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Taranto. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì

Martedì 8 aprile 2025, alle 16.30, al museo Archeologico nazionale di Taranto, presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì con il coordinamento scientifico di Paola Dessì (L’Erma di Bretschneider). Il libro rappresenta un contributo significativo allo studio della musica antica, offrendo un’analisi interdisciplinare che integra archeologia, musicologia e storia della cultura. Attraverso un approccio metodologico innovativo, gli autori esplorano il ruolo degli strumenti musicali nell’antichità, rivelando come questi non solo producessero suoni, ma fossero anche portatori di significati simbolici e sociali. Intervengono Stella Falzone, direttrice del MArTA; Valentino Nizzo, università di Napoli L’Orientale; Antonio Origlia, università Federico II di Napoli; Massimo Raffa, università del Salento. Saranno presenti le autrici e i curatori del volume.

Copertina del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì

Focus del libro sono i realia, gli strumenti musicali e gli oggetti sonori custoditi nei musei, e la loro rappresentazione. Essi sono parte di una cultura musicale, solo in apparenza perduta, dei popoli a cui sono appartenuti. Per comprendere il significato che essi avevano nel mondo antico è necessario condividere metodologie e prospettive multi e interdisciplinari che consentano sia la valorizzazione di indicatori di attività connesse al suono, alla musica e alla danza nel record archeologico, sia la lettura contestualizzata del bene musicale come componente significativa del reperto. Il volume è un innovativo esempio di dialogo tra discipline musicologiche, archeologiche, fisiche e ingegneristiche che offre al lettore non solo una prospettiva sulla musica dell’antichità e sulle modalità di fruizione e di trasmissione, ma una più ampia prospettiva culturale, rispetto alla quale porsi in ascolto per comprendere e valorizzare l’uomo e l’umano.

Padova. Al museo degli Eremitani presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì

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Giovedì 27 marzo 2025, alle 17, nella sala del Romanino del museo Eremitani in piazza Eremitani 8 a Padova, presentazione del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì con il coordinamento scientifico di Paola Dessì (L’Erma di Bretschneider). Il libro rappresenta un contributo significativo allo studio della musica antica, offrendo un’analisi interdisciplinare che integra archeologia, musicologia e storia della cultura. Attraverso un approccio metodologico innovativo, gli autori esplorano il ruolo degli strumenti musicali nell’antichità, rivelando come questi non solo producessero suoni, ma fossero anche portatori di significati simbolici e sociali. L’incontro vede la partecipazione di personalità del mondo accademico e culturale. Francesca Veronese, direttrice dei musei civici di Padova, dialoga con Marco Malagodi, direttore del laboratorio Arvedi di Cremona – università di Pavia; Franco Marzatico, dirigente unità di missione strategica (Umst) – soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Provincia autonoma di Trento; ed Eleonora Rocconi, dipartimento di Musicologia – università di Pavia, che offrono approfondimenti sul significato culturale e storico degli strumenti musicali antichi. Intervengono nella discussione anche le autrici del volume, Giovanna Casali e Alessia Zangrando per raccontare e condividere le esperienze e motivazioni che le hanno portate alla realizzazione di questa importante opera.

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Copertina del libro “Suoni e strumenti musicali nel mondo antico. Per un sistema disciplinare e metodologico integrato” a cura di Giovanna Casali, Alessia Zangrando, Paola Dessì

Focus del libro sono i realia, gli strumenti musicali e gli oggetti sonori custoditi nei musei, e la loro rappresentazione. Essi sono parte di una cultura musicale, solo in apparenza perduta, dei popoli a cui sono appartenuti. Per comprendere il significato che essi avevano nel mondo antico è necessario condividere metodologie e prospettive multi e interdisciplinari che consentano sia la valorizzazione di indicatori di attività connesse al suono, alla musica e alla danza nel record archeologico, sia la lettura contestualizzata del bene musicale come componente significativa del reperto. Il volume è un innovativo esempio di dialogo tra discipline musicologiche, archeologiche, fisiche e ingegneristiche che offre al lettore non solo una prospettiva sulla musica dell’antichità e sulle modalità di fruizione e di trasmissione, ma una più ampia prospettiva culturale, rispetto alla quale porsi in ascolto per comprendere e valorizzare l’uomo e l’umano.

 

Il Colosseo e Petra – siti Unesco – insieme per la cooperazione culturale e turistica: il gemellaggio è stato firmato da Fares Braizat, commissario capo dell’Autorità di Petra, e da Alfonsina Russo, direttore generale del parco archeologico del Colosseo

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Il logo del parco archeologico del Colosseo proiettato sulle rocce di Petra in Giordania (foto PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo e l’Autorità di Petra hanno firmato un accordo di Gemellaggio per rafforzare la Cooperazione Culturale e Turistica. L’accordo mira a promuovere la cooperazione tra i due siti, entrambi presenti nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Lo scopo è favorire la condivisione degli obiettivi culturali reciproci, la promozione congiunta tra le due entità e il turismo. L’accordo è stato firmato da Fares Braizat, commissario capo dell’Autorità di Petra, e da Alfonsina Russo, direttore generale del parco archeologico del Colosseo. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato l’importanza di ampliare le relazioni internazionali con i paesi del Mediterraneo, in linea con gli obiettivi del Piano Mattei. “La firma del memorandum d’intesa con Petra”, aggiunge ancora il ministro, “rappresenta un valore ulteriore per i due siti Patrimonio Unesco e inseriti nel numero delle nuove 7 meraviglie del mondo. La possibilità di raggiungere la promozione dei reciproci valori culturali, sviluppando strategie di condivisione e valorizzazione”, conclude il ministro, “costituisce un esempio virtuoso da perseguire e mantenere nell’ottica della cooperazione culturale internazionale”. Da parte sua, Alfonsina Russo ha affermato che l’accordo è in linea con l’impegno del Colosseo a collaborare con istituzioni internazionali per valorizzare il ruolo della cultura nel favorire il dialogo tra popoli. Ancora il direttore Russo ha evidenziato l’importanza di rafforzare la cooperazione con Petra, una delle città antiche e dei siti archeologici più famosi al mondo.

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Gemellaggio per la Cooperazione Culturale e Turistica tra Colosseo e Petra: la firma tra Fares Braizat, commissario capo dell’Autorità di Petra, e da Alfonsina Russo, direttore generale del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

Fares Braizat ha concluso spiegando che l’accordo rientra negli sforzi continui dell’Autorità per sviluppare Petra dal punto di vista economico, culturale e turistico. Ha sottolineato come questo gemellaggio apra nuovi orizzonti per lo scambio culturale e il marketing turistico, permettendo la diffusione di materiali promozionali di Petra all’interno del Colosseo, che ogni anno accoglie circa 14 milioni di visitatori. Nello specifico, l’accordo prevede la cooperazione in diversi ambiti, tra cui l’organizzazione di workshop per la conservazione dei siti archeologici, la realizzazione di eventi culturali congiunti e lo scambio di informazioni sulle attività comuni tra le due istituzioni. Include anche la creazione di programmi di visite reciproche per promuovere entrambi i siti, insieme alla presentazione di materiali promozionali e video introduttivi da esporre in ciascun sito. Entrambe le parti hanno sottolineato che questo accordo non rappresenta semplicemente un patto di collaborazione, ma simboleggia una partnership globale che contribuisce alla valorizzazione del patrimonio culturale e storico sia di Petra che del Colosseo, consolidando ulteriormente il loro status di destinazioni turistiche di fama mondiale, capaci di attrarre visitatori da ogni parte del mondo.

Firenze. Ad Archeofilm 2025 il film “Giordania biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani, presente in sala: una sorta di diario per immagini sulle orme di Abramo, Mosè, Elia, Giovanni Battista e Gesù di Nazareth

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Frame del film “Giordania biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani

“Percorriamo vie poco frequentate, sentieri per lo più dimenticati. Ci guidano testimonianze che giungono da secoli trascorsi; resoconti appena abbozzati, a volte difficili da decifrare. Sono il diario di una pellegrina di nome Egeria oppure le brevi note di solitari viaggiatori che in un passato lontano hanno visitato questi luoghi. Un cammino che infine è la Bibbia stessa a indicarci”. Comincia cosi Alberto Castellani a presentare il suo film “Giordania biblica” che venerdì 7 marzo 2025 è in programma, nella sezione pomeridiana, della settima edizione del Firenze Archeofilm. E al cinema La Compagnia il regista veneziano sarà presente.

“Giordania biblica. Tra presenze remote e splendori nascosti” di Alberto Castellani (Italia 2024, 52’). Nel cuore del Medio Oriente una terra, celebrata dalle scritture, propone scenari di straordinaria suggestione. Si tratta della Giordania scrigno di tesori, di antiche città e magici deserti. Immagini spesso inedite entrano così in dialogo con testimonianze che giungono da secoli trascorsi. Tra le terre degli Ammoniti, di Edom e Perea, nelle città dei Nabatei si respira il fascino del luogo dove ha avuto origine una nuova storia: la storia della salvezza.

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Il regista veneziano Alberto Castellani con la sua inseparabile telecamera in azione nel Vicino Oriente (foto mediavenice)

“È stato un programma che mi ha portato per la terza volta in Giordania”, ricorda Castellani, “dopo le esperienze vissute con il serial Storia di Abramo, figlio di Terak ed il fortunato Sulla via di Petra alla scoperta del viaggio compiuto nel 1812 dallo svizzero Johann Ludwig Burckhardt, lo scopritore di Petra”. Il film, realizzato in collaborazione con il ministero per la Cultura giordana, il Jordan Tourist Board, e il Catholic Center for Studies and Media di Amman, propone una “documentazione dei molti  luoghi biblici che rappresentano in Giordania un enorme museo archeologico a cielo aperto”, come ha scritto Sélim Sayegh, già Vicario generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme, autore di una “Guida del Pellegrino”, che ha aiutato il regista a costruire, in un contesto ambientale, fatto  di presenze archeologiche e bellezze paesaggistiche, una sorta di diario per immagini sulle orme di Abramo, Mosè, Elia, Giovanni Battista e Gesù di Nazareth.

Firenze. Al via la settima edizione di Firenze Archeofilm: in cinque giorni 80 film in concorso tra cui 50 anteprime per un grande viaggio nella storia dell’umanità dai dinosauri ai giorni nostri

firenze_archeofilm-2025_locandina80 film in concorso tra cui 50 anteprime con proiezioni non stop mattina e pomeriggio, ospiti internazionali, incontri con i registi, cineforum: al via dal 5 al 9 marzo 2025 la settima edizione di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia. Archeologia, arte, ambiente, etnografia s’intrecciano come fili invisibili nella cinque giorni dando vita a un grande viaggio nella storia dell’umanità. Tutto a ingresso libero e gratuito. Al termine della manifestazione saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; premio “Università di Firenze”; premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica.

Un’avventura spazio-temporale dai dinosauri fino ai nostri giorni, passando per l’Uomo di Neanderthal, il mondo perduto dei giardini pensili, l’Egitto dei Faraoni, l’eruzione di Pompei, i santuari dell’antica Grecia, gli Etruschi e le miniere di ferro, la vera storia dei Longobardi, l’incendio di Notre-Dame, gli ultimi indigeni Masai, lo scioglimento dei ghiacci e gli inascoltati allarmi ambientali. I film – tutti in italiano e con una sezione in original sound – arrivano quest’anno da Austria, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera, Germania, Grecia, Ucraina, Portogallo, Polonia, Italia, Estonia, Iran, Canada, Islanda, Iraq, Repubblica Ceca, Kenya, Russia, Messico, Ungheria, Turchia e Usa.

Giovedì 6 e venerdì 7 marzo 2025 sbarca al “Firenze Archeofilm” il corto cinematografico VR che racconta la vita in palafitta delle comunità preistoriche vissute nell’Italia settentrionale. Il pubblico avrà la possibilità – indossando appositi visori – di provare cosa significava far parte di quel mondo sospeso sull’acqua tra attività di pesca, caccia e artigianato.

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Frame del film “La tomba della Sciamana” di Christian Stiefenhofer

Quest’anno al centro del festival cade l’8 marzo “festa della donna” e “Firenze Archeofilm” ha scelto di dedicare all’importante giornata alcuni dei documentari in programma. Tra i focus delle pellicole: la vita della grande egittologa Edda Bresciani, la scoperta in Germania della cosiddetta tomba della Sciamana, il mondo solo femminile delle donne del telaio in Argentina, un cartoon sulle ultime ore della Regina Nefertari, la vicenda di Maria di Nazareth.

Roma. Al museo delle Civiltà la conferenza di Francesca Alhaique “Storie di persone, animali e ambienti nella Mesopotamia meridionale del terzo millennio a.C.”, parte del programma “Viaggi intorno al mondo e nel tempo”

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La ziqqurath di Ur in Iraq (foto muciv)

Domenica 23 febbraio 2025, alle 17, al museo delle Civiltà – Palazzo delle Scienze, a Roma-Eur, la conferenza “Storie di persone, animali e ambienti nella Mesopotamia meridionale del terzo millennio a.C.”: incontro a cura di Francesca Alhaique, parte del programma “Viaggi intorno al mondo e nel tempo: i giovedì e le domeniche al museo delle Civiltà”. Partecipazione gratuita. Ingresso al museo con Biglietto Amico 5 euro. Sulla base dei risultati degli scavi della missione italo-irachena a Sumer, coordinata dalla Sapienza Università di Roma, esploreremo un ambiente molto diverso da quello dell’attuale Iraq meridionale, in cui esseri umani e animali si trovavano ad interagire non solo nel quotidiano, ma anche in ambito rituale e religioso.

Firenze. Al via l’XI edizione di tourismA 2025 il il Salone dell’archeologia e del turismo culturale organizzato da Archeologia Viva: stand, degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri. Ecco alcune idee dal ricco programma della tre giorni al Palazzo dei Congressi

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Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Venerdì 21 febbraio 2025, alle 9. Si apriranno le porte del Palazzo dei Congressi di Firenze dando l’avvio dell’undicesima edizione di “tourismA”, il Salone dedicato al meglio dell’archeologia e del turismo culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore). Tre giorni, dal 21 al 23 febbraio 2025, di esposizione, comunicazione e confronto di tutte le iniziative legate al mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze: tra stand, degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri. Al centro dell’XI edizione di tourismA: il turismo sostenibile e le politiche culturali, la comunicazione archeologica, le scoperte che fanno la storia. E non mancheranno i protagonisti della ricerca e della comunicazione archeologica. Tra loro Alberto Angela, Guido Barbujani, Paolo Giulierini, Cristoforo Gorno, Angelo Panebianco, Vittorio Sgarbi, Mario Tozzi, Syusy Blady.

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La Valle d’Aosta è la regione ospite di tourismA 2025 (foto archeologia viva)

Valle d’Aosta regione ospite a tourismA. Sono 2050 anni dalla fondazione di Augusta Praetoria e la Regione si presenta a Firenze con un ricchissimo programma di convegni, spazi dedicati, degustazioni, performance folkloristiche a cura della Soprintendenza per i Beni e le Attività culturali.

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Tomba di Nefertari: a tourismA 2025 ricostruito il Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) (foto archeologia viva)

Quest’anno da non perdere un’anteprima assoluta a cura delle egittologhe Donatella Avanzo, Silvana Cincotti e del “naso” Meo Fusciuni: per la prima volta sarà visitabile il Primo Annesso Laterale (in scala 1:1) della Tomba di Nefertari con la Grande Sposa Reale al cospetto delle divinità egizie nella celebre “Sala delle Sette Vacche Sacre, del Toro e dei Quattro Timoni Celesti” immersa nelle antiche fragranze della Valle del Nilo. Un percorso multisensoriale per vivere le atmosfere dell’Antico Egitto nel cuore del capoluogo toscano.

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L’Ercolino (III sec. d.C.) scoperto a Montaione (Fi) e presentato in anteprima a tourismA 2025 (foto archeologia viva)

tourismA 2025 è l’occasione anche quest’anno per la soprintendenza ABAP Firenze, Pistoia, Prato per fare il punto in anteprima sulle novità archeologiche in Toscana. Dalla collina di Bellosguardo passando per Figline Valdarno, Montaione, Vinci e Artimino saranno svelati al pubblico i tesori recentemente scoperti, come l’Ercolino di Montaione (Fi), una splendida statuetta del III secolo d.C. che verrà esposta in anteprima assoluta a “tourismA” nel convegno “Ultime dalla Toscana”,

firenze_tourisma-2025_iraq-in-transizione_locandinaMissioni di scavo italiane all’estero: il patrimonio culturale dell’Iraq, dell’Azerbaigian, Turchia, Marocco, Oman, raccontato dalla testimonianza diretta degli archeologi responsabili.

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“archeocucina” a tourismA (foto archeologia viva)

Spazio anche quest’anno all’archeocucina con degustazione di pietanze e bevande riprodotte su ricette tratte da fonti antiche. I più audaci si potranno cimentare anche nella degustazione della “Posca” la bevanda più amata dai Legionari Romani.

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A tourismA laboratori pensati per famiglie e bambini (foto archeologia viva)

Simulare uno scavo armati di pennello e cazzuola, incidere un cartiglio egizio, realizzare un mosaico romano, scheggiare la pietra o accendere il fuoco come i primitivi, tessere come gli etruschi. È tutto possibile (e gratuito) a tourismA, all’interno dei laboratori pensati per famiglie e bambini.

 

Parma. All’auditorium dei Voltoni (complesso monumentale della Pilotta) la conferenza “Siria. Il patrimonio archeologico perduto” con Matteo Riccò, secondo incontro del ciclo di conferenze organizzato da Arkheoparma

parma_pilotta_arkheoparma_conferenza-siria-il-patrimonio-archeologico-perduto_riccò_locandinaSecondo incontro del ciclo di conferenze organizzato da Arkheoparma, in collaborazione con gli Amici della Pilotta, che per il 2025 dedicherà ampio spazio alla celebrazione del centenario della morte del parmigiano Luigi Pigorini, il più noto fra i padri fondatori dell’archeologia preistorica italiana. Appuntamento giovedì 6 febbraio 2025, alle 16.30, all’auditorium dei Voltoni, complesso monumentale della Pilotta, con la conferenza “Siria. Il patrimonio archeologico perduto” di Matteo Riccò che racconterà la storia di questo gioiello dall’ultimo atto della terribile guerra fra Roma e la Persia (603-627). La Siria è stata definita da Paolo Matthiae come “una terra di passaggio”, sospesa com’è fra il Mediterraneo e il mondo mesopotamico, fra l’Anatolia e il deserto. La Siria (in senso lato e non solo la Repubblica Araba di Siria) è riconosciuta quale una delle culle della civiltà, ruolo ulteriormente ribadito dalle recenti scoperte archeologiche nella zona dell’antica Edessa, a Ebla e Mari. La Siria è stata anche una terra in cui tre culture (quella siriaca, quella greca è quella mesopotamica) si sono interfacciate per secoli e mescolate fra loro, in un unicum in tutto il bacino del Mediterraneo. Un gioiello conteso per 700 anni fra Roma e la Persia. Usando quale ideale fil rouge l’ultimo atto della terribile guerra fra Roma e la Persia (603-627) assisteremo così alla fine dell’antichità ed alla nascita del primo Califfato, nonché all’inizio vero e proprio del medioevo.

Verona. Al museo di Storia naturale per il ciclo “Visti da vicino. Visita con il curatore” la conferenza “Cibo dall’Oriente: i primi agricoltori” con Sebastiano Andreatta e Nicoletta Martinelli

verona_storia-naturale_visti-da-vicino_cibo-dall-oriente-i-primi-agricoltori_andreatta-martinelli_locandinaMartedì 28 gennaio 2025, alle 16, al museo civico di Storia naturale di Verona, nuovo appuntamento del ciclo “Visti da vicino. Visita con il curatore” la conferenza “Cibo dall’Oriente: i primi agricoltori” con Sebastiano Andreatta e Nicoletta Martinelli che parleranno delle piante che i primi agricoltori hanno importato nei nostri territori – che conosciamo attraverso lo studio dei siti preistorici – e dell’involontario trasporto di altre piante a margine delle coltivazioni. L’appuntamento è gratuito con il biglietto di ingresso al Museo e per chi ha la MY IMUV Card dedicata ai residenti nel Comune di Verona e non è necessaria la prenotazione.

Firenze. Al polo didattico del dipartimento SAGAS dell’università – e on line su YouTube – il workshop “Il patrimonio archeologico siriano: protezione e progettualità”. Ecco il programma

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Giovedì Il 23 gennaio 2025, alle 15, in presenza nell’Aula 8 del polo didattico di via Capponi 9, del dipartimento SAGAS – Storia Archeologia Geografia Arte e Spettacolo dell’università di Firenze, e on line sul canale YouTube del SAGAS, si tiene il workshop “Il patrimonio archeologico siriano: protezione e progettualità”. Il workshop organizzato dall’università di Firenze all’interno della Syrian Heritage Week ha come obiettivo principale quello di suggerire possibili linee di azione e interventi progettuali che tengano conto delle condizioni attuali del Paese: la presentazione di progetti sul campo rimasti attivi, il contributo di ricercatori siriani in ambito archeologico e l’esperienza maturata in interventi di salvaguardia e formazione professionale in paesi nella stessa area intendono offrire spunti utili per il confronto e la discussione. Il ricchissimo patrimonio archeologico siriano non solo ha dato agli studiosi del settore grandi quantità di dati fondamentali per la ricostruzione delle società antiche, ma le sue imponenti vestigia, ancora evidenti, hanno costituito e tutt’oggi costituiscono sul territorio un visibile e cruciale elemento identitario per la popolazione e un fattore determinante per lo sviluppo del paese sia in ambito economico sia in quello della ricerca archeologica.

IL PROGRAMMA. Saluti istituzionali: 15, per l’ateneo, un rappresentante del rettorato; per il dipartimento, Fulvio Cervini, vicedirettore del dipartimento SAGAS; per l’ambasciata d’Italia a Damasco, S.E. Stefano Ravagnan; per il DGAM, il direttore generale, Anas Haj Zeidan (da confermare). RILEVANZA DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO SIRIANO: 15.30, Stefania Mazzoni, archeologa, università di Firenze. ATTIVITÀ RECENTI IN SIRIA SITI E TERRITORIO, dalle 15.45 alle 16.45. EBLA: Davide Nadali, archeologo, università Sapienza di Roma. AMRIT: Corrado Alvaro, topografo, Sapienza università di Roma; Mariacarmela Montesanto, archeologa, università di Firenze. MOZAN: Hiba Qassar, museografa, Urkesh Project. AL-SHAMIYAH, Ahmad Deeb, archeologo, Damasco. MUSEI E COMUNITÀ, dalle 16.45 alle 17.45. AFIS: Candida Felli, archeologa, università di Firenze. DAMASCO: Ibrahim Ahmad, archeologo, università di Firenze. ALEPPO: Marina Pucci, archeologa, università di Firenze. ALEPPO E DINTORNI: Ugo Tonietti, architetto, università di Firenze, Società Restruere HERITAGE E COMUNITÀ, Ali Ahmad, storico, università di Firenze. BEST PRACTICES PER LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO IN PAESI DELL’AREA, dalle 17.45 alle 18.30. AFGHANISTAN, HERAT E BAMIYAN, Mirella Loda, geografa, università di Firenze. GIORDANIA, SHOBAQ, Michele Nucciotti, archeologo, università di Firenze. AFGHANISTAN, Arash Boostani, ingegnere, università  di Firenze, ReStruere. DISCUSSIONE: 18.30-19.