Ragusa. Al via il 6° convegno internazionale di studi “Sacrifici umani nelle società umane antiche e premoderne. I miti tenebrosi, il pregiudizio e la storia” diretto da Carlo Ruta, storico e direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia. Due giorni di dibattito: il programma

ragusa_laboratorio-annali-di-storia_convegno-internazionale-sacrifici-umani-nelle-società-antiche-e-premoderne_locandina“Sacrifici umani nelle società umane antiche e premoderne. I miti tenebrosi, il pregiudizio e la storia” è il tema di grande fascino storico del 6° convegno internazionale di studi in programma a Ragusa il 28 e il 29 dicembre 2024. Diretto come i precedenti da Carlo Ruta, storico e direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia, il convegno nasce dal partenariato scientifico con l’università Sorbona di Parigi, il Centre National de la Recherche Scientifique francese, l’università di Genova, l’università di Bari, l’università di Siena, Unitelma-Sapienza università di Roma e il Laboratorio di studi marittimi e navali Ferdinand Braudel dell’università di Genova. “L’obiettivo del convegni è di fare chiarezza su fenomeni storici di difficile interpretazione”, spiega il prof. Ruta, “e, più in particolare, di fornire contributi che aiutino a superare limiti interpretativi che persistono sulla materia dei “sacrifici umani”, sotto il profilo storico-archeologico e antropologico. Si tratta di fare chiarezza, in sostanza, su condotte sociali ancora controverse, che passano tuttavia come provate e certificate, la cui realtà resta invece tutta da dimostrare e le cui interpretazioni risentono troppo da etnocentrismi, stereotipi e rigidità di lettura. Vanno sottolineate inoltre le influenze esercitate sul lavoro storico-antropologico da letterature antiche e moderne che appaiono a conti fatti ben poco rispondenti all’oggettività. Il caso di Salammbò di Flaubert, con riferimento ai presunti sacrifici umani dell’antica Cartagine, potrebbe essere al riguardo emblematico”.

IL PROGRAMMA. Il convegno apre la mattina del 28 dicembre 2024, alle 10.30, con la relazione del direttore scientifico Carlo Ruta, seguito da un primo dibattito aperto ai presenti. Quindi nella sessione pomeridiana, dalle 14,30, le relazioni. Intervengono Francesco Aleo (storico della Chiesa, Istituto S. Paolo di Catania); Emiliano Beri (storico, università di Genova); Bruno Botta (rettore Unitelma Sapienza università di Roma); Alberto Cazzella (paletnologo, Sapienza università di Roma); Annalisa Di Nuzzo (antropologa culturale, università Benincasa di Napoli); Bianca Maria Giannattasio (storica, università di Genova); Pamela Kyle Crossley (sinologa, Dartmouth University, USA); Marco Leonardi (storico, università di Catania); Juan Carlos Moreno García (storico ed egittologo, Sorbonne Université Paris, direttore di ricerca  del CNRS France); Sandra Origone (storica, università di Genova); Giuseppe Varnier (epistemologo, università di Siena). È prevista inoltre, all’interno dei lavori, la comunicazione di Rita Elisabeth Rubino (dottoranda di storia all’Università di Catania). Domenica 29 dicembre 2024, dalle 15 alle 17, il convegno si trasferisce on-line, con interventi e collegamenti in streaming, cui segue la relazione di chiusura del direttore scientifico Carlo Ruta, che tra l’altro annuncerà il tema e la data del 7° Convegno internazionale.

Locri (RC). Ai partecipanti alla passeggiata archeologica natalizia con l’Archeoclub di Locri sarà consegnata la cartina di fruizione del parco archeologico di Locri Epizefiri realizzata dagli studenti

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Presentazione della cartina per la fruizione del parco archeologico di Locri Epizefiri: da sinistra, i proff. Pietro Adorato e Annalisa Locatelli, gli studenti Francesco Guttà, Adriano Mazzaferro e Marco Guttà, insieme con la direttrice Elena Trunfio (foto drm-calabria)

Anche il 28 dicembre 2024, in occasione della passeggiata archeologica natalizia, alla scoperta del Parco e del Museo della polis di Locri Epizefiri (RC), in collaborazione con l’Archeoclub di Locri, sarà offerta a tutti i visitatori. È la cartina di fruizione del parco archeologico di Locri Epizefiri realizzata da studenti di diverse provenienze: Francesco Guttà, Marco Guttà, Giorgia Mazzaferro, Adriano Mazzaferro, Leonardo Romano e Tullia Romeo. I ragazzi, guidati dai professori esperti in animazione digitale per la valorizzazione dei beni culturali, si sono cimentati nella realizzazione di una cartina da distribuire a tutti i visitatori per orientarsi durante la visita al Parco. Il prodotto editoriale realizzato, frutto delle idee dei ragazzi, presentato nel novembre scorso al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, utilizza il linguaggio universale del disegno per rendere immediatamente comprensibili le informazioni e i punti di interesse dell’antica colonia a tutte le categorie di pubblici, adulti e bambini. Le diverse aree archeologiche sono state individuate su una mappa e stilizzate con la realizzazione di un simbolo che richiama un reperto significativo rinvenuto proprio in quella zona. Inoltre, sono stati realizzati dei piccoli focus testuali sui tre musei presenti all’interno del polo di Locri Epizefiri per meglio chiarire le diverse collezioni fruibili. “È stata un’esperienza molto positiva di cui andiamo particolarmente fieri e che si inserisce nel percorso di progettazione partecipata finalizzata al miglioramento dell’accessibilità e della fruizione sul quale stiamo investendo forze significative”, spiega la direttrice Elena Trunfio. “Il contatto con la comunità e la volontà di lavorare insieme è ormai caratteristica preminente di questo Parco e questa iniziativa lo dimostra. L’idea che piccoli visitatori si siano adoperati per offrire a tutti gli altri gli strumenti per potere orientarsi nell’antica colonia è un’azione significativa di cittadinanza attiva in ambito culturale”.

Teramo. Nel cuore della città, lo scavo archeologico del Teatro Romano diventa un cantiere aperto per condividerne la riscoperta e la valorizzazione. La soprintendenza ha fatto il punto sulle ricerche e gli scavi: dal terrapieno di età augustea alle sepolture post-romane

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Il cantiere di scavo archeologico del teatro Romano di Teramo (foto sabap-te-aq)

A Teramo, nel cuore della città, lo scavo archeologico del Teatro Romano diventa un cantiere aperto per condividerne la riscoperta e la valorizzazione. Un progetto che parte da lontano, esattamente tre anni fa, quando il Comune di Teramo scriveva così: “Il Teatro Romano di Teramo, il più grande bene archeologico d’Abruzzo, trova nuovo splendore. La riqualificazione funzionale della struttura, dopo decenni di attesa, ha preso il via lunedì 20 dicembre (2021, ndr), col sindaco Gianguido D’Alberto che ha simbolicamente dato il primo colpo di piccone per l’abbattimento dei Palazzi Adamoli e Salvoni. L’amministrazione comunale ha voluto celebrare tale momento storico, nell’abbraccio di tutta la collettività e alla presenza delle massime autorità. L’evento ha avuto anche la finalità di illustrare i passaggi progettuali che porteranno alla definizione dell’opera nella sua completa prospettiva. Teramo attendeva questo intervento da tempo: si restituisce alla città un simbolo identitario per i cittadini di oggi e per le generazioni di domani, riconsegnandolo alla bellezza di Teramo e al patrimonio dei teramani”.

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Sopralluogo nel cantiere di scavo archeologico del teatro Romano di Teramo (foto sabap-te-aq)

Oggi gli scavi e la rimozione dei palazzi Adamoli-Salvoni hanno rivelato un quadro affascinante ma complesso della storia del Teatro Romano di Teramo. Situato fino a una profondità di circa 4 metri sotto il livello stradale attuale, il sito ha mostrato una sovrapposizione di strutture moderne che ha complicato l’identificazione di fasi medievali o successive. Tuttavia, tra le tracce di frequentazione post-romana, è stata scoperta una struttura in laterizi e malta, utilizzata come sepoltura per circa 14 individui, risalente al XVI/XVII secolo, associata presumibilmente alla vicina chiesa di San Bartolomeo. Il progetto è finanziato attraverso il “CIS Area Sisma”, il ministero della Cultura, la Regione Abruzzo e la Fondazione TERCAS. Il Comune di Teramo ha affidato la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori a un’ampia rete di professionisti e cooperative, tra cui Meg Costruzioni S.r.l., C.C.T. Cooperativa Costruttori Teramani, e AR/S Archeosistemi Soc. Coop. La direzione dei lavori è affidata all’arch. Stefania Di Sabatino, con un team multidisciplinare che copre aspetti tecnici, archeologici e di sicurezza.

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Gilda Assenti fa il punto delle ricerche nel cantiere di scavo archeologico del teatro Romano di Teramo (foto sabap-te-aq)

Qualche giorno fa nell’incontro sullo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione del Teatro Romano, a cui hanno partecipato la soprintendente Cristina Collettini, il sindaco Gianguido D’Alberto e i tecnici degli enti e delle imprese coinvolte nelle attività di valorizzazione e rifunzionalizzazione del sito, l’archeologa della soprintendenza Gilda Assenti ha fatto il punto della situazione. “L’indagine archeologica, attestata, dopo una prima fase di rimozione di terreno di riporto, sul livello in cui si ritiene la struttura romana sia crollata all’epoca del suo abbandono”, spiega l’archeologa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, “ha già restituito importanti riscontri al team di tecnici al lavoro. Finora infatti si è riusciti a definire l’origine artificiale del terrapieno su cui è nato il teatro in età augustea, grazie al rilievo di materiale sabbioso regolarizzato, al di sotto dell’ima cavea, la parte più bassa delle gradinate. È stata inoltre individuata una condotta ad anello utilizzata per il deflusso delle acque e la proedria, vale a dire l’area solitamente riservata, nei teatri greci e romani, alle sedute dei senatori, magistrati e altre cariche cittadine”.

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La soprintendente Cristina Collettini alla presentazione del cantiere di scavo e valorizzazione del Teatro Romano di Teramo (foto sabap-te-aq)

La soprintendente Collettini ha ribadito l’importanza dell’intervento per la città di Teramo e le modalità con il quale lo stesso è stato pensato, con una prima fase di scavo conoscitiva, tesa a guidare successive scelte di rifunzionalizzazione condivise con il territorio, al fine della valorizzazione del bene, in un’ottica di continuo dialogo ed equilibrio tra le esigenze della collettività e quelle dalla tutela. Il cantiere, che ha restituito, tra le sorprese inaspettate, delle sepolture di circa 14 individui databili a partire dal XVI/XVII secolo, sarà gradualmente aperto al pubblico, con visite guidate e attività di comunicazione specifiche, per condividere l’andamento delle attività di valorizzazione e rifunzionalizzazione del monumento con la comunità cittadina e i turisti.

Reggio Calabria. Per le festività natalizie al museo Archeologico nazionale l’installazione “Blooming Skin of Brain Paradise”: un’opera per la Pace

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L’installazione “Blooming Skin of Brain Paradise” degli artisti Aljosha, di origine ucraina, e Ilya, di origine russa, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Per le festività natalizie il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria propone “un’opera per la pace”. Parliamo di “Blooming Skin of Brain Paradise”, un’installazione unica nel suo genere, creata a quattro mani dagli artisti Aljosha, di origine ucraina, e Ilya, di origine russa. Questa opera, frutto di un progetto visionario promosso da un docente d’arte e un imprenditore culturale, rappresenta un potente messaggio universale: la possibilità di creare bellezza attraverso il dialogo e la comprensione reciproca, anche in tempi di divisione e conflitti. L’iniziativa è stata realizzata a Reggio Calabria grazie alla disponibilità di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC; alla volontà di Luca Perna, direttore creativo di Artshares; Ghislain Mayoud, curatore della mostra; Michele Geria, produttore della società cinematografica Baobei; e Gianluca Gargano, regista del documentario che verrà realizzato sull’opera. “Blooming Skin of Brain Paradise” unisce due mondi apparentemente distanti, fondendo tradizione e innovazione, natura e mente, per raccontare la complessità della vita e la forza dell’umanesimo.

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L’installazione “Blooming Skin of Brain Paradise” degli artisti Aljosha, di origine ucraina, e Ilya, di origine russa, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

La Scala Monumentale Piacentini del museo Archeologico nazionale, è lo spazio perfetto per accogliere questa straordinaria opera. L’installazione, che si intreccia con i temi della pace, della diversità e dell’armonia, offre un’esperienza emozionale unica, arricchita da un accompagnamento musicale dal vivo e da un gioco di luci che valorizza sia l’opera che la bellezza del luogo. Un dialogo tra arte e territorio che trova una perfetta sintesi negli spazi del MArRC, in linea con un proficuo dialogo fra antico e contemporaneo promosso dal Museo con impegno sempre crescente. L’evento si inserisce in un più ampio progetto di promozione del patrimonio culturale e artistico della Calabria, mostrando come l’arte contemporanea possa dialogare con luoghi di grande valore storico e artistico. “Blooming Skin of Brain Paradise” diventa così non solo un simbolo di speranza globale, ma anche un’opportunità per raccontare l’identità di un territorio ricco di storia, cultura e innovazione.

Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” di Tommaso Braccini (Il Mulino)

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Copertina del libro “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” di Tommaso Braccini (Il Mulino)

È uscito il libro di Tommaso Braccini “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” (Il Mulino). Un ariete che, prima di finire tra le costellazioni, lascia sulla terra il suo vello d’oro, un condottiero allevato da un centauro e non sempre all’altezza del suo compito, una ragazzina sognante che si trasforma in strega rabbiosa, e poi un viaggio infinito per acque perigliose. Quali altri ingredienti potrebbero mancare per ordire la trama della nostra umanità? Il viaggio degli Argonauti è l’archetipo di tutti i viaggi, una inesauribile fonte di rivelazioni, suggestioni e rimandi che riserveranno più di una sorpresa. Unifica il mondo antico e ne prefigura il futuro; è la storia del primo contatto tra Oriente e Occidente, la testimonianza della reciproca conoscenza e il formarsi di un dialogo possibile. Ripercorrendo le rotte della nave Argo e dei suoi intrepidi marinai, Tommaso Braccini ricostruisce la geografia e l’etnografia mitica del cuore dell’Europa, del Mediterraneo e delle sue sponde, e dell’Oceano illimitato.

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Tommaso Braccini, ellenista (università di Siena)

Tommaso Braccini (Pistoia, 1977) si è laureato in Letteratura greca (Firenze, 2002), ha conseguito il dottorato di ricerca in Antropologia del Mondo antico (Siena, 2006), e dopo essere stato ricercatore di Filologia classica (2011-2016) e professore associato di Lingua e letteratura neogreca (2016-2019) all’università di Torino, e professore associato di Filologia classica all’università di Siena (2019-2024), dal 2024 è professore ordinario di Filologia greca e latina all’università di Siena.

 

Paestum. Al museo Archeologico nazionale performance di Fernando Mangone con accompagnamento musicale nell’ambito della mostra “Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum”

paestum_archeologico_mostra-segni-epocali_performance-mangone_locandinaVenerdì 27 dicembre 2024, alle 17, nella suggestiva cornice del museo Archeologico nazionale di Paestum, torna l’arte di Fernando Mangone con una nuova performance, arricchita dall’accompagnamento musicale di Bruno Tomasello. Un’occasione unica per immergersi in un’atmosfera magica, dove arte e musica si intrecciano per regalare un’esperienza sensoriale coinvolgente e indimenticabile.

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La mostra “Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum” nella sala Cella del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

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La mostra “Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum” nella sala Cella del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

Fino al 12 gennaio 2025 sarà possibile visitare, nella Sala Cella del museo, la mostra “Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum”, interamente dedicata al patrimonio pestano. L’esposizione offre una rilettura non convenzionale del passato attraverso lo sguardo dell’artista di fama internazionale Fernando Mangone, che ha dedicato trent’anni al racconto pittorico del patrimonio dei parchi archeologici di Paestum e Velia, in provincia di Salerno. La mostra rappresenta una riflessione profonda sulla continuità storica, sulle tracce del tempo e sulla capacità dell’arte di parlare di epoche diverse, mantenendo vive le radici di un territorio che ha molto da raccontare. In questo dialogo continuo tra antico e moderno, Mangone interpreta e reinterpreta, attraverso la sua visione artistica, la magnificenza di Paestum, traducendo segni e simboli dell’antica città in un linguaggio adatto alla sensibilità contemporanea (vedi Paestum. Apre la mostra di arte contemporanea “Segni Epocali. Fernando Mangone racconta Paestum”, una rilettura non convenzionale del passato attraverso lo sguardo dell’artista di fama internazionale  | archeologiavocidalpassato).

Locri Epizefiri (RC). Tutte le attività del parco e museo archeologico per le festività: visite guidate e laboratori. La direttrice Elena Trunfio traccia il bilancio del 2024

locri-epizefiri_parco_bilancio-2024_auguri_locandinalocri-epizefiri_parco_bilancio-2024_visita-guidata-28-dicembre_locandinaIl museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri (RC) chiude l’anno con la consueta vivacità e un bilancio certamente positivo. Dopo l’apertura straordinaria il 23 dicembre del museo del Territorio di Palazzo Nieddu con visita guidata a ingresso gratuito curata dall’Archeoclub Locri, il 28 dicembre 2024, dalle 15, l’Archeoclub di Locri accompagnerà tutti i visitatori nella consueta passeggiata archeologica natalizia, alla scoperta del parco e del museo della polis.

locri-epizefiri_parco_bilancio-2024_apertura-5-gennaio_locandinaIl 2025 partirà con un laboratorio dal titolo “Una storia ancora da raccontare” per bambini dagli 8 ai 12 anni. Il 5 gennaio 2025, dalle 16.30, infatti gli utenti saranno coinvolti nella realizzazione e messa in scena dei miti e degli eroi di Locri Epizefiri. Sempre nella stessa giornata sarà garantito a tutte e a tutti l’ingresso gratuito. Oltre ai numerosi eventi, sarà assicurata massima accessibilità e fruizione del Parco e dei musei che saranno visitabili in tutti i giorni festivi compresi quindi il 26 dicembre 2024 e il 1° gennaio 2025.

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La direttrice Elena Trunfio e i dipendenti del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri vi augurano buone feste e un sereno 2025 (foto drm-calabria)

La fine dell’anno è però anche tempo di fare un bilancio, che la direttrice Elena Trunfio garantisce essere positivo non solo in termini di presenze ma soprattutto in relazione alle attività di valorizzazione e di miglioramento della conoscenza e della fruizione del sito: “È stato un anno intenso, in cui abbiamo impegnato ingenti risorse sia economiche che umane per la valorizzazione del Parco e dei tre Musei. Il 2024 è stato certamente caratterizzato da importanti collaborazioni con le università di Torino e di Bologna, finalizzate a realizzare campagne di scavo in diversi punti della città antica o, ancora, il consolidamento dei rapporti con il Comune di Locri e Portigliola e con l’assessorato al Turismo della Regione Calabria nonché con le associazioni del territorio e la comunità tutta”. Dato tangibile di queste attività è l’aumento del numero dei visitatori che registra già, ad anno non ancora concluso, un +15% rispetto al 2023. “Contiamo ad oggi circa 20.210 presenze, un numero destinato a crescere ancora fino alla fine dell’anno. È un risultato di cui andiamo orgogliosi e che ci dà conferma che stiamo operando nella direzione giusta. A questo proposito, oltre a formulare a tutti gli amici di Locri Epizefiri i miei più sinceri auguri di buone feste, permettetemi di ringraziare tutto lo staff del Museo per lo spirito di servizio, disponibilità e impegno costante”.

Festività al parco archeologico di Ercolano: dalla rassegna “Bagliori di Pace” alle aperture straordinarie del 1° e 6 gennaio. Sirano: “Viviamo l’aria di festa tra le strade dell’antica città”

ercolano_parco_natale-2024_auguri_locandina.jpegArchiviato il Natale 2024, turisti e appassionati del parco archeologico di Ercolano, nei giorni di festa e nel periodo di riposo, potranno rinfrancarsi con la visita dell’antica Ercolano tra le strade e le case della città romana che è sempre accessibile. “Ancora un periodo di vacanza denso di occasioni”, interviene il direttore Francesco Sirano, “i visitatori del Parco di Ercolano saranno i benvenuti in questo periodo per vivere con noi l’aria di festa tra le strade dell’antica città e rinfrancarsi con la cultura nei giorni di riposo”.

ercolano_parco_natale-2024_bagliori-di-pace_locandinaRitorna domenica 29 dicembre 2024, alle 11.30, l’appuntamento con la rassegna Ercolano dei Popoli – “Bagliori di Pace”. In un periodo dell’anno dedicato alla riflessione e alla speranza, il parco archeologico di Ercolano propone un viaggio tra le vie dell’antica città per riscoprire il valore della pace nel mondo antico: un messaggio universale che illumina anche il nostro presente. Attraverso un percorso tra domus decorate, terme e botteghe, i visitatori saranno guidati a comprendere come la pace, intesa come serenità sociale e prosperità, fosse essenziale per il benessere quotidiano dei romani del I secolo d.C. L’evento è gratuito con l’acquisto del biglietto d’ingresso al sito. Per info e prenotazioni Ercolano dei Popoli | Bagliori di Pace | CoopCulture.

ercolano_parco_natale-2024_1-gennaio-25_locandinaApertura straordinaria il 1° gennaio 2025 con i consueti orari e biglietti grazie all’iniziativa del ministero della Cultura nell’ambito del piano di Valorizzazione. Regolarmente aperti anche il 6 gennaio 2025. Nello stesso weekend si potrà inoltre approfittare della prima apertura gratuita del nuovo anno che cade il 5 gennaio 2025, appuntamento del ministero della Cultura con ingresso gratuito ai luoghi dell’arte statali.

Vittoria (Rg). Spin-off del XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea: al museo Enologos film, libro, apericena e visita guidata, protagonista sempre il vino

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“Lo spin-off del nostro festival si è fatto attendere, ma ne è valsa la pena: l’evento avrà luogo nel suggestivo museo Enologos, a Vittoria, il 26 dicembre 2024”, parola della direzione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct). Il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) si era chiuso il 13 ottobre 2024 con la cerimonia di premiazione (vedi Licodia Eubea (Ct). All’archeologo Tsao Cevoli il premio Antonino Di Vita, al film “Le cime di Asclepio” il premio Archeovisiva e al film “Approdi” il premio Archeoclub d’Italia: ma con la cerimonia di premiazione il XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico non ha chiuso: ci sarà un’appendice sul cinema siciliano a Chiaramonte Gulfi | archeologiavocidalpassato) e un arrivederci al sabato successivo a Chiaramonte Gulfi per un’appendice sul cinema siciliano. Ma poi l’allerta meteo ha rovinato tutto costringendo gli organizzatori a rinviare l’evento a data da destinarsi (vedi Chiaramonte Gulfi (Rg). Allerta meteo arancione, rinviata a data da destinarsi l’appendice del XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, per la prima volta fuori dai confini comunali | archeologiavocidalpassato).  

Lo spin-off è finalmente arrivato. Ma a Vittoria (Rg). Appuntamento alle 17 al museo Enologos, il museo Etnografico del Vino, Strada Provinciale 4, Km 8.5. E proprio il vino sarà il grande protagonista della serata. Lo troveremo nello spirito dionisiaco che anima la bettola greca di “Nothing holier than a dolfin” di Isabella Margara, nelle vigne di “Terramatta” di Costanza Quatriglio, tra le pagine di “Terroir. Metafisica del territorio (e del vino)” di Cristian Aiello e Antonella Giardina, dentro ai calici dell’apericena e, dulcis in fundo, negli spazi espositivi e nelle narrazioni di un museo-cantina unico nel suo genere. Prenotazioni obbligatorie (fino a esaurimento posti): 3356166725.

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Frame del film “Nothing Holier Than a Dolphin” di Isabella Margara

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Frame del film “Terramatta” di Costanza Quatriglio

Si inizia con il film “Nothing Holier Than a Dolphin” di Isabella Margara (Grecia 2022, 17’). In un piccolo villaggio che affaccia sul Mediterraneo prende vita inaspettatamente un antico mito. Due pescatori trovano nelle loro reti un delfino catturato accidentalmente. Il delfino, a sua volta, trova un pescatore che sta annegando in acqua e cerca di salvarlo. Quindi il film “Terramatta” di Costanza Quatriglio (italia 2012, 74’). Una sinfonia di paesaggi di oggi e di ieri, filmati d’archivio e musiche elettroniche, terre vicine e lontane. Una lingua inventata, né italiano né dialetto, musicale ed espressiva come quella di un cantastorie. Nato nel 1899, l’analfabeta siciliano Vincenzo Rabito racconta il Novecento attraverso migliaia di fitte pagine dattiloscritte raccolte in quaderni legati con la corda. Dall’estrema povertà al boom economico, è un secolo di guerre e disgrazie, ma anche di riscatto e lavoro. Il punto di vista inedito è quello di un ultimo che, scrivendo la propria autobiografia, rilegge la storia d’Italia, obbligando a fare i conti con verità contraddittorie e scomode.

licodia-eubea_fcca-2024-spinoff_vittoria_libro-terroir_presentazioneAlle 19, presentazione del libro “Terroir. Metafisica del territorio (e del vino)” scritto a quattro mani da Antonella Giardina e Cristian Aiello. Terroir è una parola parlante in quanto mescola insieme identità, temporalità, qualità del luogo e del territorio. In virtù di tale intreccio inedito chiede di essere appresa nel suo sorgere, nel suo andamento esplorativo, creativo, volto ad acquisire nuovo senso. Terroir intende presentarsi come una nuova concezione della territorialità, del territorio, della terra, della città e del paesaggio, che va compresa adesso, nell’atto del suo venir detta, del suo essere pronunciata. È una di quelle parole che vanno colte nel tentativo di istituire un azzeramento che apre un nuovo senso. Terroir va inquadrata nel tentativo mai esatto, mai aderente, ma comunque sempre eroico, di definire un certo senso che ancora non-è. Solo perché non è ancora condiviso, non è ancora saputo, non è ancora correlato.

 

“Natale a Paestum e Velia”: concerti, laboratori e visite guidate organizzate dai parchi archeologici di Paestum e Velia fino alla Befana. Ecco il programma

Paestu-velia_parchi_programma-natale-2024_locandinaLa magia dei concerti che si sono svolti nei giorni scorsi al museo Archeologico nazionale di Paestum è stata l’antipasto del ricco programma di Natale a Paestum e Velia. Nell’ambito delle iniziative organizzate dai parchi archeologici di Paestum e Velia nel periodo natalizio, il 26, il 28 e il 29 dicembre 2024, tornano al Museo, i concerti per arpa e con trio d’archi, accompagnati da letture sull’antica Poseidonia. Sono inoltre previsti anche laboratori didattici adatti a grandi e piccoli: il 26 dicembre in calendario un laboratorio e una visita guidata dedicati alla dea Athena, il 29 dicembre 2024, invece, è possibile partecipare ad un laboratorio sulle antiche tradizioni incentrato sui buoni propositi per l’anno nuovo e una visita tematica alle sezioni dei santuari meridionali. Anche presso l’area archeologica di Velia, il 26 dicembre 2024 è previsto un laboratorio didattico dedicato alla scoperta del patrimonio archeologico attraverso i numeri della tombola; il 29 dicembre 2024, invece, un laboratorio per conoscere le tecniche della tessitura antica. Inoltre, giovedì 26 e domenica 29 dicembre 2024, i Parchi mettono a disposizione un servizio di navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno.

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Concerto nell’agorà del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

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Concerto nell’agorà del museo Archeologico nazionale di Paestum (foto pa-paeve)

PROGRAMMA INIZIATIVE FINO AL 6 GENNAIO 2025 A PAESTUM. Il 26 dicembre, 10-12 e 15-18, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “POSEIDONIA ON STAGE: VOCI E SUONI DEL MITO”: concerto con trio d’archi e letture sull’antica Poseidonia; alle 11, sempre al museo di Paestum, “UN PORTA FORTUNA DIVINO”: visita guidata e laboratorio. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Athena, dea della saggezza, ci accompagna nel suo santuario regalandoci un portafortuna in vista del nuovo anno. ​​I bambini, dopo la visita alle sale del museo, realizzeranno un piccolo portafortuna sotto il segno di Athena. Il 27 dicembre, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Paestum, Performance Arte Fernando Mangone con accompagnamento musicale di Bruno Tomasello. Il 28 dicembre, 10-12 e 15-18, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “POSEIDONIA ON STAGE: VOCI E SUONI DEL MITO”: concerto per arpa e letture sull’antica Poseidonia. Il 29 dicembre, 10-12 e 15-18, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “POSEIDONIA ON STAGE: VOCI E SUONI DEL MITO”: concerto per arpa e letture sull’antica Poseidonia. Alle 11, sempre al museo di Paestum, “ANTICHE TRADIZIONI”: visita guidata e laboratorio. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Visita tematica alla sezione dei santuari meridionali e a seguire un laboratorio sui buoni propositi per il nuovo anno. Il 5 gennaio, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “LA PAESTUM DEL GRAND TOUR”: visita guidata. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Si inizia il nuovo anno sulle tracce dei viaggiatori del Grand Tour, riscoprendo la storia di Poseidonia/Paestum. Il 6 gennaio, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum, “KÉRAMOS. LABORATORI DI CERAMICA PER TUTTI”: laboratorio per apprendere le tecniche di formatura, decorazioni, torni e hot pot in collaborazione con Associazione Pandora Artiste Ceramiste.

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Eventi nell’area archeologica di Velia (foto pa-paeve)

PROGRAMMA INIZIATIVE FINO AL 5 GENNAIO 2025 A VELIA. Il 26 dicembre, alle 11, nell’area archeologica, “TOMBOLA ARCHEOLOGICA”: laboratorio didattico. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Scoprire curiosità e informazioni su Velia e il suo patrimonio archeologico attraverso i numeri della tombola. Il 29 dicembre, alle 11, nell’area archeologica, “TELAIO E TESSITURA: DAL NEOLITICO ALLA FIBER ART”: laboratorio didattico. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. Come si crea un tessuto? Cos’è una spoletta? Approfondiremo la conoscenza della tessitura antica e, con l’aiuto di un operatore, ogni partecipante potrà dar vita alla sua prima creazione di fiber art da portare a casa. Il 5 gennaio, alle 11, nell’area archeologica, “VELIA E LE SUE DIVINITÀ”: un viaggio alla scoperta delle divinità di Velia. Dalla maestosa Torre Angioina. Costo dell’attività 3 euro. Massimo 25 partecipanti. Si consiglia la prenotazione alla e-mail: arte@lenuvole.com. È possibile ammirare il tempio di Athena, la terrazza di Poseidone, il crinale degli dei e avvertire la sacralità che questi luoghi trasmettono ancora oggi.

Il biglietto per le attività può essere acquistato direttamente presso le biglietterie di Paestum e Velia. Per info e prenotazioni dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, telefonare al 0812395653. Con l’iniziativa “Paestum e Velia on the road” raggiungere Velia partendo da Paestum sarà semplicissimo con la navetta gratuita messa a disposizione dai Parchi. Navetta gratuita in partenza da Paestum a Velia e ritorno: un’occasione unica per ammirare la bellezza di due importanti città della Magna Grecia. Si parte alle 14 dal parcheggio Voza, nei pressi del bar Anna, a pochi passi dall’area archeologica. Lo stesso bus ripartirà da Velia alle 17 e vi riporterà a Paestum. Per usufruire del servizio è necessario ritirare il “ticket navetta” in biglietteria. Giovedì 26 e domenica 29 dicembre è previsto il servizio navetta. Il servizio è incluso nel biglietto dei Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.