Agrigento. Al Palacongressi conferenza “I Bronzi dal mare di Riace” di Carmelo Malacrino, direttore del MARrC, terzo incontro del corso di formazione “La Valle dei Templi e altre storie”
I bronzi restituiti dal mare di fronte alle coste calabresi, divenuti nell’immaginario corrente simbolo della bellezza e dell’armonia classica ed oggetto di ammirazione del grande pubblico da oltre cinquant’anni, sono protagonisti al Palacongressi di Agrigento il terzo incontro del corso di formazione “La Valle dei Templi e altre storie”, dedicato alle grandi scoperte dell’archeologia. Appuntamento il 15 marzo 2023, alle 15.30, con la conferenza “I Bronzi dal mare di Riace” di Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria che racconterà l’emozionante storia dei Bronzi di Riace, dal recupero alla loro esposizione. Il numero considerevole di docenti iscritti al corso promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, ben 185, conferma l’attualità e l’interesse del percorso formativo. “Ogni scoperta archeologica”, commenta l’archeologa del parco, Valentina Caminneci, “segna una tappa del progresso della civiltà, rappresenta la conquista di ciò che era perduto, alimenta la crescita morale dell’umanità. Il numero considerevole di docenti iscritti al corso promosso dal Parco, ben 185, conferma l’attualità e l’interesse del percorso formativo”. E aggiunge Malacrino: “Parlare dei Bronzi di Riace è sempre una grande emozione. Non sono per la loro storia, ma anche per l’opportunità di illustrare come e quanto sia cambiato il Museo in questi ultimi anni. Un Museo che sempre più dialoga in modo inclusivo con la comunità del territorio e una comunità che sente il Museo come un luogo aperto e dinamico, energico intorno ai suoi capolavori identitari, i Bronzi di Riace. Ringrazio il direttore e tutto lo staff del Parco Valle dei Templi di Agrigento per questo invito, con l’auspicio che possa essere l’inizio di una feconda collaborazione, al pari di quella già consolidata con altre istituzioni museali siciliane, come quelle di Siracusa, Taormina e Messina”.
Lavis (Tn). Al via la quinta edizione di Cinema Archeologico: tre martedì con tre corti e tre film scelti dall’archivio del RAM film festival di Rovereto
Al via martedì 14 marzo 2023, al Teatro Auditorium Comunale di Lavis (Tn), la quinta edizione di Cinema Archeologico, la rassegna di film che racconta il patrimonio culturale con il linguaggio evocativo e coinvolgente del cinema, organizzata in collaborazione con il RAM film festival di Rovereto, al cui archivio appartengono i film proiettati. Un viaggio attraverso periodi storici, culture, punti di vista diversi, per accrescere la propria conoscenza del mondo. In programma tre documentari e docufiction provenienti da diversi Paesi europei. Le tematiche spaziano dal ruolo della donna nelle varie epoche, alla tutela del patrimonio culturale in momenti difficili, come i periodi di guerra. Si parlerà del dialogo costante fra il mondo moderno e la propria storia e del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, fondamentale oggi come nel passato. Ogni serata sarà introdotta da un corto d’animazione, un particolare mezzo di espressione che racconta storie e paesaggi in modo creativo. Ogni film sarà preceduto anche da un piccolo corto di animazione sempre proveniente dagli archivi della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Tutti i film sono doppiati in lingua italiana tranne quello proposto martedì 21 marzo 2023 che darà in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Ecco il programma.

Frame del film “Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire / Lady Sapiens alla ricerca della preistoria” di Thomas Cirotteau
Martedì 14 marzo 2023, alle 21, il corto “Treasure / Il tesoro” di Samantha Moore (Regno Unito 2021, 8’), produzione: Abigail Addison. Nel 2018 la scoperta del pendente solare dello Shropshire, antico di 3000 anni, è stata di enorme importanza per gli archeologi. La sua squisita lavorazione, che evoca i raggi del sole, mette in discussione quel che si sa della comunità che l’ha creato. Treasure è il racconto di due storie intrecciate: quella di un cacciatore di antichi tesori e quella di un’antica comunità. Segue il film “Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire / Lady Sapiens alla ricerca della preistoria” di Thomas Cirotteau (Francia 2021, 52’), produzione: Sophie Parrault (Little Big Story); Ubisoft; Ideacom International; NHK; France Télévisions, Planète, Radio Canada, TVO. Consulenza scientifica: Sophie Archambault de Beaune. Chi erano le donne preistoriche e che aspetto avevano? Come si svolgeva la loro vita quotidiana? Qual era la divisione del lavoro tra uomini e donne? Arte rupestre e caccia per gli uomini, raccolta e lavori domestici per le donne? E se la realtà fosse più complessa? Oggi una nuova generazione di ricercatori sta rivoluzionando i luoghi comuni.

Frame del film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois
Martedì 21 marzo 2023, alle 21, il corto “Mary” di Kinga Anna Garncarz (Polonia 2022, 6’), produzione: Kinga Anna Garncarz. Il cortometraggio racconta la storia di Mary Anning, la madre della paleontologia, che, nonostante le avversità, ha raggiunto risultati eccezionali in termini di scoperte scientifiche. Di bassa estrazione sociale e autodidatta, Mary scopre scheletri di Ittiosauro, Pterosauro e Plesiosauro. Il suo nome, dimenticato per anni, riacquista l’importanza che merita quando le vengono restituiti i crediti per il lavoro svolto. Segue il film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra 2021, 72’), produzione: La Caixa de la Llum Produccions. Consulenza scientifica: Dr Houmam Saad, Dr Maamoun Abdulkarim (UNESCO), Dr Yasmine Mahmoud. Film in lingua originale con sottotitoli in italiano. Un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali lotta per preservare il patrimonio di reperti archeologici del museo nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Come mettere in salvo 50mila manufatti in una città assediata? In questa corsa contro il tempo nulla è garantito ma una cosa è certa: se le collezioni del Museo andranno perse, una parte della storia dell’umanità scomparirà con esse.

Frame del film “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello
Martedì 28 marzo 2023, alle 21, il corto “Terra di incontri” di Aurora Martina Meneo (Italia 2019, 11’), produzione: Artsmedia. Un nonno e sua nipote intraprendono un magico viaggio attraverso i paesaggi pugliesi. Segue il film “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello (Italia 2022, 55’), produzione: Roberto Dall’Angelo. Pochi conoscono il rapporto tra la Repubblica di Venezia e i suoi possedimenti terrieri. Nei boschi veneti, friulani e istriani, Venezia trovava il legno indispensabile per costruire le navi da guerra. Per preservare tali materiali, la Serenissima attuò una serie di buone pratiche volte a salvaguardare il territorio, dando luogo anche a un profondo cambiamento di mentalità.
Bologna. Al via “…Comunicare l’archeologia…” (primo semestre), il ciclo di incontri del Gruppo archeologico bolognese con focus sull’isola di Cipro, l’Antico Egitto “nascosto”, gli insediamenti rupestri, i ritrovamenti archeologici nel Bolognese e il riutilizzo dei materiali romani
Dal fascino dell’isola di Cipro a quello dell’Antico Egitto, dagli insediamenti rupestri ai ritrovamenti archeologici nel Bolognese al riutilizzo di architetture antiche: sono alcuni degli argomenti affrontati dal ciclo di incontri “…comunicare l’archeologia…” del primo semestre 2023 promossi dal Gruppo Archeologico Bolognese al martedì, alle 21, in presenza al Centro sociale ricreativo culturale “Giorgio Costa” in via Azzo Gardino 48 a Bologna. L’ingresso alle conferenze è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Il Gruppo Archeologico Bolognese (Gabo), affiliato ai Gruppi archeologici d’Italia, con i quali sono promosse – soprattutto d’estate – campagne di ricerca, scavi e ricognizioni d’interesse nazionale, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Archeologiche, collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena e il museo della Civiltà Villanoviana (Muv) di Castenaso.
Si inizia martedì 14 marzo 2023, alle 21, al Centro sociale ricreativo culturale “Giorgio Costa” con Silvia Romagnoli, archeologa e travel designer, che presenterà la conferenza “Kypros: crocevia di continenti. Racconto di viaggio con il Gruppo Archeologico Bolognese” raccontando l’itinerario di 9 giorni intrapreso alla scoperta di Cipro, organizzato da Insolita Itinera in collaborazione con il GABo. “Siamo appena tornati da un viaggio nella splendida isola di Cipro, una terra ricca di archeologia, tradizioni e tesori delle più antiche civiltà del mondo che l’hanno abitata nel corso dei secoli, in virtù della sua posizione strategica al crocevia di tre continenti”, ricorda Romagnoli. “L’isola è quindi, oggi, un grande museo a cielo aperto, dove si possono ammirare numerose testimonianze del suo movimentato passato, che ha fatto di Cipro un mosaico di differenti periodi e civiltà”. Per chi si è perso il viaggio e vuole scoprire la storia millenaria di questa affascinante isola del Mediterraneo, è la conferenza giusta.

“Insediamenti rupestri”: ne parla Giuseppe Rivalta
Si prosegue martedì 18 aprile 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa” con la conferenza “Gli insediamenti rupestri nel mondo” di Giuseppe Rivalta, antropologo, biospeleologo e viaggiatore, che presenterà questi luoghi descritti nell’omonimo libro scritto con Carla Ferraresi e in uscita il 20 marzo 2023.

La copertina del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” di Maurizio Zulian e Graziano Tavan (Marsilio Arte)
Terzo appuntamento martedì 2 maggio 2023, alle 21, al centro sociale “G. Costa”: Maurizio Zulian, viaggiatore, scrittore ed esperto dell’Antico Egitto, e Graziano Tavan, giornalista specializzato in archeologia, presentano il loro libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni”, edito da Marsilio Arte. “Nella terra di Pakhet”, spiegano gli autori, “non è una guida archeologica tout court né un libro fotografico sull’Egitto, ma è un viaggio, emozionale e scientifico al contempo, alla scoperta di un Egitto “nascosto”, lontano dai percorsi turistici, perché sostanzialmente chiuso ai visitatori – e spesso anche agli stessi studiosi -, in quello che gli egittologi chiamano Medio Egitto, ma che più correttamente è l’Egitto Centrale, dal governatorato di Beni Suef, appena a Sud del Cairo, a quello di Sohag, che finisce ad Abydos.

San Pietro in casale: scavi archeologici del mulino della Ca’ Gioiosa (foto sabap-bo)
Quarto appuntamento martedì 23 maggio 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”, con la conferenza “Il ritrovamento del mulino della Ca’ Gioiosa: archeologia e storia della pianura bolognese tra l’età medievale e l’età moderna”. Introduzione a cura dell’archeologa Daniela Ferrari. Intervengono Valentina Di Stefano, archeologa Sabap-Bo; Daniele Mazzitelli, di Phoenix Archeologia; e Claudio Negrelli, direttore tecnico e presidente di Phoenix Archeologia. Il mulino detto della Ca’ Gioiosa, la cui storia inizia nel 1358, rimarrà per secoli uno dei più importanti della bassa pianura bolognese (almeno fino al XVIII secolo). A seguito dei lavori di scavo necessari alla costruzione, in questo sito, di capannoni industriali si è proceduto a dei sondaggi archeologici preventivi per controllare lo stato del vecchio Mulino ormai scomparso sotto stratificazioni centenarie. I lavori hanno portato alla luce i resti della Ca’ Gioiosa e di alcuni edifici limitrofi. Un ritrovamento di grande effetto, che ha permesso di rivedere e studiare questo vecchio Opificio e con esso anche le attrezzature in legno necessarie al movimento delle ruote e delle macine.

Un capitello romano riutilizzato a Bologna in epoca medievale (foto gabo)
Gli ultimi due appuntamenti, recuperano due incontri saltati nel precedente semestre. Martedì 6 giugno 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”, la conferenza “Spolia bononensia. Il riutilizzo del materiale architettonico di età romana nel centro storico di Bologna” con Claudio Calastri, archeologo, classicista, dirigente di Ante Quem per servizi in campo archeologico e casa editrice dedicata all’archeologia.

“Interviste impossibili” a Howard Carter e al faraone Tutankhamon nel centenario della scoperta della tomba del faraone bambino (foto gabo)
Ultimo appuntamento, martedì 20 giugno 2023, alle 21, al Centro Sociale “G. Costa”. Per ricordare il centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon da parte di Howard Carter nel novembre del 1922, il Gruppo Archeologico Bolognese e la compagnia Ten Teatro Costarena presenteno: “Intervista impossibile a Tutankhamon” di Giorgio Manganelli, e “Intervista impossibile a Howard Carter” di Giuseppe Mantovani. Introduzione a cura dell’archeologa Barbara Faenza.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale ultimi lavori per l’apertura della sezione Campania Romana nell’ala occidentale. Giulierini: “Un raddoppio epocale degli spazi espositivi che farà del Mann una superpotenza nell’offerta di Archeologia classica”. Ne parlano i protagonisti nel video “Mann in progress”

Una fase dell’allestimento della sezione Campania Romana nell’ala occidentale del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

La statua di Olconio Rufo dal quadrivio di ia Stabiana a Pompei, esposta nella sezione Campania Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
La sezione Campania Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli è ormai pronta per essere svelata al grande pubblico, dopo vari annunci di imminente apertura: l’ultimo, lo prevedeva per metà febbraio 2023. E sarà un “raddoppio epocale” degli spazi espositivi del Mann, come lo ha definito il suo direttore Paolo Giulierini, che farà dell’Archeologico “una superpotenza in termini di offerta dell’archeologia classica in Campania ma soprattutto a livello nazionale e internazionale”. In questi ultimi due anni il museo Archeologico nazionale di Napoli ha spesso “spoilerato”, come si usa dire adesso, il procedere del progetto di riapertura dell’ala occidentale del Mann destinata ad ospitare la statuaria romana campana: i sopralluoghi dei tecnici, l’avvio del risanamento-restauro delle prestigiose architetture, la scoperta di qualche opera-capolavoro destinata ad essere esposta, alcune fasi dell’allestimento. Ma stavolta l’imminenza dell’apertura che, tanto per capirci, rappresenta uno spazio analogo e speculare a quello che ospita la Collezione Farnese, è dato da un breve, ma esauriente video, “Campania Romana. Mann in progress: il racconto del lavoro per la riapertura dell’ala occidentale”, in cui – tra immagini che sbirciano tra le sale mostrandoci in anteprima interessante dettagli dell’allestimento, intervengono i protagonisti di questo progetto, dal direttore Paolo Giulierini all’architetto coordinatore del Mann Andrea Mandara, agli architetti dello Studio Isola Architetti di Torino, che ha curato il progetto di restauro e allestimento, Stefano Peyretti e Saverio Isola.
“La città di Napoli e il museo Archeologico nazionale”, esordisce Giulierini, “aspettavano di riaprire al pubblico questi straordinari spazi che precedentemente ospitavano le sale dei piccoli tesori pompeiani e che adesso sono destinati alla statuaria romana della Campania. In particolare in questi spazi abbiamo pensato di destinare le opere pubbliche principali di Pompei ed Ercolano ma anche dei Campi Flegrei. E si tratta di un campionario assoluto di vertici della scultura ma anche della pittura che decoravano le più importanti parti delle città di Ercolano e di Pompei. In questo progetto – continua – abbiamo voluto mescolare insieme tante competenze da quelle dell’università Federico II – Dipartimento di Archeologia per quello che riguarda il progetto scientifico, allo Studio Isola di Torino, e ovviamente a tutte le competenze interne del Museo. Si tratta in effetti di un raddoppio epocale del Museo. Da questo momento in poi il pubblico potrà veramente avere cognizione di quello che significa il Mann, e cioè una superpotenza in termini di offerta dell’archeologia classica in Campania ma soprattutto a livello nazionale e internazionale”.

Una fase dell’allestimento della sezione Campania Romana nell’ala occidentale del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto valentina cosentino)

Antefissa a maschera da Fondo Patturelli a Capua, esposta nella sezione Campania Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Le sale poste al piano terra dell’ala occidentale ospiteranno la nuova sezione dedicata alla Campania romana, che accoglierà circa duecento reperti provenienti dai principali centri della Campania antica, sia quelli vesuviani come Pompei ed Ercolano, sia i siti flegrei come Cuma, Baia, Pozzuoli sia i centri dell’interno come Capua, oggi Santa Maria Capua Vetere. L’obiettivo dell’esposizione è quello di ricostruire una serie di contesti della prima età imperiale in tutti i loro elementi – sculture, pitture parietali, iscrizioni – così da restituire l’idea non solo dei grandi edifici in cui si svolgeva la vita pubblica – civile e religiosa – ma anche quella della committenza e dei suoi ideali di rappresentazione. Vi troveranno posto, solo per citare alcuni dei materiali previsti, le sculture che ornavano l’anfiteatro dell’antica Capua, le sculture colossali del Capitolium di Cuma, il ciclo di affreschi della basilica di Ercolano e, sempre da Ercolano, la ricostruzione della celebre quadriga in bronzo che costituirà un vero e proprio inedito.

Una fase dell’allestimento della sezione Campania Romana nell’ala occidentale del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
“Abbiamo vinto la gara di restauro e rifunzionalizzazione di questo museo qualche anno fa”, spiega Stefano Peyretti dello Studio Isola Architetti. “La gara constava di due fasi principali: la prima quella del restauro edile di questi ambienti meravigliosi, e la seconda – che si sta concludendo in questi giorni – del riallestimento dell’ala occidentale. Abbiamo avuto un lungo rapporto costruttivo con i curatori del museo e i funzionari, per cui le diverse ipotesi che erano sulla carta del riallestimento hanno dovuto confrontarsi con questi spazi aulici e con la storia. Uno degli elementi di ispirazione – ricorda – era stato quello di riproporre l’allestimento ottocentesco che si trova in alcune immagini ancora che presentava delle sale molto colorate, pareti color rosso pompeiano, marmi policromi. Poi andando avanti nella progettazione si è preferito uniformare l’aspetto di quest’ala con il resto del museo. Quindi avere dei colori più neutri, riproponendo comunque delle basi che hanno una certa aulicità e si rifanno a quella che era la storia degli allestimenti, sono rivestite in marmo, ma mantenendo delle tinte più chiare per le pareti che in qualche modo facessero risaltare i reperti. Ambienti definiti maestosi, se ne perde quasi la proporzione: le volte sono a 15-16 metri. Le persone si sentono quasi scomparire, ma sono proporzionate alla grandezza di questi oggetti sia alla loro importanza storica sia alla loro grandezza fisica”.

Dei e personaggi “in attesa” di essere posti nell’allestimento della sezione Campania Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
E Saverio Isola dello Studio Isola Architetti: “Per me è molto emozionante essere qua in questo momento perché nella costruzione di un museo questo è spesso fondamentale: quando cioè tutte le statue, tutti questi personaggi e divinità stanno per entrare nelle loro stanze. C’è un senso di impazienza, c’è un senso di attesa. Si vedono questi personaggi che aspettano. È un momento che si è sempre ripetuto in tutti i musei a cui abbiamo lavorato, a partire dal museo Egizio a Torino, al museo delle Civiltà a Roma, ai musei Archeologici di Torino e di Palazzo Te a Mantova. È un momento particolare. Il nostro approccio – sottolinea – è proprio quello del rapporto tra le collezioni e le architetture. Quindi da una parte il restauro e la preparazione degli spazi, della casa in fondo di questi oggetti che staranno qua per molto tempo, quindi della riscoperta dell’edificio. E allo stesso tempo il giusto posizionamento dello studio delle opere, e del rapporto che si fonda tra le opere e il museo stesso”.

Una fase dell’allestimento della sezione Campania Romana nell’ala occidentale del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto annamaria di noia)
Un’emozione coinvolgente che traspare anche dalle parole di Andrea Mandara, architetto coordinatore del Mann: “È una grande emozione poter parlare di questi ambienti stando noi stessi in questi ambienti. Ambienti che erano fino a poco tempo fa dei depositi. Oggi invece con la loro architettura, con lo spazio, con le dimensioni, devo dire anche con gli interventi che sono stati realizzati di illuminotecniche e di apertura verso il giardino, ci troviamo in spazi dove veramente l’emozione è un’emozione forte che noi stessi, ora che stiamo operando, viviamo, ma sarà sicuramente un’emozione per tutti i visitatori poter rientrare in questi spazi, riconquistare l’architettura del palazzo. In questi luoghi vincerà l’architettura, vincerà la volumetria di questi spazi, e naturalmente la qualità la bellezza delle opere che in questi spazi ritorneranno ad avere una dimensione da museo Archeologico nazionale di Napoli. E io credo – conclude – che l’emozione che noi oggi viviamo lavorandoci dentro per poter fare l’allestimento, è una parte di quella emozione che tutti quanti, i napoletani e in realtà il mondo intero, potrà vivere andando a riconquistare questo patrimonio comune che di nuovo diventerà patrimonio collettivo stabile in spazi in cui l’architettura valorizza e qualifica la conservazione del passato e la valorizzazione del passato”.

La sezione Campania Romana al museo Archeologico nazionale di Napoli è quasi pronta per accogliere i visitatori (foto mann)
E allora prepariamoci a godere di questi nuovi spazi. “Con questa operazione allestitiva – conclude Giulierini – si ricrea una simbiosi con la città, perché è possibile proprio avere un affaccio dal lato di Santa Teresa da parte di tutti coloro che attraversano il quartiere e quindi il museo si riapre veramente alla cittadinanza che può contemplare le bellezze da fuori e, auspicabilmente, tornare all’interno del museo che è la casa di tutti, ma in particolare dei napoletani”.
Roma. Per la rassegna “Impara l’arte e mettila da parte” da Zalib a Trastevere lezione dell’egittologa Giulia Pagliari su “L’Egitto a Roma”
Domenica 12 marzo 2023, alle 17.30, da Zalib, in via della Penitenza 35 a Trastevere, riprendono gli appuntamenti de “Impara l’arte e mettila da parte”, una rassegna sulla storia dell’arte classica e contemporanea, in collaborazione con l’associazione culturale EOS. Apre “L’Egitto a Roma”, la conferenza-lezione dell’egittologa Giulia Pagliari sulla presenza della cultura egiziana nella Roma antica. Costo della lezione (compreso di Tessera Arci e Tessera EOS, obbligatorie): under30, 13 euro; over30, 15 euro. Per chi ha già partecipato ai primi incontri, o è già in possesso delle due tessere, il costo sarà solo di 5 euro per gli under30 e 7 euro per gli over30. Per informazioni e per prenotare: https://form.jotform.com/230584687494370. Prenotazione obbligatoria.

L’obelisco lateranense in piazza San Giovanni in Laterano a Roma, realizzato all’epoca di Tutmosi III e Tutmosi IV (XV sec. a.C.) e portato a Roma dall’imperatore Costanzo nel 357 d,C.
L’Egitto a Roma. Nella Roma antica e, in modo particolare, nella Roma imperiale, il fenomeno senza dubbio più significativo dei contatti avvenuti con ambiti culturali e artistici diversi e provenienti da civiltà lontane, non solo geograficamente, è rappresentato dall’assimilazione dei culti egizi che furono progressivamente e in modo variegato assorbiti nel complesso religioso dell’epoca nella capitale dell’Impero. I segni di questo interessantissimo fenomeno sono ancora oggi custoditi nella città e si possono scorgere nelle piazze, nei toponimi, in alcuni musei, nella Piramide di Caio Cestio, in monumenti imponenti e oggi scomparsi come l’Iseo Campense. L’Egitto fu uno dei più importanti territori dell’Impero romano a partire dal 30 a.C., quando fu acquisito da Ottaviano Augusto, dopo la morte di Cleopatra. In seguito alla conquista molti ricchi romani furono influenzati dallo stile egizio ma soprattutto gli imperatori che portarono a Roma molti obelischi in circa quattro secoli di tempo, monumenti che ancora oggi connotano la Città Eterna.
Verona. Al museo Archeologico nazionale per la giornata delle famiglie “Tutti a tavola!”: i più piccoli saranno impegnati a creare una tovaglietta preistorica
Ritorna la giornata delle famiglie al museo Archeologico nazionale di Verona. Come ogni mese, per la giornata dedicata alle famiglie, il museo propone “Tutti a tavola!”. Appuntamento domenica 12 marzo 2023, dalle 15.30 alle 17. I più piccoli, dai 4 ai 10 anni, saranno impegnati a creare una tovaglietta preistorica. Dopo una breve visita ad alcuni oggetti legati alla tavola e all’alimentazione, via libera alla fantasia! Incollando, colorando, ritagliando e gustando virtualmente semi e spezie preistoriche. Gli adulti accompagnatori potranno seguire una visita guidata ad hoc, oppure semplicemente lasciare i piccoli all’operatrice. Costo dell’attività: 5 euro a bambino, adulti 5 euro per ingresso al museo con visita guidata gratuita. Prenotazione obbligatoria, tramite mail: museovr@archeologica.it, oppure via whatsApp 346.5033652.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale per “MArTA in MUSICA – Le matinée domenicali”: in programma “24 corde virtuose. Il quartetto di chitarre Santorsola” con Antonio Rugolo, Angelo Gillo, Vincenzo Zecca e Livio Grasso. Un connubio tra le chitarre e il velarium del mosaico
Quarto appuntamento dell’anno con la rassegna “MArTA in Musica”, le matinée domenicali tra musica e archeologia nate dalla collaborazione tra Orchestra della Magna Grecia e museo Archeologico nazionale di Taranto, dedicato al jazz e all’oro. Domenica 12 marzo 2023, alle 11.45, la sala incontri del MArTA ospita “24 corde virtuose. Il quartetto di chitarre Santorsola”. Protagonista sarà il quartetto, composto dai maestri Antonio Rugolo, Angelo Gillo, Vincenzo Zecca e Livio Grasso, che omaggia la Puglia proprio richiamandosi nel nome a quello del compositore Guido Santorsola nato nella regione del sud Italia, e poi trasferitosi in Brasile e in Uruguay dove ha scritto numerose opere diventate ormai repertorio classico per i chitarristi di tutto il mondo. Il quartetto animerà infatti il quarto appuntamento della stagione, realizzata dall’Orchestra ICO della Magna Grecia, dall’Associazione “Matera in Musica” e dallo stesso MArTA. La curatela dell’intera stagione è del Maestro Maurizio Lomartire dell’Orchestra Magna Grecia, del Maestro Pierfranco Semeraro del L.A. Chorus e della già direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti. Il biglietto per assistere a “24 corde virtuose. Il quartetto di chitarre Santorsola” di domenica 12 marzo 2023, alle 11.45, nell’ambito di “MArTA in MUSICA. Le matinée domenicali” potrà essere acquistato nella sede dell’Orchestra della Magna Grecia (a Taranto, in via Ciro Giovinazzi n° 28) e su TicketSms: https://www.ticketsms.it/it/event/WSMASlv3. Ingresso consentito dalle 11.15, inizio ore 11.45. Il costo del biglietto è di 8 euro. All’ingresso del MArTA il giorno del concerto sarà consegnato ad ogni possessore del biglietto del concerto un coupon della validità di una settimana (dalla domenica del concerto evento al sabato successivo) che darà diritto ad un ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto. Il coupon ha validità dalla domenica del singolo evento concerto fino al sabato successivo e deve essere utilizzato tassativamente entro lo stesso periodo per la prenotazione e per l’ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Taranto inserendo il codice coupon sulla piattaforma e-ticketing del museo Archeologico nazionale di Taranto: https://www.shopmuseomarta.it.

Mosaico con la rappresentazione di un velarium conservato al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto marta)
La rassegna, nata con l’intenzione di far dialogare tra loro due grandi fonti di ispirazione e promozione culturale, mette in primo piano, nell’appuntamento di domenica 12 marzo, il suono delle chitarre e il reperto testimonial della matinée, ovvero il mosaico con velarium centrale realizzato nel II secolo d.C. Il raffinato mosaico realizzato con piccole tessere quadrate è un forte richiamo al mondo dello spettacolo, infatti riporta al centro un motivo identificato proprio come un Velarium, ovvero la copertura di tela usata negli anfiteatri romani per proteggere dal sole gli spettatori. Sotto il Velarium ideale della matinée del 12 marzo, il Quartetto Santorsola eseguirà brani di John W. Duarte e Roland Brésils.
Altino. Quinta puntata della rubrica #archeoaltino: in questo focus si esce dalle aree archeologiche propriamente dette per esplorare il territorio altinate e scoprire i collegamenti con i reperti esposti al Museo

La laguna era un elemento vitale per Altino (foto drm-veneto)
Quinta puntata della rubrica #archeoaltino che, ogni martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Per il focus di oggi si esce dalle aree archeologiche propriamente dette per esplorare il territorio altinate e scoprire i collegamenti con i reperti esposti al Museo. La particolarità della posizione di Altino ha fatto sì che, nei secoli, fosse un luogo privilegiato di incontri e commerci, particolarmente grazie alle vie d’acqua, come i canali navigabili e la presenza della laguna.

Archetto di bilancia “poliglotta” conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
“Numerosi reperti esposti al museo Archeologico nazionale di Altino”, spiegano alla direzione, “attestano l’importanza del mare e delle acque navigabili da un punto di vista economico, commerciale e culturale: come l’archetto di bilancia poliglotta, parte di una rarissima bilancia del tipo stadera danese proveniente da Altino ma di probabile origine egiziana, che riporta, su entrambi i lati, iscrizioni in caratteri e lingua greci, accompagnati dai corrispondenti valori delle pesate, espressi in dracme per gli standard attico (greco) e tolemaico (egiziano) e in once e libbre per lo standard romano. Era una bilancia di precisione che funzionava anche come un vero e proprio convertitore “internazionale” di pesi e misure, fondamentale in un grande porto emporico come quello di Altino. L’archetto di bilancia in bronzo si data al I-II sec. d.C.”.

Pesi da pesca in terracotta conservati al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
Interessanti anche i pesi da pesca in terracotta, usati sia per le reti da pesca che come scandaglio per misurare la profondità delle acque (I-III sec. d.C.).

Conchiglie di molluschi ritrovate in contesti di scavo , e conservate al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)
E la varietà di conchiglie di molluschi ritrovate in contesti di scavo: cappesante, canestrelli, cozze, murici, ostriche, vongole. La pesca era una parte importantissima dell’economia dell’antica Altino e molti autori classici ne parlano: Plinio il Vecchio cita i pregiati pectines nigerrimi (cozze) di Altino, mentre Plinio, Marziale e Columella ricordano la grande varietà di pesci delle coste venete.

CERVETERI / TARQUINIA. In occasione della “Giornata Nazionale del Paesaggio”, il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia organizza delle esclusive visite guidate gratuite. A Cerveteri nella necropoli della Banditaccia: alle 10 e alle 15, “Passeggiata tra la cura del verde e la tutela archeologica”, durata 1 h-1,30 ca. La visita permetterà di scoprire le aree in cui sono stati fatti interventi migliorativi e quelli in cui si prevede la manutenzione ordinaria e straordinaria, il difficile equilibrio della gestione del verde e la conservazione del patrimonio archeologico alla scoperta di scorci e paesaggi suggestivi della necropoli. A Tarquinia nella necropoli dei Monterozzi: alle 10 e 15, “Paesaggi dipinti: la necropoli dei Monterozzi”, durata 1 h-1,30 ca. Visita guidata alla scoperta delle famose tombe dipinte della necropoli.



TARANTO / MARTA. Il museo Archeologico nazionale di Taranto si prepara a stupire i suoi visitatori con il suo programma di attività per la Giornata del Paesaggio. Il 14 marzo 2023, il MArTA aprirà le sue porte per far conoscere a grandi e piccini il paesaggio tipico della città di Taranto: quello caratterizzato dai suoi due mari. Dalle 17 alle 19 i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni potranno partecipare al laboratorio didattico “Gli abitanti del Mare”. Una visita guidata a misura di bambini e anche un laboratorio di riciclo creativo attraverso cui realizzare sagome della fauna che contraddistingue il paesaggio marino e le sue profondità:
TARANTO / PATRIMONIO SUBACQUEO. In occasione della Giornata nazionale del Paesaggio martedì 14 marzo 2023, la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo organizza una conferenza sul tema “Paesaggio U-Mano. La mano dell’uomo: conoscenza e progetto del paesaggio”, alle 15.30, nella sede dell’ex-convento di Sant’Antonio in via Viola 12 a Taranto. Intervengono: Cosma Chirico, già archivista di Stato, su “Il paesaggio e le sue rappresentazioni nella cartografia storica”; Nicola Martinelli, del Politecnico di Bari, su “Fari e paesaggi costieri italiani”; Vito Crisanti, dottore forestale, su “Interventi di ricostruzione paesaggistica e naturalistica a scala territoriale in provincia di Taranto”; Serena Piroddu, architetto paesaggista, su “L’ultimo paesaggio a sud-est di Taranto fra trasformazioni e valorizzazioni”. Intervento conclusivo: Barbara Davidde, soprintendente Patrimonio subacqueo, su “La progettazione dello spazio marittimo e il patrimonio culturale”.
SIBARI. Martedì 14 marzo 2023 al museo nazionale Archeologico della Sibaritide si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio con due appuntamenti. Alle 10.30, tornerà a trovarci l’ArcheoCamper che ci proporrà il percorso a tema “Kore e le stagioni”, pensato dalla cooperativa sociale CSC per le scolaresche, gli ospiti dei progetti CAS/SAI, oltre che per quanti vorranno partecipare. La visita delle collezioni sarà arricchita dai racconti dei miti antichi e da attività di laboratorio. Nel pomeriggio alle 17.30 vi aspettiamo numerosi a “Il paesaggio nel Museo”, visita tematica curata dall’archeologa Donatella Novellis, responsabile dei Servizi educativi del Parco. Scopriremo come il Museo racconta il paesaggio antico e contemporaneo attraverso i reperti dei siti archeologici della Sibaritide, l’archeobotanica ed i resti vegetali antichi da poco esposti nelle sale, la lettura che l’artista Anna Corcione fornisce del paesaggio della Sibaritide nella mostra “Naturalia et Mirabilia”. Per ArcheoCamper:
VIBO VALENTIA. Martedì 14 marzo 2023 per contribuire alla promozione di questo evento la soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia partecipa ad una serie di eventi e manifestazioni. L’ iniziativa “Il paesaggio come strumento e oggetto di cura” propone un percorso attraverso il “Parco Diffuso della Conoscenza e del Benessere” di Reggio Calabria, tra i progetti premiati nell’edizione del 2021 del “Premio Nazionale del paesaggio”. Il percorso inizia alle 10 al “Polo sanitario di prossimità di Arghillà” per poi continuare dalle 12.30 alle 14.30 al “Centro di Medicina Solidale di Pellaro” con collegamenti con lo “Studio Medico nell’Università Mediterranea” e un momento convivale con prodotti Km 0. Dalle 15 alle 18 si prosegue nel paesaggio del “Feudo San Filippo di Pellaro” dove si svolgeranno performance artistiche, passeggiate tematiche e conversazioni en plein aire, programmate e improvvisate, con i componenti della Comunità ACE. Nella tarda mattinata verrà illustrato il restauro del dipinto su tela raffigurante la Visitazione, non ancora attribuito, ma risalente probabilmente al XVIII sec. e ritrovato dopo molti decenni dalla sua scomparsa all’interno della chiesa dei SS. Pietro e Paolo dell’antico borgo di Pentedattilo, frazione di Melito Porto Salvo (RC). Il paese sorge alle pendici del Monte Calvario, una parete rocciosa che, come racconta il nome greco, ricorda un’enorme mano aperta. Immerso nell’area grecanica, in passato fu un importante punto di accesso per l’Aspromonte, mentre oggi è un paese fantasma, tra i più affascinanti della costa calabrese, colpito da terremoti e alluvioni. Gli abitanti costretti ad abbandonarlo e a trasferirsi a valle per ragioni di sicurezza non hanno però mai interrotto il legame con questo luogo. Ѐ proprio l’interesse della comunità ha portato al recupero dell’opera, il cui restauro è avvenuto in situ nella forma del “cantiere aperto”, come tentativo di rimettere in circolo l’esperienza del bello facendo dialogare immagini e luoghi, risignificando gli spazi e ricucendo i tempi. Il dipinto ritrovato all’interno di un paese abbandonato proprio nella giornata nazionale del paesaggio ci interroga sul sensibile problema della tutela e su come salvaguardare quella caratteristica che rende unico al mondo il nostro patrimonio storico e artistico: il valore artistico dei beni culturali in un insieme indissolubile con il loro contesto ambientale. Nel pomeriggio è programmata la conferenza “Paesaggi in Pinacoteca. Percorso tra le opere esposte” che sarà tenuta da Daniela Vinci, funzionario storico dell’arte della Sabap RC -VV, nell’ambito dell’iniziativa “Arte in Città”. L’incontro avrà luogo nella pinacoteca civica di Reggio Calabria alle 16.30 e sarà l’occasione per riflettere sul concetto di paesaggio e per sviluppare un percorso tematico tra le opere pittoriche in cui il paesaggio si sviluppa in varie forme. Infine, dalle 17.30, si terrà a Gallico, nella sede dell’Associazione Tre Quartieri, l’incontro dal tema “Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale di Gallico”. Nel corso dell’evento, promosso dall’assessorato alla Cultura della Città di Reggio Calabria, si affronterà il tema della tutela e valorizzazione dei numerosi beni culturali che caratterizzano il paesaggio di Gallico.
REGGIO CALABRIA. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per la Giornata nazionale del Paesaggio, nell’ambito del ciclo di incontri “Officina al MArRC” promosso dall’associazione “Pietre di Scarto”, propone, alle 17, nella sala Conferenza, “Il paesaggio. Vie di terra, vie di mare: la lunga strada per la formazione di una comunità”. Con un testo letterario, un’opera artistica, musicale, video o fotografica, ci si confronta sulle suggestioni che tali opere suscitano in ciascuno. La partecipazione all’evento è gratuita, fino a disponibilità dei posti. Interverranno gli studenti del corso per adulti dell’Istituto professionale Boccioni-Fermi di Reggio Calabria, indirizzo Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. “Il paesaggio rappresenta la nostra identità poiché deriva dall’azione di fattori naturali e umani, esprimendo un intreccio tra cultura, storia e natura”, commenta la presidente dell’associazione, Rosa Puntillo. “L’obiettivo dell’Officina sarà quello di contribuire a promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme, per imparare a riconoscere, salvaguardare e, laddove necessario, recuperare i valori culturali che esso esprime. Volgeremo il nostro sguardo innanzitutto ai paesaggi dell’antichità attraverso alcuni preziosi reperti archeologici custoditi al MArRC, che saranno lo spunto da cui cominciare la riflessione. Parlare poi del nostro paesaggio ci aiuterà a conoscere meglio non solo le varie comunità, ma anche noi stessi”.
CAGLIARI. Nell’ambito della Giornata nazionale del Paesaggio la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e sud Sardegna, organizza in collaborazione con il Comando Marittimo Autonomo Ovest una giornata di riflessione pubblica e confronto sulle tematiche connesse al rapporto tra la città ed il mare con particolare riferimento ai paesaggi che questo rapporto costruisce anche in una prospettiva di profondità temporale storica e futura. L’obiettivo di contribuire a “promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati, attraverso specifiche attività da compiersi sull’intero territorio nazionale mediante il concorso e la collaborazione delle Amministrazioni e delle Istituzioni, pubbliche e private”. L’intenzione è quella di dare voce e accogliere, in una costruttiva riflessione, i punti di vista dei soggetti che a diverso titolo, per le proprie prerogative e competenze, entrano in relazione con i temi connessi al territorio costiero e al mare. Nella sala Cinema del Comando Marittimo Autonomo Ovest, a Cagliari, alle 9, introduce ai lavori la soprintendente APAB-Ca Monica Stochino; dopo i saluti delle autorità, alle 10.30 la prima sezione “Programmi e strategie per un rapporto in costante evoluzione”; 11.30, “Progetti e strumenti di tutela dei paesaggi”. Nel pomeriggio, dalle 15, è prevista una visita guidata alla Base di Luna Rossa Prada Pirelli team. Sempre nella sede dell’Ammiragliato, sarà allestita una piccola mostra dei materiali recuperati nel corso di operazioni di archeologia subacquea e saranno messi in mostra i lavori dei laboratori didattici che hanno già visto il coinvolgimento di alcune classi della scuola dell’infanzia e primaria.
Che successe quando gli antichi Achei arrivarono nella Piana di Sibari molti e molti secoli fa? Come furono accolti dalle popolazioni che abitavano questi territori? Perché l’aggettivo “sibarita” conserva ancora oggi una sua precisa connotazione? Le risposte a “La storia a portata di mano”, il ciclo di incontri mensili curati dalla società cooperativa sociale Thurio e tenuti dall’archeologo Gianluca Sapio. Appuntamento domenica 12 marzo 2023, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide a Sibari (Cassano allo Ionio, Cs). Info e prenotazioni:
Commenti recenti