Gran finale di Firenze Archeofilm 2021 con la prima nazionale sull’Arca dell’Alleanza, le premiazioni dei film vincitori e un ricordo di Sebastiano Tusa

Gran finale domenica 12 settembre 2021 di Firenze Archeofilm 2021. Alle 16, al Cinema La Compagnia di Firenze, con ingresso gratuito, in prima nazionale assoluta proiezione dell’ultimo capolavoro di Thierry Ragobert “L’arca dell’Alleanza: alle origini della Bibbia / L’Arche d’Alliance, aux origines de la Bible ” (Francia 2020, 90’). Una missione scientifica congiunta franco-israeliana, guidata dall’archeologo Israel Finkelstein e dal biblista Thomas Romer, si prepara a svelare i segreti di Kiryath-Jearim. Secondo la Bibbia, l’Arca dell’Alleanza era custodita sulla collina di Kiryath-Iearim prima di essere portata a Gerusalemme. Una grande e affascinante indagine che rivelerà una storia ancora più grande… Alle 17.30, segue la cerimonia di premiazione dei film vincitori, con la consegna del Premio “Firenze Archeofilm”, del Premio “Università di Firenze”, e del Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria”.

Quindi ricordo dell’archeologo Sebastiano Tusa con il film “Sulle orme di Sebastiano” di Nicola Ferrari (Italia 2021, 25’). Il breve filmato raccoglie i ricordi e le testimonianze dei colleghi e dei collaboratori del professor Sebastiano Tusa, scomparso tragicamente il 10 marzo 2019. Un’occasione per ricordare il suo amore e impegno per l’archeologia, la ricerca e il mare.

Il film “Sicilia Grand Tour 2.0” per la regia di Giorgio Italia
In chiusura il film “Sicilia Grand Tour 2.0” di Giorgio Italia (Italia, 2019, 90’). Giorgio, giovane studente universitario, trova in biblioteca dei vecchi volumi: sono pieni di carte, schizzi e disegni. Sono pieni di storie. Il ragazzo è talmente affascinato dal racconto che Jean Houel, architetto francese del XVIII secolo, riesce a tessere della Sicilia, che decide di esplorare quest’isola. Scoprirà così che le parole di Houel, che definiva la Sicilia “il luogo più curioso dell’universo”, sono ancora oggi veritiere (vedi Alla XXX rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto il film “Sicilia Grand Tour 2.0”, viaggio al ritmo dei viaggiatori del Settecento alla scoperta della Sicilia “non solo da cartolina” che sa ancora stupire, anche la gente distratta del Terzo millennio | archeologiavocidalpassato).
Firenze. Tutto pronto per la terza edizione di Firenze Archeofilm. Ora è tempo di prenotare il posto (è obbligatorio) al cinema La Compagnia. In programma una sessantina di film selezionati a livello mondiale: tradotti e doppiati in italiano e in original sound

È tutto pronto al Cinema La Compagnia di Firenze per la terza edizione di Firenze Archeofilm 2021, l’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), con Dario Di Blasi direttore artistico e Giuditta Pruneti direttore editoriale, che si terrà da mercoledì 8 a domenica 12 settembre 2021. È quindi ora di prenotare il posto in sala. L’ingresso infatti è gratuito ma è necessaria la prenotazione on-line su https://cinemalacompagnia.ticka.it/cerca.php?key=archeofilm. In programma una sessantina di film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (60 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali, 3 premi in palio: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”), con proiezioni al mattino dalle 9.30 alle 13, al pomeriggio dalle 16 alle 19, e la sera dalle 21 alle 22.45. Il festival ha il patrocinio dell’università di Firenze, con la partecipazione di Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”, in collaborazione con Cinema La Compagnia. Info e programma completo: www.firenzearcheofilm.it, tel. 055.5062303.
Al via la quarta edizione di Varese Archeofilm festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente etnologia: quattro giornate nei Giardini Estensi con due film a serata e un incontro con un ospite sui temi presentati dai documentari


I Giardini Estensi a Varese sede del Varese Archeofilm (foto Archeologia Viva)
Il docufilm “Libri di sabbia”, regia di Maurizio Fantoni Minnella, giovedì 2 settembre 2021 apre la quarta edizione di Varese Archeofilm Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente Etnologia, Premio “A. Castiglioni”, allestito da giovedì 2 a domenica 5 settembre 2021, alle 20.30, negli splendidi Giardini Estensi di Varese, ingresso gratuito. Organizzazione generale: Marco Castiglioni; selezione filmati: Dario Di Blasi, Marco Castiglioni; direzione editoriale: Giuditta Pruneti; conduzione delle serate: Giulia Pruneti. Evento organizzato da: Comune di Varese, Museo Castiglioni, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O., Associazione Conoscere Varese. Archivio cinematografico: Firenze Archeofilm


Il regista Maurizio Fantoni Minnella (foto varesepolis.it)
Il programma, giovedì 2 settembre 2021. Si inizia alle 20.30, come detto, con il film “Libri di sabbia” di Maurizio Fantoni Minnella (Italia, 52’). A Chinguetti e Ouadane, due delle quattro antiche città carovaniere del deserto della Mauritania, si conservano gelosamente antichi volumi e manoscritti che testimoniano l’elevato grado di civiltà raggiunto durante i secoli dalla cultura sahariana. Questo film ne ripercorre la suggestiva e misteriosa bellezza attraverso il racconto che di essa fanno i bibliotecari, custodi di un patrimonio inestimabile e raro. Il deserto è cultura, fascino e sopravvivenza. Per questo ci appare sempre più vicino. Ospite: Maurizio Fantoni Minnella scrittore, saggista, documentarista, critico cinematografico, pubblicista, fotografo. Segue il film “L’Era glaciale. Ritorno al futuro / Ice Age. Back to the future” di Anna Afanasyeva (Russia, 43’). Russia, il nord estremo, al confine tra la Chukotka e la Yakutia. In questi spettacolari paesaggi, lo scienziato russo Sergei Zimov, uno dei massimi esperti al mondo dello studio del permafrost, ha condotto un esperimento climatico unico dal cui risultato dipende il futuro della specie umana.


L’egittologa Donatella Avanzo all’interno della tomba di Tutankhamon ricostruita a Jesolo (foto Graziano Tavan)
Seconda giornata, venerdì 3 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “70 milioni di mummie animali: il segreto oscuro dell’Egitto / 70 million animal mummies: Egypt’s dark secret” di Jon Eastman (Regno Unito, 60’). Grazie alla moderna tecnologia medica applicata alle mummie animali egizie dei musei di tutto il mondo, gli esperti stanno scoprendo la verità sullo strano ruolo degli animali nelle antiche credenze egizie. Nel film incontriamo scienziati che lavorano in Egitto e che stanno esplorando le antiche catacombe, dove erano state originariamente sepolte le mummie, per scoprire perché gli antichi Egizi mummificarono milioni e milioni di animali. Ospite: Donatella Avanzo egittologa. Segue il film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 52’). Nel Sud del Perù, ai piedi delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati…

Terza giornata, sabato 4 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia, 100′). Il Ladakh è una regione dell’India in profonda trasformazione che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale costantemente in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti. Menti coraggiose vogliono superare questo dualismo proponendo una mediazione virtuosa per restare se stessi senza chiudersi al mondo, valorizzando gli stimoli di una modernità che non implichi una mutazione antropologica. Possiamo, come Occidentali, imparare da questo laboratorio sociale, economico e culturale che è oggi il Ladakh? Ospite: Nicolò Bongiorno regista, produttore cinematografico, produttore televisivo. Segue il film “Mare Nostrum: storie dal mare di Roma” di Guido Fuganti (Italia, 21’). Docu-film dedicato al commercio trans-marino verso Roma all’inizio del II secolo d.C., durante l’impero di Traiano. Tre personaggi, un Armatore, un Capitano di naviglio fluviale (navis caducaria) e un Addetto del Corpus dei Mensores di Ostia, discutono di un carico di frumento e di altre merci che devono raggiungere Roma attraverso il Tevere.


L’archeologa Serena Massa e l’esploratore e cineasta Angelo Castiglione (foto ARONAnelWEB.it)
Quarta giornata, domenica 5 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “L’Eldorado dei faraoni” di Pippo Cappellano (Italia, 50’). Da dove proveniva l’immensa quantità d’oro che, per secoli, rese enorme il potere dei Faraoni? Un viaggio alla ricerca delle antiche miniere della Nubia e delle rovine della mitica Berenice Pancrisia, centro vitale di una regione così ricca di prezioso metallo da essere considerata per secoli l’Eldorado dei Faraoni. Ospiti: Angelo Castiglioni archeologo, etnologo, antropologo, scrittore, cineasta e documentarista; Serena Massa archeologa, docente all’università Cattolica, responsabile scavi archeologici di Adulis in Eritrea. Segue il film “Pagine di preistoria” di Angelo e Alfredo Castiglioni (Italia, 24′). L’Antropologia studia l’uomo. Cosa c’è di più entusiasmante che immergersi nel passato e ritrovarlo nelle popolazioni “primitive”, specchio delle nostre lontane origini? Fu questo il motivo che spinse nel 1974 i fratelli Castiglioni a raggiungere gli Indios Mahekototeri del gruppo Yanoama, navigando con un “bonghito”, una piccola imbarcazione, l’Alto Rio Orinoco in Venezuela. Restarono con i Mahekototeri a lungo scoprendo, giorno dopo giorno, le incredibili pagine della loro vita. Il soggiorno non fu né facile né senza pericoli. Anche le difficili condizioni ambientali crearono un’infinità di problemi ai due ricercatori e al delicato materiale cinematografico. Riuscirono tuttavia a raccogliere immagini di straordinarie situazioni, alcune fino ad allora mai documentate: la caccia in foresta, l’inalazione della polvere allucinogena, l’endocannibalismo, la consumazione della polvere delle ossa dei defunti, le controversie sociali risolte a colpi di bastone.
Firenze Archeofilm 2021: finalmente c’è una data sicura per la terza edizione dell’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva: in programma 80 film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound


Il cinema La Compagnia di Firenze sede delle proiezioni di Firenze Archeofilm (foto AV)
Di rinvio in rinvio: da marzo a giugno e poi a settembre 2020, e poi ancora alla primavera 2021. Ma stavolta sembra la data definitiva: la terza edizione di Firenze Archeofilm 2021, l’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), con Dario Di Blasi direttore artistico e Giuditta Pruneti direttore editoriale, si terrà da mercoledì 8 a domenica 12 settembre 2021 al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50r). In programma 80 film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (70 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali, 3 premi in palio: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”), con proiezioni al mattino dalle 9.30 alle 13, al pomeriggio dalle 16 alle 19, e la sera dalle 21 alle 22.45. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria online sul sito firenzearcheofilm.it. Il festival ha il patrocinio dell’università di Firenze, con la partecipazione di Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”, in collaborazione con Cinema La Compagnia. Info: www.firenzearcheofilm.it, tel. 055.5062303.
Aquileia. La scrittrice palestinese Suad Amiry presenta in piazza Capitolo il libro “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea”. Prenotazione obbligatoria e ingresso col Green Pass. Evento collaterale alla mostra “Da Aquileia a Betlemme. Un mosaico di fede e bellezza” a Palazzo Meizlik

Giovedì 26 agosto 2021, alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia, la scrittrice Suad Amiry presenta il suo libro “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” (Mondadori, 2020). Modera Elena Commessati, scrittrice e giornalista, con la partecipazione di Cinzia Biondi, lettura scenica, e Taisir Hasbun, oud e nay (liuto e flauto orientale). Prenotazione obbligatoria sul link Incontro con Suad Amiry – Presentazione di “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” | Fondazione Aquileia. Si ricorda l’obbligo di Green Pass per accedere all’evento. Suad Amiry è una scrittrice e un architetto palestinese, fondatrice del Riwaq Centre for Architectural Conservation a Ramallah, dove risiede. Nata a Damasco, ha vissuto tra Amman, Damasco, Beirut e Il Cairo, ha studiato architettura all’American University of Michigan, specializzandosi infine a Edimburgo. Attualmente si muove tra Ramallah, New York e l’Umbria. Suad Amiry ha scritto Sharon e mia suocera” (2003), a cui hanno fatto seguito “Se questa è vita” (2005), “Niente sesso in città” (2007), “Murad Murad” (2009), “Golda ha dormito qui” (2013) e “Damasco” (2016), tutti pubblicati da Feltrinelli. Ha vinto il premio internazionale Viareggio Versilia nel 2004 e il premio Nonino Risit d’Aur nel 2014.

La copertina del libro “Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea” di Suad Amiry
Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea. Palestina, 1947. Giaffa è una città viva di mercati, caffè, strade affollate, aperta sul mare pescoso e chiusa da distese immense di aranceti profumati. Subhi è un ragazzo che sogna di diventare il Miglior Meccanico della città. È in effetti un talento e quando riesce a riparare una pompa d’irrigazione, il ricco uomo d’affari che lo ha messo alla prova gli fa confezionare, in segno di riconoscenza, un abito inglese in lana di Manchester. Subhi è al settimo cielo e con quell’abito acquista una nuova consapevolezza di sé e della città in cui si muove, ma soprattutto immagina di indossarlo, malgrado il caldo, per fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni, la giovanissima e bellissima Shams. Peccato che non siano tempi facili, tanto più per le storie d’amore: gli inglesi, che da oltre vent’anni amministravano la Palestina, dichiarano concluso il loro mandato e finiscono con il fomentare le già forti tensioni tra gli ebrei sempre più numerosi e i residenti palestinesi. Nel 1948 arriva l’attacco deliberato, quello che fu chiamato Nakba, la catastrofe: le forze israeliane ben equipaggiate dalla Gran Bretagna bombardano Giaffa senza pietà, la occupano, la riducono a una città fantasma. Traditi gli accordi, sono disperse centinaia di famiglie, le abitazioni e gli aranceti sono espropriati, la vita quotidiana è sfigurata da uno stato di polizia. E in quel teatro di caos e di morte le giovani anime di Subhi e Shams, perduti l’uno all’altra, disegnano sulla mappa della Storia il loro destino, senza rassegnazione, illuminati dalla certezza di appartenere a una terra, alla gente che l’ha abitata, a una avventurosa speranza, che, come in un sogno, è di volta in volta l’apparizione di una mucca sfortunata, la morbida eleganza della lana di Manchester, o un coloratissimo volo di aquiloni. Suad Amiry ha saputo ascoltare i veri protagonisti di questo racconto, ha saputo narrare con sapienza e humour una promessa d’amore, ha saputo mettere nel cuore di un ragazzino la meraviglia di esistere e ha intessuto tutto questo dentro una delle pagine più drammatiche e meno note del secolo scorso.

L’evento promosso da Fondazione Aquileia è abbinato alla mostra “Da Aquileia a Betlemme. Un mosaico di fede e bellezza” a Palazzo Meizlik di Aquileia fino al 30 settembre 2021, che celebra la rinascita della Basilica della Natività di Betlemme e la storia dell’evoluzione della Basilica di Aquileia. Il percorso espositivo si snoda in due sezioni: la sezione Betlemme, curata da Taisir Hasbun, Alessandro Fichera e Tommaso Santi si avvale del progetto di scavo e restauro durato dieci anni come di un filo che permette di ricucire attraverso testi, foto e video la storia del monumento più antico della Cristianità per concludersi con un video dove viene letteralmente svelata la Basilica nella sua ritrovata bellezza (vedi A Palazzo Meizlik di Aquileia apre la mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” che celebra quel filo ancora inesplorato che unisce la Basilica della Natività a Betlemme e la Basilica di Aquileia, entrambe tappa e meta di pellegrinaggi, entrambi siti Patrimonio dell’Umanità | archeologiavocidalpassato).
“Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” vince l’Aquileia Film Festival 2021. Grande partecipazione per Alberto Angela in collegamento. E ora due serate con film fuori concorso “Il Patriarcato di Aquileia” e “Le città ideali”


Alberto Angela protagonista della terza serata dell’archeologia all’Aquileia Film Festival 2021 (foto fondazione aquileia)
“Un’immersione per immagini e suoni nell’archeologia subacquea, divulgata al grande pubblico con un originale impianto narrativo”: comincia così la motivazione con la quale la giuria, composta da Dario Di Blasi (direttore Firenze Archeofilm), Marco D’Agostini (regista), Luca Villa (archeologo), Simonetta Di Zanutto (giornalista e travel blogger), Lorenza Cesaratto (FVG Social Ambassador), ha deciso all’unanimità di premiare vincitore dell’Aquileia Film Festival 2021 “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane, produzione: RAI Cultura; consulenza scientifica: Luca Peyronel. La proclamazione all’interno di una serata speciale, la terza dedicata all’archeologia, con la straordinaria partecipazione di Alberto Angela in collegamento, seguito dalle due piazze di Aquileia riservate al Film Festival tutte esaurite, e più di 4mila utenti unici collegati in streaming da tutta Italia. Ma l’Aquileia Film Festival non si ferma. Lunedì 2 e martedì 3 agosto 2021 sono in programma due serate fuori-concorso moderate dalla scrittrice e giornalista Elena Commessatti. Per tutte le serate è obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare: la procedura è molto semplice, è sufficiente andare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni.

Lunedì 2 agosto 2021 ci sarà la proiezione in prima assoluta del documentario “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini (Italia 2021, 50’), prodotto da All e Arlef. Patriae è il viaggio di Carolina, una ragazza di 14 anni che svolge una ricerca sul Patriarcato di Aquileia e raccoglie sul territorio i passaggi più significativi di oltre tre secoli di storia (1077-1420). Dalla fondazione al suo progredire come entità politico-religiosa fluida, sintesi tra centro e periferie, città e contado, fino al suo declino dovuto anche all’alleanza di parte della nobiltà friulana con i veneziani. Nella successione di queste cornici narrative, la protagonista incontra le figure simbolo associabili a ogni periodo, immagina costruzioni e agguati, osserva opere d’arte e monumenti, ascolta le parole degli esperti. Alla proiezione del film seguirà una conversazione con Marco D’Agostini e Angelo Floramo a cura di Elena Commessatti. “Patriae – Viaç tal Patriarcjât di Aquilee”, scrive Marco D’Agostini, “è un docufilm nato da un’idea dall’Associazione Laureati in Lingue (ALL) dell’università di Udine e che poi si è ingrandito diventando una produzione a tre con Informazione Friulana e Arlef e con il supporto di Regione FVG, Fondazione Aquileia, Fondazione Friuli. Fin dall’inizio l’intento è stata la divulgazione alle giovani generazioni di un periodo storico che si conosce poco: il patriarcato di Aquileia (1077-1420). Per farlo abbiamo scelto come protagonista una ragazza di 14 anni (Carolina De Clara) che deve compiere una ricerca scolastica e nel suo viaggio incontra una serie di personaggi e artisti che testimoniano le loro esperienze e le raccontano aneddoti e approfondimenti sul periodo storico di riferimento. Pur avendo una chiave divulgativa, il docufilm è in realtà destinato a tutti gli spettatori interessati ad approfondire un periodo importante e poco conosciuto. Come per Incanto (2019) e altri progetti, ho cercato di utilizzare più linguaggi (doc, animazione, fiction) per dare ritmo, dimensione e profondità alle vicende narrate. Il documentario – continua – è costituito da 3 episodi narrativi che rappresentano le 3 fasi del Patriarcato (nascita e primi cento anni, Aquileia; fase centrale: i castelli e la vita quotidiana; declino e avvento di Venezia) per ognuno dei quali c’è un approfondimento su un Patriarca di riferimento e su aspetti peculiari di questa forma amministrativa-politica originale e unica in Europa. Abbiamo inoltre deciso di utilizzare la lingua friulana per contestualizzare e caratterizzare ancor di più fatti storici e di vita. Tra i “personaggi” coinvolti oltre ai protagonisti Carolina De Clara e Luca De Clara: Angelo Floramo, Fabiano Fantini, Glauco Venier, Claudio Zinutti”. Dopo l’anteprima del 2 agosto 2021 all’Aquileia Film Festival, il docufilm inizierà il suo percorso distributivo in Università, Istituti scolastici, centri culturali, Tv, rassegne e festival, piattaforme online.

Martedì 3 agosto 2021, sempre alle 21, proiezione del docu-film prodotto da RTV Slovenija che racconta “Le città ideali” per la regia di Amir Muratović (Slovenia 2019 – 2020, 53’). Nella pianura friulana e lungo il confine sloveno, sono nati – in tempi diversi e con motivazioni diverse – molti insediamenti progettati seguendo il modello di città ideale. Una città ideale è un modello utopico che attraversa tutta la storia dell’umanità. In un raggio di quaranta chilometri troviamo Aquileia, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Torviscosa e Nova Gorica: città create a partire da un progetto unitario, innestate su reticoli geometrici di strade, in mezzo a campi infiniti. Nel documentario la storia delle città s’intreccia con la vita dei loro abitanti. A seguire conversazione a cura di Elena Commessatti con il regista del film.

Ma torniamo alle premiazioni dell’Aquileia Film Festival 2021 vinto dal film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane, con questa motivazione: “Il lungometraggio è un’immersione per immagini e suoni nell’archeologia subacquea, divulgata al grande pubblico con un originale impianto narrativo. I diversi capitoli legati alla ricerca archeologica in diverse zone d’Italia permettono di svelare originali e profonde storie di vita. Tra queste un giusto e importante tributo è riservato a Nino Lamboglia, figura decisiva per l’archeologia italiana. Dal punto di vista tecnico è utilizzato al meglio lo spettro degli strumenti del linguaggio audiovisivo: regia, fotografia, grafiche animate e montaggio”.

La giuria ha deciso inoltre all’unanimità di premiare con una menzione speciale “Choquechirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnes Molia e Nathalie Laville (Francia 2017, 26’). “Il documentario consente di far conoscere agli spettatori un luogo poco noto ma di grande fascino. Raccontato con un’ottima fotografia e una narrazione coinvolgente, il cortometraggio si insinua in una zona del territorio peruviano mostrando elementi affascinanti e originali. Il tutto in un flusso ritmato e coinvolgente”.
Taranto. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”, secondo atto del progetto culturale unico tra il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia e il MArTa, con la presentazione quasi integrale del corredo del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia del quale per la prima volta è proposta la ricostruzione in scala 1:1


Locandina della mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” fino al 9 gennaio 2022 al MArTa
Taras & Vatl, atto secondo. A un mese dall’apertura al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (fino al 7 novembre 2021), dove il mondo magno-greco e quello etrusco si incontrano tra similitudini e importanti correlazioni con oltre cento reperti che raccontano l’antica colonia spartana ma anche i popoli indigeni pugliesi, in un percorso espositivo che integra la narrazione etrusca con quella magno-greca (vedi Vetulonia. Inaugurata la mostra-evento 2021: “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia”. Due giganti delle civiltà antiche a confronto con oltre cento reperti: la colonia spartana di Taras-Taranto e la potente città etrusca di Vatl-Vetulonia. Le tappe di un progetto di studio su Etruschi e Magna Grecia | archeologiavocidalpassato), è stata inaugurata al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto”, fino al 9 gennaio 2022.
Due giganti dell’Italia antica, la colonia spartana di Taras-Taranto e Vatl-Vetulonia, la famosa città della Dodecapoli etrusca, protagonisti del Mediterraneo, sono al centro di un Evento culturale unico, a cura di Eva Degl’Innocenti (direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto) e Simona Rafanelli (direttrice del museo civico Archeologico di Vetulonia) articolato in due mostre (una al museo civico Archeologico di Vetulonia, l’altra al museo Archeologico nazionale di Taranto) e un Convegno internazionale che si terrà a Taranto dal 17 al 19 novembre 2021. Oltre a testimoniare la fruttuosa collaborazione fra i due Musei archeologici, il progetto è espressione della volontà di stabilire una solida interazione fra realtà territoriali distinte attraverso il dialogo intrecciato fra due antiche civiltà, quella magnogreca e quella etrusca, proiettato storicamente nel bacino del Mediterraneo.

Nucleo dell’esposizione tarentina è la presentazione quasi integrale del corredo del tumulo di Poggio Pelliccia, monumentale complesso funerario innalzato nel territorio vetuloniese, in uso tra metà VII e metà del V sec. a.C., del quale viene proposta l’inedita ricostruzione in scala 1:1 della camera e di buona parte del dromos di accesso. La scelta è giustificata dalla varietà degli oggetti deposti nella tomba, che sebbene pesantemente saccheggiata ha restituito materiali sufficienti a far capire l’ampiezza della rete commerciale entro la quale Vetulonia era inserita tra età orientalizzante ed età classica, e a comprendere il livello di benessere raggiunto dalle élites locali tra l’età orientalizzante e l’età classica (VII-V sec. a.C.).


Veduta aerea del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia a Vetulonia (foto p. nannini / sabap si-gr-ar)
“È la prima volta che si offre alla fruizione pubblica una ricostruzione in scala reale 1:1 di un monumentale complesso funerario di questo tipo. Attraverso il dromos – corridoio – di accesso, il visitatore arriva alla camera funeraria della tomba a tholos dove scopre gli straordinari reperti provenienti proprio dal sito del territorio di Vetulonia”, spiega la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti. “Una porta del tempo che abbiamo ricostruito, grazie all’arte e alla tecnica della cartapesta di artisti e artigiani di Putignano e Massafra, valorizzando anche questo importante patrimonio del territorio pugliese”.

Un corredo “internazionale”. Oltre ai vasi di bucchero, che rappresentano la produzione vascolare “nazionale” etrusca, si segnalano quelli provenienti “dall’estero”, ovvero da Corinto (brocche da vino e contenitori di profumi) e dalla Grecia orientale (Rodi, Samo, Chio), anche con pezzi preziosi, quali i calici di Chio e il raro vasetto configurato a testa di aquila, prodotto raffinato delle fabbriche di Rodi. Si aggiungono vasi importati da Atene, con pezzi antichi e di pregio. Dallo scacchiere asiatico provengono altri oggetti, tra i quali una rara anforetta, prodotta in Lidia. Le oreficerie, realizzate a Vetulonia, e i resti di cofanetti d’avorio danno un’idea del livello di benessere raggiunto dalle élites locali in età arcaica.

Dalle necropoli urbane di Taranto. La seconda sezione della mostra “TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto” illustra i costumi funerari e la cultura materiale di Taranto nel medesimo orizzonte cronologico (VII-V sec. a.C.) in cui la tomba di Poggio Pelliccia sembra essere rimasta in uso. Attraverso l’esposizione di corredi delle necropoli urbane dell’antica colonia fondata da Sparta, normalmente conservati nei depositi del museo Archeologico nazionale, si apprezza la dimensione della rete di relazioni culturali e commerciali che in età arcaica e classica facevano capo alla colonia spartana, coinvolgendo i centri del Mediterraneo che, negli stessi anni, intrattenevano rapporti con l’Etruria.

Il mare unisce e racconta gli oggetti esposti nella mostra, tra cui reperti provenienti dall’Asia Minore e dalle isole dell’Egeo, narrando le profonde affinità tra le due importanti civiltà, a cominciare dall’artigianato artistico della produzione orafa a cui fa riferimento anche la mostra tarantina. Accanto alla sezione dedicata a Vetulonia, vi sono le testimonianze provenienti da Taranto e dall’importante tradizione orafa locale raccontata anche nel sito peuceto di Ruvo di Puglia. Si possono, infatti, ammirare anche i reperti legati al rapporto tra l’antica colonia spartana e i popoli indigeni pugliesi ed una ricostruzione in miniatura della sepoltura magno greca di un fanciullo, con costumi funerari e corredi riferibili allo stesso orizzonte cronologico del sito di Poggio Pelliccia.
XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato

Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto 2021 nella XII edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del FVG, fondazione So.Co.Ba. e PromoTurismoFvg con il sostegno di Solaris Yachts. Per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto – di piazza Patriarcato. È obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Tutte le serate, tranne sabato 31 luglio, saranno trasmesse anche in streaming sul sito www.fondazioneaquileia.it. La giuria dei film in concorso alle serate dell’archeologia è composta da Dario Di Blasi (direttore di Firenze ArcheoFilm), Luca Villa (archeologo), Simonetta Di Zabutto (travel blogger e giornalista), Lorenza Cesaratto (Fvg Social Ambassador).

Serata-evento. “Il Festival si apre martedì 27 luglio 2021 con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dal vivo suoneranno Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli che presenterà anche il suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli.


L’archeologo navale Francesco Tiboni

Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

Star di Aquileia Film Festival sarà anche quest’anno Alberto Angela che chiuderà la kermesse intervistato da Piero Pruneti (foto Massimo Goina)
Le serate dell’archeologia. Ospiti delle serate dell’archeologia nei giorni successivi e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Francesco Tiboni, archeologo navale (28 luglio), Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia (29 luglio), Alberto Angela in diretta streaming (30 luglio). Si inizia mercoledì 28 luglio 2021, alle 21, con la proiezione del film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente, dove per la prima volta nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. A seguire la conversazione-intervista con Francesco Tiboni, archeologo navale e in chiusura il cortometraggio “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville sugli Incas, che nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Sebbene non conoscessero né la scrittura né la ruota, gli Incas si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura. Giovedì 29 luglio 2021, alle 21, il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane ci porterà alla scoperta del patrimonio sommerso nei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Ospite della serata Cristiano Tiussi, archeologo, che approfondirà l’importanza strategica del porto fluviale di Aquileia per la storia della città. In chiusura grazie al cortometraggio “Elarmekora” di Clément Champiat seguiremo una spedizione archeologica nel cuore del Gabon, sulle tracce dei primi uomini lungo il fiume Congo. Venerdì 30 luglio 2021, alle 21, la serata si apre con il cortometraggio “Indagini in profondità. Il robot degli abissi” di Guilain Depardieu e Frédéric Lossignol che segue una squadra di archeologi al largo delle coste di Tolone, in Francia, che sta per inviare su di un relitto un robot umanoide chiamato “Ocean One”. Protagonista della serata Alberto Angela in diretta streaming con la presentazione dei suoi due ultimi libri della trilogia di Nerone “L’ultimo giorno di Roma” e “L’inferno su Roma” editi da Harper Collins.

Il gruppo Maram Oriental Ensemble
Il concerto. Sabato 31 luglio 2021, alle 21, la musica di MARAM Oriental Ensemble ci porterà lungo la sponda orientale del Mediterraneo, partendo dal Marocco percorrendo tutto il Nord Africa, passando per l’Egitto, fermandosi in Palestina, Libano, Siria, Iraq e arrivando fino alla Turchia. L’evento è abbinato alla mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” e alterna musica, lettura scenica e proiezioni.

Fuori concorso – Il Patriarcato di Aquileia e Le città ideali. Lunedì 2 e martedì 3 agosto 2021 sono in programma due serate fuori-concorso moderate dalla scrittrice e giornalista Elena Commessatti: lunedì 2 agosto ci sarà la proiezione in prima assoluta del documentario “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini, prodotto da All e Arlef. “Patriae” è il viaggio di Carolina, una ragazza di 14 anni che svolge una ricerca sul Patriarcato di Aquileia e raccoglie sul territorio i passaggi più significativi di oltre tre secoli di storia (1077-1420). Il film è in lingua friulana sottotitolato in italiano. A seguire la conversazione con il regista D’Agostini e con Angelo Floramo. Martedì 3 agosto, sempre alle 21, proiezione del docu-film prodotto da RTV Slovenija che racconta “Le città ideali” con la regia di Amir Muratović: nella pianura friulana e lungo il confine sloveno, infatti, in un raggio di quaranta chilometri troviamo Aquileia, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Torviscosa e Nova Gorica, città create a partire da un progetto unitario.
Il film di Alberto Castellani “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” vince la terza edizione di “Roselle Archeofilm – Premio “O. Fioravanti”

Roselle Archeofilm: le proiezioni nell’area archeologica di Roselle (foto archeologia viva)
“Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” del regista veneziano Alberto Castellani ha vinto la terza edizione di “Roselle Archeofilm – Premio “O. Fioravanti”. Al centro della pellicola l’affascinante “terra tra i due fiumi” dalla nascita della cultura urbana fino ai devastanti saccheggi e alle distruzioni operati dall’Isis e non solo. Si è chiusa domenica 18 luglio 2021 la terza edizione di “Roselle Archeofilm Premio “O. Fioravanti”. La manifestazione è stata organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con Direzione Regionale Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e Associazione M.Arte. Il Festival, sostenuto da Santina Grotto, si è svolto con il patrocinio di Comune di Grosseto in collaborazione con museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Fondazione Grosseto Cultura; con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la partecipazione di Conad e Banca Tema.

Il pubblico, in qualità di giuria popolare, non ha avuto incertezze e ha decretato vincitore, con un notevole distacco di voti, il film tutto italiano di Alberto Castellani che indaga sulla storia della Mesopotamia e in particolare sulla grande stagione della nascita e sviluppo della cultura urbana in Iraq fino alle devastanti distruzioni del suo patrimonio archeologico. La serata si è conclusa con la proiezione di un corto animato “The Sound of that Beat”, prodotto dall’università di Bologna, che racconta “in presa diretta” la prima volta di un bambino iracheno all’interno del Museo di Baghdad dove sono custodite le testimonianze della nascita del suo territorio.

Ospite della serata conclusiva Simona Rafanelli, direttore museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia, che, intervistata da Piero Pruneti, direttore di “Archeologia Viva” (Giunti Editore), ha parlato dei rapporti tra Vetulonia e Taranto ovvero tra la Maremma etrusca e la Magna Grecia anche alla luce della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città” in corso al museo di Vetulonia.

Nel 2021, dopo 31 fortunate edizioni, la formula del tradizionale festival documentaristico roveretano autunnale “Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico” della Fondazione Museo Civico si rinnova dunque allargando i temi archeologici alla più ampia tematica della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sia materiale che immateriale e su nuovi stili comunicativi come l’animazione. Il focus si amplia sulla città ospitante, che diventa protagonista della manifestazione. La memoria RAM è universalmente conosciuta in informatica ed elettronica come la memoria operativa del computer. Analogamente anche il RAM film festival si pone come una memoria fattiva, uno strumento per la conservazione e valorizzazione attiva, attraverso il cinema documentario e la voce di esperti e testimonial, di ciò che non deve essere dimenticato, il patrimonio dell’umanità.

“La Rassegna del Cinema Archeologico di Rovereto ha tracciato un percorso lungo oltre trent’anni, ispirato dal desiderio di valorizzare il contributo dato dalla città alla storia dell’archeologia, grazie ad alcuni suoi concittadini illustri come Paolo Orsi e Federico Halbherr, ricercatori e viaggiatori riconosciuti a livello internazionale”, sottolinea l’assessore Micol Cossali, che con il Comune di Rovereto sostiene da vicino l’iniziativa RAM Film Festival, “raccoglie questa eredità e la rilancia ampliando i suoi interessi per la storia dei popoli, del loro modo di vivere e di pensare, e scommettendo sul coinvolgimento di un nuovo pubblico con particolare attenzione alle generazioni più giovani. Il nuovo nome racconta in modo efficace questo importante progetto, radicato nel tempo e rivolto al futuro, alla scoperta delle molteplici tracce lasciate da un’umanità in continua trasformazione”.
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