Altino. Quinta puntata della rubrica #archeoaltino: in questo focus si esce dalle aree archeologiche propriamente dette per esplorare il territorio altinate e scoprire i collegamenti con i reperti esposti al Museo

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La laguna era un elemento vitale per Altino (foto drm-veneto)

Quinta puntata della rubrica #archeoaltino che, ogni martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Per il focus di oggi si esce dalle aree archeologiche propriamente dette per esplorare il territorio altinate e scoprire i collegamenti con i reperti esposti al Museo. La particolarità della posizione di Altino ha fatto sì che, nei secoli, fosse un luogo privilegiato di incontri e commerci, particolarmente grazie alle vie d’acqua, come i canali navigabili e la presenza della laguna.

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Archetto di bilancia “poliglotta” conservato al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

“Numerosi reperti esposti al museo Archeologico nazionale di Altino”, spiegano alla direzione, “attestano l’importanza del mare e delle acque navigabili da un punto di vista economico, commerciale e culturale: come l’archetto di bilancia poliglotta, parte di una rarissima bilancia del tipo stadera danese proveniente da Altino ma di probabile origine egiziana, che riporta, su entrambi i lati, iscrizioni in caratteri e lingua greci, accompagnati dai corrispondenti valori delle pesate, espressi in dracme per gli standard attico (greco) e tolemaico (egiziano) e in once e libbre per lo standard romano. Era una bilancia di precisione che funzionava anche come un vero e proprio convertitore “internazionale” di pesi e misure, fondamentale in un grande porto emporico come quello di Altino. L’archetto di bilancia in bronzo si data al I-II sec. d.C.”.

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Pesi da pesca in terracotta conservati al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

Interessanti anche i pesi da pesca in terracotta, usati sia per le reti da pesca che come scandaglio per misurare la profondità delle acque (I-III sec. d.C.).

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Conchiglie di molluschi ritrovate in contesti di scavo , e conservate al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

E la varietà di conchiglie di molluschi ritrovate in contesti di scavo: cappesante, canestrelli, cozze, murici, ostriche, vongole. La pesca era una parte importantissima dell’economia dell’antica Altino e molti autori classici ne parlano: Plinio il Vecchio cita i pregiati pectines nigerrimi (cozze) di Altino, mentre Plinio, Marziale e Columella ricordano la grande varietà di pesci delle coste venete.

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Una risposta a “Altino. Quinta puntata della rubrica #archeoaltino: in questo focus si esce dalle aree archeologiche propriamente dette per esplorare il territorio altinate e scoprire i collegamenti con i reperti esposti al Museo”

  1. Italina Bacciga dice :

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