziamenti vanno alle giurie: 16 persone che sono coinvolte nelle diverse sezioni in concorso. E infine voglio menzionare il Comitato di indirizzo: il nostro amico Angelo Cimarosti, giornalista e archeologo, che collabora con noi da tempo; l’archeologa Antonia Falcone, Luca Ferrario della Trentino Film Commission, Matteo Gentilini della Fondazione Museo Storico, e Giovanni Laezza che è stato il precedente presidente della Fondazione Museo Civico e che è nel comitato di indirizzo in qualità di esperto di grandi eventi.

“Perché questo lungo elenco di persone, enti che collaborano alla realizzazione del nostro festival? Perché una iniziativa così complessa non appartiene a chi la organizza. Noi vogliamo fare rete a Rovereto. E quindi appartiene – se volete – alla città. E il RAM – conclude Dapor – ha un doppio compito, che è anche il mio desiderio più grande, portare il mondo a Rovereto e nello stesso tempo aiutare Rovereto a guardare il mondo con gli occhi rivolti al passato, ma con lo sguardo puntato al futuro. Grazie e buon RAM a tutti”.

Rovereto (Tn). Al 36.mo RAM film festival il pubblico premia il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto: per la prima volta si impone, sui 70 film in concorso, un film di animazione. L’ultima serata chiusa dall’energia del concerto del coro Notemagiovani. Bilancio di un’edizione molto partecipata e apprezzata da pubblico e addetti ai lavori. I commenti di Cattoi e Beretta. Ecco la classifica della Top ten

Prima l’energia del concerto “Nel sonoro flusso” con il coro giovanile Notemagiovani, poi la sorpresa del risultato del voto del pubblico che per la prima volta premia un film di animazione, “Sapiens?” di Bruno Bozzetto: si è chiusa così la 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto che per numero (70 i film in concorso di cui 41 anteprime e 14 proiezioni fulldome e VR) e qualità dei film proposti, per gli incontri, gli approfondimenti, il numero di registi, produttori, archeologi e storici presenti, ha riscosso grandi consensi dagli addetti ai lavori e dal pubblico di ogni età che ha partecipato numeroso. La 36esima edizione del RAM ha visto infatti la presenza di oltre tremila persone durante i cinque giorni di festival. Quaranta gli ospiti e le giurie invitate al festival e quasi cinquanta tra registi, attori e produttori arrivati a Rovereto per presentare i film e partecipare agli eventi organizzati. Molto partecipati gli eventi speciali al teatro Zandonai di venerdì e sabato sera dedicati a Pompei e all’acqua, focus dell’edizione 2025, con l’anteprima italiana del colossal “Our Blue World”.

Matilde Gugole presenta il concerto “Nel flusso sonoro” col coro Notemagiovani al RAM film festival (foto graziano tavan)

Concerto “Nel flusso sonoro”: trenta giovani voci e una narrazione che segue la vita del fiume Adige da passo Resia al mar Adriatico. Attraverso famose canzoni italiane e straniere, il racconto del fiume Adige in prima persona si è snodato in un continuo flusso di musica e parole.

Il coro Notemagiovani al RAM film festival (foto graziano tavan)

Notemagiovani è un coro giovanile il cui genere musicale si può definire choral – pop. Una caratteristica che contraddistingue i brani che vengono proposti, che siano di artisti italiani, stranieri, oppure tratti da musical, è che sono armonizzati e adattati al coro dalle maestre Eleonora Barozzi e Nazarena Raos e da Luca Dossi.

Il premio RAM film festival 2025 al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (foto graziano tavan)

Premio RAM film festival. Per la prima volta al RAM – come si diceva – vince un film d’animazione: “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). La serie firmata da Bruno Bozzetto, uno dei più famosi disegnatori italiani riconosciuto anche a livello internazionale e prodotta da Bozzetto studio con RAI KIDS, si compone di tre cortometraggi dedicati all’evoluzione dell’Homo sapiens in relazione ai temi della guerra, del rispetto della natura e del rapporto con la violenza. Scene trattate con ironia e un po’ di leggerezza, e accompagnate dalle sinfonie di Verdi, Chopin e Beethoven.

Proiezioni al teatro Zandonai di Rovereto (foto fmcr)

I primi 40 film premiati dal pubblico hanno tutti ricevuto un voto superiore all’8. Ecco la classifica della top ten, con film distanziati l’uno dall’altro da pochi decimi di punto: 1. Sapiens? di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’); 2. Küttepuude hankimine / Legna da ardere di Liivo Niglas (Estonia 2024, 30’); 3. Ernesto “Tito” Canal: l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia di Pierandrea Gagliardi e Rossi Marino (Italia 2024, 64’); 4. Pompeii: The New Dig / Pompei: le nuove verità – I corpi di Elena Mortelliti; 5. The Lost World of the Hanging Gardens / Il mondo perduto dei giardini pensili di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55’); 6. Diventare Matteotti di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 44’); 7. Wind’s Heritage / L’eredità del vento di Nasim Soheili (Iran 2024, 30’); 8. Campo della Fiera e il pozzo del tempo di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 50’); 9. Vitrum – il vetro dei romani di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’); 10. Continuations/Hiwadabuki (Cypress bark roofing) / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’).

Claudia Beretta e Alessandra Cattoi alla serata delle premiazioni del RAM film festival (foto graziano tavan)

Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico che promuove il festival: “Il RAM è punto di riferimento per il cinema che racconta l’archeologia e il patrimonio e la grande partecipazione, che aumenta di anno in anno, ne è la prova. L’appuntamento di Rovereto è atteso dal pubblico e da una rete sempre più ampia di addetti a lavori che vedono nel festival un’occasione da non perdere. Siamo molto soddisfatti della qualità della nostra proposta che fa sì che la rete del RAM sia sempre più ampia e solida”. E Claudia Beretta, che cura il programma cinematografico del RAM: “Per la prima volta al RAM, a vincere il premio del pubblico è stato un film d’animazione. Non un titolo qualunque, ma un’opera firmata da Bruno Bozzetto, un vero maestro del genere- È un segnale importante: l’animazione non è più considerata un genere minore, ma una delle tendenze più vivaci e riconosciute del cinema contemporaneo. Basti pensare al successo internazionale di un film indipendente come Flow – Un mondo da salvare (Premio Oscar 2025). Il pubblico del RAM si conferma attento, maturo e pronto ad accogliere nuovi linguaggi e nuove forme di racconto”.

Rovereto (Tn). Con l’anteprima “Dallo Spino alle fontane” al via ufficialmente la 36.ma edizione del RAM film festival: 70 film in concorso, 41 anteprime, 14 proiezioni off fulldome, Vr e cinema, 2 incontri e 4 aperitivi al giardino del Museo di Scienze e Archeologia. Alessandra Cattoi e Claudia Beretta ci fanno conoscere il ricco programma dei 5 giorni di Festival

Serata speciale in biblioteca “Dallo Spino alle Fontane – cronaca di un’impresa che portò l’acqua alla città” (foto fmcr)

Con la speciale anteprima, martedì 23 settembre 2025, alle 18, in biblioteca Tartarotti, “Dallo Spino alle Fontane – cronaca di un’impresa che portò l’acqua alla città”, reading teatrale con documenti dagli archivi antichi della Biblioteca, per narrare il legame storico di Rovereto con l’acqua, la città di Rovereto (Tn) entra nell’atmosfera della 36.ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, dal 24 al 28 settembre 2025, quest’anno dal titolo “Sguardi sull’acqua”, organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto. È il 1845, Rovereto compie un’impresa epica: por­tare l’acqua dalla sorgente dello Spino fino in città. Nasce una canalizzazione ambiziosa, le fontane cominciano a zampillare… e i cittadini cominciano a discutere. Tra discorsi solenni, regole ferree, litigi da lavatoio e vendite delle fontane, questo reading teatrale rac­conta la cronaca di un’epoca in cui l’acqua diventa finalmente bene comune, non senza qualche ine­vitabile baruffa. Un racconto vero e sorprendente, dove la Storia scorre… proprio come l’acqua. A cura del Gruppo teatrale “I Sottotesto”, in col­laborazione con Biblioteca Civica “G. Tartarotti”. Partecipazione gratuita.

Il sindaco di Rovereto, Giulia Robol (foto graziano tavan)

RAM 2025 propone uno sguardo ampio e plurale sul patrimonio culturale in tutte le sue forme: siti, ricerca archeologica, monumenti, paesaggi, tradizioni, popoli, memorie, lingue e culture. Il documentario diventa lo strumento per esplorare la complessità del mondo, mettendo in dialogo passato e presente, locale e globale. Settanta i film in concorso, 41 anteprime, 14 proiezioni off fulldome, Vr e cinema, 2 incontri e 4 aperitivi al giardino del Museo di Scienze e Archeologia. “L’ampio numero di film proposti”, sottolinea il sindaco di Rovereto Giulia Robol, “dimostra quanto il festival sia radicato e riconosciuto come punto di riferimento per l’archeologia, disciplina legata anche a figure storiche che hanno dato molto alla città. Inoltre, la collaborazione con istituzioni culturali come la Biblioteca Civica Tartarotti evidenzia la volontà di coinvolgere e avvicinare la cittadinanza, valorizzando e diffondendo il patrimonio legato all’archeologia”. E l’assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo Micol Cossali: “Il tema dell’acqua, filo conduttore di questa edizione del Ram Festival, crea un forte legame tra il nostro territorio e il resto del mondo. La storia e l’archeologia hanno sempre generato conoscenza e relazioni, e anche questa manifestazione valorizza un aspetto identitario della città: la capacità di aprirsi al mondo e di connettersi con la sua storia. E questa è una ricchezza che si rinnova nell’edizione di quest’anno dove il tema dell’acqua e la presenza dell’acqua si è intrecciata nello sviluppo della storia del nostro territorio”.

Con due interventi ad archeologiavocidalpassato.com, rispettivamente della direttrice della Fondazione Alessandra Cattoi e della direttrice artistica Claudio Beretta, scopriamo meglio l’articolato e ricco programma del RAM film festival 2025.

“Dal 24 al 28 settembre a Rovereto – spiega Alessandra Cattoi ad archeologiavocidalpassato.com – avremo la 36ma edizione del RAM film festival. In concorso, per questa edizione, abbiamo selezionato 70 film, di cui 40 per la prima volta in Italia o in prima internazionale. Le sezioni del festival sono quelle che da molti anni proseguono nel loro percorso. La prima e la più importante è la sezione Cinema archeologico. Abbiamo quasi 30 film che parlano di archeologia, archeologia da tutto il mondo, e quest’anno anche l’attribuzione del Premio Paolo Orsi, un premio biennale che viene dato al miglior film premiato da una giuria di esperti e che viene consegnato per promuovere la realizzazione di altre opere cinematografiche in ambito archeologico. La novità di quest’anno è che abbiamo introdotto una sezione dedicata alla Storia, oltre che all’Archeologia, proprio perché con il passare degli anni vediamo che molte tematiche storiche vengono proposte al nostro festival e di grandissima qualità. Ci siamo detti “Non è una cosa positiva escluderle”, ma è difficile includerle nel cinema archeologico e quindi abbiamo creato una sezione apposita sul cinema storico. Infine le due sezioni, una sezione dedicata ai temi dell’Antropologia e una alle Animazioni, perché ci piace esplorare tutti i linguaggi del cinema, compreso quello del cinema di animazione.

“A fianco a questo grande programma di proiezioni – continua Cattoi -, abbiamo molti incontri. Ogni giorno vengono degli esperti a parlare con il pubblico in modo più o meno informale per raccontare gli ultimi scavi che hanno seguito oppure il libro che hanno scritto, insomma delle conversazioni, più che degli incontri come conferenze, perché il festival deve favorire il dialogo tra il pubblico e i protagonisti del festival. Quindi avremo aperitivi, colazioni, incontri e due serate speciali. Una serata dedicata a Pompei. Pompei non può mancare come si immagina in un festival di cinema archeologico, e una serata dedicata invece all’acqua. Perché l’acqua? Perché l’acqua è proprio il tema dell’edizione 2025 del RAM film festival. Il titolo è “Sguardi sull’acqua”. E quindi sabato sera avremo una tavola rotonda che parlerà del fiume Adige, un fiume che è sempre stato il centro della vita economica, sociale e commerciale di tutta questa grande area che parte da Resia e arriva fino all’Adriatico, ma che oggi ci siamo dimenticati. Il fiume Adige fa parte di un paesaggio, ma nessuno lo vive. Vogliamo invece raccontare come la storia, antica e più recente di questo fiume, abbia cambiato la propria posizione all’interno del paesaggio e del territorio. A questi appuntamenti si affiancano anche visite nel territorio di Rovereto e nel territorio circostante. E un ultimo appuntamento l’abbiamo voluto dedicare invece alla musica con un concerto che ci sarà la domenica pomeriggio con delle canzoni popolari legate anche queste al tema dell’acqua.  Ecco questo, in estrema sintesi – conclude – , un lungo programma di cinque giorni dove l’archeologia ancora una volta sarà la protagonista e dove speriamo che il pubblico possa trovare importanti e anche piacevoli spunti di riflessione e di approfondimento culturale”.

“RAM film festival, 36ma edizione. Quest’anno – ricorda Claudia Beretta – si rinnova il Premio Paolo Orsi, premio dato alla categoria Cinema archeologico, ed è nel nome dell’archeologo per il quale è nato il nostro festival nel 1990. I film sono bellissimi. Quest’anno ne abbiamo molti e sono divisi in quattro categorie, un po’ diverse dall’anno scorso e dagli altri anni, perché abbiamo il Cinema archeologico che la fa da padrone con una serie di film veramente straordinari. Si parte dalla preistoria, addirittura prima dei Neanderthal, ma ancora prima perché abbiamo qualche film proprio sulla mega fauna e sui dinosauri, per arrivare poi invece a Roma, e prima ancora all’Egitto con dei film su Phile e sulla cattedrale sott’acqua. Insomma vedrete. Anche perché il focus di quest’anno è “Sguardi sull’acqua”. Ma per arrivare anche alla Mesopotamia. Insomma c’è veramente di tutto. Per arrivare fino ai film nostri più classici, come le grotte, e tanta archeologia subacquea perché essendo il tema “Sguardi sull’acqua”, c’è stata un’attenzione particolare a selezionare anche questi film. La novità di quest’anno è la sezione Storia, storia e memoria, perché negli ultimi anni abbiamo ricevuto tanti film storici che magari non trovavano spazio all’interno delle categorie, perché avevamo l’Antropologia, l’Archeologica. E invece quest’anno anche grande spazio alla Storia. Anche qui si parte dai Conquistadores per arrivare alla storia delle guerre, delle Grandi guerre, e anche ai personaggi. Quest’anno abbiano un bellissimo film su Matteotti. E tanto lavoro anche sulle ricostruzioni storiche più recenti, che non trovavano spazio nelle nostre sezioni dello scorso anno. Rimangono le Tradizioni e le Culture, che accorpano l’Italia e il resto del mondo. Anche qui c’è veramente tanto da venire a vedere. Basta sfogliare il nostro catalogo on line, potete anche cercare nelle varie categorie per trovare il film che vi piace di più.

“E naturalmente – continua Beretta – non poteva mancare quest’anno la Cultura animata, sezione nella quale c’è una super-chicca: Bruno Bozzetto ci ha dato la possibilità di far vedere il suo nuovo film, la nuova serie che si chiama Sapiens? col punto di domanda, perché sono davvero i Sapiens i nostri antenati, oppure abbiamo lasciato qualche pezzo per strada? Lo scoprirete venendo a vedere questo bellissimo film animato, e tante altre piccole chicche in arrivo dal mondo. Segnalo due serate straordinarie: una su Pompei con un bellissimo film girato sul campo nell’ultimo scavo. E sarà presente anche una funzionaria architetto che ha seguito gli scavi e che ci racconterà un po’ il farsi di questo film. Però la produzione è stata fatta veramente sul campo. Le uniche produzioni cui è stato consentito di seguire uno scavo mentre lo si faceva. Quindi straordinaria serata. E poi la sera del sabato presentiamo in anteprima in Italia, è stato in 20 Paesi del mondo, in prima assoluta in Italia, un film “Our blue world / il nostro mondo blu”, che parla del problema dell’acqua in relazione con i popoli del mondo. Quindi serata straordinaria, prima italiana raccontata dalla voce di Liam Neeson, il famoso attore hollywoodiano.

“Da non dimenticare – anche questa è una piccola chicca che vogliamo mantenere nel tempo – al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto ci sarà la sezione al Planetario riservata ai film full dome. Ci sono quattro bellissimi film immersivi, uno dei quali ve lo segnalo in maniera particolare, viene dal museo di Boston ed è scritto e interpretato da Dan Brown, lo scrittore che non ha bisogno di nessuna presentazione. Non manca uno Speciale cinema con tutti i film sperimentali che non siamo riusciti a mettere nel main program che trovano spazio in questo programma Off al museo che occupa anche un paio di visori con delle sorprese per chi vorrà venire a trovarci. Vi aspettiamo”.

Agrigento Licata Lampedusa: al via l’ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, quattro giornate di cinema archeologico, talk e performance sul tema delle migrazioni, organizzato dal RAM film festival e promosso dal parco della Valle dei Templi e dalla soprintendenza di Agrigento in occasione di Agrigento Capitale della Cultura

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_locandinaL’annuncio era stato dato Maria Concetta Parello, archeologa del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, all’ultima edizione del RAM film festival 2024 “Gli sguardi sulle migrazioni”, accompagnato dalla soddisfazione del presidente della Fondazione Museo civico di Rovereto Giovanni Laezza (vedi Agrigento capitale della Cultura 2025. Maria Concetto Parello anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” le iniziative del parco della Valle dei Templi, a cominciare dall’edizione speciale di RAM film festival a dicembre e della mostra “Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento” sulla collezione Panitteri | archeologiavocidalpassato): dal 16 al 19 dicembre 2024, in occasione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, il RAM Film Festival approda in Sicilia per ALL Festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, l’evento di avvicinamento promosso dalla Soprintendenza beni culturali e ambientali di Agrigento e dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi.  È un festival che ha, come il festival di quest’anno a Rovereto, il tema delle migrazioni. Tre le città che ospiteranno gli eventi del festival: Agrigento, Licata e Lampedusa. Il gruppo di lavoro del RAM film festival del museo civico di Rovereto è in partenza per la Sicilia per l’ALL Festival (Agrigento Licata Lampedusa). La collaborazione nasce per il rapporto di fiducia instaurato con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con il quale la Fondazione Museo Civico di Rovereto è partner da 20 anni per l’organizzazione nella città siciliana di un festival del cinema archeologico estivo. ALL festival presenta alcuni dei più bei documentari dell’ultima edizione del RAM, con talk con ospiti e performance dedicate alle migrazioni del passato e del presente, ed è promosso dalla soprintendenza beni culturali e ambientali di Agrigento e dal parco della Valle dei Templi. Tra memoria, patrimonio e attualità, il cinema è al centro della manifestazione con lo sguardo rivolto alle migrazioni dettate dalle economie, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e ambientali e dai popoli in movimento che, ieri come oggi, hanno cambiato, influenzato o miscelato culture, tradizioni, architetture, espressioni artistiche.

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RAM film festival: da sinistra, Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo del Comune di Rovereto; Giulia Robol, sindaco di Rovereto; Alessandra Cattoi, direttore della Fondazione Museo CIvico di Rovereto e del RAM; Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo CIvico di Rovereto (foto fmcr)

“Siamo fieri che il parco archeologico e la soprintendenza abbiano richiesto al RAM Film Festival di organizzare ALL festival”, commenta Giovanni Laezza, che fa parte della delegazione. “Lo sforzo per realizzare questa iniziativa è stato notevole, e siamo felici di portare un po’ di Rovereto in Sicilia con un nutrito staff, dislocato su tre sedi: Agrigento, Licata e Lampedusa. L’evento sarà incentrato su un tema di grande rilevanza e attualità: un focus sulle migrazioni in tutte le loro declinazioni. A Lampedusa, avremo anche l’opportunità di ascoltare il nostro ricercatore Gionata Stancher, biologo evoluzionista e responsabile della sezione zoologia del Museo, che parlerà di migranti naturali e isole evolutive. Siamo convinti che questo evento contribuirà a rafforzare la cultura della memoria e della comprensione reciproca, in una terra che è da sempre crocevia di popoli e culture”. “Questa partecipazione del Ram Film Festival all’apertura del programma di iniziative di Agrigento capitale italiana della cultura 2025”, aggiunge Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale di Rovereto, “è un riconoscimento della grande qualità del festival, che è diventato un punto di riferimento del cinema archeologico. Un festival nato per valorizzare e far conoscere l’importante figura di Paolo Orsi che ha aperto le strade all’archeologia del Mediterraneo e che ha creato un collegamento fra Rovereto e la Sicilia. Rapporti fra luoghi legati all’archeologia e che sono stati coltivati in questi anni dal Museo con Siracusa e il Museo archeologico della Sicilia, e che rappresentano per Rovereto e il Festival un punto di riferimento nazionale e non solo”. “L’invito rivolto al Ram Film Festival da parte città di Agrigento, nominata Capitale italiana della Cultura 2025, come sindaca di Rovereto non può che rendermi orgogliosa”, ribadisce il sindaco Giulia Robol. “Che la Fondazione Museo Civico sia stata chiamata a presentare in tre diversi luoghi della Sicilia, Agrigento, Licata e Lampedusa, una scelta dei film proposti nello scorso festival significa innanzitutto l’eccellenza e l’assoluto valore storico e culturale della produzione roveretana. Ma questa non è certo una sorpresa dal momento che fin dal principio la rassegna si è subito imposta a livello nazionale e internazionale come un punto di riferimento per gli addetti ai lavori ma capace di attirare l’interesse anche di un pubblico non specialista. Questo invito lo vedo poi come un rapporto importante tra il Trentino e la Sicilia che rinforza i legami tra i due territori, in una sorta di riproposizione di quel percorso che più di cento anni or sono compì il nostro illustre concittadino, Paolo Orsi, che operò proprio come archeologo in quella terra così ricca di fascino, di storia e di cultura che è la Sicilia”.

IL PROGRAMMA. Dieci film, due talk (Riccardo Ginevra e Luca Misculin; e Vito Fiorino, Alessandro Rocca e Davide Demichelis), e una conferenza-spettacolo con Stefano Allievi ad Agrigento, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” il 16, 17 e 18 dicembre 2024, con annuncio, nella serata finale, del film vincitore del premio del pubblico; a Licata, sempre il 16, 17 e 18 dicembre 2024, con talk al museo della Badia (Vito Fiorino, Alessandro Rocca e Davide Demichelis; e Riccardo Ginevra), dieci proiezioni e una conferenza-spettacolo con Stefano Allievi al teatro Re Grillo; a Lampedusa, il 17, 18 e 19 dicembre 2024, nell’aula magna dell’istituto di istruzione superiore “E. Majorana”: sempre con due talk (Gionata Stancher, e Marco Aime), dieci film, un’anteprima assoluta di un corto di animazione, una performance di Pino Ninfa, e annuncio nella serata finale del film vincitore del premio del pubblico.

Rovereto (Tn). I Bronzi di San Casciano protagonisti alla 35.ma edizione del RAM film festival: il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Brigida Gullo e Eugenio Farioli Vecchioli ha vinto il premio assegnato dal pubblico e quello della giuria tecnica. Ecco tutti gli altri 4 premi e le 7 menzioni

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La regista Brigida Gullo con il premio Cinema archeologico del RAM film festival 2024 assegnato dalla giuria tecnica per il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (foto graziano tavan)

Il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Brigida Gullo e Eugenio Farioli Vecchioli fa il pieno di consensi alla 35.ma edizione del RAM film festival conquistando il premio della sezione Cinema Archeologico assegnato dalla giuria tecnica e il premio RAM film festival assegnato dal pubblico. La cerimonia di premiazione domenica 6 ottobre 2024 al teatro Zandonai a conclusione di una cinque giorni intensi con la proiezione di 59 film in concorso, più 5 nella sezione Fulldome, provenienti da 29 Paesi di tutto il mondo, 28 le premiere (10 tra prime assolute e internazionali, 4 prime europee, 14 prime italiane), 2 i film fuori concorso nelle serate speciali.

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Il teatro Zandonai di Rovereto gremito per la serata speciale Egitto con il direttore del museo Egizio Christian Greco (foto graziano tavan)

Ma il RAM film festival 2024 è stato molto altro: incontri, aperitivi con i protagonisti, spettacoli, cinemascuola, visite guidate in città, masterclass. Tutte attività molto partecipate e quasi tutte sold-out. Per la prima volta quest’anno il festival si è arricchito di una sezione Fulldome, la prima (e unica) in un festival italiano dedicato al world heritage. Nel Planetario del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto il pubblico ha scoperto i siti antichi immergendosi in un’esperienza a 360°. Le proiezioni scelte sono state tutte prime italiane. Un’altra novità della 35esima edizione è stata RAM-X, uno spazio sperimentale con installazioni di realtà virtuale curato dal videomaker Filippo Maria Pontiggia, esperto di VR, tecnologie immersive e linguaggi innovativi. L’intervento nasce dalla collaborazione con il festival aostano FRONTDOC dedicato al cinema di frontiera.

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La direttrice Alessandra Cattoi con Maurizio Battisti archeologo della Fondazione museo civico di Rovereto al RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

“Il festival, ogni anno, è una scommessa”, commenta la direttrice del RAM film festival Alessandra Cattoi, “ma vedere tante persone in un pomeriggio infrasettimanale al cinema è un segnale incoraggiante per il futuro del settore. Il RAM offre l’opportunità di scoprire produzioni originali, dando al pubblico la possibilità di accedere a contenuti che difficilmente troverebbero altrove e a vivere quindi esperienze uniche. Inoltre, manifestazioni di medie dimensioni come la nostra favoriscono lo sviluppo delle relazioni e parallelamente l’incontro e confronto tra i professionisti di questo ambito”.

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La direttrice Alessandra Cattoi, la direttrice artistica Claudia Beretta e il presidente Giovanni Laezza introducono la cerimonia delle premiazioni (foto graziano tavan)

rovereto_ram-film-festival-2024_manifestoIl titolo del focus scelto per questa edizione è “Sguardi sulle migrazioni” che, analizzando i flussi del passato, propone approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente. Quattro le sezioni principali in cui e articolato il festival: “Cinema archeologico”, giuria presieduta dall’archeologa Barbara Maurina; “L’Italia si racconta”, presieduta dalla scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedrigotti; “Sguardi dal mondo”, presidente l’antropologo Duccio Canestrini; “Cultura animata”, presieduta da Andrea Artusi, fumettista e autore. Il festival, che è il più longevo in Italia, è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto e diretto per il settimo anno da Alessandra Cattoi. E allora vediamo meglio i 5 premi, e le 7 menzioni speciali assegnate.

PREMIO RAM FILM FESTIVAL 2024. Iniziamo subito con il film premiato dal pubblico: come detto, si tratta del film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” regia di Brigida Gullo, Eugenio Farioli Vecchioli (Italia, 2023, 57’). Il film, in collaborazione con il ministero della Cul­tura, illustra i momenti più emozionanti del ritrova­mento, della pulitura e del restauro di alcune delle 34 statue in bronzo trovate, insieme a migliaia di reperti, al santuario del Bagno Grande a San Ca­sciano dei Bagni, che tra il III secolo a.C. e il V d.C. fu sito di pellegrinaggio dove il contrasto tra etruschi e romani cedeva il passo alla convivenza pacifica.

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Il presidente Giovanni Laezza consegna aalla regista Brigida Gullo il premio Cinema archeologico RAM film festival 2024 per il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (foto graziano tavan)

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_premio-cinema-archeologico_film-come-un-fulmine-nell-acqua_foto-graziano-tavanPREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. Assegnato dalla giuria al film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” regia di Brigida Gullo, Eugenio Farioli Vecchioli (Italia, 2023, 57’). Motivazione: un film ben strutturato e di buon ritmo, che ripercorre vividamente la vicenda di un ritrovamento archeologico eccezionale, quello dei bronzi di San Casciano ai Bagni in Toscana, e lo contestualizza mettendolo in relazione con il tessuto storico, geografico e sociale del territorio. La narrazione procede chiara e fluida, comunicando al pubblico con genuina empatia lo stupito entusiasmo di chi, con le mani nel fango, riporta alla luce tesori di inestimabile valore, in grado di raccontare la storia, lunga otto secoli, di un antico santuario, della fede e della spiritualità di chi lo frequentava e di un territorio plasmato dal profondo legame fra il sacro, le acque e la natura.

“È un premio di cui sono orgogliosa”, commenta a caldo la regista Brigida Gullo ad archeologiavocidalpassato.com con il premio Cinema archeologico del RAM film festival 2024, “e che condivido insieme al regista Eugenio Farioli Vecchioli con cui abbiamo portato avanti questo lavoro. È stato un lavoro frutto di una sinergia secondo me anche molto fortunata, al di là dell’incredibile scoperta, perché abbiamo lavorato insieme agli archeologi, insieme a Jacopo Tabolli che è il direttore scientifico dello scavo, insieme alla comunità di San Casciano, alla sindaca Agnese Carletti, ed insieme a Emanuele Mariotti che è il direttore dello scavo. Diciamo che si percepiva veramente un forte entusiasmo per quello che stava succedendo alla vasca e anche la volontà di raccontare i ritrovamenti non in sé e per sé riguardo al valore di ogni singolo bronzo, ma guardando appunto al contesto e a quello che soprattutto i reperti hanno ancora da dirci. È una storia che continuerà, che non finisce qui, perché ci sono ancora in corso gli scavi – sono finiti qualche giorno fa – e quindi diciamo che aspettiamo un nuovo racconto”.

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Frame del film “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella

PREMIO L’ITALIA SI RACCONTA. Il Premio della sezione “L’Italia si racconta” è stato assegnato al film “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella (Italia, 2022, 42’). Nel periodo più cruento della seconda guerra mondiale, Pier Paolo Pasolini sfolla da Bologna a Casarsa, nella campagna friulana. Qui scopre una lingua pura per la poesia, il friulano e apre una scuola per i figli dei contadini, diffondendo cultura e speranza. Il film narra la storia di un giovane che seppe risvegliare in sé e negli altri un senso profon­do di identità e appartenenza.

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Antonio Barone, direttore artistico e promotore di rassegne di film d’autore, proclama il film“La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella vincitore del premio “L’Italia si racconta” RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il film è ambientato negli anni Quaranta, il giovane Pasolini vive a Casarsa della Delizia (dove oggi è sepolto). È il paese di sua madre, terra di frontiera: lì scoprirà il paesaggio friulano, la “nuova” lingua e le tradizioni dell’universo contadino. Il film restituisce pienamente questa carica emotiva e offre nuovi spunti per rileggere quel periodo alternando curate sequenze dei luoghi a scene di finzione al fine di ricomporre quegli anni così dolorosi a causa della guerra: le partite di pallone, le pagine tra i banchi di scuola scritte in friulano; la creazione di un’originale estetica che contribuirà a influenzare la sua successiva opera.

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Frame del film “Sala 5, il cartone di Raffaello” di Stefano Santamato

Menzione speciale al film “Sala 5. Il cartone di Raffaello” di Stefano Santamato (Italia, 2023, 15’). Un appassionante viaggio al confine tra passato e presente, tra arte e architettura, un racconto per scoprire il riallestimento di una delle sale più im­portanti della Pinacoteca Ambrosiana, l’imponente Sala 5, la quale ospita uno dei grandi capolavori dell’arte: il “Cartone di Raffaello”, disegno prepa­ratorio de “La scuola di Atene” di Raffaello Sanzio. Motivazione: le immagini accompagnano all’interno della Sala 5 della Pinacoteca Ambrosiana che ospita una delle opere più preziose della collezione, il disegno preparatorio dell’affresco “La scuola di Atene” della Stanza della Segnatura in Vaticano. Il film segue il lungo e importante lavoro di riallestimento della sala, portando alla scoperta delle riflessioni di curatori e progettisti e agli affascinanti interventi di imprese e maestranze. Un emozionante e intelligente racconto di amore e cura del patrimonio artistico, un viaggio emozionante tra arte e architettura.

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Frame del film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha

PREMIO SGUARDI DEL MONDO. Il Premio della sezione “Sguardi dal mondo” è stato assegnato al film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha (Brasile, 2023, 45’). Gli antichi popoli brasiliani preservano una tradi­zione artistica che combina funzionalità e bellezza: panche intagliate direttamente dai tronchi d’albero, decorate e ornate, con dimensioni religiose e sim­boliche. Il film rivela anche una sorprendente so­miglianza tra questa tradizione millenaria dei po­poli indigeni dello Xingu in Amazzonia e quella di un’altra cultura antica, quella giapponese.

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Silvia Lelli, antropologa culturale e documentarista, docente all’università di Firenze, proclama il film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” vincitore del premio Sguardi dal mondo RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il film mostra una sorprendente sintonia, artistica e spirituale, tra due popoli geograficamente lontani: i nativi del Giappone e i nativi dell’Amazzonia. Che questa affinità sia frutto di una migrazione preistorica dall’Asia all’America è ipotetico ma possibile, viste le comuni tradizioni animiste e sciamaniche, portatrici anche di un’altra profonda fratellanza, quella con il mondo degli animali. E le sculture in legno che li rappresentano dimostrano l’inesistenza di un confine tra arte indigena e arte contemporanea, vanificando classificazioni riduttive e ogni eventuale senso di una presunta superiorità occidentale. Una produzione affascinante.

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Frame del film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon

Menzione speciale al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon (Ecuador, 2023, 15’). Le Nonne della Ruta Escondida in Ecuador portano alla luce il loro passato con conoscenze e ricordi magici attraverso i quali fanno rivivere tradizioni che si erano perdute nel tempo, dalle ricette ance­strali agli antichi rimedi per le malattie del corpo e dello spirito. Il film ricorda la saggezza degli an­ziani e l’importanza di preservare le nostre radici. Motivazione: un forte messaggio femminile arriva dalla scelta inconsueta del focus sulle rughe di donne anziane, le Nonne della Strada nascosta, discendenti della cultura Inca. I loro volti antichi racchiudono e diffondono sapienza, resistenza, conoscenza della natura e della fitoterapia. Tra canti e conversazioni con le piante le nonne e le madri curano giovani corpi e insegnano a vivere alle nuove generazioni, trasmettendo una pacata determinazione. Un cortometraggio inaspettato, delicato ma potente che fa bene al cuore. Il ritmo e le animazioni grafiche, semplici e originalissime, ne fanno un gioiello indimenticabile.

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Frame del film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero

PREMIO CULTURA ANIMATA. Il premio della sezione Cultura animata è stato assegnato al film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero (Bolivia/Colombia, 14’). Secondo una credenza delle comunità degli alto­piani andini non bisogna piangere troppo per la morte di una persona cara, perché la si potrebbe far soffrire impedendole di riposare in pace. Come farà allora Candelaria a superare senza piangere la morte improvvisa di Josè, il suo amato?

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Cristiano Carloni, autore di video, installazioni, scenografie elettroniche, film d’animazione e fotografie, proclama il film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero vincitore del premio Cultura animata RAM film festival (foto graziano tavan)

Motivazione: Andrea Caballero descrive con una raffinata tecnica di stop motion un racconto tradizionale della comunità indigena boliviana Jalq’a. Il tessuto con cui sono realizzati i pupazzi e i fondali utilizzati per l’animazione tesse la trama personale, profonda e commovente, della storia della protagonista. Questa chiave espressiva è ulteriormente arricchita da un uso elegante dell’animazione le cui immagini, ispirate all’iconografia tradizionale della cultura Paracas, si sovrappongono al pattern fisico del corto.

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Frame del film “Meziměsti | Citta di mezzo” di Ilya Kreines

Menzione speciale al film “Meziměsti | Citta di mezzo” di Ilya Kreines (Repubblica Ceca/Israele, 2023, 9’). Un vagabondaggio poetico attraverso la città mit­teleuropea e la sua memoria, attraverso periodi e luoghi diversi, mescolando realtà e finzione. Il film, realizzato con timbri ricavati da gomme da cancel­lare, è costituito da frammenti, storie, immagini e impressioni. In un flusso che plasma la città inesi­stente, si evidenziano le tracce dei mondi comunista ed ebraico che essa conteneva. Motivazione: Ilya Kreines mette in scena una raffinata riflessione per immagini sul tema della città e dei suoi spazi attraverso una tecnica di animazione molto particolare. Una serie di illustrazioni realizzate con lo stile delle Fail Stamp si muove su una colonna sonora fatta di suggestioni sonore a rappresentare il vorticoso evolversi degli spazi urbani. Una visione dal forte carattere poetico che sembra chiedersi quale sia il fine ultimo di tanta frenetica attività umana.

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Frame del film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan

PREMIO NUOVI SGUARDI. Il premio “Nuovi sguardi”, destinato ai film realizzati da registi neo-diplomati dalle scuole di cinematografia di tutto il mondo è stato assegnato al film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan (Regno Unito, 2023, 22’). Con il Museo di Manchester come caso di studio, il film racconta di come la violenza colonialista sia alla base di molte collezioni museali inglesi. L’attua­le dibattito sulla restituzione degli oggetti saccheg­giati viene inquadrato attraverso l’esperienza del conservatore Njabulo Chipangura e di Erinma Bell, attivista pacifista e rappresentante per la contea me­tropolitana della Grande Manchester.

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Virginia Trinco, archeologa ed educatrice museale, proclama il film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan vincitore del premio Nuovi sguardi RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il documentario cattura l’interesse sia per l’importanza ed attualità della tematica, sia per il linguaggio cinematografico: poetico, ben curato, incisivo e coraggioso, capace di considerare lo spettatore come soggetto attivo. Il film, con una posizione autoriale chiara, attraverso gli oggetti e l’amore per essi ci parla di storia, identità, colonialismo, futuro e prassi, chiamando in causa il ruolo stesso di museo, realtà da rendere un “Living space”, in cui poter partecipare per imparare del proprio mondo. Future Tense si colloca perfettamente all’interno del contesto del RAM, un’occasione di scambio e di riflessione, un momento di incontro e dibattito attraverso il cinema e la memoria.

Menzione speciale al film “Phool Dei” di Kartik Mahajan (India, 2023 -2024, 8’). Phool Dei, il festival dei fiori e del raccolto che celebra la cultura dell’Himalaya nello stato di Ut­tarakhand in India, è visto con gli occhi di una ragazzina in un viaggio magico, prima che il suo villaggio diventi un villaggio fantasma. Affrontan­do temi come cambiamento, migrazioni, magia e forze della natura, il corto è un tributo alle tra­dizioni e un commovente commento alle sfide da affrontare.

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Frame del film “Phool Dei” di Kartik Mahajan

Motivazione: con la sua audace fusione tra animazione e musical, l’opera cattura l’essenza vibrante della tradizione Phool Dei, il festival dei fiori e del raccolto dell’Uttarakhand, India. Attraverso una narrazione musicale e visivamente incantevole, il film guida nel viaggio di una giovane protagonista che vive la magia del suo villaggio in un momento di trasformazione. Con la sua atmosfera onirica e il ritmo cadenzato dalle melodie, il corto diventa un inno non solo alla tradizione, ma anche al potere del racconto visivo-musicale per affrontare tematiche profonde come il cambiamento e la resistenza culturale.

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Chiara Simoncelli proclama il film “The earth above. A Deep Time View of Australia’s Epic History / La Terra al di sopra. Una visione profonda della storia epica dell’Australia” di the RUWE Collective vincitore della menzione speciale Fulldome RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

FULLDOME. Menzione speciale Fulldome al film “The earth above. A Deep Time View of Australia’s Epic History / La Terra al di sopra. Una visione profonda della storia epica dell’Australia” di the RUWE Collective. Motivazione: il film rende protagonisti gli aborigeni e la loro visione olistica del processo trasformativo in atto da millenni in Australia. Questo è il suo contributo più prezioso: la proposta di un modello alternativo, che permette di cambiare prospettiva e mettersi nei panni dell’Altro, inteso come un Tutto che rimanda a un ecosistema di interazioni tra scienza, natura, società e persone. Da un punto di vista tecnico è molto ben riuscito e sfrutta la tecnologia fulldome ma senza calcare troppo la mano: lascia come ricordo principale l’importanza del racconto e solo successivamente il ruolo della tecnologia. Un uso sapiente delle nuove tecnologie, infatti, fa sì che la tecnologia stessa “scompaia” agli occhi dell’osservatore, per lasciare il focus sul messaggio

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La menzione speciale CinemA.Mo.Re. RAM film festival 2024 è andata al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon

CINEMAMORE. Menzione speciale Cinemamore al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon (Ecuador, 2023, 15’). Motivazione: è un film denso di contenuti e dalla narrazione poetica, che trasmette un racconto tutto femminile, sia universale che locale, del ruolo delle nonne della Ruta Escondida in Ecuador. Notevole sotto il profilo filmico, il cortometraggio utilizza un linguaggio innovativo, combinando riprese sul campo e animazione in stop motion dove le memorie, il mito, le usanze e le eredità culturali si fondono nelle voci delle anziane donne, la cui sapienza viene elogiata e tramandata di generazione in generazione.

Menzione al film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha (Brasile, 2023, 45’). Motivazione: il film racconta la prossimità fra due culture, quella giapponese e quella brasiliana, attraverso la differenza tra arte e artigianato, il ruolo di ambiente e cultura antropica, nella continuità e discontinuità di passato e presente, che i legami e le distanze tra civiltà sono in grado di illustrare.

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Frame del film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry

ARCHEOBLOGGER. Menzione speciale Archeoblogger al film “La Grotte Cosquer. Un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer. Un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry (Francia, 2022, 52’). Il film ricostruisce la storia della Grotta Cosquer, uno dei capolavori di pittura rupestre d’Europa. Oltre 35 metri sotto il livello del mare, è oggi minacciata dall’innalzamento delle acque accelerato dal riscal­damento climatico. Per conservarla e renderla ac­cessibile, la Regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha avviato una ricostruzione a grandezza naturale di questo gioiello nascosto.

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Claudia Beretta proclama il film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry vincitori della menzione speciale Archeoblogger RAM film festival 2024

Motivazione: un documentario che porta lo spettatore nel cuore di una grotta semi sommersa attraverso immagini di forte impatto cinematografico e poi attraverso l’uso delle più moderne tecnologie e la pratica artistica racconta una storia che è insieme di ricerca e di promozione di un sito dall’equilibrio delicatissimo. Un film che incanta e riesce a far sentire vicini uomini e donne vissuti migliaia di anni fa, che hanno affidato alla roccia di questa grotta il segno del loro passaggio, frutto di una volontà di esprimersi in cui, ancora oggi, ci riconosciamo.

 

Rovereto (Tn). Al via il programma il RAM film festival 2024. Il ricco programma presentato per archeologiavocidalpassato.com dalla direttrice Alessandra Cattoi. Ecco i film in cartellone nella prima giornata

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Fondazione museo civico di Rovereto: il presidente Giovanni Laezza e la direttrice Alessandra Cattoi alla presentazione del RAM film festival 2024 (foto fmcr)

RAM Film Festival 2024: ci siamo. Con la proiezione del film “Le mystère des oiseaux géants / Il mistero degli uccelli giganteschi” alle 15 di mercoledì 2 ottobre 2024 al teatro Rosmini di Rovereto, apre ufficialmente il RAM film festival 2024, giunto alla 35ma edizione, che ha avuto un’anteprima musicale la sera martedì 1° ottobre 2024 con il Trio Broz che ha segnato anche la riapertura dello storico teatro alla comunità roveretana dopo qualche annodi chiusura. A introdurci alla cinque giorni di festival, dal 2 al 6 ottobre 2024, con un programma ricco di eventi, è Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto, che organizza il RAM film festival, in un intervento per archeolgoiavocidalpassato.com.

“RAM film festival è ai blocchi di partenza”, esordisce Alessandra Cattoi. “Si parte mercoledì 2 fino a domenica 6 ottobre. Abbiamo 60 documentari in programma, e moltissime le nazioni che sono rappresentate – quasi 30 – nelle quattro sezioni del festival: la sezione del cinema archeologico è la più nutrita, su 60 film ben 28 sono dedicati all’archeologia. E le altre sezioni classiche che riguardano i documentari sul patrimonio culturale italiano, su quello non italiano dal mondo e poi le animazioni. Quest’anno abbiamo in più due novità. Per la prima volta un premio dedicato ai giovani registi delle scuole di cinema, e una delle proiezioni sarà fatta fuori dalle classiche sale cinematografiche e dentro invece il Planetario. Il RAM fil festival è organizzato da un museo – il museo civico di Rovereto – che ha un Planetario e quindi verranno proiettati sulla cupola, quindi su una superficie semisferica, dei documentari realizzati apposta con questa tecnologia totalmente immersivi. Solitamente nei planetari si vedono filmati di astronomia. In questo caso vedremo invece l’archeologia a tutta cupola”.

“Oltre la proiezione dei film”, ricorda Cattoi, “avremo degli eventi e in particolare degli incontri con esperti sia di archeologia ma anche di altre tematiche perché il focus di quest’anno si chiama “Sguardi sulle migrazioni” , e quindi qualche incursione sull’attualità, sulla questione più strettamente cogente è inevitabile, e quindi abbiamo quattro appuntamenti ogni pomeriggio alle 18 con esperti e anche con dei film sul focus delle migrazioni. Venerdì e sabato sera, invece, al teatro Zandonai, eventi-spettacolo. In particolare una conferenza tenuta da Stefano Allievi, che è professore all’università di Padova, un antropologo, ma che ci racconta il mondo come è stato nelle grandi migrazioni del passato, e sabato sera grandi aspettative perché avremo a Rovereto Christian Greco, il direttore del museo Egizio, che ci racconterà il film realizzato quest’anno per i 200 anni della nascita del museo Egizio e tutte le novità che il museo Egizio sta annunciando settimana dopo settimana in questi mesi. Si conclude domenica con un ultimo spettacolo realizzato apposta per il RAM film festival di un antropologo che si chiama Duccio Canestrini, fa parte anche del comitato scientifico del RAM film festival, dal titolo un po’ curioso: si chiama NeanderPop, e racconta un po’ come in ognuno di noi ci sia un po’ di Neanderthal e come questo Neanderthal abbia migrato nei secoli per arrivare fino ad oggi”.

E allora vediamo il programma del 2 ottobre 2024, prima giornata del RAM film festival 2024. Storie di popoli e di tempi lontani, meravigliose scoperte, musica in grado di raccontare un’identità e rugiada in grado di risvegliare un profondo senso di appartenenza, e perché no, anche storie di uccelli giganti. Questo è quello che succede al RAM film festival: si raccontano storie, e nella prima giornata di proiezioni, quelle proposte sono davvero sorprendenti: “Le mystère des oiseaux géants” (Francia/2023/53’); “Cheenee” (Trinidad e Tobago/2023/61’); “Specularia. Des vitres chez les Romains” (Belgio/2023/25’); “Diving in the Aegean History” (Grecia/2023/12’); “Ni por mil puñados de Oro” (Cile/2022/24’); “La notte del Conte Rosso” (Italia/2024/54’); “A Villa dos Centauros” (Portogallo/2023/25’); “Jiroft” (Iran/2024/6’); “Anima Insulae” (Italia/2024/51’); “Mésopotamie, la redécouverte des trésors d’Irak” (Francia/2023/52’); “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” (Italia/2022/42’); “On les appelle: Vikings” (Francia/2023/52’).

Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento assegnati i riconoscimenti della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico: ecco i film premiati dalla giuria tecnica, dal pubblico e dal RAM film festival

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Un momento delle premiazioni della XX edizione del Festival del cinema archeologico al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento (foto regione siciliana)

Gli etruschi, i geroglifici e la musica antica ammaliano giurie e pubblico della XX edizione del festival (diffuso) del cinema archeologico promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival di Rovereto. Nella splendida sede del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, l’ultima delle tre serate della tappa agrigentina del Festival del Cinema Archeologico, si è chiusa con la premiazione di quei film che, più di tutti, sono stati capaci di raccontare, far conoscere, immaginare e vivere il patrimonio culturale. Il festival riprende martedì 23 luglio 2024 con la prima serata della tappa di Palermo al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”.

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Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski

Il Premio Parco Archeologico della Valle dei Templi è stato assegnato da una giuria tecnica composta da Antonio Barone, Valentina Caminneci e Anna Maria Ravagnan al film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa?

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Frame del film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant

Il pubblico di Agrigento ha decretato vincitore il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura.

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Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George

Nella stessa serata è stato assegnato anche lo speciale premio RAM film festival da Giovanni Laezza e Alessandra Cattoi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto, al film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia, 2020-2021, 53’). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà.