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Bacoli (Na). Alla prima edizione di FAB festival dell’Archeologia vincono il premio Kore (per il pubblico) il film “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso e Diego Schiavo, per la giuria tecnica il film “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud

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Il parco borbonico del Fusaro ha ospitato la prima edizione di FAB festival dell’Archeologia di Bacoli (foto fab)

Con l’assegnazione del Premio Kore si è chiusa la prima edizione di FAB festival dell’archeologia di Bacoli al Parco borbonico del Fusaro, rassegna favolosa del cinema archeologico ideata da Dario Di Blasi: tre giornate dal 6 all’8 ottobre 2023 con proiezioni, dibattiti ed eventi (vedi Bacoli (Na). Al via al Parco borbonico vanvitelliano del Fusaro la prima edizione di FAB, festival dell’archeologia di Bacoli: rassegna favolosa del cinema archeologico ideata da Dario Di Blasi | archeologiavocidalpassato). Tra le iniziative una mostra a fumetti dedicata a Plinio il Vecchio in occasione dei 2mila anni della sua nascita, le tavole rotonde con gli esperti del settore e le proiezioni speciali di “Palmira, la meraviglia del deserto – Viaggio nei siti dell’Unesco”. “Sono tante le emozioni che abbiamo provato in queste tre giornate dedicate al cinema e alla cultura archeologica”, commentano gli organizzatori. “Sono state tante le persone che sono venute e questo ci riempie il cuore di gioia. Ci auguriamo che, oltre ad avervi fatto trascorrere qualche momento di spensieratezza in un momento storico particolarmente turbolento, vi sia giunto il messaggio alla base di questa manifestazione: l’immenso valore intrinseco del documentario. Questo genere cinematografico è fondamentale per la ricerca, per la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico, artistico e naturalistico del nostro meraviglioso pianeta terra. Ringraziamo tutti gli enti, pubblici e privati, che ci hanno supportato nella buona riuscita del festival”.

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Dario Di Blasi con i registi Marco Melluso e Diego Schiavo vincitori del premio Kore del pubblico con il film “L’incantevole Lucrezia Borgia (foto fab)

Il premio Kore del pubblico è andato al film “L’incantevole Lucrezia Borgia” di Marco Melluso e Diego Schiavo (Italia 2023, 63’) con Lucrezia Lante Della Rovere. Durante lo speakeraggio di un documentario dai toni scandalistici, Lucrezia Lante della Rovere esce magicamente dallo schermo, si ribella e coinvolge Voce, lo speaker interpretato dal brillante Tullio Solenghi, e il giovane tecnico del suono, il talentuoso Tobia de Angelis, in un viaggio alla riscoperta della vera vita di un’eroina del suo tempo: Lucrezia Borgia. Accompagnata da un buffo e dorato assistente interpretato dal poliedrico Francesco Zecca, Lucrezia Lante si muove tra Ferrara e i territori del ducato estense, raccontando la storia di Lucrezia Borgia d’Este come se fosse – e forse lo è stata davvero! – la più grande e appassionante telenovela del Rinascimento.

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Frame del film film “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud

Il premio Kore della giuria tecnica è andato al film “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 52’). Per storici e archeologi, il più grande museo del mondo è sott’acqua a profondità irraggiungibili per gli esploratori umani. A queste profondità non c’è modo di scavare e registrare i resti delle diverse centinaia di migliaia di relitti che si stima si trovino sott’acqua. Ma oggi, una nuova era di ricerca in acque profonde si sta aprendo grazie a un robot archeologo umanoide all’avanguardia, chiamato Ocean one K, sviluppato dal laboratorio robotico della Standford University. Il nostro film segue la prima vera missione di immersione di prova effettuata nel Mediterraneo su cinque relitti che vanno da 100 m fino a 850 m di profondità, e cattura il momento di record e l’avventura scientifica e umana lungo il percorso. La conquista archeologica dell’abisso è iniziata.

Rovereto. Serata finale del RAM film festival con teatro Zandonai esaurito in ogni ordine di posti, dopo cinque giorni con incontri sempre sold out: il pubblico premia il film “The lost Mountaineers” e il premio “Paolo Orsi” al film “The Time they spent here”. Ecco tutti gli altri premi e le molte menzioni

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RAM film festival 2023: teatro Zandonai esaurito in ogni ordine di posti per la serata finale (foto graziano tavan)

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Neri Marcorè al teatro Zandonai di Rovereto nella serata finale del RAM film festival 2023 (foto graziano tavan)

Con un teatro Zandonai gremito in ogni ordine di posti si è chiusa una grande edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, con focus Sguardi sul Clima: nei cinque giorni di programmazione, dal 4 all’8 ottobre 2023, un pubblico attento e competente ha apprezzato i 62 film in concorso suddivisi in quattro sezioni: Cinema archeologico (la sezione più corposa, quest’anno associata al premio biennale intitolato al grande archeologo roveretano “Paolo Orsi”), L’Italia si racconta, Sguardi dal Mondo, e Cultura animata; ma ha anche “esaurito” i posti disponibili in tutti gli incontri e negli approfondimenti con gli ospiti, fino ad assiepare anche i palchi più in alto dello Zandonai per seguire nella serata finale l’incontro speciale con Neri Marcorè. Il festival, dedicato all’archeologia e alle memorie del passato, e alle sfide per la conservazione del patrimonio culturale nel futuro che cambia, con particolare attenzione all’emergenza climatica, ha rappresentato una vetrina unica per l’esplorazione delle culture antiche e per la scoperta di nuove prospettive sulla nostra storia.

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Giovanni Laezza, presidente dalla Fondazione museo civico di Rovereto, al teatro Zandonai di Rovereto nella serata finale del RAM film festival 2023 (foto graziano tavan)

“La partecipazione del pubblico a questa edizione del festival ha confermato l’interesse crescente per il nostro festival”, ha commentato Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto che organizza il RAM, “e la nutrita rappresentanza di addetti ai lavori, fatta di decine registi, produttori, autori, membri delle giurie, esperti che hanno partecipato alle proiezioni, e anche al momento speciale a loro dedicato per potersi scambiare impressioni e contatti, contribuisce a posizionare la città di Rovereto in un circuito di eventi legati al cinema a livello nazionale e internazionale, ampliando gli orizzonti oltre i confini cittadini. Il RAM Film Festival Rovereto Archeologia Memorie continua così a svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere la consapevolezza e l’importanza della conservazione del nostro passato e della divulgazione al grande pubblico di contenuti importanti attraverso il cinema e i momenti informali”.

PREMIO RAM film festival del pubblico. Sintesi di quanto proposto nella ricca programmazione, prima della performance di Neri Marcorè, sono state le premiazioni dei film segnalati dalle giurie tecniche e dal pubblico. I favori del pubblico sono andati al film “The lost Mountaineers” di Andrea Andreotti e Diego Busacca (Italia 2023, 50’), produzione Museo storico del Trentino, che ha vinto il premio RAM Film Festival.

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Il regista Andrea Andreotti solleva il premio RAM film festival assegnato dal pubblico al film “The lost Mountaineers” (foto graziano tavan)

Il documentario realizzato con la consulenza scientifica di Ben Appleby, Aldo Miorelli, Antonella Previdi, Giacomo Zanetti e Lorenzo Gardumi, è dedicato a un DUKW, un mezzo anfibio americano affondato nel Lago di Garda il 30 aprile 1945. I soldati a bordo del mezzo furono dichiarati dispersi ma non dimenticati e le ricerche sono arrivate ad un punto di svolta più di settant’anni dopo. Il documentario, presentato per la prima volta in assoluto al pubblico, ha ricevuto anche una menzione speciale da parte della giuria del premio “L’Italia si racconta”.

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Frame del film “Saving Venice / Salvare Venezia” di Duncan Bulling

Molto apprezzati nel voto del pubblico, giunti a pochi decimi di punto dal vincitore, anche il documentario britannico “Saving Venice / Salvare Venezia”, di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 52’), prodotto da LionTv, in anteprima italiana, e “Memorie di un mondo sommerso”, di Philippe Nicolet (Svizzera 2021, 58’), prodotto dalla Association Palafittalp/Studio NVP3D dedicato alle palafitte dell’arco alpino.

PREMIO PAOLO ORSI per il Cinema Archeologico. La giuria internazionale composta da Barbara Maurina (presidente), Mark Pearce e Annamaria Ravagnan, ha assegnato il premio al film “The Time they spent here / Il tempo che hanno trascorso qui” di Edward Owles (Regno Unito 2023, 23’), produzione Richard Tacon, presentato al RAM in prima mondiale. Qual è la magia dell’arte rupestre? Due veterani archeologi di Tanum, in Svezia, cercano il modo migliore per documentare e preservare le antiche incisioni locali risalenti all’età del Bronzo.

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Barbara Maurina, presidente della giuria per il Cinema archeologico, legge la motivazione per l’assegnazione del premio Paolo Orsi al film “The time they spent here” (foto graziano tavan)

Ecco la motivazione: “Un cortometraggio piccolo per dimensioni ma grande per il contenuto e l’intensità, a tratti lirica, con cui racconta l’appassionato lavoro di due attempati studiosi che hanno dedicato la loro vita a registrare, analizzare e tutelare le incisioni rupestri di Tanum nella Svezia nord-occidentale, le quali costituiscono la più grande concentrazione di arte dell’Età del Bronzo in Europa. Una vera e propria missione, volta alla salvaguardia di un patrimonio archeologico oggi più che mai minacciato dall’azione degli agenti atmosferici. Il documentario con profonda sensibilità, umanità e delicatezza riesce a comunicare in modo originale e convincente l’essenza della vocazione dell’archeologo e a fondere in un perfetto equilibrio il messaggio scientifico con il linguaggio cinematografico”.

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Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George

Menzione speciale al film “A la recherche de la musique de l’antiquité  / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia 2021, 53’), produzione O2B films. Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, una disciplina in rapida crescita, l’archeo­logia musicale, riporta in vita musiche perdute, sa­cre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Motivazione: “Un affascinante film che racconta le metodologie della ricerca volta a restituirci la musica antica. A partire del papiro musicale del Louvre, passando per l’antica canzone rinvenuta in Turchia e la partitura iscritta sul muro del Tempio di Apollo a Delfi, il racconto si snoda svelando i molteplici risvolti del lavoro di deciframento dei documenti, in grado di restituirci non solo i suoni antichi ma anche le modalità di amplificazione impiegate nell’antichità. Un tema assai complesso, ma affrontato con un linguaggio chiaro e accessibile al grande pubblico e reso cinematograficamente accattivante da una fotografia di qualità e da un ritmo ben cadenzato”.

PREMIO L’ITALIA SI RACCONTA. La giuria composta da Isabella Bossi Fedrigotti (presidente), Michele Trentini, Sara Zanatta, non presenti alla serata finale, ha assegna il premio, consegnato da Alessandra Cattoi, al film “The black Italian Renaissance / Il rinascimento italiano nero” di Cristian di Mattia (Italia 2023, 90’), produzione Alice Cinema, Why Tales, Rufus Film. Il film racconta le vite di personaggi afro-discen­denti nell’Italia Rinascimentale, legati tra loro dalla diffusione delle esplorazioni geografiche del XV e XVI secolo, e che, in modi diversi, hanno segnato la Storia. I loro volti fanno capolino tra le tele di alcune delle più grandi opere d’arte di tutti i tempi. I loro nomi sono sparsi tra i libri mastri di archivi antichi. Raccontando le storie di nobili, schiavi, ambasciato­ri e cavalieri, il documentario svela come il concetto rinascimentale di “razza” fosse diverso da quello che conosciamo oggi.

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Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto, legge la motivazione del premio L’Italia si racconta assegnato al film “The black Italian Renaissance / Il rinascimento italiano nero” di Cristian di Mattia (foto graziano tavan)

Motivazione: “Bridgerton, la serie con affascinante lord inglese dall’incarnato lievemente scuro, non ha inventato nulla. In Italia, nel corso del Rinascimento decine di quadri, di sculture, di documenti attestano la presenza nella società, specialmente in quella alta, di centinaia di persone di colore. E non necessariamente come schiavi, al pari di quanto successe in altri Paesi; e neppure sempre come servitorielli secondo quanto testimoniano le sculture dei neri puttini guardaporta. Sono consiglieri e confidenti, ambasciatori e segretari come anche balie a camerieri. Il documentario “The black italian Renaissance” ha colpito per l’originalità della ricerca, per l’accuratezza dello studio e per la testimonianza che la nostra società, almeno in un certo passato, era in effetti multiculturale”.

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La regista Elena Giogli al RAM film festival (foto fmcr)

Menzione speciale al film “Il custode della memoria” di Elena Giogli (Italia 2023, 66’), produzione Tiwi. Il racconto di vita di un uomo che incarna l’anima popolare della sua città. Dino Marinelli per più di 25 anni è stato il custode della Pinacoteca di Città di Castello, in Umbria. Ha vissuto da solo all’interno del museo, studiando totalmente da autodidatta e nel corso del tempo è diventato uno scrittore e una guida artistica riconosciuta a livello internazionale. Un vero custode della memoria. Motivazione: “Il documentario riesce a costruire con intelligenza emotiva l’incontro tra il pubblico e Dino Marinelli, personaggio originale ed eccentrico in compagnia del quale si attraversa quasi un secolo di storia di una città della provincia italiana, con le sue bellezze materiali, il suo orgoglio linguistico, i suoi aneddoti artistico-culturali, la sua vena ironica e scanzonata. Il registro biografico ben si accompagna alle cronache d’epoca; i materiali di repertorio, anche i meno “nobili”, così giustapposti alle parole di testimoni-amici invitano, senza retorica, a riflettere sul potere della memoria e sul raro dono di saperla tramandare con passione”.

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Frame del film “The lost Mountaineers” di Andrea Andreotti e Diego Busacca

Menzione speciale al film “The lost Mountaineers” di Andrea Andreotti e Diego Busacca (Italia 2023, 50’), produzione Museo storico del Trentino. Motivazione: “Gli autori ricostruiscono efficacemente le drammatiche vicende legate all’inabissamento di un mezzo anfibio americano nelle acque del Garda alla fine della seconda guerra mondiale e ne narrano anche i ripetuti tentativi di individuazione e recupero del relitto. Lo fanno attraverso un abile lavoro di ricerca e restituzione delle diverse fonti. La qualità dei materiali d’archivio, delle testimonianze dirette e il ritmo del montaggio ci appassionano a una pagina di storia meno nota, ambientata in un lembo suggestivo di paesaggio che non avevamo ancora percepito sotto questa luce”.

PREMIO SGUARDI DAL MONDO. La giuria, composta da Duccio Canestrini (presidente), Nora Demarchi, Cecilia Pennacini, ha assegnato il premio al film “Carraco / Raganella” di Carlos Cazurro (Spagna 2022, 65’), produzione Carlos Cazurro e Manu Sevillano. Il film è un racconto che rende onore alle storie di vita quotidiana poiché spesso trattano temi univer­sali. Miguel ha bisogno di telefonare ma non ha campo. Sceglie quindi di usare il tradizionale car­raco, una “raganella” per far rumore, un metodo di comunicazione che gli aveva insegnato suo non­no. Scopre poi che questo codice fu inventato dagli abitanti di Valladolid, in Spagna, molto tempo fa e decide di indagare sulla questione.

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Duccio Canestrini, presidente della giuria Sguardi dal mondo, legge la motivazione del premio assegnato al film “Carraco” (foto graziano tavan)

Motivazione: “Carraco racconta la riscoperta, attraverso la memoria personale e collettiva, di un codice di comunicazione alternativo e condiviso fra la popolazione dei Monti Torodo, nei pressi di Vallodolid. Questo codice prevede l’uso di una “carraca”, uno strumento di legno che, fatto ruotare su sé stesso, produce un suono ritmico, modulabile. Favola rurale raccontata attraverso il linguaggio stilistico del falso documentario, il film narra di una storia locale che richiama temi universali quali la riappropriazione della memoria collettiva, dell’identità locale, del senso di comunità e appartenenza. I 65 minuti di narrazione si susseguono con un ritmo energico e coinvolgente, rivolgendosi allo spettatore con un linguaggio cinematografico inedito e sorprendente”.

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Frame del film film “Namarali” di Tim Mummery

Menzione speciale al film “Namarali” di Tim Mummery (Australia 2021, 52’) produzione Yorna Woolagoodja e Tim Mummery. Motivazione: “Il film racconta con sensibilità e attenzione la storia dell’artista aborigeno Donny Woolagoodja impegnato a preservare le raffigurazioni degli spiriti Wandjina che adornano le grotte della regione del Kimberly, nell’Australia occidentale. La forza della narrazione visiva attraversa lo spazio e il tempo – attingendo anche a immagini di repertorio – fino a ricreare grazie a un intenso approccio partecipativo il complesso cosmogonico del “Tempo del sogno”.

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Frame del film “I am Kanaka / Io sono un Kanaka” di Genevieve Sulway

Menzione speciale al film “I am Kanaka / Io sono un Kanaka” di Genevieve Sulway (Regno Unito 2022, 15’), produzione Genevieve Sulway. Con una storia oscura e solo il 5% della popolazio­ne che parla la lingua nativa, le Hawaii rischiano di perdere per sempre le proprie tradizioni. Questo film offre una speranza sul futuro grazie all’ex-inse­gnante Kaina Makua e il suo programma no-profit rivolto a giovani indigeni svantaggiati, con l’obiet­tivo di preservare il patrimonio culturale hawaiano, parlando anche di sostenibilità ambientale. Motivazione: “Nonostante l’immaginario paradisiaco che le contraddistingue, la natura spettacolare e l’enorme afflusso turistico, le isole Hawaii rischiano di perdere per sempre le proprie tradizioni. Reagendo all’espropriazione delle loro terre, al degrado e alla miseria, gli orgogliosi nativi kanaka ci insegnano la sostenibilità, a partire dal recupero della lingua madre e dalle danze Hula, proibite dai missionari e dai coloni. Un piccolo documentario, antropologicamente perfetto, che illustra una filosofia etnica comunitaria”.

PREMIO CULTURA ANIMATA. La giuria, composta da Andrea Artusi (presidente), Davide Lorenzon, Tobia Berti, ha assegnato il premio al film “The sprayer / Lo spruzzatore” di Farnoosh Abedi (Iran 2022, 9’), produzione Institute for the Intetllectual Development of Children and Young Adults, Negative Art Studio. Nella terra occupata dall’Esercito degli Spruzzatori, nessuno ha il diritto di coltivare le piante: i soldati spargono infatti veleno su tutta la flora che incon­trano. In molti non sanno nemmeno come cresce o come sia fatta una pianta, finché uno dei soldati non scopre un seme piantato nella polvere: la sua curiosità è solo l’inizio di qualcosa di straordinario e rivoluzionario.

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Andrea Artusi, presidente della giuria Cultura animata, legge la motivazione del premio assegnato al film di animazione “The sprayer” (foto graziano tavan)

Motivazione: “Grazie al grande equilibrio tra qualità tecnica, sia dal punto di vista della modellazione tridimensionale che dell’animazione in computer grafica, e impianto narrativo, l’opera si è imposta fin da subito nella valutazione della giuria. Il corto riesce a trattare in maniera coinvolgente, approfondita e toccante dal punto di vista emotivo il tema del clima con originalità e grande energia dello storytelling”.

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Frame del film “Bride’s Dream / Il sogno della sposa” di Joe Chang

Menzione speciale al film “Bride’s Dream / Il sogno della sposa” di Joe Chang (Cina/Canada 2023, 7’), produzione Joe Chang. La guerra civile in Cina, scatenata dal tramonto del­la dinastia Han, divide due sposi novelli, Zhang e Whan Hui. Lui è chiamato in battaglia e lei resta ad aspettarlo, tra la vita e la morte, tra la realtà e il sogno. I disegni animati sono accompagnati da brani dell’Opera di Pechino. Motivazione: “Il corto ha la capacità di accompagnare lo spettatore sulle ali dell’immaginario della tradizione culturale del paese di provenienza nel profondo di un tema complesso con grande sensibilità e delicatezza. L’uso sapiente e consapevole degli elementi grafici e del colore completa un’opera di grande impatto emozionale e di alta qualità tecnica dal punto di vista dell’animazione”.

MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER. La giuria composta da Andrea Bellotti, Giovina Caldarola, Marta Coccoluto, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra, non presenti alla serata finale, ha assegnato la menzione, consegnata da Alessandra Cattoi, al film “Montaigne and the misterious tomb / Montaigne e la tomba misteriosa” di Pauline Coste (Francia 2021, 52’), produzione Day for Night / Enfant savage. Questo documentario coinvolge il pubblico in una straordinaria ricerca archeologica. Archeologi e storici lavorano fianco a fianco per svelare il mistero di una sepoltura risalente a più di 500 anni fa, rin­venuta nei sotterranei dell’attuale Museo d’Aquita­nia, nel cuore di Bordeaux, dove un tempo sorgeva una chiesa. Si tratta davvero della tomba del fa­moso filosofo, umanista e scrittore del rinascimento francese Michel de Montaigne?

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Claudia Beretta. della segreteria del RAM film festival, legge la motivazione per il premio Archeoblogger assegnato al film “Montaigne and the misterious tomb / Montaigne e la tomba misteriosa” di Pauline Coste (foto graziano tavan)

Motivazione: “Un documentario che si può definire come la quintessenza del “piacere della ricerca, della ricostruzione e della scoperta”. Per una volta la parola “mistero” non è fuori luogo. Una lunga ricerca multidisciplinare che abbraccia storia, archivistica, antropologia fisica, architettura, un romanzo giallo archeologico che con meticolosa descrizione della pluralità delle risorse umane e professionali, delle scienze e tecnologie differenti prova a “risolvere il caso”, con un ritmo serrato e una narrazione avvincente che però lascia anche spazio a riflessioni e silenzi emozionati, mentre storici, filosofi e curatori ci accompagnano alla scoperta dell’uomo e del filosofo Michel de Montaigne e dei tempi in cui visse, tempi di guerra, malattie e, ahimè, pandemie. Un documentario che riassume il senso dell’archeologia: ipotizzare, fare domande e aspettare che il tempo e il progresso della disciplina possano arrivare alle risposte. Forse. Montaigne, che sia effettivamente lui o meno, non potrebbe che esserne contento”.

MENZIONE SPECIALE CINEMAMORE. La giuria composta da Andrea Morghen (Religion Today), Augusto Marsigliante (Trento Film Festival) e Valentina Poli (RAM film festival) ha assegnato la menzione al film “Namarali” di Tim Mummery (Australia 2021, 52’), produzione Yorna Woolagoodja e Tim Mummery. Il film racconta l’impegno dell’artista di origini abo­rigene Donny (Yorna) Woolagoodja per ravvivare i legami con la propria ancestrale cultura tradizio­nale. Il credo spirituale dell’artista ruota attorno ai wandjina, spiriti creatori le cui effigi adornano i luo­ghi del Kimberley in Australia: rinnovati con nuova ocra ogni anno dagli antenati, i pittogrammi abori­geni dei wandjina stanno ora scomparendo.

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Andrea Morghen (Religion Today), Augusto Marsigliante (Trento Film Festival) leggono la motivazione del premio CinemA.Mo.Re assegnato al film “Namarali” (foto graziano tavan)

Motivazione: “Namarali è un’opera di elevato valore culturale, nella quale l’arte cinematografica dialoga con la suggestiva pittura rupestre. Attraverso la figura di Donny e della comunità cui appartiene, veniamo immersi in un mondo ancestrale fatto di lotte tra divinità primordiali e magiche apparizioni. Lo spirito dei protagonisti di “Namarali” è quello di chi non non vuole arrendersi allo sradicamento e all’omologazione, e non può dimenticare le tradizioni dei propri antenati, insegnando anche alle nuove generazioni il valore della memoria e il sacro dovere di far sì che questo patrimonio non cada nell’oblio”.

Sibari. Al museo nazionale Archeologico della Sibaritide si presenta il progetto “ABAcadabra, la magia di arte e archeologia”: così, con la creatività degli studenti dell’Accademia di Catanzaro, riprendono vita le cassette archeologiche in legno ormai dismesse

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Progetto ABAcadabra: gli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro davanti al museo nazionale Archeologico della Sibaritide (foto parco sibari)

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Cassettine archeologiche in legno dismesse e accatastate nei magazzini del museo nazionale Archeologico della Sibaritide (foto parco sibari)

Al museo nazionale Archeologico della Sibaritide arriva il progetto “ABAcadabra. La magia di arte e archeologia”, che si inserisce tra le attività pensate per la valorizzazione del Parco di Sibari, fortemente volute dal direttore Filippo Demma e coordinate dal funzionario conservatore restauratore Camilla Brivio, è curata dal Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro. Appuntamento lunedì 9 ottobre 2023, alle 16, nella sala conferenze del museo nazionale Archeologico della Sibaritide. A fare gli onori di casa sarà il direttore prof. Filippo Demma mentre per l’Accademia catanzarese saranno presenti il direttore prof. Virgilio Piccari, e i docenti Simona Caramia, Cristina Gavello, Giuseppe Negro, Giuseppe Guerrisi e Andrea Grosso Ciponte. Con ABAcadabra è stato affidato agli studenti il compito di reinterpretare, dando nuova vita e forma, a decine di cassette archeologiche in legno, i contenitori utilizzati per lo stoccaggio e l’archiviazione di reperti, ormai dismesse, che saranno trasformate e convertite.

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Progetto ABAcadabra: gli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro al lavoro per ridare nuova vita alle cassettine archeologiche in legno dismesse al museo della Sibaritide (foto parco sibari)

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Cassettine archeologiche in legno dismesse e accatastate nei magazzini del museo nazionale Archeologico della Sibaritide (foto parco sibari)

“Così le cassette che per decenni hanno contenuto i reperti rinvenuti al parco archeologico di Sibari”, spiega Demma, “fondamentali scavi degli anni ‘70, tornano a nuova vita. La magia è in corso, ad opera dei ragazzi dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro e dei loro professori. Sedie e panchine di design per il nostro pubblico, installazioni originali che arricchiranno il patrimonio del museo e delle aree archeologiche, colori e forme che renderanno evidenti tre concetti: il nuovo Parco e la sua offerta culturale si basano anche simbolicamente sulla ricerca e sulle sue acquisizioni; il Parco collabora con tutte le forze del Territorio per attualizzare il suo Patrimonio e renderlo operante nel contemporaneo; riciclo, sostenibilità ed economia circolare sono per noi parole chiave. Per un progetto come questo, non c’era partner migliore dei ragazzi delle Scuole di Pittura, Scultura, Illustrazione e Decorazione dell’Accademia”.

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Progetto ABAcadabra: le “nuove” sedute al museo della Sibaritide realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro con le cassettine archeologiche in legno dismesse (foto parco sibari)

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Progetto ABAcadabra: le “nuove” sedute al museo della Sibaritide realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro con le cassettine archeologiche in legno dismesse (foto parco sibari)

Il progetto si compone di tre parti. “Archeologic”, una linea di design per la quale sono state realizzate 16 sedute tra panchine e poltrone singole. Designer delle sedute sono stati gli allievi del corso di Graphic Design. Lorenzo Caporale, Micaela Mele, Rosa Pulerà, Alessia Agresta, Pietro Paonessa, Michelangelo De Vita, Paola Purcaro, Erika Marrazzo, questi i loro nomi, sono stati coordinati dai docenti Tania Bellini e Tommaso Palaia i quali, unitamente al collega Giuseppe Guerrisi, hanno completato la linea “Archeologic” con due tavoli di design e un’opera a parete che saranno collocati negli uffici della Direzione del Museo. Hanno collaborato agli allestimenti Matteo Marino e Francesco Gaudiello, personale tecnico-amministrativo dell’ABA.

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Progetto ABAcadabra: un’opera realizzata dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro al museo della Sibaritide con le cassettine archeologiche in legno dismesse (foto parco sibari)

“Senza cartellino”, una installazione site specific all’interno del museo, dove il lavoro è stato realizzato dagli allievi del Dipartimento di Arti Visive, Scuole di Pittura, Scultura, Decorazione e Grafica/Illustrazione. I docenti che hanno coordinato il progetto sono Simona Caramia (Capo Dipartimento), Caterina Arcuri (Capo Scuola Pittura), Giuseppe Negro (Giunta di Dipartimento), Andrea Grosso Ciponte (Capo Scuola Grafica/Illustrazione). Gli studenti sono: Andrea Corsello, Giada Pugliese, Marica Corrado, Marika Fodaro, Martina Napolitano, Rosy Piscionieri, Eva Fruci, Luca Granato, Ilaria Notaro, Francesca Delle Donne, Fiammetta Ornella Silipo, Leopoldo Maggiorini, Dennis Gonzales, Gaia Sarcone, Giovambattista Barberio, Lorenzo Colelli, Bruno Carvelli e Alessia Grandinetti.

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Uno sguardo sul parco archeologico: lì, prossimamente, sarà posta un’installazione realizzata dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Catanzaro nell’ambito del progetto ABAcadabra (foto parco sibari)

“Labirinto stratigrafico”, una installazione site specific che sarà realizzata nei prossimi mesi ed esposta nel Parco archeologico. Alla reinterpretazione delle cassette archeologiche dismesse collaborano anche gli allievi dei licei artistici di Rossano e Cittanova.

Rovereto. Il RAM film festival alla giornata finale con film e documentari da tutto il mondo, una rievocazione medievale aperta a tutti al giardino Fedrigotti in corso Bettini e la serata conclusiva con Neri Marcorè

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Il teatro Zandonai di Rovereto ospita proiezioni ed incontri della rassegna internazionale del cinema archeologico (foto fmcr)

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Rievocazione medievale con la Gualdana del Malconsiglio (foto gualdana del malconsiglio)

Domenica 8 ottobre 2023 il RAM film festival di Rovereto arriva al gran finale con una novità: rievocazione medievale a ingresso gratuito. A partire dalle 10 e fino alle 16 il Giardino di Palazzo Fedrigotti in corso Bettini accoglierà una vera e propria rievocazione medievale con la Gualdana del Malconsiglio, l’Ordine della Torre, la Sala d’Arme Achille Marozzo, l’Associazione Lagarina di Storia Antica e altre associazioni rievocative che con abiti storici e attività varie ci riporteranno all’epoca dei Castelbarco. Si tratta di una delle tappe del ciclo di Strade, Borghi e Castelli.

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Frame del film “Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans / Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali” di Nathan Ward

I film in concorso saranno proiettati sia la mattina che il pomeriggio al Teatro Zandonai. Da segnalare la produzione della Fondazione Museo storico del Trentino, “The lost Mountaineers” di Andrea Andreotti e Diego Busacca (Italia 2023, 50’), documentario dedicato ad un DUKW, un mezzo anfibio americano affondato nel Lago di Garda il 30 aprile 1945 per un guasto meccanico. Con il film statunitense “Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans / Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali” di Nathan Ward (Stati Uniti 2022, 27’) invece arriviamo in Colorado dove gli archeologi e le tribù nativo americane locali, gli Ute meridionali, gli Hopi e i Pueblo della tribù Laguna, lavorano ufficialmente insieme per scoprire antichi insediamenti.

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Frame del film “Panorami sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello

Numerosi i film ambientati in Italia, dalla Sicilia con il film “La neve dei Monti Iblei” di Antonio Daquino e Seby Scollo (Italia 2022, 12’), con la scoperta delle neviere utilizzate nel commercio del ghiaccio, alla Sardegna con il film “Un pioniere nel sottosuolo” di Monica Dovarch (Italia 2023, 67’) fino a Venezia con il documentario “Panorami sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello (Italia 2023, 52’), un viaggio nella Laguna di Venezia, alla ricerca delle radici romane della città insieme a pescatori, archeologi, artisti, subacquei e a una ragazza non vedente. Interessante anche il corto animato “(R)evolution” di Vanessa Cardui (Germania 2022, 2’) che in soli due minuti riesce a far arrivare un messaggio molto forte, legato all’impatto della plastica sulla fauna. Più di 1500 specie animali in tutto il mondo hanno assunto plastica dall’ambiente e circa 100 milioni di animali marini muoiono ogni anno per via dei rifiuti.

rovereto_rassegna-RAM-2023_serata-6-ottobre_locandinaIn serata al teatro Zandonai, dopo la premiazione dei film vincitori condotta da Patrizia Orsingher, gran finale di riflessione e spettacolo con Neri Marcorè per parlare delle sfide che i nostri tesori paesaggistici e culturali affrontano ogni giorno, tra inquina­mento, emergenze climatiche e na­turali, e conoscere la sua esperienza personale per la tutela del territorio e del patrimonio portata avanti nelle Marche dopo il terremoto del 2016. Sul palco del Teatro Zandonai Neri Marcorè accompagna il pubblico attraverso gli argomenti della serata esibendosi con la chitarra in una se­lezione di brani tratti da progetti di teatro musicale di grande successo.

Roma. All’esterno del Colosseo “I Gladiatori dell’Arena”: evento storico per famiglie, cittadini, turisti che assisteranno gratuitamente, come avveniva 2000 anni fa, ai momenti della gladiatura antica con più di 50 rievocatori

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Al Colosseo a tu per tu con i gladiatori. Domenica 8 ottobre 2023, tra le 11 e le 13, nell’area in cui ancora si conservano i blocchi di travertino dell’originaria pavimentazione di età romana che separava il perimetro del Colosseo dalla strada in basoli di selce retrostante, là dove il limite è segnato da cinque cippi che ancora lasciano percepire l’estensione dei confini del più grande edificio da spettacolo dell’antichità, tra l’Anfiteatro e la sua principale palestra (il Ludus Magnus), si svolgerà un evento storico: famiglie, cittadini, turisti assisteranno gratuitamente – come avveniva 2000 anni fa – ad un evento che farà rivivere la gladiatura antica. Prolusioni con armi smussate, munera con armi pungiglione, e ancora gladiatori legitimi e gladiatori tunicati, si alterneranno per comprendere a fondo il complesso mondo della gladiatura, dalla sua origine più nobile fino alla contaminazione con gli spettacoli di sangue. L’evento a Ingresso libero senza prenotazione, in lingua italiana con citazioni di testi in lingua latina, è promosso dal ministero della Cultura – parco archeologico del Colosseo e rientra tra le manifestazioni organizzate dal PArCo nell’ambito della riapertura e valorizzazione del Criptoportico dei gladiatori e della mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, allestita al Colosseo dal 21 luglio 2023 (vedi Roma. Al Colosseo la mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, installazione multimediale permanente ed esposizione temporanea. Ricreato virtualmente il collegamento tra il Ludus Magnus e l’anfiteatro flavio | archeologiavocidalpassato) nei sotterranei dell’Anfiteatro. Sarà presente il presidente della Commissione Cultura alla Camera dei deputati on. Federico Mollicone.

Più di 50 rievocatori illustreranno con il linguaggio del corpo e dei gesti (ad digitum pugnare; pollux pressus; pollex versus) i duelli tra le coppie di gladiatori, lasciando spazio ad un’attenta divulgazione delle fonti antiche ed epigrafiche, oltre a quelle archeologiche (mosaici, rilievi, pitture) che ancora oggi forniscono il contesto conoscitivo di riferimento. I combattimenti tra le diverse classi gladiatorie saranno rappresentati dai rievocatori del Gruppo Storico Romano presieduto da Sergio Iacomoni e dai rievocatori di Ars Dimicandi con la narrazione di Dario Battaglia presidente di Ars Dimicandi. La pompa magna, che precederà lo spettacolo, sarà formata dalle più alte cariche amministrative e politiche del tempo, e uscirà dalle arcate del Colosseo per raggiungere il palco imperiale.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia omaggio a Maria Callas con “La Melodia della Vita a cent’anni dalla nascita”: fra arie d’opera, momenti di danza e incursioni teatrali

roma_villa-giulia_omaggio-a-maria-callas_locandinaA cento anni dalla nascita di Maria Callas (1923-2023), il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia assieme all’associazione culturale L’Ordito presenta un omaggio all’artista che è stata storia e mito dell’opera lirica e che con il suo talento ha lasciato una traccia indelebile nel modo della musica e dell’arte in generale. “Maria Callas. La Melodia della Vita a cent’anni dalla nascita” è uno spettacolo poliedrico dedicato alla voce icona del teatro d’opera moderno che unisce parole e musica in un incontro di sguardi tra classico e contemporaneo da un’idea di Rita Ferraro. Soprani: Germana Burchietti, Hanna Lee e Paola Protani. Tenore: Marco Ciardo. Baritono: Giuseppe Pecce. Pianoforte: Yeseul Cha. Letture teatralizzate di Maria Teresa Raffele con Maura Santella, Francesca Santella, Marco Ciardo e Riccardo Fioroni. Note contemporanee con Maura Santella, Francesca Santella e Marco Ciardo. Balletti neoclassici a cura di Violetta Bungaro e Chiara di Loreto. Fra arie d’opera, momenti di danza e incursioni teatrali si tesse un telaio di arti diverse che si intrecciano fra loro nel luogo in cui papa Giulio III amava circondarsi di artisti e musici e celebrava le arti in tutte le sue forme ed espressioni. Progetto selezionato con la manifestazione di interesse 2023 rivolto alle associazioni culturali del terzo settore per la proposta di iniziative di alto profilo culturale. Evento compreso nel biglietto di ingresso ai giardini di Villa Giulia. Per info: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

Rovereto. Alla quarta giornata del RAM film festival protagonista l’Egitto con due film (sui fratelli Champollion e il papiro Ebers) tra i 15 film in programma al teatro Zandonai. Aperitivo con Caporale e il suo libro “Ecoshock”

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Frame del film “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer

Sono ben 15 i film, molti in prima nazionale, in programma al teatro Zandonai sabato 7 ottobre 2023, quarta giornata del RAM film festival, organizzato dal 4 all’8 ottobre 2023 dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promosso dal Comune di Rovereto, dal ministero della Cultura, dalla Provincia Autonoma di Trento e dall’APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il sostegno della Fondazione Caritro e della Cassa Rurale Alto Garda Rovereto. E l’Egitto torna a essere il protagonista con due film, in serata, uno francese “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia 2022, 52’) dedicato ai Fratelli Champollion, e uno tedesco “The Treasures of the Pharaohs – Ebers Papyrus / I tesori dei Faraoni – Il papiro di Ebers” di Denis Kliewer e Ulli Wedelmann (Germania 2023, 52’) sullo straordinario papiro che custodisce l’arte della guarigione degli Egizi.

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Il film “Dames et princes de la préhistoire / Dame e principi della preistoria” di Pauline Coste

A partire dalle 10.30 alle 12.30, e poi ancora dalle 15 alle 19.30 e dalle 20.30 alle 23 sono numerosi i film di carattere prettamente archeologico, così come alcuni documentari che raccontano sfumature diverse del focus di quest’anno, ovvero gli sguardi sul clima e sulle sfide del patrimonio culturale. Tra i documentari dedicati all’archeologia, ricordiamo “Archeology 3.0. Making the Dead Speak / Archeologia 3.0. Far parlare i morti” di Stéphane Jacques (Francia 2022, 53’) che mostra tutte le tecnologie anche medicali dedicate alla ricerca archeologica, oppure un documentario francese dedicato alla musica nell’antichità “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia 2020-2021, 53’), o ancora il francese “Dames et princes de la préhistoire / Dame e principi della preistoria” di Pauline Coste (Francia 2021, 52’) dedicate alle eccezionali sepolture in grotta del paleolitico. Numerosi anche i film a carattere antropologico, tra cui si segnalano l’australiano “Namarali” di Tim Mummery (Australia 2021, 52’) sui popoli aborigeni, e il britannico “I am Kanaka / Io sono un Kanaka” di Genevieve Sulway (Regno Unito 2022, 15’) dedicato alla cultura e alle tradizioni hawaiane. Tra i film italiani, il delicato ritratto del custode della Pinacoteca di Città di Castello di Elena Giogli, “Il custode della memoria” (Italia 2022, 66’), e il film di Piero Badaloni “La grande sete” (Italia 2022, 45’).

rovereto_rassegna-RAM-2023_aperitivo-7-ottobre_locandinaAperitivo in Giardino. Sold out anche l’appuntamento con Giuseppe Caporale, scrittore che presenta il suo libro “Ecoshock. Il destino dell’Italia al centro della crisi climatica” nel giardino di Palazzo Fedrigotti. Modera Filippo Orlando, area Meteorologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto. A partire dal suo libro “Ecoshock. Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica” (editore Rubettino), Giuseppe Caporale dialoga con il pubblico su temi di grande attualità: dal Mediter­raneo come hot-spot climatico nel quale le criticità già evidenti su scala globale addirittura si raffor­zano, alla scomparsa dei ghiacciai e alle minacce per Venezia, dai ritardi nelle energie rinnovabili alle nuove sfide per l’economia, un destino che ci chiama a una nuova assunzione di responsabilità e consapevolezza. Giuseppe Caporale, giornalista professionista, ha lavo­rato per la cronaca nazionale del quotidiano La Repub­blica. Nel 2012 ha vinto il Premio Paolo Borsellino per il giornalismo. Ha diretto Workshop sul giornalismo d’in­chiesta e, nel 2013, ha fondato il progetto culturale Resto al Sud, Think Tank che raccoglie le migliori intelligenze del Meridione per ragionare sul rilancio del territorio. Nel 2020 ha fondato l’Osservatorio Economico e Sociale Ri­parte l’Italia.

VI Giornata delle Catacombe: apertura e visite gratuite a Roma e nelle catacombe in Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Sicilia, Sardegna, promosse dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra

roma_giornata-delle-catacombe_2023_locandinaSabato 7 ottobre 2023 c’è la VI Giornata delle Catacombe – Edizione d’Autunno, e per l’occasione la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra promuove l’apertura e le visite gratuite sia ad alcuni siti romani, sia alle altre catacombe dislocate nelle diverse Regioni d’Italia (Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Sicilia, Sardegna). Come per l’edizione precedente, che si è svolta con successo il 18 marzo scorso, coinvolgendo le sette catacombe romane aperte al pubblico, l’evento avrà come tema “Percorsi di Pace”, con l’intenzione di valorizzare quei simboli e quelle immagini catacombali che ancora a distanza di secoli invitano a riflettere sul tema della pace, proprio in un momento storico così delicato, segnato dal conflitto bellico e dalla violenza. Per l’Edizione d’Autunno, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra ha previsto, infatti, di aprire, su prenotazione e gratuitamente, sei noti complessi ipogei della Roma sotterranea generalmente chiusi al pubblico: S. Tecla, S. Lorenzo, Pretestato, Vigna Chiaraviglio, l’ipogeo degli Aureli e Generosa. Inoltre, sempre il 7 ottobre, presso alcune catacombe, avranno luogo eventi collegati alla Giornata, quali laboratori dedicati ai bambini, visite speciali e conferenze. La VI Giornata delle Catacombe sarà conclusa, come da tradizione, con una solenne Celebrazione Eucaristica, che si terrà ad Albano Laziale nella chiesa di S. Maria della Stella (via della Stella, 5 – Albano Laziale) adiacente le catacombe di S. Senatore, alle 18, presieduta da Mons. Pasquale Iacobone, Presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. A tutti i visitatori delle catacombe romane, infine, verrà rilasciato un voucher che darà diritto a un ingresso ridotto per 2 persone in una delle catacombe di Roma aperte al pubblico, da utilizzare entro il 31 dicembre 2024. Per le visite, sempre gratuite, è necessaria la prenotazione.

GLI EVENTI

ROMA, ore 11: Laboratorio per bambini (6-12 anni) “La lucerna del fossore”, Museo della Torretta, Comprensorio callistiano, ingresso principale via Appia Antica, 78. Prenotazioni: https://tinyurl.com/lablucerna; ore 15, Laboratorio per bambini (6-12 anni) “Le epigrafi cristiane”, Museo della Torretta, Comprensorio callistiano, ingresso principale via Appia Antica, 78. Prenotazioni: https://tinyurl.com/labepigrafi

LAZIO, ore 10: Laboratorio per bambini (6-12 anni) “Laboratorio creativo sui simboli cristiani”, Catacombe di S. Savinilla a Nepi (VT), via del Cimitero, 29 – Nepi (VT). Prenotazioni: museo@comune.nepi.vt.it – 0761.570604; ore 10, visita guidata gratuita per bambini (max 20 bambini), Catacomba S. Cristina a Bolsena piazza Santa Cristina – Bolsena (VT). Prenotazioni: parrocchia@basilica-bolsena.net; ore 10.30: Laboratorio per bambini (9-12 anni) “Simboli paleocristiani tra fiori e profumi” (max 15 bambini), sala parrocchiale adiacente la Basilica di S. Cristina, Catacomba S. Cristina a Bolsena, piazza Santa Cristina – Bolsena (VT). Prenotazioni: parrocchia@basilica-bolsena.net; ore 15: visita gratuita per bambini (max 20 bambini), Catacomba S. Cristina a Bolsena, piazza Santa Cristina – Bolsena (VT). Prenotazioni: parrocchia@basilica-bolsena.net; ore 15.30: Laboratorio per bambini (9-12 anni) “Simboli paleocristiani, tra fiori e profumi” (max 15 bambini), sala parrocchiale adiacente la Basilica di S. Cristina in Bolsena, Catacomba S. Cristina a Bolsena, piazza Santa Cristina – Bolsena (VT). Prenotazioni: parrocchia@basilica-bolsena.net; ore 18: Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Pasquale Iacobone, presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Chiesa di S. Maria della Stella, via della Stella, 5 – Albano Laziale-

SICILIA, ore 9.30: visita guidata per bambini “ScopriCatacomba”, Catacombe di S. Giovanni a Siracusa, largo San Marciano, 3 – Siracusa (SR). Prenotazioni: info@kairos-web.com – 347.5815794; ore 17: visita guidata speciale “Dal buio alla luce”, Catacombe di S. Lucia a Siracusa, piazza S. Lucia, 26 – Siracusa (SR). Prenotazioni: info@kairos-web.com – 347.5815794

SARDEGNA, ore 17.30: conferenza “Antioco testimone della devozione cristiana con Saturnino ed Efisio nella Sardegna meridionale” a cura della prof.ssa Rossana Martorelli, Sant’Antioco, Palazzo del Capitolo, sala conferenze.

LE CATACOMBE

ROMA. Orario di apertura: 10 – 18, visite ogni 45 minuti per gruppi di massimo 15 persone: Catacombe di S. Tecla, via Silvio D’Amico, 42. Prenotazioni: https://tinyurl.com/catacombetecla; Catacombe di San Lorenzo, piazzale del Verano, 3. Prenotazioni: https://tinyurl.com/catacombelorenzo. Museo e Catacombe di Pretestato, via Appia Pignatelli, 11. Prenotazioni: https://tinyurl.com/catacombepretestato; Catacombe dell’ex Vigna Chiaraviglio, Comprensorio callistiano, via Appia Antica, 126. Prenotazioni: https://tinyurl.com/catacombechiaraviglio; Ipogeo degli Aureli, via Luigi Luzzatti, 2b. Prenotazioni: https://tinyurl.com/ipogeoaureli; Catacombe di Generosa, via delle Catacombe di Generosa, due turni di visita: ore 10 e 15.30. Prenotazioni: nicoladeguglielmo@libero.it.

LAZIO. Catacombe di S. Senatore ad Albano Laziale (RM), via della Stella, 2 – Albano Laziale (RM), ore: 10, 11.30, 15, 16.30. Prenotazioni: info@museodiocesanodialbano.it – 333.9999883; Catacombe Ad Decimum a Grottaferrata (RM), via Anagnina 4 – Grottaferrata (RM), ore: 10.30-12.30; 14.30-16.30. Prenotazioni: 348.4066708/06.9459854; Catacombe di Monte Stallone a Formello (RM), Museo Palazzo Chigi, piazza S. Lorenzo – Formello (RM), ore: 11; 16. Prenotazioni: mansio@comune.formello.rm.it – 06.90194236; Catacombe di Ad Vicesimum a Morlupo (RM), via Flaminia, km 31,5, Morlupo (RM), ore: 9-12; 14-17. Prenotazioni: agervtues@gmail.com – 347.0855680; Catacombe di S. Teodora a Rignano Flaminio (RM), Cimitero comunale, strada Statale 3 – Rignano Flaminio (RM), ore: 10-12.30; 15-18. Prenotazioni: proloco.rignano@virgilio.it – 331.4378825/339.1164670; Catacombe di S. Savinilla a Nepi (VT), via del Cimitero, 29 – Nepi (VT), ore: 10.30; 16.30. Prenotazioni: museo@comune.nepi.vt.it – 0761.570604; Catacombe di S. Eutizio a Soriano nel Cimino (VT), via del Convento 751, Loc. S. Eutizio – Soriano nel Cimino (VT), ore: 10.30; 12. Prenotazioni: museo@comune.sorianonelcimino.vt.it; Catacombe S. Cristina a Bolsena (VT), piazza Santa Cristina – Bolsena (VT), ore: 10.30; 15.30; 16.30. Prenotazioni: parrocchia@basilica-bolsena.net.

ABRUZZO. Catacombe di S. Vittorino ad Amiterno (AQ), Parrocchia S. Michele Arcangelo, via Pizzoli, San Vittorino – Amiterno (AQ), ore: 11. Prenotazioni: 346.2166953, Catacomba di Castelvecchio Subequo (AQ), via Superaequum – Castelvecchio Subequo (AQ), ore: 10, 11, 12; 15.45, 16.45, 17.45. Prenotazioni: info@gruppoarcheologicosuperequano.it – 334.7663209

TOSCANA E UMBRIA. Catacombe di S. Mustiola a Chiusi (SI), Strada Provinciale 49 – Chiusi (SI), ore: 14.30. Prenotazioni: mail@labirinto.info – 338.6827859/349.2267013; Catacombe di S. Caterina a Chiusi (SI), via Cassia Aurelia I, 11 – Chiusi Scalo (SI), ore: 16. Prenotazioni: mail@labirinto.info – 338.6827859 / 349.2267013; Catacomba di Villa S. Faustino a Massa Martana (PG), Villa San Faustino / frz. Massa Martana (PG), ore: 10-13; 15-18. Prenotazioni: 351.7588974/349.0642786

SICILIA. Catacombe di Porta d’Ossuna a Palermo, corso C. Alberto Amedeo, 110 – Palermo (PA), ore: 9-13; 15-18. Prenotazioni: info@archeofficina.com – 327.9849519 / 320.8361431; Catacombe di Villagrazia a Carini (PA), via Nazionale, 3 – Carini (PA), ore: 9-13; 15-18. Prenotazioni: info@archeofficina.com – 327.9849519 / 320.8361431; Catacombe di S. Giovanni a Siracusa, largo San Marciano, 3 – Siracusa (SR), ore: 9.30-12.30; 14.30-17.30. Prenotazioni: info@kairos-web.com; Catacombe di S. Lucia a Siracusa, piazza S. Lucia, 26 – Siracusa (SR), ore: 9.30-12.30; 14.30-17.30. Prenotazioni: info@kairos-web.com

SARDEGNA. Catacombe di S. Antioco, piazza Parrocchia, 22 – S. Antioco (CI), ore: 9.30-12.30; 15-17. Prenotazioni: basilicasantantioco@tiscali.it

Ozzano dell’Emilia (Bo). Festa della Storia nell’area archeologica di Claterna: rievocazioni, ricostruzioni storiche, visite guidate e laboratori

claterna_area-archeologica_festa-della-storia_locandinaA Claterna (Ozzano dell’Emilia, Bo) per la Festa della Storia. Sabato 7 ottobre 2023 nell’area archeologica sarà ricostruito un fedele accampamento romano nel quale sarà possibile rivivere la vita quotidiana di una legione del I secolo d.C., la Legio XIII Gemina. Le attività di rievocazione realizzate attraverso tecniche di archeologia sperimentale e living history, saranno accompagnate da visite guidate agli scavi a cura degli archeologi della soprintendenza ABAP di Bologna e si terranno nei seguenti orari: 10, 11, 12, 14, 15, 16. I più piccoli potranno scegliere tra 2 laboratori: “Costruisci e Gioca con la scacchiera romana”, laboratorio giochi per bambini dai 6 agli 11 anni (turni 15 e 16); “Cerca, Trova e Costruisci”, laboratorio di manipolazione per bambini dai 6 agli 11 anni (turni 10 e 11). Per i bambini al di sotto degli 8 anni è necessaria la partecipazione di un genitore. Uno spazio verrà dedicato anche ai ragazzi più grandi, dai 12 ai 18 anni, con un’esperienza ludico – storica assieme ai legionari che proporranno diverse attività tra cui tiro con l’arco, tiro con l’onagro (catapulta) e vestizione del legionario (turni 11.30 e 16.30). Evento all’aperto. Partecipazione e ingresso gratuiti fino ad un massimo di 30 persone a turno. Per prenotare: museo@comune.ozzano.bo.it oppure 051 791337.

Napoli. A Palazzo Reale presentazione del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli) di Paolo Giulierini

napoli_palazzo-reale_libro-l-itaòia-prima-di-roma_presentazione_locandinaAppuntamento venerdì 6 ottobre 2023, alle 19, nella sala Coerenza di Palazzo Reale a Napoli, per la presentazione del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli) di Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Ingresso libero. Dialogherà con l’autore il prof. Carlo Rescigno.

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Copertina del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici”

L’Italia prima di Roma. Il nostro Paese ci appare il più delle volte come l’erede per eccellenza della civiltà romana. Non c’è nulla di più vero, ma se ci mettessimo in viaggio percorrendo l’Italia da nord a sud scopriremmo che prima ancora che Italiani siamo stati Italici: in ogni regione la toponomastica, i monumenti, i reperti archeologici, le tradizioni etnografiche, persino le abitudini alimentari e culinarie raccontano la storia di popoli antichi che a partire dall’Età del ferro si sono frequentati, confrontati, scontrati. Celti, Veneti, Liguri, Etruschi, Sardi, Latini, Sanniti, Lucani, Piceni, Campani, Punici, Enotri, Siculi e molti altri hanno lasciato ovunque nella penisola tracce profonde, preziose per capire com’era l’Italia prima dell’avvento di Roma. Con la competenza dell’esperto e il passo avvincente del divulgatore, Paolo Giulierini ci accompagna in un viaggio affascinante, ci presenta gli Italici che siamo stati, ne approfondisce il rapporto con il territorio, le modalità insediative, la religione, la lingua e la scrittura, senza tralasciare il fondamentale incontro con i Romani e quello che ne è seguito. Corredato da immagini, questo libro è al tempo stesso un saggio sulla meravigliosa complessità della storia del nostro Paese e una guida per innamorarsi, oltre che di tutte le sue bellezze, anche delle genti che lo hanno abitato in tempi remoti, e che ancora oggi ci parlano: non solo di loro ma anche di noi, da sempre popolo in cammino che a ogni tappa aggiunge un viandante alla carovana.