Giardini Naxos (Me). Al museo Archeologico presentazione del libro “Da Penelope ad Aspasia. Studi sulla figura della donna nella Grecia arcaica” a cura di Helena Catania e Claudia Devoto (edizioni Quasar) per il ciclo “Archeodonna. Donne e archeologia. L’altra metà della storia”
Mercoledì 6 maggio 2026, alle 18, al museo Archeologico di Naxos del parco archeologico Naxos Taormina, a Giardino Naxos (Mes), presentazione del libro “Da Penelope ad Aspasia. Studi sulla figura della donna nella Grecia arcaica” a cura di Helena Catania e Claudia Devoto (edizioni Quasar), un percorso di approfondimento che intreccia memoria, cultura e studi sul mondo antico, restituendo voce a figure femminili spesso rimaste ai margini del racconto storico, nuovo appuntamento di “Archeodonna. Donne e archeologia. L’altra metà della storia”, il cilco di incontri dedicato al ruolo delle donne nella storia e nella ricerca archeologica. Intervengono Luigi Maria Caliò (università di Catania), l’archeologa Helena Catania, e Gian Michele Gerogiannis (ricercatore UniCt). Modera Giuseppe Gentile, presidente dell’archeoclub Naxos Taormina Valle Alcantara.

Copertina del libro “Da Penelope ad Aspasia. Studi sulla figura della donna nella Grecia arcaica” a cura di Helena Catania e Claudia Devoto
Da Penelope ad Aspasia. Lo studio del mondo femminile in Antico porta con sé molte incognite per diversi motivi. Innanzitutto, il fatto che normalmente la mole di informazioni e il grado di visibilità delle donne nelle fonti è di gran lunga minore rispetto alla sfera maschile. In secondo luogo, perché fare una storia delle donne significa soprattutto costruire una storia sociale che implica numerosi saperi sociali e sociologici, storici e religiosi, antropologici, archeologici etc. Lo studio di genere difficilmente può essere compresso nell’ambito di un sistema disciplinare e la segmentazione accademica delle discipline antichistiche non riesce a mettere al centro di un percorso di studio sul mondo antico l’uomo inteso nella sua interezza e complessità. La divisione tra scienze archeologiche e filologiche, che sempre di più diventa sistemica nelle nostre università, non rende giustizia né alle une né alle altre relegandole a tecnicismi che sempre di più si allontanano dallo studio di una cultura. In un sistema universitario e in generale nei processi di istruzione dove al conoscere si sovrappone un saper fare basato su procedure e conoscenze tecniche, in cui sempre di più il mezzo tecnico si sostituisce al fine della ricerca, l’anthropos con la sua struttura sembra perdere sempre di più. Per questo, dovendo scegliere un argomento sul quale riflettere insieme agli allievi più o meno avanzati nella carriera accademica, si è voluto puntare sulla donna di età arcaica, al di là dell’interesse dell’argomento, non sempre sviscerato in tutte le sue declinazioni: nel tentativo di riportare uno studio sull’uomo antico a quell’universalismo a cui tutti gli studiosi dell’uomo dovrebbero tendere.
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Tag:Archeoclub Giardini Naxos Taormina e Valle Alcantara, ciclo “Archeodonna. Donne e archeologia. L’altra metà della storia”, Claudia Devoto, Edizioni Quasar, Gian Michele Gerogiannis, Giuseppe Gentile, Helena Catania, libro “Da Penelope ad Aspasia. Studi sulla figura della donna nella Grecia arcaica”, Luigi Caliò, museo archeologico di Naxos (Giardini Naxos), Parco archeologico di Naxos e Taormina, università di Catania
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)

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