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Roma. All’università Sapienza presentazione del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università)

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Mercoledì 22 gennaio 2025, alle 11, nell’auletta di Archeologia della Facoltà di Lettere, nell’ambito dei seminari di Anatolistica – Ittitologia del dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università Sapienza di Roma, presentazione del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università). Dopo i saluti istituzionali del prof. Pietro Vannicelli, coordinatore del Dottorato in Filologia e Storia del mondo antico, il libro sarà presentato dal prof. Alfonso Archi (Sapienza università). Intervengono gli autori Rita Francia e Matteo Vigo (Sapienza università).

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Copertina del libro “Letteratura dell’Anatolia ittita” di Rita Francia e Matteo Vigo (Le Monnier Università)

Letteratura dell’Anatolia ittita. Questo libro offre, in prospettiva etica, una panoramica aggiornata ed esaustiva dei molteplici aspetti relativi alla diffusione e trasmissione letteraria alla corte ittita tra il XVII e il XII secolo a.C. La letteratura tradizionalmente definita “ittita” è il risultato di un sorprendente amalgama di espressioni culturali che hanno caratterizzato il Vicino Oriente antico del II millennio a.C. La civiltà ittita si è fatta portavoce della millenaria cultura letteraria mesopotamica; al contempo ha saputo assorbire e rielaborare in modo originale tradizioni orali e scritte di molti popoli vissuti tra l’Anatolia e la Mesopotamia durante il Tardo Bronzo. Attraverso un’oculata scelta documentaria vengono presentati testi afferenti a diversi generi letterari, quali: miti, historiolae, rituali, preghiere, inni, parabole e proverbi. Per completezza informativa, chiudono il volume un aggiornato regesto bibliografico, registri analitici dei testi trattati, degli antroponimi, teonimi e toponimi citati.

Agenda 2025. In febbraio l’XI edizione di tourismA a Firenze, e a fine ottobre la XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma a Paestum (Sa)

Il 2025 è iniziato. E allora è tempo di fissare in agenda il primo e l’ultimo degli appuntamenti da non perdere per gli appassionati di archeologia, beni culturali e viaggi di conoscenza.

L’XI edizione di tourismA è in calendario al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 21 al 23 febbraio 2025.

Si comincia con tourismA 2025, giunta all’XI edizione, in calendario al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 21 al 23 febbraio 2025. La regione ospite è la Valle d’Aosta che quest’anno festeggia i 2050 anni della fondazione di Augusta Praetoria, un compleanno storico che a Firenze sarà celebrato con un convegno sui beni culturali della Valle, proiezioni, dimostrazioni folkloristiche, degustazioni di prodotti tipici. Non mancheranno gli incontri con i protagonisti: Alberto Angela, Guido Barbujani, Aldo Cazzullo, Paolo Giulierini, Cristoforo Gorno, Giorgio Ieranò, Massimo Osanna, Angelo Panebianco, Luca Peyronel, Aldo Schiavone, Vittorio Sgarbi, Mario Tozzi, Giusto Traina, Giuliano Volpe… e poi un’esclusiva: in prima assoluta sarà visitabile il Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari con la Grande Sposa Reale al cospetto delle divinità egizie nella celebre “Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti” immersa nelle antiche fragranze della Valle del Nilo. A cura di Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e Meo Fusciuni. E ovviamente: turismo e politiche culturali, protagonisti della comunicazione archeologica, scoperte che fanno la storia, autori e libri, mostre, laboratori didattici, archeofood, realtà virtuali, cinema… Una tre giorni tra stand, degustazioni, film, mostre, postazioni interattive, convegni (centinaia di esperti in discipline storico-archeologiche-ambientali), tavole rotonde, presentazioni…

La XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è in programma a Paestum (Sa) da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre 2025

Chiude il 2025 la XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in programma a Paestum (Sa) da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre 2025 al Next ex Tabacchificio, al Parco e il museo Archeologico, alla Basilica. La Bmta è l’unico Salone espositivo al mondo nel suo genere e di ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali, oltre che opportunità di business per gli operatori dell’offerta nel Workshop con i Buyer esteri selezionati dall’ENIT. Obiettivo dell’iniziativa è valorizzare parchi e musei Archeologici, promuovere destinazioni turistico archeologiche, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche e gli effetti occupazionali. La manifestazione ha quali enti promotori la Regione Campania, la Città di Capaccio Paestum e i parchi archeologici di Paestum e Velia, è patrocinata dal ministero della Cultura, dal ministero del Turismo, dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dall’Anci ed è riconosciuta quale best practice di dialogo interculturale dalle organizzazioni governative internazionali della cultura e del turismo dell’Onu, Unesco e UN Tourism.

 

Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Senza veli. Ricordi dell’archeologo che scoprì Ebla” di Paolo Matthiae (Il Mulino)

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Copertina del libro “Senza veli. Ricordi dell’archeologo che scoprì Ebla” di Paolo Matthiae (Il Mulino)

È uscito il libro di Paolo Matthiae “Senza veli. Ricordi dell’archeologo che scoprì Ebla” (Il Mulino). “Nella notte avanzata, stanco e felice di trovarmi finalmente in terra siriana sotto un cielo splendente di stelle, varcato l’allora desolato posto di frontiera di Bab el-Hawa, la Porta del Vento, nell’improvvisa frescura delle notti del clima predesertico osservavo tra le ombre fuggevoli distese sempre più fitte di ulivi e pistacchi”. Il nome di Paolo Matthiae è indissolubilmente legato all’epocale missione archeologica che ha condotto alla scoperta di Ebla, in Siria, grazie a una serie di campagne ininterrotte da lui dirette tra il 1964 e il 2010. Con lo sguardo rivolto al passato, il grande archeologo dipana adesso senza reticenze il filo dei ricordi per raccontare un’esperienza di vita e di ricerca senza precedenti, tra imprese straordinarie e aspre difficoltà, delusioni imprevedibili e alti riconoscimenti. Sono memorie che trasudano le vibranti emozioni connesse ai ritrovamenti rievocati, il dolente rammarico per le tensioni accademiche e politiche collegate alle scoperte e il coraggio con cui lo studioso ha saputo affrontare e superare i problemi insorti in regioni segnate da conflitti senza fine.

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Paolo Matthiae a Ebla, nella sede della missione archeologica italiana, nel 1997 (foto graziano tavan)

Paolo Matthiae ha insegnato Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’università di Roma La Sapienza, dove è stato preside della facoltà di Scienze umanistiche e pro-rettore. Ha intrapreso gli scavi di Ebla fin dal 1963. È accademico dei Lincei, di Francia, d’Austria, e di Svezia. Tra le sue pubblicazioni recenti: Ebla. Un impero ritrovato. Dai primi scavi alle ultime scoperte (1977, 1989, 1995), Ebla, la città rivelata (1995), L’arte degli Assiri. Cultura e forma del rilievo storico (1996), La storia dell’arte dell’Oriente antico (3 voll., 1996-2000), Ninive. Capitale degli Assiri (1998), Prima lezione di archeologia orientale (2005), Gli Archivi Reali di Ebla (2008), Ebla. La città del trono. Archeologia e storia (2010), Distruzioni, saccheggi e rinascite. Gli attacchi al patrimonio artistico dall’antichità all’Isis (2015), Dalla terra alla storia. Scoperte leggendarie di archeologia orientale (2018), I volti del potere. Alle origini del ritratto nell’arte dell’Oriente antico (2020) e La Siria antica. Arte e architettura (2024).

Ragusa. Al via il 6° convegno internazionale di studi “Sacrifici umani nelle società umane antiche e premoderne. I miti tenebrosi, il pregiudizio e la storia” diretto da Carlo Ruta, storico e direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia. Due giorni di dibattito: il programma

ragusa_laboratorio-annali-di-storia_convegno-internazionale-sacrifici-umani-nelle-società-antiche-e-premoderne_locandina“Sacrifici umani nelle società umane antiche e premoderne. I miti tenebrosi, il pregiudizio e la storia” è il tema di grande fascino storico del 6° convegno internazionale di studi in programma a Ragusa il 28 e il 29 dicembre 2024. Diretto come i precedenti da Carlo Ruta, storico e direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia, il convegno nasce dal partenariato scientifico con l’università Sorbona di Parigi, il Centre National de la Recherche Scientifique francese, l’università di Genova, l’università di Bari, l’università di Siena, Unitelma-Sapienza università di Roma e il Laboratorio di studi marittimi e navali Ferdinand Braudel dell’università di Genova. “L’obiettivo del convegni è di fare chiarezza su fenomeni storici di difficile interpretazione”, spiega il prof. Ruta, “e, più in particolare, di fornire contributi che aiutino a superare limiti interpretativi che persistono sulla materia dei “sacrifici umani”, sotto il profilo storico-archeologico e antropologico. Si tratta di fare chiarezza, in sostanza, su condotte sociali ancora controverse, che passano tuttavia come provate e certificate, la cui realtà resta invece tutta da dimostrare e le cui interpretazioni risentono troppo da etnocentrismi, stereotipi e rigidità di lettura. Vanno sottolineate inoltre le influenze esercitate sul lavoro storico-antropologico da letterature antiche e moderne che appaiono a conti fatti ben poco rispondenti all’oggettività. Il caso di Salammbò di Flaubert, con riferimento ai presunti sacrifici umani dell’antica Cartagine, potrebbe essere al riguardo emblematico”.

IL PROGRAMMA. Il convegno apre la mattina del 28 dicembre 2024, alle 10.30, con la relazione del direttore scientifico Carlo Ruta, seguito da un primo dibattito aperto ai presenti. Quindi nella sessione pomeridiana, dalle 14,30, le relazioni. Intervengono Francesco Aleo (storico della Chiesa, Istituto S. Paolo di Catania); Emiliano Beri (storico, università di Genova); Bruno Botta (rettore Unitelma Sapienza università di Roma); Alberto Cazzella (paletnologo, Sapienza università di Roma); Annalisa Di Nuzzo (antropologa culturale, università Benincasa di Napoli); Bianca Maria Giannattasio (storica, università di Genova); Pamela Kyle Crossley (sinologa, Dartmouth University, USA); Marco Leonardi (storico, università di Catania); Juan Carlos Moreno García (storico ed egittologo, Sorbonne Université Paris, direttore di ricerca  del CNRS France); Sandra Origone (storica, università di Genova); Giuseppe Varnier (epistemologo, università di Siena). È prevista inoltre, all’interno dei lavori, la comunicazione di Rita Elisabeth Rubino (dottoranda di storia all’Università di Catania). Domenica 29 dicembre 2024, dalle 15 alle 17, il convegno si trasferisce on-line, con interventi e collegamenti in streaming, cui segue la relazione di chiusura del direttore scientifico Carlo Ruta, che tra l’altro annuncerà il tema e la data del 7° Convegno internazionale.

Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” di Tommaso Braccini (Il Mulino)

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Copertina del libro “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” di Tommaso Braccini (Il Mulino)

È uscito il libro di Tommaso Braccini “Il viaggio più pericoloso della storia. Sulla rotta degli Argonauti” (Il Mulino). Un ariete che, prima di finire tra le costellazioni, lascia sulla terra il suo vello d’oro, un condottiero allevato da un centauro e non sempre all’altezza del suo compito, una ragazzina sognante che si trasforma in strega rabbiosa, e poi un viaggio infinito per acque perigliose. Quali altri ingredienti potrebbero mancare per ordire la trama della nostra umanità? Il viaggio degli Argonauti è l’archetipo di tutti i viaggi, una inesauribile fonte di rivelazioni, suggestioni e rimandi che riserveranno più di una sorpresa. Unifica il mondo antico e ne prefigura il futuro; è la storia del primo contatto tra Oriente e Occidente, la testimonianza della reciproca conoscenza e il formarsi di un dialogo possibile. Ripercorrendo le rotte della nave Argo e dei suoi intrepidi marinai, Tommaso Braccini ricostruisce la geografia e l’etnografia mitica del cuore dell’Europa, del Mediterraneo e delle sue sponde, e dell’Oceano illimitato.

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Tommaso Braccini, ellenista (università di Siena)

Tommaso Braccini (Pistoia, 1977) si è laureato in Letteratura greca (Firenze, 2002), ha conseguito il dottorato di ricerca in Antropologia del Mondo antico (Siena, 2006), e dopo essere stato ricercatore di Filologia classica (2011-2016) e professore associato di Lingua e letteratura neogreca (2016-2019) all’università di Torino, e professore associato di Filologia classica all’università di Siena (2019-2024), dal 2024 è professore ordinario di Filologia greca e latina all’università di Siena.

 

Padova. A Palazzo Maldura l’incontro “IL NORD-EST a EST: il contributo delle Missioni archeologiche dell’Italia nord-orientale alle ricerche di campo nel Vicino Oriente” nell’ambito del corso “Archeologia dell’Egitto e della Mesopotamia” del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova

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Nell’ambito del corso “Archeologia dell’Egitto e della Mesopotamia” (prof. Massimo Vidale) del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, mercoledì 18 dicembre 2024, alle 10 e fino alle 16.30, nella sala Branca di Palazzo Maldura (secondo piano), in piazzetta Folena 1 a Padova, l’incontro “IL NORD-EST a EST: il contributo delle Missioni archeologiche dell’Italia nord-orientale alle ricerche di campo nel Vicino Oriente” aperto a tutti gli interessati. Parteciperanno Elena Rova (università Ca’ Foscari, Venezia), Marco lamoni (università di Udine), Andrea Squitieri (Ludwig Maximilians Universitat Munchen), Roberto Micheli (Sabap FGV), Luca Maria Olivieri (università Ca’ Foscari, Venezia), Elisa Iori (università Ca’ Foscari, Venezia), Cristina Tonghini (università Ca’ Foscari, Venezia), Massimo Vidale (università di Padova).

Agrigento Licata Lampedusa: al via l’ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, quattro giornate di cinema archeologico, talk e performance sul tema delle migrazioni, organizzato dal RAM film festival e promosso dal parco della Valle dei Templi e dalla soprintendenza di Agrigento in occasione di Agrigento Capitale della Cultura

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_locandinaL’annuncio era stato dato Maria Concetta Parello, archeologa del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, all’ultima edizione del RAM film festival 2024 “Gli sguardi sulle migrazioni”, accompagnato dalla soddisfazione del presidente della Fondazione Museo civico di Rovereto Giovanni Laezza (vedi Agrigento capitale della Cultura 2025. Maria Concetto Parello anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” le iniziative del parco della Valle dei Templi, a cominciare dall’edizione speciale di RAM film festival a dicembre e della mostra “Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento” sulla collezione Panitteri | archeologiavocidalpassato): dal 16 al 19 dicembre 2024, in occasione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, il RAM Film Festival approda in Sicilia per ALL Festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, l’evento di avvicinamento promosso dalla Soprintendenza beni culturali e ambientali di Agrigento e dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi.  È un festival che ha, come il festival di quest’anno a Rovereto, il tema delle migrazioni. Tre le città che ospiteranno gli eventi del festival: Agrigento, Licata e Lampedusa. Il gruppo di lavoro del RAM film festival del museo civico di Rovereto è in partenza per la Sicilia per l’ALL Festival (Agrigento Licata Lampedusa). La collaborazione nasce per il rapporto di fiducia instaurato con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con il quale la Fondazione Museo Civico di Rovereto è partner da 20 anni per l’organizzazione nella città siciliana di un festival del cinema archeologico estivo. ALL festival presenta alcuni dei più bei documentari dell’ultima edizione del RAM, con talk con ospiti e performance dedicate alle migrazioni del passato e del presente, ed è promosso dalla soprintendenza beni culturali e ambientali di Agrigento e dal parco della Valle dei Templi. Tra memoria, patrimonio e attualità, il cinema è al centro della manifestazione con lo sguardo rivolto alle migrazioni dettate dalle economie, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e ambientali e dai popoli in movimento che, ieri come oggi, hanno cambiato, influenzato o miscelato culture, tradizioni, architetture, espressioni artistiche.

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RAM film festival: da sinistra, Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo del Comune di Rovereto; Giulia Robol, sindaco di Rovereto; Alessandra Cattoi, direttore della Fondazione Museo CIvico di Rovereto e del RAM; Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo CIvico di Rovereto (foto fmcr)

“Siamo fieri che il parco archeologico e la soprintendenza abbiano richiesto al RAM Film Festival di organizzare ALL festival”, commenta Giovanni Laezza, che fa parte della delegazione. “Lo sforzo per realizzare questa iniziativa è stato notevole, e siamo felici di portare un po’ di Rovereto in Sicilia con un nutrito staff, dislocato su tre sedi: Agrigento, Licata e Lampedusa. L’evento sarà incentrato su un tema di grande rilevanza e attualità: un focus sulle migrazioni in tutte le loro declinazioni. A Lampedusa, avremo anche l’opportunità di ascoltare il nostro ricercatore Gionata Stancher, biologo evoluzionista e responsabile della sezione zoologia del Museo, che parlerà di migranti naturali e isole evolutive. Siamo convinti che questo evento contribuirà a rafforzare la cultura della memoria e della comprensione reciproca, in una terra che è da sempre crocevia di popoli e culture”. “Questa partecipazione del Ram Film Festival all’apertura del programma di iniziative di Agrigento capitale italiana della cultura 2025”, aggiunge Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale di Rovereto, “è un riconoscimento della grande qualità del festival, che è diventato un punto di riferimento del cinema archeologico. Un festival nato per valorizzare e far conoscere l’importante figura di Paolo Orsi che ha aperto le strade all’archeologia del Mediterraneo e che ha creato un collegamento fra Rovereto e la Sicilia. Rapporti fra luoghi legati all’archeologia e che sono stati coltivati in questi anni dal Museo con Siracusa e il Museo archeologico della Sicilia, e che rappresentano per Rovereto e il Festival un punto di riferimento nazionale e non solo”. “L’invito rivolto al Ram Film Festival da parte città di Agrigento, nominata Capitale italiana della Cultura 2025, come sindaca di Rovereto non può che rendermi orgogliosa”, ribadisce il sindaco Giulia Robol. “Che la Fondazione Museo Civico sia stata chiamata a presentare in tre diversi luoghi della Sicilia, Agrigento, Licata e Lampedusa, una scelta dei film proposti nello scorso festival significa innanzitutto l’eccellenza e l’assoluto valore storico e culturale della produzione roveretana. Ma questa non è certo una sorpresa dal momento che fin dal principio la rassegna si è subito imposta a livello nazionale e internazionale come un punto di riferimento per gli addetti ai lavori ma capace di attirare l’interesse anche di un pubblico non specialista. Questo invito lo vedo poi come un rapporto importante tra il Trentino e la Sicilia che rinforza i legami tra i due territori, in una sorta di riproposizione di quel percorso che più di cento anni or sono compì il nostro illustre concittadino, Paolo Orsi, che operò proprio come archeologo in quella terra così ricca di fascino, di storia e di cultura che è la Sicilia”.

IL PROGRAMMA. Dieci film, due talk (Riccardo Ginevra e Luca Misculin; e Vito Fiorino, Alessandro Rocca e Davide Demichelis), e una conferenza-spettacolo con Stefano Allievi ad Agrigento, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” il 16, 17 e 18 dicembre 2024, con annuncio, nella serata finale, del film vincitore del premio del pubblico; a Licata, sempre il 16, 17 e 18 dicembre 2024, con talk al museo della Badia (Vito Fiorino, Alessandro Rocca e Davide Demichelis; e Riccardo Ginevra), dieci proiezioni e una conferenza-spettacolo con Stefano Allievi al teatro Re Grillo; a Lampedusa, il 17, 18 e 19 dicembre 2024, nell’aula magna dell’istituto di istruzione superiore “E. Majorana”: sempre con due talk (Gionata Stancher, e Marco Aime), dieci film, un’anteprima assoluta di un corto di animazione, una performance di Pino Ninfa, e annuncio nella serata finale del film vincitore del premio del pubblico.

Freschi di stampa. “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Einaudi), lo scopritore di Ebla: viaggio attraverso le stupefacenti rovine di un tempo perduto e ora ritrovato, con tutta l’emozione della scoperta fatta sul campo

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Veduta del Palazzo Reale di Elba, in Siria, nel 2006 (foto wp)

Avete avuto la fortuna di visitare la Siria, con i suoi tesori come Ebla, Aleppo e Damasco, o li avete solo sognati? Allora c’è un libro, “La Siria antica. Arte e architettura”, fresco di stampa per Giulio Einaudi editore, scritto dallo scopritore di Ebla, decano degli archeologi in Siria, Paolo Matthiae, che guida il lettore, trasmettendogli tutta l’emozione della scoperta fatta sul campo, attraverso le stupefacenti rovine di un tempo perduto e ora ritrovato.

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Copertina del libro “La Siria antica. Arte e architettura” di Paolo Matthiae (Giulio Einaudi editore)

Il libro. La Siria è comparsa tardi da protagonista nel grande scenario dell’Archeologia orientale, dominato prima dall’Egitto e poi, dall’Ottocento, dalla Mesopotamia; e solo negli ultimi decenni di quel secolo di straordinarie esplorazioni ebbero inizio gli scavi nell’area siriana. Nel Novecento si sono poi susseguite clamorose scoperte che ci hanno restituito un’inedita immagine del territorio siriano nell’antichità: nel 1929 a Ugarit sulla costa del Mediterraneo, nel 1933 a Mari sul medio Eufrate e nel 1964 a Ebla nella Siria interna. Gli Egizi, creatori della più antica, complessa, durevole e splendida civiltà tra quelle affacciate sul Mediterraneo, consideravano la Siria negativamente singolare per la mutevole situazione climatica, per la costante frammentazione politica, per la bizzarria dei grandi fiumi, Eufrate e Tigri, che avevano un corso, a differenza del Nilo, da nord a sud, e utile solo per rifugiarvisi, come accadde a Sinuhe, o per crearvi un impero, come fecero i Thutmosidi. Ma la Siria, proprio per la sua conformazione geografica, è stata protagonista nel III millennio a.C. della seconda urbanizzazione della storia dell’umanità a scala planetaria, indipendente dalla presenza di una valle alluvionale. La Siria dell’Età del Bronzo ha reso piena verità al detto che “città” è sinonimo di “civiltà” e ha fatto sì che la città divenisse un modello universale di illimitata versatilità nella storia della Terra.

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L’archeologo Paolo Matthiae, scopritore di Ebla in Siria

Paolo Matthiae ha insegnato Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’università di Roma La Sapienza, dove è stato preside della facoltà di Scienze umanistiche e pro-rettore. Ha intrapreso gli scavi di Ebla fin dal 1963. È accademico dei Lincei, di Francia, d’Austria, e di Svezia. Tra le sue pubblicazioni recenti: Ebla. Un impero ritrovato. Dai primi scavi alle ultime scoperte (1977, 1989, 1995), Ebla, la città rivelata (1995), L’arte degli Assiri. Cultura e forma del rilievo storico (1996), La storia dell’arte dell’Oriente antico (3 voll., 1996-2000), Ninive. Capitale degli Assiri (1998), Prima lezione di archeologia orientale (2005), Gli Archivi Reali di Ebla (2008), Ebla. La città del trono. Archeologia e storia (2010), Distruzioni, saccheggi e rinascite. Gli attacchi al patrimonio artistico dall’antichità all’Isis (2015), Dalla terra alla storia. Scoperte leggendarie di archeologia orientale (2018), I volti del potere. Alle origini del ritratto nell’arte dell’Oriente antico (2020) e La Siria antica. Arte e architettura (2024).

Catania. Al museo dei Saperi dell’università la mostra internazionale “Da Babilonia a Baghdad. Sulle tracce di Hammurabi” sulla figura del visionario sovrano babilonese partendo dagli scavi archeologici del Baghdad Urban Archaeological Project di Unict (BUAP) a Tell Muhammad. E convegno “The Multiple Lives of Hammurabi”: ecco il programma dei due giorni di incontri

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catania_università_mostra-da-babilonia-a-baghdad-sulle-tracce-di-hammurabi_logo_foto-unictVenerdì 6 dicembre 2024, alle 10, al Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’università di Catania al palazzo Centrale, in piazza Università 2 di Catania, si inaugura la mostra internazionale “Da Babilonia a Baghdad. Sulle tracce di Hammurabi”, un’iniziativa significativa che unisce istituzioni italiane, europee ed irachene in un contesto culturale e scientifico di cooperazione internazionale, organizzata dall’università di Catania in collaborazione con la Fondazione OELLE, grazie ai finanziamenti dei progetti PNRR-Cultura, e con il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ministero della Cultura, ICOM Sicilia, Regione Siciliana, FAI Catania e Comune di Catania. La mostra è visitabile gratuitamente fino all’11 febbraio 2025 (dal lunedì al giovedì: ore 9-17.30; venerdì: 9-13:30; sabato e domenica: apertura straordinaria su prenotazione museodeisaperi@unict.it). Apertura straordinaria, dalle 9 alle 19, per il weekend inaugurale, 6-7-8 dicembre 2024.

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Il prof. Nicola Laneri (università di Catania) direttore della Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq) (foto unict)

Il percorso espositivo – curato dall’archeologo Nicola Laneri, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente e direttore della Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq) e dalla prof.ssa Germana Barone, delegata al Sistema Museale d’Ateneo e direttrice del Museo dei Saperi, e realizzato in collaborazione con l’arch. Daniele Leonardi (Area della Terza Missione) e con la Fondazione OELLE – si sviluppa intorno ai recenti ritrovamenti e risultati degli scavi archeologici del Baghdad Urban Archaeological Project di Unict (BUAP) proprio a Tell Muhammad, sito localizzato nella capitale irachena Baghdad e datato a circa 4 mila anni fa, ai tempi della prima dinastia di Babilonia del grande sovrano Hammurabi. Ed è proprio sulla figura del visionario sovrano babilonese che è centrato il percorso espositivo, con manufatti provenienti da rinomati musei quali il Vorderasiatischen Museum del Pergamon di Berlino, il British Museum di Londra e i Musei Reali di Torino, oltre ad una riproduzione in 3D della famosa Stele di Hammurabi, in collaborazione con il Louvre di Parigi.

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): i navigli di Hammurabi (foto unict)

 

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): una pagina del diario di scavo della campagna 2023 dell’università di Catania (foto unict)

 

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): una fase dello scavo (foto unict)

La mostra rappresenta pertanto un’opportunità unica per confrontarsi con rari manufatti archeologici del periodo della I Dinastia di Babilonia tra i quali gli oggetti in metallo raccolti da F. Jones e A. H. Layard a Tell Muhammad nel 1850, due dei quali presentano l’iscrizione “E.GAL Hammurabi – Palazzo/Fortezza di Hammurabi”. Questi oggetti, insieme alle ricostruzioni architettoniche, ad una galleria di suggestive foto di scavo e una sala multifunzionale, sono anche uno straordinario viatico per il grande pubblico per confrontarsi con i primi risultati archeologici degli scavi svolti a Tell Muhammad in collaborazione con il Board of Antiquities and Heritage (SBAH) dell’Iraq e con il supporto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): il team di scavo dell’università di Catania diretto dal prof. Nicola Laneri (foto unict)

 

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Missione archeologica di Tell Muhammad (Iraq): tramonto sull’area di scavo (foto unict)

La mostra racconta anche il lavoro degli archeologi dallo scavo fino alle analisi archeometriche e alle ricostruzioni virtuali realizzate in collaborazione con i diversi dipartimenti dell’università di Catania: l’emozione di toccare i mattoni d’argilla che mani sapienti hanno modellato quattromila anni fa, di ricostruire tecnologie produttive e sistemi di scambio, di riportare alla luce tavolette che parlano della vita quotidiana di una città che prosperava lungo il fiume Tigri, ma anche di sorprendenti conoscenze scientifiche, delle credenze e delle superstizioni dei suoi antichi abitanti. Il percorso espositivo accompagna dunque i visitatori, anche i più piccoli attraverso attività dedicate, nel cuore dell’affascinante civiltà mesopotamica, la cui eredità è ancora vitale nell’Iraq contemporaneo, e può essere riconosciuta persino nella nostra società come si evince dall’abito disegnato da Gabriella Ferrera e dall’installazione sonora di Michele Spadaro.

catania_università_mostra-da-babilonia-a-baghdad-sulle-tracce-di-hammurabi_convegno-the-multiple-lives-of-hammurabi_locandinaIL CONVEGNO. Nell’ambito della mostra, il 6 e il 7 dicembre 2024, si svolge, sempre al Palazzo Centrale, il convegno “The Multiple Lives of Hammurabi” organizzato con la partnership dal centro d’eccellenza Einstein Center Chronoi di Berlino che vede la partecipazione di esperti internazionali per ridiscutere della straordinaria figura del sovrano e della sua ricezione attraverso i secoli. Il comitato scientifico è composto da Cinzia Pappi (Einstein Center Chronoi), Eva Cancik-Kirschbaum (Freie Universität Berlin) e Nicola Laneri (Unict). Sin dalla scoperta della stele contenente le 282 leggi, il re Hammurabi di Babilonia è stato ampiamente riconosciuto come una delle figure storiche più importanti dell’antico Vicino Oriente nel mondo occidentale. Il suo codice non è solo una significativa rappresentazione della cultura mesopotamica, ma ha anche una grande importanza nell’istruzione europea nel secolo scorso. Anche prima che la sua eredità guadagnasse popolarità tra gli studiosi moderni, la costruzione intellettuale dell’impatto culturale di Hammurabi era già iniziata sotto i suoi successori. La personalità complessa e carismatica di Hammurabi, plasmata attraverso le sue conquiste politiche e militari, divenne lo spirito della sua epoca, durando per migliaia di anni nei ricordi delle successive civiltà del Vicino Oriente antico. Fu una pietra miliare politica e culturale significativa nella coscienza collettiva della Mesopotamia. Questa conferenza internazionale mira a indagare la percezione storiografica di Hammurabi e della sua epoca, in varie fasi della storia successiva e nei contesti culturali moderni.

PROGRAMMA VENERDÌ 6 DICEMBRE 2024. SESSION 1 | OPENING OF THE EXHIBITION: alle 9, Welcome Desk; 10, Institutional Greetings; 10.30; Exhibition Opening. SESSION 2 | OPENING OF THE CONFERENCE: alle 12, Nicola Laneri (University of Catania) and Cinzia Pappi (EC-C/FU-Berlin), “Conference Introduction”; 12.30, Dominique Charpin (Collège de France, Paris), Lectio Magistralis: “Hammurabi’s Kingdom over Time. The Evolution to an Empire”. SESSION 3 | HAMMURABI THROUGH THE AGES | CHAIR: DOMINIQUE CHARPIN: alle 15, Lorenzo Nigro (Sapienza University of Rome), “The Hammurabi Stela: Shamash Lord of Time and Divine Kingship”; 15.30, Nele Ziegler (CNRS, Paris), “The Origins of Hammurabi’s Historiographic Tradition: Understanding ‘Hammurabi’s Deeds’”; 16, Coffee Break; 16.30, Eva Cancik-Kirschbaum (EC-C/FU-Berlin), “The Legacy of Hammurapi in Ancient Mesopotamia”; 17, Felix Wiedemann (EC-C/FU-Berlin), “Temporal Entanglements: Ancient Babylonia and German Conceptions of Law, Morality, and History at the Turn of the 20th Century CE”; 17.30, Cinzia Pappi, “Building up Hammurabi: Assyriology and Modern Historiography”; 18, Discussion, Respondents: Elena Devecchi (University of Torino) and Nicola Laneri.

PROGRAMMA SABATO 7 DICEMBRE 2024. SESSION 4 | HAMMURABI BEYOND BABYLON | CHAIR: NICOLA LANERI: alle 9.30, Annunziata Rositani (University of Messina), “Hammurabi’s Words, Words for Hammurabi: Personality and Fortune of the Babylonian King Through the Old Babylonian Letters”; 10, Hanan Hamza (Iraq Museum, Baghdad), “Fragments of Hammurabi’s Laws at the Iraq Museum”; 10.30, Sophie Cluzan (Louvre, Paris), “When the God Enlil Gave the Land and People to Him to Rule and Entrusted Their Nose-Rope in His Hands”: Hammurabi and his Neighbors in the Collections of the Louvre Museum; 11, Coffee Break; 11.30, Nancy Highcock (Ashmolean Museum, Oxford), “Gaining Great Influence in the Country…”: The Rise (and Fall?) of Hammurabi in British and American Museums During the 20th Century CE; 12, Helen Gries (Pergamon Museum, Berlin), “Babylon’s Ishtar Gate: From the Old Babylonian Period to Nebuchadnezzar II and Beyond”; 12.30, Discussion and Closing Remarks, Respondents: Eva Cancik-Kirschbaum, Cinzia Pappi and Felix Wiedemann

Licodia Eubea (Ct). Nella chiesa della Badia la presentazione del libro “Schliemann alla ricerca di Troia” di Massimo Cultraro apre la terza e ultima giornata di “Eubook – il Buono della Lettura” promosso dall’Archeoclub di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”

licodia-eubea_eubook-2024_cultraro_locandinaTerza e ultima giornata di “Eubook – il Buono della Lettura” promosso dall’Archeoclub di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” dal 14 al 17 novembre 2024 nella splendida chiesa della Badia a Licodia Eubea (Ct) dove autori e autrici presentano le loro opere tra musica e arte in un’atmosfera indimenticabile. Domenica 17 novembre 2024, alle 18, apre la kermesse la presentazione del libro “Schliemann alla ricerca di Troia” di Massimo Cultraro, edito da RCS, in dialogo con Giorgia Cafici.

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Copertina del libro “Schliemann alla ricerca di Troia” di Massimo Cultraro

Schliemann alla ricerca di Troia. La scoperta di Troia a opera di Heinrich Schliemann, quando mise piede per la prima volta a Hissarlik nel 1868, segna il punto di svolta dell’archeologia moderna. La grecia omerica cessa di essere un palinsesto di eroi mortali e divinità per assumere i connotati di una raffinata cultura materiale al pari di altre civiltà del Mediterraneo del II millennio a.c. Figura dalla personalità sfuggente e contraddittoria, abile narratore e instancabile viaggiatore, Schliemann incarna lo stereotipo dell’uomo d’affari che trasforma, grazi al talento innato e al duro lavoro, i sogni giovanili in stupefacenti successi nel campo della nascente archeologia, a cui ha lasciato un’importante eredità storica.